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Ambiente, La Pietra (Masaf): “Agricoltore primo custode”

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(Adnkronos) – “Sono qui per ribadire quanto sia importante l'agricoltura e tutto il sistema agricolo all'interno anche delle aree protette.Dobbiamo trovare il modo di far sì che all'interno delle aree protette si possa continuare a fare tutte quelle attività agricole e di allevamento che permettano al territorio di essere curato, perché l'agricoltore è il primo custode dell'ambiente, dove non c'è agricoltura c'è dissesto.

Se riusciamo a coniugare queste due cose si può sicuramente avere un beneficio sia per i territori, soprattutto quelli interni, per l'agricoltura ma anche per l'ambiente”.Così Patrizio La Pietra, sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, durante gli 'Stati Generali delle Aree protette italiane', un confronto con i protagonisti del sistema delle aree naturali protette, presso la Biblioteca Nazionale di Roma. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Rocca: “Per gestione Aree Protette stanziati oltre 10 mln per prossimo triennio”

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(Adnkronos) – "Serve è una vera e propria rivoluzione culturale, dobbiamo valorizzazione le aree protette e la biodiversità, nel Lazio è stato fatto storicamente un bel lavoro tra le aree e dobbiamo continuare così.A volte alcune comunità vivono l'area protetta o il parco quasi come un nemico o un ostacolo alla crescita; dobbiamo parlare con le nostre comunità e far comprendere l'importanza di avere tutta questa biodiversità, un ambiente straordinario con 30mila specie animali, 3.500 specie vegetali, una ricchezza.

Dobbiamo lavorare di più sul tema culturale, sull'importanza della protezione e fare in modo di accompagnare la crescita dei nostri territori con la protezione della biodiversità”.Queste le parole di Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, alla due giorni di confronto 'Stati Generali delle Aree protette italiane' organizzata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in collaborazione con Federparchi-Europarc Italia.  “Oltre al tema culturale è ovvio che le risorse economiche sono fondamentali, anche per eventuali compensazioni alle comunità o altro.

Per la gestione delle Aree Protette, abbiamo stanziato oltre 10 milioni di euro per il prossimo triennio e quindi abbiamo incrementato le risorse, 500mila euro in più rispetto all'anno precedente che a sua volta superava gli stanziamenti della giunta Zingaretti.Abbiamo messo 2 milioni di euro per investimenti in conto capitale, quasi 200mila euro per la salvaguardia delle specie più a rischio”, aggiunge Rocca. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ambiente, Santini (Federparchi): “Serve sistema integrato per raggiungere obiettivi Ue”

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(Adnkronos) – "Gli Stati generali delle aree protette sono un appuntamento importante in questa fase.La proposta centrale di Federparchi è quella di creare un sistema integrato delle aree protette, che significa mettere insieme parchi nazionali, parchi regionali, aree marine protette, sotto un’unica regia e una visione comune per il raggiungimento degli obiettivi che l’Europa ci ha chiesto, ossia arrivare ad avere, entro il 2030, il trenta per cento di territorio protetto sia a mare che a terra".

Così Luca Santini, presidente Federparchi, agli Stati Generali delle Aree protette in svolgimento a Roma. "L’obiettivo è sicuramente raggiungibile, ma per fare questo occorre anche modificare la legge quadro istitutiva delle aree protette, la 394 del 1991 che ormai ha 33 anni di età", dice.  —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, Alfonsi: “Città deve vincere la sfida della sostenibilità”

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(Adnkronos) – “Le infrastrutture verdi sono uno dei quattro pilastri del piano di adattamento climatico e quindi stiamo investendo moltissimo su questo perché Roma deve vincere la sfida della sostenibilità.Noi siamo tra le nove città italiane e le 100 città europee che devono provare a raggiungere la neutralità climatica al 2030 e senza il verde, le aree naturali protette e i boschi, questo non sarà possibile".

Così Sabrina Alfonsi, Assessore all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma, in occasione degli 'Stati Generali delle Aree protette italiane' nella sede della Biblioteca Nazionale di Roma.Un confronto con i protagonisti del sistema delle aree naturali protette.  "Per questo motivo ci stiamo impegnando per esempio con i fondi del Pnrr sulla riforestazione urbana.

Nasceranno 18 nuovi boschi all'interno delle nostre aree protette.Abbiamo le aree regionali ma abbiamo anche tutte le aree che vengono gestite dal Comune ma tutelate dall'ente Roma Natura, un ente di tutela che è solo e specificatamente per Roma, un ente con cui stiamo cercando di collaborare anche su interventi importanti, uno tra tutti, quello del parco di Monte Mario che ha subito l'incendio quest'estate e dove in questi giorni hanno fatto l'idrosemina – spiega – Oppure la pineta di Castelfusano che poi guarda ovviamente al Parco delle dune, luoghi dove maggiormente possiamo lavorare sulla biodiversità.

Abbiamo anche il parco naturale marino delle Secche di Tor Paterno che costeggia la Tenuta del Presidente, con cui collaboriamo costantemente.Uno degli interventi di Pnrr sarà proprio nella Tenuta.

In tutti questi settori ci deve essere la stessa identica visione e soprattutto l'intento di tutte le istituzioni, perché le competenze sono troppe e quindi si rischia di non poter fare degli interventi perché non c'è la collaborazione tra enti”. Per quanto riguarda gli impianti di economia circolare e l'impianto del termovalorizzatore, Alfonsi spiega che “siamo nei tempi: in primavera la prima pietra, mentre il primo carico di rifiuti da Roma sulla ferrovia arriverà a Santa Palomba nel 2027.Roma, insieme agli altri impianti che chiuderanno nel 2026, finalmente troverà una dimensione di autonomia rispetto al proprio tema dei rifiuti e dall'emergenza passeremo all'economia circolare”. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Malavasi (Pd): “Patologie psichiatrica e neurologica ancora stigmatizzate o negate”

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(Adnkronos) – "Le tante forme di disagio mentale e psichico, di cui oggi sentiamo parlare quotidianamente, hanno aumentato le fragilità, le solitudini già tra gli adolescenti.Sono temi che hanno bisogno sicuramente di più attenzione da parte della politica.

E' vero che questo governo ha attivato un tavolo di confronto su tali temi ma è evidente che servono comunque atti concreti per incidere meglio.La difficoltà oggi è quella di darsi delle priorità, visto che le risorse sono sempre limitate, quindi lo dico perché non è una questione di polemica politica ma è una questione di priorità e di scelte che vanno comunque fatte anche nella lotta contro lo stigma sociale.

Le patologie psichiatrica e neurologica nel nostro Paese vengono stigmatizzate o negate.Ecco, dobbiamo lavorare per cercare di scardinare stigma e pregiudizi anche attraverso iniziative e attività di informazione nelle scuole perché il pregiudizio è un motivo di esclusione che diventa discriminazione anche tra adolescenti".

Lo ha detto Ilenia Malavasi (Pd), membro della Commissione Affari sociali della Camera, intervendo al convegno 'Le neuroscienze in Italia.Passato, presente e futuro', per celebrare – oggi a Roma – 30 anni di attività di Lundbeck Italia nel nostro Paese. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, scoperta un’altra fossa comune: “Qui i resti di 100mila corpi”

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(Adnkronos) – Una fossa comune che potrebbe contenere i resti di oltre 100mila corpi è stata rinvenuta a 40 chilometri a nord di Damasco, nella località di al-Qutayfah.Lo riporta l'emittente al-Jazeera citando la stima fatta sul posto da Mouaz Moustafa, capo dell'organizzazione non governativa Syrian Emergency Task Force con sede negli Stati Uniti.

Questa fossa comune
si aggiunge ad altre 12 trovate a sud della Siria.In una di queste, scrive al-Jazeera, 22 corpi, tra cui quelli di donne e bambini, presentavano segni di torture e di un'esecuzione. "Queste fosse comuni custodiscono i segreti di 54 anni di dispotismo, torture e dittatura – ha detto Vall -.

Questo è solo l'inizio". Il deposto Bashar al-Assad e suo padre Hafez, che era stato presidente della Siria fino alla sua morte nel 2000, sono accusati di aver ucciso centinaia di migliaia di persone con esecuzioni extragiudiziali.Ugur Umit Ungor, professore di studi sul genocidio all'Università di Amsterdam, ha dichiarato ad al Jazeera che la scoperta della "fossa comune centralizzata" ad al-Qutayfah è "una prova della macchina di morte del regime di Assad". Il leader di Hayat Tahrir al-Sham (Hts) Mohammed al-Jawlani ha annunciato intanto l'intenzione di sciogliere i gruppi armati presenti in Siria e di farli confluire nell'esercito statale. ''I combattenti sono pronti a fare parte del ministero della Difesa e saranno soggetti alla legge'', ha dichiarato al-Jawlani nel corso di un incontro con la comunità drusa.

Lo riporta Hts in una nota, spiegando che al-Jawlani ha anche proposto un ''patto sociale'' che a suo avviso è necessario per favorire la coesistenza di diversi gruppi etnici in Siria e garantire la ''giustizia sociale''. Oltre a Hayat Tahrir al-Sham e alle fazioni armate alleate, una moltitudine di gruppi armati sono attivi in Siria.Tra loro le milizie curde e i combattenti sostenuti dalla Turchia, che sono in conflitto tra di loro nel nord della Siria. ''Abbiamo bisogno della mentalità dello Stato, non della mentalità dell'opposizione'', ha dichiarato al-Jawlani. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Siria, timori Usa sulla Turchia. E i curdi ‘supplicano’ Trump

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(Adnkronos) – La Turchia e le milizie alleate rafforzano il dispiegamento di unità al confine con la Siria e nuovi sviluppi potrebbero essere imminenti.A confermarlo sono fonti ufficiali statunitensi.

I curdi si rivolgono a Donald Trump e gli chiedono di mantenere la promessa che "gli Stati Uniti non li abbandoneranno", che "tuteleranno la dignità e la sicurezza di coloro che sono stati alleati fedeli nella battaglia per pace e sicurezza".Tutto mentre, scrive il Wall Street Journal, scatta l'allarme con il timore che la Turchia, alleato degli Usa e membro della Nato, prepari un'incursione su vasta scala nel territorio controllato dai curdi siriani, sostenuti dagli Usa.  Oggi i riflettori sono accesi su Ankara per i colloqui – sulla Siria del dopo-Assad e sul Medio Oriente in generale – tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il leader turco Recep Tayyip Erdogan.  Il confine tra Turchia e Siria è lungo 900 chilometri, mentre in Siria restano circa 900 truppe Usa.

Il dispiegamento – con il rafforzamento di forze dopo la fine del regime Assad in Siria – riguarda combattenti di milizie e commando turchi, anche unità di artiglieria, concentrati in gran numero nei pressi di Kobane, città a maggioranza curda in Siria, sul confine nord con la Turchia.Negli anni passati è stata la città simbolo della resistenza curda all'Is.

Secondo uno degli ufficiali citati dal giornale, un'operazione turca oltreconfine potrebbe essere imminente. 
I 'movimenti' sembrano analoghi a quelli che la Turchia decise prima dell'invasione del 2019 nel nordest della Siria, quando l'allora presidente Donald Trump decise per un ritiro parziale delle truppe Usa dalla regione e poi contribuì alla mediazione per un cessate il fuoco in cambio della rinuncia da parte dei curdi di chilometri di terre al confine a favore dei turchi.Un altro ufficiale americano parla di "pressing per la moderazione". Ilham Ahmed, funzionario dell'amministrazione curdo siriana, ha confermato i timori direttamente a Trump, che il 20 gennaio torna alla Casa Bianca, spiegando che appare probabile un'operazione militare turca e sollecitando pressioni su Erdogan affinché non invii truppe oltre il confine. L'obiettivo della Turchia, che dal 2011 ha accolto tre milioni di rifugiati siriani e che ha sempre sostenuto in questi anni l'opposizione armata al regime di Assad, è "stabilire un controllo di fatto sulla nostra terra prima che lei si insedi – ha scritto Ahmed in una missiva a Trump che il Wsj è riuscito a vedere – Se la Turchia procedesse con l'invasione, le conseguenze sarebbero catastrofiche". "Dal confine – ha aggiunto – possiamo vedere i turchi che ammassano forze e la nostra popolazione civile vive nel timore costante di morte e distruzione imminente".

E, ha avvertito, un'invasione turca potrebbe provocare più di 200.000 sfollati tra i civili curdi solo a Kobane. La scorsa settimana era in Turchia il segretario di Stato Usa, Antony Blinken.E sabato Ankara ha riaperto la sua ambasciata a Damasco.

Con la fine dell'era Assad in Siria sono ripresi scontri tra i curdi siriani e i gruppi sostenuti dalla Turchia e si sono intensificate le operazioni turche contro le Forze democratiche siriane (Fds o Sdf), a guida curda, che sono state sostenute dagli Usa ma che Ankara vede come un'estensione del Pkk considerato organizzazione terroristica. Ieri, secondo un portavoce delle Fds, sono falliti colloqui tra curdi siriani e milizie sostenute dalla Turchia a Kobane e ora le Fds notano "significativi rafforzamenti militari" a est e a ovest della città.E Ahmed, scrive il Wsj, ha sollecitato Trump affinché sfrutti "il suo approccio unico alla diplomazia" per convincere Erdogan a fermare qualsiasi operazione pianificata. Sempre ieri il tycoon ha affermato che "la Turchia ha fatto una presa di potere ostile, senza perdite di vite umane".

Nel dopo-Assad, osservava nei giorni scorsi Asli Aydintasbas della Brookings Institution, citata dal New York Times, "quello che è incontestabile è che l'influenza della Turchia crescerà solo, sia a livello politico che economico". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Omicidio nel Barese, fermati due giovani fratelli e la moglie della vittima

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(Adnkronos) –
Due fratelli, di 22 e 18 anni,
sono stati fermati per l'omicidio di Nicola Manzi, 50 anni, avvenuto nella città di Corato, in provincia di Bari, ieri verso le 19.Una sparatoria in strada in cui è anche rimasto gravemente ferito il fratello 41enne di Manzi, già sottoposto a un delicato intervento chirurgico in un ospedale del capoluogo pugliese.

I due giovani fermati, entrambi con precedenti di Polizia, rispondono di omicidio e porto illecito d'arma comune da sparo e sono stati portati nel carcere di Trani. La Procura di Trani ha disposto il decreto di fermo, con le ipotesi di reato di tentato omicidio e porto illecito d'arma comune da sparo, anche nei confronti della moglie della vittima, B.M., 48 anni.Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Procura e dai carabinieri della Compagnia di Molfetta, la donna, dopo aver raccolto la pistola del marito ucciso, ha partecipato attivamente alla sparatoria inseguendo i presunti autori del delitto ed esplodendo alcuni colpi di pistola.  Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Molfetta, poi supportati dal Nucleo Investigativo e Sezioni Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale di Bari, oltre che gli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Corato.

Le indagini hanno utilizzato le immagini degli impianti di videosorveglianza della Polizia locale, grazie alle quali sono state presto identificate tutte le persone coinvolte nella sparatoria.Quindi il pubblico ministero questa notte ha interrogato alcune persone informate sui fatti assistito dalla polizia giudiziaria dell'Arma.

Le immagini hanno supportato gli investigatori nella ricostruzione integrale della dinamica.Di scarsa utilità si sono rivelate invece le testimonianze e gli interrogatori, raccolti nell'immediatezza. Nel corso del sopralluogo in via Nicola Salvi, luogo della sparatoria, svolto dalla sezione scientifica dell'Arma, sono stati repertati numerosi bossoli di diverso calibro, esplosi dalle armi utilizzate che però non sono state trovate sul posto, né nella disponibilità delle persone fermate.

Il gip del tribunale valuterà adesso la sussistenza dei presupposti del fermo e della misura cautelare personale. Sul movente, nella fase iniziale delle indagini, si ipotizza una vendetta o un regolamento di conti, senza escludere il coinvolgimento di ambienti della malavita locale.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morta Marisa Paredes, la musa di Pedro Almodovar aveva 78 anni

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(Adnkronos) – E' morta oggi, a 78 anni, l'attrice spagnola Marisa Paredes, musa del regista Pedro Almodóvar, grazie al quale ha raggiunto la notorietà internazionale.Il decesso è avvenuto all'ospedale Fundación Jiménez Díaz di Madrid, in seguito alla complicazione di un problema coronarico.

L'annuncio della scomparsa è stato con un post sui social dall'Accademia del Cinema spagnolo.  Considerata uno dei migliori esempi di eleganza naturale del nuovo cinema spagnolo, nel 2000 era stata presidente della giuria del Festival di Berlino e nello stesso anno divenne presidente dell'Accademia del Cinema spagnolo; è stata insignita in patria del Premio nazionale del Cinema nel 1996, della Medaglia d'Oro al Merito delle Belle Arti nel 2007 e del Goya d'Onore nel 2018. Nata a Madrid il 3 aprile 1946 in una famiglia di modesta estrazione sociale, Marisa Parades non terminò gli studi e lavorò come apprendista presso una sarta.La passione per la recitazione la spinse, all'inizio degli anni Sessanta, a intraprendere giovanissima la carriera teatrale e, nel corso degli anni, a portare sulle scene opere d Ibsen, Shakespeare, Čechov e Camus.

Parallelamente cominciò anche l'attività televisiva e cinematografica comparendo sul grande schermo in ruoli secondari a partire dal film 'Il diabolico dottor Satana' (1961) di Jesús Franco.  Nel decennio successivo ha ottenuto ancora parti di secondo piano fino a quando è stata scritturata da Almodóvar, allora all'inizio della carriera, per 'L'indiscreto fascino del peccato' (1983), dove impersona suor Estiercól, una religiosa drogata e allucinata che vive nel convento delle 'redentrici umiliate'.Successivamente ha interpretato numerosi film, prima di mettersi in luce nel ruolo di una celebre cantante pop in 'Tacchi a spillo' (1991) di Almodóvar. È stata poi la maestra di cerimonie in 'Golem – Lo spirito dell'esilio' (1992) di Amos Gitai, prima che Almodóvar le ritagliasse in 'Il fiore del mio segreto' (1995) uno dei personaggi femminili più intensi, complessi e dolorosi del suo cinema, quello di un'affermata scrittrice di romanzi rosa in crisi sentimentale con il marito.

Per questa interpretazione aveva vinto un Premio Goya.  Riconosciuta ormai a livello internazionale all'età di quasi 50 anni, Parades ha cominciato a essere chiamata anche da cineasti non spagnoli.Ha così interpretato la madre del giovane stupratore in 'Cronaca di un amore violato' (1995) di Giacomo Battiato prima di essere diretta dal cileno in 'Tre vite e una sola morte' (1996), dal messicano Arturo Ripstein in 'Profundo carmesí' (1996) e in 'Nessuno scrive al colonnello' (1999) e da Roberto Benigni in 'La vita è bella' (1997), dove interpreta la madre di Dora (Nicoletta Braschi).

Ha poi nuovamente collaborato con Almodóvar in 'Tutto su mia madre' (1999) nel ruolo della popolare attrice teatrale che recita sul palcoscenico 'Un tram che si chiama desiderio', e in seguito in 'Parla con lei' (2002) e 'La pelle che abito' (2011). Successivamente ha recitato in 'La spina del diavolo' (2001) di Guillermo del Toro, 'Reinas – Il matrimonio che mancava' (2005) di Manuel Gómez Pereira, 'Specchio magico' (2005) di Manoel de Oliveira, 'L'uomo che ama' (2008) di Maria Sole Tognazzi, 'Latin Lover' (2015) di Cristina Comencini (2015) e 'Nonostante tutto' (2019) di Gabriela Tagliavini.  Tra i numerosi messaggi di cordoglio, anche quello del premier spagnolo Pedro Sanchez che si è detto "desolato" per la scomparsa di "una delle attrici più importanti che ha dato il nostro Paese". "La sua presenza nel cinema e nel teatro e il suo impegno per la democrazia saranno un esempio perle generazioni a venire", ha aggiunto Sanchez in un messaggio su X, chiuso con un 'grazie, Marisa'. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schillaci: “Neuroscienze elemento cardine nostra salute”

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(Adnkronos) – "Le neuroscienze, un ambito della medicina che ha contribuito in modo significativo alla conoscenza e alla cura del cervello, sono elemento cardine della nostra salute.Questo incontro rappresenta un’opportunità per riflettere sull'evoluzione scientifica e clinica degli ultimi decenni.

L’avanzamento della scienza in questo settore ha permesso di trasformare molte prospettive terapeutiche, restituendo speranza e possibilità a chi convive con disturbi neurologici o psichiatrici.Promuovere una visione condivisa sulla salute del cervello significa investire nella prevenzione, nella diagnosi precoce e in percorsi di cura sempre più personalizzati e innovativi.

In questa prospettiva, il dialogo tra tutti gli attori coinvolti – Istituzioni, comunità scientifica, aziende e cittadini – è indispensabile per costruire una sanità che risponda in modo efficace alle nuove esigenze della popolazione, valorizzando le risorse e le competenze disponibili".Così il ministro della Salute Orazio Schillaci in un messaggio inviato in occasione dell'evento 'Le neuroscienze in Italia.

Passato, presente e futuro' per celebrare – oggi a Roma – 30 anni di attività di Lundbeck Italia nel nostro Paese.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lundbeck Italia, 30 anni di impegno per la salute del cervello

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(Adnkronos) – Lundbeck Italia, affiliata italiana del gruppo Lundbeck, azienda biofarmaceutica multinazionale danese, celebra il suo 30esimo anniversario di attività nel nostro Paese con un evento istituzionale che riunisce oggi a Roma rappresentanti istituzionali, associazioni pazienti, scienziati ed esperti in un dialogo trasversale e multistakeholder sulla salute del cervello.Dal 1994, Lundbeck Italia collabora con tutte le istituzioni a livello nazionale e locale per garantire soluzioni terapeutiche sempre nuove e all'avanguardia per le persone che vivono con malattie psichiatriche e neurologiche.

Basando la propria attività sul principio che "senza una buona salute del cervello non ci può essere una buona salute generale dell’individuo", l'azienda si distingue per il suo impegno costante ed esclusivamente focalizzato nelle neuroscienze.  Le patologie del sistema nervoso sono in continuo aumento e hanno un importante impatto sociale ed economico ad oggi troppo spesso sottovalutato.Secondo i dati dell'Oms, circa 1 persona su 4 nel mondo sarà colpita da disturbi mentali nel corso della propria vita.

Secondo gli ultimi dati delle sorveglianze Passi dell'Istituto superiore di sanità in Italia, una contenuta quota di adulti tra 18 e 69 anni, pari a oltre il 6%, riferisce sintomi depressivi e percepisce compromesso il proprio benessere psicologico per una media di 16 giorni nel mese.I sintomi depressivi sono generalmente più frequenti con l'avanzare dell'età, fra le donne (7%), fra le persone socialmente più svantaggiate per difficoltà economiche (19%), precarietà lavorativa (8%) o bassa istruzione (10%), fra chi vive da solo (7%) e fra le persone affette da patologia cronica (11%).

Solo il 65% delle persone che riferisce sintomi depressivi ricorre all'aiuto di qualcuno, rivolgendosi soprattutto a medici oppure operatori sanitari. Altrettanto rilevanti i dati legati ai disturbi neurologici: secondo un ampio studio pubblicato a marzo da 'The Lancet Neurology', che ha visto il contributo dell'Organizzazione mondiale della sanità nell'analisi dei dati del Global Burden of Disease, Injuries, and Risk Factor Study (Gbd) 2021, 3,4 miliardi di persone in tutto il mondo – cioè il 43% della popolazione mondiale – convivono con una condizione neurologica, in primis ictus, encefalopatia neonatale (lesione cerebrale), emicrania cronica, demenza, neuropatia diabetica (danno ai nervi), meningite, epilessia, complicazioni neurologiche da parto pretermine, disturbo dello spettro autistico e tumori del sistema nervoso centrale.Il conteggio globale dei Daly (anni di vita in salute persi a causa della disabilità) attribuiti a queste condizioni è aumentato del 18,2% in trent'anni, tra il 1990 e il 2021.  "Celebrando i nostri 30 anni di impegno in Italia, siamo orgogliosi dei progressi nell'ambito delle neuroscienze, ma siamo consapevoli delle sfide ancora da affrontare.

Per questo motivo – dichiara Tiziana Mele, Ad Lundbeck Italia – continueremo ad innovare, con dedizione e curiosità, per promuovere la salute del cervello e migliorare la qualità della vita dei pazienti, confermando il nostro ruolo di partner nelle neuroscienze al fianco della classe medica, delle istituzioni, delle persone che vivono con malattie del cervello e della comunità".  L'azionista principale della casa madre del gruppo Lundbeck – ricorda una nota – è la Fondazione Lundbeck, con quasi il 70% delle azioni, che da oltre 60 anni investe in ricerca con l'obiettivo di rafforzare la salute del cervello.Tra i suoi finanziamenti si annovera anche il prestigioso Brain Prize: riconoscimento del valore di circa 1,3 milioni di euro, assegnato ogni anno a uno o più ricercatori che si sono contraddistinti per il loro contribuito sostanziale nell'ambito della ricerca nelle neuroscienze.

Da quando è stato assegnato per la prima volta nel 2011, il Brain Prize ha premiato 47 scienziati di 11 diversi Paesi, valutati e selezionati dal 'Selection Commetee' della Fondazione, a cui hanno preso parte come membri anche eccellenze italiane.Nel 2014 il riconoscimento è andato a un italiano, Giacomo Rizzolatti, Professor of Human Physiology dell'Università di Parma, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei e Foreign Member della Royal Society e della National Academy of Sciences, che ha aperto l'evento odierno con un keynote speech. Lundbeck è stata tra le prime aziende a formulare importanti terapie in ambito psichiatrico e neurologico e, grazie al suo significativo patrimonio di conoscenze specialistiche, fin da subito è stata riconosciuta anche in Italia come parte attiva di un network globale per la ricerca nelle neuroscienze.

Lundbeck Italia, inoltre, promuove collaborazioni con la classe medica, le istituzioni e il Terzo settore per far sì che la salute del cervello sia inserita come priorità all'interno del dibattito e dell'agenda politica italiana.Questo impegno si riflette anche nel lavoro che l'azienda costantemente svolge attraverso attività e iniziative di sensibilizzazione sulla salute del cervello, volte a superare lo stigma e i pregiudizi associati alle patologie del sistema nervoso. Per celebrare i 30 anni di attività in Italia, Lundbeck Italia ha organizzato una serie di eventi e iniziative nel corso del 2024 con lo scopo di sensibilizzare sulla salute del cervello, tra cui il progetto 'Coloriamo i luoghi della salute mentale', volto a ridisegnare gli ambienti di cura per renderli più accoglienti e funzionali, migliorando così il percorso di cura dei pazienti.

Una forte attenzione è stata data ai giovani, le menti del nostro futuro, con il cortometraggio 'Mi vedete?' sulla depressione giovanile e il progetto scuole 'Mi vedete?', volto a intercettare il disagio dei ragazzi prima che diventi un disturbo.Inoltre, con 'People in Mind – Young Edition 3.0', un progetto educativo e al contempo creativo dedicato alle scuole superiori, l'azienda ha instaurato con studenti e docenti un dialogo sano e sicuro sulle malattie mentali attraverso webinar formativi con esperti del settore, stimolando inoltre le riflessioni dei ragazzi su questo tema attraverso la stesura di un soggetto cinematografico. In occasione dell'Extra G7 Salute, Lundbeck Italia ha promosso ad Ancona una serata gratuita aperta alla cittadinanza in compagnia dei comici Ale e Franz per promuovere un dialogo aperto sulla salute mentale, coniugando la comicità degli attori al sapere scientifico di esperti.

Infine, Lundbeck Italia ha contribuito alla realizzazione della rappresentazione teatrale di Pinocchio: una favola alla rovescia, presentata al teatro Parioli di Roma lo scorso novembre dal Teatro Patologico, su iniziativa del senatore Antonio Guidi, per sensibilizzare sui temi dell'inclusione e della salute del cervello, mostrando il valore terapeutico del teatro e dell'arte nel percorso di cura.  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Papa Francesco, la rivelazione choc: “Scampato a due attentati in Iraq”

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(Adnkronos) – Nel giorno in cui Papa Francesco compie 88 anni, arriva una rivelazione choc contenuta nell’ autobiografia ‘Spera’, in uscita a gennaio e anticipata dal ‘Corsera’ e da ‘Repubblica’.Durante il viaggio in Iraq nel 2021, Bergoglio è scampato a un duplice attentato organizzato da alcuni kamikaze, tra cui una giovane donna: "Il viaggio in Iraq mi era stato sconsigliato da tutti", ricorda Francesco, "ma io volevo andare fino in fondo.

Sentivo che dovevo". La gendarmeria vaticana era stata informata dai servizi segreti britannici: una donna imbottita di esplosivo si stava dirigendo verso Mosul pronta a farsi esplodere durante la visita del Papa.E c'era anche un furgone sospetto in viaggio verso le tappe che avrebbe percorso Bergoglio. "Domandai alla gendarmeria che cosa si sapeva sui due attentatori, il comandante mi rispose laconicamente: 'Non ci sono più'.

La polizia irachena li aveva intercettati, e fatti esplodere.Anche questo mi ha colpito molto.

Anche questo era il frutto avvelenato della guerra", osserva Bergoglio nell’ autobiografia che uscirà il 14 gennaio. A sua volta, ‘Repubblica’ anticipa altri aspetti dell’autobiografia del Papa nei quali parla, tra l’altro, dell’umanità che trovò tra le prostitute: “Tutti nel barrio le conoscevano.Le chiamavano ‘la Ciche’ e la ‘Porota’”.

Di quest’ultima il Pontefice parla come di una “Maddalena contemporanea” che insieme alla sorella riuscì poi a cambiare vita.Bergoglio racconta la sua infanzia nel barrio Flores: “Ho conosciuto il lato più oscuro e faticoso dell’esistenza, l’uno e l’altro insieme nello stesso isolato.

In periferia i preti vivono il Vangelo tra gli scartati di un’economia che uccide”. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gli Eroi dell’Arechi: Quando la Juve Stabia Diventa Leggenda

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Dopo 102 anni di attesa, il popolo stabiese può finalmente esultare: la Juve Stabia espugna l’Arechi, battendo la Salernitana in una partita che sa di leggenda. Un trionfo che non è solo una vittoria calcistica, ma un’iniezione di orgoglio e di gioia per un’intera città. Un successo che ha acceso la fantasia, riportandoci ai tempi in cui i supereroi popolavano i nostri sogni. E allora, perché non immaginare i nostri giocatori come paladini invincibili, pronti a difendere i colori gialloblù con superpoteri degni dei fumetti?

Alle vittorie sul campo (1922 e 2024), possiamo aggiungere anche quella ottenuta a tavolino (0-2) nel 1945, che consegnò allo Stabia il titolo di campione dell’Italia Liberata ma questa è una vittoria che ha sicuramente un sapore speciale.

Il 15 dicembre 2024 si iscrive così di diritto nel libro della storia della Juve Stabia, un nuovo capitolo da raccontare e tramandare, un capitolo intitolato “Salernitana”.

Ecco allora i nostri supereroi, gli artefici di questa impresa memorabile:

  • Hulk Thiam: L’invalicabile muro tra i pali. La sua stazza e la sua potenza ricordano il gigante verde, una barriera insuperabile per gli attaccanti avversari.
  • Batman Ruggero: Il cavaliere oscuro della difesa. Vigilante implacabile, protegge la retroguardia con astuzia e precisione, neutralizzando ogni minaccia.
  • Ironman Bellich: L’uomo di ferro che domina le altezze. Con i suoi colpi di testa potenti e precisi, sembra volare in mezzo al campo, un vero e proprio supereroe tecnologico.
  • Thor Varnier: Il dio del tuono che abbatte gli avversari. Con la sua forza bruta e i suoi interventi decisi, è un martello per le difese nemiche.
  • Flash Floriano Mussolini: La velocità incarnata. Sfreccia sulla fascia come un fulmine, lasciando gli avversari a bocca aperta con le sue accelerazioni.
  • Lanterna Verde Fortini: Il custode dei cross perfetti. I suoi traversoni sono precisi come raggi laser, illuminando l’area di rigore e creando occasioni da gol.
  • Capitan America Buglio: Lo scudo della squadra. Leader carismatico e baluardo insuperabile a centrocampo, difende i suoi compagni con coraggio e abnegazione.
  • Wolverine Pierobon: Gli artigli affilati del centrocampo. Con la sua grinta e la sua determinazione, “affetta” gli avversari con interventi precisi e puntuali.
  • Superman Leone: Il super centrocampista che domina la mediana. Un vero e proprio uomo d’acciaio, capace di recuperare palloni, impostare il gioco e rendersi pericoloso in fase offensiva.
  • Spiderman Candellone: L’uomo ragno dell’area di rigore. I suoi “sensi di ragno” gli permettono di anticipare le mosse degli avversari e di trovarsi sempre al posto giusto nel momento giusto, concretizzando le azioni offensive.
  • Deadpool Adorante: L’irriverente antieroe che demoralizza gli avversari. Con il suo stile unico e le sue giocate imprevedibili, deride e mette in difficoltà le difese nemiche, portando scompiglio e creando occasioni da gol.

Questa vittoria non è solo un risultato sportivo, ma una favola moderna, un racconto di eroi che hanno saputo superare i propri limiti per regalare un sogno a una città intera. Un ricordo indelebile che resterà scolpito nella memoria di ogni tifoso gialloblù.

Ambiente, Barbaro: “C’è squilibrio tra Parchi e Aree marine protette”

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(Adnkronos) – “Stiamo cercando di coinvolgere anche le associazioni ambientaliste per portare un contributo all'adeguamento della legge 394 che disciplina le aree protette sul nostro territorio.La legge va assolutamente adeguata, ma l'importanza di questa riunione non è soltanto nell'adeguamento della legge, ma nella possibilità di dare continuità ai confronti per trovare le proposte che indirizzeranno i prossimi anni.

C'è squilibrio tra parchi e aree marine protette, ma soprattutto c'è una percezione nell'immaginario collettivo che è inferiore rispetto all'importanza che hanno le aree protette”.Così Claudio Barbaro, sottosegretario di Stato al ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, durante gli 'Stati Generali delle Aree protette italiane', un confronto con i protagonisti del sistema delle aree naturali protette, presso la Biblioteca Nazionale di Roma. "Noi stiamo cercando, proprio attraverso queste due giorni, di cambiare il paradigma.

Dobbiamo cercare di far sì che le aree protette, che rappresentano il 23% del territorio nazionale, possano entrare nella quotidianità degli italiani", aggiunge. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morta a 67 anni Diane Delano, attrice di Ncis e Desperate Housewives

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(Adnkronos) – L'attrice statunitense Diane Delano, nota per aver interpretato Bobbi Glass nella serie 'Popular' e Barbara Semanski nella serie 'Un medico tra gli orsi', è morta nella sua casa di Sherman Oaks, in California.Sessantasette anni, aveva un tumore.

La notizia della scomparsa è stata confermata oggi dall'amica Stepfanie Kramer e dal suo agente Dennis Sevier.   Delano si era affermata per il ruolo di Barbara Semanski, la dura poliziotta dell'Alaska e interesse amoroso di Maurice Minnefield (Barry Corbin), astronauta e imprenditore, nella commedia 'Un medico tra gli orsi' (1990-95).Ha anche interpretato la professoressa Roberta 'Bobbi' Glass nel telefilm 'Popular', andato in onda dal 1999 al 2001. L'attrice è apparsa in episodi di serie televisive di successo quali "Desperate Housewives", "La vita secondo Jim", 'Ncis: Unità anticrimine', 'Zoey 101', 'E.R.

Medici in prima linea', 'Cold Case – Delitti irrisolti' e 'Detective Monk'.Ha recitato anche in una decina di film, tra i quali 'I sonnambuli' (1992) di Mick Garris, 'A Mighty Wind – Amici per la musica' (2003), 'Ladykillers' (2004) e 'Il prescelto' (2006) di Neil LaBute. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, Mannarino attacca: “Hanno fatto di tutto per farlo apparire pulito”

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(Adnkronos) – Ancora attacchi a Jannik Sinner.Questa volta non c'entra Nick Kyrgios, impegnato nella sua personale crociata contro il tennista azzurro, che il prossimo febbraio vedrà concludersi, in un modo o nell'altro, il caso doping che lo ha riguardato.

Dopo la positività al Clostebol e la successiva assoluzione infatti, il Tas si esprimerà sul ricorso presentato dalla Wada, l'Agenzia mondiale antidoping. Proprio del caso Sinner, ma anche di quello che ha riguardato Iga Swiatek, ha parlato Adrian Mannarino, tennista francese numero 66 del mondo: "Io non credo più a Babbo Natale.Poi ognuno, se vuole crederci, è libero di farlo.

Per quanto riguarda questi casi sono disposto a concedere il beneficio del dubbio, ma penso sia qualcosa di molto sorprendente.Sui 300 migliori giocatori del mondo sono stati riscontrati due test positivi, e sono entrambi i numeri uno dei rispettivi ranking.

Può capitare di prendere inavvertitamente la pillola o la vitamina sbagliata, ma penso sia comunque quantomeno sorprendente", ha detto a Rmc. Mannarino ha anche insinuato qualche dubbio sulla gestione dei casi Sinner e Swiatek da parte della Federazione: "Penso che abbiano fatto tutto quello che è in loro potere per farli apparire come atleti puliti, delle vittime quasi.Io ogni mattina mi alzo e zoppico.

Se a 36 anni devo scendere in campo con ragazzi di 20-25 che non sono puliti, diventa complicato.In ogni caso, spero per loro che lo siano", ha concluso il francese. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, Amref accende riflettori su flussi interni dell’Africa, oltre 20 milioni ogni anno

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(Adnkronos) – Ogni anno oltre 20 milioni di persone sono costrette a migrare all'interno dell’Africa a causa di conflitti, instabilità ed eventi climatici estremi.Lo afferma l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati.

Nella Giornata Internazionale del Migrante che ricorre il 18 dicembre, promossa dalle Nazioni Unite dal 2003, ''il nostro compito, qui in Italia, è dare voce a storie come quella di Teresa per accendere i riflettori su un fenomeno spesso ignorato: la migrazione interna al continente africano'', ha affermato Guglielmo Micucci, direttore di Amref Italia.La storia citata da Micucci è quella di Teresa Ngongi, una madre sudsudanese che ha trovato rifugio in Uganda dopo un viaggio straziante. "Abbiamo camminato per una settimana intera, attraversando strade disseminate di corpi senza vita.

Il rumore degli spari ci obbligava a nasconderci, a proteggere i nostri figli, sperando solo di arrivare vivi'', ha raccontato. Il Sud Sudan, il più giovane Stato al mondo, è segnato da conflitti che dal 2013 hanno provocato centinaia di migliaia di morti e sfollato milioni di persone.La violenza etnica, le crisi politiche e l’instabilità economica hanno costretto milioni di persone a lasciare il Paese.

Su una popolazione di 11 milioni di abitanti, 2,2 milioni si sono spostati all'interno del Paese per cercare migliori condizioni, altri 2,3 milioni hanno raggiunto gli Stati confinanti.L'Uganda è uno di questi.

Ospita oltre 1,5 milioni di migranti ed è uno dei principali Paesi di accoglienza in Africa e nel mondo, ha adottato una politica inclusiva per i rifugiati. Secondo il World Migration Report 2024 dell'Unhcr, più della metà di coloro che trovano riparo in Uganda proviene dal Sud Sudan, affrontando viaggi estremamente pericolosi e traumatici per raggiungere la sicurezza.Per il Global Trends Report 2023 dell'Unhcr, la migrazione interna al continente africano è un fenomeno che coinvolge 20 milioni di persone ogni anno e la crisi in Sud Sudan ne è un esempio emblematico.

Tra coloro che cercano un futuro migliore, molti finiscono per stabilirsi nei campi per migranti in Uganda, dove la speranza si intreccia con la sfida della sopravvivenza quotidiana.Teresa Ngongi è una di queste persone. Fuggita dal Sud Sudan con i suoi figli, ricorda la disperazione di quel viaggio: "I bambini piangevano, correvamo tra i cespugli per nasconderci.

Arrivare in Uganda è stato un miracolo.Ora almeno possiamo accedere ai servizi sanitari di base, ma la strada è ancora lunga".

Nel Rhino Camp, dove vive, Teresa è una delle tante donne che trovano speranza e cure grazie al centro sanitario Ofua 6, gestito da Amref nell’ambito del progetto Scorep+, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (Aics).Un’altra storia di resilienza è quella di Nema Tabu, 35 anni, migrante sudsudanese e volontaria sanitaria presso il Rhino Camp.

Arrivata in Uganda nel 2016, Nema è stata scelta dai leader della comunità come membro del Village Health Team, ruolo cruciale per garantire assistenza sanitaria sul territorio. Grazie alla formazione ricevuta da Amref, Nema fornisce vaccini, supporto per le cure prenatali e monitora malattie come malaria e polmonite nei bambini sotto i cinque anni. "Quando siamo arrivati qui, ci hanno dato un pezzo di terra e alcune risorse per iniziare una nuova vita.Con il supporto di Amref, possiamo garantire alle mamme un parto assistito e sicuro – riducendo notevolmente il tasso di mortalità materna – e a ogni bambino possiamo garantire le cure necessarie," racconta Nema, che con il suo lavoro ha contribuito a ridurre drasticamente la necessità di viaggi lunghi e pericolosi verso le strutture sanitarie che si trovano a grande distanza dal Camp. Amref Health Africa – la più grande ong sanitaria operante nel continente dal 1957 – con il progetto Scorep+ ha trasformato il centro sanitario 'Ofua 6' in un punto di riferimento per oltre 20.000 persone.

I risultati sono tangibili: più di 5.000 pazienti hanno ricevuto cure nell’ultimo trimestre, 300 donne hanno beneficiato di cure prenatali, 200 bambini sono stati vaccinati, e 20 operatori sanitari comunitari sono stati formati, rafforzando l’assistenza sul territorio.Tuttavia, rimangono criticità come la mancanza di una sala parto completamente attrezzata. ''Quando si parla di migrazioni, il pensiero va spesso alle storie strazianti delle traversate del Mediterraneo verso l'Italia, come ciò che è accaduto alla bambina ritrovata sola in mezzo al mare circa una settimana fa.

Tuttavia'', afferma Micucci. ''La maggior parte dei migranti rimane all’interno del continente africano, affrontando viaggi altrettanto disumani.La migrazione interna in Africa rivela una realtà complessa, fatta di sofferenza, resistenza e coraggio, che troppo spesso passa inosservata nel dibattito globale.

Le storie come quelle di Teresa e Nema sono un esempio di speranza e determinazione, ma ci ricordano anche la necessità di garantire il diritto a una vita dignitosa, sia per chi desidera restare nella propria terra sia per chi cerca sicurezza e opportunità altrove'', aggiunge. L’Uganda, pur accogliendo oltre un milione di migranti – moltissimi accolti nei distretti di Terego e Madi-Okolo – deve fare i conti con risorse limitate e infrastrutture precarie.In questa sfida, progetti come Scorep+ non solo garantiscono servizi essenziali, ma costruiscono un modello di solidarietà e cooperazione tra comunità migranti e ospitanti.

Ogni storia raccontata in questa giornata ci ricorda che la migrazione non è solo un fenomeno, ma un intreccio di vite, sfide e aspirazioni.Guardando a questi volti e alle loro battaglie, emerge con forza l’urgenza di un impegno condiviso per garantire dignità, salute e futuro a chi è costretto a lasciare la propria terra. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Farmaceutica, l’impegno di Otsuka per il benessere fisico e mentale dei dipendenti

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(Adnkronos) – I dipendenti Otsuka Italia che hanno partecipato al progetto 'Dreamland' hanno incrementato in media del 25% la qualità del loro sonno giornaliero in soli 8 mesi.Sono così aumentate anche la memoria (+24%), la concentrazione (+7%), la produttività (+12%) e più in generale è aumentato il livello di salute (+19%).

Il 30% dei partecipanti ha migliorato la qualità e quantità del proprio sonno quotidiano.Sono questi i principali risultati dell'iniziativa con la quale l'azienda farmaceutica giapponese ha cercato, nel corso di tutto il 2024, di migliorare la qualità di vita dei suoi lavoratori.

Otsuka è così la prima azienda in Italia a premiare, con giorni di ferie aggiuntivi, chi all'interno del proprio team dorme meglio.  "Dreamland – afferma Alessandro Lattuada, Managing Director di Otsuka Pharmaceutical Italy – è un progetto innovativo che rispecchia pienamente la filosofia di Otsuka e i suoi tre principi guida: 'Sozosei' (creatività), 'Jissho' (realizzazione) e 'Ryukangodo' (riconoscere la strada).Come azienda abbiamo riconosciuto l'importanza di un buon riposo quale componente fondamentale del benessere poiché, favorendo il recupero fisico e mentale, contribuisce a migliorare la qualità di vita.

Il progetto sottolinea e attua il nostro impegno nel promuovere una cultura del lavoro che riconosca e sostenga pienamente la salute e il benessere dei suoi dipendenti".  A Dreamland – riporta una nota – ha aderito volontariamente più dell'80% dei dipendenti di Otsuka Italia e ha avuto una durata totale di 8 mesi.I partecipanti hanno misurato la propria quantità e qualità del sonno nei mesi di febbraio e marzo 2024.

Tra aprile e settembre è stato avviato per loro un programma informativo basato su consigli e suggerimenti per migliorare il sonno nonché un webinar con Luigi Ferini Strambi, medico neurologo tra i massimi esperti della materia a livello internazionale.L'azienda ha inoltre regalato a tutti i propri dipendenti un libro sull'importanza vitale del sonno.

Per registrare l'evoluzione del proprio sonno, sono stati effettuati rilevamenti attraverso un dispositivo indossabile, fornito dall'azienda, e questionari per valutare lo stato psico-fisico.Chi ha migliorato del 15% il parametro di qualità e/o quantità del sonno ha ricevuto in premio un giorno aggiuntivo di ferie nel 2025.

Coloro che hanno ottenuto un incremento maggiore del 15% hanno invece avuto in regalo due giorni di ferie aggiuntivi. "Otsuka è la prima azienda nella storia a premiare il riposo con più riposo – sottolinea Oscar Alcoberro, People Director di Otsuka Pharmaceutical Italy – L'iniziativa è nata per migliorare il benessere dei dipendenti e anche per sensibilizzare l'intera società sull'importanza del sonno e del riposo e del loro impatto sulla salute in generale e, in particolare, quella mentale.Posso quindi affermare che Otsuka è un'azienda di sognatori".  "Un sonno di qualità risulta fondamentale per mantenere una buona salute.

Come e quanto dormiamo sono due aspetti da non sottovalutare – conclude Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del sonno dell'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano – perché sono a loro volta strettamente collegati al rischio di malattie causate da una carenza di sonno.Obesità, diabete o patologie cardio-vascolari sono solo alcune tra le più diffuse e frequenti.

Incentivare e migliorare il sonno di un lavoratore comporta anche una riduzione notevole dei livelli di stress e un perfezionamento delle funzioni cognitive.Tutto questo determina effetti positivi notevoli anche sulla produttività dei singoli lavoratori che si ritrovano inoltre a lavorare in un ambiente più riposato e sano".  —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sostenibilità, Alperia: il palazzo del Gruppo 24 Ore dimezza consumi di climatizzazione

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(Adnkronos) – Il Gruppo 24 Ore si è avvalso della tecnologia di Alperia per rendere più efficiente, sostenibile ed economico il quartier generale della sua sede milanese grazie all’adozione del sistema Sybil Hvac, che ottimizza le temperature e garantisce risparmio energetico.Il Palazzo in viale Sarca a Milano, noto per la sua architettura all’avanguardia e già certificato Leed Gold, ha beneficiato di interventi mirati che hanno portato a una significativa riduzione dei consumi energetici.

E' quanto fa sapere Alperia in una nota.  Il sistema è stato progettato per interfacciarsi con l’impianto esistente dell’edificio di 10 piani per 15mila metri quadrati, con l’obiettivo di efficientare le macchine (polivalenti) utilizzate per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti e le caldaie utilizzate per la produzione di acqua calda sanitaria, per fornire acqua calda ai radiatori presenti nei bagni e alle unità di trattamento aria – spiega Alperia – Si è lavorato in primo luogo sulla rimodulazione del caldo e del freddo: è stato possibile ridurre di 5,7 gradi centigradi la temperatura media di mandata (ossia i gradi dell’acqua che circola nelle tubazioni di alimentazione di un impianto di riscaldamento), mantenendo lo stesso confort all’interno dello stabile.  Le ottimizzazioni operate da Alperia vanno dall’accensione e spegnimento della ventilazione dei piani in base alla qualità dell’aria misurata negli ambienti, alla stima della domanda termica futura negli ambienti grazie a un sistema predittivo che si basa sui dati storici e sulle previsioni meteo.In questo caso l’algoritmo continua ad aggiornarsi imparando dai dati storici e anticipando le condizioni.

Nella prima fase del progetto, avviato a febbraio 2023, è stato registrato un risparmio di circa il 39% sui consumi di energia elettrica delle polivalenti e del 34% sul gas rispetto al mese precedente l’installazione di Alperia Sybil Hvac.Un ulteriore risparmio medio di energia elettrica dell’impianto Hvac pari al 35,8% è stato raggiunto nel periodo marzo – ottobre 2024 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un picco del 60,2% a marzo, grazie all’implementazione di logiche avanzate di ottimizzazione nella seconda fase, avviata a marzo 2024. “Siamo entusiasti di collaborare con un gruppo multimediale come il Gruppo 24 Ore per dimostrare che l’efficienza e la transizione energetica sono un processo in evoluzione e una priorità essenziale per il futuro – ha dichiarato Giuseppe Apolloni, Ceo di Alperia Green Future – Alperia si conferma un attore chiave nel campo dell’efficienza energetica, promuovendo soluzioni innovative e sostenibili.

L’attenzione al miglioramento delle performance energetiche non solo riduce i consumi, ma sostiene anche la transizione verso un futuro più verde”.  “Abbiamo iniziato la collaborazione con Alperia con la rendicontazione delle emissioni di gas serra per gli Scope 1 e 2 e la definizione di una strategia climatica, proseguendo poi con il calcolo delle emissioni indirette di Scope 3, prendendo in esame l’intera organizzazione, al fine di individuare i principali hotspot su cui intervenire per implementare ulteriori azioni di miglioramento e mitigazione”, ha spiegato Gianpaolo Sorgi, Responsabile Servizi Generali, Sicurezza e Ambiente del Gruppo 24 Ore. —sostenibilitawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Mudryk positivo all’antidoping: rischia lunga squalifica

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(Adnkronos) – L'attaccante ucraino del Chelsea Mykhailo Mudryk rischia una lunga squalifica per doping.Il giocatore, secondo il quotidiano ucraino Tribuna, è stato trovato positivo a un test antidoping nell'ottobre di quest'anno, dove è stata rilevata una sostanza vietata nel campione "A".

Per il calciatore dei Blues, la squalifica potrebbe arrivare nelle prossime settimane dopo l'apertura del campione "B".   Secondo il blogger Mykhailo Spivakovskyi si tratta del meldonium, noto anche come Mildronato.Il risultato dell'apertura del campione "B" è ancora sconosciuto.

Questo dovrebbe essere fatto nei prossimi giorni.Dopodiché diventerà chiaro se l'ala della nazionale ucraina e del Chelsea sarà squalificata.

Il 23enne internazionale ucraino è stato ingaggiato dal Chelsea dallo Shakhtar Donetsk nel gennaio 2023, per la cifra record di 100 milioni, ma non è riuscito ad affermarsi a Stamford Bridge.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)