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Il cardinale Pietro Parolin, per oltre un decennio il collaboratore piรน vicino e influente di Papa Francesco, รจ oggi considerato da molti osservatori uno dei principali candidati a nuovo Pontefice al Conclave 2025.ย
Nato il 17 gennaio 1955 a Schiavon, nella provincia e diocesi di Vicenza, Parolin proviene da una famiglia cattolica praticante: il padre era titolare di un negozio di ferramenta, mentre la madre insegnava alle elementari.Un evento traumatico lo segnรฒ profondamente durante lโinfanzia: la morte del padre in un incidente stradale, quando aveva solo dieci anni.ย Fin da ragazzo avvertรฌ la vocazione sacerdotale e, a soli quattordici anni, fece ingresso nel seminario diocesano di Vicenza.
Ordinato sacerdote nel 1980, a venticinque anni, fu poi inviato a Roma per specializzarsi in diritto canonico presso la Pontificia Universitร Gregoriana.Proprio in quegli anni iniziรฒ anche la sua preparazione per la carriera diplomatica al servizio della Santa Sede.
Dopo aver completato una tesi sul Sinodo dei Vescovi, intraprese ufficialmente il percorso diplomatico vaticano nel 1986.ย Dopo un primo incarico triennale in Nigeria, fu assegnato alla nunziatura in Messico, dove contribuรฌ al ripristino dei rapporti ufficiali tra il Paese e il Vaticano.Nel 1992 fu richiamato a Roma per lavorare nella Seconda Sezione del Segretariato di Stato, alle dipendenze del cardinale Angelo Sodano, allora Segretario di Stato.
Gli vennero affidate le relazioni con Spagna, Andorra, Italia e San Marino.Nel 2000 collaborรฒ con il vescovo Attilio Nicora nella delicata attuazione della revisione del Concordato Lateranense del 1984.ย Parolin seppe mettere a frutto, tra il 2002 e il 2009, le sue competenze diplomatiche e una fitta rete di contatti in ambiti cruciali, come il disarmo nucleare, il dialogo con i regimi comunisti e la mediazione in aree di crisi. ร ritenuto un profondo conoscitore delle dinamiche geopolitiche in Asia e Medio Oriente.
Nel 2005 giocรฒ un ruolo chiave nel riavvicinamento tra la Santa Sede e la Cina, un successo diplomatico che allโepoca fu molto lodato, ma che oggi rischia di pesare come un punto debole della sua ereditร .Lโapproccio adottato da Parolin con Pechino portรฒ, nel 2018, alla firma di un accordo provvisorio segreto sulla nomina dei vescovi cinesi, rinnovato nel 2020, 2022 e 2024.ย Lโintesa ha sollevato forti critiche, non solo da parte del cardinale emerito di Hong Kong Joseph Zen Ze-kiun e dei cattolici cinesi fedeli a Roma, ma anche da autorevoli voci nel mondo cattolico europeo e statunitense, che accusano il Vaticano di aver fatto troppe concessioni al regime comunista cinese in un momento delicato, con conseguenze potenzialmente gravi.
Parolin, tuttavia, ha sempre invitato a non giudicare con precipitazione, mantenendo un tono conciliante e misurato.ย Tra il 2016 e il 2017, Parolin fu al centro di una controversia legata alla gestione della crisi dellโOrdine di Malta, culminata con la rimozione forzata del Gran Maestro Fra' Matthew Festing.Parolin รจ noto anche per la sua decisa contrarietร alla liturgia tradizionale, che ritiene in contrasto con il "nuovo paradigma" di Chiesa promosso da Papa Francesco, fondato sulla sinodalitร , la decentralizzazione e una prospettiva globale.
Ritiene che il pontefice abbia attuato in modo pieno lo spirito del Concilio Vaticano II.ย Per i suoi detrattori, Parolin rappresenta un volto del progressismo ecclesiale, un diplomatico pragmatico che preferisce soluzioni politiche e compromessi alla chiarezza dottrinale.Viene anche visto come erede della diplomazia dellโOstpolitik vaticana degli anni Sessanta, oggi spesso criticata, specialmente nel suo approccio verso la Cina.
Per i suoi sostenitori, invece, รจ un uomo di grande idealismo, promotore instancabile della pace e della concordia, dotato di una straordinaria capacitร di mediazione e riservatezza, impegnato nel delineare una nuova direzione per la Chiesa del XXI secolo.ย Parolin padroneggia fluentemente lโitaliano, il francese e lo spagnolo, e possiede anche una buona conoscenza dellโinglese.Tra il 2002 e il 2009 ricoprรฌ lโincarico di sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, un ruolo strategico e riservato, nel quale si occupรฒ delle relazioni diplomatiche con il Vietnam, la Corea del Nord, Israele e la Cina.
Benedetto XVI lo nominรฒ vescovo nel 2009 e lo inviรฒ come nunzio apostolico a Caracas, in Venezuela.La svolta avvenne nel 2013, quando Papa Francesco lo scelse come nuovo Segretario di Stato, affidandogli un ruolo centrale nel suo pontificato e, lโanno successivo, lo inserรฌ nel ristretto Consiglio dei Cardinali per la riforma della Chiesa.ย Nel corso degli anni, Parolin si รจ guadagnato grande stima tra i diplomatici laici per la sua affidabilitร e discrezione come rappresentante papale sulla scena internazionale.
La sua figura ricorda a molti quella di Papa Paolo VI, anchโegli ex diplomatico divenuto pontefice. ย
Parolin รจ tra i pochissimi alti prelati rimasti in carica per quasi lโintero pontificato di Francesco.Il rapporto con il Papa ha attraversato alti e bassi, ma la fiducia non รจ mai venuta meno: Francesco ha piรน volte riconosciuto il valore del suo operato, confermandolo nel Consiglio dei Cardinali sin dal 2014.
Per chi cerca un pontefice in linea con l'orientamento di Francesco – vicino ai poveri, favorevole a una Chiesa aperta e sinodale – Parolin appare come il naturale continuatore del cammino intrapreso, in grado di proseguire le riforme, ma con uno stile piรน misurato, sobrio e diplomatico.ย (di Paolo Martini)ย —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)




