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Insigne, parla l’ agente: “Sabato Lorenzo si è impegnato molto, non ha giocato male”. (Pasquale Ammora)

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Antonio Ottaiano, procuratore di Insigne, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma.

Ecco le sue dichiarazioni:

“ Rammaricato per una sconfitta maturata in questo modo, il Napoli ha mostrato di tenere testa alla Juventus e ciò gli da la consapevolezza di essere una grande squadra. La prestazione di Insigne è stata molto dispendiosa; si è visto molto in copertura, mi viene in mente l’ episodio in cui di testa ha anticipato Cuadrado quasi sulla linea di fondo. Questo è un lavoro atipico per un attaccante e bisogna apprezzarne lo spirito di sacrificio. Forse non ha fatto la solita partita come del resto l’ intera squadra.”

 

Napoli, ripresa degli allenamenti e buone notizie.

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Dopo il riposo in seguito alla trasferta di Torino gli azzurri si sono ritrovati nel pomeriggio a Castelvolturno per la ripresa degli allenamenti.

La notizia migliore è sicuramente il ritorno in gruppo di Alberto Grassi, il centrocampista acquistato nel mercato invernale dall’ Atalanta che si era subito infortunato nel primo allenamento.

Ecco quanto riportato sul sito ufficiale:

“Il Napoli ha ripreso oggi gli allenamenti a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match contro il Villarreal al Madrigal per l’andata dei sedicesimi di Europa League di giovedì alle ore 19. Seduta pomeridiana divisa con la squadra divida in due gruppi. Lavoro di scarico per chi ha giocato a Torino sabato, mentre per gli altri uomini della rosa esercizi di attivazione e serie di partitine 6 contro 6. Grassi ha svolo allenamento col gruppo. Domani allenamento ancora di pomeriggio.”

Da sscnapoli.it

“Il Sindaco del rione sanità ” Recensione di Francesco Cecoro

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Questa grande opera, scritta e rappresentata per la prima volta nel 1960 dall’indimenticabile Eduardo De Filippo, è la rappresentazione di una realtà che tutt’oggi si vive nei rioni Napoletani. Dove il capo camorrista Eros Pagni in arte Don Antonio Barracano fa da paciere e risolve controversie di chi chiede udienza e si rivolge a lui per un consulto. 
 
Eros Pagni interpreta con maestria Don Antonio Barracano, camorrista del rione sanità , dando una lezione magistrale di legalità e maturità sul codice d’onore senza ricorrere alla giustizia né ai giudici che devono attuarla. ” «La legge è fatta bene, sono gli uomini che si mangiano fra di loro»..Infatti le leggi sono giuste, sono gli uomini che non lo sono …”. Conosce ,come un vero giurista, tutto il codice penale, ma non è possibile affidarsi alla giustizia, perché i testimoni si comprano e la verità non è garanzia di assoluzione. Assistiamo ad una recita che rispecchia integralmente le abitudini , i rituali che un uomo ,oramai stanco della vita, attua durante la sua giornata, non un uomo qualunque ma Don Barracano Sindaco del rione sanità. Un capo clan, un uomo rispettato ,un uomo d’onore. A costo della propria vita Don Antonio ha voluto riconciliare due persone , un padre ed un figlio che per incompatibilità di carattere nessuno dei due voleva soccombere al ruolo dell’altro. 
 
La scenografia è minimale . Gli attori si susseguono sul palco recitando con naturalezza quasi fosse un momento di vita reale. Il pubblico viene emozionalmente coinvolto per tutta la durata dello spettacolo. Quasi tre ore in tre atti che ha tenuto gli astanti intenti e attenti, gli applausi a scena aperta testimoniano la bravura degli attori e il successo di questo importante capolavoro.

ISCHIA, DI COSTANZO: ”L’AKRAGAS E’ STATA BRAVA A SFRUTTARE LE OCCASIONI. IN CLASSIFICA? NON E’ CAMBIATO NULLA”

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AGRIGENTO. Brutta sconfitta per l’Ischia Isolaverde che perde per 2-0 contro l’Akragas. La squadra gialloblu costruisce e crea azioni di gioco e i padroni di casa segnano. Nel primo tempo partita già in salita per gli uomini di mister Di Costanzo. Ad aprire le marcature è Di Piazza e poi Madonia firma il raddoppio con un calcio di rigore.

Il tecnico della squadra isolana arrivato in sala stampa, analizza così la partita:

”Abbiamo avuto più occasioni dei nostri avversari,ma mi rendo conto che a quest’Akragas basta poco per vincere le partite. Le ultime quattro le ha vinte così,chiudendosi bene e giocando in maniera molto attenta,sfruttando le pochissime occasioni che capitano. Poi è dura da perforare. Nonostante,noi sull’1-0 abbiamo colpito un palo con Kanoute,nella ripresa il portiere Vono è stato autore di due super interventi,che forse potevano riaccendere la partita. Poi il campo era talmente pesante che ci ha impedito di fare qualcosa in più. Complessivamente la squadra ha giocato,anche sotto di due gol,non posso rimproverare niente ai miei giocatori”. Un’Ischia che esce sconfitta da uno scontro diretto per la salvezza diretta,che però allontana la formazione agrigentina e lascia la squadra isolana in piena zona play out. “In classifica a parte l’allungo dell’Akragas,non si è mosso molto. Per il resto il Martina ha recuperato qualche punto,poi siamo siamo tutti lì. La lotta è ancora aperta,siamo qui senza illudere nessuno,stiamo crescendo al di là del risultato di oggi. La squadra gioca,ci sono state piccole incertezze in occasione dei due gol ma complessivamente la squadra è viva e non posso rimproverare niente. Noi dovremo sgomitare fino all’ultima partita,con la vittoria sul Catanai non volevamo illudere nessuno. Seguiamo un percorso di crescita,con grande fatica e siamo consapevoli di essere questi e di dover lottare su ogni campo. Oggi poteva andare meglio ma l’Akragas è stata più brava di noi a finalizzare e complimenti a loro per la vittoria. Domenica abbiamo un altro impegno importante,dove andremo a Melfi e speriamo di raccogliere qualcosa in più,rispetto ad oggi”.

L’ISCHIA CREA E L’AKRAGAS SEGNA

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Dolorosa sconfitta per l’Ischia Isolaverde di mister Di Costanzo che cade nello scontro diretto contro l’Akragas. Partita decisa dagli episodi che hanno penalizzato oltremodo la squadra campana e disputata su un terreno di gioco a limite della praticabilità. A causa delle copiose precipitazioni cadute sulla valle dei Templi, la fascia sotto al settore dei distinti era zuppa di pozzanghere che non hanno permesso, inizialmente, la tracciabilità delle linee. Per questo motivo, il fischio d’inizio del match è stato posticipato di un’ora. Mister Di Costanzo conferma dieci/undicesimi della formazione scesa otto giorni fa in campo contro il Catania: difesa composta da Bruno e Porcino laterali con Moracci e Filosa centrali, in mediana Spezzani e Blasi, al suo debutto, con sugli esterni Di Vicino e Armeno. In avanti, confermati Kanoute e Gomes. Partita che indubbiamente risente del terreno di gioco pesante. La prima emozione è di marca siciliana: Di Piazza, lanciato in profondità, da posizione defilata fa partire una conclusione che termina alta. Regna l’equilibrio, all’11’ cross di Di Vicino dalla sinistra, sul primo palo Gomes ci prova con un colpo di testa che termina docile tra i guantoni di Vono. Passano tre minuti e Di Grazia sguscia sulla destra, l’esterno in prestito dal Catania serve una palla invitante a Madonia che però non riesce a centrare la porta. I gialloblù fanno la partita, ma sbagliano spesso l’ultimo passaggio. Alla prima occasione, i padroni di casa sbloccano il match: combinazione Zibert-Di Piazza, l’attaccante riesce a smarcarsi da Filosa e spiazza Iuliano. L’Akragas spinge sull’acceleratore, al 30’ Madonia cerca di beffare l’estremo difensore isolano con un pallonetto, Iuliano para in due tempi. Sulla ripartenza, Kanoute con un diagonale colpisce in pieno il palo. I campani si gettano in avanti alla ricerca della rete del pareggio: al 37’combinazione Di Vicino-Kanoute, il senegalese da posizione defilata fa partire una conclusione che termina sull’esterno della rete. A pochi secondi dal termine della prima frazione, Massimi di Termoli concede un calcio di rigore all’Akragas. Dal dischetto, Madonia beffa Iuliano che aveva intuito. 

Ad inizio ripresa, mister Di Costanzo, getta nella mischia Pepe che prende il posto di Porcino, con Armeno che scala sulla linea dei difensori. Nei primi dieci minuti, i gialloblù vanno vicino alla rete in due circostanze: prima con un colpo di testa di Gomes che sfiora la traversa, poi Vono si supera su una conclusione da limite dell’area di Di Vicino. Con il passare dei minuti, il forcing degli isolani scema. Mister Di Costanzo tenta in tutti i modi di cambiare il match inserendo Manna e Acampora per i stanchissimi Di Vicino e Blasi. Prima del triplice fischio finale, altra occasione per i gialloblù con un diagonale di Pepe che viene respinto in angolo da Vono. L’Ischia Isolaverde, domenica prossima sarà di scena a Melfi, per un altro delicatissimo scontro salvezza.

AKRAGAS-ISCHIA ISOLAVERDE 2-0

AKRAGAS: Vono, Salandria, Grea, Vicente, Muscat, Marino, Dyulgerov, Zibert, Di Piazza (23’st Cristaldi), Madonia (14’st Aloi), Di Grazia. A disp. Maurantonio, Cappello, Mauri, Candiano, Leonetti, Fiore, Lo Monaco. All. Rigoli.

ISCHIA ISOLAVERDE: Iuliano, Bruno, Porcino (1’st Pepe), Filosa, Moracci, Spezzani, Armeno, Blasi (35’st Acampora), Gomes Aladaje, Di Vicino (22’st Manna), Kanoute. A disp. Modesti, Savi, Guarino, Florio, Moreira, Palma. All. Di Costanzo.

ARBITRO: Luca Massimi di Termoli (Ass. Pietro Guglielmi di Albano Laziale e Daniele Colizzi di Albano Laziale)

MARCATORI: 28’pt Di Piazza (A), 45’pt rig. Madonia (A).

NOTE: Spettatori 900 circa con una decina ospiti . Ammoniti: Moracci (I), Blasi (I), Cristaldi (A), Dyulgerov (A), Pepe (I). Angoli: 0-6 per l’Ischia. Recupero: 0’pt-4’st.

SCAFATI (SA) Scandalo e appalti sui rifiuti: arrestati i titolari delle ditte Helios e L’Igiene Urbana

Il Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Roma sta eseguendo, coadiuvato dal Noe di Napoli, nonché dai Comandi Provinciali Carabinieri capitolino e partenopeo, cinque ordinanze di arresti domiciliari emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di cinque persone ritenute responsabili dei reati di frode nelle pubbliche forniture, induzione indebita a dare o promettere utilità, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico. Si tratta di D.M., A.A, entrambi soci e gestori di fatto delle imprese ”L’Igiene Urbana S.r.l. ” e ”Helios S.r.l.” aventi sede legale a Scafati , M.A e A.S entrambi responsabili della sede di Ardea de ”L’Igiene Urbana”, e A.M. geometra presso il comune di Ardea.

L’indagine, avviata nel marzo 2014 dal Noe e coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha permesso di accertare come la società ”L’Igiene Urbana”, aggiudicataria nel 2010 dell’appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nel comune di Ardea, tuttora in essere, avesse frodato quest’ultimo Ente, addebitandogli costi non dovuti per i rifiuti speciali, con la compiacenza del geometra M., funzionario comunale impiegato presso l’ufficio tecnico, Responsabile del procedimento e Direttore dei lavori nell’ambito del suddetto appalto. In particolare, mediante intercettazioni telefoniche e telematiche, nonché videosorveglianza e servizi di osservazione, l’attività investigativa ha documentato come, tra aprile e settembre 2014, la società avesse asportato, in violazione alla normativa ambientale, che prevede l’avvio presso appositi centri di trattamento autorizzati, le parti metalliche da apparecchiature elettriche ed elettroniche depositate come rifiuti, miscelando i resti di queste ultime con quelli ingombranti portati dai cittadini presso le isole ecologiche mobili ubicate sulla pubblica via per sopperire all’assenza di un centro fisso di raccolta comunale. Successivamente, gli scarti miscelati venivano trasportati all’impianto di trattamento rifiuti gestito dalla Helios S.r.l., così garantendo consistenti guadagni sui costi di gestione e smaltimento a danno del comune. Nello stesso periodo sono state documentate 21 operazioni illegali di miscelazione, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi e non, per un totale di 710 tonnellate.

E’ stato inoltre accertato come ”L’Igiene Urbana” avesse mischiato in sette episodi i rifiuti ingombranti prelevati nell’ardeatino con quelli della Gesam S.r.l., azienda che svolge analogo servizio di raccolta pubblica per conto di due comuni dell’hinterland romano, per complessive 110 tonnellate, che portava sempre alla Helios, incassando i relativi costi di gestione e smaltimento dal comune di Ardea.

L’inchiesta ha scoperto anche come le operazioni di pulizia e sanificazione dei mezzi usati per la raccolta dei rifiuti, con oneri a carico dell’appaltatore scafatese, non venissero eseguite secondo quanto prescritto nel Capitolato Speciale d’Appalto.

E ancora è stato scoperto come uno degli amministratori di fatto della società indagata, M., fosse stato indotto dal geometra comunale a prorogare il contratto con contestuale incremento del livello retributivo nei confronti di un dipendente, risultato essere suo parente, prospettando, in caso contrario, la risoluzione del contratto d’appalto. Peraltro, il funzionario pubblico ha attestato falsamente di aver svolto le verifiche nei confronti della società ”L’Igiene Urbana”, in concorso con i responsabili di quest’ultima, i quali ne sollecitavano le emissioni, e che le prestazioni erano state regolarmente svolte, consentendo così la liquidazione delle fatture relative all’esecuzione del contratto d’appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani.

L’Igiene Urbana gestisce il servizio del ciclo integrato dei rifiuti con più o meno servizi, nella maggior parte dei comuni che vanno da Scafati fino a Casola di Napoli ma anche nell’area Vesuviana. Di concerto, la ditta Helios ha un sito di stoccaggio che ospita rifiuti da ogni parte della Campania.

puntoagronews

METEO: Lunedì-Mercoledì tanta pioggia al Centro-Nord, Neve a 800 m, poi assaggio di Primavera

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Oggi maltempo dalla Sardegna e Centro verso il Nord, Martedì maltempo al Centro-Nord, intenso su Triveneto, Mercoledì ultime piogge sparse.  Weekend 20-21 con sole e aria di Primavera! 
Situazione ed evoluzione generale

SITUAZIONE – A partire da Domenica 7 febbraio il flusso perturbato atlantico ha iniziato a scendere di latitudine, sfiorando e talvolta investendo il Mediterraneo. Questa manovra sta inviando correnti instabili (Panta Rei, ndr) capaci di creare una serie di centri di depressionari che interesseranno la Penisola per molti giorni e a fasi alterne.
 
CONSEGUENZE – La seconda settimana di Febbraio e anche la prima parte della terza, sarà interessata da un treno di perturbazioni che riporteranno la pioggia sulla nostra Penisola, ma soprattutto la neve su Alpi e Appennini. Tra lunedì 15 e mercoledì 17 ancora tanta pioggia al Centro-Nord con fase di maltempo sul Triveneto nella giornata di martedì 16. 
 
PIOGGE INTENSE – Le piogge interesseranno soprattutto le regioni tirreniche, quindi Toscana, Lazio, Campania, Calabria tirrenica, ma anche la Sardegna occidentale e il Nord, specie Lombardia, Emilia Romagna e Triveneto, altrove saranno più intermittenti o addirittura assenti.
 
LA NEVE – I fiocchi cadranno a più riprese sopra gli 800/1000 delle Alpi e sopra i 1400 metri degli Appennini.
 
IL RITORNO DELL’ALTA PRESSIONE? – Per quanto riguarda l’anticiclone, questo dovrebbe pian piano ritornare a conquistare il Paese verso il 19 Febbraio, facendo così assaporare i primi segnali della Primavera nel weekend 20-21 Febbraio.
Lunedì 15 Febbraio 2016
Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia piene di sole e con clima mite. Le piogge e temporali dalla Sardegna, Lazio, Umbria, Toscana e Marche si portano verso gran parte del Nord entro sera, con precipitazioni forti sul Veneto e in nottata su basso Piemonte, Lombardia ed Emilia. Neve sulle Alpi a 800 m, in calo la notte fino a 400/500 m.

NORD

Da condizioni di cielo parzialmente nuvoloso con qualche nebbia mattutina ad aumento delle nuvolosità dal tardo pomeriggio e sera con piogge in arrivo dall’Emilia Romagna verso tutto il Nord. Precipitazioni forti su Veneto, Piemonte e Lombardia meridionali ed Emilia. Neve dagli 800 metri fino a 500 metri in nottata.

Temperature

In leggera diminuzione.

CENTRO e SARDEGNA

Piogge o anche temporali su Sardegna, Lazio, Toscana, Umbria e Marche. Precipitazioni anche intense. In nottata migliora. Neve in Appennino a 1000/1300 metri.

Temperature

Senza particolari variazioni.

SUD e SICILIA

Qualche temporale in Campania, piogge sparse in Puglia ma migliora. Tempo più soleggiato altrove.

Temperature

In leggero aumento.

Martedì 16 Febbraio 2016
Piogge diffuse al Nordovest e Alpi del Triveneto. Piogge sul Lazio e Marche. Nel pomeriggio/sera peggiora ulteriormente al Centro e al Nord, specie sul Triveneto con piogge diffuse e maltempo su Veneto e Friuli Venezia Giulia.

NORD

Tempo instabile su tutte le regioni con precipitazioni diffuse. Dal pomeriggio/sera peggiora ulteriormente con piogge intense sul Triveneto.

Temperature

In aumento nei valori massimi

CENTRO e SARDEGNA

Piogge su Toscana, Lazio, Marche. Neve in appennino sopra i 1300 metri.

Temperature

In leggero aumento le massime.

SUD e SICILIA

Giornata quasi primaverile, poche nubi e tanto sole su gran parte delle regioni meridionali

Temperature

In aumento

Mercoledì 17 Febbraio 2016
Pioggia e neve a 700 m al Nordest. Qualche temporale sul Lazio e Sassarese. Nel pomeriggio precipitazioni soltanto sull’arco alpino. Tempo più asciutto e soleggiato altrove.

NORD

Al mattino piogge diffuse al Nordest con neve sulle Alpi a bassa quota. Nel pomeriggio precipitazioni soltanto sull’arco alpino.

Temperature

Stazionarie

CENTRO e SARDEGNA

Poche piogge, e generalmente sparse e alternate a schiarite. Isolati temporali su Lazio e Sassarese.

Temperature

Senza particolari variazioni.

SUD e SICILIA

Bel tempo generale con sole prevalente, salvo locali addensamenti, peraltro innocui.

Temperature

Stazionarie.

Giovedì 18 Febbraio 2016
Precipitazioni più probabili sull’arco alpino e prealpini centro-occidentale e in Liguria. Altrove saranno scarse o isolate.
Venerdì 19 Febbraio 2016
Precipitazioni deboli sull’arco alpino. Isolati piovaschi su Toscana, Umbria e Marche. Soleggiato altrove.
Sabato 20 Febbraio 2016
Sole prevalente, salvo qualche isolato piovaschi sulle coste del basso Tirreno e deboli nevicate sull’arco alpino.
Domenica 21 Febbraio 2016
Tutto sole, salvo nubi e occasionali piovaschi lungo le coste tirreniche. Clima quasi primaverile.

APPROFONDIMENTO anche per singole Regioni e Città su:

Nord

Valle d’Aosta

Piemonte

Liguria

Lombardia

Trentino Alto Adige

Veneto

Friuli Venezia Giulia

Emilia Romagna

Centro

Toscana

Marche

Umbria

Abruzzo

Lazio

Molise

Sud e isole

Puglia

Campania

Basilicata

Calabria

Sicilia

Sardegna

Il Pungiglione Stabiese: Segnali di risveglio…

DIRETTA

“Il Pungiglione Stabiese” programma webradio condotto da Mario Vollono andrà in onda oggi 15 febbraio alle ore 20:15.

In studio ci saranno Gianluca Apicella (Magazine Pragma) e Salvatore Sorrentino (ViViCentro.)

Parleremo dell’ottimo pareggio della Juve Stabia a Caserta, con le Vespe che avrebbero potuto anche conquistare l’intera posta in palio.

Avremo come ospiti telefonici Marco Capparella e Amedeo Petrazzuolo ex calciatori della Juve Stabia.

Parleremo della prossima partita con il Martina Franca.

Chiuderemo la puntata come di conseutudine parlando del settore giovanile della Juve Stabia.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi direttore responsabile delle giovanili della Juve Stabia.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.048.73.45 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti! 

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Corbo: “Dieci punti per spiegare il ko di Torino: non è solo sfortuna”

Dopo la partita dell’anno è Sarri che detta il tema. «Juve fortunata», chiude in due parole. Poche per raccontare una sfida vista nel pianeta da un miliardo di spettatori attraverso 25 stazioni. Pochissime per capire un verdetto ingrato: dopo 85’ di equilibrio decide troppe cose. Promuove al primo posto la Juve, arretra il Napoli al secondo, sconvolge il vertice della classifica. Fortuna anomala perché stavolta non aiuta gli audaci, ma i prudenti. Premia il tatticismo del flemmatico Allegri piuttosto che Sarri, la grazia e l’irruenza del suo gioco, il migliore congegno offensivo degli ultimi mesi. Ma la verità è dentro la partita: come fanno i bambini con i giocattoli, bisogna mandarla in pezzi e studiarli. Sono almeno dieci gli elementi di una analisi che non può fermarsi a quelle due parole, «Juve fortunata ». Allegri controcorrente. Gioca la partita che nessuno si aspetta. Ha una opportunità: giocare in casa la sfida scudetto, battere il Napoli e scavalcarlo. Immagini quindi una Juve d’assalto, con il Napoli che difende il vantaggio di due punti. Allegri invece smonta la Juve dopo 14 vittorie consecutive, allinea una difesa 4 e non più a 3, rimedia ad assenze importanti come Mandzukic, Chiellini, Caceres. Si preoccupa non di battere il Napoli, ma solo di bloccarne le energie vitali. La squadra manovrabile. Allegri manda in tilt il congegno offensivo del Napoli, bloccandone le linee di collegamento. Higuain rimane isolato tra due lupi come Bonucci e Barzagli, sono curati da vicino gli altri tre della cricca: Khedira va su Hamsik e lo esclude dalla partita, Callejon è costretto a coprire piuttosto che a proporre, Insigne mostra il cuore nei ritorni difensivi ma in copertura è leggero se perfino Marchisio il Principino lo manda gambe all’aria in un contrasto. La Juve si preoccupa della fascia sinistra del Napoli: spende Cuadrado per infastidire Ghoulam. Tutta la famosa catena di sinistra (Ghoulam, Hamsik, Insigne) si spezza. Restano ingranaggi sparsi. L’ingenuità. Ci si mette Koulibaly dopo una partita formidabile. Dimentica che Zaza è mancino. Gli consente di girarsi sul piede migliore. Sfortuna, inesperienza o ingenuità? Sottoritmo. Sarri rivela che aveva chiesto di osare di più. Ma vi riesce la squadra se impone un ritmo alto, con i migliori che vincono i rispettivi confronti. Hamsik soccombe a Khedira, Callejon non sfonda a destra dove incrocia anche Pogba, Insigne va di rado in profondità a sinistra. La Juve portando la gara sottoritmo non ferisce il Napoli, ma accetta di abbassare la velocità. Gli spazi stretti. Combattendo furiosamente in spazi limitati, con contatti ravvicinati, ci si affatica molto per nulla. Lo sanno Allan e Jorginho. Ma nessuno prende il largo. Sono infatti rarissisme le conclusioni. La mossa mancata. Sarri crede nel suo 4-3-3. Il modulo di una stagione fantastica. Ma la Juve sabato sera lo ha deformato e svilito in un 4-5-1. L’infortunio di Bonucci forse ispirava una mossa. Infilare la seconda punta: Gabbiadini al posto di Insigne. Rugani non è Bonucci. Ponendosi a specchio in un inconsueto 4-4-2 il Napoli avrebbe avuto una forza d’urto maggiore, Gabbiadini accanto a Higuain, mediana con Callejon a destra, Allan e Jorginho al centro, Hamsik quarto a sinistra come sul versante opposto Pogba. Il caso Gabbiadini. Una risorsa dev’essere se non è stato venduto a gennaio. Consente la variante tattica. Rischia la depressione. Prevedibile. Il Napoli merita tonnellate di elogi, ma è privo di alternative. Se gioca sempre allo stesso modo, rischia di essere prevedibile in alcune gare. Non può imporre sempre e solo la maggiore velocità. A Torino non gli è riuscito. Il calendario. Non è finita a Torino. Lo scudetto si decide il 24 aprile, 35esemimo turno, con Fiorentina-Juve e Roma-Napoli. Il mercato avaro. La Juventus infila un giocatore nuovo dopo l’altro. Zaza è la prova. Con almeno uno tra André Gomes, Herrera o Kramer, annunciati e mai presi, il Napoli sarebbe più competitivo. Vi fu troppa euforia: è stato il consiglio di un amico al presidente. L’ha detto De Laurentiis anche in tv. Un giorno scoprirà che quell’amico è juventino.

Antonio Corbo – La Repubblica

Villarreal e Milan, due gare spinose attendono il Napoli

Tuttosport scrive sui prossimi impegni del Napoli: “Perché il Napoli giovedì è atteso dalla trasferta di Europa League contro il Villarreal, un buco nero per energie fisiche e mentali che presenta a Sarri il dilemma dei dilemmi: chi schierare? Se manda in campo i titolari corre il rischio di ritrovarli meno brillanti nel posticipo di lunedì contro il Milan al San Paolo (altra scomodissima partita). Se manda in campo le alternative rischia di perdere contro una squadra tutt’altro che arrendevole (e nella bolgia del Madrigal) e compromettere la condizione psicologica del gruppo, che ha appena attutito la botta della sconfitta di Torino. Insomma, comunque la si giri, per il Napoli il post Juventus Stadium è da prendere con le molle”

Come si fa a superare la dipendenza da Higuain?

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport: “I tifosi chiedono di non mollare e di credere ancora in quello scudetto per il quale Sarri continua a ripetere che il Napoli “non ha alcun obbligo di battersi per il tricolore”. Tra verità e scaramanzia, il tecnico tosco-partenopeo sta già preparando la gara di giovedì a Villarreal, senza trascurare la delicata sfida di campionato, in programma lunedì al San Paolo, con il Milan reduce da una striscia di 9 partite senza sconfitte, 2 in Coppa Italia. Riuscirà Sarri a far ritrovare il sorriso a Higuain, uscito dallo Stadium senza gol e senza lo straccio di un tiro verso la porta di Buffon? Anche se non a tutti va giù, ma il dato resta significativo: quando il Pipita non segna, i risultati sono scadenti. Solo 7 punti nelle 7 partite in cui il capocannoniere della serie A non ha timbrato il cartellino, cioè all’andata con Sassuolo, Empoli, Carpi, Genoa, Roma, Torino e sabato con la Juventus, per un rendiconto di una vittoria, 4 pareggi e 2 sconfitte. Come si fa a superare la dipendenza dal Pipita? Il problema è stato messo a nudo dalla Juventus che ha creato una gabbia intorno al bomber, servito pochissimo anche perché i suoi partner, Insigne e Callejon, avevano il problema non da poco di seguire Cuadrado e Pogba nelle loro scorribande in attacco. Probabilmente tutti hanno ormai imparato il modo di giocare del Napoli e, chi può, riesce a creare un corto circuito nei meccanismi, tanto da far vivere a Higuain serate da sbadiglio come quella dello Stadium. Cambiare il modulo a gara in corso, come ha fatto anche Allegri che ha vinto la gara con la panchina, magari con l’inserimento di Gabbiadini al fianco di Higuain, potrebbe essere utile per aiutarlo quando i difensori sono troppi per permettergli di liberarsi al tiro”

Alberto Airola: “Sulle unioni civili i cattodem sono insaziabili, dietro c’è Bagnasco”. ANNALISA CUZZOCREA*

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Il senatore grillino: “È vergognoso che in questo Paese non si possano dare diritti ai gay e ai bambini. Si è creata una polemica ad arte che ha spaventato parte dei nostri elettori”.

ROMA – All’appello del leader Ncd Angelino Alfano per fermare la stepchild adoption, l’adozione del figlio del partner nelle coppie omosessuali, il senatore Alberto Airola – che ha seguito la legge per i 5 stelle – risponde con una risata. “È vergognoso che in questo Paese non si possano dare diritti ai gay e ai bambini. Si è creata una polemica ad arte che ha spaventato parte dei nostri elettori”.

Senatore, il Movimento 5 Stelle tiene?
“Il mio gruppo è solido. Anche dopo la scelta di dare libertà di coscienza sulla stepchild mancheranno al massimo tre voti. Chi finora non ha detto un sì convinto vuole solo evitare di fare da stampella a Renzi”.

Ci sono state prese di posizioni importanti.
“Sia Roberto Fico che Paola Taverna hanno detto di appoggiare la legge nella sua interezza. Adesso aspettiamo domani: se ci sarà un emendamento canguro che consentirà di saltare migliaia di emendamenti decideremo come agire. Certo sono insaziabili”.

Chi?
“I cattodem. Quelli che continuano a chiedere mediazioni dopo averne ottenute moltissime”.

Fa bene il Pd a non fidarsi di voi?
“Al Pd dico: chiaritevi e portiamo a casa diritti e uguaglianza per tutti i cittadini”.

Ma allora perché la libertà di coscienza?
“Se non si fidano di noi per la libertà di coscienza sull’articolo 5 non possono fidarsi neanche di se stessi, visto che l’hanno data anche loro. Noi abbiamo due o tre casi, il Pd molti di più. Ho sentito Giorgio Tonini dire cose progressiste, ha capito che si tratta di una legge per tutelare i bambini, ha fatto un percorso. Mentre ci sono senatori, come Lepri, congelati nel loro no”.

Perché secondo lei?
“Il problema è la Chiesa. Un pezzetto di Chiesa. Quella che ho visto quando andavo a girare documentari in Darfur non è quella del capo dei vescovi Bagnasco”.

*larepubblica

Sarri e le frecciate a De Laurentiis: c’è delusione per il mercato invernale

La Gazzetta dello Sport scrive su Maurizio Sarri: “C’è qualcosa che non ha convinto nelle dichiarazioni post partita di Maurizio Sarri. Parole che hanno aperto alla discussione: possibile che l’allenatore del Napoli abbia lanciato un messaggio di resa esaltando la forza dell’avversario? Nemmeno a parlarne. “La Juve è di un’altra categoria, alla lunga il miglior fatturato potrà fare la differenza”. È questa la frase pronunciata dal tecnico dopo la sconfitta dello Stadium, che ha destato qualche perplessità. Ma la questione è di tutt’altra natura. In effetti non è la prima volta che Sarri punta il dito sulla differenza di gestione delle due società. Quelle parole hanno un destinatario, Aurelio De Laurentiis, il presidente che poco prima di Natale aveva promesso al mondo intero che avrebbe regalato al suo allenatore due top player. A fine gennaio, a Castelvolturno, sono arrivati due giocatori: Alberto Grassi, dall’Atalanta, un giovane centrocampista di 21 anni, con poco meno di 20 presenze in serie A e, dunque, un acquisto per il futuro; e Vasco Regini, difensore di medio livello, dalla Sampdoria. Giocatori che sicuramente non rappresentano i rinforzi che avrebbe voluto Sarri e che il presidente, invece, gli ha propinato al termine di un mercato caratterizzato dalle sue chiacchiere più che dalla concretezza. “Con questi acquisti, vuol dire che la società ha inteso confermare il programma della scorsa estate, cioè, una stagione di crescita, senza precisi traguardi”, disse l’allenatore al termine del calciomercato. E quando ha discusso ancora una volta la questione fatturati, è stato per chiarire nuovamente che proprio la qualità dell’organico alla fine potrebbe pesare sulla lotta per lo scudetto”.

Niente piagnistei, il messaggio di Sarri alla squadra

La Gazzetta dello Sport scrive sul clima che si respira a Castel Volturno dopo la sconfitta di Torino: “La terza sconfitta in campionato non modificherà nulla nei programmi del Napoli. A Castelvolturno c’è l’ordine di archiviare in fretta la caduta di Torino e di pensare al prossimo impegno. Che sarà nell’immediato, giovedì sera, in Spagna, contro il Villarreal, per l’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Niente piagnistei, dunque, Maurizio Sarri ha chiesto ai suoi una reazione immediata, che non sia condizionata dalla sconfitta rimediata contro la Juventus e la conseguente perdita del primato in classifica. D’altra parte, c’è poco per cui dannarsi, il risultato negativo, determinato da una deviazione, non basterà a condizionare l’andamento di questa stagione. Fino allo scontro diretto di Torino, il Napoli è stato un rullo compressore, sbarazzandosi di tutti gli avversari che si è trovato sulla propria strada. Come la Juve, d’altra parte, che ha sommato la quattordicesima vittoria consecutiva, roba da impresa vera. Il cambio al vertice non dovrebbe avere contraccolpi psicologici per il collettivo napoletano, un punto di distacco è facilmente recuperabile, anche se il calendario presenta le stesse difficoltà per entrambe le pretendenti al titolo”.

Reina e Higuain neri di rabbia, a Torino è stato un suicidio tattico

La Repubblica scrive su Reina e Higuain dopo la sconfitta di Torino: “La tattica preparata a tavolino prevedeva per il Napoli ben altro, infatti. Aggredire il centrocampo avversario, innanzitutto: approfittando della mobilità ridotta di Khedira e della pigrizia di Pogba nel lavoro di interdizione. A Callejon e Insigne, invece, era stato affidato il compito di schiacciare sulle fasce laterali Lichtsteiner ed Evra, non di preoccuparsi troppo delle incursioni degli esterni bianconeri: come è al contrario successo, invece. La conseguenza è stato l’isolamento totale di Higuain, che non ha potuto contare nemmeno sugli inserimenti di Hamsik, a sua volta troppo timido. Solo Hysaj ha provato a innescare una volta il capocannoniere del campionato: innervosito dalla mancanza di rifornimenti e costretto a una figuraccia contro Barzagli. Nero dalla rabbia anche lui, come Reina. I due leader hanno potuto fare poco per evitare il suicidio tattico dei compagni: tema bollente del confronto di oggi a Castel Volturno”.

Sarri non ha chiuso occhio al ritorno a Castel Volturno

La Repubblica scrive un retroscena su Maurizio Sarri di ritorno da Torino con la squadra a Castel Volturno: “Il tecnico non ha chiuso occhio al ritorno a Castel Volturno e alle tre e mezza di notte si è fermato a parlare con una cinquantina di tifosi: ringraziandoli per la loro incredibile dimostrazione d’affetto. Difficile prendere sonno per tutti, dopo aver perso il primato in circostanze così assurde. Il bagno di folla a Capodichino ha se non altro rincuorato un po’ i giocatori”.

Il debito pubblico è salito di 33 miliardi nel 2015

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Alla fine di dicembre si è attestato a 2.169 miliardi, con una discesa rispetto al mese precedente ma in espansione rispetto all’anno prima. Enti locali virtuosi, la crescita si spiega con l’amministrazione centrale. Gli aiuti agli altri Paesi sfiorano 60 miliardi. Balzo delle tasse.

MILANO – Il debito pubblico chiude il 2015 con una crescita di 33 miliardi e 800 milioni, attestandosi il 31 dicembre a quota 2.169,9 miliardi. A fine 2014, svelano i dati comunicati da Bankitalia, il debito ammontava a 2.136 miliardi (132,4 per cento del Pil), mentre alla fine di novembre era sopra 2.200 miliardi.

Via Nazionale spiega che l’aumento del debito nel 2015 (33,8 miliardi) “è stato inferiore al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (49,3 miliardi), per effetto della diminuzione di 10,7 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro (collocatesi a fine anno a 35,7 miliardi) e degli scarti e dei premi di emissione che hanno contenuto il debito per 5,1 miliardi”. Significa che il Mef ha svuotato in parte il suo conto corrente, mentre la dinamica dei titoli di Stato ha favorito il contenimento del debito. “Di contro”, precisa la nota di Bankitalia, “le variazioni dei cambi hanno aumentato il debito di 0,3 miliardi”.

Se si guarda ai luoghi dove il debito è aumentato, la “ripartizione per sottosettori” che sottolinea la nota di Palazzo Koch, si vede un comportamento virtuoso delle amministrazioni locali, mentre nel cuore dello Stato cresce l’indebitamento: “Il debito consolidato delle Amministrazioni centrali è cresciuto di 40,5 miliardi, a 2.077,5, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 6,6 miliardi, a 92,3; il debito degli Enti di previdenza si è ridotto di 0,1 miliardi”.

Bankitalia fa anche il punto sul ruolo dell’Italia nel panorama degli aiuti internazionali: “Al 31 dicembre 2015 il contributo italiano al sostegno finanziario ai paesi” dell’Unione economica monetaria “ammontava a 58,2 miliardi (60,3 alla fine del 2014): 10 miliardi di prestiti bilaterali alla Grecia, 33,9 miliardi erogati per il tramite dell’European Financial Stability Facility (EFSF) e 14,3 miliardi di contributo al capitale dello European Stability Mechanism”, il nuovo fondo salva-Stati.

Sul fronte entrate, via Nazionale registra un deciso aumento delle tasse durante l’anno scorso. A fine dicembre scorso, le entrate tributarie sono state infatti pari a 433.483 milioni di euro, con un incremento del 6,4% rispetto ai 407.579 milioni dello stesso mese del 2014. Nel solo mese di dicembre le entrate tributarie si sono attestate a 80.144 milioni di euro, contro i 68.525 di dicembre 2014.

Reina fuori di sé al fischio finale di Orsato: aveva provato a scuotere i compagni

La Repubblica analizza la sconfitta di Torino: “La parola d’ordine è ripartire, subito. «Le squadre vere si vedono in questi momenti», ha dato la carica Pepe Reina, trasformando in energia positiva la rabbia accumulata a Torino: in una malanotte vissuta per 88’ da insofferente spettatore, fino alla beffarda deviazione di Albiol che ha regalato alla Juve vittoria e primato. Il portiere era fuori di sé, al fischio finale dell’arbitro Orsato. Dalla sua posizione privilegiata, infatti, il leader azzurro aveva invano provato a scuotere i suoi compagni dal loro torpore: intuendo, grazie alla sua esperienza, i pericoli che poteva comportare una tattica così rinunciataria. Accontentarsi dello 0-0 è stato un suicidio, con il senno di poi. Ma il numero uno se n’era accorto anche prima dell’improvviso guizzo di Zaza, cui il Napoli è andato incontro con eccessiva ingenuità: tradendo pure la sua natura”.

Villareal-Napoli, le probabili scelte di Sarri

Secondo Il Corriere dello Sport, Sarri dovrà pensare a che formazione schierare giovedì prossimo contro il Villareal in Europa League. Considerando che lunedì sera arriva il Milan al San Paolo sarebbe il caso di mischiare un po’ le carte. La soluzione meno probabile sarà quella di inserire i titolarissimi dal primo minuto. Se sarà rivoluzione ci saranno Maggio, Chiriches, Koulibaly e Strinic. A centrocampo spazio a David Lopez, Valdifiori e Chalobah. Invece l’ipotesib più probabile sarà quella di affidarsi ancora ad Allan, Ghoulam ed Hysaj che non hanno giocato contro la Lazio, a Jorginho che ha saltato il Carpi, più quelle due o tre riserve di buon livello tipo Chiriches e Mertens. Insomma, è ancora tutto da vedere. Sarri ci pensa…

Siria, raid colpisce ospedale Msf: 9 morti. Missili su Azaz: 14 vittime e 30 feriti

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Dispersi otto membri dello staff di Medici senza frontiere. Mosca:”Attacchi contro terroristi continueranno anche con cessate il fuoco”. Ankara nega invio truppe turche vicino Aleppo: “Non vi è alcun pensiero di inviare truppe”.

ROMA – Almeno 9 persone sono morte in raid aerei russi compiuti contro un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere in Siria: lo ha denunciato oggi l’Osservatorio siriano sui diritti umani. Tra le vittime c’è anche un bambino. Un portavoce da Parigi ha spiegato che “un ospedale sostenuto da Medici senza frontiere è stato fatto oggetto di bombardamenti aerei” nella regione di Maaret al Noomane, a 280 chilometri a nord di Damasco. L’ospedale è stato colpito quattro volte in due serie di almeno due attacchi a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro e di almeno otto membri dello staff non si hanno notizie. “Sembra essere un attacco deliberato contro la struttura sanitaria e lo condanniamo con la maggior forza possibile” ha detto Massimiliano Rebaudengo, capo missione di Msf. “La distruzione di questo ospedale lascia una popolazione di circa 40.000 persone senza accesso ai servizi sanitari in una zona in pieno conflitto.”

Fonti mediche hanno riferito di un altro attacco aereo governativo siriano che ha colpito un ospedale, una scuola e un campo profughi a Azaz, tra Aleppo e il confine turco: qui le vittime sono almeno 14 e 30 i feriti.

La reazione Turca. La Turchia “non permetterà la caduta di Azaz” nel nord della Siria nelle mani delle milizie curdo-siriane dell’Ypg, ha detto il premier di Ankara, Ahmet Davutoglu. “Elementi dell’Ypg sono stati allontanati dall’area intorno ad Azaz. Se si avvicineranno di nuovo affronteranno la più dura reazione” della Turchia, ha assicurato Davutoglu.

Intanto, però, la Turchia smentisce che il suo esercito sia entrato nel territorio siriano, come denunciato ieri da Damasco. Lo ha detto stamani in Parlamento il ministro della Difesa di Ankara, Ismet Yilmaz. Ieri il ministero degli Esteri siriano aveva inviato al segretario generale dell’Onu e alla presidenza del Consiglio di sicurezza una lettera in cui accusava la Turchia di aver sconfinato con “12 pickup armati e circa 100 militari nei pressi del valico di Bab al-Salameh, vicino all’aerea di Azaz colpita dall’artiglieria di Ankara”.

Russia: “Raid andranno avanti anche con cessate il fuoco”. La Russia, comunque, non intende interrompere i raid aerei “contro i terroristi” anche nella provincia di Aleppo nonostante l’accordo di cessare il fuoco in Siria. Il vice ministro degli Esteri russo Gennadi Gatilov ha spiegato: “Noi combattiamo contro gruppi terroristici, Is, al Nusra e altri, legati ad al-Qaeda. I bombardamenti su obiettivi dei gruppi terroristici continueranno in ogni caso, anche se si arriverà a un accordo per il cessate il fuoco in Siria”. “Il succo della questione sta nel fatto che il cessate il fuoco riguarderà coloro che sono davvero interessati all’avvio del processo di dialogo e non i terroristi”, ha detto Gatilov.

Rapporti sempre più tesi. A rappresentare “un considerevole ostacolo” alla creazione di un fronte unico per la lotta al terrorismo in Siria potrebbero, però, essere i complicati rapporti di Mosca con la Turchia, ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Il bombardamento del territorio siriano da parte di Ankara, secondo il Cremlino, equivale a “un manifesto sostegno al terrorismo internazionale e alla violazione delle risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’Onu”. Per il ministero degli Esteri russo “la Turchia continua a favorire la penetrazione illegale di forze fresche jihadiste e mercenari armati in Siria”.

Nato esclude truppe di terra. “Escludo per ora che la Nato invii truppe di terra in Siria”: in un’intervista alla Bild il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha detto che “tutti gli Stati della Nato sono pronti a combattere Is. Inoltre l’Alleanza supporta Tunisia, Giordania e Iraq nella costruzione di strutture militari”. “Le dichiarazioni di Assad mostrano che non sarà facile portare le armi a tacere”, afferma poi in un altro passaggio, a proposito delle intenzioni manifestate dal leader siriano, che ha detto di voler “recuperare tutto il Paese” all’indomani dell’accordo sulla cessazione delle ostilità. “Ma il comportamento di Assad dimostra anche che noi dobbiamo continuare a tentare – ha concluso Stoltenberg – altrimenti morti e violenza andranno avanti”.

Corridoi umanitari. Spera che il Consiglio dei ministri degli esteri europei che si riunisce oggi a Bruxelles sia “l’occasione per un impegno comune dell’Europa a sostegno delle intese, sia pure parziali, che sono state raggiunte a Monaco sulla Siria” il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. E “naturalmente – ha spiegato il ministro – il nostro auspicio è che i primi risultati di quelle intese, soprattutto per quanto riguarda l’apertura di corridoi umanitari, possano essere raggiunti già oggi con il via libera da parte del regime alle richieste avanzate” nel fine settimana.

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