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Infortunio Grassi, comunicato Ssc Napoli: “Out 3 settimane, domani inizia la rieducazione”

Intervento al ginocchio destro per Alberto Grassi. Il centrocampista azzurro, accompagnato dal Responsabile dello staff medico del Napoli Dottor De Nicola, questa mattina è stato visitato dal Prof. Mariani a Villa Stuart a Roma. Gli esami hanno evidenziato una lesione traumatica acuta del menisco mediale del ginocchio destro. Grassi è stato così sottoposto ad intervento in artroscopia. Il giocatore domani comincerà la rieducazione a Castelvolturno e tornerà tra 3 settimane a disposizione di Sarri.

ISCHIA, LUNEDI’ 1 FEBBRAIO PRESENTAZIONE DEL NUOVO ALLENATORE E DELL’INTERA SQUADRA

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Lunedì 1 febbraio 2016 alle ore 17:00 presso l’Hotel Re Ferdinando di Ischia Porto presentazione del nuovo allenatore Di Costanzo e dell’organico con il quale si affronteranno gli ultimi tre, decisivi, mesi della stagione agonistica. Sarà presente la dirigenza della squadra gialloblu. 

In primis il Presidente Luigi Rapullino, cui va il nostro ringraziamento per aver dato sostanza al rientro ad Ischia della nostra squadra. Preghiamo i tifosi, gli sportivi isolani tutti e gli organi di informazione di essere presenti alla serata che sarà l’inizio della nuova avventura ad Ischia della squadra. E’ doveroso il ringraziamento alla famiglia Di Meglio, ed in primis all’amico Isidoro Di Meglio, che ancora una volta si è dimostrata legata in maniera indissolubile e disinteressata alle sorti dell’Ischia regalandoci lo spazio presso il loro più prestigioso Hotel.

Questo è il comunicato da parte di Leonardo Sasso, tifoso e delegato per la società isolana.

CALCIOMERCATO, ISCHIA IN ARRIVO IL CENTROCAMPISTA ACAMPORA

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L’Ischia Isolaverde, come annunciato qualche giorno fa sarà una delle squadre più attive in questa sessione di calciomercato,quando mancano davvero pochi giorni.

La società con il D.s Femiano è al lavoro per rinforzare tutti e tre i reparti che necessitano di rinforzi,soprattutto a centrocampo.

Dopo gli addii di Bargiggia, Meduri ma in particolar modo di Nicolas Izzillo, vero punto fermo di questa squadra. Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, la società avrebbe concluso la trattativa per il centrocampista Gennaro Acampora classe ’89.  Si tratta di una vecchia conoscenza, dove partecipò al ritiro pre-campionato quest’estate ai Camaldoli, ma per poi essere scartato da Mister Bitetto. Acampora in questa prima parte di stagione ha indossato la maglia del Picerno Calcio in Serie D. Lo scorso anno si è diviso tra l’Olimpia Agnonese e il Monza. Il centrocampista ha calcato molto la serie D rispetto alla Lega Pro, ma potrebbe essere una valida alternativa agli attuali centrocampisti presenti in rosa come Armeno, Calamai e Spezzani.

Milano, tangenti in commissione tributaria: due arresti

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Dopo il blitz del 18 dicembre scorso, in cui era finito in carcere il giudice tributario e docente universitario Luigi Vassallo, sorpreso con una tangente di cinquemila euro appena intascata, gli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza hanno eseguito un’ordinanza firmata dal gip Manuela Cannavale. I provvedimenti riguardano nuovi episodi di corruzione giudiziaria che coinvolgono lo stesso Vassallo – attualmente detenuto ad Opera – e un altro giudice tributarista, Marina Seregni.

Le indagini, coordinate dai pm Laura Pedio ed Eugenio Fusco, hanno fatto emergere un nuovo episodio corruttivo, che coinvolge la società SWE-CO Sistemi, specializzata in telefonia. Per chiudere il contenzioso tributario il titolare, Ballarin, indagato a piede libero, avrebbe versato 65mila euro di tangenti a Vassallo, in minima parte (5mila euro) girati al giudice Seregni.

Secondo le indagini, la sentenza emessa l’11 gennaio scorso, con Vassallo già in carcere, sarebbe stata scritta dallo stesso docente universitario e trascritta integralmente dal giudice Seregni. Tra gli elementi di prova raccolti, la minuta relativa al verdetto su SWE-CO, rinvenuta il 18 dicembre scorso nello studio di Vassallo.

* di SANDRO DE RICCARDIS ed EMILIO RANDACIO

La (nuova?) Lega di Salvini e il Tricolore (Esclusiva ViVicentro)

Qualche giorno fa, il leader della Lega Nord Matteo Salvini è arrivato a Trieste per tenere un comizio in centro città.

salvini il tricoloreAlla presenza di circa 200 persone ha presentato un programma contenente ottime idee, in alcuni punti le ha espresse in modo forse troppo estremo tanto da far “riscaldare” gli animi di alcuni antagonisti appartenenti all’estrema sinistra radicale, presenti a pochi metri di distanza dal comizio.

Come sempre accade in questi casi, è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine che oltre a ristabilire con prontezza la sicurezza, hanno dovuto subire anche la “solita buona dose” di ignobili ingiurie.

Tra i tanti, era presente Maurizio Cudicio, amministratore della pagina FB “Movimento Poliziotti” e giovane ispettore di polizia in pensione, che oggi ama definirsi un poliziotto nel cuore. Maurizio si è presentato con una bandiera italiana in mano e, avvicinatosi a Matteo Salvini, gli ha chiesto di sventolarla.

Per la prima volta nella storia , il segretario della Lega Nord ha preso in mano il Tricolore, cioè la nostra bandiera italiana, e si è fatto scattare una foto con un bel sorriso. Un gesto, il suo, che evidenzia una netta contrapposizione rispetto a quanto dichiarato dall’europarlamentare leghista appena qualche anno fa alla trasmissione la Zanzara su Radio 24 (cit. “Il tricolore non mi rappresenta, non la sento come la mia bandiera”).

Tutti possono cambiare idea ed opinioni, ci mancherebbe altro, d’altronde lo stesso Salvini oggi sembra essere grande amico dei meridionali e in proposito, sempre di recente, ha dichiarato di aver “cambiato idea sui meridionali” dopo decenni di proposte e programmi elettorali contro i “terroni” (come la proposta di riservare ai milanesi i posti nelle metropolitane o quella di “bloccare l’esodo” degli insegnanti terroni al Nord). Il dubbio che oggi ci assale- ed è più che legittimo data l’incoerenza del leader del carroccio– è che dietro molte dichiarazioni e “ripensamenti”, si celi una ricerca ossessiva di facili consensi, una strategia politica giustificata dalle prossime elezioni e finalizzata ad ottenere un’incetta di voti. Insomma, risulta difficile immaginare che si tratti di “sincera redenzione”.   

Il suo merito innegabile e decisivo è sicuramente quello di aver resuscitato la Lega Nord, ma cosa ne pensa Maurizio Cudicio, l’autore dello scatto della discordia? Questo è il suo commento. “Ma cosa non si farebbe per una poltrona al sole… Saranno contenti i padani? I secessionisti ? Dobbiamo credere che qualcosa stia cambiando? Forse è finita l’ora di parlare di lombardi o veneti, il prossimo passo della Lega potrebbe essere quello di scrivere e dire semplicemente ‘italiani’.

“Credo che la vecchia lega si stia sgretolando, forse anche loro si sono accorti che le divisioni portano al nulla. Un’Italia divisa è impensabile, l’Italia deve essere unita e indivisibile, solo così può sopravvivere la speranza di venire fuori dalle sabbie mobili nelle quali ci troviamo”.

Allora siamo di fronte ad una nuova Lega o a un nuovo Salvini?

Oggi Salvini si rende conto di essere Italiano e non lombardo o veneto, e forse potrà finalmente parlare a nome degli italiani, non dimenticandosi che è un europarlamentare Italiano stipendiato dallo Stato.

Ben venga il dialogo, le opposizioni costruttive atte a difendere i principi e i valori della madrepatria, ma senza esasperare i toni. Ciò che contesto a Matteo Salvini è che esaspera i toni nelle piazze, alla radio e in tv. Spesso rivolge ingiurie e diffamazioni gratuite a tutti, senza distinzioni, sembrano convinti di essere gli unici detentori della giustizia e della verità. Questo atteggiamento però non porta da nessuna parte”.

E infine un messaggio di Cudicio ai leghisti: “L’aria è cambiata. Oggi Salvini stringe in mano il tricolore, questo è solo l’inizio, padani avvisati!

(di Maria D’Auria)

Albiol, il Valencia vuole riportarlo a casa

Raul Albiol potrebbe tornare al Valencia. Lo riporta il prestigioso quotidano Superdeporte. Il difensore del Napoli è l’obiettivo più importante per la difesa del club spagnolo e Garcia Pitarch, nuovo ds, sta sondando il terreno per riportare a casa il centrale originario di Vilamarxant.

De Magistris: “San Paolo? I lavori di ristrutturazione li comincia il Comune con 20mln”

A Radio Crc, durante Barba&Capelli, ha parlato il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris: “Sullo stadio San Paolo ci siamo resi conto che per l’approvazione finale, al di là dell’accordo con De Laurentiis, ci vorrà troppo tempo. Siamo riusciti ad ottenere un finanziamento con il Credito Sportivo per 20 milioni di euro che ci consente di intervenire immediatamente per la messa in sicurezza complessiva dell’impianto, per rendere agibile e decoroso lo stadio: bagni, sediolini e quant’altro. Lo faremo a prescindere come Comune di Napoli, ma lavoriamo anche per l’affidamento alla società di De Laurentiis”.

Grassi a Villa Stuart: in corso le visite

Alberto Grassi a Villa Stuart: in corso visite e accertamenti per il centrocampista del Napoli. Lo riferisce Radio Kiss Kiss Napoli, emittente radiofonica ufficiale della SSC Napoli.

Panarese di Lecce fischia al Menti Juve Stabia-Catanzaro

Per la terza giornata di ritorno del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà domenica 31 alle ore 17 e 30 al “Menti” di Castellammare è stato designato Riccardo PANARESE della sezione di Lecce a dirigere la gara tra Juve Stabia e Catanzaro.

Panarese, nato a Copertino in provincia di Lecce il 2 dicembre 1985 è al suo terzo campionato in Lega Pro, nelle stagioni passate ha diretto in un’occasione la Juve Stabia primavera, il 23 novembre 2013 le vespette persero due ad uno contro il Napoli; dopo la rete iniziale su calcio di rigore di Alfonso GARGIULO, gli azzurrini recuperarono e vinsero la gara con Tutino e Bariti.

L’assistente numero uno sarà: Stefano CORDESCHI della sezione di Isernia;

l’assistente numero due: Aristide RABOTTI della sezione di Roma 2.

Giovanni MATRONE

Deutsche Bank in rosso per 6,8 miliardi: pesano cause e ristrutturazione

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Il conto economico della prima banca tedesca paga le spese legali: solo nel quarto trimestre il rosso supera i 2 miliardi. Deutsche Bank non molla la presa sull’Italia: la raccolta dalla rete di promotori sale del 10% a 1,5 miliardi.

MILANO – Il 2015 va in archivio nel segno del rosso per Deutsche Bank: la prima banca di Germania ha confermato di aver chiuso l’esercizio con una perdita netta di 6,8 miliardi di euro, causata dagli enormi costi di ristrutturazione, dagli accantonamenti per le spese legali e dalle minori entrate. Solo nel quarto trimestre, l’istituto di Francoforte ha accumulato un rosso di 2,1 miliardi di euro.

La banca, che aveva già diffuso i risultati preliminari, sta affrontando al momento circa seimila cause legali e a maggio aveva ricevuto una multa record da 2,5 miliardi di dollari per il suo coinvolgimento nei casi di manipolazione dei tassi di cambio. E i guai legali di Deutsche Bank non finiscono qui: la banca è stata indagata dalle autorità svizzere per possibili frodi nel fixing dei metalli preziosi e gli inquirenti statunitensi stanno investigando sulla sua divisione di Mosca per il sospetto di riciclaggio. John Cyran, nuovo amministratore delegato del gruppo, ha promesso un drastico mutamento culturale ma gli investitori rimangono preoccupati che le spese legali colpiscano i profitti di Deutsche Bank per gli anni a venire.

“Sappiamo che i periodi di ristrutturazione possono essere difficili”, ha dichiarato Cyran, “sono fiducioso che, continuando ad applicare la nostra strategia in modo disciplinato, possiamo trasformare Deutsche Bank in una banca più forte, più efficiente e dalla performance migliore”. “Ci stiamo concentrando sul 2016 e stiamo proseguendo il nostro lavoro per chiudere le cause”, ha aggiunto il manager, “il lavoro di ristrutturazione e investimento nelle nostre piattaforme proseguirà quest’anno”.
In Italia, la banca tedesca è molto impegnata e ha registrato nel 2015 una crescita del 10% della raccolta tramite la rete dei promotori (finanza e futuro) a 1,5 miliardi. La banca, guidata nella Penisola da Flavio Valeri, è presente con 340 sportelli e oltre 5mila addetti, ha in gestione con il private banking masse per 27 miliardi e una quota del 9% del mercato italiano del credito al consumo.

Se Ai Weiwei difende l’Occidente GIANNI RIOTTA*

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I principali siti internazionali accompagnavano ieri i titoli sulla débâcle delle statue classiche maldestramente coperte a Roma in occasione della storica visita del presidente iraniano Hassan Rohani con un trafiletto dedicato all’artista cinese Ai Weiwei, noto per lo stadio «Nido d’uccello» di Pechino.  

Ai ha chiuso una sua mostra alla Fondazione Faurschou di Copenhagen in protesta per l’odiosa nuova legge, imposta dal governo di destra danese, che permette alla polizia di requisire ai profughi dalla Siria valuta, o gioielli di famiglia, di valore superiore a 10.000 corone (1340 euro) «per pagare spese di vitto e alloggio nel nostro Paese». 

In apparenza le due vicende hanno ben poco a che fare, una crassa gaffe italiana, subito rimpallata tra politici e burocrati, e il gesto di principio di un grande artista, che rinfaccia ai danesi una prassi dura e inutile contro un popolo di infelici. A ben guardare, però, le imprese del nuovo Daniele da Volterra, il pittore che censurò con goffi panni i nudi di Michelangelo ritenuti scandalosi, reincarnato in un funzionario zelante sconfessato dal ministro Franceschini, e la generosità di Ai Weiwei provocano una riflessione comune. I cliché conformisti sui «valori delle culture», se incapaci di guardare alla complessità che viviamo, portano fuori strada. Nel gesto di Ai non ricorrono «Valori della Cultura Orientale», visto che nel suo Paese l’artista è stato perseguitato, malmenato e arrestato dalla polizia. È vivo invece, nel suo chiudere la mostra danese, lo spirito umano universale di chi, consapevole che l’ondata dell’emigrazione è tragedia epocale, non pensa, come danesi, svizzeri, olandesi e, in Germania, il governo bavarese, che umiliare i profughi sequestrando collanine ricordo della nonna salvi i pingui bilanci Ue. 

La carenza di visione evoca gli imbarazzanti scatoloni da Ikea e imbruttisce la nostra immagine. La visita di Rohani ha rotto l’isolamento di Teheran, incoraggiato il leader moderato davanti ai populisti che pressano sul leader supremo Ali Khamenei perché blocchi le riforme, fruttato all’Italia posti di lavoro via i 20 miliardi in contratti industriali che, a stare all’entourage iraniano, potrebbero raddoppiare con l’indotto. 

È in corso una feroce guerra civile islamica tra sunniti e sciiti e lo stesso presidente americano Obama ha, dopo 37 anni di gelo Washington-Teheran, ha firmato un patto sul nucleare con gli ayatollah, pur di avere la repubblica iraniana non ostile nella lotta al terrorismo Isis. L’Italia, con i legami che risalgono all’Eni di Enrico Mattei prima del golpe 1953 contro il governo di Mossadeq, è considerata Paese amico. Non si tratta, sia chiaro, di condonare all’Iran il pessimo record sui diritti umani, ma, con realismo, di riconoscere che in quella zona del mondo quella è la regola, non l’eccezione. Bene dunque accogliere, in diplomazia, politica ed economia Rohani, come hanno fatto il presidente Mattarella, il premier Renzi e gli imprenditori, ma senza umiliarsi in servilismi non richiesti, né, pare, graditi, dal pragmatico presidente iraniano. 

Nel 1571, alla vigilia della battaglia di Lepanto, massimo scontro tra cristiani e musulmani nel Mediterraneo, i leader militari delle flotte nemiche, Don Giovanni d’Austria e Sufi Ali Pasha, con una moderazione di toni che appare oggi incredibile in piena «guerra di civiltà», si appellarono non all’odio, ma alle rispettive culture. Non chiesero ai marinai odio contro il nemico, ma passione per la propria tradizione. Nessuno – tranne le farneticazioni di Dabiq, la rivista di Isis – ha in animo di cancellare Roma e l’identità italiana. Potremmo però riuscirci bene da soli, per paura, interessi, cupidigia, opportunismo, mediocrità. Il burocrate dei grigi box intorno alle statue (che speriamo non venga troppo maltrattato, come i nostri tempi rancorosi già rivendicano, per la sua gaffe), i troppi che, ingigantendo oltre misura il caso hanno perso di vista la dimensione vera della missione Rohani, sono i Bouvard e Pécuchet del nostro tempo meschino, eroi di una stagione petulante senza neppure Flaubert a narrarla. È toccato dunque ad Ai Weiwei, artista asiatico perseguitato in patria, difendere, con fierezza, quella che ci ostiniamo a chiamare, senza esserne punto degni: «Cultura Occidentale». 

*lastampa

 
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Napoli-Villarreal, biglietti in vendita

Sono in vendita i biglietti per la gara Napoli–Villarreal del 25 febbraio 2016 ore 21,05 valida per i 16esimi di Finale di Europa League. Gli abbonati della stagione 2015/16 avranno una precedenza sul posto, fino alle ore 24,00 di lunedì 1 febbraio. Modalità di acquisto per gli abbonati: a. i titolari di tessera del tifoso “Club Azzurro Card” , della Fidelity Card ” Fan – Away” e “Fan Stadium” con caricamento del titolo di accesso in modalità digitale presso tutti i punti vendita e modalità on-line; b. gli abbonati titolari di voucher elettronico con rilascio di biglietto cartaceo esclusivamente presso i punti vendita abilitati.

Tutti i posti liberi da abbonamenti sono in vendita contestualmente.

I prezzi dei tagliandi per la gara Napoli–Villarreal del 25 febbraio 2016 sono:

  • Tribuna d’ Onore € 100
  • Tribuna Posillipo € 80
  • Tribuna Nisida € 55
  • Tribuna Family Adulto € 20/ minore € 5
  • Distinti € 40 Curve € 25

Non sono previsti biglietti a tariffa ridotta.

sscnapoli.it

Metterci la faccia. MASSIMO GRAMELLINI*

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Sul lungomare di Genova, all’altezza della Lanterna, tute e divise si fronteggiano da ore in cagnesco. Gli operai dell’Ilva vogliono raggiungere la prefettura, i poliziotti hanno l’ordine di impedirglielo. Volti contratti, camionette schierate, agenti vestiti da robocop. In questi casi si dice che un gesto sbagliato farebbe precipitare la situazione. Non si pensa nemmeno che possa esisterne uno giusto. Invece quel gesto c’è e lo compie la vicequestore Canessa. Si sfila il casco, mettendoci la faccia. La faccia spavalda di una donna, unica in mezzo a tanti uomini. L’effetto è contagioso. I colleghi maschi si tolgono le maschere e l’operaio più vicino tende una mano, che lei subito gli stringe. Parlano di figli e di bollette da pagare. La tensione si scioglie e, per una di quelle superiori armonie che troviamo più comodo derubricare a coincidenze, un attimo dopo arriva la notizia che il governo ha accettato di mediare il conflitto sindacale e che il corteo potrà sfilare fino alla prefettura. 

 

Un gesto d’impulso ha violato il regolamento di polizia ma ha cambiato le regole del gioco, rompendo lo schema scontato della contrapposizione per inserire una variabile intuitiva. È emblematico che sia successo a Genova, la città del G8. Sorprende meno che a compierlo sia stata una donna. 

 

*lastampa

 
Alcuni diritti riservati.

Oscenita’…. Millenarie (Mauro Lo Piano)

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In occasione della visita tra Matteo Renzi e il Presidente dell’Iran Rouhani, alcune statue di nudo dei Musei Capitolini, sono state coperte con dei pannelli bianchi, si tratta della  Venere Esquilina, del Dionisio degli Horti Lamiani, e un paio di gruppi monumentali. Questa decisione ha finito per mettere in imbarazzo la nostra cultura millenaria, rendendo ridicolo nel Mondo il nostro Paese.  

Per qualche millennio le nudita’ delle statue hanno sempre fatto bella mostra di se, ma per questa visita era ”necessario” provvedere alla loro copertura.  

 
E’ possibile che qualche sovrintendente ai Beni Culturali, arbitrariamente abbia avuto la possibilita’ e l’opportunita’ di oscurare le statue? che abbia pensato che sarebbe stato meglio che gli occhi del Presidente iraniano non osservassero quelle oscenita’ millenarie? che si poteva correre il rischio di un incidente diplomatico?, che potevano andare in fumo gli accordi miliardari intrapresi in questi giorni fra il nostro Paese e quello Iraniano? Troppe le domande che attendono una risposta.
 
Possibile che Matteo Renzi e Dario Franceschini non fossero stati avvisati? che fossero stati tenuti all’oscuro di questo imballamento? Immagino che prima della visita sia stato studiato tutto nei minimi particolari, nulla si doveva ne’ si poteva lasciare al caso, ogni spostamento del gradito ospite sara’ stato preparato con cura, anche l’aria che avrebbe respirato sarebbe stata controllata.
 
Allora? come si e’ potuti andare incontro ad una simile figuraccia? Il Presidente Renzi intervistato e’ caduto dalle nuvole, il Ministro Franceschini e’ rimasto basito, sicuramente per questa vicenda che di ora in ora sta assumento un risvolto politico, sara’ silurato l’ultimo della cordata che magari non ha mai esercitato la professione dell’ortolano. 
 
E’ lecito domandarsi perche’ i nostri Governanti quando ricevono un’ospite illustre si debbano sentire in dovere di abbassare le brache, in questo caso visto che vi sono di mezzo 17 Miliardi di euro d’investimenti, sarebbe stato piu’ comodo genoflettersi, ma non far “incartonare” le veneri romane. 
 
Solo per non dimenticare, quando in Italia venne il Presidente libico Gheddafi, era il 27 Marzo del 2010, il Primo Ministro d’allora Silvio Berlusconi, bacio’ le sue mani, fu un segno d’affetto? di riverenza?, di sottomissione? o di semplice galanteria? 
 
In ogni caso sarebbe meglio che i nostri rappresentanti istituzionali fossero persone non sottomesse ad atteggiamenti reverenziali o di sottomissione.
 
Ogni Popolo ha la propria dignita’, nel nostro caso una cultura millenaria che non puo’ essere calpestata per fini commerciali.
 
L’autore o gli autori ancora anonimi, devono imparare che nella vita chi nasce servo muore schiavo.

Barba al Napoli dopo la gara di domenica

La Gazzetta dello Sport scrive su Federico Barba: “In entrata, invece, il Napoli sta per chiudere l’arrivo di Barba dall’Empoli. Il difensore mancino che serve per completare il pacchetto dei centrali è ormai prossimo a vestire la maglia azzurra, ma l’operazione potrebbe essere formalizzata dopo la sfida di domenica per ragioni di opportunità. La definizione dell’affare, invece, è prossima e gli accordi dovrebbero arrivare già nelle prossime ore. Il Napoli è arrivato a offrire 4 milioni di euro, bonus compresi. Si discute sui dettagli e sulla cifra cash da corrispondere adesso (tra 2.5 e i 3 milioni), ma la sensazione è che tutti i tasselli stanno andando al lavoro posto”.

Grassi, svelata la dinamica dell’accaduto

La Repubblica spiega la dinamica dell’infortunio di Grassi: “All’ora di pranzo era tutto a posto, insomma: e nulla faceva presagire gli eventi successivi, tanto sfortunati. Il mondo è caduto addosso a Grassi e al Napoli intorno alle 16, quando la squadra aveva da poco iniziato ad allenarsi. Il nuovo acquisto (blindato con un lungo contratto fino al 2020) non ha fatto in tempo a toccare nemmeno un pallone. Si è fermato di colpo, da solo: non in seguito a un contrasto. Ai componenti dello staff medico, subito accorsi, il giovane centrocampista ha spiegato di aver sentito una forte fitta al ginocchio destro: che in passato aveva già scricchiolato una volta, ricordano da Bergamo. Immediato il ricovero. Nessun gonfiore nelle ore successive. Ma solo stamattina saranno più chiare l’entità dell’infortunio e di conseguenza anche i tempi di recupero: si spera non lunghi”.

Il Napoli ha tentato il colpo Eder per liberare Gabbiadini

La Gazzetta dello Sport rivela un retroscena di mercato legato a Eder e il Napoli: “La firma di Guarin con lo Shanghai Shenhua è la password per aprire il mercato invernale dell’Inter. I 13 milioni globali dei cinesi per il colombiano consentiranno già oggi al d.s. Ausilio di definire l’affare Eder con la Sampdoria. Ieri gli agenti dell’attaccante sono tornati da Leicester e sono andati nell’albergo torinese dove sostava l’Inter. Limati gli ultimi dettagli (confermato l’accordo fino al 2020 a 1,5 milioni a salire), oggi toccherà ai due club rifinire l’operazione. Sullo sfondo ha tentato di inserirsi nuovamente il Napoli che una decina di giorni fa aveva rifiutato un’offerta corposa del Wolfsburg (21 milioni più 2 di bonus) per Gabbiadini proprio perché in attesa di capire l’evoluzione della situazione-Eder. Il quale ha ringraziato, ci penserà ancora, ma sembra orientato a scegliere l’Inter”

La reazione di Sarri e squadra dopo l’infortunio di Grassi

Il Corriere del Mezzogiorno descrive la reazione di Sarri quando ha visto Grassi a terra dolorante: “Incredulità sui volti di Sarri e dei compagni di squadra di Grassi. Sdrammatizzare l’accaduto è stato l’esercizio di fine allenamento. Il Napoli in ventuno giornate di campionato ha avuto appena tre calciatori infortunati per un totale di soli sette turni di indisponibilità ed è primo nella classifica in Italia. Il caso di Alberto Grassi è ascrivibile alla casualità e anche alla sfortuna. Stamattina l’esito degli esami strumentali chiarirà meglio l’entità dell’infortunio”

Scatto Napoli, arriva anche Ionita

“Scatto Napoli, arriva anche Ionita”, Il Corriere dello Sport riferisce che dopo l’infortunio a Grassi, il Napoli ha scovato nella notte la possibilità di prendere subito Artur Ionita, jolly 25enne tuttofare del Verona. Il giocatore è stato bloccato e stamane si cercherà di limare tutti i dettagli per chiudere una trattativa decollata in poche ore. Ionita, secondo quanto riferisce sempre il Cds, dovrebbe spostarsi a Castelvolturno già entro il week-end.

TEATRO SANTA CHIARA, LO SPECCHIO TRADITO/DURAMADRE di Giuseppe Marchetti

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IMPRONTE TEATRALI

CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO

SABATO 30 GENNAIO 2016 ore 20.30

TEATRO SANTA CHIARA Mina Mezzadri

C.da Santa Chiara 50/a – Brescia

LO SPECCHIO TRADITO/DURAMADRE

Vasilij Grossman

Liberamente ispirato a Vita e Destino e Tutto scorre di Vasilij Grossman

Idea, drammaturgia e regia di Giuseppe Marchetti

Con

Luciano Bertoli, Livia Castellini, Piero Domenicaccio, Chiara Pizzatti

Silvia Quarantini, Gabriele Reboni

e con la partecipazione di Silvio Gandellini, Luca Rubagotti e la voce di Anastasia Semenova

riprese video e montaggio Carlo Tonini, con la regia di Maurizio Pasetti

Durata dello spettacolo: 1.10 (senza intervallo)

 

Sabato 30 gennaio 2016 alle ore 20.30, al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri, si terrà lo spettacolo LO SPECCHIO TRADITO/ DURAMADRE, idea e drammaturgia di Giuseppe Marchetti, liberamente ispirato a Vita e Destino e Tutto scorre di Vasillij Grossman.

Lo spettacolo rientra nella Rassegna CIRCUITI LOMBARDIA SPETTACOLO DAL VIVO – promossa dalla Regione Lombardia a sostegno del sistema teatrale lombardo, dell’innovazione dei linguaggi teatrali e della contaminazione di diverse forme di spettacolo.

Lo spettacolo è composto da un Preludio e da tre quadri. Il primo quadro, dal titolo Non ci sarò più quando arriverà la tua risposta, è ambientato nel ghetto ebraico di Berdicev. Il secondo dal titolo Dio mio, ma tutto questo è successo veramente?, è ambientato nel lager sovietico. Il terzo dal titolo Il terrore davanti al terrore, è ambientato nell’ufficio del comandante del campo di sterminio nazista.

Il regista, Giuseppe Marchetti, ha scelto di mettere in scena Vasilij Grossman, perchè è il primo scrittore del Novecento ad accostare la barbarie dei lager nazisti agli orrori dei gulag e degli stermini stalinisti e a rendere quasi complici ideologici il comunismo sovietico e il nazionalsocialismo tedesco. La scrittura di Grossman trascina nel lager sovietico, nel ghetto di Berdicev, nei campi di sterminio e ci fa annusare l’odore dello sterminio ingiustificato, lo sferragliare dei treni che trasportano i deportati nei campi. Un pugno che ti fa sentire addosso l’immane catastrofe che ha tagliato in due il Novecento. Sensazioni simili a quelle che trasmettono le scene di battaglia di Guerra e Pace.

Vasilij Semënovič Grossman (Berdičev, 12 dicembre 1905–Mosca, 14 settembre 1964) è stato un giornalista e scrittore sovietico.

Di famiglia ebraica, visse gli anni dell’infanzia e della giovinezza nella cittadina ucraina di Berdičev, importante centro dell’ebraismo dell’est europeo.

Aderì all’ideologia e alle indicazioni del regime sovietico fino alla Seconda guerra mondiale, durante la quale fu corrispondente di guerra per il quotidiano dell’esercito Stella rossa e seguì l’avanzata sovietica fino alla Germania. Trascorse più di mille giorni al fronte.

In quel periodo cominciò a comporre una grande opera sulla guerra, incentrata sulla Battaglia di Stalingrado, e diede alle stampe Il popolo è immortale (1943), esaltazione dei sacrifici sofferti dai popoli dell’Unione Sovietica e dello spirito combattivo che li animò durante l’invasione tedesca del 1941. Inoltre tra il 1944 e il 1945 lavorò a un’opera che documentava i crimini di guerra nazisti nei territori sovietici contro gli ebrei (Il libro nero – Il genocidio nazista nei territori sovietici 1941-1945). Dopo aver assistito alla campagna antisemita che avvenne in Unione Sovietica fra il 1949 e il 1953 maturò una diversa sensibilità, si trovò in dissidio con il regime e cadde in disgrazia. Nel 1970 venne pubblicato postumo in Francia uno dei suoi romanzi più significativi, Tutto scorre, e la stesura finale della sua grande opera sulla guerra, intitolata Vita e destino, venne sequestrata e non avrebbe mai visto la luce se qualcuno non avesse conservato e fatto pervenire clandestinamente una o due copie a Losanna, dove fu stampato in russo nel 1980 presso la casa editrice l’Age d’homme. La fortuna letteraria di Vita e destino e del suo autore è stata sempre, in Italia e non solo, piuttosto circoscritta. Pubblicato da Jaca Book nel 1983, il libro ha rappresentato una sorta di oggetto di culto, poco accessibile ai grandi circuiti editoriali. In occasione del centenario della nascita, tuttavia, ha preso l’avvio una serie di iniziative che lo hanno riportato in auge, avvicinandolo al grande pubblico anche per il tramite di interventi quali quelli di Vittorio Strada e Gianni Riotta. Tra le iniziative proposte, le più significative furono senz’altro la mostra organizzata dal Centro Culturale Pier Giorgio Frassati di Torino: Vita e destino. Il romanzo della libertà e la battaglia di Stalingrado, che esposta a Torino per la prima volta, ha poi raggiunto città come Milano, Genova, Mosca, Gerusalemme, Buenos Aires, e il primo convegno internazionale di studi grossmaniani, i cui atti Il romanzo della libertà. Vasilij Grossman tra i classici del XX secolo sono stati pubblicati a cura di Giovanni Maddalena e Pietro Tosco presso Rubbettino. 

Ingresso spettacolo:

intero € 10,00 – ridotto € 8,00 under 25, over 65 e convenzioni Ridotto speciale € 5,00 per abbonati CTB

INFO:  I biglietti sono in prevendita alla biglietteria del teatro Sociale, via Felice Cavallotti, 20 in orario di apertura della stessa e mezz’ora prima dell’inizio della rappresentazione al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri.

On-line www.vivaticket.it e in tutti i circuiti di Vivaticket

Punto vendita CTB: CTB Centro Teatrale Bresciano, P.zza Loggia, 6, Brescia con il seguente orario: da martedì a venerdì (esclusi i festivi) dalle ore 10.00 alle ore 13.00. Tel. 030 2928609

Ticket Point preso Libreria Serra Tarantola – via F.lli Porcellaga, 4 – Brescia telefono 030290171 – fax: 0303772569 orari: 9.15-12.15 / 15.30-19.00 (lunedì mattina e domenica chiuso)

Teatro Sociale – Biglietteria tel (+39) 0302808600 sociale.biglietteria@ctbteatrostabile.it