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Sostenibilità, osservatorio Nespresso su Economia Circolare: per 79% è connessa a qualità vita

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(Adnkronos) – Oggi più che mai, la sostenibilità ha un valore centrale per gli italiani, ma la richiesta di azioni concrete e trasparenti da parte di istituzioni e aziende cresce di pari passo con una disillusione verso iniziative percepite come puramente simboliche.Se per quasi 9 italiani su 10 la sostenibilità non riguarda più solo l'ambiente, ma anche l'economia e i diritti, e per il 79% degli italiani c’è una connessione diretta tra tutela dell’ecosistema e la qualità della vita delle persone, la crisi di fiducia è sempre più evidente: il 61% della popolazione si sta rassegnando infatti all'idea che la lotta al cambiamento climatico sarà persa, e cresce la consapevolezza che il singolo, da solo, può non bastare.  In questo contesto, Nespresso Italiana presenta il primo “Osservatorio Partecipativo su Economia Circolare, Impatto sulle Comunità locali e territori.

Le opinioni italiane, i bisogni e le prospettive future” realizzato in collaborazione con l’Istituto di ricerca SWG.Ispirato dal programma “Nespresso per l’Italia” e dall’esperienza consolidata nelle pratiche di riciclo e circolarità, il progetto nasce per raccogliere e analizzare i bisogni delle comunità italiane, dando voce alle opinioni e alle aspettative delle persone con l’obiettivo di rendere tutti e tutte partecipi delle scelte concrete di sostenibilità dei prossimi anni. Nonostante si parli sempre di più di sostenibilità, per molti italiani questo concetto appare ancora complesso e astratto; sebbene infatti l’89% dei rispondenti abbia sentito parlare di sostenibilità, solo il 47% ne comprende appieno il significato.

Nonostante ciò, emergono invece necessità forti di maggiori chiarezza e concretezza su cosa significhi agire in modo sostenibile.Grande in questo senso è l’impegno richiesto alle aziende: il 62% ritiene infatti fondamentale che le aziende superino le mere dichiarazioni e intraprendano azioni capaci di generare impatti concreti per migliorare la qualità della vita nei territori dove operano, un impegno che per 8 consumatori su 10 diventa anche driver per le decisioni di acquisto. E se l’impegno delle aziende per ridurre il proprio impatto ambientale rappresenta ancora l’elemento più sentito dagli italiani, l’etica e la valorizzazione delle comunità sono aspetti nel complesso sempre più imprescindibili per 1 italiano su 2 con i giovani che attribuiscono sempre più peso all’attenzione per la diversità e l’inclusione.

Nell’alveo della sostenibilità e nella sua declinazione come tutela dell’ambiente, l’economia circolare può aver un ruolo chiave per perseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile.Nonostante 1 rispondente su 5 non sappia cosa sia e solo il 31% dichiara di averne un’idea chiara, l’economia circolare potrebbe dare un contributo potenzialmente determinante per la tutela dell’ambiente, ma la maggioranza dubita del fatto che le pratiche di circular economy si diffonderanno abbastanza per risultare efficaci, con un maggiore scetticismo proprio tra le generazioni più giovani. Le priorità d’azione per creare valore a beneficio delle comunità, identificate dagli intervistati, riguardano ancora una volta la protezione attiva dell’ambiente, con attività che riqualifichino e preservino il territorio, ma anche l’impegno in progetti di educazione e sensibilizzazione per i più giovani, il finanziamento della ricerca e il sostegno alle associazioni locali che operano in ambito sociale e di solidarietà.

Tra questi, emergono progetti a supporto delle categorie più fragili, segno di una crescente consapevolezza: la sostenibilità ambientale e quella sociale sono due dimensioni sempre più connesse e interdipendenti, impossibili ormai da considerare separatamente.Tutti elementi che rispondono all’urgenza di azioni concrete, capaci di generare un impatto positivo per le persone e l’ecosistema. Tra i settori produttivi, l’agroalimentare è quello a cui gli italiani chiedono un maggiore impegno e l’industria del caffè riveste un ruolo di rilievo per quasi il 60%, fondamentale per il 30% degli intervistati, compreso chi consuma caffè con meno frequenza.

Rispetto al contributo atteso, grande attenzione ai progetti pro-riciclo e riuso e packaging sostenibili.Ma lo sviluppo di un'economia circolare dipende non solo dalle iniziative aziendali, ma anche dalle scelte e dai comportamenti quotidiani degli individui.

Il 68% crede nel contributo delle scelte quotidiane individuali, con i ragazzi della GenZ ancora una volta meno fiduciosi rispetto alla media e 7 italiani su 10 disposti ad approfondire e rivedere alcune cattive abitudini per mitigare il proprio impatto ambientale.Nell'ambito delle iniziative di economia circolare, quelle che si basano sulla reciprocità, ovvero il principio secondo il quale un'azienda investe in iniziative sociali ed ambientali anche grazie al comportamento virtuoso dei clienti, per 1 italiano su 3 sono pratiche che possono contribuire alla responsabilizzazione delle persone e alla diffusione di una cultura collettiva della sostenibilità. Partendo da queste evidenze, Nespresso si propone di estendere e consolidare il proprio impegno sul territorio attuando azioni concrete che possano rispondere alle esigenze e alle prospettive emerse all’interno del programma continuativo “Nespresso per l’Italia”.

Una continuità che parte da progetti di economia circolare come “Da Chicco a Chicco”, che ha permesso in oltre tredici anni di recuperare più di 11.000 tonnellate di capsule esauste, rimettendo in circolo alluminio e caffè, e donando oltre 6 milioni di piatti di riso al Banco Alimentare, e “Le città che Respirano”, con oltre 70.000 mq di territorio italiano rigenerato in 7 regioni italiane. “Da sempre, intendiamo la sostenibilità come cura al centro di ogni nostra scelta, cura che vogliamo generi valore condiviso e impatti positivi per le persone e il territorio” spiega Thomas Reuter, Direttore Generale di Nespresso Italiana. “Sappiamo che non possiamo farlo da soli e per questo lavoriamo per creare reciprocità e legami con organizzazioni italiane e non solo.Oggi con l’Osservatorio, annunciamo un cambio di passo: ascoltare ancora di più le voci italiane, anche delle generazioni più giovani, per capire come possiamo migliorare, non solo come azienda, ma come partner delle comunità in cui operiamo, con uno sguardo rivolto al futuro per creare un percorso condiviso per l’Italia e con l’Italia”  "Questo progetto nasce dalla volontà di ascoltare e costruire un dialogo continuo con l’Italia” – racconta Silvia Totaro, Responsabile Sostenibilità di Nespresso in Italia. “Vogliamo intercettare le esigenze, i bisogni e le aspettative delle persone, anche lì dove le comunità locali ritengono sia più stringente, con un focus particolare sui valori che perseguiamo: circolarità, comunità e cura per l’ambiente, facendo evolvere i nostri progetti già attivi e creandone di nuovi.” L’economia circolare resterà uno degli assi portanti di questo percorso: un modello su cui Nespresso ha sempre puntato e continuerà a investire per promuovere un consumo responsabile.

Allo stesso modo, l’impegno verso le comunità locali rimane prioritario.La collaborazione è la chiave per generare impatti duraturi e positivi, e il dialogo costante nato dall’Osservatorio orienterà i progetti futuri.

Un approccio, quello di Nespresso, che non punta dunque solo ad implementare nuove attività, ma si pone come obiettivo quello di educare, sensibilizzare e coinvolgere un numero crescente di persone verso comportamenti che promuovano la cura e la reciprocità delle azioni.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Porti, Musolino (Adsp Mtcs) a conferenza Malta su decarbonizzazione e sviluppo

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(Adnkronos) – Il Presidente dell'AdSP Mtcs Pino Musolino ha partecipato, oggi, a Malta alla Conferenza, organizzata da Malta Freeport, sulle tematiche della decarbonizzazione e i possibili sviluppi per il futuro dei porti.Nel suo intervento, nel panel dedicato ai porti e alla decarbonizzazione, il presidente Musolino ha sottolineato quanto, oggigiorno, sia importante nei nostri porti incentrare le scelte economiche e quelle infrastrutturali maggiormente orientate alla salvaguardia ambientale.

Il porto di Civitavecchia, in tal senso, è un esempio, in quanto, da ormai più di tre anni e per prima nel panorama nazionale, sta andando nella direzione di sostenibilità ed innovazione: la fotovoltaizzazione degli edifici portuali, la prima hydrogen valley portuale italiana ottenendo un finanziamento europeo LIFE3H, il primo progetto di mobilità a idrogeno del centro Italia, la pianificazione di strutture a supporto di Offshore Wind farms (tutte da finanziare però), la realizzazione della prima comunità energetica portuale rinnovabile d’Italia.Tutti investimenti che, in maniera integrata, potrebbero aumentare la industrializzazione di tutti i territori interessati, ma in direzione di piena sostenibilità e tutela ambientale, anche con percorsi di economia circolare. All'interno dei nostri porti abbiamo gli spazi e le capacità per poter sviluppare energia elettrica e carburanti di nuova generazione, come ad esempio il metanolo e l'ammoniaca.

A Civitavecchia stiamo provando ad insediare un impianto di economia circolare, che dal trattamento della plastica riesca a produrre il metanolo.Quello di rinnovabili e carburanti è un campo dove sarebbe importante riuscire ad arrivare primi. A margine del suo intervento, il numero uno di molo Vespucci, Pino Musolino ha sottolineato quanto sia importante che Europa, in primis, ed Italia traccino la strada per avere una politica del costo medio e standardizzato dell'energia fornita alle navi in quanto garantirebbe maggiore stabilità ed equità nella scelta dei porti dove rifornirsi. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eni, Ciarrocchi: “In Kenya il nostro modello di transizione giusta e sostenibile”

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(Adnkronos) – “Una giusta transizione energetica non avverrà mai se non prendiamo in debita considerazione la sostenibilità economica e sociale del processo e i risultati in termini di benefici per tutti gli stakeholder coinvolti lungo la filiera, tra cui comunità locali, investitori, aziende e governi.La transizione energetica, una 'giusta transizione' per Eni, non riguarda solo l'innovazione; è un impegno a trasformare il modo in cui produciamo e consumiamo energia, assicurando che nessuno venga lasciato indietro”.

Così Luigi Ciarrocchi, direttore Ccus, Forestry & Agro-feedstock di Eni, al Forum Africa Green Growth a Ecomondo.Esempio di giusta transizione, spiega Ciarrocchi, sono le iniziative Agro-feedstock in Kenya che mirano a sviluppare un approvvigionamento sostenibile di materie prime di origine agricola per la produzione di biocarburanti.  Ad oggi, in Kenya, Eni ha già ultimato due impianti di lavorazione che producono olio vegetale da ricino, residui agroindustriali e forestali, coinvolgendo oltre 100mila agricoltori in 16 contee che coltivano ricino in aree degradate identificate dal ministero dell'agricoltura del Kenya, altre colture energetiche in rotazione come cartamo e crambe, e raccolgono residui forestali.

Nell'ambito di queste iniziative, Eni ha avviato partnership con organizzazioni internazionali, come l'International Finance Corporation, il Fondo per il clima italiano del ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica italiano, Cdp e l'Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite (Ilo). "Stiamo supportando gli agricoltori kenioti – spiega Ciarrocchi – fornendo loro sementi di qualità e fertilizzanti, un accesso stabile al mercato, formazione e supporto tecnico, consentendogli di migliorare le rese ottenute in campo" e "creando benefici economici che rimangano all'interno del paese, fornendo una fonte affidabile di reddito per gli agricoltori, promuovendo la creazione di posti di lavoro e la diversificazione economica in quelle aree rurali, dove spesso la dipendenza dalle attività agricole tradizionali e di basso valore è elevata". Eni ha sviluppato un modello di integrazione verticale per la produzione di biocarburanti, focalizzandosi sulla produzione di olio vegetale da coltivazioni su terreni degradati e in rotazione, come previsto dalla Direttiva sulle energie rinnovabili (RED) dell'Unione Europea, e dalla valorizzazione di residui agroindustriali e forestali.La coltivazione è affidata ad agricoltori locali, che coltivano i propri terreni; l'estrazione dell'olio vegetale dalle materie prime avviene in impianti industriali realizzati da Eni o utilizzando quelli di terze parti, a seconda della disponibilità e della maturità industriale del Paese; i sottoprodotti di lavorazione vengono recuperati. "Nel complesso, le iniziative Agro-feedstock di Eni prevedono di coinvolgere oltre 700.000 agricoltori entro il 2027, principalmente in Africa, per rigenerare 1 milione di ettari di terreni abbandonati e degradati e contribuire alla sicurezza alimentare con la produzione di circa 1 milione di tonnellate di mangimi e fertilizzanti", dice Luigi Ciarrocchi, aggiungendo che "iniziative simili sono state avviate dal 2022 in Costa d'Avorio, Mozambico, Angola, Italia, Kazakistan e Vietnam". —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il principe William: “Il 2024 è stato l’anno più duro della mia vita”

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(Adnkronos) – Se per Elisabetta II fu il 1992 l"annus horribilis", per il principe William il vero "anno orribile è stato il 2024, il più duro di tutta la mia vita".In Sudafrica per la presentazione del premio 'Earthshot' a Città del Capo, il principe di Galles ha definito l'anno in corso "brutale" a causa delle battaglie contro il cancro sia da sua moglie, la principessa Kate, che da suo padre, re Carlo.

Elisabetta, invece, nel suo peggior anno, come dichiarò lei stessa nel discorso per i suoi 40 di regno, dovette vedersela con gli annunci ufficiali di separazione dalle rispettive mogli dei figli Carlo e Andrea e con il divorzio della secondogenita Anna, oltre con l'incendio della sua amata residenza nel Castello di Widsor.  Parlando con i giornalisti, William, ha aggiunto che "cercare di superare tutto il resto e tenere tutto sotto controllo è stato davvero difficile.Ma sono orgoglioso di mia moglie, sono orgoglioso di mio padre, per aver gestito le cose come hanno fatto.

Ma, da un punto di vista familiare e personale, è stato brutale".  Quanto alla responsabilità di essere l'erede al trono, il principe di Galles ha ammesso che "non mi piace avere anche questa responsabilità.Preferisco la libertà di poter costruire qualcosa come Earthshot.

E' questo è il futuro per me. È molto importante, con il mio ruolo e la mia piattaforma, che io faccia qualcosa di buono, che io aiuti la vita delle persone e che io faccia qualcosa che sia veramente significativo.In questo senso, l'Earthshot è il culmine, se vogliamo, di tutto ciò messo insieme".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘The Scoop Jazz Band’: la ‘news’ è che sul palco ci sono i giornalisti

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(Adnkronos) – Meglio uno scoop o una hit?E' il grande dilemma della 'Scoop Jazz Band', band romana nata dall'idea di un gruppo di talentuosi giornalisti uniti dalla passione del jazz e del blues.

L'idea nasce nel 2010 per iniziativa di Dino Pesole, editorialista del Sole24ore, Antonio Troise, vice direttore del Quotidiano del Sud, Romano Petruzzi, consulente del lavoro, e Stefano Sofi, già giornalista del Messaggero.Ospite dell'Adnkronos insieme ad altri componenti della band (Massimo Leoni, cronista e commentatore politico per Skytg24, Stefano Abitante e Sebastiano Forti, musicisti professionisti) il gruppo racconta cosa unisce la professione giornalistica e il jazz: "Il giornalismo è un esercizio professionale complesso che richiede esercizio, competenza e una grande dose di improvvisazione, tutte cose che ritroviamo nel jazz", spiega Dino Pesole. La band propone un repertorio misto di successi del repertorio standard jazz e classici blues e swing con reinterpretazioni originali, sia sul versante ritmico che su quello melodico. "Lavorare in un giornale è un po' come lavorare in una band, ognuno fa il suo pezzo e alla fine il prodotto finale è il risultato collettivo che troviamo in edicola o in tv", dice Antonio Troise all'Adnkronos. "Sono due mestieri nei quali si improvvisa molto spesso", scherza Massimo Leoni, volto di Sky Tg24.

Ma è "una gran fortuna, sia umana che professionale, poter condividere la passione per la musica dopo 34 anni al Messaggero", assicura Stefano Sofi.Anche dal punto di vista dei musicisti, il connubio è prospero. "Lavorare con i giornalisti è meglio, per certi aspetti -spiega Stefano Abitante, trombettista- Tra noi si crea una grande alchimia e non c'è la competitività che talvolta esiste tra musicisti, mai uno screzio".  La Scoop Jazz Band, raccontano i protagonisti, ha un seguito di pubblico molto affezionato, dato anche dalla rete di conoscenze che i cronisti hanno intessuto negli anni della loro attività lavorativa, ed ha all'attivo moltissime esibizioni di rilievo, come quella alla Camera dei Deputati nel 2019 e quella a Castel Gandolfo davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "La giornata era dedicata alla disabilità, chiedemmo al portavoce del presidente che musica preferissero e ci chiese di far ballare il pubblico.

Ci trovammo davanti circa 600 ragazzi che ballavano.Fu molto emozionante", raccontano all'Adnkronos.  Ed ora, i 'cronisti crooner' non si fermano: imbracciate percussioni, tromba e voce, insieme agli altri componenti della band (Donatella Cambuli alla voce, Guido Cascone alla batteria, Antonello Mango al basso e Michelangelo Marinelli al sax Baritono), il 21 novembre saranno infatti al Cotton Club di Roma, mentre a dicembre suoneranno all'Arciliuto, gioiellino nel centro della Capitale.  L'ironia non manca, le esperienze alle spalle nemmeno, ma quando chiedi i sogni nel cassetto alla Scoop Jazz Band, fioccano risposte entusiaste: "Suonare ancora insieme per altri trent'anni", dice qualcuno. "Avere i Maneskin come gruppo spalla nel prossimo concerto", ironizza qualche altro. "Suonare in una grande capitale europea, ad Istanbul già l'abbiamo fatto", aggiunge un altro ancora.

E alla domanda se sia meglio uno scoop o una hit, la risposta dei cronisti è unanime: "Meglio una hit della Scoop!". (di Ilaria Floris) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Focus sull’allenatore dello Spezia: l’evoluzione di Luca D’Angelo, da difensore a stratega delle panchina

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Domenica la Juve Stabia ospiterà Lo Spezia per il tredicesimo turno della Serie BKT 2024-2025.Sulla panchina delle aquile siede una vecchia conoscenza della Juve Stabia, Luca D’Angelo.Le Vespe incroceranno il tecnico per l’ottava volta con un bilancio che nelle precedenti 7 occasioni mostra: 3 vittorie per lui, 4 pareggi e nessuna sconfitta.

Focus su Luca D’Angelo

Luca D’Angelo ha saputo scrivere da calciatore storie bellissime come quelle di Chieti, Castel di Sangro, Fermana e Rimini.Da allenatore ha sfiorato la massima serie quando allenava il Pisa.Un allenatore bravo con tanta voglia di continuare a scrivere pezzi di storia tutti da raccontare.Luca D’Angelo rovinò la festa della Juve Stabia di Fabio Caserta quando con il “suo Pisa” si impose con una vittoria nella prima uscita di cadetteria in Serie B.

Un allenatore importante che proprio con i nerazzurri della Toscana ha saputo scrivere pagine importanti per la serie ad un passo dal sogno.Il 24 giugno 2018 viene ufficializzato nuovo tecnico del Pisa, nel 2019 festeggia i play off con il ritorno in Serie B.Altre due stagioni in Serie B tra cui una molto positiva fino al campionato 2021-2022 e la finalissima play off contro il Monza di Silvio Berlusconi e la sconfitta che fece esultare il club della Brianza.Lo Spezia rappresenta la storia recente mentre il suo passato è ricco di avventure come quelle alla corte della Casertana, Bassano Virtus, Fidelis Andria, Alessandria e Rimini per la serie da “Nord a Sud” per un viaggio decisamente importante del suo vissuto calcistico.

D’Angelo è stato anche un calciatore di professione difensore.

Nel 1989 poco più che maggiorenne ha indossato la maglia del Chieti dove ha lottato per questi colori per diverse stagioni.Nel 1995-1996 passa poi al Sora in C1 e sarà poi grande protagonista con il  Castel di Sangro negli anni dolci e storici del torneo cadetto.Ci sono altre realtà importanti e storiche verso la fine degli anni 90 come la Fermana e la storica promozione in Serie B, quella del 1999 proprio ai danni della Juve Stabia.Altra realtà di quegli anni è stato anche l’Alzano Virescit e Luca D’Angelo anche se per poco ha indossato questa maglia nel 2000.Un’avventura a Giulianova e poi una bellissima parentesi a Rimini dalla Serie C fino alla Serie B dove ha vinto anche la SuperCoppa di categoria nel 2005.

Chiude la carriera professionistica nelle file del San Marino, in Serie C1, nel 2007.Un calciatore che ha indossato con orgoglio casacche di piccole ma importanti realtà che si sono sapute trasformare in delle bellissime favole tutte da raccontare.

Iran, paura per studentessa seminuda per protesta: “L’hanno torturata?”

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(Adnkronos) – Torturata, in un ospedale psichiatrico.Questa potrebbe essere la 'punizione' alla quale sarebbe stata sottoposta la studentessa iraniana che si è spogliata nel campus dell'Islamic Azad University a Teheran.

Lo denuncia Amnesty International parlando di situazione ''allarmante'' e spiegando di aver trovato le prove che il regime iraniano utilizza l'elettroshock, la tortura, le percosse e medicinali contro i manifestanti e i detenuti politici che vengono trasferiti in ospedali psichiatrici statali perché ritenuti ''mentalmente instabili''. La studentessa, mai identificata, è stata arrestata dalla polizia iraniana, dopo essersi spogliata per protesta nei confronti delle guardie del campus che le avevano contestato il mancato rispetto del codice di abbigliamento islamico.Ma il Center for Human Rights in Iran (Chri) denuncia che si tratta di un ''rapimento'', dato che è consuetudine l'uso della forza per trasferire i manifestanti anti-regime in strutture psichiatriche e zittire così il dissenso. "Le autorità iraniane utilizzano sistematicamente l'ospedalizzazione psichiatrica obbligatoria come strumento per reprimere il dissenso, etichettando i manifestanti come mentalmente instabili per minarne la credibilità", ha affermato Hadi Ghaemi, direttore esecutivo del Chri. "Trasferire chi partecipa a proteste pacifiche in ospedali psichiatrici rappresenta non solo un atto di detenzione arbitraria, ma costituisce anche una forma di rapimento.

Questa pratica è una mossa palesemente illegale per screditare gli attivisti etichettandoli come mentalmente instabili", ha aggiunto Ghaemi. La studentessa iraniana, infatti, è solo l'ultima di una lunga serie di manifestanti arrestati durante le proteste di 'Donna, vita, libertà' e ricoverate in ospedali psichiatrici.Il noto rapper curdo Saman Yasin, ad esempio, è stato trasferito dalle autorità all'ospedale psichiatrico Aminabad di Teheran, dopo il suo arresto durante una protesta nel 2022.

In ospedale sarebbe stato torturato e costretto a confessare, ha trascorso due anni in carcere e a ottobre è stato rilasciato per motivi di salute. "Saman è stato legato al letto nel centro psichiatrico in posizione cruciforme per molto tempo.Gli hanno somministrato alte dosi di sedativi e nonostante il suo stato di incoscienza, le restrizioni su mani e piedi non sono state rimosse", ha detto una fonte vicina al rapper al Guardian. Nell'ottobre dello scorso anno Roya Zakeri, una giovane donna iraniana che è stata filmata mentre cantava slogan anti-regime, è stata definita malata di mente dai media statali e portata nel reparto femminile dell'ospedale psichiatrico Razi.

Il Guardian ha appreso da persone vicine alla sua famiglia che le sono stati iniettati degli agenti soporiferi, è stata aggredita fisicamente ed è stata incatenata braccia e piedi. Anche Azam Jangravi, un'attivista per i diritti umani, ha detto di essere stata costretta dalle autorità iraniane a firmare una dichiarazione in cui ammetteva di avere problemi di salute mentale dopo che nel 2018 erano circolate ampiamente delle fotografie che la ritraevano mentre sventolava l'hijab in una strada di Teheran. "Quando mi hanno interrogata, mi hanno accusata di essere una spia", ha detto. "Volevano che scrivessi una confessione in cui dichiaravo di essermi pentita della mia protesta e che l'avevo fatto perché non ero mentalmente sana.Non l'ho firmata.

Continuano a provocarci durante gli interrogatori citando gli esempi di ex prigionieri politici che sono stati mandati in ospedali psichiatrici.Temo che la studentessa universitaria si trovi in condizioni orribili in questo momento e dobbiamo chiedere il suo rilascio", ha detto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alle Terme di Diocleziano le sculture dell’artista inglese Tony Cragg

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(Adnkronos) – Dal 9 novembre 2024 al 4 maggio 2025 il Museo Nazionale Romano presenta alle Terme di Diocleziano Tony Cragg.Infinite forme e bellissime, a cura di Sergio Risaliti e Stéphane Verger: una grande mostra personale dell’artista inglese, tra i più celebri esponenti della scultura contemporanea, noto per aver sperimentato fin dagli anni Settanta forme sorprendenti accanto a materiali e tecniche inedite.

La mostra, organizzata da Bam – Eventi d’Arte, esce dallo spazio del museo per irradiarsi nelle piazze della città, grazie alla collaborazione con Municipio I Roma Centro. (Fotogallery) “La mostra di Tony Cragg alle Terme di Diocleziano si preannuncia tra le più interessanti della prossima stagione culturale romana – dichiara Stéphane Verger – organizzata in collaborazione con Roma Capitale.Cragg ci consegna opere cariche di una forza che il tempo non disperderà, come le collezioni del Museo che le ospita; le sue sculture campeggiano nelle Grandi Aule e confermano la prestigiosa vocazione delle Terme di Diocleziano ad ospitare i protagonisti della scultura contemporanea”. "Per la terza volta nella mia carriera ho avuto l’onore di poter collaborare con Tony Cragg – sottolinea Sergio Risaliti –.

E per la terza volta le sue opere si sono confrontate con spazi fortemente connotati dalla storia e dall’arte del nostro passato.Cragg ha una sensibilità speciale e una conoscenza della storia dell’arte solida, e per questo riesce a entrare in sintonia con gli ambienti che accolgono le sue sculture, riuscendo a far risuonare le sue forme nei nuovi contesti senza provocare disagio e cacofonia.

Questo è il segno che la sua ispirazione viene da lontano, anche se è decisamente radicata nel presente e con torsioni di tempo che legano il passato più remoto al futuro più distante.Incontrando le sue magnifiche invenzioni scultoree siamo come trascinati in una dimensione spazio-temporale che si avvita senza inizio e fine, connettendo l’origine e le geometrie delle strutture naturali con le infinite potenzialità della creatività umana.Ammiro da sempre questa sua generosità e intensità, che si dispiega e si rinnova continuamente nella ricerca di forme sempre inedite e sconcertanti, assieme a tecniche e materiali che lui studia e sperimenta con la curiosità e sapienza di uno scienziato-alchimista." “Le sculture di Tony Cragg negli spazi pubblici di Roma – dichiara Giulia Silvia Ghia, Assessore alla Cultura, politiche Educative e Giovanili e allo Sport di Roma – rappresentano una straordinaria fusione tra arte contemporanea e contesto urbano storico, offrendo un'esperienza estetica che sfida le aspettative tradizionali e acquista nuovi significati, grazie al dialogo tra il passato classico e il presente contemporaneo.Le opere di Tony Cragg, spesso caratterizzate da forme biomorfe e sinuose, rappresentano un deciso contrasto con la geometria e la solidità dell'architettura classica e rinascimentale di Roma, creando così una tensione visiva che arricchisce l'esperienza del pubblico.” Tony Cragg.

Infinite forme e bellissime porta negli ambienti carichi di storia delle Terme di Diocleziano – con le sue Aule imponenti, coperte da volte amplissime – ben diciotto sculture, di medie e grandi dimensioni, realizzate negli ultimi due decenni in bronzo, legno, travertino, fibra di vetro e acciaio: forme seducenti, perturbanti, misteriose – che ora rinviano al mondo minerale e vegetale, ora alla geologia e alla biologia, evocando le onde del mare, le strutture geometriche di una pianta o di una conchiglia – che adesso entrano in dialogo con gli spazi archeologici del complesso monumentale.  La ricerca artistica di Tony Cragg è da sempre concentrata sulle infinite possibilità del disegno e della scultura, in un confronto inarrestabile con la natura, con i suoi processi creativi e le sue strutture evolutive.Infinite forme e bellissime, una frase topica di Charles Darwin, evoca l’inarrestabile entusiasmo dell’artista di fronte alla ricchezza delle architetture della vita, dal microcosmo al macrocosmo, da una parte, e alla meraviglia che suscita il pensiero stesso, mai pago di affondare nella conoscenza della realtà, nell’inesauribile ricchezza di forme e modelli, di strutture e processi generativi che il mondo naturale ci mette davanti agli occhi: una ricchezza cui corrisponde il fare dell’artista, in particolare quello dello scultore, che può ‘pensare’ e creare nuove forme senza porsi limiti nell’utilizzo di mezzi e materiali.

Un fecondo scambio di intuizioni e immagini tra naturale e artificiale, tra modelli biomorfici e virtuali, che derivano dall’osservazione delle composizioni organiche e delle strutture cristalline dei minerali, fino a coinvolgere forme elaborate digitalmente e prodotti nati artificialmente in laboratorio: dall’archeologia alla geologia, dalla storia dell’arte alla biologia.Nel titolo risuona così l’entusiasmo dello scienziato Darwin per le forme naturali i suoi processi evolutivi che così si esprimeva: “Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose”.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Pogrom’ o provocazioni, la notte folle di Amsterdam con caccia all’ebreo

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(Adnkronos) – Una notte folle, una vera e propria 'caccia all'ebreo' è scattata ieri sera a Amsterdam contro i tifosi del Maccabi Tel Aviv dopo la partita di Europa League con l'Ajax, a due giorni dall'anniversario della Notte dei cristalli.I media dello Stato ebraico parlano di un attacco "organizzato e ampio" da parte di "rivoltosi anti-Israele" che, divisi in bande e a volto coperto, hanno assaltato e picchiato i tifosi al grido di "Palestina libera", mentre attivisti filo-palestinesi hanno denunciato "provocazioni" da parte israeliana. La follia di ieri sera è stata in realtà la seconda notte di "caos" ad Amsterdam, come evidenzia il Daily Mail, secondo cui già mercoledì "hooligan israeliani avevano strappato bandiere della Palestina" e "decine di persone incappucciate e vestite completamente di nero" avevano lanciato cori come "Palestina vaff….".

Il capo della Polizia di Amsterdam, Peter Holla, ha spiegato che mercoledì i tifosi del Maccabi avevano attaccato un taxi e incendiato una bandiera palestinese e che i disordini erano continuati fino alle prime ore di giovedì. Prima dell'inizio della partita c'erano stati momenti di forte tensione a Piazza Dam, uno dei luoghi simbolo di Amsterdam distante pochi minuti a piedi dalla Stazione centrale e dove si erano raccolti i tifosi del Maccabi.Secondo la Bbc, c'erano stati scontri tra dimostranti filo-palestinesi e tifosi, alcuni dei quali avevano intonato cori razzisti contro gli arabi e fatto a pezzi una bandiera palestinese, oltre ad aver acceso fumogeni ed esploso petardi. Attivisti filo-palestinesi ed anti-israeliani sostengono che, in realtà, siano stati per primi i tifosi del Maccabi a ricorrere a molestie e violenze.

La tv britannica ha intervistato un tifoso che ieri sera è andato allo stadio e che ha raccontato di aver visto i sostenitori del Maccabi Tel Aviv nella metropolitana di Amsterdam "salire e scendere dai vagoni tre o quattro volte cercando di scatenare una rissa". Anche all'interno della Johan Cruyff Arena il clima era stato molto teso.Diversi utenti sui social hanno postato video che sembrano mostrare tifosi del Maccabi fischiare durante il minuto di silenzio per le vittime delle inondazioni a Valencia.

L'emittente olandese Nos ha confermato che la polizia antisommossa ha bloccato un gruppo di presunti attivisti filo-palestinesi che ieri sera aveva cercato di raggiungere lo stadio, forse per farsi 'giustizia'. Provocazioni o meno, dopo il fischio finale del match – vinto a valanga dall'Ajax 5-0 – in diverse zone di Amsterdam è dilagata la violenza (VIDEO).La polizia ha parlato chiaramente di "comportamento antisemita esibito la notte scorsa da rivoltosi che cercavano attivamente sostenitori israeliani per attaccarli e aggredirli".

Ai sostenitori del Maccabi è stato consigliato di restare nei loro alberghi in attesa dei voli di ritorno e di non indossare simboli ebraici, informando allo stesso tempo le forze dell'ordine in caso di nuove minacce, mentre altri agenti saranno dispiegati a Amsterdam per precauzione nei prossimi giorni. Il bilancio di quello che Geert Wilders, il leader populista olandese anti-Islam e anti-immigrazione, ha definito senza mezzi termini "un pogrom", è stato pesante nonostante l'imponente servizio d'ordine messo in atto dalla polizia olandese che considerava il match ad alto rischio: almeno 10 feriti – cinque dei quali sono stati ricoverati in ospedale ma sono stati dimessi – e 62 persone arrestate, ma quasi tutte già liberate eccetto dieci. Sempre la polizia aveva indagato sulla possibilità – poi smentita dallo stesso Holla – che fossero stati presi ostaggi durante la 'caccia all'ebreo', mentre il ministero degli Esteri di Tel Aviv aveva comunicato di aver perso i contatti con almeno 10 israeliani, poi tutti rintracciati. La condanna per l'accaduto è stata unanime.Il re olandese Guglielmo Alessandro ha parlato con il presidente di Israele, Isaac Herzog, esprimendo "profondo orrore e shock", mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è detta "indignata per gli attacchi vili".

Persino l'Onu ha espresso "forte preoccupazione". Il primo ministro olandese, Dich Schoof, ha condannato gli "attacchi antisemiti", mentre sul web sono diventati virali i video di tifosi israeliani nel panico che scappano dagli assalitori o vengono picchiati.Schoof ha definito le violenze "totalmente inaccettabili" e ha reso noto di aver assicurato al telefono al suo omologo, Benjamin Netanyahu, che i responsabili saranno "identificati e perseguiti".  Lo stesso Netanyahu ha annunciato l'invio di aerei a Amsterdam in soccorso ai suoi connazionali e la compagnia El Al ha informato che partiranno alla volta dell'Olanda tre voli speciali, in aggiunta ai due regolari, per accelerare il rimpatrio dei tifosi.

Il nuovo ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, entrato in carica da pochi giorni, è volato nella città olandese. La tifoseria del Maccabi non è stata estranea in passato a episodi controversi.Alcuni presunti tifosi sono stati coinvolti in episodi razzisti in Israele, tra cui insulti ai giocatori palestinesi e arabi della squadra e, a quanto precisa la Bbc, avrebbero addirittura fatto pressioni sulla dirigenza affinché li cacciasse.

Altri in passato avrebbero anche aggredito manifestanti anti-Netanyahu.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nato, Draghi: “Spendere 2% per difesa seguendo regole si può” – Video

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(Adnkronos) – Per l’Italia "è possibile" arrivare a spendere il 2% del Pil per la difesa, come richiede la Nato, rispettando il nuovo patto di stabilità.Lo dice l’ex presidente della Bce Mario Draghi, a margine del Consiglio Europeo informale a Budapest. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

IShowSpeed sfida Lyles sui 50 metri: vittoria a fatica per l’oro olimpico – Video

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(Adnkronos) – Può uno youtuber tenere testa all'oro olimpico dei 100 metri in carica?No, ma IShowSpeed, all'anagrafe Darren Jason Watkins Jr., ci è andato vicino.

Lo streamer, 33 milioni di follower, ha sfidato Noah Lyles, velocista statunitense e campione nella gara regina alle ultimi Olimpiadi di Parigi, in una gara sui 50 metri.La corsa non era altro che una scommessa tra i due, con in palio ben centomila euro.

Altra condizione era che, in caso di sconfitta Speed cambiasse il suo nome in 'IShowSlow'. Speed si è più volte vantato della sua condizione atletica affermando che, se non fosse diventato uno degli youtuber più famosi al mondo, avrebbe continuato a giocare a football americano fino a diventare un professionista nella Nfl.Nella gara di velocità si è difeso molto meglio del previsto sul rettilineo, mettendo in seria difficoltà Lyles. Il campione olimpico, che sicuramente non ha spinto al massimo, è riuscito a rimontare negli ultimi venti metri, dopo una partenza che probabilmente non si aspettava così complicata.

Al via infatti l'atleta americano appare tranquillo e spensierato, per niente preoccupato, appena si è ritrovato indietro rispetto all'avversario di giornata ha accelerato e infine lo ha superato con discreta scioltezza. "È stato un pareggio! È stato un pareggio!" ha urlato Speed appena conclusa la gara, ovviamente a favore di camera.Lyles ha comunque accettato di ripetere la corsa, ma questa volta sui 100 metri, il suo habitat naturale.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Enrico Citterio, morto a 99 anni l’imprenditore dei salumi

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(Adnkronos) – E' scomparso lo scorso ottobre a 99 anni l'imprenditore dei salumi Enrico Citterio.I funerali si sono già svolti e la notizia è stata divulgata solo oggi per volere della stessa famiglia.

L'azienda che ha sede a Rho, in provincia di Milano, è gestita dai Citterio da oltre 140 anni.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meloni cita Jfk: “Chiedetevi cosa l’Ue possa fare per se stessa” – Video

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(Adnkronos) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivando allo stadio Puskas di Budapest per il Consiglio Europeo informale dedicato al futuro della competitività nell’Ue, cita John Fitzgerald Kennedy, parafrasando il suo discorso di insediamento alla Casa Bianca del 20 gennaio 1961 ("And so, my fellow Americans, ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country"; "E quindi, concittadini americani, non chiedetevi che cosa possa fare il vostro Paese per voi; chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro Paese"). —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, Motta: “Voglio restare qui a lungo, ma dobbiamo dare tutti di più”

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(Adnkronos) –
Thiago Motta è pronto a vivere il suo primo derby della Mole.Il tecnico della Juventus ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Torino, in programma domani, sabato 9 novembre, alle 20.45: "Le sensazioni sono buone, perché vedo la squadra bene.

Come sempre, con l'atteggiamento giusto in allenamento e preparandosi per questa partita con un'atmosfera speciale sia per noi che per i nostri tifosi.Domani vogliamo andare al massimo per fare una grande partita". "L'importanza di un derby è che sappiamo che la città lo vive in un modo molto intenso", ha spiegato, "però lo viviamo anche noi e sono delle partite belle da giocare.

Sono delle partite dove esiste questa bella atmosfera, molto speciale, e le due squadre sono consapevoli dell'importanza.Dovremo fare il nostro massimo per fare una grande partita e portarla dalla nostra parte domani". La Juve arriva dal pareggio in Champions League con il Lille: "La squadra fisicamente sta molto bene, di solito abbiamo avuto due giorni di recupero, questa volta abbiamo avuto tre giorni di recupero, ed è un qualcosa di molto importante che fa la differenza.

La squadra la vedo molto bene, ho fiducia nell'impegno di tutti.Domani entreremo al 200% in partita".

Non ci sarà Douglas Luiz: "Douglas è venuto per una mia richiesta a Lille.Ieri non si è sentito al 100% e ho deciso di non rischiarlo.

Nico Gonzalez nemmeno sarà disponibile.Ci vorrà più tempo invece per Milik e Bremer.

Da valutare anche Adzic". Sta giocando bene anche Locatelli: "E' tutto merito suo perché ha avuto un momento di 'difficoltà' quando non giocava e non era felice.Gli può succedere anche in futuro, ma spero di no perché vuol dire che sta molto bene.

Nel caso deve reagire con positività, deve reagire se dovesse arrivare un altro momento difficile con voglia di continuare a lottare e combattere, per questo che è tornato in squadra, perché ha reagito nel modo giusto". "Sono molto soddisfatto anche se noi tutti possiamo dare qualcosa in più.Io per primo.

Lo stanno facendo sia allenamento che in partita.Bisogna crescere anche fuori dal campo, perchè noi dobbiamo fare qualcosa in più per non far sentire l'assenza di Bremer.

Dobbiamo continuare così.Chi ha più possibilità di giocare tra Perin, Vlahovic e Fagioli?

Possono giocare come partire dalla panchina.Io voglio restare qui per molti anni, ma Non penso a queste cose". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump presidente, Draghi avverte l’Ue: “Proteggerà l’industria, si dovrà negoziare”

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(Adnkronos) –
Mario Draghi dopo la vittoria alle elezioni americane di Donald Trump mette in guardia l'Ue.Alla Casa Bianca Trump darà sicuramente "grande impulso" al settore dell'alta tecnologia, nel quale l'Ue è già "molto indietro", e contemporaneamente "proteggerà" l'industria tradizionale, quei settori nei quali l'Unione esporta di più negli States.

Pertanto, occorrerà "negoziare" con Washington, in modo unitario.Lo ha sottolineato l'ex presidente della Bce Mario Draghi, prima di presentare il suo rapporto sulla competitività dell'Ue ai leader riuniti allo stadio Puskas di Budapest.  Oggi, ha detto l'ex premier, "si parlerà del rapporto sulla competitività in Europa.

Le indicazioni di questo rapporto sono già urgenti, data la situazione economica in cui siamo oggi.Sono diventate ancora più urgenti dopo le elezioni negli Stati Uniti.

Non c'è alcun dubbio che la presidenza Trump farà grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l'Europa.Non necessariamente tutta in senso negativo, ma certamente noi dovremmo prenderne atto.

Dal punto di vista del rilancio della competitività in Europa, un paio di cose vengono in mente".Anzitutto, prevede, "questa Amministrazione sicuramente darà grande impulso al settore tecnologico, al cosiddetto hi-tech, dove noi siamo già molto indietro".  Si tratta, sottolinea Draghi, del "settore trainante della produttività.

Già ora la differenza della produttività tra gli Stati Uniti e l'Europa è molto ampia, quindi noi dovremmo agire e gran parte delle indicazioni del rapporto vanno proprio solo su questo tema.L'altro esempio è che sicuramente si sanno poche cose di quello che succederà esattamente, ma una sembra più sicura delle altre, e cioè che Donald Trump tanto impulso darà nei settori innovativi e tanto proteggerà le industrie tradizionali, che sono proprio le industrie dove noi esportiamo di più negli Stati Uniti.

E quindi – conclude – lì dovremo negoziare con l'alleato americano, con uno spirito unitario, in maniera tale da proteggere anche i nostri produttori europei". Quanto all'investimento in difesa, arrivare ad una spesa pari al 2% del Pil, come chiede la Nato, rispettando il patto di stabilità "è possibile", sostiene Draghi. "Bisognerà prendere tutta una serie di decisioni – aggiunge – è inutile dire se è possibile o meno.Oggi bisogna decidere cosa fare, perché questa è la nuova situazione.

I soldi poi si trovano", conclude.  Con l'elezione di Trump negli Usa, da questa parte dell'Atlantico "ci sono grandi cambiamenti in vista" e "quello che l'Europa non può più fare è posporre le decisioni", ribadisce l'ex presidente del Consiglio.  "In tutti questi anni – sottolinea – si sono posposte tante decisioni importanti, perché aspettavamo il consenso.Il consenso non è venuto: è arrivato solo uno sviluppo più basso, una crescita minore, oggi una stagnazione". "Quindi, a questo punto, forse, io mi auguro che ritroveremo uno spirito unitario con cui riusciremo a trarre il meglio da questi grandi cambiamenti".

Andare "in ordine sparso" non funziona, perché "siamo troppo piccoli, non si va da nessuna parte", conclude Draghi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Friedkin in arrivo, non possono più rinviare le decisioni sulla Roma

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(Adnkronos) –
Dan e Ryan Friedkin dovrebbero arrivare a Roma a breve.La situazione impone decisioni che non sono più rinviabili.

Lo dicono i risultati, il pareggio in Belgio in Europa League è l'ennesimo passo falso di una lunga serie, e lo dicono anche le dichiarazioni post partita di Ivan Juric, un allenatore già sostanzialmente esonerato dai fatti, e di Gianluca Mancini, che non ha nascosto tutta la frustrazione di uno spogliatoio ormai non più capace di reagire.  Domenica alle 15 è in calendario Roma-Bologna, ultima partita prima della sosta per le nazionali, e il fattore tempo diventa fondamentale, perché è scaduta qualsiasi deadline per una ulteriore proroga dello status quo.Il rischio è quello di allungare l'agonia che la squadra sta vivendo fin dalla decisione di esonerare Daniele De Rossi, l'allenatore che doveva guidare un progetto triennale che è stato frettolosamente rinnegato.

I proprietari della Roma, che secondo quanto risulta all'Adnkronos hanno in programma di atterrare a Ciampino sabato pomeriggio, salvo accelerazioni sempre possibili, vogliono verificare di persona a che punto la crisi sia profonda, per poi procedere con la decisione che riterranno più utile a voltare pagina. L'esonero di Juric sembra sempre più probabile, anche perché ai risultati che non ci sono si somma la gestione dello spogliatoio che appare altrettanto fallimentare, inclusa l'inspiegabile estromissione dalle rotazioni di Mats Hummels.L'intezione dei Friedkin era quella di annunciare prima il nuovo Ceo, di rafforzare anche l'area tecnica a livello dirigenziale e poi di annunciare il nuovo allenatore.

Evidentemente, gli sviluppi di queste ore potrebbero suggerire una accelerazione.  I nomi?Rispetto alle ipotesi circolate, da Mancini a Allegri, da Lampard a Paulo Sousa, c'è una prima considerazione da fare.

Per portare a Roma un allenatore di primo piano, uno dei primi due o un altro profilo simile, serve un nuovo progetto con un impegno pluriennale e una serie di garanzie che deve fornire la società.Se si pensa a un traghettatore, con una nuova soluzione a termine, serve un allenatore che conosca il calcio italiano e che abbia la personalità per confrontarsi con i giocatori e con una città esasperata.

In questo senso, l'unica opzione percorribile sembra quella di Claudio Ranieri. La soluzione che potrebbe tenere insieme più esigenze e che sarebbe la più facile da percorrere resta quella di richiamare in panchina De Rossi, magari proprio con Ranieri direttore tecnico.Lo scriviamo da settimane, e oggi lo ribadisce con estrema chiarezza il direttore del Romanista Daniele Lo Monaco, che aggiunge anche una considerazione significativa: la soluzione c'è "ma non verrà presa, perché prevederebbe un bagno di umiltà che non sembra essere la caratteristica principale del presidente Friedkin".

Tutto vero, ma c'è da aggiungere un elemento.Una fonte continua a suggerire all'Adnkronos un'opzione da tenere ancora in piedi: ci sarebbe chi, tra le persone ascoltate da Dan e Ryan Friedkin, insiste su una scelta che sarebbe per la proprietà sicuramente a saldo positivo: oltre al fattore economico e alle valutazioni tecniche, il vantaggio di riportare rapidamente l'ambiente dalla propria parte, partendo dai giocatori e dai tifosi, potrebbe giustificare un ripensamento rispetto all'istintiva e radicata convinzione di non voler ammettere l'errore commesso a metà settembre. (Di Fabio Insenga)   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gruppo Luci a Ecomondo, soluzioni per affrontare sfide ambientali

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(Adnkronos) – Anche quest’anno, Gruppo Luci rinnova la sua partecipazione a Ecomondo, la fiera di riferimento in Europa per l'innovazione tecnologica e industriale nell'ambito dell'economia circolare e della transizione ecologica, alla quale le aziende del gruppo (Gesteco, Labiotest, Lod, Ecofarm e Metaplas) hanno portato soluzioni per affrontare le sfide ambientali. "La nostra presenza unitaria alla fiera evidenzia l'approccio integrato del gruppo Luci nell'affrontare le sfide ambientali.Crediamo che la collaborazione e la condivisione di conoscenze siano fondamentali per guidare la transizione ecologica", afferma Adriano Luci, presidente di gruppo Luci. Ogni azienda del gruppo contribuisce con le proprie competenze specifiche, adattandosi alle necessità di ciascun progetto.

Questo metodo consente di creare soluzioni personalizzate, ottimizzando gli investimenti aziendali per ottenere risultati concreti e sostenibili nel lungo periodo.Gesteco presenta in fiera i suoi servizi dedicati alla sostenibilità e alla riduzione dell’impatto ambientale.

Con oltre 35 anni di esperienza e una struttura flessibile, l'azienda opera efficacemente nei macrosettori di ambiente, edilizia e sostenibilità, offrendo un supporto completo ai clienti lungo tutto il processo aziendale: dall'analisi del contesto ambientale alla ricerca e implementazione della soluzione più adeguata, con l’obiettivo di migliorare la loro performance ambientale. Labiotest introduce le sue tecnologie avanzate per l'abbattimento di odori, polveri e contaminanti chimici.L’azienda ha ottenuto risultati significativi grazie alla capacità di adattare le proprie soluzioni per il controllo delle emissioni a diversi settori e contesti, rispondendo così alle esigenze specifiche.

La tecnologia Labiotest è applicata anche a livello internazionale grazie alla sua vasta rete di distributori. Lod – Laboratorio di Olfattometria Dinamica, presenta le sue soluzioni per l’analisi degli odori, come l’olfattometria dinamica e modelli di dispersione per la gestione dell’impatto olfattivo, insieme a servizi di consulenza ambientale e formazione, supportando le aziende nel controllo delle emissioni olfattive e facilitando la conformità normativa e contribuendo a risolvere il problema delle emissioni odorigene.Ecofarm focalizza l'attenzione sulla gestione dei rifiuti sanitari in un'ottica di circolarità.

L'azienda fornisce servizi completi di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti sanitari e pericolosi e grazie al suo impianto di sterilizzazione, converte i rifiuti a rischio infettivo in rifiuti non pericolosi. Metaplas Srl è specializzata nella raccolta e stoccaggio di materiali provenienti dai settori agricolo, industriale e pubblico.A Ecomondo propone soluzioni per il recupero e il riutilizzo dei materiali.

Con una capacità autorizzata di 2.980 tonnellate di rifiuti gestiti, Metaplas promuove attivamente i principi dell'economia circolare, convertendo gli scarti in materiali nuovamente utilizzabili.Lo stand del gruppo Luci ospita inoltre Spei Srl, azienda partner di Metaplas, attiva da anni nella ricerca e sperimentazione per la valorizzazione energetica dei fanghi civili e agroalimentari. Lod Srl, in qualità di socio del Consorzio Italiano Biogas, partecipa a Ecomondo 2024 con un intervento sull'importanza dell'odorizzazione del biometano.

Con l’obiettivo di migliorare la resa e la qualità dell’odorizzazione del biometano, Lod si impegna in un’analisi precisa dei processi e della composizione del biogas, garantendo sia la sicurezza operativa che la conformità con le normative di settore. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dl Infrazioni, Confindustria Nautica: accolte richieste su concessioni porti turistici

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(Adnkronos) – Il Senato ha convertito in legge, con modifiche, il decreto c.d. “Infrazioni”, confermando il testo già approvato dalla Camera dei deputati.Il decreto, tra le altre misure, interviene sul regime delle concessioni demaniali marittime, modificando la Legge 5 agosto 2022, n. 118 (DDL “Concorrenza”) varata dal governo Draghi, e accogliendo le richieste di Confindustria Nautica che ha seguito tutta la fase preparatoria del testo e i successivi lavori parlamentari.  Il nuovo testo prevede, in ossequio alla Direttiva Bolkestein e alle sentenze della Corte di giustizia UE (nonché della giustizia amministrativa nazionale) la specificità delle strutture della nautica, sul presupposto che l’utilizzazione dei beni portuali non rientra nell’ambito di applicazione della Direttiva 2014/23 sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, poiché “non dovrebbero configurarsi come concessioni di servizi” (secondo la Sentenza della Corte di Giustizia UE del 14 luglio 2016) e sono rilasciate sulla base di una procedura di evidenza pubblica in base al DPR n. 509/1997 (c.d.

Decreto “Burlando”).  Secondo l’art. 3 della Legge 118/2022, come modificato, le concessioni “per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi i punti d'ormeggio” – che il governo Draghi aveva accomunato alle concessioni balneari – vengono espunte dalle previsioni della medesima Legge.Allo stesso modo sono escluse le concessioni delle federazioni sportive e delle associazioni e società sportive dilettantistiche. Rimangono dunque sotto il cappello della Legge 118/2022 le concessioni turistico-ricreative e quelle nautiche rilasciate con finalità di noleggio e locazione di unità da diporto e la loro durata è prorogata al 30 settembre 2027.

I titolari di queste concessioni – in vigenza del titolo concessorio e ferma restando la corresponsione del canone – possono mantenere installati i manufatti amovibili fino all’espletamento delle nuove procedure di aggiudicazione, eventualmente anche nel periodo di sospensione stagionale dell'esercizio delle attività turistico-ricreative. In caso di aggiudicazione di queste concessioni a favore di un nuovo soggetto, il concessionario uscente avrà diritto al riconoscimento di un indennizzo, a carico del concessionario subentrante, pari al valore degli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati al termine della concessione, nonché a un'equa remunerazione sugli investimenti effettuati negli ultimi 5 anni, stabilita secondo i criteri previsti dal Ministro delle infrastrutture e trasporti e fissato da una perizia acquisita dall'ente concedente prima della pubblicazione del bando di gara.  “Si conclude positivamente il lungo e spesso silente, ma ininterrotto, lavoro portato avanti nell’ultimo biennio da Confindustria Nautica a tutela della portualità turistica” – commenta il Presidente di Confindustria Nautica, Saverio Cecchi – “che ci ha visto sia componenti del tavolo tecnico istituito a Palazzo Chigi, sia interlocutori della Presidenza del Consiglio e del Ministero delle Infrastrutture e trasporti nelle fasi successive.Ringrazio il Presidente Giorgia Meloni, il Vice-Premier e Ministro delle Infrastrutture Salvini e la maggioranza per aver accolto le nostre istanze”.  "Le posizioni della Commissione UE e quelle del Consiglio di Stato, che ha visto Confindustria Nautica ricorrere in Cassazione, rendevano ogni prospettiva incerta, con grave pregiudizio per gli investimenti necessari al nostro sistema infrastrutturale" – aggiunge il Direttore generale, Marina Stella – "con determinazione l’Associazione nazionale di categoria ha messo a disposizione tutta la sua articolata struttura, a cominciare dai Rapporti istituzionali guidati dal dott.

Roberto Neglia, all’Ufficio Studi, all’Osservatorio Nautico Nazionale alle relazioni di Confindustria”.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Hummels-Roma, addio vicino. E i tifosi della Juve lo vogliono a Torino

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(Adnkronos) –
Mats Hummels alla Roma è sempre più un caso.Il difensore tedesco, arrivato lo scorso settembre da svincolato, ha raccolto fin qui soltanto 27 minuti nella debacle giallorossa contro la Fiorentina, firmando, peraltro, un autogol dopo soli quattro minuti dal suo ingresso in campo.

Anche ieri sera, nel pareggio con l'Union Saint-Gilloise, all'ex Borussia Dortmund, finalista nell'ultima Champions League, è stato preferito Cristante come centrale della difesa a tre, nonostante le assenze di Ndicka ed Hermoso.Una scelta che molti tifosi romanisti hanno giudicato come incomprensibile, specialmente considerando lo scarso rendimento del reparto offensivo, che nell'ultimo mese sta facendo molta fatica.  Anche ieri l'allenatore giallorosso Ivan Juric ha bollato la sua esclusione come una semplice "scelta tecnica".

Il feeling tra i due non è mai scoccato, anche per alcune uscite pubbliche del difensore che non sono piaciute all'ex tecnico del Torino.Hummels è arrivato a Roma dopo aver saltato la preparazione estiva e per questo ci ha messo qualche settimana a ritrovare la condizione ottimale.

Nel frattempo però si è ambientato velocemente, diventando un leader nello spogliatoio giallorosso.  A testimoniarlo le parole di Gianluca Mancini, intervenuto dopo il deludente 1-1 di Bruxelles: "Sono un ammiratore di Mats perché sono più piccolo di lui.L'ho visto quando stavo al bar con i miei amici, lo vedevo durante la finale di Champions.

Mi viene da chiamarlo 'il professore', perché già come si presenta è un campione.Nel gruppo si è inserito molto bene, è un leader.

Anche se sta giocando poco è molto positivo, parla tanto anche con noi, cerca di tirarci su.Poi gli allenatori fanno le loro scelte".  Il suo scarso utilizzo a Roma ha riacceso inevitabilmente le voci di mercato.

Hummels in estate è stato proposto e cercato da molti club europei, che potrebbero tornare alla carica a gennaio.Tra questi c'è anche la Juventus, che aveva rinunciato al suo acquisto per motivi anagrafici (compirà 36 anni a dicembre), ma che, dopo il grave infortunio di Bremer, è alla ricerca di un centrale.

Su X i tifosi bianconeri si sono già scatenati commentando le notizie delle continue esclusioni di Hummels e chiamandolo a Torino. Dalla Germania invece arrivano voci di interesse da parte didiversi club tedeschi.La Bild parla in particolare di Bayer Leverkusen, Eintracht Francoforte, Borussia Monchengladbach, Stoccarda ed Augsburg.

Tutti starebbero monitorando la situazione di Hummels, sotto contratto con la Roma fino al prossimo giugno, ma che se dovesse continuare a stare in panchina potrebbe decidere di lasciare la Capitale in anticipo.La situazione potrebbe cambiare, ovviamente, in caso di esonero di Juric, che però al momento non sembra essere nei piani dei Friedkin.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ajax-Maccabi, il tifoso israeliano: “Gruppi colpivano ebrei al grido di ‘Palestina libera’”

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(Adnkronos) – ''Musulmani hanno organizzato gruppi di 30-40 persone che sono andati in giro a cercare gli ebrei per colpirli.Hanno colpito tutti quelli che hanno incontrato in strada, non importava se uomo o donna.

Hanno cercato di entrare nel nostro albergo, in ogni albergo dove soggiornavano degli israeliani, avevano delle informazioni già da prima.Sono venuti con manganelli, cinture, colpendo e gridando 'Palestina libera'.

Una esperienza terribile.Fortunatamente non siamo feriti ma siamo colpiti nell'anima.

Ora siamo già in aeroporto, aspettiamo di arrivare sani e salvi a casa''.E' il racconto, in un video che circola sui social, di un tifoso israeliano su quel che è avvenuto a Amsterdam dopo la partita Ajax-Maccabi. ''Posso solo raccontare che questo luogo è super antisemita, non ho mai sperimentato in vita mia qualcosa del genere.

Una cosa che sarebbe dovuta essere una gioia da ricordare per tutta la vita si è conclusa con un trauma e una grande tragedia''.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)