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“Ergastolo a Turetta sentenza giusta”: parlano i genitori di Pamela, Desiree e Michelle

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(Adnkronos) – "Bene l'ergastolo per Filippo Turetta.Chi ha ucciso Giulia, Pamela, le nostre figlie, merita il carcere a vita, la vita che hanno tolto a donne giovanissime".

Alessandra Verni, mamma di Pamela Mastropietro uccisa a 18 anni e nascosta a pezzi in due valigie, commenta così all'Adnkronos la condanna all'ergastolo di Filippo Turetta. "L'ergastolo è d'altronde la pena di sofferenza eterna, quella senza sconti, cui loro stessi hanno condannato noi genitori". "Sono vicina alla famiglia di Giulia per questo primo risultato, perché poi ci saranno altri processi.Gli auguro di non perdere mai la speranza – continua – la forza di combattere, per ottenere giustizia per la figlia e per tutte le vittime come lei".  "Sicuramente è un capitolo della giustizia che per ora si chiude.

Certo, alla famiglia non restituisce nulla, solo tanto dolore", dice Barbara Mariottini, mamma di Desirée, la 16enne di Cisterna di Latina violentata e trovata morta in una struttura abbandonata a San Lorenzo, commentando la sentenza di oggi all'Adnkronos. "Giusto l'ergastolo per Filippo Turetta, la stessa pena che avrebbe dovuto prendere l'assassino di mia figlia che se l'è invece cavata con 20 anni di carcere perché minorenne al momento dell'omicidio", dice Gianluca Causo, il padre di Michelle Causo uccisa nel quartiere Primavalle di Roma e gettata in un carrello della spesa tra i rifiuti. "Certo, non capisco come sia stato possibile che non gli abbiano riconosciuto le aggravanti dello stalking e della crudeltà – continua all'Adnkronos – specie dopo i messaggi pressanti che mandava alla vittima, terrorizzata all'idea di non rispondere, e alle modalità con le quali poi l'ha uccisa, inseguendola per accoltellarla fino a gettarla in un dirupo.Che avrebbe dovuto farle?

Tagliarle un dito alla volta, affinché un giudice gli riconoscesse la crudeltà?". (di Silvia Mancinelli)  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disabilità, Lega Filo d’Oro: “Riconoscere diritti persone sordocieche”

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(Adnkronos) – In occasione della Giornata internazionale della disabilità, la Fondazione Lega del Filo d'Oro Ets rinnova il proprio impegno nel promuovere l'inclusione, l'autonomia e il pieno riconoscimento dei diritti delle persone con sordocecità e pluridisabilità psicosensoriale, oltre 360mila in Italia (lo 0,7% della popolazione).Una fascia non trascurabile di popolazione, spesso invisibile – riporta una nota – che rischia di essere confinata nell'isolamento imposto dalla propria disabilità a causa dell'assenza di efficaci processi di analisi dei loro bisogni specifici, delle barriere e delle disuguaglianze che sono costrette ad affrontare. (VIDEO) Nel 2004 – ricorda la Lega del Filo d'Oro – il Parlamento europeo ha riconosciuto per la prima volta la sordocecità come disabilità distinta, invitando gli Stati membri a garantire supporto adeguato in vari ambiti.

In Italia, la Legge 24 giugno 2010, n. 107 'Misure per il riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche' ha recepito questa raccomandazione, ma nella pratica si è rivelata di difficile attuazione.Dopo 14 anni dalla promulgazione di questa legge, secondo l'Ente filantropico resta ancora molto da fare per superare le difficoltà applicative e tradurre questo riconoscimento in concreti strumenti di tutela.

Sebbene rappresenti un punto di partenza fondamentale – osserva – le sue limitazioni continuano a escludere molte persone dal pieno riconoscimento dei propri diritti.Attualmente, infatti, il riconoscimento della sordocecità rimane legato all'accertamento delle due distinte disabilità, escludendo, di fatto, dalla piena tutela legale le persone che, pur essendo non vedenti, siano diventate sorde dopo il dodicesimo anno di età, oppure, nate senza alcuna disabilità sensoriale, siano divenute sordocieche dopo i 12 anni di età. Per ovviare a tale criticità, il Consiglio dei ministri ha approvato lo scorso marzo il disegno di legge 'Semplificazioni-bis' che segna un'importante svolta: garantire il riconoscimento della sordocecità a tutte le persone che manifestano compromissioni totali o parziali combinate della vista e dell'udito, congenite o acquisite, a prescindere dall'età di insorgenza.

Tale misura si inserisce nel più ampio disegno di riforma avviato con la Legge delega per la disabilità (Legge 22 dicembre 2021, n. 227), che accompagnerà l'aggiornamento della definizione di sordocecità ad una semplificazione dei criteri e delle modalità di accertamento.Tuttavia, il disegno non si è trasformato in legge e le persone sordocieche sono ancora in attesa di risposte. "Questa Giornata ci coglie in un momento speciale, nel sessantesimo anno della nostra Fondazione, e rappresenta l'occasione per ribadire l'importanza del pieno riconoscimento dei diritti delle persone sordocieche.

Nonostante l'esistenza di una legge che teoricamente li riconosce, di fatto questo riconoscimento è ancora lontano – dichiara Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle persone sordocieche della Fondazione Lega del Filo d'Oro – Lo scorso marzo abbiamo presentato a Montecitorio un 'Manifesto', dove chiediamo proprio questo.Era stato anche presentato un disegno di legge, ma al momento non abbiamo ancora trovato l'accoglimento, perché il disegno non è divento legge.

Plaudiamo ai progressi compiuti con la legge delega 227/2021 e i suoi decreti attuativi, che introducono un nuovo linguaggio e strumenti di valutazione per cambiare la mentalità sulla disabilità.Tuttavia, per rendere questi strumenti realmente efficaci servono maggiori investimenti.

Facciamo quindi appello alle istituzioni, ai cittadini e ai nostri sostenitori affinché si impegnino insieme a noi".  Il Manifesto delle persone sordocieche – dettaglia la nota – chiede di aggiornare la normativa vigente per eliminare ogni barriera al riconoscimento dei diritti di chi non vede e non sente.Il documento evidenzia l'urgenza di politiche inclusive che vadano oltre la sfera sanitaria, includendo istruzione, lavoro e vita sociale. "E' necessario tradurre i principi in azioni concrete – afferma Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d'Oro – La nuova definizione di sordocecità e la semplificazione dei criteri di accertamento sono passi fondamentali per garantire pari opportunità a tutti coloro che vivono questa condizione.

La Giornata internazionale della disabilità ci ricorda che l'inclusione sociale è una responsabilità collettiva.La sfida del pieno riconoscimento della sordocecità come disabilità specifica non può fermarsi a un miglioramento dell'assistenza sanitaria e sociosanitaria, ma deve tradursi in politiche inclusive che garantiscano il diritto alla salute, all'istruzione, al lavoro, all'autodeterminazione e all'abbattimento delle barriere che ostacolano l'autonomia delle persone sordocieche.

Il rischio, altrimenti, è che i nuovi diritti e le nuove conquiste restino solo sulla carta".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Foti e Bignami al ‘primo giorno di scuola’, il neo ministro: “Emozionato? Faccio il mio dovere”

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(Adnkronos) – Il 'primo giorno di scuola' per due big di Fdi.Tommaso Foti, che entra nella squadra di governo da ministro raccogliendo il pesante testimone di Raffaele Fitto, e Galeazzo Bignami, che lascia un posto da vice al ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini per subentrare a Foti alla guida del gruppo dei Fratelli d'Italia a Montecitorio. "Emozionato?

Faccio il mio dovere.Sono abituato all'Aula del Parlamento, lasciatemi almeno abituare…", ha risposto ai cronisti il neo ministro arrivando a Palazzo Chigi per il suo primo Cdm.

Concedendosi poi anche un siparietto con l'inviato di Striscia la notizia, Enrico Lucci. "A Tomma', t'hanno fatto ministro.In questo Paese chiunque può diventare ministro…", lo ha punzecchiato l'ex Iena, incassando la replica pronta di Foti: "Se tu fai il giornalista, io posso fare il ministro…". Poi, a Cdm in corso, è arrivata la novità, quanto meno per la stampa.

La premier Giorgia Meloni, ha infatti reso noto Palazzo Chigi, ha deciso di tenere a sé la delega per il Sud, 'sfilandola' al neo ministro, un emiliano doc.Per lui nessuna battuta d'arresto, sia chiaro, perché dando il la al Cdm e il 'benvenuto' a Foti, Meloni ha subito ostentato la sua piena fiducia nel 'compagno di squadra' arrivato a campionato già avviato: Tommaso è un parlamentare di lungo corso con grande esperienza alle spalle e ha sempre avuto un grande rispetto per le istituzioni.

Non a caso, c'è stata l'unanimità sulla sua 'promozione' a 'Mister Pnrr': Non ho avuto nessuna indicazione contraria alla sua nomina…, ha assicurato.  Posto che trovi e posto che lasci.Quello di capogruppo Fdi a Montecitorio è stato ereditato da un altro fedelissimo della premier, Bignami.

Il passaggio di testimone è stato ufficializzato da un'assemblea di Fdi che ha 'incoronato' il neo presidente per acclamazione. "Cosa ho chiesto ai deputati?Di starmi vicino, perché è importante che si lavori tutti assieme.

Credo sia questa la cosa che era più importante dire ed è quello che mi aspetto che avvenga", ha detto Bignami ai cronisti lasciando l'assemblea, in barba a chi, in queste ore, lo ha descritto come un 'divisivo'.Il neo capogruppo non mostra nessun rammarico per il posto lasciato al Mit. "L'esperienza di governo è certamente un'esperienza entusiasmante – ha riconosciuto – ma è altrettanto entusiasmante guidare il gruppo, in un'azione già tracciata dal presidente Foti che credo sia un punto di riferimento per tutti noi.

Oggi è stato chiamato a svolgere il ruolo di ministro al Pnrr, dove l'Italia ha ottenuto risultati ineguagliati dalle altre Nazioni a dimostrazione della positività del governo Meloni anche in un contesto internazionale".E a chi gli chiede se il suo predecessore gli abbia dato dei consigli, l'ormai ex viceministro dei Trasporti risponde: "Sì me li ha dati, me li dà da quando ero piccolo…".

Bignami oggi dovrebbe passare a Palazzo Chigi per consegnare dei dossier relativi al suo ormai ex ministero.Dove Fdi intende rimpiazzarlo al più presto: "è un dicastero fondamentale, è necessario ci sia anche la nostra presenza", spiega un esponente di peso. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fabio Volo a Belve: “La sessualità? Ho sperimentato quella più spinta, un po’ di gente insieme”

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(Adnkronos) – Tra gli ospiti della terza puntata di 'Belve' ci sarà Fabio Volo che in un’intervista inedita, intima e profonda lancia frecciatine a chi lo ha criticato in passato.L'appuntamento è questa sera, martedì 3 dicembre, su Rai 2 con il programma cult ideato e condotto da Francesca Fagnani. “Il pubblico la legge ma la critica la ignora” lo incalza subito Fagnani. “Magari mi ignorasse” risponde Volo. “Perché?” insiste Fagnani. “Non penso sia legato a quello che scrivo, ma a quanto ho venduto: 9 milioni di copie in 24 lingue nel mondo.

Ci sono libri di miei colleghi molto più brutti dei miei, ma nessuno li critica”. “Lei non aspira a vincere il premio Strega?” lo stuzzica Fagnani. “Dovrei prendere casa e vivere al Pigneto per vincere lo Strega” replica Volo. Nello studio di Belve, Volo racconta le tappe della sua carriera dalla “bolla di povertà” in adolescenza fino al successo.Non esita a paragonarsi a Ulisse e a Superman, a Marinetti e Dante, di sé dice di essere “strafottente” e “corteggiatore”. “È seduttore?” chiede Fagnani. “Mi piace sedurre – risponde Volo – ma questo non vuol dire che porto a casa il risultato.

Anche adesso mi piacerebbe sedurti.Poi non succede niente, non è che domani ti scrivo.

Aspetto che mi scrivi tu”.  “A trasgressioni come siamo messi?” chiede la giornalista. “In passato ho sperimentato, magari una sessualità un po’ più spinta tipo un po’ di gente insieme” dice con un sorriso. “Ho una sessualità molto libera, per cui la pornografia non è interessante.Non ho perversioni, non metto i tacchi a spillo, ma mi piace il gioco quello sì”.  “Da anni è impegnato in percorso di spiritualità” chiede Fagnani. “Per un mese ho vissuto nella foresta amazzonica” e “lì attraverso meditazioni profonde con uno sciamano sono stato portato a un punto della mia vita dove ho avuto una visione e ho incontrato me stesso a 25 anni: ci siamo parlati e abbracciati”, rivela lo scrittore. “Quando sono nella fase creativa posso scrivere ovunque”, però “poi c’è un momento dove la creatività è più intima e lì non mi lavo” racconta Volo. “Adesso è nella fase creativa?” chiede ironicamente Fagnani. “Posso avvicinarmi?” risponde Volo, che si alza dallo sgabello per avvicinarsi con un finale tutto da vedere.   Momenti di tensione quando la conduttrice ricorda allo scrittore le dure parole nei confronti di Ariana Grande. “Parole che non rivendicherei” osserva la giornalista. “Quella cantante parla a bambini che non capiscono la sessualità.

Non la ritengo una cosa giusta”, ribatte Volo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inter-Napoli, botta e risposta. Marotta: “Loro favoriti”. Conte: “Hanno due squadre”

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(Adnkronos) –
Botta e risposta in salsa scudetto.Tra la serata di ieri e la giornata di oggi, Napoli e Inter, due tra le squadre favorite per la vittoria finale, si sono scambiate frecciate a vicenda.

A margine del Gran Galà del Calcio, in cui i nerazzurri hanno fatto il pieno di premi, ci ha pensato il presidente Giuseppe Marotta a mettere pressione alla squadra partenopea, attualmente capolista con 32 punti conquistati: "Credo che il Napoli sia favorito alla vittoria per merito", ha detto l'ex dirigente della Juventus, "è normale che stiano facendo bene: hanno un allenatore vincente e una squadra forte, penso possano arrivare fino in fondo lottando per il titolo". Le parole del presidente dell'Inter non sono passate inosservate.Oggi, nella conferenza stampa alla vigilia degli ottavi di Coppa Italia contro la Lazio, ci ha pensato il tecnico azzurro Antonio Conte a rispondere al suo ex dirigente: "Il direttore può dire quello che vuole.

Lo conosco e non penso che sarebbe contento se l’Inter non dovesse vincere lo scudetto.L’Inter ha due squadre e tre quarti, stiamo parlando del nulla cosmico".  "Si stanno concentrando tanto su di noi e magari non vedono altro.

Queste parole se le porta via il vento.Penso che ognuno di noi sa bene quali obiettivi siano stati raggiunti oppure no, al di là delle dichiarazioni", ha continuato Conte, "noi dobbiamo rispondere alle ambizioni e agli obiettivi del nostro club.

Ognuno di noi conosce quale sia il traguardo da raggiungere.Quello del Napoli è stato fissato dal presidente.

Ripeto, non penso che Marotta sarebbe contento se non dovesse vincere il campionato, magari qualcuno dall’interno lo spinge a fare certe dichiarazioni". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner e doping, Kyrgios attacca ancora: “Basta imbrogli”

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(Adnkronos) – La battaglia di Nick Kyrgios contro Jannik Sinner non si ferma.Il tennista australiano ha ormai intrapreso una crociata personale contro quei giocatori accusati di doping, riservando attenzioni particolari all'azzurro numero 1 del mondo. Anche oggi, Kyrgios si è messo in evidenza sui social con una serie di post e di risposte in conversazioni che coinvolgono utenti sempre critici verso l'azzurro.

Kyrgios, che dovrebbe tornare in campo nel 2025 dopo un periodo di inattività, ha commentato su X il post di un tifoso che ironicamente si augurava che Clostebol e trimetazidina, ovvero le sostanze a cui sono risultati positivi Sinner e Iga Swiatek, diventassero legali per tutti gli atleti, così da garantire lealtà ed equità nella competizione.  Un tweet chiaramente polemico, a cui Kyrgios ha risposto così: "No grazie.Sarebbe meglio non ci fossero persone che imbrogliano e si possano così guardare allo specchio sapendo di aver ottenuto risultati senza imbrogli".

Il tutto accompagnato da un'eloquente emoticon che piange.  A poche ore di distanza, Kyrgios ha condiviso un altro tweet, questa volta di un utente che si domandava perché Andy Roddick fosse "a favore del doping".Il riferimento è ad alcune dichiarazioni dell'ex tennista, che aveva indicato l'Italia di Jannik Sinner come "un esempio da seguire".

L'utente suggeriva che lo stesso Roddick utilizzasse "creme magiche", una supposizione condivisa dall'australiano, che ha postato il messaggio sul proprio profilo aggiungendoci "probabilmente", accompagnandolo a una risata. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Turetta, Gino Cecchettin dopo la sentenza: “Non cambia nulla, ho perso tutto” – Video

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(Adnkronos) – "Come essere umano mi sento sconfitto, come papà non è cambiato nulla".Gino Cecchettin, papà di Giulia, si esprime così dopo la sentenza con cui Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo per omicidio aggravato dalla sola premeditazione. "Penso che la violenza di genere non si combatta con le pene, ma con la prevenzione.

Come essere umano mi sento sconfitto, come papà non è cambiato nulla", dice Cecchettin. Si aspettava scuse in aula da Turetta? "No, assolutamente.Non mi aspetto scuse, il mio percorso è un altro.

Io ho perso tutto, andrò avanti con il mio percorso.Oggi era una tappa dovuta per rispettare le leggi che ci siamo dati".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, inaugurata la nuova sede dell’Accademia Costume e Moda all’Esquilino

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(Adnkronos) – Si tiene oggi la conferenza stampa d’inaugurazione della nuova sede di Accademia Costume & Moda (Acm), situata negli storici locali degli Ex Magazzini allo Statuto (Mas), affacciati su piazza Vittorio, in Via Pellegrino 10/12.La struttura, di proprietà del Fondo Infrastrutture per la Crescita – Esg di Azimut Libera Impresa Sgr, è stata oggetto di una profonda riqualificazione con impatti positivi sulla rigenerazione urbana dello storico quartiere di Roma.

Con un’importante operazione di restauro conservativo iniziata a fine 2022, Acm e il Fondo Infrastrutture per la Crescita – Esg (Fondo Ipc) di Azimut Libera Impresa Sgr, hanno restituito al rione Esquilino uno spazio simbolo della rigenerazione urbana e culturale che, con la riapertura dell’edificio umbertino di fine Ottocento, dimostra come il patrimonio storico possa essere riqualificato per soddisfare le esigenze contemporanee di valorizzazione e digitalizzazione.  Nel corso della conferenza stampa, che si svolge negli spazi del nuovo Campus, intervengono: il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri; la Presidente del Municipio Roma I Centro Lorenza Bonaccorsi; l’Assessore alla Cultura, Scuola, Sport e Politiche Giovanili del Municipio Roma I Centro Giulia Silvia Ghia e l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.Insieme a loro, il Presidente e ceo di Accademia Costume & Moda A.

Lupo Lanzara e Furio Francini; e l’Amministratore delegato Real Estate e Infrastrutture di Azimut Libera Impresa Sgr Andrea Cornetti.L’apertura della nuova sede è stata possibile grazie al Fondo Ipc, dedicato ad investimenti nelle infrastrutture sociali e sottoscritto da 26 primari investitori istituzionali principalmente di natura previdenziale, che ha acquisito la struttura e realizzato in circa 24 mesi di lavori, il complesso progetto di restauro conservativo, curato dallo Studio Kami Architecture & Engineering e con il supporto dello Studio di Architettura DDArch, consentendo ad Acm l’avvio delle attività nel nuovo Campus a partire dall’anno accademico 2024/2025.

Il progetto di rifunzionalizzazione dell'edificio ex Mas si distingue come un esempio di profondo rispetto e valorizzazione del genius loci.Gli elementi storici sono stati recuperati e valorizzati, con un’attenzione particolare alla loro consistenza materica ed estetica, resa evidente attraverso un’esposizione a vista delle strutture esistenti.

La fase iniziale del progetto, caratterizzata da un intervento di strip out, ha permesso di riportare alla luce l’ossatura originaria dell’edificio, eliminando le superfetazioni accumulate nel tempo e restituendo al fabbricato la sua essenza autentica.  Il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, dichiara: "Siamo davvero felici di poter inaugurare la nuova sede dell’Accademia Costume e Moda che prende il posto di uno storico magazzino chiuso da anni che aveva fatto la storia di Roma e che era purtroppo diventato luogo di degrado.Un'apertura importante, nel cuore di Piazza Vittorio: la realizzazione di un progetto ambizioso di rigenerazione urbana per il quale voglio ringraziare l’Accademia Costume & Moda e il Fondo Ipc del Gruppo Azimut.

Si apre un innovativo spazio di 6mila metri quadrati, distribuiti su sei piani nel rispetto dell’integrità architettonica dell’edificio, e che risponde a tutte le esigenze che un’Accademia di moda dinamica e innovativa deve avere, con laboratori, spazi aperti e aule digitalizzate.Sarà un luogo che lascerà un segno tangibile su un territorio, l’Esquilino, che vuole fortemente imboccare un percorso di rigenerazione e riqualificazione urbana.

Il Campidoglio è pienamente schierato a sostegno di questo obiettivo e oggi dimostriamo che è possibile tenere insieme due aspetti cruciali per Roma: la rigenerazione urbana della città e la tutela dei tanti luoghi meravigliosi del suo patrimonio architettonico, rispondendo alle esigenze di un mercato che cambia e che guarda a nuove sfide".Dichiara il Presidente dell’Accademia, A.

Lupo Lanzara: "Siamo custodi di un luogo unico parte integrante del tessuto culturale, creativo, popolare di Roma e grazie anche al contributo di tutti gli attori coinvolti abbiamo cercato di dar vita non solo a uno spazio di studio, ma a una community inclusiva e vibrante aperta alle molteplici espressioni creative, dove la vivacità e l’internazionalità dei percorsi formativi degli studenti si intrecciano con la colorata vita culturale e sociale del quartiere.La nostra è una storia di famiglia: due donne, madre e figlia, due figli e nipoti, fratelli, a servizio della comunità".

Continua il ceo, Furio Francini: "La scelta dell’Esquilino, con il suo straordinario mix di storia, artigianato e diversità culturale, si inserisce perfettamente nella missione di 'giving back' di Acm.Il nuovo Campus non è soltanto un centro di formazione internazionale aperto al mondo, ma anche un laboratorio di innovazione e un motore di crescita per il territorio.

Attraverso questa affinità elettiva, Acm intende non solo formare i professionisti del futuro, ma anche restituire valore alla città di Roma, promuovendo il dialogo e l’inclusività". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da cirrosi a encefalopatia di Wernicke, i gravi rischi dell’abuso di alcol

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(Adnkronos) – Sono 2,6 milioni i morti per alcol nel mondo in un solo anno a seguito di gravi patologie che colpiscono principalmente il fegato.Un dato che spesso resta sottotraccia, come qualcosa che si ritiene lontano, prerogativa di contesti estremamente difficili.

In realtà i numeri pesano più di quanto si pensi a livello globale.Ma secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) l'alcol uccide più delle sostanze psicoattive.

Solo nel 2019 infatti i decessi per droghe sono stati quasi 600mila.  Funziona così: "Più alcol si beve e più è dannoso", spiega all'Adnkronos Salute Giorgio Sesti, professore di medicina interna alla Sapienza Università di Roma e past president della Società italiana di medicina interna (Simi), illustrando cosa succede al nostro organismo quando eccediamo con l'alcol, quali possono essere i danni.Le conseguenze vanno dal coma etilico a condizioni molto gravi e meno note, come l'encefalopatia di Wernicke o la sindrome di Korsakoff.  Un tema, quello dei rischi che si corrono con l'abuso di alcol, ancora più attuale alla luce di quanto emerso dal documento conclusivo dell'indagine conoscitiva della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, che ha fotografato la diffusione fra i ragazzi anche di
pratiche pericolose come il 'binge drinking' e l'impatto significativo di intossicazioni alcoliche. "L'etilismo è dose-dipendente e dà dei danni gravi e permanenti" determinati per effetto dell'accumulo, sottolinea Sesti. "I due organi bersaglio principali sono il fegato, che può andare in una forma grave di insufficienza epatica irreversibile, tanto è vero che poi in molti casi di cirrosi l'unica possibilità terapeutica è il trapianto, e il sistema nervoso.

Va infatti evidenziato che l'alcol a livello cerebrale è particolarmente dannoso e si può arrivare fino ad avere una gravissima encefalopatia alcolica irreversibile con danni permanenti".  In mezzo, però, fa notare l'esperto, "c'è tutta una fase di allarme in cui si può intervenire.Esistono dei centri adeguati, che aiutano anche farmacologicamente, ma molto si lavora ovviamente dal punto di vista psicologico.

Perché il più delle volte l'alcolismo può essere espressione di un disagio sociale, o di un disagio familiare.E ci sono una serie di azioni preventive che si possono mettere in atto per curarlo".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Museo di Capodimonte, squadra più forte e nuova brand identity

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(Adnkronos) – “Capodimonte ha una ‘squadra’ finalmente più grande e più forte. Era dal secolo scorso che non si registrava un ingresso di personale qualificato così importante”. Lo ha annunciato il direttore del Museo e Real Bosco di Napoli, Eike Schmidt, presentando tutti gli ‘arrivi’ del 2024 (immissioni completate il 1 dicembre) e la nuova identità di marchio (brand identity) dell’istituzione.  

“Un dato per tutti: siamo passati negli ultimi mesi da uno a sei funzionari storici dell’arte. In un museo come Capodimonte da un ventennio mancava un curatore dell’arte del Seicento, così come uno specialista che si occupasse del Gabinetto disegni e stampe, che custodisce i capolavori di Raffaello e Michelangelo, di fatto quasi sempre inaccessibile. Con l’arrivo di studiosi giovani e motivati il museo torna ad essere un centro di ricerca sulla storia e l’identità del Mezzogiorno e dell’Europa come confermano le nuove scoperte su Caravaggio a Napoli – ha sottolineato Schmidt – Anche la macchina amministrativa è quasi al completo. Tutti insieme siamo pronti ad un 2025 di grandi cambiamenti e riaperture che vogliamo condividere con la città. Con il procedere puntuale dei lavori di efficientamento della Reggia e gli interventi nel Real Bosco dove cresceranno le aree aperte al pubblico ed attrezzate, la nuova Capodimonte è più vicina. Il primo segno è una brand identity inedita e un logo, nato da un giglio angioino, poi farnese e infine borbonico, quindi profondamente napoletano”. 

Sul versante dei lavori nuova luce su Masaccio, Bellini, Botticelli, Parmigianino, Raffaello: è stato riaperto con il nuovo impianto di illuminazione (già adottato nella sala 62) il corridoio centrale del primo piano, i visitatori ritroveranno un percorso denso di capolavori, dalla sala 5, dove è esposta la Crocifissione di Masaccio, alla 20 che ospita le opere di Carracci. L’innovativa illuminotecnica a risparmio energetico, studiata per il museo, è già in funzione nell’ Appartamento Reale e nel Salone delle Feste (nuovamente visitabile dal 5 dicembre) che ospiterà il 9 dicembre, alle ore 20.00, lo spettacolo ‘Napul’èra’ per ‘Capodimonte in scena’ con Enzo Decaro e i Maestri Pietro Cantisani e Marco Ielpo. Con la piena operatività dei nuovi funzionari tecnico-specialistici per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, tutti storici dell’arte (età media under 40) e grazie ad alcuni rientri, Capodimonte colma lacune importanti avvicinandosi, almeno in settori chiave, all’organico ideale. Grazie ad una squadra rafforzata sono già avviati numerosi progetti che si svilupperanno nel 2025. 

“L’Adorazione dei Pastori” di Caravaggio custodita a Messina fu realizzata a Napoli e poi spedita in Sicilia nell’autunno del 1609: Vincenzo Sorrentino, nuovo curatore delle collezioni di pittura e scultura del XVII secolo, ha rinvenuto nell’Archivio Storico del Banco di Napoli tre pagamenti finora sconosciuti che fanno luce sulle commissioni ricevute dal Merisi all’inizio del suo secondo soggiorno napoletano (1609-10). Questi documenti, importantissimi, hanno permesso ulteriori precisazioni sulle opere e sui committenti degli ultimi mesi di vita del pittore, confermando il suo grande successo nell’ambiente partenopeo. I risultati delle ricerche di Sorrentino, pubblicati nel lungo articolo “Caravaggio 1609. Tre pagamenti inediti e una nuova committente” sulla prestigiosa rivista specializzata “Paragone” (in distribuzione a fine mese), saranno anche alla base di una mostra di futura realizzazione a Capodimonte. 

Nel corso del prossimo anno, per la prima volta nella storia del museo saranno 14 le sale dedicate alle porcellane, con un nuovo allestimento a cura di Federico Forquet con il progetto scientifico di Angela Caròla-Perrotti. Allo stesso tempo, all’armeria sarà dedicato uno spazio nuovo, mentre si procede alla digitalizzazione e catalogazione degli arazzi della manifattura borbonica. In questa fase l’allestimento del museo è oggetto infatti di una profonda revisione: il dialogo tra i diversi settori sarà rinnovato con nuovi criteri espositivi e percorsi. Le arti decorative costituiscono uno dei nuclei fondanti del museo di Capodimonte, sia perché lo stesso nome e il sito rimandano alla Manifattura reale di porcellana creata da Carlo di Borbone nel 1743, sia perché già dalla fine dell’Ottocento il museo iniziò ad accogliere le raccolte di arti applicate da vari Siti Reali. Ma il palazzo ha anche una sua storia in quanto residenza della dinastia borbonica, tuttora percepibile nell’Appartamento Reale, dove gli arredi sette-ottocenteschi si accompagnano a dipinti, sculture, orologi, porcellane e arazzi. In questo settore da sottolineare il rientro a Capodimonte di Mario Epifani, Curatore arti decorative, oggetti preziosi e armeria e coordinatore progetti speciali. Le rilevanti esperienze di Epifani, già direttore dell’Armeria Reale a Torino e poi del Palazzo Reale di Napoli, si collegano infatti direttamente con le collezioni di Capodimonte.  

In particolare, in vista del grande allestimento del Cabinet delle Porcellane, Alessandra Zaccagnini sta studiando le terraglie napoletane prodotte nella prima metà dell’Ottocento per la Corte dei Borbone dalle fabbriche partenopee Giustiniani e Del Vecchio. Le porcellane e le terraglie delle collezioni museali sono circa 6.000. 

Da diversi anni mancava la figura del curatore del Gabinetto disegni e stampe, un dipartimento che oltre ai meravigliosi quattro cartoni preparatori di Raffaello e Michelangelo, possiede quasi 30.000 pezzi tra disegni e stampe. Nel 2025 questo fondamentale patrimonio del museo sarà reso fruibile sia agli studiosi, attraverso l’allestimento di una moderna sala con postazioni dedicate, sia ai visitatori, attraverso esposizioni temporanee curate dal funzionario storico dell’arte Vincenzo Stanziola che si sta occupando della riorganizzazione. Parallelamente è già ripreso al museo il lavoro dedicato alle collezioni del Settecento, in particolare della Scuola Napoletana, che merita di essere contestualizzata e valorizzata quale “Scuola internazionale” e non solo nell’ottica delle sue relazioni col “secolo d’oro” della pittura napoletana (ovvero il Seicento). 

In occasione della Giornata internazionale dedicata alla disabilità Capodimonte presenta anche il ‘gruppo inclusione’ con i progetti (già avviati) destinati a visitatori con problemi uditivi (E.LIS.A) e i nuovi Percorsi tattili destinati a non vedenti e, da quest’anno, anche a coloro che vogliono fare una nuova e diversa esperienza di ‘conoscenza’ delle opere d’arte. Il primo appuntamento del calendario ‘Capodimonte tra le mani’ è fissato il 6 dicembre alle 16.30 con la partecipazione del direttore Schmidt. È Maria Laura Chiacchio è la nuova responsabile dell’Ufficio Mostre, al lavoro per progetti futuri (pensati per gli spazi della ‘nuova Capodimonte’ disponibili al termine dei lavori alla Reggia) e per il riallestimento delle collezioni sulla base di nuovi criteri. 

Partita la cantierizzazione per il restauro di venti grandi dipinti su tavola della Collezione borbonica. Si tratta di capolavori che raccontano oltre due secoli della storia di Napoli, delle sue dinastie e delle sue Chiese, attraverso i più celebri maestri del tempo. I lavori sulle tavole visibili anche ai visitatori, inizieranno a gennaio 2025 e si protrarranno per i prossimi due anni all’interno del percorso espositivo del terzo piano. Si tratta di una grande occasione non solo per migliorare la stabilità e la leggibilità di un cospicuo nucleo di opere, ma anche per approfondire le conoscenze sulle tecniche esecutive e sugli interventi precedenti. I restauri, con la supervisione dell’Ufficio del restauro e manutenzione del patrimonio storico artistico (direzione operativa di Loris Panzavecchia), sono in programma sulle tavole trecentesche di Giovanni da Taranto, Niccolò di Tommaso e quelle del XV secolo di Cristoforo Scacco e Matteo di Giovanni. Tra le molte opere del Cinquecento da restaurare anche dipinti di Andrea da Salerno, Pedro Machuca, Marco Cardisco, Paolo degli Agostini, Stefano Giordano, Leonardo da Pistoia, il Sodoma, Aert Mijetens, Giovanni Balducci, alle quali si aggiunge un dipinto del Pordenone dalla Collezione Farnese. 

Sono stati riattivati dopo il pensionamento i funzionari Antonio Tosini per l’armeria, Maria Tamajo Contarini per l’800, Paola Giusti per la collezione De Ciccio, mentre è stata istituita la collaborazione interistituzionale con Patrizia Piscitello (nell’organico della DG Musei Campani). A questi si aggiunge in organico Giuseppe Dragotti (rientro), funzionario bibliotecario. Nel settore amministrativo, dopo alcuni anni è ricoperta da Fabio Palmentieri la centrale figura del segretario amministrativo. Nuovi arrivi sono anche la funzionaria Federica Solimando e le assistenti amministrative e gestionali Flavia Avallone, Francesco Costa e Giuliana Castellano. A gennaio 2025 attese altre quattro unità.  

Attraverso il supporto di Ales, dal 2024 sono ‘in squadra’ la storica dell’arte Alessandra Zaccagnini, impegnata nel settore delle porcellane, Valentina Lanzilli e Armando Lamberti all’Ufficio Mostre e Prestiti, Vittoria Panichi nella segreteria della Direzione, il geometra Salvatore di Febbraro nella divisione tecnica – Architettura, e otto unità in servizio da giugno in biglietteria. Nel settore della Vigilanza (ex AFAV) sempre più qualificato (ma che resta in sotto organico così come l’informatico), con il ruolo di ‘Assistente per la promozione e gestione dei servizi culturali ed educazione al patrimonio’ sono stati assunti Andrea Brogi, Filippo Martini, Claudio Ruggiero, Giulia Angelino. Complessivamente il personale in organico è ora di 137 unità (rispetto alla Pianta organica prevista di 218, con un’ottantina di carenze soprattutto nell’ambito della vigilanza) 

Il nuovo marchio, realizzato da Magister Art, reinterpreta l’immagine del giglio iscrivendolo nella lettera C. Tra i simboli che maggiormente identificano il Museo e Real Bosco di Capodimonte c’è infatti il giglio: dagli Angiò ai Farnese ai Borbone, racchiude in sé la nascita e la storia di Capodimonte e identifica le sue più importanti collezioni d’arte. La percezione positivo/negativo che si crea, rende il segno insieme classico e contemporaneo, unico e sintetico. La forma a foglia allude alla fusione di Natura e Cultura, di Bosco e Museo, che è uno dei caratteri distintivi di Capodimonte e segna la sua unicità. Il logo vuole inoltre comunicare il tema della transizione ecologica che porterà la Reggia, grazie ai lavori di efficientamento in corso, ad essere un museo energeticamente efficiente e sostenibile. La lettera C, con le sue ‘grazie’ tonde, si ispira al carattere Bodoni, disegnato dal tipografo parmense nella metà del ‘700, proprio gli anni della nascita di Capodimonte.  

Covid, scintille Borghi-Cartabellotta: da influenza su Fontana a stop stagione sciistica

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(Adnkronos) –
Scintille oggi in Commissione Covid tra Claudio Borghi e Nino Cartabellotta.Rivolgendosi al presidente della Fondazione Gimbe, il senatore della Lega, componente della Commissione d'inchiesta, ha parlato di presunte "influenze" che Cartabellotta "nel primo periodo del Covid millantava sul presidente della Lombardia Fontana nella decisione di disporre la zona arancione". "Non ho mai avuto nessun contatto personale con il presidente Fontana, ero in contatto con dei suoi collaboratori ai quali trasmettevo – anzi me lo chiedevano loro – gli sviluppi delle previsioni delle nostre valutazioni.

Le persone si convincono con i fatti e non con le parole", ha risposto Cartabellotta.  Lo scontro tra il senatore e il presidente Gimbe si è poi spostato sulla chiusura degli impianti sciistici che secondo Borghi Cartabellotta aveva 'spinto' anche con dei post sui social. "Quali erano le evidenze scientifiche che aveva la Fondazione Gimbe per dire di dover cancellare la stagione?", ha chiesto Borghi. "Una motivazione semplice – ha ribattuto Cartabellotta – c'erano tanti decessi e poche vaccinazioni, la chiusura degli impianti sciistici sarebbe stata la decisione più saggia perché avrebbe avuto il danno economico minore rispetto ad altre".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Usa-Cina, è guerra dei chip: il contrattacco di Pechino

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(Adnkronos) – E' 'guerra dei chip' tra Cina e Stati Uniti.Il ministero del Commercio del gigante asiatico ha annunciato oggi, 3 dicembre, misure per rafforzare i suoi controlli dell'export di "beni dual-use" destinati ad arrivare negli Stati Uniti.

Restrizioni che colpiscono le esportazioni di componenti cruciali per la fabbricazione di chip. In base alle nuove misure, riporta il Global Times citando un portavoce del ministero, "la Cina vieterà l'export di beni dual-use" destinati a "scopi militari" e "attuerà controlli severi sull'esportazione di gallio, germanio, antimonio".Le misure riguardano materie prime fondamentali come anche la grafite.

L'obiettivo dichiarato è "tutelare la sicurezza e gli interessi nazionali", ma si tratta di una risposta alle decisioni annunciate ieri da Washington che prendono di mira il settore dei semiconduttori. Il gigante asiatico accusa gli Stati Uniti di aver "generalizzato il concetto di sicurezza nazionale" e di aver "politicizzato e utilizzato come arma questioni economiche e relative alla tecnologia".Washington, dicono da Pechino, "abusa delle misure sul controllo delle esportazioni". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea del Sud nel caos, in vigore legge marziale: esercito blocca il Parlamento, scontri

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(Adnkronos) – Caos in Corea del Sud dove è stata imposta la legge marziale e si registrano scontri davanti al Parlamento che è stato bloccato dall'esercito. Con un discorso televisivo a sorpresa, il presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol, ha dichiarato la legge marziale di emergenza, definendola un passo necessario per proteggere il Paese dalle "forze comuniste", nel mezzo di un braccio di ferro con l'opposizione del Partito democratico, che ha ottenuto la maggioranza in Parlamento nelle elezioni dello scorso aprile, per la legge finanziaria.  "Per salvaguardare una Corea del Sud liberale dalle minacce delle forze comuniste della Corea del Nord ed eliminare elementi anti-stato io qui dichiaro la legge marziale di emergenza – ha detto – Senza nessun riguardo per la vita delle persone, il partito di opposizione ha paralizzato il governo solo per impeachment, indagini speciali e proteggere il proprio leader dalla giustizia".Immediatamente dopo il suo discorso, forze di sicurezza hanno bloccato l'accesso al Parlamento, con i militari che hanno annunciato la sospensione di tutte le attività parlamentari.  "La nostra Assemblea Nazionale è diventata un rifugio per criminali, una tana per una dittatura legislativa che cerca di paralizzare il sistema giudiziario e amministrativo e rovesciare il nostro sistema democratico liberale", ha detto ancora il presidente giustificando così il ricorso alla misura che prevede che il governo venga temporaneamente affidato alle autorità militari sottraendolo a quelle civili.  "Farò tornare il Paese alla normalità liberandomi delle forze anti-stato al più presto possibile", ha aggiunto il presidente che ha accusato l'opposizione di aver tagliato "tutti gli elementi essenziali per il funzionamento chiave del Paese, come la lotta ai crimini di droga e il mantenimento della pubblica sicurezza, trasformando il Paese in un rifugio per la droga".

Yoon ha definito il partito dell'opposizione, che ha una maggioranza di 300 parlamentari, una "forza anti-stato che intende rovesciare il regime" e definito la sua decisione "inevitabile".  Scontri si registrano di fronte al Parlamento di Seul tra forze dell'ordine e i dimostranti che chiedono la fine della legge marziale.I video che vengono trasmessi dalla televisione di stato, riporta il sito del New York Times, mostrano poliziotti e militari che respingono i cittadini che cercano di entrare nell'edificio.  Lee Jae-myung, il leader del partito di opposizione sudcoreano, ha chiesto ai suoi deputati di riunirsi fuori dal Parlamento.

Il leader del Partito democratico, che ha la maggioranza in Parlamento, ha chiesto anche ai sostenitori e alla popolazione di recarsi di fronte al Parlamento.Secondo la legge sudcoreana, il governo deve revocare la legge marziale se la maggioranza del Parlamento vota in questo senso.

La stessa legge impedisce l'arresto di deputati da parte del comando militare sotto legge marziale.  Il generale Park An-soo, che è stato nominato comandante per la legge marziale, ha vietato "tutte le attività politiche" comprese quelle dei partiti e le manifestazioni di cittadini.Inoltre, riporta il sito del New York Times, ha reso noto che "tutti i media e le pubblicazioni di informazione sono sotto il controllo delle comandante per la legge marziale".

Il decreto che stabilisce la legge marziale, entrato in vigore alle 23 ora locale, vieta anche azioni sindacali e la diffusione di "fake news", affermando che chi violerà queste misure potrà essere arrestato senza un mandato giudiziario.  L'Amministrazione Biden è in contatto con il governo sudcoreano e "sta monitorando attentamente la situazione".Lo ha riferito sul social X il giornalista di Axios, Barak Ravid, citando il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Sean Savett. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trento, inchiesta Dda: domiciliari per sindaca Riva del Garda e mandato d’arresto per Benko

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(Adnkronos) – La Dda della procura di Trento ha emesso un mandato di arresto nei confronti del magnate austriaco René Benko, fondatore del gruppo Signa, nell'ambito dell'inchiesta su un gruppo affaristico in grado di influenzare e controllare le principali iniziative della pubblica amministrazione, soprattutto nel settore della speculazione edilizia in Trentino Alto Adige.Mentre gli arresti domiciliari sono scattati per la sindaca di Riva del Garda, Cristina Santi e altre 8 persone tra cui quattro professionisti, tre imprenditori e un dirigente comunale. Sono 77 in tutto le persone, tra cui 11 amministratori pubblici, 20 dirigenti e funzionari di enti locali e società partecipate, membri delle forze dell’ordine, professionisti e imprenditori, quelle coinvolte nell'operazione portata avanti questa mattina dai carabinieri e dalla Guardia di Finanza in Trentino Alto Adige. Le indagini hanno ipotizzato l’esistenza di una sorta di gruppo affaristico in grado di influenzare e/o controllare le principali iniziative della pubblica amministrazione, soprattutto nel settore della speculazione edilizia in tutta la Regione.

Gli imprenditori coinvolti si sarebbero resi disponibili a finanziare le campagne elettorali di amministratori pubblici, ottenendo poi agevolazioni, procedure semplificate e concessioni per iniziative immobiliari.  Le accuse contestate includono: associazione per delinquere, turbativa d’asta, finanziamento illecito ai partiti, traffico di influenze illecite, truffa, indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, oltre a diversi reati contro la pubblica amministrazione, tra cui corruzione, induzione indebita, rivelazione di segreti d’ufficio e omissione di atti d’ufficio, nonché violazioni delle norme tributarie legate all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. Oltre 100 le perquisizioni nei confronti di altre persone sottoposte ad indagine, società ed enti pubblici territoriali nelle province di Trento, Bolzano, Brescia, Milano, Pavia, Roma e Verona nonché all’estero attraverso i canali di cooperazione giudiziaria internazionale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mazzocchi contro Dazn: “Su Bove spento il canale, non hanno saputo raccontare”

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(Adnkronos) –
Marco Mazzocchi si scaglia contro Dazn.Il giornalista Rai ha criticato l’operato della piattaforma che detiene i diritti della Serie A per quanto accaduto domenica scorsa in Fiorentina-Inter, con il malore di Bove allo stadio Franchi: “Nel 1985 Bruno Pizzul fu costretto a raccontare dal posto la tragedia dell’Heysel.

Dico questo perché Dazn, che detiene i diritti del calcio italiano, ha scelto di spegnere il canale dopo quanto successo a Edoardo Bove” ha spiegato Mazzocchi in una storia condivisa su Instagram.  “Questo non va bene – ha poi continuato – perché per fare questo lavoro bisogna stare sul posto, voler raccontare, saper raccontare.I diritti che si acquistano per un evento non valgono soltanto per ciò che viene trasmesso all’interno dei pollici di un televisore, ma valgono per tutto.

Perché purtroppo ci sono cose che accadono, al di là dell’evento agonistico.Dazn questo non lo ha fatto, non ha voluto farlo, non ha saputo farlo.

Non lo so, ma questo non va bene.Mazzocchi ha poi concluso: "Lo dico da giornalista e anche da fruitore del servizio di Dazn e mi chiedo se alla Lega tutto questo va bene.

Credo e spero di no”.  Nelle ore convulse di domenica sera, su X molti tifosi e appassionati hanno evidenziato – in tempo reale – il servizio offerto da Sky Sport con aggiornamenti costanti fino alla tarda serata, quando sono filtrate news rassicuranti sulle condizioni del giocatore.Dopo la sospensione della partita, è scattata la copertura all'ospedale Careggi – dove Bove si trova tuttora – con lo studio gestito da Fabio Caressa e i collegamenti con Vanessa Leonardi e Marco Nosotti.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lombardia, rissa sfiorata in Consiglio regionale tra Romano La Russa e Majorino – Video

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(Adnkronos) –
Tensione durante una seduta del Consiglio regionale della Lombardia, dove il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, è stato spintonato dopo aver abbassato bruscamente il microfono dell’assessore Romano La Russa.Quest’ultimo, poco prima, aveva dichiarato: "Da parte nostra bisogna chiedere scusa non all’aula, ma ai cittadini, perché stiamo sprecando questo tempo in cui dovremmo discutere di altre cose, molto più importanti di un’inutile mozione di censura.

Io ritengo di non aver insultato nessuno, io ho semplicemente espresso le mie opinioni.Vi siete arrabbiati perché un assessore ha espresso le proprie idee?

Quando ascolto delle stupidaggini reagisco e sottolineo che non sono altro che stupidaggini.Ho ricordato come la vostra matrice è quella che arriva dagli anni 70.

Almeno i tuoi antenati avevano il coraggio di affrontare i loro avversari a viso aperto". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ricerca, Parkinson: con Eeg potenziato nuova mappa del cervello e speranza di cure

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(Adnkronos) – Non tutti i pazienti affetti da malattia di Parkinson sono uguali.Alcune caratteristiche individuali, come la presenza o meno di gravi disturbi del sonno, corrispondono a differenti attività cerebrali e possono essere individuati con largo anticipo grazie a un metodo non invasivo, un elettroencefalogramma (Eeg) potenziato, che fornisce una nuova mappa del cervello.

Sono i risultati dell'ultimo di una serie di lavori realizzati sulla malattia dal Laboratorio di Neurofisiologia clinica diretto da Alessandro Stefani, professore associato di Neurologia e responsabile dell'Uos Dipartimentale della Malattia del Parkinson del Policlinico Tor Verga, Roma.Lo studio, pubblicato sulla rivista 'Movement Disorders' con il titolo 'Cortical functional connectivity changes in the body-first and brain-first subtypes of Parkinson's Disease', è stato realizzato in collaborazione con il Centro di Neuroscienze dell'Università di Padova, in particolare con Angelo Antonini e Andrea Guerra. "Le nostre registrazioni non invasive – spiega Stefani – ci dicono che il cambiamento" di alcune "connessioni cerebrali è in relazione al danno, permettendoci di distinguere un malato da uno sano sin dalle primissime fasi di malattia.

Un esame clinico così veloce sarà molto utile per fare test affidabili con terapie nuove e, si spera, protettive.Inoltre, questo lavoro sa riconoscere come malati in apparenza simili, invece, nascondano indizi di deficit cognitivo o psicologico differenti.

In pratica, possiamo ipotizzare, con segnali elettrici, il tragitto, il decorso stesso della patologia; e quasi immaginare se sarà benigna o accelerata".  Il gruppo di ricerca, guidato dal neurologo Matteo Conti – spiega una nota – ha adottato un approccio all'avanguardia basato sull'elettroencefalogramma, un metodo classico largamente utilizzato in clinica, ma potenziato dall'impiego di un elevato numero di elettrodi (Eeg ad alta densità).Questo sistema consente di analizzare la comunicazione tra diverse aree del cervello, ad esempio quelle deputate alla gestione delle emozioni e quelle responsabili della coordinazione e velocità del movimento.

Si tratta di una procedura non invasiva e di breve durata, che consente di ricostruire l'attività delle singole aree cerebrali, anche grazie all'ausilio dei dati delle risonanze magnetiche individuali.Il risultato è una sorta di mappa dettagliata delle connessioni cerebrali, ricca di informazioni preziose, potenzialmente utili per orientare terapie innovative o per formulare ipotesi sulla prognosi. Il Parkinson, malattia per la quale il 30 novembre si è celebrata la Giornata nazionale, attende ancora cure davvero risolutive, ma ogni nuova scoperta ci avvicina a una conoscenza più profonda dei meccanismi della malattia.  Dalle ricerche del team di Roma Tor Vergata si è compreso come nella patologia non ci sia quindi soltanto una perdita irreversibile in specifiche aree del cervello, ma anche un'alterazione del funzionamento dei circuiti neurali e delle loro connessioni.

Questi aspetti, influenzabili dagli stili di vita e dalle terapie farmacologiche e non solo, aprono la strada a nuove opportunità per migliorare la qualità di vita dei pazienti.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nuovo tesoro riemerso a San Casciano, 4 statue e serpenti bronzei

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(Adnkronos) – Un nuovo eccezionale tesoro – per oltre 2.300 anni protetto dall'acqua termale e dal fango argilloso – è riemerso dal santuario etrusco e romano del 'Bagno Grande' di San Casciano dei Bagni (Siena): quattro statue intere in bronzo, uno straordinario mezzo corpo nudo maschile, la statua di un sacerdote bambino, serpenti in bronzo (uno dei quali lungo quasi un metro, tra i più grandi dell'antichità), migliaia di monete di età repubblicana e imperiale, una corona d'oro, oltre a gemme e gioielli.Tra le curiosità riemerse anche migliaia di frammenti di uova, alcune ancora con il tuorlo.

Questa scoperta, avvenuta durante gli scavi che si sono svolti negli ultimi mesi, da giugno a ottobre, si aggiunge ai precedenti ritrovamenti ugualmente eccezionali del 2022 quando vennero portate alla luce 24 statue bronzee di epoca etrusca e romana, cinque delle quali alte quasi un metro, perfettamente integre.  Alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel borgo senese la sindaca di San Casciano dei Bagni, Agnese Carletti, ha presentato le recenti scoperte avvenute all'interno di quello che è ormai chiamato il 'Santuario Ritrovato'.A illustrare le ultime novità sono stati Tomaso Montanari, rettore dell'Università per Stranieri di Siena, e Jacopo Tabolli, archeologo dell'Università per Stranieri di Siena, direttore dello scavo.  L'estensione delle indagini nel santuario del 'Bagno Grande' ha portato al rinvenimento del 'temenos', il muro di recinzione dello spazio sacro, che racchiudeva più edifici tra i quali il tempio in corso di scavo, costruito attorno alla grande vasca sacra.

Un edificio più antico, o forse un grande recinto, costruito in blocchi di travertino, già in età etrusca circondava la sorgente del Bagno Grande, definendo lo spazio sacro del culto, almeno dal III secolo a.C.Lo scavo ha ora messo in luce gran parte della vasca più antica, che fu poi ricostruita tra i regni degli imperatori Tiberio e Claudio, forse a seguito di un prodigio associato alla caduta di un fulmine.  Se all'esterno del tempio sono stati portati alla luce gli strati di vita e, soprattutto, i resti di doni e cerimonie che avvennero nel corso dei secoli (con deposizioni di lucerne, unguentari di vetro, bronzetti votivi, ex voto anatomici in terracotta dipinta e perfino foglie d'oro), è all'interno della vasca sacra che la stratificazione dei doni votivi continua a restituire un contesto assolutamente unico, protetto dall'acqua bollente e dal fango argilloso.

Dopo un complesso lavoro di gestione dell'acqua proveniente dalla sorgente, alla profondità di quasi 5 metri, lo scavo ha raggiunto nuove sequenze stratigrafiche. Ancora una volta sono le offerte in metallo pregiato a costituire l'elemento caratterizzante del deposito votivo.Sono emerse quattro nuove statue e poi braccia, teste votive e gambe iscritte, assieme a strumenti del rito, come un elegante lucerna e un piccolo toro in bronzo, a richiamare quel mondo agro-pastorale così importante in questo contesto e già rappresentato dal bassorilievo all'interno della vasca sacra.

E ancora monete di età repubblicana e imperiale, ormai più di 10.000, rinvenute nel santuario del 'Bagno Grande'.Ma accanto al bronzo, il rinvenimento di una corona e di un anello d'oro si associa alla moltiplicazione di aurei romani.

Sono metalli preziosi (tra cui gemme, ambra e altri gioielli) che legano il dono per le capacità terapeutiche delle acque calde alle pratiche divinatorie che presso il santuario dovevano certamente trovare il loro fulcro. Le nuove, eccezionali iscrizioni rinvenute sono in Etrusco e in Latino.Appaiono voti che recano il nome etrusco di Chiusi, Cleusi, accanto a dediche alle Ninfe e alla Fonte calda, Flere Havens in Etrusco, giuramenti sulla Fortuna e sul Genio dell'Imperatore.

Un eccezionale corpo nudo maschile è offerto esattamente a metà, come reciso dal collo ai genitali da un taglio chirurgico: dedicato da un Gaio Roscio alla Fonte Calda, questo mezzo corpo testimonia forse la guarigione della parte immortalata nel bronzo.Un bimbo augure, un piccolo sacerdote della fine del II secolo a.C., con una lunga iscrizione in etrusco sulla gamba destra, reca nella mano sinistra una palla, con i classici pentagoni cuciti, che ancora ruota tra le dita (forse un elemento divinatorio, da far ruotare in un rito).

Il gesto dell'offerente è reso da una statua femminile, quasi identica a quella rinvenuta nel 2022, con eleganti trecce che ricadono sul petto e deposta su un lato.Le teste votive sono ritratti eleganti proto imperiali, con la prima dedica in Latino alla fonte, sul collo di una testa, i cui tratti sembrano quasi ricordare Cesare, che menziona anch'essa la fonte. Nella stratificazione del deposito – che fu rapida, come suggerisce la conservazione di migliaia di frammenti di uova in alcuni casi rinvenute intere, o praticamente integre con il tuorlo ancora visibile all'interno, la cui deposizione rimanda ai riti di rinascita e rigenerazione – si alternano strati di offerte, scaglie di travertino e piani d'argilla.

E ancora pigne, rametti tagliati e decorati con intrecci vegetali, a ricordare come le acque salutifere debbano essere in qualche modo 'nutrite' dalla forza riegenerante della natura.  Alla base di grandi tronchi lignei, infissi in verticale nel deposito, in uno dei punti focali della vasca più antica, lo scavo ha portato alla luce una serie di serpenti in bronzo, concentrati nella profondità del deposito, di forme diverse presentano misure di scale differenti: dai piccoli serpentelli ad un esemplare di oltre 90 cm (quasi la 'mensura honorata', la misura perfetta di tre piedi romani), barbuto e cornuto.Si tratta, con ogni probabilità, di un serpente 'agatodemone', il più grande ad oggi rinvenuto (se ne conoscono in bronzo al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e al British Museum a Londra), protettore della sorgente detentore di un ruolo fondamentale nelle pratiche di divinazione e predizione del futuro, come si può osservare in molti altri contesti del Mediterraneo antico.  "La varietà delle offerte votive, che ricalca quanto già emerso nel 2022 e, allo stesso tempo, lo arricchisce e lo completa, offre uno squarcio ulteriore sul significato e suo ruolo di questo luogo di culto e cura, dove il rapporto col sacro, tra umano e divino, è forse percepito come diretto, quasi affidato allo continuo scorrere delle acque calde e al 'genius loci' nella forma del serpente 'agatodemone'", ha spiegato l'archeologo Jacopo Tabolli.  Lo scavo del 'Bagno Grande' di San Casciano dei Bagni è in concessione di scavo al Comune di San Casciano dei Bagni, da parte della Direzione Generale Archeologia, belle arti e paesaggio e nasce in collaborazione con la Soprintendenza archeologica per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il coordinamento scientifico dell'Università per Stranieri di Siena.

Gli interventi di conservazione e restauro avvengono in collaborazione con l'Istituto Centrale per il Restauro. Hanno preso parte alla campagna di scavo 2024, più di 80 studenti e studentesse di archeologia provenienti da università di tutto il mondo.Il gruppo interdisciplinare e internazionale di ricerca e studio coinvolge oltre 90 specialisti di varie discipline.

Al progetto stanno inoltre lavorando numerosi professionisti esterni e interni al Ministero della Cultura che si occupano della progettazione e dell'esecuzione degli interventi architettonici e di restauro necessari alla conservazione e alla tutela delle strutture archeologiche e dei reperti.L'evento di oggi è stata anche l'occasione per presentare la progettazione del costituendo Museo Archeologico Nazionale di San Casciano dei Bagni nel Palazzo dell'Arcipretura assieme al Parco Archeologico Termale che nascerà attorno allo scavo del 'Bagno Grande'. Alla conferenza stampa sono intervenuti, tra gli altri, Luigi La Rocca, direttore del Dipartimento Tutela del Ministero della Cultura, Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC, Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, Gabriele Nannetti, soprintendente per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, e i funzionari Emanuele Mariotti (Comune di San Casciano dei Bagni) e e Ada Salvi (Soprintendenza). (di Paolo Martini) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Giubileo, dalla ripresa del Covid a Dengue, Zika e malaria: l’allarme degli esperti

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(Adnkronos) – Esperti in allarme per l'apertura del Giubileo 2025 e l'inevitabile entrata di virus veicolati dai milioni di pellegrini attesi a Roma per l'Anno Santo.A far paura è ancora il Covid 19 con varianti sconosciute, l'influenza, il Mpox ma anche virus più 'estivi' veicolati dalle punture di zanzare come Dengue, Zika, Chikungunya, febbre gialla e malaria. A 20 giorni dall'apertura del Giubileo, "dovremmo aver imparato qualcosa dalla lezione del Covid: la sorveglianza epidemiologica è importantissima per la prevenzione.

Arriveranno milioni di persone in Italia e soprattutto a Roma.Se ci ricordiamo l'epidemia di Mers è scoppiata proprio durante il pellegrinaggio a La Mecca in Arabia Saudita, ma penso anche a quello che è accaduto ad Haiti con il colera.

Movimenti di massa di persone possono essere la causa di epidemie di virus respiratorio".Così all'Adnkronos Salute l'epidemiolgo Massimo Ciccozzi, tra gli autori di un'analisi sui rischi sanitari legati al Giubileo. "Dobbiamo essere pronti e credo che in parte lo siamo, ma ancora qualcosa va fatta.

Non ci devono essere sorprese per non trovarci con tantissimi contagi di virus respiratori, dal Covid all'influenza, ma anche il virus respiratorio sinciziale.Visto che non c'è ancora il Piano pandemico 2024-2028 dovremo applicare il PanFlu, proviamo ad applicare questo".  Stesse preoccupazioni per Furio Colivicchi, vicepresidente Fism, la Federazione delle società medico-scientifiche italiane. "Con l'apertura del Giubileo arriveranno in Italia 35 milioni di pellegrini da tutto il mondo in un anno.

Sappiamo bene – dice all'Adnkronos Salute – che quando si muovono grandi masse di persone il rischio di diffusione di infezioni è sempre presente.Per questo motivo la sorveglianza sanitaria deve iniziare già ai confini italiani.

Troppe le incognite: non sappiamo, per esempio, per l'aviaria e per il vaiolo delle scimmie", oggi Mpox, "quale sia l'effettiva diffusione in questo momento.E visto che milioni di persone arriveranno nel nostro Paese da zone dove aviaria e Mpox sono già state segnalate e presenti, come Sud America e Nord America, occorre molta cautela.

L'allarme c'è, noi medici siamo preoccupati perché parliamo di un tema di sanità pubblica che va affrontato con la massima sorveglianza".Così all'Adnkronos Salute Furio Colivicchi, vicepresidente Fism, la Federazione delle società medico-scientifiche italiane, a margine dell'incontro 'Ripensare le cronicità: l'impatto dell'innovazione per un Ssn sostenibile', promosso da The European House Ambrosetti a Roma.  "Ricordo molto bene quello che è successo con il Covid nel 2020: il primo paziente con il virus era un cittadino cinese in vacanza a Roma – sottolinea Colivicchi – Quindi il rischio è concreto e richiede un'attività di sorveglianza da parte della sanità pubblica molto forte.

Sicuramente – aggiunge Colivicchi – faremo tesoro di quello che è già successo.Oltre alla sorveglianza ai confini, sarà attivato tutto il servizio sanitario che si occupa dell'attività negli aeroporti e in generale della sorveglianza dei flussi turistici dei viaggiatori.

Poi c'è un altro aspetto: le strutture sanitarie di pronto soccorso e di primo soccorso dovranno essere allertate come fu fatto a suo tempo per la pandemia da Covid.Quindi dovranno essere dotate delle capacità diagnostiche per questi casi.

Ci aspetta un momento difficile, la situazione è critica”. E per quanto riguarda il Covid "non sappiamo quali varianti entreranno in Italia attraverso milioni di pellegrini.Per evitare una ripresa del virus sicuramente occorrerà tornare ad indossare le mascherine, soprattutto nel periodo più freddo, così come lavare spesso le mani e vaccinare contro Covid, influenza e pneumococco i soggetti più fragili, tra cui anziani, malati cronici, cardiopatici e con patologie respiratorie", avverte l'esperto. "Occorre capire se bisogna riprendere una campagna vaccinale, almeno per il personale sanitario.

Ci sono degli aspetti che meritano attenzione -sottolinea Colivicchi – ma credo che su questo la Fism, grazie all'ottimo rapporto in questa fase con il ministero della Salute, si confronterà per comprendere con chi ha poi la responsabilità di prendere queste decisioni, per capire quale sia la migliore strategia da seguire".Le precauzioni che "possiamo suggerire, anche alla popolazione dei romani – raccomanda Colivicchi – sono le stesse che abbiamo messo in campo durante la pandemia: lavarsi bene e spesso le mani tutte le volte che si esce da casa e si entra in contatto con ambienti aperti e di libero passaggio.

Indossare la mascherina in ambienti affollati, pensiamo solo anche alle chiese e a tutti quegli eventi religiosi che verranno celebrati e ai quali anche i romani parteciperanno come d'abitudine nel corso del periodo giubilare". A preoccupare di più secondo Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova sono però i virus veicolati dalle zanzare. "Certamente il Giubileo pone dei rischi infettivologici importanti per diversi ordini di fattori.Non tanto per le infezioni respiratorie prettamente invernali, ma per le patologie tropicali trasmesse dalle zanzare in estate, ma non solo: Dengue, Zika, Chikungunya, febbre gialla e malaria.

Patogeni che arrivano con i pellegrini residenti in zone endemiche, soprattutto il Sud America, e che sbarcheranno dagli aerei a Roma.Va quindi messo in piedi – dice all'Adnkronos Salute – un sistema che può gestire questi casi, vanno rafforzati i controlli e il monitoraggio.

Il rischio per Roma è quello che è accaduto in estate a Fano, con un focolaio autoctono di Dengue.Il nostro Ssn e quello Lazio – si chiede Bassetti – sono in grado di far fronte a 30 mln di persone che arriveranno?

Siamo attrezzati dal punto di vista dell'assistenza sanitaria"? —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Stellantis, “eventuale audizione Elkann dopo tavolo Mimit”. Salvini: “Venga con un assegno”

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(Adnkronos) – Il caso Stellantis, dopo le dimissioni di Carlos Tavares in anticipo di più di un anno sui tempi previsti, irrompe nel dibattito politico e dalla maggioranza e dall'opposizione arriva la richiesta al presidente John Elkann di andare in Parlamento per riferire sulla crisi del gruppo e del settore automobilistico.  L'eventuale audizione dovrebbe avvenire dopo il tavolo al Mimit convocato per il prossimo 17 dicembre, fa sapere in una nota Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, nonché responsabile Fisco della Lega. "Nella tarda serata di ieri ho avuto un colloquio telefonico" con John Elkann "in merito alla situazione del Gruppo in Italia dopo le dimissioni di Carlos Tavares". "A fronte della mia rinnovata richiesta di audizione, ha ringraziato per l’attenzione che il Parlamento continua a riservare al settore automotive e a Stellantis, ma in questa fase ha tuttavia asserito di attendere la chiusura del tavolo di interlocuzione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy", ha spiegato il deputato del Carroccio, aggiungendo che quindi per Elkann "sarà possibile individuare un momento successivo di confronto istituzionale, come anche richiesto dalle mozioni presentate in Parlamento".  Sulla vicenda Stellantis, "l'intero governo ci sta lavorando e la nostra preoccupazione sono i lavoratori.Detto questo il comportamento dell'azienda, della proprietà e dei massimi vertici è stato arrogante, spocchioso.

Hanno incassato miliardi di euro di denaro pubblico nel corso degli anni per chiudere fabbriche, per mettere in cassa integrazione gli operai, per aprire fabbriche all'estero.Penso sia uno degli esempi peggiori che si possa dare a un giovane che pensa di fare l'imprenditore", ha detto il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Matteo Salvini.  Per il leader della Lega "il problema non sono le dimissioni di Tavares, la vergognosa buonuscita che mi auguro sia una fake news, il problema è la gestione dell'azienda, il denaro pubblico incassato, i dividendi distribuiti, il guadagno per pochi privati e i debiti per i lavoratori e per lo Stato che si va a sommare a una politica demenziale dell'Europa sul solo elettrico di cui la stessa Stellantis è stata complice" ha aggiunto il ministro, che ha annunciato: "Io domani sera sono a cena con il nuovo commissario europeo Apostolos Tzitzikostas, nuovo commissario greco ai trasporti, parlerò anche di questo dossier.

E' urgente che a prescindere dal caso Stellantis, l'Europa nel 2025 fermi il suicidio del Green Deal e del 'tutto elettrico', questo è fondamentale". "Bisogna convocare i sindacati, ha chiosato Salvin il cui "pensiero, da ministro dei trasporti è vicino agli operai e alle loro famiglie e faremo di tutto per salvaguardarli non buttando altro denaro pubblico in questo pozzo senza fine”. Per Salvini “Elkann sarebbe già dovuto venire in parlamento, sì, ma con un assegno, non a parole.Con un assegno che ricordi quanti miliardi di euro di denaro pubblico questa azienda ha incassato negli anni a fronte di quali risultati economici, quali chiusure, quali licenziamenti e cassa integrazione.

Sellantis penso che sia il concetto peggiore di fare impresa, che prende denaro pubblico quando serve per chiudere e licenziare in Italia e andare all'estero con buone uscite da 100 milioni.Io penso che chi ha gestito Stellantis dovrebbe restituire il denaro pubblico che ha preso, non chiedere altro denaro pubblico.

Questa è un’azienda che quando c’è da guadagnare incassa e scappa e quando c’è qualcosa da chiedere lo chiede ai suoi operai. È uno degli esempi peggiori di come non si fa imprenditoria con il denaro pubblico”.  Sulla buonuscita prevista per l’ad dimissionario Tavares, Salvini sottolinea che "leggere di cifre farneticanti: non 100 milioni, ma 1 milione di euro sarebbe già troppo.Qua c’è gente che dovrebbe restituire dei soldi, non prenderli”.   "Faremo di tutto ciò che è possibile per sostenere gli italiani che stanno lavorando in Stellantis, che però dovrà investire di più, visto che ci sono tanti mezzi anche per pagare la buonuscita di Tavares", ha dichiarato da parte sua il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine dell'Assemblea Generale Alis, all'Auditorium Conciliazione di Roma. "Io credo che non dobbiamo intervenire sulle questioni interne dell'azienda, noi dobbiamo intervenire come governo per garantire il lavoro, per dare al Paese una politica industriale, per garantire un rilancio del settore dell'auto, facendo assolutamente in modo che Stellantis continui a investire in Italia", ha detto Tajani.  Quanto al tavolo con Landini, "verrà ascoltato assieme a tutti i sindacati, ma sarà il ministro del Made in Italy Urso a valutare la situazione e prendere le decisioni.

Io asseconderò le scelte". "Maurizio Landini è il leader di un sindacato, ma non rappresenta tutti i sindacati, visto che quando ha convocato uno sciopero non hanno aderito tutti, quindi è stato uno sciopero divisivo che non ha avuto grandi successi", ha sottolineato il ministro.  Ieri il ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha avuto un colloquio telefonico con John Elkann.Fonti del Mimit riportano che il tavolo Stellantis, convocato per il prossimo 17 dicembre al Mimit, è confermato con l'intenzione di chiudere in modo positivo così come da mandato parlamentare, con un ‘Piano Italia’ che riaffermi la centralità del nostro Paese nei progetti di sviluppo di Stellantis. Al tavolo il Gruppo automobilistico sarà rappresentato da Jean Philippe Imparato, responsabile Europa, che ha avuto dal Presidente, nonché guida del comitato esecutivo, il mandato di chiudere in modo positivo le interlocuzioni.     —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)