Napoli, il “fantasma” Allegri già detta legge: De Bruyne alla Modric è il primo nodo da sciogliere

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C’è un silenzio strano alle falde del Vesuvio, quello che precede la tempesta o, meglio ancora, la rivoluzione. Mentre Aurelio De Laurentiis continua a giocare a scacchi con il destino, dietro le quinte si muove un “uomo ombra” che, sebbene non abbia ancora firmato il contratto davanti ai fotografi, ha già iniziato a ridisegnare i confini del nuovo Napoli. Massimiliano Allegri non è ancora ufficialmente il comandante in capo, eppure le sue impronte digitali sono già su ogni singola scheda della rosa azzurra.

Il rebus De Bruyne: un “Modric” per Max?

La notizia che rimbalza tra i vicoli e sui social è di quelle che fanno tremare i polsi: Allegri ha messo gli occhi su Kevin De Bruyne. Il tecnico livornese, uomo pragmatico e mai banale, non ha mai nascosto una certa fascinazione per i campioni di classe pura. Il suo sogno, quasi una fissazione, è riproporre all’ombra del Vesuvio quel modello di calcio verticale e sapiente che fu il suo capolavoro con Luka Modric ai tempi del Milan.

Ma attenzione: De Bruyne non è un pezzo di puzzle che si incastra da solo. Il belga è un uomo ferito, reduce da una stagione dove il rapporto con Antonio Conte si è trasformato in una polveriera, conclusa con una rottura esplicita. Il giocatore vuole sentirsi al centro del mondo, ma l’entusiasmo è merce rara dopo un’annata vissuta più in infermeria che sul campo.

L’effetto farfalla: da Milano a Napoli

Chissà se Allegri ci pensa mai, a quella frattura allo zigomo di Modric che ha fatto crollare il castello rossonero, trasformando una stagione da sogno in una rovinosa caduta verso l’Europa League. È stato quello il vero “effetto farfalla”: il crollo del Milan ha spalancato le porte del destino, portando Allegri a un passo dal Napoli. Con Italiano ormai volato in Turchia, al Besiktas, la strada per il livornese è spianata. Le firme? Formalità, orpelli burocratici in attesa che il matrimonio venga consumato davanti a Dio e ai tifosi.

Il nodo ADL: cuore o portafoglio?

E qui entriamo nel territorio tipico del nostro Presidente. De Laurentiis ha un piano, e il piano spesso ha a che fare con il bilancio. Allegri, si sa, è un uomo “aziendalista”, uno che sa piegare la schiena davanti alle esigenze societarie più di quanto abbia fatto il predecessore. La domanda che si pongono tutti al bar è semplice: il patron è davvero pronto a investire ancora su De Bruyne e Lukaku, nonostante l’età e i muscoli di cristallo, o siamo davanti a un bluff tattico?

La sensazione è che Allegri voglia il 4-3-3, che voglia un centrocampo di qualità per riscattare l’onta di quel 30esimo posto in classifica di Champions’ che ancora brucia come il sale sulla pelle. Ma tra i desideri del tecnico e le strategie di De Laurentiis c’è di mezzo il Mondiale. Sarà quello il momento della verità.

Napoli è una piazza che non aspetta, che vuole sognare. Allegri lo sa: è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Perché a Napoli, come diceva qualcuno, “non si campa di passato”. E dopo la delusione dell’anno scorso, la città ha fame di riscatto. Vedremo se l’ombra di Allegri riuscirà a trasformarsi in una luce capace di illuminare di nuovo il Maradona.

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