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Trump-Meloni, Rampini: “Tra loro affinità e simpatia, ma tanti test nel 2025”

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(Adnkronos) – "Il 2025 presenterà dei test ardui per l'asse Trump-Meloni", ma "partendo da aspettative elevate c'è il rischio di delusioni". È quanto scrive Federico Rampini in un editoriale sul Corriere della Sera, in cui sottolinea che "è diffusa l'opinione, tra osservatori americani o europei, che l'Italia sia destinata ad avere un felice rapporto con il Trump Due" dal momento che "Giorgia Meloni viene annoverata nel trio dei leader 'vincitori' dopo la rielezione del repubblicano, insieme con il presidente polacco e il premier ungherese" e "di questi Paesi l'Italia è il più grande, l'unico fondatore dell'Unione europea, ed è la seconda potenza manifatturiera del continente.Tutte ragioni per avere una posizione privilegiata nel nuovo capitolo delle relazioni che si aprirà dopo l'Inauguration Day del 20 gennaio". Per Rampini, l'affinità politica e culturale tra Meloni e Trump è "evidente" così come "la simpatia personale, che coinvolge pure Elon Musk", ma alcuni "scogli" mettono a rischio questi rapporti, a partire dalle spese per la difesa, con Trump che intenderebbe presentarsi al summit Nato a giugno chiedendo che i Paesi membri spendano il 5% del Pil. "Ma l'Italia è tra gli ultimi, non ha neppure avvicinato il 2% (e bisogna domandarsi perché)", prosegue il giornalista, secondo cui anche sul fronte economico potrebbero sorgere dei problemi. "Trump chiede all'Europa un aggiustamento degli squilibri commerciali.

L'Italia vanta uno dei più grossi attivi nell'interscambio con gli Stati Uniti.Dovrebbe importare più gas naturale, suggerisce Trump.

Anche questo non è semplice", sottolinea Rampini, sostenendo che "la questione militare è la più spinosa" e "scelte onerose si impongono a prescindere da Trump". "Pensare che il rapporto Trump-Meloni sarà idilliaco a prescindere è una scommessa – conclude Rampini – È possibile che Trump voglia fare sconti agli amici, ma non vanno sottovalutate la sua natura 'transattiva' e la sua fretta di sbandierare vittorie a vantaggio dell'America". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Social, dal caso Imane Khelif all’orecchio bendato di Salvini: le fake news ‘regine’ del 2024

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(Adnkronos) – Dall’identità di genere di Imane Khelif alla ‘coppia’ Elon Musk-Mark Zuckerberg fino a Diodato e Ghali esecutori del sequestro Moro.Nell’ultimo anno 36 milioni di post, con annesse 1687 milioni di interazioni, sono stati bollati come ‘fake-news’.

A fare i conti è una ricerca – in esclusiva per l’AdnKronos – condotta dal team di analisi di Socialcom, con la piattaforma Socialdata, dove emergono “numeri significativi” anche in Italia con 448mila menzioni capaci di produrre 25 milioni di interazioni. Il panorama di ‘bufale’ è assai vario.Ci sono le immagini generate con l’Intelligenza artificiale, come ad esempio quelle che ritraevano Musk e Zuckerberg insieme in una vasca idromassaggio o stretti in un tenero abbraccio sul letto, capaci da sole di generare 75,5 mila interazioni.

Contenuti che – condivisi principalmente su X e Facebook, le piattaforme di proprietà dei due imprenditori – sono stati utilizzati dagli utenti “come atto provocatorio”, un gesto “fortemente simbolico da parte per richiamare l’attenzione sull’assenza, o quantomeno l’insufficienza, di misure concrete per arginare il problema della disinformazione online”, spiega la ricerca.Una protesta digitale, dunque, che vuole far luce proprio sulle responsabilità delle piattaforme social nella gestione e regolamentazione dei contenuti sulle loro piattaforme. Altro caso eclatante è quello che ha riguardato Imane Khelif, pugile algerina medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024.

L’atleta era stata squalificata dai Mondiali 2023 a causa dei livelli di testosterone oltre i limiti previsti dal regolamento sportivo dell’ente organizzatore, cioè l’Iba, l’International Boxing Associaton, associazione non riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale che organizza invece i Giochi Olimpici e che, a fronte di un regolamento diverso, aveva invece ammesso alle gare Khelif.Questa controversia ha tuttavia alimentato speculazioni secondo cui la pugile fosse transgender.

Una narrazione che ha presto preso piede sui social, trovando “terreno fertile in un contesto globale caratterizzato da crescenti discussioni sulla partecipazione di atleti transgender alle competizioni sportive”.In realtà, “Khelif presenta una condizione di iperandrogenismo, che comporta una produzione più alta di testosterone, ma ciò non implica che sia transgender”, ribadisce l’analisi.

E infatti “le verifiche ufficiali condotte dagli organi competenti hanno confermato la piena idoneità a gareggiare nelle categorie femminili”.Le interazioni generate ammontano a quasi 98 mila. Ancora, negli Stati Uniti, durante un’intervista al programma Piers Morgan Uncensored del 2 ottobre 2024, la cantante Jaguar Wright ha lanciato gravi accuse contro Beyoncé e Jay-Z, sostenendo che la coppia avesse più “vittime” rispetto a Sean “Diddy” Combs, allora sotto processo per traffico sessuale.

Le dichiarazioni, però, sono state immediatamente bollate come "prive di fondamento" dall’avvocato dei due artisti, Alex Spiro, che ha chiesto formalmente la rimozione delle affermazioni dall’intervista.L’8 ottobre 2024, Piers Morgan ha preso una posizione insolita, rilasciando una dichiarazione di scuse in diretta, riconoscendo che le accuse erano false e annunciando la loro cancellazione dall’intervista originale.

Da questa bufala sono state generate oltre 90 mila interazioni. Anche il concerto gratuito di Madonna, tenutosi il 4 maggio 2024 sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro, è stato al centro di una vasta diffusione di fake news online, che ha portato a 134mila interazioni.Le notizie false accusavano il governo federale brasiliano, guidato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, di aver finanziato l’evento utilizzando fondi pubblici.

Tuttavia, tali affermazioni sono state ufficialmente smentite.L’evento è stato finanziato principalmente da sponsor privati, tra cui il Banco Itaú e Heineken.

Parallelamente, il governo dello Stato di Rio de Janeiro e il Municipio hanno fornito un contributo di circa 2 milioni di dollari ciascuno, a supporto dell’organizzazione dell’evento. Una serie di scontri e rivolte sono scoppiati dopo il tragico omicidio di tre bambine a Southport, nel Regno Unito, commesso da un diciassettenne autoctono di origini africane.Gruppi di estrema destra hanno strumentalizzato l’evento, diffondendo la falsa notizia che l’assassino fosse un migrante, alimentando tensioni sociali e trasformando quella che inizialmente era una denuncia contro la violenza sugli innocenti in un dibattito sui conflitti razziali.

Da un lato, i nazionalisti hanno accusato i media di nascondere la verità per evitare accuse di razzismo; dall’altro, il governo e la stampa hanno denunciato i diffusori di fake news e incitazioni all’odio.Un episodio emblematico è stata l’accusa di un utente di destra contro un reporter progressista, accusato di parlare di “rivolte dei bianchi” nonostante il servizio mostrasse persone non caucasiche armate di machete.

L’engagement in questo caso ammonta a 144mila interazioni. Anche l’Italia con le fake news ha il suo bel da fare.Negli ultimi 12 mesi abbiamo creduto quasi a tutto, perfino che a sequestrare e uccidere Aldo Moro siano stati i due idoli della gen Z, Diodato e Ghali.

Questo in realtà, precisa il report di Socialcom, è “un caso emblematico di vandalismo digitale su Wikipedia”, un fenomeno che “sfrutta la vulnerabilità delle piattaforme collaborative per veicolare contenuti falsi o irrispettosi, minando la credibilità delle informazioni online”.In questo caso, la bufala – che conta 11,7 mila interazioni – costituisce “un grave oltraggio alla memoria di Aldo Moro, illustre statista e presidente della Democrazia Cristiana, rapito e tragicamente ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978”.

Di fatto, la pagina Wikipedia dedicata ad Aldo Moro è stata temporaneamente modificata, riportando appunto che il suo rapimento sarebbe stato opera dei cantanti italiani Diodato e Ghali, figure del tutto estranee al contesto storico e politico di quel drammatico evento. Ma non c’è solo questo.In Italia abbiamo creduto anche agli alieni che passeggiavano per Miami immortalati in un video divenuto virale su Tiktok (ben 109 mila interazioni).

La ripresa mostrava quella che sembrava essere una figura aliena alta tre metri presso il Bayside Marketplace, un centro commerciale di Miami. “Le immagini, caratterizzate da una bassa qualità e dall’apparente presenza di auto della polizia con i lampeggianti accesi, hanno immediatamente scatenato teorie complottiste e acceso il dibattito online.Tuttavia, la realtà dei fatti era ben diversa: l'intervento della polizia era stato richiesto per sedare alcuni disordini provocati da un gruppo di adolescenti, mentre la presunta ‘figura aliena’ non era altro che un’ombra distorta generata dalle luci presenti sul posto”.  C’è poi il caso che ha riguardato un cronista sportivo italiano, Marco Violi, erroneamente identificato come l'attentatore dell'ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Durante un comizio a Butler, Pennsylvania, Trump è stato ferito all'orecchio destro da un colpo di arma da fuoco.Subito dopo, su X, è circolata una falsa notizia che attribuiva l'attacco a "Mark Violets" , un presunto estremista antifa.

In realtà, "Mark Violets" era una traduzione errata del nome di Marco Violi, la cui foto è stata diffusa insieme alla notizia falsa.Violi, che al momento dell'incidente si trovava a Roma, ha smentito categoricamente qualsiasi coinvolgimento e ha annunciato l'intenzione di intraprendere azioni legali contro gli autori della diffamazione.

Le autorità statunitensi hanno successivamente identificato il vero attentatore come Thomas Matthew Crooks, un ventenne della Pennsylvania. Ancora, il fotomontaggio di Matteo Salvini con l'orecchio bendato che è circolato in rete, diffondendo un’immagine falsa del leader politico.La foto manipolata, diffusa principalmente sui social media, ha generato polemiche e reazioni contrastanti, rivelandosi una fake news a scopo satirico o denigratorio.

Il fotomontaggio, in particolare, accosta la figura di Salvini a quella di Donald Trump, che in passato è stato colpito all'orecchio in un attentato, amplificando così il messaggio attraverso un parallelismo ironico e provocatorio. Infine, Emily Pellegrini.La “modella più sexy al mondo", è in realtà un'influencer virtuale creata attraverso l'impiego avanzato dell'intelligenza artificiale.

Questo personaggio digitale è stato progettato per rappresentare un ideale di perfezione fisica e comportamentale, tanto da risultare incredibilmente realistico agli occhi di milioni di persone.Grazie a tecnologie sofisticate, come il deepfake, la modella appare in video e contenuti che sfidano i confini tra il reale e il virtuale, al punto da trarre in inganno migliaia di fan online.

Il suo successo non è frutto del caso, ma il risultato di un'accurata strategia imprenditoriale.Emily è infatti l'incarnazione di una campagna di marketing costruita con estrema precisione che non solo ha garantito alla "modella virtuale" un seguito enorme, ma ha anche permesso di monetizzare il progetto in modo significativo, con un introito stimato di circa 10.000 dollari a settimana. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Allegri e Spalletti, giorni di relax: i due allenatori in montagna a sciare

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(Adnkronos) – Dal campo alla neve.Con il 2025 ormai alle porte, Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti si sono concessi qualche giorno di relax sulle montagne italiane.

Entrambi gli allenatori sono infatti alle prese con gli sci nella stessa località.L'ex allenatore della Juventus è stato pizzicato mentre scendeva con abilità sulle piste, mentre il ct della Nazionale era a lezione con un istruttore. 
Allegri, ancora in attesa di una panchina, sta sfruttando questo periodo lontano dai campi per coltivare le proprie passioni e aggiornarsi.

Di recente è stato anche a Londra per un corso di inglese, un indizio che potrebbe essere significativo per il suo futuro.Spalletti invece, dopo la delusione agli Europei 2024, ha festeggiato la semifinale di Nations League, in cui affronterà la Germania. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dayle Haddon morta per una fuga di monossido di carbonio

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(Adnkronos) – L'attrice e modella canadese Dayle Haddon è morta venerdì 27 dicembre a causa di un sospetto avvelenamento da monossido di carbonio avvenuto nella casa del genero, Marc Blucas, protagonista della serie televisiva "Buffy l'ammazzavampiri".Haddon aveva 76 anni. Il corpo senza vita è stato rinvenuto nella villetta di Blucas a Solebury, nella contea di Bucks, nello Stato della Pennsylvania.

La rete televisiva Cbs ha riferito che un agente di polizia ha dichiarato che all'interno della casa sono stati rilevati alti livelli di monossido di carbonio e per questo si sospetta anche un malfunzionamento dell'impianto di riscaldamento.Non è ancora stato confermato se l'attore Marc Blucas fosse presente al momento del decesso. Il dipartimento di polizia di Solebury Township ha dichiarato di essere intervenuto nella villetta poco dopo le 9 del mattino di venerdì, dopo aver ricevuto una chiamata per un uomo "disteso, svenuto al primo piano".

L'uomo di 76 anni, la cui identità non è ancora stata rivelata, è stato trasportato in un ospedale locale per essere curato per i sintomi da intossicazione da monossido di carbonio.Le autorità hanno poi trovato una donna di 76 anni, identificata come Dayle Haddon, morta in una camera da letto del secondo piano.

Mentre indagavano sulla scena, i vigili del fuoco hanno rilevato un alto livello di monossido di carbonio. "Le indagini preliminari dimostrano che un impianto di riscaldamento ha funzionato male, esponendo una grande quantità di monossido di carbonio all'interno della casa", ha dichiarato il sergente Jonathan Koretzky alla Cbs News.Secondo la polizia, anche due medici sono stati portati in un ospedale locale per esposizione al monossido di carbonio e un agente di polizia è stato curato sul posto.

I funzionari hanno dichiarato che tutti e tre sono in condizioni stabili. Nata a Montreal il 26 maggio 1948, Dayle Haddon intraprese la carriera di ballerina, per diventare poi famosa come top model prima di trasferirsi a Hollywood dove decise di dedicarsi alla recitazione.A 18 anni era stata eletta Miss Montréal.

E' stata tra l'altro modella per Revlon, Estee Lauder, Clairol e Max Factor e nel corso della sua carriera è apparsa più volte sulla copertina della rivista "Vogue". È apparsa anche sulla copertina del numero di "Sports Illustrated Swimsuit" del 1973 ed è stata inserita due volte nella lista delle "Dieci donne più belle" della rivista "Harper's Bazaar". Nel 1973 ottenne il suo primo ruolo cinematografico con il film Disney "Nanù, il figlio della giungla" (1973) a fianco di Jan-Michael Vincent.Accettò subito dopo la proposta di posare nuda per "Playboy" e perciò venne licenziata dalla Disney.

Haddon lasciò Hollywood per trasferirsi in Italia, dove recitò al fianco di Massimo Ranieri nel film "La cugina" (1974) di Aldo Lado.Seguirono altre pellicole, soprattutto del filone italiano della sexy commedia imperante all'epoca, ma non solo.

E' apparsa, tra gli altri titoli, "La città gioca d'azzardo" (1975) di Sergio Martino, "La supplente" (1975) di Guido Leoni, "40 gradi all'ombra del lenzuolo", episodio di "La guardia del corpo" (1976) di Sergio Martino (1976), "Spermula" (1976) di Charles Matton, "Maschio latino…cercasi" (1977) di Giovanni Narzisi e "Madame Claude" (1977) di Just Jaeckin.

Complessivamente è apparsa in 25 film.Ha avuto piccoli ruoli in "Cyborg" (1989), "Zwei frauen – Il silenzio del lago ghiacciato" (1989), "Bolle magiche" (1992) e anche in due pellicole di Woody Allen, "Pallottole su Broadway" (1994) e "Celebrity" (1998).

Haddon è stata anche ambasciatrice dell'Unicef e ha fondato WomenOne, un'organizzazione no-profit che si occupa di creare opportunità educative per le giovani donne. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Romano Floriani Mussolini: Apologia della stupidità. Una polemica senza fondamento

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La Juve Stabia sarà impegnata tra poche ore per l’ultima partita del 2024 contro il Frosinone.La gara prevista da calendario è la giornata n.20, la prima del girone di ritorno, del campionato di Serie BKT.

Le Vespe si sono preparate a questo impegno e contano sul sostegno del pubblico e sul calore della propria gente.Mister Pagliuca ha chiamato a raccolta tutta Castellammare per ottenere un risultato positivo e spera di poter utilizzare all’occorrenza tanti suoi calciatori che nell’ultimo turno per un motivo o per un altro non erano disponibili.

Tra questi c’è anche Romano Floriani Mussolini che contro la Reggiana ha risentito di piccoli fastidi muscolari e che non è stato convocato nella gara in Emilia.Il calciatore, inoltre, dopo la rete con il Cesena ha subito un gogna mediatica che ha coinvolto anche il pubblico di Castellammare che ha esultato per il suo gol con lo stesso “stile” adoperato per le esultanze ai gol di altri componenti della rosa.

Ma a qualcuno questo non è piaciuto e una società dove piace fare polemica per avere una fetta di “notorietà” è stata sfruttata l’occasione per demolire la gioia di un ragazzo di 21 anni a cui piace fare il calciatore e a cui interessa solo ed esclusivamente questo.Per fortuna tanti sono stati però anche gli attestati di stima e le difese nei confronti del calciatore e della piazza, tra cui anche un nostro articolo, con alcuni articoli provenienti anche da testate straniere come Le Parisien.

Oggi riceviamo e pubblichiamo la lettera di Tonino Scala, politico, blogger, editorialista, giornalista pubblicista e scrittore di Castellammare di Stabia:

“Questa è una polemica che non ha alcuna ragion d’essere, nata forse solo per cercare una notizia inesistente.

Romano, in tutta questa vicenda, non c’entra nulla e non ha dato minimamente adito a queste chiacchiere.Definire questa situazione da bar dello sport è quasi riduttivo, perché nello sport, anche al bar, le discussioni hanno un loro valore e una loro serietà.

Sono comunista, da sempre, e non per il ruolo che ricopro, che non è certo una garanzia.

Il mio essere comunista e antifascista appartiene alla mia sfera ideale e personale.Tuttavia, questa vicenda calcistica non ha nulla a che fare con la politica.

Un ragazzo ha segnato un gol.

Porta il cognome del padre e quello della madre.Lo stadio ha esultato, e io, come tanti, ho esultato con un gesto istintivo: ho alzato il braccio. È un gesto che si vede in ogni stadio del mondo dopo un gol.

Per abitudine, il mio è stato con il pugno chiuso, un modo personale e spontaneo di vivere l’entusiasmo.

Ma cosa c’entra tutto questo con la politica?

Nulla, assolutamente nulla.Basta osservare i filmati – quelli che riprendono dalla tribuna, non i dettagli parziali dei distinti – per rendersi conto che non c’è stato alcun saluto romano.
Chi ha montato questa polemica dimostra di non conoscere né i fatti né cosa sia la tribuna scoperta del Menti e chi la frequenta.

In quella zona ci sono gli Swarm, il cui storico capo tifoso, Tonino Ercolano, si è sempre candidato a sinistra.

Ogni partita le forze dell’ordine chiedono ai supporter di rimuovere la bandiera “Free Palestina”.
Nello stesso spazio c’è il gruppo Stabia Amore, guidato da Gianfranco Piccirillo, un noto socialista stabiese.Inoltre, tra i frequentatori abituali c’è Peppe Giordano, ex segretario del PD, che quest’anno ha realizzato un presepe sotto un manifesto del PCI.

Allora, di cosa stiamo parlando esattamente?

Ognuno esulta a modo suo.

Questi sono gesti di gioia, non politici.Certo anche io in un post goliardico sui social ho scritto non mi sarei mai aspettato di esultare per un Mussolini, ma è una battuta nulla più.

Non c’è alcuna apologia, se non quella della stupidità di chi continua ad alimentare una polemica senza senso.Insistere su questa strada significa dare peso a qualcosa che non lo merita.”

Dal G7 a ‘benedizione’ di Trump, per Meloni un 2024 da ‘leader più potente d’Europa’

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(Adnkronos) – Il 2024 segna il giro di boa del governo Meloni, consegnandogli la targa di settimo governo più longevo della storia repubblicana.Un anno di luci ed ombre per la premier, che porta a casa la casella di vicepresidente esecutivo della Commissione europea per Raffaele Fitto, l'endorsement di Donald Trump -"è una leader e una persona fantastica"- e l''incoronazione' di 'Politico' come “persona più potente d'Europa", l'"uomo forte" nei rapporti tra Bruxelles e States.

Di contro il 2024 è l'anno in cui la presidente del Consiglio incassa la battuta d'arresto sugli hotspot in Albania, vive un avvio d'anno ammaccato dalla vicenda Delmastro-Pozzolo e un'estate terremotata dall'affaire Sangiuliano, assiste al braccio di ferro FI-Lega sulla manovra vedendosi costretta a bacchettare gli alleati dopo un infruttuoso vertice 'apparecchiato' a casa sua.  L'anno che stiamo per lasciarci alle spalle è segnato anche della presidenza italiana del G7, con il summit dei Grandi a Borgo Egnazia, l'ultimo per Joe Biden nelle vesti di Presidente degli States.E l'anno dall'amicizia 'chiacchierata' della premier con Elon Musk, l'uomo domino della campagna elettorale di 'The Donald'.  Se il 2024 di Palazzo Chigi venisse raccontato con una raccolta di scatti, tra questi non potrebbero mancare la foto del paterno bacio sulla testa di Biden a Meloni nella cornice della Casa Bianca, lo scatto della premier con la testa nella giacca per canzonare le opposizioni finita sul Wall Street Journal, la photo opportunity con Chico Forti rientrato in Italia dopo 24 anni di carcere in America, la stretta di mano con stoccata a Vincenzo De Luca: ''sono quella stronza della Meloni", si auto-apostrofò la premier facendo calare il gelo sul fumantino governatore dem. Ma procediamo per gradi raccontando il 2024 in salsa Meloni.

Un anno che a gennaio si apre col disco verde alla discussa riforma dell'autonomia differenziata, nel mirino delle opposizioni come 'spacca Italia', e con il 'vertice internazionale Italia-Africa' che ha visto approdare a Roma, su iniziativa della premier, tutte le nazioni del continente per dare linfa al Piano Mattei.A febbraio, a seguito di un procedimento giudiziario su un possibile furto di beni culturali, il sottosegretario al ministero della Cultura Vittorio Sgarbi rassegna le dimissioni, dopo un incontro con la presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. Il 24 febbraio, in occasione del secondo anniversario dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, Meloni vola a Kiev con la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il primo ministro belga Alexander De Croo e il canadese Justin Trudeau, dove presiede una riunione del G7 insieme al Presidente Volodymyr Zelensky.

E' l'ennesima conferma del sostegno italiano alla causa ucraina, rispetto alla quale, anche in questo 2024, la premier non ha mai compiuto passi indietro né mostrato tentennamenti.  A marzo la presidente del Consiglio si reca a Washington D.C.per un nuovo incontro con il Presidente Joe Biden.

Dagli Usa annuncia il ritorno a casa di Chico Forti, al centro di un controverso caso giudiziario che lo vede detenuto in America da ben 24 anni.Marzo è anche il mese di un acceso botta e risposta con la magistratura, né il primo né l'ultimo, stavolta innescato dal via libera del Cdm all'introduzione di test psico-attitudinali per i magistrati.  Aprile si apre con due mozioni di sfiducia, entrambe respinte: una tocca Matteo Salvini e riguarda i rapporti della Lega con il partito di Vladimir Putin Russia Unita, l'altra la ministra del Turismo Daniela Santanché in ordine alle inchieste sulle società Visibilia, Bioera e Ki Group.

A fine mese, dalla convention di Fdi a Pescara, Meloni annuncia la sua discesa in campo per le elezioni europee invitando gli elettori a scrivere sulla scheda elettorale anche solo il suo nome di battesimo, 'Giorgia'.La premier gioca la carta dell'empatia e punta sulla propria leadership.

I risultati sembrano darle ragione: alle urne di giugno Fdi si conferma primo partito italiano (28,8%) migliorando di quasi tre punti il risultato delle elezioni politiche che le hanno consegnato le chiavi di Palazzo Chigi. Dopo aver approvato l'abrogazione del reato di abuso d'ufficio, il governo a fine maggio torna ad occuparsi di giustizia e approva un disegno di legge di revisione costituzionale finalizzato a riformare l'ordinamento della magistratura, prevedendo, nello specifico, un'obbligatoria separazione in magistratura requirente e giudicante e la relativa introduzione di due nuovi organi di autogoverno destinati a mandare in pensione il Consiglio Superiore della Magistratura.  A giugno il Consiglio dei ministri approva due provvedimenti per 'sforbiciare' le liste d'attesa di una sanità in affanno.Rumoreggiano le opposizioni puntando il dito contro misure che giudicano vuote e prive di risorse.

Sempre a giugno, prima di volare in Puglia per il summit del G7, Meloni si reca in Albania insieme al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per verificare lo stato dell'arte dei lavori dei due hotspot battenti bandiera italiana.La visita viene funestata dall'accesa contestazione del segretario di +Europa Riccardo Magi, spintonato dalla sicurezza e protagonista di un botta e risposta al vetriolo con la premier. Dal 13 al 15 giugno i riflettori del mondo si accendono sulla Puglia, a Borgo Egnazia, per il summit dei 7 grandi del mondo.

Il vertice centra l'obiettivo di un prestito di 50 miliardi all'Ucraina acceso sugli asset russi congelati, ma viene segnato anche dalle tensioni tra Meloni e il Presidente francese Emmanuel Macron.A innescare il duello è il tema dell'aborto nelle dichiarazioni finali del summit, ma sottotraccia si gioca anche la partita della nuova governance dell'Unione europea. Su Bruxelles a luglio la premier compie una scelta inattesa e, nello stupore generale, vota contro la riconferma di Ursula von der Leyen, destinata al bis al timone della Commissione europea.

Meloni, a capo del gruppo dei conservatori, nonostante gli ottimi rapporti con la leader tedesca si chiama fuori, assieme ai Patrioti di Matteo Salvini, Viktor Orban e Marine Le Pen.Una mossa che, nello scacchiere internazionale, molti leggono come un potenziale e pericoloso isolamento dell'Italia.

A fine mese la premier vola in Cina e cerca di ricucire lo strappo consumatosi a fine 2023 con l'addio alla via della Seta.  Dopo un'estate in cui ha destato non poco stupore l''outing' di Arianna Meloni sulla separazione dal ministro Francesco Lollobrigida, il 30 agosto il Consiglio dei ministri approva ufficialmente la candidatura di Raffaele Fitto a Commissario europeo.A distanza di una manciata di giorni esplode una nuova mina in grado di far tremare l'intero governo: il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano viene coinvolto in uno scandalo che rimbalza di bocca in bocca, diventando motivo di gossip anche sotto gli ombrelloni.

L'imprenditrice e influencer Maria Rosaria Boccia va all'attacco del governo, a muoverla è la sua presunta nomina da parte dello stesso ministro della Cultura a consigliere per i grandi eventi, una nomina abortita a causa della relazione tra i due.Meloni, dopo aver inizialmente respinto le dimissioni del titolare della Cultura, si vede costretta ad accettarle per frenare l'onda d'urto che ha travolto il governo e 'chiama' Alessandro Giuli a sostituire Sangiuliano. A settembre Meloni vola a New York per la 79esima Assemblea generale delle Nazioni Unite e, prima dell'avvio dei lavori, incontra i ceo di Google, Motorola e Open Ai per discutere di investimenti delle big i-tech in Italia.

Nei giorni newyorkesi è soprattutto la decisione della premier di ricevere il premio dell'Atlantic Council dalle mani di Elon Musk a far discutere, tanto più che si accompagna alla decisione di 'disertare' la tradizionale cena offerta dai Biden ai capi di stato e di governo presenti nella 'Big Apple', una scelta che molti leggono come uno 'smarcamento' di Meloni verso l'amministrazione dem alla luce della possibile ascesa di Donald Trump. Ad ottobre la maternità surrogata, già vietata in Italia, diventa reato universale, perseguibile anche all'estero se attuata da cittadini italiani.Negli stessi giorni il governo, Meloni in testa, si trova a fare i conti con una nuova grana: i primi 12 migranti sbarcati nel porto albanese di Shengjin vengono ricondotti in Italia perché il tribunale di Roma non convalida il loro trattenimento nel centro italiano di permanenza per il rimpatrio di Gjader, frutto dell’accordo Roma-Tirana.

La decisione dei giudici di Roma rischia di mettere in discussione l’intero impianto del Memorandum siglato da Meloni e Edi Rama.  Una manciata di giorni dopo, il Cdm adotta un decreto legge ad hoc per definire ed aggiornare la lista dei 'paesi di origine sicuri', prima regolata da un semplice decreto interministeriale, 'elevandola' così a fonte di livello primario.L'obiettivo è saltare l'ostacolo che mina l'avvio dei due hotspot in Albania, che ancora oggi, tuttavia, continuano a restare vuoti in attesa della pronuncia della Corte di giustizia europea.

Meloni continua a difendere a spada tratta il progetto di 'colonia detentiva' in terra albanese, dicendosi convinta che si tratti di una strategia non solo valida ma esportabile e spendibile in Europa per arginare la "mafia dei trafficanti di vite umane" e fermare le morti in mare.  Il 21 novembre, dopo il G20 di Rio de Janeiro, Meloni raggiunge Buenos Aires per la sua prima missione in Argentina.Con l'"amico" Javier Milei la premier si affaccia dal balcone della Casa Rosada, reso celebre per i discorsi con cui Evita Peron infiammava i 'descamisados'.

Milei il 'loco', come lo chiamano in Argentina e come ama esser chiamato anche fuori confine, amico di Trump tanto da volare a Mar-a-Lago per celebrarne la vittoria, il presidente argentino rilancia l'idea di una 'internazionale sovranista' che unisca "Paesi del mondo libero che condividono valori e obiettivi comuni" liberando l"Occidente dalla tenebre che l'avvolgono".Nel cielo di Milei, i puntini uniscono gli States di Trump alla "vecchia Europa" impersonificata da Meloni e a Israele di Benjamin Netanyahu. Il 27 novembre nasce la nuova Commissione europea, ancora una volta guidata da von der Leyen.

Fdi vota a favore, dopo il segnale positivo arrivato dalla leader tedesca sulla nomina di Fitto, eletto commissario europeo e vicepresidente esecutivo della Commissione.Le opposizioni salgono sulle barricate e puntano il dito contro "la giravolta di Meloni", "un'inversione a U" impensabile fine a qualche mese prima.  La premier risponde per le rime, accusando i socialisti, 'famiglia' del Pd a Bruxelles, di aver scritto una lettera chiedendo a von der Leyen di tenere Fitto fuori dalla squadra, "un'iniziativa contro l'Italia", l'accusa della presidente del Consiglio reiterata ad ogni occasione utile.

Dopo l'addio di Fitto, al suo posto Meloni chiama Tommaso Foti in squadra, tenendo tuttavia per se la delega per il Sud.  Il sette dicembre, quasi a sorpresa, Meloni vola insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Parigi per assistere alla riapertura al pubblico della Cattedrale di Notre-Dame, distrutta da un incendio nell'aprile del 2019.Durante la cena organizzata da Macron, con lo zampino dell'amico Musk, ha il suo primo faccia a faccia, fruttuoso, con Donald Trump, 'antipasto' di un'alleanza che si preannuncia già solidissima.

E che potrebbe condurre Meloni a rivestire un ruolo di primo piano sulla rotta Washington-Bruxelles: potrebbe essere lei la persona giusta per oliare un meccanismo che al momento sembra cigolare, tra lo spauracchio dei dazi e l'incognita sul futuro dell'Ucraina.  E' con questa convinzione che 'Politico' le tributa il titolo di “persona più potente d'Europa". "Chi chiami se vuoi parlare con l’Europa?”, si legge nella motivazione del riconoscimento: “Se sei Elon Musk, l'uomo più ricco del mondo e consigliere chiave del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il numero che componi è quello di Giorgia Meloni”. (di Ileana Sciarra) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Carceri, Brunetta: “Indulto parziale per dare certezza alla pena e abbattere recidiva”

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(Adnkronos) – "Mi associo alla nobile esortazione del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, che ha esortato le forze politiche a ragionare sulla ipotesi di un indulto parziale".Così il presidente del Cnel Renato Brunetta, in un intervento sul Sole 24 Ore. “In un carcere sovraffollato, luogo di isolamento, umiliazione, malattia e morte, la pena rischia di perdere la certezza dell'esempio, che è la vera fonte di legittimazione della potestà punitiva, per trasformarsi invece in certezza della recidiva – afferma – Lo Stato può punire perché, a differenza di chi si macchia di un reato, non cede all'irrazionalità, non pratica la vendetta, che invece è la leva del male, non punta all'isolamento e all'emarginazione degli individui, ma fa piuttosto comunità.

Nelle condizioni date c'è il rischio che la pena venga meno alla sua certezza, intesa nel senso più ampio".  "Perciò una riflessione pragmatica sul rischio di questo tragico capovolgimento diventa ineludibile per qualunque responsabilità politica.In questo mi associo alla nobile esortazione del vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, che ha esortato le forze politiche a ragionare sulla ipotesi di un indulto parziale.

L'ipotesi di un indulto parziale, che coinvolga i detenuti per reati meno gravi, cioè coloro che il lavoro può recuperare alla società e il carcere può cronicizzare in professionisti criminali, realizza – sottolinea – almeno quattro obiettivi: umanizzare le carceri, concorrere ad abbattere la recidiva, risarcire vittime e società, produrre ricchezza.Una pena così 'certa' realizzerebbe i propri effetti retributivi, deterrenti e, naturalmente, rieducativi, in una visione d'insieme, la sola vincente, indirizzando la capacità punitiva dello Stato verso un obiettivo di inclusione sociale.

Ma, soprattutto, non avrebbe controindicazioni politiche".  "Penso che la proposta di Renato Brunetta oggi sul Sole24ore vada ripresa, sostenuta, resa effettiva.Spero che opposizione e maggioranza possano convergere su un obiettivo minimo di umanità, civiltà, decenza.

Chi ci sta?", scrive sui social il senatore Pd Filippo Sensi.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sinner, Djokovic sta con Kyrgios: “Il suo caso non piacevole, frustrante per noi”

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(Adnkronos) –
Novak Djokovic contro Jannik Sinner per il caso doping?A pochi giorni dall'inizio della nuova stagione del tennis, che si aprirà prima con il torneo di Brisbane e poi con l'Australian Open, stanno facendo discutere le parole del campione serbo, che in conferenza stampa sembra dare ragione a Nick Kyrgios sul 'caso Clostebol' che ha riguardato l'azzurro.

Kyrgios, come è noto, da mesi chiede sanzioni esemplari nei confronti dell'italiano, che attende l'esito del ricorso dell'agenzia mondiale antidoping (Wada) al Tas.Sinner, prosciolto da un tribunale indipendente, rischia ora una squalifica. "Il caso Sinner non è piacevole, allo stesso tempo però viviamo in un mondo in cui tutti hanno il diritto di esprimersi, soprattutto sui social media.

Nick si è espresso molto bene riguardo all’intero caso doping di Jannik, e ha ragione per quanto riguarda la trasparenza e l’incoerenza dei protocolli e i confronti tra i vari casi", ha detto Djokovic in conferenza stampa, "abbiamo visto molti giocatori in passato, e anche attualmente, che sono stati sospesi per non essersi nemmeno sottoposti ai controlli antidoping e per non aver comunicato la loro reperibilità.Alcuni giocatori di ranking inferiore che aspettano la risoluzione del loro caso da più di un anno". "Non metto in discussione se la sostanza proibita sia stata assunta intenzionalmente o meno", ha continuato Djokovic, "credo nello sport pulito, credo che il giocatore farà tutto il possibile per giocare in modo corretto.

Conosco Jannik da quando era molto giovane, quindi non mi sembra il tipo di persona che farebbe una cosa del genere, ma mi sono sentito davvero frustrato, come la maggior parte degli altri giocatori, nel vedere che siamo stati tenuti all’oscuro per cinque mesi da quando ha ricevuto quella notizia.Non è una bella immagine per il nostro sport". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Georgia, si insedia nuovo presidente: migliaia di manifestanti pro-Ue protestano davanti al Parlamento

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(Adnkronos) – Migliaia di manifestanti pro-Ue sono scesi in piazza a Tbilisi, la capitale della Georgia, per contestare l'insediamento del nuovo presidente, fedele al partito al potere Sogno Georgiano, Mikheil Kavelashvili.La folla, come accade da oltre due mesi, si è riunita davanti al Parlamento per criticare il nuovo presidente, ritenuto "illegittimo" dall'opposizione e dal capo di Stato uscente, Salome Zurabishvili, che chiedono una ripetizione delle elezioni generali di ottobre, a loro parere truccate da Sogno Georgiano. L'insediamento dell'ex calciatore Kavelashvili, che si è dichiarato "unico presidente legittimo" e ha prestato giuramento in una cerimonia che – per la prima volta nella storia della Georgia – si è tenuta in Parlamento a porte chiuse, è destinato ad aggravare ulteriormente una crisi politica che ha visto dimostrazioni di massa a favore dell'ingresso dell'ex Repubblica sovietica nell'Unione europea. "La nostra storia mostra chiaramente che, dopo innumerevoli lotte per difendere la nostra patria e le nostre tradizioni, la pace è sempre stata uno degli obiettivi e dei valori principali per il popolo georgiano", ha affermato Kavelashvili, noto per le sue opinioni di estrema destra.

Il nuovo presidente ha quindi elogiato "le nostre tradizioni, i nostri valori, la nostra identità nazionale, la sacralità della famiglia e la nostra fede". "Lascerò il palazzo presidenziale e starò con voi, portando con me la legittimità, la bandiera e la vostra fiducia", ha invece commentato Zurabishvili. Sogno Georgiano accusa l'Occidente di cercare di trascinare Tbilisi nel conflitto ucraino, mentre l'opposizione ritiene che il partito al potere voglia indirizzare il Paese del Caucaso verso Mosca.La Georgia è in subbuglio dalle contestate elezioni parlamentari di ottobre e dalla decisione del governo di accantonare i colloqui di adesione all'Ue. Venerdì gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni al fondatore di Sogno Georgiano, Bidzina Ivanishvili, affermando che ha minato il futuro democratico del Paese a vantaggio della Russia.

L'oligarca Ivanishvili, l'uomo più ricco della Georgia, è ampiamente considerato il leader de facto del Paese, nonostante non ricopra alcuna posizione ufficiale. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Firenze, accoltellato durante lite in strada: morto 17enne

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(Adnkronos) – Un ragazzo di 17 anni è morto accoltellato a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze.A quanto si apprende il giovane sarebbe stato ferito durante una lite in strada.

Le indagini, ancora in corso, sono condotte dai carabinieri.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, investito da auto: muore 63enne

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(Adnkronos) – Incidente mortale ieri sera a Roma dove un uomo di 63 anni ha perso la vita investito da un'auto.Le pattuglie del VI Gruppo Torri della Polizia di Roma Capitale sono intervenute intorno alle 20.30 sulla via Prenestina, altezza via Samassi, nella zona di Colle del Sole, dove un veicolo Mercedes classe A, che procedeva in direzione Roma e condotto da una donna italiana di 70 anni, ha investito il 63enne italiano che è deceduto sul posto.

La donna in forte stato di agitazione è stata trasportata al Policlinico Tor Vergata per gli esami di rito.Sulla esatta dinamica dell'incidente indagini in corso della Polizia Locale. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Tajani: “Salvini al Viminale? No, c’è già Piantedosi e lui pensi al Ponte”

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(Adnkronos) – “Rimpasto?Non c’è bisogno di nessun rimpasto, di solito si fa quando le cose non funzionano e questo governo invece sta facendo benissimo, sta lavorando alla grande: al momento non c’è bisogno di cambiare niente”.

Così Antonio Tajani, vicepremier, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, in un colloquio con il Fatto Quotidiano.  “Al ministero dell’Interno c’è un ministro, Matteo Piantedosi, che sta lavorando benissimo, Salvini mi pare che abbia un altro lavoro…”, dice.Ovvero? “Beh, è ministro delle Infrastrutture e sul suo tavolo ha dossier molto importanti e impegnativi”, risponde Tajani.

Cioè quali? “Salvini si dovrà occupare di iniziare a costruire il Ponte sullo Stretto: già questo mi sembra un compito parecchio impegnativo e sarebbe già molto importante”, sottolinea.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, picco a metà gennaio. Bassetti: “Ospedali sotto pressione”

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(Adnkronos) – Il picco dell'influenza è previsto per la metà di gennaio.A tracciare il quadro e fotografare l'andamento dei virus stagionali, visto dai reparti ospedalieri, è Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova. "La situazione dell'influenza sembra sia esplosa, pur non avendo raggiunto il picco" fa notare Bassetti e spiega anche perché. "Evidentemente è normale che sia così, nell'ultima settimana la gente è stata in casa a preparare il cenone" della Vigilia e il pranzo di Natale, aggiunge, "i bambini e i ragazzi hanno smesso di andare a scuola e hanno portato i virus in casa con i nonni, gli zii, i genitori, e i parenti vari.

Così l'influenza è esplosa, come ampiamente atteso".  La situazione negli ospedali è naturalmente di difficoltà, perché da un lato è un periodo in cui ci sono meno medici, meno infermieri e meno operatori sanitari (giustamente anche loro fanno qualche giorno di ferie) e in più c'è una grande pressione data naturalmente da una popolazione, quella italiana, che è molto anziana, molto avanti con gli anni, e ha bisogno continuo di cure".  "Se ci si mette anche che adesso c'è l'influenza – spiega l'esperto all'Adnkronos Salute – è chiaro che gli ospedali, i pronto soccorso in generale sono in difficoltà in qualche modo, hanno un iperafflusso.Io credo che il peggio arriverà probabilmente nella prima settimana dell'anno", prospetta.  "E dovremo dire a tutti i cittadini che, siccome questa è una forma influenzale lunga che porta ad avere la febbre per 3-4 o anche 5 giorni e con temperatura a 39-40°, di non correre in ospedale soltanto perché non scende.

La febbre non scende perché è il normale corso dell'influenza – conclude Bassetti -.Si prendono gli antipiretici, si sta a casa.

Evitiamo gli antibiotici ed evitiamo di correre nei pronto soccorso perché rischiamo veramente il tracollo". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Verissimo, gli ospiti e le interviste di oggi domenica 29 dicembre

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(Adnkronos) – Oggi, domenica 29 dicembre, andrà in onda la seconda puntata speciale di 'Verissimo' con le interviste più emozionanti e coinvolgenti realizzate in questa stagione da Silvia Toffanin con una sorpresa inedita.L'appuntamento è alle 16:00 su Canale 5. A Verissimo i 20 anni di matrimonio artistico tra Vanessa Incontrada e Claudio Bisio.

Inoltre, in studio due sorelle sempre unite nelle difficoltà della vita, Silvia e Giulia Provvedi. 
Al Bano sarà a Verissimo con la figlia Romina Carrisi e il suo piccolo Axel Lupo.Silvia Toffanin accoglierà una grande amica di Verissimo, Iva Zanicchi. Dall’amore per la sua famiglia ai più importanti progetti personali: ospite a Verissimo Michelle Hunziker.

E ancora a Verissimo l’emozione di essere diventati genitori di Rosalinda Cannavò e Andrea Zenga. Per il periodo natalizio, anche sabato 4 e domenica 5 gennaio il talk show di Canale 5 sarà in onda con 'Verissimo – Le storie'.Sabato 11 e domenica 12 gennaio primi appuntamenti, ricchi di ospiti e sorprese, dell’edizione 2025 di Verissimo. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli-Venezia: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Torna in campo il Napoli.La squadra di Antonio Conte ospita, nella 18esima giornata di Serie A, il Venezia al Maradona per inseguire la vetta della classifica.

I partenopei, vittoriosi nell'ultimo turno contro il Genoa, al momento hanno 38 punti in classifica, mentre i lagunari di Di Francesco sono fermi al penultimo posto in classifica a quota 13.  La sfida tra Napoli e Venezia è in programma oggi, domenica 29 dicembre, alle ore 15.Ecco le probabili formazioni: 
Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera; Anguissa, Lobotka, McTominay; Politano, Lukaku, Kvaratskhelia.

All.Conte 
Venezia (3-5-2): Stankovic, Idzes, Sverko, Altare; Zampano, Andersen, Nicolussi Caviglia, Busio, Ellertsson; Oristanio, Pohjanpalo.

All.Di Francesco  Napoli-Venezia sarà trasmessa in diretta esclusiva su Dazn.

Il match sarà visibile sia in streaming sulla piattaforma che attraverso smart tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus-Fiorentina: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Big match all'Allianz Stadium.Nella 18esima giornata di Serie A, la Juventus ospita la Fiorentina per provare a risalire la classifica e avvicinare la vetta.

La squadra di Motta, vittoriosa nell'ultimo turno contro il Monza, al momento ha 31 punti in classifica, proprio come i viola, che vogliono rialzarsi dopo il ko interno contro l'Udinese.  La sfida tra Juventus e Fiorentina è in programma oggi, domenica 29 dicembre, alle ore 18.Ecco le probabili formazioni: 
Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Cambiaso, Gatti, Kalulu, Savona; Thuram, Locatelli; Conceicao, Gonzalez, Yildiz; Vlahovic.

All.Motta 
Fiorentina (4-2-3-1): De Gea; Dodo, Comuzzo, Ranieri, Gosens; Adli, Cataldi; Colpani, Gudmundsson, Sottil; Kean.

All.Palladino  Juventus-Fiorentina sarà trasmessa in diretta televisiva sui canali Sky Sport, ma disponibile anche su Dazn.

La sfida sarà visibile anche in streaming su NOW, Dazn e l'app SkyGo. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Milan-Roma: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

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(Adnkronos) – Luci a San Siro.Il Milan ospita la Roma in uno dei big match della 18esima giornata di Serie A.

I rossoneri vogliono dare continuità alla vittoria di Verona, firmata Reijnders, e risalire una classifica che al momento li vede all'ottavo posto a quota 26 punti, seppur con una partita da recuperare contro il Bologna.Ferma a 19 invece la Roma, vittoriosa contro il Parma nell'ultimo turno.  La sfida tra Milan e Roma è in programma oggi, domenica 29 dicembre, alle ore 20.45.

Ecco le probabili formazioni: 
Milan (4-2-3-1): Maignan; Royal, Thiaw, Gabbia, Hernandez; Fofana, Terracciano; Chukwueze, Reijnders, Jimenez; Morata.All.

Fonseca 
Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Paredes, Koné, Angelino; Dybala, El Shaarawy; Dovbyk.All.

Ranieri  Milan-Roma sarà trasmessa in diretta esclusiva su Dazn.Il match sarà visibile sia in streaming sulla piattaforma che attraverso smart tv. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da noi… A Ruota Libera, gli ospiti e le interviste di oggi domenica 29 dicembre

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(Adnkronos) – Oggi, domenica 29 dicembre, torna l’appuntamento con Francesca Fialdini e 'Da noi… a Ruota Libera' alle 17.20 su Rai1.Tra gli ospiti dell’ultima puntata del 2024: Alessandro Siani e Leonardo Pieraccioni.  Insieme a Siani e Pieraccioni anche Sergio Friscia, Giovanni Esposito, protagonisti del film 'Io e te dobbiamo parlare', diretto dallo stesso Siani, uscito nelle sale cinematografiche il 19 dicembre; Angelo Pintus e Beatrice Arnera, anche loro protagonisti al cinema, dal 1° gennaio, con il film “Dove osano le cicogne”.

Infine, uno dei personaggi più amati e poliedrici del mondo dello spettacolo: Cristiano Malgioglio.  In ogni puntata di 'Da noi… a Ruota Libera', Francesca Fialdini racconta la vita artistica e privata di personaggi celebri e non che hanno saputo imprimere un “giro di ruota” originale e positivo alla propria vita e a quella degli altri compiendo scelte coraggiose e anticonvenzionali.Un percorso di emozioni, ricordi, riflessioni, momenti d’ironia e leggerezza attraverso formule d’interazione sempre nuove e coinvolgenti tra gli ospiti e la conduttrice. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Corea del Sud, aereo con 181 persone a bordo si schianta in atterraggio

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(Adnkronos) – Incidente aereo in Corea del Sud dove il volo Jeju Air, con a bordo 175 passeggeri e sei membri dell'equipaggio, si è schiantato oggi all'aeroporto internazionale di Muan e ha preso fuoco. Si ritiene che quasi tutte le 181 persone a bordo dell'aereo siano morte, ha riferito l'agenzia di stampa Yonhap, citando i vigili del fuoco.Due persone sono state tratte in salvo.

Le autorità per ora hanno confermato 85 decessi.  L'aereo è uscito di pista durante l'atterraggio e si è schiantato contro una recinzione all'aeroporto.Il volo Jeju Air stava tornando da Bangkok.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Ucraina a norma anti-Renzi, i distinguo della Lega nella maggioranza

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(Adnkronos) – Dalle armi all'Ucraina alla norma anti-Renzi, passando per il nodo rimpasto.Continuano i distinguo della Lega all'interno della maggioranza di centrodestra.

Nel giorno in cui il Senato dà il via libera definitivo alla legge di bilancio, va in scena l'ennesimo smarcamento del partito di Matteo Salvini su alcuni nodi spinosi.Intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia alla manovra finanziaria, il capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama Massimiliano Romeo a sorpresa spezza una lancia a favore dell''avversario' Matteo Renzi, che aveva denunciato la "norma ad personam" nei suoi confronti sul divieto di percepire compensi per incarichi da Paesi extra Ue. "Sulla norma 'anti' il senatore Renzi non ha tutti i torti, per usare un eufemismo", afferma Romeo.  Altra 'punzecchiatura' è sulla questione degli aiuti militari all'Ucraina: "Fossi nel governo, non perderei la grande occasione che l'Italia possa diventare un Paese pilota per accompagnare i negoziati e la ricostruzione, cominciando a prendere le distanze dalle leadership europee più bellicose.

Diamo piuttosto più armi alle nostre imprese per essere competitive sui mercati", l'appello rivolto dal presidente dei senatori leghisti all'esecutivo, proprio mentre a pochi metri da lui, in Senato, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ribadiva il pieno appoggio del governo all'Ucraina anche sul piano militare: "Continuiamo a sostenere da tutti i punti di vista Kiev, abbiamo chiesto al Consiglio dei ministri di prorogare fino al 2025 la possibilità di inviare strumenti militari, fermo restando che gli strumenti militari italiani possono essere usati soltanto all'interno del territorio ucraino", scandisce il titolare della Farnesina. Le uscite di Romeo non passano inosservate tra i banchi delle opposizioni.Italia Viva parla di "bordate" al governo da parte del capogruppo della Lega, che secondo Enrico Borghi avrebbe "sostanzialmente messo in mora il governo". "Romeo ha dedicato la seconda parte della sua dichiarazione di voto in diretta tv a dire cosa manca e cosa non va bene nella legge di bilancio", osserva invece Antonio Misiani, responsabile economico del Pd. "Le ultime dichiarazioni del presidente Romeo – ironizza il capogruppo dem Francesco Boccia durante il suo intervento in Aula – ci spingono a fargli posto qui tra i banchi dell'opposizione, perché mi sa che si sentirebbe più a suo agio da queste parti". Dalle parti di Fdi – dove, a taccuini chiusi, non viene nascosto un certo fastidio per le esternazioni leghiste – c'è chi prova a gettare acqua sul fuoco: "Non percepisco alcun desiderio di distinguo.

Ho vissuto la scorsa legislatura e questo non mi pare proprio il governo dei distinguo.Se la pensassimo uguale su tutto, saremmo tutti nello stesso partito", dice all'Adnkronos il senatore Luca De Carlo, l'uomo che Fratelli d'Italia vorrebbe candidare in Veneto al posto di Luca Zaia alla scadenza del mandato del 'Doge'.

In merito alle dichiarazioni di Romeo sulle armi all'Ucraina, De Carlo aggiunge: "Dire 'più armi alle imprese' penso sia assolutamente naturale: bisogna rendere le nostre imprese più competitive sul mercato e colmare un gap.Credo che Romeo si riferisse a questo e che magari stesse facendo autocritica rispetto a quegli anni in cui preferiva il reddito di cittadinanza…". Sullo sfondo resta anche la questione del rimpasto.

Il vicepremier leghista Matteo Salvini è tornato a rilanciare l'ipotesi di un suo ritorno al Viminale, al posto di Matteo Piantedosi: "Siamo tutti nelle mani del buon Dio.Il ministro dell'Interno l'ho fatto – sottolinea – e penso discretamente.

Adesso l'assoluzione" per il processo Open Arms "toglie le scuse soprattutto alla sinistra che diceva 'Salvini non può occuparsi di immigrazione perché sotto processo'.Ho tante cose da portare avanti al ministero dove sono, ma occuparsi della sicurezza degli italiani è qualcosa di bello e importante".  Il capo di via Bellerio ribadisce il suo apprezzamento per il lavoro svolto dall'attuale ministro dell'Interno ("ha tutta la mia stima e la mia fiducia") ma non 'molla' la presa: "Ragioneremo sia con Giorgia che con Piantedosi".

Ma su un eventuale rimpasto per ora resta il 'no' fermo della premier Meloni.E a rimarcarlo è il suo braccio destro, il sottosegretario con delega all'Attuazione del programma Giovanbattista Fazzolari: "Non c'è preclusione su nulla, ma di rimpasto – precisa – non si è mai parlato.

Il rimpasto si fa quando l'attività del governo ne trarrebbe giovamento, ma a oggi non mi sembra che ci sia questa esigenza".Per Fazzolari "Piantedosi è un ottimo ministro, così come Salvini al Viminale sicuramente farebbe molto bene ma a oggi – ribadisce – non c'è alcuna esigenza di rimpasto". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)