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Maltempo sull’Italia, da domani arriva la tempesta: le previsioni

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(Adnkronos) – Una tempesta in arrivo sull'Italia con vento violentissimo da ovest, pioggia, freddo e neve anche in pianura.A partire da domani, 20 novembre, secondo le previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo del sito iLMeteo.it un mix micidiale si abbatterà sulla penisola.

Il vento che genererà in mare aperto onde giganti fino a 7 metri. Nel dettaglio, il mare diventerà ‘agitato’ dal pomeriggio sul settore ligure con onde fino a 4 metri, poi in serata sarà ‘grosso’ (scala Douglas) sulle coste di Liguria di Levante e Toscana con onde di 5-6 metri.Le onde più alte raggiungeranno l’estrema ed eccezionale altezza di 7 metri davanti alla costa toscana del Mar Ligure (tra la Versilia e Livorno).

Sarà purtroppo una storica mareggiata di Libeccio con potenziali danni sulle coste esposte. Nella giornata di mercoledì altre onde fino a 5 metri, con mare molto agitato, colpiranno anche i litorali laziali e il nord della Sardegna (in primis le Bocche di Bonifacio): i venti ruoteranno in giornata da Libeccio (sud-ovest) verso Maestrale (nord-ovest). Il Maestrale nella notte tra mercoledì e giovedì sarà impetuoso anche su Campania e Calabria tirrenica per poi insistere su gran parte dei bacini meridionali in giornata.Giovedì, contemporaneamente, avremo anche una seconda tempesta di Libeccio con onde fino a 4-5 metri sul Mar Ligure, in discesa serale verso sud.

In pratica la ‘tempesta perfetta’ avrà almeno due fasi di vento impetuoso da sud-ovest, ovest, nord-ovest: il vento sarà pericoloso da martedì pomeriggio fino almeno a sabato mattina e i marosi colpiranno ripetutamente le coste. 
Dopo il vento arriveranno anche le piogge: in particolare, da mercoledì fino a venerdì pioverà sempre sulle stesse zone, quelle tirreniche dalla Toscana al Lazio, alla Campania e fino alla Calabria.Su queste regioni i cumulati di pioggia potrebbero essere significativi, in 3 giorni ben oltre i 100-150 litri per metro quadrato. Ma l’altro aspetto più importante della tempesta sarà la neve: inizialmente cadrà sulle Alpi, anche moderata, oltre i 1000 metri con accumuli più rilevanti in Valle d’Aosta e sui rilievi di confine.

Mercoledì avremo un’imbiancata anche sull’Appennino oltre i 1400-1500 metri, ma il giorno da segnare con la ‘matita blu’ sarà giovedì 21 novembre. 
Giovedì la neve potrebbe cadere fino in pianura, specie in Piemonte; dalla sera non sono poi escluse fioccate coreografiche anche sul Triveneto, sulle pianure più settentrionali di quest’area.Anche a Milano giovedì ci sarà la caccia al fiocco di neve, guardando controluce il lampione; al momento si prevedono accumuli significativi solo in Piemonte e Valle d’Aosta ma dovremo monitorare bene la situazione anche per tutte le arterie stradali collinari o di alta pianura.

Tra l’altro con lo spostamento della massa d’aria artica verso sud-est, avremo locali fenomeni nevosi in pianura venerdì mattina ancora sul Triveneto e soprattutto sull’Appennino centro-settentrionale fino a quote collinari. Insomma per 3 giorni la tempesta perfetta, o meglio ‘imperfetta’ per i potenziali danni, allerte e disagi, imperverserà sul nostro Paese da Nord a Sud: chiudete i boccaporti e serrate gli ormeggi, si vola e si batte i denti! NEL DETTAGLIO 
Martedì 19.Al Nord: cielo a tratti molto nuvoloso o nebbioso in pianura; in serata neve in Valle d’Aosta.

Al Centro: qualche pioggia sull’alta Toscana, molte nubi altrove; arriva la Libecciata.Al Sud: piogge sparse sul settore tirrenico.  
Mercoledì 20.

Al Nord: peggiora velocemente sulle Alpi con neve, via via più soleggiato altrove.Al Centro: burrasca di Libeccio, maltempo sulle tirreniche.

Al Sud: maltempo su Campania e Calabria tirrenica, venti molto forti.  
Giovedì 21.Al Nord: dal pomeriggio/sera neve possibile fino in pianura.

Al Centro: venti molto forti, maltempo sulle tirreniche.Al Sud: maltempo, venti molto forti.  
Tendenza: maltempo e vento specie al Centro-Sud, freddo e neve a bassa quota.

Migliora da sabato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Colin Petersen, morto a 78 anni il batterista dei Bee Gees

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(Adnkronos) – Colin Petersen, il batterista originale dei Bee Gees, è morto all'età di 78 anni, come confermato dai suoi familiari.La star della musica, che si unì ai fratelli Barry, Robin e Maurice Gibb negli anni '60 e suonò in brani di successo tra cui "I Started A Joke", "To Love Somebody" e "I Just Gotta Get A Message To You", è morto lunedì. Ha contribuito a quattro album dei Bee Gees, tra cui diverse canzoni dell'album "Cucumber Castle" del 1970, prima di lasciare il gruppo.

Negli ultimi cinque anni, Petersen ha suonato con lo spettacolo tributo "Best Of The Bee Gees", ha confermato la sua addetta stampa Sue Camilleri.Il direttore di produzione di Best of the Bee Gees Gary Walker ha detto che Petersen aveva suonato in uno spettacolo sabato ed era "felice e il solito sfacciato".  Prima della sua carriera musicale, Petersen era un attore bambino, protagonista del ruolo principale del film australiano del 1956 "Smiley", un personaggio che gli valse il suo soprannome. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, centrodestra battuto due volte “ma la maggioranza resta solida”

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(Adnkronos) –
Doppia sconfitta per il centrodestra in Emilia Romagna e Umbria.La prima Regione resta saldamente nelle mani del centrosinistra, grazie alla vittoria del sindaco di Ravenna Michele De Pascale su Elena Ugolini; la seconda ritorna 'rossa' dopo la parentesi degli ultimi cinque anni targati Donatella Tesei, la candidata della Lega e del centrodestra che non è riuscita a bissare il successo del 2019.  Alle 19.09, quando il quadro emerso dalle proiezioni era ormai chiaro, la premier e leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni non può che riconoscere la vittoria dei candidati dello schieramento rivale: "Desidero rivolgere i miei auguri di buon lavoro ai nuovi presidenti della Regione Umbria, Stefania Proietti, e della Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale.

Al di là delle differenze politiche, auspico una collaborazione costruttiva per affrontare le sfide comuni e lavorare per il benessere e il futuro delle nostre comunità", scrive su X la presidente del Consiglio, che rivolge un "ringraziamento sentito" a Donatella Tesei ed Elena Ugolini "per l'impegno, la dedizione e la passione dimostrati in questa competizione elettorale".  Alle parole di Meloni si aggiungono quelle del segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che sottolineava come la sua forza politica abbia "raddoppiato i consensi in entrambe le Regioni" promettendo "un'opposizione costruttiva".Per il vicepremier e numero uno della Lega Matteo Salvini "gli elettori hanno sempre ragione.

Già da domani – assicurava il ministro delle Infrastrutture – sono a disposizione dei nuovi amministratori per portare avanti tutte le opere pubbliche che servono a cittadini e territori". "Questo voto non avrà ripercussioni sul governo e sulla maggioranza, ma sarà uno stimolo a riprendere con vigore e compattezza la via delle riforme e della modernizzazione del Paese", l'opinione di Maurizio Lupi, soddisfatto del risultato di Noi Moderati, che in Umbria ha "più che quintuplicato i voti rispetto alle politiche, arrivando quasi al tre per cento".  In casa Fdi, a taccuini chiusi si analizza l'esito di un voto sul quale non si nutrivano grandi aspettative: "Quest'estate partivamo molto sotto nei sondaggi, in campagna elettorale c'è stata una grossa rimonta ma non è bastata.Quando si perde, si ascoltano sempre gli elettori" spiegano all'Adnkronos fonti di peso di Via della Scrofa, che in tema di regionali rivendicano il risultato di "11 a 3" da quando il centrodestra ha vinto le elezioni politiche del 2022.

Se, da una parte, sull'Emilia Romagna nessuno riponeva speranze di successo, discorso diverso lo merita l'Umbria, dove la sconfitta brucia di più.Mentre Fi e Lega tengono botta rispetto alle europee, sono i voti di Fratelli d'Italia quelli che mancano all'appello: a giugno il partito di Meloni aveva ottenuto il 32,62% in Umbria al voto di giugno, questa volta non arriva al 20%.

Ma anche se nessuno lo ammette apertamente, a penalizzare il centrodestra secondo diversi meloniani sarebbero stato lo scarso appeal comunicativo di Tesei.Molti, dalle parti di Fdi, dubitavano delle capacità carismatiche della leghista: "Nel caso specifico ovviamente uno fa le giuste riflessioni, ma è facile parlare il giorno dopo: Tesei si è impegnata per cinque anni, ha fatto la campagna elettorale.

Per ora si ringrazia tutti, non buttiamo la croce su nessuno.Poi faremo le dovute riflessioni", spiegano le stesse fonti, secondo le quali "non cambia nulla per la maggioranza, che resta solida ed è serena.

Non si può vincere sempre". A chi le chiede se sia mancato il traino di Fratelli d'Italia, che in Umbria si attesta sotto il 20%, la governatrice sconfitta Donatella Tesei risponde che "tutti i partiti hanno dato il massimo", anche "per far conoscere anche quello che forse non siamo in grado di comunicare bene durante questi cinque anni".Anche il segretario della Lega in Umbria Riccardo Marchetti non cerca "colpevoli": "Tutti nell'alleanza hanno condotto una campagna seria, anche gli alleati di Fratelli d'Italia.

Bisogna invece capire cosa gli elettori, evidentemente, non hanno capito", dobbiamo "prepararci per difendere quelle che sono le tante azioni messe in campo dal governo regionale e nazionale". 
Non fa professione di modestia il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, che con la sua Alternativa Popolare ha sostenuto la corsa di Tesei dopo aver accarezzato il sogno di una sua candidatura in prima persona: "Con me candidato presidente avremmo vinto contro Stefania Proietti, senza ombra di dubbio.Parliamo di un leader contro acqua fresca…", afferma con l'Adnkronos l'imprenditore, senza giri di parole.

Sul risultato di Ap "posso dire con orgoglio che abbiamo portato anche più di quanto fosse prevedibile.Abbiamo fatto la nostra parte e non abbiamo nulla da recriminare, al contrario di quello che fa la sinistra quando perde.

Come centrodestra dobbiamo fare un esame di coscienza e lavorare meglio.Per esempio, penso a Tesei: ha fatto tantissimo, ma forse non ha comunicato i suoi risultati nel modo giusto", osserva Bandecchi. In una nota Forza Italia rivendica il suo "trend positivo": l'ultima tornata elettorale conferma il movimento come "secondo partito della coalizione di centrodestra e la terza forza politica in assoluto", risultato che rende l'obiettivo del 20% alle prossime politiche "assolutamente alla nostra portata" a detta degli azzurri.

Su X fa discutere però il tweet pubblicato dalla deputata di Fi Rita Dalla Chiesa: "Alla prossima alluvione se lo ricorderanno", scrive l'ex conduttrice a proposito dell'esito del voto in Emilia Romagna.Poi la precisazione: "E' una terra che ha vissuto momenti difficilissimi.

Tante persone hanno perso tutto a causa dell'alluvione.Da esponente del centrodestra, speravo che questo dramma potesse essere anche un momento di riflessione, soprattutto per gli emiliani.

Mi fa male pensare che non abbiano compreso che con il centrosinistra si rischia di arrivare a queste situazioni…", affermava la parlamentare, interpellata dopo le polemiche sollevate dal suo post. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musk, ancora liti con il cerchio magico di Trump: nuovo scontro sulle nomine

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(Adnkronos) – Ancora voci sui media americani di tensioni tra il cerchio magico di Donald Trump e Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo che è stato cruciale per la vittoria del tycoon e che secondo alcuni si comporta da co-presidente.Ora è il ben informato Axios a rivelare la lite che sarebbe scoppiata la scorsa settimana tra il fondatore di Tesla e patron di X con Boris Epshteyn, un consigliere di lungo corso di Trump. Secondo la ricostruzione, Musk avrebbe messo in discussione la troppa influenza del 43enne avvocato, nato a Mosca e naturalizzato americano, consigliere di Trump sin dal 2016, nel processo delle nomine dell'amministrazione.

In particolare quella, controversa, di Matt Gaetz alla Giustizia e William McGinley a capo ufficio legale alla Casa Bianca.  A far arrabbiare Epshteyn, che ha coordinato anche il team di difesa del tycoon nei suoi tanti processi, il fatto che Musk mettesse in dubbio le credenziali dei candidati da lui presentati, compresi Todd Blanche e Emil Bove, i penalisti che hanno difeso Trump e che avranno alti incarichi al dipartimento di Giustizia.  Ne è nata una lite animata, descritta come "un'enorme esplosione" dalle fonti di Axios, durante una cena mercoledì scorso a Mar a Lago, con altri ospiti al tavolo, con Musk che ha accusato Epshteyn di passare ai media informazioni sulla transizione di Trump, comprese le nomine.Epshteyn ha risposto che Musk non sapeva di che cosa stesse parlando.  La lite tra i due non arriva di sorpresa, ma è il segnale che il cerchio magico di consiglieri ed intimi di vecchia data siano sempre più innervositi dalla costante ed invadente presenza al fianco di Trump del miliardario, che la stampa americana ha già soprannominato 'first buddy'.

Come hanno rivelato nei giorni scorsi fonti di Nbcnews, Musk mette la bocca su tutto e, soprattutto, promuove e spinge suoi candidati, anche facendo ricorso ad esternazioni sul 'suo' X.  Questo non vuol dire che nell'entourage di Trump non vi siano degli entusiasti di Musk, a partire dalla sua famiglia, i figli Don jr e Eric, e la nipote Kai che lo considera uno "zio acquisito".Anche il vice presidente eletto e JD Vance e il commentatore di estrema destra Tucker Carlson hanno un buon rapporto con lui.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Kim e la ‘Terza Guerra Mondiale’: dalle truppe nordcoreane ai missili Usa

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(Adnkronos) –

Dall'Ucraina alla Russia, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud.Kim Jong-un sale in cattedra e parla di "Terza Guerra Mondiale".

La Corea del Nord si prende un posto in prima fila nello scacchiera internazionale, sostenendo la guerra di Vladimir Putin in Ucraina con l'invio di migliaia di soldati.Intanto, alza la tensione nei rapporti con Seul e invia minacce e accuse a Stati Uniti e Occidente. In questo quadro, il leader del Regno Eremita ordina ai suoi militari di concentrare ogni sforzo sulla "piena preparazione alla guerra".

Assicura che Pyongyang rafforzerà "senza limiti" le sue "forze di autodifesa" e "la capacità nucleare", dopo che Seul e Washington lo hanno accusato di aver inviato più di diecimila soldati per sostenere quella che il Cremlino ha lanciato mille giorni fa in Ucraina come "operazione militare speciale".  "Stati Uniti e altri Paesi in Occidente usano l'Ucraina come forza d'assalto" per combattere la Russia e la "continua assistenza militare all'Ucraina e a Israele" da parte degli Usa "aggrava la situazione della sicurezza a livello internazionale, alimentando i timori di una Terza Guerra Mondiale", afferma Kim secondo dichiarazioni diffuse da Pyongyang dopo le notizie sul via libera di Washington all'uso da parte di Kiev di armamenti a lungo raggio contro obiettivi militari all'interno del territorio russo.  In un discorso a comandanti di battaglioni, di cui ha dato notizia l'agenzia Kcna ma che è stato pronunciato venerdì scorso, Kim non ha citato il dispiegamento di truppe nordcoreane.Per lui Usa e Occidente sfruttano il conflitto in Ucraina per "ampliare l'obiettivo dell'intervento militare a livello globale". "Dal momento che gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali usano l'Ucraina come forza d'assalto nella guerra contro la Russia – sono le parole riportate dalla Kcna, mentre la Corea del Nord va avanti con i suoi test missilistici e punta sui droni kamikaze – dovremmo considerarla una manovra per arricchire la loro esperienza di guerra reale e ampliare l'obiettivo dell'intervento militare nel mondo". "Probabilmente" Kim, dopo la ratifica del patto di mutua difesa con la Russia, "tiene a mente la possibilità di ulteriori dispiegamenti per sostenere la guerra della Russia in Ucraina", osserva Hong Min, analista del Korea Institute for National Unification citato dall'agenzia Afp.

La Corea del Nord, dicono gli osservatori ha bisogno di denaro e tecnologia.A Mosca serve manodopera.  La Corea del Nord, evidenzia la Bbc, può anche avere uno dei più grandi eserciti al mondo, con 1,28 milioni di soldati attivi, ma senza recenti esperienze di combattimento.

Un esercito "indottrinato con cura, ma con scarsa preparazione", sintetizza Mark Cancian del Centre for Strategic and International Studies (Csis).Ma che non va considerato per questo, avverte in dichiarazioni rilanciate dalla rete britannica, 'carne da cannone'.  Secondo i servizi d'intelligence ucraini e sudcoreani, molte delle truppe dispiegate in Russia appartengono a reparti d'élite (Storm Corps).

E – sottolinea Michael Madden, esperto di Corea del Nord dello Stimson Center di Washington citato dalla rete britannica – sono soldati "addestrati a sopportare un alto livello di dolore fisico e tortura psicologica".Così, "quello che manca loro a livello di combattimento lo compensano con quello che possono tollerare fisicamente e mentalmente". Inoltre, osserva Cancian, "i russi sembrano fornire ulteriore addestramento, probabilmente sulle circostanze particolari della guerra in Ucraina".

E queste truppe nordcoreane potrebbero essere tra le "più capaci" a disposizione della Russia, osserva Chun In-bum, generale sudcoreano a riposo.Perché la Russia, dice, "ha inviato truppe al fronte senza un addestramento adeguato" e "rispetto a simili reclute i nordcoreani sono addestrati e motivati". "Non sono testati in combattimento, ma presto non sarà più così", aggiunge dopo le notizie di un primo scontro tra ucraini e nordcoreani nel Kursk. Non mancano comunque esperti convinti che la barriera linguistica e la poca familiarità con i sistemi russi possano complicare ruoli da combattimento per i nordcoreani.

Ma per Pyongyang il coinvolgimento ha il suo vantaggio. "Per la Corea del Nord il dispiegamento è un buon modo per fare denaro", afferma Andrei Lankov, alla guida del Korea Risk Group citato dalla Bbc.Per l'intelligence sudcoreana si parla di 2.000 dollari a soldato al mese, con la maggior parte dell'importo che finirebbe nelle casse di Pyongyang, che – dice l'esperto – potrebbe anche avere accesso alla tecnologia militare russa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bjk Cup Finals, Italia batte Polonia 2-1 e vola in finale

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(Adnkronos) – La coppia azzurra composta da Sara Errani e Jasmine Paolini supera 7-5, 7-5 nel doppio Katarzyna Kawa e Iga Swiatek, e porta l'Italia a battere 2-1 la Polonia e conquistare un posto nella finale alla Billie Jean King Cup per il secondo anno consecutivo.Grande impresa delle azzurre del doppio che hanno annullato tre set point nel primo parziale, vincendo poi sei game consecutivi nel secondo set.

Sara Errani e Jasmine Paolini erano sotto 1-5, ed hanno rimontato per trionfare 7-5 arrivando in finale per la settima volta nella storia di questa competizione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G20, l’Italia aderisce ad Alleanza contro fame e povertà. Meloni: “Noi in prima fila”

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(Adnkronos) – Nella ‘città meravigliosa’, ma anche “sintesi delle contraddizioni del mondo” (copyright Luis Inàcio Lula da Silva), il G20 dà disco verde all’Alleanza contro la fame e la povertà, iniziativa testardamente voluta dal presidente brasiliano, ‘bandiera’ del summit di Rio de Janeiro, per “porre fine a una vergogna dell’umanità”.Del resto il G20, ha ricordato il ‘padrone di casa’, rappresenta l’85% del Pil mondiale, ed è chiamato a rispondere a numeri che mettono i brividi, ovvero 700 milioni di persone in condizioni di povertà estrema, con l’aggravante che per la metà si tratta di bambini costretti a vivere con meno di 2,15 dollari al giorno, così poco da non riuscire nemmeno a garantire acqua potabile e cibo per sfamarsi.  Mentre gli sherpa continuano a lavorare sulla dichiarazione finale e a sciogliere i nodi delle guerra in Ucraina e Medio Oriente, anche l’obiettivo che sembrava a portata di mano – l’intesa contro fame e povertà – in un primo momento appare vacillare, con uno stop del presidente argentino Javier Milei che sembra volersi tenere fuori anche da questa partita.

La ferita si rimargina in tarda mattinata: anche l’Argentina entra nell’alleanza, seppur con alcuni distinguo. Gli altri Grandi del mondo riuniti nella città carioca non mostrano invece alcun tentennamento.Compresa la premier Giorgia Meloni, che “aderisce convintamente” all’Alleanza voluta da Lula, ricordando, nel suo intervento alla prima sessione di lavori del summit, quanto fatto dal G7 a guida italiana, con l’Apulia Food Systems Iniziative promossa al vertice di Borgo Egnazia.  “Sono convinta che la cooperazione tra G7 e G20, anche e soprattutto su questi temi – avrebbe detto la premier, a quanto si apprende -, possa essere decisiva per trovare soluzioni concrete ed efficaci alla complessità delle sfide del nostro tempo.

Sfide sempre più interconnesse, che ci dicono una cosa estremamente importante: i problemi del Sud sono anche i problemi del Nord del mondo, e viceversa”. Contrastare la fame nel mondo e la povertà, avrebbe sottolineato Meloni, “è certamente una delle sfide più ambiziose e complesse che affrontiamo”.Sfide rese ancor più complicate dalle guerre con cui il pianeta è chiamato a fare i conti.

La premier avrebbe fatto riferimento sia all’Ucraina che al Medio Oriente nella prima sessione di lavori del summit, rimarcando come, nella guerra in Ucraina, anche il grano sia stato usato come arma, “come strumento di guerra, colpendo soprattutto le nazioni più deboli”.E ricordando l’impegno di Italia in Medio Oriente per aiutare le popolazioni civili: “l'iniziativa Food for Gaza abbiamo consegnato 47 tonnellate di prodotti di prima necessità”. Ma la presidente del Consiglio, nel suo intervento, sarebbe tornata anche su temi cari a lei e al suo governo.

Come il no agli alimenti sintetici destinati, a suo dire, ad acuire il gap tra Paesi ricchi e poveri.Per contrastare la fame nel mondo, il suo ragionamento, è fondamentale il ruolo della ricerca, “ma voglio essere chiara: non per produrre cibo in laboratorio.

Perché significa andare verso un mondo nel quale chi è ricco potrà mangiare cibo naturale e a chi è povero verrà destinato quello sintetico.E non è il mondo nel quale voglio vivere”. Altro tema battuto con convinzione è quello dell’identità: “se vogliamo raggiungere la sicurezza alimentare, dobbiamo prima di tutto difendere il diritto di ogni popolo e di ogni Nazione di scegliere il modello produttivo e il sistema di alimentazione che reputano più adatto alle proprie caratteristiche”.

Ogni Nazione, il ragionamento della premier, ha le sue peculiarità e le scelte non possono che partire dai territori, dalle realtà locali, dalla propria cultura.  “Anche perché un rapporto più forte tra territorio, popolo e lavoro consente anche di ottenere cibo di maggiore qualità e catene di produzione sostenibili.Identità, come sempre, significa ricchezza”, la sua convinzione.

Poi a margine dei lavori, i bilaterali con l’indiano Narendra Modi, il principe ereditario dell’Emirato di Abu Dhabi Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, il presidente della Banca Mondiale Ajay Bangra e il primo ministro canadese Justin Trudeau, per un primo passaggio di consegne della presidenza del G7, con la raccomandazione di non dimenticare l’impegno per l’Africa.  Quanto all’Alleanza contro fame e povertà stretta oggi a Rio, difficile capire se Meloni abbia avuto un ruolo per far sì che anche l’Argentina di Milei rientrasse nella partita. “La presidente parla con tutti…”, si limitano a rispondere da Palazzo Chigi.Domani, terminato il vertice, la premier lascerà Rio per raggiungere Buenos Aires e iniziare la sua visita ufficiale nel Paese guidato da Milei. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, 1000 giorni di guerra. Kiev: “Con missili è svolta”

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(Adnkronos) –
La guerra tra Ucraina e Russia taglia il traguardo dei 1000 giorni dall'inizio dell'invasione ordinata da Vladimir Putin e entra in una nuova fase.Il capitolo si apre con l'ok con cui gli Stati Uniti autorizzano Kiev a colpire obiettivi in territorio russo con i missili a lungo raggio Atacms che, secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, "parleranno da soli". 
"Potrebbe essere una svolta", dice il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, parlando a New York prima di una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Potrebbe essere una svolta.

Più l'Ucraina riuscirà a colpire, più la guerra sarà breve.- La posizione dell'Ucraina è sempre stata chiara: abbiamo tutto il diritto di colpire obiettivi militari sul territorio russo. È un nostro diritto legittimo, che salverà i nostri civili.Potrebbe avere un impatto molto positivo sul campo di battaglia", prosegue, forse sopravvalutando il reale impatto della novità.

Kiev, in fondo, ha già usato missili Atacms in passato.E la Russia, secondo gli analisti dell'Institute for the study of war (Isw), da tempo ha spostato basi e mezzi fuori dalla portata dai missili. Si può scommettere almeno su una conseguenza della decisione di Joe Biden.

Il presidente uscente, a 2 mesi dall'addio alla Casa Bianca, fa scattare il semaforo verde e lascia un'eredità ancor più impegnativa a Donald Trump.Il neo presidente eletto non si esprime sulla decisione del suo predecessore e lascia parlare membri influenti del suo team, dal figlio Donald jr all'onnipresente Elon Musk.  Da Mosca, non c'è traccia diretta di Vladimir Putin nella pioggia di reazioni delle ultime 24 ore: parlano più o meno tutti, ma non il presidente russo.

La linea dettata dal Cremlino, però, è chiara.A dettarla, a settembre, è stato proprio Putin con dichiarazioni esplicite: "Se verranno lanciati attacchi contro la Russia, la Nato entrerà nella guerra", il senso delle parole. "La risposta di Mosca agli attacchi missilistici dell'Occidente sul territorio russo sarà adeguata e tangibile", dice Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. "L'uso di missili a lungo raggio da parte di Kiev comporterà la diretta partecipazione degli Usa e dei paesi satelliti alle ostilità e cambierà l'essenza del conflitto", aggiunge. Diverse, almeno in parte, le parole di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino e megafono principale di Putin. "E' ovvio che l'amministrazione uscente di Washington intende adottare misure per continuare a gettare benzina sul fuoco e provocare un'ulteriore escalation di tensioni", dice, rincarando la dose all'agenzia Tass: "La decisione degli Stati Uniti di colpire la Russia in profondità, se attuata, non sarà priva di risposta".

Quindi, lo spiraglio o – se vogliamo – l'esca indirizzata a Trump. Il dialogo con il nuovo presidente, in teoria, è possibile. "Non sono in corso reali preparativi per una telefonata tra Putin e Trump, non c'è stata nessuna richiesta da parte americana", dice Peskov, tornando a smentire il colloquio che per il Washington Post sarebbe avvenuto dopo le elezioni Usa del 5 novembre. "Ci sono meccanismi per organizzare un colloquio tra Putin e Trump.Se c'è la volontà politica, possono essere facilmente attivati", aggiunge.  Dagli Stati Uniti, nessuna conferma ufficiale sull'ok a Kiev per l'uso degli Atacms.

La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato non commentano e non si esprimono.In attesa che arrivino le parole di Biden, nessun segnale diretto da Donald Trump.

Il neo presidente eletto ha detto e ripetuto che punta a far finire la guerra in tempi brevi e ritiene possibile un accordo tra Putin e Zelensky. Nelle scorse settimane, il Wall Street Journal ha diffuso anche la bozza embrionale alla base di un eventuale piano: creazione di una zona demilitarizzata lungo il fronte, Ucraina fuori dalla Nato per 20 anni, sostegno militare americano a Kiev per scongiurare nuove aggressioni. 
Ora, la missione diplomatica di Trump rischia di complicarsi decisamente.Mancano 2 mesi al suo insediamento e già nelle prossime ore l'Ucraina potrebbe iniziare a lanciare missili Atacms nel Kursk: le forze armate ucraine hanno invaso la regione russa all'inizio di agosto, ora Mosca prepara 50mila uomini per la controffensiva che sarà sostenuta anche da migliaia di soldati nordcoreani. In attesa che Trump si pronunci, parla chiaro suo figlio Donald jr: "Imbecilli", dice riferendosi a chi ha dato il semaforo verde.

Tra un tweet e l'altro, chiara anche la posizione di Musk.Il magnate, protagonista assoluto nella nuova amministrazione Trump, condivide i posti di chi considera i "liberali" amanti della guerra e prevede l'escalation della guerra: "La Russia risponderà".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, vittoria doppia per il centrosinistra: Pd esulta, ma gli alleati soffrono

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(Adnkronos) – Il centrosinistra agguanta il 2 a 1 alle elezioni regionali, nella tornata d'autunno 2024, e il Pd di Elly Schlein esulta per la doppietta.Un trionfo in Emilia Romagna con Michele De Pascale.

Una vittoria meno larga per Stefania Proietti in Umbria, ma decisiva.Un risultato, quello umbro, incerto fino alla vigilia, con lo 'spauracchio Bandecchi' ad agitare la coalizione progressista poi svanito con il passare delle ore e il consolidarsi dei voti per la candidata sostenuta dal centrosinistra.

Un successo particolarmente importante per Schlein.Interno ed esterno.

Il Pd vola e la vittoria seda malumori emergenti tra i riformisti dem per la gestione della partita ligure.  Resta però aperto il capitolo alleanze.Intanto, il successo non arriva allo stesso modo per tutte le forze del centrosinistra.

Il voto in Emilia e Umbria conferma la tendenza della Liguria, la regione persa di un soffio: il Pd cresce e 'cannibalizza' gli alleati.I dem toccano percentuali bulgare in Emilia con lo sfondamento oltre il 42 per cento.

E anche in Umbria il Pd è primo partito a quota al 30,43% staccando di parecchio Fdi.In entrambe le regioni c'è una crescita consistente dei dem rispetto alle europee.  
Per gli alleati la musica diversa: leggermente al di sotto del risultato delle europee Alleanza Verdi e Sinistra e, come in Liguria, male i 5 Stelle in calo di consensi rispetto al voto di giugno: era l'8,9% in Umbria contro l'attuale 4,74% e al 7,2% in Emilia contro il 3,55%.

Le liste centriste stanno sull'ordine di un paio di punti percentuali.A differenza della Liguria, persa, in Emilia e in Umbria anche Iv (senza simbolo) era in coalizione.

Se ci fossero stati anche in Liguria si starebbe parlando di 3 a 0?Non ci sarà mai la controprova ma l'alleanza ampia vince nelle due regioni in cui si è presentata e Matteo Renzi arriva puntuale come un orologio a sottolinearlo: "Il centrosinistra unito vince.

Il centrosinistra diviso perde.Lo dice la matematica da sempre, lo conferma la politica oggi".  
Per Schlein le vittoria di Emilia e Umbria sono la conferma dello schema 'testardamente unitaria' a cui lavora, con alterne fortune, da mesi. "E' il segno di una vittoria che è la vittoria della coesione di una squadra e di una coalizione, e anche dell'unità e della coesione del Partito democratico.

E' il segno di dove possiamo arrivare quando siamo uniti e compatti attorno a un obiettivo", scandisce la segretaria.  Il racconto della giornata è in due fasi: il festeggiamento a Bologna per la vittoria schiacciante di De Pascale, accompagnato al comitato da Schlein e Stefano Bonaccini, mentre in Umbria il risultato era ancora aperto. "Una bellissima vittoria, una vittoria emozionante quella di Michele De Pascale'', esultava la segretaria del Pd.Una vittoria anche sulle polemiche durissime con il centrodestra sull'alluvione.

Il neo governatore chiama subito in causa Giorgia Meloni chiedendo di aprire una fase nuova: "E' stato un anno e mezzo di scontri.Da questa campagna elettorale deve finire la speculazione politica e deve iniziare una nuova collaborazione istituzionale.

Io spero, già nei prossimi giorni di poter incontrare la presidente del Consiglio e su questo poter segnare un cambio un cambio di passo", dice De Pascale 'offrendosi' di assumere la "responsabilità" di nuovo commissario alla ricostruzione nei territori coinvolti dalle alluvioni.  Poco dopo i festeggiamenti a Bologna, con il consolidarsi della vittoria in Umbria dai dem, arriva l'annuncio che la segretaria andrà a Perugia al comitato di Stefania Proietti.E qui è attesa per il festeggiamento meno scontato e più importante della tornata elettorale d'autunno.

Per il Pd e per lo sforzo unitario perseguito da Schlein.Ma che si vada verso una alleanza strutturale è ancora tutto da vedere.

Una risposta dovrebbe arrivare dalla Costituente dei 5 Stelle sabato e domenica a Roma.A cui Conte fa riferimento nella telefonata con Proietti: "Vittoria strepitosa, promesse last minute centrodestra non hanno ingannato gli umbri.

Nessun dubbio fossi tu la candidata migliore.Stiamo preparando Nova, siamo in dirittura d’arrivo; non riesco a raggiungerti per festeggiare e abbracciarti, la Costituente mi blocca a Roma".

Avs intanto non ha dubbi: "Avanti con alleanza, non dismettere il progetto messo in campo qui in Umbria", dice Elisabetta Piccolotti.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, operaio muore schiacciato da gru

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(Adnkronos) – Un operaio 51enne è rimasto schiacciato dal braccio di una gru mentre stava eseguendo dei lavori nel centro ricerche Smat in corso Unità d'Italia, a Torino, intorno alle 20.30.L'uomo a seguito dell'impatto è morto.

Sul posto oltre ai carabinieri anche il personale Spresal. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia in zona playoff? Fabio Maistro: “La salvezza resta l’obiettivo principale”

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La Juve Stabia, guidata da mister Pagliuca, sta confermando in Serie B le ottime prestazioni che l’hanno portata alla promozione dalla Serie C.Dopo aver dominato il proprio girone, le Vespe sono ora protagoniste anche nel campionato cadetto, occupando una posizione di classifica che le proietta verso i playoff.

L’obiettivo resta la salvezza ma i tifosi si godono questo momento.Tra i principali artefici di questo andamento in campionato c’è sicuramente Fabio Maistro, talentuoso centrocampista classe ’98 arrivato in estate dalla SPAL.

Il calciatore intervistato dai colleghi di Tuttomercatoweb si è lasciato andare ad una lunga chiacchierata che ha svelato tanto sul suo pensiero:

Perchè la Juve Stabia e non un’altra società

La scelta della Juve Stabia è stata dettata da un’attenta valutazione insieme al mio agente (Minieri n.d.a).Le caratteristiche dell’allenatore e il progetto sportivo mi hanno convinto.

L’inserimento nella squadra è stato graduale.Ho dovuto lavorare sodo per adattarmi ai ritmi e ai meccanismi di gioco della squadra, ma ora mi sento parte integrante del gruppo.

Mister Pagliuca e il paragone con altri allenatori

Con mister Pagliuca ho instaurato un rapporto di grande stima e collaborazione.

All’inizio il suo approccio è stato molto intenso: mi ha spinto al massimo per migliorare ogni aspetto del mio gioco.Continua a seguirmi con grande attenzione, correggendo i miei errori e valorizzando i miei punti di forza.

La sua meticolosità e la sua capacità di leggere le partite sono davvero uniche.Mi ha insegnato a prestare attenzione ai dettagli tattici e tecnici, e questo mi ha permesso di crescere molto. È un allenatore esigente, ma allo stesso tempo molto umano e disponibile.

Non ho mai avuto un allenatore così attento alla crescita individuale dei giocatori.

Quale è il vostro obiettivo in campionato?

Siamo molto contenti del nostro inizio di campionato, ma i piedi restano ben piantati per terra.La salvezza è sempre stata il nostro obiettivo primario, e ci stiamo lavorando con umiltà e determinazione.

Partita dopo partita, diamo il massimo per portare a casa più punti possibili.Il resto verrà da sé.

Due gol in dieci partite?

Beh, sapevo di potercela fare.

In questa categoria, mi sento a casa, e dopo un paio d’anni un po’ sfortunati, avevo fame di gol.Non mi pongo limiti, gioco alla giornata, ma di sicuro voglio continuare così.

Il direttore sportivo Matteo Lovisa

Lovisa è stato determinante per il mio arrivo qui. È stato lui a insistere affinché la società mi ingaggiasse.

Apprezzo molto la sua passione e la sua conoscenza del calcio, nonostante la giovane età.Inoltre, è una persona molto umile e disponibile, con cui è facile instaurare un rapporto di fiducia.

Come è stato adattarsi al sintetico?

Il passaggio dall’erba naturale al sintetico comporta un adattamento significativo.

La palla ha un comportamento diverso, rimbalza in modo più imprevedibile e il grip sul terreno cambia completamente.Per chi come me è abituato all’erba, l’impatto è notevole, soprattutto nelle prime partite.

Il sintetico bagnato, poi, accelera ulteriormente il gioco, rendendo tutto ancora più complicato.Gli avversari che non sono abituati a queste condizioni si trovano spesso in difficoltà, soprattutto nelle prime fasi della partita.

Quale squadra sarà promossa in serie A?

Abbiamo già sfidato Pisa, Sassuolo e Spezia.

Sono tutte ottime squadre, ma se dovessi scommettere su una favorita per la promozione diretta, indubbiamente sceglierei lo Spezia.La loro partita contro di noi è stata una dimostrazione di forza fisica e tecnica.

Sono convinto che saranno loro a conquistare la Serie A.

Sei cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina che ne pensi di Ranieri e Sottil?

Ranieri e Sottil si distinguevano già nel settore giovanile per la loro maturità calcistica.La loro capacità di leggere il gioco e prendere decisioni rapide era evidente.

Avevano una tecnica sopraffina e una fisicità che prometteva bene.Inoltre, dimostravano una grande intelligenza tattica, anticipando le mosse degli avversari.

Era chiaro che avessero le potenzialità per arrivare in Serie A.

SPAL, Salernitana, Ascoli e Pescara quale il ricordo più bello?

Ognuna di queste squadre ha lasciato un segno indelebile nel mio percorso.L’Ascoli, però, è stata una parentesi magica.

Una squadra giovane e affamata, con un mister che ci seguiva come un padre.Ricordo ancora la gioia delle vittorie casalinghe e l’emozione dei playoff.

Anche la Salernitana è stata fondamentale: è lì che ho iniziato a farmi notare e sono stato convocato in Under-21.Ma se dovessi scegliere un’esperienza che mi ha formato e divertito allo stesso tempo, indubbiamente sceglierei quell’anno ad Ascoli.

“Cesara Buonamici vittima di stalking”, a giudizio il fratello

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(Adnkronos) – Con l'accusa di stalking il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Firenze, Agnese Di Girolamo, ha rinviato a giudizio l'imprenditore Cesare Buonamici, 60 anni, fondatore dell'azienda agricola che porta il nome di famiglia, presidente di Coldiretti Firenze e Prato, per aver perseguitato la sorella Cesara Buonamici, giornalista di Mediaset e popolare volto del Tg5, e il marito Joshua Kalman.Il processo si aprirà il 2 ottobre 2025. Cesare Buonamici si sarebbe reso responsabile di una catena di dispetti, vessazioni e comportamenti molesti e persecutori nei confronti della sorella e del marito partire dal 2020, a seguito di divergenze per la gestione di una proprietà di famiglia sulle colline di Fiesole, comprendente una villa, un'uliveto e un'azienda agricola.

La giornalista ha sporto assistita dall'avvocata Elisa Baldocci e il pubblico ministero titolare delle indagini ha riconosciuto la gravità del comportamento di Cesare Buonamici, che il gip ha mandato a processo.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, Schlein: “Abbiamo saputo vincere con unità e umiltà”

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(Adnkronos) – “Il vero senso di questa vittoria collettiva" alle elezioni regionali in Umbria e Emilia Romagna "è che abbiamo saputo vincere con unità e umiltà".A dirlo Elly Schlein dal comitato elettorale di Stefania Proietti, la neo presidente umbra, candidata ‘civica’ sostenuta dal campo largo che vede uniti Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e altre quattro liste civiche.

Accanto a Schlein il leader di Si Nicola Fratoianni, il coordinatore dei Verdi Angelo Bonelli, la neogovernatrice Stefania Proietti.  “Uno sforzo corale che sta pagando – ha detto Schlein – Andremo avanti più determinati sulla difesa della sanità pubblica e sulla scuola pubblica, che è la prima sede dove si combattono le diseguaglianze”.La segretaria del Pd nel suo intervento dal comitato elettorale ha ricordato come “anche in mezzo a una campagna aggressiva Stefania Proietti non ha mai ceduto a nessuna provocazione.

Ha parlato con onestà alle persone, di quello che vogliamo fare”, ha concluso.  "Michele de Pascale è il nuovo presidente dell’Emilia-Romagna. È una vittoria emozionante e commovente, con un risultato straordinario del Partito democratico.Buon lavoro, Michele!

E ora verso Perugia per abbracciare Stefania Proietti", scriveva su Instagram Schlein nel pomeriggio postando una foto sorridente con il neo governatore dell'Emilia-Romagna, Michele De Pascale. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Super Smash Bros – Ultimate: icone dei videogiochi si scontrano in un torneo epico

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Super Smash Bros – Ultimate è senza dubbio uno dei titoli più iconici e popolari nell’universo dei videogiochi.Lanciato da Nintendo nel 2018 per la console Switch, il gioco rappresenta un’evoluzione della serie nata nel 1999 su Nintendo 64.

Questa quinta versione della serie ha continuato a stupire i fan, portando il concetto di un crossover tra i personaggi più famosi dei videogame a nuove vette.Vanta un roster che comprende più di 80 personaggi giocabili, inclusi volti celebri di franchise come Super Mario, The Legend of Zelda, Pokémon, Final Fantasy e molti altri.

Super Smash Bros – Ultimate si distingue non solo per la sua impressionante varietà, ma anche per la qualità e l’innovazione continua che offre.Questo titolo non è un semplice gioco di combattimento, bensì rappresenta una celebrazione della cultura videoludica, riunendo eroi e villain di serie che hanno fatto la storia.

Ogni scontro si trasforma in una battaglia epica, non solo per l’elevata qualità delle meccaniche di gioco, ma anche per il contesto emotivo che lega i player ai loro personaggi preferiti.In questo articolo esploreremo in profondità cosa rende Super Smash Bros – Ultimate così speciale, soffermandoci sulle sue caratteristiche principali e sull’impatto che ha avuto sia nella comunità dei giocatori casual che professionisti.

Un roster leggendario: più di 80 personaggi giocabili

Uno degli aspetti più straordinari di Super Smash Bros – Ultimate è la quantità e la varietà di personaggi giocabili che offre.

Il roster conta più di 80 personaggi, provenienti da decine di franchise differenti.Questa selezione include alcune delle figure più rappresentative nella storia dei videogiochi, rendendo ogni partita una vera celebrazione della cultura gaming.

Tra i protagonisti più amati troviamo Mario, Link, Pikachu, Donkey Kong, e Samus, ma ci sono anche icone di altri sviluppatori come Snake da Metal Gear Solid, Cloud da Final Fantasy VII, e persino Joker da Persona 5.Ogni protagonista è stato attentamente ricreato per mantenere intatte le caratteristiche uniche che lo hanno reso celebre nei titoli originali.

Ciò significa che ogni combattente ha il proprio set di mosse, tecniche e abilità che riflettono la sua provenienza.Per esempio, Link utilizza il suo iconico arco e spada della saga The Legend of Zelda, mentre Kirby può assorbire le abilità dei nemici, un tratto che lo rende uno dei personaggi più versatili.

Questa attenzione ai dettagli non solo esalta il valore del titolo dal punto di vista visivo, ma garantisce anche un’esperienza di gaming equilibrata e soddisfacente per i fan.Ogni lottatore si inserisce in un sistema di combattimento che è al tempo stesso accessibile ai neofiti e profondamente tecnico per i giocatori più esperti.

Con l’introduzione di nuove meccaniche come la schivata in aria e il bilanciamento delle mosse speciali, Super Smash Bros – Ultimate ha portato il gameplay a un livello superiore rispetto ai titoli precedenti, mantenendo però intatta la sua anima caotica e divertente.

Modalità di gioco: tra casual e competitivo

Super Smash Bros – Ultimate offre una gamma straordinaria di modalità di gioco, che permettono di adattare l’esperienza al proprio stile di gaming: dal divertimento con gli amici alla competizione ai massimi livelli.La modalità definita classica rimane un pilastro della serie, consentendo di affrontare una serie di sfide progressive con un personaggio a scelta, culminando in una battaglia finale epica contro il famigerato Master Hand.

Questa modalità, sebbene semplice, è perfetta per chi vuole godersi il gioco in solitaria o con un amico.Per chi cerca un’esperienza più avvincente e immersiva, c’è la modalità avventura: Il Mondo della Luce, una novità introdotta in Ultimate che offre una trama profonda in cui i player devono affrontare una serie di sfide per liberare i combattenti intrappolati da una forza malvagia.

Questa modalità rappresenta una delle aggiunte più apprezzate dai fan, in quanto non solo offre una narrativa coinvolgente, ma permette anche di esplorare dinamiche innovative e sfide uniche.D’altro canto, il titolo eccelle anche nella scena competitiva, dove Super Smash Bros – Ultimate è diventato uno dei titoli di eSports più seguiti universalmente.

I tornei di Smash, come l’iconico Super Smash Bros.Ultimate Tournament organizzato da Nintendo e molti eventi della comunità, attirano migliaia di player entusiasti a livello globale.

La precisione dei comandi e la complessità strategica fanno sì che ogni partita competitiva sia un evento unico, con momenti di tensione e spettacolarità.

Il futuro di Super Smash Bros – Ultimate: nuovi DLC ed espansioni

Il supporto post-lancio di Super Smash Bros – Ultimate è stato uno degli elementi che ha mantenuto viva la passione dei giocatori per il titolo.Nintendo ha rilasciato diversi pacchetti DLC, ognuno dei quali ha introdotto nuovi personaggi, scenari e musica.

Ogni nuova espansione non solo arricchisce l’esperienza, ma attira anche nuovi utenti, mantenendo viva la competitività e l’interesse per gli eventi e i tornei online.La capacità di Super Smash Bros – Ultimate di reinventarsi continuamente attraverso nuovi contenuti testimonia la sua longevità e il suo ruolo centrale nell’industria videoludica moderna.

Con l’enorme successo di Super Smash Bros – Ultimate e il continuo supporto da parte di Nintendo, il futuro del franchise sembra più roseo che mai.Gli appassionati attendono con ansia nuovi annunci di DLC e la possibilità di vedere ancora più icone del contesto videoludico unirsi alla battaglia.

Pensieri finali

Super Smash Bros – Ultimate è un’allegra e colorata celebrazione della storia dei videogiochi.

Con il suo roster stellare, scenari suggestivi, modalità di gaming versatili e un supporto continuo post-lancio, rappresenta un’esperienza unica che unisce fan di tutte le età e generazioni.

Martin campione MotoGp, il discorso e la citazione: “Come diceva Berlusconi…” – Video

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(Adnkronos) – Jorge Martin trionfa nel Motomondiale 2024 e festeggia il titolo di campione MotoGp citando…Silvio Berlusconi.

Il pilota spagnolo della Pramac ha conquistato il titolo con il terzo posto sul tracciato di Barcellona, respingendo l'ultimo disperato assalto di Pecco Bagnaia.Il pilota piemontese della Ducati, campione del mondo nel 2022 e nel 2023, ha vinto l'ultima gara dell'anno ma non è riuscito a completare la rimonta iridata.   Martin, al settimo cielo per il risultato raggiungo, ai box ha festeggiato e brindato con il suo team.

I video delle celebrazioni hanno invaso i profili social e sono rimbalzati online.Tra le varie clip, ce n'è uno quantomeno curiosa.

Il pilota iberico, dopo qualche brindisi che ha lasciato tracce, arringa il suo team con un discorso.E la citazione che il 26enne di Madrid regala alla platea è sorprendente: "Come diceva Berlusconi…

Più forte della sfortuna, più forti dell'invidia…Abbiamo vinto!", dice rifacendosi a una frase del fondatore di Forza Italia. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente Alice Toniolli, padre presenta querela: tre indagati

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(Adnkronos) – Il padre di Alice Toniolli, la ciclista dilettante trentina che il 14 agosto scorso è rimasta gravemente ferita dopo aver sbattuto contro un muretto durante una gara ciclistica che si correva a Vittorio Veneto in provincia di Treviso, ha presentato una denuncia per lesioni gravissime.Sono tre gli indagati da parte della Procura di Treviso: Giacomo Salvador, presidente dell'associazione ciclistica che ha organizzato la gara, il direttore di gara Giulio De Nardi e il suo vice, Daniele Borsoi.  Il padre ha presentato la querela, firmata anche dalla figlia, poco prima che scadessero i termini che altrimenti sarebbe stato archiviato.

L'atleta 19enne ha subito gravi lesioni che potrebbero risultare permanenti e impedirle di riprendere l'attività. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Oman, ambasciatore Alsaid: “Rapporto con Italia solido, Roma-Muscat mai così vicine”

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(Adnkronos) – Quest’anno l’ambasciata dell’Oman in Italia compie 50 anni, mentre i due Paesi intrattengono relazioni diplomatiche dal 1972.In occasione della festa nazionale del Paese, l’Adnkronos ha incontrato l’ambasciatore Nazar Al Julanda Majid Alsaid, che da Roma rappresenta il Sultanato anche in Albania, Bosnia-Erzegovina, Grecia, Malta, Romania e S.Marino, a testimonianza della centralità del rapporto tra Roma e Muscat. “Che saranno ancora più vicine a partire dal 20 dicembre: è la data in cui la Oman Air attiverà il volo diretto tra le due capitali.

Un’occasione per gli italiani di visitare il nostro Paese in modo più semplice e immediato”, esordisce l'ambasciatore.  Le relazioni tra Italia e Oman sono solide e fruttuose, partono dalla cooperazione diplomatica e politica, e includono partenariati commerciali e di investimento.Molto importante la componente di scambio scientifico e culturale, spiega Alsaid, che ad aprile ha partecipato all’inaugurazione del padiglione omanita alla Biennale d’arte a Venezia. “Sono orgoglioso di dirle che saremo a Venezia anche l’anno prossimo, per la Biennale di architettura". L’Oman è impegnato nel piano “Vision 2040”, una strategia nazionale che mira a diversificare l'economia, promuovendo settori come turismo, tecnologia e istruzione. "Puntiamo a uno sviluppo sostenibile, potenziando infrastrutture, investimenti esteri e capitale umano, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità energetica nel 2050, anche grazie alla produzione di idrogeno verde.

Inoltre, il piano si concentra sulla creazione di opportunità per le donne e i giovani e sulla modernizzazione delle politiche pubbliche per garantire competitività globale”, dice l'ambasciatore.Che tra le urgenze da affrontare, ne individua una fra tutte: “La risoluzione pacifica del conflitto in Medio Oriente, a tutela del popolo palestinese.

Una guerra ingiusta che crea tensione in tutta la regione”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, Meloni riconosce sconfitta: “Buon lavoro a Proietti e De Pascale”

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(Adnkronos) – "Desidero rivolgere i miei auguri di buon lavoro ai nuovi presidenti della Regione Umbria, Stefania Proietti, e della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale.Al di là delle differenze politiche, auspico una collaborazione costruttiva per affrontare le sfide comuni e lavorare per il benessere e il futuro delle nostre comunità".

Così scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando l'esito del voto in Umbria ed Emilia-Romagna. "Un ringraziamento sentito va a Donatella Tesei ed Elena Ugolini per l'impegno, la dedizione e la passione dimostrati in questa competizione elettorale", conclude la leader di Fdi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dentista in Albania o Turchia? “Occhio a offerte super, si rischia calvario”

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(Adnkronos) –
Basta andare online, su un motore di ricerca qualunque per cercare un dentista low cost, e fra le 'query' più frequenti sul fronte odontoiatrico c'è "Rifarsi i denti in Turchia, recensioni", o la stessa formula con destinazione diversa. "Il turismo dentale più storico è verso l'Albania, la Turchia, ma altre mete sono anche Moldavia, Serbia, Croazia", elenca all'Adnkronos Salute Daniele Puzzilli, odontoiatra libero professionista e responsabile del reparto di odontoiatria del Coni, che sui social da tempo si batte per sensibilizzare i ragazzi sui rischi di questi viaggi verso un Eldorado che il più delle volte non esiste. In Albania è andato anche Simone, 36enne di Barletta, di cui i familiari hanno raccontato la via crucis, cominciata con un intervento molto radicale di asportazione di 20 denti in una sola seduta e inserimento degli impianti su entrambe le arcate, disavventura culminata in una serie di complicanze che gli hanno fatto rischiare la vita e non ancora finita (il ragazzo è, dopo 8 mesi, in ospedale in Italia).  Gli annunci di questi studi oltreconfine 'parlano italiano', promettono risparmi fino al 50-75%.Proposte allettanti che viaggiano sui social, spesso sulle 'gambe' di "influencer che non potrebbero fare pubblicità a una terapia medica come fosse uno shampoo o una marca di abbigliamento", osserva il camice bianco. Queste offerte "attraggono" clienti "puntando sulla velocità di soluzione, il costo basso, l'autista che ti viene a prendere all'aeroporto, l'albergo.

Ma io non finirò mai di ripeterlo: il risparmio e la velocità del trattamento non sono sinonimo di qualità.Soprattutto per quello che riguarda la bocca, vengono fatti dei danni importanti all'estero".

I pazienti che si rivolgono a queste strutture attratti dalle promesse di cure lampo e low cost "vengono in realtà trattati con una bassissima qualità, una bassissima esperienza dal punto di vista professionale.E soprattutto in modo molto radicale.

Se mi è capitato di vedere risultati di questo tipo" su persone reduci dal turismo dentale? "Ne vedo almeno 2 a settimana – riferisce Puzzilli – Alcuni sono disperati, perché sono tornati in Turchia o in Albania e non hanno trovano più il dentista di riferimento, trovano il nome della clinica cambiato e le garanzie che sono state date non vengono rispettate.I materiali sono talmente tanto economici che spesso non sono riparabili".   Un caso clinico come quello di Simone, chiarisce l'esperto, "in Italia, verrebbe approcciato con i tempi biologici necessari, quindi in 6-8 mesi, non pochi giorni.

Togliere 20 denti a un ragazzo di 36-37 anni è una follia, a meno a che non ci si trovi di fronte a una patologia molto grave e non sembra questo il caso.Noi italiani spesso ci lamentiamo della nostra sanità, ma siamo un'eccellenza a livello mondiale.

In campo odontoiatrico siamo i primi al mondo da 40 anni.Abbiamo fatto storia in qualunque branca odontoiatrica". Le mete di questo turismo dentale "spesso vengono chiamate cliniche, ma sono solo degli studi su strada, con 2 poltrone e niente più – aggiunge – Intervengono in modo radicale e fanno pensare al paziente che si è tolto il problema.

In realtà il problema se l'è creato.I denti vanno curati, non trattati in modo demolitivo", dice Puzzilli.  "Un altro lavoro che, con questo tipo di turismo dentale, sta molto andando di moda sono le riabilitazioni totali con delle corone in zirconio – racconta Puzzilli – lavori che praticamente prevedono la limatura di tutti i denti in una giornata.

Il paziente poi resta lì e dopo 4 giorni gli vengono applicate tutte queste corone, senza criteri estetici, di funzionalità e di qualità.Vengono incollate anche a ragazzi di 18-19 anni.

Ne sto vedendo a volontà di questi casi", segnala.  "Di frequente i pazienti vengono poi da me per problemi gengivali, o perché si spaccano questi lavori protesici.E io non posso mettere mano sulla parte protesica: sono materiali che vengono fatti da un fresatore in modo molto economico, purtroppo non riparabili.

Quindi i pazienti devono tirare via tutto, e rifare.Finora non ho visto un lavoro con una bocca sana.

Ed è una situazione veramente seria.Proprio per questo sto facendo tanto rumore sui social, per cercare di sensibilizzare.

Spesso i ragazzi si fanno affascinare da questi influencer, che magari hanno acquisito un po' di notorietà con qualche reality show, e raccontano di esperienze meravigliose, di essersi rifatti i denti in Turchia o altrove, strappano like e visualizzazioni.Ma il rischio – avverte – è di rimediare solo danni". Cosa si può fare per cercare di frenare questo fenomeno? "Credo che alla base di tutto ci sia l'informazione – ragiona l'esperto – L'informazione mette il paziente nelle condizioni di fare domande, a se stesso e ai medici.

Quando si vanno a fare certe terapie occorre non andare alla cieca.Ma quando ci si rivolge all'estero è tutto molto complicato perché molto spesso, mi raccontano i pazienti, non gli viene spiegata passo passo la tipologia di tecnica o la quantità di anestetici che verrà usata.

Il consenso informato già è un punto di partenza, vuol dire che il medico spiega nel dettaglio quello che verrà fatto alla bocca del paziente: il tipo di limatura, il tipo di tecnica, il tipo di materiale, il tipo di estetica, il tipo di colore.Però purtroppo in Albania, per esempio, e in altri Paesi" gettonati come mete del turismo dentale, "non esiste lo stesso tipo di regolamentazioni che c'è in Ue.

Ed è anche più complicato agire legalmente verso il medico che fa un danno.Tu, paziente, non sei tutelato". C'è chi, continua Puzzili, "ha chiesto invano informazioni sulla tipologia dell'impianto, senza ottenerle.

In Italia per legge quando un paziente fa un impianto dentale io devo dare il passaporto implantare, che indica la marca e la misura dell'impianto in titanio che è stato messo nella bocca del paziente". In queste strutture estere "spesso viene negato e anche lì diventa un disagio, perché il dentista da cui si va in Italia in caso di danni deve rimettere le mani su degli impianti che stanno nell'osso, ma non si sa di che tipo sono.E' fondamentale non farsi incantare dalla velocità della soluzione e da prezzi che sono 2 o 3 volte più bassi.

Spesso queste campagne pubblicitarie allettanti sono incentrate tutte sul fatto che i dentisti italiani vogliono guadagnare.In realtà il costo basso non ti dà la stessa qualità del lavoro fatto in Italia, si spiega semplicemente perché lì c'è una manodopera di qualità bassissima e altrettanto lo sono i prodotti tecnici.

Il costo quindi è adeguato a quello che ti danno.Occorre continuare a informare.

Io faccio vedere i video di pazienti che tramite i social denunciano in lacrime i danni che gli sono stati fatti.Si trovano con i denti rovinati per tutta la vita, avendo speso un niente – chiosa l'odontoiatra – ma pagando un prezzo biologico enorme".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecchettin, la sorella Elena a Valditara: “Giulia uccisa da ragazzo bianco, italiano e per bene”

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(Adnkronos) – "Dico solo che forse, se invece di fare propaganda alla presentazione della fondazione che porta il nome di una ragazza uccisa da un ragazzo bianco, italiano e 'per bene', si ascoltasse non continuerebbero a morire centinaia di donne nel nostro Paese ogni anno".Lo scrive su Instagram Elena Cecchettin, sorella di Giulia.  Parole pronunciate nel giorno della presentazione della fondazione che porta il nome della studentessa ventiduenne di Vigonovo (Venezia) uccisa a coltellate dall'ex fidanzato Filippo Turetta e che suonano come una risposta a distanza alle affermazioni del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che oggi in un videomessaggio inviato all'inaugurazione della Fondazione ha fatto riferimento all'aumento di violenze sessuali legate all'immigrazione.  "Mio padre ha raccolto i pezzi di due anni di dolore e ha messo insieme una cosa enorme.

Per aiutare le famiglie, le donne a prevenire la violenza di genere e ad aiutare chi è già in situazioni di abuso.Oltre al depliant proposto (che già qua non commentiamo) cos'ha fatto in quest'anno il governo?

Perché devono essere sempre le famiglie delle vittime a raccogliere le forze e a creare qualcosa di buono per il futuro?" sono le domande che si pone Elena.  "Un anno fa ho ricevuto la conferma che Giulia non sarebbe tornata a casa.E' stato un anno difficile, di dolore, di ricordi, di lacrime.

Ma soprattutto di lotta.Lotta per lei, che non c'è più", scrive Elena Cecchettin. "Oggi questa lotta prende anche la forma di un impegno.

Un impegno sociale per poter iniziare un processo di cambiamento.E per tentare di impedire che nessun'altra debba ricevere quella chiamata.

Che le nostre sorelle rimangano vive", spiega la giovane che ricorda la telefonata con cui le è stata comunicata la morte di Giulia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)