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Roma, domani è domenica ecologica: blocco auto nella Fascia Verde

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(Adnkronos) – Da domani riprendono le domeniche ecologiche a Roma.Come previsto dal calendario 2024-2025 approvato dalla Giunta capitolina, scatta il relativo blocco della circolazione per tutti i veicoli a motore endotermico nella ‘Fascia Verde’. In occasione della domenica ecologica si è voluto creare un evento cittadino che si svolgerà lungo Via dei Fori Imperiali dalle 10 alle 19 in cinque postazioni – slargo Via di S.

Pietro in carcere, Giardini del Foro Traiano, Piazzetta SS.Luca e Martina, imbocco Via Alessandrina e slargo Punto informativo turistico – con un programma di spettacoli per bambini con clown, trampolieri e giocolieri, concerti di gospel, jazz, musica balcanica e di percussioni brasiliane, marching bands, ensemble di chitarristi e flautisti, un’orchestra con strumenti da oggetti riciclati, teatro e cabaret, performance di breakdance acrobatica, balli tradizionali, danza africana e una parata di danzatori con travestimenti di animali.

Il programma dettagliato, predisposto da Zètema attraverso un bando con cui sono state selezionate le proposte delle associazioni culturali Alt Academy, Circo Verde, Finisterre, Clivis e Officina delle culture, è consultabile sul portale di Roma Capitale. "Le domeniche ecologiche – dichiara Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale – istituite come provvedimenti che concorrono alle misure di prevenzione e contenimento dell’inquinamento atmosferico recependo le indicazioni delle normative europee, nazionali e regionali, sono un'importante occasione di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità ambientale e sulle azioni necessarie a limitare e a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.Azioni fondamentali per la tutela della nostra salute anche alla luce dei dati allarmanti su mortalità e malattie dovute all’inquinamento ambientale e per il raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica fissati dall’Unione Europea.

Ecco perché, come abbiamo fatto con il ‘Sabato blu’, la giornata dedicata al camminare, abbiamo voluto accompagnare la domenica ecologica a un grande evento di città riproponendo, dopo il grande successo di partecipazione della scorsa edizione, un programma di eventi per coinvolgere la cittadinanza su questi temi e offrire l’occasione di una giornata di riappropriazione collettiva della città con momenti di socialità e intrattenimento per ogni fascia d’età". Tutti i veicoli a motore non potranno circolare tra le 7.30 alle 12.30 e poi ancora dalle 17.30 alle 20.30, ma ci sono delle deroghe. Sono esenti dal divieto di circolazione: 1.veicoli a trazione ibrida e a trazione elettrica; 2.

veicoli ad accensione comandata marcanti con alimentazione a GPL o metano (sia Mono- che Bi-fuel benzina-GPL o benzina-Metano, anche trasformati), appartenenti alla classe di omologazione "EURO 3" e successive; 3.autoveicoli ad accensione comandata (alimentati a benzina) "EURO 6"; 4.

ciclomotori a 2 ruote con motore 4 tempi "EURO 2" e successivi; 5.motocicli a 4 tempi "EURO 3" e successivi; 6.

veicoli adibiti a servizio di polizia e sicurezza, emergenza anche sociale, iv compreso il soccorso, anche stradale, e il trasporto salme; 7.veicoli adibiti a servizi manutentivi di Pronto Intervento e pubblica utilità (come ad es.

acqua, luce, gas, telefono, ascensori, impianti di sicurezza, impianti di regolazione del traffico, impianti ferroviari, impianti di riscaldamento e di climatizzazione) che risultino individuabili o con adeguato contrassegno o con certificazione del datore di lavoro; 8 veicoli adibiti al trasporto, smaltimento rifiuti e tutela igienico-ambientale, alla gestione emergenziale del verde, alla Protezione civile e agli interventi di urgente ripristino del decoro urbano: 9.autoveicoli per il trasporto collettivo pubblico e privato; 10.

veicoli regolamentati ai sensi delle D.A.C.n. 66/2014 e n. 55/2018; 11.

taxi ed autovetture in servizio di noleggio con conducente, dotati di concessioni comunali; 12.autoveicoli adibiti a car sharing, car pooling, servizi Piano Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) attivati sulla base di appositi provvedimenti del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare o dell'Amministrazione capitolina; 13.

veicoli con targa C.D., S.C.V.e C.V.; 14.

veicoli muniti del contrassegno per persone invalide previsto dal D.P.R. 503 del 24 luglio 1996 e D.P.R. 151/2012; 15.autoveicoli impiegati dai medici e veterinari chiamati a svolgere servizio di urgenza sia nelle strutture sanitarie di afferenza (pubbliche e private) sia in visita domiciliare urgente, muniti rispettivamente di relativa attestazione e del contrassegno rilasciato dal rispettivo Ordine; autoveicoli impiegati da paramedici in servizio di assistenza domiciliare con attestazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata di appartenenza; 16.

autoveicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili o trattamenti sanitari per la cura di malattie gravi, in grado di esibire la relativa certificazione medica e autoveicoli utilizzati per il trasporto di persone finalizzato all'effettuazione di accertamenti o trattamenti sanitari connessi al COVID-19; 16.bis veicoli utilizzati dai donatori di sangue e plasma limitatamente al tragitto per e dalla struttura adibita al prelievo; 17 autoveicoli adibiti al trasporto di persone sottoposte a misure di sicurezza; 18 autoveicoli adibiti al trasporto di merci deperibili, alla distribuzione di stampa periodica e di invii postali; 19 veicoli aventi massa massima non superiore a 3,5 tonnellate, adibiti al trasporto di medicinali e/o trasporto di materiale sanitario di uso urgente e indifferibile adeguatamente certificato, nonché al trasporto di valori; 20 veicoli utilizzati per il trasporto di persone che partecipano a cerimonie religiose programmate antecedentemente alla data della presente Ordinanza, cerimonie nuziali o funebri, purché i conducenti siano in possesso di appositi inviti o attestazioni rilasciate dai ministri officianti; 21 veicoli degli operatori dell'informazione quotidiana in servizio, muniti del tesserino di riconoscimento e con attestazione della redazione, o adibiti al trasporto di materiali a supporto del servizio di riprese televisive (es.strumenti di ripresa, gruppi elettrogeni, ponti radio etc.) relative ai telegiornali; 22 veicoli utilizzati dai controllori del traffico aereo in servizio di turno presso l'aeroporto di Ciampino e Fiumicino, previa esibizione di apposita attestazione rilasciata da ENAV S.p.A.; 23 autoveicoli e motoveicoli a due ruote utilizzati da lavoratori con turni lavorativi o domicilio/sede di lavoro tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, con apposita certificazione del datore di lavoro;  24 automezzi adibiti ai lavori nei cantieri delle linee metropolitane in costruzione e ai cantieri relativi agli interventi per il "Giubileo 2025" ; 25 veicoli o mezzi d'opera che effettuano traslochi per i quali sono state precedentemente rilasciate autorizzazioni per l'occupazione di suolo pubblico dagli uffici competenti; 26 veicoli di imprese che eseguono lavori per conto di Roma Capitale o per conto di Aziende di sottoservizi,forniti di adeguata documentazione dell'Ente per cui lavorano o che eseguono interventi programmati con autorizzazione della regia; 27 veicoli utilizzati per la realizzazione delle iniziative promosse o patrocinate da Roma Capitale forniti di apposita documentazione rilasciata dai Settori competenti o di contrassegni rilasciati dall'organizzazione; 28 veicoli utilizzati per esigenze organizzative (es.

trasporto di materiali e/o attrezzature) finalizzate allo svolgimento di eventi/manifestazioni per i quali sono stati precedentemente rilasciati atti concessori di occupazione di suolo pubblico, o programmati (antecedentemente alla data della presente Ordinanza) nell'ambito di attività afferenti a Organismi/Istituzioni pubbliche, con attestazione di apposita documentazione rilasciata dai Settori competenti indicante anche luogo orario dell'evento/manifestazione; 29 veicoli dei commercianti ambulanti dei mercati domenicali, unicamente utilizzati per l'attività lavorativa, limitatamente al percorso strettamente necessario da e per il proprio domicilio; 30 veicoli dei Sacerdoti e dei Ministri di culto di qualsiasi confessione per le funzioni del proprio ministero;  31 veicoli delle Associazioni o Società sportive appartenenti a Federazioni affiliate al CONI o altre Federazioni riconosciute ufficialmente.a utilizzati da iscritti alle stesse cor dichiarazione del Presidente indicante luogo e orario della manifestazione sportiva nella quale l'iscritto è direttamente impegnato; 32 autoveicoli utilizzati da coloro i quali sono tenuti obbligatoriamente all'ottemperanza di sentenze e decreti del Tribunale sia penale che civile forniti di adeguata attestazione 33 veicoli utilizzati per interventi di urgenza dai funzionari UNEP e dagli Ufficiali giudiziari della Corte d'Appello di Roma, debitamente forniti ci apposita certificazione della Presidenza della stessa Corte di Appello; 34 autoveicoli in uso ai soggetti operanti in ambito cinetelevisivo e audiovisivo per lo svolgimento di riprese cinematografiche, audiovisive e fotografiche per le quali siano stati precedentemente rilasciati i relativi atti concessori di occupazione del suolo pubblico da parte del Dipartimento Attività Culturali Quella di domani 10 novembre è la prima delle cinque domeniche ecologiche programmate.

Le altre date sono 1 dicembre 2024, 26 gennaio, 16 febbraio e 23 marzo 2025. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Russia usa nuova ‘super bomba’: incubo per difesa Kiev

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(Adnkronos) –
La Russia usa una nuova super bomba, gli Stati Uniti mandano i contractor in Ucraina.Con i riflettori puntati su Donald Trump e sulla posizione del nuovo presidente sulla guerra tra Mosca e Kiev, il conflitto si avvia verso i 1000 giorni con novità che hanno un impatto immediato sul campo e potenziali svolte dietro le quinte. In attesa che il ruolo dei soldati nordcoreani inviati da Kim Jong-un venga definito nella regione russa del Kursk, invasa dai soldati di Kiev all'inizio di agosto, le forze di Mosca continuano il martellamento delle città ucraine con raid quasi quotidiani. Rispetto all'inizio dell'autunno l'intensità delle azioni sembra lievemente diminuita: l'utilizzo più razionale degli arsenali a disposizione potrebbe far pensare ad un piano più aggressivo per l'inverno, quando i danni alle infrastrutture energetiche ucraine avrebbero un peso superiore.  Intanto, secondo le analisi che trovano ampio spazio sui canali specializzati di Telegram, la Russia ha iniziato a fare ricorso alle nuove 'super bombe' guidate Grom E1, capaci di volare per circa 120 km grazie al propulsore di cui sono dotate.

In questo modo, i caccia Su-30 e Su-34 possono puntare gli obiettivi senza esporsi al fuoco dei sistemi di difesa aerea ucraini. Le Grom-E1 sono state utilizzate in una serie di raid che hanno colpito anche obiettivi civili a Myrnohrad, Kherson e Kharkiv.Unico elemento positivo per l'Ucraina sarebbe il numero limitato di munizioni di questo tipo a disposizione dell'aviazione russa.

Il raggio d'azione delle Grom E1 appare decisamente superiore a quello delle armi equivalenti a disposizione di Kiev: per compiere azioni analoghe, i caccia ucraini rischiano di diventare bersagli potenziali di sistemi di difesa S-300 e S-400.  In attesa che Donald Trump assuma il controllo delle operazioni a Washington, l'amministrazione del presidente uscente Joe Biden invia un segnale da tempo atteso da Kiev.La Casa Bianca ha autorizzato l'invio di contractor americani in Ucraina per la manutenzione e la riparazione delle attrezzature fornite.

La Cnn chiarisce che i sistemi saranno riparati da personale privato degli Stati Uniti: nel quadro sono inclusi caccia F-16 e sistemi di difesa aerea Patriot. I contractor, finora mai autorizzati da Washington, saranno dislocati lontano dalla linea del fronte e non combatteranno.Saranno autorizzati dal Pentagono e il loro intervento consentirà di accelerare le attività di riparazione e manutenzione, permettendo alle forze armate ucraine di operazione con maggiore efficienza e tempestività.

Finora, dall'inizio della guerra nel 2022, i sistemi forniti dagli americani e danneggiati dai russi sono stati riparati soprattutto in Polonia e Romania, con una evidente dilatazione di tempi e costi.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Trump in campo e incognita Musk: Zelensky tra speranze e dubbi

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(Adnkronos) –
La posizione di Donald Trump sull'Ucraina è un'incognita, complice anche l'effetto Elon Musk.Kiev spera, ma i segnali che arrivano tra news e rumors sono contrastanti e il quadro, mentre la guerra con la Russia si avvicina a tagliare il traguardo dei 1000 giorni, appare complesso e per ora difficilmente decifrabile.  Dopo la vittoria netta nelle elezioni americane, il nuovo presidente ha avuto una lunga serie di colloqui con leader internazionali.

Ha parlato anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e ha gettato le basi per un futuro contatto diretto con il leader russo Vladimir Putin. Sullo sfondo, le dichiarazioni ripetute durante i mesi della campagna elettorale: "Farò finire la guerra prima del mio insediamento, spingerò Putin e Zelensky ad un accordo".All'orizzonte, come ha svelato il Wall Street Journal, un piano che prevederebbe la creazione di un'ampia zona demilitarizzata e l'Ucraina – rassicurata dal sostegno militare americano – fuori dalla Nato per almeno 20 anni.  
Mercoledì, Trump ha avuto una conversazione con Zelensky e la chiacchierata è stata caratterizzata da due sorprese: in linea c'era anche il ceo di Tesla e X Elon Musk e Zelensky è stato in qualche modo rassicurato dal presidente eletto.

Il colloquio, descritto inizialmente dal sito americano Axios, è stata successivamente confermata da fonti ucraine.Zelensky, un paio di giorni fa, in una nota ha parlato di un'"eccellente telefonata" senza fornire ulteriori dettagli. 
La telefonata è durata circa 25 minuti.

Secondo le fonti, dopo che Zelensky si è congratulato con Trump per la vittoria contro Kamala Harris, il presidente eletto ha affermato che sosterrà l'Ucraina, ma non è sceso nei particolari.Zelensky ha riattaccato la cornetta con impressioni positive, legate soprattutto alla tempestività della telefonata, avvenuta subito dopo le elezioni.

Trump, in una intervista alla Nbc, in realtà ha rivelato di aver avuto contatto con decine di leader internazionali.E, secondo il Wall Street Journal, nei colloqui con i leader europei non avrebbe assunto impegni specifici in relazione al conflitto.  Anche il contributo di Musk alla conversazione si sarebbe tradotto in un elemento positivo per Kiev: il numero 1 di X e Tesla avrebbe confermato la disponibilità a mettere ancora a disposizione la rete satellitare Starlink, che ha avuto un ruolo determinante per le comunicazioni ucraine soprattutto nella prima fase della guerra. Non si possono però archiviare le posizioni espresse nel passato, anche recente, dal magnate.

Musk, che pare destinato ad avere un peso nella nuova amministrazione, ha messo in discussione l'esistenza della Nato,e in una delle tante esternazioni ha bocciato il sostegno economico e militare americano a Kiev: "I soldi non aiutano l'Ucraina.Prolungare la guerra non aiuta l'Ucraina.

Il problema è che prolungare la guerra provoca la morte dei migliori giovani dell'Ucraina".Concetti simili a quelli espressi in passato da JD Vance, vicepresidente degli Usa.  Zelensky, nel summit Epc appena andato in scena a Budapest con gli altri leader europei, ha esortato a non fare concessioni a Putin.

Il messaggio è arrivato proprio mentre sull'asse Mosca-Washington andava in scena un primo, parziale contatto.Le congratulazioni di Putin a Trump sono state seguite dalla manifestazione di una generica disponibilità a colloqui sul tema Ucraina.

Le dichiarazioni rese da Trump negli ultimi mesi, secondo il leader del Cremlino, "meritano attenzione".La risposta del successore di Biden? "Penso che parleremo". E' chiaro che Zelensky tema di ritrovarsi quasi terzo incomodo ad un tavolo delle trattative.

L'ingresso di Trump sulla scena potrebbe avere effetti dirompenti per l'Ucraina.Kiev, però, non si rassegna ad un'evoluzione negativa degli eventi. "Molti funzionari ucraini di alto livello" speravano nella vittoria di Trump alle elezioni presidenziali, rivela un articolo dell'Economist che suggerisce un'interpretazione diversa del voto americano rispetto a quella più gettonata.  Nonostante i timori per possibili tagli agli aiuti militari, una parte dell'establishment ucraino riterrebbe la vittoria dei repubblicani meno drammatica di quello che si potrebbe immaginare.

Il motivo è presto detto.In molti nella capitale ucraina, secondo l'Economist, si erano stancati dei frequenti proclami di forte sostegno da parte di Joe Biden non accompagnati dai fatti. Il presidente, ad esempio, si è sempre rifiutato di consentire agli ucraini di usare missili a lungo raggio Atacms per colpire in profondità la Russia e non è riuscito a evitare forti ritardi nelle forniture militari.

Zelensky, recentemente, ha evidenziato che solo una minima parte degli aiuti autorizzati a maggio dal Congresso degli Stati Uniti è arrivata a destinazione. "Di fronte alla scelta tra la sopravvivenza o un presidente imprevedibile che avrebbe fatto a pezzi le regole e quasi certamente tagliato gli aiuti, erano pronti a rischiare", sostiene il settimanale. 
Nelle ultime ore dell'amministrazione Biden, però, è arrivato un nuovo segnale.La Casa Bianca ha autorizzato l'invio di contractor americani in Ucraina per la manutenzione e la riparazione delle attrezzature fornite.

La CNN chiarisce che i sistemi saranno riparati da personale privato degli Stati Uniti: nel quadro sono inclusi caccia F-16 e sistemi di difesa aerea Patriot.I contractor, finora mai autorizzati da Washington, saranno dislocati lontano dalla linea del fronte e non combatteranno.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giovanna Marchese dopo il torneo WBL si prepara per i campionati italiani

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La pugile Giovanna Marchese, al termine del WBL svolto a Pompei lo scorso weekend, ha parlato ai microfoni di Carlo Ametrano a ViViCentro.Di seguito le sue dichiarazioni.

Giovanna, sei reduce dal WBL a Pompei: possiamo dire che almeno per te è stata una buona prestazione?

“In un certo senso sì.

Devo dire però che tutte noi non siamo andate male, ma la prossima volta dovremmo impegnarci di più”.

Come è andato il tuo match?

“Bene.Sono stata lontana dal ring un bel po’.

Ho fatto l’ultimo incontro a luglio e prima del WBL ho fatto un intervento.Ero infatti in dubbio ma alla fine ho partecipato e posso dire che è andata meglio di quanto pensassi”.

Come ti senti ora?

“Adesso una bomba.

Mi sto concentrando sui campionati italiani.Il mio obiettivo è sempre quello.

Quest’anno ci riproveremo di nuovo.Parteciperò nella categoria 48kg e ce la metterò tutta per vincere.

Si svolgeranno a Seregno dal 3 all’8 dicembre”.

Come stai gestendo il tuo rientro?

“Mi alleno mattina e pomeriggio tutti i giorni.La mattina sono piccoli allenamentini, mentre il pomeriggio lavoriamo su gambe e forza”.

La famiglia Marchese e la boxe sono due cose uniche.

“Assolutamente.

Anche con mia sorella, nonostante lei si è fermata, e io le ho sempre detto di non farlo e di tornare, sta sempre dietro di me”.

Come valuti il risultato delle Olimpiadi di Parigi?

“Non lo dico perché sono di parte, ma penso che non siamo stati molto fortunati. È evidente però che ci dobbiamo impegnare di più e dobbiamo lavorare di più”.

Dopo i campionati italiani, ci sarebbe l’Europa.Che ambizioni hai?

“I miei obiettivi futuri sono il Mondiale che sta a settembre a Liverpool.

Poi, non so, vedremo quali gare ci saranno come preparazione”.

Leonardo Guzzo: “Vi racconto il mio amore per Senna”

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Lo scrittore e giornalista Leonardo Guzzo, autore del libro ‘Beco’ dedicato ad Ayrton Senna, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Carlo Ametrano per ViViCentro.Di seguito le sue dichiarazioni.

Leonardo, passione in particolare per Senna.

Da dove nasce?

“La passione per Senna nasce dall’adolescenza.Ero solito seguire tute le gare e tutti i Gran Premi di Formula 1.

Mi ricordo quelli che si svolgevano in America mi portavano a svegliarmi presto per seguirla.Devo dire che, per quanto abbia un interesse nei confronti della F1, l’avvicinamento verso quel mondo è dipeso molto da Senna che subito mi ha affascinato per la sua personalità.

Aveva un’aura di persona che andava aldilà della Formula 1.Questo era facilmente palpabile: sia vedendolo correre, ma soprattutto sentendolo parlare nel modo con il quale lui parlava di sé stesso e della sua missione in Formula 1.

Era un qualcosa che rompeva la barriera dello schermo ed arrivata al cuore”.

L’idea è che con Senna si può parlare prima di un uomo e poi di un pilota, giusto?

“Quello che a me arrivava di Senna era questo.Dico sempre che era un intrinsecamente letterario.

Aveva quella complessità dei grandi personaggi letterari.Questa dualità: la compostezza, la malinconia negli atteggiamenti comparata al furore agonistico e alla ferocia che poi vedevamo in pista.

Interrogarmi sulle cause di questa duplicità mi ha affascinato.La capacità di Senna era quella di entrare in connessione aldilà del gesto sportivo, con le persone.

Avvicinarle da un punto di vista emotivo.Poi, aveva la capacità di essere sé stesso: la cosa più importante per lui era rimanere federe al proprio valore e al suo modo di essere.

Questa è una cosa che mi ha toccato molto.Mi ha toccato in profondità e me lo ha reso fratello nel cuore”.

Sei stato in Brasile per presentare il tuo libro: come è andata?

Che esperienza è stata?

“Quella del Brasile è stata una bellissima e quasi insperata esperienza.Ho avuto l’occasione di tradurre il mio libro in portoghese.

Ho avuto questa possibilità e l’ho sfruttata.Scrivere un libro su Senna implica il sogno di vederlo pubblicato e letto nel Paese di Senna e che lui tanto amava e del quale si sentiva orgoglioso.

Sono stato a San Paolo e a Rio De Janeiro. È stata un’esperienza molto toccante, mi sono sentito accolto.I lettori hanno capito il senso del mio libro che non è una biografia classica, ma un’opera letteraria a tutti gli effetti.

In Brasile lo hanno capito e il libro è stato accolto con grande favore.Sono infatti stato invitato a settembre alla principale fiera americana del libro.

Ho inoltre partecipato a un dibattuto con altri biografi autori di Senna ed è stata un’esperienza molto bella”.

Parlando sempre di Senna: hai un ricordo particolare su di lui?

“Il ricordo più forte e immediato è legato al giorno della morte.Penso che qualsiasi persona della mia generazione si ricordi benissimo dov’era, cosa stava facendo e con chi era nel giorno in cui morì Senna.

Fu una morte in diretta televisiva durante il GP a Imola.Quello è il mio ricordo immediato, forte ed emotivo.

Ho sempre avuto l’idea di scrivere di Ayrton, ma di farlo in maniera originale.Quello che me lo ha permesso è stata la scoperta di questo soprannome che lui aveva: ‘Beco’.

Beco è una parola portoghese che indica un piccolo boccale di birra.Ayrton da bambino aveva una piccola forma di iperattività, come racconta anche la sorella.

Camminava un poco traballando e i genitori gli avevano dato, ovviamente affettuosamente, questo soprannome per dire che camminava come un ubriaco.Questo soprannome gli è rimasto per tutta la vita e mi ha dato l’idea di come affrontare il libro: parlare di Senna come eroe che in effetti ha traballato tutta la vita.

Vivendo nella costante sfida del limite. È questo che lo rende diverso dagli altri piloti: vincere contro gli altri ma superare costantemente sé stesso.Una missione che volendo possiamo dire essere infinita.

Forse la morte era l’unico modo per interrompere questa sua missione”.

Ci teniamo a invitarti al Senna Day di Carlo Ametrano il prossimo 30 aprile.

“Con grandissimo piacere.Se avrò la possibilità verrò: conosco Carlo come persona appassionata e intellettualmente onesta e se posso non mancherò”.

Venendo alla Formula 1 attuale: chi vince il Mondiale piloti e chi quello costruttori?

“Mi augurerei che quello costruttori riuscisse a vincerlo la Ferrari.

In quello piloti penso che Verstappen abbia fatto vedere sotto la pioggia tutta la sua forza.Per quest’anno il Mondiale piloti credo sia assegnato, mentre in quello costruttori mi auguro la Ferrari.

Sembrerebbe in crescita, staremo a vedere”.

Terremoto in Molise, scossa 4.0 in provincia di Campobasso

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(Adnkronos) – Terremoto in Molise oggi, 9 novembre, con una scossa di magnitudo 4.0 nella notte in provincia di Campobasso.L’epicentro del terremoto è stato individuato a circa 6 km a sud del comune di Montecilfone.

La scossa, avvenuta all'1.51 di sabato, stata localizzato a circa 18 km di profondità.A darne notizia è l'Ingv —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mazzon pronto a sfidare Helin per il titolo europeo silver : Brescia si prepara a una notte di fuoco

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L’ex calciatore, ora pugile, cercherà di conquistare la cintura continentale contro il belga.Quattro incontri preliminari infiammeranno la serata.Brescia si prepara a una serata di grande pugilato.Sabato 9 novembre, al Palasport polivalente “Azzurri d’Italia”in via Nullo 10 si terrà un evento che appassionerà gli amanti della nobile arte.

Il piatto forte della serata sarà il match per il titolo europeo silver dei pesi super welter, attualmente vacante, che vedrà di fronte il nostro Christian Mazzon e il belga Jan Helin.Mazzon, un ex calciatore che ha trovato nella boxe la redenzione e un modo per controllare la sua rabbia, arriva a questo incontro con una grande determinazione.Allenato dall’ex campione del mondo WBC Giacobbe Fragomeni, il pugile milanese ha già dimostrato il suo valore, conquistando il titolo italiano nel 2023.Nonostante uno score altalenante, Mazzon è un combattente molto mobile e veloce, pronto a dare tutto per portare a casa la cintura.Il suo avversario, Jan Helin, è un pugile più alto e con le braccia lunghe, abile nel cambiare guardia.Il belga, passato professionista a soli 19 anni, ha un record simile a quello di Mazzon ( 15+4-1)e si presenta a Brescia con l’ambizione di conquistare il titolo europeo.Un incontro che promette scintille
La sfida tra Mazzon e Helin si preannuncia molto equilibrata e straordinaria .Entrambi i pugili sono aggressivi e spettacolari e sono pronti a darsi battaglia sul ring.Il vincitore di questo incontro, come da disposizioni EBU, avrà l’opportunità di affrontare lo spagnolo Suero in un match europeo.Quattro incontri preliminari per scaldare il pubblico

Prima del match principale, il pubblico bresciano potrà assistere ad altri quattro incontri di grande interesse.Tra questi, spicca la sfida tra l’imbattuto Cremasco di origine moldava Cezar Ieseanu di anni 23, un peso medio di una potenza incredibile e il nicaraguense Ramiro Blanco di anni 32 , un match che si preannuncia esplosivo e che difficilmente arriverà alla distanza.Seguirà il super welter milanese Valerio Mantovani kg 71,850 con uno score di (2+), che incontrerà il serbo di anni 32 Marko Nastic(3+10-2=), anche questo confronto si preannuncia detonante.Vedremo il debutto del 24enne   bresciano Valtulini Gianluigi con una carriera dilettantistica  eccezionale che incontrerà Ilic Bozidar serbo con molta esperienza (0+20-) di anni 31.

Se vuoi assistere ad una manifestazione pugilistica ad alti livelli , non perdere l’appuntamento di sabato 9 novembre al Palasport polivalente “Azzurri d’Italia” in via Nullo 10 a Brescia.I biglietti sono disponibili online e presso i punti vendita autorizzati.Non mancare!

Omicidio Angelo Vassallo, oggi l’interrogatorio del colonnello Cagnazzo

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(Adnkronos) – Primo round di interrogatori per l'omicidio del 'sindaco pescatore' Angelo Vassallo.Si terrà oggi, 9 novembre, a mezzogiorno dinanzi al gip del tribunale di Salerno quello del colonnello Fabio Cagnazzo, raggiunto giovedì da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere perché accusato di aver partecipato alla pianificazione dell'omicidio Vassallo, il 5 settembre 2010 con nove colpi di pistola calibro 9, e del successivo depistaggio delle indagini.  Con lui sono finiti in manette – a chiusura di indagini condotte dai carabinieri del Ros di Roma coordinati dalla Direzione distrettuale Antimafia di Salerno – l'altro carabinieri Lazzaro Cioffi (già detenuto per altro), l'imprenditore di Scafati Giuseppe Cipriano e l'ex boss con un passato da collaboratore di giustizia Romolo Ridosso. Il colonnello dei carabinieri non è in carcere, ma è attualmente detenuto presso l'ospedale militare del Celio di Roma per delle serie problematiche di salute.

Cagnazzo, assistito dall'avvocato Ilaria Criscuolo, comparirà oggi dinanzi al giudice per l'interrogatorio di garanzia, ma – salvo sorprese dell'ultim'ora – la difesa è orientata ad avvalersi della facoltà di non rispondere "poiché non siamo in condizioni, vista la grossa mole di atti depositata".  Il fascicolo è composto da oltre 78mila pagine.Inoltre, in seguito alla perquisizione del luglio 2022, Cagnazzo si sottopose già ad un lungo interrogatorio dinanzi ai pm dell'inchiesta, rispondendo ad ogni singola domanda posta, nel corso di oltre 10 ore.  La falsa pista del "brasiliano" e la presunta lite con un albergatore.

Sono questi i due depistaggi che la Procura di Salerno imputa al colonnello Cagnazzo.I carabinieri del Ros di Roma, coordinati dalla Procura di Salerno (procuratore Giuseppe Borrelli) hanno ricostruito tutte le fasi immediatamente successive al delitto, quando il colonnello Cagnazzo "come concordato in precedenza, depistava effettivamente le indagini condotte dalla Procura di Salerno" indirizzandole verso la falsa pista del pusher "brasiliano" Bruno Humberto Damiani e della lite con Roberto Vassallo (solo omonimo del sindaco ucciso, titolare di un albergo del luogo).

Il tutto per coprire il traffico di droga organizzato al porto di Acciaroli dal clan Cesarano di Castellammare di Stabia, Pompei e Scafati.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Difesa, Meloni: “Investire di più ma no costi su cittadini”. Draghi mette nel mirino 2%: “Si può fare”

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(Adnkronos) – Il problema ha un nome o meglio una percentuale: 2%.Con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca cresce il pressing degli States sull’Europa affinché metta mano al portafoglio e centri il limite minimo del 2% del Pil per le spese per la difesa e per l’Alleanza atlantica.

Un traguardo che vede non solo l'Italia fanalino di coda assieme ad altri 5 Paesi 'inadempienti', ma fotografa una Roma che arranca ancor più con il ritorno dei paletti del Patto di stabilità.La partita è aperta ed è dura da portare a casa.

La premier Giorgia Meloni, oggi a Budapest per il Consiglio europeo informale, si dice "assolutamente convinta che l'Europa e l'Italia debbano riuscire a garantire la loro maggiore indipendenza e autonomia anche investendo di più in difesa".Ma, mette in chiaro, "servono gli strumenti per poterlo fare.

Questo è un grande dibattito che riguarda il Patto di stabilità e che l'Italia ha posto: ci sono nel nuovo Patto delle aperture ma va fatto molto di più e penso che sia un altro di quei dibattiti che bisognerà riaprire".  
Più risorse alla difesa, dunque, ma con una mano tesa a chi non vuole disattendere gli impegni presi.E con una premessa che per la presidente del Consiglio è d'obbligo: "Al di là della volontà – dice – c'è poi quello che si può fare e le risorse vanno individuate in qualche modo.

L'unica cosa che non sono disposta a fare è prendermela con i cittadini italiani, i lavoratori.Noi spendiamo le risorse su priorità reali, non gettiamo soldi dalla finestra e quindi su scelte strategiche che io condivido bisogna dire anche come si fa ad aiutare gli Stati membri a trovare le risorse".  Numeri alla mano, l'Italia è ben distante da quel 2% deciso nel lontano 2014, inchiodata all'1,57% nel 2025.

Per centrare l'obiettivo del 2, servirebbero 10 miliardi l’anno.Insomma non bruscolini, con una coperta corta e le risorse aggiuntive -l'aggravante su cui fa leva il governo- richieste dal nuovo patto di stabilità.

Per l'ex premier Mario Draghi, oggi a Budapest, è possibile comunque tagliare il traguardo facendo tutti i compiti a casa. "È possibile – si dice infatti convinto – spendere il 2% del Pil per la difesa rispettando il Patto di stabilità, bisognerà prendere tutta una serie di decisioni: oggi bisogna decidere cosa fare perché questa è la nuova situazione".  Su cui grava anche il ritorno del tycoon alla guida degli Usa. "Non c'è alcun dubbio che la presidenza Trump farà grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l'Europa", riconosce Draghi, che tuttavia vede luci e ombre: "Non necessariamente tutte in senso negativo, ma certamente noi dovremo prenderne atto".Anche rispolverando quello "spirito unitario" che in Europa sembra smarrito, perché "andare in ordine sparso", mette in guardia l'ex numero uno della Bce, di certo non aiuterebbe nessuno: "Siamo troppo piccoli, non si va da nessuna parte". 
Per Draghi, comunque, la sfida del 2% è a portata di mano.

Il governo non sembra pensarla allo stesso modo.Solo ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, amato anche da Draghi per il suo pragmatismo, ha ammesso che si tratta di un obiettivo "molto ambizioso e non del tutto compatibile sotto il profilo, in particolare, delle coperture con il quadro vigente della governance europea".

Tradotto: per farcela, ammesso si possa, le regole vanno ammorbidite.   "Bisogna scorporare le spese per la difesa dal Patto di stabilità – dice all'Adnkronos il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago -.L'elezione di Trump può essere uno stimolo affinché la Ue diventi un attore geopolitico globale, sia sulla politica estera che sulla difesa.

Occorre uno sforzo per un piano industriale europeo" ma "senza lo scorporo delle spese sarà difficile arrivare al 2% del Pil.E' nell'interesse europeo che queste spese vengano scorporate".

Anche perché, osserva l'esponente di Fi, "un'Europa che investe di più nella difesa può incidere negli equilibri geopolitici.La politica di Trump va colta come un'opportunità per l'Europa".  La pensa allo stesso modo il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d'Italia.

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, osserva sempre all'Adnkronos il vice di Tajani alla Farnesina, "è una sfida: gli Usa giustamente vogliono che l'Europa faccia la sua parte ma è giusto che sia così.Aveva iniziato questo ragionamento anche Biden nel corso della sua amministrazione".

Tanto che lo stesso ministro della Difesa Guido Crosetto, nei mesi scorsi, aveva riconosciuto che chi non avrebbe fatto i compiti a casa (leggi ancora una volta 2%, ndr) sarebbe stato trattato come "un paria", al netto del nome del neo Presidente degli States. Quanto al diktat del 2% del Pil rispettando il patto di stabilità, "Draghi non aveva il Patto di stabilità, ora è facile parlare – dice ancora Cirielli -.Il tema è che abbiamo in eredità un forte carico di interessi passivi: con i tassi della Bce più alti, con il Patto che si è 'ristretto', per fare nuovi investimenti importanti serve essere più flessibili.

E comunque, il dossier delle spese militari andrà affrontato non dai singoli Stati ma dalla Ue, speriamo con un'ottica intelligente".   Per Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, "più che l’Italia è l’intera Unione Europea che deve rafforzare il proprio ruolo e la propria capacità di difesa.Dobbiamo affrontare questa nuova fase sia come una sfida sia come un’opportunità.

L’Europa, come sostengono anche Giorgia Meloni e Mario Draghi, deve tornare ad essere protagonista anche nel dialogo con gli Usa, deve incidere di più sul piano internazionale e deve essere in grado di attuare politiche economiche di lungo respiro, con investimenti strategici per sostenere la crescita.C’è la necessità e l’opportunità di una svolta – rimarca Lupi all'Adnkronos – occorre saperla cogliere per costruire finalmente un’Unione Europea più unita e più forte". Per Enrico Borghi, capogruppo Iv al Senato, "il tema di una 'europeizzazione' del nostro sistema di difesa e sicurezza non è di oggi.

Peraltro è stato descritto con grande efficacia nel rapporto Draghi, che ha posto l’accento sulla sovranità europea in questa materia per risolvere sovrapposizioni e per evitare l’eccessiva suddivisione di fondi e progetti che non consente al comparto di avere la giusta dimensione (finanziaria, industriale e militare).L’elezione di Trump può, e credo debba avere, un effetto di accelerazione", sottolinea il componente del Copasir.  
Borghi, sentito dall'Adnkronos, snocciola i numeri. “La spesa militare totale nei paesi Ue nel 2023 – dice – è stata di 313 miliardi di dollari, circa un terzo di quella degli Stati Uniti (916 miliardi) e di poco superiore alla Cina (296 miliardi).

Nei fatti la spesa militare europea non è così bassa. È il triplo di quella della Russia che, secondo le stime Sipri, nel 2023 è aumentata del 24% a 109 miliardi di dollari, per la guerra con l’Ucraina, quella di Kiev +51% a 64,8 miliardi". "Il problema è che è una spesa frammentata -osserva – mentre il campo industriale europeo del settore è caratterizzato soprattutto da operatori nazionali che agiscono in mercati nazionali relativamente piccoli.Per questo servono i campioni europei del settore, che siano in grado di attrarre i fondi di venture capital e di fare efficienza e innovazione spinta.

E poi c’è il tema dei bond europei per la difesa e della deroga ai patti di stabilità dei singoli paesi per gli investimenti nel settore".  E in una Ue in cui crescono destre sovraniste, la difesa comune europea "diventa il vero e proprio banco di prova che ci dirà se siamo stati all’altezza di questa fase storica.Lo diceva già De Gasperi 70 anni fa, e solo così potremo garantire effettivamente la sicurezza dell’Europa e la sua autorevolezza sul piano diplomatico".

Ma la strada appare in salita e irta di ostacoli.Tanto più che quel numerino croce e delizia -il 2%- potrebbe addirittura lievitare.

Il neo segretario generale della Nato Mark Rutte ha più volte ammesso che la percentuale pattuita in seno all'Alleanza ormai 10 anni fa non basterà per finanziare i piani di difesa regionali approvati dalla Nato.Tanto che nelle ultime riunioni dell'Alleanza si è parlato anche del 2,5% del Pil.

Ma ogni giorno la sua pena, insegna un antico adagio.Tradotto: meglio concentrarsi sul grattacapo, non da poco, del 2%. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump presidente, i timori del Pentagono: da deriva autoritaria a uso esercito

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(Adnkronos) – Dopo la vittoria schiacciante di Donald Trump alle elezioni americane 2024, il Pentagono teme ''i grandi sconvolgimenti" che potrebbero verificarsi con il tycoon comandante in capo, con una "deriva autoritaria", ma anche "un processo decisionale caotico che con bruschi cambiamenti renda difficile il lavoro".Ma non solo.

Si teme anche che il presidente eletto possa mantenere la promessa elettorale di schierare l'esercito a livello nazionale contro i cittadini americani, che esiga dai vertici del dipartimento fedeltà a lui e tenti di modificare una istituzione che è apartitica e apolitica in una esplicitamente leale a lui.A rivelarlo è il Washington Post, ricordando come durante il suo primo mandato Trump infrangesse le norme e spesso si scontrasse con i leader del Pentagono, anche se nominati da lui. "Il pericolo più grande che l'esercito deve affrontare" sotto una seconda presidenza Trump è una "rapida erosione della sua professionalità, che ne minerebbe lo status e il rispetto da parte del popolo americano", ha detto al quotidiano Richard Kohn, professore e storico militare presso l'Università della Nord Carolina a Chapel Hill. "Trump non comprende veramente il valore dei rapporti civili-militari o l'importanza di un esercito apartitico e apolitico", ha aggiunto.

Una delle portavoce di Trump, Karoline Leavitt, ha detto che il voto di martedì ha dato al presidente eletto ''il mandato di attuare le promesse fatte in campagna elettorale.E lui le manterrà''. Sono diversi i funzionari della prima amministrazione Trump che mettono in guardia da una deriva autoritaria sotto la sua presidenza.

Tra loro il suo ex segretario alla Difesa Mark T.Esper, il generale in pensione Mark A.

Milley, suo ex presidente del Joint Chiefs of staff, e il suo ex Chief of staff della Casa Bianca John Kelly, anche lui generale in congedo.Ognuno di loro, scrive il Washington Post, durante la precedente presidenza Trump ha cercato di ''ostacolare i suoi impulsi più oscuri'' e successivamente ''ha espresso gravi preoccupazioni sul fatto che potesse violare la Costituzione impartendo ordini illegittimi all'esercito''.

Il generale in congedo Jim Mattis, primo segretario alla Difesa sotto Trump, nel giugno del 2020 lo aveva descritto come ''il primo presidente in vita mia che non cerca di unire il popolo americano''. Da presidente, Trump ha aumentato il budget del Pentagono, ha fatto pressione sugli alleati degli Stati Uniti perché spendessero di più per la difesa e ha allentato le restrizioni sul campo di battaglia che erano state introdotte dal suo predecessore Barack Obama.Una mossa accolta con favore dal dipartimento della Difesa, dove però ha creato scompiglio la natura impulsiva e anti-establishment della sua presidenza.

Da presidente, Trump ha anche utilizzato i suoi social media personali per trasmettere i principali movimenti delle truppe statunitensi all'estero, tra cui il ritiro dalla Siria settentrionale e riduzioni di personale in Afghanistan mentre i funzionari Usa stavano negoziando con i Talebani. Rachel VanLandingham, ex avvocato dell'aeronautica ed esperta di diritto della sicurezza nazionale, ha detto che la sua preoccupazione più grande è che l'esercito venga utilizzato per reprimere il dissenso negli Stati Uniti.Tutti gli ordini presidenziali sono destinati a essere interpretati dal personale di base come legittimi anche se sembrano rientrare in una zona grigia, ha spiegato al Washington Post, aggiungendo che c'è la possibilità di punizioni disciplinari per chiunque disobbedisca. "Seguiranno gli ordini del presidente Trump, in particolare perché il presidente può legalmente ordinare l'uso interno dell'esercito in varie situazioni – prevede VanLandingham – C'è un rischio enorme nel disobbedire all'ordine di un presidente e apparentemente poco rischio nell'obbedirvi". Peter Feaver, esperto di relazioni civili-militari alla Duke University, ha detto che la maggior parte del personale militare e dei dipendenti pubblici di carriera probabilmente considererà la propria missione come quella di servire il nuovo presidente e consentirgli di esercitare i suoi poteri di comandante in capo. "Il loro dovere professionale è quello di avvertire i capi delle conseguenze indesiderate di ciò che stanno cercando di fare – ha detto – Questa non è resistenza, questa non è slealtà, questo è letteralmente il loro lavoro", ha concluso. Ieri il capo del Pentagono Lloyd Austin ha garantito che i militari assicureranno ''una transizione calma, ordinata e professionale verso la nuova amministrazione Trump''.

In un messaggio alle truppe Usa, Austin ha detto che "come sempre, l'esercito statunitense sarà pronto a portare avanti le scelte politiche del suo prossimo comandante in capo e a obbedire a tutti gli ordini legittimi provenienti dalla sua catena di comando civile". Il Segretario alla Difesa Usa ha anche scritto che l'esercito statunitense si "distinguerà" dalla politica e continuerà a sostenere e difendere la Costituzione americana. "Non siete un esercito qualunque – ha scritto il capo del Pentagono – Siete l'esercito degli Stati Uniti, la migliore forza combattente sulla Terra, e continuerete a difendere il nostro Paese, la nostra Costituzione e i diritti di tutti i nostri cittadini". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

M5S verso ‘Nova’, tutti i quesiti da porre a voto assemblea iscritti

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(Adnkronos) – "Abbiamo iniziato ad agosto con i vostri 22mila contributi e i 145 quaderni degli attori, poi la parola è passata ai 360 tra iscritti, non iscritti e giovanissimi estratti a sorte in rappresentanza della nostra comunità, che hanno realizzato un confronto deliberativo con oltre 22 ore di discussione.Riceviamo e pubblichiamo, per ciascun tema, i report di questo lungo e importante confronto deliberativo".

Lo scrivono dal Movimento 5 stelle.  "Il prossimo appuntamento è la pubblicazione dei quesiti che saranno posti al voto dell’assemblea degli iscritti tramite consultazione in rete.Ma non è finita qui: dalla prossima settimana ci saranno ulteriori spazi di dibattito pubblico in cui tutti voi potrete ulteriormente intervenire, una vera e propria maratona che ci accompagnerà all’evento conclusivo 'Nova' nella splendida cornice del Palazzo dei congressi di Roma il 23 e 24 novembre", concludono.  Tra i temi più importanti discussi dai 360 del confronto deliberativo, c'è sicuramente quello che riguarda i poteri del garante, di Beppe Grillo, che devono essere rivisti in base a due varianti, si legge nel report, "eliminare il riferimento statutario all’insindacabilità del suo giudizio", e "attribuire alla carica di garante un ruolo esclusivamente onorifico". Ma c'è anche l'opzione sull'eliminazione della figura del garante, con tre diversi varianti: "non riassegnare le sue funzioni a nessun altro soggetto", "riassegnare le sue funzioni al Comitato di Garanzia", "riassegnare le sue funzioni a un organo collegiale democraticamente eletto e con un mandato a tempo determinato". Per modificare le modalità di nomina del garante, invece, le proposte sono di modificarne il mandato, "rendendolo a tempo determinato e prevedere un numero massimo di mandati consecutivi al pari degli altri ruoli interni".  Tra i temi anche quello del simbolo.

Dal report pubblicato, le proposte sono diverse.Per quanto riguarda la modifica, le varianti sono "modificare integralmente il simbolo", "eliminare dal simbolo esistente la dicitura 'ilblogdellestelle.it'", "apportare al simbolo modifiche che riflettano battaglie politiche attuali, e adattarlo a campagne di comunicazione differenti". Per la semplificazione, invece, della procedura per modificarlo, si potrebbe fare "su iniziativa degli organi decisionali salvo approvazione dell’Assemblea degli iscritti", o "modificare il simbolo su iniziativa di un organo competente in materia di comunicazione (da costituire)".  Per quanto riguarda il nome del Movimento 5 stelle, la proposta è solo una, quella di "modificare il nome, in quanto non più rappresentativo delle caratteristiche attuali del Movimento".  Quanto al limite dei due mandati, le proposte venute fuori dal confronto deliberativo del processo costituente del Movimento 5 stelle puntano a diverse soluzioni.

La prima è quella di "eliminare il limite dei due mandati, anche per le cariche interne del Movimento".  Poi c'è l'idea di "modificare la regola sul limite dei due mandati, con diverse varianti" come l'"abbassamento a uno del numero massimo di mandati", "nessun limite per le cariche di presidente di regione e sindaco (salvo quelli previsti dalla legge, massimo due mandati consecutivi)", "aumento a tre del numero massimo di mandati complessivi nei livelli regionale, nazionale o europeo", "due mandati per ciascun livello amministrativo", "introduzione dell’obbligo di una pausa di 5 o 10 anni al termine del secondo mandato, decorso il quale sia possibile ricandidarsi", "calcolo dei mandati svolti solo per i mandati portati a termine", "possibilità di deroghe al limite dei due mandati, che siano proposte dai vertici o dal basso e ratificate con una votazione dell’Assemblea degli Iscritti, oppure con una votazione tra rappresentanti dei Gruppi territoriali", "con l’introduzione di un limite al numero di eletti su cui è possibile determinare una deroga"; "con la verifica dell’assenza di candidati più meritevoli del portavoce uscente come ragione per una deroga", "con l’introduzione, al termine di ogni mandato, di una valutazione del lavoro svolto dall’eletto/a, in modo da ammettere o meno la ricandidatura" e infine "eliminazione del limite per il livello comunale".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Camilla Mancini, la figlia di Roberto vittima di bullismo per una malformazione: “E’ una piaga sociale”

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(Adnkronos) – Una malformazione al volto, che l'ha portata ad essere vittime di bullismo.Ne parla Camilla Mancini, la figlia dell'ex ct dell'Italia Roberto Mancini nel suo libro 'Sei una farfalla' pubblicato da Mondadori nella collana 'I Grandi'. "Un mese fa è iniziato un nuovo capitolo della mia vita con l'uscita del mio libro: è stata la mia rinascita – scrive in post su 'Instagram' – In 'Sei una farfalla' Celeste affronta temi delicati e importanti, come il bullismo, una ferita che ho conosciuto da bambina.

Ho condiviso la mia esperienza non per pubblicità.come qualcuno ha pensato, ma per tendere la mano a chi ancora soffre e dare forza a chi come me, ha vissuto lo stesso dolore.

Il bullismo è una piaga sociale, lascia una cicatrice emotiva profondissima e ci sono ragazzi che ancora oggi si tolgono la vita per colpa dei bulli". "Grazie a tutti per l'affetto che mi state dimostrando, è un dono che non mi aspettavo, che custodisco con gratitudine", scrive ancora Camilla. Ieri durante a 'L'Ora solare' su Sat 2000 condotta da Paola Saluzzi, Camilla Mancini ha raccontato che alla nascita "c'è stata una complicanza durante il parto e quindi sono nata con una paralisi facciale che ovviamente ha portato poi ad un'asimmetria al viso perché il lato destro è stato lesionato e quindi ha un movimento ridotto rispetto al lato sinistro.Crescendo all'età di 7 anni sono stata vittima di bullismo a scuola, non sono se per cattiveria o estrema sincerità dei bambini.

Per me era un dolore immenso.Cercavo un senso di appartenenza, cercavo la mia identità e penso che fosse uguale a quella di tutti i bambini".

Ora "ha l'età di 27 anni sentirmi dire tu sei diversa, è il più bel complimento che mi possano fare.La diversità arricchisce", ha spiegato Camilla Mancini. Durante la trasmissione è stato mandato un video messaggio di Roberto Mancini nel quale si dice "orgoglioso" della figlia: "Volevo dirti che sono felice di avere una figlia come te, della tua intelligenza, e di come sei cresciuta, di quello che stai diventando.

Stai vivendo questo momento della tua vita con entusiasmo e determinazione, qualità che non ti è mai mancata.Ogni giorno credo sia un'opportunità di scoprire aspetti nuovi di te stessa e sappi che sono qua per sostenerti sempre in ogni passo della tua vita.

Complimenti per il libro che hai scritto, sono orgoglioso di te". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sci, airbag obbligatori per discesa e superG: la decisione della Fis

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(Adnkronos) –
Airbag obbligatori per tutti gli atleti che gareggeranno nelle discipline di velocità dello sci alpino a partire dalla stagione 2024/25.A pochi giorni di distanza dalla morte di Matilde Lorenzi, cha ha riacceso il dibattito su questo dispositivo di sicurezza, arriva la svolta della Federazione internazionale di Sci. In una riunione in videoconferenza, il Consiglio Fis ha approvato l'obbligotorietà degli airbag che finora erano soltanto facoltativi e consigliati: dovranno indossarli atleti e atlete impegnati nelle discipline veloci, superG e discesa.

La National Ski Association può concedere eccezioni nel caso in cui l'airbag non sia adatto all'atleta e ne limiti i movimenti in modo non sicuro. "Per la FIS, la sicurezza degli atleti viene prima di tutto e non è negoziabile", afferma il Segretario generale della FIS Michel Vion. "L'adozione di airbag fa parte di un approccio più ampio che coinvolge tutti i fattori che possono ridurre al minimo il rischio di lesioni gravi: dalla conoscenza delle condizioni meteorologiche e dell'assetto della pista all'equipaggiamento come la biancheria intima antitaglio e gli attacchi intelligenti.Abbracceremo qualsiasi misura che dimostri di aiutare a proteggere la salute e il benessere degli atleti". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

SuperEnalotto, numeri combinazione vincente 8 novembre

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' nell'estrazione del SuperEnalotto di oggi, 8 novembre 2024.Centrato un '5' al quale vanno 125.119,2 euro.

Il jackpot per la prossima estrazione sale a 29.300.000 euro.La vincita con un Punto 5 è stata realizzata a Vercelli, presso il punto vendita 'Caffetteria del Gioco', situato in Corso Randaccio al civico numero 13 con una schedina 2 pannelli. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del SuperEnalotto: 13, 22, 49, 58, 64, 75.Jolly: 20.

SuperStar: 16. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

8 marzo 2020, Juve Stabia – Spezia: Un ricordo dolce amaro per i tifosi gialloblù

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Juve Stabia – Spezia del giorno marzo 2020 fu un pomeriggio particolare dai sentimenti contrastanti.

 

La squadra allenata da Fabio Caserta giocò una belle partite più belle della stagione vincendo 3-1 ma sono altre le situazioni ed i fatti che vanno ricordati.

 

Fu un pomeriggio triste perchè la partita venne giocata a porte chiuse.

 

L’Italia, l’Europa ed il mondo aveva conosciuto una brutta parola ossia quella del Covid-19.Per precauzione la gara del Menti fu disputata senza spettatori ma fu inutile perchè poche ore più tardi si sarebbe entrata nella zona rossa con una storia triste che tutti purtroppo ricordano.

 

La sospensione dei campionati, mesi difficili e poi una lenta ripresa.

 

Anche il calcio ritornava protagonista ma la Juve Stabia rimase ferma a quel pomeriggio.

 

La salvezza che sembrava cosa fatta fu cestinata in poche settimane ed arrivò una retrocessione incredibile, una qualcosa di maledettamente difficile da digerire nonostante siano passati diversi anni.

IL TABELLINO DELLA GARA:

Juve Stabia (4-3-3): Provedel; Fazio, Troest, Allievi, Ricci G.; Caló, Calvano (dal 24’ st Izco), Buchel (dal 15’ st Bifulco); Di Mariano (dal 32’ st Vitiello), Forte, Canotto.

Allenatore: Fabio Caserta.

 

A disposizione: Russo, Polverino, Melara, Rossi, Di Gennaro, Todisco, Cisse, Mastalli.

 

Spezia Calcio (4-3-3): Scuffet; Ferrer, Capradossi, Erlic, Marchizza; Ricci M., Bartolomei, Maggiore (dal 31’ st Galabinov); Ricci F. (dal 34’ st Bidaoui), Gyasi (dal 23’ st Di Gaudio), Nzola.

 

Allenatore: Vincenzo Italiano.A disposizione: Krapikas, Desjardins, Vignali, Ramos, Acampora, Mora, Mastinu, Gudjohnsen, Terzi.

 

Reti: Caló (JS) 24’ pt, Forte (JS) 5’ st, Ricci M. (SP) (rig.) 11’ st, Bifulco (JS) 28’ st.

 

Ammoniti: Fazio (JS) 12’ pt, Erlic (SP) 23’ pt, Ricci F. (SP) 41’ pt, Ricci G. (JS) 43’ pt, Marchizza (SP) 4’ st, Canotto (JS) 33’ st.

 

Arbitro: Gianluca Aureliano di Bologna.

Colpo da 90! Doukoure Amara è il nuovo re del gol della Virtus Stabia

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La Virtus Stabia fa sul serio.La società del patron Santoro non vuole lasciare nulla al caso e continua a sondare il mercato alla ricerca di calciatori che possano dare una mano a mister Coppola per la scalata verso la vetta della classifica del campionato di Eccellenza.

E’ notizia di questa sera che è stato praticamente tesserato il calciatore Doukoure Amara.Il calciatore ha già svolto le visite mediche per la Virtus Stabia con esito positivo ed è stato visto girare per Castellammare con una pochette griffata con i loghi dei biancoazzurri.

Vediamo le caratteristiche del calciatore:

Doukoure Amara è un attaccante ambidestro nato l’8 agosto 1993 attualmente svincolato.

Lo scorso anno ha giocato nell’U.S.D Nuova Spinazzola (eccellenza pugliese) con 9 presenze tutte da titolare e 1 rete all’attivo.L’anno precedente ha giocato con il Foggia Incedit realizzando ben 24 reti e 10 assist.

La punta ivoriana con la Virtus Matino (2019-2020) ha conquistato il titolo di capocannoniere del girone B di Promozione Puglia, andando a segno 17 volte nei 18 match disputati.Nella stagione successiva ha giocato con il Grottaglie, prima dell’exploit nel Città di Gallipoli (promozione pugliese) con altri 20 gol messi a segno.

Le altre società in cui ha giocato sono il Bisceglie, Unione Sportiva Mola (11 presenze e 8 gol), Gallipoli Calcio, Valdiano, Edmondo Brian, Battipagliese e Gelbison.Capace di giocare sia a sinistra che al centro dell’attacco, è un vero jolly per qualsiasi allenatore.

Il suo talento e la sua grinta lo rendono un calciatore interessante.Un arrivo di spessore alla Virtus Stabia quello di Doukoure meritevole di un punto esclamativo non indifferente.

Ucraina, Musk ha partecipato a telefonata tra Trump e Zelensky: il retroscena

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(Adnkronos) –
La telefonata di mercoledì tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky ha riservato due sorprese: in linea c'era anche il ceo di Tesla e X Elon Musk ed il leader ucraino è stato in qualche modo rassicurato dal presidente eletto.Lo ha rivelato Axios, citando due fonti a conoscenza della telefonata.

Secondo il sito, la notizia indica innanzitutto quanto sarà influente Musk nella seconda Amministrazione Trump, ma alimenta anche i dubbi sull'approccio che il presidente eletto avrà riguardo la guerra in Ucraina, che molti ritengono maggiormente incline verso le posizioni di Mosca.  La telefonata è durata circa 25 minuti.Secondo le fonti, dopo che Zelensky si è congratulato con Trump, il presidente eletto ha affermato che sosterrà l'Ucraina, ma non è entrato nei dettagli.

Una delle due fonti ha precisato che Zelensky ha ritenuto positivo il fatto che la chiamata sia avvenuta così presto dopo la vittoria elettorale.Per il presidente ucraino la telefonata è andata bene, mentre Musk – dal canto suo – è intervenuto per annunciare che continuerà a sostenere l'Ucraina tramite i suoi satelliti Starlink.  Intanto secondo quanto rivela l'Economist, "molti funzionari ucraini di alto livello" speravano nella vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali.

Nonostante i timori per possibili tagli agli aiuti militari, una parte dell'establishment ucraino riterrebbe la vittoria dei repubblicani meno drammatica di quello che si potrebbe immaginare, afferma un articolo suggerendo un'interpretazione diversa del voto americano da parte di Kiev. Il motivo è presto detto.In molti nella capitale ucraina, riferisce l'Economist, si erano stancati dei frequenti proclami di forte sostegno da parte di Joe Biden non accompagnati dai fatti.

Il presidente, ad esempio, si è sempre rifiuto di consentire agli ucraini di usare missili a lungo raggio per colpire in profondità la Russia e non è riuscito a evitare forti ritardi nelle forniture militari. "Di fronte alla scelta tra la sopravvivenza o un presidente imprevedibile che avrebbe fatto a pezzi le regole e quasi certamente tagliato gli aiuti, erano pronti a rischiare", sostiene il settimanale.  Altro tema quello del cambiamento climatico.Ad affrontarlo è il New York Times che si chiede se il 'super pro-clima' Elon Musk riuscirà a convincere Donald Trump a ritrattare le sue posizioni su ambiente e riscaldamento globale.

Il quotidiano ha provato ad approfondire l'argomento scavando nelle dichiarazioni passate dell'uomo più ricco del mondo e fondatore di Tesla e SpaceX, tra i più grandi sostenitori e finanziatori della campagna elettorale che ha portato il tycoon alla Casa Bianca.  Da quando ha incassato il sostegno di Musk, Trump ha notevolmente ammorbidito la sua retorica sui veicoli elettrici. “Parlo continuamente di veicoli elettrici, ma non voglio dire che sono contro.Sono assolutamente a favore – aveva dichiarato il tycoon durante la campagna – Li ho guidati e sono incredibili, ma non sono per tutti”.

Musk si è preso il merito per l'apparente dietrofront di Trump, dichiarando agli azionisti di Tesla di saper “essere persuasivo”.Riferendosi a Trump, ha detto: “Molti dei suoi amici ora hanno una Tesla e la adorano tutti.

Ed è un grande fan del Cybertruck.Quindi penso che questi possano essere fattori che contribuiscono”. 
Ora Musk, che ha trascorso la notte delle elezioni nella residenza di Trump a Mar-a-Lago e ha posato per una foto di gruppo con la famiglia del presidente eletto, dovrebbe avere una linea diretta con la Casa Bianca nei prossimi mesi.

Le aziende di Musk, tra cui Tesla e SpaceX, guadagnano già miliardi grazie ai contratti governativi e alle politiche federali, e si prevede che Musk cercherà di ottenere ulteriori vantaggi per le sue imprese.Ma se la sua persuasione possa estendersi ad altri ambiti, come le questioni climatiche, resta da vedere. “È una domanda reale – ha detto Paul Bledsoe, docente del Centro per la politica ambientale dell'American University – Musk difende solo gli interessi di Tesla e SpaceX? È solo un lobbista interessato a se stesso?

Oppure cerca di influenzare Trump affinché riconosca che, come questione economica, l'energia pulita è un'enorme opportunità per gli Stati Uniti di superare la Cina?”. 
Le opinioni di Trump su riscaldamento globale ("una bufala") e politiche energetiche non sono un mistero.Dall'altra parte, in una biografia pubblicata l'anno scorso da Walter Isaacson, Musk viene descritto come uno studente universitario che si è interessato all'energia solare e ai veicoli elettrici perché preoccupato dai pericoli del riscaldamento globale e dalla prospettiva che il mondo finisca i combustibili fossili.

Tesla vende pannelli solari e batterie che possono fornire energia di riserva alle case o aiutare a bilanciare l'energia eolica e solare sulla rete.Attualmente, le batterie di accumulo rappresentano circa il 10% del fatturato di Tesla. 
In passato, Musk è stato apertamente in disaccordo con Trump sulle questioni climatiche.

Nel 2017, quando il tycoon annunciò che gli Stati Uniti si sarebbero ritirati dall'accordo di Parigi sul clima, il miliardario si dimise per protesta da due consigli presidenziali.In una conversazione tra i due trasmessa su X ad agosto, Musk si era rivolto a Trump: “Penso che il solare sarà la maggior parte della produzione di energia sulla Terra in futuro”, aggiungendo di sostenere l'energia nucleare, che non produce gas serra e che Trump ha talvolta appoggiato. “La produzione di elettricità nucleare è sottovalutata – aveva spiegato Musk durante la chiacchierata – La gente ha questa paura della generazione di elettricità nucleare, ma in realtà è una delle forme di generazione più sicure”.  Musk aveva comunque ammesso di non avere fretta nel fermare il riscaldamento globale: “Abbiamo ancora un bel po' di tempo, non dobbiamo affrettarci – le sue parole – Se, non so, tra 50 o 100 anni, saremo per lo più sostenibili, penso che probabilmente andrà bene”.

Nella chiacchierata aveva infine suggerito cautela nello stop all'utilizzo di combustibili fossili: “Se dovessimo smettere di usare il petrolio e il gas in questo momento, moriremmo tutti di fame e l'economia crollerebbe.Quindi non credo sia giusto diffamare l'industria del petrolio e del gas”.     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Cogne a Rigopiano, tutte le mete del turismo macabro

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(Adnkronos) – Visitare luoghi macabri o che sono stati teatri di tragedie: è il cosiddetto tanaturismo o, più comunemente, dark tourism.E sono tanti in Italia i luoghi meta di viaggi dell'orrore che negli anni hanno continuato a registrare vere e proprie orde di visitatori.

Paesi come Cogne o Avetrana, città come Perugia e Firenze, località turistiche come l'Isola del Giglio e Rigopiano, sono decine i luoghi che in questi anni hanno dovuto fare i conti con il turismo macabro.E adesso arriva anche il gioco da tavola 'Merendopoli', ispirato ai delitti del 'Mostro di Firenze'. Già a cavallo fra gli anni '80 e '90 la Piazzola degli Scopeti, nel fiorentino, dove il 9 settembre 1985 furono uccisi Jean Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot, attrasse diversi curiosi sulle tracce dell'ultimo duplice omicidio del Mostro di Firenze.

Ma anche altri fatti di cronaca, come il disastro della diga del Vajont, il 9 ottobre 1963, spingono ancora oggi i visitatori a una sosta.Città come Cogne e Novi Ligure, teatro di efferati omicidi, furono letteralmente prese d'assalto dai curiosi.

La prima, dal 2001, per la morte di Samuele Lorenzi e per il quale è stata condannata in via definitiva la madre Anna Maria Franzoni; la seconda un anno dopo per l'uccisione a coltellate, da parte di Erika De Nardo e Mauro 'Omar' Favaro, di Susanna Cassini e Gianluca De Nardo, madre e fratello dell'allora 16enne Erika.  Dalla fine del 2006 invece il dark tourism fa tappa a Erba, in provincia di Como, nella palazzina dove vivevano Olindo Romano e Rosa Bazzi, ritenuti colpevoli dalla giustizia di aver assassinato Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, la nonna Paola Galli e la loro vicina di casa Valeria Cherubini.Tra le mete del tanaturismo anche Perugia, nella villetta a schiera dove venne uccisa la studentessa britannica Meredith Kercher.

La morte di Sarah Scazzi invece porta dal 2010 un afflusso di turismo noir ad Avetrana, in Puglia.Nel 2012, il naufragio della Costa Concordia, e la permanenza del relitto per oltre due anni e mezzo all'imboccatura del porto dell'Isola del Giglio, spinsero addirittura alcuni ad organizzare dei tour guidati all'Argentario, ma anche a Genova, dove la nave poi fu demolita.

Non sfugge alla regola neanche la località di Farindola, dove aveva sede l'hotel Rigopiano distrutto nel 2017 da una valanga.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa, sventato complotto iraniano per uccidere Trump: 3 incriminati

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(Adnkronos) – Il dipartimento di Giustizia ha annunciato oggi, 8 novembre, incriminazioni federali per tre persone coinvolte in uno sventato complotto iraniano per assassinare Donald Trump, prima delle elezioni.Secondo i documenti depositati in tribunale, le autorità iraniane hanno chiesto ad uno degli incriminati, Fareh Shakeri, di organizzare il piano per uccidere Trump.  Si ritiene che l'uomo, che è iraniano-americano e l'Fbi descrive come un "agente" dei Guardiani della Rivoluzione islamica, si sia rifugiato in Iran.

Mentre sono stati arrestati a New York Carlisle Rivera e Jonathon Loadholt, due cittadini americani accusati di aver aiutato il governo iraniano a controllare un altro cittadino di origine iraniana.  
Secondo l'accusa i pasdaran hanno ordinato a Shakeri di uccidere Trump per vendicare la morte di Qassem Soleimani, il capo della Quds Force, ucciso in un raid americano a Baghdad nel gennaio del 2020.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nisticò (Aifa): “Lavoriamo per migliorare accesso a terapie oncologiche”

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(Adnkronos) – "L'Aifa ha avviato iniziative specifiche per migliorare l'accesso alle terapie oncologiche, concentrandosi su diverse aree chiave come la promozione della ricerca clinica, incentivando studi che possano portare a nuove scoperte terapeutiche.Abbiamo dedicato un bando di ricerca indipendente proprio al sequenziamento in oncologia, negli ambiti dell'epatocarcinoma, del carcinoma del polmone, delle piccole cerche e del carcinoma renale.

Sono state presentate 12 domande e siamo in fase di pubblicazione delle gravi terapeutiche.Stiamo ripensando a schemi di accesso precoce che sappiamo essere uno dei termini più dedicati per i clinici, con terapie che molte volte rappresentano l'unica alternativa per l'accesso alle terapie oncologiche".

Lo ha detto il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco, Robert Giovanni Nisticò, nel suo intervendo in occasione della cerimonia di apertura del 26esimo Congresso nazionale dell'Associazione italiana oncologia medica (Aiom) a Roma.  "Stiamo cercando di lavorare per garantire che ogni paziente, indipendentemente dalla propria situazione geografica o socio-economica, come ricordava il ministro della Salute Schillaci, possa accedere alle terapie oncologiche di alta qualità ed è per questo che si è avviato un dialogo più stretto con le Regioni – ha sottolineato Nisticò – Attraverso tavole di confronto e partnership, miriamo a creare un sistema di network che risponda alle specifiche necessità locali, mantenendo elevati standard di qualità.L'accesso alle terapie oncologiche e la riforma di Aifa sono solo alcuni dei passi che stiamo compiendo per affrontare le sfide del nostro tempo".  "La vostra esperienza sul campo, il vostro lavoro e la vostra passione – ha infine concluso rivolgendosi agli oncologi – sono fondamentali per guidarci.

Vi invito a continuare a collaborare e a condividere le proposte, affinché insieme possiamo creare un futuro in cui ogni paziente oncologico possa ricevere le cure di cui ha bisogno e merita". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)