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Manovra, arriva il nuovo bonus elettrodomestici: come funziona

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(Adnkronos) –
Nel 2025 arriva il Bonus Elettrodomestici, un aiuto economico per chi vuole sostituire un vecchio apparecchio.Nonostante siano ancora da definire nel dettaglio i criteri e le modalità di erogazione, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha anticipato le caratteristiche principali di questa misura: come funziona, a chi spetta e a quanto ammonta.  La riformulazione alla manovra economica prevede un fondo con una dotazione iniziale di 50 milioni di euro, istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per l'acquisto di grandi elettrodomestici di elevata efficienza energetica e prodotti in Europa, che vadano a sostituire apparecchi meno performanti.   "La misura – ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – mira a tutelare la produzione nazionale sostenendo le famiglie nei consumi e incentivando l’acquisto di prodotti più efficienti ed ecosostenibili.

Così coniughiamo sviluppo industriale e transizione green".Il ministro ha poi aggiunto, a margine di un evento alla Camera che "il bonus per i grandi elettrodomestici previsto nella manovra "potrebbe contribuire a chiudere meglio alcuni tavoli che abbiamo al ministero nel settore specifico".

E' una misura "utile sul fronte della domanda – rileva – perché rende più green gli elettrodomestici per le famiglie e sul fronte dell'offerta perché sostiene le imprese le imprese dell'elettrodomestico in una fase congiunturale difficile".  Il contributo, valido per l’anno 2025, sarà concesso fino al 30% del costo di acquisto, per un massimo di 100 euro per elettrodomestico, elevato a 200 euro per le famiglie con un Isee inferiore a 25.000 euro.Ogni nucleo familiare potrà richiederlo per un solo elettrodomestico.

Un decreto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, definirà entro sessanta giorni i criteri e le modalità di erogazione del contributo. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, calo personale Ssn graduale e costante, operatori sempre più anziani e ‘a tempo’

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(Adnkronos) – Sempre meno operatori nel Servizio sanitario nazionale.Personale che negli anni ha visto peggiorare le proprie condizioni di lavoro.

E che è diventato, oltre che più anziano, anche meno 'stabile' e più flessibile, con una riduzione dei contratti a tempo indeterminato e un deciso aumento di quelli 'a tempo'.Lo evidenzia il III Rapporto sulla 'Salute e il sistema sanitario' – presentato questa mattina a Roma – frutto della collaborazione tra l'Eurispes e l'ente di previdenza dei medici, l'Enpam, all'interno dell'Osservatorio salute, legalità e previdenza.  Dai dati emerge che la perdita di personale nel Ssn è graduale e costante: nel 2014 venivano assunti 80 dipendenti ogni 100 usciti, nel 2015 il rapporto è di 70 ogni 100, nel 2017 venivano sostituiti 98 dipendenti ogni 100.

Inoltre, tra il 2014 e il 2017 l'incidenza della spesa per personale dipendente del Ssn sulla spesa sanitaria totale si è ridotta dal 31,4% al 30%.E una conseguenza dello scarso turnover del personale sanitario è stato l'aumento dell'età media dei dipendenti del Ssn.

Alla diminuzione del personale stabile si contrappone l'incremento del lavoro flessibile: nel 2018, nel comparto sanità si concentrava il 45% dell'utilizzo per anno di operatori a tempo determinato di tutta la Pa (35.481 su 79.620).  Oltre alla riduzione degli occupati, si assiste ad un peggioramento delle condizioni di lavoro a parità di retribuzioni medie lorde.Cresce il precariato: tra il 2019 e il 2022 il ricorso al personale a tempo determinato è aumentato del 44,6% (Rapporto Fnomceo, 2024).

Il personale – si ricorda nel report – è stato uno degli aspetti principali delle politiche di contenimento e riduzione della spesa pubblica destinata alla sanità.Ciò ha contribuito all'esplosione di problemi legati alla disaffezione dei dipendenti e soprattutto allo svuotamento di valore e di significato del lavoro nel e per il Servizio sanitario nazionale.

Il blocco del turnover, e dunque la carenza cronica di personale all'interno delle strutture sanitarie, da decenni costringe gli operatori a sforzi prolungati, continui e ad alto coinvolgimento fisico e psicologico. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanità, per medici e infermieri italiani -22% reddito rispetto a Paesi Ocse

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(Adnkronos) – Medici e infermieri italiani tra i meno ricchi, in fatto di stipendi, rispetto ai colleghi degli altri Paesi Ocse.La conferma arriva dal III Rapporto sulla 'Salute e il sistema sanitario' – presentato questa mattina a Roma – frutto della collaborazione tra l'Eurispes e l'ente di previdenza dei medici, l'Enpam, all'interno dell'Osservatorio salute, legalità e previdenza.

Dal confronto nell'area dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico emerge, infatti, che il reddito annuale dei medici specialisti in Italia è quasi del 22% più basso della media, "con penalizzazioni molto forti rispetto a Svizzera, Olanda, Germania, Irlanda e rilevanti anche con Danimarca e Regno Unito", indica il report.  Anche per il reddito medio annuale degli infermieri ospedalieri l'Italia si colloca oltre il 22% al di sotto della media Ocse.In Italia, inoltre, "abbiamo 1,8 medici ogni mille abitanti, con un'età media di 50,5 anni, dove la classe di età compresa tra 60 e 64 anni è ancora la più numerosa.

Per il personale infermieristico, invece, l'età media è pari a 46,9 anni, con un rapporto rispetto alla popolazione residente di 4,71 per mille, che sale al 5,04 se si considerano anche gli ospedali equiparati al pubblico". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mattarella: “Tornano sirene del settarismo nazionalistico. Diritto d’asilo principio costituzionale”

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(Adnkronos) – "Siamo di fronte al paradosso di una società globale sempre più interconnessa e interdipendente che attraversa una fase in cui si affacciano nuovamente, con ricette stantie, le sirene del settarismo nazionalistico, etnico, quando non arbitrariamente religioso.Divisioni e fratture profonde si moltiplicano.

Viene spontaneo chiedersi quale posto abbia la diplomazia in questo contesto, rispetto ad atteggiamenti e a forze – anche di natura non statuale – che si propongono di intaccare la cornice di norme e principi statuiti per assicurare ai membri della comunità internazionale interazioni stabili e ordinate secondo regole riconosciute e valide per tutti".Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla Farnesina alla diciassettesima Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori.  Parlando dei migranti il capo dello Stato ha sottolineato che i "drammi migratori sono talvolta oggetto di gestioni strumentali da parte di alcuni Stati, per trasformarli in minaccia nei confronti dei vicini, in palese violazione di convenzioni internazionali liberamente sottoscritte".  "Nei principi definiti dalla Costituzione, agli articoli 10 e 11" è compreso il "diritto di asilo per lo straniero cui venga impedito nel suo Paese l'esercito delle libertà democratiche", ha ricordato il capo dello Stato. Poi il Medio Oriente. "L’arduo sentiero della pacificazione prima e della costruzione della pace dopo, è pieno di contraddizioni, ritorni, riproposizioni, pause.

Basta pensare al cessate il fuoco in Libano – ha detto Mattarella – L’intesa che abbiamo accolto pochi giorni addietro ripropone, in sostanza, quanto previsto dalla Risoluzione 1701 del 2006 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, mai pienamente attuata.Su quella base, sebbene troppo fragile per incidere sulle cause profonde del conflitto, tenaci negoziatori hanno saputo inserire una dinamica positiva, anche rilanciando il ruolo della Missione Unifil delle Nazioni unite.

La diplomazia conosce il valore prezioso dei piccoli passi.Quello compiuto in Libano ci porta a sperare di poter sperare per Gaza".  "Occorre – ha ribadito – ottenere finalmente l’immediata liberazione degli ostaggi israeliani.

Occorre porre fine alle disumane sofferenze della popolazione civile della Striscia e poter farvi giungere aiuti immediati.Ciò significa non limitarsi a soluzioni contingenti, pur se preziose in quanto permettono di salvare vite umane.

Mediare non significa rinunciare a obiettivi ambiziosi".  "Guardando alla Palestina va ribadito fermamente che, per la Repubblica italiana, l’autentica prospettiva di futuro risiede nella soluzione a due Stati – ha sottolineato Mattarella – È un obiettivo privo di alternative, come hanno ricordato i ministri della regione intervenuti alla Conferenza dei dialoghi mediterranei, prezioso foro sviluppato dalla Farnesina, non solo di dialogo ma anche di tessitura di relazioni e rapporti che possono contribuire a maggiore comprensione, a scenari di stabilizzazione in una regione così complessa".  "Perseguire l’obiettivo, ravvicinato, della statualità palestinese – ha rimarcato il capo dello Stato – significa offrire al popolo della Cisgiordania e di Gaza un traguardo di giustizia e una convincente prospettiva di speranza per il proprio futuro, irrinunziabile condizione anche per una finalmente solida garanzia di sicurezza per Israele.Con analoga tenacia occorrerà accompagnare la definizione dello Stato che sorgerà dalla nuova situazione siriana, sia dal punto di vista politico sia per quel che riguarda le conseguenze umanitarie".  Quanto alla guerra in Ucraina, "sta per entrare nel suo terzo anno – ha ricordato il presidente della Repubblica – In oltre 1000 giorni di conflitto la Federazione Russa ha fatto continuo ricorso a strumenti di morte contro la popolazione ucraina e le infrastrutture civili del Paese.

L’ingresso in campo di altri attori che forniscono truppe all’aggressione, allarga il conflitto, suscita allarme anche in aree più remote rispetto al teatro di guerra, alimentando i timori di una deriva fuori controllo".  "L’Italia, continuerà a lavorare – ha ribadito il capo dello Stato – affinché siano rispettati parametri essenziali, quali il rispetto del diritto internazionale; l’integrità territoriale ucraina; il principio della sicurezza nucleare; il rilascio dei prigionieri di guerra; la restituzione alle famiglie dei bambini ucraini rapiti e condotti in Russia; l’accesso sicuro ai porti del Mar Nero e del Mar d’Azov, anche a beneficio della sicurezza alimentare al livello globale".  "La pace richiede il contributo di tutti, in particolare delle potenze globali, perché globali sono le loro responsabilità e globali sono le conseguenze dell’aggressione alla legalità internazionale compiuto dalla Federazione Russa.Nel frattempo – ha aggiunto Mattarella – l’Ucraina potrà contare sul nostro convinto sostegno militare, economico, diplomatico e umanitario, oltre che sulle garanzie che sono state inserite nell’accordo bilaterale con Kiev.

La prospettiva europea è quella che gli Ucraini hanno scelto e su di essa sanno di poter contare sul sostegno dell’Italia".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Kyrgios, Binaghi: “Sue accuse onore per Sinner. Sfida tra loro? Mi farei due risate”

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(Adnkronos) – La nuova stagione tennistica è alle porte.Il 2025 si aprirà in Australia con il primo Slam dell'anno, l'Australian Open, in cui potrebbero incontrarsi Jannik Sinner e Nick Kyrgios.

L'australiano da tempo ormai ha intrapreso la sua personale crociata contro l'azzurro per il caso doping che lo ha riguardato, e che a febbraio vedrà la sua conclusione con la sentenza definitiva del Tas dopo il ricorso presentato dalla Wada. Ieri Kyrgios aveva usato parole molto forti per commentare un suo possibile scontro con Sinner, oggi è arrivata la risposta di Angelo Binaghi, presidente della FITP, che ha difeso il numero uno del mondo: "Ho detto a Jannik che serve anche avere degli imbecilli che ti attacchino nella vita così come succede a lui.Sono ulteriori onori, mi preoccuperei se uno come Kyrgios dicesse che stiamo facendo bene.

Se si incontrassero in Australia io ci sono e due risate me le farei”, ha detto a margine della cerimonia dei Collari d’Oro a Roma. Il presidente della Federazione italiana tennis ha anche commentato il caso doping che riguarda Sinner: "Non servono più commenti, anche gli accusatori della Wada sostengono la ricostruzione fatta da Sinner, rimane uno degli atleti più puliti ed esemplari dello sport mondiale, poi è successo questo incidente ma sta diventando un caso di scuola.Cambieranno le regole e non è giusto lasciare un ragazzo incolpevole sulla graticola così tanto tempo". In conclusione una battuta sull'anno da favola vissuto dal tennis azzurro: "Migliorare questo 2024 è impossibile, ora l’asticella si è alzata tantissimo.

Ci sono ragazzi di 22-23 anni che il mondo ci invidia, hanno di fronte 10-15 anni di grandi successi: che capitino tutti insieme come quest’anno é difficile.Il futuro è nostro". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele, Hamas: “Accordo più vicino che mai, Netanyahu non lo ostacoli”

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(Adnkronos) – ''Siamo più vicini che mai a raggiungere un accordo per il cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri'', sempre che il primo ministro israeliano Benjamin ''Netanyahu non ostacoli l'accordo''.Lo ha dichiarato un leader di Hamas a condizione di anonimato al giornale saudita 'Asharq News'. La fonte ha spiegato che Hamas ha presentato una proposta di accordo mostrando una ''grande flessibilità'' per arrivare a una ''fine graduale della guerra e a un ritiro graduale delle forze israeliane in base a una tempistica condivisa e alle garanzie dei mediatori internazionali''. Supera i 45mila morti il bilancio delle persone morte nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023.

Secondo l'ultimo bollettino del ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì in mano a Hamas, in 24 ore si sono contati 52 morti, che portano il bilancio complessivo – riferiscono i media palestinesi – a 45.028.La Striscia di Gaza è da oltre un anno teatro delle operazioni militari israeliane contro Hamas, scattate in risposta all'attacco del 7 ottobre dello scorso anno in Israele. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Selvaggia Lucarelli verso Dopofestival con Cattelan

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(Adnkronos) –
Selvaggia Lucarelli verso il Dopofestival di Sanremo 2025 al fianco di Alessandro Cattelan.L’indiscrezione, lanciata ieri da Rossella Erra a 'Citofonare Rai2', viene giudicata attendibile da fonti vicine all’organizzazione del festival, consultate dall’Adnkronos.

Nelle scorse settimane si era vociferato di un possibile coinvolgimento della giornalista nel Festival, addirittura come co-conduttrice.L'ipotesi più accreditata, al momento, la vedrebbe invece protagonista del Dopofestival, il cui ritorno è stato fortemente voluto da Carlo Conti.  Lucarelli non ha né confermato né smentito le indiscrezioni.

Ieri, ospite di Francesca Fialdini su Rai1, interpellata direttamente sulla sua partecipazione a Sanremo 2025, ha scherzato mantenendo la suspense: “Non voglio dirlo fino alla fine se ci sarò, altrimenti non arriva nessun cantante!”.Infine, con un'ulteriore nota ironica, riferendosi anche ai suoi passati contrasti con Fedez, ha lanciato una proposta al direttore artistico Carlo Conti: “A me piacerebbe tanto avere il cartoncino e annunciare la canzone di Fedez.

Rompiamo l’Internet!Carlo, pensaci”.

In attesa di annunci ufficiali, una cosa è certa: l’eventuale partecipazione di Lucarelli al Dopofestival assicurerebbe grande vivacità al dibattito post serata con cantanti e ospiti al Dopofestival. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, picco dopo feste Natale. Meglio anticipare età per vaccino?

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(Adnkronos) – In attesa del picco dell'influenza, che arriverà dopo Natale, si fa strada l'ipotesi di anticipare l'immunizzazione già a 60 anni con vaccini potenziati che sono più protettivi.Lo propone la Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) dal suo congresso appena concluso a Firenze.

Una richiesta di cambiamento in linea con quanto già avvenuto in Austria, Germania e Gran Bretagna, alla luce dei dati riportati dall’European Centre for Disease, Prevention and Control (Ecdc), che mostrano come in Europa nella stagione 2022/2023 i casi di influenza trattati in terapia intensiva hanno interessato nel 42% individui dai 60 anni in su.   "A oggi in Italia, nelle raccomandazioni antinfluenzali per la stagione 2024/2025 del ministero, ci sono chiare indicazioni preferenziali solo a partire dai 65 anni, oltre che in soggetti fragili di età inferiore, per l’utilizzo di vaccini potenziati, che offrono il massimo livello di protezione possibile dall’influenza.Al di sotto di questa soglia l’utilizzo del vaccino potenziato nelle raccomandazioni ministeriali non ha un’indicazione specifica e univoca e ciò ne comporta un minore impiego sulla base di una scelta discrezionale", spiega Andrea Ungar, presidente della Sigg e ordinario di Geriatria all’Università di Firenze. "I più recenti studi scientifici – continua Ungar – segnalano che il peso dell’influenza grava in modo significativo anche nella fascia di età 60-64 anni, poiché già a partire dai 50 l’invecchiamento si accompagna a una ridotta funzionalità del sistema immunitario, con una risposta indebolita a molti vaccini, compreso quello antinfluenzale, e a uno stato di aumentata infiammazione, associato all’insorgenza di malattie croniche che espongono questa fascia di età a un maggior rischio di complicanze influenzali nel 62% dei casi.

In altre parole a preoccupare non sono più soltanto i pazienti più anziani, ma anche quelli immediatamente più giovani, fino ad oggi in secondo piano".  Secondo Francesco Landi, direttore del Dipartimento scienze dell’invecchiamento della Fondazione Policlinico Universitario A.Gemelli Irccs di Roma, past-president Sigg, "è chiaro che vada vaccinata in primis la popolazione over 65 e i pazienti fragili giovani, che contano tassi di incidenza maggiori di influenza stagionale, ma questa malattia è di fatto sostenuta in tutto il resto della popolazione e in particolare a partire dai sessantenni che rappresentano una percentuale significativa del numero totale dei casi di influenza."  L'influenza 2024-2025 è "una partita che si deve ancora giocare".

Se la curva sale a rilento, con una spinta decisamente inferiore rispetto all'anno scorso, è perché da un lato "sicuramente la presenza del virus A/H3N2, la cosiddetta nuova variante 'australiana', ancora non si sta vedendo più di tanto sul nostro territorio.Prevale il 'vecchio' A/H1N1", ben noto al sistema immunitario della maggioranza degli italiani (fatta eccezione per i bimbi molto piccoli) e "gira qualche virus B, meno pesante degli A".

Dall'altro lato, sul fronte meteo "ancora non si è visto un freddo intenso prolungato, la classica condizione 'trigger' dell'influenza stagionale, quella vera".Così il virologo Fabrizio Pregliasco spiega all'Adnkronos Salute il 'giallo' di un'influenza che sembra partita con il freno a mano tirato. Se dal 2 all'8 dicembre si sono contati a livello nazionale circa 510mila casi di sindromi simil-influenzali, per un totale di oltre 3,3 milioni di italiani colpiti da inizio stagione, "siamo comunque in una fase di crescita e quindi per le prossime settimane dovremmo aspettarci almeno 100mila casi in più.

Anche se – precisa l'esperto – i valori ufficiali registrati durante le feste sono sempre un po' sottostimati, perché" con la pausa natalizia "diminuiscono i medici che riportano i dati".  Quando dobbiamo attenderci quindi il picco? "Adesso siamo ancora in una fase di salita e di salita non verticale – risponde Pregliasco – quindi il picco lo vedrei spostato dopo le festività, come effetto delle feste alla riapertura delle scuole".E' "a gennaio", insomma, che dovrebbe toccare il suo punto più alto una stagione preannunciata dagli specialisti – in base all'andamento osservato nell'emisfero australe – come "aggressiva": un'influenza da 15 milioni di casi. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, anche Ranieri fatica: la sua media punti uguale a De Rossi, meglio Juric

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(Adnkronos) – Tre allenatori in quattro mesi, ma nemmeno la cura Ranieri sembra riuscire a risollevare la stagione della Roma.I giallorossi, dopo le due vittorie consecutive contro Lecce e Braga, ha perso a Como 2-0 e si ritrova a soli due punti dalla zona retrocessione.

E sebbene lo spettro della Serie B, considerata la qualità della rosa e le altre squadre inserite nella corsa alla salvezza, non sembri reale, nell'ambiente giallorosso sta aumentando il disfattismo per una stagione nata storta e continuata peggio. Prima il contestato esonero di Daniele De Rossi, allontanato dalla panchina giallorossa dopo quattro partite e un rinnovo triennale firmato appena tre mesi prima, poi la scelta, rivelatosi disastrosa, di Ivan Juric fino all'arrivo di Ranieri, tornato per la terza volta in carriera ad allenare la Roma.Cambiano gli allenatori, ma non i risultati, e a confermarlo lo dicono anche i numeri.  Se il campo offre indicazioni, i numeri non mentono mai.

E sebbene sia sbagliato giudicare un allenatore soltanto dai risultati, specialmente dopo poche giornate, il destino di ogni tecnico è legato inevitabilmente a essi.Finora, nonostante i tre allenatori cambiati, la media punti della Roma è rimasta bassa, con un andamento negativo più o meno costante, ma soprattutto da retrocessione. Il ritorno di Ranieri aveva portato serenità all'ambiente, ma i risultati finora non lo stanno premiando.

In campionato l'ex tecnico, tra le altre, del Cagliari ha ottenuto tre punti in quattro partite, mentre in Europa League ha esordito con una vittoria.La media punti, per ora, della sua Roma è identica a quella di De Rossi, ovvero di 0,75 a partita.

L'ex bandiera giallorossa aveva infatti ottenuto, nelle prime quattro giornate di Serie A, tre pareggi contro Cagliari, Juventus e Genoa, e una sconfitta casalinga contro l'Empoli. Il regno di Juric invece, durato 11 partite, aveva rialzato leggermente la media punti a 1,25 grazie alle tre vittorie e un pareggio conquistato, ma nella valutazione generale del tecnico croato ci sono anche quattro sconfitte in campionato, oltre al brutto ko in Europa League e al pari-beffa con l'Union Saint-Gilloise. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Per la Treccani è ‘rispetto’ la parola dell’anno 2024

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(Adnkronos) – L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha scelto "rispetto" come parola del 2024 "per la sua estrema attualità e rilevanza sociale".La scelta è avvenuta nell'ambito della campagna di comunicazione #leparolevalgono, volta a promuovere un uso corretto e consapevole della lingua.

Il Dizionario dell'italiano Treccani definisce il "rispetto" come un "sentimento e atteggiamento di stima, attenzione, riguardo verso una persona, un'istituzione, una cultura, che si può esprimere con azioni o parole".  "Questa parola – spiegano Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, condirettori del Vocabolario Treccani, in un comunicato – dovrebbe essere posta al centro di ogni progetto pedagogico, fin dalla prima infanzia, e poi diffondersi nelle relazioni tra le persone, in famiglia e nel lavoro, nel rapporto con le istituzioni civili e religiose, con la politica e con le opinioni altrui, nelle relazioni internazionali.Il termine rispetto, continuazione del latino 'respectus', va oggi rivalutato e usato in tutte le sue sfumature, proprio perché la mancanza di rispetto è alla base della violenza esercitata quotidianamente nei confronti delle donne, delle minoranze, delle istituzioni, della natura e del mondo animale". "È molto significativo – aggiungono Della Valle e Patota – che le espressioni della lingua italiana che contengono questa voce siano numerosissime: da avere rispetto per qualcuna, qualcuno o qualcosa a mancare di rispetto, da di tutto rispetto a col rispetto dovuto, via via fino alla formula 'con tutto il rispetto', purtroppo usata spesso impropriamente nella polemica politica come premessa di attacchi verbali aggressivi, offensivi e violenti, o all'espressione uomini di rispetto, tristemente nota per aver indicato gli affiliati alla mafia".

Una parola citata milioni di volte, ora a proposito ora a sproposito.La scelta dell'Osservatorio della Lingua Italiana Treccani, diretto da Della Valle e Patota, di indicarla come parola dell'anno intende, spiega la nota dell'Istituto, "sottolineare da una parte la necessità di un suo uso semanticamente e civilmente corretto, dall'altra la sua funzione indicatrice di un valore da condividere nella società civile: per rispetto delle persone, delle istituzioni, delle diverse culture, dell'ambiente e di tutti gli esseri viventi".  (di Paolo Martini) —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, soldati nordcoreani nel Kursk. 007 Kiev: “Uccisi a decine”

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(Adnkronos) –
Almeno 30 soldati nordcoreani, dispiegati dalla Russia nella regione occidentale di Kursk, sono stati uccisi o feriti.Lo sostiene l'intelligence militare ucraina che fornisce news e aggiornamenti sulle operazioni nella regione russa invasa dalle forze di Kiev sin dall'inizio di agosto.  Qualche giorno fa era stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a rivelare che Mosca aveva iniziato a schierare soldati nordcoreani nel Kursk, dove Kiev sta riconquistando terreno, assicurando di avere "le prime prove di una loro presenza massiccia".

Online circolano diversi video, non verificati, che secondo fonti ucraine dimostrerebbero la presenza di soldati nordcoreani nelle operazioni. "Il 14 e 15 dicembre, unità dell'esercito della Repubblica popolare democratica di Corea hanno subito perdite significative nei pressi dei villaggi di Plekhovo, Vorozhba, Martynovka nella regione di Kursk in Russia – almeno 30 soldati sono stati uccisi e feriti", ha reso noto l'intelligence militare ucraina. Le truppe fornite da Kim Jong-un a Vladimir Putin, secondo Kiev, vengono usate come carne da cannone in assalti 'vecchio stile'. "E le perdite sono già significative", ha affermato Zelensky.  Intanto oggi i ministri degli Esteri dell'Ue "approveranno il quindicesimo pacchetto di sanzioni" contro la Russia per la guerra in Ucraina, che colpisce "la flotta ombra" di petroliere con cui la Russia aggira il price cap sul greggio, nonché "i dirigenti nordcoreani e le compagnie cinesi che aiutano" lo sforzo bellico di Mosca.Lo dice l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, a margine del Consiglio Affari Esteri a Bruxelles. In Ucraina "per mandare i peacekeeper deve esserci la pace.

E la Russia non la vuole, è molto chiaro", ha detto ancora Kallas. "Se ascoltiamo l'intervista di Sergei Lavrov a Tucker Carlson – ha aggiunto riferendosi ai concetti espressi e ribaditi dal ministro degli Esteri russo in un'intervista con l'anchorman americano- è evidente che non hanno abbandonato i loro obiettivi.Non possiamo mettere in discussione" l'opzione di mandare forze di pace in Ucraina. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Bergamo è la città italiana in cui si vive meglio: sul podio per la prima volta

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(Adnkronos) –
Bergamo è la città italiana in cui si vive meglio.A dirlo è la 35esima edizione della 'Qualità della Vita' del 'Sole 24 Ore', indagine che dal 1990 misura i livelli di benessere nei territori e pubblicata oggi sulle pagine del quotidiano.

Si aggiudicano il secondo e il terzo posto rispettivamente Trento e Bolzano.In discesa le grandi città: Milano perde quattro posizioni, ma risulta prima in Affari e lavoro; Roma è al 59esimo posto, Napoli penultima, Firenze perde 30 posizioni ma è in testa per la Qualità della Vita delle donne, indice sintetico lanciato nel 2021.  La provincia di Bergamo mai premiata prima d’ora nella classifica generale, ma già incoronata regina dell’Indice di Sportività 2024, aveva già scalato diverse posizioni nel 2023 e quest’anno ha scalzato habitué del podio come Trento, al secondo posto, e Bolzano, al terzo.

All’ultimo posto troviamo Reggio Calabria, maglia nera di una classifica che vede le ultime 25 posizioni tutte occupate da province del Mezzogiorno. Le città metropolitane registrano un crollo diffuso: Bologna scende di 7 posizioni, Milano di 4 passando al 12esimo posto, Firenze (36esimo posto) segna un -30 dopo essere stata in zona top 10 per tre anni consecutivi e Roma scende di -24 posizioni piombando al 59esimo posto.Torino perde 22 posizioni, arrivando al 58esimo posto subito davanti alla Capitale.

Napoli è penultima, mentre Bari è tra le poche a salire: un aumento di 4 posizioni la porta al 65esimo posto. Le grandi aree metropolitane scontano, a confronto con l’anno scorso, sia la presenza di alcuni indicatori di nuova introduzione come la disuguaglianza nel reddito e le mensilità di stipendio necessarie ad acquistare casa, entrambi inseriti nella categoria Ricchezza e consumi.Ma anche alcuni dati che testimoniano, per esempio, la fine della corsa del Pil pro capite: il dato, rapportato al 2023, sale di più al Sud.

Le classifiche di tappa si confermano sei: Biella vince in Ricchezza e consumi; Milano mantiene la sua leadership in Affari e Lavoro; Brescia è prima in Ambiente e servizi; Bolzano è leader in Demografia, salute e società; Ascoli Piceno guida la classifica di Giustizia e sicurezza; Trieste è la migliore per Cultura e tempo libero. Una menzione a parte va a Firenze che vince la quarta edizione della Qualità della vita delle donne, un indice sintetico basato su 12 parametri (Tasso di occupazione, Imprese femminili, amministratrici donne di imprese e di entri locali, quota di laureate, tra gli altri) che va poi a confluire nella classifica generale, nella categoria Demografia, salute e società.   L’indagine fotografa il benessere nelle province italiane con 90 indicatori divisi in sei categorie: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia, società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.La top 10 della classifica è lo specchio di un Paese in cui le grandi città cominciano a manifestare diverse fragilità: l’unica presente è Bologna, al nono posto, in calo di sei posizioni rispetto all’edizione 2023.

Per il resto, trionfano le medie province: Monza e Brianza (4° posto), seguita da Cremona e Udine, vincitrice lo scorso anno, Verona e Vicenza.A chiudere, dopo Bologna, è Ascoli Piceno.

Vince il versante nord orientale, con tre province lombarde, le due province autonome del Trentino Alto Adige, due venete, una emiliana e una marchigiana. 
Alcuni indicatori sono rimasti uguali a quelli delle precedenti edizioni: dai depositi bancari alla raccolta differenziata, passando per gli iscritti all’Aire e il numero di librerie.Altri, in totale 27, sono di nuova introduzione: i rischi di frane e alluvioni, le mensilità di stipendio necessarie per acquistare casa, gli omicidi.

L’indagine, che ha debuttato nel 1990, ogni anno si rinnova dando spazio a indicatori che possono raccontare al meglio l’evoluzione della società e dei territori.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Speleologa Ottavia Piana intrappolata in grotta Bergamo, soccorsi: “E’ vigile”

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(Adnkronos) –
Prosegue l'intervento del soccorso alpino per portare in salvo Ottavia Piana, la speleologa rimasta intrappolata e ferita nella grotta Bueno Fonteno, in provincia di Bergamo.Ieri intorno alle 13.30, fa sapere il Soccorso Alpino del Veneto, l'infortunata è stata trasportata in un punto all'interno della grotta dove è stato allestito un campo base riscaldato. Alle 18 sono iniziate le attività di disostruzione del tratto più stretto nel quale la barella, per mano dei soccorritori, ha iniziato a muoversi poco dopo.

Il tratto più stretto, alle ore 8 di questa mattina, non è ancora stato superato dalla barella e dai soccorritori.Dal termine del tratto più stretto all'uscita seguirà un lungo tragitto, sempre impervio ma più lineare.

La speleologa viene descritta come vigile e collaborativa.  
All'interno della grotta sono presenti circa 20 soccorritori per il trasporto della barella e per le attività di disostruzione dei meandri più stretti.Tra i soccorritori anche personale sanitario che si occupa di monitorare le condizioni sanitarie della donna.

Le tempistiche di uscita sono ancora incerte, ma sicuramente lunghe.Il Soccorso Alpino sottolinea che le operazioni proseguiranno senza sosta, che sono previsti numerosi cambi alle squadre di soccorritori all'interno della grotta.

Ai soccorritori veneti, tra i quali due sanitari, si stanno unendo altri tecnici.Una squadra partirà domani mattina.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Serie B, i top e flop della 17^ giornata

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La Serie B non si ferma mai e anche quando ci avviciniamo sempre di più a Natale, per le squadre è tempo di scendere in campo, con l’obiettivo di chiudere nel miglior modo possibile il girone d’andata.Scopriamo insieme, dunque, come è andato il 17° turno, con i top e i flop di questa giornata.

TOP

Catanzaro: Adesso la squadra di Caserta sogna per davvero.

Il Catanzaro, dopo la vittoria contro il Brescia della scorsa settimana (costata, tra le altre cose, l’esonero a Maran), vince in casa del Palermo per 2-1.Decisivo all’82’ Pompetti.

Successo che porta il Catanzaro a 23 punti e in zona playoff, scavalcando proprio il Palermo.

Pisa: Il Pisa di Inzaghi torna nei nostri top per una ragione in particolare.Esser riuscito a interrompere la striscia di imbattibilità, di ben 14 partite, del Bari di Moreno Longo.

Nell’anticipo della 17^ giornata, la squadra di Inzaghi si impone per 2-0.Una partita senza neanche troppa discussione: il Bari ci ha provato, ma a prevalere è stata la forza del Pisa che resta aggrappato al Sassuolo.

Sassuolo: E proprio della squadra di Grosso parliamo.

Contro il Frosinone non si era messa bene, anzi.La squadra di casa allenata da Greco era riuscita a sbloccarla dopo 25 minuti.

Poi, è salita in cattedra la qualità del Sassuolo, che ha confermato ancora una volta – non che ce ne fosse realmente bisogno – il primato in classifica e l’obiettivo promozione diretta in Serie A.

FLOP

Brescia: Il momento che sta vivendo il Brescia è surreale.A dirlo non siamo noi, ma lo stesso Bisoli, appena subentrato al posto di Maran.

Il suo debutto sulla panchina del Brescia termina con un pareggio (0-0) contro la Carrarese. “Sul piano della prestazione fare peggio di così è impossibile”, ha detto lo stesso Bisoli nel post partita.

Spezia: Pareggio all’esordio anche per Leonardo Semplici che, sulla panchina della Sampdoria, fa 0-0 in casa contro lo Spezia.La squadra di D’Angelo non riesce a perforare la difesa blucerchiata.

Protagonisti i due portieri: da un lato Ghidotti (sponda Samp), dall’altro Gori (per lo Spezia).Dopo 3 vittorie consecutive, lo Spezia non riesce ad andare oltre al pari a Marassi.

E il Sassuolo vola a +6.

Cremonese: Non è un momento semplicissimo per la squadra di Stroppa.Dopo la sconfitta contro la Reggiana in casa, contro il Cittadella termina 0-0.

Tre flop, tre squadre che non sono riuscite a segnare un gol.Una prestazione, quella della Cremonese, molto deludente.

E il Cesena, intanto, ringrazia e raggiunge la squadra di Stroppa a quota 25 punti.

Cagliari, uccide per errore amico mentre sono a caccia e si toglie la vita

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(Adnkronos) – Due amici di 27 e 28 anni sono stati trovati morti nelle campagne di Quartu Sant'Elena, nella Città metropolitana di Cagliari.Erano impegnati in una battuta di caccia e, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, uno dei due avrebbe ucciso l'altro per errore per poi togliersi la vita.  I due ragazzi ieri si erano allontanati a piedi da casa per andare a cacciare nella zona boschiva di Mela Murgia, ma non hanno più risposto ai telefonini.

In serata è scattato l'allarme e la Prefettura di Cagliari ha attivato il piano provinciale per le ricerche.I cellulari accessi hanno permesso ai carabinieri d Burcei di individuare la loro posizione e stanotte, nella zona di Santu Lianu, sono riusciti a trovare i cadaveri dei due giovani.  La causa della tragedia dovrebbe essere stato un errore di uno dei due ragazzi, che non aveva porto d'armi: avrebbe colpito l'amico alla nuca con una fucilata.

Disperato per averlo ucciso si sarebbe poi tolto la vita con l'arma dell'amico.Sono in corso i rilievi per chiarire tutti i dettagli della doppia tragedia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Angela Merkel, ecco perché Trump non mi ha stretto mano: retroscena a ‘Che tempo che fa’

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(Adnkronos) – La mancata stretta di mano con Trump, l'invasione dell'Ucraina, il cane di Putin.Ospite a Che Tempo Che Fa, Angela Merkel ha spiegato che non le manca nulla dei suoi 16 anni da Cancelliera della Germania. "È stato un periodo lungo" in cui è stato possibile fare e cambiare molte cose, ma – ha spiegato – "questa fase è finita" e "in politica è importante saper andare via al momento giusto, non troppo presto, non troppo tardi". L'ex Cancelliera è stata nello studio di Fabio Fazio in occasione dell'uscita delle sue memorie, che ha deciso di intitolare 'Libertà' perché è un termine che "vuol dire anche responsabilità, non solo per me, ma credo che valga per ogni cittadino in un Paese democratico.

Assumersela fa anche piacere, quindi non è stato soltanto un peso, una gravante, un carico". "È stata una sfida – ha spiegato – ma mi ha anche fatto piacere poter decidere delle cose, mi ha fatto piacere con la maggioranza che avevamo in Parlamento poter costruire qualche cosa e mi ha fatto piacere anche convincere le persone".  Durante il programma, Merkel ha ammesso di non aver previsto l'invasione dell'Ucraina. "Mi aspettavo – ha spiegato – che Putin continuasse ad aggredire in qualche modo l’Ucraina, magari anche il Donbass.Ma che l’attaccasse tutta, con questa brutalità, non me lo sarei aspettata.

Credo, e l’ho scritto anche nel libro, che anche il Covid abbia creato condizioni sfavorevoli e abbia accelerato uno sviluppo sfavorevole in questo senso, perché per molto tempo non ci siamo più visti.Putin aveva moltissima paura del Covid e questa paura alla fine ha fatto sì che non potessimo più parlare di persona gli uni con gli altri, che non potessimo confrontarci, sviscerare gli argomenti e forse questo è stato negativo per lo sviluppo a cui assistiamo adesso e che è terribile per tutti noi, soprattutto per il popolo ucraino". L'ex Cancelliera ha spiegato che durante i loro incontri i due politici si esprimevano tanto in russo quanto in tedesco. "Putin parlava meglio il tedesco di quanto io parlassi il russo.

Lui – ha spiegato Merkel – ha vissuto a lungo nella Repubblica Democratica Tedesca.Mi piaceva però parlare il russo perché abbiamo avuto tanti soldati sovietici nella Repubblica Democratica Tedesca, soprattutto nelle zone rurali dove sono cresciuta, e cercavo di parlare con loro, mi capitava spesso; quindi avevo una certa confidenza". Tra gli episodi raccontati anche il momento in cui, a Sochi nel 2007, Putin portò il suo cane al colloquio con Angela Merkel, probabilmente per spaventare la sua ospite. "Ho dovuto pensare che lo avesse fatto apposta – ha spiegato Merkel – perché nella mia visita precedente al Cremlino nel 2006 io avevo fatto sapere che ero stata morsa da un cane in passato e che quindi avrei preferito non portasse il suo e quando è arrivato mi ha portato un grande cane di peluche, me l’ha dato in mano e ha detto: 'Ti regalo questo perché questo non morde'.

Un anno dopo, invece, ha portato con sé questo cane vivo e vegeto e non credo che avesse dimenticato quello che mi aveva detto solo un anno prima".  "Quando sono arrivata alla Casa Bianca mi ha stretto la mano, poi eravamo nell’Ufficio Ovale e lui non mi ha più stretto la mano.Il presidente Trump ha la caratteristica di comunicare molto e di ottenere risultati anche con i suoi gesti: al mio collega Abe, giapponese, aveva stretto la mano per 19 secondi; invece, a me non l’ha stretta per niente e voleva che se ne parlasse, l’ha fatto per questo, voleva richiamare l’attenzione su questa cosa”.  Angela Merkel ha commentato anche la tesi di Romano Prodi secondo la quale un esercito comune all'Europa avrebbe impedito l'invasione dell'Ucraina. "Io ho molta stima di Romano Prodi, ma non aderirei a questa tesi.

Credo sia molto importante – ha spiegato l'ex Cancelliera – che l’Europa adesso agisca unita e che anche la Nato lo faccia, e che sostengano l’Ucraina, perché non dobbiamo acconsentire che Putin vinca questa guerra.Non è possibile, non è possibile per l’Ucraina, perché deve mantenersi come Stato autonomo e prendere le sue decisioni, e anche la nostra sicurezza naturalmente è collegata a questo.

Per questo Putin non può vincere la guerra e noi insieme dobbiamo sostenere l’Ucraina" E poi sull'importanza dell'Ue: "Se tutti ci rendessimo conto di quello che abbiamo avendo l’Europa, come la libera circolazione, il mercato comune… allora anche l’idea che ce la possiamo fare meglio da soli senza l’Europa non l’avremmo più.Io mi appello soprattutto ai giovani, che sono cresciuti in questa Europa unita, e ogni generazione forse deve continuare a lavorare perché le cose rimangano così: ogni tanto bisogna anche lavorare per mantenere le cose come sono o per migliorarle un pochino e anche per questo io credo che dobbiamo investire insieme".  Sulle sue note vacanze italiane, l'ex Cancelliera ha spiegato: "Una volta andavo spesso in vacanza a Ischia.

Ho dovuto un po’ scappare dai paparazzi perché Ischia è montuosa e non c’era un angolo in cui non ci potesse essere un paparazzo appostato".Adesso invece preferisce la montagna: "Vado spesso in Alto Adige adesso, non tutti i giornalisti sono così coraggiosi, non tutti riescono ad arrampicarsi sulle montagne".   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tregua dal maltempo, poi arriva la burrasca per Natale: previsioni meteo

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(Adnkronos) –
Dopo qualche giorno di sole arriva la burrasca invernale prima di Natale.L'alta pressione torna sull'Italia, dopo giorni di maltempo, ma la tregua durerà poco.

Il quadro meteo, che oggi 16 dicembre è caratterizzato dal sole – da Milano a Roma, da Napoli a Palermo – è destinato a mutare.Fino a mercoledì 18 dicembre infatti la presenza dell’anticiclone favorirà generali condizioni di bel tempo, con cielo sereno o poco nuvoloso su gran parte delle regioni.  La scarsa ventilazione aiuterà il formarsi di banchi di nebbia.

E dove non ci sarà la nebbia saranno le nubi basse a farla da padrone.Le zone a rischio saranno la Pianura Padana, la Toscana, la Liguria e in genere le coste tirreniche.

Il sole invece sarà prevalente in montagna e al Sud.  L'anticiclone inoltre sarà alimentato da aria più calda in quota (dato che ha acquisito una componente africana) che incoraggerà le temperature ad aumentare, soprattutto sulle vallate alpine.I valori in montagna potrebbero così superare facilmente i 13-14°C così come al Sud, a fronte dei 5-8°C riscontrabili dove ci sarà nebbia o nubi basse fa sapere iLMeteo.it. Questa staticità dell’atmosfera finirà dunque dopodomani.

Da giovedì 19 dicembre dal nord Europa farà il suo ingresso una perturbazione atlantica alimentata da aria fredda in quota.L’ingresso del fronte instabile sarà accompagnato dall’irruzione di venti molto forti dai quadranti settentrionali.

Tra giovedì e venerdì il tempo peggiorerà via via più diffusamente dal Nord verso il Centro-Sud, si formerà altresì un ciclone che, piuttosto velocemente, attraverserà l’Italia scorrendo lungo il Mare Adriatico.E’ servita così l’ennesima burrasca invernale, questa volta prenatalizia dato che avverrà pochi giorni prima di Natale. 
Venerdì 20 dicembre ci sarà il clou del maltempo.

Le raffiche di vento potrebbero superare addirittura i 100 km/h.Nel contempo il maltempo, dopo aver interessato il Nord nella giornata di giovedì, colpirà il Centro-Sud, soprattutto il medio adriatico e il basso Tirreno.

Dato il previsto calo delle temperature, la neve tornerà a scendere fin sopra i 7-900 metri sugli Appennini centrali, oltre i 1000-1300 metri al Sud e fino a zero metri sui confini alpini e zone limitrofe.Questa ennesima tempesta terminerà nella sera/notte di venerdì, infatti il weekend del 21-22 dicembre pare virare verso la rimonta dell’anticiclone, quindi con bel tempo prevalente, ma anche con forti venti da nord.  Oggi, lunedì 16 dicembre – Al Nord: sole prevalente, salvo nubi basse e nebbie in pianura.

Al Centro: tutto sole.Al Sud: cielo poco nuvoloso. Domani, martedì 17 dicembre – Al Nord: sole prevalente, salvo nebbie in pianura e nubi basse in Liguria.

Al Centro: molte nubi in Toscana, sole altrove.Al Sud: soleggiato. Mercoledì 18 dicembre – Al Nord: nebbie e nubi basse in pianura, pioviggine in Liguria, sole sui monti.

Al Centro: nubi basse in Toscana e Umbria, locale pioviggine.Al Sud: più nubi su coste campane e tirreniche calabresi. Tendenza: da giovedì piogge al Nord, venerdì tempesta prenatalizia. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lazio-Inter: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv (anche in chiaro)

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(Adnkronos) – Big match all'Olimpico.Nella sfida che chiude la 16esima giornata, oggi lunedì 16 dicembre, la Lazio ospita l'Inter.

I biancocelesti sono reduci dalla bella vittoria di Amsterdam, dove hanno battuto l'Ajax 3-1, mentre i nerazzurri vengono dalla cocente sconfitta per 1-0 in Champions League contro il Bayer Leverkusen.Le due squadre sono appaiate a quota 31 punti, con l'Inter che deve recuperare la partita contro la Fiorentina, e nessuna delle due vuole perdere punti preziosi.  Il match tra Lazio e Inter è in programma oggi, lunedì 16 dicembre, alle ore 20.45.

Ecco le probabili formazioni: 
Lazio (4-2-3-1): Provedel; Marusic, Gila, Gigot, Tavares; Guendouzi, Rovella; Isaksen, Dia, Zaccagni; Noslin.All.

Baroni 
Inter(3-5-2): Sommer; Bisseck, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Thuram, Lautaro.All.

Inzaghi  Lazio Inter sarà trasmessa in diretta esclusiva, anche in chiaro, da Dazn.Il match sarà disponibile sia su smart tv che in streaming sulla piattaforma Dazn. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Manovra, corsa contro il tempo: si riparte in commissione Bilancio

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(Adnkronos) –
Manovra sul tavolo della commissione Bilancio della Camera questa mattina alle 10.30.Nel corso della seduta dovranno essere votate le modifiche al testo.

L'obiettivo è arrivare a dare il mandato ai relatori domani e far approdare la manovra in aula mercoledì e approvarla venerdì. Domenica sera è scaduto il termine per i subemendamenti al nuovo pacchetto di modifiche.Il maxi emendamento alla manovra elaborato dal governo è stato spacchettato in sei emendamenti in base alle materie trattate e depositato in commissione Bilancio della Camera a firma dei relatori e non del governo.

Il documento unico era stato presentato sabato nel tardo pomeriggio ma, in base alle regole parlamentari attuali, in commissione non può essere depositato un maxi emendamento.Le opposizioni hanno sollevato la questione, chiamando in causa la presidenza della Camera e ottenendo il suo spacchettamento.

Un lavoro, questo, che ha richiesto tempo per redistribuire correttamente le coperture nei tre testi elaborati.   Intanto le opposizioni (Pd, M5S, Avs, Italia Viva), hanno scritto al presidente della Camera Lorenzo Fontana chiedendo di valutare l'inammissibilità di un emendamento alla manovra presentato sabato sera in commissione Bilancio e impegni i "relatori proponenti a suddividere l’emendamento in proposte distinte e omogenee, in modo da consentire un esame più trasparente e dettagliato".Le opposizioni, ad esclusione di Azione, lamentano "la struttura estremamente eterogenea dell’emendamento comprometta significativamente la possibilità per i deputati di esprimere una scelta libera e consapevole sulla volontà legislativa".  "Non ritengo si possa modificare la valutazione di ammissibilità già operata sull’emendamento 2.62 dal Presidente della Commissione", si legge in una dettagliata lettera di Fontana ai deputati d'opposizione Pagano, Torto, Grimaldi e Del Barba. "Mi riferisco alla Vostra email con la quale mi rappresentate 'alcune rilevanti criticità' relative all’emendamento 2.62 dei relatori, presentato il 14 dicembre scorso e riferito al disegno di legge di bilancio, richiedendomi di valutare la inammissibilità del predetto emendamento – scrive Fontana – La prima criticità cui fate riferimento attiene alla eterogeneità del testo che, contenendo una pluralità di disposizioni su diverse materie, determinerebbe, per conseguenza, la necessità di una pronuncia unitaria della Commissione su un testo molto articolato compromettendo la possibilità per i deputati di esprimersi distintamente sulle diverse partizioni.

Al riguardo tengo preliminarmente a ribadire che la Presidenza della Camera nei giorni scorsi ha già doverosamente rappresentato al Governo e ai relatori, d’intesa con il Presidente della Commissione Bilancio, e come del resto aveva già fatto nella sessione di bilancio del 2022, l’inammissibilità di un unico maxiemendamento volto a intervenire contestualmente sulla totalità o sulla gran parte del testo del disegno di legge di bilancio, attenendosi così alla prassi consolidata che esclude l’ammissibilità in Commissione di emendamenti interamente o in gran parte sostitutivi del testo di un provvedimento". "Di qui la presentazione – prosegue la terza carica dello Stato – dei tre emendamenti dei relatori depositati nella serata di sabato 14 dicembre, alcuni dei quali di contenuto indubbiamente ampio e trasversale, ma conformi (come lo sono del resto anche gli emendamenti del Governo da Voi citati) ai criteri di ammissibilità degli emendamenti dei relatori e del Governo stabiliti dalla prassi con riferimento al disegno di legge di bilancio, prassi che tiene conto della natura fisiologicamente eterogenea e comprensiva di interventi su vaste e svariate materie propria della legge di bilancio, tale da non consentire un’applicazione rigorosa dei criteri di omogeneità degli emendamenti ordinariamente seguiti per altri provvedimenti.A conferma di ciò rimando – in particolare e da ultimo, riscontrandosi infatti diversi precedenti in materia anche negli anni meno recenti – ai precedenti degli emendamenti, riferiti a più articoli del testo o aggiuntivi di più disposizioni, comunque eterogenei ma di estensione materiale compatibile con i principi sopra esposti, presentati il 18 e 19 dicembre 2022 (questi ultimi anch’essi derivati dallo “spacchettamento” di un originario maxiemendamento)". "È certamente vero che l’utilizzo di questa modalità emendativa comporta di regola, ove non siano individuate specifiche soluzioni procedurali, la necessità dell’espressione di un voto unitario della Commissione sull’intero emendamento – ammette Fontana – con ciò escludendosi la possibilità di differenziare le posizioni politiche sulle singole partizioni del testo; ritengo tuttavia che a ciò possa ovviarsi, oltre che attraverso la presentazione e la votazione dei subemendamenti, con l’impiego dello strumento della votazione per parti separate, da declinare in concreto, ove ne venga fatta richiesta, con modalità -la cui individuazione è rimessa alla Presidenza della Commissione – idonee a salvaguardare l’obbligo della copertura finanziaria dei singoli interventi oggetto delle disposizioni da porre in votazione." "Un’altra criticità da Voi rappresentata attiene alla mancanza di una relazione tecnica allegata all’emendamento 2.62 dei relatori, al fine di verificarne con precisione le coperture finanziarie, l’efficacia delle misure e la coerenza normativa del testo.

Al riguardo, come Vi è noto perché Vi sono state trasmesse, i relatori, hanno depositato nella giornata di domenica 15 dicembre articolate relazioni riferite agli emendamenti presentati nella seduta del 14 dicembre.Senza entrare nel merito del loro contenuto, faccio presente che resta ovviamente fermo che, nell’ambito dei lavori in sede referente, la Commissione potrà valutare gli elementi contenuti nelle suddette relazioni, anche avvalendosi dell’interlocuzione diretta con i relatori e con il rappresentante del Governo in seduta; ricordo, a tal fine – precisa – che l’articolo 79, commi 5 e 6, del Regolamento prevede la possibilità, disciplinandone la procedura, che la Commissione, ove lo reputi necessario, richieda al Governo “di fornire dati e informazioni, «anche» con la predisposizione di apposite relazioni tecniche, con ciò evidentemente significando che la relazione tecnica non costituisce l’unico modo tramite il quale può darsi seguito a tali richieste informative, 'dovendosi anche tenere conto della fase in cui le stesse vengono formulate e dei tempi previsti per la conclusione dell’esame in sede referente' (così in una lettera del Presidente della Camera del 30 novembre 2020)".  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atreju accende web e polarizza dibattito, oltre 12 milioni di interazioni

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(Adnkronos) – Fa discutere, dibattere, di certo non lascia indifferente il web.Atreju 2024, la più grande manifestazione della destra italiana quest’anno giunta alla sua venticinquesima edizione chiusa ieri dalla premier Giorgia Meloni, è stata oggetto di scambi e interazioni su internet, accendendo emozioni contrastanti.  A scattarne la fotografia l'ultimo report realizzato da Vis Factor per Adnkronos, attraverso la piattaforma di social listening Human.

Sotto la lente d'ingrandimento il sentiment, le emozioni e la semantica che ruotano attorno all'evento al Circo Massimo analizzate monitorando post e commenti in lingua italiana, prodotti dall’8 al 15 dicembre.Nel corso del periodo considerato, le menzioni rilevate ad Atreju sono state 23.1mila, ovvero 3.3K menzioni al giorno, per un totale di 12.6 milioni interazioni e 12.2 milioni parole digitate.

Se ne parla di più su X (39,6%), seguono Facebook (36,2%) e Instagram (24,2%).Gli uomini se ne interessano e ne discutono molto più delle donne: 78,20% vs 17,80%.

Ma passiamo al 'sentiment': ne parlano con un'accezione positiva il 57,1% degli utenti, mentre attacca il 42,9%. Il sentiment verso Atreju è stato calcolato prendendo in considerazione l’analisi semantica effettuata da Human attraverso il monitoraggio delle conversazioni sui social network, dunque post e commenti prodotti dagli utenti in riferimento al topic oggetto d’analisi, al netto delle menzioni neutrali.Ebbene, l'analisi su Atreju 2024 evidenzia una forte polarizzazione: entusiasmo (29%), rabbia (26%) e sorpresa (21%) sono le emozioni dominanti, seguite dal disprezzo (16%).

L'entusiasmo riflette il sostegno di una parte dell'elettorato per Giorgia Meloni e figure come il presidente argentino Javier Milei, percepite come simboli di rinnovamento e resistenza ai vecchi sistemi.Tuttavia, l'elevata percentuale di rabbia e disprezzo indica tensioni profonde, alimentate da accuse di fascismo e comportamenti controversi, come l'episodio che ha visto coinvolti il presidente del Senato La Russa e un giornalista di Fanpage.it.

Questo mix di emozioni deriva dalla contrapposizione ideologica tra sostenitori della destra e detrattori, enfatizzata dall'importanza mediatica della manifestazione. Atreju 2024, stando all'analisi di Vis Factor per Adnkronos, si rivela una cartina di tornasole delle dinamiche politiche e sociali dell’Italia contemporanea, con un forte impatto sia mediatico che emotivo.L’evento, ormai consolidato come appuntamento simbolico della destra italiana, mostra una capacità unica di aggregazione per i sostenitori, ma si accompagna a una polarizzazione estrema che accentua le fratture nella società.

La manifestazione, in sintesi, ha evidenziato un’Italia profondamente divisa.Da un lato, un’ampia base di sostenitori celebra Atreju come simbolo di una destra moderna e identitaria, capace di incarnare le aspirazioni di chi invoca cambiamento e fermezza ideologica.  Questo è particolarmente evidente nel sostegno a figure internazionali come Javier Milei, percepite come alleate nella battaglia contro l'establishment tradizionale.

Dall’altro lato, si leva un fronte critico che associa l’evento a un ritorno a simbolismi e pratiche del passato, amplificato dalle accuse di fascismo e dagli episodi controversi, come quello che ha coinvolto Ignazio La Russa e il giornalista di Fanpage.it Saverio Tommasi.Quest’ultimo episodio ha generato un’ondata di indignazione sui social, consolidando, nello schieramento opposto, l’idea che la destra fatichi a mantenere un rapporto sano con la stampa libera e il dissenso.  Le emozioni predominanti –entusiasmo, rabbia, sorpresa e disprezzo – disegnano infatti un quadro complesso e carico di tensioni.

L'entusiasmo (29%) riflette il radicamento dell'identità della destra tra i suoi sostenitori, ma l’alto tasso di rabbia (26%) e disprezzo (16%) denota un malcontento profondo.Questo dualismo non è solo il prodotto di opposti ideologici, ma un indicatore del modo in cui la politica italiana viene percepita: fortemente divisiva, emozionale e priva di spazi per il dialogo.

La sorpresa, presente anch’essa al 21%, potrebbe derivare dal mix di messaggi forti lanciati dalla destra durante l’evento, ma anche dall’imprevedibilità di alcune reazioni mediatiche.  Dal punto di vista contenutistico, Atreju 2024 ha toccato temi centrali e sensibili, come le politiche economiche, il lavoro e la giustizia sociale.La top five dei temi che emergono con maggiore frequenza da commenti e post vedono primeggiare la battaglia ideologica (34,16%), le riforme (22,11%), le politiche migratorie (18,77%), la giustizia sociale (13,31%), il lavoro e le pensioni (6,99%).  Tuttavia, le politiche migratorie adottate dal governo Meloni sono state ancora una volta il tema più discusso in Rete, continuando a dividere il paese: il pugno di ferro adottato dal governo trova consensi tra i sostenitori della sicurezza, ma è percepito come inumano e inefficace dai detrattori, specie alla luce delle tensioni nei contesti locali e internazionali.

Quanto alle 'top words' -le parole più digitate negli scambi in Rete- a parte 'Atreju' che chiaramente primeggia su tutte e 'Meloni' che segue, troviamo 'presidente', 'festa', 'Fdi', 'destra', 'Conte', 'Milei', 'La Russa', 'Schlein'. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)