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MariaVittoria Minghetti: “Guadagno 80 euro, una miseria”. La rivelazione al Grande Fratello

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(Adnkronos) –
MariaVittoria Minghetti ha rivelato quanto guadagnerebbe ogni singolo giorno trascorso dentro la Casa del Grande Fratello.La concorrente del reality show di Canale 5 si è fatta sfuggire un'informazione che non dovrebbe essere svelata pubblicamente. Il segreto è stato svelato in un momento di confessioni tra inquiline.

Zeudi Di Palma, infatti, ha rivelato a MariaVittoria di avere scoperto che i concorrenti Vip percepirebbero una somma inferiore rispetto a chi si approccia al mondo dello spettacolo per la prima volta. "Pensa che qui dentro pagano molto di più persone che non hanno fatto nulla.Non posso fare nomi ma credimi è così", ha detto Zeudi, mostrandosi convinta della sua idea. La replica di MariaVittoria: "Non è come dici.

A me pagano una miseria".E sottovoce, per non farsi sentire dai microfoni, la concorrente aggiunge: "Posso assicurarti di no.

Io prendo 80 euro al giorno".L'ex Miss Italia invita poi la concorrente a evitare di dire la cifra esatta, ma MariaVittoria incalza: "Lo devono sapere, devo dirlo.

Carta canta, ma poi è la verità, considerando che dobbiamo anche pagare le tasse con questi soldi". MariaVittoria Minghetti è laureata in Medicina alla Sapienza, ha iniziato la specializzazione in anatomia patologa ma, resasi conto che non fosse la sua strada ha poi fatto un master all'Università di Tor Vergata per specializzarsi in medicina estetica.Ha scelto di entrare al Grande Fratello per dimostrare ai suoi genitori di potersela cavare da sola.

La 31enne è già economicamente indipendente perché collabora con diversi studi sparsi per l'Italia.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Governo, tornano voci su rimpasto: Salvini rilancia ma Fazzolari frena

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(Adnkronos) – Le voci di rimpasto irrompono nello sprint finale della manovra al Senato.Mentre è in corso la discussione sulla fiducia a Palazzo Madama, si rincorrono i rumors su una 'super clausola' che vincolerebbe i partiti della coalizione di maggioranza a non cambiare caselle di governo, impedendo ai ministri di ricoprire incarichi già svolti in passato (vedi Matteo Salvini al Viminale sull'onda dell'assoluzione per il processo Open Arms).

Il primo, oggi, a smentire l'ipotesi di un rimaneggiamento della squadra di Palazzo Chigi – caldeggiata in particolare dalla Lega nei giorni scorsi – è il presidente dei senatori di Fi Maurizio Gasparri ("non vedo le ragioni per parlare di rimpasto e per procedere a cambiamenti, a meno che non ci siano promozioni come è accaduto nel caso di Raffaele Fitto") seguito dal capogruppo di Fratelli d'Italia Lucio Malan ("non vediamo la necessità di un rimpasto").  A spegnare le indiscrezioni ci pensa il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'attuazione del programma, Giovanbattista Fazzolari, fedelissimo della premier Giorgia Meloni.Una super clausola anti-rimpasto "non è all'ordine del giorno, non se ne è mai parlato", assicura il braccio destro della leader di Fratelli d'Italia, smentendo in particolare i boatos su un eventuale trasloco del segretario leghista alla guida del ministero dell'Interno: "Non c'è preclusione su nulla, ma di rimpasto – precisa – non si è mai parlato.

Il rimpasto si fa quando l'attività del governo ne trarrebbe giovamento, ma ad oggi non mi sembra che ci sia questa esigenza".Per Fazzolari "Piantedosi è un ottimo ministro, così come Salvini al Viminale sicuramente farebbe molto bene ma ad oggi – ribadisce – non c'è alcuna esigenza di rimpasto". Ma il capo della Lega, fermato dai cronisti fuori Palazzo Madama, rilancia: "Siamo tutti nelle mani del buon Dio.

Il ministro dell'Interno l'ho fatto e penso discretamente.Adesso l'assoluzione" per il processo Open Arms "toglie le scuse soprattutto alla sinistra che diceva 'Salvini non può occuparsi di immigrazione perché sotto processo'.

Ho tante cose da portare avanti al ministero dove sono, ma occuparsi della sicurezza degli italiani è qualcosa di bello e importante".Il vicepremier ribadisce il suo apprezzamento per il lavoro svolto dall'attuale ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ("ha tutta la mia stima e la mia fiducia") ma non 'molla' la presa: "Ragioneremo sia con Giorgia che con lui". La presidente del gruppo Civici d'Italia-Noi moderati Michaela Biancofiore ricorda il precedente del governo Letta: "Non so se corrisponda alla verità che vi sia un patto nella mia maggioranza di non ricoprire ruoli ministeriali già avuti in precedenza, anche se ha un senso.

So per certo, viceversa, che un patto vigeva seriamente per il governo Letta, del quale ho fatto parte dimettendomi anzitempo.In quel governo vi fu il patto tra Letta e Alfano, tra Pd e Pdl, in quanto governo di unità nazionale, di vietare la nomina di coloro che avevano ricoperto incarichi di governo in governi di maggioranza: patto che non valeva solo per Alfano, segretario del Pdl in quel momento". Nonostante le smentite, resta comunque il rebus dei sottosegretari.

A cominciare dal ruolo di viceministro dei Trasporti, rimasto vacante dopo l'approdo di Galeazzo Bignami alla guida del gruppo Fdi alla Camera.A questa poltrona si aggiungono quelle di sottosegretario all'Università e alla Cultura, occupate rispettivamente da Augusta Montaruli e Vittorio Sgarbi prima delle loro dimissioni.

Ruoli, spiegano fonti parlamentari di centrodestra, sui quali via della Scrofa vorrebbe mantenere una sorta di golden share. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tony Effe, Codacons: “Escludere dal concerto di Capodanno brani violenti”

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(Adnkronos) – Il Codacons torna a rivolgersi al Tar Lazio con un’apposita istanza e a chiedere un intervento sul caso del concerto di Tony Effe, in programma il 31 dicembre a Roma, cancellando i brani violenti del cantante dalla scaletta della serata.  L’Associazione, attraverso un ricorso, aveva nei giorni scorsi chiesto l'annullamento dell’autorizzazione rilasciata da Roma Capitale al concerto (presso il Palazzo dello Sport) del rapper Tony Effe – pseudonimo di Nicolò Rapisarda – per la sera del 31 dicembre 2024 e "di tutti i provvedimenti presupposti e consequenziali di data ed estremi ignoti con i quali Roma Capitale ha autorizzato il predetto concerto nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente e comunque connesso, anche se ignoto e/o sconosciuto". Con decreto cautelare monocratico n. 998/2024, il Presidente della Sezione II Ter del Tar del Lazio ha deciso però di fissare "per la trattazione collegiale la camera di consiglio del 14 gennaio 2025".Una data che non avrebbe alcuna utilità vista la data dell’evento "che si chiede di regolare secondo legge". Per questo, il Codacons ha rettificato la domanda cautelare.

L’Associazione chiede ora di "revocare il decreto cautelare monocratico n. 998/2024 e/o emanare nuovo decreto cautelare monocratico” così da “inibire e/o escludere dalla programmazione dell’evento" alcuni brani del cantante Tony Effe, ovvero quelli caratterizzati da testi violenti nei confronti delle donne.Nell’atto, l’Associazione ha elencato alcuni di questi titoli ('DM', 'Mi piace', 'Dopo le 4', 'Miu Miu', 'Il Doc 2', 'Taxi sulla luna'). —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Italiani iniziano il 2025 con cautela, intenzioni di acquisto -1,5% in primi tre mesi

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(Adnkronos) – Nei primi tre mesi del 2025, le intenzioni d’acquisto degli italiani saranno all’insegna di una cautela (-1,5%) condizionata soprattutto dal settore della mobilità che vede sia le auto nuove (-19,4%) che le usate (-12,5%) con il freno a mano tirato.E' quanto emerge dall'Osservatorio mensile Findomestic, gruppo Bnp Paribas, anticipato dall'Adnkronos. "Secondo le nostre ultime rilevazioni – commenta Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Findomestic – in un contesto che resta di preoccupazione, in cui da oltre 2 anni la maggioranza degli italiani guarda al futuro con pessimismo, si colgono alcuni segnali di miglioramento: diminuiscono dal 42% al 39% le famiglie che si dichiarano in una situazione "molto" o "abbastanza problematica e quanto meno sotto Natale è salita dal 26 al 33 la percentuale di chi ritiene che quello attuale sia un buon momento per fare acquisti".  La crescita delle intenzioni d’acquisto di infissi (+20%), grandi elettrodomestici (+17,6%), ristrutturazioni (+15,3%) e mobili (+11,2%) mette in evidenza come gli italiani continuino a progettare acquisti per rendere più efficiente la propria abitazione. "I bonus governativi in approvazione su mobili, infissi, ma anche elettrodomestici – sottolinea Bardazzi – certamente influenzano le intenzioni d’acquisto del settore casa che, fatta eccezione per gli infissi, soffrono nei segmenti più legati all’efficienza energetica: isolamento termico (-0,7%), impianti fotovoltaici (-3,7%) e pompe di calore (-4,7%)".

Secondo i dati dell’Osservatorio Findomestic, bene anche la telefonia (+9%), attrezzature per il fai da te (+5,1%), tablet (+4%), fotocamere (+2%) e Tv, mentre viaggi e vacanze (-0,9%) toccano uno dei punti più bassi dell’anno come già avvenuto lo scorso luglio.In negativo anche i piccoli elettrodomestici (-4,5%), Pc (-4,9%), attrezzature sportive (-5,4%), motoveicoli (-8%), le e-bike (-12,5%) e i monopattini elettrici (-19%). A NATALE TRA I REGALI PIU' GETTONATI ABBIGLIAMENTO, LIBRI E MUSICA.

L’Osservatorio di dicembre di Findomestic ha stilato una classifica dei regali più scelti dagli italiani quest’anno: su tutti articoli di abbigliamento e accessori (46% delle preferenze) seguiti da libri e musica (34%), cibo e gift card (30%).Più distanziati i trattamenti estetici, e la profumeria (19% di preferenze), giochi o videogiochi (15%) e i pacchetti benessere (10%).

Gli articoli tecnologici sono stati preferiti dal 20% del campione, mentre nel 2022 era il 34%. "Anche in questo caso – aggiunge Bardazzi – la prudenza di consumatori particolarmente attenti al budget familiare ha influito sulle scelte d’acquisto: la spesa media dichiarata per i regali nel 2024 è stata di 308 euro, oltre 20 euro in meno rispetto al 2021".  NEL 2024 I BENI DUREVOLI CRESCIUTI PIU’ DEGLI ALTRI MERCATI.Tra i prodotti più venduti nel 2024 le friggitrici (+30.2%), i robot da cucina (+25.5%), le mini-aspirapolvere (+16,6%), le macchine per il caffè (+9%) e i prodotti per la cura dei capelli (+7.8%) e tra i grandi elettrodomestici ci sono anche lavastoviglie (+4.1%).

Nel contesto di stagnazione pressoché generalizzata dei consumi fanno eccezione i beni durevoli, che crescono più degli altri mercati e chiuderanno il 2024 a quota +4,2%, raggiungendo il valore record di 78,33 miliardi secondo le stime dell’Osservatorio annuale dei consumi di Findomestic, realizzato dalla società di credito al consumo del Gruppo Bnp Paribas in collaborazione con Prometeia.La performance è trainata dal comparto mobilità, in espansione del 7,6% nonostante il raffreddamento dei prezzi: il fatturato toccherà i 45,2 miliardi soprattutto grazie all’incremento del 9,6% in valore delle auto usate.

Il settore dei beni per la casa, invece, dopo la flessione del 2023, rimarrà sostanzialmente invariato (-0,1%), attestandosi a 33,1 miliardi con il rialzo del 6,5% dei piccoli elettrodomestici e il consolidamento dell’1,6% dei grandi elettrodomestici che fanno da contrappeso ai lievi cali previsti nei mobili (-0,2%) e nella telefonia (-0,6%) e alle perdite più consistenti nell’elettronica di consumo (-4,1%) e nell’information technology (-4,4%).  UMBRIA SCALATRICE, LOMBARDIA REGINA.Le regioni in cui si rilevano gli incrementi più marcati della spesa in durevoli sono Umbria (+6,6% per 1,3 miliardi totali), Valle d’Aosta (+6,4% per 200 milioni) e Abruzzo (+6% per 1,6 miliardi), mentre le crescite più contenute si registrano in Liguria (+1,2% per 2,1 miliardi), Piemonte (+3,3% per 6,7 miliardi) e Campania (+3,4% per 4,8 miliardi).

Guardando ai dati in valore assoluto, la Lombardia vale il 20% del mercato complessivo dei beni durevoli con un giro d’affari di 15,7 miliardi (+3,8%), oltre il doppio rispetto a quelli del Lazio, secondo con 7,7 miliardi (+4,2%), e del Veneto, terzo con 7,3 miliardi (+5,1%).La spesa media per famiglia calcolata dall’Osservatorio Findomestic, giunto alla trentunesima edizione, è di 2.955 euro, in aumento del 3,8% rispetto al 2023.

Il valore più elevato si registra in Piemonte con 3.601 euro; al secondo e terzo posto si collocano le famiglie di Valle d’Aosta e Lombardia rispettivamente con 3.558 e 3.536 euro.In coda alla graduatoria, invece, la Sardegna con 2.138 euro, preceduta dalla Sicilia con 2.142 euro e dalla Calabria con 2.150 euro. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

È morto Charles Shyer, regista de ‘Il padre della sposa’

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(Adnkronos) – Lo sceneggiatore, regista e produttore statunitense Charles Shyer, noto per aver scritto e diretto il film 'Il padre della sposa' del 1991 e il suo sequel quattro anni dopo, è morto venerdì 27 dicembre all'età di 83 anni.L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia, senza fornire fornite le cause del decesso e il luogo.  La famiglia Meyers-Shyer ha rilasciato questa dichiarazione al sito Deadline: "È con un cuore indescrivibilmente pesante che condividiamo la notizia della scomparsa del nostro amato padre Charles Shyer.

La sua perdita lascia un vuoto incolmabile nelle nostre vite, ma la sua eredità vive attraverso i suoi figli e i cinque decenni di meraviglioso lavoro che ha lasciato.Onoriamo la vita straordinaria che ha condotto e sappiamo che non ci sarà mai un altro come lui". 
Nato a Los Angeles l'11 ottobre 1941 (secondo Deadline è questo l'anno esatto, e non il 1951 come indicato da alcune fonti), Shyer è stato un maestro della commedia romantica.

Ha iniziato la carriera come sceneggiatore, scrivendo film come 'Il bandito e la Madama' (1977) di Hal Needham (1977) e 'Verso il sud' (1978) di Jack Nicholson.Si è affermato a Hollywood per la sceneggiatura di 'Soldato Giulia agli ordini' (1980) di Howard Zieff interpretato da Goldie Hawn, con cui ha ottenuto la nomination all'Oscar condivisa con Nancy Meyers e Harvey Miller.

Ha poi scritto anche 'Jumpin' Jack Flash' (1986) di Penny Marshall.  Shyer (sempre regista) ha lavorato spesso in coppia con Meyers: i due si sposeranno nel 1990 e continueranno a sceneggiare insieme.Portano le loro doppie firme 'Vertenza inconciliabile' (1984), con Ryan O'Neal, Shelley Long e Drew Barrymore; 'Baby Boom' (1987), con Diane Keaton, Sam Shepard e Sam Wanamaker; 'Il padre della sposa' (1991), con Steve Martin, Diane Keaton e Kimberly Williams-Paisley, e 'Il padre della sposa 2' (1995), con lo stesso cast principale; 'Inviati molto speciali' (1994), con Nick Nolte e Julia Roberts.

Tutti questi film sono stati diretti da Shyer, mentre la coppia sarebbe diventata uno dei team più prolifici di commedie del settore fino al loro divorzio nel 1999, poco dopo aver scritto e prodotto il remake di successo del 1998 'Genitori in trappola' per la Disney, con la regia della stessa Nancy Meyers che vedeva una giovane Lindsay Lohan nel ruolo di due gemelle che cercavano di far tornare insieme i loro genitori.  Dopo il loro divorzio nel 1999, Shyer si è messo in proprio dirigendo e producendo il film d'ambientazione storica francese 'L'intrigo della collana' (2001) con Hilary Swank e il remake del 2004 di 'Alfie' con Jude Law nel ruolo principale del film scritto, diretto e prodotto da Shyer.I suoi crediti più recenti includono la scrittura e la regia del film Netflix del 2022 'Il diario segreto di Noel' e il ruolo di co-sceneggiatore e produttore del film natalizio del 2023 'Best Christmas Ever!' di Mary Lambert. (di Paolo Martini) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sci, Brignone vince il gigante e vola in testa alla classifica generale

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(Adnkronos) – Gioia azzurra in Austria.Sulla pista di Semmering Federica Brignone domina e vince il gigante, conquistando la sua 29esima vittoria in Coppa del Mondo, la 14esima nella specialità.

La sciatrice azzurra infrange così il tabù che non l’aveva mai vista sul podio nella località austriaca e sale a 71 nel conteggio dei podi totali nel massimo circuito: ora Brignone è leader sia della classifica generale che di quella di specialità.Questa per Brignone è la seconda vittoria stagionale in gigante dopo quella di Solden. Al comando fin dalla prima manche, la 34enne si è confermata anche nella discesa decisiva, tagliando il traguardo in 2’03″14 con ben cinquantasette centesimi di secondo di margine sulla svedese Sara Hector, seconda, e 90 sulla neozelandese Alice Robinson, terza a completare il podio.

Settima, a 1"33, l'altra azzurra Marta Bassino.Non si erano invece qualificate nella prima manche Ilaria Ghisalberti, Lara Della Mea, Asja Zenere, Giorgia Collomb, Roberta Melesi ed Elisa Platino. Domani, domenica 29 dicembre la tappa di Semmering si completa con lo slalom: prima manche alle 10, seconda alle 13. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Renzi: “In manovra norma contro di me”. Romeo (Lega): “Non ha tutti i torti”

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(Adnkronos) – Affondo di Matteo Renzi in aula al Senato nella dichiarazione di voto sulla manovra.Il leader di Italia Viva critica duramente la cosiddetta norma "anti-Renzi" contenuta nella legge di bilancio, ovvero il divieto di percepire compensi per incarichi da Paesi extra Ue. "Avremmo voluto Giorgia Meloni oggi qui in Aula ma ha preferito scappare dal Parlamento", dice Renzi. "Da un mese la presidente del Consiglio ha dato mandato ai suoi uffici di studiare una norma contro di me – scandisce – Avete fatto una norma sovietica per cui il totale importo di quello che uno guadagna viene passato allo Stato.

Quando ci sarà un governo di centrosinistra che lo farà contro di voi non potrete gridare allo scandalo.Berlusconi avrebbe detto che non si fanno le norme per rancore e invidia.

La norma non è contro di me, è una norma contro la dignità del Parlamento". "Sulla norma 'anti' il senatore Renzi non ha tutti i torti, per usare un eufemismo", afferma il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo. Una reazione, quella della Lega, ben presto commentata dal senatore Enrico Borghi, capogruppo al Senato di Italia Viva. "Romeo ha sostanzialmente messo in mora il Governo – dice Borghi – Non solo è finita la ricreazione, ma evidentemente dalle parti dell'antica Lega nord è finita la pazienza.Ora si capisce ancora di più l’assenza di oggi di Giorgia Meloni".  In Aula va in scena anche un botta e risposta tra Renzi e Ignazio La Russa che il leader di Italia Viva chiama "camerata" e invita al "rispetto delle opposizioni", poi un lungo sfogo tra Transatlantico e buvette del Senato con i cronisti sulla norma anti-Renzi, la norma ad personam che per l'ex premier costituisce "un precedente gravissimo", infilata nella manovra "notte tempo" in commissione per colpire "un dirigente dell'opposizione".  "Sarò pure antipatico – argomenta – e avrò pure il 2 per cento nei sondaggi, ma sono un dirigente dell'opposizione.

A me personalmente non importa: farò una conferenza in meno.Sono stato assolto da tutto e sono felice.

Ma questo è un precedente gravissimo perché se Schlein va a Chigi, se volesse, potrebbe colpire un parlamentare dell'opposizione".E Renzi non ha dubbi su chi sia il 'mandante' della norma: "L'hanno voluta le sorelle Meloni per colpirmi.

Sono state Giorgia e Arianna.Perché?

Perché io quando faccio campagna elettorale posso arrivare, come alle europee, quasi al 4 per cento e sono voti che valgono doppio perché sono tolti al centrodestra".  Ma nella maggioranza, riferisce Renzi, molti gli avrebbero espresso solidarietà e avanzato critiche sulla norma. "Anche dirigenti di Fdi, anche agli auguri al Quirinale.Chi?

Nomi non ne faccio".E conclude: "Me ne andrei all'estero ma resto qui per dare fastidio….".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, Motta: “Fiorentina pericolosa. Addio Danilo? Ne parleremo”

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(Adnkronos) – La Juventus si prepara al big match contro la Fiorentina.I bianconeri sono appaiati in classifica proprio ai viola, che devono recuperare una partita contro l'Inter, a quota 31 punti e Thiago Motta non ha intenzione di sottovalutare l'impegno: "Contro la Fiorentina è una partita molto importante, stiamo pensando soltanto a quella.

Sappiamo che è molto sentita anche dai nostri tifosi", ha detto il tecnico bianconero nella conferenza stampa della vigilia. "Stiamo bene, siamo in un buon momento e abbiamo recuperato anche diversi giocatori", ha continuato, "adesso vogliamo migliorare e giocare una bella gara contro una squadra forte.Palladino è un allenatore molto preparato, ha fatto bene anche a Monza.

Alla Fiorentina non vanno lasciati spazi.Sa giocare bene a calcio ed è molto pericolosa nelle ripartenze.

Servirà grande equilibrio per imporre il nostro gioco, ma dovremo fare attenzione a non concedere contropiedi.Non basta avere il possesso per vincere, poi se tieni di più la palla hai maggiori probabilità di segnare e arrivare al risultato.

Ma con il Manchester City abbiamo vinto anche giocando in modo diverso”. Poi sul mercato: “Adesso pensiamo soltanto sulla Fiorentina.Siamo in linea con la società: se avremo la possibilità di rinforzarci, lo faremo".

Una battuta anche su Danilo, investito dalle voci di mercato: "Lui e tutti gli altri pensano alla Fiorentina, ne discuteremo al momento opportuno.Quando si aprirà il mercato, sappiamo che andrà gestito nel modo giusto”. Tornerà a disposizione anche Douglas Luiz, tra i più deludenti di questo inizio di stagione: "Credo e spero che Douglas torni quello visto in Premier League.

Da centrocampista sa fare tutto: è completo e di alto livello, ma deve trovare continuità". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, le interviste e gli ospiti di oggi sabato 28 dicembre

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(Adnkronos) – Oggi, sabato 28 dicembre, andrà in onda una puntata speciale di 'Verissimo' con le interviste più emozionanti e coinvolgenti realizzate in questa stagione da Silvia Toffanin con una sorpresa inedita.L'appuntamento è alle 16:00 su Canale 5.  La storia d'amore da favola di Ignazio Moser e Cecilia Rodriguez che nel 2024 sono diventati marito e moglie.

In studio, un uomo che ha sfidato tutti i cliché, Rocco Siffredi con sua moglie Rozsa Tassi.E Katia Ricciarelli, simbolo della musica lirica italiana nel mondo. Silvia Toffanin accoglie un vero simbolo della musica italiana, Ornella Vanoni, che per i suoi splendidi 90 anni si è regalata un nuovo album tutto da cantare e ballare.  E l'intervista inedita di Valeria Rossi, la cantante che con Tre parole è il simbolo dell'estate italiana dei primi anni duemila.  A Verissimo i 20 anni di matrimonio artistico tra Vanessa Incontrada e Claudio Bisio.

Inoltre, in studio due sorelle sempre unite nelle difficoltà della vita, Silvia e Giulia Provvedi. 
Al Bano sarà a Verissimo con la figlia Romina Carrisi e il suo piccolo Axel Lupo.Silvia Toffanin accoglierà una grande amica di Verissimo, Iva Zanicchi.  Dall’amore per la sua famiglia ai più importanti progetti personali: ospite a Verissimo Michelle Hunziker.

E ancora a Verissimo l’emozione di essere diventati genitori di Rosalinda Cannavò e Andrea Zenga. Per il periodo natalizio, anche sabato 4 e domenica 5 gennaio il talk show di Canale 5 sarà in onda con 'Verissimo – Le storie'.Sabato 11 e domenica 12 gennaio primi appuntamenti, ricchi di ospiti e sorprese, dell’edizione 2025 di Verissimo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecilia Sala arrestata, il compagno Daniele Raineri: “Saprà di tutto l’affetto”

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(Adnkronos) – "Arrivano moltissimi messaggi di solidarietà indirizzati a Cecilia.Appena sarà possibile, saprà di tutto questo affetto", così Daniele Raineri, giornalista de Il Post e compagno di Cecilia Sala, scrive su Instagram il giorno dopo la diffusione della notizia dell'arresto della giornalista di Chora Media e Il Foglio.

Insieme a queste parole ha condiviso una foto della ventinovenne, mentre tiene in braccio un cucciolo di cane.  Nel post sul social network Raineri ha voluto riassumere le informazioni principali della vicenda. "Cecilia Sala è andata a lavorare in Iran con un visto giornalistico.Al penultimo giorno – ha scritto – è stata arrestata dalle autorità iraniane e rinchiusa in una cella d’isolamento nella prigione di Evin, a Teheran.

La prima visita in carcere è stata autorizzata soltanto dopo otto giorni in isolamento". La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue "con costante attenzione la complessa vicenda di Cecilia Sala" fin dal giorno del fermo, avvenuto in Iran il 19 dicembre scorso.E si tiene "in stretto collegamento con il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e con il Sottosegretario Alfredo Mantovano", al fine di "riportare a casa al più presto la giornalista italiana".

Lo fa sapere Palazzo Chigi, in una nota. Sala è uno dei volti più noti del giornalismo italiano.Nata a Roma nel 1995, è da sempre molto attiva sui social e da anni ormai tratta di politica estera documentando quello che succede in varie zone di conflitto.

Sala si è recata diverse volte in Ucraina per raccontare la guerra ancora in corso con la Russia, ma si trovava anche in Afghanistan nel 2021 durante il ritorno al potere dei Talebani.In quella occasione dovette interrompere una diretta con La7 a causa di alcuni spari contro l'hotel dove si trovava.

Una scena che è diventata subito virale sui social. Sala inizia a interessarsi al giornalismo quando ancora studiava economia all'Università Bocconi di Milano.A pochi esami dalla laurea decise di interrompere gli studi e dedicarsi alla sua nuova passione, iniziando a trattare in particolare la politica estera.

Nel 2015 comincia a lavorare nella redazione di Vice e negli anni successivi comincia a collaborare con Vanity Fair, L'Espresso e Il Foglio.Diventa presto anche un volto televisivo, apparendo in diverse trasmissioni su La7. Cecilia Sala ha da sempre avuto un'attenzione particolari alle nuove frontiere del giornalismo digitale.

Molto attiva sui social network, nel 2020 ha esordito con il podcast 'Polvere', un'inchiesta condotta insieme a Chiara Lalli che trattava dell'omicidio di Marta Russo, giovane uccisa alla Sapienza nel 1997.Il podcast ha avuto tanto successo da essere trasformato in un libro pubblicato, con lo stesso titolo, da Mondadori nel 2021.

L'anno successivo diviene protagonista di un altro podcast, 'Stories', prodotto da Chora Media, in cui ogni giorno racconta storie dal mondo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Governo, Fazzolari: “Rimpasto con Salvini al Viminale? Non se n’è mai parlato”

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(Adnkronos) –
''Rimpasto?Non c'è preclusione su nulla ma non se ne è mai parlato''.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, risponde così al Senato quando gli chiedono se esiste l'ipotesi di un rimpasto di governo con l'approdo di Matteo Salvini al Viminale. E a chi gli fa notare che sono esponenti della Lega, come Claudio Durigon, a non escludere un rimpasto, magari con l'approdo di Salvini al ministero dell'Interno, Fazzolari replica: "Il rimpasto si fa quando l'attività del governo ne troverebbe giovamento ma ad oggi non mi sembra che ci sia questa esigenza.Piantedosi è un ottimo ministro, così come Salvini al Viminale sicuramente farebbe molto bene ma ad oggi non c'è alcuna esigenza di rimpasto''. Quanto a una super clausola anti rimpasto, ''non è all'ordine del giorno, non se ne è mai parlato'', assicura il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Commentando Matteo Renzi che ha accusato il governo Meloni di aver pensato ad una norma ad hoc contro di lui, un leader dell'opposizione, Fazzolari osserva: ''Io non so se Renzi considera questa disposizione come una norma ad personam ma io reputo assolutamente una enorme anomalia la possibilità per membri del governo e del Parlamento di percepire compensi da entità pubbliche o private di Stati esteri". L'opposizione ha criticato la mancanza della doppia lettura per la manovra. ''Noi abbiamo dei tempi molto stringenti che ci vengono proposti dalle tempistiche previste dall'Ue – sottolinea – Il governo ha trasmesso la legge di bilancio il 23 ottobre, un po' prima degli anni precedenti.

Oggettivamente il tempo può non essere sufficiente per la doppia discussione sia alla Camera che al Senato.Questo dipende dai lavori stabiliti da Camera e Senato e anche dal dibattito tra maggioranza e opposizione.

Si può andare più spediti di come si è andati.Trovare il modo di avere più di un mese sia per la Camera sia per il Senato è una cosa che si può provare a fare''.  ''E' vero – ammette Fazzolari – che gli emendamenti del governo sono arrivati il 13 dicembre, però in passato abbiamo avuto situazioni nelle quali a pochi minuti dal voto di fiducia è arrivato il maxiemendamento del governo di fatto sostitutivo della legge di bilancio.

Per fortuna, questa volta questo non è accaduto.Sono delle dinamiche che fanno parte del nostro meccanismo, del sistema, che cerchiamo di migliorare ma che abbiamo ereditato.

Abbiamo fatto un poco meglio dei precedenti governi e ora proveremo a fare molto meglio dei precedenti governi''.  Poi, a chi gli chiede della tenuta della maggioranza sul nuovo decreto per l'invio di armi all'Ucraina che ora dovrà essere convertito dal Parlamento, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio risponde che ''per tutto il 2025 è stata prorogata la situazione del sostegno e dell'invio di armi all'Ucraina.Problemi non ce ne saranno''.  E a chi gli domanda se l'esecutivo è pronto a impugnare la cosiddetta legge 'salva De Luca' sul terzo mandato da governatore, Fazzolari risponde: "Non sto seguendo io la questione, ma il governo sta valutando di impugnare la norma sul terzo mandato.

Oggettivamente ci stiamo pensando''.  "Non è semplicissimo – spiega – perché alcune Regioni rivendicano che, avendo la facoltà di stabilire la propria legge elettorale, avrebbero anche facoltà di decidere il numero di mandati.E' quello che la presidenza del Consiglio sta studiando.

Io reputo che su una cosa così importante debba essere lo Stato a decidere, però è chiaro che se poi invece la Costituzione dice una cosa diversa, ne prenderemo atto".  Qual è l'orientamento del governo per la scelta del successore del generale Francesco Figliuolo come commissario straordinario per la ricostruzione dopo l’alluvione dell’Emilia-Romagna? ''Non sto seguendo la vicenda'', taglia corto Fazzolari interpellato dai giornalisti al Senato.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Vasco Rossi, stasera 28 dicembre il docufilm su Canale 5

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(Adnkronos) – Questa sera, sabato 28 dicembre, va in onda “Vasco Rossi – I Magnifici 7”.Uno speciale scritto e diretto da Giorgio Verdelli, condotto da Claudio Amendola, dedicato a Vasco e ai suoi 7 concerti allo Stadio San Siro di Milano di giugno del 2024, che hanno attirato 400.000 spettatori da tutta Italia.

L'appuntamento in prima serata su Canale 5.  Un film emozionante con le immagini dei 7 concerti, le testimonianze esclusive raccolte tra il pubblico e un’intervista a Vasco a stadio vuoto dalla forte carica emotiva.Un vero e proprio tuffo nel mondo del rocker, nella sua musica, nelle sue canzoni – da 'Albachiara' a 'Se ti potessi dire', da 'Siamo Solo Noi' a 'Gli Sbagli che Fai', 'Vita Spericolata', 'Basta poco' e 'Quanti anni hai' – ma anche un tuffo in quello che rappresenta per l’immenso pubblico che lo venera e che ogni volta riempie gli stadi di tutta Italia.  Una full immersion nei 7 show a San Siro (che portano il suo record a 36 sold out al Meazza) per scoprire, grazie al racconto di Claudio Amendola, gli angoli più nascosti, i segreti della macchina perfetta che in ogni occasione riesce a creare qualcosa che assomiglia più a un pellegrinaggio e a un rito di massa che non a un live show.  Tra il pubblico allo stadio anche gli amici del “Komandante” affollano gli spalti: ciascuno con le proprie canzoni preferite, con un ricordo legato a un momento particolare della vita o una carezza ricevuta da un brano di Vasco.

Tra i volti noti, Eros Ramazzotti ricorda che hanno iniziato la loro carriera insieme, 40 anni fa, e da allora sono rimasti sempre legati.Giuseppe Fiorello e il figlio Nicola hanno vissuto il concerto insieme e il ragazzo confessa che per lui le canzoni di Vasco sono: “un appoggio e una boccata d’aria”.

Luca Argentero dichiara: “Vasco è la più grande storia della musica italiana e ha un minimo comune denominatore: le emozioni”.Noemi afferma: “I concerti di Vasco sono lo show per antonomasia.

La sua scaletta non è fatta di hit, ma di evergreen”.Emma riflette sul modo di raccontare le donne del cantautore di Zocca: “Vasco racconta le donne in un modo particolare perché le venera, le ama e le adora”. Tra loro anche Roberto Bolle innamorato di Albachiara, J-Ax, Flavia Pennetta e Roberta Vinci e Ornella Muti.

Non mancano, poi, i giovani cantautori diversissimi tra di loro, eppure così appassionati dalla poetica di Vasco, come Tedua, Bresh, Riccardo Zanotti de I Pinguini Tattici Nucleari, Gazzelle e Olly. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, Kyrgios attacca: “Se è innocente, perché gli hanno tolto punti e premi?”

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(Adnkronos) –
Nick Kyrgios attacca ancora.Il tennista australiano, che rientrerà in campo in Australia, è tornato a parlare del caso doping che ha coinvolto Jannik Sinner, contro cui da tempo ormai ha intrapreso la sua personale crociata: "Lui è il numero 1 al mondo.

Come tennista è incredibile, non ho mai detto il contrario.Il trattamento che viene riservato in questi casi però deve essere uguale e giusto per tutti.

Penso che la situazione sia stata gestita in modo orribile.Due numeri uno del mondo che vengono entrambi condannati per doping è disgustoso per il tennis", ha detto in conferenza stampa a Brisbane, riferendosi anche al caso che ha coinvolto Iga Swiatek.  "L'integrità del tennis è a rischio, ma nessuno vuole parlarne.

Sinner ha fallito due test antidoping in momenti diversi della stagione, non è successo uno dopo l'altro.E poi, se non ha fatto nulla di male, perché gli hanno tolto il premio in denaro e i punti?

Ovviamente hanno trovato qualcosa che non andava", ha continuato Kyrgios, che ha più volte attaccato Sinner sul proprio profilo X, "io devo parlare apertamente perché nessuno lo fa, si cerca di nascondere la cosa sotto il tappeto". "So che alla gente non piace quando parlo di queste cose, ad alcuni non piace la mia onestà.Io sono cresciuto giocando a tennis, mi piace competere, giocare.

In campo posso avere atteggiamenti sopra le righe, a volte posso lanciare una racchetta, ma non è niente in confronto a barare.E tantomeno a prendere farmaci che migliorano le proprie prestazioni in campo". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Frosinone, Greco: “Juve Stabia insidiosa, ma vogliamo chiudere l’anno con una vittoria”

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La macchina giallo azzurra si prepara a sfidare la Juve Stabia nell’ultimo match del 2024. Il tecnico Leandro Greco ha inquadrato la sfida, sottolineando le difficoltà che la squadra campana potrebbe opporre: “La Juve Stabia è cresciuta molto nelle ultime partite. È una neopromossa, ma ha una base solida e tanto entusiasmo. Sappiamo che sarà una partita complicata, ma andremo a fare la nostra partita”.

Lo staff a disposizione – Il mio staff è composto da persone e ragazzi molto preparati. C’è un continuo confronto tra di noi, che mi aiuta a prendere le decisioni migliori. Per esempio, prima della partita contro la Salernitana, stavo pensando di cambiare Biraschi, ma grazie ai loro suggerimenti ho optato per un’altra soluzione. È proprio questo il valore di una squadra: la capacità di crescere insieme e trovare le risposte più adatte

Bilancio positivo, ma con qualche rimpianto – Greco ha tracciato un bilancio del girone d’andata, sottolineando i progressi della squadra e la media punti raggiunta. “I ragazzi hanno fatto bene, abbiamo una buona media punti. Nelle ultime cinque abbiamo una media di 1,8. I ragazzi hanno vinto e pareggiato partite importanti. È chiaro che tutto questo lavoro è macchiato dalla classifica. Il lavoro che c’è stato fino a questo momento non rispecchia la posizione”. Il tecnico ha espresso il desiderio di vedere la squadra uscire dalla zona bassa della classifica e ha sottolineato l’importanza di una vittoria contro la Juve Stabia per dare continuità ai risultati positivi.

“Se perdiamo domani, rischiamo di retrocedere in fondo alla classifica. I ragazzi hanno lavorato sodo e non meritano di tornare indietro. Dobbiamo accettare la nostra posizione attuale, ma anche avere la determinazione per risalire. La mia felicità è vedere i giocatori sorridenti e i tifosi entusiasti, ma sappiamo che dobbiamo ancora raggiungere molti obiettivi.”

Turnover e condizione fisica – In vista della partita, Greco ha parlato della possibilità di effettuare qualche cambio nella formazione: “Manca l’allenamento di rifinitura di oggi. Ieri chi ha giocato ha fatto un lavoro di scarico, oggi vediamo come si ripresentano in campo. Bracaglia è a disposizione. Stanno tutti bene comunque”. Il tecnico ha inoltre elogiato il lavoro dello staff tecnico, sottolineando l’importanza del confronto e della collaborazione per prendere le decisioni migliori.

Calciomercato: priorità alle valutazioni interne – Sul tema calciomercato, Greco ha ribadito la necessità di fare chiarezza sulle volontà dei giocatori: “Siamo tanti. La priorità per me è capire chi vuole restare e chi invece no. Prima bisogna capire chi vuole restare e poi fare un punto della situazione”.

Infortunio Marchizza – Infine, Greco ha fornito un aggiornamento sulle condizioni di Riccardo Marchizza: “Ha avuto un fastidio ma non una cosa di grossa entità. Ci vorranno 15-20 giorni per recuperare”.

Conclusioni – Il Frosinone si presenta all’appuntamento con la Juve Stabia con l’obiettivo di chiudere l’anno nel migliore dei modi. La squadra di Greco ha dimostrato di essere in crescita, ma dovrà fare i conti con una rivale che venderà cara la pelle. Sarà una partita ricca di emozioni, che potrebbe dare indicazioni importanti sul futuro delle due squadre.

Fisco, Gasparri: “Prima o poi Hotel Plaza salderà debito 29 milioni”

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(Adnkronos) – "Quelli che non pagano le tasse le stanno pagando, prima o poi anche l'hotel Plaza verserà quei 29 milioni che pare debba allo Stato italiano di cui ho letto sui giornali".Lo ha affermato il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, nella dichiarazione di voto sulla fiducia posta dal Governo sulla legge di Bilancio.  "Con convinzione e con orgoglio votiamo a favore di questa manovra, a favore del Governo Meloni di centrodestra, votiamo la fiducia ad un Governo che è un esempio di stabilità, di serietà, invidiato in Italia e nel mondo", ha detto ancora Gasparri. Poi la stoccata: "Faccio gli auguri al nuovo presidente dell'Anci: appena Manfredi si abituerà al nuovo ruolo scoprirà che non è stato applicato il turn over agli Enti locali.

Caro Manfredi, chiedi scusa e non pubblicare le veline che ti scrivono i funzionari di partito sul giornale di riferimento", ha detto.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Schifani: “Risorse aiuteranno Sicilia a crescere”

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(Adnkronos) – "Con la legge di Stabilità, superiamo un’altra pagina di precariato, variamo misure per la crescita del tessuto economico siciliano e per sostenere i consumi, prevediamo investimenti contro la crisi idrica e stanziamo importanti risorse, a vario titolo, a favore degli enti locali".Così il presidente della Regione, Renato Schifani, annuncia alcuni dei principali capisaldi della manovra finanziaria votata oggi dall’Assemblea regionale siciliana.

Il parlamento ha votato tre documenti contabili con un valore globale che si attesta attorno a 950 milioni di euro: la legge di Bilancio, la legge di Stabilità e il collegato prodotto dalle norme proposte nel maxi-emendamento del governo e del parlamento. "Oggi – sottolinea Schifani – governo e parlamento conseguono un obiettivo storico: dopo oltre 20 anni la manovra viene approvata entro il 31 dicembre e ancora prima di quella nazionale.Viene evitato, per il secondo anno consecutivo, il ricorso all’esercizio provvisorio, ma anche alla gestione provvisoria, che erano diventati una consuetudine.

Si tratta di un risultato fortemente voluto dal mio governo che conferma la nostra volontà di rafforzare il percorso di affidabilità della Regione nei confronti dei cittadini, delle imprese e degli enti locali.Al conseguimento di questo risultato hanno lavorato tutti i deputati di maggioranza e di opposizione e in particolare l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino con i suoi uffici, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e il presidente della commissione Bilancio Dario Daidone.

A loro va il mio personale ringraziamento". Negli ultimi 25 anni, Bilancio e legge di Stabilità sono stati approvati entro l’anno solamente in altri due esercizi finanziari, nel 2004 e nel 2005. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecilia Sala, il giornalismo è meno difeso e più ingombrante (non solo in Iran)

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(Adnkronos) –
Cecilia Sala è una brava giornalista.Le parole che si stanno usando in queste ore, da quando è stata diffusa la notizia del suo arresto in Iran, sono tutte appropriate: intelligente, curiosa, preparata, prudente.

Provano a descriverla, a raccontarla a chi ancora non la conosce e provano a dare conforto a chi la conosce, a chi deve dare un senso a quello che sta succedendo.Le parole aiutano sempre, anche quando si concedono alla retorica o alla celebrazione.  Le parole diventano invece pericolose quando sono fuori posto e finiscono al servizio della disinformazione.

Sta avvenendo anche questo, come accade spesso, in Rete e sui social, dove la tentazione di esprimere gli istinti peggiori trova lo spazio per prevalere sul buon senso.Nel mirino dei fenomeni da tastiera ci sono la giornalista e il giornalismo.

Gli argomenti che si usano sono contaminati dalla banalizzazione e dall'approssimazione ma anche da una sgangherata ideologia anti sistema, che ha l'ansia di depotenziare e delegittimare l'informazione, a maggior ragione quella di qualità che fanno giornalisti come Cecilia Sala.  L'arresto in Iran di una professionista affermata, che lavora per Il Foglio e per Chora Media, è un evento che rimette al centro dell'attenzione la funzione e la missione del giornalismo.A maggior ragione perché si lega al profilo di una giornalista giovane, 29 anni, e che ha una reputazione costruita anche sulla Rete, grazie alla capacità di raccontare quello che vede in giro per il Mondo su tutti i supporti disponibili, dalla carta al video, dai podcast ai reel.

Nel caso di Cecilia Sala, non ci può essere la critica al 'vecchio' giornalismo, al presunto privilegio di una casta, alla rendita di posizione di una penna che spiega il mondo con una celebrata carriera alle spalle.  Cecilia Sala è il volto di un giornalismo 'nuovo', moderno, capace di mettersi in discussione quotidianamente per tenere insieme la professionalità con l'innovazione, le regole sacre del mestiere con la sperimentazione di tutti i mezzi disponibili per arrivare al lettore, allo spettatore, all'ascoltatore, all'utente.  Quello che rappresenta Cecilia Sala è però anche un giornalismo meno difeso e più ingombrante.Meno difeso, e più difficile da difendere, perché è meno forte, nel mondo e a maggior ragione in Italia, il peso delle testate, perché si sono ridotti, nel mondo e a maggior ragione in Italia, gli investimenti sull'informazione e perché, nel mondo e a maggior ragione in Italia, la reputazione e la credibilità del giornalismo è sempre più messa in discussione e ha perso la protezione dell'opinione pubblica.

Il lavoro di Cecilia Sala è più ingombrante perché è più visibile, proprio lì nei luoghi dove la disinformazione, la censura e la propaganda sono più forti.E' più ingombrante, e più esposto, anche perché sono poche le altre voci capaci di portare il giornalismo lì dove serve, dove è più sottile la soglia fra quello che è vero e quello che si vuole rappresentare.  Questo aspetto del giornalismo porta oltre il caso specifico di Cecilia Sala e oltre il caso specifico dell'Iran.

Tutti i giorni, in qualsiasi contesto, c'è una verità da cercare, più difficile da raccontare, perché è scomoda per qualcuno, e c'è una rappresentazione della realtà più accessibile, disponibile e conveniente.I giornalisti, il giornalismo, e anche l'editoria, si trovano continuamente di fronte a questa scelta.

Cecilia Sala, e chi ha scelto di investire sul suo lavoro, hanno dimostrato che si può scegliere da quale parte andare, lavorando per avvicinarsi il più possibile alla verità.Una scelta che non è mai scontata, che comporta dei costi e dei rischi, che va ribadita tutti i giorni e che non rende immune dagli errori, che qualsiasi testate e qualsiasi giornalista devono mettere in conto.  L'unica opzione disponibile per difendere i giornalisti e il giornalismo è lavorare per recuperare credibilità e ridare peso alla funzione principale dell'informazione: vedere, conoscere, verificare e raccontare.

Oggi però la storia di Cecilia Sala dice che è diventato più difficile farlo.E da qui si deve ripartire. (Di Fabio Insenga)  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Alain Delon a Roberto Cavalli, i grandi addii dello showbiz nel 2024

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(Adnkronos) – Dal divo Alain Delon all'attrice Sandra Milo, dal regista Paolo Taviani all'attore Donald Sutherland, dalla scrittrice Premio Nobel allo scrittore Paul Auster, dallo stilista Roberto Cavalli all'icona di stile Iris Apfel, dallo storico Giovanni Sabbatucci al sociologo Franco Ferrarotti: sono tanti i personaggi dello spettacolo, dell'arte, della cultura e della moda scomparsi nell'anno 2024 che sono stati celebrati nella cerimonia degli addii. Il 4 gennaio muore l'attore statunitense David Soul, noto soprattutto per il ruolo nella serie televisiva poliziesca "Starsky & Hutch" (1975-79), vestendo i panni del biondo sergente detective Kenneth "Hutch" Hutchinson, Aveva 80 anni.All'inizio degli anni Novanta Soul si era trasferito a Londra, dove rilanciò la sua carriera di attore nei teatri del West End. Il 26 febbraio è scomparso uno dei giornalisti e critici musicali più amati e rispettati d'Italia.

Ernesto Assante, firma della "Repubblica", è morto all'età di 66 anni al policlinico Umberto I di Roma a causa di un ictus.Era rientrato da pochi giorni dal suo ultimo Festival di Sanremo. Il 29 febbraio muore il regista Paolo Taviani, che insieme al fratello Vittorio, scomparso nel 2018, ha diretto di film italiani, amati dalla critica e dal pubblico, segnati da una passione civile e culturale.

Tra i numerosi di premi che i fratelli Taviani avevano ricevuto per le loro diciannove pellicole, c'è anche la Palma d'oro al Festival di Cannes per "Padre padrone" (1977). All'età di 102 anni muore l'1 marzo Iris Apfel, icona dell'alta società newyorkese che in tarda età ha fatto impazzire il mondo della moda con uno stile eccentrico, sfacciato e bohémien che mescolava vintage hippie e haute couture.  L'11 marzo a 90 anni muore Sandra Milo, attrice con una vita da romanzo. È stata l'adorabile Sandrocchia di Federico Fellini che la diresse in "Giulietta degli spiriti" e "8½" e tra loro nacque anche una storia d'amore. Ha scritto di Africa, di schiavitù e delle molteplici identità nere: muore all'età di 90 anni, il 2 aprile, la scrittrice francese Maryse Condé, originaria dell'arcipelago di Guadalupa nelle Antille francesi, dopo una vita passata a lottare per la propria libertà e a esplorare le identità dei neri. Scultore, designer e architetto irriverente, innovativo, creativo di oggetti-icone del design Made in Italy, Gaetano Pesce muore all'età di 84 anni a New York il 3 aprile.  Il 12 aprile muore lo stilista Roberto Cavalli all'età di 83 anni, che ha segnato la storia della moda con il suo stile 'animalier' e fantasioso.  Il 30 aprile muore all'età di 77 anni lo scrittore statunitense Paul Auster, celebrato autore della "trilogia di New York".  Muore all'età di 79 anni, il 5 maggio, l'attore britannico Bernard Hill che resterà nella leggenda cinematografica con "Titanic" di James Cameron, in cui interpretava il capitano del transatlantico, e per la serie "Il Signore degli Anelli" di Peter Jackson, in cui era Re Théoden.  Il 13 maggio la scrittrice canadese Alice Munro muore all'età di 92 anni: nel 2013 aveva ricevuto il Premio Nobel della Letteratura "per la sua narrativa breve". L'1 giugno a 93 anni muore a Roma l'attore francese Philippe Leroy, interprete di molti film, ma rimasto nel cuore degli italiani soprattutto per il ruolo di Yanez de Gomera nello sceneggiato tv di grande successo "Sandokan" del 1976 e per quello di Leonardo da Vinci in "La vita di Leonardo da Vinci" nel 1971. L'11 gennaio all'età di 80 anni a Parigi muore la cantante francese Françoise Hardy, inserita nella classifica dei 200 migliori cantanti di tutti i tempi di "Rolling Stone Usa".E' stata una leggenda della musica francese dagli anni Sessanta fino a tutto il suo periodo di attività, che si è interrotto dopo il 28esimo album nel 2018, a causa della malattia.  Il 18 giugno muore all'età di 92 anni a Parigi l'attrice francese Anouk Aimée, famosa per aver interpretato la ricca, bellissima e annoiata Maddalena del film "La dolce vita" di Federico Fellini. Muore all'età di 88 anni l'attore canadese Donald Sutherland, scomparso il 20 giugno, apparso in "Quella sporca dozzina" (1967), "Novecento" (1976) di Bernardo Bertolucci e "Il Casanova di Federico Fellini" (1976). Muore a 67 anni l'1 luglio Maria Rosaria Omaggio, attrice tra cinema e tv e teatro.

Aveva interpretato la giornalista Oriana Fallaci nel film "Walesa, l'uomo della speranza" del regista polacco Andrzej Wajda, ruolo per il quale ha ricevuto il Premio Pasinetti alla Mostra del cinema di Venezia. Il 6 luglio muore a 72 anni Pino D'Angiò, cantante icona per la canzone "Ma quale idea", che nel 1981 gli regalò la fama in tutta Europa. L'11 luglio muore all'età di 75 anni l'attrice statunitense Shelley Duvall, protagonista del film "Shining" di Stanley Kubrick, con la scena in cui è rincorsa dalla follia e dall'ascia di Jack Torrance (Jack Nicholson). Il 12 luglio all'età di 73 anni muore l'artista statunitense Bill Viola, padre della videoarte. Il 13 luglio muore a 53 anni l'attrice statunitense Shannen Doherty, star della serie tv "Beverly Hils 90210", dove interpretava il personaggio di Brenda Walsh.  Il 31 luglio muore a Roma all'età di 86 anni l'attore di teatro e cinema Roberto Herlitzka.Vinse il Nastro d'Argento e il David di Donatello per l'interpretazione di Aldo Moro in "Buongiorno, notte" diretto da Marco Bellocchio.  Il 14 agosto muore all'età di 94 anni l'attrice statunitense Gena Rowlands, nota soprattutto per aver recitato nei film del regista e suo marito John Cassavetes, tra i quali tra "Una moglie" (1974), dove ha interpretato una casalinga isolata ed emotivamente vulnerabile che cade nella follia, e "Gloria.

Una notte d'estate" (1980). Il 18 agosto muore all'età di 88 anni, dopo una lunga e tormentata malattia, l'attore francese Alain Delon, che grazie alla sua bellezza e alle sue virtù è diventato non solo un divo ma un mito mondiale negli anni '60 recitando in "Rocco e i suoi fratelli", "Il Gattopardo", "L'eclisse", "La piscina" e "Frank Costello faccia d'angelo". Il 21 agosto muore all'età di 84 anni l'attore statunitense John Amos, noto per aver interpretato Kunta Kinte nella nella serie tv "Radic" e nei film "Il principe cerca moglie" e "Willy, il principe di Bel-Air". Il 5 settembre il musicista brasiliano Sérgio Mendes, che ha fatto conoscere e amare la bossa nova al pubblico internazionale negli anni '60 con la band Brasil '66, muore nella sua casa di Los Angeles per problemi legati al Covid all'età di 83 anni. Il 9 settembre all'età di 3 anni muore l'attore statunitense James Earl Jones, apparso nei film "Il dottor Stranamore" di Stanley Kubrick e nella commedia cult "Il principe cerca moglie" in cui era re Joffy Joffer.  Muore a 84 anni, l'11 settembre, mentre era in vacanza con la moglie a Santa Marinella, a causa di un infarto anche Luca Giurato, popolare giornalista televisivo  Il 21 settembre muore all'età di 61 anni, a causa di un tumore al pancreas, Paola Marella, architetta, designer e conduttrice televisiva. Il 27 settembre muore all'età di 89 anni l'attrice britannica Maggie Smith, famosa per i ruoli di Minerva McGranitt, l'insegnante di Trasfigurazione a Hogwarts nella saga di Harry Potter, e Violet Crawley, la contessa di Grantham della serie Downton Abbey.  Il 16 ottobre muore tragicamente a 31 anni Liam Payne, voce della band One Direction, caduto dal balcone della camera d'albergo in cui alloggiava a Buenos Aires. Il 22 ottobre scomparso a Lima, in Perù, a 96 anni, Gustavo Gutiérrez, il teologo domenicano tra i fondatori della Teologia della liberazione, sostenitore dell'emancipazione dei poveri, verso i quali chiedeva alla Chiesa "un'opzione preferenziale". 3 novembre. "Il titano della musica, "la leggenda", "l'uomo senza il quale non avremmo mai sentito alcuni dei brani più leggendari della storia": sono alcune delle definizioni con cui è stato salutato l'artista statunitense Quincy Jones, morto a 91 anni, musicista, produttore e talent scout. Il 9 novembre muore a 98 anni una leggenda del sax jazz, il musicista statunitense Lou Donaldson, che suonò in diversi importanti dischi dell'etichetta Blue Note degli anni Cinquanta ed era rimasto uno dei pochi protagonisti ancora in vita dell’epoca immediatamente successiva al bebop. Il 12 novembre muore a 99 anni il musicista statunitense Roy Haynes, batterista che tra gli anni Cinquanta e Sessanta fu tra i più noti del jazz e che suonò nei dischi di Charlie Parker, John Coltrane, Sarah Vaughan, Thelonious Monk, Eric Dolphy e Bud Powell.  Il 13 novembre, il sociologo Franco Ferrarotti, considerato il padre della sociologia italiana e suo decano, muore all'età di 98 anni a Roma.  Il 18 novembre muore a 95 anni Charles Dumont, cantante e compositore francese: il suo lavoro più noto è la musica di “Non, je ne regrette rien”, tra le canzoni francesi più famose al mondo, composta nel 1956 insieme al paroliere Michel Vaucaire e cantata da Édith Piaf. Il 24 novembre muore a 84 anni l'artista e architetto Filippo Panseca, noto soprattutto per la sua collaborazione con il Partito Socialista tra gli anni Settanta e Ottanta.  Il 2 dicembre muore a Roma all'età di 80 anni Giovanni Sabbatucci, storico considerato tra i più importanti nello studio del fascismo.Tra gli anni Ottanta e Novanta ha curato diversi manuali scolastici di storia, insieme a Andrea Giardina e Vittorio Vidotto.  L'11 dicembre muore a Roma all'età di 70 anni il giornalista Riccardo Bonacina, fondatore di "Vita", periodico dedicato al settore delle organizzazioni senza scopo di lucro, nonché uno dei primi e più importanti progetti editoriali in Italia relativi al sociale e al volontariato. Il 12 dicembre muore a Berlino all'età di 70 anni il regista tedesco Wolfgang Becker, diventato famoso a livello internazionale nel 2003 per il film "Good Bye, Lenin!", considerato tuttora uno dei più grandi successi del cinema tedesco contemporaneo. Il 14 dicembre muore tragicamente a 71 anni Isak Andic, l'imprenditore spagnolo fondatore e presidente del marchio di abbigliamento Mango nonché uno degli uomini più ricchi della Spagna: il suo patrimonio stimato era di 4,5 miliardi di euro.

Andic stava facendo escursionismo, di cui era appassionato, vicino alle grotte di Salnitre, nel massiccio di Montserrat (vicino a Barcellona), ed è caduto in un burrone: secondo i soccorritori è morto sul colpo.Al momento dell’incidente era con lui suo figlio. Il 17 dicembre muore a Madrid a 78 anni l'attrice spagnola Marisa Paredes, nota soprattutto per essere stata una delle più assidue e importanti attrici ad aver lavorato col regista Pedro Almodóvar. Il 26 dicembre muore a Torino all'età di 89 anni il giornalista sportivo Gian Paolo Ormezzano: direttore del quotidiano "Tuttosport" tra il 1974 e il 1979, aveva scritto anche per "La Stampa", di cui è stato inviato, per "Il Guerin Sportivo" e "Famiglia Cristiana".

Figura di spicco della storia e critica letteraria italiana, intellettuale militante di cultura socialista e a lungo nel consiglio di amministrazione della Rai, di cui è stato anche presidente, Walter Pedullà muore a Roma all'età di 94 anni. 27 dicembre.Ha affascinato gli spettatori come protagonista femminile di due capolavori di Franco Zeffirelli: l'attrice Olivia Hussey, Giulietta Capuleti in "Romeo e Giulietta" (1968) e Maria in "Gesù di Nazareth" (1977), muore all'età di 73 anni. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ferragni e Codacons, pace fatta sul pandoro: accordo tra risarcimento e donazioni

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(Adnkronos) – Sul pandoro 'della discordia' pace fatta tra Chiara Ferragni, il Codacons e l'Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi.L'influencer e i consumatori hanno infatti "concluso un accordo per porre fine a ogni reciproca contestazione e per favorire, più in generale, la distensione dei rispettivi rapporti.

L'accordo segna la duplice volontà delle Parti, da un lato, di chiudere le pregresse vertenze e, dall'altro lato, di guardare positivamente al futuro, istaurando un clima di collaborazione e rispetto con l'obiettivo di favorire iniziative concrete e un dialogo costruttivo su temi sociali di comune interesse", recita una nota.  L'accordo prevede il versamento, da parte dell'influencer, "di una somma di denaro destinata al risarcimento dei consumatori rappresentati dal Codacons e dall'Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi che avevano acquistato il pandoro 'Pink Christmas', e di un ulteriore importo per il rimborso delle spese legali sostenute dalle predette associazioni nell'ambito dei vari procedimenti giudiziari". Il Codacons e l'Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi nei prossimi giorni contatteranno i consumatori che si erano rivolti alle stesse associazioni per mettere a loro disposizione il risarcimento. "Parte integrante dell'accordo è la donazione che verrà effettuata, da Chiara Ferragni, di una somma di Euro 200.000 a favore di un ente scelto d'intesa da Chiara Ferragni ed il Codacons, con preferenza accordata ad iniziative che supportino le donne vittime di violenza", recita il comunicato. "Chiara Ferragni è da sempre particolarmente sensibile al tema.Il Codacons stesso sta realizzando il progetto "Oltre il Silenzio" per assistere e supportare le vittime di violenza di genere nel nostro Paese e che si concluderà con un importante evento nazionale cui parteciperà anche la stessa Chiara Ferragni.

L'avv.Carlo Rienzi, Presidente del Codacons, esprime il suo apprezzamento per l'accordo raggiunto, il quale è di completa soddisfazione per le associazioni e per i consumatori che le stesse rappresentano, e sottolinea l'importanza della donazione concordata, che potrà essere di concreto aiuto alle donne più fragili", conclude la nota. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Precedenti: Juve Stabia-Frosinone sono 7 in campionato a Castellammare

Sono sette i precedenti disputati in campionato a Castellammare tra vespe e canarini

Frosinone e Juve Stabia, si sono affrontate sette volte in campionato (una volta in serie D, cinque in serie C ed una in serie B) a Castellammare.

Le vespe di Castellammare hanno perso contro i ciociari solo in occasione dell’incontro disputato nel campionato cadetto cinque anni fa, poi due pari e quatto vittorie.

Questi i dettagli:

(anni sessanta – metà anni duemila):

– 1963 / 1964 – Campionato Nazionale di Serie D girone E

–  15° giornata d’andata:  JUVE STABIA – FROSINONE 1 – 1 BAROLLO (JS).

– 1972 / 1973 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

11 febbraio 1973 – 2° giornata di ritorno: JUVE STABIA – FROSINONE 1 – 0 Pasquale SANTOSUOSSO su calcio di rigore.

– 1973 / 1974 – Campionato Nazionale di Serie C girone C

16 dicembre 1973 – 14° giornata d’andata: JUVE STABIA – FROSINONE 2 – 1 Venerando RIZZA (JS) e Gianfranco LUSUARDI (JS).

– 1985 / 1986 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone D

29 marzo 1986 – 9° giornata di ritorno: JUVE STABIA – FROSINONE 3 – 1 autorete e doppietta di Marcello PRIMA (JS) di cui uno su calcio di rigore.

– 1986 / 1987 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone D

8 febbraio 1987 – 3° giornata di ritorno: JUVE STABIA – FROSINONE 0 – 0 (arbitro Salvatore Monni di Sassari).

– 2005 / 2006 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone B

5 marzo 2006 – 8° giornata di ritorno: FROSINONE – JUVE STABIA 2 – 0 (arbitro Lorenzo Ferrandini di Sondrio) doppietta di Ernesto VEROLINO.

Il precedente in serie B disputato al Menti:

– 2019 / 2020 – Campionato Nazionale di Serie BKt 

7 dicembre 2019 – 15° giornata d’andata: JUVE STABIA – FROSINONE 0 – 2 (arbitro Eugenio Abbattista di Molfetta) Beghetto e Ciano su calcio di rigore.

I precedenti a Frosinone