(Adnkronos) – La nuova dottrina nucleare della Russia annunciata da Vladimir Putin – chiaro messaggio all'Ucraina, alla Nato e a tutto l'Occidente – e le minacce del ricorso all'atomica da parte di Mosca riaccendono il dibattito riguardo allo spettro di una guerra su ampia scala con armi e scenari catastrofici.ย "Quella con Putin non รจ una partita a poker in cui siamo di fronte ad un nuovo rilancio – dice all'Adnkronos il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare e attuale presidente della Fondazione Icsa – O perlomeno non deve essere valutato cosรฌ da chi ha responsabilitร di decisione ed รจ tentato dallโaccettare la sfida accettando il rialzo della posta o addirittura tentando di vedere le carte.Nei primi mesi di conflitto si aveva persino pudore ad usare il termine 'nucleare', ora sta diventando unโopzione come unโaltra nella percezione di chi, detenendo capacitร decisionali, forse non si รจ ben compenetrato negli scenari catastrofici di dolore e devastazione che una simile opzione comporterebbe e che pertanto in nessun caso puรฒ divenire la posta di una partita a poker". ย "Non sembra che lโenunciazione da parte di Putin di una nuova dottrina, che abbassa notevolmente la soglia dellโuso del nucleare e ne circoscrive la casistica di utilizzo come risposta ad unโaggressione, abbia provocato il risultato di stimolo alla cessazione delle ostilitร e allโavvio di un tavolo negoziale.
Mentre invece, ora piรน che mai, bisognerebbe condizionare gli aiuti a Zelensky alla enunciazione da parte sua di che cosa intenda per vittoria, per condizioni di pace – continua Tricarico – Un discorso questo che andava fatto al presidente ucraino fin dal primo giorno come precondizione per la concessione degli aiuti e che invece nรฉ Zelensky nรฉ nessun altro รจ in grado di enunciare.Un'irresponsabilitร diffusa che i cittadini hanno colto, isolando come non mai i decisori istituzionali e togliendo loro, nei fatti, la rappresentativitร per cui sono stati eletti". ย "Non serviva certo il giro di vite sul nucleare di Putin per ricordarci che il leader ucraino sembra ora piรน che mai abbisognevole di un reset di visione, di una doccia di realismo, di un ridimensionamento delle ambizioni sempre piรน smodate e irrealistiche", conclude Tricarico.ย Secondo il generale Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare e della Difesa, l'obiettivo di Putin รจ aumentare l'incertezza per portare deterrenza.
Camporini spiega all'Adnkronos come "il ricorso alla minaccia all'uso dell'arma nucleare non รจ nuovo nella strategia russa di questi due anni, ma l'uso di una qualsiasi arma risponde a una dottrina di impiego che รจ codificata e la dottrina di impiego del nucleare รจ nota sia da parte russa che statunitense, o francese o altri Paesi".ย "Dire che modifico la mia dottrina di impiego dell'arma nucleare significa aumentare il livello di incertezza, elemento fondamentale della deterrenza: รจ l'incertezza a far funzionare la deterrenza.Quindi, a mio avviso – continua Camporini – รจ in un certo modo un tentativo di Putin di seminare il dubbio nelle dirigenze politiche occidentali, come anche nelle opinioni pubbliche occidentali e risponde a un suo disegno strategico, molto razionale e che potrebbe trovare una concretizzazione".ย "Concretizzazione su cui sono molto scettico per un motivo politico – spiega ancora Camporini – una qualsiasi potenza che in una situazione di emergenza decidesse l'uso di un'arma nucleare, per di piรน tattica si screditerebbe in modo totale nei confronti del resto del mondo: io non oso pensare come reagirebbe la Cina di fronte a una cosa del genere, potrebbe essere un disastro per la diplomazia russa". ย "La minaccia del presidente Putin di reagire pesantemente allโautorizzazione statunitense e di alcuni altri partner della coalizione, di poter impiegare da parte di Kiev missili a lungo raggio per colpire in profonditร il territorio russo (e bielorusso) potrebbe prevedere, secondo fonti dโintelligence occidentali, attacchi a basi Nato in Europa anche condotti con armi nucleari.
Si tratta dellโennesima 'linea rossa' tracciata dal presidente Putin che, se superata, potrebbe causare una forte reazione di Mosca", dice all'Adnkronos il generale Giorgio Battisti, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico.ย "In precedenza nessuna delle altre linee rosse (consegna di carri armati, artiglierie e missili, caccia F-16, ecc.) ha provocato la minacciata reazione.In questโultimo caso, la risposta allโautorizzazione di colpire in profonditร sembra sia stata presa dai governi occidentali con una maggiore probabilitร di esecuzione da parte russa.
Il presidente Putin, infatti, ha annunciato in questi giorni di aver modificato la propria dottrina nucleare affermando la possibilitร di usare armi nucleari nel caso di informazioni attendibili circa il lancio massiccio di armi aeree e spaziali che oltrepassino il confine russo – continua Battisti – Questo anche in caso di aggressione di uno Stato non nucleare ma con la partecipazione o il sostegno di uno Stato nucleare.E questo sembra proprio il caso dellโUcraina". ย "La nuova dottrina prevederebbe una risposta nucleare anche se lโattacco sia condotto con armi convenzionali che perรฒ minacci lโesistenza dello Stato russo.
Ciรฒ ha suggerito maggiore cautela nel concedere eventualmente questa sollecitata autorizzazione ucraina, sostanzialmente per due motivi.Il primo, ritengo, per i contatti Mosca-Washington attraverso la cosiddetta 'diplomazia sotterranea'; il secondo, perchรฉ Putin non puรฒ minacciare sempre nuove 'linee rosse' senza mai passare ai fatti – prosegue Battisti – ร appena il caso di ricordare che nel 1996 la Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite, su richiesta dellโallora segretario generale dellโOnu, Boutros Boutros-Ghali, di esprimere una valutazione circa la liceitร di utilizzo delle armi nucleari in relazione ai principi del diritto umanitario internazionale, ha fornito un parere che sostanzialmente riteneva legale tale impiego in circostanze estreme di 'legittima difesa' (self defence) da parte di un Paese sul punto di essere sconfitto quale ultima soluzione per sopravvivere.
La continua pressante richiesta ucraina di ottenere questa autorizzazione rientra verosimilmente nel tentativo di coinvolgere direttamente la Nato nel conflitto, tenuto conto che Kiev giร colpisce in profonditร nella Russia con propri droni".ย Per Pietro Batacchi, direttore della Rivista italiana difesa (Rid), non c'รจ "nessuna revisione della dottrina nucleare russa, se la si legge bene l'uso delle armi nucleari in caso di aggressione anche convenzionale c'รจ, formulato in maniera un po' piรน ambigua, ma c'รจ.Sostanzialmente quello che ha fatto Putin รจ chiarire ulteriormente questo aspetto affermando che, in caso di attacco con aerei o droni convenzionali che dovesse mettere in crisi il comando e controllo o minacciare infrastrutture critiche della Federazione, risponderebbe con armi nucleari".ย "Sostanzialmente รจ stato esplicitato che il nucleare russo, in particolare quello tattico alla fine serve proprio a compensare l'inferioritร convenzionale russa rispetto alla Nato e agli americani – aggiunge Batacchi – e poi lo ha affermato in questo momento particolare mentre c'รจ il dibattito sul consentire l'uso delle armi occidentali in territorio russo.
E', a mio avviso, un messaggio politico di 'andarci piano' perchรฉ se si mettono in discussione certe cose Putin dice che usa il nucleare e infine dipende sempre dall'avversario accertarsi se sia un bluff".ย —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)




