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Dentista in Albania o Turchia? “Occhio a offerte super, si rischia calvario”

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(Adnkronos) –
Basta andare online, su un motore di ricerca qualunque per cercare un dentista low cost, e fra le 'query' più frequenti sul fronte odontoiatrico c'è "Rifarsi i denti in Turchia, recensioni", o la stessa formula con destinazione diversa. "Il turismo dentale più storico è verso l'Albania, la Turchia, ma altre mete sono anche Moldavia, Serbia, Croazia", elenca all'Adnkronos Salute Daniele Puzzilli, odontoiatra libero professionista e responsabile del reparto di odontoiatria del Coni, che sui social da tempo si batte per sensibilizzare i ragazzi sui rischi di questi viaggi verso un Eldorado che il più delle volte non esiste. In Albania è andato anche Simone, 36enne di Barletta, di cui i familiari hanno raccontato la via crucis, cominciata con un intervento molto radicale di asportazione di 20 denti in una sola seduta e inserimento degli impianti su entrambe le arcate, disavventura culminata in una serie di complicanze che gli hanno fatto rischiare la vita e non ancora finita (il ragazzo è, dopo 8 mesi, in ospedale in Italia).  Gli annunci di questi studi oltreconfine 'parlano italiano', promettono risparmi fino al 50-75%.Proposte allettanti che viaggiano sui social, spesso sulle 'gambe' di "influencer che non potrebbero fare pubblicità a una terapia medica come fosse uno shampoo o una marca di abbigliamento", osserva il camice bianco. Queste offerte "attraggono" clienti "puntando sulla velocità di soluzione, il costo basso, l'autista che ti viene a prendere all'aeroporto, l'albergo.

Ma io non finirò mai di ripeterlo: il risparmio e la velocità del trattamento non sono sinonimo di qualità.Soprattutto per quello che riguarda la bocca, vengono fatti dei danni importanti all'estero".

I pazienti che si rivolgono a queste strutture attratti dalle promesse di cure lampo e low cost "vengono in realtà trattati con una bassissima qualità, una bassissima esperienza dal punto di vista professionale.E soprattutto in modo molto radicale.

Se mi è capitato di vedere risultati di questo tipo" su persone reduci dal turismo dentale? "Ne vedo almeno 2 a settimana – riferisce Puzzilli – Alcuni sono disperati, perché sono tornati in Turchia o in Albania e non hanno trovano più il dentista di riferimento, trovano il nome della clinica cambiato e le garanzie che sono state date non vengono rispettate.I materiali sono talmente tanto economici che spesso non sono riparabili".   Un caso clinico come quello di Simone, chiarisce l'esperto, "in Italia, verrebbe approcciato con i tempi biologici necessari, quindi in 6-8 mesi, non pochi giorni.

Togliere 20 denti a un ragazzo di 36-37 anni è una follia, a meno a che non ci si trovi di fronte a una patologia molto grave e non sembra questo il caso.Noi italiani spesso ci lamentiamo della nostra sanità, ma siamo un'eccellenza a livello mondiale.

In campo odontoiatrico siamo i primi al mondo da 40 anni.Abbiamo fatto storia in qualunque branca odontoiatrica". Le mete di questo turismo dentale "spesso vengono chiamate cliniche, ma sono solo degli studi su strada, con 2 poltrone e niente più – aggiunge – Intervengono in modo radicale e fanno pensare al paziente che si è tolto il problema.

In realtà il problema se l'è creato.I denti vanno curati, non trattati in modo demolitivo", dice Puzzilli.  "Un altro lavoro che, con questo tipo di turismo dentale, sta molto andando di moda sono le riabilitazioni totali con delle corone in zirconio – racconta Puzzilli – lavori che praticamente prevedono la limatura di tutti i denti in una giornata.

Il paziente poi resta lì e dopo 4 giorni gli vengono applicate tutte queste corone, senza criteri estetici, di funzionalità e di qualità.Vengono incollate anche a ragazzi di 18-19 anni.

Ne sto vedendo a volontà di questi casi", segnala.  "Di frequente i pazienti vengono poi da me per problemi gengivali, o perché si spaccano questi lavori protesici.E io non posso mettere mano sulla parte protesica: sono materiali che vengono fatti da un fresatore in modo molto economico, purtroppo non riparabili.

Quindi i pazienti devono tirare via tutto, e rifare.Finora non ho visto un lavoro con una bocca sana.

Ed è una situazione veramente seria.Proprio per questo sto facendo tanto rumore sui social, per cercare di sensibilizzare.

Spesso i ragazzi si fanno affascinare da questi influencer, che magari hanno acquisito un po' di notorietà con qualche reality show, e raccontano di esperienze meravigliose, di essersi rifatti i denti in Turchia o altrove, strappano like e visualizzazioni.Ma il rischio – avverte – è di rimediare solo danni". Cosa si può fare per cercare di frenare questo fenomeno? "Credo che alla base di tutto ci sia l'informazione – ragiona l'esperto – L'informazione mette il paziente nelle condizioni di fare domande, a se stesso e ai medici.

Quando si vanno a fare certe terapie occorre non andare alla cieca.Ma quando ci si rivolge all'estero è tutto molto complicato perché molto spesso, mi raccontano i pazienti, non gli viene spiegata passo passo la tipologia di tecnica o la quantità di anestetici che verrà usata.

Il consenso informato già è un punto di partenza, vuol dire che il medico spiega nel dettaglio quello che verrà fatto alla bocca del paziente: il tipo di limatura, il tipo di tecnica, il tipo di materiale, il tipo di estetica, il tipo di colore.Però purtroppo in Albania, per esempio, e in altri Paesi" gettonati come mete del turismo dentale, "non esiste lo stesso tipo di regolamentazioni che c'è in Ue.

Ed è anche più complicato agire legalmente verso il medico che fa un danno.Tu, paziente, non sei tutelato". C'è chi, continua Puzzili, "ha chiesto invano informazioni sulla tipologia dell'impianto, senza ottenerle.

In Italia per legge quando un paziente fa un impianto dentale io devo dare il passaporto implantare, che indica la marca e la misura dell'impianto in titanio che è stato messo nella bocca del paziente". In queste strutture estere "spesso viene negato e anche lì diventa un disagio, perché il dentista da cui si va in Italia in caso di danni deve rimettere le mani su degli impianti che stanno nell'osso, ma non si sa di che tipo sono.E' fondamentale non farsi incantare dalla velocità della soluzione e da prezzi che sono 2 o 3 volte più bassi.

Spesso queste campagne pubblicitarie allettanti sono incentrate tutte sul fatto che i dentisti italiani vogliono guadagnare.In realtà il costo basso non ti dà la stessa qualità del lavoro fatto in Italia, si spiega semplicemente perché lì c'è una manodopera di qualità bassissima e altrettanto lo sono i prodotti tecnici.

Il costo quindi è adeguato a quello che ti danno.Occorre continuare a informare.

Io faccio vedere i video di pazienti che tramite i social denunciano in lacrime i danni che gli sono stati fatti.Si trovano con i denti rovinati per tutta la vita, avendo speso un niente – chiosa l'odontoiatra – ma pagando un prezzo biologico enorme".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecchettin, la sorella Elena a Valditara: “Giulia uccisa da ragazzo bianco, italiano e per bene”

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(Adnkronos) – "Dico solo che forse, se invece di fare propaganda alla presentazione della fondazione che porta il nome di una ragazza uccisa da un ragazzo bianco, italiano e 'per bene', si ascoltasse non continuerebbero a morire centinaia di donne nel nostro Paese ogni anno".Lo scrive su Instagram Elena Cecchettin, sorella di Giulia.  Parole pronunciate nel giorno della presentazione della fondazione che porta il nome della studentessa ventiduenne di Vigonovo (Venezia) uccisa a coltellate dall'ex fidanzato Filippo Turetta e che suonano come una risposta a distanza alle affermazioni del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che oggi in un videomessaggio inviato all'inaugurazione della Fondazione ha fatto riferimento all'aumento di violenze sessuali legate all'immigrazione.  "Mio padre ha raccolto i pezzi di due anni di dolore e ha messo insieme una cosa enorme.

Per aiutare le famiglie, le donne a prevenire la violenza di genere e ad aiutare chi è già in situazioni di abuso.Oltre al depliant proposto (che già qua non commentiamo) cos'ha fatto in quest'anno il governo?

Perché devono essere sempre le famiglie delle vittime a raccogliere le forze e a creare qualcosa di buono per il futuro?" sono le domande che si pone Elena.  "Un anno fa ho ricevuto la conferma che Giulia non sarebbe tornata a casa.E' stato un anno difficile, di dolore, di ricordi, di lacrime.

Ma soprattutto di lotta.Lotta per lei, che non c'è più", scrive Elena Cecchettin. "Oggi questa lotta prende anche la forma di un impegno.

Un impegno sociale per poter iniziare un processo di cambiamento.E per tentare di impedire che nessun'altra debba ricevere quella chiamata.

Che le nostre sorelle rimangano vive", spiega la giovane che ricorda la telefonata con cui le è stata comunicata la morte di Giulia.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter, Calhanoglu rassicura: “Infortunio niente di grave, voglio esserci a Verona”

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(Adnkronos) –
Hakan Calhanoglu rassicura l'Inter.Il centrocampista nerazzurro ha subito un infortunio muscolare con la maglia della Turchia, ma ha deciso di rimanere in ritiro con la sua Nazionale, posticipando così il suo rientro a Milano.

Domani infatti, a Podgorica, si giocherà Montenegro-Turchia, ma Calhanoglu non potrà scendere in campo: "Il vecchio infortunio è tornato, ma non ho niente di grave", ha detto in conferenza", non ci sono lesioni muscolari, spero di essere in campo già per la partita contro il Verona". "Ringrazio il presidente dell'Inter,
Marotta
, per la sua comprensione" ha continuato il centrocampista nerazzurro, "dopo la partita contro il Galles hanno contattato direttamente me e il nostro allenatore.Ho deciso di restare qui, ma purtroppo domani non potrò scendere in campo". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morto Charles Dumont, autore di ‘Non, je ne regrette rien’ aveva 95 anni

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(Adnkronos) – Il cantautore e compositore Charles Dumont, autore di "Non, je ne regrette rien" di Edith Piaf, una delle canzoni francesi più famose, è morto a Parigi domenica sera, 17 novembre, all'età di 95 anni dopo una lunga malattia.Il ministro della Cultura francese, Rachida Dati, ha reso omaggio alla memoria di "un mostro sacro della canzone francese". Trombettista di formazione, la carriera di Dumont ebbe una svolta quando convinse Edith Piaf a eseguire una delle sue composizioni.

Nel 1956 divenne famoso per aver composto con Michael Vaucaire "Non, je ne regrette rien", che Piaf interpretò dedicandola alla Legione straniera.La loro collaborazione durò fino alla morte della Piaf nel 1963, e produsse oltre 30 canzoni, tra cui "Mon dieu", "Les Flonflons du bal" e "Les amants".

Dopo aver scritto per Jacques Brel "Je m'en remets à toi" nel 1964, in seguito Dumont ha lavorato anche con Dalida e Tino Rossi e alla fine degli anni '60 è diventato un cantante, pubblicando una serie di album.Ha lavorato anche con Barbra Streisand, che interpretò la sua "Le Mur" nella versione inglese intitolata "I've Been Here".  Dumont lavorò compose brani anche per serie televisive come "Michel Vaillant" nel 1967 e per il cinema, con le colonne sonore per i film "Il mio corpo per un poker" (1968) di Piero Cristofani e Lina Wertmüller e "Monsieur Hulot nel caos del traffico" (1971) di Jacques Tati. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Atacms e Storm Shadow: ecco i missili contro russi e nordcoreani nel Kursk

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(Adnkronos) –
L'Ucraina può utilizzare missili a lungo raggio per colpire la Russia nella guerra in corso ormai da 1000 giorni.Le armi non sono una novità, da tempo sono presenti negli arsenali di Kiev: gli Atacms americani e gli Storm Shadow britannici, battezzati Scalp nella versione francese.

Cambiano i potenziali obiettivi: prima le forze armate ucraine potevano colpire i russi solo nel territorio invaso, adesso il bersaglio diventano uomini, mezzi e basi oltre il confine. I missili Atacms sono già stati trasferiti dagli Stati Uniti all'Ucraina lo scorso anno a condizione che fossero usati solo in territorio ucraino.Ora il limite è stato rimosso e potranno essere impiegati dalle forze di Kiev contro le unità russe e nordcoreane dispiegate nel Kursk. Il presidente Joe Biden ha infatti imposto a Kiev l'uso dei sistemi americani solo contro obiettivi in questa regione della Russia, ha reso noto Axios.

Biden ha comunicato a Kiev la sua decisione circa tre giorni fa, decisione presa per esercitare deterrenza contro Pyongyang, per evitare che il regime nordcoreano invii a combattere al fianco della Russia altre unità militari.   Gli Atacms hanno una gittata di 300 chilometri (non sono quindi missili a lungo raggio come invece spesso vengono definiti, ma possono colpire obiettivi in maggiore profondità in Russia di qualsiasi altro sistema a disposizione degli ucraini) e come missili balistici ricadono sul loro obiettivo con forza moltiplicata rispetto ai razzi ma hanno una velocità ridotta rispetto ai missili da crociera. Possono essere lanciati dai lanciatori mobili Himars, che gli Stati Unti avevano già fornito all'Ucraina nel 2022, e anche dagli M270 di produzione britannica e tedesca.Il Pentagono ne ha in magazzino due versioni: una per testate a grappolo e una per testate singole.  
Sono prodotti dalla Lockheed Martin ma non sono più acquistati dall'esercito americano: l'inventario è limitato e prossimo al punto in cui gli Stati Uniti potrebbero avere problemi con le loro riserve.

Si tratta di un sistema che risale agli anni Ottanta per colpire obiettivi sovietici di valore elevato in profondità.Ne vengono ancora prodotti alcune centinaia di unità l'anno, ma sono venduti all'estero.

Il nuovo sistema Usa, Precision Strike Missile, ha cominciato solo ora a essere dispiegato ma in numeri limitati.Atacms si pronuncia 'attaccali'.  Raggio d'azione meno ampio per gli Storm Shadow (Scalp per i francesi), missili da crociera franco britannici con una gittata massima di 250 chilometri.

Sono stati già forniti a Kiev da Londra e Parigi, ma lo stop al loro impiego in territorio russo potrebbe essere cancellato sulla scia della decisione dell'Amministrazione Usa sugli Atacms. 
Lo Storm Shadow è considerato il sistema ideale per penetrare nei bunker blindati e nei magazzini di munizioni in Russia.Ogni missile costa quasi un milione di dollari, quindi vengono usati usualmente in attacchi ben pianificati, come il raid contro la base della Flotta del mar nero a Sebastopoli.

Rendono, per la marina russa, l'intera Crimea insicura.  Kiev chiede di poterli usare contro le basi militari russe lontane dal confine, in Russia, da cui sono lanciati gli attacchi con bombe plananti o aerei.Con i droni Kiev riesce infatti ad arrivare anche molto in profondità in territorio russo.

Ma possono portare solo un carico di piccole dimensioni e molti vengono intercettari. Per questo l'Ucraina ha bisogno dei missili come gli Storm Shadow, o degli Atacms americani, che hanno una gittata ancora superiore.Mosca aveva spostato in le basi o gli obiettivi importanti ancora più a est, fuori dalla portata di missili come gli Storm Shadow, in vista del sollevamento dei caveat lo scorso settembre.

Ma la decisione improvvisa dell'Amministrazione Biden, e lo spostamento in corso da parte di Mosca delle operazioni nel Kursk per la controffensiva, potrebbe aver colto la Russia in contropiede.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Liquidità internazionale per i tornei di poker, i governi ci pensano

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La questione della liquidità internazionale è molto dibattuta dai governi di molti stati nel mondo, perché segna la linea sottile che passa tra lo sviluppo e il progresso del gioco terrestre e online.Senza l’approvazione della liquidità internazionale, molte poker room potrebbero scomparire nel giro di pochi anni perché resterebbero limitate ai confini nazionali.Come temono gli operatori dell’Ontario, stato in cui proprio in questi giorni si discuteranno le sorti dell’adesione o del blocco alla liquidità internazionale.

Poker online: la liquidità internazionale nei tornei di poker

La regolamentazione attualmente in vigore in Italia permette ai giocatori italiani di partecipare a tornei online di poker solo con altri utenti residenti nel paese.Eppure, sebbene siano molti gli ostacoli burocratici e politici che incontra, da alcuni anni sui tavoli dei governi (non solo italiani) si discute in merito all’apertura ai giocatori internazionali.

Questa apertura, che prende il nome di liquidità internazionale, segnerebbe un cambiamento significativo per il poker online in Italia e nel mondo, permettendo ai giocatori di competere con partecipanti provenienti da altri paesi.In Italia, l’apertura alla liquidità internazionale nei tornei disputati permetterebbe di rivoluzionare del tutto le modalità di gioco del gioco di carte più famoso al mondo, anche se occorre ancora definire cosa potrebbe accadere sui siti poker non AAMS.

Superare la restrizione della residenza, infatti, rappresenta una grande opportunità di internazionalizzazione che né l’Italia né altri stati possono permettersi di non cogliere.E già molti paesi europei come l’Olanda, la Svezia, la Svizzera, il Belgio, la Francia e la Danimarca hanno adottato con successo la liquidità internazionale, senza segnalare alcun genere di problema.Nel caso dell’Italia, questa restrizione ha danneggiato le entrate fiscali legate al poker.

Il volume d’affari di questo settore è potenzialmente enorme, e aumenterebbe con l’implementazione della liquidità internazionale.Si disputerebbero più tornei, che portano più giocatori e maggiori entrate per il governo.Inoltre, il vantaggio sarebbe anche in termini di sicurezza, perché una maggiore partecipazione di giocatori nelle poker room ridurrebbe i tentativi di frodi e garantirebbe un ambiente di gioco più sicuro.Altro punto a favore dell’Italia legato all’apertura del mercato italiano ai giocatori stranieri di poker sarebbe la crescita di appeal per le licenze italiane.

Aziende e operatori di altri paesi, infatti, sarebbero molto più invogliati ad ottenerle, generando un impatto positivo dal punto di vista economico e della sicurezza.Gli ambienti di gioco sarebbero più controllati, i giocatori più tutelati e le entrate fiscali di gran lunga più alte.Ma la liquidità internazionale per i tornei di poker diventa una priorità anche in termini di fruizione del gioco e, dunque, di gestione responsabile di una delle forme di intrattenimento più famose.Favorire il poker online in Italia, che è un gioco di abilità, a scapito di altre tipologie di gioco puramente basate sulla fortuna, è molto importante per ridurre la frequenza di gioco.

A questo si aggiunge il fatto che limitare l’accesso alle piattaforme di poker solamente ai giocatori italiani ha segnato una preferenza dei giocatori nei confronti delle piattaforme estere.In questo contesto, pensare all’apertura alla liquidità internazionale è un modo per ridare vita all’intero settore del poker online italiano.Se si desse agli operatori internazionali la possibilità di partecipare al mercato italiano, crescerebbe la concorrenza e il poker italiano diventerebbe un prodotto più competitivo, pur mantenendo in vigore le restrizioni e i limiti attualmente esistenti.

È così che negli ultimi mesi i governi stanno eseguendo tutte le valutazioni del caso e sembra essere sempre più vicina e più concreta l’ipotesi di inserire la liquidità internazionale nei tornei di poker italiani, sia online che fisici, tra gli argomenti oggetto del riordino del gioco online.Il tema è valido e di notevole rilevanza per il mercato italiano, perché la prospettiva che apre è quella di maggiore competitività, maggiore sicurezza e maggiori entrate nell’erario pubblico.

“Otto mesi di ricovero dopo cure dentali in Albania”, storia di Simone

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(Adnkronos) – In ospedale da otto mesi per essersi sottoposto a cure dentali in Albania.E' la terribile storia del 36enne di Barletta, Simone Del Vecchio, di professione web designer, che si è sentito male in una clinica di Tirana.

A rendere nota la vicenda il Corriere del Mezzogiorno.In una sola seduta gli hanno estratto 20 denti su entrambe le arcate, messo un impianto e protesi.

Il giovane ha subito quattro infarti.   
I fatti risalgono a marzo.Dopo un periodo di degenza in Albania è stato portato in aeroambulanza a Bari, dove è stato ricoverato al Policlinico, restando in rianimazione per quasi due mesi.  A un certo punto, come ha spiegato il fratello gemello Marco nell'intervista al quotidiano, Simone si è svegliato ma nel corso del periodo successivo ha dovuto affrontare altre complicanze, compresa un'infezione.

Ora si trova ricoverato all'ospedale di San Giovanni Rotondo per la riabilitazione ma proprio in queste ore è previsto un nuovo intervento chirurgico, come riporta il quotidiano "questa volta per risolvere una stenosi tracheale che gli toglie il respiro causata probabilmente dalla prolungata intubazione".Non è la prima volta che si verificano situazioni simili, anche se non così eclatanti.

La vicenda ha riproposto il tema del cosiddetto 'turismo dentale' cioè la possibilità di curarsi all'estero a prezzi inferiori e di risolvere tutto in una settimana/dieci giorni, per di più spesso con le spese dell'ospitalità pagate.Ed è un copione che grosso modo ricalca la vicenda di Simone.   "Al di là delle situazioni più eclatanti che salgono agli onori delle cronache si riscontra un atteggiamento di aggressività terapeutica finalizzata prevalentemente a fare profitto e non a cercare la salute dei pazienti" dice all'Adnkronos Fabio De Pascalis, presidente di Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) Bari-Bat. "I tempi di guarigione biologica sono disattesi completamente perché queste prestazioni complesse vengono eseguite in tempi molto accorciati". De Pascalis stigmatizza un atteggiamento da parte di queste strutture che "non guarda alla salute orale del paziente ma ad ottenere il maggiore profitto possibile.

In una settimana/dieci giorni si fa tutto: viaggio, estrazione dei denti, impianti, protesi e riabilitazione.Lavori che richiederebbero mesi – continua – vengono, invece, fatti in brevissimo tempo.

E questo può determinare anche dei problemi che possono manifestarsi non sempre nell'immediato ma, alcune volte, anche a distanza di tempo: un anno, un anno e mezzo.Se, poi, i pazienti non vengono seguiti dal punto di vista dell'igiene e delle visite di controllo possono avere dei problemi.

E' quello che riscontriamo spesso". Senza considerare le difficoltà di ottenere dei risarcimenti, per la insufficiente responsabilità che si assumerebbero le cliniche, come evidenziato anche dal fratello di Simone nell'intervista circa le difficoltà nell'avvio di una azione legale. "Specialmente nei Paesi extracomunitari – sottolinea De Pascalis – si risponde alle norme legislative del posto".Non sono previste, insomma, le stesse protezioni in caso di errore. "Noi siamo obbligati a fare la responsabilità civile professionale proprio a tutela dei cittadini in caso di contenzioso.

Non possiamo iscriverci all'ordine se non abbiamo l'assicurazione.Fare causa in un paese extracomunitario – evidenzia il presidente di Andi Bari-Bat – diventa un problema perché è più difficile accertare una eventuale responsabilità professionale e ottenere i risarcimenti.

La commercializzazione della salute non è mai un aspetto positivo in assoluto".  Ma come se ne esce, considerati anche i costi per le cure dentali in Italia? "Noi come Andi stiamo istituendo un fondo sanitario integrativo per l'assistenza odontoiatrica", spiega De Pascalis. "Il progetto è molto avanti ed è aperto a tutti i cittadini italiani.Con una quota molto contenuta, il paziente può accedere al fondo e usufruire di alcune prestazioni odontoiatriche, avendo un contributo.

E' un fondo – afferma – legato al sistema di prevenzione.E' virtuoso: chi fa più prevenzione ha maggiore accesso alle cure, in maniera tale da sviluppare anche una sensibilità della cittadinanza alla cura della propria bocca e da non avere problemi più seri che fatti dopo possono comportare costi maggiori.

I pazienti sono attratti dai messaggi pubblicitari per cui tutto si risolve in modo veloce, mentre magari qui – aggiunge – deve impiegare mesi per curare i denti o mettere quelli nuovi.E così pensa 'pago meno e ho chiuso il cerchio'.

E' un problema di sensibilizzazione e coscienza perché la cura del cavo orale è una cosa importante.Noi innanzitutto dobbiamo curarli bene.

Anche perché siamo soggetti a una responsabilità professionale e di tipo contrattuale secondo la legge Gelli-Bianco.Come liberi professionisti, che sono la maggior parte, ne rispondiamo per 10 anni", ricorda De Pascalis. "Quindi abbiamo il peso di fare bene le cose.

Poi è chiaro che non siamo immuni da errori anche in Italia.Ma se si sbaglia, si paga.

Per questo giovane, diventerà perfino complesso ricevere un eventuale risarcimento danni".Inoltre secondo De Pascalis "per poter risparmiare dal dentista bisogna fare prevenzione, igiene e controlli e non aspettare di dover intervenire con le cure e gli impianti.

Andare dal dentista dopo 30 anni è un disastro.Il fondo di assistenza integrativa di Andi è legato proprio a questo".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Saviano e le minacce di Bidognetti: “Ancora un rinvio dopo 16 anni, penso di ritirare la querela”

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(Adnkronos) – "Sto pensando di rimettere la querela nei confronti di Bidognetti, mi sembra a volte di stare in una messa in scena’’.Lo ha detto Roberto Saviano in tribunale a Roma per l’udienza del processo di appello per le minacce rivolte in aula durante il processo ‘Spartacus’ a Napoli, nel 2008, allo scrittore e alla giornalista Rosaria Capacchione.

In primo grado, il 24 maggio 2021, i giudici della Quarta sezione penale del Tribunale di Roma, che hanno riconosciuto le minacce aggravate dal metodo mafioso, hanno condannato il boss del clan dei Casalesi Francesco Bidognetti a un anno e sei mesi e l’avvocato Michele Santonastaso a un anno e due mesi. ''Questo processo dura da 16 anni, per quattro volte è stato rinviato in appello perché non si trovava il modo di notificare l’atto a Santonastaso, uno dei due imputati, avvocato di Bidognetti e condannato in primo grado per minacce mafiose.Oggi, poco prima dell’inizio dell’udienza, è arrivato dal nuovo difensore di Santonastaso un certificato medico secondo il quale ha avuto coliche renali, quindi ancora una volta rinviato – ha detto Saviano – I processi antimafia in Italia subiscono lungaggini infinite perché vivono di strategie ben precise, io persevero anche se penso di rimettere la querela perché a questo punto è diventato tutto incredibilmente al servizio della difesa degli imputati’’.  ''L’Italia è e rimane un Paese a vocazione mafiosa, in tutti i suoi comportamenti – ha affermato lo scrittore fuori dall’aula – quando i processi durano così tanto non posso che ribadirlo.

Le organizzazioni criminali hanno vinto, è inutile che facciamo finta con la retorica antimafiosa.Il fatto che alcuni di loro siano in galera non significa che siano stati sconfitti, comandano dal carcere.

Tutto va addosso al crimine ‘straccione’, i disperati non affiliati, mentre la borghesia criminale è floridissima e i capi in carcere col loro silenzio proteggono i capitali che sono fuori.Ricordo che l’economia criminale rimane è la più florida di questo Paese, oltre 100 milioni di guadagni al giorno.

Invece noi continuiamo a parlare dei reati degli immigrati.Ci vediamo al prossimo rinvio’’, ha concluso Saviano.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden: “Israele ha diritto di difendersi, ma come lo fa conta molto”

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(Adnkronos) – "Israele ha il diritto di difendersi dopo il peggior massacro degli ebrei dal tempo dell'Olocausto, ma come si difende conta molto".E' quanto ha detto Joe Biden parlando ai giornalisti prima dell'inizio della prima sessione del G20 di Rio de Janeiro.  "Continueremo a fare pressioni per accelerare un cessate il fuoco che garantisca la sicurezza di Israele e porti a casa gli ostaggi e metta fine alle sofferenze del popolo e dei bambini palestinesi", ha continuato il presidente americano.  "Chiedo a tutti qui di aumentare le pressioni su Hamas, che attualmente sta rifiutando questo accordo", ha concluso, rivolgendosi agli altri leader che partecipano al summit.  
Slitta intanto l'annunciata visita in Libano dell'inviato Usa Amos Hochstein.

A riferirlo via X è Barak Ravid, giornalista di Axios, che cita funzionari Usa dopo le notizie dei media libanesi secondo cui Hochstein era atteso domani a Beirut.Secondo Ravid, Hochstein ha informato il capo del Parlamento di Beirut, lo sciita Nabih Berri, del rinvio della partenza per Beirut fin quando non avrà maggiori chiarimenti sulla posizione libanese riguardo un accordo per un cessate il fuoco con Israele.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alma Manera si difende: “Il mio primo contratto in Rai risale al 2001”

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(Adnkronos) –
Alma Manera non ci sta.E in un'intervista all'Adnkronos si toglie qualche sassolino dalla scarpa dopo le polemiche, le accuse, le allusioni, anche da parte del sindacato dei giornalisti, sul fatto che la sua conduzione del programma di Radio Rai 'La notte di Radiouno' (in onda dall'1.30 alle 3) sia dovuta al suo legame sentimentale con il direttore di RaiNews24, Paolo Petrecca: "Mi viene da sorridere.

Come se fosse uscito fuori che condurrò Sanremo!Io lavoro con la Rai dal 2001, la mia attività fin da bambina è fare musica o parlare di musica.

E il programma di Radio1 nasce prima della mia storia con Paolo.Il resto è puro chiacchiericcio e trovo ingiusto che si strumentalizzi una storia d'amore, perché di questo si tratta". "Non sono Atena nata dalla testa di Zeus, – scandisce – non sono la partenogenesi del mio fidanzato.

E per citare Socrate, tra commettere un'ingiustizia o subirla, sceglierei sempre di subirla".  "A febbraio scorso – racconta – molto tempo prima di iniziare la mia storia con Paolo, ho proposto un’idea di format per il palinsesto notturno.Dopodiché sono passati diversi mesi e alla fine sono stata contattata".

Manera sottolinea anche la sua esperienza e la sua competenza nel settore: "Il mio primo contratto in Rai risale al 2001.Dopodiché ho avuto nel tempo un rapporto continuativo con l'azienda".

Per questo la conduttrice respinge le insinuazioni di favoritismo. "I miei ingaggi dipendono da me, Paolo è una persona che, quando può, valorizza il talento degli altri.Ma, nel mio caso, coincidenza vuole che non c'entri nulla.

E questa cosa io desidero affermarla con forza e dignità".  
Il clamore di questi giorni è nato da un 'flash' di Dagospia: "Perdono chi ha fatto quel flash, ma credo che forse sarebbe meglio che si occupasse di cose concrete non di polemiche surreali".In questo caso, aggiunge, "non parliamo di contratti milionari, stiamo parlando di un lavoro dignitoso.

Questa notte metterò a letto mia figlia, prenderò la mia auto, andrò a Saxa Rubra all'una di notte e tornerò all'alba.Questo è un fatto e non sono certo una privilegiata".  E le polemiche precedenti, quelle sul Festival città identitarie? "Ho partecipato come avevo già fatto altre volte nei festival di Edoardo Sylos Labini, non era una novità per me, che peraltro faccio parte del direttivo di cultura identità dalla sua fondazione.

Non è giusto che diventi io il capro espiatorio di questioni molto più grandi di me.Lo trovo veramente vile, di cattivo gusto e basso profilo". Alma torna poi a rivendicare la sua competenza musicale e il rapporto consolidato con la Rai. "La mia prima attività è la musica – dice – e quindi ho tutta le carte in regola per fare un programma notturno dove la musica è protagonista.

E sono molto felice di collaborare con un grande professionista, Andrea Cacciagrano, e da subito c’è stata sintonia con il regista Federico Scoppio".Tra l’altro non sono l’unica a condurre 'La notte di Radiouno' in quanto le altre notti sono condotte da Emanuela Tittocchia e Pamela D'Amico".

Manera sottolinea anche il suo impegno nel format 'Crossover, la musica a 360 giri', su Isoradio, che conduce e ha ideato. "Sono felice di fare pieno servizio pubblico", afferma. "Se poi vogliono sporcare una persona per bene, lo facciano.Io ne resto fuori", conclude. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, quante tasse avrebbe pagato in Italia? Risponde il commercialista

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(Adnkronos) –
Jannik Sinner con il trionfo agli Atp Finals di Torino ha vinto 4.881.500 dollari, equivalenti a circa 4.500.000 euro.E dagli altri tornei del 2024 ha accumulato circa 12.032.935 dollari (circa 11.000.000 euro), portando il totale annuale a circa 16.914.435 dollari (circa 15.500mila euro).

Il campione ha la sua residenza fiscale nel Principato di Monaco.Ma cosa avviene a livello fiscale per le somme vinte da Sinner con gli Atp Finals di Torino? "In Italia, i premi sportivi sono soggetti a una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta del 20%.

Pertanto, sul montepremi delle Atp Finals di 4.500.000 euro, la ritenuta è di 900.000 euro", spiega ad Adnkronos/Labitalia Matteo De Lise, commercialista e presidente di Aiecc 'Associazione Italiana Esperti della Composizione della Crisi'. Oltre ai premi dei tornei, Sinner ha stipulato contratti con vari sponsor di prestigio, tra cui Nike, Lavazza, Fastweb e Gucci.Secondo Forbes, nel 2024 ha guadagnato circa 20 milioni di euro dalle sponsorizzazioni.

Ma come verrebbero tassate se il campione avesse la residenza in Italia? "I guadagni derivanti da sponsorizzazioni sono considerati redditi da lavoro autonomo e sono soggetti all’Irpef secondo gli scaglioni previsti.Per i redditi oltre i 50.000 euro, l’aliquota massima è del 43%", sottolinea De Lise. Secondo l'esperto, "se Sinner ha già pagato imposte su premi vinti all’estero, potrebbe beneficiare di crediti d’imposta in Italia per evitare la doppia imposizione, in base alle convenzioni internazionali". "La gestione fiscale di un atleta professionista come Sinner – sottolinea De Lise – è complessa e richiede una pianificazione accurata per ottimizzare il carico fiscale e rispettare le normative vigenti.

In sintesi, oltre ai guadagni derivanti dai tornei, Sinner ha ottenuto entrate significative dalle sponsorizzazioni, che sono soggette a tassazione in Italia secondo le aliquote Irpef applicabili", conclude. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, tirzepatide efficace per ridurre peso e prevenire diabete 2: lo studio

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(Adnkronos) – In pazienti adulti con prediabete e obesità o sovrappeso, tirzepatide di Eli Lilly, somministrato settimanalmente per via sottocutanea, riduce significativamente il rischio di progressione a diabete di tipo 2.Inoltre, alla dose di 15 mg il farmaco determina una diminuzione media del peso corporeo fino al 23% rispetto al 2,1% per il placebo alla fine del periodo di trattamento.

Lo dimostrano i risultati a 3 anni di Surmount-1, lo studio più lungo su tirzepatide, pubblicati su 'The New England Journal of Medicine' e presentati di recente in occasione della ObesityWeek 2024.I dati – riporta una nota – evidenziano una riduzione del 94% del rischio di progressione a diabete tipo 2 per tutte le dosi aggregate di tirzepatide (5, 10, 15 mg) rispetto al placebo nei 3 anni dello studio negli adulti con prediabete e obesità o sovrappeso.

In termini assoluti, quasi il 99% delle persone trattate con tirzepatide non ha sviluppato diabete alla settimana 176.La perdita di peso corporeo osservata nelle persone trattate con tirzepatide alla dose di 15 mg è stata mantenuta nei 3 anni di trattamento.  "Mentre registriamo le innovazioni e i successi nel trattamento del diabete tipo 2, dobbiamo considerare le moltissime persone che vivono una condizione di prediabete, una sorta di anticamera, un campanello d'allarme che si associa spesso a sovrappeso e obesità e che deve suggerire prima di tutto importanti cambiamenti nello stile di vita per evitare la progressione verso la malattia – osserva Riccardo Candido, presidente FeSdi, Federazione che riunisce le 2 società scientifiche diabetologiche Amd e Sid, e presidente nazionale Amd – I risultati dello studio Surmount aprono una nuova prospettiva perché, potenzialmente, ci danno la possibilità di agire sul diabete in fase preventiva e non solo in termini di trattamento, intervenendo su un fattore di rischio chiave come l'obesità.

Questi dati rafforzano i potenziali benefici clinici della terapia a lungo termine per le persone che vivono con obesità e prediabete". Tirzepatide – ricorda la nota – è il primo e unico farmaco doppio agonista dei recettori Gip (polipeptide insulinotropico glucosio-dipendente) e Glp-1 (peptide 1 simile al glucagone).Entrambi questi recettori sono ormoni secreti a livello gastrointestinale in risposta ai pasti e sono responsabili dell'effetto incretinico.

In altri endpoint, lo studio ha dimostrato un'associazione tra il trattamento con tirzepatide e miglioramenti per quanto riguarda controllo della glicemia, fattori di rischio cardiometabolico (inclusi insulina a digiuno, pressione arteriosa e lipidi) e qualità di vita legata alla salute, che sono stati mantenuti nelle 176 settimane.Un'analisi di mediazione post hoc ha suggerito che l'effetto di ritardo nell'insorgenza del diabete tipo 2 osservato con tirzepatide era associato per metà alla riduzione di peso indotta dal farmaco, con il restante beneficio potenzialmente attribuito ad altri effetti di tirzepatide. "L'obesità è una malattia cronica che mette a rischio milioni di adulti in tutto il mondo ed è anche il principale fattore di rischio del diabete tipo 2 – afferma Rocco Barazzoni, presidente della Sio (Società italiana di obesità) – Il crescente aumento dell'obesità ha portato a un aumento del diabete: quasi il 95% delle persone con diabete tipo 2 è in sovrappeso o con obesità.

In questa prospettiva, i risultati dello studio a 3 anni Surmount ci forniscono un'importante indicazione perché, mentre confermano l'efficacia di tirzepatide, dall'altra convalidano il nuovo paradigma farmacologico che collega la riduzione dell'obesità e del sovrappeso alla possibilità, oltre che di controllare il diabete, anche di prevenirlo, insieme a tantissime altre importanti complicanze e patologie associate all'obesità".  Il profilo generale di sicurezza e tollerabilità di tirzepatide dopo 193 settimane (176 settimane seguite da 17 settimane di sospensione del trattamento) si è dimostrato consistente con i risultati alla settimana 72 di Surmount-1, precedentemente pubblicati, e altri studi clinici su tirzepatide condotti per la perdita di peso e il suo mantenimento a lungo termine.Al di là del Covid-19, gli eventi avversi riferiti con maggiore frequenza – conclude la nota – sono stati di tipo gastrointestinale e di gravità generalmente da lieve a moderata.

Gli eventi avversi di tipo gastrointestinale più comuni tra i pazienti trattati con tirzepatide sono stati nausea, diarrea e costipazione. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

GDA Impact, 60 mln di euro di investimenti nello spazio tra filantropia e finanza

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(Adnkronos) – “GDA Impact è un programma di investimenti da oltre 60 milioni di euro che arricchisce la gamma di strumenti che già abbiamo a disposizione per sostenere l’economia sociale.Abbiamo infatti una serie di strumenti tra la filantropia e la finanza tradizionale che, in questo spazio, cerca di intervenire con strumenti ibridi come l’impact grant, strumenti e programmi di investimento grant to equity e, con il nuovo veicolo di investimento GDA Impact, anche con strumenti che hanno una fonte nelle risorse patrimoniali mission connected, in questo caso di Fondazione Cariplo”.

Sono le parole di Marco Gerevini, consigliere delegato della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore (FSVGDA), intervenendo in occasione della presentazione di GDA Impact, il programma di investimenti a impatto di oltre 60 milioni di euro con l’obiettivo di sostenere l’offerta di capitali a favore di start- up, imprese e veicoli attivi nell’ambito dell’economia sociale italiana.  GDA Impact nasce su iniziativa di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore (FSVGDA) e Fondazione Cariplo e opererà secondo un modello di tipo “impact first”, per privilegiare e massimizzare la generazione di un impatto positivo.  “Abbiamo quindi un’ampia gamma di strumenti a sostegno dell’economia sociale – prosegue Gerevini – che cercano di andare incontro ai bisogni specifici di questo particolare mercato, che sono principalmente il costo del capitale ridotto e l’orizzonte temporale di lungo periodo, puntando a valorizzare soprattutto la dimensione dell’impatto.Con questo nuovo programma di investimenti speriamo di aiutare l’economia sociale a rafforzarsi, a crescere e ad attrarre nuovi capitali e nuovi investitori in questo spazio”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Terzo settore, presentato GDA Impact: un acceleratore di investimenti e innovazione a impatto

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(Adnkronos) – “Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore è impegnata fin dalla sua nascita, nel 2017, a sviluppare l’ecosistema dell’impact investing anche nel nostro Paese e lo fa con una serie di attività che includono le attività di investimento, di advisory e di capacity building.In questi anni abbiamo investito in oltre 50 iniziative – in ambito welfare, arte e cultura, ambiente e tecnologia – sia direttamente che indirettamente, e abbiamo accompagnato oltre 150 start-up in percorsi di accelerazione e incubazione”.

Così Cristian Chizzoli, presidente della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore (FSVGDA), in occasione della presentazione di GDA Impact, il programma di investimenti a impatto lanciato da Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e Fondazione Cariplo. “Un tratto distintivo della nostra attività è stata proprio l’innovazione e la sperimentazione di nuove forme di sostegno dell’economia sociale – aggiunge Chizzoli – come l'income share agreements, una forma innovativa di sostegno ai di percorsi di formazione ad alta specializzazione che le persone beneficiarie poi possono restituire dopo aver raggiunto posizioni lavorative con una minima retribuzione, e l’impact grants, uno strumento finanziario ibrido tra l’equity e il grant, in cui l’iniziale investimento in capitale si trasforma in grant a fondo perduto laddove venissero raggiunti determinati obiettivi e Kpi.Questa innovazione continua e proprio oggi presentiamo questo nuovo veicolo: GDA Impact”.  GDA Impact – Il nuovo programma di impact investing presentato oggi- consentirà di mettere a disposizione dell’economia sociale italiana oltre 60 milioni di euro, su un orizzonte temporale di 20 anni e con un modello d'intervento innovativo, con l’obiettivo di sostenere l’offerta di capitali a favore di start- up, imprese e veicoli attivi nell’ambito dell’economia sociale italiana.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Esplosione in una fabbrica a Ercolano, due morti

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(Adnkronos) – Esplosione in una fabbrica in provincia di Napoli, ci sarebbero almeno due morti. È accaduto ad Ercolano, in via Patacca, dove è stata segnalata una forte esplosione, proveniente da un edificio.Al momento ci sarebbero almeno due morti accertati.

Sul posto i carabinieri della tenenza di Ercolano e i vigili del fuoco.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’ITC “Luigi Sturzo” saluta l’alunno Simeon Dimitrov Plamenov scomparso prematuramente a soli 18 anni

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Questa mattina la comunità dell’ITS “Luigi Sturzo” si è fermata per un momento di raccoglimento in memoria dell’alunno Simeon Dimitrov Plamenov.Il 18enne iscritto alla V G (turistico) ha perso la vita in un tragico incidente stradale sulla statale sorrentina nella notte tra sabato e domenica scorsa.Il giovane di origini bulgare ma residente a Castellammare di Stabia da tanti anni è morto sul colpo a seguito dell’impatto della sua moto contro un muro, all’altezza del lido Bikini a Vico Equense.Era di ritorno da una festa insieme alla sua fidanzata Alessia Piccirillo che è attualmente ricoverata all’Ospedale del Mare in gravi condizioni ma stabili.

Un impatto drammatico quindi su cui indagano i carabinieri della compagnia di Sorrento.Studenti, professori e tutto il personale scolastico si sono raccolti questa mattina nel piazzale antistante l’edificio scolastico per tributare un saluto a Simeon e per pregare affinchè Alessia riesca a vincere la propria battaglia.Simeon era un ragazzo che come tanti amava la vita, amava lo sport, tant’è che da atleta si era messo in luce nel Circolo Nautico Stabia.
Uno studente modello che si apprestava a partire per una vacanza studio a Dubai prevista proprio domenica.Gli studenti dello Sturzo hanno preparato cartelloni, striscioni e deposto mazzi di fiori sulle scalinate di ingresso all’istituto per ricordare il loro compagno prematuramente scomparso.

Commossi dalle parole della professoressa Laura Cesarano, che ha invitato tutti a vivere intensamente ogni istante, e commossi dall’affetto che Simeon ha ricevuto da tutti perché meritevole, i presenti sulle note della canzone “Lost on You”, brano preferito da Simeon, hanno lasciato volare dei bianchi palloncini sotto una pioggia di applausi.Come bianche colombe verso l’azzurro, i palloncini si sono innalzati, portando con sé l’eco delle parole di tutti e l’affetto che la comunità scolastica provava per Simeon, con un abbraccio virtuale al cielo.La professoressa Anna Piro ha rivolto un accorato appello a tutti i presenti, invitandoli a pregare per la guarigione di Alessia, la cui vita è in grave pericolo.Esprimendo la speranza che la ragazza possa presto riprendersi e tornare a vivere una vita serena, circondata dall’affetto dei suoi cari.Un silenzio surreale ha avvolto il piazzale mentre gli alunni, dai più piccoli ai più grandi, si sono allontanati ordinatamente verso casa.

Un’immagine di civiltà che contrasta con i pregiudizi spesso rivolti ai giovani.Un risultato che premia l’impegno educativo e smentisce chi dipinge i giovani come una generazione senza valori.https://youtu.be/Sg_FVM1OvbA

A ricordare Simeon è anche la Federazione Italiana Canottaggio:

“Appresa la tragica notizia il Presidente Giuseppe Abbagnale, insieme al Consiglio Federale, a nome dell’Italia del Canottaggio, porge le più sentite condoglianze alla famiglia per la scomparsa del caro Simeon”.

Anche il Circolo Nautico Stabia, con cui il 18enne era tesserato ha voluto ricordarlo:

“Mi piace ricordarti così, con la tua tessera di affiliazione alle Federazione Italiana Canottaggio e con l’abbraccio dei tuoi compagni di squadra, verso i quali nutrivi sentimenti di affetto e vicinanza, tutti ricambiati. – scrive Orazio Milano, uno dei tecnici del circolo – Ci hai lasciato lungo quella strada che tante volte hai percorso di corsa…il famoso Grande Giro, e lungo la quale più volte ti ho seguito in auto e invitato a spingere, mi prendevo di tutto, ti obbligavo a lasciare cellulare, casacche, felpe, tute…pur di farti correre più veloce.Sii veloce anche lassù…Un abbraccio forte Simeon giovane ragazzo, mi mancherai…non c’è mai un perché, ma sappi che ti abbiamo voluto e ti vogliamo bene”.

https://youtu.be/SCACUHhCRe0?si=esyfVo37XgV2OAza

Non poteva mancare il messaggio di cordoglio del primo cittadino di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza:

“L’intera comunità di Castellammare di Stabia si unisce al cordoglio della famiglia di Simeon Dimitrov, giovane studente e canottiere del Circolo Nautico Stabia, che ha perso la vita in un tragico incidente stradale.Il nostro pensiero va anche alla giovane ragazza, sua compagna di classe, rimasta gravemente ferita”.

Nadal e l’ultima partita in Davis: “Se potessi continuerei”

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(Adnkronos) – Nella Coppa Davis alle porte, Rafa Nadal giocherà la sua ultima partita.Il campione spagnolo è stato convocato per le finali di Malaga, dove la sua Nazionale affronterà nei quarti di finale l'Olanda domani, martedì 19 novembre, alle 17. "Era da molto tempo che pensavo al ritiro", ha raccontato Nadal in conferenza stampa, "ma ho sempre cercato di darmi un'altra possibilità, fino a quando non ho più potuto.

Ora mi sto godendo questa settimana.So che sarà un grande cambiamento nella mia vita, ma succederà più tardi.

Sono qui con la squadra e questo mi rende felice". 
Sulle emozioni che proverà Nadal si è detto tranquillo: "Non lo so, non posso prevederlo.Se sono in campo spero di rimanere lucido, perché non sono qui per ritirarmi, ma per aiutare la squadra. È la mia ultima settimana, ma è una competizione di squadra, e la cosa più importante è aiutare la squadra, essere concentrati e fare bene.

I rivali e le condizioni sono difficili.Alla fine arriveranno anche le emozioni, ma nel frattempo bisogna concentrarsi su ciò che bisogna fare". Nadal dovrebbe giocare sicuramente il doppio con Alcaraz, ma non il singolare: "Questo bisognerebbe chiederlo al capitano.

Io cerco di lavorare il più duramente possibile, è stato così per l'ultimo mese e mezzo.Non giocando molto spesso è un po 'più difficile mantenere un livello costante.

Abbiamo una grande squadra, tutti questi giocatori hanno avuto una grande stagione sul circuito, quindi è compito del capitano decidere cosa è meglio per la Spagna.A livello fisico mi sento bene, senza alcun nessun problema.

Sono contento di finire la mia vita professionale, giocando in Coppa Davis, dopo tutto la Coppa Davis 2004 è stata una delle mie prime grandi gioie da tennista.Sono felice di dire addio giocando di nuovo con la Spagna, che è qualcosa che ho sempre amato e mi ha dato cose che non mi hanno dato i singoli tornei". Poi ancora sul ritiro: "Non esiste un addio ideale, i finali cinematografici ci sono soltanto nei film americani, mi sono reso conto che non avrei avuto uno di questi.

Non è comunque qualcosa che mi interessa.Il mio addio sarà qualunque cosa sarà, ma sarebbe fantastico per la squadra vincere la Davis.

Sarebbe un bel saluto per me e una grande gioia per tutti.Se dovessi giocare, non so a che livello sono.

Sono passati alcuni mesi dalla mia ultima partita, quindi quello che faccio è cercare di fare del mio meglio ogni giorno per prepararmi il più possibile nel caso in cui dovessi essere in campo.Io da giocatore non posso prevedere come andranno le cose, a volte mi sono sentito davvero bene il giorno prima di una partita e il giorno dopo ho fatto un casino, ma non è questo il caso.

Mi divertirò tantissimo, sia che dovessi essere in campo che in panchina". Nadal, per ora, non pensa al futuro: "Non sono preoccupato per il prossimo passo della mia vita, ho avuto momenti in cui non sono stato in grado di giocare a tennis a causa degli infortuni.Ora ho un approccio diverso: devo accettare la sfida di un grande cambiamento nella mia vita.

Non so se sarà difficile, ma sicuramente sarà diverso.Probabilmente quello che mi mancherà di più sarà la sensazione della competizione, scendere in campo e vedere i tifosi nelle grandi partite.

Alla fine è l'adrenalina che si sente durante, prima e dopo le partite.Avrò altre cose che mi rendono felice e mi daranno altri sentimenti, ma questa adrenalina è difficile da trovare al di fuori dello sport professionistico". "Le cose che ho passato, l'ultimo anno e altre difficoltà che ho avuto, mi hanno fatto sentire come se non potessi essere abbastanza competitivo e godermi quotidianamente il tennis", ha continuato Nadal, "a domanda a me stesso non è se potrei continuare per un altro anno, ma perché dovrei.

Non ho quell'ego. È qualcosa su cui ho riflettuto per molto tempo.Se potessi continuerei a giocare". Infine Nadal non chiude la porta a un esibizione con un amico speciale, Roger Federer: "Quando si è ritirato lui ero lì per giocare ed eravamo partner.

Non ho ancora parlato con Roger, ha un calendario molto serrato.Questa sarà la mia ultima settimana sul circuito, ma non sarà il mio ultimo addio.

Avremo la possibilità di fare qualcosa insieme". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Grande successo a Roma per il Brand Journalism Festival

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(Adnkronos) – Un messaggio positivo, nitido e generativo è emerso dalla prima edizione del Brand Journalism Festival, tenutasi a Roma presso Talent Garden Ostiense, sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.Oltre 200 partecipanti – tra editori, giornalisti, dirigenti aziendali e responsabili della comunicazione – hanno preso parte all’evento promosso da Social Reporters per discutere di etica, trasparenza e sostenibilità nel mondo della comunicazione.

L’evento – si sottolinea in una nota – ha messo al centro una riflessione urgente: costruire un'informazione responsabile, che non si limiti a veicolare messaggi commerciali, ma che risponda a un’esigenza sociale e culturale di verità.Il ruolo del Brand Journalism, con il suo approccio orientato alla trasparenza, è stato ampiamente discusso dai relatori, che hanno sottolineato la necessità di formare un pubblico consapevole e in grado di sviluppare un pensiero critico. I partecipando hanno ribadito la necessità di andare oltre la logica della mera persuasione pubblicitaria e del sensazionalismo giornalistico. È emerso con forza il concetto di reputazione aziendale come valore fondamentale, costruita giorno per giorno attraverso la trasparenza e un’informazione responsabile.

E' poi stata sottolineata nettamente la necessità di una comunicazione che metta al centro le persone, viste non più come attori passivi, bensì come protagonisti attivi e consapevoli del processo comunicativo. "È essenziale innescare un cambiamento radicale, non solo all’interno delle aziende, ma nella società nel suo complesso.Le persone devono diventare più consapevoli delle proprie azioni e del tipo di informazioni che scelgono di consumare. È fondamentale riflettere su come utilizzano i social media e sull’impatto che queste piattaforme hanno sul loro modo di pensare e agire," ha dichiarato Ilario Vallifuoco, CEO di Social Reporters e ideatore del Brand Journalism Festival. “Le aziende non sono semplici strutture gerarchiche; sono comunità vibranti, dove ogni individuo ha l’opportunità di farsi portavoce dei valori aziendali.

L’obiettivo deve essere quello di creare un ambiente in cui tutti possano liberamente esprimere le proprie idee e contribuire a costruire un’organizzazione più trasparente e inclusiva.Questo approccio non solo arricchisce la cultura aziendale, ma migliora anche le relazioni tra aziende, istituzioni e giornalisti, fondando il tutto su un legame di fiducia e trasparenza che si riflette su ogni aspetto della catena del valore dell’informazione.” Intanto BJF è già proiettato al futuro: la prossima edizione del Festival – in calendario nell’autunno del 2025 – rappresenterà un ulteriore passo verso un ecosistema comunicativo più etico e responsabile.

I mesi che intercorreranno tra le due edizioni saranno dedicati alla stesura di un manifesto che delineerà principi e pratiche di comunicazione trasparente, coinvolgendo tutti gli attori del settore.Questo impegno collettivo ha l’obiettivo di trasformare le intuizioni emerse durante BJF24 in azioni concrete, promuovendo una cultura dell’informazione che metta al centro l'integrità e la responsabilità sociale. "Il Brand Journalism Festival rappresenta una nuova e importante opportunità per riflettere sull'evoluzione dei media in Italia, un aspetto cruciale anche per la nostra istituzione, attivamente impegnata nella tutela della salute dell'informazione” afferma Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento Europeo in Italia. “Per garantire una democrazia vivace è del resto essenziale avere cittadini informati.

Per questo motivo, da anni ci dedichiamo a dialogare con i soggetti più innovativi nel panorama dei media e dei social media, per comunicare il più possibile con tutte le fasce d'età, a partire dai giovani". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, exit poll: in Emilia Romagna avanti De Pascale, testa a testa in Umbria

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(Adnkronos) – Urne chiuse alle elezioni regionali in Emilia Romagna e in Umbria.Gli elettori sono stati chiamati al voto ieri dalle 7 alle 23 e oggi dalle 7 alle 15.

Partono ora gli scrutini.L'affluenza per entrambe le regioni era ieri in netto calo rispetto alla precedente tornata elettorale.   Secondo il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per Rai, con una copertura del campione dell'80%, alle elezioni regionali dell'Emilia Romagna, il candidato del campo largo Michele De Pascale è avanti con il 53-57% sulla candidata di centrodestra Elena Ugolini al 39-43 %.  Secondo il primo exit poll del Consorzio Opinio Italia per Rai, alle elezioni regionali dell'Umbria, la presidente uscente del centrodestra Donatella Tesei è al 46,5-50,5% mentre la candidata del campo largo Stefania Proietti è al 46-50%.

Marco Rizzo (Alternativa Riformista Rizzo presidente, Democrazia Sovrana Popolare) è tra lo 0 e il 2%.Copertura del campione 80%.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Centroal-Cial, riciclo alluminio grande risorsa da difendere

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(Adnkronos) – “L’Italia, Paese leader del riciclo in Europa, vive un paradosso proprio sul materiale riciclabile al 100 per cento e infinite volte, l’alluminio.Non sono infatti disponibili quantità sufficienti di rottami.

Abbiamo, cioè, una capacità di riciclo sottoutilizzata”.Lo hanno affermato il presidente di Assomet-Centroal, Danilo Amigoni, e il direttore generale di Cial, Stefano Stellini, in una conferenza stampa alla Camera.  “La ragione – ha spiegato Amigoni – è che in quantità crescente (a livello Ue 1,4 mln t nel 2023, +13% su base annua) i rottami di alluminio vengono accaparrati sul mercato da Paesi del Far East, dove vengono lavorati con bassi standard ambientali e tramite sussidi che danneggiano l’Europa e, al suo interno, in modo particolarmente grave, l’Italia.

Chiediamo alla politica italiana, che nei mesi scorsi ha offerto un primo segnale inserendo i rottami di alluminio e di altri metalli non ferrosi nel sistema di monitoraggio nazionale sull’export delle materie prime critiche, di spingere per l’introduzione in Europa di norme che consentano la fuoriuscita di rottame solo verso Paesi terzi in grado di certificare i medesimi standard ambientali della Ue, e dunque i medesimi oneri a carico delle imprese.Chiediamo inoltre una posizione a favore di modifiche al Cbam, il meccanismo che tassa l’importazione in Ue di materiali ad elevate emissioni, ma non i prodotti finiti che al loro interno contengono proprio quei materiali.

Il che è un ulteriore elemento di penalizzazione per le attività di riciclo e per il mercato all’interno della Ue”.  Le performance dell’alluminio nel riciclo sono molto evidenti nel comparto degli imballaggi, di cui si occupa Cial.Stellini ha evidenziato: “Con un tasso di riciclo medio, negli ultimi cinque anni, del 70% di imballaggi in alluminio, il nostro Paese non solo ha da tempo raggiunto e superato gli obiettivi al 2030, ma si colloca al primo posto in Europa con ben 10 punti percentuali sopra la media (59%) degli altri paesi.

L’efficienza del sistema italiano è ancor più evidente se si analizza lo spaccato del tasso di riciclo per le sole lattine in alluminio per bevande, pari al 93,8% per il 2023.Un risultato da record, in linea con quello dei paesi i cui sistemi sono basati sul deposito cauzionale e abbondantemente superiore al tasso medio di riciclo europeo del 76%”.  Ma l’Italia è capofila anche sulla prevenzione. "Uno studio realizzato da Cial per tracciare la tendenza evolutiva del packaging in alluminio a partire dal 2000 dimostra come le imprese della filiera siano riuscite a risparmiare in media ogni anno circa 5.350 tonnellate di materiale (l’equivalente di 51.000 carrozzerie per auto) per un totale di 107.000 tonnellate pari ad una riduzione complessiva di 936.000 tonnellate di CO2.

Ciò grazie a miglioramenti dei processi produttivi e a una progettazione dell’imballo finalizzata a massimizzare il riciclo”, ha aggiunto Stellini.  “In Italia – hanno ricordato Amigoni e Stellini – viene prodotto solo alluminio da riciclo che garantisce sostenibilità ambientale, decarbonizzazione ed efficienza energetica.Il riciclo necessita di solo il 5% dell’energia richiesta per la produzione di alluminio primario.

A livello europeo il riciclo dell'alluminio potrebbe comportare una riduzione delle emissioni di CO2 del 46% all’anno al 2050”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)