Juve Stabia, il podio gialloblu del pareggio con la Paganese

Juve Stabia - Podio Gialloblù

Termina 1 – 1 il derby del Romeo Menti tra Juve Stabia e Paganese. Decidono le reti di Romero e Mendicino arrivate nel primo tempo

PODIO

Medaglia d’oro: a Matteo Tomei, che salva in due occasioni il punto di giornata della Juve Stabia. Il portiere ex Teramo e Siracusa torna a sporcarsi i guantoni per fermare una Paganese che dopo meno di 60 secondi di affaccia con decisione dalle sue parti. Felino il balzo con cui Tomei salva Scarpa, come fredda e tempestiva è l’uscita con cui il numero 1 chiude lo specchio della porta a Guadagni.

Medaglia d’argento: a Niccolò Romero, che prosegue nella sua ripresa di confidenza con la rete. Secondo gol consecutivo per l’attaccante stabiese, rapace nel punire l’intervento impreciso di Campani e scaraventare in rete la palla del vantaggio. Romero si batte con la difesa della Paganese con generosità, peccando di freddezza quando la palla diventa successivamente pesante sotto porta. Avesse il senso del gol di un bomber sarebbe un attaccante completo.

Medaglia d’argento: a Francesco Orlando, imprevedibile sulla fascia mancina della Juve Stabia. Nelle ultime settimane è netta la sensazione che le fortune stabiesi si appoggiano molto sui piedi dell’ex Sambenedettese, ormai punto fisso dell’undici di Padalino. Anche oggi Orlando fa ammattire i difensori rivali, mettendo tra l’altro il piede nella rete stabiese: sua la finta con conclusione potente che mette in difficoltà Campani favorendo Romero.

CONTROPODIO

Medaglia d’oro: a Roberto Codromaz, che incappa in una giornata decisamente negativa. Il difensore ex Triestina va a vuoto sul cross che arriva dalla sinistra, sorprendendo anche in compagni e lasciando palla a Mendicino, bravo poi a girarsi rapidamente su Allievi. L’errore condizione la gara di Codromaz, che nella ripresa per poco non rischia di cuocere definitivamente la frittata di giornata. Gli ultimi secondi di gioco gli regalano la palla del riscatto ma la sfortuna e il palo gli negano il lieto fine.

Medaglia d’argento: a Luca Berardocco, che spreca ancora l’occasione di svoltare. Lento, prevedibile e scontato il gioco del numero 14, che distribuisce palla per brevissime linee orizzontali, buone per le statistiche ma non per imprimere velocità ed imprevedibilità al gioco della squadra. Col passare dei minuti perde due palloni sanguinosi, cincischiando troppo con la sfera tra i piedi. Anche fisicamente pare lontano dalla migliore forma.

Medaglia di bronzo: ad Alessandro Garattoni, sorpresa negativa della domenica. Il terzino oggi non è in versione Frecciarossa ma sciopero dei treni e centellina le discese sulla fascia destra. Il 5 non ingrana la marcia e poche volte riesce a saltare il diretto avversario. Incappa inoltre in un’ammonizione che gli costerà un turno di squalifica.