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Bonaccorsi (Municipio I): “Siamo dalla parte delle donne”

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(Adnkronos) – “Ci teniamo a ribadire che il Municipio I è dalla parte delle donne.Offre aiuto contro la violenza maschile sulle donne e vuole costruire percorsi di autonomia e di protezione verso una riappropriazione dei momenti di libertà e di autodeterminazione.

Per questo lavoriamo tutti insieme affinché non ci si ricordi di queste cose solo il 25 di novembre.Le donne vengono uccise ogni giorno nel nostro Paese”.

Così Lorenza Bonaccorsi, presidente del Municipio I di Roma, durante la presentazione della “Mappatura dei luoghi che offrono servizi per le donne e le ragazze” che si è tenuta oggi a Roma.Un progetto che vuole consentire una rapida consultazione ed individuazione di tutti i servizi a disposizione per le donne. “Ringraziamo la presidente e tutta la Commissione Pari opportunità del Municipio I che ha promosso e ha lavorato su questo atto – conclude Bonaccorsi – Un'iniziativa che nasce dalla necessità e dal fatto che in questo Municipio cerchiamo di far lavorare tutte le istituzioni insieme facendo rete con le associazioni". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Santoloce (Municipio I): “Una mappa al via per progetti d’aiuto per le donne”

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(Adnkronos) – “Uno dei bisogni usciti dalla redazione del piano sociale è la necessità di informazione.Questa mappa semplice, concreta e dettagliata di tutti i luoghi delle donne del Municipio I diventa il primo pezzo fondamentale da cui partire per la costruzione di qualsiasi progetto d'aiuto per le donne".

Lo ha dichiarato Claudia Santoloce, assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità del Municipio I Roma, in occasione della presentazione della “Mappatura dei luoghi che offrono servizi per le donne e le ragazze” che si è tenuta oggi a Roma.Un progetto che vuole consentire una rapida consultazione ed individuazione di tutti i servizi a disposizione per le donne. La mappatura offre un servizio efficace ed efficiente per chi ha bisogno di aiuto, ma anche di sostegno nella ricerca di lavoro nell’ambito dell’occupazione femminile o di soluzioni relative a problematiche medico-sanitarie. "Questo atto nasce da un prezioso lavoro di Commissione fatto di più sedute dove si è prima capito se questo lavoro aveva una sua necessità e un suo applicativo.

Successivamente c'è stata la costruzione dell'atto con una risoluzione approvata dal Consiglio municipale e poi recepita dalla Giunta. È stato un lavoro di totale collaborazione tra Giunta e Consiglio, ma anche tra maggioranza e opposizione perché l'atto è stato votato all'unanimità.Su questi temi penso che la politica debba essere unita e nel nostro caso lo è stata". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, I Municipio presenta Mappa dei luoghi con servizi per le donne e le ragazze

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(Adnkronos) – È stata presentata oggi la 'Mappatura dei luoghi che offrono servizi per le donne e le ragazze' al fine di consentire una rapida consultazione ed individuazione di tutti i servizi a disposizione per le donne.Alla conferenza stampa, tenutasi oggi nella Sala del Consiglio del Municipio I Roma Centro di Circonvallazione Trionfale 19, hanno preso parte la presidente Lorenza Bonaccorsi, l’assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità Claudia Santoloce, la presidente della Commissione Pari Opportunità Daniela Spinaci e le consigliere membri della Commissione. La mappatura offre un servizio efficace ed efficiente per chi ha bisogno di aiuto, ma anche di sostegno nella ricerca di lavoro nell’ambito dell’occupazione femminile o di soluzioni relative a problematiche medico-sanitarie. “Era indispensabile -spiega la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi- fornire una mappatura di facile consultazione di tutti i contatti e luoghi dove donne, ragazze ed in generale persone che necessitano di un supporto possano reperire in modo veloce ed immediato l’intervento di cui necessitano, ed è per questo che abbiamo accolto l’impegno giunto in questo senso dalla commissione Pari Opportunità proponente di un atto di consiglio votato all’unanimità”. Daniela Spinaci, presidente della Commissione Pari Opportunità, ringrazia "a nome mio e della Commissione che presiedo, la Presidente Bonaccorsi e l’assessora Santoloce per aver realizzato la richiesta della creazione e diffusione della mappatura dei luoghi e servizi, presenti nel nostro territorio, cui possono rivolgersi celermente le donne per ogni loro esigenza.

Con la risoluzione n.11/2024, infatti, abbiamo elaborato sia la richiesta che l’individuazione dei luoghi presenti sul territorio in grado di offrire tale tipo di servizio pubblico.L’esigenza maggiore che ha spinto ad elaborare l’atto a mia prima firma è quella di divulgare in modo rapido il reperimento di servizi pubblici essenziali, soprattutto a fini preventivi”. “Un lavoro di grande sinergia tra giunta e consiglio del I Municipio che ci porta oggi ad avere un primo risultato tangibile e utile per essere sempre più vicino alle donne e alle ragazze che hanno bisogno di supporto.

Con l’approvazione del Piano Sociale ci siamo resi conto che tra le prime necessità c’è l’informazione e con questa mappatura vogliamo mettere a disposizione quante più informazioni abbiamo di servizi offerti sul territorio da noi, dalla Asl e dal terzo settore”, dichira l’assessore ai Servizi Sociali e Pari Opportunità Claudia Santoloce.  I Centri Anti Violenza (Cav) forniscono informazioni e supporto alle donne che vogliono superare qualsiasi tipo di violenza di genere: psicologica, fisica, economica, domestica, intra ed extrafamiliare.Attivi 24 ore su 24.

Offrono gratuitamente alle donne servizi di ascolto, accoglienza, assistenza psicologica, consulenza legale, supporto ad eventuali figli/e minori, orientamento al lavoro, orientamento all’autonomia abitativa.Per ciascuna donna viene costruito un percorso personalizzato di sostegno e aiuto.

Sono gestiti da organismi del terzo settore con competenza specifica nel contrasto alla violenza di genere e sostegno alle donne e i figli che ne restano vittime. I consultori ed i presidi sanitari svolgono servizi altrettanto articolati in sinergia con i centri antiviolenza e le forze dell’ordine.Molto importante anche l’orientamento all’impiego femminile, fondamentale sia per uscire dal tunnel della violenza economica sia per prevenirla.

Altro servizio fondamentale è quello di consulenza genitoriale offerto nei dovuti centri. È fondamentale mantenere alta l’attenzione sugli adolescenti e sui giovani che sempre più spesso manifestano l’esigenza di essere ascoltati e aiutati.La stessa attenzione viene data ai temi e alle problematiche legate alla omolesbobitransfobia.

Per questo la creazione di una rete di contatti diventa essenziale al contrasto di ogni tipo di violenza.Mappa: https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio/nasce-la-mappa-il-primo-municipio-per-le-donne.page —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

‘Il M5S è morto’, spunta manifesto funebre da Roma a New York

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(Adnkronos) – Alla vigilia dell'Assemblea costituente del Movimento 5 stelle, sui muri di alcune città italiane, come Milano, Napoli, Roma, e addirittura a New York, sono apparsi manifesti funebri che celebrano con ironia la scomparsa della creatura pentastellata.Un'iniziativa, tra il goliardico e il politico, organizzata da un gruppo di ex simpatizzanti del M5s che non credono alla svolta che potrebbe esserci dopo Nova.  "2009-2024.

E' morto dopo lunga agonia il Movimento 5 stelle (di anni 15).Si stringono intorno all'Elevato elettori e attivisti che hanno condiviso il sogno dell'onestà e della democrazia diretta.

L'ultimo vaffa a nome, simbolo e regola dei due mandati si svolgerà il 23 e 24 novembre a Roma.Non fiori, ma post in ricordo di Casaleggio, delle promesse e dei tradimenti.

Agenzia funebre 'Gaia Casta' – di Giuseppi Conte & figli", si legge nei manifesti. "Il M5s ormai è defunto – dicono -, quel che uscirà dall'assemblea sarà il partito di Conte". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Duodo: “Sfida con All Blacks occasione per inaugurare importante connubio con Alperia”

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(Adnkronos) – “Per noi è molto importante avere aziende italiane che supportano il nostro movimento, la nostra nazionale.Sentirsi parte di un progetto sportivo e avere alle spalle una realtà così importante è veramente prezioso”.

E' il commento di Andrea Duodo, presidente della Federazione Italiana Rugby, intervenuto alla presentazione della nuova partnership della Fir con Alperia, nell’ambito del match della Nazionale italiana contro gli All Blacks della Nuova Zelanda.  “Entrare in uno stadio come l’Allianz credo sia un’emozione unica -prosegue il presidente Duodo-.Avere qui un evento così importante penso sia il coronamento di qualsiasi realtà sportiva.

Per quanto ci riguarda, sarà una partita molto, molto difficile contro una squadra particolarmente iconica, conosciuta in tutto il mondo: anche per questo avere un nuovo partner che ci dà una mano certamente per noi è un’ottima cosa, perché ci dà il supporto di cui abbiamo bisogno”.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Balotelli, nuovo Tapiro d’Oro: “Vieira rompeva le scatole, ma non ci ho litigato”

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(Adnkronos) – Quando ha firmato per il Genoa, Mario Balotelli non si aspettava di ritrovarsi come allenatore Patrick Vieira.Con l'esonero di Alberto Gilardino invece, la dirigenza del Grifone ha scelto di affidarsi proprio all'ex centrocampista dell'Inter, con cui SuperMario non andava d'accordo già dai tempi del Nizza, quando in panchina c'era proprio Vieira. Una versione però smentita da Balotelli: "Non è vero che a Nizza non ci andavo d’accordo, è che io volevo andare a giocare a Marsiglia", ha raccontato a Striscia la Notizia.

L'ex attaccante, tra le altre, di Inter e Milan questa sera, alle 20.35 su Canale 5, riceverà il sesto Tapiro d'Oro della carriera, che consegnatogli dall'inviato Valerio Staffelli: "Avevamo qualche divergenza su alcune idee di calcio, ma a livello personale siamo sempre andati d’accordo.Il Tapiro dovreste darlo a lui!".

Mario ha anche scherzato sul loro rapporto quando erano compagni di squadra: "Abbiamo giocato assieme all’Inter e al City: era tranquillo ma rompeva un po' le scatole". Di Balotelli ha parlato proprio Vieira durante la sua prima conferenza stampa da allenatore del Genoa: "Conosco bene Mario.Mi è sempre piaciuto, è un professionista importante, deve solo continuare a lavorare per mettersi a disposizione della squadra", ha detto l'ex centrocampista francese, chiudendo di fatto ogni discussione. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Disarmiamo il patriarcato”, l’onda fucsia in piazza contro la violenza sulle donne

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(Adnkronos) –
"Disarmiamo il patriarcato": con questo slogan il movimento 'Non Una di Meno' si appresta a scendere in piazza domani in occasione della Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e di genere.Due i cortei previsti, uno a Roma, l'altro a Palermo. "Sarà marea transfemminista, senza simboli e bandiere, radicale e autodeterminata", annuncia 'Non Una di Meno' sottolineando all'Adnkronos che "le donne si riprendono lo spazio, il protagonismo sia solo quello della piazza".

Niente bandiere e simboli di organizzazioni politiche e sindacali; nessuna passerella di leader di partito, è l'invito. La manifestazione nella Capitale partirà da Piazzale Ostiense alle 14.30.L'onda fucsia (con migliaia di persone attese) attraverserà Piazza di Porta San Paolo, Viale della Piramide Cestia, Piazza Albania, Viale Aventino, Piazza di Porta Capena, Via di San Gregorio, Via Celio Vibenna, Piazza del Colosseo, Via Labicana, Via Merulana, Via dello Statuto per terminare a Piazza Vittorio Emanuele II.

Diverse azioni saranno previste lungo il percorso.La testa del corteo di Roma sarà composta dai centri antiviolenza femministi.  "A un anno dal femminicidio di Giulia Cecchettin e dalla marea transfemminista che ha invaso Roma al grido di Non Una Di Meno, altri 106 nomi, rimasti anonimi, si sono aggiunti.

Le parole del ministro Valditara confermano l’urgenza di scendere in piazza: il patriarcato esiste, non è ideologia e il razzismo istituzionale non è la risposta.L'assassino, il violento, l'abusante sono figli della nostra società e hanno quasi sempre le chiavi di casa", sottolinea il movimento.  "Quello che sta succedendo a Gaza e in Palestina è gravissimo, lo denunciamo con forza.

La guerra si espande a macchia d'olio e ha conseguenze anche sulla nostra vita quotidiana, come i tagli al welfare per finanziare il riarmo, come le misure che restringono le libertà – evidenzia 'Non Una Di Meno' – La guerra è la più brutale espressione del patriarcato: la violenza strutturale che denunciamo da anni, che riproduce femminicidi, abusi, molestie, si amplifica in un contesto di guerra.Per questo noi diciamo 'disarmiamo il patriarcato'", spiega 'Non Una Di Meno' aggiungendo che "non vogliamo più assistere alla catastrofe quotidiana del genocidio in Palestina". E poi contro il governo: "Che cosa ha fatto nella lotta contro la violenza di genere?

Ha negato l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole, ha depotenziato i percorsi di fuoriuscita, ha attaccato il diritto all'aborto e ai percorsi di affermazione di genere, ha discriminato le famiglie omogenitoriali.Domani – invita infine il movimento femminista – scendiamo tutti in piazza al grido di #disarmiamoilpatriarcato per fermare la guerra nelle case, sui corpi, sui territori e sulle nostre vite". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ronaldo e il ritorno in Europa: Mourinho lo chiama al Fenerbahce

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(Adnkronos) –
Cristiano Ronaldo pronto a lasciare l'Arabia?Alla soglia dei 40 anni, da compiere il prossimo febbraio, per il fuoriclasse portoghese potrebbero aprirsi le porte di un inaspettato ritorno in Europa.

Secondo quanto riportato da diversi media turchi infatti, Ronaldo sarebbe in cima alla lista dei desideri di José Mourinho, alla prima stagione da allenatore del Fenerbahce. Nei giorni scorsi lo Special One avrebbe chiamato direttamente il connazionale, per capire se fosse felice all'Al Nassr.La risposta di Ronaldo però non è stata rivelata e c'è da dire che i costi dell'eventuale operazione, considerato lo stipendio monstre di CR7, che in Arabia guadagna circa 200 milioni l'anno, non fanno ben sperare i tifosi turchi.  L'intenzione di Mourinho, in ogni caso, è quella di regalare al suo Fenerbahce un fuoriclasse già nel prossimo mercato di gennaio, che possa aiutarlo a risalire la classifica e recuperare i cinque punti che lo separano dalla vetta del campionato turco, occupata dai rivali del Galatasaray.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Venezia modello internazionale di resilienza climatica, Vsf protagonista alla COP29 di Baku

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(Adnkronos) – "La Fondazione continua a consolidare il proprio ruolo internazionale sui temi della sostenibilità ambientale e, in particolare, sulla protezione dei centri urbani dall’innalzamento del livello del mare".Ad affermarlo è Alessandro Costa, Direttore Generale della Venice Sustainability Foundation (Vsf), di ritorno da Baku, dove ha partecipato ai lavori della 29ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Cop29 Azerbaigian).

In questa occasione, Vsf ha organizzato al Padiglione Italia una conferenza dal titolo "Il paradigma di Venezia: strategie per l’adattamento all’innalzamento del livello del mare e la riduzione del rischio di catastrofi", in cui è stato illustrato il "modello Venezia" come esempio concreto e replicabile di resilienza e sostenibilità.  Vsf ha inoltre preso parte alla tavola rotonda organizzata al Padiglione Cinese dal titolo “Actively Guard against Climate Risks and Build Low-carbon and Resilient Cities”, contribuendo al dialogo internazionale sul tema delle città resilienti e a basse emissioni di carbonio.Sempre in occasione della Cop29, Alessandro Costa ha incontrato Johan Moberg, Ceo di Green Hydrogen Organisation, avviando i preparativi per la seconda edizione del Venice Hydrogen Forum, prevista per la fine del 2025.  "Abbiamo illustrato – ha spiegato Costa – il cambio di paradigma che ha interessato Venezia: grazie al sistema di opere complesse Mose, la città è passata da luogo di evidente sofferenza a modello internazionale di protezione e adattamento agli effetti dell’innalzamento del mare".  Questo posizionamento è stato rafforzato dalla recente nomina di Venezia a resilience hub da parte dell’Undrr (United Nations Office for Disaster Risk Reduction), avvenuta a fine 2023, nel corso della Biennale della Sostenibilità dedicata al sistema Mose. “Significativo – aggiunge Costa – l’intervento al nostro evento di Alessandro Guerri, DG affari europei, internazionali e finanza del Mase, che ha sottolineato come Venezia rappresenti un’eccellenza italiana nell’adattamento ai cambiamenti climatici, con soluzioni replicabili per altre aree del mondo afflitte da problematiche simili”.  La conferenza organizzata da Vsf si è articolata in tre sessioni tematiche.

La prima, dedicata al ruolo dell’azione climatica locale, ha esplorato come le politiche locali possano essere strumenti chiave per raggiungere gli obiettivi globali di resilienza e sostenibilità, con gli interventi di Alessandro Costa (Direttore generale di Vsf), Animesh Kumar (United Nations Office for Disaster Risk Reduction – Undrr) e Alessandra Antonini (Comitato europeo delle regioni – CoR).Un secondo approfondimento è stato dedicato al modello veneziano di adattamento climatico, dimostrando che la città non solo si è protetta dall'innalzamento del mare ma ha anche avviato un'intensa attività di restauro del patrimonio culturale secondo un modello replicabile a livello globale.

Sono intervenuti Pierpaolo Campostrini (Vsf e Corila), Francesco Musco (Iuav) e Andrew Potts (Europa Nostra).  Infine, un tavolo moderato da Vittore Negretto (Iuav) e dedicato al tema “Dal locale al globale”, che ha analizzato le modalità con cui Venezia può fattivamente condividere il proprio approccio con la comunità internazionale, attraverso la partecipazione attiva alle reti globali e al dialogo tra città.Queste iniziative confermano come Venezia possa essere non solo simbolo della lotta contro l’innalzamento del livello del mare, ma anche laboratorio internazionale di resilienza, sostenibilità e innovazione nel contrasto ai cambiamenti climatici. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Matrimoni in calo, ma anche separazioni e divorzi. E ci si sposa sempre più tardi

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(Adnkronos) – Matrimoni ancora in calo in Italia, ma diminuiscono anche separazioni e divorzi.E' la fotografia scattata dall'Istat che individua anche trend, età e differenze regionali. Nel 2023 i matrimoni sono stati 184.207, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-2,6%); il calo è stato più consistente nel Mezzogiorno (-5,8%) rispetto al Nord (-0,3%), in posizione intermedia il Centro (-1,3%).

I dati provvisori dei primi otto mesi del 2024 mettono in luce una ulteriore diminuzione (-6,7%), a conferma di un ridimensionamento della nuzialità che negli ultimi quarant’anni non ha conosciuto soste, al netto di alcuni momenti storici duranti i quali il numero dei matrimoni ha mostrato andamenti altalenanti in relazione a fenomeni di tipo congiunturale, rileva l'Istat. Nel 2000, ad esempio, si rilevò un aumento dei matrimoni da collegare al desiderio di celebrare le nozze all’inizio del nuovo millennio.All’opposto, nel triennio 2009-2011, il calo fu particolarmente accentuato per il crollo delle nozze dei cittadini stranieri, scoraggiati dalle modifiche legislative volte a limitare i matrimoni di comodo.

Inoltre, non va dimenticata la crisi economica del 2008 il cui impatto produsse effetti sui comportamenti nuziali delle coppie.Infine, nel 2020 si è assistito a un dimezzamento del numero dei matrimoni per effetto della pandemia da Covid-19 (e delle sue misure di contenimento) che ha visto molte coppie posticipare le nozze, in parte poi celebrate nel successivo biennio 2021-2022. Nel 2023 i 139.887 primi matrimoni mostrano, se confrontati con l’anno precedente, una diminuzione del 4,3%, più consistente rispetto a quella del totale dei matrimoni (-2,6%).

Nel 2023 la quota dei primi matrimoni rispetto al totale delle celebrazioni è pari al 75,9%, evidenziando un netto calo anche rispetto al 79,4% del 2019 (anno in cui il numero di matrimoni totali era stato simile a quello del 2023).La diminuzione tendenziale dei primi matrimoni, al netto delle oscillazioni di breve periodo, è strettamente connessa alla progressiva diffusione delle libere unioni (convivenze more uxorio).

Queste ultime sono più che triplicate tra il biennio 2000-2001 e il biennio 2022-2023 (da circa 440mila a più di 1 milione e 600mila), un incremento da attribuire soprattutto alle libere unioni di celibi e nubili.  L'Istat rileva poi che ci si sposa sempre più tardi, l'età media è ormai 34,7 anni per gli uomini e 32,7 per le donne. "Il mutamento nei modelli culturali, nonché l’effetto di molteplici fattori quali l’aumento diffuso della scolarizzazione e l’allungamento dei tempi formativi, le difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro e la condizione di precarietà del lavoro stesso hanno comportato, negli anni, una progressiva posticipazione del calendario di uscita dalla famiglia di origine.La quota di giovani che resta nella famiglia di origine fino alla soglia dei 35 anni è pari al 61,2%, quasi tre punti percentuali in più in circa 20 anni", si sottolinea. "Questa protratta permanenza – viene evidenziato – comporta un effetto diretto sul rinvio delle prime nozze.

Tale effetto si amplifica nei periodi di congiuntura economica sfavorevole spingendo i giovani a ritardare ulteriormente, rispetto alle generazioni precedenti, le tappe dei percorsi verso la vita adulta, tra cui quella della formazione di una famiglia.Sul posticipo del primo matrimonio, inoltre, incide anche la diffusione delle convivenze prematrimoniali". L’analisi del tasso di primo-nuzialità totale, "una misura trasversale attraverso la quale si può valutare quanti primi matrimoni siano attesi da una ipotetica generazione di 1.000 individui", consente di far luce sui processi di formazione delle coppie, di quelle giovani in particolare.

Tale indice segnala, in base a quanto registrato nel 2023, un’intensità di 399 primi matrimoni per 1.000 uomini e 450 per 1.000 donne; valori in diminuzione rispetto all’anno precedente (2,2 punti percentuali in meno sia per gli uomini sia per le donne).A livello aggregato, la tendenza al rinvio porta l’età media alle prime nozze a 34,7 anni per gli uomini (+0,1 punti rispetto all’anno precedente) e a 32,7 anni per le donne (+0,2). "Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la Legge che ha introdotto in Italia l’istituto dell'unione civile tra persone dello stesso sesso – ricorda l'Istat – Nel corso del secondo semestre 2016 si sono costituite 2.336 unioni civili, un numero particolarmente consistente che ha riguardato coppie da tempo in attesa di ufficializzare il proprio legame affettivo.

Al boom iniziale ha fatto poi seguito una progressiva stabilizzazione.Le 3.019 unioni civili tra coppie dello stesso sesso costituite presso gli Uffici di Stato Civile dei Comuni italiani nel 2023 evidenziano un aumento rispetto all’anno precedente (+7,3%), ma i dati provvisori dei primi otto mesi del 2024 delineano un calo (-2,1%) rispetto allo stesso periodo del 2023".  Si conferma anche nel 2023 la prevalenza di unioni tra uomini (1.694 unioni, il 56,1% del totale), stabili rispetto all’anno precedente (56,7%).

Il 35,5% delle unioni civili è nel Nord-ovest, seguito dal Centro (24,3%).Tra le regioni, in testa si posiziona la Lombardia con il 23,5%; seguono il Lazio (13,3%) e l’Emilia-Romagna (10,4%). A livello nazionale nel 2023 si sono avute 5,1 nuove unioni civili per 100mila residenti, mentre nel Mezzogiorno l’indicatore è all’incirca la metà.

La Lombardia e l’Emilia-Romagna si collocano al primo posto a pari merito tra le regioni (7,1 per 100mila) seguite dal Lazio (7,0) e dal Piemonte (6,9).Emerge con evidenza, aggiunge l'Istat, il ruolo attrattivo dei grandi Comuni: più di un quarto delle unioni si sono costituite nel complesso dei 12 grandi Comuni.

In testa si trova il Comune di Roma (con l’8,4%), seguito da quello di Milano (6,8%).Le unioni civili con almeno un partner straniero sono il 17,0%; nel Centro si attestano al 18,1%, nel Nord al 17,4% mentre nel Mezzogiorno sono il 14,4%. Nel 2023 le separazioni sono state complessivamente 82.392 (-8,4% rispetto all’anno precedente).

I divorzi sono stati 79.875, il 3,3% in meno rispetto al 2022 e il 19,4% in meno nel confronto con il 2016, anno in cui sono stati finora i più numerosi (99.071), rileva l'Istat. Il trend dei divorzi è stato sempre crescente dal 1970 (anno di introduzione del divorzio nell’ordinamento italiano) fino al 2015.In tale anno il numero di divorzi subì una forte impennata (+57,5%) in relazione all’entrata in vigore di due importanti leggi che hanno modificato la disciplina dello scioglimento e della cessazione degli effetti civili del matrimonio: il Decreto legge 132/2014, che ha introdotto le procedure consensuali extragiudiziali senza più il ricorso ai Tribunali (direttamente presso gli Uffici di Stato Civile o tramite negoziazioni assistite da avvocati) e soprattutto la Legge 55/2015 (c.d. “Divorzio breve”) che ha fortemente ridotto l’intervallo di tempo tra separazione e divorzio (12 mesi per le separazioni giudiziali e sei mesi per quelle consensuali) determinando un vero boom del fenomeno. Dopo l’aumento registrato tra il 2015 e il 2016 – che ha riguardato in misura più attenuata anche le separazioni – l’andamento dei divorzi fino al 2019 si è mantenuto stabile con piccole oscillazioni.

Nel 2020 è stato invece ben visibile l’impatto della pandemia, soprattutto per effetto delle chiusure degli uffici e delle restrizioni alla mobilità, con conseguenze, nel caso dei provvedimenti presso i Tribunali, anche sui procedimenti di separazione o divorzio avviati negli anni precedenti.Tale impatto è stato poi riassorbito nel 2021, quando i livelli sono tornati sostanzialmente quelli pre-pandemici.  Nel 2023, prosegue l'Istat, si nota un ridimensionamento (-10,9%) della componente consensuale delle separazioni (considerando nel loro complesso quelle in Tribunale e quelle extragiudiziali).

L’81,0% delle separazioni si è concluso consensualmente, mostrando una diminuzione rispetto al trend di crescita di questa componente osservato fino al 2021.Le separazioni giudiziali, caratterizzate da una maggiore durata dei procedimenti, confermano il trend di aumento iniziato nel 2018 (interrottosi solo nel 2020). Tradizionalmente più contenuta rispetto alle separazioni è la quota della componente consensuale (sia giudiziale che extragiudiziale) nei divorzi (70,6%); questa appare sostanzialmente in linea con l’anno precedente (71,5%).

I divorzi giudiziali presso i Tribunali nel 2023 si mantengono stabili rispetto al 2022 (-0,5%) mentre i divorzi con rito consensuale mettono in luce un netto ridimensionamento (-14,3%). Non è ancora possibile valutare gli effetti del D.Lgs. 149 del 10 ottobre 2022 (la cosiddetta “riforma Cartabia”) introdotta con l’obiettivo di razionalizzare i procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie.

La facoltà di proporre contestualmente la domanda di separazione personale e quella di divorzio è entrata in vigore dal 28 febbraio 2023, ma varie sentenze interpretative successive hanno di fatto rallentato l’entrata a regime delle nuove procedure. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Callini (I Municipio): “Intitolazione strada a Maria Lisa Cinciari Rodano”

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(Adnkronos) – "Sono veramente contenta che la Giunta Capitolina, al termine del lavoro svolto dalla Commissione Consultiva di Toponomastica, abbia approvato la deliberazione con la quale autorizza l'intitolazione a Marisa Cinciari Rodano di un viale all'interno del Parco della Resistenza dell'8 Settembre nel quartiere di San Saba”.Lo dichiara Giulia Callini, presidente della Commissione Lavori Pubblici del Municipio I Roma Centro e prima firmataria dell’atto che chiedeva l’intitolazione di un luogo pubblico alla Rodano.  “Non poteva esserci luogo migliore per una partigiana che tanto ha lottato per la libertà e per i diritti delle donne – ha aggiunto – Noi Rete Donne, l’associazione che ha fondato e che promuove la democrazia paritaria ci ha chiesto di ricordare questa grande donna, e sono soddisfatta del risultato frutto di un lavoro di squadra con il consigliere capitolino Riccardo Corbucci che ha presentato un atto analogo in comune e della Giunta capitolina.

Per Marisa Rodano, simbolo di una lotta tenace e costante per le libertà di uomini e donne si è derogato alla norma che prevede, per l'intitolazione di un luogo pubblico, l’attesa di dieci anni dal decesso.Ed è giusto così, sono ancora troppo pochi i luoghi pubblici intitolati alle donne rispetto agli uomini”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rugby, Amort (Ceo Alperia): “Orgogliosi di essere Top sponsor Fir, condividiamo stessi valori”

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(Adnkronos) – "Noi saremo sponsor ufficiale e fornitori di green energy per le Nazionali, maschile e femminile -dichiara Louis Amort, Ceo di Alperia S.p.A., in occasione della conferenza stampa all’Allianz Stadium di Torino di presentazione della partnership con la FIR e della partita della Nazionale contro gli All Blacks-.Essere presenti sulle maglie con il nome di Alperia, e poter essere presenti in queste occasioni, sul campo, dove le nazionali giocheranno le loro partite, rappresenta un’importante opportunità, anche di essere sempre più conosciuti in tutta Italia.

Abbiamo le nostre radici, la nostra sede a Bolzano, ma qualche anno fa abbiamo deciso di espanderci anche fuori provincia.Poter essere partner della Nazionale di Rugby, accompagnare questa bellissima squadra, è per noi qualcosa di straordinario”. “Abbiamo constatato una particolare coincidenza tra i valori della Nazionale di rugby e i nostri valori -ribadisce Louis Amort, Ceo di Alperia- parlo per esempio dell’innovazione, della sostenibilità, del senso di comunità, e questo ci ha portato a prendere volentieri la decisione di diventarne partner". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brescia, Maran si sfoga: Troppe critiche, siamo pur sempre sesti! Con la Juve Stabia saremo in emergenza

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Rolando Maran non le manda a dire. Alla vigilia della sfida contro la Juve Stabia, l’allenatore del Brescia con toni pacati risponde alle continue critiche che, a suo dire, si abbattono ingiustamente sulla sua squadra.

“Troppe aspettative?”

Interrogato sulla pressione creata dalle ambizioni espresse dal presidente Cellino che vuole la Serie A, Maran risponde con pacatezza: “Non spetta a me giudicare le dichiarazioni del proprietario. È normale che i tifosi sognino la Serie A dopo belle prestazioni. Noi, come squadra, vogliamo fare sempre meglio”.

La condizione della squadra e il terreno sintetico del Menti

Le prestazioni della squadra sono positive, nonostante i risultati non sempre favorevoli. I dati statistici confermano un buon livello di condizione fisica, soprattutto dopo la gara contro il Cosenza. Alcune assenze finora hanno inevitabilmente influenzato il rendimento complessivo.

Per quanto riguarda il terreno di gioco sintetico del Menti, è evidente che possa condizionare le dinamiche della partita, come abbiamo visto in altre occasioni. Avrò un giudizio più preciso al termine dell’incontro.

La situazione dopo la sosta di campionato

Nonostante le assenze di Bisoli, Fogliata, Muca e molto probabilmente anche di Bjarnason (attacco febbrile n.d.a.), Maran si dice soddisfatto del lavoro svolto durante la pausa: “Abbiamo lavorato con intensità e i ragazzi stanno bene. Alcuni, come Galazzi e Moncini, hanno recuperato al meglio”. 

Le critiche fanno male

Ma è sulle critiche che piovono sulla squadra che Maran si scaglia con più veemenza: “Leggo cose che non corrispondono alla realtà. Siamo sesti in classifica, non ottavi! Mandiamo in gol tanti giocatori e creiamo molte occasioni. È vero, subiamo troppi gol, ma stiamo lavorando per migliorare anche sotto questo aspetto”.

Gli attaccanti ci sono

L’allenatore difende anche i suoi attaccanti, spesso al centro delle critiche: “Stanno rientrando in condizione e stanno dando un contributo importante alla squadra. Siamo tra le squadre che tirano di più in porta”.

Un giudizio positivo sulla squadra

Maran conclude l’intervista con un giudizio positivo sulla sua squadra: “Nonostante le difficoltà e le assenze, abbiamo sempre dimostrato di essere una buona squadra. Meritiamo rispetto e crediamo nelle nostre possibilità”.

Fedez, ecco ‘Pulp Podcast’ con Mr. Marra: lunedì 25 novembre prima puntata

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(Adnkronos) –
Fedez lancia il nuovo podcast con Mr.Marra, si parte lunedì 25 novembre con la prima puntata online.

Archiviata l'esperienza con 'Muschio Selvaggio', il rapper svela il nuovo format intitolato 'Pulp Podcast'.  Il lancio sui social è accompagnato da un trailer, con una sigla rap dello stesso Fedez.La puntata d'esordio sarà disponibile su YouTube dalle 14 di lunedì 25 novembre. Ogni puntata avrà uno o più ospiti che si confronteranno con i due conduttori.

Il nuovo podcast nasce dopo che, non senza polemiche e strascichi legali, il rapper ha dovuto abbandonare 'Muschio Selvaggio' all'ex socio Luis Sal.  'Pulp Podcast' è un progetto totalmente nuovo per Fedez.Ma non sarà da solo, accanto al rapper ci sarà Mr.

Marra, con il quale aveva iniziato una collaborazione poco prima del distacco da Muschio Selvaggio, avvenuto a causa di alcune divergenze professionali con lo youtuber Luis Sal.   Fedez, quale settimana fa, avevo mostrato i primi dettagli del nuovo studio: aveva spoilerato il logo e aveva mostrato sui social alcuni oggetti presenti tra cui una piccola cornice che al suo interno contiene una foto di Marco Travaglio quando fu ospite nel suo vecchio podcast, Muschio Selvaggio.Stessa cornice che viene ripresa nel trailer pubblicato sul suo profilo Instagram. Prima della sigla, Fedez ha lanciato una frecciata a Muschio Selvaggio: un uomo pulisce lo studio di registrazione quando nota un barattolo che al suo interno contiene del muschio verde andato a male, lo prende, lo annusa e lo getta via.

Segnale che ricorda l'addio definitivo al progetto precedente, 'Muschio Selvaggio'.Frecciatina che non è passata inosservata: "Il muschio andato a male è il Dissing più bello mai fatto nella storia", ha commentato un utente. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Il genio di Milano al Museo di Intesa Sanpaolo

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(Adnkronos) – Il capoluogo lombardo luogo di innovazione anche in campo storico-artistico, dal Medioevo all'età contemporanea, è quanto racconta la mostra "Il genio di Milano.Crocevia delle arti dalla Fabbrica del Duomo al Novecento" – a cura di Marco Carminati, Fernando Mazzocca, Alessandro Morandotti e Paola Zatti – promossa da Intesa Sanpaolo, dal 23 novembre al 16 marzo 2025, nel suo museo di Milano delle Gallerie d’Italia in piazza della Scala. L'esposizione, dal forte carattere identitario per la città di Milano, è realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica e in partnership con la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, e vede la collaborazione delle più importanti istituzioni culturali milanesi, come la Veneranda Fabbrica del Duomo, il Museo Diocesano, la Pinacoteca di Brera, il Castello Sforzesco, il Museo Poldi Pezzoli, la Biblioteca Nazionale Braidense, la Gam, il Museo del Novecento, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, molte delle quali organizzeranno nei prossimi mesi iniziative in dialogo con le Gallerie d’Italia. In mostra 140 opere tra dipinti, marmi, manoscritti, disegni, sculture, provenienti dalle raccolte e dai depositi dei musei milanesi e da musei nazionali e internazionali come il Mart di Rovereto, Gallerie dell’Accademia di Venezia, Galleria Borghese di Roma, Kunsthistorisches Museum di Vienna, oltre che da Fondazioni, collezioni private e dalla collezione Intesa Sanpaolo. "Le Gallerie d’Italia ospitano un grande progetto espositivo che potremmo dire 'identitario', perché offre al pubblico, milanese e non, l’occasione di riflettere sulla storia culturale della città e sulla sua straordinaria capacità, immutata nel corso dei secoli, di accogliere gli artisti stranieri, recependone le novità – afferma Giovanni Bazoli, presidente merito di Intesa Sanpaolo – Un omaggio quindi a Milano come crocevia delle arti, come città inclusiva e cosmopolita, alla cui realizzazione hanno concorso prestigiose realtà cittadine, prima fra tutte la Veneranda Biblioteca Ambrosiana, oltre a importanti musei nazionali e internazionali.

Proprio il clima di profonda collaborazione ha reso possibile proporre una mostra di particolare bellezza e qualità, che testimonia il forte e storico legame di Intesa Sanpaolo con la città, le sue istituzioni e la sua comunità". Milano, città inclusiva per vocazione, è sempre stata aperta nel corso dei secoli alle innovazioni portate da artisti forestieri che vi hanno trovato grandi opportunità per realizzare le loro ispirazioni, anche grazie a un mecenatismo e a un collezionismo lungimiranti.Il percorso espositivo, organizzato in sezioni tematiche e cronologiche, parte dal Medioevo, quando l’attività del grande cantiere del Duomo era guidata da maestranze tedesche, fino al Novecento, quando un sistema di gallerie ed esposizioni unico in Italia e di respiro internazionale attraeva verso il capoluogo lombardo grandi personalità da tutto il mondo con nuove idee, decisive per aggiornare il gusto, le tradizioni locali e la realtà artistica milanese.

Tale fervore creativo viene illustrato in mostra attraverso dieci episodi significativi che, nel corso della storia, hanno fatto di Milano un’officina privilegiata delle innovazioni. Il percorso inizia con una suggestiva rievocazione delle vicende del Duomo, documentate attraverso una serie di sculture, provenienti dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, destinate a popolare le fiancate e le guglie dell’imponente mole gotica, e alcuni significativi esempi delle vetrate dipinte, che per l’occasione sono state calate direttamente dalle finestre del Duomo di Milano.Questa prima sezione ci offre la possibilità di capire come gli artisti locali prendano il sopravvento dopo che le maestranze nordiche avevano avviato il cantiere, forti delle esperienze maturate nelle grandi cattedrali del Nord Europa. La mostra prosegue con un capitolo cruciale per la storia artistica della città, segnato dalla presenza di Leonardo alla corte degli Sforza.

I suoi progetti rinnovano l'urbanistica della città e fanno di Milano uno dei centri più interessanti del Rinascimento.Una significativa scelta di disegni conservati alla Pinacoteca della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, e alcuni dipinti dei suoi stretti seguaci, ci restituiscono la qualità delle sue invenzioni e l’impronta indelebile lascata dal maestro da Vinci nella cultura artistica milanese. Una sezione della mostra è dedicata al mecenate e collezionista Cardinale Federico Borromeo che portò, in una città aperta ai commerci e agli scambi internazionali, la passione per la pittura fiamminga e i nuovi generi del paesaggio e della natura morta.

Le opere, spesso di piccolo formato e dipinte su preziosi supporti di tavola e di rame, sono esposte su file sovrapposte, secondo il gusto tipico dell’epoca. Il percorso espositivo approfondisce anche la relazione privilegiata di Milano con Venezia, i cui artisti primeggiano nell’Europa della prima metà del Settecento.Pittori come Sebastiano Ricci e Giambattista Tiepolo vengono accolti nella capitale del Ducato in momenti diversi, tra gli ultimi anni del Seicento e gli anni Trenta e Quaranta del nuovo secolo, e le loro opere aprono nuovi orizzonti permettendo l’aggiornamento dei maestri locali sia nel genere mitologico che sacro. Nella seconda metà del Settecento, grazie alla profonda opera riformatrice dell’imperatrice Maria Teresa e del figlio Giuseppe II e all’impegno degli intellettuali del “Caffè”, quali Pietro Verri e Cesare Beccaria, Milano diventa uno dei grandi centri dell’Illuminismo europeo. Una pagina importante della storia milanese è quella del grande architetto Giuseppe Piermarini, che rinnovò radicalmente la città edificando nuovi palazzi per la nobiltà e per la borghesia emergente e realizzando decisivi interventi nel tessuto urbano, che trasformano Milano in una metropoli moderna.

Dal Palazzo Belgiojoso alla Villa Reale di Monza, dal Teatro alla Scala ai Giardini Pubblici, sfilano le immagini della nuova Milano neoclassica. Tra gli anni felici della prima dominazione asburgica e quelli esaltanti dell’età napoleonica, quando Milano diventa la capitale di due Repubbliche, Cisalpina e Italiana e in seguito del Regno d’Italia, la città lombarda si afferma come il maggiore centro italiano del Neoclassicismo, un movimento che allora stava modificando il gusto in tutta Europa, insidiando il primato di Roma. La mostra documenta la presenza degli artisti che, come i toscani Giuliano Traballesi e Giuseppe Franchi, hanno decorato i palazzi progettati da Piermarini per una nobiltà, come i Belgiojoso, aperta alle novità.Questo contesto così stimolante favorirà il successo di Andrea Appiani che, nominato pittore di Napoleone, dominerà la scena artistica nel periodo della dominazione francese, quando il fasto della corte attirerà a Milano artisti celebri, come il mosaicista e bronzista romano Giacomo Raffaelli.

Nella promozione della riforma neoclassica fu decisivo il ruolo dell’Accademia di Brera, diventata presto la prima d’Italia grazie alla presenza nel suo corpo insegnante di maestri affermati come il fiorentino Luigi Sabatelli. Una sezione è dedicata a pittori e scultori ambiziosi come Pelagio Palagi, Francesco Hayez, Massimo d’Azeglio, Carlo Canella, Alessandro Puttinati, che si erano formati tra Roma e Parigi e vengono a stabilirsi a Milano per le opportunità offerte da una città sempre più europea, come riconosciuto da Stendhal, che è divenuta ormai la capitale culturale d’Italia in ambito letterario, musicale e artistico.Sono loro che, seguiti dai maestri locali come Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara e Angelo Inganni, conquistano un collezionismo colto facendo di Milano nella prima metà dell’Ottocento il centro riconosciuto del Romanticismo, destinato a trasformare profondamente la sensibilità e la concezione stessa del bello. Dopo l’Unità d’Italia nasce il mito di Milano come "capitale morale", per il suo incalzante sviluppo economico e sociale che ne fa l’unica città veramente moderna e internazionale della nuova nazione. È negli ultimi dieci anni del XIX secolo che le grandi esposizioni e il mercato dell’arte in mano a operatori audaci come Vittore Grubicy favoriscono la nascita di un movimento come il Divisionismo, ispirato alle più avanzate esperienze europee e destinato a rinnovare radicalmente la visione, tanto da anticipare nel secolo successivo il Futurismo.

In mostra opere di pittori come Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli e Giuseppe Pellizza da Volpedo, che si ritrovano a Milano per confrontarsi su ideali e aspirazioni comuni, ma con linguaggi differenti, preparando il terreno all’affermazione di Umberto Boccioni, il grande artefice del passaggio dal Divisionismo al Futurismo. Si deve a un personaggio come la veneziana Margherita Sarfatti, la cui immagine si ritrova al centro della penultima sezione, la promozione e l’affermazione di un movimento come il Novecento, che fa di Milano un punto di riferimento del cosiddetto "ritorno all’ordine" dominante la scena artistica europea negli anni tra le due guerre.Le mostre da lei realizzate ed esportate con successo in tutto il mondo fanno la fortuna internazionale di artisti come Mario Sironi, Achille Funi, Arturo Martini e Francesco Messina. La decima e ultima sezione sviluppa il singolare rapporto che ha legato l’eccentrico scultore Adolfo Wildt ai suoi due giovani allievi all’Accademia di Brera Lucio Fontana e Fausto Melotti.

Viene rievocato, attraverso una serie di opere eccezionali che li mettono a confronto con il maestro, il loro straordinario percorso che li porterà dal figurativo all’astratto, a rivoluzionare e annullare i confini tra le arti come nell’installazione Ambiente spaziale a luce nera di Fontana, scenografica conclusione della mostra. È presente in mostra anche uno dei progetti con cui l’artista partecipò nel 1955 al concorso per la realizzazione di una nuova porta del Duomo, la cattedrale dei milanesi che si ritrova in quasi tutte le sezioni del percorso espositivo, un filo narrativo che, attraverso una serie di opere, testimonia la sua immagine nel tempo. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Confindustria Nautica, made in Italy conquista palcoscenico mondiale al Metstrade

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(Adnkronos) – Il Made in Italy ha conquistato il palcoscenico mondiale al Metstrade di Amsterdam, dimostrando la sua forza e la sua capacità di anticipare le tendenze del mercato.La collettiva di 75 aziende italiane che hanno esposto nell’Italian Pavilion grazie alla sinergia tra Confindustria Nautica e Agenzia Ice hanno offerto una panoramica completa del know-how italiano, dimostrando ancora una volta di essere il riferimento mondiale per la progettazione e costruzione di accessori e componentistica dal design innovativo e qualità elevata.

Il padiglione dedicato ai Superyacht è stato la vetrina ideale per mostrare l'eccellenza italiana nella costruzione di imbarcazioni di fascia alta di cui l’Italia detiene il primato mondiale. La sinergia tra Confindustria Nautica e Agenzia Ice, sottolinea Saverio Cecchi, Presidente di Confindustria Nautica, "è fondamentale per amplificare l’immagine e l’identità del Made in Italy nel mondo, dimostrando ancora una volta il ruolo di leadership del nostro Paese nel settore nautico.La partecipazione all’Italian Pavilion offre alle nostre aziende un'opportunità unica per consolidare la propria presenza sul mercato internazionale, valorizzando la qualità, l'innovazione e il design che contraddistinguono il prodotto italiano". Soddisfazione espressa anche dalle aziende che hanno preso parte alla collettiva italiana riunita nella Hall 12 della manifestazione.

Il Metstrade, sottolinea Anton Francesco Albertoni, Ceo Veleria San Giorgio e Past President Confindustria Nautica, "è una grande festa della filiera nautica e del Made in Italy della componentistica dedicata all’industria nautica italiana, che ha conquistato i clienti internazionali che riconoscono lo stile, il design e l’eccellenza dei nostri prodotti.La nostra numerosa massa critica composta da 75 aziende, il maggior spazio occupato rispetto allo scorso anno, le tantissime bandiere italiane hanno sicuramente generato un grande impatto.

Un risultato importante, una grande soddisfazione che va condivisa con tutti gli operatori, con Confindustria Nautica, la nostra associazione di categoria, e con Ice Agenzia per il suo supporto che speriamo possa ancora crescere negli anni futuri". In occasione del Metstrade, sottolinea Barbara Amerio, il Ceo Gruppo Permare e Consigliere Confindustria Nautica, "ho partecipato al Superyacht Forum, interessante panel sulla sostenibilità.Si è parlato di emissioni e di normative riguardo allo Yachting.

In generale è emerso un desiderio comune di collaborare di più perché il segmento dei superyacht sarà fortemente interessato dalle normative.L'apertura del Forum a cura di Giovanna Vitelli ha fornito un riscontro molto positivo dell'industria italiana, dei progetti verso il futuro.

Buono il riscontro anche del Superyacht Pavilion dove è molto marcata la presenza italiana di componentistica sia tecnica sia estetica". Il riscontro dopo questi tre giorni di manifestazione, sottolinea Alessandro Gianneschi, il Ceo Gianneschi Pumps&Blowers e Vice Presidente Confindustria Nautica, "è molto soddisfacente, sia per quantità sia per qualità dei visitatori.Abbiamo incontrato clienti da tutto il mondo.

L’Italian Pavilion continua ad essere uno dei padiglioni più interessanti.Ho avuto modo di confrontarmi con diverse delle 75 aziende espositrici italiane che hanno confermato la loro soddisfazione per l'affluenza.

Questo ci fa ben sperare anche a livello di mercato.Sostanzialmente, siamo soddisfatti dell’esposizione e del lavoro svolto da Confindustria Nautica e Ice Agenzia nell’organizzazione della collettiva italiana". "Partecipiamo al Mets da 35 anni, siamo soddisfatti di questa edizione, abbiamo raccolto nuovi contatti e apprezzamenti.

Il Padiglione italiano si sta rivelando sempre più vincente in uno scenario dove l'Italia si conferma leader incontrastata nel mercato delle imbarcazioni, con il settore degli accessori e della componentistica che fa la sua parte in termini di qualità e di fatturato.A livello identitario e di visibilità, consideriamo sicuramente molto positiva la partecipazione alla collettiva italiana organizzata da Confindustria Nautica in collaborazione con Ice Agenzia all’interno dell’Italian Pavilion", sottolinea Luciano Paissoni – Ceo Foresti&Suardi e Consigliere Confindustria Nautica. Anche quest'anno il Metstrade, aggiunge Andrea Razeto, Ceo F.lli Razeto e Casareto e Presidente de I Saloni Nautici, "si conferma la fiera di riferimento per l’accessoristica e la componentistica nautica.

Abbiamo avuto molte visite, clienti di spessore e di qualità.La collettiva italiana è stata a sua volta protagonista come una delle più grandi, se non la più grande, con commenti molto positivi da parte di tutti i partecipanti.

C’è soddisfazione sia per il posizionamento sia per l’organizzazione della collettiva, entrambe molto positive.Ho avvertito molta aspettativa in merito al trend del mercato per il quale c’è attesa sull’andamento del prossimo anno". Il Metstrade di Amsterdam, sottolinea Piero Formenti – Ceo Zar Formenti e Vice Presidente Confindustria Nautica, "si è confermato un’occasione unica per rafforzare la percezione internazionale dell'eccellenza della nautica Made in Italy.

La partecipazione di Confindustria Nautica al Mets è stata strategica anche sul fronte del confronto internazionale a livello tecnico e regolamentare.Abbiamo partecipato alla consueta riunione del Council Meeting della federazione European Boating Industry impostando i principali dossier per il 2025 che saranno caratterizzati dalla ripresa dei contatti fra l’industria nautica e la nuova governance europea.

A metà dicembre è già prevista a Bruxelles, al Parlamento europeo, una giornata di incontri fra Ebi e alcuni nuovi deputati per presentare le specificità e le esigenze del nostro comparto per la prossima legislatura".Confindustria Nautica ha partecipato, inoltre, ai numerosi working group di Icomia, fra cui il nuovo Trade&Market Intelligence Committee che sarà guidato per il prossimo triennio da Stefano Pagani Isnardi, Direttore dell’Ufficio Studi dell’Associazione nazionale di categoria.

Prossimo appuntamento per le aziende dell’industria nautica da diporto italiana è in programma a Roma il 12 dicembre con l’Assemblea dei Soci di Confindustria Nautica che vede riuniti gli imprenditori della nautica da diporto per una giornata di lavori, confronto e aggiornamento sul settore.Tema della sessione pubblica dal titolo “Nautica, la rotta tracciata dalle riforme nel contesto internazionale” saranno le politiche per la Blue economy e le nuove norme per il settore.

In occasione della tradizionale assemblea di fine anno, Confindustria Nautica intende confrontarsi con governo e istituzioni su riforme e politiche industriali, competitività internazionale del settore e della bandiera italiana, sviluppo della portualità e semplificazioni per gli utenti contenute nelle recenti riforme normative portate avanti dall’esecutivo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricerca, campagna ‘Tutti insieme dalla scienza alla cura’ per partecipazione alla clinica

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(Adnkronos) – Gli italiani hanno fiducia nella ricerca scientifica, ma esprimono preoccupazione e timori riguardo gli studi clinici – fondamentali per l’innovazione e il progresso scientifico – anche a causa di fake news e ‘falsi miti’.Favorire tra i cittadini la consapevolezza del valore della ricerca e superare le resistenze che ostacolano la partecipazione dei pazienti agli studi clinici, sono gli obiettivi della campagna nazionale di sensibilizzazione e informazione sul valore della ricerca e della sperimentazione clinica ‘La ricerca siamo noi.

Tutti insieme, dalla scienza alla cura’, promossa dall’Accademia del paziente esperto Eupati Aps (AdPee) insieme a un’autorevole e ampia coalition di 47 tra Associazioni pazienti, accademie e aziende sanitarie, società scientifiche e centri di ricerca, con il patrocinio di Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs – Università Cattolica del Sacro Cuore, del relativo Clinical Trial Center e dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Alessandria.L’iniziativa è stata presentata oggi, in un incontro patrocinato dall’Istituto superiore di sanità e Farmindustria. L'Accademia del Paziente esperto Eupati “ha sempre ritenuto fosse importante affrontare le preoccupazioni dei cittadini nei confronti delle sperimentazioni cliniche – dichiara Nicola Merlin, Presidente AdPee – riteniamo sia indispensabile contrastare le fake news, evidenziare il valore della partecipazione ai trial clinici (sia per l'avanzamento della scienza che per il potenziale beneficio dei partecipanti stessi), coinvolgere i pazienti affinché possano essere protagonisti attivi nelle decisioni riguardanti la loro salute e i loro trattamenti.

Questa campagna intende costruire un ‘ponte’ di fiducia tra la comunità scientifica e l’opinione pubblica: ‘la ricerca siamo noi’ è un importante passo verso una maggiore collaborazione e alleanza reciproca, elementi chiave per il progresso della scienza e della salute pubblica”. La ricerca clinica – si legge in una nota – rappresenta per i pazienti una opportunità, in quanto permette di accedere alle terapie più avanzate e contribuisce allo sviluppo di cure migliori per tutti.L’Italia ha sempre avuto un ruolo di leadership nella ricerca clinica, soprattutto per l’eccellente qualità della produzione scientifica, riconosciuta a livello internazionale.

Purtroppo, nel nostro Paese i finanziamenti sono insufficienti. “In Italia nell’80% dei casi, gli studi sono ‘profit’, cioè sostenuti da aziende farmaceutiche e solo il 20% sono ‘no profit’, cioè studi cosiddetti accademici – afferma Giampaolo Tortora, Direttore del Comprehensive Cancer Center, Fondazione Policlinico Universitario ‘A.Gemelli’ Irccs di Roma – la carenza di studi non sponsorizzati è un grave danno, perché la sperimentazione di nuovi farmaci comporta vantaggi dal punto di vista scientifico e da un punto di vista economico. È dimostrato, infatti, che per ogni euro investito in ricerca il guadagno per il Servizio sanitario nazionale è pari a 3 euro e, nel caso di studi clinici per farmaci oncologici, addirittura 3,35 euro”. La ricerca scientifica non è un processo distante o esclusivo.

I suoi traguardi e successi sono la conseguenza di un processo condiviso da medici, scienziati, ricercatori e pazienti, uniti nel comune obiettivo di migliorare la salute della comunità.La sperimentazione pre-clinica è essenziale per garantire che i farmaci in sperimentazione abbiano un profilo di sicurezza accettabile e una buona probabilità di essere efficaci.

Gli studi clinici sull’uomo sono gli strumenti su cui si basa lo sviluppo vero e proprio di un nuovo farmaco.Il loro obiettivo è verificare e valutare attraverso le fasi 1, 2, 3 e 4 (farmacovigilanza) la sicurezza, priorità assoluta, e l’efficacia di una nuova molecola, prima che diventi un farmaco disponibile per i pazienti.  “Il processo è molto lento, graduale e può durare anche dieci anni; i soggetti sani o i pazienti che partecipano a uno studio clinico devono sempre esprimere il proprio consenso – spiega Dominique Van Doorne, Tesoriere e Responsabile Scientifico AdPee – senza una buona partecipazione dei pazienti agli studi clinici non ci sarebbe ricerca.

L’idea del paziente ‘cavia’ è desueta e superata, oggi i pazienti coinvolti negli studi clinici sono seguiti con grande attenzione e rigore.I Comitati Etici sono gli organismi che controllano e garantiscono che la ricerca sia fatta nel rispetto dei partecipanti e delle regole internazionali dettate dalla Dichiarazione di Helsinki e dalle Good Clinical Practices, o Gcp”. Il paziente esperto e consapevole è una figura centrale nella ricerca clinica, perché conosce la malattia per esperienza personale ed è capace con le competenze acquisite di rappresentare gli interessi dei pazienti.

Il paziente fa la differenza perché mette le sue conoscenze a disposizione della comunità scientifica e contribuisce a definire gli endpoint clinici più importanti dal punto di vista del malato e a valutare i preziosi dati sulla qualità di vita con la malattia. “Essere pazienti informati significa comprendere il valore della ricerca e quanto sia sicura, inoltre permette di comprendere l’importanza della partecipazione attiva e della necessità di rimanere nello studio fino alla sua conclusione – sottolinea Paola Kruger, direttore scientifico Corso Eupati Italia e paziente esperto Eupati – dunque, una corretta informazione è la base per poter partecipare in maniera consapevole alla ricerca clinica.La formazione, invece, dà la possibilità al paziente di essere coinvolto – fin dall’inizio – al disegno del progetto, allo sviluppo del protocollo clinico e in seguito alla raccolta di dati generati dai pazienti”. La ricerca è il capitale umano ed economico di uno Stato.

Per valorizzare la ricerca clinica in Italia è fondamentale: attirare capitali economici e investimenti, formare il personale, trattenere e attrarre i giovani talenti. “Secondo il Rapporto sulla sperimentazione clinica dei medicinali in Italia 2023 di Aifa, dal 2000 al 2022 sono state autorizzate oltre 15.400 sperimentazioni cliniche nel Paese – commenta Onofrio Mastandrea, Giunta Farmindustria – nel 2023 le imprese farmaceutiche hanno destinato 2 miliardi di euro alla R&S, il 7% del totale degli investimenti nel Paese.Permangono però delle criticità: la riduzione degli studi clinici realizzati in Europa, dal 18% del totale mondiale nel 2013 al 9% nel 2023, ha portato a 60.000 pazienti in meno che accedono ad una sperimentazione e quindi a terapie innovative.

Tuttavia, la collaborazione tra ministero della Salute, Aifa e stakeholder del settore ha l’obiettivo di migliorare l’attrattività italiana per la ricerca clinica.Fondamentale l’investimento nel capitale umano: la capacità di formare, trattenere e attrarre i giovani talenti che costituiranno il futuro della ricerca scientifica, anche nell’industria farmaceutica”. L’engagement del paziente in uno studio clinico segue un iter preciso e molto rigoroso che si conclude con la firma consapevole del paziente sul consenso informato.

Alessandro Barcherini dell’associazione MelaVivo testimonia così la sua esperienza all’interno di uno studio clinico: “Con l’aiuto dello staff medico ho compiuto tutti i passi per arrivare al primo giorno di cura e con loro ho iniziato con fiducia e speranza questo percorso di adesione allo studio clinico, che a tutt’oggi, a distanza di 10 anni, continua.La malattia mi è sembrata più facile da affrontare, partecipare allo studio mi ha dato la possibilità di conviverci con una qualità di vita ottima.

A chi inizia una terapia all’interno di uno studio clinico, mi sento di dire di affidarsi ai ricercatori e ai medici e di fare loro domande senza problemi, e poi con fiducia e speranza nel futuro seguire tutti i passi necessari per arrivare fino in fondo”. La campagna nazionale “La ricerca siamo noi.Tutti insieme, dalla scienza alla cura” si avvale di diverse risorse i cui contenuti sono stati elaborati con la partecipazione dei pazienti Eupati.

Attraverso video informativi con il divulgatore scientifico Marco Cattaneo e testimonianze dei pazienti esperti, la campagna aiuta a capire come funziona la ricerca clinica, come sono tutelati i partecipanti e quale ruolo hanno le associazioni.Tutte le informazioni e le risorse della campagna sono disponibili sulla landing page https://laricercasiamonoi.accademiadeipazienti.org/.

La campagna è realizzata con la sponsorizzazione non condizionante di Chiesi, Pfizer, Roche, Alfasigma, BeiGene, Daiichi Sankyo, AstraZeneca. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, aumenta incidenza: 418mila casi negli ultimi 7 giorni

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(Adnkronos) – L'ondata di influenza prende quota e "l'incidenza delle sindromi simil-influenzali (Ili) è in lieve aumento rispetto alla settimana precedente con un livello pari a 7,1 casi per mille assistiti".Lo registra il bollettino epidemiologico RespiVirNet dell'Iss relativo alla settimana 11-17 novembre.  "I casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all'intera popolazione italiana, sono circa 418.000" nella settimana 11-17 novembre "per un totale di circa 1.792.000 casi a partire dall'inizio della sorveglianza".  "Maggiormente colpiti i bambini sotto i cinque anni di età con un'incidenza pari a 15,9 casi per mille assistiti (13,7 nella settimana precedente)", evidenzia il bollettino.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cresco Award, premiati i Comuni italiani impegnati per un futuro sostenibile

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(Adnkronos) – Premiati i vincitori della nona edizione di Cresco Award – Città Sostenibili, il contest promosso da Fondazione Sodalitas con il patrocinio e la collaborazione di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che riconosce l’impegno dei Comuni italiani per lo sviluppo sostenibile dei territori in linea con gli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu.Gli award sono stati consegnati oggi ai sindaci e assessori dei Comuni vincitori nel corso di una cerimonia tenutasi presso il Centro Congressi Lingotto di Torino, in concomitanza con la 41esima Assemblea Annuale dell’Anci.  Cinque i riconoscimenti di Fondazione Sodalitas, selezionati da una giuria multistakeholder indipendente presieduta dalla rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto, assegnati ai Comuni di San Possidonio (MO), Fermignano (PS), Gualdo Tadino (PG), La Spezia e Milano.  Sono 25, poi, i progetti di Enti locali premiati da parte di un gruppo di imprese associate a Fondazione Sodalitas, particolarmente impegnate sul fronte della sostenibilità, partner dell’iniziativa: Ad Store, Bureau Veritas, Cellnex, Certiquality, Confida, Consulnet, FedEx, Feralpi Group, Industree Communication Hub, Infocert, Intesa Sanpaolo, Kpmg, Lexmark, Mapei, Nexumstp, Ntt Data, Pirelli, Poste Italiane, Sias, STMicroelectronics, Ubs, Wise Engineering. All’edizione di quest’anno sono stati candidati 126 progetti da 105 Enti (Comuni, Città Metropolitane, Comunità Montane o Unioni di Comuni di tutta Italia).

Sono oltre mille i progetti raccolti in questi anni da Cresco Award.Tutte queste iniziative sono consultabili nella Biblioteca Cresco, una banca dati online che testimonia l’impegno fondamentale dei Comuni italiani per guidare lo sviluppo dei territori verso un futuro sostenibile.  “I Comuni italiani sono a pieno titolo tra gli attori protagonisti della sfida per assicurare uno sviluppo del territorio pienamente sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale – ha dichiarato Alberto Pirelli, presidente Fondazione Sodalitas – Lo dimostrano i numeri di Cresco Award che in questi anni ha raccolto oltre mille progetti presentati da 802 Comuni ed Enti Locali, un patrimonio che ci ha permesso di far conoscere le esperienze eccellenti realizzate in tutta Italia per ispirare un’emulazione virtuosa.

Guardando al futuro, le ragioni che hanno ispirato questo premio sono quanto mai attuali e ci motivano a proseguirlo sia perché è necessario che questo impegno diventi pervasivo e coinvolga tutti gli Enti locali italiani, sia perché abbiamo davanti a noi sfide grandi e dall’esito incerto legate alla transizione ambientale, all’impatto dei trend demografici su lavoro e welfare, ai cambiamenti generati dalla rivoluzione digitale, nonché all’ampliarsi delle disuguaglianze.Sfide che sollecitano l’impegno diffuso dei Comuni e l’incremento di partnership con le imprese private per le quali lo sviluppo del territorio è un fattore fondamentale di crescita competitiva”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Natale, innalzato in piazza San Pietro l’albero al centro delle proteste

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(Adnkronos) – L'abete del Trentino al centro di proteste e oggetto di una petizione molto sostenuta per chiedere che non venisse abbattuto è stato innalzato da stamattina in piazza San Pietro e accoglierà turisti e pellegrini in arrivo a Roma per le festività natalizie. Fernando Vérgez Alzaga e suor Raffaella Petrini, presidente e segretario generale del Governatorato del Vaticano, inaugureranno il Presepe e illumineranno l’albero di Natale, allestiti in Piazza San Pietro il prossimo 7 dicembre con una cerimonia alle 18.30.Il Presepe e l’albero in Piazza San Pietro rimarranno esposti fino alla conclusione del Tempo di Natale, che coincide con la festa del Battesimo del Signore, domenica 12 gennaio 2025. L'abete della discordia è arrivato da Ledro in Trentino: un maestoso abete maturo, alto 29 metri. "La scelta di questo esemplare – ha spiegato il presidente del Governatorato come ad arginare le polemiche esplose nei giorni scorsi -è stata determinata in chiave ecologicamente responsabile, considerato che il prelievo dell’albero garantirà il naturale ricambio del bosco per i prossimi decenni.

I boschi del territorio sono certificati PEFC.Una foresta certificata PEFC è una foresta gestita in linea con i più severi requisiti ambientali, sociali ed economici.

La ricrescita annuale dei boschi di Ledro è certificata per 8.260 metri cubi e l’abete prelevato fa parte di uno dei lotti che dovranno essere tagliati per la corretta coltura del bosco". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)