Prosegue il pagellone di fine stagione della Juve Stabia, suddiviso in cinque appuntamenti per analizzare protagonisti e rendimento della storica annata che ha visto le Vespe raggiungere, per il secondo anno consecutivo, le semifinali dei playoff di Serie B. Dopo aver esaminato società, staff tecnico, portieri, difesa e centrocampo, è arrivato il momento di accendere i riflettori sull’attacco per il quinto e ultimo appuntamento di questo lungo viaggio attraverso la stagione gialloblù.
Un reparto che, pur dovendo fare i conti con infortuni, cambi di modulo e partenze nel mercato invernale, ha saputo garantire qualità, sacrificio e contributi decisivi nei momenti chiave del campionato.
Gabrielloni 6: esperienza e sacrificio al servizio della squadra
Lasciare il Como, dove era diventato un uomo simbolo, non era una scelta semplice. Alessandro Gabrielloni ha deciso comunque di rimettersi in gioco accettando la sfida Juve Stabia. La sua stagione non è stata particolarmente brillante dal punto di vista realizzativo, complice anche un grave infortunio che lo ha costretto a trascorrere diversi mesi ai box.
Quando è riuscito a tornare a disposizione, però, ha messo in campo tutta la sua esperienza e la sua fisicità, facendo a sportellate con le difese avversarie e diventando un punto di riferimento offensivo. Più che nei numeri, il suo contributo si è visto nel lavoro sporco e nella capacità di creare spazi e occasioni per i compagni.
Candellone 7: il guerriero dell’attacco gialloblù
Spalla ideale di Gabrielloni, Leonardo Candellone ha vissuto una stagione importante. La sua annata era iniziata nel migliore dei modi, diventando rapidamente uno dei punti fermi del reparto offensivo di mister Abate.
Tra sacrificio, pressing e reti pesanti, l’attaccante piemontese si è rivelato fondamentale nell’economia del gioco delle Vespe. Un infortunio lo ha fermato nel momento cruciale della stagione, ma la sua determinazione gli ha consentito di tornare disponibile per il finale di campionato e per la fase playoff, portando nuovamente in campo le sue qualità e la sua generosità.
Okoro 6,5: il diamante grezzo che ha conquistato tutti
Arrivato a gennaio in prestito dal Venezia, Okoro si è presentato a Castellammare come un attaccante dalle enormi potenzialità ancora da sviluppare. Mister Abate ha lavorato con pazienza sul giovane talento, modellandolo settimana dopo settimana.
I suoi sprint hanno regalato vivacità all’attacco stabiese e tenuto costantemente in apprensione le difese avversarie. Con il passare dei mesi ha mostrato miglioramenti evidenti dal punto di vista tattico e nella gestione delle situazioni offensive. Chiude la stagione con due reti, ma una di queste pesa come un macigno: il gol segnato nella semifinale playoff d’andata contro il Monza, una delle grandi corazzate della categoria.
Burnete 6: lampi di talento e un gol da ricordare
Considerato uno dei giovani più interessanti della rosa gialloblù, Burnete ha vissuto una stagione fatta di alti e bassi. Nel sistema di gioco adottato dalla Juve Stabia ha trovato spazio soprattutto come alternativa nel ruolo di punta.
Non sempre è riuscito a lasciare il segno, ma ha comunque mostrato qualità interessanti e soprattutto ha firmato una rete importante nella semifinale playoff di ritorno a Monza, confermando di possedere personalità e margini di crescita notevoli.
Piscopo 5,5: sacrificio e addio a gennaio
Non è stata la stagione del definitivo salto di qualità per Kevin Piscopo. Utilizzato spesso sulla corsia offensiva di sinistra, ha svolto un prezioso lavoro tattico e di sacrificio per garantire equilibrio alla squadra.
Pur senza numeri particolarmente rilevanti, il suo contributo alla fase offensiva non è mancato. Nel mercato invernale ha salutato Castellammare per trasferirsi al Bari, chiudendo momentaneamente la sua esperienza con la maglia gialloblù. Il 1 luglio tornerà dal prestito con obbligo di riscatto (in caso di salvezza) al Bari.
De Pieri 6: talento frenato dal cambio di modulo
Quando è stato chiamato in causa ha sempre dimostrato di possedere qualità importanti nonostante la giovane età. Il cambio tattico dal 4-3-3 immaginato a inizio stagione al definitivo 3-5-2 (o 3-5-1-1) ha inevitabilmente limitato il suo spazio e le sue caratteristiche.
Nonostante ciò, De Pieri si è fatto trovare pronto quando necessario, trovando anche la soddisfazione personale del gol a Padova, realizzato con grande opportunismo dopo aver sfruttato il lavoro di Candellone.
Dos Santos 6: qualità da coltivare per il futuro
La scommessa di mercato del direttore sportivo Matteo Lovisa porta il nome di Matheus Priveato Luz Dos Santos. Prelevato dal Saluzzo, in Serie D, il giovane brasiliano ha dovuto affrontare il difficile salto nel calcio professionistico e adattarsi ai ritmi e alla fisicità della Serie B.
L’inserimento non è stato semplice, ma ogni volta che è stato chiamato in causa ha lasciato intravedere qualità tecniche importanti. Il suo piede educato lo ha reso spesso una soluzione sui calci piazzati, tra punizioni e corner battuti con precisione e traiettorie invitanti per i compagni. Con un intero ritiro precampionato alle spalle, la prossima stagione potrebbe rappresentare quella della definitiva consacrazione.
Un attacco che ha saputo soffrire e crescere
Tra infortuni, cambiamenti tattici e giovani da valorizzare, il reparto offensivo della Juve Stabia ha saputo offrire il proprio contributo alla straordinaria cavalcata delle Vespe. Non sempre sono arrivati numeri da copertina, ma sacrificio, spirito di squadra e gol pesanti hanno consentito ai gialloblù di spingersi ancora una volta fino alle semifinali playoff.
Un finale che chiude il pagellone di una stagione destinata a rimanere nella memoria dei tifosi stabiesi e che lascia intravedere prospettive interessanti anche per il futuro.




