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Cyberbullismo, Ciulli (Google): “La sicurezza dei minori è la nostra priorità”

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(Adnkronos) – "La sicurezza dei minori in rete è una priorità per Google.Da tempo abbiamo iniziato un'interlocuzione arricchente con Moige.

Noi costruiamo piattaforme disegnate apposta per i minori e prive di rischi rispetto all'internet aperto."  Ha dichiarato Diego Ciulli, public policy manager di Google a margine dell'evento "Giovani ambasciatori in Parlamento", l'evento nella sala dei Gruppi della Camera dei Deputati dove studenti selezionati in tutta Italia hanno condiviso riflessioni su temi come i rischi informatici, il bullismo e il cyberbullismo. "Diamo strumenti ai genitori per controllare e guidare le presenza online dei propri figli, oltre a fare grandi campagne informative come quella di oggi con gli ambasciatori alla Camera dei Deputati per garantire ai ragazzi di vivere internet rimanendo al sicuro." —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bollette, il 54% degli italiani dovrà attingere ai risparmi per pagarle

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(Adnkronos) –
Il 54% degli italiani attingerà ai propri risparmi per pagare le bollette energetiche.E' quanto emerge dal nuovo report di Aira, azienda svedese di tecnologie per l’energia pulita.

Secondo l'analisi, in Italia, un terzo (29%) dei proprietari di case con sistemi di riscaldamento autonomo spende oltre 200 euro al mese per le bollette energetiche, così come il 22% dei tedeschi e il 12% degli inglesi.La ricerca di Aira, 'L’era degli eco-curiosi: si può vivere in modo più sostenibile spendendo meno?' indaga sulle abitudini dei cittadini italiani, inglesi e tedeschi. 
L'89% dei proprietari di casa italiani risente in modo significativo dell'aumento dei costi energetici.

Inoltre, nella quotidianità le persone cercano già di vivere in modo più sostenibile: il 46% degli italiani imposta la lavatrice in modalità ecologica e il 44% utilizza gli elettrodomestici nelle fasce orarie in cui il costo dell’energia elettrica è più basso.Secondo il report, sebbene il 43% degli intervistati associ ancora le pompe di calore a una spesa iniziale elevata, queste accortezze evidenziano il desiderio di vivere in modo più sostenibile e mettono in luce una nuova generazione di consumatori attenti all'ambiente: gli eco-curiosi.  Il 50% degli intervistati nel report di Aira passerebbe alle pompe di calore se le percepisse come più convenienti. "Una grande opportunità per i governi e le imprese, considerando che il passaggio alla pompa di calore garantirebbe alle famiglie italiane un risparmio fino al 40% sui costi di riscaldamento", avverte Aira in una nota. Per Pamela Brown, Consumer Expert di Aira, “il nostro report evidenzia che i costi dell'energia rappresentano una sfida critica per le famiglie e creano ansia con l'avvicinarsi dell'inverno.

Tuttavia, una nuova generazione di persone attente all'ambiente si sta lentamente rendendo conto che le loro emissioni di CO2 e le loro bollette energetiche possono essere drasticamente ridotte con l’adozione di tecnologie energetiche pulite.Aira aumenta l'accessibilità a queste soluzioni con piani di pagamento mensili e offre la massima tranquillità con una garanzia di 15 anni, consentendo alle persone di vivere in modo sostenibile senza spendere di più”.  Per questo studio sono stati intervistati 5.500 proprietari di case in Germania, Italia e Regno Unito.

L'indagine è stata condotta dall'agenzia internazionale di ricerche di mercato OnePoll per conto di Aira e si è svolta tra il 7 e il 9 ottobre 2024.L'indagine è stata condotta in formato online come Cawi (Computer Assisted Web Interviewing) ed era rivolta ai proprietari di casa che utilizzano un sistema di riscaldamento autonomo.

Il campione comprendeva 2.000 partecipanti dalla Germania, 2.000 dal Regno Unito e 1.500 dall'Italia, garantendo un database rappresentativo per questi Paesi.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ascolti tv, trionfa ‘L’Amica geniale’: Rai 1 vince il prime time

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(Adnkronos) – 'L'Amica Geniale – Storia della Bambina Perduta' vince la prima serata di ieri.La seconda puntata della fiction di Rai 1, tratta dai romanzi di Elena Ferrante, ha conquistato 3.419.000 spettatori, pari al 19,7% di share.

Canale 5 si posiziona al secondo posto con 'La Talpa', che ha intrattenuto 1.572.000 spettatori (10,6% di share).Rai 2 segue con la replica di 'Boss in incognito', vista da 1.126.000 spettatori (6,8% di share). A seguire, 'La Torre di Babele' di Corrado Augias su La7 ha registrato 1.050.000 spettatori (5,5% di share), mentre 'GialappaShow' su TV8 ha raggiunto 988.000 spettatori (5,8% di share).

Seguono: Italia 1 con 'Scontro tra Titani' (965.000 spettatori, 5,6% share); Rai 3 con 'Lo Stato delle Cose' (785.000 spettatori, 4,9% share); Rete 4 con 'Quarta Repubblica' (674.000 spettatori, 4,8% share) e Nove con 'Little Big Italy' (394.000 spettatori, 2,2% share). Nell'access prime time, 'Affari Tuoi' su Rai 1 si conferma leader con 5.853.000 spettatori (27,3% di share), mentre 'Striscia la Notizia' su Canale 5 ha raccolto 2.981.000 spettatori (13,9% di share).Ottimo risultato anche per '8 e 1/2' di Lilli Gruber su La7, che ha raggiunto 2.242.000 spettatori e il 10,4% di share.

Oltre ai successi di Augias e Gruber, La7 celebra anche gli ascolti di Enrico Mentana: il Tg delle 20 ha ottenuto il 9,6% di share e la maratona elettorale per le elezioni in Emilia Romagna e Umbria ha raggiunto l'8% di share. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emofilia, a Milano incontro ‘Let’s Talk’ su novità terapeutiche

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(Adnkronos) – Si è tenuto ieri a Milano, presso la sede di Sobi Italia, "Sobi Let’s Talk.Mont Blanc experience: to the next level", il quarto appuntamento del progetto "Let’s Talk", nato nell’ottobre scorso con l’obiettivo di approfondire argomenti di attualità e prospettive inesplorate in un contesto, per alcuni aspetti ancora poco conosciuto, come quello delle malattie rare.

L'incontro è stato dedicato all'emofilia, una patologia rara della coagulazione, di origine genetica, che provoca emorragie, anche gravi, e microsanguinamenti a livello articolare.Questi eventi possono avere conseguenze significative sulla mobilità e sullo stato di salute complessivo dei pazienti.

In Italia, secondo l'ultimo Rapporto Istisan dell'Istituto Superiore di Sanità, sono oltre 5.000 le persone affette da emofilia e più di 10.000 quelle con difetti della coagulazione. Il talk – riporta una nota – ha offerto l'opportunità di approfondire l'evoluzione dei trattamenti, partendo dalle prime soluzioni, fino ad arrivare alle più recenti innovazioni terapeutiche. È stato anche un momento per guardare al futuro, esplorando le opportunità che ci attendono.Inoltre, è stata condivisa una storia personale ricca di spunti di riflessione, tanto simbolici quanto concreti.

Negli ultimi anni, la gestione dell'emofilia ha subito una trasformazione significativa, grazie all'introduzione di terapie innovative, che consentono di personalizzare i trattamenti in base alle esigenze specifiche di ogni paziente.Non ci si limita più alla semplice prescrizione di farmaci, ma si adotta un approccio integrato, che include anche la prevenzione, la protezione e la promozione di attività fisiche appropriate.

Inoltre, sono state sviluppate competenze multidisciplinari per ottimizzare la collaborazione tra specialisti, migliorando così la qualità delle cure e l'efficacia del trattamento. "Oggi, grazie a strategie di prevenzione e protezione come la profilassi con fattori a emivita prolungata, il monitoraggio periodico della salute articolare e l'attività fisica regolare, è possibile gestire l'emofilia e ridurre significativamente il rischio di sanguinamenti, preservando, così, il benessere articolare e migliorando la qualità di vita – ha dichiarato Carina Fiocchi, Direttore Medico di Sobi Italia, Grecia, Malta e Cipro -.I dati mostrano che una profilassi regolare e personalizzata, che garantisca un adeguato livello di protezione, anche durante l'attività fisica, riduce i sanguinamenti e mantiene in buone condizioni il sistema muscolo-scheletrico.

L'aderenza alla terapia è fondamentale, per proteggere la salute articolare in tutte le fasi della vita.Con le attuali opzioni terapeutiche e attraverso un approccio multidisciplinare e omnicomprensivo è possibile consentire alle persone con emofilia di vivere una vita piena, protetti e sicuri".  (segue) Alla luce di queste considerazioni Sobi – riferisce la nota – in collaborazione con Save One Life Foundation, ha recentemente supportato un gruppo di persone con emofilia in un'emozionante e straordinaria avventura verso la cima del Monte Bianco, la vetta più alta delle Alpi, durante il mese di luglio 2024.  "In passato, ai pazienti con emofilia veniva consigliato dai medici di evitare sport, attività fisica e qualsiasi situazione potenzialmente rischiosa per evitare infortuni, sanguinamenti o danni alle articolazioni.

Tuttavia, i progressi nella cura dell'emofilia hanno portato a importanti miglioramenti nelle opportunità di vita per chi convive con questa condizione.Grazie ai trattamenti profilattici, oggi i pazienti sono in grado di raggiungere e mantenere livelli di emostasi simili a quelli di una persona senza emofilia, un concetto noto come normalizzazione dell'emostasi – ha sottolineato Jason Donohue, Community Engagement Director – Emofilia – di Sobi Global -.

Questo ha favorito un cambiamento di mentalità sia nei medici che nei pazienti, dove il dialogo si sposta dal rischio di praticare attività fisica, al rischio di non praticarla.Fare sport per una persona con emofilia non solo è possibile, ma è anche fortemente raccomandato per mantenere la salute generale". "Per questo motivo, Sobi è orgogliosa di aver collaborato con Save One Life Foundation – conclude Jason Donohue – La scalata al Monte Bianco non è stata solo una sfida fisica, ma un vero e proprio simbolo di resilienza e determinazione.

La nostra speranza è che questa esperienza possa ispirare tutte le persone con emofilia a compiere il loro prossimo passo, grande o piccolo che sia, spingendole a inseguire i propri sogni e obiettivi con coraggio e determinazione". (segue) Tra i partecipanti a questa straordinaria iniziativa c'era Roberto Centurame, persona con emofilia, che ha scelto di condividere la propria esperienza in occasione di "Sobi Let’s Talk.Mont Blanc experience: to the next level". "Questa esperienza di salita verso il Monte Bianco è stata unica, perché non era solo una sfida personale, ma un percorso condiviso – ha ricordato Centurame – Quando ci si trova in un gruppo, soprattutto in un contesto così impegnativo, la condivisione diventa fondamentale.

Le tensioni salgono, certo, ma è proprio lì che la socializzazione e l'empatia tra di noi sono state il vero motore.Abbiamo imparato a sostenerci, a leggere i segnali degli altri, a rispettare i momenti di difficoltà".  Il "messaggio più importante che voglio trasmettere a chi ha l'emofilia, è che cercare di andare oltre i propri limiti può essere stimolante, ma bisogna avere anche la lucidità di fermarsi quando il corpo ci manda segnali chiari – continua Centurame – Non è necessario scalare il Monte Bianco per sentirsi realizzati; la vera sfida quotidiana per chi ha l’emofilia è alzarsi dalla poltrona, fare una passeggiata, mettersi in movimento.

Ogni piccolo passo è una conquista".Il messaggio emerso dall'incontro di ieri è che, per favorire l'inclusione delle persone con emofilia, è fondamentale consentire loro di avere una vita sociale attiva.

Per questo, l’attività fisica e lo sport hanno un ruolo fondamentale, a condizione che si abbia una protezione adeguata, e la consapevolezza dei propri limiti.Oggi – conclude la nota – grazie alle terapie più recenti, è possibile garantire livelli di protezione maggiori, favorendo progressivamente la normalizzazione dell’emostasi.

Questo non solo aumenta la sicurezza dei pazienti, ma facilita la socializzazione e permette una vita pienamente attiva.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Affitti brevi, nuove norme dal 1° gennaio. Ma i proprietari sono pronti?

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(Adnkronos) – Dal 1° gennaio 2025 gli immobili destinati all’affitto a breve termine dovranno obbligatoriamente esporre il cosiddetto Cin o Codice identificativo nazionale, ma i proprietari sono pronti?Solo in parte, tanto è vero che, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, ben il 33% degli intervistati ha detto di non essere a conoscenza di quest’obbligo, dato corrispondente a quasi 230.000 proprietari.  Contrariamente a quello che molti pensano, il 62% di chi ha un immobile in affitto a breve termine, pari a circa 430.000 individui, lo fa come ulteriore fonte di reddito rispetto a quella principale e non come attività professionale.  Il discorso cambia se si segmenta il campione per fasce anagrafiche; guardando ai rispondenti con età compresa fra i 25 ed i 34 anni, questa è attività professionale per il 61,3% degli intervistati che, così, si sono creati un lavoro.

Riguardo al motivo per cui i proprietari di immobili hanno scelto di affittare a breve termine invece che in altre modalità, il 39,8% dichiara di averlo fatto per garantirsi maggiori guadagni, il 35,7% per tutelarsi dai rischi di inquilini morosi, il 28,3% per poter disporre con più libertà dell’immobile in caso di necessità e il 13,7%, vale a dire quasi 100.000 individui, per via di brutte esperienze precedenti con affitti a lungo termine.  La legge sarebbe dovuta entrare in vigore ad inizio novembre e solo pochi giorni prima di quella data è arrivato il rinvio al primo gennaio.A conferma che la situazione sia delicata un altro dato emerso dall’indagine: il 44% dei proprietari che dovranno esporre il Cin non ha ancora fatto richiesta per ottenerlo, mentre il 33% ha presentato domanda ma non lo ha ancora ricevuto; dati alla mano, quindi, solo 1 proprietario su 5 è pronto alla nuova norma. Guardando più da vicino chi non ha ancora richiesto il Cin, emerge che il 30% dei rispondenti ha dichiarato di avere intenzione di farlo a breve, mentre il 38% ha detto di volersi prima informare a riguardo e solo dopo prenderà una decisione in merito a ciò che farà dell’attività.

Addirittura, il 9,3% dei proprietari, vale a dire circa 30.000 persone, ha detto che smetterà l’attività perché 'sta diventando troppo complicata', percentuale che arriva a sfiorare il 14% tra i proprietari residenti al Sud e nelle Isole.Il 6% del campione intervistato, dato corrispondete a 18.000 individui, invece, non ha intenzione di richiedere il codice, ma continuerà comunque ad operare pur non rispettando la legge. Il Cin non è l’unica novità introdotta dalla norma, che prevede anche l’installazione all’interno delle abitazioni concesse in affitto breve di alcuni dispositivi per la sicurezza degli ospiti; da questo punto di vista i proprietari sembrano essersi attivati con maggiore celerità.

Per i rilevatori di fumo, ad esempio, il 63% del campione ha detto di averli già installati, ed anche per quanto riguarda gli estintori quasi 2 proprietari su 3 si sono messi in regola.Si ferma al 49%, invece, la percentuale di chi ha installato il rilevatore di monossido di carbonio. Seppur non obbligatoria, se non in alcune regioni, il 65% dei proprietari ha dichiarato di aver sottoscritto una polizza casa per tutelarsi da eventuali danni agli ospiti durante il soggiorno; il 68%, invece, ha un’assicurazione che tutela l’immobile stesso da eventuali danni arrecati dagli affittuari.

Il mercato assicurativo offre diverse polizze destinate ai proprietari di immobili che vogliono intraprendere la strada dell’affitto a breve termine.Si tratta di prodotti che, secondo l’analisi di Facile.it, hanno prezzi che partono da circa 150 euro l’anno, con premi che possono superare i 300 euro a seconda delle garanzie scelte. Le coperture offerte variano da compagnia a compagnia; alcune, ad esempio, tutelano il proprietario solo in caso di danni o infortuni agli ospiti durante il soggiorno, altre invece, intervengono in presenza di danni arrecati all’immobile dagli affittuari, anche in presenza di atti vandalici o furti.

Sono normalmente esclusi i danni derivanti dall’usura naturale dell’immobile, così come problemi derivanti da mancata manutenzione. "Il consiglio quando si è alle prese con la scelta di una polizza casa -spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it – è di verificare con attenzione i fascicoli informativi per identificare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.Ad esempio, è importante non limitarsi alla polizze proposte da alcune piattaforme per gli affitti brevi; queste coperture sono spesso limitate e, naturalmente, sono valide solo per le prenotazioni effettuate tramite la piattaforma stessa, lasciando così il proprietario scoperto nel caso operi attraverso altri canali". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bardi: “Valorizzare nostre radici, Roots-in a Matera evento importante”

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(Adnkronos) – ''Se siamo qui oggi, per il terzo anno consecutivo, significa che questo evento si sta consolidando nel panorama nazionale e internazionale del turismo. È un evento importante, che la nostra Regione offre a tutti i territori e agli operatori di tutta Italia, nella consapevolezza che il turismo, come altri settori economici, cresce solo se inserito in un contesto di rete, di connessioni, di collaborazione tra Enti e operatori''.  Così il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che oggi a Matera ha aperto i lavori della terza edizione di Roots-in, la Borsa internazionale del turismo delle origini promossa da Apt e Regione Basilicata in collaborazione con Enit e con il patrocinio del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.  ''Organizziamo questo evento a Matera per la sua capacità attrattiva e per il valore di una città che ha saputo crescere, nel settore dell'accoglienza, sia in termini di qualità sia in termini di quantità – ha aggiunto il presidente – attirando viaggiatori in numero sempre crescente, grazie anche al lavoro che come sistema Regione – Apt siamo riusciti a fare in questi anni nei mercati nazionali e internazionali''.Bardi ha ringraziato l'Enit, il ministro degli esteri Tajani e i rappresentanti delle 12 Regioni che aderendo all'iniziativa ''sono giunti in Basilicata – ha sottolineato – per conoscere l'offerta nazionale rivolta ai tanti italo-discendenti che vivono il forte desiderio di riscoprire la loro storia e i luoghi che hanno dato i natali ai propri antenati.

La nostra Regione è convinta che il turismo delle radici sia un'opportunità in più per farsi conoscere dai mercati internazionali, per trasformare una storia caratterizzata dal triste fenomeno dell'emigrazione in opportunità derivanti dal rinvigorimento dei legami tra gli italo-discendenti e i loro territori d'origine''. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Putin aggiorna la dottrina nucleare: ampliate le condizioni per attacco atomico

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(Adnkronos) –  La Russia ritiene che sia "necessario" allentare le regole per il possibile ricorso alle armi nucleari in risposta a quelle che Mosca vede come minacce alle propria sicurezza.Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov dopo che Vladimir Putin ha firmato un decreto per aggiornare la dottrina nucleare che amplia le condizioni in cui Mosca considererebbe di lanciare un attacco nucleare. "Era necessario allineare i nostri principi all'attuale situazione", ha detto Peskov. L'Alto Rappresentante dell'Ue Josep Borrell ritiene che tutti gli Stati membri dell'Ue dovrebbero "seguire" l'esempio degli Usa, che sotto la presidenza di Joe Biden hanno consentito all'Ucraina l'uso di missili per un raggio fino a 300 km all'interno del territorio russo. "Il presidente Biden – ha detto a margine del Consiglio Esteri Difesa a Bruxelles – ha autorizzato l'uso di armi a lungo raggio fino a 300 chilometri all'interno del territorio russo.

E' un'ottima notizia per gli ucraini, che l'avevano chiesto.Ora gli Stati Uniti hanno concesso questo permesso: in Europa è di competenza nazionale, quindi alcuni Stati membri lo stanno già facendo, altri lo stanno facendo senza dirlo, altri ieri non hanno detto niente". "Ma sono sicuro che seguiranno" l'esempio americano, ha proseguito, "per permettere agli ucraini di usare le armi per combattere i russi all'interno del territorio russo.

Perché è dal territorio russo che vengono attaccati ed è pienamente conforme al diritto internazionale.Penso che oggi ne discuteremo e spero che tutti gli Stati membri seguano la decisione degli Stati Uniti". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turismo delle radici, Vignali (Maeci): “Segmento sostenibile e destagionalizzato”

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(Adnkronos) – “Il turismo delle radici è nuovo, sostenibile, destagionalizzato ed esperienziale, un segmento in grado di fare la differenza soprattutto per le aree interne del nostro paese".  Sono queste le parole di Luigi Vignali, direttore generale per gli Italiani all’estero del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale.  "Roots-in è la più importante rassegna italiana dedicata al turismo delle radici, che coinvolge 80 milioni di discendenti di Italiani che vivono in altri paesi.Sono persone che vengono qui per riscoprire le proprie origini, i luoghi da dove partirono i loro antenati, le loro tradizioni.

Da un lato dobbiamo investire molto sui territori, infatti abbiamo coinvolto 830 comuni, con l’obiettivo di prepararli ad accogliere i viaggiatori delle radici.Dall’altro lato stiamo lavorando con l’estero, in modo tale che ci sia sempre più consapevolezza e voglia di fare questo viaggio.

Per questo – continua -abbiamo messo in campo un programma che si chiama Italea. È anche un modo per promuovere il Made in Italy.Chi viene in Italia per un’esperienza turistica acquista prodotti di artigianato del nostro comparto produttivo, anche del settore enogastronomico per esempio.

Quando i prodotti vengono portati all’estero automaticamente si diffonde la conoscenza dell’eccellenza italiana”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia – Brescia Coppa Italia 1999-2000: l’inizio della fine, l’estate che cambiò tutto

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La Juve Stabia del Campionato 1999-2000 si presentava il campo con le ferite della finale play off persa al “Partenio” contro il Savoia.Il 15 agosto a Castellammare di Stabia la prima gara di Coppa Italia contro il Brescia.

La partita giocata di pomeriggio venne vinta dalle Vespe per 1-0 grazie ad un goal di Davide Di Nicola.Quella vittoria mise tanto amaro in bocca per quello che poteva essere ma non è stato.

In quella stagione la Coppa Nazionale si presentava con una formula particolare ossia tanti gironi con quattro squadre stile Champions League.Nel gruppo 7 oltre al Brescia, anche Pescara e Reggiana.

Per tornare alla gara di ferragosto ci fu l’episodio della bottiglietta che colpì un membro della direzione di gara: ovvero il quarto uomo Marco Gabriele di Frosinone che aveva arbitrato le Vespe sempre quell’estate nella finale play off del Partenio contro il Savoia.La conseguenza fu atroce per i colori gialloblu con una maxi squalifica del campo e Juve Stabia costretta ad emigrare lontano dal Romeo Menti.

Dopo il pareggio di Reggio Emilia la squadra gialloblu perse la bussola in Coppa Italia.Sconfitta al “San Paolo” contro il Pescara per 0-1 con goal di Rossi, goleada allo Stadio Adriatico con un sonoro 5-2 con doppiette di Palumbo, Pisano e la rete di Massara per i padroni di casa, per i gialloblù segnò una doppietta bomber Davide Di Nicola che salvò almeno l’onore in quella triste partita.

Un goal di Bonazzoli condannava ancora le Vespe allo Stadio “Rigamonti” di Brescia ed allo Stadio “Partenio” si consumava l’ennesima sconfitta contro la Reggiana per 1-3.Adeshina, Falco e Parisi per gli ospiti e rete della bandiera in pieno recupero delle vespe con Lazzaro.

Il Girone venne vinto dal Pescara mentre per la cronaca la Coppa Italia di quella edizione venne vinta dalla Lazio delle meraviglie in finale contro l’Inter.Per ritornare al campionato le vespe erano sulla carta una squadra fortissima.

Si poteva vincere il torneo ma i play off sembrava un qualcosa dovuto alla città.Invece con il passare delle giornate ed in particolar modo del girone di ritorno la Juve Stabia iniziò e perdere quota e a precipitare in basso fino ai play out.

Le Vespe arrivarono a pari punti con la Lodigiani e il Benevento ma, in virtù della classifica avulsa determinata dagli scontri diretti, dovettero disputare gli spareggi contro l’Atletico Catania che aveva terminato il campionato al penultimo posto con ben 16 punti di distacco dai gialloblù.Nella partita di andata le Vespe furono sconfitte con un netto 3-0 mentre al ritorno l’1-0 siglato da Fontana non bastò per evitare la retrocessione che fu un’umiliazione sportiva che la piazza non meritava.

Questa incredibile retrocessione mise praticamente fine alla storia d’amore con il Presidente Roberto Fiore con la squadra retrocessa in C2 e seguita da pochi fedelissimi con un campionato tranquillo fino al definitivo fallimento che fece concludere nel peggiore dei modi un periodo tutto da raccontare del calcio a Castellammare Di Stabia.

Roma, scoppia incendio in un appartamento a Drangoncello: morto un uomo

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(Adnkronos) – Un uomo è morto in un incendio divampato oggi, 19 novembre, in un appartamento al primo piano di una palazzina in via Vincenzo Petra in zona Dragoncello a Roma.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia.  Sono stati proprio i vigili a trovare l'uomo mentre spegnevano le fiamme e a consegnarlo ai sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, esplosione in un’abitazione di Artena: crolla il tetto, 2 feriti

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(Adnkronos) – Un'esplosione si è verificata nella mattina di oggi, 19 novembre, all’interno di una casa indipendente ad Artena, in provincia di Roma.Lo scoppio in Contrada Abbazia dove sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Colleferro e quelli della stazione di Artena insieme ai vigili del fuoco e al personale del 118.  Spente le fiamme che si sono propagate verosimilmente per una fuga di gas da una bombola, sono state soccorse le due persone presenti all’interno dell’abitazione, che dormivano.

I due feriti, non in pericolo di vita, sono stati trasportati uno presso l’ospedale di Colleferro e uno al Sant’Eugenio.L’esplosione ha danneggiato la cucina provocando il crollo del tetto.

Sono in corso le operazioni di messa in sicurezza dello stabile. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo sull’Italia, da domani arriva la tempesta: le previsioni

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(Adnkronos) – Una tempesta in arrivo sull'Italia con vento violentissimo da ovest, pioggia, freddo e neve anche in pianura.A partire da domani, 20 novembre, secondo le previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo del sito iLMeteo.it un mix micidiale si abbatterà sulla penisola.

Il vento che genererà in mare aperto onde giganti fino a 7 metri. Nel dettaglio, il mare diventerà ‘agitato’ dal pomeriggio sul settore ligure con onde fino a 4 metri, poi in serata sarà ‘grosso’ (scala Douglas) sulle coste di Liguria di Levante e Toscana con onde di 5-6 metri.Le onde più alte raggiungeranno l’estrema ed eccezionale altezza di 7 metri davanti alla costa toscana del Mar Ligure (tra la Versilia e Livorno).

Sarà purtroppo una storica mareggiata di Libeccio con potenziali danni sulle coste esposte. Nella giornata di mercoledì altre onde fino a 5 metri, con mare molto agitato, colpiranno anche i litorali laziali e il nord della Sardegna (in primis le Bocche di Bonifacio): i venti ruoteranno in giornata da Libeccio (sud-ovest) verso Maestrale (nord-ovest). Il Maestrale nella notte tra mercoledì e giovedì sarà impetuoso anche su Campania e Calabria tirrenica per poi insistere su gran parte dei bacini meridionali in giornata.Giovedì, contemporaneamente, avremo anche una seconda tempesta di Libeccio con onde fino a 4-5 metri sul Mar Ligure, in discesa serale verso sud.

In pratica la ‘tempesta perfetta’ avrà almeno due fasi di vento impetuoso da sud-ovest, ovest, nord-ovest: il vento sarà pericoloso da martedì pomeriggio fino almeno a sabato mattina e i marosi colpiranno ripetutamente le coste. 
Dopo il vento arriveranno anche le piogge: in particolare, da mercoledì fino a venerdì pioverà sempre sulle stesse zone, quelle tirreniche dalla Toscana al Lazio, alla Campania e fino alla Calabria.Su queste regioni i cumulati di pioggia potrebbero essere significativi, in 3 giorni ben oltre i 100-150 litri per metro quadrato. Ma l’altro aspetto più importante della tempesta sarà la neve: inizialmente cadrà sulle Alpi, anche moderata, oltre i 1000 metri con accumuli più rilevanti in Valle d’Aosta e sui rilievi di confine.

Mercoledì avremo un’imbiancata anche sull’Appennino oltre i 1400-1500 metri, ma il giorno da segnare con la ‘matita blu’ sarà giovedì 21 novembre. 
Giovedì la neve potrebbe cadere fino in pianura, specie in Piemonte; dalla sera non sono poi escluse fioccate coreografiche anche sul Triveneto, sulle pianure più settentrionali di quest’area.Anche a Milano giovedì ci sarà la caccia al fiocco di neve, guardando controluce il lampione; al momento si prevedono accumuli significativi solo in Piemonte e Valle d’Aosta ma dovremo monitorare bene la situazione anche per tutte le arterie stradali collinari o di alta pianura.

Tra l’altro con lo spostamento della massa d’aria artica verso sud-est, avremo locali fenomeni nevosi in pianura venerdì mattina ancora sul Triveneto e soprattutto sull’Appennino centro-settentrionale fino a quote collinari. Insomma per 3 giorni la tempesta perfetta, o meglio ‘imperfetta’ per i potenziali danni, allerte e disagi, imperverserà sul nostro Paese da Nord a Sud: chiudete i boccaporti e serrate gli ormeggi, si vola e si batte i denti! NEL DETTAGLIO 
Martedì 19.Al Nord: cielo a tratti molto nuvoloso o nebbioso in pianura; in serata neve in Valle d’Aosta.

Al Centro: qualche pioggia sull’alta Toscana, molte nubi altrove; arriva la Libecciata.Al Sud: piogge sparse sul settore tirrenico.  
Mercoledì 20.

Al Nord: peggiora velocemente sulle Alpi con neve, via via più soleggiato altrove.Al Centro: burrasca di Libeccio, maltempo sulle tirreniche.

Al Sud: maltempo su Campania e Calabria tirrenica, venti molto forti.  
Giovedì 21.Al Nord: dal pomeriggio/sera neve possibile fino in pianura.

Al Centro: venti molto forti, maltempo sulle tirreniche.Al Sud: maltempo, venti molto forti.  
Tendenza: maltempo e vento specie al Centro-Sud, freddo e neve a bassa quota.

Migliora da sabato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Addio a Colin Petersen, morto a 78 anni il batterista dei Bee Gees

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(Adnkronos) – Colin Petersen, il batterista originale dei Bee Gees, è morto all'età di 78 anni, come confermato dai suoi familiari.La star della musica, che si unì ai fratelli Barry, Robin e Maurice Gibb negli anni '60 e suonò in brani di successo tra cui "I Started A Joke", "To Love Somebody" e "I Just Gotta Get A Message To You", è morto lunedì. Ha contribuito a quattro album dei Bee Gees, tra cui diverse canzoni dell'album "Cucumber Castle" del 1970, prima di lasciare il gruppo.

Negli ultimi cinque anni, Petersen ha suonato con lo spettacolo tributo "Best Of The Bee Gees", ha confermato la sua addetta stampa Sue Camilleri.Il direttore di produzione di Best of the Bee Gees Gary Walker ha detto che Petersen aveva suonato in uno spettacolo sabato ed era "felice e il solito sfacciato".  Prima della sua carriera musicale, Petersen era un attore bambino, protagonista del ruolo principale del film australiano del 1956 "Smiley", un personaggio che gli valse il suo soprannome. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, centrodestra battuto due volte “ma la maggioranza resta solida”

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(Adnkronos) –
Doppia sconfitta per il centrodestra in Emilia Romagna e Umbria.La prima Regione resta saldamente nelle mani del centrosinistra, grazie alla vittoria del sindaco di Ravenna Michele De Pascale su Elena Ugolini; la seconda ritorna 'rossa' dopo la parentesi degli ultimi cinque anni targati Donatella Tesei, la candidata della Lega e del centrodestra che non è riuscita a bissare il successo del 2019.  Alle 19.09, quando il quadro emerso dalle proiezioni era ormai chiaro, la premier e leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni non può che riconoscere la vittoria dei candidati dello schieramento rivale: "Desidero rivolgere i miei auguri di buon lavoro ai nuovi presidenti della Regione Umbria, Stefania Proietti, e della Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale.

Al di là delle differenze politiche, auspico una collaborazione costruttiva per affrontare le sfide comuni e lavorare per il benessere e il futuro delle nostre comunità", scrive su X la presidente del Consiglio, che rivolge un "ringraziamento sentito" a Donatella Tesei ed Elena Ugolini "per l'impegno, la dedizione e la passione dimostrati in questa competizione elettorale".  Alle parole di Meloni si aggiungono quelle del segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che sottolineava come la sua forza politica abbia "raddoppiato i consensi in entrambe le Regioni" promettendo "un'opposizione costruttiva".Per il vicepremier e numero uno della Lega Matteo Salvini "gli elettori hanno sempre ragione.

Già da domani – assicurava il ministro delle Infrastrutture – sono a disposizione dei nuovi amministratori per portare avanti tutte le opere pubbliche che servono a cittadini e territori". "Questo voto non avrà ripercussioni sul governo e sulla maggioranza, ma sarà uno stimolo a riprendere con vigore e compattezza la via delle riforme e della modernizzazione del Paese", l'opinione di Maurizio Lupi, soddisfatto del risultato di Noi Moderati, che in Umbria ha "più che quintuplicato i voti rispetto alle politiche, arrivando quasi al tre per cento".  In casa Fdi, a taccuini chiusi si analizza l'esito di un voto sul quale non si nutrivano grandi aspettative: "Quest'estate partivamo molto sotto nei sondaggi, in campagna elettorale c'è stata una grossa rimonta ma non è bastata.Quando si perde, si ascoltano sempre gli elettori" spiegano all'Adnkronos fonti di peso di Via della Scrofa, che in tema di regionali rivendicano il risultato di "11 a 3" da quando il centrodestra ha vinto le elezioni politiche del 2022.

Se, da una parte, sull'Emilia Romagna nessuno riponeva speranze di successo, discorso diverso lo merita l'Umbria, dove la sconfitta brucia di più.Mentre Fi e Lega tengono botta rispetto alle europee, sono i voti di Fratelli d'Italia quelli che mancano all'appello: a giugno il partito di Meloni aveva ottenuto il 32,62% in Umbria al voto di giugno, questa volta non arriva al 20%.

Ma anche se nessuno lo ammette apertamente, a penalizzare il centrodestra secondo diversi meloniani sarebbero stato lo scarso appeal comunicativo di Tesei.Molti, dalle parti di Fdi, dubitavano delle capacità carismatiche della leghista: "Nel caso specifico ovviamente uno fa le giuste riflessioni, ma è facile parlare il giorno dopo: Tesei si è impegnata per cinque anni, ha fatto la campagna elettorale.

Per ora si ringrazia tutti, non buttiamo la croce su nessuno.Poi faremo le dovute riflessioni", spiegano le stesse fonti, secondo le quali "non cambia nulla per la maggioranza, che resta solida ed è serena.

Non si può vincere sempre". A chi le chiede se sia mancato il traino di Fratelli d'Italia, che in Umbria si attesta sotto il 20%, la governatrice sconfitta Donatella Tesei risponde che "tutti i partiti hanno dato il massimo", anche "per far conoscere anche quello che forse non siamo in grado di comunicare bene durante questi cinque anni".Anche il segretario della Lega in Umbria Riccardo Marchetti non cerca "colpevoli": "Tutti nell'alleanza hanno condotto una campagna seria, anche gli alleati di Fratelli d'Italia.

Bisogna invece capire cosa gli elettori, evidentemente, non hanno capito", dobbiamo "prepararci per difendere quelle che sono le tante azioni messe in campo dal governo regionale e nazionale". 
Non fa professione di modestia il sindaco di Terni Stefano Bandecchi, che con la sua Alternativa Popolare ha sostenuto la corsa di Tesei dopo aver accarezzato il sogno di una sua candidatura in prima persona: "Con me candidato presidente avremmo vinto contro Stefania Proietti, senza ombra di dubbio.Parliamo di un leader contro acqua fresca…", afferma con l'Adnkronos l'imprenditore, senza giri di parole.

Sul risultato di Ap "posso dire con orgoglio che abbiamo portato anche più di quanto fosse prevedibile.Abbiamo fatto la nostra parte e non abbiamo nulla da recriminare, al contrario di quello che fa la sinistra quando perde.

Come centrodestra dobbiamo fare un esame di coscienza e lavorare meglio.Per esempio, penso a Tesei: ha fatto tantissimo, ma forse non ha comunicato i suoi risultati nel modo giusto", osserva Bandecchi. In una nota Forza Italia rivendica il suo "trend positivo": l'ultima tornata elettorale conferma il movimento come "secondo partito della coalizione di centrodestra e la terza forza politica in assoluto", risultato che rende l'obiettivo del 20% alle prossime politiche "assolutamente alla nostra portata" a detta degli azzurri.

Su X fa discutere però il tweet pubblicato dalla deputata di Fi Rita Dalla Chiesa: "Alla prossima alluvione se lo ricorderanno", scrive l'ex conduttrice a proposito dell'esito del voto in Emilia Romagna.Poi la precisazione: "E' una terra che ha vissuto momenti difficilissimi.

Tante persone hanno perso tutto a causa dell'alluvione.Da esponente del centrodestra, speravo che questo dramma potesse essere anche un momento di riflessione, soprattutto per gli emiliani.

Mi fa male pensare che non abbiano compreso che con il centrosinistra si rischia di arrivare a queste situazioni…", affermava la parlamentare, interpellata dopo le polemiche sollevate dal suo post. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Musk, ancora liti con il cerchio magico di Trump: nuovo scontro sulle nomine

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(Adnkronos) – Ancora voci sui media americani di tensioni tra il cerchio magico di Donald Trump e Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo che è stato cruciale per la vittoria del tycoon e che secondo alcuni si comporta da co-presidente.Ora è il ben informato Axios a rivelare la lite che sarebbe scoppiata la scorsa settimana tra il fondatore di Tesla e patron di X con Boris Epshteyn, un consigliere di lungo corso di Trump. Secondo la ricostruzione, Musk avrebbe messo in discussione la troppa influenza del 43enne avvocato, nato a Mosca e naturalizzato americano, consigliere di Trump sin dal 2016, nel processo delle nomine dell'amministrazione.

In particolare quella, controversa, di Matt Gaetz alla Giustizia e William McGinley a capo ufficio legale alla Casa Bianca.  A far arrabbiare Epshteyn, che ha coordinato anche il team di difesa del tycoon nei suoi tanti processi, il fatto che Musk mettesse in dubbio le credenziali dei candidati da lui presentati, compresi Todd Blanche e Emil Bove, i penalisti che hanno difeso Trump e che avranno alti incarichi al dipartimento di Giustizia.  Ne è nata una lite animata, descritta come "un'enorme esplosione" dalle fonti di Axios, durante una cena mercoledì scorso a Mar a Lago, con altri ospiti al tavolo, con Musk che ha accusato Epshteyn di passare ai media informazioni sulla transizione di Trump, comprese le nomine.Epshteyn ha risposto che Musk non sapeva di che cosa stesse parlando.  La lite tra i due non arriva di sorpresa, ma è il segnale che il cerchio magico di consiglieri ed intimi di vecchia data siano sempre più innervositi dalla costante ed invadente presenza al fianco di Trump del miliardario, che la stampa americana ha già soprannominato 'first buddy'.

Come hanno rivelato nei giorni scorsi fonti di Nbcnews, Musk mette la bocca su tutto e, soprattutto, promuove e spinge suoi candidati, anche facendo ricorso ad esternazioni sul 'suo' X.  Questo non vuol dire che nell'entourage di Trump non vi siano degli entusiasti di Musk, a partire dalla sua famiglia, i figli Don jr e Eric, e la nipote Kai che lo considera uno "zio acquisito".Anche il vice presidente eletto e JD Vance e il commentatore di estrema destra Tucker Carlson hanno un buon rapporto con lui.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Kim e la ‘Terza Guerra Mondiale’: dalle truppe nordcoreane ai missili Usa

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(Adnkronos) –

Dall'Ucraina alla Russia, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud.Kim Jong-un sale in cattedra e parla di "Terza Guerra Mondiale".

La Corea del Nord si prende un posto in prima fila nello scacchiera internazionale, sostenendo la guerra di Vladimir Putin in Ucraina con l'invio di migliaia di soldati.Intanto, alza la tensione nei rapporti con Seul e invia minacce e accuse a Stati Uniti e Occidente. In questo quadro, il leader del Regno Eremita ordina ai suoi militari di concentrare ogni sforzo sulla "piena preparazione alla guerra".

Assicura che Pyongyang rafforzerà "senza limiti" le sue "forze di autodifesa" e "la capacità nucleare", dopo che Seul e Washington lo hanno accusato di aver inviato più di diecimila soldati per sostenere quella che il Cremlino ha lanciato mille giorni fa in Ucraina come "operazione militare speciale".  "Stati Uniti e altri Paesi in Occidente usano l'Ucraina come forza d'assalto" per combattere la Russia e la "continua assistenza militare all'Ucraina e a Israele" da parte degli Usa "aggrava la situazione della sicurezza a livello internazionale, alimentando i timori di una Terza Guerra Mondiale", afferma Kim secondo dichiarazioni diffuse da Pyongyang dopo le notizie sul via libera di Washington all'uso da parte di Kiev di armamenti a lungo raggio contro obiettivi militari all'interno del territorio russo.  In un discorso a comandanti di battaglioni, di cui ha dato notizia l'agenzia Kcna ma che è stato pronunciato venerdì scorso, Kim non ha citato il dispiegamento di truppe nordcoreane.Per lui Usa e Occidente sfruttano il conflitto in Ucraina per "ampliare l'obiettivo dell'intervento militare a livello globale". "Dal momento che gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali usano l'Ucraina come forza d'assalto nella guerra contro la Russia – sono le parole riportate dalla Kcna, mentre la Corea del Nord va avanti con i suoi test missilistici e punta sui droni kamikaze – dovremmo considerarla una manovra per arricchire la loro esperienza di guerra reale e ampliare l'obiettivo dell'intervento militare nel mondo". "Probabilmente" Kim, dopo la ratifica del patto di mutua difesa con la Russia, "tiene a mente la possibilità di ulteriori dispiegamenti per sostenere la guerra della Russia in Ucraina", osserva Hong Min, analista del Korea Institute for National Unification citato dall'agenzia Afp.

La Corea del Nord, dicono gli osservatori ha bisogno di denaro e tecnologia.A Mosca serve manodopera.  La Corea del Nord, evidenzia la Bbc, può anche avere uno dei più grandi eserciti al mondo, con 1,28 milioni di soldati attivi, ma senza recenti esperienze di combattimento.

Un esercito "indottrinato con cura, ma con scarsa preparazione", sintetizza Mark Cancian del Centre for Strategic and International Studies (Csis).Ma che non va considerato per questo, avverte in dichiarazioni rilanciate dalla rete britannica, 'carne da cannone'.  Secondo i servizi d'intelligence ucraini e sudcoreani, molte delle truppe dispiegate in Russia appartengono a reparti d'élite (Storm Corps).

E – sottolinea Michael Madden, esperto di Corea del Nord dello Stimson Center di Washington citato dalla rete britannica – sono soldati "addestrati a sopportare un alto livello di dolore fisico e tortura psicologica".Così, "quello che manca loro a livello di combattimento lo compensano con quello che possono tollerare fisicamente e mentalmente". Inoltre, osserva Cancian, "i russi sembrano fornire ulteriore addestramento, probabilmente sulle circostanze particolari della guerra in Ucraina".

E queste truppe nordcoreane potrebbero essere tra le "più capaci" a disposizione della Russia, osserva Chun In-bum, generale sudcoreano a riposo.Perché la Russia, dice, "ha inviato truppe al fronte senza un addestramento adeguato" e "rispetto a simili reclute i nordcoreani sono addestrati e motivati". "Non sono testati in combattimento, ma presto non sarà più così", aggiunge dopo le notizie di un primo scontro tra ucraini e nordcoreani nel Kursk. Non mancano comunque esperti convinti che la barriera linguistica e la poca familiarità con i sistemi russi possano complicare ruoli da combattimento per i nordcoreani.

Ma per Pyongyang il coinvolgimento ha il suo vantaggio. "Per la Corea del Nord il dispiegamento è un buon modo per fare denaro", afferma Andrei Lankov, alla guida del Korea Risk Group citato dalla Bbc.Per l'intelligence sudcoreana si parla di 2.000 dollari a soldato al mese, con la maggior parte dell'importo che finirebbe nelle casse di Pyongyang, che – dice l'esperto – potrebbe anche avere accesso alla tecnologia militare russa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bjk Cup Finals, Italia batte Polonia 2-1 e vola in finale

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(Adnkronos) – La coppia azzurra composta da Sara Errani e Jasmine Paolini supera 7-5, 7-5 nel doppio Katarzyna Kawa e Iga Swiatek, e porta l'Italia a battere 2-1 la Polonia e conquistare un posto nella finale alla Billie Jean King Cup per il secondo anno consecutivo.Grande impresa delle azzurre del doppio che hanno annullato tre set point nel primo parziale, vincendo poi sei game consecutivi nel secondo set.

Sara Errani e Jasmine Paolini erano sotto 1-5, ed hanno rimontato per trionfare 7-5 arrivando in finale per la settima volta nella storia di questa competizione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

G20, l’Italia aderisce ad Alleanza contro fame e povertà. Meloni: “Noi in prima fila”

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(Adnkronos) – Nella ‘città meravigliosa’, ma anche “sintesi delle contraddizioni del mondo” (copyright Luis Inàcio Lula da Silva), il G20 dà disco verde all’Alleanza contro la fame e la povertà, iniziativa testardamente voluta dal presidente brasiliano, ‘bandiera’ del summit di Rio de Janeiro, per “porre fine a una vergogna dell’umanità”.Del resto il G20, ha ricordato il ‘padrone di casa’, rappresenta l’85% del Pil mondiale, ed è chiamato a rispondere a numeri che mettono i brividi, ovvero 700 milioni di persone in condizioni di povertà estrema, con l’aggravante che per la metà si tratta di bambini costretti a vivere con meno di 2,15 dollari al giorno, così poco da non riuscire nemmeno a garantire acqua potabile e cibo per sfamarsi.  Mentre gli sherpa continuano a lavorare sulla dichiarazione finale e a sciogliere i nodi delle guerra in Ucraina e Medio Oriente, anche l’obiettivo che sembrava a portata di mano – l’intesa contro fame e povertà – in un primo momento appare vacillare, con uno stop del presidente argentino Javier Milei che sembra volersi tenere fuori anche da questa partita.

La ferita si rimargina in tarda mattinata: anche l’Argentina entra nell’alleanza, seppur con alcuni distinguo. Gli altri Grandi del mondo riuniti nella città carioca non mostrano invece alcun tentennamento.Compresa la premier Giorgia Meloni, che “aderisce convintamente” all’Alleanza voluta da Lula, ricordando, nel suo intervento alla prima sessione di lavori del summit, quanto fatto dal G7 a guida italiana, con l’Apulia Food Systems Iniziative promossa al vertice di Borgo Egnazia.  “Sono convinta che la cooperazione tra G7 e G20, anche e soprattutto su questi temi – avrebbe detto la premier, a quanto si apprende -, possa essere decisiva per trovare soluzioni concrete ed efficaci alla complessità delle sfide del nostro tempo.

Sfide sempre più interconnesse, che ci dicono una cosa estremamente importante: i problemi del Sud sono anche i problemi del Nord del mondo, e viceversa”. Contrastare la fame nel mondo e la povertà, avrebbe sottolineato Meloni, “è certamente una delle sfide più ambiziose e complesse che affrontiamo”.Sfide rese ancor più complicate dalle guerre con cui il pianeta è chiamato a fare i conti.

La premier avrebbe fatto riferimento sia all’Ucraina che al Medio Oriente nella prima sessione di lavori del summit, rimarcando come, nella guerra in Ucraina, anche il grano sia stato usato come arma, “come strumento di guerra, colpendo soprattutto le nazioni più deboli”.E ricordando l’impegno di Italia in Medio Oriente per aiutare le popolazioni civili: “l'iniziativa Food for Gaza abbiamo consegnato 47 tonnellate di prodotti di prima necessità”. Ma la presidente del Consiglio, nel suo intervento, sarebbe tornata anche su temi cari a lei e al suo governo.

Come il no agli alimenti sintetici destinati, a suo dire, ad acuire il gap tra Paesi ricchi e poveri.Per contrastare la fame nel mondo, il suo ragionamento, è fondamentale il ruolo della ricerca, “ma voglio essere chiara: non per produrre cibo in laboratorio.

Perché significa andare verso un mondo nel quale chi è ricco potrà mangiare cibo naturale e a chi è povero verrà destinato quello sintetico.E non è il mondo nel quale voglio vivere”. Altro tema battuto con convinzione è quello dell’identità: “se vogliamo raggiungere la sicurezza alimentare, dobbiamo prima di tutto difendere il diritto di ogni popolo e di ogni Nazione di scegliere il modello produttivo e il sistema di alimentazione che reputano più adatto alle proprie caratteristiche”.

Ogni Nazione, il ragionamento della premier, ha le sue peculiarità e le scelte non possono che partire dai territori, dalle realtà locali, dalla propria cultura.  “Anche perché un rapporto più forte tra territorio, popolo e lavoro consente anche di ottenere cibo di maggiore qualità e catene di produzione sostenibili.Identità, come sempre, significa ricchezza”, la sua convinzione.

Poi a margine dei lavori, i bilaterali con l’indiano Narendra Modi, il principe ereditario dell’Emirato di Abu Dhabi Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, il presidente della Banca Mondiale Ajay Bangra e il primo ministro canadese Justin Trudeau, per un primo passaggio di consegne della presidenza del G7, con la raccomandazione di non dimenticare l’impegno per l’Africa.  Quanto all’Alleanza contro fame e povertà stretta oggi a Rio, difficile capire se Meloni abbia avuto un ruolo per far sì che anche l’Argentina di Milei rientrasse nella partita. “La presidente parla con tutti…”, si limitano a rispondere da Palazzo Chigi.Domani, terminato il vertice, la premier lascerà Rio per raggiungere Buenos Aires e iniziare la sua visita ufficiale nel Paese guidato da Milei. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina-Russia, 1000 giorni di guerra. Kiev: “Con missili è svolta”

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La guerra tra Ucraina e Russia taglia il traguardo dei 1000 giorni dall'inizio dell'invasione ordinata da Vladimir Putin e entra in una nuova fase.Il capitolo si apre con l'ok con cui gli Stati Uniti autorizzano Kiev a colpire obiettivi in territorio russo con i missili a lungo raggio Atacms che, secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, "parleranno da soli". 
"Potrebbe essere una svolta", dice il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, parlando a New York prima di una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Potrebbe essere una svolta.

Più l'Ucraina riuscirà a colpire, più la guerra sarà breve.- La posizione dell'Ucraina è sempre stata chiara: abbiamo tutto il diritto di colpire obiettivi militari sul territorio russo. È un nostro diritto legittimo, che salverà i nostri civili.Potrebbe avere un impatto molto positivo sul campo di battaglia", prosegue, forse sopravvalutando il reale impatto della novità.

Kiev, in fondo, ha già usato missili Atacms in passato.E la Russia, secondo gli analisti dell'Institute for the study of war (Isw), da tempo ha spostato basi e mezzi fuori dalla portata dai missili. Si può scommettere almeno su una conseguenza della decisione di Joe Biden.

Il presidente uscente, a 2 mesi dall'addio alla Casa Bianca, fa scattare il semaforo verde e lascia un'eredità ancor più impegnativa a Donald Trump.Il neo presidente eletto non si esprime sulla decisione del suo predecessore e lascia parlare membri influenti del suo team, dal figlio Donald jr all'onnipresente Elon Musk.  Da Mosca, non c'è traccia diretta di Vladimir Putin nella pioggia di reazioni delle ultime 24 ore: parlano più o meno tutti, ma non il presidente russo.

La linea dettata dal Cremlino, però, è chiara.A dettarla, a settembre, è stato proprio Putin con dichiarazioni esplicite: "Se verranno lanciati attacchi contro la Russia, la Nato entrerà nella guerra", il senso delle parole. "La risposta di Mosca agli attacchi missilistici dell'Occidente sul territorio russo sarà adeguata e tangibile", dice Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri, Sergei Lavrov. "L'uso di missili a lungo raggio da parte di Kiev comporterà la diretta partecipazione degli Usa e dei paesi satelliti alle ostilità e cambierà l'essenza del conflitto", aggiunge. Diverse, almeno in parte, le parole di Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino e megafono principale di Putin. "E' ovvio che l'amministrazione uscente di Washington intende adottare misure per continuare a gettare benzina sul fuoco e provocare un'ulteriore escalation di tensioni", dice, rincarando la dose all'agenzia Tass: "La decisione degli Stati Uniti di colpire la Russia in profondità, se attuata, non sarà priva di risposta".

Quindi, lo spiraglio o – se vogliamo – l'esca indirizzata a Trump. Il dialogo con il nuovo presidente, in teoria, è possibile. "Non sono in corso reali preparativi per una telefonata tra Putin e Trump, non c'è stata nessuna richiesta da parte americana", dice Peskov, tornando a smentire il colloquio che per il Washington Post sarebbe avvenuto dopo le elezioni Usa del 5 novembre. "Ci sono meccanismi per organizzare un colloquio tra Putin e Trump.Se c'è la volontà politica, possono essere facilmente attivati", aggiunge.  Dagli Stati Uniti, nessuna conferma ufficiale sull'ok a Kiev per l'uso degli Atacms.

La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato non commentano e non si esprimono.In attesa che arrivino le parole di Biden, nessun segnale diretto da Donald Trump.

Il neo presidente eletto ha detto e ripetuto che punta a far finire la guerra in tempi brevi e ritiene possibile un accordo tra Putin e Zelensky. Nelle scorse settimane, il Wall Street Journal ha diffuso anche la bozza embrionale alla base di un eventuale piano: creazione di una zona demilitarizzata lungo il fronte, Ucraina fuori dalla Nato per 20 anni, sostegno militare americano a Kiev per scongiurare nuove aggressioni. 
Ora, la missione diplomatica di Trump rischia di complicarsi decisamente.Mancano 2 mesi al suo insediamento e già nelle prossime ore l'Ucraina potrebbe iniziare a lanciare missili Atacms nel Kursk: le forze armate ucraine hanno invaso la regione russa all'inizio di agosto, ora Mosca prepara 50mila uomini per la controffensiva che sarà sostenuta anche da migliaia di soldati nordcoreani. In attesa che Trump si pronunci, parla chiaro suo figlio Donald jr: "Imbecilli", dice riferendosi a chi ha dato il semaforo verde.

Tra un tweet e l'altro, chiara anche la posizione di Musk.Il magnate, protagonista assoluto nella nuova amministrazione Trump, condivide i posti di chi considera i "liberali" amanti della guerra e prevede l'escalation della guerra: "La Russia risponderà".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, vittoria doppia per il centrosinistra: Pd esulta, ma gli alleati soffrono

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(Adnkronos) – Il centrosinistra agguanta il 2 a 1 alle elezioni regionali, nella tornata d'autunno 2024, e il Pd di Elly Schlein esulta per la doppietta.Un trionfo in Emilia Romagna con Michele De Pascale.

Una vittoria meno larga per Stefania Proietti in Umbria, ma decisiva.Un risultato, quello umbro, incerto fino alla vigilia, con lo 'spauracchio Bandecchi' ad agitare la coalizione progressista poi svanito con il passare delle ore e il consolidarsi dei voti per la candidata sostenuta dal centrosinistra.

Un successo particolarmente importante per Schlein.Interno ed esterno.

Il Pd vola e la vittoria seda malumori emergenti tra i riformisti dem per la gestione della partita ligure.  Resta però aperto il capitolo alleanze.Intanto, il successo non arriva allo stesso modo per tutte le forze del centrosinistra.

Il voto in Emilia e Umbria conferma la tendenza della Liguria, la regione persa di un soffio: il Pd cresce e 'cannibalizza' gli alleati.I dem toccano percentuali bulgare in Emilia con lo sfondamento oltre il 42 per cento.

E anche in Umbria il Pd è primo partito a quota al 30,43% staccando di parecchio Fdi.In entrambe le regioni c'è una crescita consistente dei dem rispetto alle europee.  
Per gli alleati la musica diversa: leggermente al di sotto del risultato delle europee Alleanza Verdi e Sinistra e, come in Liguria, male i 5 Stelle in calo di consensi rispetto al voto di giugno: era l'8,9% in Umbria contro l'attuale 4,74% e al 7,2% in Emilia contro il 3,55%.

Le liste centriste stanno sull'ordine di un paio di punti percentuali.A differenza della Liguria, persa, in Emilia e in Umbria anche Iv (senza simbolo) era in coalizione.

Se ci fossero stati anche in Liguria si starebbe parlando di 3 a 0?Non ci sarà mai la controprova ma l'alleanza ampia vince nelle due regioni in cui si è presentata e Matteo Renzi arriva puntuale come un orologio a sottolinearlo: "Il centrosinistra unito vince.

Il centrosinistra diviso perde.Lo dice la matematica da sempre, lo conferma la politica oggi".  
Per Schlein le vittoria di Emilia e Umbria sono la conferma dello schema 'testardamente unitaria' a cui lavora, con alterne fortune, da mesi. "E' il segno di una vittoria che è la vittoria della coesione di una squadra e di una coalizione, e anche dell'unità e della coesione del Partito democratico.

E' il segno di dove possiamo arrivare quando siamo uniti e compatti attorno a un obiettivo", scandisce la segretaria.  Il racconto della giornata è in due fasi: il festeggiamento a Bologna per la vittoria schiacciante di De Pascale, accompagnato al comitato da Schlein e Stefano Bonaccini, mentre in Umbria il risultato era ancora aperto. "Una bellissima vittoria, una vittoria emozionante quella di Michele De Pascale'', esultava la segretaria del Pd.Una vittoria anche sulle polemiche durissime con il centrodestra sull'alluvione.

Il neo governatore chiama subito in causa Giorgia Meloni chiedendo di aprire una fase nuova: "E' stato un anno e mezzo di scontri.Da questa campagna elettorale deve finire la speculazione politica e deve iniziare una nuova collaborazione istituzionale.

Io spero, già nei prossimi giorni di poter incontrare la presidente del Consiglio e su questo poter segnare un cambio un cambio di passo", dice De Pascale 'offrendosi' di assumere la "responsabilità" di nuovo commissario alla ricostruzione nei territori coinvolti dalle alluvioni.  Poco dopo i festeggiamenti a Bologna, con il consolidarsi della vittoria in Umbria dai dem, arriva l'annuncio che la segretaria andrà a Perugia al comitato di Stefania Proietti.E qui è attesa per il festeggiamento meno scontato e più importante della tornata elettorale d'autunno.

Per il Pd e per lo sforzo unitario perseguito da Schlein.Ma che si vada verso una alleanza strutturale è ancora tutto da vedere.

Una risposta dovrebbe arrivare dalla Costituente dei 5 Stelle sabato e domenica a Roma.A cui Conte fa riferimento nella telefonata con Proietti: "Vittoria strepitosa, promesse last minute centrodestra non hanno ingannato gli umbri.

Nessun dubbio fossi tu la candidata migliore.Stiamo preparando Nova, siamo in dirittura d’arrivo; non riesco a raggiungerti per festeggiare e abbracciarti, la Costituente mi blocca a Roma".

Avs intanto non ha dubbi: "Avanti con alleanza, non dismettere il progetto messo in campo qui in Umbria", dice Elisabetta Piccolotti.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)