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Castellammare. Nella scuola media in primo piano la lotta al bullismo

Castellammare. Nella scuola media in primo piano la lotta al bullismo

Nella Scuola media Bonito Cosenza di Castellammare, stamattina è stata presentata alle classi prime l’App della Polizia di Stato YOUPOL, nata qualche anno fa per contrastare il fenomeno del bullismo e denunciare attività di spaccio di droga.

Sulle note, e soprattutto sulle parole, della canzone Billy Blu, portata a Sanremo nei giorni scorsi da Marco Sentieri e composta dal compianto cantautore Giampiero Artigiani, è iniziato l’incontro con gli alunni delle classi prime

“Ma adesso lo hai capito, lo vedo dal tuo viso-La forza del più forte è chiusa in un sorriso” è racchiuso in questo passo della canzone il messaggio fondamentale che oggi si è voluto trasmettere ai piccoli studenti, il più delle volte è il bullo ad essere il più debole fra lui e la vittima, se si riesce a capire questo, si può tendere una mano e si avranno risultati inaspettati.

Gennaro Gambardella e Carla Longobardi, in rappresentanza del Circolo della Legalità hanno introdotto l’argomento, la loro è una stretta collaborazione con la Polizia di stato nell’ambito delle presentazioni scolastiche “Con l’app YOUPOL potrete chattare con la Polizia per segnalare una situazione secondo voi pericolosa e la polizia interverrà nel più breve tempo possibile”.

YOUPOL permette di denunciare in modo anonimo, senza necessità di registrarsi, a questo punto le domande di alcuni alunni su come fa la polizia a capire se una segnalazione corrisponde a verità o meno, viene chiarito quindi che un uso indiscriminato è ugualmente punibile come reato, poiché la polizia saprà sempre come rintracciare il segnalatore in caso di falso e procurato allarme.

Si ritorna agli aspetti psicologici insiti nel bullismo e, tra gli alunni, Claudia esprime il suo pensiero “Tanti ragazzi hanno paura di dirlo ai genitori che c’è qualcuno che li infastidisce perché molto spesso vengono minacciati” è proprio questo il punto cardine dell’intera questione, la Prof.ssa Rosita Ingenito, referente per la legalità presso la scuola e la psicologa Viviana Bisogni spiegano ai ragazzi quanto sia importante a questo punto smascherare il bullo.

“Il bullo bullizza ciò che sente diverso da lui –spiega la dr.ssa Bisogni – quindi chi ha un colore di pelle diverso, un disabile ma anche chi semplicemente porta un paio di occhiali” I tipi di bullismo possono essere vari ma tutti prevedono una violenza psicologica che si attua nei confronti della vittima che la porterà a sentirsi in colpa e addirittura giustificare il bullo.

Tante le domande e gli interventi dei ragazzi che hanno piacevolmente stupito i relatori, soprattutto quando sono stati fatti parallelismi con la problematica della violenza sulle donne e i conseguenti femminicidi, alcuni studenti hanno evidenziato quanto questa App potrebbe essere utile anche per tutte quelle donne che hanno paura di denunciare i propri mariti, compagni, fidanzati che le picchiano e minacciano.

Una platea di giovanissimi molto attenti, preparati e sensibili a tali argomenti tristemente attuali, segno di un lavoro ben fatto in classe dai docenti che lascia ben sperare in una futura sana crescita di queste giovani menti.

Giusy Somma

 

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