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domenica, Giugno 26, 2022

Allattamento e Pandemia: ruolo del latte materno e raccomandazioni

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Allattamento e Pandemia: raccomandazioni sull’alimentazione infantile. A cura del Tavolo Tecnico per la promozione dell’allattamento (TAS) Anno 2021

In occasione di una pandemia, così come in ogni altra emergenza sanitaria, alle donne in gravidanza/allattamento ed ai bambini, in particolare sotto l’anno di età, vanno riconosciuti bisogni specifici, ai quali è necessario rispondere in modo adeguato.

Ministero della Salute: Il latte materno rappresenta il gold standard nutrizionale per l’infanzia. L’allattamento al seno esclusivo risponde pienamente ai bisogni nutrizionali del bambino per tutto il primo semestre di vita.

L’allattamento ha un ruolo positivo su crescita, sviluppo, salute dell’individuo a breve termine (riduzione delle infezioni, migliore risposta alle vaccinazioni) ed a lungo termine (minor rischio di obesità, malattie cardiovascolari e immuno-mediate).

Nelle situazioni emergenziali, quindi, le donne non vanno mai separate dai loro bambini/bambine, fatta eccezione nei casi in cui abbiano bisogno di cure intensive; l’allattamento va tutelato ogni qualvolta sia possibile, anche in corso di pandemia e, l’eventuale indicazione per un’alimentazione con formula va fatta solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio di ciascuna opzione alimentare e delle condizioni generali di salute della donna che allatta.

Il latte materno ha una sua normale flora batterica e, in corso di malattia della madre, il suo latte può contenere microorganismi patogeni, che nella grande maggioranza dei casi non sono in grado di infettare il lattante. La trasmissione dell’infezione, infatti, da madre a bambino col latte è evenienza documentata con certezza solo per l’HIV e l’HTLV e più in generale, l’allattamento viene sconsigliato quando non sia possibile la gestione separata e sicura di madre e bambino.

L’eventuale trasmissione di infezioni virali, quali influenza e COVID-19, dalla madre al bambino avviene invece principalmente con le goccioline respiratorie o tuttalpiù per inoculazione da contatto attraverso le mucose (Giusti et al 2021).

La protezione ed il sostegno dell’allattamento in una situazione di emergenza sanitaria come una pandemia semplifica la gestione alimentare del bambino e gli garantisce cure materne, a meno che la madre non si trovi in gravi condizioni di salute (Davanzo et al. 2020).

L’allattamento viene infatti sconsigliato dall’OMS in caso di malattia materna da virus Ebola (EVD)(WHO 2020) proprio in considerazione della contagiosità di questa infezione ad elevata letalità e sempre che sia possibile la gestione separata e sicura di madre e bambino.

La sospensione dell’allattamento nel momento in cui viene diagnosticata un’infezione materna, è una scelta intempestiva, dal momento che la trasmissione per via respiratoria da madre a bambino potrebbe essersi già verificata.

E’ inoltre un intervento potenzialmente dannoso, in quanto toglierebbe al bambino non solo un alimento ottimale dal punto di vista nutrizionale e biologico, ma al tempo stesso l’opportunità di ricevere col latte materno gli anticorpi diretti contro lo specifico temuto agente infettivo.

Non bisogna trascurare nemmeno il fatto che la sospensione dell’allattamento non tiene conto dei bisogni emotivi e psicologici della madre (WHO 2020; TAS 2021).

In sintesi, le infezioni materne, molto raramente costituiscono controindicazioni ad allattare, mentre il malessere della donna è un ostacolo che può essere superato anche fornendo la rassicurazione e l’aiuto pratico per poter continuare ad allattare, piuttosto che consigliare di default di passare ad un’alimentazione con formula lattea.

Il ricorso alle formule lattee risulta quindi indicato solo per buone ragioni di natura medica (WHO 2009; Davanzo et al. 2015; Davanzo 2018) o per scelta informata della madre. Perdipiù i bambini allattati hanno minor bisogno di cure ambulatoriali e ospedaliere (Cattaneo 2006) la cui fruizione in situazione di emergenza può incontrare limitazioni d’accesso anche per la necessità di riorganizzare le priorità assistenziali della popolazione.

Gli ormoni attivati dalla lattazione (in particolare la prolattina e ossitocina) rilasciati durante l’allattamento ed il legame madre-bambino aiutano a gestire ansia, stress ed eventuali sintomi depressivi materni anche in condizioni di emergenza/pandemia. 3 Gestione alimentare nel primo semestre di vita Il fabbisogno di latte nel primo semestre di vita è orientativamente di 150 ml/kg/die, indipendentemente dal fatto che il bambino venga alimentato al seno o con formula di tipo 1.

Il volume massimo di latte assunto aumenta col passare dei mesi, ma solitamente, per un’alimentazione solo lattea, non supera gli 800-1.000 ml/die.

L’allattamento responsivo, ossia a richiesta permette al/alla bambino/a sano/a e nato/a a termine di soddisfare il proprio fabbisogno e di sviluppare la capacità di autoregolarsi. Questo è facilmente garantito se il bambino è allattato al seno perché assume poppate variabili di numero, di volume e di composizione (nel corso della poppata, per esempio, il latte finale è più ricco di lipidi).

La formula lattea invece, avendo composizione costante, si presta a schemi di alimentazione pre[1]impostati per numero, ora e volume delle singole poppate. Nella maggior parte dei casi un bambino alimentato esclusivamente con formula fa 8 poppate nelle 24 ore.

In base a quanto sopra premesso, il TAS fa le seguenti raccomandazioni:

1. Le donne non vanno mai separate dai loro bambini/bambine, fatta eccezione nei casi in cui la donna e/o il/la bambino/ abbiano bisogno di cure intensive.

2. L’allattamento va tutelato ogni qualvolta sia possibile, anche in corso di pandemia.

3. L’eventuale indicazione per un’alimentazione con form Ministero della Salute ula va fatta solo dopo attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio di ciascuna opzione alimentare e delle condizioni generali di salute della donna che allatta.

Ministero della Salute / Allattamento e Pandemia: ruolo del latte materno e raccomandazioni / Cristina Adriana Botis / Redazione

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