L’Ischia dopo le dimissioni della settimana scorsa di Bitetto, e aver affidato temporaneamente la panchina ad Antonio Porta nella trasferta di Rieti contro la Lupa Castelli Romani, la società dopo un summit, ha deciso di affidare la panchina a Nello Di Costanzo. Lo scorso anno arrivò a campionato in corso a Messina,che portò la squadra a disputare i play out persi contro la Reggina e la retrocessione della squadra. Il tecnico ex Messina, c’è da dire che predilige giocare con il classico modulo del 4-4-2,proprio per questo ha già parlato con la società dove quasi certamente arriveranno giocatori con caratteristiche per giocare con questo modulo. L’ex allenatore della Juve Stabia, nella giornata di oggi è attesa la firma decisiva che lo leghi al club isolano.
IL PUNTO SULLA 18ma GIORNATA DI LEGA PRO GIRONE C
CASERTANA BEFFATA SUL FINALE, FOGGIA PAREGGIO IN EXTREMIS. VOLA IL BENEVENTO, PAREGGI PER ISCHIA E JUVESTABIA
Dopo la 18^ giornata del campionato di Lega Pro girone C. Rimane invariato il distacco in vetta tra la Casertana e il Foggia. La capolista viene beffata sul finale. Calabresi avanti nel primo tempo con Mancosu,poi nella ripresa la rimonta è firmata da De Angelis e Jefferson, ma a due minuti dallo scadere e Razzitti che sigla il gol del definitivo pareggio di 2-2.
Stesso risultato per il Foggia contro la Paganese. Ospiti in vantaggio prima con un autogol e poi raddoppiano con bomber Caccavallo. Nella ripresa i pugliesi trovano il gol che accorcia le distanze con Iemmello e poi con Chiricò che firma il pareggio.
Al terzo posto solitario c’è il Benevento, che cala la manita al Messina in trasferta. Dopo pochi minuti ad aprire le marcature è proprio l’ex di turno Ciciretti. Al 20’ Cissè raddoppia. Il 3-0 è firmato da De Falco con un gran tiro dal limite dell’area. A chiudere il match ci pensa prima Ciciretti che sigla una doppietta e poi Marotta con un gol alla “Ibra” mette a segno il quinto gol.
Il Lecce non va oltre allo 0-0 nel derby pugliese contro l’Andria.
Martina Franca-Cosenza rinviata per neve.
Il Matera di Padalino continua a volare e ottiene la quinta vittoria consecutiva,vincendo 1-4 ad Agrigento contro l’Akagras. Nel primo tempo partita già chiusa: Infantino segna il prirmo gol, poi Di Lorenzo e Rolando chiudono la prima frazione di gioco sul risultato di 0-3.
Al 48’ Di Grazia segna il gol della bandiera,ma bomber Letizia chiude il match. In casa Juve Stabia un altro 1-1,questa volta contro il Melfi. Vespe in vantaggio con Arcidiacono e poi pari di Herrera.
Un altro 2-2 di giornata è quello tra Lupa Castelli Romani ed Ischia Isolaverde. Isolani in vantaggio con Kanoute al 10’. Al 14’ da calcio d’angolo Petta di testa pareggia. Sul finire del primo tempo ancora Kanoute riporta in avanti l’Ischia e firma una doppietta.
Al 93’ Morbidelli realizza il definitivo 2-2 con un calcio di rigore.
Tra Catania e Monopoli termina a reti bianche.
CASTELLAMMARE di STABIA: si tornerà a “volare” e, in soli 7 minuti, passare dal mare ai 1100 metri di Monte Faito
CASTELLAMMARE DI STABIA. La funivia del monte Faito, opera prestigiosa della città inaugurata il 15 agosto del 1960 e incompresibilmente ferma dal 2012, è tornata a rientrare negli interessi del comune e della regione che il 16 gennaio scorso hanno, finalmente, aperto il cantiere per l’esecuzione dei necessari lavori di manutenzione che prevedono, primariamente, la sostituzione del cavo di acciaio che consente la movimentazione delle cabine che collegano la stazione di Castellammare alla vetta del Monte Faito con un viaggio mozzafiato di grande suggestione e in un panorama meraviglioso che, in 7 minuti, consente di passare dal livello mare agli oltre 1100 metri del Monte Faito.
Ieri mattina i dipendenti dell’Eav, come previsto dall’intervento programmato dalla Regione Campania, hanno consegnato la fune di traino delle “panarelle”, come sono chiamate le cabine che accolgono i passeggeri e li trasportano in un viaggio da sogno fino alla vetta di Monte Faito e, da questa, nuovamente alla città di Castellammare.
L’intervento prevede anche l’adeguamento dell’infrastruttura alla normativa antisismica a fronte di un costo complessivo di circa 2 milioni di euro e dovrebbero concludersi entro la prossima estate.
Che dire: speriamo che i tempi siano rispettati ed i lavori siano eseguiti a regola d’arte e che possano essere di traino, o contorno, anche alla volontà di far rinascere una delle altre gemme di Castellammare di Stabia: le sue TERME note ed apprezzate sin dai tempi dei romani e così duramente e colpevolmente abbandonate, senza ne remore ne vergogna, ad un iniesorabile declino ed oblio da chi di dovere, invece, avrebbe dovuto tutelare e utilizzare un bene della natura che ci ha sempre offerto una innumerevole quantità di acque minerali (più di 17, lisce, fredde, calde, aciule, ferrate ecc ecc) da poter porre a frutto come e più di quanto, altre Città, hanno saputo fare sfruttando una sola semplice e striminzita fonte di un’unica acqua.
Ma questa, purtoppo, è Castellammare. Una Regina (non a caso definita Regina delle Acque e Perla del Golfo di Napoli) ridotta a vasciaiola nell’indifferenza se non di tutti, di sicuro di tanti, incontestabilmente di chi doveva e poteva averne cura e, in questo, chiedo scusa, pongo anche quella parte miope del personale – con in testa alcuni amministratori – che, in esse, hanno sempre visto NON un bene della Città ed una benedizione della natura ma, sic et simplicite, una mucca da mungere a più non posso e, preferibilmente, senza nemmeno andare a farlo sul posto ma standosene a casa o altrove.
Cambieranno le cose? Speriamo di sì e ci auguriamo che i cavi d’acciaio appena consegnati abbiano la forza di trainare anche l’inettitudine di altri riportando a galla e trainando anche le terme senza dimenticare un’altro gioiello stabiese: gli storici cantieri navali.


LIVE – Coppa Italia, Napoli-Inter 0-2 (74′ Jovetic; 92 Ljajic)
Premi F5 per aggiornare
95′ Fine partita
92′ Contropiede dell’Inter e gol di Ljaijc del 2-0
90′ Vengono concessi 5 minuti di recupero
88′ Espulso Mertens per doppia ammonizione a seguito di una simulazione
87′ Dentro Felipe Melo per l’Inter e fuori Medel
86′ Miracolo di Handanovic che con i piedi salva su tiro di Mertens e poi mette in corner su Higuain
80′ Giallo per Higuain per proteste
79′ Fallo di Mertens su Nagatomo: giallo per lui
76′ La combianzione Higuain-Mertens-Hamsik viene fermata dall’intervento difensivo di Jesus che spazza l’area
74′ Hamsik sbaglia un passaggio facile a centrocampo e Jovetic la piazza dove Reina non può arrivare: 0-1!
72′ Cambio anche per l’Inter: dentro Palacio e fuori Perisic
70′ Giallo per Valdifiori per fallo a centrocampo. Cambio per il Napoli: dentro Higuain e fuori Gabbiadini
68′ Bella verticalizzazione di Jorginho per Gabbiadini, ma l’attaccante non riesce ad agganciare e la sfera finisce tra le mani di Handanovic
66′ Fuori David Lopez per infortunio e dentro Jorginho per gli azzurri
63′ Jovetic prova la conclusione da fuori ma Reina è attento e blocca
58′ Cambio per il Napoli: dentro Hamsik e fuori Allan
55′ Callejon prova l’azione personale ma il suo tiro è deviato in corner da Telles
52′ Medel va al cross per la testa di Perisic, ma Reina c’è e blocca
46′ Fallaccio di Miranda su Gabbiadini: giallo per lui
45′ Partiti, palla all’Inter!
SECONDO TEMPO
45′ Fine primo tempo
44′ Ci prova Gabbiadini su punizione: Handanovic para senza problemi il tiro piazzato
42′ Ci prova Allan da fuori area, palla alta sopra la traversa
37′ Bella ripartenza sull’asse Callejon-Gabbiadini, ma la palla dello spagnolo e fermata in area da Miranda
34′ Palla perfetta di Mertens per Gabbiadini che calcia, Handanovic compie un altro miracolo ma è fuorigioco
28′ Koulibaly ci prova dalla trequarti: il suo tiro finisce alto
26′ Napoli vicinissimo al gol: Strinic mette al centro e Callejon apre il piattone, ma un super Handanovic dice di ‘no’
24′ Ci prova Kondogbia da fuori: per fortuna del Napoli la palla finisce su Perisic e la difesa spazza
17′ Ci prova ancora Mertens, il suo cross finisce tra le braccia di Handanovic
13′ Bella combinazione degli avanti del Napoli, ma la palla di Mertens non passa. Ancora il talento belga al tiro a giro: para Handanovic
8′ Napoli all’attacco, ma in questi primi minuti manca di precisione dalla trequarti in su
6′ Perisic crossa dalla sinistra, para Reina. Il rinvio del portiere arriva a Gabbiadini che stoppa sulla trequarti per Mertens: il belga prova il gol del secolo, ma Handanovic para
1′ Partiti, palla al Napoli!
PRIMO TEMPO
20:44 – Squadre in campo
20:31 – Anche il Napoli rientra negli spogliatoi
20:29 – L’Inter fa rientro negli spogliatoi
20:08 – In campo gli azzurri per il riscaldamento tra gli applausi dei tifosi
20:06 – Ecco l’Inter per il riscaldamento
20:02 – In campo Pepe Reina per il riscaldamento. Anche i portieri dell’Inter sul terreno di gioco.
19:56 – Le formazioni ufficiali:
NAPOLI (4-3-3) – Reina, Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Strinic, Allan, Valdifiori, David Lopez, Callejon, Gabbiadini, Mertens. A disp. Gabriel, Rafael, Jorginho, Higuain, Maggio, Hamsik, Dezi, Insigne, Ghoulam, Albiol, El Kaddouri, Luperto. All. Sarri
INTER (4-2-3-1) – Handanovic, Nagatomo, Miranda, Jesus, Telles, Medel, Kondogbia, Biabiany, Ljajic, Perisic, Jovetic. A disp. Carrizo, Palacio, Icardi, Montoya, Santon, Murillo, Ranocchia, Gnoukouri, D’Ambrosio, Brozovic, Melo, Manaj. All. Mancini
19:50 – In campo Rafael e Gabriel per il riscaldamento
19:32 – Inter sul campo per testare il manto erboso prima del riscaldamento
Buongiorno e benvenuti alla diretta della gara di coppa Italia tra Napoli e Inter valevole per i quarti di finale, gara secca. Vivicentro.it vi aggiornerà in tempo reale.
dal nostro inviato al San Paolo, Ciro Novellino
Il Punto – 19 gennaio
Malgrado la battuta d’arresto della già lenta ripresa industriale italiana, ci sono settori che crescono e hanno archiviato la crisi iniziata nel 2008: farmaceutico, articoli sportivi, oreficeria, strumenti di precisione. Troppo pochi per trascinare il resto dell’industria. Nel frattempo, la recuperata fiducia delle famiglie si soddisfa con prodotti importati e il Pil si misura in decimali.
Con il prezzo che crolla giorno dopo giorno, il mercato del petrolio è affogato dall’offerta. Si parla di una ripresa delle quotazioni nel 2017. Con uno strascico di posti di lavoro in fumo e di cambiamenti duraturi nel settore.
Interessi degli azionisti e interessi dell’impresa non sempre coincidono. Basta pensare alle Opa, efficaci nel moltiplicare valore per i primi ma deludenti nel produrre posti di lavoro e profitti aziendali. Da che parte deve stare, allora, il Cda? Codice civile e regole di corporate governance non chiariscono il dubbio. È ora di affrontarlo.
Due episodi molto diversi raccontano – in una lettera da Londra – la capacità della società britannica di rimanere attaccata alle tradizioni e nello stesso tempo di rinnovarsi: chiude l’ultima miniera di carbone e il direttore del British museum lascia la storica istituzione dopo averla rivoltata come un guanto. Oltre Manica, la globalizzazione è arrivata.
Sempre più medici trascinati in tribunale da pazienti che (in buona o mala fede) chiedono risarcimenti per cure forse inappropriate. Conseguenza immediata: boom di esami e terapie non necessarie prescritti da chi vuole evitare rischi peggiori. A seguire: più alti costi per il Ssn, più alti costi per assicurazioni sanitarie. Una soluzione all’esame del Parlamento rischia di non risolvere il problema.
La Corte di giustizia europea ha stabilito che si possa vietare ai gay la donazione di sangue solo se non esistono metodi per escludere l’infezione da virus Hiv. Metodi ormai alquanto sicuri. Un passo avanti – come negli Usa – contro la discriminazione sessuale. Perché i rapporti a rischio abbondano anche tra gli etero.
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- Industria, pochi su mille ce la fanno
19.01.16
Francesco DaveriA novembre c’è stata una battuta d’arresto della lenta ripresa italiana. I dati sulla produzione industriale rivelano però che alcuni settori sono in netto rilancio. E altri, durante la crisi, si sono rafforzati. La stagnazione nella produzione dei beni di consumo e il boom delle importazioni.
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Il lato negativo del crollo del petrolio
19.01.16
Jacopo Brilli
Il prezzo del petrolio ha toccato i livelli più bassi degli ultimi dodici anni. Molte le cause, a partire da investimenti concentrati soprattutto nei processi a monte. Il ritorno all’equilibrio tra domanda e offerta è previsto per il 2017. Cambiamenti permanenti possono provocare nuovi squilibri. -
Per chi gioca il Cda: per l’impresa o per gli azionisti?
19.01.16
Salvatore BragantiniIl consiglio di amministrazione deve gestire una società nell’interesse di questa o degli azionisti? Perché talvolta divergono parecchio, in particolare nelle Opa. Il Cda deve essere una sorta di tutore con il compito di agire a vantaggio dell’impresa che non può decidere in proprio.
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Quando il paziente chiede i danni al medico
19.01.16
Vitalba Azzollini
La diffusione della medicina difensiva grava sui costi del sistema sanitario nazionale. E un disegno di legge cerca una soluzione scoraggiando le azioni legali di pazienti danneggiati. Sarebbe meglio seguire l’esempio di altri paesi dove, in talune ipotesi codificate, è previsto un indennizzo. -
E i gay possono tornare a donare il sangue
19.01.16
Matteo M. WinklerImpedire ai gay di donare sangue è una precauzione sensata o è una discriminazione frutto di pregiudizio? Il divieto permanente colpisce infatti chiunque si dichiari omosessuale. I progressi della scienza su Hiv e test e le ragioni che hanno portato Francia e Stati Uniti ad abolire la proibizione.
ViViCentro e la Juve Stabia, da sabato la diretta radiofonica esclusiva delle gare della Berretti
Vivicentro.it e la Juve Stabia, un connubio imprescindibile. Fatti per stare insieme. La prima squadra con tutte le news ma c’è una grande novità. Infatti, da sabato 23 gennaio potrete ascoltare in diretta e in esclusiva, le gare interne della Berretti delle Vespe. Inizia una nuova avventura, portiamo in alto i ragazzi di Nicola Liguori e diamo spazio alle giovanili dirette da Alberico Turi. La diretta andrà in onda su ViviRadioWeb, la radio ufficiale di Vivicentro.it. A condurre la diretta con interviste anche nel post partita, sarà il giornalista Ciro Novellino. Per la prima gara, spalla per il commento tecnico, Mario Vollono (vice direttore di Vivicentro.it)
Non mancate, vi aspettiamo…!
Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:
Link per ascoltare dal pc: https://37.187.93.104/start/viviradioweb/ (Link ottimizzato per Google Chrome, con altri browser tipo Mozilla Firefox, Internet Explorer, ecc. bisogna installare Java)
Renzi contro Juncker e Commissione Ue: “Ci vogliono deboli, ma l’Italia è tornata”
Post del premier su Facebook il giorno dopo la “assenza di interlocutori” a Roma lamentata da fonti Ue. “Italia sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Preferirebbe averci più deboli e marginali, se ne facciano una ragione”.
ROMA – “L’Italia, sempre più aperta e attrattiva per gli investimenti internazionali. Con grandi aziende globali che non fanno più mordi e fuggi come in passato, ma hanno deciso di puntare sul nostro Paese, di scommettere sul suo futuro”, “la risposta migliore a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato. Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa”. Lo scrive su Facebook il premier Matteo Renzi, firmando un post che ha evidentemente in Jean-Claude Juncker e nella Commissione Ue l’oggetto del suo attacco polemico. Che giunge il giorno dopo le gravi affermazioni riportate da non meglio precisate fonti Ue, secondo le quali la Commissione non avrebbe autentici interlocutori a Roma.
Un giudizio altamente lesivo della credibilità internazionale del governo Renzi, difeso con decisione dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni: “L’Italia ha un governo nel pieno dei suoi poteri”. Questi gli ultimi sviluppi di una polemica a distanza che impegna Roma e Bruxelles ormai da settimane, con Renzi a chiedere alla Ue di non essere solo un pacchetto di regole, di cambiare passo e di mettere da parte una politica economica votata alla sola austerità e dall’altra parte il presidente della Commissione Juncker e il suo vice Dombrovskis a ricordare quanto l’Italia stia usufruendo di molteplici forme di flessibilità, quanto il debito pubblico italiano sia un elemento di rischio per la tenuta dell’Unione, che la stessa flessibilità è condizionata al completamento delle riforme e, ulteriore nota polemica sottolineata da un irritato Juncker, quella flessibilità non si deve a Renzi ma è stata adottata dalla Commissione.
Richiami a cui Renzi continua a rispondere a tono. Tra le “aziende globali che hanno deciso di puntare sul nostro Paese”, il presidente del Consiglio cita “Cisco, i cui vertici ho incontrato questa mattina a Palazzo Chigi, in occasione dell’annuncio di una serie di investimenti strategici qui da noi che valgono 100 milioni di euro per i prossimi tre anni. E’ il primo dei due giganti – aggiunge il premier, che posta anche una foto – cui avevo accennato nella mia ultima eNews che guardano all’Italia come a un Paese solido, che ha futuro e che, finalmente, favorisce chi vuole creare opportunità destinate a restare, a creare impresa, lavoro, innovazione. E’ importante che questo avvenga sul fronte della digitalizzazione, della formazione, della creazione di start-up innovative, della ricerca. Ma anche della trasformazione digitale di settori di eccellenza della nostra economia come il manifatturiero e l’agroalimentare, entrambi simbolo del made in Italy e della nostra qualità nel mondo”.
Insomma, scrive ancora Renzi, “la risposta migliore a chi, forse impaurito da questo nuovo protagonismo italiano, preferirebbe averci più deboli e marginali, come purtroppo è spesso accaduto in passato. Se ne facciano una ragione: l’Italia è tornata, più solida e ambiziosa. Con tanto lavoro ancora da fare – questa settimana sarà decisiva per la trasformazione della pubblica amministrazione e per un altro passo avanti della riforma istituzionale – ma anche con la consapevolezza che ce la stiamo mettendo tutta e che le grandi realtà internazionali, come oggi testimonia Cisco, tornano a scommettere su di noi”.
Auriemma: Il primo posto logora chi non ce l’ha”
Auriemma sul Corriere dello Sport: “Non sarà necessario infilarsi nella Dmc-12 del dottor Emmett Brown per tornare chissà quanto indietro nel tempo e ricordare come stava messa la classifica dell’attuale campionato di serie A. Basta prendere un qualsiasi quotidiano datato 14 settembre e rendersi conto che le gerarchie dell’italico pallone si sono totalmente ribaltate. Con i dovuti distinguo, ma le formazioni in testa alla graduatoria in quel periodo erano (nell’ordine) Inter, Chievo, Sampdoria, Torino, Roma, Palermo, Sassuolo, Fiorentina e Lazio, tutte racchiuse nell’arco di 3 punti. Napoli e Juventus? Disperse e smarrite in fondo alla classifica (2 e 1 punto) con i foschi presagi che rendevano insonni le notti di De Laurentiis, preoccupato di dover perdere la scommessa Sarri, ed Agnelli che stava prendendo coscienza della irrinunciabilità a gente del calibro di Pirlo, Vidal e soprattutto Tevez. Invece, entri nuovamente nella macchina del tempo e rimetti il naso oltre le 20 giornate di serie A, con lo stupore di chi (tanti) dovrebbe oggi fare ammenda rispetto alle calunniose esternazioni lanciate all’indirizzo del mercato juventino, ma soprattutto partenopeo: dopo i lussuosi sprechi concessi a Benitez, era iniziata l’epoca di una spending review necessaria a raddrizzare certi conti e che difficilmente sarebbe concisa con una strategia mercantile avente ad oggetto il potenziamento dell’organico”.
Sospendiamo Schengen per salvarlo BILL EMMOTT*
Secondo Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, il collasso dell’area Schengen, la zona di libera circolazione dei cittadini, distruggerebbe il mercato unico e l’euro. Ora che anche l’Austria si è unita ai Paesi europei che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere, questo collasso potrebbe essere più prossimo di quanto possa immaginare. Sarebbe meglio, a questo punto, se prendesse lui l’iniziativa: una sospensione organizzata, concordata di Schengen sarebbe molto meglio dell’attuale disordine, del processo di divisione in corso. È tempo di sospendere Schengen per salvarlo.
La credibilità, come di certo Juncker sa bene, è vitale per tutti i politici e i governanti. L’anno scorso il flusso di oltre di un milione di immigrati e richiedenti asilo che ha attraversato i confini dell’Unione europea, accolto solo da indecisione, mezze misure e spesso caos, ha già inferto un duro colpo alla credibilità dell’Ue. Quest’anno ne arriverà almeno un altro milione, sia in Italia, per mare, attraverso il Mediterraneo, vuoi per via terra passando dalla Turchia. La fiducia nell’Unione nel suo insieme o nei confini nazionali è a pezzi.
Ecco perché Schengen è ormai indifendibile – o per dirla con parole diverse, già sconfitto. La risposta dell’Unione europea alla crisi dei migranti, grazie alle profonde divisioni esistenti tra i governi nazionali, è consistita fin qui in una serie piuttosto patetica di mezzi accordi che nessuno si aspetta seriamente che entrino pienamente in vigore: intese per ridistribuire i rifugiati pro quota, per creare una polizia di frontiera europea, per implementare l’Accordo di Dublino che stabilisce per i richiedenti asilo l’obbligo di registrazione nel Paese d’arrivo. A queste condizioni continuare a pensare al libero movimento di persone e mezzi senza controlli di frontiera significa solo coltivare un’illusione.
Ciò che occorre, innanzitutto, è far rinascere la fiducia nell’Unione europea, e per questo bisogna mettere fine alle divisioni e alle accuse reciproche fra gli Stati membri. Per avviare questo percorso, la Commissione europea, con il supporto cruciale della Germania, deve far partire una specie di processo di pace fra gli Stati membri e la piena sospensione di Schengen sarebbe un’ottima base di partenza. Facciamo tutti la stessa cosa, sarebbe il messaggio di un’iniziativa del genere, con termini condivisi e modalità comuni: possiamo quindi smetterla di accusarci a vicenda.
I francesi dicono: «Indietreggiare per prendere meglio lo slancio». Certo, sarebbe un peccato dover di nuovo mostrare il passaporto passando il confine fra Italia e Francia. Ci sarebbe un costo economico da pagare per ripristinare i controlli dei camion alle frontiere e più burocrazia. Ma ne varrebbe la pena se tutto ciò potesse essere usato come base per un accordo europeo destinato a garantire l’indirizzo di molte più risorse ai compiti di sorveglianza e monitoraggio dei confini esterni dell’Ue e alla realizzazione di centri adeguati e umani per l’accoglienza dei richiedenti asilo.
La Germania, al solito, pagherebbe di più, e sarebbe vista come il Paese più impegnato. È la generosa politica umanitaria delle porte aperte inaugurata dal cancelliere Angela Merkel largamente e giustamente biasimata per la rapida accelerazione impressa negli ultimi sei mesi all’immigrazione. Anche gli esperti in materia dell’Onu convengono sul fatto che offrire una tale accoglienza significa semplicemente incoraggiare i rifugiati a muoversi, rischiando così la vita.
Perciò il presidente Juncker e la cancelliera Merkel devono guidare congiuntamente questo processo: sospendere Schengen e dare il via a un nuovo fondo capace di affrontare la crisi dei migranti. L’alternativa rischia davvero di essere il collasso dell’intera Unione Europea.
* Traduzione di Carla Reschia /lastampa
Grassi-Napoli, oggi la telefonata decisiva: basta un si!
Grassi-Napoli, si sta per arrivare al dunque. La trattativa entra nel vivo. La redazione di Radio Kiss Kiss Napoli ha raccolto quanto segue: oggi ci sarà una telefonata decisiva tra il ds del club bergamasco, Giovanni Sartori, e quello del club partenopeo, Cristiano Giuntoli. “E’ molto semplice: basta un sì o un no, non c’è bisogno di incontrarsi da vicino. Con i telefoni si fa tutto”, fanno sapere dall’Atalanta. Tuttavia, la trattativa non è semplice per diversi motivi. La Fiorentina si è defilata ma nelle ultime ore c’è stato un inserimento di un club straniero che già da qualche tempo segue il ragazzo. Inoltre, proseguono da Bergamo, bisogna colmare alcune distanze. Oggi potrà essere dunque una giornata chiave per arrivare a Grassi, ma le vie del mercato sono infinite.
Reina: “Fino alla fine daremo il massimo perché tutti possano sentirsi fieri di noi”
La Gazzetta dello Sport riporta alcune dichiarazioni di Pepe Reina che dimostrano il suo legame indissolubile con la città: “Domenica sera, il portiere spagnolo è stato ospite dell’attore Alessandro Siani che l’ha invitato a teatro ad assistere alla sua rappresentazione. Al termine dello spettacolo, Reina è stato inviato sul palco per ricevere l’applauso della gente. Un momento particolare, che l’ha emozionato abbastanza. “Noi ci teniamo tantissimo a difendere con onore questa città e questa maglia”, ha detto il portiere parlando anche a nome degli altri compagni. «Fino alla fine daremo il nostro meglio, perché voi tutti possiate sentirvi fieri della vostra squadra, dei vostri giocatori, dei vostri ragazzi». Parole intense, che hanno scatenato l’entusiasmo della platea che lo ha a lungo applaudito. Prima di andare via, Reina ha voluto regalare la sua maglia a Alessandro Siani con un dedica speciale. “Se c’è qualcuno che mi ha fatto capire cosa significa Napoli sei stato tu, con il film Benvenuti al Sud” . A quel punto, il sipario è calato nel tripudio generale”
Adesso sarete contenti. MASSIMO GRAMELLINI*
Una ragazzina di Pordenone si getta dal balcone lasciando una lettera di scuse ai genitori e una di accuse ai compagni di scuola: adesso sarete contenti. Eviterei di lanciarmi in prediche contro i tempi moderni. I bulli e gli ipersensibili non sono nati con i telefonini. Durante l’adolescenza è sempre esistito il desiderio delle menti più fragili di essere accettate dal branco conformista che l’arroganza del numero rende forte e appetibile. E chi si sente respinto da persone che in fondo disprezza (l’animo umano è contraddittorio) si rifugia nella solitudine o nella malattia, meditando gesti estremi che in qualche caso compie davvero, nell’illusione di lasciare in eredità almeno un rimorso.
L’adolescenza rimane un pianeta esclusivo con cui gli adulti, che pure l’hanno attraversata, non riescono a rientrare in contatto. Meno che mai se i genitori dividono l’attenzione dei figli con molti altri stimoli, gli insegnanti vengono delegittimati come educatori dai genitori stessi e i presidi preferiscono tacere le storie di sopraffazione per non fare perdere reputazione e di conseguenza iscritti al proprio istituto. Ma una ricetta definitiva non esiste. Il bisogno di accettazione e riconoscimento appartiene alle angosce dell’uomo da quando ancora i nostri progenitori si dondolavano sui rami. Una cosa è sicura: essere rifiutati dal branco non è una colpa e può diventare persino una medaglia. Di solito lo si capisce da vecchi. Alla ragazzina di Pordenone, che nonostante le ferite non morirà, auguro di capirlo un po’ prima.
*lastampa
Sepe punta Tatarusanu e intanto dà l’ok per il trasferimento definitivo
La Nazione questa mattina ipotizza un cambio tra i pali della Fiorentina. Tatarusanu fatica. Qualche partita così così, la sensazione che non sia così decisivo come qualcuno poteva pensare. Ecco che, in casa viola, si pensa a Luigi Sepe. Fino ad oggi il ‘secondo’, dietro al rumeno, titolare soltanto in Europa League. Qualche partita, un po’ di ruggine da levarsi di dosso (era abituato a giocare sempre e comunque ad Empoli), ma anche la sensazione che i numeri per esplodere in modo decisivo ci siano. Tanto che la società viola, ormai da un po’ di tempo, sta trattando con il Napoli il possibile riscatto. In prestito Sepe a Firenze, con la promessa però di affrontare l’argomento futuro. Cosa che è stata fatta anche poche settimane fa, con una offerta concreta dei viola alla società partenopea che presto sarà presa in considerazione. Il portiere, intanto, ha già dato il proprio ok al trasferimento definitivo. Si trova bene a Firenze, a Napoli sembra chiuso da Reina, e allora ha deciso di attendere il suo momento in maglia gigliata. Un carattere forte quello di Sepe, uno calmo e tranquillo nel cogliere l’attimo. Un atleta particolarmente freddo.
Napoli-Inter, le probabili formazioni
Questa sera contro l’Inter il Napoli si gioca l’accesso alla semifinale di coppa Italia. Queste le probabili formazioni:
NAPOLI (4-3-3) – Reina; Maggio, Koulibaly, Chiriches, Strinic; Allan, Valdifiori, Lopez; Mertens, Higuain, El Kaddouri. All. Sarri
INTER (4-3-3) – Carrizo; Montoya, Miranda, Juan Jesus, Nagatomo; Felipe Melo, Kondogbia, Brozovic; Palacio, Jovetic, Perisic. All. Mancini
Ancora problemi per Maksimovic: la soluzione potrebbe già essere in casa
Rischia di sfumare la trattativa che porterebbe il difensore serbo Nikola Maksimovic dal Torino al Napoli visto che Cairo continua a chiedere 25 milioni di euro. A questa cifra il Napoli non arriverà, anzi 18 milioni di euro è l’ultima offerta. Secondo il Corriere dello Sport, il quarto di difesa può essere il giovane dell’Under 20 Sebastiano Luperto oppure si andrà a parlare ancora con l’Empoli per Federico Barba, perchè il ragazzo ha già detto sì.
LA SINDACA DI QUARTO. Il mistero di Rosa Capuozzo nel labirinto della politica (Marco Demarco*)
Chi è davvero il primo cittadino di Quarto, che martedì risponde alle domande dell’Antimafia. Una moderna Giuditta, decisa e coraggiosa, o piuttosto colei che ha tardato a denunciare i ricatti? Un rompicapo su cui in molti si sono persi
Eroina civile, vittima dell’inciucio politico, o sughero galleggiante nella palude della provincia opportunista? Chi è davvero Rosa Capuozzo, sindaca ex grillina di Quarto, lo sapremo forse solo martedì, quando lei stessa risponderà alle domande della commissione Antimafia.
Lunedì c’è stata la conferma che si tratta di una donna minuta d’aspetto e forte di carattere. Con l’aiuto di don Milani («È inutile avere le mani pulite e tenerle in tasca») e deprecando i moralismi astratti (c’era da combattere la camorra e invece «il M5S è scappato a gambe levate») la sindaca ha infatti risposto a chi l’ha espulsa dal movimento. Ma ancora nulla che possa mettere il punto alla polemica che l’ha vista contrapposta a Grillo e ai membri del direttorio. Rosa Capuozzo resta dunque un mistero. Uno specchio in cui ognuno vede riflesso ciò che vuole. A volte, ha dato l’impressione di essere decisa e coraggiosa come una moderna Giuditta, riuscendo, come nel mito, a ignorare la timorosa élite maschile della città assediata e a decapitare l’assediante, gigantesco Oloferne. Nel caso, la camorra. Ciò è sicuramente successo quando Rosa la «pasionaria» ha lanciato i suoi appelli anti-clan, o quando non si è piegata davanti alle pressioni di Giovanni De Robbio, l’ex consigliere comunale pentastellato espulso prima di essere indagato per voto di scambio e tentata estorsione proprio ai danni della prima cittadina, residente in una casa forse non condonata. Ma altre volte la sindaca ha invece proposto di sé un’immagine del tutto diversa, come quando, per evitare complicazioni, ha tardato a denunciare i ricatti. O quando, intercettata pur non essendo «avvisata» di alcun reato, ha consigliato ai suoi di «non mettere i manifesti» su quanto stava succedendo a Quarto.
Rosa Capuozzo è diventata, insomma, un rompicapo assoluto; il labirinto in cui tutti si sono persi. Compreso Roberto Saviano. In terra di camorra, appena eletta, la sindaca era diventata per lui il simbolo mancante di una politica nobile, incondizionata, per la prima volta libera da quel voto di scambio. E invece: «Deve dimettersi», ha poi sentenziato, anticipando Grillo di ventiquattro ore. Ci sono poi tutti gli altri. Quando Grillo difendeva la sindaca, e i vari Fico e Di Maio non si vergognavano di averla sostenuta, i «democrat» ne chiedevano a gran voce le dimissioni, e la renziana Picierno addirittura calava da Bruxelles a Quarto per manifestare indignata nell’aula del Consiglio comunale. Quando Grillo di colpo l’ha scaricata («l’onesta ha un prezzo»), e vai a capire perché, visto che nulla nel frattempo era cambiato, Renzi a sorpresa l’ha invece difesa («Rosa Capuozzo ha resistito alla camorra, non deve dimettersi»). I rispettivi quartieri generali si sono così ritrovati di punto in bianco sbandati e persi come in un 8 settembre. Nessuno, tra i colonnelli e le generalesse, era più al posto giusto. Picierno ha preso l’aereo e se n’è tornata a Bruxelles; Fico e Di Maio, nell’occasione insieme con Di Battista, sono invece finiti su una panca a discolparsi. Tutti con Rosa, tutti contro di lei. Ma mai tutti insieme. Tipico di una politica italiana gravemente malata di tatticismo. È in campo grillino, però, che le contraddizioni bruciano di più. Tra luglio e dicembre i membri napoletani del direttorio pentastellato si sono incontrati con Rosa Capuozzo almeno cinque volte: nella casa posillipina di Fico, in un bar del centro storico di Napoli, a Quarto. L’assedio al Comune era già iniziato, Oloferne già alle porte. Nessuno si era accorto di niente? O Giuditta aveva già deciso di fare tutto da sola? Martedì, forse, ne sapremo di più.
* @mdemarco55 / corrieredellasera
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Joao Miranda, difensore brasiliano dell’Inter, sogna una doppia rivincita su Gonzalo Higuain e sul Napoli, e dichiara ad Inter Channel: “Giocheremo contro un grande avversario e purtroppo lo incontriamo in un momento in cui loro stanno bene e in cui viceversa a noi i risultati stanno mancando. Mi aspetto una grande sfida e vogliamo vincere per ritrovare la fiducia. Nel calcio ogni partita fa storia a sé e quella sfida del San Paolo l’abbiamo dimenticata. Speriamo di scrivere una storia diversa, con una vittoria che ci possa consentire di passare il turno. Gonzalo Higuain è un grande attaccante e dovremo essere molto attenti perché è in un momento eccellente di forma. Sarà una bella prova per tutti noi”.
Grassi al Napoli, domani Giuntoli incontra Sartori per chiudere
La Gazzetta dello Sport scrive sull’affare Alberto Grassi dell’Atalanta: “Cielo nerazzurro per Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli, che sarà al San Paolo stasera per il match di coppa Italia e poi raggiungerà Milano e incontrerà il collega atalantino Giovanni Sartori. La trattativa per Grassi è entrata nel vivo da un paio di giorni, adesso bisogna definirne i dettagli. Il Napoli si sente forte di una offerta complessiva tra gli 8 e i 9 milioni (5 cash e 3 o 4 di bonus) che verrà esposta appunto domani da Giuntoli a Sartori. L’Atalanta è disposta a cedere il suo gioiellino Grassi, ma vuole aspettare di capire se ci sono altre pretendenti disposte a rilanciare. Domani, però, sarà una giornata decisiva, il Napoli ha fretta di chiudere e specie qualora dovesse superare il turno di coppa Italia darebbe l’accelerata finale perché il calendario diventerebbe davvero fittissimo”.




