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Netanyahu: “Cinque milioni di dollari per ogni ostaggio liberato”

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(Adnkronos) – Israele offrirà una ricompensa di cinque milioni di dollari a chiunque aiuti a recuperare uno degli ostaggi, detenuti a Gaza dal 7 ottobre dell'anno scorso.Lo ha annunciato il premier Benjamin Netanyahu in un video che lo ritrae mentre è in visita nel corridoio di Netzarim, nella Striscia di Gaza.  "Chiunque riporterà un ostaggio, troverà un modo sicuro per lui e la sua famiglia di uscire (da Gaza) – ha detto -.

Daremo anche una ricompensa di cinque milioni di dollari per ogni ostaggio".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Imprese e famiglie sempre più indebitate, sono 5 milioni quelle in difficoltà

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(Adnkronos) – I cittadini italiani sono sempre più indebitati.Sono circa 5 milioni le famiglie e le piccole imprese che versano in stato di indebitamento patologico, il 16,3% di queste risiedono in Lombardia.

Situazioni di difficoltà molto diffusa per le quali sono state presentate 1.582 richieste di aiuto a partire dal 2017 al 31 ottobre 2024 alla Camera Arbitrale di Milano (ente che gestisce le istanze di composizioni delle crisi da sovraindebitamento delle camere di commercio di Como-Lecco, Cremona, Milano Monza Brianza Lodi, Pavia, Varese-Busto Arsizio) da parte di piccole imprese, ex imprenditori e cittadini eccessivamente indebitati.E il trend non sembra calare.

Nei primi dieci mesi del 2024 le domande sono aumentate del 2,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.Il 23% del totale è stato presentato a Milano che risulta anche essere l'area più interessata dal fenomeno.

Seguono il territorio di Monza e Brianza con il 18%, Pavia con il 13%, Como con l’11%, Busto Arsizio con il 9%, Varese con l’8%, Lecco con il 7% del totale delle domande depositate.Il bilancio dei dati evidenzia una lieve, ma stabile crescita di richieste di aiuto da parte di consumatori e piccoli imprenditori.

Secondo quanto diffuso, la Camera Arbitrale di Milano prevede di chiudere l'anno “con un incremento del 9% di istanze depositate rispetto ai dati dell’anno scorso”.Il sovraindebitamento non rappresenta più un fenomeno marginale. Per affrontare la situazione, secondo Massimo Ferlini, presidente del Consiglio di Gestione di Fondazione Welfare Ambrosiano, da anni impegnata nel contrasto dell'esclusione economica e sociale, va ripensato l'intero sistema di welfare.

Servono interventi radicali per affrontare “non solo le urgenze attuali, ma anche per costruire basi solide di inclusione e stabilità economica a lungo termine” dice, così da permettere a chi vive in situazioni di fragilità di trovare strumenti concreti per avere un futuro sicuro.Nei primi 10 mesi del 2024 sono anche aumentate del 19% le istanze depositate dai consumatori, mentre sono diminuite del 16% le istanze presentate da aziende/ditte individuali.

Per il presidente della Rete Italiana di Microfinanza e Inclusione Finanziaria, Giampietro Pizzo, bisogna agire con interventi normativi e operativi.Misure che, da una parte, contengano il fenomeno, e dall'altra offrano risposte concrete a quanti si trovano in situazione di difficoltà.

Cruciale è la collaborazione tra enti del terzo settore, operatori bancari e autorità pubbliche.Le istituzioni finanziarie “hanno una precisa responsabilità sociale nella risoluzione di queste situazioni dannose per il debitore e la collettività” perché “ricostruire la cittadinanza economica di chi è incorso in situazioni di difficoltà finanziaria è una necessità e un dovere sociale”, spiega Pizzo.  La Fondazione Welfare Ambrosiano, dopo aver osservato un incremento significativo nelle richieste di aiuto per situazioni di sovraindebitamento, ha avviato la costituzione di una rete di partner con i quali mettere a punto un modello di intervento nella città Metropolitana di Milano che sia multidisciplinare e sostenibile.

Lo stato di crisi da sovraindebitamento coinvolge sempre più spesso persone, famiglie, imprenditori che, a seguito di difficoltà di carattere finanziario, vanno a costituire un target di soggetti fragili non solo sul piano economico, ma soprattutto su quello familiare e sociale.Per la Fondazione il welfare deve essere una rete capace di dare sostegno concreto e duraturo, così che quanti sono esclusi dal sistema economico-sociale non debbano più sentirsi ai margini, ma possano ricostruire la propria stabilità economica. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bjk Cup, la Slovacchia raggiunge l’Italia in finale: Gran Bretagna eliminata

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(Adnkronos) –
Sarà la Slovacchia a sfidare l'Italia nella finale di Billie Jean King Cup Finals, in programma domani, mercoledì 20 novembre, alle 17 al Palacio de Deportes José María Martín Carpena di Malaga.La Slovacchia, in semifinale, ha sconfitto 2-1 la Gran Bretagna. Nel primo singolare Emma Raducanu si è imposta per 6-4, 6-4, in un’ora e 36 minuti di gioco, su Viktoria Hruncakova, mentre nel secondo Rebecca Sramkova ha superato in rimonta per 2-6, 6-4, 6-4, in due ore ed undici minuti, Katie Boulter.

Decisivo il doppio che ha visto Viktoria Hruncakova e Tereza Mihalikova superare con un netto 6-2, 6-2 le britanniche Olivia Nicholls e Heather Watson. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Finanza, a tutela patrimonio consulenti formati e mix strumenti: la ricetta del Gruppo Bcc Iccrea

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(Adnkronos) – Combinare soluzioni giuridiche, fiscali, finanziarie e assicurative per tutelare il patrimonio.E’ questa la ricetta del gruppo Bcc Iccrea per accompagnare grazie a consulenti finanziari formati e con competenze specifiche i propri clienti nella tutela del proprio patrimonio. “La gestione del patrimonio e degli investimenti è una tematica delicata che richiede competenze specifiche ed un approccio strategico ed informato, affidarsi a un consulente finanziario formato e appunto con spalle robuste consente di considerare con attenzione opportunità e rischi ottimizzando i rendimenti e prendendo decisioni consapevoli”, spiega Alessio Guerriero, responsabile Wealth Management, Divisione Privati e Poe del Gruppo Bcc Iccrea.

Per questo motivo, spiega Guerriero, “è altrettanto fondamentale affiancare i clienti attraverso un approccio personalizzato e basato sull'analisi dei bisogni.Partendo da questo assunto e dalla conoscenza dei bisogni si riescono ad elaborare proposte consulenziali di portafoglio più attinenti alle specifiche esigenze della clientela non trascurando il monitoraggio delle stesse nel continuum e cogliendo le opportunità del momento del mercato senza mai perdere di vista gli obiettivi di lungo termine”. (VIDEO) La sfida principale per la protezione dei patrimoni, sottolinea ancora, “è a mio avviso rappresentata dalla capacità di saper considerare tutti gli aspetti che compongono una corretta pianificazione patrimoniale che si fonda in primis sulla diversificazione degli strumenti per ridurre i rischi.

mi riferisco a rischi esogeni come la volatilità dei mercati, l'inflazione, i rischi geopolitici o ambientali ma anche molto spesso rischi endogeni dettati dai propri comportamenti dall'accesso alle informazioni o dalla propria gestione familiare ed aziendale”.La protezione assicurativa, aggiunge Guerriero, “è in questo senso un aspetto centrale per la sicurezza finanziaria e il benessere delle persone e delle imprese.

Le soluzioni assicurative possono infatti rappresentare un investimento del proprio futuro e nel benessere dei propri cari grazie alle loro caratteristiche trasversali ed intrinseche come l'esclusione dall'asta ereditario, l'impignorabilità, l'efficienza fiscale e la capitalizzazione dei rendimenti”.    Gestione e protezione del patrimonio finanziario ma anche sguardo alla tutela delle imprese. “L’azienda – sottolinea Francesco Piano, responsabile acquisition finance di BCC Banca Iccrea – rappresenta l’asset più importante per l'imprenditore e per questo motivo deve essere accuratamente difeso.Diciamo che uno dei principali rischi che l'imprenditore si trova ad affrontare è quello della continuità aziendale e un imprenditore oculato deve gestire il cosiddetto passaggio generazionale.

Nel caso in cui non avesse successioni in azienda è indispensabile la ricerca di un partner che possa garantire e assicurare questa continuità”. Per far questo, aggiunge Piano, “è necessario affidarsi a professionisti esperti di questa particolare materia che possono supportare l'imprenditore nella ricerca della soluzione migliore, cercando di valorizzare al meglio la propria partecipazione e assicurare quindi futuro all’azienda”.   “Dal lato delle fonti di finanziamento, invece – sottolinea ancora Piano, la migliore strategia per proteggersi in contesti di mercato difficili è quella della diversificazione delle proprie fonti cercando di privilegiare strumenti a medio lungo termine e di differenziare la categoria degli investitori.Oggi in Italia siamo ancora molto centrati sulle banche e questo potrebbe generare dei rischi, in caso di crisi di sistema come quelle avvenute in Italia non più tardi di 10 anni fa.

L'emissione degli strumenti obbligazionari (minibond) anche da parte delle PMI rappresenta un'ottima opportunità di diversificazione e consente alle aziende e agli imprenditori di avvicinarsi ai mercati finanziari.Quelle dei minibond oggi è un mercato in forte crescita ed è caratterizzato da investitori evoluti capace di rispondere alle esigenze anche complesse delle varie aziende”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Spazio, Mascaretti (Fi): “Italia protagonista in Ue grazie alla regolamentazione di Spazio e mari”

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(Adnkronos) – "L’Italia è il primo paese in Europa a proporre una regolamentazione delle aree spaziali e marine; ciò consentirà al paese di sedersi al tavolo europeo da protagonista".Così Andrea Mascaretti, membro della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, nel corso del secondo forum 'Space&Blu – Strumenti di interconnessione', che si è tenuto oggi a Roma.  "L’ Italia – aggiunge Mascaretti – è conosciuta per la sua storica economia del mare, ma poco si sa su quella dello Spazio.

Quest’anno si celebrano i sessanta anni dalla messa in orbita del primo satellite italiano 'San Marco1'.Nel 1967 venne inviato nello Spazio 'San Marco 2', che venne lanciato dal mare, sempre a indicare la stretta interconnessione che lega da sempre Spazio e mare".  "L’Italia, assieme all’Esa – conclude Mascaretti – aggiunge il proprio contributo a questa nuova economia dello Spazio, con l’obiettivo di assumere un ruolo di spicco in Europa.

Dal mare al cielo e dal cielo al mare ci sarà un grandissimo futuro per l’Italia". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Le Nuove Regole sul Controllo dell’Età Scuotono il Mercato del Gioco d’Azzardo in Italia

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Il mercato del gioco d’azzardo italiano sta affrontando significativi cambiamenti a causa di nuove regolamentazioni.Con una lunga tradizione relativa al gioco e una cultura profondamente radicata nei giochi basati sulla fortuna, l’Italia non è immune dal fascino e dalle insidie del mondo del gioco d’azzardo.D’altra parte, le recenti riforme cercano di imporre controlli più severi per rendere l’ambiente di gioco ancora più sicuro per tutti i tipi di giocatori.Mentre l’adozione di tali regolamenti tutela i consumatori, per gli operatori ciò significa una serie di sfide che li obbligano a rivedere strategie e politiche. È in questo contesto che il presente articolo discute i cambiamenti che il mercato del gioco italiano dovrà affrontare e I diversi scenari che si potrebbero verificare per fornitori e fruitori.

Una Nuova Era di Regolamentazioni

l governo italiano è diventato maggiormente attivo a causa delle preoccupazioni riguardo alla dipendenza dal gioco e alla protezione dei minori, con una nuova ondata di regolamenti che colpiscono sia gli operatori online che quelli fisici, compresi quelli che offrono il casino live.

Queste misure mirano a ridurre i rischi legati al gioco e a far rispettare le pratiche per un gioco responsabile.I principali aspetti di tali riforme includono:

  • Verifica dell’età più rigorosa
  • Limiti obbligatori di spesa
  • Maggiore trasparenza nelle pubblicità

Le pubblicità, ad esempio, dovranno evidenziare i rischi legati al gioco, inclusi i rischi di dipendenza, creando consapevolezza e proteggendo le persone vulnerabili.L’autorità italiana competente in materia di gioco d’azzardo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, monitora da vicino tutto ciò, garantendo la conformità da parte degli operatori.Qualsiasi operatore che violi queste norme dovrà pagare pesanti multe, con il rischio di revoca della licenza.

Questi provvedimenti, in Europa, rappresentano un’ampia tendenza, infatti i paesi stanno rivedendo la propria legislazione sul gioco d’azzardo con l’obiettivo di migliorare la protezione dei consumatori e favorire un gioco responsabile.

Un Focus sulla Trasparenza e sui Casinò Live

Tra tutti, uno dei punti chiave enfatizzati dalle nuove normative, in particolare nel settore in rapida crescita dei casinò live, è la trasparenza.Negli ultimi anni i casinò live sono diventati molto popolari, permettendo ai giocatori di partecipare all’attività di gioco in un’atmosfera da casinò realistica.Le nuove normative richiedono agli operatori di essere più trasparenti riguardo alle probabilità e alla meccanica dei giochi live, inclusi giochi da tavolo e slot.I regolatori ritengono che, mostrando ai giocatori maggiori informazioni sulle probabilità di vincita di un gioco e sugli esiti possibili, i giocatori possano comprendere meglio a cosa stanno andando incontro, specialmente in contesti di gioco come i casinò live, dove i giocatori tendono a sentirsi più coinvolti e intrattenuti.

Inoltre, è obbligatorio che un casinò live informi i propri consumatori sul gioco responsabile, con l’intento di aiutare chi ne ha bisogno.Questo è in linea con la filosofia dell’Italia di promuovere un gioco sicuro e responsabile, senza incentivare il rischio eccessivo.

L’Impatto Sugli Operatori e sull’Industria

La nuova politica di verifica dell’età crea qualche difficoltà agli operatori di gioco, in quanto le aziende sono obbligate a investire in tecnologia e formazione del personale per rispettare gli standard di trasparenza e verifica.Ora gli operatori dovranno utilizzare sofisticati software per la verifica dell’età per assicurarsi che i giocatori siano maggiorenni, aumentando notevolmente i costi, specialmente per le piccole imprese.Inoltre, le rigide restrizioni pubblicitarie limitano il modo in cui gli operatori possono pubblicizzare i propri servizi, vietando le pubblicità che promuovono il gioco d’azzardo e mostrando avvisi sui rischi del gioco.

Al centro di questi nuovi standard di regolamentazione ci sono le pesanti sanzioni per la non conformità, obbligando così il rispetto delle regole da parte degli operatori.

Le Reazioni dei Consumatori e l’Adeguamento del Mercato

Queste normative hanno avuto effetti contrastanti sui consumatori: mentre alcuni apprezzano la maggiore sicurezza, in particolare la chiarezza delle probabilità e dei limiti di spesa, al fine di favore un gioco responsabile, le nuove normative hanno cercato di dare ai giocatori gli strumenti per prendere decisioni più consapevoli.Questo passo aggiuntivo di verifica e i limiti di spesa potrebbero essere visti come restrittivi da alcuni, in particolare dai giocatori occasionali.Nel frattempo, il mercato si adatta a tutti questi cambiamenti.L’impatto finanziario derivante da questi misure sarà assorbito più facilmente dai grandi operatori consolidati.

Per le piccole aziende, tuttavia, questo potrebbe essere difficile da gestire.Per i consumatori le opzioni potrebbero diventare limitanti, mentre il mercato del gioco italiano continua ad evolversi sotto la pressione normativa.

In sintesi

La nuova legislazione italiana sul gioco d’azzardo sottolinea l’importanza del gioco responsabile e la protezione dei consumatori, promuovendo la trasparenza, il controllo delle spese e la limitazione della pubblicità.Tali misure contribuiranno ad affrontare i problemi del gioco problematico e la protezione dei minori, lanciando una serie di sfide e opportunità per l’industria.Per il consumatore, questa transizione significa un ambiente più sicuro dove il divertimento incontra la responsabilità e una maggiore trasparenza all’interno del mercato del gioco italiano.

Potenza, scontro tra due tir: due morti

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(Adnkronos) – Scontro tra due tir sulla Statale 655 'Bradanica' a Venosa in provincia di Potenza.Entrambi i conducenti hanno perso la vita.

Una terza persona è rimasta ferita ed è stata trasportata con l'elisoccorso in ospedale.Si sta indagando sull'esatta dinamica dell'incidente.

Nel tratto di strada è stata deviata la circolazione.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bartoli (Lega Filo d’Oro): “60 anni fa pionieri, oggi siamo in 12 Regioni”

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(Adnkronos) – "I 60 anni della Lega del Filo d'Oro rappresentano un evento importante a livello nazionale per la vita e il futuro di persone che vivono la condizione della sordocecità.All’inizio siamo stati dei pionieri, poi con il tempo abbiamo avviato il nostro primo centro nelle Marche e successivamente in altre 11 Regioni italiane.

Questo grazie all’impegno e alla passione dei tanti nostri collaboratori, e alla solidarietà di chi ci sostiene.Ora è il momento di promuovere ulteriori iniziative a livello istituzionale.

Ci stiamo battendo per rendere determinati servizi alla portata delle famiglie che ne hanno bisogno, perché ci sono sempre più persone di tutte le età che necessitano di aiuto.Se gli italiani ci saranno vicini, nel futuro potremo fare ancora di più".  Lo ha detto Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d’Oro, nel corso dell’incontro tenutosi a Roma per la celebrazione dei 60 anni di attività della Fondazione e la presentazione della campagna di sensibilizzazione dal titolo "60 anni non si festeggiano, si fanno.

Insieme". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Persone sordocieche, Annamaria: “Per noi genitori Lega Filo d’Oro una luce nel buio”

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(Adnkronos) – "Purtroppo mio figlio Francesco è nato con la malattia di Norrie, rara patologia genetica" che colpisce in genere solo i maschi ed è caratterizzata da cecità totale bilaterale. "A causa della malattia Francesco è completamente cieco.Perciò ha sviluppato una forma di autismo piuttosto grave che non gli permette di comunicare.

L’incontro con la Lega del Filo d’Oro è stato importante: ha insegnato a noi genitori ad avere un canale di comunicazione con Francesco, utilizzando come strumenti di intermediazione alcuni oggetti che ci consentono di capire che cosa desidera. È stato come se si accendesse una luce nel buio.Francesco è riuscito a crescere in una condizione naturale.

La Lega del Filo d’Oro ha dato a Francesco la possibilità di essere in contatto con noi genitori e con il mondo".Lo ha detto la signora Anna Maria, mamma di Francesco, ragazzo affetto dalla malattia di Norrie, in occasione dell’evento organizzato oggi a Roma dalla Lega del Filo d’Oro per celebrare i 60 anni di attività dell'Ente e lanciare la nuova campagna di sensibilizzazione "60 anni non si festeggiano, si fanno.

Insieme". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Arbore: “La Lega del Filo d’Oro è la mia seconda famiglia”

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(Adnkronos) – "La Lega del Filo d'oro è la mia seconda famiglia: è dal 1989 che presto loro la mia immagine, anche se il grande lavoro lo fanno i dirigenti della Fondazione, chi ci lavora, gli operatori e le famiglie che vengono ospitate nelle nostre tante sedi. È importante che ciò che ho fatto in passato, nella televisione, nel mondo della musica, serva a questo.Spesso mi accade di essere fermato per strada e di sentirmi dire 'Bravo, lei rappresenta la Lega del Filo d’Oro'. È una soddisfazione, e una cosa che rende importante la mia militanza.

Come pure è importante il ruolo di coloro che ci sostengono, e che attraverso la Lega aiutano vivere molte persone che non vedono, non sentono e non parlano".Lo ha detto Renzo Arbore durante l’incontro organizzato – oggi a Roma – dalla Lega del Filo d’Oro per celebrare i 60 anni di attività dell'Ente e lanciare la nuova campagna di sensibilizzazione "60 anni non si festeggiano, si fanno.

Insieme". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Regionali, per il centrodestra ora si apre la partita Veneto: i nodi da sciogliere

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(Adnkronos) – Dopo la doppia sconfitta rimediata in Emilia Romagna e Umbria, Fratelli d'Italia lavora per rifarsi in vista delle prossime sfide elettorali, a partire dal Veneto, dove – in attesa delle mosse del governatore uscente, il leghista Luca Zaia – si gioca una partita nazionale all'ultimo voto.Non è un mistero infatti che il partito di Giorgia Meloni guardi con interesse alla ricca Regione del Nord, mosso dal desiderio di candidare un proprio esponente alla guida di Palazzo Balbi.  Due però sono i nodi da sciogliere: il primo riguarda la data delle elezioni (settembre 2025, scadenza naturale della legislatura, o primavera 2026?), il secondo riguarda il futuro di Zaia, che è già al suo terzo mandato e – in assenza di una legge che glielo consenta – non più 'arruolabile' per una nuova corsa.

A quel punto Fratelli d'Italia potrebbe far pesare il suo ruolo di partito leader della coalizione ed esprimere una sua candidatura per la poltrona di governatore.  Da tempo si fa il nome del senatore Luca De Carlo, presidente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, che interpellato dall'Adnkronos predica prudenza, per ora: "Ho sempre detto che è alquanto prematuro parlare di un tema come questo", tuttavia, osserva il coordinatore veneto di Fdi, "qui siamo il primo partito, facciamo la miglior performance a livello nazionale.Alle europee abbiamo aumentato di 5 punti la percentuale rispetto alle politiche.

E' un dato che ci mette nelle condizioni di giocare le nostre carte".  La partita in Veneto, dice ancora De Carlo, è "slegata" da quelle che si sono giocate nelle precedenti regionali: per la scelta del candidato "bisognerà tenere conto" anche delle dinamiche e delle scelte che verranno fatte sulle Regioni al voto l'anno prossimo, ossia Campania (dove Fdi e Forza Italia reclamano un loro candidato), Marche, Puglia, Toscana e Valle d'Aosta. "Dobbiamo guardare avanti e scegliere i candidati migliori.Noi siamo forti del consenso che oggi i veneti ci danno: oltre un veneto su tre dà fiducia a Fdi", prosegue il senatore.  Come papabile per il posto da governatore non c'è solo De Carlo: anche l'europarlamentare di Fdi Elena Donazzan, ex assessora della giunta Zaia, potrebbe ambire alla nomination. "In Veneto -spiega- siamo cresciuti come classe dirigente, esiste più di un profilo candidabile.

Quando sarà il momento sceglieremo.Lo scopo è tenere il centrodestra unito, perché solo così si vince".

La Lega aspira a mantenere la presidenza del Veneto, ma questo per De Carlo non rappresenta un problema: "Vorrei vedere qual è il partito che dice 'no, non vogliamo il presidente'.E' legittimo che il mio omologo, il segretario della Lega veneta Alberto Stefani, dica che la guida della Regione deve rimanere al suo partito.

Mi stupirebbe se dicesse che il governatore devo farlo io…". Rimanendo in Veneto, un altro esponente locale di Fdi, il vicecapogruppo al Senato Raffaele Speranzon, dice di non credere a una nuova candidatura dell'uscente Zaia, al netto della stima nei confronti dell'attuale governatore del Carroccio: "Qualora non dovessero esserci i numeri in Parlamento – come credo – sulla proposta di aumentare il numero dei mandati, alla fine di questa legislatura non ci sarà una ricandidatura di Zaia, del quale abbiamo grandissima stima e col quale stiamo lavorando bene".  Anche per Speranzon sono i numeri che consentono a Fdi di dare le carte: "Alle europee – ragiona – Fdi ha ottenuto in Veneto il 37,5%, ogni elezione ha visto crescere costantemente il consenso per noi.Le ultime europee ci hanno permesso di raggiungere una percentuale che Fdi non ha riscontrato in nessuna parte di Italia.

Non siamo noi che rivendichiamo il Veneto, sono i veneti che col loro consenso danno indicazioni chiare sulla forza politica che li rappresenta.Il quadro è questo, dopodiché sono aperti i possibili scenari.

Se non c'è un uscente ricandidabile, bisognerà sedersi attorno a un tavolo e trovare la quadratura del cerchio".  Ma non c'è alcuna fretta, secondo il senatore: "I tempi non ci impongono di essere tempestivi.Siamo convinti di avere una classe dirigente con persone e figure che rispondono ai requisiti giusti.

Luca De Carlo sicuramente è uno di queste.Il confronto tra i leader delle forze politiche del centrodestra poterà sicuramente a una sintesi", promette Speranzon.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Fontana a Warhol, a Milano 80 opere confiscate alla criminalità

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(Adnkronos) – Dal 3 dicembre 2024 al 26 gennaio nelle sale di Palazzo Reale a Milano sarà allestita "SalvArti.Dalle confische alle collezioni pubbliche", un'esposizione che restituisce al pubblico una serie di oltre 80 opere d'arte contemporanea – tra dipinti, grafica e sculture di artisti quali Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Lucio Fontana, Massimo Campigli, Salvador DalÍ, Andy Warhol, Mario Schifano, Robert Rauschenberg, Christo e altri – provenienti da confische fatte dalla pubblica autorità alla malavita organizzata. La mostra è parte del progetto "Arte per la cultura della legalità", a cura della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, dell'Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Reggio Calabria, in collaborazione con il Ministero dell’Interno. La rassegna milanese è la seconda tappa di un itinerario che si è aperto con una straordinaria anteprima, dal 16 ottobre al 21 novembre 2024 al Museo Hendrick Christian Andersen a Roma, e che si chiuderà al Palazzo della Cultura a Reggio Calabria, dall’8 febbraio al 27 aprile 2025. Oltre a presentare un patrimonio culturale in buona parte rimasto inaccessibile alla collettività, l’iniziativa mette in risalto il ruolo e l’impegno delle istituzioni coinvolte nel lungo e virtuoso processo che è stato necessario per recuperarle – fra queste, il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio culturale e la Guardia di Finanza – e per verificarne l’autenticità e l’interesse culturale. Le oltre 80 opere che compongono il percorso espositivo, ordinato secondo un criterio cronologico e tematico, provengono da due differenti procedimenti.

Il primo è scaturito da due indagini incrociate, svolte dal Ros dei Carabinieri e dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, per una maxi-frode fiscale legata a una rete internazionale di riciclaggio.Il secondo, è frutto di una confisca a carico di un soggetto, pienamente inserito nel circuito della criminalità organizzata e stabilmente dedito ad attività economiche illecite. La mostra consente di ripercorrere gli sviluppi dell’arte dalla prima metà del Novecento fino ai primi anni Duemila, in particolare l’evoluzione dei linguaggi espressivi e delle correnti artistiche del tempo.

Tra queste, s’incontra il gruppo Novecento con Mario Sironi (Composizione astratta, scena urbana con carrozza, 1940-1955 ca.; Moltiplicazione II, prima metà del XX secolo), la Metafisica con autori quali Giorgio de Chirico (Piazza d’Italia, prima metà del XX secolo), e Carlo Carrà (Capanno sulla riva, 1955), la Transavanguardia di Sandro Chia (Ossa fossa cassa, 1990; Cupido, 1996), Enzo Cucchi (Autostrada del Pensiero, 1997), Mimmo Paladino e la Nuova scuola Romana con Bruno Ceccobelli, Piero Pizzi Cannella, Gianni Dessì, Nunzio Di Stefano, insieme a esperienze, quali l’astrattismo geometrico e informale, l’arte murale di Keith Haring (Kh mural, 1989), la land art di Christo e il genere del libro d’artista, come Cantata Bluia Libro dore di Pier Paolo Calzolari. In mostra anche alcune opere scultoree: accanto al piccolo bronzo di Arnaldo Pomodoro (Disco, 1986/2003), artista di fama internazionale per l’arte monumentale pubblica, vengono proposte sperimentazioni più contemporanee, come i lavori di Michele Savini (Anello, 2008; Coniglio, 2009) realizzati con materiali inusuali come la gomma da masticare. Dopo le rassegne di Milano e Reggio Calabria, il primo gruppo di lavori, provenienti da una confisca divenuta definitiva nel 2018, sarà consegnato a diversi istituti museali del MiC selezionati dal Direttore generale Musei Massimo Osanna su tutto il territorio nazionale: a Milano (Pinacoteca di Brera – Palazzo Citterio), Roma (Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, Museo delle Civiltà e Istituto centrale per la grafica), Napoli (Castel Sant’Elmo e Museo del Novecento) e Cosenza (Galleria nazionale di Cosenza). Il secondo gruppo di 22 opere rimarrà a Reggio Calabria, presso il Palazzo della Cultura, dove, sin dal 2016, sono permanentemente esposte oltre 100 opere d’arte, tutte facenti parte di una unica confisca effettuata dal Tribunale di Reggio Calabria nel 2015 e affidate dal Segretariato regionale del MiC per la Calabria alla Città Metropolitana. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Lega del Filo d’Oro festeggia 60 anni di storia

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(Adnkronos) – E' un filo prezioso quello che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno.Un filo che dal 1964, grazie al sostegno di tanti, si è rafforzato nel tempo, delineando un percorso costellato di importanti progetti realizzati, animato dalla passione e soprattutto dal coraggio di vedere e ascoltare oltre ciò che è possibile, per dare voce ai bisogni di chi non vede e non sente, migliorare la loro qualità di vita e promuovere maggiore inclusione all'interno della società.

In questi 60 anni di attività al fianco di chi non vede e non sente, la Fondazione Lega del Filo d'Oro Ets ha investito sulla crescita capillare a livello territoriale con l'obiettivo di fornire risposte concrete ai bisogni di utenti e famiglie, fino ad essere oggi presente in 11 regioni italiane con i suoi Centri residenziali, Centri diurni, Servizi e sedi territoriali – riporta una nota – triplicando il numero di utenti seguiti negli ultimi vent'anni e seguendo oggi oltre 1.200 utenti, che hanno beneficiato di uno o più servizi nelle diverse modalità, garantendo loro interventi diagnostici, educativo-riabilitativi e socio-educativi, raggiungendo nel 2023 il numero più alto mai registrato. E' questo l'impegno dell'ente filantropico, che per celebrare il suo sessantesimo anniversario ha promosso questa mattina un evento speciale al Teatro Abàrico di Roma: un momento emozionante per ripercorrere la storia dell'ente e ringraziare tutti coloro che hanno reso questo traguardo possibile, in particolare i suoi sostenitori, volgendo lo sguardo verso i futuri obiettivi da raggiungere.L'evento è stato l'occasione per presentare in anteprima la nuova campagna '60 anni non si festeggiano, si fanno.

Insieme', firmata dall'agenzia Arkage, e ha visto la partecipazione dei testimonial e amici storici Renzo Arbore e Neri Marcorè, con l'intervento del presidente Rossano Bartoli e le testimonianze di uno dei sostenitori che hanno contribuito alla campagna e della mamma di uno dei suoi piccoli protagonisti. "La Lega del Filo d'Oro si impegna da 60 anni a garantire una migliore qualità della vita alle persone sordocieche e alle loro famiglie, e questo è possibile principalmente grazie ai nostri sostenitori, che scelgono di condividere con noi una missione che va oltre l'assistenza: è un progetto di dignità, inclusione e speranza.A loro va la nostra profonda gratitudine e l'invito a continuare questo cammino al nostro fianco – dichiara Rossano Bartoli, presidente della Lega del filo d'Oro Ets – Per la Lega del Filo d'Oro, ogni traguardo raggiunto non è un punto d'arrivo, ma uno slancio verso il futuro.

E' chi sostiene la nostra missione a darci la forza per realizzare nuovi progetti capaci di rispondere ai bisogni complessi dei nostri utenti.Oggi vogliamo dire loro un grazie sincero e riaffermare l'importanza del loro prezioso contributo, affinché nessuno debba affrontare il buio e il silenzio da solo.

Ci tengo a ringraziare sentitamente anche tutte le famiglie che ripongono quotidianamente fiducia nel nostro operato, il personale e i volontari dell'ente, e i nostri testimonial storici, Renzo Arbore e Neri Marcorè, che ci sono vicini da tantissimi anni". A supportare l'impegno della Fondazione i due testimonial storici che negli anni hanno prestato il volto a numerose campagne di raccolta fondi per sensibilizzare gli italiani sulla difficile condizione vissuta dalle persone sordocieche, che affrontano ogni giorno la sfida di andare oltre il buio e il silenzio. "Sessant'anni sono una prova di dedizione e tenacia, ma anche di una visione condivisa da tante persone che, con la loro generosità, hanno permesso alla Lega del Filo d'Oro di diventare una luce per chi non vede e non sente – afferma Renzo Arbore, testimonial della Lega del Filo d'Oro dal 1989 – Per me è un privilegio essere parte di questa famiglia, perché ciò che rende speciale la Lega del Filo d'Oro è la sua capacità di connettere le persone e trasformare i contributi in sogni tangibili.Essere testimone di questa missione mi riempie di orgoglio, e sono sicuro che, con l'aiuto di chi ci sostiene, riusciremo a dare speranza e supporto a chi ogni giorno convive con una disabilità complessa come la sordocecità". "La Lega del Filo d'Oro mi ha insegnato a guardare e ascoltare oltre, a credere che la solidarietà possa davvero cambiare il destino delle persone.

E' una storia fatta di volti, di famiglie, di bambini, giovani e adulti con sordocecità, ma anche di professionisti e sostenitori che, con il loro impegno, hanno trasformato la speranza in realtà.Oggi è questo il messaggio che vogliamo portare avanti – dice Neri Marcorè, testimonial della Lega del Filo d'Oro dal 2014 – Sono onorato di sostenere da 10 anni l'impegno della Fondazione, è un percorso che tocca il cuore e ogni anno rinnova la sua capacità di coinvolgere e di ispirare.

La campagna che abbiamo presentato oggi è un messaggio di fiducia e di vicinanza, ma anche una testimonianza di quanto il supporto dei nostri sostenitori sia fondamentale.Spero che sempre più persone decidano di unirsi a noi, perché solo insieme possiamo davvero fare la differenza". Fondamentale il ruolo dei sostenitori: nel corso del 2023 – si legge nella nota – le donazioni dei sostenitori privati hanno contribuito alla copertura dell'85% delle spese sostenute dall'ente, confermando la netta e crescente prevalenza dei contributi privati rispetto a quelli pubblici.

Complessivamente, la raccolta fondi nel 2023 è aumentata del 24% rispetto all'anno precedente.Solo così la 'Lega' riesce a garantire agli utenti un trattamento personalizzato che arriva a dedicare da 1 a 2,4 dipendenti per ogni ospite, in modo da offrire un percorso riabilitativo efficace a seconda del grado di disabilità.

Per questa ragione oggi la raccolta fondi ha un ruolo fondamentale per la vita e lo sviluppo della Fondazione.E la nuova campagna dedicata al 60° anniversario della Lega del Filo d'Oro intende ringraziare tutti i suoi sostenitori, senza i quali questo traguardo non sarebbe stato possibile. La Lega del Filo d'Oro è inoltre impegnata a dare voce alle istanze di chi non vede e non sente, promuovendo il pieno riconoscimento dei loro diritti presso le Istituzioni.

In Italia la legge 107/2010 riconosce la sordocecità come una disabilità unica e specifica, ma necessita di essere rivista per una sua piena applicazione.Recentemente è stato approvato un disegno di legge molto importante per tutte le persone sordocieche, che riconosce la sordocecità come disabilità unica, senza discriminazioni tra persone con stesse condizioni sviluppate in età differenti.

Questo passo significativo fa guardare al futuro con maggiore speranza e getta le basi per una società più inclusiva e rispettosa.A marzo la Fondazione ha presentato alla Camera dei deputati il Manifesto delle persone sordocieche per chiedere alle istituzioni un maggior impegno affinché ogni persona sordocieca venga riconosciuta e sostenuta, ovunque e sempre, con accesso a cure, interpreti e strumenti che possano davvero fare la differenza nella vita di tutti i giorni.  L'inclusione scolastica – conclude la nota – la mobilità autonoma, la possibilità di lavorare e di abitare in spazi pensati per le esigenze specifiche di chi non vede e non sente non sono solo diritti, ma passi fondamentali verso una società in cui nessuno resti indietro.

Creare un mondo più accessibile, anche nei luoghi di sport e cultura, significa abbracciare la diversità e abbattere ogni barriera.La Fondazione crede fermamente che con il sostegno di tutti si possano superare le sfide attuali per creare una società più equa e accessibile. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rai: Vigilanza, maggioranza domani verso un nuovo ‘Aventino’

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(Adnkronos) – Quarta fumata nera annunciata per il voto sul presidente Rai in Commissione Vigilanza.A quanto apprende l'Adnkronos, domani a Palazzo San Macuto la maggioranza andrà dritta verso un nuovo 'Aventino' e non si presenterà al voto sulla presidente in pectore, Simona Agnes.

Chiaro l'intento, ovvero quello di far mancare il numero legale ancora una volta, evitando così di esporre la Agnes ad una bocciatura, cui andrebbe incontro qualora non raggiungesse la maggioranza qualificata dei due terzi dei votanti. Eloquente la posizione di Maurizio Gasparri, componente della Vigilanza e capogruppo di Forza Italia al Senato, che all'Adnkronos annuncia: "Mi sto recando all'aeroporto per prendere il volo di linea per Torino, dove domani comincia l'Assemblea annuale dell'Anci, dato che sono anche responsabile degli Enti Locali.La Vigilanza?

Non mi pongo neanche il problema.La Floridia e altri mettano sale in zucca per pensare al futuro della Rai, oltre che fare i convegni e le passerelle.

Io non ho tempo da perdere".Segno evidente che l'accordo della maggioranza con le forze di opposizione è ancora lontano. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bologna, ragazzino aggredisce capotreno e gli fa saltare due denti

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(Adnkronos) –
Un capotreno è stato aggredito da un ragazzo, dopo avergli chiesto di mostrare il biglietto di viaggio.E' accaduto mentre il treno stava percorrendo la tratta ferroviaria regionale che collega Porretta e Pianoro in provincia di Bologna. Dopo aver ricevuto un pugno in pieno volto ed aver perso due denti, l'uomo è stato soccorso dal personale del 118, presente alla stazione di Vergato, località in cui il treno si è fermato per permettere la medicazione.

Nel frattempo l'aggressore, dai primi accertamenti un minorenne, si è dato alla fuga.  I carabinieri hanno interrogato i viaggiatori, presenti sul convoglio Trenitalia-Tper, e acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza, presenti a bordo.Cancellati tre viaggi sulla linea tra Porretta e Pianoro con i treni impossibilitati a viaggiare per la presenza del convoglio nella stazione di Vergato. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Anm: “Governo non ci metta all’angolo”

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(Adnkronos) – (dall'inviata Elvira Terranova) – "Su cosa possiamo parlare?Ce lo dica il ministro Nordio…

L'apparenza di imparzialità non può essere la chiave per chiedere ai magistrati di stare in silenzio e metterli in un angolo, estrometterli dalle questioni che si dibattono nella comunità dei giuristi".Arriva da Messina la replica a distanza del Presidente dell'Anm Giuseppe Santalucia al ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ieri da Bruno Vespa aveva auspicato il "silenzio dei magistrati". "Il ministro deve rivedere la sua riflessione su questo con un maggiore approfondimento", aggiunge Santalucia prima di partecipare all'Università di Messina alla presentazione di un saggio, scritto dal magistrato Andrea Apollonio, 'A cosa serve il ricordo'.

Il volume raccoglie 14 intensi discorsi pronunciati dal Capo dello Stato in occasione del plenum del CSM per commemorare i magistrati vittime di mafia e terrorismo.All'incontro, con Santalucia, hanno partecipato anche la rettrice di Unime, Ganna Spatari, Giovanni Moschella, Presidente del Centro Studi sulle Mafie, e Antonella Ferrara, ideatrice e direttrice di Taobuk. "Credo che il ministro Nordio debba rivedere la sua riflessione su questo, con maggiore approfondimento.

Richiamo alcune sentenze della Corte costituzionale che segnano un punto di non ritorno sulla legittimità dei magistrati che esercitano diritto di parola", ribadisce il Presidente dell'Anm Giuseppe Santalucia.Ieri Nordio aveva detto: "Il giudice meno parla e meglio è, deve apparire imparziale". "I magistrati appaiono imparziali – spiega Santalucia- ma partecipare a un convegno o esprimere un pensiero anche su un disegno di legge o sulle linee politiche del governo in materia di giustizia è un diritto dovere del magistrato". "Credo che il governo debba condurre una riflessione su questo- aggiunge Santalucia – Richiamo alcune sentenze della Corte costituzionale che segnano un punto di non ritorno".  "Si deve apparire imparziale ma questo non significa che debba essere ridotto al silenzio- sottolinea con forza il magistrato – I giudici silenziosi erano una caratteristica del periodo pre costituzionale.

Dopo di che alcuni diritti fondamentali, come manifestare un pensiero o partecipare al dibattito pubblico è riconosciuto incontestabilmente anche dalla Corte costituzionale.Si tratta solo di vedere come esercitare questo diritto, ed è stata la riflessione che abbiamo condotto al nostro congresso nazionale di Palermo.

Il magistrato può e deve intervenire ma deve individuare gli spazi e i temi del suo intervento e con sobrietà.E affidandosi soprattutto ad argomentazioni di ciò che afferma, non affermazioni assertive.

Quindi, un uso moderato dei social, un uso saggio.Ma questo noi lo abbiamo già nel nostro patrimonio culturale.

Quello del ministro Nordio è un passo in avanti, che segna due passi indietro rispetto alla storia democratica del nostro paese". Poi, Santalucia, commentando ancora le parole di Nordio a 'Cinque minuti' sulla riforma sulla separazione delle carriere, ha detto: "Sarà pressoché inevitabile che ci sia un referendum". "I cittadini credo che sapranno scegliere tra un assetto costituzionale, quale quello attuale, che ha assicurato in tutti questi decenni un equilibrio tra i poteri dello Stato, e un nuovo assetto che – basta leggere il testo – per rendersi conto che altera un equilibrio come ci guida dal 1948 in poi e che ha consentito alla magistratura di essere in alcuni momenti drammatici del paese un avanguardia di democrazia", dice.Nordio aveva annunciato: "Speriamo entro l'estate di arrivare all'approvazione definitiva'' per la riforma sulla separazione delle carriere in magistratura.

Aggiungendo: ''Se non vi sarà una maggioranza qualificata e non credo che vi sia andremo al referendum.Ma tutto sommato io auspico che si arrivi al referendum, perché su una materia così delicata e importante è bene che il giudizio definitivo e finale spetti al popolo italiano''.  E Santalucia ha spiegato: "Entro l'estate l'approvazione della riforma?

Il calendario parlamentare non ci appartiene, ogni spazio pubblico che ci è consentito, argomenteremo le ragioni della nostra contrarietà questo consente a tutti di decidere con migliore cognizione di causa".  Inevitabile parlare anche della proposta della maggioranza di togliere alle sezioni immigrazione dei tribunali la competenza a decidere sulle convalide dei trattenimenti dei migranti, attribuendola ai giudici di secondo grado.Secondo Santalucia "è una scelta sostanzialmente irragionevole, che ha il solo sapore di dire alle sezioni specializzate 'cambiate registro', un modo per metterli all'angolo".

Ieri i 26 presidenti delle Corti d'Appello di tutta Italia hanno scritto una lettera alle massime cariche dello Stato lanciando un nuovo preoccupato allarme sull'iniziativa, definita ''un disastro annunciato'' che renderà ''irrealizzabili gli obiettivi del Pnrr'' e ''determinerà un'ulteriore recrudescenza dei tempi e dell'arretrato dei processi''. "L'appello contro i provvedimenti in materia di protezione internazionale fu tolto nel 2017, ormai sono passati 7 anni e il sistema si è assestato sulle sezioni specializzate- ha detto Santalucia – La specializzazione è stata fatta proprio per consentire un intervento più attento ai diritti dei migranti da parte di un giudice specializzato". "E fu tolto l'appello- dice ancora Santalucia – Con il decreto legge flussi si reintroduce l'appello ma contestualmente un emendamento della relatrice abroga che l'appello introduce l'appello sulle convalide dei trattenimenti.Diciamo che la confusione regna sovrana". "Il fuoco della questione è che le sezioni specializzate che sono formate da magistrati che fanno solo quello e che conoscono sia la normativa che le tecniche di esame, vengono tolti, messi in un angolo nel momento della convalida dei trattenimenti in nome della corte d'appello che non ha né le risorse per farlo, e lo hanno detto tutti i presidenti, che non trattano la materia del 2017", ha concluso.

E ci tiene a dire, nel corso del suo intervento, che "I temi della giustizia non devono essere riservati solo a chi fa politica per mestiere.E' un modo per deprimere la qualità della democrazia.

La politica decide ma devono partecipare tutti coloro che hanno qualcosa da dire".  Su Cosa nostra, il Presidente dell'Anm spiega: "Anche se non c'è la mafia stragista, questo non vuol dire che c'è stata una diminuzione della pericolosità di Cosa nostra, una realtà criminale capace di infiltrarsi nel tessuto economico e sociale del paese.Questa è la sua pericolosità e la sua insidiosità.

Sapere penetrare nella realtà economico e sociale ma anche politica".Parlando dell'incontro di oggi, Santalucia ha spiegato: "E' un momento importante che riguarda non solo la magistratura, ma anche tutte le Istituzioni democratiche.

Trarre lezioni e riflessioni dal passato ci consente di agire meglio nel presente e per tutto il tempo che siamo chiamati a vivere.La drammaticità di tutti quei momenti citati nel libro, ancora oggi, ci richiama ad una compartecipazione emotiva che si può e deve concretizzare in azioni a vantaggio della legalità.

Gli ultimi anni per la magistratura non sono stati facili e nonostante il diritto alla critica sia giusto non deve mai mancare la fiducia.Anche la giustizia, come il resto delle Istituzioni, vive se è credibile.

Bisogna mettere da parte tutto ciò che può generare ostilità, per allontanare la confusione e riprendere il dialogo con la società civile per il bene del Paese". "Oggi – ha commentato il curatore Andrea Apollonio – seppur ci troviamo in un'Aula ricca di storia stiamo uscendo dal palazzo per riallacciare le fila di un dialogo con la società civile ormai spezzato da tempo, sin dai tempi delle stragi e di Tangentoli.Il libro risponde alla necessità di ricostruire il legame con la società e può essere uno strumento per stimolare un riavvicinamento reciproco.

Non si tratta solo di una operazione di archivio, bensì è un viaggio sentimentale per ripercorrere il cammino che spinge la magistratura a servire, in qualità di fedele amica ed alleata, il proprio Paese".  "Il libro che presentiamo oggi – ha detto la Rettrice Spatari – è un'occasione importantissima per ribadire l'importanza ricoperta dalla memoria di fatti che hanno segnato il nostro Paese e che non vanno mai dimenticati.I discorsi commemorativi dei magistrati vittime della criminalità organizzata, pronunciati dal Presidente della Repubblica nel plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, permettono ad una Istituzione come quella universitaria di stimolare i propri studenti e di motivarli in vista del loro futuro.

Il ricordo di magistrati così straordinari, paladini di giustizia e legalità che in parte sono riusciti a modificare le sorti della nostra nazione, è vivo ancora oggi". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il Doge di Musk contro lo smartworking: “Dipendenti federali in ufficio dalle 8 alle 18”

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(Adnkronos) – "Non si dovrà neanche parlare di licenziamento di massa, diremo solo loro che devono tornare in ufficio cinque giorni alla settimana dalle otto alle 18".Così Vivek Ramaswamy, l'altro miliardario tech che insieme ad Elon Musk sarà alla guida del dipartimento per l'efficienza governativa, il Doge, ha detto che costringerà a tornare a lavorare in presenza i dipendenti federali che attualmente "non vanno a lavoro" ma continuano, a 18 mesi dalla fine della pandemia, ad usufruire in varia misura dello smartworking.  Intervistato dal conduttore di estrema destra, e fedelissimo di Trump, Tucker Carlson, l'imprenditore biotech ha confermato che il compito suo e di Musk sarà di usare "il martello pneumatico e la sega elettrica" per rivoluzionare, e tagliare drasticamente, l'apparato federale.

E si dice convinto che togliendo la possibilità di lavorare da remoto "si ridurrà del 25% del la burocrazia federale".  Al momento – ricorda Nbcnews – sono 1,3 milioni i dipendenti federali, su un totale di 2,2 milioni, che possono lavorare in smartworking, il 10% di loro totalmente da remoto, mentre il restante, dall'agosto del 2023, deve andare in ufficio almeno la metà dei giorni di due settimane lavorative.L'insofferenza di Musk per il lavoro da remoto, da lui bollato come "moralmente sbagliato", è nota: nel giugno del 2022, in piena pandemia, costrinse i dipendente di Tesla a lavorare in presenza almeno 40 ore alla settimana.

E la stessa cosa ha fatto subito dopo aver preso il controllo di Twitter, ora X, nell'ottobre dello stesso anno.  La crociata dei due miliardari contro il lavoro da remoto dei dipendenti federali potrebbe trovare però un'alleata non scontata, la sindaca democratica di Washington D.C.che da tempo chiede aiuto perché si riporti "vita al centro della nostra città" dove ormai da anni gran parte degli edifici che ospitano i dipartimenti federali sono svuotati. "Come fare in modo di riportare i nostri lavoratori federali negli uffici è una grande questione", ha detto la sindaca che ha già chiesto un incontro a Donald Trump per lavorare insieme verso questo obiettivo.  Secondo il Goverment accountability office, lo scorso anno 17 delle 24 principali agenzie federali hanno usato solo il 25% dei loro spazi.

E ci sono corrispondenze tra le liste di questi edifici e quella su cui Musk e Ramaswamy intendono abbattere la loro scure, a cominciare dal dipartimento dell'Istruzione che utilizza solo il 16% dei suoi spazi, con il 98% dei dipendenti che posso lavorare da casa e oltre la metà che effettivamente lo fanno.  
Dal sindacato dei dipendenti federali, American Federation of goverment employees, che ha oltre 700mila iscritti, si liquidano le affermazioni dei futuri capi del Doge come esagerate, ricordando che oltre metà dei lavori federali – nella sanità, nella sicurezza, nella protezione dei confini e della sicurezza alimentare – non prevedono lo smartworking.E si ricorda che permettendo di lavorare parzialmente da casa il governo federale può reclutare e mantenere talenti lavorativi nonostante i salari nettamente più bassi del settore privato.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pulisic, gol e ‘Trump dance’ come Jones e la NFL: “Niente di politico” – Video

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(Adnkronos) – La 'Trump dance'
conquista il mondo dello sport a stelle e strisce.In occasione del match tra Stati Uniti e Giamaica, è stato Christian Pulisic a festeggiare con il balletto reso celebre dai comizi del tycoon.

L'attaccante del Milan, che ha segnato una doppietta, dopo il gol del vantaggio, arrivato al 13', ha abbassato le spalle, chiuso i pugni e mosso le braccia avanti e indietro, proprio come faceva il Presidente eletto Usa sulle note di Y.M.C.A dei Village People. L'esultanza ha subito fatto il giro del web e generato un po' di scalpore, tanto che Pulisic ha dovuto specificare che non ci fosse alcun messaggio politico dietro quel balletto: "Ho visto tutti farlo ieri nella Nfl, ho visto Jon Jones farlo, e ci stavamo semplicemente divertendo un po’.Ho pensato che fosse un balletto piuttosto divertente", ha raccontato nel post partita, "ovviamente è la 'Trump Dance', ma era solo un balletto che tutti stavano facendo. È lui che l’ha creata e ho pensato che fosse divertente.

Non è un qualcosa di politico, mi piace".  La 'Trump dance' è diventata ormai virale nel mondo dello sport a stelle e strisce.Tutto è iniziato nel weekend successivo alla rielezione di Trump alla Casa Bianca, quando in NFL, la lega statunitense di football americano, il defensive end dei San Francisco 49ers Nick Bosa, noto sostenitore repubblicano, ha festeggiato un 'sack', ovvero un placcaggio al quarterback avversario, proprio con la 'Trump dance', spiazzando tutti in campo e sugli spalti: "Tutti i miei compagni volevano che la facessi.

Non avevo nemmeno intenzione di farla, ma i ragazzi me lo hanno ricordato.Ed è stato divertente".

Bosa era stato anche multato per oltre 11mila dollari dalla lega per aver indossato un cappello 'Make America Great Again'. Sabato scorso invece, il fighter di MMA Jon Jones, considerato uno dei più grandi fighter di tutti i tempi, ha celebrato la conquista del titolo dei pesi massimi salendo sulla gabbia e facendo la 'Trump dance', proprio alla presenza, in prima fila a bordo ring, del tycoon in persona.Dopodiché Jones, che aveva già esternato il suo sostegno a Trump prima delle elezioni, ha stretto la mano al neopresidente e gli ha permesso di tenere e alzare anche la cintura. Diverse versioni della 'Trump dance' hanno invaso i campi della NFL nell'ultimo weekend.

Prima è stato il difensore dei Detroit Lions Za'Darius Smith, poi Calvin Ridley dei Tennessee Titans e Brock Bowers dei Las Vegas Raiders.Proprio Bowers nel post partita ha spiegato che "l'ho vista fare da Jones e ho pensato fosse figa", ma proprio dopo queste parole la sua squadra gli ha vietato ogni altra intervista. Infine la 'Trump dance' è sbarcata anche nel golf, sui quei tee che sono una delle grandi passioni del tycoon. È stato il golfista britannico Charley Hull a eseguirla, camminando sul prato del Pelican Golf Club, in Florida.

Prima agli atleti era impedito qualunque riferimento alla politica, ma i forti endorsment, per l'uno o l'altro candidato, arrivati nelle ultime elezioni e l'esplosione della 'Trump dance mania' suggeriscono che qualcosa, nella concezione stessa dello sport americano, sia cambiato. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Alopecia areata, Libro bianco e Manifesto per sensibilizzare su patologia

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(Adnkronos) – In Italia si stima che poco meno di 120mila persone soffrano di alopecia areata.Per questi pazienti da oggi ci sono un Libro bianco e un Manifesto per sensibilizzare sulla patologia poco nota.

La presentazione si è tenuta oggi in Senato: l'evento ha rappresentato un momento cruciale per sensibilizzare l'opinione pubblica, le istituzioni e la comunità scientifica sull'impatto fisico, psicologico e sociale di questa patologia autoimmune, ancora troppo spesso sottovalutata. Il progetto, realizzato da FB&Associati e voluto dall'Associazione italiana pazienti alopecia and friends Odv (Aipaf Odv) – riporta una nota – ha ricevuto il patrocinio delle più autorevoli società scientifiche del settore, tra cui l'Associazione dermatologi venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica (Adoi), la Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse (Sidemast), la Società italiana di tricologia (S.I.Tri.), la Società italiana di dermatologia pediatrica (SIDerP) e la Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), ed è stato realizzato grazie al contributo non condizionante di Giuliani, Lilly, Pfizer, CRLab e Difa Cooper Cantabria.L'incontro ha evidenziato la partecipazione attiva e centrale di tutti gli attori coinvolti nel progetto, insieme a rappresentanti istituzionali ed esperti scientifici.  Aipaf Odv, in stretta collaborazione con gli attori presenti, ha sottolineato il valore cruciale di una sinergia forte e strutturata per trasformare i bisogni dei pazienti in azioni concrete e mirate. "L'alopecia areata non è solo una questione estetica, ma una condizione che influisce profondamente sulla vita di chi ne è colpito.

Per questo – dichiara Claudia Cassia, presidente Aipaf – è fondamentale che venga riconosciuta a livello istituzionale come una malattia invalidante, per garantire ai pazienti accesso a cure, supporto psicologico e servizi che li aiutino a vivere con serenità.Come Aipaf Odv, stiamo lavorando per creare consapevolezza e spingere affinché i pazienti ricevano il rispetto e il supporto che meritano.

Per molti pazienti, la perdita dei capelli non è solo un problema fisico, ma anche emotivo e sociale.Come associazione, ci impegniamo a creare una rete di supporto che offra assistenza, informazioni e soprattutto libertà di scelta: se una persona vuole indossare una parrucca o mostrarsi senza capelli, deve poterlo fare senza timori o pregiudizi.

Vogliamo che ogni paziente si senta libero di vivere la propria condizione senza vergogna, con la consapevolezza di avere alle spalle una comunità solidale". "Negli ultimi anni, abbiamo fatto significativi passi avanti nella comprensione dei sofisticati meccanismi immunitari che causano l'alopecia areata – afferma Alfredo Rossi, professore associato presso la Clinica dermatologica dell'Università di Roma La Sapienza, Policlinico Umberto I – Grazie a queste scoperte, oggi possiamo utilizzare farmaci target, mirati a colpire selettivamente gli intimi meccanismi alla base di questa malattia.Tali farmaci, già impiegati con successo in altre malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide, potranno essere usati anche per trattare i pazienti con alopecia areata.

La nostra speranza è che in futuro le terapie diventino ancora più efficaci e personalizzate, permettendo a chi soffre di questa malattia di migliorare sensibilmente la propria qualità di vita".  Il Libro bianco dell'alopecia areata' rappresenta un "passo importante per sensibilizzare sia i medici che i pazienti – sottolinea Michela Valeria Rita Starace, Unità Dermatologia, Irccs Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna, Policlinico S.Orsola-Malpighi, Dipartimento di Scienza medica e chirurgica, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna – E' uno strumento che aiuta a diffondere informazioni scientifiche e pratiche, rendendo il percorso di cura più chiaro e accessibile.

Inoltre, è fondamentale per promuovere il riconoscimento dei diritti dei pazienti, perché fa luce sulle loro difficoltà e sui loro bisogni reali, rafforzando la loro voce e la richiesta di un’assistenza adeguata.Ma soprattutto, è un mezzo importante per dare dignità a questa malattia".  Il Libro bianco ha voluto dedicare un focus particolare al ruolo del medico di medicina generale, figura fondamentale per il paziente affetto da alopecia areata. "E' il primo punto di accesso alle cure per la maggior parte dei pazienti, anche per condizioni come l'alopecia areata che ha un forte impatto emotivo oltre che fisico – ricorda Giuseppe Zagami, vicesegretario nazionale vicario Fimmg, Esecutivo nazionale Continuità assistenziale – Il nostro ruolo è fondamentale per identificare precocemente i sintomi, indirizzare verso lo specialista e fornire un supporto continuativo.

Per valorizzare il medico di medicina generale in questo percorso, appare utile promuovere una formazione specifica sulla patologia e rafforzare il collegamento con i dermatologi, creando un team di cura integrato che possa rispondere al meglio ai bisogni dei pazienti".  "Non è soltanto una patologia medica, ma un fenomeno con rilevanti implicazioni sociali, relazionali ed economiche.I costi diretti per la gestione clinica e quelli indiretti legati alla perdita di produttività, all'isolamento sociale e all'impatto psicologico possono essere estremamente significativi – evidenzia Giovanni Ciofalo, professore associato in Sociologia dei processi culturali e comunicativi Dipartimento Comunicazione e Ricerca sociale della Sapienza Università di Roma – Il Libro bianco si pone come uno strumento prezioso per comprendere non solo l’onere sanitario, ma anche il peso che questa malattia esercita sulla società nel suo complesso, invitando a riflettere sulla necessità di politiche sanitarie più inclusive e sulle adeguate risorse per affrontarla".  "Come molte altre malattie autoimmuni, l'alopecia areata richiede un'attenzione che vada oltre il semplice trattamento medico, investendo su prevenzione, diagnosi precoce e supporto globale ai pazienti.

L'Intergruppo parlamentare per la prevenzione e la cura delle malattie autoimmuni, che ho avuto l'onore di fondare, nasce proprio con l'obiettivo di dare voce a patologie come questa, troppo spesso ignorate – rimarca il senatore Ignazio Zullo, membro della 10° Commissione permanente (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato – La presentazione del Libro bianco sull'alopecia areata è un passo importante verso un approccio più consapevole, multidisciplinare e inclusivo, capace di rispondere alle reali necessità di chi vive ogni giorno le difficoltà di queste malattie".  "Attualmente, la legislazione italiana prevede diverse misure per il supporto ai pazienti con malattie croniche, ma per l'alopecia areata è necessario fare di più – sostiene Augusta Montaruli, membro della I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni) della Camera – Le istituzioni possono intervenire promuovendo il riconoscimento della patologia nell'ambito delle malattie croniche e invalidanti, facilitando così l'accesso ai trattamenti e ai servizi di supporto psicologico.Il mio impegno, e quello della I Commissione, è lavorare affinché venga aumentata l'attenzione su queste tematiche e si sviluppino politiche sanitarie che riconoscano e rispondano alle esigenze specifiche di chi convive con questa malattia".

Il Libro bianco rappresenta "una sintesi autorevole che finalmente porta al centro del dibattito scientifico e sociale una patologia complessa e spesso fraintesa – conclude la Società italiana di tricologia – Per noi della S.I.Tri., questo documento è un manifesto che promuove conoscenza, sensibilità e innovazione.La sua realizzazione ci permette di tracciare un percorso chiaro per migliorare la diagnosi, l'accesso alle cure e il supporto ai pazienti, restituendo a questa condizione la dignità che merita e offrendo risposte concrete alle esigenze di chi ne è colpito".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, due incendi in poche ore: bruciano attività commerciale e appartamento

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(Adnkronos) – Due gli incendi divampati in poche ore a Roma.L'ultimo, in zona Fontana Candida, dove le pattuglie della Polizia Locale del VI Gruppo Torri stanno provvedendo alla messa in sicurezza della zona, con chiusura delle strade intorno a via Aragona, dove le fiamme si sono sviluppate all'interno di un'attività commerciale.

Sul posto i Vigili del fuoco per le operazioni di spegnimento. Intorno alle 13.30 l’altro intervento con gli agenti del XII Gruppo Monteverde intervenuti in zona Pisana, in via dei Bandinelli, dove, all'altezza del civico 29, è andato a fuoco un appartamento.Si è resa necessaria in questo caso l'assistenza alloggiativa per la famiglia proprietaria dell'immobile, padre, madre e figlio di 17 anni, assistiti da personale della Polizia Locale e della Sala Operativa Sociale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)