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Sciopero trasporti oggi 8 novembre, nuovo venerdì nero: durata e fasce garanzia

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(Adnkronos) – Bus, tram, metro.Lo stop a tutto tondo del trasporto pubblico locale in tutte le città italiane di oggi venerdì 8 novembre è confermato.

Lo sciopero nazionale – proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna a settembre – durerà 24 ore, funzionerà a fasce di garanzia ridotte e farà da ‘sfondo’ alla manifestazione organizzata a Roma, davanti alla sede del ministero dei Trasporti, a cui i sindacati torneranno a chiedere il rinnovo del contratto nazionale e più risorse per il comparto, una riforma del settore e interventi concreti su salute e sicurezza sul lavoro, anche alla luce della scia di aggressioni ai danni del personale tpl, l’ultima proprio pochi giorni fa ai danni di un capotreno accoltellato mentre controllava i biglietti su un regionale a Genova.   A differenza dei precedenti scioperi, l’8 novembre non si prevede la garanzia totale del servizio nelle fasce orarie che tutelano la mobilità dei viaggiatori, dunque fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20.Quindi le cosiddette 'fasce di garanzia' ci sono, ma con un taglio del personale operativo, presente solo al 30%, come prevede la legge che disciplina il diritto di sciopero nell’ambito delle vertenze di rinnovo di un contratto collettivo nazionale.

Personale ridotto significa non solo meno corse, ma anche meno linee: solo alcune, infatti, saranno in funzione, diverse di città in città.Salvi invece – sempre durante gli orari ‘protetti’ – i “servizi assolutamente indispensabili per la generalità degli utenti come collegamenti con porti e aeroporti nonché quelli specializzati di particolare rilevanza sociale quali trasporto dei disabili e scuola bus per materne e elementari”, assicurano le sigle dei trasporti. Da Milano a Napoli, tutti i lavoratori del tpl incrociano le braccia per l’intera giornata lavorativa, ma le modalità e gli orari cambiano di città in città.

A Milano saranno garantite le metro e alcune linee di superficie da inizio servizio alle 8:45 e dalle 15 alle 18, mentre a Torino funzioneranno alcune corse bus e alcune linee della metro dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle 15.A Genova saranno garantiti alcuni bus dalle 6 alle 9 e dalle 17.30 alle 20.30, a Bologna servizio ridotto da inizio turno fino alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30.

A Firenze alcune corse partiranno garantite tra le 4:15 e le 8:14 e tra le 12:30 e le 14:29, mentre Roma garantisce sia le linee A e B della metro sia alcune linee di superficie da inizio servizio fino alle 8:30 e dalle 17 alle 20.A Napoli servizio limitato di bus dalle 6.30 fino alle 9.30 e dalle 17 fino alle 20, a Bari bus garantiti solo in forma ridotta tra le 5.30 e le 8.30 e tra le 12.30 e le 15,30.

Coinvolto nello sciopero di 24 ore anche il personale di Ferrovie del Sud Est, dalla mezzanotte alle 23:59.A Cagliari il servizio di bus sarà solo parzialmente assicurato in tre fasce orarie: dalle 7:30 alle 9:30, dalle 12:45 alle 14:45 e dalle 18:30 alle 20:30.

Infine, a Palermo numero ridotto di corse di alcune linee di bus dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 17.30-20.30. Alla base della mobilitazione unitaria, l’infinita vertenza per il rinnovo del contratto.I lavoratori chiedono “migliori condizioni di lavoro” e “una profonda riforma del settore che possa garantire un servizio pubblico di qualità da offrire alla cittadinanza, anche in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale”, hanno spiegato i sindacati in una lunga lettera all’utenza, registrando però un sostanziale “disinteresse delle istituzioni e l’inadeguatezza delle controparti”.

Ragioni, queste, che hanno spinto le sigle a proclamare “l’unico strumento legittimo per far sentire la nostra voce”: lo sciopero. L’ennesimo, secondo le associazioni dei consumatori. ''Si tratta del decimo sciopero nazionale nel Tpl indetto da inizio anno dai sindacati di categoria, praticamente uno al mese, mentre se si analizzano le proteste indette a livello locale dalle varie sigle sindacali del comparto che hanno incrociato le braccia da un minimo di 4 ore a un massimo di 24 ore, il numero di scioperi da gennaio a oggi sale a 44, con una media di più di 4 serrate al mese'' denuncia il Codacons. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump torna alla Casa Bianca, ecco il programma: cosa farà dal primo giorno

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(Adnkronos) –
Donald Trump il prossimo 20 gennaio tornerà da presidente degli Stati Uniti alla Casa Bianca con la promessa di "salvare l'America" e riportarla "all'età dell'oro", con un'agenda che potrebbe trasformare il governo, la politica estera e di sicurezza, la politica economica ed interna come non è stato fatto mai da nessun presidente dell'era moderna.  Trump, che ha vinto con un'ampia maggioranza le elezioni dopo essere stato messo sotto impeachment due volte durante il suo primo mandato, una volta per aver cercato di sovvertire i risultati elettorali del 2020, ed è stato il primo ex presidente ad essere condannato in un processo penale statale, ha detto chiaramente che il programma della sua seconda amministrazione sarà più radicale di quello della prima.  Senza contare le 'vendette' che intende attuare contro tutto il 'deep state' che lo ha contrastato durante il suo primo mandato, e perseguito negli ultimi quattro anni. "Vendetta per me significa che metà del dipartimento di Giustizia sarà licenziato, non che sarà messo in prigione", ha detto un ex collaboratore di Trump.E il primo della lista sarà il procuratore speciale, Jack Smith che lo ha incriminato.  Anche perché con ogni probabilità non avrà accanto esponenti del vecchio establishment repubblicano che hanno resistito alle sue idee più estremiste.

E perché con un Senato controllato dai repubblicani, e forse anche la Camera dove ancora però i risultati sono incerti, potrà avere mano libera al Congresso.Ecco i principali cambiamenti che Trump potrà fare sin dal primo giorno della sua amministrazione, giorno in cui ha detto che vorrebbe comportarsi "da dittatore" con un riferimento ad un uso aggressivo dell'autorità esecutiva.  Dopo una campagna elettorale incentrata sul pugno di ferro contro l'immigrazione, con toni razzisti e xenofobi, la questione sarà dal primo giorno al centro della presidenza Trump. "Tutte le politiche che il presidente Trump aveva adottato per assicurare il confine, lui potrà semplicemente rimetterle in vigore, non sarà necessario un atto del Congresso", ha già detto subito dopo la vittoria il suo consigliere Jason Miller, riferendosi a misure tese a chiudere il confine, come la deportazione dei minori non accompagnati, e al Remain in Mexico che imponeva ai richiedenti asilo di aspettare in Messico la risposta.

E persino il muslim ban, il divieto di ingresso legale a cittadini di Paesi a maggioranza islamica, oltre che, naturalmente, la ripresa della costruzione del Muro.  
Trump stesso poi ha promesso ad ogni comizio che "dal primo giorno avvierà il programma più ampio di deportazioni della storia americana".Cosa che intende fare ampliando i procedimenti veloci, senza possibilità di appello, di rimpatrio, ora possibili solo per chi viene fermato sul confine, per deportare chiunque venga fermato in tutto il Paese che non può dimostrare di essere stato più di due anni negli Usa.

Verranno poi utilizzati fonti del bilancio del Pentagono per costruire dei grandi campi di detenzione in Texas dove rinchiudere i migranti prima della deportazione.  La massiccia campagna di deportazioni – Trump parla di 13 milioni di migranti senza documenti – avrebbe infatti enormi costi finanziari, è stato stimato almeno 315 miliardi di dollari, e logistici.E richiederebbe la collaborazione delle autorità locali con quelle federali, cosa che potrebbe creare problemi in città e stati a guida democratica.

Nei giorni scorsi, è stato rivelato che il team di Trump sta valutando misure per negare fondi federali ai dipartimenti di polizia con non collaboreranno con le politiche di deportazioni.  Infine Trump ha più volte detto che firmerà un ordine esecutivo per vietare la concessione automatica della cittadinanza americana ai figli di migranti senza documenti che nascondo negli Usa, un tentativo di cancellare con un colpo di penna secoli di 'ius soli', essenza stessa della storia dell'America terra di immigrati ed opportunità, che sicuramente provocherebbe ricorsi legali.  "Drill, baby, drill": questo, ha promesso Trump, sarà il suo slogan sin dal primo giorno per aumentare le trivellazioni e la produzione petrolifera americana, che è già a livelli record.Per quanto riguarda le politiche ambientali e di lotta ai cambiamenti climatici, il suo sito parla di "abrogare tutte le misure di Biden che stanno brutalizzando i lavoratori del settore auto americano", riferendosi all'abolizione dei limiti delle emissioni delle auto che incentivano la produzione delle auto elettriche e anche di quelli per gli impianti industriali.

Trump intende anche smontare i progetti per lo sviluppo dell'energia eolica.Infine, visto che l'ha già fatto una volta Trump potrebbe di nuovo ritirare dagli accordi di Parigi, svincolando gli Stati Uniti dal patto globale per la riduzione delle emissioni.  
Con la promessa di tornare ad "una politica estera che metta gli interessi dell'America al primo posto", Trump farà un'inversione netta della politica dell'amministrazione Biden, orientata alle alleanze internazionali ed al sostegno dell'Ucraina nella sua guerra contro la Russia.

Durante la campagna elettorale ha detto che potrà negoziare un accordo per mettere fine alla guerra ancora prima dell'Inauguration Day, con negoziati che lui potrà concludere – ripete dallo scoppio della guerra – in appena 24 ore.  Affermazioni che sono fonte di preoccupazione per gli alleati europei e per Kiev che temono che Trump possa spingere per una pace con Vladimir Putin, da lui in diverse occasioni lodato come "un genio", che permetta alla Russia di mantenere il territori conquistati.Trump intende poi usare anche il suo personale rapporto ed intesa politico-ideologica con Benjamin Netanyahu per accelerare la conclusione dei conflitti in Medio Oriente.  Gli alleati occidentali sono anche molto preoccupati per la ripresa del rapporto conflittuale che Trump ha avuto con la Nato, soprattutto per la questione del mancato rispetto del vincolo del 2% del pil per la Difesa da parte di Paesi che, ha detto recentemente, non si sentirebbe tenuto a difendere in caso di attacco.

Bisogna notare che il Congresso, uscente, che lo scorso anno ha approvato una legge che impedisce al presidente di ritirarsi dall'Alleanza Atlantica senza l'approvazione del Senato o un atto del Congresso.Infine, c'e' la questione dei dazi che Trump intende mettere sui prodotti non solo della 'competitor' Cina, anche su quelli degli alleati Gb e della Ue, che sta creando grande nervosismo in Europa. Il ritorno di Trump al potere potrà avere un enorme impatto per i milioni di americani che hanno l'assistenza sanitaria grazie all'Obamacare, che Trump cercò di abrogare durante la sua prima amministrazione.

I costi dell'Obamacare potrebbero andare alle stelle se Trump o il Congresso repubblicano non rinnoveranno i sussidi federali.  Inoltre potrebbero esserci anche limitazioni al Medicare, l'assistenza sanitaria per i pensionati, e il Medicaid, quella per i più poveri che dovranno dimostrare di lavorare o studiare per poter avere l'assistenza.Si sta anche valutando di abrogare anche una delle misure con cui Biden ha dato a Medicare il potere di rinegoziare il prezzo dei medicinali, per tutelare malati e casse pubbliche.

Con un gesto teso a soddisfare la destra cristiana che l'ha sostenuto in massa, Trump potrebbe dal primo giorno anche adottare misure contro quella che ha definito "la follia transgender", revocando le misure varate da Biden per proteggere gli studenti transgender e vietando alle donne transgender di competere negli sport femminili.  Sul fronte della Sanità, che secondo alcuni Trump potrebbe affidare a Robert Kennedy noto per le sue tesi complottiste antivax, c'e' tra gli esperti di Sanità pubblica il timore che Trump possa, come ha minacciato di fare, tagliare i fondi alle scuole che impongono l'obbligo vaccinale.Infine, la grande incognita dell'aborto: anche se si è detto contrario ad una legge che lo restringa a livello nazionale, Trump avrà ampio potere di limitarlo anche solo con ordini esecutivi, o facendo vietare dalla Fda i farmaci usati per l'interruzione di gravidanza.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero trasporti oggi, stop 24 ore bus e metro: orari e fasce di garanzia

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(Adnkronos) –
Sciopero nazionale di 24 ore del trasporto pubblico locale oggi, venerdì 8 novembre, da Roma a Milano, da Firenze a Napoli: metro, autobus e tram a rischio per prestazioni ridotte nelle fasce di garanzia.Nella capitale, dalle 10.30, manifestazione davanti al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.  La protesta è stata proclamata unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna "per il rinnovo del contratto nazionale, per la carenza di risorse, per la mancanza di politiche di programmazione, per la riforma del settore e per la salute e sicurezza sul lavoro". A differenza dei precedenti scioperi – riferiscono le organizzazioni sindacali – oggi non si prevede, nel rispetto della legge 146 che regolamenta il diritto di sciopero e una volta sola nell’ambito della vertenza di rinnovo di un contratto nazionale, la garanzia totale del servizio nelle fasce orarie che tutelano la mobilità dei viaggiatori ma sarà garantito, durante le fasce orarie previste a livello locale, l’utilizzo del 30% del personale viaggiante e inoltre i servizi assolutamente indispensabili per la generalità degli utenti come collegamenti con porti e aeroporti nonché quelli specializzati di particolare rilevanza sociale quali trasporto dei disabili e scuola bus per materne e elementari. A Milano le modalità di esercizio del servizio delle aziende di trasporto Autoguidovie e ATM saranno modificate.

Autoguidovie ha pubblicato sul proprio sito web l'elenco delle corse garantite durante la giornata.Si consiglia di consultare l'allegato al presente avviso per un dettaglio completo delle corse garantite.

Per informazioni aggiornate, si invita a consultare la sezione news del sito web di Autoguidovie. Per quanto riguarda ATM, le linee M1, M2, M3, M5 e la tratta M4 San Cristoforo-San Babila saranno garantite fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18.La tratta M4 San Babila-Linate sarà garantita per l'intera giornata.

I tram e gli autobus 45, 54, 56, 57, 58, 60, 74, 81, 90, 91, 95 e 98 saranno garantiti fino alle 8.45 e dalle 15 alle 18.Tutte le altre linee, comprese B10 e B12, non saranno garantite.

Si consiglia ai viaggiatori di consultare la sezione news del sito web di ATM per informazioni aggiornate. A Firenze all’interno delle fasce orarie individuate, saranno garantiti solo i servizi indispensabili, per la tramvia di Firenze con corse ogni 15/20 minuti durante le fasce garantite 6:30- 9:30 e 17:00-20:00.Sul sito di Gest sono pubblicate tutte le corse. In tutta la regione Toscana in accordo con i sindacati, tra le fasce orarie 4.15-8.14 e 12.30-14.29 sarà garantito solo il 30% delle corse, definite come servizi indispensabili.

Le corse garantite saranno consultabili nell’apposita pagina dedicata allo sciopero sul sito at-bus.it/sciopero. Lo sciopero coinvolgerà sia il personale viaggiante che gli impiegati, compresi quelli delle biglietterie.Per operai ed impiegati lo sciopero è previsto per l’intero turno di lavoro.

La regolarità del servizio dei bus – escluse le corse garantite nelle due fasce orarie – nonché la presenza di personale alle biglietterie, dipenderà dalle adesioni allo sciopero. Autolinee Toscane avvisa che le corse previste saranno sicuramente insufficienti rispetto alla consueta domanda, ed invita a trovare altre soluzioni.Per informazioni si invitano i passeggeri a consultare il sito www.at-bus.it o la app at bus, oppure a chiamare il numero verde di Autolinee Toscane: 800 14 24 24 (Lun-Dom 6-24).

Si possono anche seguire le informazioni pubblicate sui canali social di Autolinee Toscane: X: @AT_Informa; Facebook: Autolinee Toscane. Sarà sicuramente un venerdì nero quello di oggi a Roma dove saranno assicurati solo alcuni servizi essenziali dall'inizio del servizio diurno e sino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. A Roma, l'agitazione interessa la rete Atac, comprese le linee gestite da altri operatori in sub-affidamento, e le linee bus periferiche gestite da Sap, Autoservizi Troiani e Autoservizi Tuscia/Bis.La protesta interesserà anche le linee Cotral-Astral.

A tal proposito Cotral fa sapere che "saranno garantiti soltanto alcuni servizi essenziali tra i quali collegamenti prioritari con stazioni ferroviarie, aeroportuali, marittime e il trasporto disabili su prenotazione.Sul sito del Cotral è possibile consultare l’elenco delle corse bus e treno individuate come indispensabili".

Saranno regolari, invece, i collegamenti ferroviari regionali di Trenitalia. Dall'inizio del servizio fino alle 8.29 e dalle 17 alle 20, comunica Roma servizi per la mobilità, saranno garantite esclusivamente la linea A e B della metropolitana e 48 linee del servizio di superficie.Altri collegamenti, in caso di adesione del personale allo sciopero, non saranno effettuati.

Tra questi per la metro la linea B1 Ionio-Laurentina, la linea C Pantano-San Giovanni e la ferrotramvia Termini-Centocelle.  A Napoli sono annunciati disagi per metropolitane, funicolari e bus.L’Ente Autonomo Volturno (Eav, che gestisce i mezzi che collegano Napoli alla provincia, sia Nord che Sud, all'area Vesuviana e alla Penisola Sorrentina, come Cumana, Circumflegrea e Circumvesuviana) ha indicato le fasce di garanzia di alcune linee consultabili sul sito tra le 5.30-8.30 e le 16.30-19:30, mentre per la Linea 1 della metro, gestita da Anm, saranno aperte soltanto quattro stazioni, garantendo solo la tratta Policlinico-Garibaldi: previste quindi le fermate nelle stazioni di Policlinico (prima alle 6.35, ultima alle 9.15, mentre nel pomeriggio la prima è alle 17.05 e l’ultima alle 19.45), Rione Alto, Municipio e Garibaldi (la prima mattutina alle 7.10, l’ultima alle 9.50, poi nel pomeriggio la prima alle 17.40 e l’ultima alle 20.20).  Il servizio sarà garantito soltanto nella fascia oraria mattutina e in quella pomeridiana.

Sulla Linea 6, mezzi in azione soltanto di mattina nelle stazioni di Mostra (prima partenza alle 7.16, ultima alle 8.40), Mergellina e Municipio (prima alle 7.36, ultima alle 9).Per quanto riguarda bus e funicolari – servizi gestiti dall’Anm – c’è stata la comunicazione di fasce di garanzia, assicurando il servizio solo di alcune linee.

Per gli autobus: Alibus; 116; 130; 151; 175; 196; 254; 412; 421; R2; R5.Il servizio sarà garantito tra le 6 e le 9, poi tra le 17 e le 20.

Sulle funicolari: solo corse dirette, da capolinea a capolinea, senza stop intermedi, per quella Centrale e di Montesanto.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, la vittoria di Trump spaventa Kiev. E se fosse una buona notizia?

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(Adnkronos) –
Timori e incertezza incombono sul futuro dell'Ucraina e sulla guerra con la Russia.Le congratulazioni arrivate da Kiev al presidente eletto Donald Trump non sono riuscite a mascherare la realtà.

Da un lato, evidenzia il Washington Post, ci sono molti parlamentari ucraini che riconoscono che bisognerà cercare di convincere il tycoon a sostenere una battaglia che sembra considerare troppo dispendiosa per avere certezza della fornitura di armi americane necessarie nel conflitto contro la Russia. Dall'altro ci sono funzionari ucraini che sperano che il cambiamento alla Casa Bianca possa essere a vantaggio di Kiev, perché nonostante i ripetuti ringraziamenti per gli aiuti militari in oltre due anni di guerra con la Russia restano le critiche per la lentezza nelle forniture e le restrizioni sull'uso degli armamenti.C'è anche chi è convinto che la guerra in Ucraina sia entrata in una nuova fase.

E ci sono le promesse che il leader russo, Vladimir Putin, potrebbe fare a Trump, che potrebbero comunque essere difficili da tradurre in realtà.  Sabato il comandante delle Forze Armate ucraine, Oleksandr Syrskyi, parlava di una situazione al fronte che "resta difficile".Intanto la Russia rafforza le sue fila con truppe nordcoreane (fino a 10.000 sarebbero nel Kursk).

La guerra va avanti dall'avvio dell'invasione russa su vasta scala il 24 febbraio del 2022. E' probabile, ha scritto il Guardian, che le conseguenze per l'Ucraina della seconda Amministrazione Trump possano essere difficili.Orysia Lutsevych, a capo dello Ukraine Forum di Chatham House, teme che la vittoria di Trump possa essere un "regalo al Cremlino" se Zelensky non riuscirà a convincere il tycoon della sua visione, ma ammette anche che a Kiev c'è molta frustrazione e la speranza che "le cose possano cambiare a favore dell'Ucraina" con una improvvisa politica più interventista da parte di Trump. Resta da vedere quanto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che insiste per proseguire nei combattimenti senza compromessi territoriali, e Trump, che ha promesso di fermare la guerra in Ucraina il prima possibile affermando persino che potrebbe farlo in "24 ore", riescano a trovare terreno comune.

Zelensky, lo stesso che di recente ha bollato come "troppo estremista" JD Vance, si è affrettato a congratularsi con Trump per quella che ha definito una "vittoria storica".Ha subito ricordato "il bell'incontro" di settembre negli Usa per parlare di "come porre fine all'aggressione russa contro l'Ucraina".

Ha riferito di "un'eccellente telefonata" con Trump, con il quale ha detto di aver "concordato di mantenere un dialogo stretto e di far progredire la nostra cooperazione".Gli ha fatto eco Andriy Yermak, capo dell'ufficio della presidenza ucraina e consigliere di Zelensky, convinto che sia "cruciale che l'Ucraina abbia un sostegno bipartisan negli Stati Uniti".  
"Non avvierò guerre, le fermerò", ha detto mercoledì Trump, dopo aver di recente definito Zelensky "il più grande venditore della storia", pur precisando che questo "non significa che non voglio aiutarlo".

La 'storia' di Trump con Zelensky e l'Ucraina è stata a volte complicata.Nel 2019 Trump bloccò gli aiuti militari a Kiev.

Una telefonata, in quell'anno, tra il tycoon e il presidente ucraino divenne materia del primo impeachment dell'allora presidente americano.E i repubblicani, per molte settimane, alla fine dello scorso anno, hanno bloccato gli auti per l'Ucraina. "Ora che Trump è di nuovo presidente, l'Ucraina diventa questione di successo o fallimento.

Ora è una questione personale", commenta Oleksandr Merezhko, presidente della Commissione Esteri del Parlamento di Kiev, citato dal Post, convinto che le parole arrivate da Trump in campagna elettorale "non vadano prese sul serio".Perché, osserva, la retorica di Trump di queste settimane è stata "pensata per la vittoria" e "solo ora inizierà a riflettere".

A Politico lo stesso Merezhko precisa di non credere che la nuova Amministrazione Trump "sarà negativa per l'Ucraina, forse difficile, ma non necessariamente negativa" perché Trump è "un imprenditore pragmatico" che "ragiona in termini di costi e benefici". Per Pavlo Klimkin, ex ministro degli Esteri ucraino intervenuto ai microfoni della radio ucraina Nv, Trump, "da uomo d'affari, vede la geopolitica come 'mi dai questo, ti garantisco questo in cambio'".Resta da capire, evidenzia il Post, cosa l'Ucraina possa offrire a Trump.

Intanto, è la constatazione di Oleksiy Honcharenko, parlamentare ucraino dell'opposizione, il mondo sta passando "da un ordine internazionale basato sulle regole a un ordine internazionale basato sugli accordi" e "con Trump l'ordine globale sarà basato su accordi e non su regole". L'ex capo della diplomazia ucraina, Dmytro Kuleba, è convinto che "questa sia la fine di un'era e l'inizio di una nuova".E avverte: "Sarebbe un grave errore credere che l'Ucraina ora corra al tavolo dei negoziati".

Mentre da Budapest il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ricorda che se Mosca dovesse "avere successo in Ucraina, avremmo una Russia imbaldanzita, con più territorio" e non sarebbe una "minaccia" solo per l'Europa, "ma anche per gli Stati Uniti".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caldo addio, prove di inverno: freddo, pioggia e neve in arrivo

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(Adnkronos) –
Dal caldo anomalo al freddo, dall'estate infinita all'antipasto di inverno.Il quadro meteo di novembre 2024 cambia radicalmente la prossima settimana, con un brusco calo delle temperature legato ad un''irruzione polare' che sarà seguita anche da un'intensa fase di maltempo, con pioggia e neve anche a quote basse. Già da lunedì 11 novembre una vasta area di bassa pressione, ricolma di aria polare, localizzata tra Norvegia e Svezia, piloterà correnti d'aria molto fredde e instabili verso il bacino del Mediterraneo.

Temperature giù, quindi, e rischi di fenomeni estremi per l'ingresso dell'aria fredda che favorirà la formazione di un vero e proprio ciclone sui nostri mari. Gli esperti di ilmeteo.it accendono i riflettori in particolare sulle giornate di martedì 12 novembre e mercoledì 13: il vortice ciclonico potrebbe verosimilmente approfondirsi tra Sardegna e mar Tirreno, dando il via ad una fase di maltempo decisamente intensa, con ipotesi di nubifragi in particolare al Centro e al Nord. Visto l'atteso calo delle temperature, sono previste pure delle nevicate fin verso i 700 metri di quota in Piemonte/Liguria e poco sopra i 1300/1400 metri sull'Appenino centro-settentrionale.Al Sud e sulle due Isole Maggiori invece sarà in azione un secondo ciclone (martedì 12) che provocherà non pochi temporali prima di spostarsi verso oriente.

Si tratterebbe di una svolta simil invernale a tutti gli effetti dopo un lungo periodo di dominio anticiclonico. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Conference League, Apoel Nicosia-Fiorentina 2-1

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(Adnkronos) – L'Apoel Nicosia batte 2-1 la Fiorentina in un match valido per la terza giornata di Conference League, disputato al Neo Gsp Stadium della città cipriota.Per i padroni di casa in gol nel primo tempo Donis al 37' e Abagna al 46', per gli ospiti a segno Ikoné al 29' della ripresa.

In classifica i viola restano fermi a quota 6, mentre l'Apoel sale a quota 4.Tra tre settimane altro avversario cipriota per i gigliati che affronteranno in casa il Pafos, mentre l'Apoel farà visita ai norvegesi del Molde.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europa League, Lazio-Porto 2-1: i gol biancocelesti di Romagnoli e Pedro

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(Adnkronos) – La Lazio batte 2-1 il Porto in un match valido per la quarta giornata di Europa League, disputato allo stadio Olimpico di Roma.Per i padroni di casa a segno Romagnoli al 50' del primo tempo e Pedro al 92', momentaneo 1-1 per gli ospiti con Eustaquio al 66'.

In classifica i biancocelesti sono al primo posto solitario con 12 punti, mentre il Porto è fermo a quota 4.Tra tre settimane la Lazio affronterà in casa il Ludogorets, mentre il Porto sfiderà l'Anderlecht in trasferta.  Per la Lazio si tratta della quarta vittoria in quatto partite, un risultato avvicina considerevolmente la squadra alla qualificazione diretta agli ottavi di finale.

Tra le mura amiche dello stadio Olimpico i biancocelesti superano 2-1 il Porto grazie ai gol di Romagnoli al 50' del primo tempo e Pedro al 92'.Inutile per gli ospiti il gol di Eustaquio al 66'.

In classifica i capitolini si portano così a 12 punti in prima posizione solitaria, mentre i portoghesi restano fermi a quota 4.Tra tre settimane la Lazio affronterà in casa il Ludogorets, mentre il Porto sfiderà l'Anderlecht in trasferta. Arriva al 7' la prima occasione della partita e la costruiscono i padroni di casa.

Break di Tchaouna, che sorprende Moura e scappa in velocità, buono il filtrante per Castellanos che prende la mira ma manda alto.Passa un minuto e il Taty si vede annullare per fuorigioco un gol.

L'argentino parte leggermente alle spalle della linea avversaria, inutile il destro batte Diogo Costa.Al 12' provvidenziale chiusura di Marusic, che usa il fisico per ostacolare Omorodion lanciato verso la porta.

Al quarto d'ora cartellino giallo per Namaso, che entra con la gamba troppo alta su Guendouzi.Al 18' pericolosa mischia nell'area del Porto dopo il destro di Tchaouna: non arriva però il tocco decisivo.

Al 21' destro insidioso di Vecino, Diogo Costa para a terra. Al 28' ammonito Zaccagni per gioco pericoloso su Martim Fernandes.e poco dopo si becca il giallo Omorodion per proteste.

Al 34' contropiede quasi perfetto del Porto, concluso da Vieira che colpisce la traversa con la deviazione di Tavares.Al 37' sugli sviluppi di un calcio d'angolo colpo di testa di Perez che termina a lato.

Un paio di minuti dopo lo stesso ex Udinese viene ammonito per un'entrata dura su Zaccagni.Al 45' Omorodion manca la deviazione su assist di Martim Fernandes.

Tra i portoghesi ammonito anche Djalò.All'ultimo pallone del primo tempo, i biancocelesti passano dagli sviluppi di calcio d'angolo.

Torre di Castellanos e colpo di testa vincente di Romagnoli, che anticipa anche Vecino e supera Diogo Costa rimasto fuori posizione. Nella ripresa si riparte senza cambi.All'8' minuto grande azione in coast to coast di Djalò.

L'ex Juve parte dalla propria metà campo e arriva al tiro da buona posizione mandando però alto.All'11' grande percussione di Tavares che però si perde al limite dell'area avversaria.

Al 17' triplo cambio per gli ospiti: dentro Pepé, Gonzalez e Joao Mario.Escono Namaso, Varela e Martim Fernandes.

Al 19' Pedro strappa un'ovazione ai tifosi dell'Olimpico per un ripiegamento difensivo in area su Eustaquio pronto alla conclusione. Al 21' lo stesso Eustaquio di riscatta trovando il gol del pari.Vieira verticalizza sulla sinistra per Galeno, bravo ad alzare la testa e servire Eustaquio sulla corsa.

Piattone vincente e Mandas è battuto.Baroni corre ai ripari e inserisce Dia, Rovella e Gila al posto di Castellanos, Tchaouna e Gigot, passando al 4-3-3.

Al 23' Vecino svetta di testa ma manda alto.Dopo 4 minuti entra Isaksen per Zaccagni.

Alla mezz'ora inserimento di Gila su azione d'angolo e colpo di testa di poco fuori.Al 32' finisce la partita di Omorodion, entra Gul. Al 36' giallo per Guendouzi per una trattenuta ai danni del neo entrato Gul.

Al 39' Franco sostituisce Vieira.Al 43' Baroni termina i cambi con Pellegrini al posto di Tavares.

All'ultimo respiro i biancocelesti tornano in vantaggio.Al 47' cross di Isaksen dalla trequarti, non la tocca nessuno e ne approfitta Pedro: bravissimo lo spagnolo a sgusciare in posizione regolare, controllare e battere Diogo Costa da pochi passi.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Genoa-Como 1-1, Vogliacco risponde a Da Cunha

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(Adnkronos) – Genoa e Como pareggiano 1-1 nell'anticipo della 12/a giornata di Serie A, disputato allo stadio 'Luigi Ferraris' di Genova.Al vantaggio degli ospiti con Da Cunha al 17', risponde Vogliacco al 93'.

In classifica le due squadre restano appaiate al 14° posto con 10 punti.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, la prima intervista: “Via gli immigrati illegali, non c’è scelta”

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(Adnkronos) –
La deportazione degli immigrati illegali è una priorità per Donald Trump.Il nuovo presidente degli Stati Uniti, dopo la vittoria alle elezioni contro Kamala Harris, apre l'agenda nell'intervista al network Nbc.

In cima alla lista dei 'to do' c'è "il confine solido e forte". La deportazione degli immigrati, annunciata in ognuno degli oltre 900 comizi della campagna, "non è questione di costi.Non lo è davvero, non abbiamo scelta.

Ovviamente dobbiamo rendere il confine forte e sicuro e, allo stesso tempo, vogliamo che le persone entrino nel nostro Paese -aggiunge- Non sono uno che dice, 'No, non potete entrare'.Vogliamo che le persone entrino". "Non c'è una questione di costi quando persone hanno ucciso, quando signori della droga hanno distrutto paesi.

Ora stanno per tornare in quei paesi, non resteranno qui", ribadisce, evidenziando che il tema della sicurezza del confine ha fatto presa sugli elettori: "Vogliono avere confini, sono favorevoli all'arrivo di persone che però devono arrivare con amore per il paese.Devono entrare legalmente". Trump ha avuto colloqui telefonici con Harris e con il presidente uscente Joe Biden. "Sono state splendide telefonate, molto rispettose in entrambe le direzioni", dice.

Con Harris si è "parlato della transizione, ha detto che vorrebbe fosse il più fluida possibile.Sono d'accordo, ovviamente".

E Biden? "Molto presto ci sarà un pranzo".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, Fed taglia i tassi di 0,25 punti

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(Adnkronos) – Dopo aver tagliato aggressivamente i tassi di interesse di mezzo punto percentuale a settembre, la Federal Reserve statunitense ha annunciato giovedì la sua decisione ampiamente attesa di abbassare i tassi di un altro quarto di punto.La Fed ha affermato di aver deciso di abbassare l'intervallo obiettivo per il tasso sui fondi federali di 25 punti base al 4,50%-4,75%.

La decisione di continuare ad abbassare i tassi arriva mentre le condizioni del mercato del lavoro si sono generalmente allentate, mentre l'inflazione continua a progredire verso il suo obiettivo del 2%. Tuttavia, la Fed ha affermato che i rischi per il raggiungimento dei suoi doppi obiettivi di massima occupazione e inflazione al tasso del 2% nel lungo periodo sono più o meno in equilibrio. "Le prospettive economiche sono incerte e il Comitato è attento ai rischi", ha affermato la Fed. Nel considerare futuri aggiustamenti ai tassi, la banca centrale ha affermato che continuerà a valutare attentamente i dati in arrivo, le prospettive in evoluzione e l'equilibrio dei rischi.La prossima riunione di politica monetaria della Fed è programmata per il 17 e 18 dicembre; lo strumento FedWatch del Cme Group indica attualmente una probabilità del 70,0% di un altro taglio dei tassi di un quarto di punto, ma una probabilità del 29,0% che i tassi rimangano invariati. Il risultato delle elezioni presidenziali statunitensi, che hanno visto la vittoria dell'ex presidente Donald Trump, non avrà “alcun effetto nel breve termine” sulle decisioni prese dalla banca centrale statunitense, la Federal Reserve (Fed), in termini di politica monetaria, ha assicurato il presidente della Fed, Jerome Powell. "Nel breve termine, le elezioni non avranno alcun effetto sulle nostre decisioni – sottolinea Powell – non sappiamo quale sarà il calendario o il tipo di riforme che verranno, quindi non sappiamo quali potrebbero essere gli effetti sull'economia.

Non facciamo ipotesi, non facciamo speculazioni, non diamo per scontato". Powell ha assicurato che non si dimetterà anche se glielo chiedesse il presidente eletto Trump, che ha ripetutamente criticato le scelte di politica monetaria della Fed. "No", ha risposto semplicemente Powell, il cui mandato scade nel 2026, quando gli è stato chiesto se lascerebbe o meno l'incarico se il candidato repubblicano glielo chiedesse. "No", ha ripetuto quando gli è stato chiesto se pensava di essere legalmente obbligato a lasciare se il Presidente avesse fatto una tale richiesta. Jerome Powell, scelto nel 2012 dall’ex presidente democratico Barack Obama per entrare a far parte del consiglio dei governatori della Fed, è stato promosso presidente nel 2018 da Donald Trump.Ma il tycoon poi ha criticato con veemenza le azioni della Fed e del suo presidente, indipendente dal potere politico ma che non ha abbassato i tassi abbastanza per i suoi gusti. Nonostante questo rapporto tumultuoso e il suo desiderio di influenzare le decisioni della Fed, Donald Trump ha segnalato a luglio che avrebbe potuto lasciare che Jerome Powell restasse a capo della Fed fino alla fine del suo mandato, nel 2026.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, una donna ha costruito il trionfo alle elezioni: chi è Susie Wiles

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(Adnkronos) –
C'è una donna alla regia del trionfo di Donald Trump, di nuovo presidente degli Stati Uniti dopo la vittoria nelle elezioni americane contro Kamala Harris.L'exploit alle urne è il prodotto della strategia creata soprattutto da Susie Wiles, il cervello e co-presidente della campagna e ora una autorevole candidata al ruolo di Chief of Staff alla Casa Bianca. "Susie ama stare dietro le quinte, noi la chiamiamo la ragazza di ghiaccio, ama il background, ma non è background", ha detto Trump, nel discorso della vittoria, ringraziando Wiles e riconoscendone il ruolo centrale. Una scelta che sarebbe una mossa strategica per il presidente repubblicano, da sempre accusato di misoginia e sessismo, e che nel primo mandato si distinse per un'amministrazione formata in stragrande maggioranza da uomini bianchi.  Per la natura del suo stesso ruolo la 67enne che Politico ad aprile definiva "la più temuta e la meno nota stratega politica d'America", è rimasta in questi mesi una sorta di architetta invisibile della campagna del repubblicano, evitando il più possibile le dichiarazioni 'on the record'.

Una rara eccezione, che è anche indicativa del suo carattere, il post con cui la scorsa settimana ha replicato, tra l'ironico e il piccato, al miliardario Mark Cuban che su X aveva detto che il tycoon solitamente non si circonda di "donne forti e intelligenti".  "Mi è stato detto che Mark Cuban ha bisogno di aiuto ad identificare donne forti e intelligenti intorno al presidente Trump, bene eccoci qui", ha scritto nel suo primo intervento sul social in quasi due anni. "Sono onorata di guidare la sua campagna", aggiungeva, indicando anche l'impegno di Linda McMahon, alla guida del settore policy del team di transizione, e Lara Trump, la nuova del tycoon co presidente del comitato nazionale repubblicano. Anche la notte della vittoria, chiamata sul palco da Trump, Wiles ha preferito cedere la parola al suo collega Chris LaCivita, ma voci insistenti dicono che sia lei in pole position per il ruolo che in America corrisponde ad una sorta di primo ministro.Sarebbe il coronamento pubblico di 40 anni di carriera di 'operative' all'interno del partito repubblicano, iniziata nel 1979 come assistente del deputato Jack Kemp.

Ma già l'anno dopo entrava nella campagna presidenziale che portò Ronald Reagan alla Casa Bianca.  A farle conquistare fama e rispetto fu il successo della campagna da governatore della Florida che nel 2010 fece vincere, in appena sette mesi, a Rick Scott, allora uno sconosciuto uomo d'affari senza esperienza politica.Nel 2015 poi il primo incontro con Trump, diventando l'anno dopo presidente della sua campagna in Florida.

Due anni dopo le fu affidata la guida della campagna da governatore di Ron DeSantis, allora alleato di ferro del presidente Trump.  Ed anche in quell'occasione nel discorso della vittoria Wiles fu definita "la migliore nel suo business" dal neo governatore con cui i rapporti però si incrinarono nel 2019.E secondo il profilo che le ha dedicato Politico, è stata proprio Wiles a "smantellare" la campagna del giovane e popolare De Santis che appariva destinata ad archiviare l'anziano Trump ed invece è finita ingloriosamente archiviata.

Tutto rimanendo dietro le quinte: "la sua influenza sugli eventi politici, per molti che sanno cosa guardare, è ovvia quanto invisibile", concludeva l'informato sito politico, parlando di Wiles, che è madre di tre figli e nonna, membro della chiesa episcopale che si descrive come una moderata.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Europa League, Union Saint Gilloise-Roma 1-1

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Union Saint Gilloise e Roma pareggiano 1-1 in un match valido per la quarta giornata di Europa League disputato allo stadio 'Re Baldovino' di Bruxelles.Al vantaggio degli ospiti con Mancini al 62' replica Mac Allister al 77'.

In classifica i giallorossi salgono a 5 punti, i belgi a quota 2.Tra tre settimane la Roma sfiderà in trasferta il Tottenham, mentre l'Union Saint Gilloise sarà ospite del Twente.   Nella sfida disputata allo stadio 'Re Baldovino', l'ex Heysel, tristemente famoso per la stage del 29 maggio 1985, quando morirono 39 persone (32 italiani) negli incidenti prima della finale di Coppa del Campioni tra Juventus e Liverpool, passano in vantaggio i giallorossi con Mancini al 62', Mac Allister al 77' pareggia per i padroni di casa. La prima occasione del match è per i padroni di casa: Khalaili riceve il pallone in zona offensiva, calcia da fuori ma manda di poco alto.

Al 4' ancora i belgi in avanti: sugli spioventi di calcio di punizione Niang viene servito in area, prova a coordinarsi con il destro ma manda fuori.Al 12' ci provano gli ospiti: palla in profondità per Shomurodov che serve al limite dell'area Baldanzi, destro verso la porta che Moris respinge.

Fischiato poi dall'assistente il fuorigioco dell'attaccante giallorosso.Al 17' grande chance per i padroni di casa: punizione di Vanhoutte in mezzo per Sykes che anticipa Mancini, salta di testa ma non trova la porta.

Un minuto dopo ancora Union Saint-Gilloise: Fuseini viene servito al limite dell'area, calcia con il destro c'è la deviazione di Le Fee che sporca il tiro dell'attaccante. Al 23' potenziale opportunità per i capitolini, cross di Celik in area di rigore verso Shomurodov che non arriva per poco sul pallone.Al 26' ammonito Celik per una trattenuta su Niang.

Al 33' sugli spioventi di un calcio d'angolo, Pellegrini si ritrova il pallone sul secondo palo: destro al volo però troppo debole e Moris blocca.Al 38' ci prova Niang che punta Celik, calcia con il sinistro sul primo palo ma Svilar respinge e manda in calcio d'angolo.

Al 42' pericolosa la Roma.Cross morbido di Pellegrini in area per Mancini che colpisce di testa, Moris blocca. Al 3' della ripresa cross di Pellegrini per il colpo di testa di Shmurodov: palla fuori di poco.

Al 6' Roma vicinissima al vantaggio.Baldanzi recupera il pallone al limite dell'area dopo la cavalcata di Koné, si accentra, calcia col sinistro e colpisce il palo.

Al 10' doppio cambio per Juric: fuori Le Fée e Shomurodov, dentro Pisilli e Dovbyk.Al quarto d'ora proprio l'attaccante ucraino va al tiro su assist di Koné ma la sua conclusione è murata dalla difesa belga.

Al 17' la Roma sblocca la partita, cross di Pellegrini per Mancini che salta di testa anticipando Moris che sbaglia il tempo di uscita e firma il vantaggio giallorosso. Al 23' doppio cambio nell'Union Saint-Gilloise: Rodriguez e Ait El Hadj al posto di Fuseini e Khalaili.Al 32' il pari dei belgi.

Sugli sviluppi di un calcio d'angolo cross perfetto per lo stacco di testa di Mac Allister che, approfittando dell'uscita a vuota di Svilar, trova la rete dell'1-1.Subito dopo altro doppio cambio per la Roma con Zalewski e Soulé che prendono il posto di Baldanzi ed El Shaarawy. Al 38' insiste l'Union Saint Gilloise: palla lunga per Rodriguez che mette giù, calcia con il sinistro ma manda sul fondo.

Al 40' ripartenza dei padroni di casa: cross di El Hadj in area per Boufal che colpisce però male di testa vanificando un'ottima occasione.In pieno recupero ancora belgi pericolosi con El Hadj che non riesce a ribattere in rete un pallone messo in mezzo graziando la difesa giallorossa.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Donadoni: “Un Maldini all’Inter? Oggi non sarebbe strano”

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(Adnkronos) – Roberto Donadoni parte dal Milan e dal successo storico dei rossoneri a Madrid: “Dopo aver visto la squadra vincere con una prestazione del genere contro il Real, c’è solo da sperare che ci sia continuità”.L’ex centrocampista del Diavolo, commissario tecnico della Nazionale dal 2006 al 2008, è intervenuto su diversi temi a margine della presentazione di "Campioni del Made in Italy".

Una pellicola proiettata durante il 42esimo Milano international ficts fest sport movies & tv 2024. La vittoria del Milan in Spagna tocca di riflesso anche la panchina del grande amico Carlo Ancelotti, compagno di tante battaglie: “In questo turno di Champions sono cadute City e Real. È presto per dire che sta cambiando qualcosa, ma fa un certo effetto vedere squadre di questo tipo subire così in una competizione del genere.Alcuni giornali spagnoli parlano di un Ancelotti a rischio?

Non ci si può più sorprendere di queste cose.Conosco bene la vita da allenatore e so cosa significa fare un risultato in senso positivo o negativo.

Come successo a Fonseca”.  Il focus si sposta poi sul big match di domenica tra Inter e Napoli, in cima alla Serie A: “Il Napoli, malgrado l’ottima posizione in classifica, non ha mostrato un gioco così sfavillante da poter dare garanzie” spiega Donadoni. “È vero però che fare risultato e non giocare benissimo è un segnale importante.Domenica capiremo qualcosa.

L’Inter si è anche risparmiata nel turno di coppa, mi auguro che venga fuori una bella partita”. A proposito dei nerazzurri, l’ex Ct analizza le prospettive europee della squadra di Inzaghi: “Se l’Inter è quella che ha più chance di arrivare in fondo tra le italiane?Di sicuro è una squadra strutturata per farlo e ha la rosa con più potenziale.

Mi auguro in ogni caso che le italiane riescano ad andare avanti sempre, indipendentemente dal nome”.  La battuta finale è su Daniel Maldini, protagonista con il Monza di Nesta: “Già quando era più giovane sentivo commenti positivi nei suoi confronti.Il fatto che ci sia un altro Maldini, ora anche in Nazionale, è una cosa meravigliosa.

Sono felice per Paolo e per lui.L’ipotesi di vederlo all’Inter?

Oggi non mi sembra – precisa l’ex rossonero con un sorriso – che ci si guardi troppo da questo punto di vista.Ciò che 15-20 anni fa poteva significare qualcosa, oggi si è completamente perso.

Quello cambierà poco”. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Wta Finals, Errani e Paolini sprecano match point: sono fuori da torneo di doppio

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(Adnkronos) –
Sara Errani e Jasmine Paolini servono due volte per il match, sprecano un match-point nel secondo set e sono fuori dal torneo di doppio alle Wta Finals di Riad.Le azzurre cedono al super tie-break alla coppia composta dalla taiwanese Hao-Ching Chan e dalla russa Veronika Kudermetova, con il punteggio di 3-6, 7-6 (7-3), 11-9 in un'ora e 49 minuti.

Chan e Kudermetova affronteranno domani la ceca Katerina Siniakova e la statunitense Taylor Townsend.L'altra semifinale vedrà opposte la canadese Daniela Gabrowski e la neozelandese Erin Routliffe contro la statunitense Nicole Melichar-Martinez e l'australiana Ellen Perez.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump presidente, figlia transgender di Musk: “Lascio il Paese, non ho futuro qui”

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(Adnkronos) – Vivian Jenna Wilson, la figlia transgender di Elon Musk, ha dichiarato di voler lasciare gli Stati Uniti dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. “Lo pensavo da tempo, ma ieri ne ho avuto la conferma.Non vedo il mio futuro negli Stati Uniti – ha scritto in un post su Threads – Anche se resterà in carica solo per 4 anni, anche se le norme anti-trans magicamente non si realizzeranno, le persone che lo hanno votato volontariamente non andranno da nessuna parte tanto presto”. La ventenne Wilson si è da tempo allontanata dal padre, che ha versato decine di milioni di dollari nella campagna elettorale di Trump.

Il tycoon ha dichiarato che, in qualità di presidente, limiterà le terapie ormonali e impedirà alle donne transgender di accedere alle squadre sportive femminili, obbligandole ad accedere solo a strutture sportive in linea con il loro sesso di nascita.In un'intervista rilasciata a luglio, Musk ha affermato che Wilson è stata “uccisa dal virus della mente woke” e che è stato “ingannato” per autorizzarne le cure ormonali.

In risposta ai commenti del padre, Wilson aveva descritto alla Cbs News il magnate come “freddo”, “molto veloce ad arrabbiarsi” e “narcisista”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Putin: “Complimenti a Trump, pronto a dialogare con lui”

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Vladimir Putin si congratula con Donald Trump ed è pronto a dialogare con il nuovo presidente degli Stati Uniti.Il presidente russo, che oggi interviene al Club Valdai, si complimenta con il candidato repubblicano che ha trionfato alle elezioni americane. "Vorrei cogliere l'occasione per congratularmi con lui, per la sua elezione a presidente degli Stati Uniti.

Ho già detto che lavoreremo con qualsiasi capo di Stato di cui il popolo americano si fida".Il leader del Cremlino, riferisce l'agenzia Tass, è "pronto a discutere" con Trump. "Se qualcuno vuole riprendere i contatti, non mi dispiace.

Sono pronto", dice Putin. Il presidente russo riserva anche elogi particolari a Trump. "Il suo comportamento quando hanno provato ad ucciderlo mi ha impressionato.E' stato molto coraggioso", dice riferendosi all'attentato subito da Trump a luglio, durante un comizio a Butler, in Pennsylvania.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti è stato ferito ad un orecchio da un cecchino che ha aperto il fuoco ed è stato ucciso dagli agenti del Secret Service. Trump, anche nella campagna elettorale appena conclusa, ha fatto riferimento al rapporto creato con Putin e non ha mancato di elogiare la risolutezza del leader russo.In particolare, il tycoon ha evidenziato "gli ottimi rapporti" con Putin quando ha ricevuto a New York il presidente Volodymyr Zelensky.

Più volte, negli ultimi mesi, Trump si è detto certo sulla propria capacità di mediare tra Mosca e Kiev per porre fine alla guerra che dura da quasi 1000 giorni: "Li farò mettere d'accordo rapidamente", ha detto e ripetuto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inaugurata la 126ª Edizione di FIERACAVALLI con 700 aziende da 25 Paesi

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La Manifestazione dedicata al mondo equestre.Al taglio del nastro giovedì mattina il Ministro Lollobrigida .

IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA: «EVENTO CHE UNISCE ECONOMIA E PASSIONE, MASAF IN CAMPO PER PROMUOVERE L’IPPICA ITALIANA»

«Fieracavalli è un evento straordinario dal punto di vista dei numeri, della forza di rappresentare un pezzo della nostra economia e una passione che lega tante persone di ogni età, unite dalla voglia di vivere a contatto con un animale affascinante come il cavallo.Oggi la filiera equestre rappresenta un elemento fondamentale di crescita sul quale il Ministero continua a impegnarsi, anche attraverso la promozione dell’ippica italiana».

Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste,Francesco Lollobrigida, che questa mattina ha dato il via all’edizione 2024 di Fieracavalli, il salone internazionale che per quattro giorni rende la Fiera di Verona la capitale del settore equestre.Fino a domenica 10 novembre sono attesi in quartiere 140mila visitatori per ammirare oltre 2.200 cavalli di 60 razze che popolano i 12 padiglioni e le 6 aree esterne, per una superficie di oltre 128mila metri quadrati.Una manifestazione internazionale con 700 aziende espositrici da 25 paesi, a cui si aggiunge una campagna di incoming promossa da ICE Agenzia con una delegazione di top buyer provenienti da Arabia Saudita, Argentina, Cile, Hong Kong, Emirati Arabi, oltre ad altri 600 operatori da Austria, Slovenia, Croazia e Bosnia, selezionati da Veronafiere.Alla cerimonia inaugurale di Fieracavalli, per Veronafiere erano presenti il presidente, Federico Bricolo,l’amministratore delegato, Maurizio Danese e il direttore generale, Adolfo Rebughini.Al taglio del nastro hanno preso parte anche il sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Patrizio Giacomo La Pietra; Luca Zaia, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona; monsignor Domenico Pompili, vescovo di Verona; Luisa Ceni, assessora alle Politiche Sociali e abitative del Comune di Verona; Marco Di Paola, presidente della Fise-Federazione italiana sport equestri; Maurizio Croceri, curatore della nuova campagna di brand identity Fieracavalli.Al termine, la delegazione delle autorità ha visitato lo stand della Regione Veneto al padiglione 4 e l’area Masaf ( Ministero dell’Agricoltura ,Sovranità Alimentare e delle Foreste) al padiglione 2.Per il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo: «Fieracavalli è un simbolo di eccellenza, una manifestazione che da 126 anni rappresenta l’anima del mondo equestre.Edizione dopo edizione, infatti, il salone ha saputo evolversi e crescere, diventando un appuntamento irrinunciabile per la sua trasversalità.

La manifestazione rappresenta un’esperienza completa grazie a un format in grado di valorizzare ogni aspetto legato al mondo del cavallo: dall’allevamento allo sport, dal business alla sostenibilità, fino allo spettacolo e alla solidarietà.Questo non sarebbe possibile senza la collaborazione delle istituzioni e dei partner come il ministero dell’Agricoltura, e quelli per le Disabilità e lo Sport, e poi Agenzia ICE, Regione Veneto, Comune e Provincia di Verona, e le federazioni FISE e FEI».

«Verona oggi si riconferma il più grande centro ippico del mondo ospitando la 126ª edizione di Fieracavalli –ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia – ponendo il Veneto come destinazione privilegiata per il turismo equestre grazie alle sue ippovie e a un settore equestre in forte espansione.Con oltre 23.000 cavalli e 31.258 equidi totali, la regione si colloca tra le prime in Italia per numero di animali e strutture dedicate, attestandosi come punto di riferimento per appassionati, sportivi e turisti che vogliono vivere il territorio da una prospettiva unica».Media Partner:

Marco Di Paola, presidente FISE, ha portato i saluti della Federazione e di tutto il mondo sportivo:«Fieracavalli non è solo uno appuntamento sportivo da non perdere, ma un evento che pone al centro il cavallo, un compagno sempre presente nella storia umana e che oggi è sinonimo di attività sociali e di inclusione.

L’Italia ha recentemente riconquistato una posizione di vertice nel mondo del salto ostacoli, grazie ai nostri atleti che sono ambasciatori del Made in Italy e rappresentano una filiera che ha un impatto significativo sul PIL nazionale.Un grazie a tutta Fieracavalli, per l’impegno e la visione che hanno reso possibile un evento che non solo celebra il valore agonistico, ma sottolinea tutte le sfaccettature che caratterizzano questo splendido animale e il suo legame con l’uomo».Fieracavalli 2024 si presenta con un’edizione rinnovata che porta a Verona il meglio del comparto allevatoriale, l’eccellenza dello sport e un calendario di oltre 200 le iniziative tra spettacoli, convegni, concorsi e gare sportive – tra cui l’unica tappa italiana della Longines FEI Jumping World Cup™ presented by Kask – le finali nazionali dell’Italian Champions Tour e il Gran Premio 125×125 targati Fieracavalli, le competizioni della Fise-Federazione italiana sport equestri e le sfide del Westernshow.Il salone si distingue anche per le numerose iniziative sociali e di inclusione, che valorizzano l’affinità tra l’uomo e il cavallo, a fianco di attività dedicate alla promozione del turismo rurale in una prospettiva slow e green, per valorizzare le eccellenze territoriali.Fieracavalli rappresenta un settore che vale in Italia quasi 3 miliardi di euro nel solo ambito sportivo, per una passione che coinvolge quasi 12 milioni di italiani, come dimostra il report realizzato da Nomisma per Fieracavalli.Dati che confermano il ruolo della manifestazione come salone di riferimento per il panorama equestre internazionale: oltre la metà della popolazione italiana conosce la fiera e 2,5 milioni di persone sono state a Fieracavalli almeno una volta nella vita.

Il programma istituzionale di Fieracavalli

Il calendario istituzionale prosegue domani, venerdì 8 novembre con l’arrivo di Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, che interverrà ai numerosi appuntamenti della giornata, a partire dalla conferenza stampa di presentazione del progetto di legge degli interventi regionali per la promozione della Cultura del cavallo, in programma dalle 9.30 allo stand della Regione Veneto, al padiglione 4, insieme agli assessori regionali Manuela Lazzarin, Cristiano Corazzari e Federico Caner.Sabato 9 novembre, dalle 15.30, Fieracavalli accoglierà il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi; nel quartiere fieristico sabato 9 e domenica 10 è atteso anche il sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti.

FIERACAVALLI: LE NOVITÀ DELLA 126ª EDIZIONE

PADIGLIONE 1
SALONE DEL BAMBINO

Il divertimento formato famiglia si trova al Salone del Bambino, un intero padiglione studiato per intrattenere i più piccoli, permettendogli di imparare, giocando, le mille sfaccettature del cavallo e dell’asino, l’altra metà del mondo equestre.Attesissimo il battesimo della sella con ADS Horse Valley e il battesimo del volteggio a cura dell’Associazione La Fenice che permettono di provare, in sicurezza, l’adrenalina della prima volta in sella.Tante, poi, le attività in programma nell’area teatro – con spettacoli che si alternano per tutta la giornata – nell’area play – con il gioco dell’oca gigante targato Gedis – nella zona sostenibilità – con laboratori ludico-didattici – senza dimenticare il ring centrale che ospita spettacoli come il cabaret equestre e Doctor Dog.Ma non solo.Tutti i giorni di manifestazione, infatti, si può accedere all’arca di Fieracavalli per avvicinarsi, in modo etico e naturale, a cavali, asini, api e cani oltre a incontrare i teneri mini-pony Summano e incontrare un vero Alpaca.

 

PADIGLIONE 2
CAVALLO DA SELLA ITALIANO in collaborazione con MASAF – Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Il padiglione 2 è riservato al cavallo da sella italiano e alle strategie per il suo miglioramento qualitativo e quantitativo, mostrate dai migliori allevatori del Paese.Qui il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, promuove diverse iniziative, tra cui le finali del Circuito Allevatoriale nelle discipline Obbedienza e Andature, Morfologia e Salto in Libertà.
PADIGLIONE 3
CAVALLO ARABO E ATTACCHI

Riflettori puntati su 150 esemplari di Purosangue Arabo protagonisti al Salone del Cavallo Arabo, grazie alla collaborazione di Arabian Horse Magazine, dell’Emirates Arabian Horse Global Cup, del Campionato finale B International show, dell’Alshiraa Foal Championship, dell’Egyptian Show e del Liberty Class Championship.L’elegante cavallo arabo, così apprezzato dal jet set internazionale, non è però l’unico protagonista del Padiglione 3.Tutte le mattine, infatti, è possibile assistere alle competizioni del Gruppo Italiano Attacchi, con le competizioni sportive p e con il concorso di tradizione AIAT.Giovedì 7 e venerdì 8, inoltre, in programma anche il nuovo “battesimo della carrozza”.

francesco Cecoro

Migranti, Orban: “Italia come Ungheria, governo decide poi Corte Ue cassa”

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(Adnkronos) – In Europa c'è "una trappola", che si chiama "attivismo giurisdizionale".Per "non citare solo l'Ungheria", è "la stessa storia quello che sta succedendo in Italia.

E' la stessa situazione: i governi prendono decisioni, poi una Corte a livello europeo decide negativamente".Lo dice il primo ministro ungherese Viktor Orban, a Budapest al termine del summit dell'Epc, con un evidente riferimento all'accordo tra Italia e Albania in materia di gestione dei flussi migratori. In questo modo, continua, "gli sviluppi nazionali seguono non le leggi nazionali, ma le decisioni europee, così l'intero sistema di difesa contro l'immigrazione nazionale collassa.

Questa è la prassi che sperimentiamo regolarmente, che paralizza il governo nazionale.I governi nazionali in queste circostanze non possono dare leadership ai loro Paesi, in queste circostanze, perché in quasi tutti i Paesi la maggioranza delle persone è contraria all'immigrazione illegale".  "E i governi nazionali – aggiunge – non possono soddisfare le richieste della gente: invece, devono spiegare che non possono agire a causa di leggi internazionali che sono al di sopra di loro.

Questo pone un grosso punto di domanda sulla loro capacità di leadership.E chi diavolo voterebbe per un governo che non può guidare un Paese?

Gli elettori non possono accettarlo: eleggono i leader perché li servano.Se gli attivisti giudiziari li fermano, questo è contro la democrazia.

E' una questione di sovraregolazione", che sposta il piano decisionale "dal livello nazionale a quello europeo", conclude.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Canone Rai, scontro Tajani-Lega: “Taglio non è nel programma”, “parole sorprendenti”

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(Adnkronos) –
Botta e risposta tra Antonio Tajani, leader di Forza Italia, e la Lega sulla questione del canone Rai.Da Pechino il ministro degli Esteri torna a ribadire la sua contrarietà alla proposta di riduzione del canone avanzata dal partito di Matteo Salvini. "Non fa parte del programma di governo del centrodestra e quindi è una proposta che noi non condividiamo", ha spiegato Tajani, "perché si rischia di fare un danno alla televisione pubblica, che altrimenti dovrebbe essere finanziata diversamente".

Al numero uno azzurro replica il Carroccio con la deputata Elena Maccanti, componente della commissione di Vigilanza Rai. "La riduzione delle tasse e del canone Rai sono obiettivi del centrodestra.Sorprendono le parole di Tajani, anche perché si tratta di confermare una misura approvata, nella manovra dell’anno scorso, anche con i voti di Fi", afferma Maccanti in una nota. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump eletto presidente, arriva anche il messaggio di De Laurentiis

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(Adnkronos) – A congratularsi con Donald Trump, eletto 47esimo presidente degli Stati Uniti, sono stati esponenti politici ma non solo.Reazioni di ogni tipo sono arrivate anche dal mondo dello spettacolo e da quello dello sport, con la notizia che ha avuto, inevitabilmente, eco anche in Italia.

L'ultimo a fare gli auguri a Trump è stato il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che gli ha voluto dedicare un tweet, in inglese, sul suo profilo ufficiale. "Il Presidente della SSC Napoli Aurelio De Laurentiis desidera congratularsi con Donald Trump per la sua elezione a Presidente degli Stati Uniti d'America", ha scritto De Laurentiis, con il messaggio che è diventato subito virale sui social. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)