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La voglia di normalità delle famiglie arcobaleno MARCO BELPOLITI*

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Chissà se il movimento gay, lesbiche e trans quando ha scelto la bandiera arcobaleno quale proprio emblema ha pensato alla canzone che canta Dorothy nel “Mago di Oz”: Over the Rainbow? Probabilmente no.  

Questa bandiera del resto ha già una sua lunga storia; dal movimento hippy californiano degli Anni Sessanta alle manifestazioni popolari contro la guerra e per la pace degli Anni Ottanta, sono diversi i gruppi e le aggregazioni che hanno issato questa sequenza di colori come proprio stendardo. L’hanno fatto per ricordare che l’arcobaleno è un fenomeno fisico che appare là dove cessano le implacabili piogge, com’era accaduto allo stesso Noè nel momento in cui, dopo il Diluvio universale, cercava di toccare la terra ferma per ricominciare la vita sulla faccia della Terra invasa dalle acque con il suo vascello di creature a coppie. Le famiglie arcobaleno, che sono scese in piazza per manifestare a favore delle unione civili hanno molta voglia di andare al di là di questo simbolo, come canta Dorothy, Noè compreso, e di entrare in una vita quotidiana fatta di una sicurezza garantita dalla legge, qualcosa di molto normale, dove la parola ha un significato letterale: vivere in una norma sancita e uguale per tutti.  

Quello che appare oggi in gioco nella estremizzazione del problema delle «unioni civili» è il tema della identità là dove, ci ricordano gli antropologi, l’identità è sempre una costruzione culturale. Appena una società intende costruire una propria identità intorno a un valore – in questo caso «la famiglia» – immediatamente s’imbatte in un problema di alterità. L’identità si costruisce a scapito della alterità, combattendo l’alterità, riducendo quelle che sono le possibili potenzialità alternative, ha scritto Francesco Remotti in un libro che andrebbe letto e meditato: Contro l’identità (Laterza). Per quanto l’identità respinga, l’alterità risorge in modo prepotente e invincibile. Non c’è dubbio che le famiglie arcobaleno costituiscono un’alterità rispetto a quella che è l’identità famigliare dominante nella nostra società. Ricordando quanto ha scritto un’altra antropologa, Mary Douglas, ogni tentativo di purificazione reca con sé l’idea di impurità, di sporco. Non esiste l’impuro di per sé, ma solo in rapporto a un ordine che lo istituisce come tale, per opposizione. Nello scontro in corso intorno alle unioni omosessuali la coppia puro/impuro è una sorta di non detto, dal momento che c’è la tendenza a stabilire la norma e contemporaneamente l’anormalità, la purezza cui corrisponderebbe l’impurità. Tutto questo è una costruzione sociale. Non esiste un’identità umana unica e incontrovertibile, una norma stabilita una volta per tutte. 

In un suo articolo di qualche anno fa, che oggi si legge in un libro recente, Siamo tutti cannibali (il Mulino), Claude Lévi-Strauss ha mostrato come non sia affatto la consanguineità a fondare la famiglia. Il grande etnologo francese fa l’esempio di società in cui la famiglia è composta di un fratello e di una sorella e nessun padre: tutti i figli avuti dalla donna sono stati concepiti con partner diversi, ma ne fanno integralmente parte e sono allevati dai fratelli; in un’altra una donna sterile può essere considerata un uomo e sposare un’altra donna e allevare con lei i figli. Altre ancora hanno abolito la categoria del marito e si sono fondate su forme di struttura famigliare che esclude quella biologica puntando piuttosto sul legame sociale. Le famiglie arcobaleno rappresentano una diversità e una ricchezza che gli antropologi si guarderebbero bene di respingere. Non sono la maggioranza nella nostra società, non costituiscono a loro volta una norma, ma appunto una diversità, quella di cui abbiamo bisogno per costruire la nostra stessa identità prevalente. I colori con cui hanno sfilato nelle città italiane sono il segno di una pluralità rispetto ai vessilli monocromatici che dominano il nostro Occidente. Non delle aberrazioni, bensì alterità. Over the Rainbow, canta Dorothy. Proviamo ad andare davvero oltre.

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Papa Francesco sulla famiglia non ha fatto nessun passo indietro. EUGENIO SCALFARI*

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Bergoglio ha chiesto di non confondere unioni civili e matrimonio, ma nello stesso giorno ha parlato di amore misericordioso per quanti vivono situazioni diverse dalle nozze, per scelta o per circostanze della vita. Sullo scontro di piazza, tra organizzatori del Family Day e associazioni laiche, non interviene. E all’episcopato italiano già da tempo ha ricordato che non deve occuparsi di politica.

“La Chiesa ha indicato al mondo che non ci può essere confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Questo ha detto papa Francesco nel suo discorso di venerdì all’apertura dell’anno giudiziario del tribunale della Sacra Rota e questo avrebbe significato un passo indietro rispetto all’apertura verso la modernità contenuta nelle prescrizioni del Concilio Vaticano II la cui citazione finora Francesco ha sempre assunto come il maggior compito del suo pontificato. Ma non ha detto soltanto questo. Nel finale del suo intervento ha anche affrontato il tema dei mutamenti che possono verificarsi dentro e fuori della famiglia consacrata dal matrimonio religioso: “La famiglia fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo appartiene al sogno di Dio ma i responsabili dei processi matrimoniali non dovranno mai dimenticare il necessario amore misericordioso verso quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato obiettivo di errore”.

Infatti, nello stesso giorno del suo intervento al tribunale rotale, il Papa ha inviato anche un messaggio ai partecipanti alla cinquantesima giornata mondiale della comunicazione in cui ha invitato a “esprimersi con gentilezza e comprensione anche nei confronti di quanti, in merito al matrimonio pensano e agiscono diversamente”. Che questo sia il suo atteggiamento nei confronti delle cosiddette unioni civili tra persone sessualmente eterogenee o anche dello stesso sesso, è noto da tempo. Il Papa insomma distingue tra famiglie matrimoniali e unioni civili di qualunque tipo e non nega affatto che la stessa posizione sia riconosciuta legalmente.

Nel contrasto di piazza che si sta verificando tra associazioni cattoliche nel “Family Day” che avrà luogo il 30 prossimo e le molteplici associazioni laiche che andranno avanti fino a quando la legge presentata dal governo sarà discussa e, in forma emendata, approvata (dal 28 prossimo) Francesco non interviene; il compito spetta semmai all’episcopato italiano al quale tuttavia viene ricordato che non deve più occuparsi di politica ma chiarire la posizione pastorale sui problemi in discussione.

Il cosiddetto passo indietro di Francesco sul tema della famiglia non c’è dunque stato. Naturalmente Francesco, come già avvenuto nella discussione sinodale sul tema dell’accesso dei divorziati risposati che chiedono di esser riammessi ai sacramenti, deve cercare soluzioni di compromesso (temporaneo) per mantenere l’unità della Chiesa sinodale. Sul tema dei sacramenti ai divorziati risposati il compromesso è stato di affidare ai vescovi e ai confessori da essi delegati, di decidere se il richiedente può essere riaccolto oppure no. In questo modo l’uscio della riammissione è stato aperto per metà, caso per caso; ma è sempre possibile ai richiedenti della riammissione che abbiano ricevuto parere negativo dal confessore di ripresentarsi dopo qualche tempo penitenziale e formulare di nuovo la richiesta ed è altrettanto possibile, anzi è praticamente certo, che quella seconda richiesta sia accolta.

In questa fase – come sappiamo – la tensione tra il Papa e la Curia ha raggiunto il suo massimo, sicché Francesco deve tenere unita la più larga maggioranza possibile dell’episcopato che privilegia l’azione pastorale e rappresenta in questo modo la Chiesa missionaria voluta da Francesco. Questo spiega ampiamente il compromesso in materia di matrimonio e di unioni civili.

Del resto la parola famiglia è una parola pluri-significativa: designa una comunità di persone unite tra loro da vincoli di affetto o di amicizia o di semplice appartenenza ad una comunità. Nell’antica Grecia e nell’antica Roma la famiglia comprendeva uomo e donna, nonché figli e nipoti, ma anche parenti lontani nel grado di parentela e schiavi, giocolieri, buffoni. Quella insomma che nella Roma classica era chiamata “gens” e aveva anche un nome: la gens Giulia o Claudia o Scipia o Flavia. Ma in tempi attuali esistono anche in tutto il mondo le famiglie mafiose, che prendono il nome del loro capo. Sicché la famiglia matrimoniale non ha natura diversa da quella legalizzata delle unioni civili; sempre di famiglie si tratta, di unioni con analoghi contenuti ma diversi termini lessicali che li distinguono. Il Papa tutte queste varianti le conosce benissimo.

Del resto c’è un altro elemento che Francesco conosce altrettanto bene: la concezione musulmana della famiglia è completamente diversa da quella cattolica, a cominciare dalla supremazia del maschio e dalla poligamia. Ma anche la concezione ebraica è diversa perché la Bibbia dell’Antico Testamento prevede famiglie con due o anche tre mogli per un solo marito. Francesco predica il Dio unico, specialmente tra i tre monoteismi ma per tutte le forme di divinità trascendente. Un Dio unico con scritture e tradizioni diverse, ma unico comunque, sicché le diversità tra le scritture e le tradizioni hanno un impatto assai modesto e sono comunque soggetti a cambiamenti continui che incidono sulla lettera ma non sull’essenza spirituale delle religioni. E questo è tutto per quanto riguarda papa Francesco.

Ma ora c’è il côté laico da descrivere. Chi sono e che cosa pensano su questi problemi?
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I laici si dicono tali indipendentemente dall’essere o non essere religiosi d’una qualunque religione. Di solito sono contrari alla trascendenza; una delle “bibbie” del pensiero laico è infatti Baruch Spinoza, che aveva teorizzato l’immanenza della divinità con il motto ormai famoso “Deus sive Natura”. Comunque non si è laici e non ci si autodefinisce come tali se non per il fatto che ci s’identifica con i valori di libertà, eguaglianza, fraternità. Gustavo Zagrebelsky, su Repubblica di ieri, sostiene che il laico s’identifica con la democrazia, cioè con l’attribuzione del potere al cosiddetto popolo sovrano. Vero, ma fino ad un certo punto. Non sempre infatti il popolo sovrano sostiene con fatti e non solo con parole tutti e tre quei valori. L’Atene di Pericle era piena di schiavi e così pure la Roma repubblicana e poi imperiale. Ed anche la Galilea dove Gesù di Nazaret predicò duemila anni fa. Infine la democrazia borghese ha sempre puntato sulla libertà a spese dell’eguaglianza e la democrazia operaia pur d’ottenere l’uguaglianza ha messo molto spesso in soffitta la libertà.

Concludo su questo punto che i laici sono certamente democratici sempreché quei valori siano tutti e tre considerati con pari forza, il che vuol dire la difesa dei diritti e insieme ad essi dei doveri che ciascun diritto comporta come corrispettivo in favore di quella stessa comunità che riconosce i diritti.

Personalmente critico Renzi tutte le volte (e purtroppo sono parecchie) che deturpa sia i diritti che i doveri, sia sullo scacchiere nazionale che su quello internazionale; ma nel caso in questione che riguarda le unioni civili, l’appoggio che sta dando alla legge proposta dalla senatrice Cirinnà rappresenta un impegno del nostro presidente del Consiglio che merita piena lode. Lode che si accresce quando vediamo che gli si oppongono la Lega, Forza Italia e Grillo con motivazioni prive di senso, per nascondere quella vera di attacco antirenziano. Ci sono mille possibili motivazioni di antirenzismo, a cominciare dalla legge costituzionale e dal referendum che dovrebbe confermarla, ma questa contro la legge Cirinnà no, non regge per nessuna ragione da chi professa una libertà anarchica (Grillo) o un clericalismo da strage di San Bartolomeo.

Naturalmente anche Renzi, come papa Francesco, ha studiato qualche compromesso per superare l’ostilità dei cattolici del suo partito. Ma la Cirinnà, sia pure emendata ma sostanzialmente integra, è un passo avanti notevole, del quale si parla da trent’anni senza che nulla sia stato fatto finora. Nel frattempo la questione è stata legalizzata in tutti gli altri Paesi dell’Occidente, in modo ancor più integrale; si tratta in grande maggioranza di Paesi dove le religioni dominanti sono di carattere protestante e quindi con meno remore al contrario di quanto avviene da noi. L’Italia o è laica nel senso sopraddetto o è cattolica ma oggi con un Papa aperto all’incontro con la modernità. Perciò la legge Cirinnà si discuterà il 28 prossimo e si voterà. Il risultato favorevole non è sicuro, ma probabile. L’ho già detto: spero questa volta che Renzi vinca.

Ci sarebbe ora da parlare dell’Europa. Lo faremo domenica prossima. Oggi posso solo dire che ci sono, in un’Europa divisa in mille pezzi, due sole posizioni positive: quella di Draghi che sta lottando con tutti i mezzi per uscire dal pericolo di un’altra recessione e quella di Schäuble che propone un piano Marshall europeo che aiuti i Paesi africani dove nasce l’emigrazione che ha l’Europa come obiettivo.

Mi sia consentito chiudere con un brano tratto da una poesia di Thomas S. Eliot che – mi sembra – coglie pienamente la transitorietà del tempo che ci attraversa: “Una dopo l’altra / case sorgono cadono crollano vengono ampliate vengono demolite distrutte restaurate… /C’è un tempo per costruire / e un tempo per vivere e generare / e un tempo perché il vento infranga il vetro sconnesso… / Dobbiamo muovere ancora e ancora / verso un’altra intensità/per un’unione più compiuta, più profonda / attraverso il buio freddo e la vuota desolazione, / il grido dell’onda, il grido del vento, la vastità delle acque /della procellaria e del delfino. Nella mia fine è il mio principio”.

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Il messaggio di Obama agli alleati MAURIZIO MOLINARI*

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Barack Obama flette i muscoli contro il Califfo lasciando intendere di voler rimediare a decisioni tattiche che, negli ultimi tre anni, hanno indebolito gli Stati Uniti in Medio Oriente e Nordafrica giocando a favore dei suoi avversari e innescando una spirale di sanguinosa instabilità. A descrivere quanto sta avvenendo a Washington sono le parole dei due più stretti collaboratori dell’inquilino dello Studio Ovale.  

Il vicepresidente Joe Biden sceglie la tappa ad Ankara per far sapere che «siamo pronti ad una soluzione militare contro lo Stato Islamico se governo e ribelli in Siria non raggiungeranno un’intesa politica» ovvero se fallirà il negoziato di Vienna sulla transizione a Damasco. E, nelle stesse ore, il generale dei Marines Joseph Dunford, capo degli Stati Maggiori Congiunti, da Washington si dice a favore di una «decisiva azione militare per bloccare l’espansione di Isis in Libia, in maniera da sostenere un processo politico di lungo termine».  

Tanto in Siria e Iraq come in Libia l’amministrazione Usa parla di possibile intervento armato collegandolo all’impegno per favorire intese locali fra le fazioni in lotta. Se ciò avviene è perché il presidente Obama, a meno di 11 mesi dall’Election Day che designerà il suo successore, vede il rischio di un’eredità politica macchiata dai successi del Califfo dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. Dopo aver equiparato Isis nel 2014 ad una squadra giovanile di basket ed essersi vantato nel 2015 di averne ridotto estensione territoriale e capacità militari, Obama si trova davanti un Califfato che, pur obbligato a difendersi nelle roccaforti siro-irachene, ha debuttato sul palcoscenico del terrorismo globale con gli attentati di Sharm el-Sheik e Parigi, ed è riuscito a conquistare il controllo di almeno 200 km di coste libiche, con tanto di vista sulle rotte strategiche del Mediterraneo Centrale.  

La possibilità che i jihadisti mettano a segno nuovi devastanti attentati in Occidente o riescano ad edificare un Califfato maghrebino, fra Libia e Tunisia, è tale da far temere a Obama un finale di mandato capace di travolgere non solo ciò che resta della sua popolarità ma anche le sorti del proprio partito democratico impegnato nella sfida elettorale per mantenere il controllo della Casa Bianca e riconquistare almeno un’aula del Congresso. Da qui la possibilità che sia il Pentagono di Ashton Carter – atteso in Italia nelle prossime settimane – il protagonista di iniziative contro Isis capaci di infliggere colpi sufficienti ad essere percepiti come successi dall’opinione pubblica americana. Perché non c’è nulla di peggio, nella cultura politica americana, di essere percepiti come un «loser», un perdente. Ciò significa che gli alleati di Washington su ognuno degli scacchieri militari anti-Isis – Siria, Iraq e Libia – potrebbero trovarsi nella condizione di condividere o rifiutare interventi contro il Califfato più energici ed efficaci dei raid aerei fino a questo momento realizzati dalla coalizione creata nel 2014.  

Le avvisaglie sono descritte dai fatti di cronaca degli ultimi dieci giorni: le piste d’atterraggio in costruzione da parte dei genieri nella regione curda della Siria per far atterrare aerei da trasporto, la presenza di truppe speciali nel Nord Iraq e le indiscrezioni su analoghe missioni in corso in Cirenaica lasciano intendere che il Pentagono sta posizionando sul terreno le risorse necessarie per condurre operazioni in profondità. Non si tratterà di tradizionali interventi di terra, a cui Obama continua ad opporsi, ma di raid ben visibili a sostegno di truppe locali, al fine di assestare duri colpi ad un avversario che finora si è giovato della scarsa presenza americana. 

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ISCHIA: I CONVOCATI PER L’IMPEGNO CASALINGO CONTRO IL MESSINA, RECUPERATO ORLANDO

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Al termine della seduta di rifinitura, il tecnico Di Costanzo ha reso noto la lista dei convocati per la partita Ischia Isolaverde-Messina, valevole per la 19^giornata del girone C di Lega Pro in programma sabato 24 Gennaio alle ore 14.00. Il nuovo allenatore per questo match deve rinunciare per squalifica al capitano Armeno. Tra i convocati rientra Orlando che partirà dal primo minuto in campo. Nella lista dei convocati spicca anche il giovane Passariello della formazione Berretti e il nuovo acquisto Pablo Barbosa Moreira.

PORTIERI: IULIANO Rino, MODESTI Nicola.

DIFENSORI: BRUNO Francesco, FILOSA Liberato, FLORIO Filippo, GUARINO Vincenzo, MORACCI Leonardo, PORCINO Antonio, SAVI Davide, SIRIGU Giampaolo.

CENTROCAMPISTI: BARGIGGIA Luca, CALAMAI Matteo, DE CLEMENTE Giuseppe, DI BELLO Gianmario, PALMA Giuseppe, PASSARIELLO Salvatore, SPEZZANI Mattia.

ATTACCANTI: BARBOSA MOREIRA BLAITNER Pablo, KANOUTE Mamadou Yaye, MANNA Giuseppe, ORLANDO Luca.

INDISPONIBILI: ARMENO Gennaro, DI VICINO Giorgio, FALL Ameth, MANCINO Nicola

Diritti coppie Gay: Italia spaccata in due

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Insomma l’inizio del 2016 sembra più un periodo medioevale che uno di epoca moderna.

Quello che sta succedendo in questi giorni sta scuotendo molte coscienze e molte questioni etiche: a breve sarà approvata la proposta di legge Cirinnà con cui le coppie omosessuali si avvicinano sempre più ad ottenere diritti simili a quelli garantiti dal matrimonio. Infatti i gay potranno adottare un figlio (solo se è figlio biologico di uno dei due); potranno prendere come primo o secondo cognome quello del partner; potranno godere dei diritti di assistenza sanitaria, carceraria, unione o separazione dei beni, subentro nel contratto d’affitto, reversibilità della pensione e i doveri previsti per le coppie sposate. Dunque la coppia omosessuale diventa “ufficiale” al 100 per cento, non soltanto su una questione legale e civile, ma soprattutto a livello sociale: finalmente le coppie gay smetteranno di nascondersi o di essere discriminate e usciranno allo scoperto. L’amore non ha etichette, né sesso, né religione, né età.. è solamente una questione sentimentale che si basa, tramite questa legge, anche sulla parola FAMIGLIA.

Proprio a questa ultima parola si sta cercando di dare un nuovo significato: non si basa solo sul matrimonio eterosessuale, su un’unione che rispetta i comandamenti e le direttive della Chiesa, bensì si fonda su persone che si amano e che vogliono condividere insieme ogni aspetto della vita e della società.

Questo concetto però sembra essere poco chiaro ad alcuni comitati cattolici, come “Difendiamo i Nostri Figli” e “ProVita” che hanno deciso di protestare il giorno 30 Dicembre nel Circo Massimo di Roma, proclamando il Family Day. L’obiettivo principale è quello di negare i diritti alle coppie omosessuali, oltre a riportare le generazioni sulla retta via discostandoli da commettere atti impuri, come l’aborto o la fecondazione assistita. Insomma un mix di pregiudizi, ignoranza e non rispetto per l’intera umanità e per la libertà.

La ciliegina sulla torta però è un’altra: ieri sera sul grattacielo Pirelli di Milano è comparsa la scritta “Family Day”, che è stata fatta lasciando accese le luci di alcune stanze dell’edificio. Il “Pirellone” è la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, dove è insediata una giunta di centrodestra: la scritta è stata fatta per indicare l’adesione della giunta alla manifestazione contro il ddl Cirinnà, organizzata per il prossimo 30 gennaio. Tantissime polemiche a seguito di questo -gesto, tant’è che molti milanesi si sono sentiti indignati per questa scelta così estremista.

Per fortuna oltre all’Italia conservatrice ne esiste un’altra innovativa, che oggi ha protestato contro il Family Day e il Pirellone. Più di cento piazze, comprese Roma, Milano, New York e Dublino, si son colorate di bandiere arcobaleno, di simboli dell’amore, di baci fra persone dello stesso sesso.

Si spera che la bell’Italia si svegli da questo sonno medioevale e accetti la realtà così com’è: non si può impedire al cuore di amare né con le leggi ne con i pregiudizi. 

UFFICIALE, ISCHIA FIRMA CAVANI

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La Società Sportiva Ischia Isolaverde comunica di essersi assicurata le prestazioni sportive di Pablo Barbosa Moreira Blaitner. Attaccante, nato il 17 Marzo 1995 a Parana (Brasile), cresce nel settore giovanile del Guaranì. Nell’estate del 2014 viene ingaggiato dal Deruta (Serie D).

Grazie alle buone prestazioni con la formazione umbra, nello scorso gennaio il Pescara lo aggrega alla Primavera. Il giovane brasiliano si mette in mostra andando a segno nei quarti di finale del Torneo di Viareggio contro l’Inter. Nella prima parte di stagione ha vestito la maglia della Voluntas Spoleto collezionando 6 presenze

ISCHIA, MISTER DI COSTANZO: ”HO TEMPOREGGIATO PER LA FIRMA AVEVO DEI DUBBI SULL’ORGANICO, TUTTI UNITI PER CONQUISTARE LA SALVEZZA” (VIDEO)

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L’Ischia Isolaverde come si consueto ieri è tornata sull’isola per svolgere l’ultimo allenamento in vista della sfida casalinga di domenica contro il Messina. La squadra gialloblu è scesa in campo allo stadio “Rispoli”, ad accogliere la squadra erano presenti un bel gruppo di tifosi, dove hanno  incitato più volte la formazione isolana. Al termine dell’allenamento è arrivato in sala stampa il nuovo allenatore Nello Di Costanzo,dove si è presentato alla stampa . “Le sensazioni sono positive ha dichiarato il neo allenatore- penso che ci sono delle difficoltà che mi hanno fatto temporeggiare in questi giorni,prima della firma. Poi sono state sgombrate da quest’impegno. Il ritardo della firma è dipeso da lei che ha voluto prendersi qualche giorno in più? “E dipeso da me,ci siamo confrontati in questi giorni prima di fidarci l’un degli altri e a fare questo matrimonio. I miei dubbi erano rispetto all’organico da un punto di vista numerico. Ci sono degli ottimi giocatori in questa squadra però la rosa non è abbastanza ampia. Da qui alla fine ci sarà bisogno di completarla e c’è l’impegno da parte di tutti di metterci il massimo per fare in modo di raggiungere l’obiettivo prefissato”. Come già accennato prima,la rosa necessita di essere rinforzata. Alcuni dei calciatori presenti in rosa anche i più importanti,a breve potrebbero lasciare l’Ischia,come Nicola Mancino e l’attaccante Fall.” Dovrei iniziare a ragionare su alcuni aspetti che preferirei evitare a poche ore da una partita importante come quella col Messina. In questo periodo,in tutte le squadre ci saranno calciatori che probabilmente andranno via e qualcuno che arriva. La speranza è che diversi giocatori bravi rimangano perché non possiamo indebolirci. Qualcuno andrà via,è ovvio perché ha delle richieste,ma qualcuno arriverà. Alla fine del mercato sono sicuro,che avremo un organico che ci permetta di lottare. C’è stata una riflessione da parte della società per cui le spese devono essere di un certo tipo,per non rischiare di non poter mantenere gli impegni. Ma questo è encomiabile,se tutte le società avessero quest’atteggiamento nessuno fallirebbe mai. Questo significa che non ci si potrà permettere grossi nomi e giocatori con delle grosse pretese,qualche calciatore che ha un buon contratto andrà sicuramente via a fronte delle richieste importanti. Però nel complesso, l’idea è l’impegno sono quello di fare in mode che ci sia una rosa con dei giovani ma insieme a calciatori esperti che ci permetta,sgomitando fino all’ultima giornata,di salvarci. Dopo di che tutto può succedere, ma si possono porre le basi per il futuro per un discorso con diverse ambizioni. Ora ho una sola idea, quella di preparare la squadra per l’importante partita contro il Messina”. Domani non a caso di fronte ci sarà il Messina che è stata la sua ultima squadra. “ A Messina c’ero stato in serie B,avevamo raggiunto una salvezza miracolosa con sette giornate di anticipo. Successivamente la squadra non fu iscritta al campionato,il presidente era Franza. L’anno scorso sono tornato, la squadra era in grande difficoltà e riuscimmo con grande fatica ad arrivare quintultimi. Analogie con Ischia ora e Messina dello scorso anno? E’ possibile,anche loro prendevano tanto gol ed erano in grande in una posizione di classifica precaria. Qualche analogia c’è. Creammo un bel gruppo e raggiungemmo la quintultima posizione in classifica che,in seguito a quanto accaduto in estate alla Vigor Lamezia ,ha permesso ai peloritani di essere ripescati in Lega Pro”. Il vero tallone d’Achille di questa squadra quest’anno è rappresentato dai troppi gol subiti da palla inattiva. “E’ così,oggi abbiamo disputato il primo allenamento vero,anche se abbiamo lavorato bene anche nella giornata di ieri. La pecca rimane infatti stiamo lavorando su questo aspetto per superarlo”. Che sia dovuto a un problema di reparto o qualche singolo calciatore? “Se dicessi di reparto potrei essere critico nella gestione precedente,che invece ha lavorato bene. Stimo molto mister Bitetto,ci conosciamo da molti anni,ha fatto bene il suo lavoro e rispetto la sua decisione. Se dicessi,invece che il problema è legato a qualche singolo calciatore sarei critico verso qualcuno di loro,e non mi sembra il caso. Oggettivamente sono stati subiti troppi gol su palla inattiva e stiamo lavorando affinchè ci sia più attenzione ed organizzazione. Credo che con un buon lavoro mentale ed organizzativo durante la settimana si potrà migliore”. Tra le richieste fatte alla società sembra che Lei,abbia chiesto di riportare la squadra sul proprio territorio.” Ho auspicato il ritorno. Ho capito subito che anche da parte loro c’era l’intenzione in accodo con la tifoseria,di tornare prevalentemente a lavorare sull’isola. Certo vi sono anche delle questioni di natura oggettiva. L’idea del Presidente e della società di tornare ad Ischia,io la sposo in pieno. La squadra deve stare accanto ai tifosi. Oggi (ieri) al campo Rispoli era presente un bel gruppo di tifosi che hanno fatto sentire la propria presenza in modo positivo,senza la così detta puzza sotto al naso ed incitando i giocatori. Quindi ritengo utile stare ad Ischia,ma dobbiamo risolvere alcuni problemi legati alla logistica”. Lo staff tecnico è completo o nei prossimi giorni ci saranno novità? “Si c’è il primo collaboratore,Aldo Silvano. Poi c’è Pasquale Pastore preparatore dei portieri. Per il preparatore atletico stiamo ancora valutando insieme alla società alcune figure,proprio per il fatto che dovremmo tornare sull’isola”.

ESCLUSIVA, VIDEO – Campionato Berretti, Juve Stabia-Robur Siena 1-0, highlights e gol

La Berretti della Juve Stabia ha affrontato la Robur Siena allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Una gara giocata bene dai ragazzi di mister Nicola Liguori che hanno portato a casa i 3 punti, vincendo il match per 1-0. L’autore del gol è stato Simone Mauro. Questi gli highlights e il gol.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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ESCLUSIVA, VIDEO – Liguori: “Dovevamo fare più gol, ma i ragazzi sono stati bravi”

La Berretti della Juve Stabia ha affrontato la Robur Siena allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Una gara giocata bene dai ragazzi di mister Nicola Liguori e risultato finale di 1-0. L’autore del gol è stato Simone Mauro. Queste sono le dichiarazioni esclusive nel post partita del tecnico delle Vespette.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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Boom dell’e-commerce: quasi 16mila imprese nel 2016

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Secondo la Confesercenti nel 2016 toccheranno quasi quota 16mila le imprese attive nel commercio via internet. Quest’anno infatti le imprese attive nell’ e-commerce saranno il 165,4% in più rispetto al 2009 e secondo alcune stime nel 2025 raggiungeranno addirittura quota 50mila. Un vero e proprio “boom”.

Gli imprenditori che utilizzano il web sono generalmente più giovani della media dei commercianti: sono circa di 10 anni inferiore alla media del commercio al dettaglio (39,7 anni contro 48,2), tanto che la quota di imprenditori con meno di 35 anni è il 28,4% (mentre nel commercio al dettaglio è 14,9%), così come più alta è la quota per gli under 50″.

Altro dato interessante del commercio elettronico rispetto al complesso del commercio al dettaglio, risiede nel fatto che “i mercanti digitali sono anche più spesso italiani (91,6% contro l’83,6% medio del settore) e uomini (69,6% contro 60,7%)”.

La Confesercenti evidenzia anche un altro aspetto (non molto positivo): “l’e-commerce non è equamente distribuito sul territorio”. Un terzo delle imprese che vendono via internet è infatti concentrato in sole due regioni: la Lombardia, che nel 2016 dovrebbe raccoglierne quasi 3mila, e nel Lazio (1.840). a seguire molte regioni del nord come l’Emilia Romagna, il Piemonte, il Veneto e la Toscana, con la sola Campania a rappresentare il sud del Paese.

Francesco Alfano

Lecce – Piero Braglia: La Juve Stabia ha perso Migliorini ed ha preso Rosania, è un buon gruppo

Braglia Lecce2Lo stadio “Via del Mare” sarà teatro della partita di calcio tra il Lecce e la Juve Stabia. Nella consueta conferenza pre partita degli allenatori, per la squadra salentina, ha parlato Mister Piero Braglia ex allenatore della Juve Stabia, queste le sue dichiarazioni:

“Curiale in panchina?

No, devo ancora decidere e c’è chi si gioca il posto in avanti con lui.

Sowe?

È quello che ci serviva, quello che ci mancava e dà un po’ di imprevedibilità all’attacco. È un ragazzo pieno di qualità importanti e da un carattere particolare, va sempre stimolato, reso protagonista e messo a suo agio per esprimersi al meglio. Le sue caratteristiche sono la velocità, il dribbling e a volte la capacità di andare a far gol. In una parola: imprevedibile.

Lo Sico si sta integrando, ma davanti ha Salvi, Papini e De Feudis.

La Juve Stabia?

È una partita un po’ particolare, sono una squadra brava a stringersi e a chiudersi. Hanno perso Migliorini ed hanno preso Rosania, sono un buon gruppo.

Ad Andria, rispetto a Rieti, abbiamo fatto fatica ad uscire palla al piede. Dobbiamo migliorare in fase propositiva e sfruttare maggiormente le palle inattive.

Il cambio di modulo?

Bisogna adattarsi alle circostanze, credo che questa soluzione ci possa dare delle soluzioni migliori in questo momento e può essere utile come lo è stato anche il 3-4-1-2.

Beduschi?

Con lui ho avuto un problema una volta, non l’ho convocato, è stato tutto chiarito ed ora è con noi.

Diop?

La società mi ha comunicato di non convocarlo e io l’ho fatto, probabilmente partirà.

Caturano sta recuperando secondo i programmi e non appena si sentirà in grado di tornare potremo contare anche su di lui, ma senza affrettare i tempi”.

Sampdoria-Napoli: i convocati

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Ecco i convocati di Sarri per la sfida contro la Sampdoria:

Reina, Rafael, Gabriel, Maggio, Hysaj, Strinic, Ghoulam, Luperto, Albiol, Chiriches, Koulibaly, Valdifiori, Jorginho, Allan, David Lopez, Chalobah, Hamsik, El Kaddouri, Insigne, Callejon, Mertens, Higuain, Gabbiadini

ESCLUSIVA, VIDEO – Mauro: “Contento per il gol, meno per l’ammonizione”

La Berretti della Juve Stabia ha affrontato la Robur Siena allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Una gara giocata bene dai ragazzi di mister Liguori e risultato finale di 1-0. L’autore del gol è stato Simone Mauro e queste sono le sue dichiarazioni esclusive nel post partita.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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“Rosa nata ieri”, il nuovo singolo di Ramazzotti

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E’ disponibile da ieri il videoclip di ‘Rosa nata ieri’, il nuovo singolo estratto da ‘Perfetto’, il disco di inediti diEros Ramazzotti certificato platino e stabile nelle classifiche dei dischi più venduti dei 60 paesi che lo hanno pubblicato.

Prodotta da Claudio Guidetti, scritta da Eros con Francesco Bianconi dei Baustelle, e Kaballà, il brano èuna lettera che Eros dedica alla figliaRaffaela Maria che, nel testo, si prepara ad affrontare il mondo e un futuro incerto e difficile. Il padre ne immagina il cammino, attraverso le varie età della vita: bambina, adolescente, donna. La segue con fatica e dolcezza, fino a ritrovarsi un giorno, da albero forte che protegge, a ramo fragile da proteggere.

Nella clip firmata da Alexey Golubev egirata tra Mosca e San Pietroburgo, il brano cantato da Eros fa da colonna sonora a un flashback che ripercorre il percorso diuna ballerina di danza classica, partendo dalle immagini delle prime prove in aula, accompagnata dallo stesso Eros al pianoforte.

Una volta cresciuta e dopo aver faticato molto, la ballerina, interpretata dall’étoile russa Diana Vishneva è inserita tra le 50 personalità russe al top nel mondo, lei realizza il sogno di esibirsi in un teatro prestigioso, American Ballet Theatre,  mentre Eros la applaude seduto in mezzo al pubblico.

Continuano nel frattempo le prevendite per ‘Perfetto World Tour’ che ripartirà il 14 febbraio al Palau St. Jordi di Barcellona, passando per Parigi e Ginevra, arrivando sino ai confini più estremi della Russia – dove Eros si esibirà in città dove nessun artista italiano ha mai suonato prima di lui – passando nuovamente da Roma, Torino, Milano, Monaco e ancora aggiungendo nuove date in Italia ad Acireale, Eboli, Brescia, e Conegliano Veneto.

 

Catia Schettini

Lecce – Abbruzzese: Contro la Juve Stabia ho sempre vinto finora

Abbruzzese“Siamo consapevoli che dobbiamo migliorare rispetto alle ultime due prestazioni.

Ad Andria non sono andate diverse cose, la difesa ha fatto bene ma il merito è di tutta la squadra è dall’atteggiamento. Era un campo difficile e questo punto non va per niente buttato, a Rieti invece abbiamo perso nettamente due punti.

Dobbiamo iniziare a pungere di più e a creare occasioni da rete, perché forse è quello che ci manca in questo momento.

Questi due pareggi comunque ci lasciano un po’ di amaro in bocca, ma ci consentono di restare lì a quattro punti dalla Casertana che come il Foggia, sta comunque tentennando. Avessimo vinto entrambe le gare, saremmo stati primi, ma le altre nemmeno hanno allungato.

Ora pensiamo alla partita di domenica che per noi è fondamentale e vogliamo trasformare queste occasioni mancate in punti guadagnati. A livello tattico conta poco come ci si schiera in campo, dipende tutto dall’atteggiamento. Dobbiamo essere propositivi.

Contro la Juve Stabia ho sempre vinto finora, ora hanno perso Migliorini che è andato a giocare in Serie B. Nelle prossime cinque partite ci giochiamo una bella fetta della nostra stagione e per me sarebbe importante continuare a fare risultato ed avere questa media punti che, comunque, ci sta permettendo di essere in corsa. Io mi auguro di fare bene e di dare delle soddisfazioni alla gente e alla piazza, dopo il mio ritorno vorrei poter vincere ancora qui”.

 

ESCLUSIVA, VIDEO – Natale: “Peccato per la traversa, ma testa subito al prossimo match”

La Berretti della Juve Stabia ha affrontato la Robur Siena allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia. Una gara giocata bene dai ragazzi di mister Liguori e risultato finale di 1-0. Uno dei migliori in campo è stato Luca Natale e queste sono le sue dichiarazioni esclusive nel post partita.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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Baby gang, Verdi Stabiesi: servono più controlli

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Le bande di ragazzini allo sbando sono sempre più frequenti. Controlli straordinari prima che ci scappi una tragedia.

“Ennesimo e puntuale episodio di micro-criminalita’ stamane all’interno della stazione circunvesuviana di castellammare di stabia . Con fare minaccioso due giovani forse minori in possesso di coltelli taglieggiano appena ne hanno occasione chi capita a tiro. Le baby gang stanno diventando un pericolo gratuito ormai costante, quotidiano, e non si può più pensare di affrontare il problema solo con le buone intenzioni e il mondo dell’associazionismo, ma serve un intervento forte delle Istituzioni e delle Autorita’ preposte all’incolumita dei cittadini”. Lo denuncia il direttivo dei Verdi Stabiesi, per il quale “le baby gang stanno diventando sempre più frequenti e pericolose . “Senza dimenticare poi che “già in questi giorni in prossimita’ del carnevale girano per la città bande di ragazzini che infastidiscono i cittadini con la schiuma e lanciando uova e biglie d’acciaio , episodio avvenuto pochi giorni fa’ ”.

“E’ inutile continuare a sottovalutare il problema, serve un’azione forte che passa anche attraverso un controllo preventivo di tutti i minori già segnalati per casi del genere, arrivando anche a controlli straordinari nelle loro abitazioni e se emerge che i genitori o chi ne fa le veci, visto che spesso, sono figli di carcerati, non hanno la possibilità o la capacità di limitarne la violenza, vengano allontanati dalle famiglie per avviarli a percorsi di recupero” ha aggiunto -Schiano – per il quale “se non si interviene si rischia di creare nuove leve per la camorra che, negli ultimi anni, ha visto abbassare sempre di più l’età media di chi fa parte dei clan, elemento, questo dell’età, che ha portato anche ad azioni ancor più violente di quelle fatte in passato”.

“In questi giorni, sarebbe opportuno che anche il commissario prefettizio dott. VACCARO facesse sentire la propia voce vietando la vendita delle bombolette di schiuma a tutti e di uova e farina ai minori” ha concluso Schiano dei Verdi Stabiesi per il quale “provvedimenti del genere vanno adottati subito e non negli ultimi giorni”.

Ascoli-Lanciano 1-0: boccata d’ossigeno per i marchigiani

Finisce con la vittoria dell’Ascoli per 1-0 lo scontro salvezza tra i bianconeri e i rossoneri del Lanciano, al termine di una gara combattuta, che ha visto la formazione frentana non demeritare, almeno nella prima frazione. Buon inizio di gara, infatti, per il team di D’Aversa, che nei primi 30’ ha fatto registrare almeno un paio di nitide occasioni da rete, come quella avuta da Marilungo al 13’, con Lanni che ha salvato miracolosamente la sua porta con i piedi, e quella avuta da Boldor al 24’, il cui shot della distanza è stato respinto da Lanni. L’Ascoli, nella prima frazione, si è fatto vedere con una conclusione di Antonini, e con una di Petagna nel finale di parziale.

Nella seconda frazione, la formazione di D’Aversa, è scesa di ritmo, ed è passata in svantaggio al 63’, quando Jankto ha infilato la difesa abruzzese dopo essersi involato per vie centrali. Da quel momento in poi si è visto solo l’Ascoli in campo, che all’’80 ha anche sfiorato la rete del raddoppio con Cacia.

Brusco stop per la Virtus Lanciano, che arriva dopo due successi di fila, e che fa rimanere la formazione rossonera ancora impantanata nei bassifondi della classifica. Provvidenziale, invece, il successo della squadra marchigiana, che può prendere una boccata d’ossigeno.

ASCOLI-V.LANCIANO 1-0

 

Ascoli (3-5-2): Lanni; Antonini, Mengoni, Milanovic; Almici, Altobelli, Addae, Jankto, Pecorini; Petagna, Cacia. All. Mangia. A disp. Svedkauskas, Benedicic, Mitrea, Carpani, Perez, Cinaglia, Giorgi, Grassi, Del Fabro.
Virtus Lanciano (3-5-2): Casadei; Aquilanti, Amenta, Boldor; Salviato, Zè Eduardo, Vitale, Di Francesco, Di Matteo; Marilungo, Ferrari. All. D’Aversa. A disp. Aridità, Turchi, Bonazzoli, King, Di Filippo, Rigione, Vastola, Padovan, Di Benedetto.
Arbitro: Pasqua di Tivoli
Reti: 18′ st Jankto
Ammoniti: Salviato, Pecorini e Mitrea

CHRISTIAN BARISANI

Sampdoria-Napoli: probabili formazioni. (Pasquale Ammora)

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Il Napoli torna subito in campo per riscattare l’eliminazione dalla Tim cup. Impegno in trasferta, al Ferraris di Genova, domani alle ore 15:00 contro la Sampdoria. Mister Sarri può disporre di tutti gli effettivi anche se non ci dovrebbero essere sorprese dato che scenderanno in campo i titolarissimi ,dopo il turn over visto in Coppa Italia,per centrare il sesto risultato utile consecutivo in campionato.

Situazione diversa in casa Samp; i blucerchiati sono reduci da due sconfitte consecutive contro Juventus e Carpi, Montella inoltre dovrà fare a meno dello squalificato Soriano che dovrebbe essere rimpiazzato dal giovane Correa.

ECCO LE PROBABILI FORMAZIONI:

Sampdoria(4-3-2-1): Viviano, De Silvestri, Moisander, Silvestre, Zukanovic, Barreto, Fernando, Carbonero, Correa, Eder, Cassano. All. Montella

Napoli(4-3-3): Reina, Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik, Callejon,Higuain,Insigne. All. Sarri

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Lecce – Juve Stabia: La presentazione del match e le probabili formazioni

Lecce JStabia

Per la diciannovesima giornata del campionato di Lega Pro Girone C, domani con fischio di inizio fissato alle 17.30, si affronteranno al “Via Del Mare” di Lecce i giallorossi di mister Braglia e la Juve Stabia di mister Zavettieri. I salentini sono reduci da due pareggi esterni contro Lupa Castelli Romani e Fidelis Andria. 1-1 il risultato in terra laziale, 0-0 nel derby pugliese.

La squadra a disposizione prima di Asta e poi di Braglia è una delle più forti del campionato e può contare su giocatori come Abbruzzese, Salvi, Papini (match winner all’andata) Moscardelli, Surraco, Curiale e Doumbia, solo per citarne alcuni, e dopo un inizio stentato si sono ripresi con la cura Piero Braglia, grande ex delle vespe, con le quali ha conquistato la storica promozione in B nel 2011.

I gialloblù, al pari degli avversari, approdano in Salento dopo due pareggi consecutivi contro Foggia e Melfi, entrambi per 1-1.

Braglia dovrà fare a meno di Gigli e Caturano, mentre Zavettieri arriva a Lecce in piena emergenza considerando gli infortuni di Bombagi, Ripa, Celin, Contessa e Romeo, più la squalifica di Cancellotti e le non perfette condizioni di Del Sante, rientrato in gruppo solo mercoledì. Saranno del match i neo arrivati Rosania e Izzillo.

Impegno ostico, dunque, per le vespe.

Ecco le probabili formazioni:

LECCE: 3-4-3: Perucchini Freddi Cosenza Abbruzzese Lepore Papini Salvi Legittimo Surraco Moscardelli Doumbia.

JUVE STABIA 3-4-1-2: Polito Carillo Polak Rosania Carotta Obodo Favasuli Liotti Arcidiacono Nicastro Gomez.