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Le Streghe di Bucha, nelle foreste di Kiev per abbattere droni russi: “Non ci arrenderemo”

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(Adnkronos) – A oltre mille giorni dall'inizio dell'aggressione militare lanciata dalla Russia, gli ucraini sono stanchi di guerra.Ma loro no.

Le 'Streghe di Bucha', come sono state ribattezzate le volontarie provenienti dalla città alla periferia di Kiev occupata dai russi nei primi giorni del conflitto, continuano ad addestrarsi a sparare con diverse armi nella foresta appena fuori la capitale.Con l'obiettivo, primario, di abbattere i droni kamikaze Shahed che l'Iran ha fornito all'aeronautica militare russa.

Droni che vengono lanciati quasi ogni notte e che l'unità militare volontaria composta al 90% da donne vuole intercettare perché ''la nostra esistenza è in gioco'' e ''non possiamo arrenderci'', dicono. Qualcuna ha perso figli, il marito, nipoti, altre li hanno distanti, impegnati al fronte.Hanno perso il lavoro che amavano, così come la speranza che l'aggressione russa lanciata il 24 febbraio 2022 contro l'Ucraina possa essere fermata con i negoziati.

Ma non hanno perso la voglia di difendere il loro Paese e di ''incanalare la rabbia'' nella mitragliatrice che stringono tra le mani con gli occhi puntati al cielo.  "Tutta la mia famiglia è stata distrutta" e combattere, come volontaria dell'unità militare, è un modo per ''incanalare la rabbia'', racconta alla Nbc News Tetyana, 41 anni, originaria di Bucha, teatro di alcune delle peggiori atrocità commesse dall'esercito russo ai danni dei civili, giustiziati per strada.Suo marito e suo fratello sono stati uccisi, in guerra.

Suo nipote, che combatteva nell'esercito, è stato dichiarato disperso.  Per molti la promessa del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump di ''mettere fine alla guerra in un giorno'' e la prospettiva di un accordo di pace sotto la nuova presidenza americana crea un ulteriore livello di incertezza.Perché, in Ucraina, si teme che una tregua possa solo aiutare il presidente russo Vladimir Putin a riorganizzarsi militarmente. "Non credo che questa guerra possa essere fermata con i negoziati", ha detto Valentina, una nonna di 49 anni, insegnante di matematica alle medie, che fa parte del gruppo di volontarie.

Suo figlio e suo genero stanno combattendo in prima linea. "Non ci si può fidare di Putin", ha detto alla Nbc News vestita in mimetica e impegnata ad allenarsi al gelo. "Tra tre o cinque anni tornerà", ha aggiunto. "Non possiamo arrenderci", ha fatto eco alle donne in mimetica il veterano dell'esercito americano Miro Popovich, un volontario ucraino-americano che ha combattuto in prima linea o nelle sue vicinanze dall'inizio della guerra. "Non possiamo cedere territorio, non possiamo perdere persone, perché la nostra esistenza è di nuovo in gioco", ha aggiunto.Un recente sondaggio Gallup ha rilevato però che il 52% degli ucraini vorrebbe che Kiev negoziasse la fine della guerra il prima possibile e che molti hanno meno speranze sul futuro rispetto all'anno precedente. 
Sul campo di battaglia, tra l'altro, il morale è basso e da mesi le truppe sono sulla difensiva.

Una fonte dello Stato maggiore delle forze armate ucraine ha dichiarato alla Nbc News che l'Ucraina controlla ancora oltre 770 chilometri quadrati della regione russa di Kursk e che gli attacchi aerei nel profondo del territorio russo stanno contribuendo a "distruggere l'infrastruttura militare russa" dopo che gli alleati dell'Ucraina hanno allentato le restrizioni sull'uso di armi occidentali da parte di Kiev.  E se le divergenze tra Russia e Ucraina potrebbero essere colmate al tavolo dei negoziati, lo scetticismo resta.Perché "quando la Russia firma un accordo di cessate il fuoco, questo non significa certamente che cesserà di sparare", ha detto Keir Giles, un consulente del think tank londinese Chatham House. "La Russia vorrà una conclusione soddisfacente in questa guerra e anche far fare bella figura a Trump", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Valentine Debord: “Su automotive ritardo di dieci anni, Stellantis investa in ricerca e sviluppo”

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(Adnkronos) – La crisi che sta subendo il settore dell’automotive a livello europeo, soprattutto la Germania, è dettata dal fatto che “si producono grandi auto che però non corrispondono alla domanda di mercato”.  La sfida per i gruppi come Stellantis o Renault è quella di mantenere in Europa lo sviluppo e la ricerca sulla tecnologia per l’elettrico e le batterie in modo “da non dover solo importare quanto prodotto dalla Cina”.  Un problema di “consumi e acquisti” dettato anche da “un ritardo rispetto ai suoi concorrenti asiatici di dieci anni che dobbiamo recuperare aiutando i settori della ricerca e dello sviluppo a essere più uniti” dice all’Adnkronos la vicepresidente della regione del Grand Est, Valerie Debord.Il Grand Est francese è una delle 36 Regioni facente parte dell’Automotive Regions Alliance, insieme a 9 regioni italiane (Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Basilicata, Veneto e Umbria); alle quali si aggiungono altre 26 regioni europee dei più importanti Paesi del continente, fra cui Germania, Spagna e Francia.

Insieme questi territori alimentano un pil pari a 5.000 miliardi di euro (superiore dell’8,7% rispetto alla media europea), il 34% del prodotto interno lordo europeo, oltre a rappresentare complessivamente 134 milioni di cittadini europei.   Questo potrebbe far sì che i prezzi diventino più bassi.Dalla Cina arrivano prodotti che non rimpiazzano quanto realizzato, ad esempio, dalla Germania, ma altri modelli che “ci fanno una forte concorrenza”.

L'industria automotive è fondamentale per la prosperità dell'Europa.Il settore automobilistico dà lavoro direttamente e indirettamente a 13,8 milioni di persone, il 6,1% dell'occupazione totale dell'Unione. 2,6 milioni di persone lavorano nella produzione diretta di veicoli a motore, pari all'8,5% dell'occupazione dell'Unione nel settore manifatturiero.

Inoltre, l’Unione Europea è tra i maggiori produttori mondiali di autoveicoli e il settore rappresenta il maggior investitore privato in ricerca e sviluppo. .Tra fine del 2022 e fine del 2023, il numero di autovetture elettriche a batteria è aumentato del 49% e sta per raggiungere i 4,5 milioni di veicoli.

Nonostante l’aumento registrato negli ultimi anni, le autovetture alimentate con carburanti alternativi o a batteria rappresentano solo una minoranza delle nuove immatricolazioni di autovetture nell'Ue nel 2023, ancora dietro a quelle a benzina e diesel (comprese le ibride).Ciò si riflette nella quota di autovetture alimentate da carburanti alternativi tra le autovetture di nuova immatricolazione, che nella maggior parte dei Paesi è ancora inferiore al 20%.

Nel 2023 il numero di autovetture elettriche a batteria nei Paesi dell'Unione ha superato 4,4 milioni, con un incremento di circa 89 volte rispetto al 2013 e di 12 volte rispetto al 2018.I tassi di incremento più elevati sono stati registrati tra il 2019 e il 2020 (85,2%) e tra il 2020 e il 2021 (77,5%).  Valerie Debord non lascia spazio a dubbi: “Abbiamo dieci anni di ritardo e dobbiamo recuperarli”. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Lorenzin: “Sfida maggiore è presente e futuro risorse umane”

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(Adnkronos) – "Ieri discutevamo della necessità di investimenti sul capitale umano.Poi, il tema rimane a tutti i livelli professionali.

In questo momento la sfida maggiore è quella della gestione delle risorse umane, cioè del presente e del futuro del personale del mondo sanitario, dai medici agli infermieri alle professioni sanitarie.La domanda è come organizzarle e come gestire i cambiamenti molto rapidi.

E' la filiera che si sta trasformando di più e che sta maggiormente intercettando i cambiamenti in campo, ma, al tempo stesso, anche i bisogni.Quindi, io penso che quello della formazione sia un passaggio molto importante, ma non solo.

Lo è anche quello di una diversificazione delle carriere, della possibilità di avere una soddisfazione professionale e una qualità di vita professionale da tutti i punti di vista, in primo luogo remunerativa, ma anche con la possibilità di crescita all'interno della professione".Sono le parole della senatrice Beatrice Lorenzin, intervenuta nel corso del Forum Risk Management, l'appuntamento dedicato alle novità in materia di sicurezza sanitaria e trasformazione digitale dei servizi di assistenza, ad Arezzo dal 26 al 29 novembre. "Questo lavoro – sottolinea l'ex ministro della Salute – è nell'ottica di quanto abbiamo fatto con la legge 3" del 2018, per "avere un sistema che fosse capace di migliorarsi, controllarsi, ma anche avere gli strumenti per adattarsi a ciò che già si capiva 10 anni fa, cioè che siamo di fronte ad una trasformazione velocissima di tutti i meccanismi.

Un esempio è ciò che fa e farà l'intelligenza artificiale in tutte le professioni.Quindi come cambierà l'approccio dell'infermiere, ad esempio, rispetto all'intelligenza artificiale.

Un altro esempio di cui si discute è l'assistenza da remoto.Quando si hanno a disposizione delle celle operatorie che possono essere gestite da remoto, con la presenza in loco di un infermiere specializzato, fa impressione.

Ma questo non è il futuro, questo in alcune realtà del mondo è già presente.Pertanto, dobbiamo saper gestire queste trasformazioni, prestando attenzione a ciò che facciamo". "Ora – prosegue la senatrice – viviamo ancora in una fase di ambiguità in cui stanno sopravvivendo delle esperienze avute con il Covid-19, ma non messe in un corretto binario, sia a livello italiano che a livello europeo.

Abbiamo una questione enorme riguardante il personale che viene dall'estero, una tipologia di personale che non è formato, non è specializzato e non ha un registro proprio.Credo che sia il momento che almeno queste persone, in questa proroga che doveva essere di emergenza, vadano catalogate da qualche parte: capire se hanno un'assicurazione, se sono coperti, a chi fanno riferimento e quale sia l'Ordine di appartenenza.

C'è tutta una questione riguardante l'organizzazione più complessa delle trasformazioni che abbiamo in campo, che non può essere applicata alla giornata.E d'altra parte non possiamo neanche avere infermieri di serie A e di serie B, dove quelli di serie A sono laureati formati in Italia e in Europa, mentre quelli di serie B non si sa da dove provengano.

Abbiamo un serio problema sull'assistenza".  "Ritengo, senza fare cose demagogiche – continua Lorenzin – che ci siano aspetti da affrontare e mettere in ordine, poiché il disordine può essere stato giustificato durante il Covid-19, dove c'era una situazione di oggettiva emergenza, ma oggi, dopo un'azione emergenziale, non può diventare strutturale con le stesse modalità dell'emergenza.Si può anche decidere che in questo mercato globale delle competenze, dove mancano le persone, si possa essere attrattivi, ma è necessario essere attrattivi sulla qualità, non esportare persone con alta qualità e importarne con bassa.

Questo è un serio problema che va affrontato".  La senatrice conclude il suo intervento parlando del piano delle competenze europee. "Se immaginiamo che non abbiamo ancora uniformità sui diplomi e sulle lauree – osserva – questo è un grosso problema, perché in un mercato dove manca competenza avere un'uniformità del livello di riconoscimento delle lauree, almeno nel mercato europeo e quindi all'interno degli Stati europei con alti standard riconosciuti fra di noi, questo è un elemento di qualificazione che è un elemento di mercato unico europeo.Quindi, noi abbiamo queste partite difficili, perché la carenza di personale è una carenza in tutta Europa, non solo in Italia, che dobbiamo provare a mettere in ordine sia dal punto di vista dei regolamenti europei, sia dal punto di vista dell'ordinamento italiano, permettendo agli Ordini che sono nati di fare un lavoro importante di vigilanza, formazione, ma anche di capacità di rinnovamento, che è un aspetto che mi sta particolarmente a cuore".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Eredità Agnelli, udienza a Ginevra: primo confronto fra Margherita e i 3 figli

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(Adnkronos) – E' in corso davanti al tribunale di Ginevra il primo confronto fra Margherita Agnelli e i tre figli, John, Lapo e Ginevra Elkann.Lo confermano le immagini esclusive raccolte da Fabrizio Massaro, inviato a Ginevra di Milano Finanza, diretto da Roberto Sommella, che ha ripreso l'arrivo – in gruppi separati – dei membri della famiglia per una convocazione che rappresenta una svolta nella lite successoria sulla validità del patto e dell’accordo transattivo del 2004 sul patrimonio dell’Avvocato stipulato a suo tempo dalla vedova Marella con sua figlia Margherita e da questa in seguito contestato.

Si tratta di una udienza importante da cui può dipendere il destino di tutte le altre cause aperte negli anni dalla figlia dell'Avvocato che ritiene sia stata nascosta parte consistente del patrimonio. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Costa (Veneto): “Assistente infermieristico completa filiera assistenziale”

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(Adnkronos) – "La figura dell'assistente infermieristico è una figura di operatore di interesse sanitario che può completare la filiera assistenziale, quindi Oss" cioè operatore socio-sanitario, "assistente infermiere e professionista infermiere che rimane responsabile dell'assistenza infermieristica.Il tema della carenza di infermieri è un tema internazionale e nazionale, che riguarda anche il Veneto".

E' quanto dichiarato da Claudio Costa, direttore Risorse umane del Servizio sanitario regionale del Veneto, in occasione del Forum Risk Management, l'appuntamento dedicato alle novità in materia di sicurezza sanitaria e trasformazione digitale dei servizi di assistenza, ad Arezzo dal 26 al 29 novembre.  Costa spiega la strategia adottata dalla Regione Veneto per colmare la carenza di personale infermieristico: "Abbiamo approvato, lo scorso mese di agosto, un piano straordinario per affrontare la carenza di personale, in particolare infermieristico.L'idea è che l'assistente infermiere possa occupare un'area delle cure di base, attualmente gestite direttamente dall'infermiere, per liberare tempo allo stesso infermiere e permettergli di occuparsi di competenze più affini alla sua figura: competenze alte di presa in carico, di educazione, di empowerment e di affiancamento del caregiver".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Mangiacavalli (Fnopi): “Nuove specializzazioni per infermieri ancora più qualificati”

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(Adnkronos) – "Ci aspettiamo un cambiamento importante finalizzato soprattutto a qualificare ancora di più la professione infermieristica nei rapporti all'interno dell'équipe multiprofessionale, con i medici e con gli altri componenti dell'équipe.Ma soprattutto", le nuove lauree magistrali "qualificano di più le competenze infermieristiche in risposta ai bisogni dei cittadini.

L'Italia è un Paese che sta invecchiando in maniera importante e non stiamo invecchiando in buona salute.I bisogni sanitari e socio sanitari sono sempre più complessi, sempre più articolati.

C'è bisogno di una componente infermieristica altamente qualificata e specializzata".Così la presidente di Fnopi, Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, Barbara Mangiacavalli, intervistata dall'Adnkronos Salute al Forum Risk Management che si conclude oggi ad Arezzo.  Nell'ambito della 19esima edizione del forum dedicato alla sicurezza sanitaria e alla trasformazione digitale dei servizi di assistenza, Fnopi ha organizzato oggi la sessione 'Ripensare la professione infermieristica, ripensare il Servizio sanitario nazionale'.

E proprio ripensando alla professione infermieristica, nel mese di ottobre, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha annunciato la nascita delle 3 aree di specializzazione infermieristiche: in cure primarie e sanità pubblica; in cure pediatriche e neonatali; in cure intensive e nell'emergenza. "Per dare un contributo importante sia nella risposta ai bisogni dei cittadini, sia all'interno delle équipe professionali – spiega Mangiacavalli – ci siamo orientati su 3 indirizzi magistrali che sono quelli che raccolgono la maggior parte dei setting assistenziali in questo momento, soprattutto quelli più strategici: cure territoriali, cure primarie, infermieristica neonatale e pediatrica.Alla luce del grande problema demografico e dell'urgenza-emergenza, speriamo di continuare con altri percorsi specialistici sempre nella logica di valorizzare la professione, renderla più attrattiva, per fare in modo che sempre più giovani possano sceglierla perché sanno che c'è anche uno sviluppo verso un disegno di specializzazione.

Ma anche per valorizzare e qualificare il contributo che gli infermieri danno al Servizio sanitario nazionale".  La presidente Mangaicavalli si sofferma poi sulla possibilità, per chi si specializzerà, di poter fare prescrizioni di tipo infermieristico: "E' connotata come prescrizione di presidi-ausili finalizzati al processo dell'assistenza infermieristica – precisa – Stiamo parlando di quei presidi assistenziali che da sempre gli infermieri utilizzano: presidi per l'incontinenza, presidi per pazienti stabilizzati, per le medicazioni avanzate.Presidi su cui gli infermieri hanno già competenze avanzate specialistiche in un processo di assistenza infermieristica in vigore da trent'anni".

Gli infermieri "identificano il bisogno del paziente e l'intervento assistenziale.Nell'intervento assistenziale che devono pianificare, c'è anche l'utilizzo di presidi di ausiliari.

Abbiamo completato questo percorso dopo trent'anni dalla norma perché una volta definito l'obiettivo assistenziale, la pianificazione del percorso, l'infermiere ha titolo per indicare qual è il presidio da utilizzare e può dare questa indicazione, tramite la prescrizione infermieristica, dell'utilizzo del presidio-ausilio", conclude. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, a corteo studenti bruciate foto di Meloni e Salvini. Occupati binari a Porta Susa

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(Adnkronos) – Al grido di "al rogo" e "dimissioni" davanti alla stazione di Torino Porta Nuova, al termine del corteo di studenti, pro Palestina e centri sociali sono stati bruciati un fantoccio di stracci con la foto del ministro Salvini e le foto della premier Meloni, del ministro Crosetto e del ceo di Leonardo, Cingolani.  Al termine del corteo, un gruppo di manifestanti dello spezzone studentesco e universitario utilizzando gli ingressi della metropolitana di Porta Nuova hanno raggiunto con la metro la stazione di Porta Susa e sventolando una bandiera palestinese sono scesi sui binari 1 e 2 della stazione bloccando la circolazione.L'occupazione dei binari si è conclusa dopo una decina di minuti, con i manifestanti poi tornati a sfilare nelle strade. In precedenza, sempre gli studenti appartenenti ai collettivi universitari, dopo aver sfilato in coda al corteo promosso da Cgil e Uil contro la manovra economica del governo, erano arrivati sotto la sede della Prefettura dove al grido di 'free Palestine' hanno lanciato fumogeni e uova contro le forze dell’ordine schierate in tenuta antisommossa. “E’ stata una grande giornata di lotta, l’intifada studentesca è appena iniziata”.

Con queste parole al megafono si è poi concluso il corteo degli studenti in piazza Statuto. “Oggi – hanno aggiunto i manifestanti – abbiamo dimostrato di essere all’avanguardia e di non avere paura.Non ci possono fermare ma dobbiamo diventare di più ed essere più forti”, hanno concluso dando appuntamento a una nuova manifestazione per il 13 dicembre. "Ferma condanna" da parte di Matteo Salvini "per le violenze" di Torino che hanno causato problemi anche alle Forze dell'Ordine.

La Lega chiede di identificare i colpevoli: "Non sono manifestanti ma delinquenti, e i delinquenti meritano la galera", chiarisce Salvini.Così una nota della Lega. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, colite ulcerosa, gastroenterologo: “Con guselkumab guarigione mucosa in 35% pazienti”

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(Adnkronos) – "Nello studio Quasar che ha valutato l'efficacia e la sicurezza di guselkumab nei pazienti con colite ulcerosa moderatamente grave è stato dimostrato come, dopo un anno di trattamento, fino al 35% dei pazienti raggiungevano un endpoint molto importante che era quello della guarigione della mucosa".Così Alessandro Armuzzi, professore di gastroenterologia presso l'Istituto Humanitas di Rozzano (Milano), in occasione del Congresso dell'Italian Group of Inflammatory Bowel Disease (Ig-Ibd), a Riccione dal 28 al 30 novembre, dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali – Mici, durante il quale sono stati presentati i più recenti dati relativi all'inibitore del'IL-23 guselkumab, il primo anticorpo monoclonale completamente umano diretto selettivamente contro la subunità p19 dell'IL-23. "La remissione endoscopica, oltre a quella clinica, è molto importante per definire gli outcome a lungo termine della colite ulcerosa – sottolinea Armuzzi – E' stato dimostrato che fino al 70% dei pazienti nel lungo termine che raggiungono una remissione endoscopica rimangono liberi da recidiva.

L'aspetto altrettanto importante è che questo risultato è stato documentato significativamente positivo anche nei pazienti che avevano fallito in precedenza terapie avanzate e non solo nei pazienti naive ai farmaci biologici". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, Remuzzi (Mario Negri): “Senza infermieri non c’è Ssn”

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(Adnkronos) – "In tante occasioni ho scritto che senza infermieri non c'è ospedale, ma potremmo dire che senza infermieri non c'è il Servizio sanitario nazionale.Gli infermieri sono preziosissimi per la cura degli ammalati e per la guarigione", però devono affrontare "troppi turni, ferie rimandate per mancanza di personale e malati sempre più gravi, sempre più anziani, con sempre più problemi.

I nostri infermieri sono pagati un terzo che negli altri Paesi europei.Dobbiamo evitare che si stanchino e vadano via".

Sono le parole di Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, intervenuto con un videomessaggio al Forum Risk Management, l'appuntamento dedicato alle novità in materia di sicurezza sanitaria e trasformazione digitale dei servizi di assistenza, dal 26 al 29 novembre ad Arezzo.L'intervento di Remuzzi ha aperto i lavori della sessione 'Ripensare la professione infermieristica, ripensare il Servizio sanitario nazionale', curata da Fnopi, Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche.  "Mancano 6 milioni di infermieri nel mondo – sottolinea il direttore del Mario Negri – Dobbiamo dare loro delle opportunità di carriera.

Ci sono degli infermieri che organizzano sale operatorie con turni complicatissimi dove non si può sbagliare niente tra un intervento e l'altro, se no tutto si rimanda.Tante cose che i medici non riescono a fare gli infermieri le fanno.

Le fanno bene e con passione.Ma dobbiamo dare loro delle opportunità".

Remuzzi si focalizza poi sulla necessità di fare rete tra i professionisti che ruotano attorno al malato: "Non devono esserci confini – dice – Dobbiamo mettere a disposizione degli ammalati per primi, ma anche dei nostri colleghi, le capacità che abbiamo in quanto medici, infermieri, tecnici di laboratorio.Dobbiamo fare le cose insieme.

Agli infermieri bisogna dare soddisfazione, bisogna utilizzare tutte le capacità che hanno".Per l'esperto "il futuro della sanità è basato sui medici di famiglia che vanno a casa degli ammalati e sulle Case della comunità.

Se si lavora bene – è convinto – si avranno molti meno accessi al pronto soccorso".  Infine, Remuzzi si sofferma su una riflessione: "Dove vanno gli ammalati quando è il momento di dimetterli?La maggior parte di loro è anziana, ma tanti anziani sono soli.

Non è più come un tempo in cui c'erano grandi famiglie in cui sempre qualcuno si occupava di qualcun altro.Adesso la maggior parte delle persone non si occupa di nessuno.

E allora dove li mandi i malati?I piccoli ospedali devono essere trasformati, a mio avviso, in ospedali degli infermieri.

Ospedali fatti funzionare da infermieri che sanno fare tutto: sanno fare i prelievi, sanno fare gli esami, sanno fare le radiografie, possono benissimo fare l'ecografia e poi mandarla a refertare dove deve essere fatto il referto.Tutti parlano di telemedicina, di intelligenza artificiale, utilizziamo questi strumenti", esorta. "Vi lascerei con un concetto soltanto", conclude Remuzzi: "'Non c'è posto', in ospedale, non esiste.

Non vorrei sentirlo proprio più. 'Non c'è posto' non è qualcosa che ci possiamo permettere di dire a qualcuno che sta male e non sappiamo che cosa succederà dopo.Va bene 'non c'è posto, ma c'è posto da un'altra parte'. 'Non c'è posto' non è giusto”. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci, Nardone (Federico II): “Con guselkumab verso terapie mirate per pazienti Mici”

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(Adnkronos) – "Guselkumab rappresenta un passo avanti verso la personalizzazione del trattamento.La flessibilità, sia in termini di dosaggio sia di somministrazione, con la disponibilità sotto forma sottocutanea ed endovenosa, consentirà ai nostri pazienti di poter scegliere il trattamento in base alle loro esigenze.

Questo è un fattore molto importante che ci avvicinerà sempre di più al poter trattare i pazienti sulla base dei loro bisogni nell'ambito di una medicina personalizzata".Così Olga Maria Nardone, ricercatore e gastroenterologa presso l'Università Federico II di Napoli, in occasione del congresso dell'Italian Group of Inflammatory Bowel Disease (Ig-Ibd), a Riccione dal 28 al 30 novembre, dedicato alle malattie infiammatorie croniche intestinali – Mici, durante il quale sono stati presentati i più recenti dati relativi all'inibitore dell'IL-23 guselkumab, il primo anticorpo monoclonale completamente umano diretto selettivamente contro la subunità p19 dell'IL-23. Diversi i vantaggi del monoclonale secondo Nardone: "E' importante sottolineare come il trattamento con guselkumab sia in grado di raggiungere obiettivi sempre complicati ed ambiziosi come l'endoscopia in associazione all'istologia che è fondamentale, soprattutto nei casi di colite ulcerosa.

Il mantenimento di questi obiettivi è a lungo termine, dobbiamo guardare sempre più in là per bloccare ed alterare quello che è il decorso progressivo di queste patologie.Inoltre, guselkumab ha un profilo di sicurezza elevato, cosa fondamentale per far sì che i pazienti aderiscano al trattamento senza paura di effetti collaterali". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaci: malattie infiammatorie intestinali, risultati significativi con guselkumab

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(Adnkronos) – Importanti novità per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali che in Italia colpiscono circa 250 mila persone.Guselkumab, il primo anticorpo monoclonale completamente umano diretto selettivamente contro la subunità p19 dell’Il-23, continua a dimostrarsi una terapia efficace e sicura sia nella colite ulcerosa sia nella malattia di Crohn.

Lo dimostrano i dati significativi diffusi in occasione del Congresso dell’Italian Group of Inflammatory Bowel Disease (Ig-Ibd), in corso a Riccione, da Johnson & Johnson.Il farmaco – informa una nota – è l’unico anticorpo monoclonale anti Il-23 a doppia azione, progettato per neutralizzare l'infiammazione alla fonte cellulare bloccando l'Il-23 e legandosi al CD64, un recettore presente sulle cellule che producono l'Il-23 stesso.

Nel nostro Paese, il farmaco è attualmente disponibile per il trattamento della psoriasi a placche da moderata a severa in pazienti adulti candidabili a una terapia sistemica e dell’artrite psoriasica attiva in pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata o che hanno mostrato intolleranza a una precedente terapia con farmaci antireumatici modificanti la malattia.Guselkumab è inoltre in fase di valutazione da parte dell'Agenzia europea dei medicinali (Ema) per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa e malattia di Crohn da moderata a grave. I dati più recenti su guselkumab, presentati nel corso di un simposio al Congresso Ig-Ibd, sono relativi allo studio Quasar, nella colite ulcerosa, e agli studi di fase 3 Galaxi 2-3 e Graviti, nella malattia di Crohn.

Nel complesso, il farmaco ha dimostrato che 1 paziente su 2 tra i naïve ai trattamenti biologici e 1 paziente su 3 tra i refrattari raggiunge la remissione endoscopica.Per quanto riguarda la malattia di Crohn, i risultati hanno indicato guselkumab come l'unico anti Il-23 ad essersi dimostrato superiore a ustekinumab in un trial registrativo, nel trattamento di pazienti con malattia di Crohn sia naïve (mai trattati, ndr) sia refrattari ai trattamenti biologici.

Inoltre, suggeriscono che guselkumab potrebbe diventare il primo inibitore dell’Il-23 a poter essere somministrato in modalità sia endovenosa sia sottocutanea (Sc).  Nel dettaglio, Quasar è un programma di studi multicentrici di fase 2b/3 randomizzati, in doppio-cieco, controllati con placebo, a gruppi paralleli, disegnato per valutare l’efficacia e la sicurezza di guselkumab in pazienti adulti con colite ulcerosa attiva da moderata a severa con una risposta insoddisfacente o intolleranti alla terapia convenzionale (ad esempio, tiopurine o corticosteroidi), ad altri biologici e/o Jaki (cioè antagonisti di Tnf-alpha, vedolizumab o tofacitinib).   Secondo i risultati più recenti, presentati allo scorso Congresso della United European Gastroenterology (Ueg), il farmaco ha dimostrato maggiori tassi di remissione endoscopica rispetto al placebo alla 44esima settimana in pazienti con colite ulcerosa naïve ai trattamenti biologici.La remissione endoscopica è stata raggiunta nel 38,1% dei pazienti trattati con 100 mg Sc ogni 8 settimane (q8w) e nel 41,7% dei trattati con 200 mg Sc ogni 4 settimane (q4w), rispetto al 20,4%dei pazienti trattati con placebo.

Allo stesso modo, la terapia a base di guselkumab è stata associata a tassi maggiori di remissione endoscopica anche nei pazienti refrattari alle terapie biologiche. È infatti stata raggiunta nel 31,2% dei pazienti trattati con 100 mg Sc q8w e nel 23,9% dei trattati con 200 mg SC q4w, rispetto all'8% del gruppo placebo. “I dati dello studio Quasar – commenta Alessandro Armuzzi, professore ordinario di gastroenterologia, Humanitas University, Pieve Emanuele (Milano), responsabile Unità di Malattie infiammatorie croniche intestinali (Uo Ibd), Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (Milano) – evidenziano l’efficacia di guselkumab nell’indurre e mantenere una remissione clinica duratura, raggiungendo al contempo endpoint chiave come la remissione endoscopica e il miglioramento isto-endoscopico della mucosa.Questi risultati rappresentano il tipo di progresso necessario nei nuovi trattamenti per questa malattia infiammatoria intestinale, suggerendo che guselkumab potrebbe essere una terapia promettente per pazienti con colite ulcerosa, offrendo sollievo da sintomi disabilitanti che compromettono la qualità della loro vita quotidiana”. Nella malattia di Crohn, Galaxi 2 e 3 sono due studi di fase 3 indipendenti, dal disegno sperimentale identico, della durata di 48 settimane, con un periodo di estensione a lungo termine in corso, che hanno incluso pazienti con malattia di Crohn da moderata a severa che non avevano risposto o erano diventati intolleranti alla terapia convenzionale (immunomodulatori o corticosteroidi) o alla terapia biologica (antagonisti del Tnf o vedolizumab).

I due regimi di dosaggio testati sono stati 100 mg Sc q8w e 200 mg Sc q4w.Da una pooled analysis, i cui dati più aggiornati sono stati presentati allo scorso congresso Ueg, è emerso che guselkumab ha dimostrato tassi di remissione endoscopica maggiori rispetto a ustekinumab alla settimana 48 nei pazienti con malattia di Crohn naïve ai trattamenti biologici.

La remissione endoscopica è stata raggiunta nel 44% dei pazienti trattati con 100 mg SC q8w e nel 46,1% dei trattati con 200 mg SC q4w, rispetto al 29,8% dei trattati con ustekinumab.Nei pazienti con malattia di Crohn refrattari ai farmaci biologici la remissione endoscopica è stata raggiunta nel 28,1% dei trattati con 100 mg Sc q8w e nel 28,6% con 200 mg SC q4w, rispetto al 20,5% del braccio ustekinumab. “Questi risultati evidenziano il potenziale di guselkumab come opzione terapeutica differenziante per i pazienti con malattia di Crohn, sia in coloro che iniziano per la prima volta un trattamento biologico, sia per i pazienti che hanno fallito terapie biologiche precedenti e che tradizionalmente presentano una minore probabilità di rispondere ad altre opzioni terapeutiche – osserva Silvio Danese, direttore dell’Unità di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’Irccs Ospedale San Raffaele e professore ordinario di Gastroenterologia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, Milano – Sono risultati incoraggianti che dimostrano che guselkumab è una terapia promettente, con il potenziale di rispondere alle esigenze di pazienti sia in linee precoci sia in linee più avanzate di trattamento”. Sempre nella malattia di Crohn, Graviti è uno studio di fase 3 randomizzato, in doppio cieco, che ha valutato la terapia di induzione con guselkumab Sc (400 mg somministrato alle settimane 0, 4 e 8) in pazienti con malattia di Crohn da moderata a grave.

Come nel caso degli studi Galaxi 2-3, la dose di mantenimento è stata pari a 200 mg SC q4w e 100 mg SC q8w.I dati più recenti presentati al Congresso dell’American College of Gastroenterology, evidenziano come guselkumab, già a partire dalla quarta settimana, dimostra una differenza significativa nel tasso di remissione clinica rispetto al placebo.

Per quel che riguarda la terapia di induzione, alla settimana 12 oltre, la metà dei pazienti trattati (56,1%) ha raggiunto la remissione clinica rispetto al 21,4% dei gruppo placebo.Inoltre, il 44,3% del gruppo trattato ha ottenuto una risposta endoscopica, rispetto al 21,4% del placebo.

Nella fase di mantenimento, alla settimana 48, il tasso di remissione clinica è stato di oltre 3 volte superiore con entrambe le dosi di mantenimento di guselkumab rispetto al placebo (60% per 100 mg Sc q8w; 66,1% 200 mg Sc q4w rispetto al 17,1% placebo).La risposta endoscopica è stata raggiunta nel 44,3% e nel 51,3% nel gruppo guselkumab 100 mg Sc q8w e 200 mg Sc q4w, rispettivamente, contro il 6,8% del placebo.

La remissione endoscopica, infine, è stata raggiunta nel 30,4% e nel 38,3% del gruppo trattato con 100 mg Sc q8w e 200 mg Sc q4w rispettivamente, rispetto al 6% per cento del gruppo placebo. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sicilia, allarme salmonella nell’acqua per 18 comuni

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(Adnkronos) –
Allarme salmonella nell'acqua potabile in Sicilia: tracce sono state trovate nell’acqua della diga Garcia, in uscita dal potabilizzatore di Sambuca.Ad annunciarlo è Siciliacque che, in seguito ai risultati delle analisi, ha potenziato il trattamento di disinfezione per abbattere la presenza dei batteri, informando le Asp e le prefetture di Trapani e Agrigento "al fine di prendere i necessari provvedimenti a tutela della salute pubblica".

Questa mattina l'azienda ha effettuato nuovi campionamenti dell’acqua che, a valle dell'impianto di potabilizzazione, viene comunque sottoposta a ulteriore disinfezione intermedia prima della distribuzione. In attesa di nuove analisi, a scopo, l’Asp di Trapani ha raccomandato ai sindaci di 15 Comuni del Trapanese – Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta, Poggioreale, Gibellina, Salemi, Vita, Calatafimi, Buseto Palizzolo, Alcamo, Paceco, Erice, Valderice, Custonaci e Trapani (alcune frazioni e non il centro abitato) – di emanare le ordinanze di non potabilità dell’acqua che rimarrà comunque in distribuzione, fino al superamento della non conformità segnalata.Stesso problema per tre Comuni dell’Agrigentino: Santa Margherita Belice, Montevago e alcune contrade di Sambuca. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Justin Sun ha mangiato la banana di Cattelan, l’ha pagata 6,2 milioni

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(Adnkronos) – Aveva promesso che avrebbe mangiato la banana e ha mantenuto la parola.Dopo aver acquistato 'Comedian', l'opera più famosa e discussa di Maurizio Cattelan per 6,2 milioni di dollari, l'imprenditore cinese Justin Sun ha mangiato a Hong Kong la banana attaccata dall'artista italiano con del nastro adesivo. "Non si tratta di una semplice opera d'arte, – aveva detto Justin Sun – ma di un fenomeno culturale che unisce i mondi dell'arte, dei meme e della comunità delle criptovalute.

Credo che quest'opera ispirerà ulteriori riflessioni e discussioni in futuro e diventerà parte della storia.Sono onorato di essere l'orgoglioso proprietario di quest'opera iconica e mi auguro che possa suscitare ulteriore ispirazione e impatto per gli appassionati d'arte di tutto il mondo.

Inoltre, nei prossimi giorni, mangerò personalmente la banana come parte di questa esperienza artistica unica, onorando il suo posto sia nella storia dell'arte che nella cultura popolare".   —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morte Ramy Elgaml al Corvetto, oggi autopsia: resta in coma giovane che guidava scooter

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(Adnkronos) – E' in coma, ventilato meccanicamente, il ragazzo di 22 anni, tunisino, che guidava lo scooter che nella notte tra il 23 e il 24 novembre, si è reso protagonista di una fuga lunga 8 chilometri fino allo schianto che ha portato alla morte di Ramy Elgaml, 19 anni.Dal centro di Milano fino al Corvetto, inseguiti da una gazzella dei carabinieri, il presunto contatto tra l'auto e il mezzo a due ruote è ora al centro di un'inchiesta della procura e ha infiammato la periferia sud-est della città.  Per il giovane alla guida dello scooter, ricoverato e piantonato al Policlinico (potrebbe essere sottoposto a intervento chirurgico), la gip Marta Pollicino ha convalidato l'arresto per resistenza aggravata e ha disposto gli arresti domiciliari – una volta che i medici avranno dato l'ok – data la giovane età e la disponibilità della sorella ad accoglierlo in casa.

Contraria la procura che aveva chiesto il carcere. La giudice non ha ancora potuto ascoltare il ventiduenne, vista la gravità delle sue condizioni, e dunque il provvedimento non è stato ancora formalmente notificato al giovane che ha a suo carico diversi precedenti penali.Intanto, è in corso l'autopsia del 19enne morto nell'impatto.   
Spazio per il ricordo di Ramy alle due manifestazioni milanesi per lo sciopero generale.

All’arrivo in piazza San Babila del corteo principale, il segretario generale della Cgil Milano Luca Stanzione dal palco ha dedicato la giornata proprio a Ramy. “Bisogna scegliere da che parte stare.Guardiamo a quello che succede nella nostra meravigliosa città dal punto di vista di un padre, di una madre, magari immigrati come sono state le nostre madri e i nostri padri, che hanno vissuto solo nella speranza che la vita dei loro figli valesse la pena di essere vissuta appieno.

Siamo tutti quegli immigrati manovali, camerieri, operai, magazzinieri, driver.Siamo tutti padri e madri di elettricisti che sono cresciuti qui, che hanno studiato qui, che vivono, amano e sperano qui.

Siamo tutti oggi madri e padri di Ramy”, le parole di Stanzione.  “Un ragazzo che muore inseguito dalle forze dello Stato, persone pagate una miseria lanciate nelle strade a rincorrere e soccorrere da sole, mentre il mondo grida e sbraita.Ramy muore, sarà la magistratura a dire come è morto, ma su quello scooter sono morti i sogni dei suoi genitori.

Il sogno che loro figlio potesse vivere una vita migliore della loro, una vita sicura.E allora diteglielo voi a quella famiglia dilaniata che lo Stato sta dalla loro parte, che lo Stato non li ha traditi.

Qui in questa piazza c’è un popolo che si sente abbandonato dallo Stato”, ha detto Stanzione.  All’altro corteo, quello organizzato dai sindacati di base, partito da piazza Fontana e giunto in piazza della Scala, le parole di condanna sono state ancora più dure.Un’esponente di Adl Cobas, parlando al comizio finale, ha ricordato “Ramy, ammazzato dai carabinieri.

Sindaco, vergogna.Vergogna perché le nostre sono periferie abbandonate, sono volutamente dei ghetti dove non c’è niente, dove l’economia di guerra colpisce più forte che altrove, perché i tagli che vengono fatte nelle scuole delle periferie sono dolorosi”.

Poi un messaggio al governo, all’indomani dell’annuncio del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sull’arrivo di nuove forze dell’ordine in città: “Non abbiamo bisogno di 600 carabinieri in più, possibili assassini.Abbiamo bisogno di soldi per la scuola, per i servizi sociali, per i giovani sempre più precari e abbandonati a loro stessi”, ha detto l’esponente di Adl Cobas.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Pagliuca: Con il Cittadella servirà la giusta attenzione e distanza tra i reparti

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La Juve Stabia si prepara ad affrontare un nuovo impegno fondamentale in campionato. Alla vigilia della sfida contro il Cittadella, il tecnico Guido Pagliuca ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa, tracciando un quadro chiaro delle ambizioni e delle difficoltà della partita.

“Domani ci aspetta una partita importantissima per entrambe le squadre”, ha esordito Pagliuca. “Il Cittadella è una realtà consolidata in questa categoria, una squadra che ha dimostrato di saperci fare. Noi dobbiamo affrontare questa sfida con la giusta distanza consapevoli dell’importanza del risultato, ma senza farci sopraffare dalla tensione. Dobbiamo giocare con la nostra identità, con quella grinta e determinazione che ci contraddistinguono”.

Il tecnico delle Vespe ha poi sottolineato l’importanza di imparare dai propri errori e dalle esperienze passate: “Contro lo Spezia non siamo riusciti a sfruttare al meglio alcune situazioni. Dobbiamo essere bravi a capire dove abbiamo sbagliato e a correggere il tiro. La partita di domani è un’occasione importante per dimostrare che siamo sulla strada giusta”.

Pagliuca ha poi speso parole di elogio per il “Modello Cittadella”, un esempio di società che ha saputo costruirsi un futuro solido e sostenibile. “Ho avuto modo di vedere da vicino il loro lavoro qualche anno fa”, ha rivelato l’allenatore stabiese. “Sono una squadra organizzata, che gioca un calcio propositivo. Dobbiamo essere pronti a tutto”.

Infine, un aggiornamento sulle condizioni della squadra: “Buglio sta recuperando bene e potrebbe essere convocato. Per il resto, la squadra è a disposizione. Siamo pronti a dare il massimo”.

La sfida contro il Cittadella si preannuncia come un vero e proprio scontro diretto. Entrambe le squadre hanno bisogno di punti per raggiungere i propri obiettivi. Sarà una partita da non perdere.

Romania, c’è un Elon Musk locale dietro vittoria di Georgescu: chi è

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(Adnkronos) – E' spuntato un finanziatore non dichiarato alle spalle di Calin Georgescu, il candidato dell'estrema destra, populista e filorussa che, a sorpresa, ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali in Romania.Considerato come l'"Elon Musk" rumeno, o anche il "re di Tik Tok", il sostenitore di Georgescu è legato al settore delle criptovalute, e si è fatto notare con una campagna di donazioni significative, fino a decine di migliaia di euro, distribuite ai tiktoker.

Georgescu, a cui i sondaggi assegnavano il 5 per cento dei voti, al primo turno ha vinto il 22,9 per cento dei consensi, la maggioranza relativa che lo proietta, se il riconteggio ordinato dalla Corte costituzionale lo confermerà, al turno di ballottaggio dell'8.Non ha dichiarato finanziamenti e ha fatto la sua campagna elettorale interamente su TikTok.  Il finanziatore, ha ricostruito le Monde, è attivo sulla piattaforma social di proprietà cinese con il soprannome di Bogpr.

Si parlava da tempo di lui ma non per il suo ruolo politico.Il suo era un caso seguito dalle riviste di gossip.

Interveniva nei 'live' di Tik Tok erogando denaro ai produttori di contenuti attivi sulla piattaforma.Le esplosioni di gioia dei beneficiari di queste donazioni erano diventate virali.  Il tabloid Gandul lo ha identificato nei giorni scorsi come Bogdan Peschir.

Ma l'origine della sua fortuna rimane nebulosa.Ha almeno una impresa registrata a suo nome in Romania, ma senza dipendenti e con una ragione sociale poco chiara.

Con l'identità di Bogpr è stato invece coinvolto con le criptovalute BitXatm e Globaya, la prima delle quali non esiste più, chiusa dopo uno scandalo: il denaro depositato in macchine per il cambio di valuta in bitcoin era stato ritirato dai gestori del servizio. Insieme a Bogpr, è comparso nella struttura societaria delle due criprovalute anche Gabriel Prodanescu, che si presenta come amministratore delegato e fondatore di Globaya ed è proprietario di diverse altre società in Inghilterra, fra cui Bcb Atm, un'altra impresa di distributori automatici di criprovalute con dipendenti in Russia.  Prima dell'arrivo di Prodanescu, a vertici di Bcb Atm c'era una persona con precedenti condanne per complicità con furto aggravato da violenza e tortura.Bogpr aveva cominciato a sostenere Georgescu già nel 2020, durante la pandemia, quando l'allora del tutto sconosciuto, e sconosciuto è rimasto fino a circa tre mesi fa, esponente dell'estrema destra si era espresso contro i vaccini.

Il suo sito personale, ora chiuso, proponeva fino a mercoledì scorso servizi di "protezione" dei conti TikTok, promettendo un aiuto per sfuggire alle sanzioni dei moderatori.  Dopo la rivelazione della sua identità sui media, Bogpr ha pubblicato un messaggio su TikTok in cui si descrive come "imprenditore e investitore rumeno" senza alcun rapporto con lo stato o la massoneria.E di non aver ricevuto alcuna promessa o remunerazione in cambio del sostegno assicurato a Georgescu. "Non lo conosco neanche personalmente, e non penso di fare nulla di immorale sostenendo una campagna in cui credo.

Come Elon Musk ha sostenuto la campagna di Trump negli Stati Uniti assicurandogli 100 milioni di dollari e promuovendola su X e nei suoi discorsi pubblici", conclude.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Covid Italia, bollettino ultima settimana: 2.122 casi e 47 morti

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(Adnkronos) – Da oltre un mese i dati Covid sono in calo in Italia, compresi i decessi dovuti alla malattia.Dal 21 al 27 novembre sono 2.122 i nuovi casi, nella settimana precedente erano 2.561; i morti sono 47, erano 61.

E' quanto indica il bollettino diffuso sul sito del ministero della Salute.  Diminuiscono anche i tamponi, che passano da 61.013 a 58.468.Sale quindi il tasso di positività: è 3,6% nella settimana corrente, era al 4,2%.

La Lombardia è la regione che in valori assoluti riporta più nuovi positivi: 465 contro 641 della settimana precedente.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Minsait premiata dalla Camera di commercio di Spagna come azienda dell’anno

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(Adnkronos) –
Minsait (Indra Group) è stata premiata dalla Camera di commercio di Spagna in Italia come azienda dell’anno per il suo contributo alla trasformazione digitale di aziende e istituzioni italiane.Il direttore di Minsait nel Paese, Pedro García, ha ricevuto il premio durante la cerimonia tenutasi a Milano il 28 novembre.  “Il Premio per la Trasformazione Digitale è un riconoscimento all'eccezionale lavoro svolto negli ultimi anni in Italia, in cui Minsait è cresciuta costantemente, guidando con le sue tecnologie e i suoi servizi le principali aziende e pubbliche amministrazioni italiane nei loro percorsi di trasformazione digitale, diventando uno dei player di riferimento del mercato italiano”, ha sottolineato la Camera di commercio durante la cerimonia di premiazione. “Siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento, che conferma il successo del lavoro svolto in questi anni in Italia.

Il riconoscimento è soprattutto per le migliaia di professionisti Minsait che ogni giorno lavorano con l'obiettivo di contribuire, con la nostra tecnologia, allo sviluppo digitale e alla modernizzazione del Paese.Grazie a loro, siamo diventati una delle aziende in più rapida crescita nel nostro settore e uno dei principali ambasciatori del marchio spagnolo in Italia”, ha dichiarato Pedro García. 
Minsait, presente in Italia da oltre un decennio con quasi 3.000 professionisti e uffici su tutto il territorio nazionale, è la società del Gruppo Indra leader nella trasformazione digitale e nelle tecnologie informatiche.

Vanta un alto grado di specializzazione, una vasta esperienza nel digital business avanzato, una conoscenza del settore e un talento multidisciplinare composto da migliaia di professionisti in tutto il mondo.  
Minsait è all'avanguardia della nuova digitalizzazione con capacità avanzate nell'intelligenza artificiale, nel cloud, nella cybersecurity e in altre tecnologie di trasformazione.Con questo, guida il business e genera importanti impatti sulla società, grazie a un'offerta digitale di servizi ad alto valore aggiunto, soluzioni digitali personalizzate per tutte le aree di attività e accordi con i più importanti partner del mercato. 
In Italia, l'azienda ha sviluppato competenze avanzate in aree innovative quali content & process technologies, customer experience technologies, solutions architects e data & analytics, che le consentono di offrire soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto nei mercati in cui opera.

Minsait ha localizzato in Italia il suo centro di eccellenza globale per le tecnologie di customer experience, completando la sua ampia presenza geografica con consolidate capacità di produzione e consegna locali. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vaccini, reumatologi: 1 paziente su 5 non è immunizzato contro le infezioni più diffuse

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(Adnkronos) –
In Italia un paziente reumatologico su 5 non è vaccinato contro Hpv, Covid-19, influenza, Herpes zoster e pneumococco, le infezioni prevenibili più diffuse.Eppure i rischi per chi viene contagiato sono alti e includono complicanze cardiovascolari e ospedalizzazioni.

Tra le persone colpite da artrite reumatoide, lo pneumococco può provocare gravi polmoniti, mentre per i pazienti con lupus eritematoso sistemico esiste un aumentato rischio d'infezione da Papillomavirus umano.Per questo sono necessari maggiore sensibilizzazione e coordinamento tra gli specialisti.

E' il monito lanciato in occasione della terza giornata del 61° Congresso nazionale dalla Sir, la Società italiana di reumatologia, che nel 2024 ha pubblicato le prime Linee guida sulle vaccinazioni nei pazienti affetti da queste malattie, redatte in conformità ai requisiti del Sistema nazionale delle linee guida dell'Istituto superiore di sanità. "Le patologie reumatologiche sono spesso di carattere cronico e portano a un'aumentata morbosità e mortalità, in parte dovuta proprio a un rischio incrementato di infezioni – afferma Gian Domenico Sebastiani, presidente Sir – I pazienti, così come le persone sottoposte a terapia immunosoppressiva, sono generalmente più̀ esposti alle malattie prevenibili con i vaccini e sono a maggior rischio di sviluppare complicanze gravi delle patologie in caso di infezione.Per esempio, circa il 30% dei pazienti reumatologici che contraggono l'infezione da virus del 'Fuoco di Sant'Antonio' va incontro a ictus cerebrale.

La vaccinazione rappresenta quindi una strategia importante di protezione: occorre informare e sensibilizzare pazienti e medici per aumentare l'aderenza, che oggi risulta ancora troppo bassa.Come Sir abbiamo deciso di definire delle indicazioni sul tema, aggiornate per la pratica clinica, pubblicando il documento 'Le raccomandazioni della Società italiana di reumatologia sulle vaccinazioni nei pazienti affetti da malattie reumatologiche', con l'obiettivo di indirizzare le azioni degli specialisti, dei medici di medicina generale e di tutti i professionisti della salute coinvolti nella gestione delle persone con malattia reumatica nelle cure primarie, secondarie e terziarie a livello sia territoriale che ospedaliero.

L'intento è anche di rendere più consapevoli i pazienti e i responsabili delle politiche e dell'organizzazione delle cure del Ssn". "In Italia fino a quest'anno non esistevano indicazioni specifiche riguardanti le vaccinazioni per i pazienti reumatologici – sottolinea Andrea Doria, presidente eletto Sir – Per questo motivo abbiamo deciso di sviluppare le linee guida nazionali, che sono state recentemente pubblicate nel Sistema dell'Iss.Le raccomandazioni sono state elaborate seguendo il metodo Grade Adolopment, partendo dalle linee guida del 2022 dell'American College of Rheumatology.

Queste indicazioni rappresentano uno strumento importante per il miglioramento della gestione dei pazienti con malattie reumatologiche, in quanto forniscono istruzioni specifiche e basate sull'evidenza per la prevenzione delle infezioni attraverso la vaccinazione.Il loro impiego permetterà di ridurre il carico di morbosità e mortalità in questa popolazione vulnerabile". "E' importante ricordare che molte di queste malattie sono croniche e non possono essere completamente curate, quindi spesso richiedono l'uso prolungato di immunosoppressori – commenta Fabrizio Conti, consigliere Sir – L'utilizzo di questi farmaci espone i pazienti a un maggiore rischio di sviluppare infezioni comuni o opportunistiche, comprese quelle prevenibili grazie alla vaccinazione.

Per la definizione delle raccomandazioni ci siamo concentrati sui vaccini più comunemente utilizzati nella popolazione adulta, quali quello per influenza stagionale, per lo pneumococco, Hpv e Herpes zoster.Esiste anche una sezione dedicata ai vaccini viventi attenuati che necessitano di una modifica della terapia immunosoppressiva in atto.

La vaccinazione permette al paziente di vivere una quotidianità più serena". "Tra le indicazioni inserite nelle linee guida ci sono suggerimenti anche per la protezione da Covid-19 – aggiunge Giuseppe Provenzano, segretario generale Sir – anche se la situazione di questo virus è in rapida evoluzione, così come la letteratura scientifica che lo riguarda.Per questa ragione abbiamo deciso di limitarci a offrire indicazioni di buona pratica clinico-assistenziale.

In linea generale suggeriamo di procedere con la vaccinazione anti-Covid-19 indipendentemente dall'attività̀ e dalla gravità della malattia.Sir è stata la prima società scientifica in Europa ad avviare un registro su Covid e malattie reumatologiche, che nel 2020 e 2021 ha raccolto i dati di più di 1.800 pazienti.

Abbiamo riscontrato come il rischio di contagio sia leggermente maggiore e la prognosi sicuramente peggiore in questi pazienti, per cui consigliamo di sottoporsi alla vaccinazione, possibile anche in concomitanza con quella antinfluenzale". "Come associazione pazienti abbiamo dato il via a un'indagine quantitativa per indagare il rapporto e la relazione delle persone affette da patologie reumatologiche e dei loro caregiver con le principali vaccinazioni – evidenzia Antonella Celano, presidente Apmarr, Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare Aps Ets – L'attività, svolta con il patrocinio di Sir e in collaborazione l'istituto WeResearch Ricerche di Marketing, ha dimostrato che sono quasi 8 su 10 (79,6%) le persone affette da patologie reumatologiche a dichiarare di eseguire i vaccini consigliati, mentre più di una su 5 (20,4%) non lo fa.Questo ci ricorda quanto sia importante diffondere conoscenza sul tema e quanto lavoro ci sia ancora da fare per proteggere la popolazione di pazienti reumatologici: in questo senso le nuove linee guida rappresentano un importante primo passo nella giusta direzione". "Purtroppo, a contribuire alla mancata aderenza alle campagne di vaccinazione c'è spesso l'infondata paura dei possibili effetti avversi – rimarca Silvia Tonolo, presidente Anmar, Associazione nazionale malati reumatici – La mancanza di informazioni corrette ne è la causa, per questo crediamo che una diffusione capillare di notizie fondate e un esaustivo lavoro di demistificazione di quelle che sono le convinzioni errate più diffuse potrebbero cambiare le cose e avere una ricaduta positiva sul numero di pazienti vaccinati.

Anche una maggiore informazione riguardo gli effetti delle infezioni in combinazione con la malattia reumatologica potrebbe essere d'aiuto: molte persone non credono di rischiare davvero un contagio e non pensano che su di loro potrebbe avere ripercussioni così negative, ma si sbagliano". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sciopero trasporti, ai lavoratori il dissenso costa fino a 100 euro a giornata

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(Adnkronos) –
Fino a 100 euro a giornata: è il prezzo del dissenso per i lavoratori del trasporto pubblico locale. È la stima che hanno fatto per l’AdnKronos i sindacati del tpl, Uilt e Filt-Cgil, nel giorno dello sciopero generale che coinvolge anche il settore del trasporto, nonostante l’intervenuta precettazione del ministro al Mit, Matteo Salvini, che ha dimezzato la protesta da otto a quattro ore.Ed è proprio in replica alle parole del vicepremier, che accusa i sindacati di proclamare lo sciopero solo a ridosso del fine settimana, a smuovere la reazione delle sigle, le quali tornano a ricordare che chi protesta rinuncia ad una parte di stipendio.  È vero che sul ‘costo’ della giornata, come ricordano gli stessi sindacati, incidono molti fattori, dall’anzianità ad eventuali accordi aziendali, ma il range si aggira comunque tra gli 80 e i 100/120 euro lordi a giornata, modulandosi anche sul numero di ore non lavorate.

Si parte dai circa 100 euro lordi per le 24 ore di sciopero, arrivando ai 50 euro per le 8 ore.Nel 2024 il tpl – quantomeno a livello confederale – ha collezionato 5 scioperi, incluso quello odierno.

Uno da 24 ore, uno da otto, e gli altri – precettati – da 4 ore. Numeri alla mano, in un anno di proteste i lavoratori perso mediamente fino a circa 200 euro lordi nella busta paga.E se la retribuzione a livello nazionale per un autista neoassunto è pari a circa 20mila euro lordi l’anno (1500 al mese), significa che in un anno il ‘taglio’ per chi ha scioperato è stato pari indicativamente all’1%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)