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Morto in cartiera a Lucca, non è incidente sul lavoro ma omicidio

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(Adnkronos) – Svolta nelle indagini sulla morte del cinquantaduenne Kaja Artan, trovato morto in una cartiera in provincia di Lucca.Secondo quanto reso noto dai carabinieri, si tratta di omicidio e non di un incidente mortale sul lavoro, dovuto a una caduta dall'alto, o di una morte naturale causata da un malore, come era stato ipotizzato in precedenza.  L'uomo, titolare di una ditta esterna, era stato trovato morto nello stabilimento della cartiera Smurfit Kappa di Lunata (Capannori) nella serata di martedì 7 gennaio.

Le indagini svolte dal nucleo investigativo del comando provinciale hanno permesso di individuare un uomo sospettato dell'omicidio commesso con un'arma da fuoco, che al momento non è stata rinvenuta.L'uomo è stato sottoposto a un fermo.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, in arrivo Billing dal Bournemouth

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Il Napoli continua a essere molto attivo sul mercato.La squadra di Conte, infatti, è ormai a un passo da Philip Billing, centrocampista classe 1996 del Bournemouth.

Il danese, secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, sarà il sostituto di Folorunsho (che è pronto ad andare alla Fiorentina).L’accordo tra i club è stato trovato sulla base di un prestito con diritto di riscatto tra i 9 e i 10 milioni di euro.

In fine dei conti, infatti, parliamo di un centrocampista, alto quasi due metri, molto abile nei duelli che può giocare in diverse zone del campo.Ora è il momento degli ultimi step prima di dare il benvenuto ufficiale al nuovo rinforzo svedese.

Meloni su Musk: “Peggio Soros”. E torna ipotesi inauguration day Trump

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(Adnkronos) –
Difende Elon Musk a spada tratta, guarda i rapporti con gli States fiduciosa, sa che con Donald Trump si profila "un rapporto che si annuncia molto solido, non so se dire privilegiato".La premier Giorgia Meloni affronta la tradizionale conferenza di fine anno, ormai fattasi di inizio, forte del risultato portato a casa con la liberazione di Cecilia Sala.
 "Non ho provato emozione più grande di quando ho chiamato una madre per dire che sua figlia stava tornando a casa", racconta riavvolgendo il nastro.

Il lieto fine "è stata una triangolazione complessa con Iran e Stati Uniti d'America, una questione seguita dall'inizio con costanza, mettendo assieme dei tasselli che hanno composto questo puzzle".Su come si sia arrivati all'epilogo la presidente del Consiglio può dire ben poco, sul destino di Mohammed Abedini Najafabadi, l''uomo dei droni', rimanda "al vaglio tecnico e politico del ministero della Giustizia".

Ma è evidente che il blitz in Florida da Trump abbia avuto un ruolo decisivo: per la liberazione della giornalista italiana, anzitutto, ma anche per puntellare un rapporto che potrebbe presto trasformarsi in un sodalizio.Tanto che Meloni, incalzata dai cronisti, non esclude di tornare di nuovo negli States tra 10 giorni appena, quando, il 20 di gennaio, si celebrerà l'Inauguration day e Trump si insedierà nuovamente alla Casa Bianca. La sua mimica facciale svela molto più delle sue parole quando le chiedono, a più riprese, se non tema il ritorno del tycoon, che ha già seminato il panico con le sue dichiarazioni sulla Groenlandia, su Panama e sul Canada.

Trump, spiega, ha un "modo energico per dire che gli Stati Uniti non resteranno a guardare" e invia, alzando la voce, messaggi "ad altri player globali" affinché intendano, dunque la premier esclude che il Presidente americano "tenterà annessioni con la forza".Anche sull'Ucraina Meloni si dice convinta che non arriverà alcun disimpegno da parte degli Usa, anche perché abbandonare Kiev al suo destino "sarebbe un errore", rimarca mentre si appresta a incontrare nelle prossime ore Volodymyr Zelensky.  E sui dazi, altro spauracchio all'orizzonte, "sarebbero un problema – riconosce -, ma non è una novità che le amministrazioni americane pongano la questione dell'avanzo commerciale.

Il protezionismo non è un approccio che riguarda solo l'amministrazione di Trump", scandisce ricordando il piano da 400 miliardi di dollari messo in campo da Joe Biden per contrastare l'inflazione, in barba agli interessi europei.Ma è soprattutto il rapporto privilegiato con Elon Musk a tenere banco, a partire dalla vicenda Starlink, di cui, assicura, non ha mai parlato con il tycoon.  Meloni bolla come "false notizie" quelle circolate sulla sigla di un presunto accordo di 1,5 miliardi con la società che fa capo all'uomo più ricco del pianeta. "Valuto gli investimenti stranieri solo con la lente dell'interesse nazionale – puntualizza -, non delle amicizie.

Non è mio costume usare il pubblico per fare un favore agli amici".Ma poi mette in chiaro: ''il problema con Space X è che è privato o che è Musk?

Perché io non faccio favori agli amici, ma non accetto nemmeno che a persone che hanno buoni rapporti con me venga attaccata una lettera scarlatta…". Incalzata dai cronisti, Meloni tira in ballo George Soros, il magnate noto anche per aver finanziato partiti di sinistra. "Musk è una persona molto nota e facoltosa che esprime le sue posizioni.Quando mi si dice che è un pericolo per la democrazia io segnalo che non è il primo…

di persone note e facoltose che esprimono le loro opinioni ne ho viste parecchie, spesso le esprimono contro di me.Il problema è quando delle persone facoltose utilizzano quelle risorse per finanziare partiti ed esponenti politici per condizionare le scelte politiche.

Questo non lo fa Musk, questo lo fa Soros e quando è accaduto si è parlato di filantropi" e "lo considero molto più ingerente di Elon Musk.Quella è una ingerenza seria". Anche a chi le fa notare il potere che il numero 1 di Tesla sprigiona sulla comunicazione, essendo, tra le altre mille cose, anche il proprietario di X, la premier replica che Musk "consente a tutti di dire qualsiasi cosa sulla sua piattaforma, io invece spesso sono stata bannata" su altri social.

Le domande si rincorrono, tornano spesso a pungere sul rapporto con l'uomo domino della campagna elettorale di Trump.Tanto che, quando un giornalista annuncia una domanda sul lavoro, lei ci scherza su: "del lavoro di Musk…", lo interrompe con una battuta, generando sorrisi in platea. E anche sulla richiesta di Trump di aumentare le spese militari dei Paesi Nato fino al 5% del Pil – che metterebbe in seria difficoltà l'Italia che già arranca per arrivare al 2 – "penso che gli scogli si debbano superare con il dialogo – dice – nello specifico la questione credo sia interna all'Ue, non tanto di rapporto con gli Usa.

L'Ue deve individuare strumenti per una difesa competitiva".E le sue ambizioni non devono fermarsi soltanto a questo.

Quando si sofferma sulla vicenda Space X, e sulla necessità di criptare alcune comunicazioni sensibili, Meloni fa notare come "Italia e Europa non siano arrivate in tempo su questi temi, per cui l'alternativa" a Starlink "è non avere una protezione.Si tratta di scegliere una soluzione tra due scenari, nessuno dei quali è ottimale'', ammette.  Tra le domande, arriva anche quella immancabile sul passo indietro di Elisabetta Belloni.

Meloni ribadisce la stima e il rispetto "enormi" verso una diplomatica di lungo corso. "Mi pare che sia parecchio ambita anche fuori dai confini nazionali, quindi prevedo che il suo percorso non termini qui", afferma confermando, in parte, i rumors che vedono per Belloni un incarico di alto livello al fianco di Ursula von der Leyen.Al suo posto ai vertici dei Servizi arriverà Vittorio Rizzi, numero due dell'Aisi: già oggi la sua nomina verrà ufficializzata in Consiglio dei ministri, l'annuncio della premier tra lo slalom delle domande.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pisa, arrestato rapinatore di farmacie: 76enne in manette

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(Adnkronos) – I poliziotti della Questura di Pisa sono riusciti a dare un nome ed un volto all'ignoto rapinatore che lo scorso 27 dicembre, con il volto coperto parzialmente da un cappuccio, era entrato in una farmacia del centro storico pisano, impugnando una pistola, minacciando gli addetti e poi riuscendo poi a scappare con l'incasso pari a circa 2.000 euro.Così è stato arrestato un 76enne italiano, risultato pluripregiudicato per numerose rapine, ma di fatto irreperibile e privo di una residenza stabile e certa. Grazie alle vie di fuga seguite dal rapinatore e all'analisi certosina di tutte le telecamere cittadine di videosorveglianza le indagini della polizia hanno permesso di individuare il luogo in cui si nascondeva l'anziano rapinatore, che per compiere la rapina del 27 dicembre era giunto e poi si era allontanato a bordo di un treno alla stazione di Pisa.  I servizi predisposti hanno dato esiti positivi, visto che nella serata dell'8 gennaio il rapinatore ha deciso di perpetrare il medesimo reato nei confronti della stessa farmacia, scappando questa volta con un bottino di 1.000 euro.

I poliziotti lo hanno atteso alla stazione, dove puntualmente il 76enne si è presentato subito dopo il reato.Nei suoi confronti è stato disposto il fermo di polizia giudiziaria e, su disposizione dell'autorità giudiziaria, è stato accompagnato nel carcere di Don Bosco in attesa di convalida da parte del giudice. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Renzi torna all’attacco: “La fase zen è finita, ora rilancio sulla politica”

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(Adnkronos) – "Sono arrivato a 50 anni, canto, ballo e sono felice.Però la fase zen è finita dopo le assoluzioni: adesso rilancio sulla politica".

Lo dice Matteo Renzi a 'Il Venerdì' in un'intervista alla vigilia dei suoi 50 anni che festeggerà l'11 gennaio anche con un'iniziativa pubblica a Firenze per lanciare "un anno scoppiettante contro una destra illiberale" di Giorgia Meloni, definita "incapace e pericolosa" dal leader di Iv.  Se dovesse essere ricordato per una cosa, una soltanto di quelle fatte nei mille giorni a palazzo Chigi, quale sceglierebbe? "Non una cosa ma un sentimento.Si era aperta una stagione di speranza, c’era l’idea che ce la potessimo fare come Paese".

E al fondo, secondo lei, perché è finita? "Al fondo?Per i nostri errori, è ovvio.

Ma soprattutto per fuoco amico.In quella stagione una parte del gruppo dirigente ex Pci-Pds ha voluto perdere il Paese pur di riprendersi la Ditta".

Per Renzi "l’inizio della fine sono le trivelle e l’indagine su Tempa Rossa nel 2016".  Non ha fatto errori?E solo colpa degli altri? "È evidente che ho commesso errori.

Ma se penso ai miei 50 anni, a come ci arrivo, mi vengono in mente due parole che una volta mi disse un caro amico che non c’è più: letizia e gratitudine.Sono felice e ho imparato tanto, anche nei momenti in cui ero solo come un cane, soprattutto quando mi hanno diffamato".

Un sogno? "È fare di Italia Viva, un partito ucciso in culla dalle indagini Open, un’altra cosa.Trasformarlo sempre di più in 'Italia Vivaio', un polo che attragga i giovani e li porti ad appassionarsi alla politica".  Il mitico centro.

Si farà mai? "Il centro è il luogo grazie al quale si vince o si perde la partita.C’è un’opportunità evidente.

Meloni con la sua coalizione non è maggioranza nel Paese, è diventata presidente del Consiglio grazie a Enrico Letta che ha voluto dividere la coalizione, e lo resta oggi perché i 5 stelle rifiutano l’alleanza organica". Schlein? "La cosa che più apprezzo di lei è che rifiuta la logica del meglio pochi ma buoni.Quel settarismo della sinistra che è il miglior alleato dell’estremismo della destra.

Schlein, che viene da una storia molto diversa dalla mia, ha capito che con quel settarismo lì si perde e lei, invece, vuole vincere".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Nautica, Confindustria Nautica: pubblicato in Gu decreto con programma esame Patente D1

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(Adnkronos) – E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto contenente il programma di esame della patente D1, il cosiddetto “patentino” diurno entro 6 miglia dalla costa, per potenze fino a 115 cavalli, rilasciabile anche ai sedicenni, fortemente voluto e ottenuto da Confindustria Nautica.Il corso, erogato dalle scuole nautiche, deve avere una durata complessiva di non meno di 5 ore, ed essere organizzato in lezioni frontali con frequenza obbligatoria in presenza, di durata non superiore a due ore giornaliere.

Lo rende noto Confindustria Nautica. Le esercitazioni pratiche individuali di navigazione e manovre a motore hanno una durata di almeno cinque ore non consecutive e sono svolte su unità da diporto di lunghezza minima di 5,90 metri con motore di potenza superiore a 40 cavalli (iscritte nell'Atcn o in un pubblico registro comunitario).Eventuali assenze del candidato alle lezioni teoriche frontali o alle esercitazioni pratiche individuali di navigazione e manovre a motore sono recuperate secondo le medesime modalità didattiche previste dal corso. A conclusione del corso il candidato sostiene una prova di idoneità finale presso la scuola, costituita da 15 quiz selezionati nell'ambito delle materie indicate nel programma di esame, che è superata se fornisce almeno 12 risposte esatte nel tempo massimo di trenta minuti.

Le scuole nautiche comunicano a capitaneria di porto, provincia e motorizzazione competenti per territorio luogo, giorno e ora di svolgimento del corso formativo e dell'esame di idoneità finale e i nominativi dei partecipanti, nonché il collegamento di accesso in video conferenza per le finalità di vigilanza e di verifica da remoto. Confindustria Nautica ha condiviso, in coordinamento con Unasca e Confarca e con la Direzione competente del Mit i quiz di esame. Programma di esame per il conseguimento delle patenti nautiche di categoria D, tipo D1: 1.Teoria dello scafo; 1.1 Nomenclatura delle parti principali dello scafo; 1.2.

Effetti evolutivi dell'elica e del timone.Elementi di stabilità dell'unità; 2.

Motori.Elementi di funzionamento dei sistemi di propulsione a motore.

Irregolarità e piccole avarie che possono prevedere un intervento non specialistico.Calcolo dell'autonomia in relazione alla potenza del motore ed alla quantità residua di carburante; 3.

Sicurezza della navigazione, 3.1 Uso degli estintori.Rischi derivanti dalla conduzione dell'unità sotto l'influenza dell'alcol o in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, 3.2 Norme di sicurezza per la navigazione diurna entro sei miglia di distanza dalla costa, con particolare riferimento alle dotazioni di sicurezza e ai mezzi di salvataggio in relazione alla navigazione effettivamente svolta e alla navigazione in solitario.

Prevenzione degli incendi.Tipi di visite e loro periodicità.

Provvedimenti da adottare in caso di sinistro marittimo (incendio, collisione, falla, incaglio, uomo in mare).Provvedimenti da adottare per la salvezza delle persone a bordo in caso di sinistro e di abbandono dell'unità.

Precauzioni da adottare in caso di navigazione con tempo cattivo.Assistenza e soccorso: segnali di salvataggio. 4.

Manovre e condotta; 4.1 Precauzioni all'ingresso e all'uscita dei porti, per la navigazione in prossimità della costa o di specchi acquei dove si svolgono altre attività nautiche(nuoto, sci nautico, pesca subacquea, ecc.).Velocità consentite; 4.2 Ormeggio, disormeggio, ancoraggio; 4.3 Manovre; 5.

COLREG.Nei limiti delle competenze necessarie alla navigazione diurna entro sei miglia di distanza dalla costa: norme per evitare collisioni e abbordi in mare, fanali luminosi e segnali diurni.

Segnalamenti marittimi e norme di circolazione nelle acque interne. 6.Meteorologia; Nozioni di meteorologia, nei limiti delle competenze necessarie alla navigazione diurna entro sei miglia di distanza dalla costa; 7.

Navigazione.Nozioni di navigazione stimata: tempo, spazio e velocità.

Prora e rotta.Effetto del vento e della corrente sul moto dell'unità: concetto di deriva e scarroccio.

Pubblicazioni nautiche: Portolano; 8.Normativa diportistica e ambientale: a) poteri, doveri e responsabilità del comandante; b) documenti da tenere a bordo delle unità da diporto; c) elementi sulla disciplina delle attività balneari, dello sci nautico, della pesca sportiva e subacquea, d) elementi normativi sulla protezione dell'ambiente marino e sulle aree marine protette. 8.1 Leggi e regolamenti che disciplinano la navigazione da diporto, nei limiti della navigazione diurna entro sei miglia di distanza dalla costa: a) codice della nautica da diporto, regolamento di attuazione del codice della nautica da diporto; b) ordinanze delle Autorità marittime o della navigazione interna locali.  —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Frosinone, trovato cadavere in un’auto bruciata: potrebbe essere 59enne scomparso il 6 gennaio

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(Adnkronos) – Una Fiat Punto bruciata con dentro il cadavere di un uomo è stata trovata dai carabinieri a Colle San Magno (Frosinone).I carabinieri stanno indagando sul caso e non escludono che possa trattarsi del corpo di un 59enne scomparso, che si era allontanato da casa il pomeriggio dell'Epifania.  Da allora si erano attivate le ricerche con la preoccupazione che l'uomo potesse fare un gesto estremo.

Oggi il ritrovamento della sua auto bruciata e del corpo che, nonostante manchi ancora l'ufficialità in attesa degli accertamenti tecnici, secondo i militari potrebbe essere proprio quello del 59enne.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Roma, rapina nella villa di Maria Sole Agnelli mentre lei era in casa: portata via la cassaforte

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(Adnkronos) – Rapina nella villa di Maria Sole Agnelli, sorella dell'avvocato Gianni Agnelli.E' accaduto la notte scorsa nella zona di Torrimpietra e sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Civitavecchia e i militari del nucleo investigativo del gruppo Ostia per i rilievi. Da una prima ricostruzione, cinque persone dal volto travisato e armate di pistola sono entrate nella villa.

Hanno immobilizzato la guardia giurata e la governante per poi portare via la cassaforte.Maria Sole Agnelli era in casa ma non si è accorta della rapina in corso.

Ancora da quantificare il bottino.Indagini sono in corso per risalire ai responsabili. "Proprio ieri sono intervenuto sul tema della sicurezza perché Fiumicino, essendo una città in grande espansione anche dal punto di vista della crescita economica, in questi ultimi periodi è un po' sotto l'attenzione della micro-criminalità che compie questo tipo di furti".

Così all'Adnkronos il sindaco di Fiumicino Mario Baccini, il cui territorio comunale comprende anche Torrimpietra dove nella notte c'è stata una rapina a casa di Maria Sole Agnelli. "La scorsa settimana – prosegue il sindaco – ho parlato con le forze dell'ordine proprio per una maggiore attenzione al territorio di Fiumicino, il cui Comune si estende per 220 chilometri quadrati.Con l'appello di ieri volevo dare un segnale e chiedere maggiori controlli da parte delle autorità competenti, soprattutto nelle fasce notturne.

Cercheremo come Comune – conclude Baccini – di mettere in piedi anche delle iniziative per presidiare il territorio in maniera più efficace". —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Obama, la battuta di Trump e le risate al funerale di Carter – Video

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(Adnkronos) –
La battuta di Donald Trump fa ridere Barack Obama ai funerali di Stato di Jimmy Carter.Alla cerimonia per l'ex presidente, deceduto all'età di 100 anni, come tradizione partecipano gli ex leader della Casa Bianca oltre all'attuale presidente uscente Joe Biden.

C'è Trump, che si insedierà il 20 gennaio, c'è Obama, ci sono George Bush e Bill Clinton.All'ingresso nella cattedrale, la vice presidente Kamala Harris, che si è poi seduta con il marito in prima fila accanto ai Biden, non ha salutato Trump, che l'ha sconfitta nelle elezioni lo scorso novembre, e nessuno degli altri ex presidenti ed ex first lady.   Trump, insieme a Melania, è seduto in seconda fila, come tutti gli altri ex presidenti, con accanto Obama.

L'ex presidente democratico ha scambiato diverse battute con il tycoon.La conversazione appare cordiale, con tanto di risate di Obama per una battuta di Trump.

Insieme a Bush e Clinton, le ex first lady Laura e Hillary, quest'ultima anche sconfitta da Trump nelle elezioni del 2016.Mentre spicca l'assenza di Michelle Obama, alla quale moltissimi nei mesi scorsi avevano chiesto di scendere in campo per evitare il ritorno alla Casa Bianca di Trump. Da notare anche la presenza tra gli ospiti stranieri di Justin Trudeau, il premier canadese che nei giorni scorsi ha annunciato le sue dimissioni, al centro di enormi tensioni con Trump che continua ad invocare l'annessione del Canada come "51esimo stato" e chiama l'ormai dimissionario premier 'governatore'.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Abedini, il legale integra istanza domiciliari: braccialetto e casa privata a Milano

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(Adnkronos) – La disponibilità degli arresti domiciliari con il braccialetto e a vivere da solo in un appartamento privato, in zona Washington a Milano, diverso da quello già proposto.E' l’integrazione dell'istanza presentata alla corte d'Appello, tramite il suo legale Alfredo De Francesco, da Mohammad Abedini Najafabadi, l'ingegnere iraniano bloccato a Malpensa lo scorso 16 dicembre su richiesta degli Stati Uniti, e ora nel carcere milanese di Opera.

L’integrazione della richiesta è arrivata dopo il parere negativo della procuratrice generale di Milano Francesca Nanni sui domiciliari. Del caso Abedini ha parlato oggi la premier Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno.Il caso "è al vaglio del ministero della Giustizia, al vaglio tecnico e politico.

Anche seguendo quello che c'è scritto nel trattato di mutua cooperazione giudiziaria con gli Stati Uniti, bisogna continuare a discutere anche con i nostri amici americani: avrei voluto parlarne anche con il presidente Biden che doveva essere qui a Roma oggi", ha detto la presidente del Consiglio rispondendo a una domanda in conferenza stampa. Sull'ingegnere iraniano, "le interlocuzioni ovviamente ci sono e ci sono state finora, ci saranno comunque e quindi insomma il lavoro è ancora molto complesso, non è una cosa che è terminata ieri, ma penso che si debba discutere dei dettagli nelle sedi che sono competenti", ha aggiunto Meloni. In una intervista a 'La Stampa', il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha spiegato che "la situazione di Abedini è squisitamente giuridica, e va studiata nella sua complessità, indipendentemente dal felice esito della vicenda Sala". "Dell'estradizione è prematuro parlare – ha detto Nordio – anche perché sino ad ora la richiesta formale non è ancora arrivata al nostro ministero".  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Pensioni, Cgil: “Inps modifica requisiti, servono 3 mesi in più dal 2027”

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(Adnkronos) – Dal 2027 serviranno tre mesi in più per accedere alla pensione, due dal 2029.E' una modifica approntata dall'Inps, secondo le news che riferisce la Cgil in una nota in cui esprime "profonda preoccupazione" sottolineando che la modifica è stata "operata dall'Inps sui propri applicativi senza alcuna comunicazione ufficiale da parte dei Ministeri competenti e in totale assenza di trasparenza istituzionale".  Secondo quanto evidenzia il responsabile dell'Ufficio Politiche previdenziali della Cgil, Ezio Cigna, risulta che l'Istituto "abbia aggiornato i criteri di calcolo delle pensioni, introducendo un aumento dei requisiti di accesso: dal 2027 per accedere alla pensione anticipata saranno necessari 43 anni e 1 mese di contributi; mentre dal 2029 il requisito aumenterà ulteriormente a 43 anni e 3 mesi.

Anche per la pensione di vecchiaia – sottolinea Cigna – si registrano incrementi, con l'età minima che passerà a 67 anni e 3 mesi nel 2027 e a 67 anni e 5 mesi nel 2029".  Per la segretaria confederale, Lara Ghiglione, "tali modifiche, se confermate, non trovano alcun riscontro nei documenti ufficiali attualmente vigenti.L'unico riferimento fin qui valido per le stime future era rappresentato dal 25° Rapporto della Ragioneria Generale dello Stato del 2024, che prevedeva infatti per il 2027 nessun incremento e per il 2029 un aumento di solo un mese". Questa decisione, avverte la segretaria confederale, "avrà conseguenze gravissime aumentando il numero di persone che si troveranno senza tutele, con il rischio di nuovi esodati, come coloro che hanno aderito a piani di isopensione o scivoli di accompagnamento alla pensione.

Inoltre, denunciamo la totale mancanza di trasparenza e chiediamo immediati chiarimenti all'Inps e ai Ministeri competenti. È inaccettabile – conclude Ghiglione – che decisioni di tale impatto sociale vengano prese senza un chiaro riferimento normativo e senza un'adeguata informazione". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Emanuela Orlandi, mons. Vergari: “Mai conosciuta e De Pedis non mi parlò mai di lei”

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(Adnkronos) – Non ha mai visto, conosciuto o incontrato Emanuela Orlandi quando era rettore della Basilica di Sant'Apollinare.Lo ha riferito, rispondendo alle domande dei commissari, monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica dove in una cripta fu sepolto Enrico De Pedis, nel corso di un'audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori.

Un'audizione molto complicata e a tratti confusa per le condizioni di mons.Vergari che, in sedia a rotelle, ha parlato con un filo di voce.  Nel corso dell'audizione mons.

Vergari ha raccontato della sua conoscenza con De Pedis e rispondendo alle domande dei commissari ha detto di averlo conosciuto "prima" della scomparsa di Emanuela Orlandi.Mons.

Vergari ha riferito di ricordare che De Pedis "era stato in prigione" dove aveva una buona condotta e che frequentava "la chiesa di Sant'Apollinare" ed "era molto affezionato alla chiesa".De Pedis le ha mai parlato di Emanuela o della vicenda Orlandi? "No", ha replicato mons.

Vergari. Secondo quanto riferito da don Vergari, suor Dolores, all'epoca direttrice della scuola di musica, conosceva De Pedis che, oltre Sant'Apollinare, secondo l'ex rettore della basilica, sosteneva economicamente anche la scuola con "piccole donazioni".Nel corso dell'audizione, replicando ai commissari, mons.

Vergari ha anche detto di non aver "mai" conosciuto Sabrina Minardi, ex di De Pedis.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Automobilismo, Coppa delle Alpi 2025: ancora un mese per iscriversi

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(Adnkronos) – La gara invernale di regolarità targata 1000 Miglia torna dal 12 al 16 Marzo con un percorso di 930 chilometri attraverso le frontiere di Italia, Svizzera e Austria.Dopo l’edizione dello scorso anno, affiancata dall’ambizioso progetto de Il Grande Viaggio Alpino a sostegno delle comunità dell’omonima macroregione, la parte sportiva ritorna ad essere il cuore pulsante della Coppa delle Alpi, evento che aprirà il Campionato Italiano Grandi Eventi 2025 di Aci Sport.

Le verifiche tecniche e sportive si svolgeranno a Brescia, la Città della 1000 Miglia, nel pomeriggio di mercoledì 12 Marzo.Alle 17:00 seguirà una novità assoluta dell’edizione 2025, ovvero il Trofeo Città di Brescia: una sfida 1 vs 1 a eliminazione diretta molto apprezzata in altri eventi della Freccia Rossa, che animerà le strade del centro. Giovedì 13, dopo il via, gli equipaggi i raggiungeranno la Val Camonica e sosteranno a Tirano per il pranzo.

Nel pomeriggio, le vetture risaliranno la Valtellina verso le località protagoniste delle prossime Olimpiadi, ovvero Bormio e poi Livigno, che accoglierà gli equipaggi in centro per un Controllo Orario e un break di ristoro.Attraverso il tunnel Munt la Schera, la manifestazione farà il suo ingresso in Svizzera e proseguirà fino a St.

Moritz per il primo traguardo di tappa.Venerdì 14 sarà la volta della Val Müstair con una sessione di prove nei dintorni del Monastero di San Giovanni, patrimonio mondiale dell’Unesco. Rientrato in Italia con il valico del Passo Resia, il convoglio giungerà in Austria.

La cittadina di Stams ospiterà il pranzo dopodiché le vetture riscenderanno da Innsbruck e rientreranno in Italia dal Brennero per concludere la tappa a Bressanone.L’ultima giornata di gara riserverà il valico dei passi Gardena e Pordoi e il pranzo a Baselga di Pinè.

Il traguardo finale attenderà gli equipaggi sul Passo del Tonale e dopo l’arrivo ci sarà spazio anche per una divertente esperienza di guida su neve all’interno della Pista Ghiaccio Val di Sole, con la disputa delle prove valide per l’assegnazione del Trofeo Ponte di Legno.Le premiazioni si svolgeranno nella splendida cornice del Ghiacciaio Presena.

Saranno ben 7 le garanzie d’ammissione alla 1000 Miglia 2026 in palio.Iscrizioni aperte fino alle ore 16:00 del 7 Febbraio 2025. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

“Fasci appesi”, vandalizzato murale dedicato a Sergio Ramelli

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(Adnkronos) – E' stato vandalizzato nella notte a Milano il murale dedicato a Sergio Ramelli, lo studente di 19 anni militante del Fronte della Gioventù assassinato nel 1975 durante gli anni di piombo. “Nella notte è stato vandalizzato con la scritta a spray ‘Fasci appesi’ il murale che da oltre 20 anni ricorda Sergio Ramelli, studente del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia, nel luogo del suo assassinio in via Paladini a Milano”, scrive in una nota il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo Carlo Fidanza.  “Non è la prima volta che ciò accade nel corso degli anni e anche questa volta questo atto vile si inserisce in una stagione di odio che cerca di riportare in vita quell’antifascismo militante che ha causato troppi lutti ed è stato sepolto dalla storia.Il prossimo 29 aprile sarà il cinquantesimo anniversario della morte di Sergio Ramelli e anche a cinquant’anni di distanza, evidentemente, il suo nome e il suo ricordo fanno ancora paura a chi conosce solo l’odio.

Ci auguriamo – conclude – che i responsabili vengano identificati e puniti il prima possibile e che questo importante anniversario non diventi il pretesto per scatenare i peggiori istinti della sinistra antagonista contro la memoria di un giovane innocente”. Il murale è stato ripulito e ripristinato da militanti Fdi. "Vogliamo ringraziare di cuore i nostri militanti che, con impegno e dedizione, sono intervenuti immediatamente per cancellare lo sfregio vergognoso al murales dedicato a Sergio Ramelli – dichiarano il coordinatore cittadino di Fdi Simone Orlandi e il vice coordinatore Deborah Dell’Acqua – Sergio rappresenta per tutti noi un simbolo di libertà e di lotta contro l’intolleranza e l’odio politico.Sfregiare la sua memoria non è solo un atto vile, ma anche un insulto alla nostra democrazia e ai valori di rispetto e convivenza civile che dovrebbero essere condivisi da tutti".  "Il gesto dei nostri militanti – continuano i vertici locali del partito – dimostra ancora una volta che Fratelli d’Italia è dalla parte della memoria e della giustizia.

Continueremo a batterci affinché nessuno possa calpestare la storia e i sacrifici di chi, come Sergio, ha pagato un prezzo altissimo solo per aver espresso il proprio pensiero.Milano non dimentica e noi non arretreremo mai di fronte a chi cerca di dividere con l’odio ciò che dovrebbe unirci". 
Ignazio La Russa, presidente del Senato, sui social esprime "un sincero ringraziamento ai ragazzi di Fratelli d’Italia che hanno ripulito il murales, restituendo dignità a un luogo simbolo della nostra storia".  "Lo sfregio al murales di via Paladini a Milano dedicato a Sergio Ramelli, il ragazzo ucciso nel ’75 da militanti di estrema sinistra, è un atto vile che offende non solo la sua memoria, ma anche i valori di rispetto e convivenza che dovrebbero unire tutti", scrive La Russa. Interviene anche Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Regione Lombardia e componente della segreteria nazionale dem: “Ha perfettamente ragione Sala, lo sfregio del murales dedicato a Sergio Ramelli è un gesto orrendo – dichiara – Ramelli è stato vittima di una violenza allucinante e insensata e va ricordato come tale, la sua memoria va assolutamente salvaguardata e rispettata”. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juventus, da Araujo e Zirkzee a Kolo Muani: i cinque nomi sul mercato

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(Adnkronos) – La Juventus è tra le squadre più attive in questi primi giorni di calciomercato.Il club bianconero, quinto in Serie A a quota 32 punti ma con una partita da recuperare, spera di risalire la classifica e rilanciare le proprie ambizioni scudetto mettendo mano alla rosa, che fin qui ha mostrato alcune lacune anche complice qualche infortunio di troppo, specialmente in difesa con i ko di Bremer prima e Cabal poi.  Il reparto arretrato e l'attacco sono le zone di campo dove Thiago Motta si aspetta almeno un rinforzo, con Giuntoli che sta lavorando su più tavoli per accontentare il proprio allenatore.

Ecco i cinque nomi più caldi del mercato bianconero.  
Ronald Araujo è il primo obiettivo per sostituire Bremer.Forte di testa e duttile tatticamente, la stagione del difensore del Barcellona è stata fin qui condizionata da un infortunio alla coscia che non gli ha permesso di allenarsi con il gruppo e trovare continuità.

Tornato in campo per la prima partita dell'anno in Copa del Rey, la Juventus vorrebbe prelevarlo in prestito fino al termine della stagione, inserendo un opzione per l'acquisto definitivo. Il club blaugrana però, in una crisi finanziaria senza fine, valuta il 25enne nazionale uruguaiano oltre 40 milioni di euro.Una cifra che spaventa la Juventus, allettata però dalla possibilità di acquistare un difensore forte di testa e rapido in marcatura.

Araujo inoltre è utilizzabile sia da difensore centrale che da terzino destro, ruolo che ha svolto sia nella cantera blaugrana che in prima squadra.  In alternativa ad Araujo, la Juventus sta trattando anche per Antonio Silva.Il giovane difensore portoghese, 21 anni, è da tempo nei radar di Giuntoli, che ha già presentato un'offerta rifiutata in prestito oneroso con diritto di riscatto.

A non convincere il club lusitano sono le cifre: 5 milioni per il prestito e circa 30 per il riscatto, una quota troppo bassa per il Benfica, che valuta il giocatore oltre 40 milioni di euro. Antonio Silva è un investimento per il presente ma soprattutto per il futuro.Con 108 presenze in prima squadra e una convocazione stabile con il Portogallo, Silva è uno dei migliori prospetti del calcio lusitano.

Si tratta di un difensore 'moderno', che sa abbinare forza fisica in marcatura a qualità in fase di impostazione, ideale per la costruzione dal basso richiesta da Motta.  Dalla difesa all'attacco.La Juventus è a caccia di un vice Vlahovic che possa esserne anche l'erede, visto i rapporti non idilliaci del centravanti serbo con l'ambiente.

Il primo nome sulla lista è quello di Joshua Zirkzee.L'attaccante olandese si è trasferito al Manchester United la scorsa estate per la bellezza di 40 milioni di euro, dopo un'annata da sogno con il Bologna, trascinato fino alla storica qualificazione in Champions League proprio grazie al lavoro di Motta in panchina.  La sua prima stagione in Premier, fin qui, è stata deludente: 28 presenze in tutte le competizioni e soltanto 4 gol segnati.

Il tecnico dei Red Devils Ruben Amorim, succeduto all'esonerato Ten Hag, ha parlato così della situazione di Zirkzee: "Io vorrei tenere Joshua perché dà sempre tutto in campo e ci sta mettendo tanto impegno in allenamento.Il mercato però è aperto e vedremo cosa succederà".

Molto dipenderà dalle richieste dello United.Il Manchester infatti non sembra disposto a cederlo in prestito, condizione essenziale per la Juventus.  Sempre per l'attacco la Juventus sta intrattenendo un vero e proprio derby di mercato con il Milan.

I bianconeri stanno infatti seguendo da vicino Marcus Rashford, esterno offensivo, ma all'occorrenza anche prima punta, della Nazionale inglese ormai ai margini del progetto Manchester United.Non convocato nel match pareggiato contro il Liverpool, Rashford in stagione ha collezionato 24 presenze e 7 gol, ma è stato escluso dalle ultime cinque partite.

Il suo rapporto con Amorim non è mai decollato e il suo legame con il club che lo ha cresciuto si è deteriorato anche a causa di alcuni comportamenti sopra le righe fuori dal campo. I bianconeri hanno già avviato i contatti con l'entourage di Rashford prospettandogli un ruolo centrale nel progetto bianconero.Thiago Motta lo accoglierebbe a braccia aperte, con Giuntoli che sembra disposto a fare un investimento a titolo definitivo, mentre il Milan lo vorrebbe in prestito inserendo un diritto di riscatto, condizione che non entusiasma lo United.

Lo scoglio, in questo caso, è rappresentato dall'ingaggio percepito da Rashford: 14 milioni di euro.  Un altro nome forte per l'attacco della Juventus è quello di Randal Kolo Muani.L'attaccante francese, trasferitosi nell'estate 2023 al Paris Saint-Germain dall'Eintracht Francoforte per la cifra monstre di 100 milioni di euro, sta trovando poco spazio in Francia con appena 2 gol in 10 presenze tra campionato e Champions League. L'idea della Juventus sarebbe quello di prelevarlo in prestito con diritto di riscatto, formula che non convince i parigini che, in ogni caso, prima di lasciarlo partire dovrebbero acquistare un sostituto.

Il profilo di Kolo Muani è più simile a quello di una prima punta classica, forte fisicamente e di testa (1,87 cm di altezza), ma anche rapido in progressione.Ecco perché spesso Luis Enrique lo ha utilizzato anche come esterno d'attacco, una duttilità offensiva che potrebbe essere molto utile a Motta. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Los Angeles, la fuga dall’inferno di fuoco: “E’ finita” – Video

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(Adnkronos) – "Abbiamo combattuto contro l'incendio e abbiamo perso.Ma siamo vivi".

Tanner Charles è tra le migliaia di persone che hanno dovuto abbandonare la propria casa nell'area di Los Angeles per fuggire dagli incendi che stanno devastando il sud della California.Il video che Charles ha pubblicato su X è impressionante.

Charles, con l'amico Orly Israel, fugge dalla casa nella zona a nord di Rustic Canyon.  "Ci abbiamo provato, andiamo via", dice il giovane nella clip.I due scappano dalla casa e si trovano in uno scenario quasi irreale.

Un muro di fuoco ovunque, fiamme anche sul tronco di un albero. "Ogni volta che guardo il video, mi rivedo mentre scappo dalla battaglia vitale", dice Israel alla Cnn. "Ogni volta il video mi sembra pazzesco".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Cecilia Sala, il suo primo podcast dopo il ritorno in Italia: “Desideravo i miei occhiali e un libro”

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(Adnkronos) – A poche ore dal suo ritorno in Italia, Cecilia Sala racconta la sua prigionia nel carcere di Evin a Mario Calabresi in una nuova puntata del suo podcast su Chora Media 'Stories'.Dice di sentirsi "confusa" e "felicissima". "Mi devo riabituare, devo riposare: questa notte non ho dormito per l'eccitazione, per la gioia, quella precedente per l'angoscia.

Sto bene, sono molto contenta'', dice a Calabresi nel podcast dal titolo 'I miei giorni a Evin, tra interrogatori e isolamento'. La giornalista ha raccontato di essere riuscita a ridere due volte durante i 20 giorni in isolamento a Teheran: "La prima volta che ho visto il cielo e poi quando c'era un uccellino che faceva un verso buffo.Il silenzio è un altro nemico in quel contesto.

In quelle due occasioni ho riso.La prima volta che ho visto il cielo, per quanto in un piccolo cortile del carcere, con telecamere e filo spinato, mi sono sentita bene e mi sono concentrata su quell'attimo di gioia.

Ho pianto e riso di gioia'" A Mario Calabresi ha spiegato che la cosa che più ha desiderato era un libro, "un'altra storia in cui potessi immergermi che non fosse la mia" e per questo motivo ha chiesto da subito il Corano in inglese, perché pensava fosse l'unico libro in inglese che potesse essere disponibile a Evin, nonostante le avessero portato via anche gli occhiali. "Non vedo senza le lenti e senza gli occhiali – ha spiegato Sala – e gli occhiali non me li hanno mai dati fino agli ultimi giorni perché sono pericolosi, perché puoi spaccare il vetro e usarli per tagliarti.Non ho potuto scrivere e non ho potuto avere una biro per lo stesso motivo, perché si può trasformare in un'arma però non mi hanno dato neanche le lenti a contatto".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Los Angeles brucia, il dolore di Elisabetta Canalis: “Il mio cuore è lì”. L’attacco al sindaco

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(Adnkronos) – "Difficile spiegare il senso di confusione e di tristezza.Un paesaggio che non avrei mai pensato di vedere".

Così Elisabetta Canalis ha commentato i devastanti incendi che hanno devastato l'area di Los Angeles: la California meridionale è in ginocchio.Decine di migliaia di persone hanno dovuto abbandonare le proprie case per sfuggire alle fiamme.

Una scena apocalittica che la showgirl descrive come "un deserto di fumo e silenzio". Elisabetta Canalis vive a Los Angeles da tempo insieme alla figlia Skyler Eva, avuta con l'ex marito e chirurgo Brian Perri.Attualmente l'ex velina si trova al sicuro, in Italia, ma attraverso le storie Instagram ha voluto mostrare la sua vicinanza a tutti coloro che stanno lottando contro le fiamme: "Sono atterrata in Italia.

So che mia figlia è al sicuro e che il mio compagno insieme ai miei animali sono pronti a partire se la situazione degenerasse, l'ultimo posto dove vorrei essere adesso è in viaggio". Elisabetta Canalis spiega di trovarsi attualmente in Italia per impegni di lavoro: "Il mio cuore, però, è a Los Angeles.Apro e chiudo le news ma precipito in stati d'ansia quando vedo animali tratti in salvo e case di fronte alle quali guidavo fino a ieri, piene di fiamme". Elisabetta Canalis, senza freni, ha attaccato il sindaco di Los Angeles, Karen Bass: "Questo è il nostro sindaco.

In una città come Los Angeles è responsabile di avere tagliato 20 milioni di dollari di budget che sarebbero dovuti andare ai vigili del fuoco.Oggi il risultato lo vediamo sotto ai nostri occhi", questo lo sfogo della 46enne. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Gb, 17enne accoltellato a morte in stazione bus Bedford

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(Adnkronos) – Un ragazzo di 17 anni, Thomas Taylor, è stato accoltellato a morte alla stazione dei bus di Bedford, nell'est dell'Inghilterra.Lo rende noto la polizia britannica spiegando che il ragazzo è stato aggredito da un gruppo di uomini.

Trasportato in ospedale, è morto poco dopo per le ferite riportate come spiega Sky news.Gli aggressori sono in fuga e la polizia ha aperto un'inchiesta sull'omicidio. "Si tratta di un evento completamente scioccante: un ragazzo adolescente è stato accoltellato a morte nel centro di una città molto trafficata'', ha dichiarato l'ispettrice capo Katie Dounias, dell'Unità che conduce le indagini. "Abbiamo un team dedicato di investigatori che lavora a questa indagine e sostiene la famiglia di Thomas in questo momento incredibilmente difficile per loro'', ha aggiunto. Martedì scorso un ragazzo di 14 anni era stato pugnalato a morte su un autobus nel quartiere londinese di Woolwich.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, colpo Lorenzo Sgarbi! Matteo Lovisa traccia la linea del calciomercato di riparazione

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Castellammare di Stabia sportiva è esplosa di gioia per l’arrivo di Lorenzo Sgarbi alla corte di Guido Pagliuca.

Oggi c’è stata la conferenza stampa di presentazione del nuovo attaccante gialloblù a cui ha partecipato il D.S. Matteo Lovisa autore di quest’altra “sagace” operazione di mercato.

Un tassello importante per il mercato della Juve Stabia, come sottolinea il direttore sportivo Matteo Lovisa: “Siamo felicissimi di aver portato Sgarbi a Castellammare. È un calciatore che seguivamo da tempo e che finalmente è riuscito a vestire la nostra maglia. Le sue caratteristiche si adattano perfettamente al nostro gioco e sono sicuro che ci darà una grande mano. Oggi non dobbiamo focalizzarci solo sul mercato ma anche sul calcio giocato e sulla gara con lo Spezia.”

La storia recente

Ricordate quando, poco più di un anno fa, eravamo alle prese con la difficile situazione di una squadra costretta a fare i conti con incentivi all’esodo e un futuro incerto? Sembra un’era geologica fa, eppure è passato così poco tempo. Oggi, il discorso si è spostato completamente: si parla di mercato, di plusvalenze e di una squadra in netta crescita.

Il merito va sicuramente all’ottimo lavoro svolto dallo staff tecnico, che partita dopo partita sta dimostrando di avere le idee chiare e di saper valorizzare al meglio il gruppo a disposizione. I risultati si vedono in campo: la squadra gioca un calcio più propositivo, creando maggiori occasioni da gol e mostrando una solidità difensiva in netta crescita.

Tuttavia, è fondamentale mantenere i piedi per terra. L’obiettivo primario rimane la salvezza, e per raggiungerla serve raggiungere quota 45-46 punti il prima possibile.

Un mercato attento e oculato

Lovisa, però, non si nasconde dietro un dito e traccia un quadro chiaro della situazione: “Il mercato di gennaio è sempre complicato. I giocatori che stanno facendo bene difficilmente si muovono. Per questo motivo, il nostro obiettivo principale è quello di non indebolire la squadra. Abbiamo un gruppo che sta lavorando bene e che dobbiamo tutelare”.

Il direttore sportivo gialloblù sottolinea l’importanza di mantenere l’ossatura della squadra: “Ho chiesto al presidente e all’amministratore di non stravolgere troppo il gruppo. Ovviamente, se un calciatore dovesse chiedere di andare via, valuteremo la situazione. Ma l’obiettivo è quello di mantenere la squadra competitiva”.

Altri acquisti

“L’acquisto più importante sarà non indebolirci. Per il prosieguo della stagione potremo contare su Morachioli che si è ristabilito del tutto e su Andreoni che ha risolto il suo problemi fisico. Non siamo una squadra ridotta all’osso e non abbiamo quindi necessità di comprare a caso”.

Lovisa ha poi fatto il punto sulla situazione finanziaria della società: “Questa estate avevo chiesto delle garanzie ed era stato stanziato budget che ritenevo idoneo. A gennaio serve investire ancora o quantomeno non abbassare il budget. Vogliamo mantenere la squadra competitiva e affrontare le restanti 18 partite con le giuste ambizioni. Il campionato di Serie B è insidioso e lo sapete bene anche voi di Castellammare cosa è successo nel campionato 2019-2020”.

Budget limitato, ma idee chiare

Lovisa ammette che il budget a disposizione è limitato: “Non ci saranno investimenti sostanziali. Lavoreremo con le idee e cercheremo di portare a Castellammare calciatori che hanno voglia di rilanciarsi”.

Il direttore sportivo gialloblù è soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora: “La squadra sta migliorando partita dopo partita grazie al grande lavoro del mister. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere la salvezza nel più breve tempo possibile”.

Brera

Non ho avuto la fortuna di conoscere nessun rappresentante della Brera – ha ammesso Lovisa – al momento, il mio principale riferimento è stato e rimane Filippo Polcino presidente del CDA.”

Occhi puntati sulla difesa

Lovisa ha confermato che la società sta lavorando per rinforzare il reparto difensivo: “A livello numerico, faremo qualcosa. Non ci sarà alcuno scambio Meli – Quaranta con l’Ascoli come sto leggendo da più parti. Cercheremo di aumentare la fisicità della squadra, sempre con un occhio di riguardo ai calciatori che hanno voglia di dimostrare il loro valore. In riferimento proprio alla possibilità che qualche calciatore possa voler chiedere di andare via vi comunico che a breve ci sarà una partenza. Deve essere chiaro che ogni partenza sarà  comunque sostituita”.

Portieri e giovani promesse

Per quanto riguarda il ruolo di portiere, Lovisa ha espresso piena fiducia in Thiam e Matosevic. Infine, il direttore sportivo gialloblù ha parlato dei giovani Folino e Adorante: “Sono due ragazzi che stanno facendo bene con la nostra maglia ed è logico che attirino le attenzioni di altri club, ma al momento non si muovono da Castellammare poi si vedrà”.