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Ecco il nuovo Isis, chi sono i terroristi 2.0: dal web agli attacchi

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(Adnkronos) –
L'Isis fa breccia tra giovani, disperati, pratici del web.Sono queste le componenti necessarie per l''auto-radicalizzazione', un processo che, secondo il Washington Post, sta riguardando sempre più uomini che negli ultimi anni si sono sacrificati in nome – o talvolta anche solo ispirati – dello Stato Islamico.  L'ultimo è Shamsud-Din Jabbar, il cittadino americano che a Capodanno ha travolto e ucciso 14 persone a New Orleans.

Nell'articolo del Post sono state rilevate similitudini con un altro caso avvenuto negli ultimi mesi: lo scorso agosto, il 19enne austriaco Beran Aliji aveva infatti pianificato un attacco terroristico al concerto di Taylor Swift a Vienna, poi sventato quando la polizia ha arrestato Aliji, i cui messaggi online erano monitorati da almeno un'agenzia di intelligence straniera. Le centinaia di messaggi privati del ragazzo rinvenuti dalle autorità offrono un quadro del piano del giovane, facendo anche luce su come il gruppo jihadista continui a ispirare la violenza anche cinque anni dopo la fine del suo autoproclamato califfato. Al momento della pianificazione dell'attacco al concerto (poi annullato), Aliji stava già attraversando una complessa crisi personale, che lo aveva portato a lasciare improvvisamente il suo lavoro di apprendista in fabbrica e a isolarsi nel suo appartamento, ossessionato – come raccontò in seguito alla polizia – dalla sua stessa morte.Senza soldi o prospettive, e in mancanza di amici stretti, iniziò a immergersi in un mondo virtuale di video violenti e chat room segrete dedicate allo Stato islamico.

Secondo i registri telefonici sequestrati dalla polizia, iniziò a rivolgersi al gruppo estremista prima per ispirazione e poi per consigli pratici su come pianificare un attacco. Per quanto riguarda il 42enne Jabbar, carnefice di New Orleans, le vere cause del suo gesto sono attualmente sconosciute.Ma secondo il Washington Post, che cita esperti di terrorismo, in molti dei casi recenti gli autori sembrano essere spinti meno dall'ideologia quanto piuttosto da gravi delusioni personali.

I sospettati hanno spesso poco o nessun contatto diretto con lo Stato islamico, che rimane tuttavia una potente fonte di radicalizzazione e una comoda scusa, nella mente dell'aggressore, per giustificarne la violenza. A differenza di al-Qaeda, lo Stato islamico è riuscito a creare una fitta rete online dove incoraggia i seguaci a compiere attacchi terroristici ovunque si trovino, senza bisogno di attendere istruzioni o approvazione.Privato del suo califfato, il gruppo ora opera nell'ombra, con una rete di gruppi e cellule affiliati che si estende dal Medio Oriente e dal Nord Africa fino all'Asia meridionale.

Negli ultimi anni, ha cercato di aumentare la frequenza degli attacchi terroristici, soprattutto in Siria e Afghanistan. "Queste sono persone amareggiate e arrabbiate", ha affermato Bruce Riedel, esperto di antiterrorismo e veterano della Cia.A proposito di Jabbar ha detto: "Ecco un classico caso di qualcuno che si è convertito all'Islam, ha avuto due matrimoni falliti, gravi problemi finanziari e ora trova una causa per giustificare la sua vita e la sua rabbia".

In un messaggio videoregistrato, l'ex soldato aveva contemplato lo sterminio della propria famiglia prima di optare per un attacco terroristico in stile Stato islamico. Gli stessi fallimenti personali e frustrazioni sono evidenti nei documenti dell'indagine su Aliji, che è in prigione in attesa della presentazione di un'incriminazione formale prevista per l'inizio di quest'anno.Ma a differenza di Jabbar, un veterano militare di 42 anni che ha prestato servizio in Afghanistan, Aliji aveva risorse minime e poche capacità, e mentre diversi recenti complotti hanno coinvolto individui più anziani, l'età di Aliji si adatta a quella che gli esperti descrivono come una tendenza verso sospettati sempre più giovani. I funzionari dell'intelligence stanno esprimendo allarme per i crescenti casi di 'auto-radicalizzazione' tra gli adolescenti che, come Aliji, sono avidi consumatori di video dello Stato islamico e talvolta vedono i terroristi come eroi e modelli di ruolo.

Mentre in passato le piattaforme social cercavano attivamente di bloccare i messaggi del gruppo, oggi per gli esperti i video dello Stato islamico sono più accessibili che mai per i giovani che sanno muoversi nelle pieghe del web.I ranghi dei radicalizzati stanno diventando "sempre più giovani", ha affermato un alto funzionario europeo dell'antiterrorismo. "I bambini guardano video di esecuzioni e seguono influencer estremisti già in tenera età", ha aggiunto. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, il 10 gennaio sentenza per caso Stormy Daniels: cosa rischia il presidente

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(Adnkronos) – Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, condannato in primavera da un tribunale penale di New York per aver effettuato pagamenti occulti alla pornostar Stormy Daniels, conoscerà la sua pena il 10 gennaio, ossia 10 giorni prima del suo insediamento alla Casa Bianca (previsto per il 20 gennaio).Lo ha deciso il giudice della Corte suprema statale, Juan Merchan, il quale ha dichiarato che non intende condannare Trump al carcere. Trump dovrà "comparire in aula il 10 gennaio 2025", ha ordinato Merchan in un'ordinanza nella quale ha specificato di non essere "propenso a imporre una sentenza di incarcerazione" all'uomo che diventerà il 47esimo presidente degli Stati Uniti. La decisione del giudice di New York "è un attacco all'immunità presidenziale", ha affermato un portavoce del tycoon repubblicano, Steven Cheung.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pino Daniele, dieci anni senza l’anima blues di Napoli

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(Adnkronos) – Dieci anni dalla morte e il suo 70esimo compleanno.Per Pino Daniele il 2025 segna un doppio anniversario.

Era infatti il 4 gennaio 2015 quanto si spense quella voce graffiante, quel sound unico che fondeva il cuore di Napoli con il blues, il jazz e le melodie del mondo.Un'occasione per ricordare e celebrare un artista che ha lasciato un segno indelebile nella musica italiana. Nato il 19 marzo del 1955, Pino Daniele è stato un unicum.

Chitarrista autodidatta, ha saputo creare un linguaggio musicale innovativo, intrecciando la tradizione napoletana con generi provenienti da altre culture.Fin dagli esordi con 'Terra Mia' (1977) e il successivo 'Pino Daniele' (1979), la sua ricerca musicale si è distinta per originalità.

Ma è con 'Nero a Metà' (1980) che la sua musica raggiunge il grande pubblico.Questo album, giustamente inserito nella classifica Rolling Stone dei '100 album più belli di sempre', ha segnato una svolta, mescolando la visceralità di Napoli con il soul, il blues e il jazz in un modo profondamente personale.  
La sua carriera è stata un'escalation di successi e collaborazioni prestigiose. 'Vai Mo'' (1981) e 'Bella 'mbriana' (1982), con la partecipazione di musicisti del calibro di Alphonso Johnson e Wayne Shorter, hanno consolidato il suo successo.

Seguono 'Musicante' (1984), il doppio live 'Sciò' e 'Ferryboat' (1985).Proprio 'Musicante', a 40 anni dall'uscita, è stato da poco celebrato con una ristampa speciale 'Musicante 40th anniversary album' che include l'album originale rimasterizzato da Pino 'Pinaxa' Pischetola e le 'Studio Session', registrazioni inedite in presa diretta. "È un documento che svela il processo creativo di mio padre e mostra la sua ricerca di un suono e di un'identità, impregnate di sonorità mediterranee e napoletane", ha raccontato all'Adnkronos, Alessandro Daniele, figlio dell'artista e anima della Fondazione Pino Daniele. Pino Daniele si è esibito sui palchi più importanti, aprendo il concerto di Bob Marley, partecipando a festival jazz internazionali, suonando a Cuba, in Canada, a Parigi e all'Arena di Verona.

La sua sete di sperimentazione lo ha portato a collaborare con Ritchie Havens in 'Common Ground' (1986) e ad esplorare le sonorità dell'arab rock in 'Bonne Soirée' (1987).Ogni album è un viaggio sonoro, una nuova avventura musicale.

E il talento di Pino Daniele ha conquistato anche il cinema: ha firmato le colonne sonore di film di Massimo Troisi, come 'Ricomincio da tre' e 'Pensavo fosse amore invece era un calesse'.   
Gli anni '90 sono stati costellati di successi per l'artista napoletano: 'Mascalzone Latino' (1989), 'Un Uomo In Blues' (1991) con l'indimenticabile ''O scarrafone', 'Sotto 'O Sole' (1992), 'Che Dio Ti Benedica' (1993) con la collaborazione di Chick Corea, e il live 'E Sona Mo''.Con 'Non calpestare i fiori nel deserto' (1995), con la partecipazione di Irene Grandi e Jovanotti, ha conquistato il Festivalbar e intrapreso un tour con Pat Metheny.

Numerose le collaborazioni dal vivo con artisti come Eros Ramazzotti, Ron, Francesco De Gregori e Fiorella Mannoia. 'Dimmi cosa succede sulla terra' (1997), con Giorgia, Noa e Raiz, ha vinto dieci dischi di platino e il Festivalbar.L'anno successivo ha celebrato i suoi 20 anni di carriera con 'Yes I know my way', con la partecipazione di Jim Kerr dei Simple Minds.

Con 'Medina' (2001) ha esplorato le sonorità del Nord Africa, fondendole con la melodia italiana e il rap napoletano. La sua produzione è andata avanti con 'Pino Daniele Project – Passi d'Autore' (2004), 'Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui' (2007) con Giorgia, Tony Esposito e il Peter Erskine Trio, e 'Ricomincio da trenta' (2008), un triplo album per i 30 anni di carriera. 'Electric Jam' (2009) ha visto il duetto con J-Ax in 'Il sole dentro di me'.Pino Daniele si è poi esibito all'Apollo Theatre di New York e ha partecipato al Crossroads Guitar Festival di Eric Clapton. 'Boogie Boogie Man' (2010) include duetti con Mina, Franco Battiato, Mario Biondi e J-Ax.

Nel 2011, un concerto storico con Eric Clapton allo Stadio San Paolo di Napoli ha raccolto fondi per l'Ospedale Pausilipon. 'La grande madre' (2012) è stato il suo ultimo album di inediti.La scomparsa improvvisa di Pino Daniele, il 4 gennaio 2015 ha lasciato un vuoto incolmabile.

Napoli e il mondo musicale lo hanno ricordato con grande commozione, celebrando il suo genio e la sua umanità.Un affetto ancora vivo, testimoniato dal successo del singolo postumo 'Again', uscito un mese fa e che in soli 7 giorni ha raggiunto la vetta della classifica EarOne Airplay.   Tra gli eventi per il decennale della scomparsa e il 70esimo compleanno, il documentario 'Pino' di Francesco Lettieri, prodotto da Groenlandia, Lucky Red e Tartare Film, nelle sale il 19 gennaio.

Nel documentario è la stessa voce di Pino Daniele a raccontare i propri sogni, le lotte, le delusioni, i traguardi e il rapporto con amici e colleghi, grazie a una lunga intervista video inedita rilasciata al giornalista Federico Vacalebre, che firma il soggetto del documentario insieme a Lettieri. "Per la prima volta – racconta ancora Alessandro Daniele – ho dato accesso completo agli archivi della fondazione, materiale fotografico e video mai pubblicati.Dall'infanzia fino al 2014: c'è veramente tutta la sua vita". Questo percorso biografico sarà ripreso anche dalla mostra 'Pino Daniele Spiritual' a Palazzo Reale di Napoli dal 19 marzo, giorno del suo compleanno.

Mentre per sostenere l'arte c'è il 'Musicante Award – Premio Pino Daniele', il contest, ideato dalla Fondazione, che offre a giovani musicisti l'opportunità di emergere e sviluppare la propria carriera.E poi una data: il 18 settembre 2025 in Piazza del Plebiscito a Napoli si terrà 'Pino è – Il viaggio del musicante', uno show evento che vedrà sul palco grandi nomi del mondo della musica e dell’entertainment per ricordarlo.  Una grande festa nella sua città ("Parlare di mio padre è come parlare di Napoli, e viceversa", ha detto Alessandro) con tanti ospiti, artisti, musicisti, amici e colleghi per celebrare uno dei più grandi musicisti della storia della musica italiana.

Il ricavato dell’evento sarà devoluto a sostegno della ricerca oncologica pediatrica e della formazione artistica.Tra racconti, aneddoti, omaggi e ovviamente tanta musica, verranno ripercorse la vita e la carriera di Pino Daniele che, anche a dieci anni dalla sua scomparsa, resta un'icona della musica italiana.  (di Loredana Errico) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Kiev prepara il missile low cost: ecco il Trembita

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(Adnkronos) –
L'Ucraina comincia a fare da sola.Il paese, in guerra da 3 anni contro la Russia di Vladimir Putin, dipende in larga parte dalle armi fornite dall'Occidente, in particolare dagli Stati Uniti.

Kiev, però, già quest'anno punta a produrre 30.000 droni a lungo raggio e 3.000 missili da crociera e 'missili drone'.Il piano è stato varato, come annuncia il primo ministro Denys Shmyhal che illustra il progetto 'Armi della Vittoria', legato a contratti a lungo termine con i produttori per 3-5 anni. L'obiettivo è produrre armi da utilizzare nel conflitto e proporsi sul mercato come venditore, per incassare già un miliardo di dollari nell'anno in corso.

L'Ucraina, d'altra parte, non può far altro che destinare risorse record all'industria della difesa.Nell'ultimo bilancio, sono stati destinati alla spesa per armi ed equipaggiamento militare circa 739 miliardi di grivnie, circa 17 miliardi di euro.  La stratega di Kiev ruota in particolare attorno alla produzione di un nuovo missile da crociera 'made in Kiev', il Trembita.

Il programma avviato da oltre un anno prevede la realizzazione di un missile 'low cost': la versione base costa circa 10mila dollari. Una cifra nettamente inferiore a quella necessaria per produrre i missili statunitensi Atacms o gli Scalp anglofrancesi.Il nuovo missile ucraino non può essere paragonabile, per tecnologia e potenza, alle armi che Washington, Parigi e Londra hanno fornito finora al presidente Volodymyr Zelensky.  Il Trembita è lungo 2 metri, pesa circa 90 chili ed è in grado di trasportare 18 chili di esplosivo per colpire obiettivi fino a 140-150 km.

Gli investimenti di Kiev puntano a trasformare il missile in un'arma più temibile, con un raggio di 650 km.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni 2025, cosa cambia nel nuovo anno: le principali misure in Manovra

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(Adnkronos) – Pensioni, cosa cambierà nel 2025?Il dossier nel nuovo anno, a dire il vero, resta sostanzialmente immutato rispetto al precedente come evidenziano le news.

I requisiti per le pensioni di vecchiaia rimangono infatti 67 anni di età e 20 anni di contributi, insieme ad un importo della pensione maturata non inferiore a quello dell’assegno sociale, pari a 538,69 euro nel 2025.Le modifiche introdotte in manovra sono poche, per lo più piccole, e non toccano i principali strumenti previsti nella finanziaria 2024 per l’uscita anticipata, cioè Quota 103, Ape sociale e Opzione donna, tutti infatti riconfermati con i rispettivi ‘paletti’.  Tra le principali novità, spicca intanto la possibilità di un’uscita a 64 anni cumulando la previdenza obbligatoria e quella complementare e il rafforzamento delle misure per chi invece, pur essendo in età pensionabile, decide di rimanere al lavoro.

Insomma, per i principali ‘canali’ di uscita anticipata nulla si muove. Quota 103 Resta dunque Quota 103, cioè la possibilità di andare in pensione somma a 62 anni di età e 41 di contributi.Potranno lasciare il lavoro anche i nati nel 1963, a condizione che possano far valere 41 anni di attività.

Tuttavia, chi maturerà requisiti nel corso del 2025 dovrà attendere l’anno successivo: il diritto alla decorrenza del trattamento si consegue infatti dopo 7 mesi – che salgono a 9 per i dipendenti pubblici – dalla maturazione dei requisiti (sono le cosiddette “finestre mobili”) Ape sociale  Confermato anche Ape sociale le cui condizioni di accesso restano invariate anche per tutto il 2025.Il requisito anagrafico rimane quello di 63 anni e 5 mesi di età, e potranno farne richiesta i lavoratori disoccupati con almeno 30 anni di contribuzione, chi si trova in condizioni di disabilità pari o oltre il 74% e riconosciuti invalidi civili (sempre con 30 anni di contributi alle spalle), i lavoratori caregiver che, a fronte della medesima soglia di versamenti contributivi, assistono da almeno 6 mesi persone disabili conviventi, con disabilità grave, siano di primo o secondo grado di parentela se over 70 e infine i lavoratori dipendenti che svolgono mansioni “gravose”, a fronte di 36 anni di contribuzione.  Opzione donna  C’è anche Opzione Donna che dà la possibilità di pensionamento anticipato a quelle lavoratrici con 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 per le autonome).

Come per il 2023 e il 2024, anche nel 2025 i criteri di accesso riguarderanno le lavoratrici licenziate o dipendenti in aziende con tavolo di crisi aperto presso il Mimit, le lavoratrici con disabilità pari o oltre il 74% con accertamento dello stato di invalido civile, quelle che assistono da almeno 6 mesi persone disabili conviventi, con disabilità grave, di primo o secondo grado di parentela solo in caso di lover 70.Il requisito anagrafico resta quello dell’anno scorso: 61 anni d’età a fronte di 35 anni di contribuzione e con riduzione di 1 anno per ogni figlio per un massimo di due.

Confermati poi il calcolo della pensione con metodo interamente contributivo e le finestre mobili di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome.  Una novità però c’è: chi ha cominciato a lavorare dopo il 1995, quindi con il sistema contributivo, potrà accedere alla pensione anticipata a 64 anni sommando, a fini del raggiungimento della soglia d’importo richiesta, la rendita maturata presso un fondo di previdenza integrativa con la pensione maturata presso l’Inps.Ad oggi però la platea di lavoratori che potranno usufruire di questo cambiamento è piuttosto limitata: nel 2025, saranno soltanto un centinaio.

Numero che tuttavia potrebbe gradualmente salire fino a circa 600 interessati all’anno. Rafforzato poi il cosiddetto ‘Bonus Maroni’, che prevede una decontribuzione del 10% circa per o lavoratori che decidono di rimandare il pensionamento.A beneficiarne possono essere i lavoratori in possesso dei requisiti per Quota 103 contributiva e per l’uscita anticipata con 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi per le donne) a prescindere dall’età.

Di base, i lavoratori che hanno i requisiti per uscire prima dal mercato del lavoro ma scelgono di non farlo hanno diritto ad avere in busta paga la propria quota di contributi – esentasse – versata ogni mese all’Inps, in genere il 9,19% della retribuzione. Previsti poi un mini-aumento delle pensioni minime, che nel 2025 saliranno dagli attuali 614,77 euro a circa 617 euro, una perequazione aggiuntiva al tasso di rivalutazione standard del 2,2% per il 2025 e dell’1,3% nel 2026, e la rivalutazione piena all’inflazione, con lo 0,8% in più, per le pensioni fino a 4 volte il minimo, e poi a scendere dalle fasce successive: +0,72% per quelle tra 4 e 5 volte il minimo, +0,6% per quelle oltre. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Caso Abedini, governo attende udienza e valuta mosse in attesa di Trump

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(Adnkronos) –
Occhi puntati sulla Corte di Appello di Milano che, nell'udienza fissata il prossimo 15 gennaio alle 9, dovrà decidere se concedere o meno i domiciliari a Mohammad Abedini Najafabadi, il cittadino iraniano 38enne bloccato il 16 dicembre scorso all'aeroporto di Malpensa dalla Digos dopo essere atterrato da Istanbul su ordine della giustizia americana e attualmente detenuto a Opera.L'uomo è accusato di terrorismo per aver violato le leggi americane sull'esportazione di componenti elettronici sofisticati dagli Usa all'Iran.  Dopo il parere negativo sulla richiesta dei domiciliari, trasmesso dal procuratore generale di Milano, ora la palla passa alla Corte di Appello che sarà poi chiamata anche ad esprimersi sulla richiesta di estradizione formalizzata dagli Stati Uniti, che si sono già espressi contro la possibilità che l'iraniano esca dal carcere.  La situazione è in continua evoluzione proprio perché la vicenda di Abedini è legata a doppio filo all'arresto della giornalista Cecilia Sala in Iran, ma a quanto apprende l'Adnkronos, se da un lato si attende la decisione dei magistrati milanesi dall'altro se si decidesse alla fine un intervento politico sul caso dell'iraniano, l'intenzione sarebbe quella di non andare oltre la dead-line del 20 gennaio, giorno in cui il presidente uscente Joe Biden lascerà la Casa Bianca a Donald Trump.  Nella vicenda Abedini infatti, come è noto, un ruolo decisivo può giocarlo il ministro della Giustizia Carlo Nordio visto che, in base all'articolo 718 del Codice di procedura penale la revoca delle misure cautelari "è sempre disposta se il ministro della giustizia ne fa richiesta".

Ruolo da giocare in stretto coordinamento con Palazzo Chigi, dove giovedì la premier Giorgia Meloni ha convocato un vertice sulla giornalista Cecilia Sala.Tra gli aspetti tecnici all'esame del dicastero c'è ne uno che potrebbe rivelarsi decisivo: l'accusa degli americani, mossa ad Abedini, di essere 'il tecnico dei droni' e di aver rifornito un'organizzazione terroristica straniera che tuttavia non sarebbe riconosciuta come tale nella black list della Ue.  A quanto si apprende, al netto di accelerazioni sempre possibili considerato l'obiettivo prioritario di fare uscire Sala dalla prigione di Evin, un eventuale intervento del ministro difficilmente dovrebbe arrivare prima che i giudici milanesi si siano espressi sulla richiesta dei domiciliari per l'iraniano.

Ma, assicurano fonti ben informate, se l'Italia alla fine dovesse decidere di intervenire per revocare la misura nei confronti di Abedini, percorrendo così una strada per niente gradita agli alleati americani, ciò non avverrà oltre il 20 gennaio quando Oltreoceano avrà inizio il Trump bis.Non è escluso che un eventuale, comunque non scontato, intervento possa dunque avvenire nella finestra temporale tra il 15 e il 20 gennaio. Sul caso arriva intanto l'avvertimento dell'Iran all'Italia.

L'arresto di Abedini "è un atto illegale, che danneggia i rapporti" tra Roma e Teheran, ha infatti sottolineato il direttore generale per l'Europa del ministero degli Esteri iraniano, Majid Nili Ahmadabadi, che ieri ha convocato a Teheran l'ambasciatrice italiana Paola Amadei per discutere del caso Sala.  L'Iran ha quindi chiesto all'Italia "di respingere la politica statunitense di presa di ostaggi, che è contraria al diritto internazionale, in particolare ai diritti umani, di preparare le basi per il rilascio di Abedini il prima possibile e di impedire agli Stati Uniti di danneggiare le relazioni bilaterali Teheran-Roma".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Max Pezzali, il concerto al Forum di Assago per sfogliare l’album dei ricordi

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(Adnkronos) – E' una grande festa anni '90, un karaoke generazionale, con brani che coprono oltre 30 anni di musica.Sembra di sfogliare un album dei ricordi all'Unipol Forum di Milano, dove il 28 dicembre scorso è partita 'Max Forever – Questo Forum non è un albergo', la nuova avventura live di Max Pezzali, che lo vede protagonista di un totale di ben 18 date, tutte già sold out nei palazzetti di Milano e Roma, compresa la notte di Capodanno, che non accenna a fermarsi, continuando a macinare numeri da record.

Un vero tour de force (a conti fatti si riposerà solamente l'1, il 2 e il 6 gennaio) per cavalcare l'onda del rinnovato entusiasmo generazionale per quei magnifici anni 90', immortalato anche dalla serie di Sky 'Hanno ucciso l'uomo ragno', uno dei più grandi successi della stagione.Il tutto con lo slancio di 'Max Forever vol. 1 – L'album', collezione di brani della sua discografia riproposti, riveduti e arricchiti da ospiti, suonate live o in versione acustica, per ripagare il pubblico dell'affetto che gli sta regalando negli ultimi anni come mai prima nella sua carriera e facendo così rivivere le sensazioni di quando “si faceva una cassetta” per una persona, giocando con quelle che sono canzoni ormai tanto del pubblico quanto sue. 
Ray-Ban d'ordinanza, camicia graffiti aperta, Max sale sul palco accolto da un boato.

La scaletta del live, con quasi trenta brani, è una vera maratona, e le hit si susseguono, talvolta in versione medley, talvolta in forma acustica, in uno spettacolo completamente nuovo, con scene differenti ad accompagnare i brani.Tanti sono i set che si susseguono durante le due ore e mezza di show, dalla cameretta con i poster per ricordare gli anni dell'adolescenza, allo scenario far west con tanto di cow girl su toro meccanico del periodo 'Nord Sud Ovest Est', alle polaroid che racchiudono tanti ricordi di vita di Max, proiettate nel grande schermo centrale, che per la prima volta diventa parte dello spettacolo, trasformandosi in un grande libro che racconta la storia di ogni brano.

Si parte con i primissimi brani dell'era 883: 'S'inkazza (questa casa non è un albergo)',' Sempre noi', 'Non me la menare'. 
E ancora, ecco l'entrata di un'auto su cui percorrere la 'Rotta per casa di Dio', o il vecchissimo Peugeot che arranca in salita, fino al ritorno di personaggi iconici come il due di picche, 'La regina del Celebrità', lo squadrone de 'La dura legge del gol', e gli Arbre Magique in versione cheerleaders che popolano una palestra in stile college americano per 'Sei un mito'.  Sul palco gli immancabili 'Hanno ucciso l'uomo ragno', 'Una canzone d'amore', 'Come mai', 'Tieni il tempo', fino al gran finale di 'Con un deca'.E' un karaoke generazionale il concerto di Max Pezzali dove è impossibile non scoprirsi in qualche modo fan di questi brani dall'impatto immediato e che suscitano sensazioni positive immediate, come rivedere un amico che non incontravi da anni.

Stadi, palasport, autodromi (il tour terminerà con il maxi evento estivo Max Forever – Grand Prix del 12 luglio all'Autodromo di Imola): cambiano le cornici ma l'intento della per sua stessa ammissione 'anti-rockstar' Max Pezzali resta sempre quello di rendere il pubblico protagonista, facendogli cantare i pezzi che ho scritto durante e dopo l'avventura 883. Ed è quello che fa con questo spettacolo live immersivo, pensato per coinvolgere il pubblico e renderlo protagonista, come nel momento della kiss cam o la lotteria sugli spalti che omaggia una fortunata vincitrice con due biglietti per l'Autodromo di Imola, il tutto a ritmo di una setlist che racchiude i successi senza tempo di Pezzali uniti a tante sorprese, tratte del suo sterminato repertorio. "So che è facile sentirsi soli e sconfitti – dice Max – ma vi vedo da qui e mi è chiaro che quando si ha la forza di essere uniti cambia tutto.Lo squadrone siete tutti voi”.

Gli oltre 180mila i biglietti già acquistati per le 18 date sold out si aggiungono ai più di 400mila venduti nella prima tournée negli stadi 2024, dopo il grande successo della stagione live 2022/Mac Forever (Hits Only) del 2023, con oltre 520mila presenze registrate tra la doppia data a San Siro, un tour sold out in 30 palazzetti e conclusasi con la serata al Circo Massimo.Numeri da capogiro che danno l'idea della dimensione dell'immensa popolarità che con la riscoperta degli ultimi anni ha raggiunto dimensioni mai viste prima.

Max lo sa e non lo nasconde: “Grazie per questi splendidi concerti – sottolinea – per il calore e l'emozione che ci state regalando.Sto vivendo un momento straordinario da qualche anno a questa parte, e devo ringraziare voi che avete reso possibile tutto ciò.

A 57 anni non è come a 30 e l'emozione è ancora più forte perché uno non se lo aspetta più”. 
L'affetto del pubblico verso le canzoni degli 883 è un fenomeno trasversale, che interessa, volenti o nolenti, anche coloro che non ascoltavano direttamente la loro musica: in un'epoca in cui i contenuti non erano ancora on demand non potevano in alcun modo sfuggire a quei contagiosi ritornelli, alle situazioni di ogni giorno, alla vita di provincia descritta dai loro testi, incessantemente trasmessi da ogni radio e colonna sonora delle estati dei Festivalbar.Momenti unici che hanno segnato la vita di tutti noi e che grazie a Max sono tornati a vivere sul palco e non solo. (di Federica Mochi)  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Torino, spara al vicino: arrestata 84enne ex azzurra di sci per tentato omicidio

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(Adnkronos) – E' l'ex sciatrice olimpica Vera Schenone, la donna di 84 anni che è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio aggravato e porto di armi o oggetti atti ad offendere.La donna di 84 anni questo pomeriggio a Moncalieri a seguito di una lite avrebbe sparato colpi di pistola al vicino di casa 53enne ferendolo all’addome e al braccio.

L’arma era regolarmente detenuta dal marito 90enne.  Secondo i primi accertamenti dei carabinieri la lite sarebbe avvenuta per futili motivi.Soccorsa, la vittima è stata trasportata in codice rosso in ospedale a Torino dove è tuttora ricoverata in prognosi riservata.

L’anziana è stata, invece, accompagnata nel reparto di psichiatria del medesimo ospedale in attesa di accertamenti sanitari e successiva collocazione agli arresti domiciliari come disposto dal magistrato di turno.  Classe 1940, Schenone, che è nata a Torino, a 15 anni ha partecipato ai Giochi olimpici di Cortina d'Ampezzo 1956, nelle gare di discesa libera, slalom e slalom gigante, arrivando rispettivamente 36a, 29a ma non riuscendo a concludere la terza gara.E' stata la più giovane degli azzurri presenti ai giochi olimpici di Cortina.

Ai campionati italiani ha vinto sei titoli, due nella discesa libera nel 1956 e 1957, tre nello slalom nel 1956, 1957 e 1960 e uno nello slalom gigante nel 1956. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve-Milan 1-2, rossoneri in finale di Supercoppa contro l’Inter

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(Adnkronos) – Sul Milan del 2025 c'è subito il timbro di Sergio Conceicao.I rossoneri battono 2-1 la Juve in semifinale di Supercoppa italiana e si guadagnano la finale-derby con l'Inter grazie a una rimonta di cuore e grinta.

I bianconeri passano nel primo tempo di Riyadh con Yildiz, il Diavolo reagisce dopo oltre un'ora di fatica e prima pareggia con un rigore di Pulisic al 72', poi la ribalta grazie a un cross di Musah deviato in rete da Gatti a un quarto d'ora dalla fine.Succede tutto in tre minuti.

Buona la prima per il tecnico portoghese: il lavoro da fare è ancora tanto, ma l'inizio lascia ben sperare per spirito e forza di reazione. La prima sorpresa arriva qualche minuto prima del fischio d’inizio: Francisco Conceicao abbandona il riscaldamento in lacrime per un problema fisico ed è costretto a saltare la sentita sfida con papà Sergio, nuovo tecnico del Milan.La sua maglia da titolare va a Yildiz e, scherzo del destino, proprio il turco sblocca il big match d’Arabia a metà del primo tempo.

Al 21’, Mbangula pesca il turco con un gran filtrante a spaccare la difesa e il numero 10 bianconero batte Maignan con un destro sotto la traversa.La fotografia di un primo tempo complicato per i rossoneri, che faticano a costruire, perdono tanti duelli e commettono diversi errori in mezzo al campo.

Si va al riposo sull’1-0, ma poco prima dell’intervallo la squadra di Thiago Motta sfiora il raddoppio ancora con Yildiz: Maignan devia la botta dal limite. La ripresa inizia con lo stesso copione, ma dopo qualche minuto Conceicao fa la prima mossa e manda in campo Musah al posto di uno spento Bennacer.Il Milan mette così la testa fuori e bussa dalle parti di Di Gregorio.

Al 55’, l’occasione clamorosa capita a Theo Hernandez: sugli sviluppi di un calcio d'angolo, il francese ha sul destro il pallone del pari, ma apre troppo il piatto e spara alto da due passi.I rapporti cambiano con il passare dei minuti: Conceicao aggiunge una punta e manda in campo Abraham al posto di Jimenez, Motta si copre e sceglie Nico Gonzalez e Cambiaso al posto di Vlahovic e Mbangula.

Al 70’, l’episodio che fa svoltare la partita: Locatelli atterra Pulisic in area ed è calcio di rigore.L’americano sceglie la soluzione potente e centrale e fa 1-1.

Il Milan a questo punto ci crede e a un quarto d’ora dalla fine la ribalta con il cuore e la fortuna.Musah sale sulla destra e crossa in mezzo: il pallone viene deviato da Gatti e la traiettoria beffa Di Gregorio in maniera clamorosa.

Risultato capovolto in tre minuti.A questo punto, Conceicao si difende e riduce i rischi al minimo negli ultimi minuti: il Milan tiene botta, lotta, soffre e strappa la finale anche con un po' di fortuna, dopo la clamorosa chance fallita da Gatti nell'ultimo dei cinque minuti di recupero.

In finale, lunedì 6 gennaio, sarà derby.   —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 3 gennaio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' al concorso del Superenalotto di oggi, 3 gennaio 2025.Centrati invece tre '5' che vincono 44.693 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 54,5 milioni di euro.Si torna a giocare domani, sabato 4 gennaio, per l'ultima estrazione settimanale.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è una colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 13, 30, 43, 49, 74, 89.Numero Jolly: 4.

Numero Superstar: 32 —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Inaugurato in Vaticano il più lungo Evento Culturale dell’anno Santo

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Dopo l’anteprima del Progetto Culturale Parole Aperte, promosso dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e inaugurato nel prestigioso Salone Sistino, la rassegna si avvia a diventare uno degli appuntamenti più significativi dell’Anno Santo.Il grande centro culturale della Santa Sede, custode di straordinari tesori artistici e letterari, promuove il dialogo fra imprese e cultura, persone e gruppi creativi.Per tutto il 2025, otto eventi speciali rifletteranno sulle parole chiave fondamentali per la nostra epoca, approfondite da autorevoli studiosi e interpretate attraverso letture sceniche di professionisti del cinema e del teatro.Accanto agli eventi culturali, verranno valorizzate e proposte all’attenzione del pubblico le figure del mondo imprenditoriale più attente ai risvolti etici dell’economia, e le Associazioni e Fondazioni più rappresentative che hanno favorito l’interazione fra cultura e spiritualità.  Editorial Communication, leader nell’organizzazione di eventi d’impresa, ha il ruolo di segnalare gli sponsor che si sono distinti per sensibilità sociale, ai quali saranno assegnati prestigiosi riconoscimenti da parte di Sua Eccellenza Mons.

Angelo Vincenzo Zani.Tra i candidati figurano l’Associazione IL CAMMINO DELLA PACE, BIODRY, azienda all’avanguardia nei dispositivi di deumidificazione e altre imprese in corso di definizione.

Poiché la manifestazione Parole Aperte rappresenta il più lungo evento culturale organizzato dalla Santa Sede per il Giubileo 2025, grazie a una programmazione che si estenderà per tutto l’anno, la Direzione Comunicazione del Vaticano ha predisposto un canale preferenziale per ampliare la diffusione dell’evento, raggiungendo un pubblico internazionale.L’evento inaugurale, ampiamente seguito da Vatican News, ha visto la partecipazione entusiasta di intellettuali, imprenditori e alti prelati.La serata si è aperta con uno spettacolo dedicato ai grandi mistici medievali e ai poeti contemporanei, con le intense interpretazioni degli attori Claudia Gerini ed Emmanuel Casaburi, accompagnati dalla splendida voce del Maestro Raimundo Pereira Martinez, cantore pontificio.Le autorità vaticane hanno ricevuto calorosi apprezzamenti per questa iniziativa, che sottolinea la straordinaria apertura relazionale voluta dalla Chiesa Cattolica nei luoghi simbolo della Santa Sede.

Roberto Coppola, event manager e responsabile dell’organizzazione per Editorial Communication, ha commentato: «Questo progetto celebra la forza delle parole e del dialogo come strumenti di incontro e crescita.Come profondo conoscitore delle strategie d’immagine aziendale, credo fortemente nelle relazioni fra impresa e cultura, quindi ritengo che lavorare con la Biblioteca Vaticana per questa rassegna è un onore che abbiamo accolto con entusiasmo».

Usa, Johnson rieletto speaker alla Camera

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(Adnkronos) – Mike Johnson è stato rieletto speaker della Camera dei Rappresentanti.L'esponente del partito repubblicano ha ottenuto un nuovo mandato grazie alle 218 preferenze ma dovrà affrontare una grande sfida al Congresso con la maggioranza più risicata in quasi 100 anni.

Decisivi per la rielezione i voti di due repubblicani che si erano inizialmente schierati contro Johnson e hanno poi cambiato il loro voto nel corso del primo scrutinio rimasto aperto.  Dopo aver inizialmente detto 'no' a Johnson, il rappresentante repubblicano della Carolina del Sud Ralph Norman e quello del Texas Keith Self hanno cambiato il loro voto.Il repubblicano del Kentucky Thomas Massie non ha invece cambiato il suo voto e si è espresso a favore del capogruppo di maggioranza Tom Emmer del Minnesota.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Biden a Roma per gli ultimi giorni da presidente Usa: arriverà il 9 gennaio

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(Adnkronos) – Tra gli ultimi impegni di Joe Biden come presidente degli Stati Uniti ci sarà una visita ufficiale in Italia.Insieme alla First Lady Jill Biden, il presidente Usa partirà il 9 gennaio alla volta di Roma, dopo aver presenziato ai funerali di stato per l'ex presidente Jimmy Carter.

A confermarlo Karine Jean-Pierre, portavoce della Casa Bianca, in un briefing con la stampa. 
Joe Biden resterà nella capitale d'Italia fino al 12 gennaio e incontrerà separatamente Sua Santità Papa Francesco, la premier italiana Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Da Gigi D’Alessio a Mario Biondi, il ricordo di Pino Daniele a 10 anni dalla morte

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(Adnkronos) – Il 4 gennaio 2015, esattamente dieci anni fa, moriva Pino Daniele. Il cantautore, mai dimenticato dal pubblico e dai colleghi, rivive in queste ore nel ricordo di chi lo ha conosciuto e gli voleva bene. “Un maestro”, “un poeta”, “un’anima speciale”, sono alcune delle parole che usano per descriverlo. 

A cominciare da Gigi D’Alessio, napoletano come Pino Daniele, con cui collaborò e si esibì insieme. “Dieci anni senza Pino Daniele, – dice all’Adnkronos dice – ma la sua musica vive sempre in noi. Pino è un poeta dei nostri tempi che ha raccontato Napoli e il mondo in maniera unica. Un artista così non si può dimenticare”. 

 

“Pino per me è stato un riferimento, un maestro, uno che mi ha dato l’illuminazione riguardo alla mia carriera”, così all’Adnkronos Mario Biondi ricorda il collega e amico Pino Daniele. “In più in lui ho scoperto un amico fraterno, una persona che mi ha voluto bene, che mi ha ospitato in casa sua. Era bello vederlo la mattina suonare la chitarra e mi diceva ‘devo suonare perché sennò la chitarra si scorda, si scorda di me'”. 

Biondi ricorda poi “l’ultima data fatta insieme: era il 23 dicembre dell’anno prima della sua scomparsa. Avremmo da lì a poco organizzato una tournée insieme, avremmo fatto delle cose insieme. Non sono stato così fortunato”, conclude, aggiungendo: “Pino ti voglio sempre bene, ma tu lo sai perché, te lo dico sempre”. 

 

Anche Diego Cinelli, ex sindaco di Magliano, in provincia di Grosseto, ha voluto ricordare Pino Daniele. Da tempo, pur mantenendo il suo solido legame con Napoli, infatti, il cantautore aveva scelto la Maremma come sua casa, con un amore particolare verso Magliano, dove ha deciso di riposare, tanto che oggi la cappella con le sue ceneri nel cimitero del paese è meta di tanti appassionati e fan. 

“Con Pino Daniele – ricorda Cinelli con l’Adnkronos – mi ero incontrato in più di un’occasione e mi aveva invitato a un concerto per soli amici nel suo locale sulla costa. In quelle occasioni mi testimoniò il suo amore per Magliano e la voglia di organizzare qualcosa in paese. Purtroppo la sua morte impedì questi progetti”. Una morte che giunse nella serata del 4 gennaio, ma la notizia si diffuse solo l’indomani mattina. “Ero a letto con l’influenza – afferma Cinelli – e sono stato contattato dalla funzionaria dell’ufficio anagrafe, perché i giornalisti mi stavano cercando per un commento e per sapere se avrebbe riposato nel nostro territorio. Per la verità pur essendo vicino a Magliano, la sua abitazione si trova nel comune di Orbetello, dove era residente, e questo rendeva impossibile la tumulazione nel nostro cimitero, come da desiderio del cantautore. Un auspicio che mi fu espresso poche ore dopo anche dalla famiglia. Ci siamo così attivati per trovare una soluzione e in contemporanea individuare anche la porzione del camposanto in cui realizzare la cappella. È stato così che il 20 gennaio alla presenza della figlia Cristina, che ha ritirato la pergamena, il consiglio comunale all’unanimità ha conferito a Pino Daniele la cittadinanza onoraria post mortem che gli ha consentito di poter riposare a Magliano, così come desiderava. Da quel momento, e con la realizzazione della cappella, il nostro cimitero è diventato meta di tanti appassionati che giungono a Magliano per rendere omaggio al cantante lasciando ricordi vari, da pensieri scritti, a fotografie, fino alle sciarpe del Napoli, squadra di cui Daniele era un grande tifoso”. 

Da lì l’idea di creare un evento in ricordo di uno dei più importanti interpreti italiani contemporanei. “L’occasione giusta per il Comune – prosegue Cinelli – fu quella del 15 agosto 2018, poche settimane dopo il mio secondo insediamento da Sindaco. In una piazza gremita, alla presenza della famiglia che avevamo invitato e che aveva accolto con favore la nostra idea, si esibirono l’attrice Mariangela D’Abbraccio con il gruppo grossetano Musica da Ripostiglio, che omaggiarono il cantautore con un evento ricco di emozioni. Una serata che mette ancora i brividi a chi l’ha vissuta direttamente e che segnava l’amore di Pino Daniele verso Magliano in Toscana, il tutto su quell’asse con Napoli, la città d’origine, cui riconducono le sue melodie. A rafforzare questo legame fu anche una casa vinicola del territorio che donò per l’occasione una magnum dedicata al cantautore”.  

Cinelli conclude auspicando un nuovo evento, se non la realizzazione di un vero e proprio Festival a Magliano, in ricordo di Pino Daniele. “So che la famiglia ne sarebbe felice – conclude l’ex sindaco – e io per primo, visto che ho toccato con mano sia quando era in vita, che dopo la sua scomparsa, l’amore vero e profondo che Pino Daniele nutriva verso Magliano e la Maremma”. 

 

“Un grande cantore della Napoli di oggi, capace di suscitare grandi emozioni, di portare all’attenzione di tutti i pregi e le sofferenze della nostra città: la sua poesia è ancora attuale”. Così Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, ricorda a dieci anni dalla scomparsa Pino Daniele, al quale è dedicato un video pubblicato sul sito Anci per la rubrica ‘Accadde in Città’. 

“Ho incontrato il figlio pochi mesi fa – aggiunge Manfredi – e abbiamo messo insieme un programma e un progetto importante in suo ricordo. Pino è nei cuori di Napoli e nei cuori degli italiani, e noi faremo di tutto per ricordarlo e per conservare forte il suo messaggio e la sua musica”. Nel video anche le testimonianze di alcuni musicisti che hanno condiviso da vicino l’esperienza artistica del cantautore napoletano. “Quando a fine anni ‘90 abbiamo rimesso insieme il supergruppo con Pino, James, Tullio e altri, suonando a piazza Plebiscito, ci siamo messi nelle stesse posizioni di trent’anni prima, fa, è stato molto emozionante”, ricorda Tony Esposito. “Tu sei sempre presente, in ogni momento, fai parte della mia vita quotidiana. Una meraviglia Pino, suonare insieme, una chitarra, la voce e la batteria, facevamo battere i piedi e i cuori di migliaia di fans”, sottolinea Tullio De Piscopo. Che rievoca un episodio accaduto al Festival Jazz di Montreux nel luglio 1983: “C’erano tutti i più grandi jazzisti e musicisti del mondo; ad un certo punto entra il grande George Benson; ti stringevo forte il braccio dicendoti “Maronna d’o Carmine Pino”. E tu, per darmi carica e coraggio, hai risposto: Se po’ fa, si può fare”. Fortissimo e ancora vivo il legame fraterno con James Senese: “Con Pino è stato un incontro non solamente musicale ma un incontro di sentimento, si sono incontrate due anime speciali”, ricorda commosso il sassofonista del gruppo Napoli Centrale, che ha affiancato Daniele anche dopo quell’esperienza. “Io e Pino eravamo tutt’uno, con lui ho vissuto una parte della mia vita molto di sentimento, un grande abbraccione a mio fratello”, il suo saluto finale. 

 

Da Gigi D’Alessio a Mario Biondi, il ricordo di Pino Daniele a 10 anni dalla morte

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(Adnkronos) – Il 4 gennaio 2015, esattamente dieci anni fa, moriva Pino Daniele.Il cantautore, mai dimenticato dal pubblico e dai colleghi, rivive in queste ore nel ricordo di chi lo ha conosciuto e gli voleva bene. "Un maestro", "un poeta", "un'anima speciale", sono alcune delle parole che usano per descriverlo. A cominciare da Gigi D'Alessio, napoletano come Pino Daniele, con cui collaborò e si esibì insieme. "Dieci anni senza Pino Daniele, – dice all'Adnkronos dice – ma la sua musica vive sempre in noi.

Pino è un poeta dei nostri tempi che ha raccontato Napoli e il mondo in maniera unica.Un artista così non si può dimenticare".  "Pino per me è stato un riferimento, un maestro, uno che mi ha dato l'illuminazione riguardo alla mia carriera", così all'Adnkronos Mario Biondi ricorda il collega e amico Pino Daniele. "In più in lui ho scoperto un amico fraterno, una persona che mi ha voluto bene, che mi ha ospitato in casa sua.

Era bello vederlo la mattina suonare la chitarra e mi diceva 'devo suonare perché sennò la chitarra si scorda, si scorda di me'". Biondi ricorda poi "l'ultima data fatta insieme: era il 23 dicembre dell'anno prima della sua scomparsa.Avremmo da lì a poco organizzato una tournée insieme, avremmo fatto delle cose insieme.

Non sono stato così fortunato", conclude, aggiungendo: "Pino ti voglio sempre bene, ma tu lo sai perché, te lo dico sempre".  Anche Diego Cinelli, ex sindaco di Magliano, in provincia di Grosseto, ha voluto ricordare Pino Daniele.Da tempo, pur mantenendo il suo solido legame con Napoli, infatti, il cantautore aveva scelto la Maremma come sua casa, con un amore particolare verso Magliano, dove ha deciso di riposare, tanto che oggi la cappella con le sue ceneri nel cimitero del paese è meta di tanti appassionati e fan. "Con Pino Daniele – ricorda Cinelli con l'Adnkronos – mi ero incontrato in più di un'occasione e mi aveva invitato a un concerto per soli amici nel suo locale sulla costa.

In quelle occasioni mi testimoniò il suo amore per Magliano e la voglia di organizzare qualcosa in paese.Purtroppo la sua morte impedì questi progetti".

Una morte che giunse nella serata del 4 gennaio, ma la notizia si diffuse solo l'indomani mattina. "Ero a letto con l’influenza – afferma Cinelli – e sono stato contattato dalla funzionaria dell'ufficio anagrafe, perché i giornalisti mi stavano cercando per un commento e per sapere se avrebbe riposato nel nostro territorio.Per la verità pur essendo vicino a Magliano, la sua abitazione si trova nel comune di Orbetello, dove era residente, e questo rendeva impossibile la tumulazione nel nostro cimitero, come da desiderio del cantautore.

Un auspicio che mi fu espresso poche ore dopo anche dalla famiglia.Ci siamo così attivati per trovare una soluzione e in contemporanea individuare anche la porzione del camposanto in cui realizzare la cappella. È stato così che il 20 gennaio alla presenza della figlia Cristina, che ha ritirato la pergamena, il consiglio comunale all'unanimità ha conferito a Pino Daniele la cittadinanza onoraria post mortem che gli ha consentito di poter riposare a Magliano, così come desiderava.

Da quel momento, e con la realizzazione della cappella, il nostro cimitero è diventato meta di tanti appassionati che giungono a Magliano per rendere omaggio al cantante lasciando ricordi vari, da pensieri scritti, a fotografie, fino alle sciarpe del Napoli, squadra di cui Daniele era un grande tifoso". Da lì l'idea di creare un evento in ricordo di uno dei più importanti interpreti italiani contemporanei. "L'occasione giusta per il Comune – prosegue Cinelli – fu quella del 15 agosto 2018, poche settimane dopo il mio secondo insediamento da Sindaco.In una piazza gremita, alla presenza della famiglia che avevamo invitato e che aveva accolto con favore la nostra idea, si esibirono l'attrice Mariangela D'Abbraccio con il gruppo grossetano Musica da Ripostiglio, che omaggiarono il cantautore con un evento ricco di emozioni.

Una serata che mette ancora i brividi a chi l’ha vissuta direttamente e che segnava l'amore di Pino Daniele verso Magliano in Toscana, il tutto su quell'asse con Napoli, la città d’origine, cui riconducono le sue melodie.A rafforzare questo legame fu anche una casa vinicola del territorio che donò per l’occasione una magnum dedicata al cantautore".  Cinelli conclude auspicando un nuovo evento, se non la realizzazione di un vero e proprio Festival a Magliano, in ricordo di Pino Daniele. "So che la famiglia ne sarebbe felice – conclude l'ex sindaco – e io per primo, visto che ho toccato con mano sia quando era in vita, che dopo la sua scomparsa, l'amore vero e profondo che Pino Daniele nutriva verso Magliano e la Maremma".  “Un grande cantore della Napoli di oggi, capace di suscitare grandi emozioni, di portare all’attenzione di tutti i pregi e le sofferenze della nostra città: la sua poesia è ancora attuale".

Così Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, ricorda a dieci anni dalla scomparsa Pino Daniele, al quale è dedicato un video pubblicato sul sito Anci per la rubrica ‘Accadde in Città’. "Ho incontrato il figlio pochi mesi fa – aggiunge Manfredi – e abbiamo messo insieme un programma e un progetto importante in suo ricordo.Pino è nei cuori di Napoli e nei cuori degli italiani, e noi faremo di tutto per ricordarlo e per conservare forte il suo messaggio e la sua musica".

Nel video anche le testimonianze di alcuni musicisti che hanno condiviso da vicino l’esperienza artistica del cantautore napoletano. "Quando a fine anni ‘90 abbiamo rimesso insieme il supergruppo con Pino, James, Tullio e altri, suonando a piazza Plebiscito, ci siamo messi nelle stesse posizioni di trent’anni prima, fa, è stato molto emozionante", ricorda Tony Esposito. "Tu sei sempre presente, in ogni momento, fai parte della mia vita quotidiana.Una meraviglia Pino, suonare insieme, una chitarra, la voce e la batteria, facevamo battere i piedi e i cuori di migliaia di fans", sottolinea Tullio De Piscopo.

Che rievoca un episodio accaduto al Festival Jazz di Montreux nel luglio 1983: “C’erano tutti i più grandi jazzisti e musicisti del mondo; ad un certo punto entra il grande George Benson; ti stringevo forte il braccio dicendoti “Maronna d’o Carmine Pino”.E tu, per darmi carica e coraggio, hai risposto: Se po’ fa, si può fare”.

Fortissimo e ancora vivo il legame fraterno con James Senese: “Con Pino è stato un incontro non solamente musicale ma un incontro di sentimento, si sono incontrate due anime speciali”, ricorda commosso il sassofonista del gruppo Napoli Centrale, che ha affiancato Daniele anche dopo quell’esperienza. “Io e Pino eravamo tutt’uno, con lui ho vissuto una parte della mia vita molto di sentimento, un grande abbraccione a mio fratello”, il suo saluto finale.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, il bilancio di fine anno 2024: chi tra i calciatori in rosa ha brillato e chi ha faticato di più

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La Juve Stabia ha concluso il 2024 con il pareggio interno con il Frosinone che l’ha portata a 29 punti in classifica al quinto posto.Per le Vespe è stato un anno importante con la promozione in Serie B sancita dopo il pareggio a Benevento (8 Aprile 2024) e tanti successi e risultati di prestigio come le vittorie a Bari, a Genova e a Salerno.

Oggi vi proponiamo una lista di calciatori che nell’anno 2024 ha fatto meglio rispetto agli altri e chi invece per un motivo o per un altro ha avuto un rendimento inferiore.Non stiamo parlando di bocciature, ci mancherebbe, anche perchè tutti ma proprio tutti hanno contribuito ad un anno B…ellissimo.

TOP

Medaglia d’oro ad Andrea Adorante: è stato l’uomo dai gol pesanti, l’uomo che ha aiutato e non poco le vespe verso il ritorno ad Itaca.

Da quando è arrivato a Castellammare non ha mai smesso di fare quello che gli piace di più ossia gonfiare la rete.Dominatore in Lega Pro, leader anche nel torneo cadetto dove ha realizzato punti da grandi firme.

Sassuolo, Sampdoria e Salernitana gli indizi che hanno la prova.

Medaglia d’argento a Marco Bellich: altro nome che la Juve Stabia ha confermato anche in questo torneo cadetto.Il difensore dal vizio del goal sta giocando da veterano anche in questa cadetteria.

Ogni tanto si prende sempre lo sfizio di andare a pizzicare verso la difesa avversaria.Un giocatore importante, uomo atteso alla vigilia che non ha deluso anche in questa prima parte di stagione e decisivo nello scorso campionato.

Medaglia di bronzo a Romano Floriani Mussolini: questo è un nome nuovo per i tifosi della Juve Stabia.

Piano piano il prodotto scuola Lazio è entrato nel cuore dei tifosi a suon di prestazioni importanti.Corsa, assist e grinta in mezzo al campo ed anche qualche inserimento letale come successo contro il Cesena.

FLOP

Primo posto per Matteo Baldi: Un brutto 2024 per lui.

Il terzino ha perso la maglia da titolare prima per Andreoni, poi per Mussolini.In Lega Pro da titolare è passato a riserva ed in questa serie cadetta sta giocando poco non avendo mai l’opportunità di avere un minutaggio necessario a dimostrare le sue qualità.

Secondo posto per Yuri Rocchetti: Altro terzino che sicuramente ci sta mettendo impegno ma che spesso non riesce a trovare continuità.

In sintesi alterna partite importanti come l’ingresso a Salerno a pomeriggi disastrosi come quello di Reggio Emilia.Se riuscisse a trovare quella sicurezza che possiede nelle sue corde potrebbe essere importante in questa categoria.

Terzo posto per Nicola Mosti: Vero che ha realizzato il gol più importante della stagione a Potenza contro il Sorrento che di fatto ha consegnato la promozione anticipata alla Juve Stabia, vero che ogni tanto ci mette il piede per qualche assist delizioso ma spesso il calciatore è apparso con il freno a mano tirato sia lo scorso anno che in questo campionato.

Per la serie la sua stella brilla ma purtroppo non brilla sempre.

Sardegna, presidente Todde dichiarata decaduta: “Impugnerò l’atto e continuo il lavoro”

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(Adnkronos) –
Terremoto alla Regione Sardegna: per la presidente Alessandra Todde si profila la decadenza.L'analisi delle spese per la campagna elettorale avrebbero fatto emergere delle irregolarità nella rendicontazione.

Le verifiche effettuate dal Collegio regionale di garanzia elettorale, che ha sede nella Corte d'Appello di Cagliari, hanno portato alla dichiarazione di decadenza dalla carica di consigliera regionale. "Impugnerò nelle sedi opportune, totale fiducia in magistratura – commenta l'esponente M5S -.Continua il mio lavoro nell’interesse del popolo sardo".  A cascata questa decisione avrebbe ripercussioni sull'incarico da presidente della Regione e si arriverebbe allo scioglimento del Consiglio regionale col ritorno al voto.

Dalla Corte d'Appello oggi è partita un'ingiunzione al Consiglio regionale a cui spetta decidere sulla decadenza. "La notifica della corte d’appello è un atto amministrativo che impugnerò nelle sedi opportune – annuncia Alessandra Todde -.Ho piena fiducia nella magistratura e non essendo un provvedimento definitivo continuerò serenamente a fare il mio lavoro nell’interesse del popolo sardo". —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pietrangeli dimesso dal Gemelli: “Sto bene, pronto a tifare Sinner e gli azzurri”

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(Adnkronos) –
Nicola Pietrangeli è stato dimesso oggi, nel tardo pomeriggio, dopo la caduta accidentale e l'operazione del 13 dicembre scorso (per una frattura all’anca destra) presso la Uoc di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Gemelli. L'ex campione del tennis italiano (operato dal professor Giulio Maccauro, professore ordinario di malattie dell'apparato locomotore dell'università Cattolica e direttore della Uoc di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico Gemelli di Roma), dopo l'intervento torna a casa, dove dovrà seguire un lavoro di riabilitazione di circa 30 giorni. "Mi sento molto bene" ha detto Pietrangeli all'Adnkronos.Ora lo attende una riabilitazione prima di poter ritornare al suo amato circolo Canottieri Roma, a giocare a carte. "Per il momento ho già organizzato un 'Peppa' a casa con gli amici!", ha aggiunto riferendosi al gioco di carte.

Pietrangeli è comunque già in piedi ed ha invitato il personale sanitario a cena appena starà meglio, ringraziandolo per l'assistenza ricevuta. Ha sempre scherzato e riso e non è mai stato di malumore, raccontando le storie narrate anche nel suo docufilm.In questi giorni di feste ha ricevuto moltissime visite e "per fortuna non mi è mancato ne la presenza ne l'affetto dei miei cari", ha aggiunto l'ex campione. "Quale è stata la visita più inaspettata o che mi ha fatto più piacere?

Quella di Licia Colò", ha aggiunto.Anche lo stesso personale sanitario è andato spesso a trovarlo, da ammiratori per stringere la mano ad un campione che a tutt'oggi attira l'attenzione sia di giovani che di adulti e che ora potrà godersi i tornei di tennis e rivedere Sinner e gli altri azzurri agli Australian Open. "Certo non mancherò di fare il tifo per tutti i nostri giocatori italiani", ha concluso Pietrangeli. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma-Lazio, ecco il piano sicurezza per il derby della Capitale

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(Adnkronos) – Si gioca Roma-Lazio, massima attenzione per il primo derby della Capitale in orario notturno dopo 6 anni.Durante il tavolo tecnico che si è concluso in Questura è stato deciso di attivare già dalle prime ore della mattina di sabato i servizi preventivi in vista del match in programma domenica 5 gennaio allo stadio Olimpico.  Per la giornata di domenica sono state individuate quattro zone diverse nell'area dell'impianto sportivo nelle quali ci saranno i contingenti della forza pubblica e personale dedicato ai servizi di osservazione delle rispettive tifoserie. Sarà massiccio l'impiego del dispositivo in una domenica che inizia alle 10 con l'apertura della Porta Santa della Basilica di San Paolo fuori le Mura e finisce con la partita alle 20.45.

In una città ormai ampiamente presidiata per il Giubileo, all'occorrenza il dispositivo in funzione per la sicurezza dei pellegrini e dei turisti andrà a integrarsi a quello previsto per la stracittadina nelle aree caratterizzate da un maggior afflusso di turisti. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza frena a Natale, casi in calo per chiusura scuole

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(Adnkronos) –
L'influenza frena a Natale.Si registra un lieve calo dei casi di sindromi simil-influenzali in Italia per la chiusura delle scuole per il Natale. "Nella 52esima settimana del 2024, dal 23 al 29 dicembre, vi è stata una lieve, ma attesa, diminuzione del numero di casi di sindrome simil-influenzale dovuta alla chiusura delle scuole per le festività" di fine anno. "I casi stimati, rapportati all'intera popolazione italiana, risultano essere circa 582.500, per un totale di circa 5.186.300 casi a partire dall'inizio della sorveglianza".

Lo registra l'ultimo bollettino settimanale RespiVirNet dell'Iss.   "Il livello d’incidenza è pari a 9,9 casi per mille assistiti (10,5 nella settimana precedente), mentre nella stessa settimana della scorsa stagione l'incidenza raggiungeva il picco stagionale con 18,4 casi per mille assistiti – si legge nel report – Diminuiscono i casi in tutte le fasce di età, maggiormente nei bambini sotto i 5 anni di età, in cui l'incidenza è pari a 23,6 casi per mille assistiti, sebbene in diminuzione (27,7 nella settimana precedente)". 
Maggiormente colpite le regioni Liguria, Toscana, Lazio e Campania, con valori di incidenza sopra gli 11 casi per mille assistiti.Basilicata e la Calabria non hanno attivato la sorveglianza epidemiologica.

Il numero di sindromi simil-influenzali è sostenuto, oltre che dai virus influenzali, anche da altri virus respiratori. Secondo il rapporto virologico, nel periodo 23-29 dicembre "la percentuale dei campioni risultati positivi all'influenza sul totale dei campioni analizzati risulta pari al 16,8%, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente (10,5%). In particolare, su 810 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete RespiVirNet, 136 sono risultati positivi al virus influenzale, 111 di tipo A (48 di sottotipo H1N1pdm09, 19 H3N2 e 44 non ancora sottotipizzati) e 25 di tipo B.Tra i campioni analizzati, 82 (10%) sono risultati positivi per virus respiratorio sinciziale, 17 (2%) per Sars-CoV-2 e i rimanenti 209 sono risultati positivi per altri virus respiratori, di cui: 97 (12%) rhinovirus, 49 coronavirus umani diversi da SARS-CoV-2, 38 adenovirus, 10 metapneumovirus, 9 virus parainfluenzali e 6 bocavirus.

La co-circolazione di diversi virus respiratori contribuisce a determinare il valore di incidenza delle sindromi simil-influenzali registrato nella settimana analizzata", conclude il report.   "Il picco di influenza in Italia si verifica piò o meno in questo periodo ed i dati del bollettino RespirVirNet sono in linea, un driver fondamentale di qualsiasi infezioni respiratoria sono i bambini che hanno un sistema immunitario ancora immaturo", spiega all'Adnkronos Salute il virologo Mauro Pistello, direttore dell'Unità di virologia dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. "Con la chiusura delle scuole per il Natale c'è una rallentamento della circolazione ma non una scomparsa, ovvero l'effetto è attenuato anche dalle vacanza, dalle settimane bianche, ma i casi di influenza sono numerosi e attesi.L'influenza fa quello che era stato previsto qualche mese fa dall'Oms e dai Cdc, per il 2024 un andamento simile a quello del 2023.

Quello che vediamo da un punto di vista virologico sono tante coinfezioni con tanti virus presenti contemporaneamente, poi da marzo-aprile arriverà la stagione dei batteri", aggiunge.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)