(Adnkronos) – “La biopsia liquida ĆØ diventata importante anche nel cancro della mammella.In pratica consiste in un prelievo di sangue, quindi non c’ĆØ più necessitĆ di fare un prelievo di materiale dal tumore e questo dĆ un grosso vantaggio alle pazienti.
Nel cancro della mammella serve specificatamente in questo campo, ma ci saranno varie e tantissime altre applicazioni, a dimostrare la presenza o l’assenza di una mutazione di un gene che si chiama Esr1″.CosƬ all’Adnkronos Salute Saverio Cinieri, presidente Fondazione Aiom e direttore Oncologia medica e Breast Unit ospedale Perrino di Brindisi, in occasione di una conferenza stampa promossa oggi a Roma, con il contributo non condizionante di Menarini Stemline, con esperti di Fondazione Aiom e Fmp (Fondazione per la medicina personalizzata) per chiedere che le nuove ormonoterapie orali siano disponibili anche in Italia. Ā “La mutazione del gene Esr1 ĆØ intorno al 30% – spiega Cinieri – ma i dati stanno aumentando man mano che si raffinano le tecniche di laboratorio, quindi potrebbe arrivare anche al 40% in donne affette da cancro della mammella con recettori ormonali positivi che hanno fallito una prima linea di terapia endocrina con inibitori delle cicline e degli inibitori dell’aromatasi.
Pertanto, avere la mutazione favorisce l’assunzione del nuovo farmaco elacestrant che ha dato dei risultati importanti in questo campo e che noi stiamo usando in uso compassionevole in Italia perchĆ© al momento siamo in attesa dell’autorizzazione da parte di Aifa, che spero avvenga al più presto”. Ā La biopsia liquida “ha cambiato la storia dell’oncologia perchĆ©, ribadisco, una volta bisognava fare le biopsie del tessuto.Spesso queste donne hanno una patologia solo ossea, e fare una biopsia ossea ĆØ impegnativo e più complesso di un esame di un tessuto.
Il test ĆØ fondamentale perchĆ©, se non hai la mutazione di Esr1, il farmaco potrebbe funzionare meno”, conclude l’oncologo.Ā —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)




