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Isole - politica

Alla Regione Siciliana con un votato escamotage i soldi per i burocrati ci sono sempre

Alla Regione Sicilia seppure i burocrati vanno in pensione il fondo premi e straordinario rimane identico come fossero ancora in servizio.

Per adesso all’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) c’è in corso la Finanziaria.

Attraverso la consolidata propaganda mediatica del sistema politico, istituzionale ed economico, si continua a dire ai siciliani che non ci sono soldi e pertanto, come ogni anno, sarà l’ennesima finanziaria che lascerà la Sicilia peggio di com’era prima, tranne per i noti codazzi clientelari-elettorali.

E mentre con questa annosa tiritera che non ci sono soldi, la Maggioranza parlamentare di centrodestra, come la precedente di centrosinistra, giustifica anche la prossima trentennale estorsione fiscale nonché lo spargere di sole molliche ai siciliani, mentre i padroni di sempre dell’Isola, parlamentari, istituzionali, boiardi e burocrati e rispettivi codazzi, si spartiranno come da sempre i quarti di manzo.

Quanto riporta gds.it è al riguardo eloquente di cosa si è inventata l’attuale Maggioranza di centrodestra:

“Tornano a crescere le retribuzioni dei dipendenti regionali. O, meglio, torna a crescere il budget che la Regione destinerà annualmente al Famp, il fondo che assicura i premi di rendimento e lo straordinario. E’ la prima norma di peso approvata all’Ars dove si votano gli articoli della Finanziaria. Il testo cancella una norma introdotta nel 2015 dall’ex assessore all’Economia, Alessandro Baccei, per allineare la Sicilia al resto d’Italia. In pratica, c’era un obbligo di ridurre il Famp ogni anno in misura proporzionale al numero dei dipendenti che vanno in pensione. Si sarebbe così risparmiata la quota che ogni regionale avrebbe incassato se fosse rimasto in servizio. Con la norma approvata adesso si blocca questa riduzione automatica e ogni anno i dipendenti che restano in servizio al netto dei pensionamenti si vedranno dividere un budget maggiore”. Dando quindi per scontato, come d’altronde risaputamente accade da anni nel generale sistema pubblico regionale, enti ecc. che i premi e lo straordinario toccano a prescindere, pertanto meglio ancora se maggiorati.

Tanto pagano il “pizzo costituzionalizzato” (le tasse) i buoi-siciliani produttivi, lavoratori, privati e operosi. La mafia, quanto meno nel farsi coercitivamente mantenere, ha fatto scuola negli anni al parallelo sistema pubblico-politico-giuridico siciliano (e italiano).

Non si si possono dunque che encomiare i nostri trasversali politici siciliani alla Regione: “sunnu scattri”. Di contro mi domando amaramente noi siciliani comuni cosa siamo.

Adduso Sebastiano

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