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Scioglimento per mafia a Castellammare: Vicinanza ricorre al Tar e rilancia: «Farò il sindaco di strada»

Scioglimento per mafia a Castellammare: Vicinanza ricorre al Tar e rilancia: «Farò il sindaco di strada»

A cento giorni dal provvedimento di scioglimento dell’amministrazione comunale per presunte infiltrazioni mafiose, l’ex primo cittadino di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, rompe il silenzio e presenta le ragioni del ricorso inoltrato al Tribunale Amministrativo Regionale.

In un affollato incontro pubblico tenutosi presso il Circolo Internazionale, alla presenza di oltre un centinaio di cittadini, Vicinanza ha respinto con fermezza le contestazioni mosse dalla Commissione d’accesso, definendo la misura adottata come un vero e proprio «delitto politico» e «un marchio d’infamia che brucia sulla pelle».

Le ragioni del ricorso al Tar e la critica alla procedura

Al centro dell’intervento dell’ex sindaco, affiancato da ex componenti della sua giunta (Peppe Di Capua, Annalisa Di Nuzzo e l’ex assessore Guida) e dall’ex primo cittadino di Pomigliano d’Arco, Michele Caiazzo, vi è la totale contestazione dell’impianto accusatorio alla base dello scioglimento.

«Non esiste alcun atto inquinato o condizionato che provi una coartazione della mia volontà o della Giunta durante i due anni di amministrazione», ha ribadito Vicinanza, confidando nel giudizio del Tar come organo di giustizia amministrativa di terz’ordine.

Vicinanza ha inoltre espresso forte rammarico per l’assenza di un contraddittorio formale durante l’operato della Commissione d’accesso: nonostante una formale richiesta di audizione avanzata lo scorso 4 marzo, l’ex primo cittadino non è mai stato ascoltato dagli organi ispettivi.

I punti contestati: continuità amministrativa ed eventi pubblici

L’ex sindaco ha smontato punto per punto le principali criticità sollevate nella relazione della Commissione:

  • Inesistenza della “continuità”: Respinta la tesi di una prosecuzione ideale con la precedente consiliatura (anch’essa sciolta per camorra), ricordando la presenza intermedia di due anni di Gestione Straordinaria Commissariale e sottolineando come durante il suo mandato non siano stati modificati gli assetti dirigenziali né effettuate assunzioni discutibili.

  • L’episodio della festa per la Juve Stabia: In merito alla presenza di pregiudicati durante i festeggiamenti del maggio 2025, Vicinanza ha precisato che la gestione dell’ordine pubblico fa capo unicamente alle forze dell’ordine e che l’amministrazione non poteva conoscere lo stato penale o eventuali provvedimenti di DASPO a carico di privati cittadini intromessisi nella folla.

Un impegno continuativo per la città e la critica alla legge sui Comuni

Garantendo la propria permanenza sul territorio, Vicinanza ha dichiarato l’intenzione di proseguire il proprio impegno civile come «sindaco di strada» (formula originariamente coniata da Luigi de Magistris), rivendicando i risultati economico-programmatici raggiunti, tra cui un avanzo nelle casse comunali pari a 74 milioni di euro destinato ai progetti cittadini.

L’incontro si è concluso con una riflessione corale, condivisa anche da Michele Caiazzo, sulla necessità di riformare la normativa nazionale sullo scioglimento dei Consigli comunali per mafia. Nata oltre trent’anni fa, la legge viene oggi giudicata dagli ex amministratori come «inadeguata e superata», auspicandone una revisione strutturale nel corso della prossima legislatura.

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