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Venezia modello internazionale di resilienza climatica, Vsf protagonista alla COP29 di Baku

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(Adnkronos) – "La Fondazione continua a consolidare il proprio ruolo internazionale sui temi della sostenibilità ambientale e, in particolare, sulla protezione dei centri urbani dall’innalzamento del livello del mare".Ad affermarlo è Alessandro Costa, Direttore Generale della Venice Sustainability Foundation (Vsf), di ritorno da Baku, dove ha partecipato ai lavori della 29ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Cop29 Azerbaigian).

In questa occasione, Vsf ha organizzato al Padiglione Italia una conferenza dal titolo "Il paradigma di Venezia: strategie per l’adattamento all’innalzamento del livello del mare e la riduzione del rischio di catastrofi", in cui è stato illustrato il "modello Venezia" come esempio concreto e replicabile di resilienza e sostenibilità.  Vsf ha inoltre preso parte alla tavola rotonda organizzata al Padiglione Cinese dal titolo “Actively Guard against Climate Risks and Build Low-carbon and Resilient Cities”, contribuendo al dialogo internazionale sul tema delle città resilienti e a basse emissioni di carbonio.Sempre in occasione della Cop29, Alessandro Costa ha incontrato Johan Moberg, Ceo di Green Hydrogen Organisation, avviando i preparativi per la seconda edizione del Venice Hydrogen Forum, prevista per la fine del 2025.  "Abbiamo illustrato – ha spiegato Costa – il cambio di paradigma che ha interessato Venezia: grazie al sistema di opere complesse Mose, la città è passata da luogo di evidente sofferenza a modello internazionale di protezione e adattamento agli effetti dell’innalzamento del mare".  Questo posizionamento è stato rafforzato dalla recente nomina di Venezia a resilience hub da parte dell’Undrr (United Nations Office for Disaster Risk Reduction), avvenuta a fine 2023, nel corso della Biennale della Sostenibilità dedicata al sistema Mose. “Significativo – aggiunge Costa – l’intervento al nostro evento di Alessandro Guerri, DG affari europei, internazionali e finanza del Mase, che ha sottolineato come Venezia rappresenti un’eccellenza italiana nell’adattamento ai cambiamenti climatici, con soluzioni replicabili per altre aree del mondo afflitte da problematiche simili”.  La conferenza organizzata da Vsf si è articolata in tre sessioni tematiche.

La prima, dedicata al ruolo dell’azione climatica locale, ha esplorato come le politiche locali possano essere strumenti chiave per raggiungere gli obiettivi globali di resilienza e sostenibilità, con gli interventi di Alessandro Costa (Direttore generale di Vsf), Animesh Kumar (United Nations Office for Disaster Risk Reduction – Undrr) e Alessandra Antonini (Comitato europeo delle regioni – CoR).Un secondo approfondimento è stato dedicato al modello veneziano di adattamento climatico, dimostrando che la città non solo si è protetta dall'innalzamento del mare ma ha anche avviato un'intensa attività di restauro del patrimonio culturale secondo un modello replicabile a livello globale.

Sono intervenuti Pierpaolo Campostrini (Vsf e Corila), Francesco Musco (Iuav) e Andrew Potts (Europa Nostra).  Infine, un tavolo moderato da Vittore Negretto (Iuav) e dedicato al tema “Dal locale al globale”, che ha analizzato le modalità con cui Venezia può fattivamente condividere il proprio approccio con la comunità internazionale, attraverso la partecipazione attiva alle reti globali e al dialogo tra città.Queste iniziative confermano come Venezia possa essere non solo simbolo della lotta contro l’innalzamento del livello del mare, ma anche laboratorio internazionale di resilienza, sostenibilità e innovazione nel contrasto ai cambiamenti climatici. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matrimoni in calo, ma anche separazioni e divorzi. E ci si sposa sempre più tardi

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(Adnkronos) – Matrimoni ancora in calo in Italia, ma diminuiscono anche separazioni e divorzi.E' la fotografia scattata dall'Istat che individua anche trend, età e differenze regionali. Nel 2023 i matrimoni sono stati 184.207, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-2,6%); il calo è stato più consistente nel Mezzogiorno (-5,8%) rispetto al Nord (-0,3%), in posizione intermedia il Centro (-1,3%).

I dati provvisori dei primi otto mesi del 2024 mettono in luce una ulteriore diminuzione (-6,7%), a conferma di un ridimensionamento della nuzialità che negli ultimi quarant’anni non ha conosciuto soste, al netto di alcuni momenti storici duranti i quali il numero dei matrimoni ha mostrato andamenti altalenanti in relazione a fenomeni di tipo congiunturale, rileva l'Istat. Nel 2000, ad esempio, si rilevò un aumento dei matrimoni da collegare al desiderio di celebrare le nozze all’inizio del nuovo millennio.All’opposto, nel triennio 2009-2011, il calo fu particolarmente accentuato per il crollo delle nozze dei cittadini stranieri, scoraggiati dalle modifiche legislative volte a limitare i matrimoni di comodo.

Inoltre, non va dimenticata la crisi economica del 2008 il cui impatto produsse effetti sui comportamenti nuziali delle coppie.Infine, nel 2020 si è assistito a un dimezzamento del numero dei matrimoni per effetto della pandemia da Covid-19 (e delle sue misure di contenimento) che ha visto molte coppie posticipare le nozze, in parte poi celebrate nel successivo biennio 2021-2022. Nel 2023 i 139.887 primi matrimoni mostrano, se confrontati con l’anno precedente, una diminuzione del 4,3%, più consistente rispetto a quella del totale dei matrimoni (-2,6%).

Nel 2023 la quota dei primi matrimoni rispetto al totale delle celebrazioni è pari al 75,9%, evidenziando un netto calo anche rispetto al 79,4% del 2019 (anno in cui il numero di matrimoni totali era stato simile a quello del 2023).La diminuzione tendenziale dei primi matrimoni, al netto delle oscillazioni di breve periodo, è strettamente connessa alla progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio).

Queste ultime sono più che triplicate tra il biennio 2000-2001 e il biennio 2022-2023 (da circa 440mila a più di 1 milione e 600mila), un incremento da attribuire soprattutto alle libere unioni di celibi e nubili.  L'Istat rileva poi che ci si sposa sempre più tardi, l'età media è ormai 34,7 anni per gli uomini e 32,7 per le donne. "Il mutamento nei modelli culturali, nonché l’effetto di molteplici fattori quali l’aumento diffuso della scolarizzazione e l’allungamento dei tempi formativi, le difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro e la condizione di precarietà del lavoro stesso hanno comportato, negli anni, una progressiva posticipazione del calendario di uscita dalla famiglia di origine.La quota di giovani che resta nella famiglia di origine fino alla soglia dei 35 anni è pari al 61,2%, quasi tre punti percentuali in più in circa 20 anni", si sottolinea. "Questa protratta permanenza – viene evidenziato – comporta un effetto diretto sul rinvio delle prime nozze.

Tale effetto si amplifica nei periodi di congiuntura economica sfavorevole spingendo i giovani a ritardare ulteriormente, rispetto alle generazioni precedenti, le tappe dei percorsi verso la vita adulta, tra cui quella della formazione di una famiglia.Sul posticipo del primo matrimonio, inoltre, incide anche la diffusione delle convivenze prematrimoniali". L’analisi del tasso di primo-nuzialità totale, "una misura trasversale attraverso la quale si può valutare quanti primi matrimoni siano attesi da una ipotetica generazione di 1.000 individui", consente di far luce sui processi di formazione delle coppie, di quelle giovani in particolare.

Tale indice segnala, in base a quanto registrato nel 2023, un’intensità di 399 primi matrimoni per 1.000 uomini e 450 per 1.000 donne; valori in diminuzione rispetto all’anno precedente (2,2 punti percentuali in meno sia per gli uomini sia per le donne).A livello aggregato, la tendenza al rinvio porta l’età media alle prime nozze a 34,7 anni per gli uomini (+0,1 punti rispetto all’anno precedente) e a 32,7 anni per le donne (+0,2). "Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la Legge che ha introdotto in Italia l’istituto dell'unione civile tra persone dello stesso sesso – ricorda l'Istat – Nel corso del secondo semestre 2016 si sono costituite 2.336 unioni civili, un numero particolarmente consistente che ha riguardato coppie da tempo in attesa di ufficializzare il proprio legame affettivo.

Al boom iniziale ha fatto poi seguito una progressiva stabilizzazione.Le 3.019 unioni civili tra coppie dello stesso sesso costituite presso gli Uffici di Stato Civile dei Comuni italiani nel 2023 evidenziano un aumento rispetto all’anno precedente (+7,3%), ma i dati provvisori dei primi otto mesi del 2024 delineano un calo (-2,1%) rispetto allo stesso periodo del 2023".  Si conferma anche nel 2023 la prevalenza di unioni tra uomini (1.694 unioni, il 56,1% del totale), stabili rispetto all’anno precedente (56,7%).

Il 35,5% delle unioni civili è nel Nord-ovest, seguito dal Centro (24,3%).Tra le regioni, in testa si posiziona la Lombardia con il 23,5%; seguono il Lazio (13,3%) e l’Emilia-Romagna (10,4%). A livello nazionale nel 2023 si sono avute 5,1 nuove unioni civili per 100mila residenti, mentre nel Mezzogiorno l’indicatore è all’incirca la metà.

La Lombardia e l’Emilia-Romagna si collocano al primo posto a pari merito tra le regioni (7,1 per 100mila) seguite dal Lazio (7,0) e dal Piemonte (6,9).Emerge con evidenza, aggiunge l'Istat, il ruolo attrattivo dei grandi Comuni: più di un quarto delle unioni si sono costituite nel complesso dei 12 grandi Comuni.

In testa si trova il Comune di Roma (con l’8,4%), seguito da quello di Milano (6,8%).Le unioni civili con almeno un partner straniero sono il 17,0%; nel Centro si attestano al 18,1%, nel Nord al 17,4% mentre nel Mezzogiorno sono il 14,4%. Nel 2023 le separazioni sono state complessivamente 82.392 (-8,4% rispetto all’anno precedente).

I divorzi sono stati 79.875, il 3,3% in meno rispetto al 2022 e il 19,4% in meno nel confronto con il 2016, anno in cui sono stati finora i più numerosi (99.071), rileva l'Istat. Il trend dei divorzi è stato sempre crescente dal 1970 (anno di introduzione del divorzio nell’ordinamento italiano) fino al 2015.In tale anno il numero di divorzi subì una forte impennata (+57,5%) in relazione all’entrata in vigore di due importanti leggi che hanno modificato la disciplina dello scioglimento e della cessazione degli effetti civili del matrimonio: il Decreto legge 132/2014, che ha introdotto le procedure consensuali extragiudiziali senza più il ricorso ai Tribunali (direttamente presso gli Uffici di Stato Civile o tramite negoziazioni assistite da avvocati) e soprattutto la Legge 55/2015 (c.d. “Divorzio breve”) che ha fortemente ridotto l’intervallo di tempo tra separazione e divorzio (12 mesi per le separazioni giudiziali e sei mesi per quelle consensuali) determinando un vero boom del fenomeno. Dopo l’aumento registrato tra il 2015 e il 2016 – che ha riguardato in misura più attenuata anche le separazioni – l’andamento dei divorzi fino al 2019 si è mantenuto stabile con piccole oscillazioni.

Nel 2020 è stato invece ben visibile l’impatto della pandemia, soprattutto per effetto delle chiusure degli uffici e delle restrizioni alla mobilità, con conseguenze, nel caso dei provvedimenti presso i Tribunali, anche sui procedimenti di separazione o divorzio avviati negli anni precedenti.Tale impatto è stato poi riassorbito nel 2021, quando i livelli sono tornati sostanzialmente quelli pre-pandemici.  Nel 2023, prosegue l'Istat, si nota un ridimensionamento (-10,9%) della componente consensuale delle separazioni (considerando nel loro complesso quelle in Tribunale e quelle extragiudiziali).

L’81,0% delle separazioni si è concluso consensualmente, mostrando una diminuzione rispetto al trend di crescita di questa componente osservato fino al 2021.Le separazioni giudiziali, caratterizzate da una maggiore durata dei procedimenti, confermano il trend di aumento iniziato nel 2018 (interrottosi solo nel 2020). Tradizionalmente più contenuta rispetto alle separazioni è la quota della componente consensuale (sia giudiziale che extragiudiziale) nei divorzi (70,6%); questa appare sostanzialmente in linea con l’anno precedente (71,5%).

I divorzi giudiziali presso i Tribunali nel 2023 si mantengono stabili rispetto al 2022 (-0,5%) mentre i divorzi con rito consensuale mettono in luce un netto ridimensionamento (-14,3%). Non è ancora possibile valutare gli effetti del D.Lgs. 149 del 10 ottobre 2022 (la cosiddetta “riforma Cartabia”) introdotta con l’obiettivo di razionalizzare i procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie.

La facoltà di proporre contestualmente la domanda di separazione personale e quella di divorzio è entrata in vigore dal 28 febbraio 2023, ma varie sentenze interpretative successive hanno di fatto rallentato l’entrata a regime delle nuove procedure. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Callini (I Municipio): “Intitolazione strada a Maria Lisa Cinciari Rodano”

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(Adnkronos) – "Sono veramente contenta che la Giunta Capitolina, al termine del lavoro svolto dalla Commissione Consultiva di Toponomastica, abbia approvato la deliberazione con la quale autorizza l'intitolazione a Marisa Cinciari Rodano di un viale all'interno del Parco della Resistenza dell'8 Settembre nel quartiere di San Saba”.Lo dichiara Giulia Callini, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Municipio I Roma Centro e prima firmataria dell’atto che chiedeva l’intitolazione di un luogo pubblico alla Rodano.  “Non poteva esserci luogo migliore per una partigiana che tanto ha lottato per la libertà e per i diritti delle donne – ha aggiunto – Noi Rete Donne, l’associazione che ha fondato e che promuove la democrazia paritaria ci ha chiesto di ricordare questa grande donna, e sono soddisfatta del risultato frutto di un lavoro di squadra con il consigliere capitolino Riccardo Corbucci che ha presentato un atto analogo in comune e della Giunta capitolina.

Per Marisa Rodano, simbolo di una lotta tenace e costante per le libertà di uomini e donne si è derogato alla norma che prevede, per l'intitolazione di un luogo pubblico, l’attesa di dieci anni dal decesso.Ed è giusto così, sono ancora troppo pochi i luoghi pubblici intitolati alle donne rispetto agli uomini”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rugby, Amort (Ceo Alperia): “Orgogliosi di essere Top sponsor Fir, condividiamo stessi valori”

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(Adnkronos) – "Noi saremo sponsor ufficiale e fornitori di green energy per le Nazionali, maschile e femminile -dichiara Louis Amort, Ceo di Alperia S.p.A., in occasione della conferenza stampa all’Allianz Stadium di Torino di presentazione della partnership con la FIR e della partita della Nazionale contro gli All Blacks-.Essere presenti sulle maglie con il nome di Alperia, e poter essere presenti in queste occasioni, sul campo, dove le nazionali giocheranno le loro partite, rappresenta un’importante opportunità, anche di essere sempre più conosciuti in tutta Italia.

Abbiamo le nostre radici, la nostra sede a Bolzano, ma qualche anno fa abbiamo deciso di espanderci anche fuori provincia.Poter essere partner della Nazionale di Rugby, accompagnare questa bellissima squadra, è per noi qualcosa di straordinario”. “Abbiamo constatato una particolare coincidenza tra i valori della Nazionale di rugby e i nostri valori -ribadisce Louis Amort, Ceo di Alperia- parlo per esempio dell’innovazione, della sostenibilità, del senso di comunità, e questo ci ha portato a prendere volentieri la decisione di diventarne partner". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brescia, Maran si sfoga: Troppe critiche, siamo pur sempre sesti! Con la Juve Stabia saremo in emergenza

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Rolando Maran non le manda a dire. Alla vigilia della sfida contro la Juve Stabia, l’allenatore del Brescia con toni pacati risponde alle continue critiche che, a suo dire, si abbattono ingiustamente sulla sua squadra.

“Troppe aspettative?”

Interrogato sulla pressione creata dalle ambizioni espresse dal presidente Cellino che vuole la Serie A, Maran risponde con pacatezza: “Non spetta a me giudicare le dichiarazioni del proprietario. È normale che i tifosi sognino la Serie A dopo belle prestazioni. Noi, come squadra, vogliamo fare sempre meglio”.

La condizione della squadra e il terreno sintetico del Menti

Le prestazioni della squadra sono positive, nonostante i risultati non sempre favorevoli. I dati statistici confermano un buon livello di condizione fisica, soprattutto dopo la gara contro il Cosenza. Alcune assenze finora hanno inevitabilmente influenzato il rendimento complessivo.

Per quanto riguarda il terreno di gioco sintetico del Menti, è evidente che possa condizionare le dinamiche della partita, come abbiamo visto in altre occasioni. Avrò un giudizio più preciso al termine dell’incontro.

La situazione dopo la sosta di campionato

Nonostante le assenze di Bisoli, Fogliata, Muca e molto probabilmente anche di Bjarnason (attacco febbrile n.d.a.), Maran si dice soddisfatto del lavoro svolto durante la pausa: “Abbiamo lavorato con intensità e i ragazzi stanno bene. Alcuni, come Galazzi e Moncini, hanno recuperato al meglio”. 

Le critiche fanno male

Ma è sulle critiche che piovono sulla squadra che Maran si scaglia con più veemenza: “Leggo cose che non corrispondono alla realtà. Siamo sesti in classifica, non ottavi! Mandiamo in gol tanti giocatori e creiamo molte occasioni. È vero, subiamo troppi gol, ma stiamo lavorando per migliorare anche sotto questo aspetto”.

Gli attaccanti ci sono

L’allenatore difende anche i suoi attaccanti, spesso al centro delle critiche: “Stanno rientrando in condizione e stanno dando un contributo importante alla squadra. Siamo tra le squadre che tirano di più in porta”.

Un giudizio positivo sulla squadra

Maran conclude l’intervista con un giudizio positivo sulla sua squadra: “Nonostante le difficoltà e le assenze, abbiamo sempre dimostrato di essere una buona squadra. Meritiamo rispetto e crediamo nelle nostre possibilità”.

Fedez, ecco ‘Pulp Podcast’ con Mr. Marra: lunedì 25 novembre prima puntata

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(Adnkronos) –
Fedez lancia il nuovo podcast con Mr.Marra, si parte lunedì 25 novembre con la prima puntata online.

Archiviata l'esperienza con 'Muschio Selvaggio', il rapper svela il nuovo format intitolato 'Pulp Podcast'.  Il lancio sui social è accompagnato da un trailer, con una sigla rap dello stesso Fedez.La puntata d'esordio sarà disponibile su YouTube dalle 14 di lunedì 25 novembre. Ogni puntata avrà uno o più ospiti che si confronteranno con i due conduttori.

Il nuovo podcast nasce dopo che, non senza polemiche e strascichi legali, il rapper ha dovuto abbandonare 'Muschio Selvaggio' all'ex socio Luis Sal.  'Pulp Podcast' è un progetto totalmente nuovo per Fedez.Ma non sarà da solo, accanto al rapper ci sarà Mr.

Marra, con il quale aveva iniziato una collaborazione poco prima del distacco da Muschio Selvaggio, avvenuto a causa di alcune divergenze professionali con lo youtuber Luis Sal.   Fedez, quale settimana fa, avevo mostrato i primi dettagli del nuovo studio: aveva spoilerato il logo e aveva mostrato sui social alcuni oggetti presenti tra cui una piccola cornice che al suo interno contiene una foto di Marco Travaglio quando fu ospite nel suo vecchio podcast, Muschio Selvaggio.Stessa cornice che viene ripresa nel trailer pubblicato sul suo profilo Instagram. Prima della sigla, Fedez ha lanciato una frecciata a Muschio Selvaggio: un uomo pulisce lo studio di registrazione quando nota un barattolo che al suo interno contiene del muschio verde andato a male, lo prende, lo annusa e lo getta via.

Segnale che ricorda l'addio definitivo al progetto precedente, 'Muschio Selvaggio'.Frecciatina che non è passata inosservata: "Il muschio andato a male è il Dissing più bello mai fatto nella storia", ha commentato un utente. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il genio di Milano al Museo di Intesa Sanpaolo

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(Adnkronos) – Il capoluogo lombardo luogo di innovazione anche in campo storico-artistico, dal Medioevo all'età contemporanea, è quanto racconta la mostra "Il genio di Milano.Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento" – a cura di Marco Carminati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti e Paola Zatti – promossa da Intesa Sanpaolo, dal 23 novembre al 16 marzo 2025, nel suo museo di Milano delle Gallerie d’Italia in piazza della Scala. L'esposizione, dal forte carattere identitario per la città di Milano, è realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in partnership con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, e vede la collaborazione delle più importanti istituzioni culturali milanesi, come la Veneranda Fabbrica del Duomo, il Museo Diocesano, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, il Museo Poldi Pezzoli, la Biblioteca Nazionale Braidense, la Gam, il Museo del Novecento, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, molte delle quali organizzeranno nei prossimi mesi iniziative in dialogo con le Gallerie d’Italia. In mostra 140 opere tra dipinti, marmi, manoscritti, disegni, sculture, provenienti dalle raccolte e dai depositi dei musei milanesi e da musei nazionali e internazionali come il Mart di Rovereto, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Galleria Borghese di Roma, Kunsthistorisches Museum di Vienna, oltre che da Fondazioni, collezioni private e dalla collezione Intesa Sanpaolo. "Le Gallerie d’Italia ospitano un grande progetto espositivo che potremmo dire 'identitario', perché offre al pubblico, milanese e non, l’occasione di riflettere sulla storia culturale della città e sulla sua straordinaria capacità, immutata nel corso dei secoli, di accogliere gli artisti stranieri, recependone le novità – afferma Giovanni Bazoli, presidente merito di Intesa Sanpaolo – Un omaggio quindi a Milano come crocevia delle arti, come città inclusiva e cosmopolita, alla cui realizzazione hanno concorso prestigiose realtà cittadine, prima fra tutte la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, oltre a importanti musei nazionali e internazionali.

Proprio il clima di profonda collaborazione ha reso possibile proporre una mostra di particolare bellezza e qualità, che testimonia il forte e storico legame di Intesa Sanpaolo con la città, le sue istituzioni e la sua comunità". Milano, città inclusiva per vocazione, è sempre stata aperta nel corso dei secoli alle innovazioni portate da artisti forestieri che vi hanno trovato grandi opportunità per realizzare le loro ispirazioni, anche grazie a un mecenatismo e a un collezionismo lungimiranti.Il percorso espositivo, organizzato in sezioni tematiche e cronologiche, parte dal Medioevo, quando l’attività del grande cantiere del Duomo era guidata da maestranze tedesche, fino al Novecento, quando un sistema di gallerie ed esposizioni unico in Italia e di respiro internazionale attraeva verso il capoluogo lombardo grandi personalità da tutto il mondo con nuove idee, decisive per aggiornare il gusto, le tradizioni locali e la realtà artistica milanese.

Tale fervore creativo viene illustrato in mostra attraverso dieci episodi significativi che, nel corso della storia, hanno fatto di Milano un’officina privilegiata delle innovazioni. Il percorso inizia con una suggestiva rievocazione delle vicende del Duomo, documentate attraverso una serie di sculture, provenienti dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, destinate a popolare le fiancate e le guglie dell’imponente mole gotica, e alcuni significativi esempi delle vetrate dipinte, che per l’occasione sono state calate direttamente dalle finestre del Duomo di Milano.Questa prima sezione ci offre la possibilità di capire come gli artisti locali prendano il sopravvento dopo che le maestranze nordiche avevano avviato il cantiere, forti delle esperienze maturate nelle grandi cattedrali del Nord Europa. La mostra prosegue con un capitolo cruciale per la storia artistica della città, segnato dalla presenza di Leonardo alla corte degli Sforza.

I suoi progetti rinnovano l'urbanistica della città e fanno di Milano uno dei centri più interessanti del Rinascimento.Una significativa scelta di disegni conservati alla Pinacoteca della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, e alcuni dipinti dei suoi stretti seguaci, ci restituiscono la qualità delle sue invenzioni e l’impronta indelebile lascata dal maestro da Vinci nella cultura artistica milanese. Una sezione della mostra è dedicata al mecenate e collezionista Cardinale Federico Borromeo che portò, in una città aperta ai commerci e agli scambi internazionali, la passione per la pittura fiamminga e i nuovi generi del paesaggio e della natura morta.

Le opere, spesso di piccolo formato e dipinte su preziosi supporti di tavola e di rame, sono esposte su file sovrapposte, secondo il gusto tipico dell’epoca. Il percorso espositivo approfondisce anche la relazione privilegiata di Milano con Venezia, i cui artisti primeggiano nell’Europa della prima metà del Settecento.Pittori come Sebastiano Ricci e Giambattista Tiepolo vengono accolti nella capitale del Ducato in momenti diversi, tra gli ultimi anni del Seicento e gli anni Trenta e Quaranta del nuovo secolo, e le loro opere aprono nuovi orizzonti permettendo l’aggiornamento dei maestri locali sia nel genere mitologico che sacro. Nella seconda metà del Settecento, grazie alla profonda opera riformatrice dell’imperatrice Maria Teresa e del figlio Giuseppe II e all’impegno degli intellettuali del “Caffè”, quali Pietro Verri e Cesare Beccaria, Milano diventa uno dei grandi centri dell’Illuminismo europeo. Una pagina importante della storia milanese è quella del grande architetto Giuseppe Piermarini, che rinnovò radicalmente la città edificando nuovi palazzi per la nobiltà e per la borghesia emergente e realizzando decisivi interventi nel tessuto urbano, che trasformano Milano in una metropoli moderna.

Dal Palazzo Belgiojoso alla Villa Reale di Monza, dal Teatro alla Scala ai Giardini Pubblici, sfilano le immagini della nuova Milano neoclassica. Tra gli anni felici della prima dominazione asburgica e quelli esaltanti dell’età napoleonica, quando Milano diventa la capitale di due Repubbliche, Cisalpina e Italiana e in seguito del Regno d’Italia, la città lombarda si afferma come il maggiore centro italiano del Neoclassicismo, un movimento che allora stava modificando il gusto in tutta Europa, insidiando il primato di Roma. La mostra documenta la presenza degli artisti che, come i toscani Giuliano Traballesi e Giuseppe Franchi, hanno decorato i palazzi progettati da Piermarini per una nobiltà, come i Belgiojoso, aperta alle novità.Questo contesto così stimolante favorirà il successo di Andrea Appiani che, nominato pittore di Napoleone, dominerà la scena artistica nel periodo della dominazione francese, quando il fasto della corte attirerà a Milano artisti celebri, come il mosaicista e bronzista romano Giacomo Raffaelli.

Nella promozione della riforma neoclassica fu decisivo il ruolo dell’Accademia di Brera, diventata presto la prima d’Italia grazie alla presenza nel suo corpo insegnante di maestri affermati come il fiorentino Luigi Sabatelli. Una sezione è dedicata a pittori e scultori ambiziosi come Pelagio Palagi, Francesco Hayez, Massimo d’Azeglio, Carlo Canella, Alessandro Puttinati, che si erano formati tra Roma e Parigi e vengono a stabilirsi a Milano per le opportunità offerte da una città sempre più europea, come riconosciuto da Stendhal, che è divenuta ormai la capitale culturale d’Italia in ambito letterario, musicale e artistico.Sono loro che, seguiti dai maestri locali come Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara e Angelo Inganni, conquistano un collezionismo colto facendo di Milano nella prima metà dell’Ottocento il centro riconosciuto del Romanticismo, destinato a trasformare profondamente la sensibilità e la concezione stessa del bello. Dopo l’Unità d’Italia nasce il mito di Milano come "capitale morale", per il suo incalzante sviluppo economico e sociale che ne fa l’unica città veramente moderna e internazionale della nuova nazione. È negli ultimi dieci anni del XIX secolo che le grandi esposizioni e il mercato dell’arte in mano a operatori audaci come Vittore Grubicy favoriscono la nascita di un movimento come il Divisionismo, ispirato alle più avanzate esperienze europee e destinato a rinnovare radicalmente la visione, tanto da anticipare nel secolo successivo il Futurismo.

In mostra opere di pittori come Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli e Giuseppe Pellizza da Volpedo, che si ritrovano a Milano per confrontarsi su ideali e aspirazioni comuni, ma con linguaggi differenti, preparando il terreno all’affermazione di Umberto Boccioni, il grande artefice del passaggio dal Divisionismo al Futurismo. Si deve a un personaggio come la veneziana Margherita Sarfatti, la cui immagine si ritrova al centro della penultima sezione, la promozione e l’affermazione di un movimento come il Novecento, che fa di Milano un punto di riferimento del cosiddetto "ritorno all’ordine" dominante la scena artistica europea negli anni tra le due guerre.Le mostre da lei realizzate ed esportate con successo in tutto il mondo fanno la fortuna internazionale di artisti come Mario Sironi, Achille Funi, Arturo Martini e Francesco Messina. La decima e ultima sezione sviluppa il singolare rapporto che ha legato l’eccentrico scultore Adolfo Wildt ai suoi due giovani allievi all’Accademia di Brera Lucio Fontana e Fausto Melotti.

Viene rievocato, attraverso una serie di opere eccezionali che li mettono a confronto con il maestro, il loro straordinario percorso che li porterà dal figurativo all’astratto, a rivoluzionare e annullare i confini tra le arti come nell’installazione Ambiente spaziale a luce nera di Fontana, scenografica conclusione della mostra. È presente in mostra anche uno dei progetti con cui l’artista partecipò nel 1955 al concorso per la realizzazione di una nuova porta del Duomo, la cattedrale dei milanesi che si ritrova in quasi tutte le sezioni del percorso espositivo, un filo narrativo che, attraverso una serie di opere, testimonia la sua immagine nel tempo. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Confindustria Nautica, made in Italy conquista palcoscenico mondiale al Metstrade

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(Adnkronos) – Il Made in Italy ha conquistato il palcoscenico mondiale al Metstrade di Amsterdam, dimostrando la sua forza e la sua capacità di anticipare le tendenze del mercato.La collettiva di 75 aziende italiane che hanno esposto nell’Italian Pavilion grazie alla sinergia tra Confindustria Nautica e Agenzia Ice hanno offerto una panoramica completa del know-how italiano, dimostrando ancora una volta di essere il riferimento mondiale per la progettazione e costruzione di accessori e componentistica dal design innovativo e qualità elevata.

Il padiglione dedicato ai Superyacht è stato la vetrina ideale per mostrare l'eccellenza italiana nella costruzione di imbarcazioni di fascia alta di cui l’Italia detiene il primato mondiale. La sinergia tra Confindustria Nautica e Agenzia Ice, sottolinea Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica, "è fondamentale per amplificare l’immagine e l’identità del Made in Italy nel mondo, dimostrando ancora una volta il ruolo di leadership del nostro Paese nel settore nautico.La partecipazione all’Italian Pavilion offre alle nostre aziende un'opportunità unica per consolidare la propria presenza sul mercato internazionale, valorizzando la qualità, l'innovazione e il design che contraddistinguono il prodotto italiano". Soddisfazione espressa anche dalle aziende che hanno preso parte alla collettiva italiana riunita nella Hall 12 della manifestazione.

Il Metstrade, sottolinea Anton Francesco Albertoni, Ceo Veleria San Giorgio e Past President Confindustria Nautica, "è una grande festa della filiera nautica e del Made in Italy della componentistica dedicata all’industria nautica italiana, che ha conquistato i clienti internazionali che riconoscono lo stile, il design e l’eccellenza dei nostri prodotti.La nostra numerosa massa critica composta da 75 aziende, il maggior spazio occupato rispetto allo scorso anno, le tantissime bandiere italiane hanno sicuramente generato un grande impatto.

Un risultato importante, una grande soddisfazione che va condivisa con tutti gli operatori, con Confindustria Nautica, la nostra associazione di categoria, e con Ice Agenzia per il suo supporto che speriamo possa ancora crescere negli anni futuri". In occasione del Metstrade, sottolinea Barbara Amerio, il Ceo Gruppo Permare e Consigliere Confindustria Nautica, "ho partecipato al Superyacht Forum, interessante panel sulla sostenibilità.Si è parlato di emissioni e di normative riguardo allo Yachting.

In generale è emerso un desiderio comune di collaborare di più perché il segmento dei superyacht sarà fortemente interessato dalle normative.L'apertura del Forum a cura di Giovanna Vitelli ha fornito un riscontro molto positivo dell'industria italiana, dei progetti verso il futuro.

Buono il riscontro anche del Superyacht Pavilion dove è molto marcata la presenza italiana di componentistica sia tecnica sia estetica". Il riscontro dopo questi tre giorni di manifestazione, sottolinea Alessandro Gianneschi, il Ceo Gianneschi Pumps&Blowers e Vice Presidente Confindustria Nautica, "è molto soddisfacente, sia per quantità sia per qualità dei visitatori.Abbiamo incontrato clienti da tutto il mondo.

L’Italian Pavilion continua ad essere uno dei padiglioni più interessanti.Ho avuto modo di confrontarmi con diverse delle 75 aziende espositrici italiane che hanno confermato la loro soddisfazione per l'affluenza.

Questo ci fa ben sperare anche a livello di mercato.Sostanzialmente, siamo soddisfatti dell’esposizione e del lavoro svolto da Confindustria Nautica e Ice Agenzia nell’organizzazione della collettiva italiana". "Partecipiamo al Mets da 35 anni, siamo soddisfatti di questa edizione, abbiamo raccolto nuovi contatti e apprezzamenti.

Il Padiglione italiano si sta rivelando sempre più vincente in uno scenario dove l'Italia si conferma leader incontrastata nel mercato delle imbarcazioni, con il settore degli accessori e della componentistica che fa la sua parte in termini di qualità e di fatturato.A livello identitario e di visibilità, consideriamo sicuramente molto positiva la partecipazione alla collettiva italiana organizzata da Confindustria Nautica in collaborazione con Ice Agenzia all’interno dell’Italian Pavilion", sottolinea Luciano Paissoni – Ceo Foresti&Suardi e Consigliere Confindustria Nautica. Anche quest'anno il Metstrade, aggiunge Andrea Razeto, Ceo F.lli Razeto e Casareto e Presidente de I Saloni Nautici, "si conferma la fiera di riferimento per l’accessoristica e la componentistica nautica.

Abbiamo avuto molte visite, clienti di spessore e di qualità.La collettiva italiana è stata a sua volta protagonista come una delle più grandi, se non la più grande, con commenti molto positivi da parte di tutti i partecipanti.

C’è soddisfazione sia per il posizionamento sia per l’organizzazione della collettiva, entrambe molto positive.Ho avvertito molta aspettativa in merito al trend del mercato per il quale c’è attesa sull’andamento del prossimo anno". Il Metstrade di Amsterdam, sottolinea Piero Formenti – Ceo Zar Formenti e Vice Presidente Confindustria Nautica, "si è confermato un’occasione unica per rafforzare la percezione internazionale dell'eccellenza della nautica Made in Italy.

La partecipazione di Confindustria Nautica al Mets è stata strategica anche sul fronte del confronto internazionale a livello tecnico e regolamentare.Abbiamo partecipato alla consueta riunione del Council Meeting della federazione European Boating Industry impostando i principali dossier per il 2025 che saranno caratterizzati dalla ripresa dei contatti fra l’industria nautica e la nuova governance europea.

A metà dicembre è già prevista a Bruxelles, al Parlamento europeo, una giornata di incontri fra Ebi e alcuni nuovi deputati per presentare le specificità e le esigenze del nostro comparto per la prossima legislatura".Confindustria Nautica ha partecipato, inoltre, ai numerosi working group di Icomia, fra cui il nuovo Trade&Market Intelligence Committee che sarà guidato per il prossimo triennio da Stefano Pagani Isnardi, Direttore dell’Ufficio Studi dell’Associazione nazionale di categoria.

Prossimo appuntamento per le aziende dell’industria nautica da diporto italiana è in programma a Roma il 12 dicembre con l’Assemblea dei Soci di Confindustria Nautica che vede riuniti gli imprenditori della nautica da diporto per una giornata di lavori, confronto e aggiornamento sul settore.Tema della sessione pubblica dal titolo “Nautica, la rotta tracciata dalle riforme nel contesto internazionale” saranno le politiche per la Blue economy e le nuove norme per il settore.

In occasione della tradizionale assemblea di fine anno, Confindustria Nautica intende confrontarsi con governo e istituzioni su riforme e politiche industriali, competitività internazionale del settore e della bandiera italiana, sviluppo della portualità e semplificazioni per gli utenti contenute nelle recenti riforme normative portate avanti dall’esecutivo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricerca, campagna ‘Tutti insieme dalla scienza alla cura’ per partecipazione alla clinica

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(Adnkronos) – Gli italiani hanno fiducia nella ricerca scientifica, ma esprimono preoccupazione e timori riguardo gli studi clinici – fondamentali per l’innovazione e il progresso scientifico – anche a causa di fake news e ‘falsi miti’.Favorire tra i cittadini la consapevolezza del valore della ricerca e superare le resistenze che ostacolano la partecipazione dei pazienti agli studi clinici, sono gli obiettivi della campagna nazionale di sensibilizzazione e informazione sul valore della ricerca e della sperimentazione clinica ‘La ricerca siamo noi.

Tutti insieme, dalla scienza alla cura’, promossa dall’Accademia del paziente esperto Eupati Aps (AdPee) insieme a un’autorevole e ampia coalition di 47 tra Associazioni pazienti, accademie e aziende sanitarie, società scientifiche e centri di ricerca, con il patrocinio di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – Università Cattolica del Sacro Cuore, del relativo Clinical Trial Center e dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria.L’iniziativa è stata presentata oggi, in un incontro patrocinato dall’Istituto superiore di sanità e Farmindustria. L'Accademia del Paziente esperto Eupati “ha sempre ritenuto fosse importante affrontare le preoccupazioni dei cittadini nei confronti delle sperimentazioni cliniche – dichiara Nicola Merlin, Presidente AdPee – riteniamo sia indispensabile contrastare le fake news, evidenziare il valore della partecipazione ai trial clinici (sia per l'avanzamento della scienza che per il potenziale beneficio dei partecipanti stessi), coinvolgere i pazienti affinché possano essere protagonisti attivi nelle decisioni riguardanti la loro salute e i loro trattamenti.

Questa campagna intende costruire un ‘ponte’ di fiducia tra la comunità scientifica e l’opinione pubblica: ‘la ricerca siamo noi’ è un importante passo verso una maggiore collaborazione e alleanza reciproca, elementi chiave per il progresso della scienza e della salute pubblica”. La ricerca clinica – si legge in una nota – rappresenta per i pazienti una opportunità, in quanto permette di accedere alle terapie più avanzate e contribuisce allo sviluppo di cure migliori per tutti.L’Italia ha sempre avuto un ruolo di leadership nella ricerca clinica, soprattutto per l’eccellente qualità della produzione scientifica, riconosciuta a livello internazionale.

Purtroppo, nel nostro Paese i finanziamenti sono insufficienti. “In Italia nell’80% dei casi, gli studi sono ‘profit’, cioè sostenuti da aziende farmaceutiche e solo il 20% sono ‘no profit’, cioè studi cosiddetti accademici – afferma Giampaolo Tortora, Direttore del Comprehensive Cancer Center, Fondazione Policlinico Universitario ‘A.Gemelli’ Irccs di Roma – la carenza di studi non sponsorizzati è un grave danno, perché la sperimentazione di nuovi farmaci comporta vantaggi dal punto di vista scientifico e da un punto di vista economico. È dimostrato, infatti, che per ogni euro investito in ricerca il guadagno per il Servizio sanitario nazionale è pari a 3 euro e, nel caso di studi clinici per farmaci oncologici, addirittura 3,35 euro”. La ricerca scientifica non è un processo distante o esclusivo.

I suoi traguardi e successi sono la conseguenza di un processo condiviso da medici, scienziati, ricercatori e pazienti, uniti nel comune obiettivo di migliorare la salute della comunità.La sperimentazione pre-clinica è essenziale per garantire che i farmaci in sperimentazione abbiano un profilo di sicurezza accettabile e una buona probabilità di essere efficaci.

Gli studi clinici sull’uomo sono gli strumenti su cui si basa lo sviluppo vero e proprio di un nuovo farmaco.Il loro obiettivo è verificare e valutare attraverso le fasi 1, 2, 3 e 4 (farmacovigilanza) la sicurezza, priorità assoluta, e l’efficacia di una nuova molecola, prima che diventi un farmaco disponibile per i pazienti.  “Il processo è molto lento, graduale e può durare anche dieci anni; i soggetti sani o i pazienti che partecipano a uno studio clinico devono sempre esprimere il proprio consenso – spiega Dominique Van Doorne, Tesoriere e Responsabile Scientifico AdPee – senza una buona partecipazione dei pazienti agli studi clinici non ci sarebbe ricerca.

L’idea del paziente ‘cavia’ è desueta e superata, oggi i pazienti coinvolti negli studi clinici sono seguiti con grande attenzione e rigore.I Comitati Etici sono gli organismi che controllano e garantiscono che la ricerca sia fatta nel rispetto dei partecipanti e delle regole internazionali dettate dalla Dichiarazione di Helsinki e dalle Good Clinical Practices, o Gcp”. Il paziente esperto e consapevole è una figura centrale nella ricerca clinica, perché conosce la malattia per esperienza personale ed è capace con le competenze acquisite di rappresentare gli interessi dei pazienti.

Il paziente fa la differenza perché mette le sue conoscenze a disposizione della comunità scientifica e contribuisce a definire gli endpoint clinici più importanti dal punto di vista del malato e a valutare i preziosi dati sulla qualità di vita con la malattia. “Essere pazienti informati significa comprendere il valore della ricerca e quanto sia sicura, inoltre permette di comprendere l’importanza della partecipazione attiva e della necessità di rimanere nello studio fino alla sua conclusione – sottolinea Paola Kruger, direttore scientifico Corso Eupati Italia e paziente esperto Eupati – dunque, una corretta informazione è la base per poter partecipare in maniera consapevole alla ricerca clinica.La formazione, invece, dà la possibilità al paziente di essere coinvolto – fin dall’inizio – al disegno del progetto, allo sviluppo del protocollo clinico e in seguito alla raccolta di dati generati dai pazienti”. La ricerca è il capitale umano ed economico di uno Stato.

Per valorizzare la ricerca clinica in Italia è fondamentale: attirare capitali economici e investimenti, formare il personale, trattenere e attrarre i giovani talenti. “Secondo il Rapporto sulla sperimentazione clinica dei medicinali in Italia 2023 di Aifa, dal 2000 al 2022 sono state autorizzate oltre 15.400 sperimentazioni cliniche nel Paese – commenta Onofrio Mastandrea, Giunta Farmindustria – nel 2023 le imprese farmaceutiche hanno destinato 2 miliardi di euro alla R&S, il 7% del totale degli investimenti nel Paese.Permangono però delle criticità: la riduzione degli studi clinici realizzati in Europa, dal 18% del totale mondiale nel 2013 al 9% nel 2023, ha portato a 60.000 pazienti in meno che accedono ad una sperimentazione e quindi a terapie innovative.

Tuttavia, la collaborazione tra ministero della Salute, Aifa e stakeholder del settore ha l’obiettivo di migliorare l’attrattività italiana per la ricerca clinica.Fondamentale l’investimento nel capitale umano: la capacità di formare, trattenere e attrarre i giovani talenti che costituiranno il futuro della ricerca scientifica, anche nell’industria farmaceutica”. L’engagement del paziente in uno studio clinico segue un iter preciso e molto rigoroso che si conclude con la firma consapevole del paziente sul consenso informato.

Alessandro Barcherini dell’associazione MelaVivo testimonia così la sua esperienza all’interno di uno studio clinico: “Con l’aiuto dello staff medico ho compiuto tutti i passi per arrivare al primo giorno di cura e con loro ho iniziato con fiducia e speranza questo percorso di adesione allo studio clinico, che a tutt’oggi, a distanza di 10 anni, continua.La malattia mi è sembrata più facile da affrontare, partecipare allo studio mi ha dato la possibilità di conviverci con una qualità di vita ottima.

A chi inizia una terapia all’interno di uno studio clinico, mi sento di dire di affidarsi ai ricercatori e ai medici e di fare loro domande senza problemi, e poi con fiducia e speranza nel futuro seguire tutti i passi necessari per arrivare fino in fondo”. La campagna nazionale “La ricerca siamo noi.Tutti insieme, dalla scienza alla cura” si avvale di diverse risorse i cui contenuti sono stati elaborati con la partecipazione dei pazienti Eupati.

Attraverso video informativi con il divulgatore scientifico Marco Cattaneo e testimonianze dei pazienti esperti, la campagna aiuta a capire come funziona la ricerca clinica, come sono tutelati i partecipanti e quale ruolo hanno le associazioni.Tutte le informazioni e le risorse della campagna sono disponibili sulla landing page https://laricercasiamonoi.accademiadeipazienti.org/.

La campagna è realizzata con la sponsorizzazione non condizionante di Chiesi, Pfizer, Roche, Alfasigma, BeiGene, Daiichi Sankyo, AstraZeneca. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, aumenta incidenza: 418mila casi negli ultimi 7 giorni

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(Adnkronos) – L'ondata di influenza prende quota e "l'incidenza delle sindromi simil-influenzali (Ili) è in lieve aumento rispetto alla settimana precedente con un livello pari a 7,1 casi per mille assistiti".Lo registra il bollettino epidemiologico RespiVirNet dell'Iss relativo alla settimana 11-17 novembre.  "I casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all'intera popolazione italiana, sono circa 418.000" nella settimana 11-17 novembre "per un totale di circa 1.792.000 casi a partire dall'inizio della sorveglianza".  "Maggiormente colpiti i bambini sotto i cinque anni di età con un'incidenza pari a 15,9 casi per mille assistiti (13,7 nella settimana precedente)", evidenzia il bollettino.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cresco Award, premiati i Comuni italiani impegnati per un futuro sostenibile

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(Adnkronos) – Premiati i vincitori della nona edizione di Cresco Award – Città Sostenibili, il contest promosso da Fondazione Sodalitas con il patrocinio e la collaborazione di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che riconosce l’impegno dei Comuni italiani per lo sviluppo sostenibile dei territori in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu.Gli award sono stati consegnati oggi ai sindaci e assessori dei Comuni vincitori nel corso di una cerimonia tenutasi presso il Centro Congressi Lingotto di Torino, in concomitanza con la 41esima Assemblea Annuale dell’Anci.  Cinque i riconoscimenti di Fondazione Sodalitas, selezionati da una giuria multistakeholder indipendente presieduta dalla rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, assegnati ai Comuni di San Possidonio (MO), Fermignano (PS), Gualdo Tadino (PG), La Spezia e Milano.  Sono 25, poi, i progetti di Enti locali premiati da parte di un gruppo di imprese associate a Fondazione Sodalitas, particolarmente impegnate sul fronte della sostenibilità, partner dell’iniziativa: Ad Store, Bureau Veritas, Cellnex, Certiquality, Confida, Consulnet, FedEx, Feralpi Group, Industree Communication Hub, Infocert, Intesa Sanpaolo, Kpmg, Lexmark, Mapei, Nexumstp, Ntt Data, Pirelli, Poste Italiane, Sias, STMicroelectronics, Ubs, Wise Engineering. All’edizione di quest’anno sono stati candidati 126 progetti da 105 Enti (Comuni, Città Metropolitane, Comunità Montane o Unioni di Comuni di tutta Italia).

Sono oltre mille i progetti raccolti in questi anni da Cresco Award.Tutte queste iniziative sono consultabili nella Biblioteca Cresco, una banca dati online che testimonia l’impegno fondamentale dei Comuni italiani per guidare lo sviluppo dei territori verso un futuro sostenibile.  “I Comuni italiani sono a pieno titolo tra gli attori protagonisti della sfida per assicurare uno sviluppo del territorio pienamente sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale – ha dichiarato Alberto Pirelli, presidente Fondazione Sodalitas – Lo dimostrano i numeri di Cresco Award che in questi anni ha raccolto oltre mille progetti presentati da 802 Comuni ed Enti Locali, un patrimonio che ci ha permesso di far conoscere le esperienze eccellenti realizzate in tutta Italia per ispirare un’emulazione virtuosa.

Guardando al futuro, le ragioni che hanno ispirato questo premio sono quanto mai attuali e ci motivano a proseguirlo sia perché è necessario che questo impegno diventi pervasivo e coinvolga tutti gli Enti locali italiani, sia perché abbiamo davanti a noi sfide grandi e dall’esito incerto legate alla transizione ambientale, all’impatto dei trend demografici su lavoro e welfare, ai cambiamenti generati dalla rivoluzione digitale, nonché all’ampliarsi delle disuguaglianze.Sfide che sollecitano l’impegno diffuso dei Comuni e l’incremento di partnership con le imprese private per le quali lo sviluppo del territorio è un fattore fondamentale di crescita competitiva”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natale, innalzato in piazza San Pietro l’albero al centro delle proteste

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(Adnkronos) – L'abete del Trentino al centro di proteste e oggetto di una petizione molto sostenuta per chiedere che non venisse abbattuto è stato innalzato da stamattina in piazza San Pietro e accoglierà turisti e pellegrini in arrivo a Roma per le festività natalizie. Fernando Vérgez Alzaga e suor Raffaella Petrini, presidente e segretario generale del Governatorato del Vaticano, inaugureranno il Presepe e illumineranno l’albero di Natale, allestiti in Piazza San Pietro il prossimo 7 dicembre con una cerimonia alle 18.30.Il Presepe e l’albero in Piazza San Pietro rimarranno esposti fino alla conclusione del Tempo di Natale, che coincide con la festa del Battesimo del Signore, domenica 12 gennaio 2025. L'abete della discordia è arrivato da Ledro in Trentino: un maestoso abete maturo, alto 29 metri. "La scelta di questo esemplare – ha spiegato il presidente del Governatorato come ad arginare le polemiche esplose nei giorni scorsi -è stata determinata in chiave ecologicamente responsabile, considerato che il prelievo dell’albero garantirà il naturale ricambio del bosco per i prossimi decenni.

I boschi del territorio sono certificati PEFC.Una foresta certificata PEFC è una foresta gestita in linea con i più severi requisiti ambientali, sociali ed economici.

La ricrescita annuale dei boschi di Ledro è certificata per 8.260 metri cubi e l’abete prelevato fa parte di uno dei lotti che dovranno essere tagliati per la corretta coltura del bosco". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Design: brand di luxury furniture indiano Diviana sceglie Milano per aprire il primo hub europeo

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(Adnkronos) – Capitale indiscussa del design mondiale, Milano accoglie nel cuore del quadrilatero della moda, in via Monte di Pietà 13/1, il lancio internazionale di un nuovo marchio d’arredo destinato a riscuotere un grande successo.Si tratta di Diviana, brand indiano che ha l’ambizione di proporre mobili di lusso che coniugano modernità e tradizione, stile e contemporaneità, superando i confini prestabiliti tra eleganza e innovazione.

Una sfida che vede alleati manifattura indiana e design italiano: infatti l’Art director del marchio e autore delle prime due collezioni per l’Europa è Marco Corti, architetto e designer di grande esperienza e fama internazionale.I numeri di Diviana – 900 professionisti appassionati e qualificati in tutto il mondo, un fatturato di circa 15 milioni di euro e un investimento in Italia e in Europa che nel prossimo biennio raggiungerà i 50 milioni di euro – mostrano le dimensioni dell’investimento internazionale in corso da parte del brand indiano.  Fondato nel 2009 da Kapil Chopra, imprenditore visionario con una profonda conoscenza del settore dell’arredo-design, Diviana è un marchio che in pochi anni è cresciuto fino a diventare un simbolo di raffinatezza in tutta l’area Asian e Middle Est. “L’obiettivo di Diviana – spiega Chopra – non è solo quello di partecipare al mercato del lusso, ma stabilire nuovi standard di raffinatezza ed esclusività grazie alla nostra miscela unica di qualità, eleganza e a una vasta gamma di prodotti premium-to-luxury.

Noi creiamo mobili che trascendono la mera estetica, infondendo in ogni ambiente un senso di raffinata eleganza e profondità emotiva.Ogni pezzo è meticolosamente progettato per ispirare, elevando spazi ordinari in straordinari santuari di stile e raffinatezza, incarnando l'essenza stessa del vivere moderno".  "Non ci limitiamo a creare mobili – prosegue il Ceo – ma creiamo pezzi che parlano di uno stile di vita definito dall'eleganza, dall'innovazione e dal rifiuto di scendere a compromessi con la qualità.

L’azienda è consapevole che il vero lusso consiste nel creare ambienti su misura che riflettano lo stile unico dei clienti e ne elevino lo stile di vita.I nostri clienti sono intenditori di design, individui che cercano non solo la bellezza, ma anche il significato e la distinzione in ogni angolo dei loro spazi". Per questo motivo, il marchio ha creato un processo di soluzioni personalizzate progettate per soddisfare ogni esigenza e superare le aspettative.

Dalla consultazione iniziale all'installazione finale e oltre, ogni fase è ottimizzata per offrire ai clienti un'esperienza di progetto senza soluzione di continuità.Servizi di progettazione e produzione su misura di mobili, fornitura di rivestimenti, armadi e porte, l’azienda offre un pacchetto completo chiavi in mano per creare ambienti unici e sofisticati. Per il proprio debutto nel Vecchio Continente, Diviana ha scelto Milano e, in particolare, via Monte di Pietà 13/1, in pieno Quadrilatero della moda, cuore pulsante dell’economia meneghina dove arte, moda e design sono protagonisti assoluti.

Una location che conferma quel percorso creativo che mette in contatto le tradizioni indiane e il moderno design italiano per dare vita a un hub di sofisticata eleganza.Realizzato su una superficie di circa 220 mq, il progetto di interior design per il primo Flagship Store Diviana ha avuto come obiettivo principale la valorizzazione delle nuove collezioni Sublime e Q Collection entrambe firmate da Marco Corti. “L’approccio progettuale – sottolinea l’Art director – si è basato sulla creazione di un contesto raffinato e accogliente, pensato per mettere in risalto le qualità distintive degli arredi, grazie all’utilizzo di pannellature murali di vario tipo e lampade decorative accuratamente progettate.

L'idea – prosegue Corti – è stata quella di dare vita a un ambiente sobrio ed elegante, dove ogni elemento fosse studiato per esaltare al meglio l’essenza dei prodotti esposti.Texture murali neutre e una pavimentazione armoniosa sono state scelte per creare un equilibrio visivo che permettesse agli arredi di emergere come veri protagonisti dello spazio, trasmettendo un’esperienza sensoriale unica e coinvolgente per il visitatore". “Stabilire un hub a Milano – conferma Chopra – ci darà l’opportunità di connetterci con i mercati chiave di tutto il continente in modo più efficace, sfruttando i forti legami della città con i settori del design, della moda e del lusso.

Una base da cui coordinare i nostri sforzi commerciali, produttivi e di partnership in tutto il Vecchio Continente, assicurandoci di rimanere agili e reattivi alle esigenze del mercato europeo e alle preferenze dei consumatori". “Milano – rimarca Chopra – è più di una località, è un simbolo di eccellenza globale, nella moda, nella cultura e ovviamente, nel design.Dopo aver considerato altre candidate in ogni lato del pianeta, abbiamo scelto Milano perché incarna lo spirito di eleganza, artigianalità e design lungimirante che definisce Diviana.

Questo debutto non è solo un ingresso in Europa, non siamo qui solo per aprire uno showroom, ma per aggiungere la nostra voce alla ricca narrativa del design di questa città, per diventare una parte importante dell'eredità di Milano nel mondo del design. "Con l’arrivo a Milano, ci proponiamo di trarre ispirazione da questo contesto così dinamico per offrire ai consumatori qualcosa di diverso.La clientela esigente di una città così cosmopolita e l'apprezzamento per l'artigianato di alta qualità si allineano perfettamente con la nostra visione di elevare la scelta dei consumatori attraverso offerte innovative e ponderate", aggiunge. Le collezioni in anteprima firmate Marco Corti sono Sublime Collection e Q Collection.

Definizione pulita, chiara, mai serpeggiante né rigidamente geometrica, morbidezza controllata, mai lasciata all'abbandono caratterizzano Sublime, dove la qualità dei materiali si veste di colori semplici, dettagli sartoriali che non accecano né giocano, ma riposano.L'ambiente della collezione Sublime è infatti un luogo lussuoso e accogliente che favorisce la calma e le voci sommesse di chi comprende l'importanza delle parole e delle relazioni. “Per Sublime – racconta il designer – i miei riferimenti sono l'architettura e gli interni italiani degli anni '20 e '30 del XX secolo, dove i dettagli avevano forti richiami al passato.

Questa è la mia collezione, il mio significato di stile, lusso e bellezza amichevole; in una parola il mio stile di vita.Citando Baudelaire, i miei mobili e i miei interni si chiudono con calma, lusso e sensualità”. La Collezione Q, invece, è una famiglia di arredi con una forte personalità internazionale, il cui concetto si basa su tre qualità: moderno, minimale e sofisticatezza.

Forme morbide e colori cipria caratterizzano tutti i pezzi, creando un ambiente in cui ognuno contribuisce a raccontare un'identità unica.Queste caratteristiche distintive diventano il motore della realizzazione di ogni singolo articolo, infatti la collezione è pensata per creare un linguaggio contemporaneo nell'atmosfera domestica. “La nostra aspirazione – dice Corti – è quella di progettare una collezione ricca, solida e completa, che si distingua sia per il design che per la qualità, e che proietti in modo coerente il nostro valore e la nostra visione dell'abitare contemporaneo, affinché tutti possano condividerla.

A 'moderno, minimale e sofisticato' potremmo aggiungere anche 'rigore, semplicità e lusso'.Infatti, tutti i singoli elementi della collezione sono stati progettati con linee pulite, sensazione di equilibrio e attenzione alla qualità”.

Ogni singolo particolare è stato curato al dettaglio, dalle forme morbide alla scelta di texture e colori tenui.Il mondo della Collezione Q si esprime non solo attraverso i singoli pezzi, ma anche nella capacità di trasformarla in uno 'stile di vita' in ogni ambiente e in ogni contesto interno.  —lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)

La Talpa, lunedì 25 novembre super puntata finale: la chiusura in anticipo

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(Adnkronos) – 'La Talpa' 2025 verrà smascherata lunedì in tardissima serata su Canale 5.La quarta puntata del reality condotto da Diletta Leotta, prevista per lunedì in prime time su Canale 5, diventerà infatti una super puntata finale che ingloberà, in un montaggio serrato, anche la quinta e la sesta puntata.  A quanto apprende l'Adnkronos, il gran finale di lunedì darà spazio alle prove speciali e alle eliminazioni di tutte le ultime tre puntate, asciugando la parte del talk.  La terza puntata de 'La Talpa', andata in onda lunedì 18 novembre, si è conclusa con una nuova eliminazione: Elisa Di Francisca, ex schermitrice italiana, non è riuscita a rispondere nel modo giusto ai quesiti proposti dalla conduttrice e ha dovuto lasciare il reality show di Canale 5.  La caccia alla talpa si concluderà definitivamente lunedì 25 novembre: il gruppo si restringe sempre più.

I concorrenti rimasti sono Lucilla Agosti, Alessandro Egger, Orian Ichaki, Marina La Rosa, Andreas Müller e Veronica Peparini, Andrea Preti e Gilles Rocca.Chi è il nemico?

L'appuntamento con la super puntata finale lunedì 25 novembre. Quarta, quinta e sesta puntata de 'La Talpa' saranno rese però disponibili nella loro interezza su Infinity. (di Antonella Nesi) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Blitz Extinction Rebellion al Viminale: scaricata una tonnellata di letame

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(Adnkronos) – ''Scaricata una tonnellata di letame al ministero dell’Interno, mentre un centinaio di persone si sono accampate in tenda all’ingresso.Nell’ultimo giorno della Cop29, inizia l’occupazione di Extinction Rebellion di piazza del Viminale, per denunciare il contrasto tra l’idea di sicurezza promossa dal governo e la crescente insicurezza a cui i cittadini stessi sono esposti da un clima ormai fuori controllo.

Questo ministero è uno dei promotori del nuovo #Ddlsicurezza che aumenta notevolmente le pene per chi protesta pacificamente''.Lo rendono noto su Facebook gli attivisti di Extintion Rebellion.  “Se il tema della sicurezza sta tanto a cuore al governo come sostiene, dovrebbe attuare misure concrete per affrontare la crisi ecoclimatica, invece di distrarre la popolazione criminalizzando chi dissente e chi vive ai margini" dichiarano le persone in tenda – aggiungono – In un momento storico in cui l’Italia intera, da nord a sud, sta pagando i pesantissimi danni di #alluvioni e #siccità, Extinction Rebellion torna oggi in piazza per ribadire che l’unica sicurezza che abbiamo oggi è questo clima di merda''.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cinema, alla Casa del Jazz di Roma al via la rassegna ‘Cine Opportunità’ con film ‘Mia’

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(Adnkronos) – Il 25 novembre alle ore 18,30 presso 'LA Casa del Jazz – Roma parte la rassegna le “Cine Opportunità- quando il cinema diventa parità' – con la proiezione del film 'Mia' con Edoardo Leo, e la presenza in sala del regista Ivano De Matteo e la psicologa Gloria Lojacono.La visione con dibattito sulla grave violenza subita dalle vittime del 'revenge porn' , è la prima proiezione prevista dal progetto 'Cine Opportunità' proposto dall’associazione culturale 'Il Labirinto' e sostenuta dal Municipio I Roma Centro, in occasione del 25 novembre-Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, cui il 2 dicembre seguirà la visione di 'Io e il secco' sulla violenza assistita.

I film in rassegna trattano di temi gravi e profondi legati alla violenza sulle donne che l’arte cinematografica vuole denunciare con immagini di grande valore sociale e divulgativo.L’ingresso è libero.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Criptovalute, Teng (Binance): “Ue mercato estremamente importante per noi”

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(Adnkronos) – "L’Unione europea è un mercato estremamente importante per noi: continueremo a investire in quest’area.L’Italia è una giurisdizione che desideriamo supportare, è un Paese straordinario che amo particolarmente anche per la sua cultura”.

Così Richard Teng, Ceo di Binance, all’Adnkronos, in occasione della sua prima visita in Italia, traccia un bilancio del suo primo anno alla guida del più grande ecosistema blockchain ed exchange di criptovalute al mondo. (VIDEO) Per “il mercato globale delle criptovalute – ha proseguito – il 2024 è stato un anno fondamentale, segnato dall'approvazione del Bitcoin ETF all'inizio dell'anno negli Stati Uniti e, successivamente, in molte altre parti del mondo, come Brasile, Canada, Hong Kong, Australia, e così via.Quest'anno abbiamo assistito a un crescente interesse da parte di molte istituzioni, tra cui colossi come BlackRock, Fidelity e Charles Schwab.

Se consideriamo le prime 200 istituzioni finanziarie a livello globale, oggi tutte hanno un'agenda dedicata alla blockchain e alle criptovalute. È stato un anno davvero storico.Inoltre, la recente elezione del Presidente Trump negli Stati Uniti ha dato un ulteriore impulso e maggiore chiarezza sul modo in cui gli Usa sosterranno le criptovalute in futuro.

Finora è stato un ottimo anno – ha aggiunto – ma credo fermamente che il 2025 sarà ancora migliore, con un contesto di tassi di interesse più favorevole e governi di molti paesi che si preparano a sostenere questo settore attraverso ‘smart regulation’.Sempre più istituzioni stanno aumentando le loro allocazioni in criptovalute.

I dibattiti sulle riserve di Bitcoin negli Usa, e in molti altri paesi del mondo, daranno ulteriore slancio alla crescita di questo settore”. In questi mesi di lavoro l’attenzione della società, ha spiegato, è stata posta principalmente sui propri utenti, definiti “le fondamenta” del gruppo.Sull’importanza della regolamentazione in grado di dare certezze agli operatori di mercato, da un lato, e protezione agli utenti dall’altro, Teg ha sottolineato che “le normative sono estremamente importanti perché offrono chiarezza agli operatori di mercato, come noi, sui parametri entro cui possiamo operare.

Allo stesso tempo, offrono agli utenti una maggiore protezione, chiarendo quali sono le misure a tutela dei loro interessi e dei loro asset.Accogliamo quindi con favore ‘smart regulation’, che supportino gli aspetti innovativi di questo settore, gestendone però anche i rischi.

Tuttavia – ha osservato – le sfide regolatorie sono ancora numerose.Solo circa un terzo dei legislatori, a livello globale, sta regolamentando questo settore e, tra coloro che lo fanno, non esistono standard armonizzati.

I vari paesi e giurisdizioni regolamentano in modo molto diverso: alcuni trattano le criptovalute come titoli, altri come materie prime, altri ancora come token di pagamento digitale o asset digitali.Questo rappresenta una grande sfida per un operatore globale come noi, che deve adattarsi alle normative locali.

Speriamo che, col tempo si possa arrivare a una serie di regolamentazioni armonizzate e standardizzate a livello globale.” —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, Conte: “Stimo Ranieri, l’ho chiamato. Il Var deve aiutare gli arbitri”

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(Adnkronos) – Big match per il Napoli che, nella 13esima giornata di Serie A, ospita la nuova Roma di Ranieri: "Chi rischia di più tra noi e la Roma? È una partita di calcio, mica rischiamo la vita… è un rischio sportivo.Sicuramente mi fa piacere incontrare Claudio, c'è grande stima nei suoi confronti, anche dell'amicizia.

Sono contento per lui, pensavo tornasse per una nazionale, ma la finestra del cuore per la Roma e per il Cagliari era sempre aperta e sono contento per lui, per la sua famiglia, che vive a Roma", ha detto il tecnico dei partenopei, Antonio Conte in conferenza stampa, "sarà una partita tosta, non dimentichiamo che la Roma l'anno scorso è finita davanti a noi, fanno l'Europa League, ha fatto un ottimo mercato, ma non sta rendendo secondo aspettative e qualità della rosa.Mi auguro tutti inizi a funzionare dopo il Napoli". Conte ha rivelato di aver sentito anche Ranieri nei giorni scorsi: "Una telefonata a Claudio l'ho fatta, per dargli il bentornato, ma era il minimo.

C'è amicizia anche tra le mogli, lui è uno davvero a modo, di altri tempi, non puoi che volergli bene.Gli auguro tutto il bene ma tranne nelle due gare con noi". Poi sulla classifica, che il Napoli comanda a +1 sll'Inter seconda: "Ci sono tante squadre in pochissimi punti, stiamo facendo bene ma anche le altre, non c'è un'altra che si è staccata.

C'è un po' di stupore magari nel vedere alcune squadre lì in classifica dopo 12 giornate.Ce ne sono talmente tante in pochi punti che uno farebbe pure fatica ad elencarle". 
Su Meret, nel mirino della critica dopo il gol subito contro l'Inter: "È il nostro portiere titolare, dietro ha Elia Caprile che dà delle buone garanzie.

Io sono soddisfatto di quello che sta facendo Alex, non possiamo andare ogni volta a trovare il pelo nell’uovo e creare situazioni di instabilità al nostro interno.Mi piacerebbe che i media andassero a favore del Napoli e non creassero una certa instabilità con una domanda del genere, non lo merita e non penso sia giusto". Conte è tornato sulle polemiche nate proprio dopo Inter-Napoli, che hanno riguardato soprattutto il Var: "Io ho sollevato una discussione costruttiva per costruire qualcosa di migliore rispetto al passato.

Oggi abbiamo anche dei mezzi che ci devono far riflettere.Dopo che il signor Mariani ha preso la decisione di fischiare il rigore, pensavo che non ci fosse stato un contatto col Var, invece è uscito fuori che il Var si limita a dire ‘c’è contatto’, ma il calcio è uno sport di contatto.

Se vogliamo parlare a livello costruttivo e non polemico, dobbiamo far sì che l’arbitro, in quel caso col signor Mariani, abbia un supporto migliore rispetto a quello di San Siro.Ci si limita a dire c’è contatto, ma di che tipo?

Il contatto c’è sempre!", ha continuato Conte", mi auguro che la prossima volta si utilizzi un po’ meglio e si dia un aiuto all’arbitro.Se c’è un contatto, uno può anche dire ‘guarda c’è contatto, vieni a valutare se confermare o se togliere’.

Non è che devi essere chiamato al Var per cambiare la decisone, ma anche confermare o modificare.Mi dispiace per Mariani, che aveva condotto bene la gara, oggi mi rendo che lui ha preso questa decisione però nessuno l’ha aiutato.

Magari lo chiamavano e confermava il rigore, io l’avrei accettato, oggi non sapremo mai cosa avrebbe pensato Mariani se fosse stato richiamato al Var.Mariani non è da censurare, lo è chi non ha dato a Mariani la possibilità di valutare.

Io mi auguro che le mie parole abbiano fatto riflettere". Poi sulle parole di Marotta: "Ringrazio il direttore, abbiamo avuto modo di lavorare insieme per tanti anni.Mi fa piacere che abbia capito alla fine che sono una persona intelligente, che faccio una buona comunicazione.

Gli obiettivi miei e quelli suoi stridono, non sono comuni, sicuramente non saremo amici e compagni di viaggio, ma avversari". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Chiara Ferragni, l’inno alla sua nuova vita: “Lasciare andare certe persone per ricominciare”

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(Adnkronos) – Il 2024 è stato per Chiara Ferragni un anno molto complesso, pieno di cambiamenti. È passato esattamente un anno da quando l'influencer è entrata nella nuova casa a CityLife, dove inizialmente era pensata per viverci con l'ex marito Fedez e i figli Leone e Vittoria.Chiara Ferragni si è lasciata andare a un lungo post che ha condiviso su Instagram in cui, a cuore aperto, parla della sua nuova realtà, fatta di nuove possibilità e nuove certezze.  "Un anno nella mia 'nuova' casa.

Un anno che è stato senza dubbio il più difficile della mia vita, ma che, incredibilmente, mi ha anche regalato la libertà", così comincia il post fiume di Chiara Ferragni a corredo di un selfie che la ritrae nel soggiorno di casa, addobbato già per il periodo natalizio.    "Un anno in cui ho imparato che chi ti ama davvero rimane accanto a te, e che il benessere emotivo vale più di ogni successo professionale.Un anno in cui questa casa è diventata il rifugio della mia “nuova” famiglia, e dove ho capito che, a volte, è necessario lasciare andare certe persone per ricominciare a prendersi cura di se stessi e imparare a fare spazio all’amore vero", continua l'influencer che ricorda il matrimonio finito con Fedez e il presunto flirt con Giovanni Tronchetti Provera.  "Questo anno mi ha insegnato che ogni perdita porta con sé una nuova possibilità.

E oggi sento che la mia libertà non è solo un punto di arrivo, ma un inizio: quello di una nuova vita, più autentica, più forte e, finalmente, più mia", conclude così Chiara Ferragni la lettera scritta e pensata per se stessa.  Tra i commenti, spunta quello della sorella minore, Valentina Ferragni: "Non più la 'Chiara che vorrei', ma la Chiara che ora sei", scrive l'influencer, ricordando alla sorella di aver lavorato tanto su se stessa e di essere orgogliosa della donna che è oggi.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ail, con ‘Segui la stella’ ritorna nelle piazze la storica campagna di Natale

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(Adnkronos) – Si rinnova, dopo 18 anni, la storica campagna dedicata alle Stelle di Natale di Ail, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, con l’obiettivo di unire ciò che è divenuto il simbolo dell’Associazione, il racconto delle storie dei pazienti e l’impegno sociale di Ail.L’iniziativa sostenuta dalla campagna di comunicazione ‘Segui la stella’ è in programma il 6, 7 e 8 dicembre in 4800 piazze italiane.

Lo storico appuntamento con la solidarietà, promosso dall’Associazione che da 55 anni è al fianco dei pazienti ematologici e delle loro famiglie, è reso possibile da 36 anni – si legge in una nota – grazie al contributo di migliaia di volontari e all’opera delle 83 sezioni Ail sul territorio nazionale.La manifestazione ha permesso in tanti anni di sostenere e mettere in campo importanti progetti di ricerca e assistenza e ha contribuito a far conoscere i rilevanti progressi e i risultati ottenuti nel trattamento dei tumori del sangue.  In contemporanea all’iniziativa sul territorio, Ail lancia la nuova campagna di comunicazione integrata dedicata ‘Segui la Stella’, affidata a Lateral, Studio di Comunicazione & Branding guidato da Francesco Fallisi e Federica Bello, con la direzione creativa di Francesco Fallisi e Simona Angioni.

Per la campagna è stato prediletto un approccio intimo e delicato, affinché fosse un’esperienza personale a trasmettere il significato profondo che rappresenta la scelta della Stella di Natale Ail.Protagonista dello spot è una bambina con un obiettivo molto preciso: regalare speranza al paziente incorniciato dalla finestra di fronte alla sua.

Da sola, con passo svelto e deciso, attraversa le stradine della sua città come se fosse una grande avventura.Ha le sue monetine e il suo sogno da realizzare.

E lo porta a termine, scegliendo la Stella di Natale più grande che può e permettendo a quel ragazzo di guardare lontano.Una bambina da seguire e, soprattutto, come recita la voce fuori campo, ‘Una Stella da seguire’ per arrivare finalmente ad un futuro libero dai tumori del sangue.

Il claim dello spot è semplice e potente allo stesso tempo: Una Stella di Natale Ail aiuta migliaia di persone a guardare lontano.  “Questo concetto riflette il nostro impegno nell’offrire una prospettiva di fiducia e speranza a chi affronta un percorso di cura difficile – affermano Rita Smoljko e Daniele Scarpaleggia, rispettivamente responsabile Comunicazione Ail e Coordinatore del progetto – aiutando i pazienti e le loro famiglie a guardare oltre le sfide e la sofferenza del presente”.  Da oltre mezzo secolo, Ail mette al primo posto il paziente con tumore del sangue e il sostegno alla ricerca scientifica.I risultati negli studi scientifici e le terapie innovative sempre più efficaci e mirate, hanno determinato grandi miglioramenti nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici, adulti e bambini. È necessario proseguire intensamente su questa strada e investire con continuità sempre più risorse nella ricerca per raggiungere ulteriori traguardi e rendere queste malattie sempre più guaribili.

L’ematologia italiana attraverso i Centri di terapia e grazie all’opera quotidiana delle 83 sezioni provinciali Ail e delle sue migliaia di volontari, garantisce la continuità assistenziale e terapeutica. La campagna video – on air dal 22 novembre sulle principali emittenti televisive, canali digitali, stampa, radio e affissione – è stata prodotta da Sedici:9 e porta la firma dal regista William9.La musica, scritta e prodotta da Matteo Buzzanca, e interpretata da Beatrice Giliberti coautrice del testo.

La declinazione stampa è stata realizzata dal fotografo Carlo Furgeri Gilbert.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)