Quattro giorni per attraversare la storia dell’automobile e della motocicletta, lasciarsi sorprendere da modelli leggendari e riscoprire storie che hanno segnato intere generazioni. Auto e Moto d’Epoca 2026 saluta Bologna con un bilancio positivo, confermandosi uno degli appuntamenti di riferimento del motorismo storico europeo e rafforzando il legame tra passione, cultura e mercato.
La 43ª edizione, ospitata negli spazi di BolognaFiere dal 22 al 25 ottobre, ha registrato una crescita del 30% sia degli espositori esteri sia dei visitatori internazionali, arrivati da 34 Paesi. Numeri che testimoniano la crescente dimensione internazionale della manifestazione e il ruolo di Bologna come punto d’incontro per collezionisti, commercianti, restauratori, club e appassionati.
A catturare l’attenzione del pubblico sono state soprattutto le grandi protagoniste della storia motoristica.
Il tema Icons of Speed – Endurance Legends ha celebrato il mondo delle gare di durata, portando in primo piano vetture capaci di trasformare la competizione in leggenda, dalla Porsche 917 alla Porsche 956 Rothmans, dalla Sauber C9 alla Bentley EXP Speed 8, fino alla Lancia LC1.
Non sono mancati gli omaggi ai grandi marchi e ai loro protagonisti. Il Museo Ferruccio Lamborghini ha esposto la Miura SV appartenuta personalmente al fondatore, nell’anno del sessantesimo
anniversario del debutto del modello. Spazio anche alla Ferrari 348 TB legata agli anni italiani di Ayrton Senna e alla Ferrari 166 MM Barchetta verde e blu acquistata quasi in segreto da Gianni Agnelli.
Mercedes-Benz ha celebrato i 140 anni dalla nascita dell’automobile, mentre la De Dion-Bouton Type V del 1904 ha rappresentato la vettura a quattro ruote più antica del salone.
Grande interesse anche per il mondo delle due ruote, con una rassegna che ha attraversato cinquant’anni di storia motociclistica. Tra i modelli più significativi, le Honda NSR500 di Eddie Lawson
e Mick Doohan e la RC211V di Valentino Rossi, affiancate da rare moto da Gran Premio e da esemplari destinati a conquistare i collezionisti di oggi.
Accanto allo spettacolo delle vetture e delle motociclette, la fiera ha offerto uno spaccato interessante del mercato.
In un contesto economico complesso, il settore dimostra una buona capacità di tenuta, ma con dinamiche differenti: le opportunità si concentrano soprattutto sugli esemplari di fascia medio-alta, sulle produzioni limitate e sui modelli più rari. Più difficoltà, invece, per il segmento delle auto sotto i 50.000 euro. Anche le moto storiche mostrano prospettive di crescita, alimentate dal desiderio di ritrovare i modelli della propria giovinezza.
Ma Auto e Moto d’Epoca 2026 non è stato e non è soltanto un luogo in cui acquistare o vendere.
È soprattutto uno spazio in cui la memoria industriale e sportiva prende vita, grazie ai musei, ai registri storici e ai club che custodiscono e tramandano un patrimonio fatto di tecnica, design e ingegno.
Una missione culturale che quest’anno ha trovato un ulteriore momento significativo nell’ASI Village, in occasione dei sessant’anni dell’Automotoclub Storico Italiano.
La passione rimane dunque il vero motore della manifestazione: un filo capace di unire chi ha vissuto in prima persona l’epoca d’oro dei motori e chi oggi si avvicina per la prima volta a questo mondo.
Perché conservare un’automobile storica non significa semplicemente preservare un oggetto, ma mantenere viva una parte della nostra storia.
Archiviata l’edizione 2026, lo sguardo è già rivolto ai prossimi appuntamenti. Dal 26 al 28 febbraio 2027 debutterà a Padova Only Classics, nuovo salone dedicato alle auto e alle moto costruite fino al 1977.
Per Auto e Moto d’Epoca, invece, l’appuntamento è fissato dal 21 al 24 ottobre 2027, ancora una volta a Bologna.
Il messaggio che arriva dai padiglioni è chiaro: il motorismo storico continua a evolversi, ma conserva intatto il suo fascino. Cambiano il mercato e le generazioni, non il desiderio di emozionarsi davanti a una vettura capace di raccontare una storia.

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