Juve Stabia, a Monopoli solo imprevisti..

La brutta prestazione della Juve Stabia a Monopoli – e Mister Zavettieri ci perdonerà se non siamo d’accordo con la sua analisi tutto sommato positiva del match – risulta difficile da commentare alla luce del gioco offerto dalle Vespe, privo di qualità ma anche della giusta intensità.

Ricollegandoci al gioco da tavolo più famoso del mondo, il Monopoli appunto, possiamo dire che i gialloblù sabato sono incappati, durante la propria partita, costantemente nella casella degli imprevisti, carta in grado di penalizzare il risultato finale e di compromettere l’assalto a parco della VITTORIA.

Nonostante ieri sia andata in scena una delle Juve Stabia più brutte della stagione, proviamo a individuare dei punti positivi su cui costruire la squadra del prossimo campionato. Il match di ieri, infatti, con tutti i suoi errori e le sue giocate non da Juve Stabia, ha offerto alcuni spunti di riflessione che possono avere una valenza rilevante in ottica futura.

Carillo ha confermato tutte le buone sensazioni suscitate nei mesi di campionato che lo hanno visto sostituire Migliorini al fianco di Polak. Il prodotto del settore giovanile stabiese sta crescendo in modo costante e ad ogni match appare meno timoroso e più sicuro di sé. Avendo al fianco un difensore di esperienza e di spessore, Polak o chi per lui se il ceco dovesse partire, Carillo può dire la sua anche nella prossima stagione.

A centrocampo, pur non brillando come quasi tutti i suoi compagni, Carrotta ha ben figurato, facendo intravedere buone qualità. Ovviamente la tecnica del ragazzo deve essere affinata ed i suoi movimenti perfezionati ma la stagione che lo ha visto, soprattutto nella prima parte, titolare forzato a causa dei tanti infortuni, può senza dubbio servire al giovane centrocampista in ottica del prossimo campionato, quando potrà far tesoro dell’esperienza maturata in questi mesi.

Ancora, a nostro avviso, a Monopoli è andata in scena l’ennesima buona prova di Diop, che anche in una partita storta non ha smesso un attimo di “importunare” i difensori avversari con la sua determinazione e la sua voglia di gol. La cattiveria messa in campo dall’attaccante senegalese è stata pari solo a quella di Cancellotti, autore di un’ottima prova. L’esterno ormai copre i due ruoli dell’out destro, quello da esterno appunto e quello da terzino, con la medesima efficacia, mettendo in luce tante peculiarità diverse a seconda della posizione. Da terzino Cancellotti offre una copertura costante ai compagni, mentre da esterno alto sforna a ripetizione cross e tiri verso la porta, dimostrando anche una crescita tecnica notevole. Proprio la metamorfosi di Cancellotti potrà essere utile in fase di mercato, magari portando Logiudice a cercare un terzino affidabile in modo da avanzare definitivamente il calciatore umbro nel ruolo di esterno.

Sempre in tema di mercato e di terzini, più che sulla fascia destra, sarà necessario intervenire in modo intelligente sull’out sinistro, che la prossima stagione sarà orfano di Contessa e vedrà invece un Liotti non ancora in grado di essere punto fermo di una squadra di vertice.

Considerazioni diverse vanno fatte, a malincuore, per Guido Gomez. Il ragazzo è un patrimonio della Società che la scorsa estate lo ha tesserato a titolo definitivo, ma le prestazioni offerte dalla punta continuano ad essere deludenti. Forse l’aggettivo non è quello giusto perchè Gomez per la pochezza che mette in campo risulta quasi difficile da giudicare. Probabilmente, per quanto riguarda le pure doti tecniche, Gomez ha poco da invidiare a Diop ma la differenza tra i due la fanno la grinta e la voglia di mettersi in luce. Mentre Diop gioca “ringhiando” sugli avversari e su ogni pallone che passa dalle sue parti, Gomez gioca quasi come un calciatore a fine carriera, che ha già vissuto i suoi anni migliori e che ormai è quasi disinteressato a quello che succede in campo. Per far parte della prossima Juve Stabia, il cambiamento deve essere mentale prima ancora che tecnico.

Discorso a parte lo merita Stefano Russo. L’estremo difensore, in una stagione intervallata dal brutto infortunio e dal dualismo con Polito, ha fatto vedere cose senza dubbio positive, risultando superlativo tra febbraio ed aprile. Le ultime due prestazioni, condite da due errori gravi per gli stardard cui ci aveva abituato, hanno messo in ombra quanto di buono fatto nei mesi precedenti. A nostro avviso resta un calciatore su cui puntare per la prossima stagione; inevitabilmente poi la scelta del numero 1 verrà fatta anche in funzione del suo “rivale” nel ruolo di estremo difensore.

A prescindere da tutte questa valutazioni tecniche, però, ciò che più conta, guardando ad un futuro molto più prossimo, è che nell’ultima partita della stagione tutta la squadra metta in campo tutte le motivazioni che a Monopoli non si sono viste.

Dopo una stagione al di sotto delle aspettative i tifosi stabiesi meritano un congedo che abbia un tono completamente diverso dal match in terra pugliese. Al Menti arriva il Foggia, storico avversario delle Vespe in tante battaglie di Serie C, non servono particolari parole o motivazioni per caricare una partita del genere.

Raffaele Izzo