Bisceglie Juve Stabia Calcio Lega Pro Serie C Castellammare 10
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EDITORIALE – Juve Stabia, oltre ogni paura

La Juve Stabia fallisce l’appuntamento col ritorno alla vittoria, rimbalzando sul Bisceglie ed incappando in uno 0-0 amaro, anche alla luce di quanto visto sul terreno di gioco del Ventura di Bisceglie e del Provinciale di Trapani. L’ennesimo pareggio del mese di marzo delle Vespe, accorcia il margine tra stabiesi e trapanesi, con lo scontro totale di domenica al Menti che potrebbe essere decisivo.

Scrivere il nostro consueto editoriale è oggi particolarmente difficile perchè essere lucidi, in un momento come questo, non è qualcosa di semplice. A Bisceglie ieri la Juve Stabia ha offerto una prestazione che si assesta sulla falsariga della precedenti. Una gara non semplice ed obiettivamente non bella, in cui le Vespe non hanno trovato la velocità di gioco dei mesi scorsi, (non) è stata decisa dal singolo episodio. Come la scorso lunedì a beffare i ragazzi di Caserta era stato solo lo svarione difensivo finale, così ieri madornale è stato l’errore dal dischetto di Carlini. Due episodi, emblemi del periodo storto delle Vespe, che sono costati quattro punti ai gialloblù.

Per la prima volta, forse, nel post gara di ieri Fabio Caserta ha ammesso tutte le difficoltà del momento, confermando come le ultime settimane per i suoi ragazzi siano state particolarmente amare. Nelle scorse settimane, abbiamo elencato più e più volte i motivi per cui continuare a credere nel sogno, cosa che facciamo tutt’ora; è pero importante che, non nascondendo i problemi evidenti, lo si faccia tutti insieme. Non si possono avere certezze, mai come ora, di quello che sarà l’esito del campionato, ma una cosa la si può e la si deve fare: mettere da parte la paura.

Lo deve fare la squadra, negli allenamenti e nelle partite. Ad “aiutare”, paradossalmente, a isolare la paura c’è la situazione di classifica. Il vantaggio ormai annullatosi (sempre in attesa del +3 del Matera) tra Juve Stabia e Trapani consente, anzi obbliga, Caserta ed i suoi ragazzi a giocare senza appoggiarsi, inconsciamente o meno, sul cuscinetto del divario in classica. Non c’è più “nulla” da amministrare; se nelle scorse settimane, in alcuni casi il pareggio poteva essere visto come un’alternativa positiva alla vittoria, ora non ci sono più mezze misure: si deve puntare esclusivamente a vincere, senza paura. Del resto, l’ampio margine in termine di punti accumulato in mesi di cammino stratosferico, è servito appunto a gestire il momento complicato della stagione. Arrivare il 5 maggio avanti alle altre di 3, 5 o 10 punti non fa alcuna differenza, a patto che si metta da parte la paura di fallire a vantaggio dei rischi da prendersi per tentare la vittoria.

Allo stesso modo, ma in un altro contesto, devono agire i tifosi. Il meraviglioso spicchio di Castellammare arrivato a Bisceglie non deve dare peso alle innumerevoli ed insensate chiacchiere da bar che germogliano come gramigna sui social. Idiozie da zittire, non con battibecchi a suon di like e commenti, ma tramite il sostegno da dare alla squadra, ogni giorno fino al termine della stagione. La paura di vedere sfumare un sogno accarezzato per mesi c’è, ma va messa in stand by negli ultimi 35 giorni della stagione regolare, del resto il timore è un sentimento contagioso, che si trasmette più rapidamente dell’influenza stagionale. Se la squadra è bloccata dalla paura lo è anche la tifoseria e viceversa.

Allora se è vero che la vita comincia dove finisce la paura, tutto l’universo gialloblè deve riporre in un angolo i timori del momento. Inutile dire che non ci sono problemi, che tutto gira per il verso giusto e che ci sarà lieto fine; è arrivato il momento di stringere i denti, possibilmente con un coltello tra essi, di scendere in campo brutti, sporchi e cattivi, di tornare a fare risultato pieno, a prescindere dai modi. Tutto questo va fatto però insieme per altri 35 giorni, dopo i quali ognuno trarrà le sue valutazioni. Anche per questo si spera in un Romeo Menti pieno domenica col Trapani, a patto che chi viene sia disposto a spingere e ad appoggiare la squadra fino al triplice fischio. Se non si ha bene in testa questo aspetto, meglio stare a casa: a questo punto è preferibile uno stadio “mezzo vuoto” ma che sostenga piuttosto che uno “colmo” ma pronto a mugugnare alla prima palla persa.

A prescindere da ogni aspetto tecnico e tattico, volutamente assenti in questa nostra analisi, giochiamocela insieme fino alla fine, oltre ogni paura.

Raffaele Izzo

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