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domenica, Luglio 3, 2022

Il ricordo di Eduardo De Filippo nel 122° anniversario della nascita

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Grande commediografo e attore di valore Eduardo De Filippo nacque il 24 maggio 1900 a Napoli, in via Giovanni Bausan, da Luisa De Filippo e da Eduardo Scarpetta.

Artista poliedrico e dalle infinite sfumature, è uno dei più importanti artisti italiani del Novecento, rappresentante della napoletanità e del teatro napoletano per eccellenza.

Eduardo De Filippo. Drammaturgo, attore, poeta, regista, Senatore a vita: protagonista della cultura italiana del ‘900

Eduardo è nato il 24 maggio 1900, nel quartiere Chiaia a Napoli, dalla relazione extra-coniugale tra il commediografo napoletano Eduardo Scarpetta e la sarta teatrale Luisa De Filippo, della quale assunse il cognome.

Fin da piccolo è stato portato dal padre sul palcoscenico. Debuttò all’età di quattro anni al teatro ”Valle “di Roma, nel corso della rappresentazione di un’operetta scritta dal padre, lavorando anche con i fratelli Titina e Peppino

Crescendo inizia a lavorare nella compagnia teatrale del fratellastro Vincenzo Scarpetta, figlio legittimo di Eduardo Scarpetta.

Attore e regista, caratterizzato dal grande rigore nella recitazione e nella serietà in cui affrontava l’arte teatrale, è stato autore di molteplici opere da lui stesso messe in scena e interpretate che enfatizzavano le caratteristiche dell’essere umano e della quotidianità napoletana, senza mai cadere nella ripetitività e nella monotonia dei temi.

Nel 1931 i due fratelli De Filippo fondano la loro compagnia, “Teatro Umoristico I De Filippo” diretta dallo stesso Eduardo, svolgendo la propria attività presso il Kursaal e il Cinema Reale di Napoli.

Il trio riscuote un notevole successo, tanto da estendere la tournée anche ad altre città italiane, e non solo. Ed infatti Eduardo è conosciuto e richiesto anche fuori dall’Italia.

Le Opere teatrali scritte e interpretate rigorosamente in napoletano, approdano nei teatri stranieri. Le commedie più note sono: Natale in casa Cupiello (1931), Napoli milionaria (1945), Questi fantasmi (1946), Filumena Marturano (1946), Le voci di dentro (1948).

Non è stato un semplice e comune attore, infatti si è distinto per il suo impegno politico e sociale, che lo ha spinto a scrivere testi ancora attuali, come Il sindaco di Rione Sanità (1963). L’opera è ispirata ad un uomo realmente esistito, Campoluongo, che lo andava a trovare ad ogni prima teatrale nel suo camerino.

Per i suoi meriti artistici e i contributi alla cultura,  nominato Senatore a vita nel 1981, dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini; ebbe due lauree honoris causa in Lettere dall’Università di Birmingham nel 1977 e dall’Università degli Studi di Roma La Sapienza  nel 1980. Fu anche candidato per il Premio Nobel per la letteratura.

Anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, nel ricordarlo, affermò:

Oltre alla qualità del repertorio artistico, ricco di capolavori di impareggiabile valore e di grandissima notorietà, estesosi nel tempo alla cinematografia, la figura di Eduardo De Filippo si è distinta anche per l’impegno sociale e civile sollecitando l’attenzione sulla tutela dei diritti dei minori detenuti negli Istituti di pena e sulla realizzazione di un teatro stabile nella sua città.

L’influenza di Eduardo De Filippo, nel teatro e nel cinema italiano è ancora fortemente presente.

La “napolitanità”senza ovvietà

Eduardo De Filippo  seppe guardare con spirito critico e lucidità anche a quei miti del mondo partenopeo: la famiglia, il matrimonio, la bellezza di Napoli, la proverbiale arte di arrangiarsi del popolino mariuolo ma in fondo buono.

Però Eduardo rifuggiva dai luoghi comuni; la sua sensibilità lo spingeva in direzioni , mai retoriche,.

È sorprendente quanta “napolitanità” impregni le sue storie senza mai rappresentare l’ovvietà  che potrebbe presentarsi  all’idea stessa di mettere in scena Napoli.

Nelle creazioni di Eduardo pertanto riconosciamo immediatamente la realtà campana, ma ancora di più gli aspetti drammatici o grotteschi dell’essere uomo.

Infatti rimane anche oggi un potente narratore della miseria e della natura umana.

Attento conoscitore della realtà e delle dinamiche sociali riesce a descrivere in ogni sua opera i misteri e le pieghe più profonde dell’animo di ciascuno di noi. E così, a volte, dietro il sorriso si nascondono l’odio e l’inganno e dietro il perbenismo si celano l’affarismo e la crudeltà.

Una frase che mostra cosa significava per lui fare teatro:

Una vita di sacrifici e di gelo. Così si fa il teatro. Così ho fatto! Ma il cuore ha tremato sempre tutte le sere! E l’ho pagato, anche stasera mi batte il cuore e continuerà a battere anche quando si sarà fermato (Eduardo De Filippo)

Un punto di partenza e uno di arrivo

Si dice che nella vita dell’uomo c’è un punto di partenza ed un punto di arrivo, di solito riferiti all’inizio e alla fine di una carriera. Io invece sono convinto del contrario: il punto di arrivo dell’uomo è il suo arrivo nel mondo, la sua nascita, mentre il punto di partenza è la morte che, oltre a rappresentare la sua partenza dal mondo, va a costituire un punto di partenza per i giovani. (…) Dunque, questi miliardi di punti di partenza, che miliardi di esseri umani, morendo, lasciano sulla terra, sono la vita che continua.” (Eduardo De Filippo)

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