Più del risultato, più della partita, a vincere nel primo Memorial Catello Mari è stato soprattutto il calcio, quello capace di unire due piazze storicamente rivali nel ricordo di una figura che continua a rappresentare un simbolo per entrambe le tifoserie. Al termine della sfida tra Cavese e Juve Stabia, il direttore generale della Cavese, Clemente Filippi, ha voluto sottolineare il valore umano e sportivo della serata, emozionato anche dal suo forte legame e trascorso con i colori gialloblù.
«Saluto i giornalisti di Cava e quelli di Castellammare, che da un po’ non vedevo. Venti anni non si dimenticano, sono tifoso della Juve Stabia, ma questo memorial aveva il principale motivo di ricordare Catello, autore di un miracolo calcistico, in quanto ha unito due tifoserie da sempre rivali. Mi è sembrata la giusta occasione, nel ventesimo anniversario della morte di Catello, proprio nel giorno 6, numero della sua maglia da gioco, per ricordarne il valore. Con le due tifoserie presenti, è stata una vera festa di sport».
Parole che fotografano perfettamente lo spirito della manifestazione, nata per ricordare Catello Mari e trasformata in una serata di amicizia e rispetto reciproco tra due tifoserie che hanno saputo offrire uno spettacolo sugli spalti oltre che in campo.
Filippi ha poi lanciato una proposta destinata a far discutere, con l’auspicio che il Memorial possa diventare un appuntamento fisso dell’estate calcistica campana.
«Scherzando, tempo fa, dissi che questo evento lo dovremmo far diventare come il Trofeo Berlusconi. Lo vorrei far diventare un appuntamento fisso. Ero certo che sarebbe stata una bellissima giornata di sport e amicizia. Abbiamo tempo per organizzarlo anche l’anno prossimo, certamente l’obiettivo è quello di istituzionalizzare questo evento».
Un’idea che, alla luce della straordinaria partecipazione del pubblico al Simonetta Lamberti, appare tutt’altro che irrealizzabile.
Il dirigente metelliano ha poi voluto elogiare il comportamento dei sostenitori di entrambe le squadre, protagonisti di una serata vissuta nel massimo rispetto reciproco.
«Abbiamo dato una risposta, le due tifoserie sono state eccezionali. Spesso hanno avuto il divieto di trasferta entrambe le tifoserie, stasera abbiamo visto che c’è la possibilità di giocare con tutti i tifosi presenti».
Un messaggio importante, che dimostra come il calcio possa essere anche occasione di aggregazione e condivisione quando prevalgono i valori dello sport.
Infine, Filippi è tornato sul suo passato alla Juve Stabia, club con il quale ha vissuto vent’anni della propria carriera dirigenziale, senza nascondere l’affetto che continua a provare per i colori gialloblù.
«La vita è fatta di tanti eventi, dopo tanti anni in gialloblù non posso dimenticare nulla. Ho visto la partita da bordocampo, mi sono soffermato più sulla partecipazione dei tifosi, senza badare molto al gioco. È una Juve Stabia che è in crescita, ma questo non è il momento per dare un giudizio. C’è l’entusiasmo per una vittoria che equivale a quella del campionato, con il presidente che ha salvato la categoria».
Parole che confermano come il primo Memorial Catello Mari abbia saputo andare oltre il semplice valore di un’amichevole estiva. La vittoria della Juve Stabia passerà agli archivi, ma l’immagine destinata a rimanere impressa è quella di due tifoserie unite nel ricordo di un uomo che, vent’anni dopo la sua scomparsa, continua ancora oggi a costruire ponti attraverso la passione per il calcio.