Home Blog Pagina 653

Venezuela, cooperante arrestato: chi è Alberto Trentini

0

(Adnkronos) – Su Linkedin si definisce un "professionista con oltre dieci anni di esperienza nei settori dello sviluppo e umanitario con Ong internazionali in Sud America, Etiopia, Nepal, Grecia e Libano", con "esperienza comprovata nella gestione di progetti e uffici, coordinamento, progettazione e budget di proposte, risorse umane e logistica.Madrelingua italiana, fluente in spagnolo, inglese e francese".

Lui è Alberto Trentini, il cooperante italiano della Ong Humanity & Inclusion, di cui non si hanno più notizie dallo scorso 15 novembre, dopo l'arresto da parte delle autorità venezuelane scattata durante la missione umanitaria.Fondata nel 1982, la Ong lavora in una sessantina di Paesi "al fianco delle popolazioni vulnerabili, specialmente quelle con disabilità".  Laurea in storia moderna e contemporanea all'Università Ca' Foscari, prima di collaborare con Humanity & Inclusion Trentini, di origini veneziane, ha lavorato nel campo della cooperazione internazionale in tutto il mondo: fra il 2023 e il 2024, con il Consiglio danese per i rifugiati, a Barbacoas, località della Colombia.

Per gli ultimi 4 mesi del 2022 invece, sempre in Colombia, è stato, per l'Ong francese Solidarités International, field coordinator; stessa mansione che ha ricoperto per Première Urgence Internationale.  Tra il 2017 e il 2020, Trentini ha collaborato con l'organizzazione Coopi in Ecuador, Perù, Libano e Etiopia.Tra gli altri paesi dove ha compiuto missioni umanitarie Grecia, Nepal, Paraguay e Bosnia-Erzegovina.  —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni sospesi a Roma Termini, da M5S a Italia Viva opposizione contro Salvini: “Si dimetta”

0

(Adnkronos) – Circolazione dei treni sospesa e poi ripartita oggi alla stazione Roma Termini per un guasto tecnico, con conseguenti deviazioni e ritardi per i convogli.E, così come era stato per il caos ferroviario di Milano nei giorni scorsi, anche lo stop alla principale stazione della Capitale diventa un caso politico con l'opposizione all'attacco del ministro dei Trasporti Matteo Salvini, della premier Giorgia Meloni e del governo. "Aggiorniamo il governo, chiuso nelle sue stanze dorate, su quel che sta accadendo nel mondo reale: buio pesto per pendolari e viaggiatori anche a Roma Termini dove ci sarebbe un guasto della linea elettrica.

Alcuni pendolari sono rimasti per minuti al buio dentro i treni, altri sono in fila davanti alla tabella dei ritardi aspettando notizie su tempi e sulle cancellazioni.Tutti i treni fermi e circolazione paralizzata: un altro disastro.

Meloni non aveva due minuti da dedicare alle bollette, ce l'ha un minuto per questa emergenza?Quando ci proporranno soluzioni dignitose per un Paese civile?

Sveglia!", scrive sui social Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle. "A Termini la circolazione è sospesa per accertamenti tecnici: questo è quanto campeggia sul sito di Trenitalia.E’ il completamento di una giornata indecente sul fronte del trasporto ferroviario, ormai definitivamente tracollato nel nostro paese.

La stazione romana è diventata ormai un 'hub dell’imprecazione' per i passeggeri: Salvini comprenda che la sua avventura da ministro dei Trasporti è arrivata al capolinea.Game over, si dimetta.

Forse è giunta l’ora che anche Meloni provi a metterci la faccia, perché le nostre stazioni stanno diventando lo zimbello d’Europa in tema di disagi causati a chi viaggia in treno.Nell’anno del Giubileo la situazione è fuori controllo, bisogna ormai salvare il salvabile", commentano in una nota i parlamentari M5s delle commissioni Trasporti di Camera e Senato Antonino Iaria, Luciano Cantone, Roberto Traversi, Giorgio Fede, Gabriella Di Girolamo, Elena Sironi e Luigi Nave. "Stamani Firenze, oggi Roma.

Il trasporto su rotaia sembra impazzito.Ma che sta succedendo in Italia?

Salvini venga in Senato a riferire: noi siamo pronti a presentare la mozione di sfiducia.Così non si può più andare avanti", scrive quindi sui social Matteo Renzi, leader di Italia viva. “Basta disagi e ritardi nei trasporti, basta incompetenza: Matteo Salvini deve dimettersi!”, quanto chiede intanto una petizione di Italia Viva, i cui primi due firmatari sono la senatrice Raffaella Paita e il deputato Francesco Bonifazi. “La rete ferroviaria nazionale è ormai al tracollo.

Ogni giorno – afferma ancora la raccolta firme promossa da Iv – migliaia di italiani devono subire ritardi insopportabili, guasti continui, treni cancellati e condizioni di viaggio degradanti.Questa situazione non è più tollerabile e rappresenta un fallimento evidente della gestione del settore dei trasporti.

I disagi colpiscono i pendolari, lavoratori, studenti, aziende e turisti, con un impatto devastante sull’economia e sulla qualità della vita di milioni di persone.Il responsabile di questa crisi è il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che invece di affrontare il problema si è dimostrato assolutamente incapace e incompetente. È ora di dire basta.

Matteo Salvini deve dimettersi al più presto". "Nessun tweet, nessun post, nessuna sparata oggi da parte del ministro Matteo Salvini, che ha regalato all’Italia un’altra giornata di passione sui treni.Adesso un altro stop della circolazione a Termini.

Salvini è desaparecido, mentre gli italiani ci sono, ma sono fermi nelle stazioni aspettando invano un ministro dei trasporti che pensa a tutto tranne che a fare il suo lavoro.Salvini vada a casa, se ci riesce almeno lui”, scrive su X il segretario di Più Europa Riccardo Magi. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Treni, accertamenti tecnici a Roma Termini: riprende circolazione

0

(Adnkronos) – La circolazione dei treni, sospesa per accertamenti tecnici a Roma Termini, è in graduale ripresa dopo la disconnessione degli impianti. I treni a media e lunga percorrenza hanno subito variazioni di percorso e i treni del trasporto Regionale hanno subito ritardi, variazioni e cancellazioni.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lezioni private, quando gli studenti diventano tutor: L’indagine di Ripetizioni.it

0

Le ripetizioni private sono tra i lavoretti da studenti più diffusi: si inizia quasi per gioco ma per alcuni può diventare un’attività di rilievo.Gli alunni delle superiori – coinvolto circa 1 su 10 – si specializzano soprattutto nelle materie scientifiche, gli universitari in quelle umanistiche.

Come trovano i “clienti”?Tramite il passaparola e le piattaforme specializzate.

Si può essere studente e insegnante nello stesso momento?

Assolutamente sì: magia delle ripetizioni private.Sono tanti, infatti, i giovani che proprio mentre vestono i panni del discente – a scuola come all’università – si adoperano per “aiutare” altri colleghi in difficoltà a fronte di un compenso.

Un lavoretto che, soprattutto per i più grandi, può diventare un vero e proprio aiuto finanziario: basti pensare che, in Italia, se in media uno studente-tutor si porta a casa oltre 200 euro al mese, il 5% di loro riesce a superare anche la quota dei fatidici 1.000 euro.Si inizia già alle superiori.

Qui circa 1 su 10 tiene (o ha tenuto in passato) lezioni private nelle materie in cui va più forte.E tra chi insegue l’obiettivo laurea la quota raddoppia, coinvolgendo 2 studenti su 10, che nella metà dei casi proseguono quanto iniziato sin dai banchi di scuola.

A delineare questo scenario, che osserva da un punto di vista inedito la figura del docente personale, è una ricerca condotta da Ripetizioni.it – portale di riferimento in Italia per le lezioni private e il supporto allo studio – raccogliendo le testimonianze di oltre 3.500 giovani, tra alunni della scuola secondaria superiore e iscritti all’università.Mostrando, tra le altre cose, quanto sia grande il potenziale di questo mercato.

Visto che, oltre ai docenti in erba già “attivi”, molti altri si mostrano perlomeno incuriositi: circa 1 intervistato su 3 vorrebbe provare a fare ripetizioni ma non ha ancora trovato l’occasione giusta.Ma come si organizzano gli studenti per riuscire a sdoppiarsi?

Le modalità di svolgimento del “tutoraggio”, la clientela e i contenuti delle lezioni cambiano a seconda del livello formativo in cui ci si trova.Per quanto riguarda, ad esempio, i momenti dell’anno in cui si è operativi: alle superiori la platea si divide equamente tra chi fa ripetizioni solo durante i periodi di lezione (34%), chi le tiene solamente quando ci sono pause e vacanze (32%) e chi lo fa continuativamente (34%); la maggior parte degli universitari (46%) è, invece, disponibile lungo tutti i dodici mesi.

Che i ragazzi più adulti siano quelli che affrontano l’impegno con un approccio più strutturato lo si capisce anche da un altro dettaglio: la quantità di studenti “gestiti” nello stesso momento.Mentre tra gli “scolari” si preferisce affiancare un alunno per volta (così per il 60%), tra gli “accademici” è elevata la quota di chi ne riesce a supportate anche due in parallelo (41%) che di fatto si allinea a quella di chi lavora in esclusiva (44%).

Un ulteriore elemento di differenziazione tra studenti di scuola e universitari è rappresentato dalle materie in cui si specializzano in qualità di “insegnante”.Tra i più giovani, la forte richiesta di ripetizioni in discipline scientifiche ha prodotto soprattutto tutor di matematica, fisica, chimica e similari: quasi un terzo (31%) opera in questo settore.

E solo in subordine in area umanistica: è circa un quinto (21%) a prestare una mano in italiano.Mentre al terzo posto – con il 16% delle candidature – ci sono i docenti junior di una o più lingue straniere.

Minoritaria la proposta nelle lingue classiche (10%) o in storia, geografia, filosofia (10%).Che hanno la stessa diffusione dell’aiuto compiti (9%).

Se, invece, il tutor-studente è iscritto a un corso di laurea, ci sono alte probabilità che fornisca supporto in materie umanistiche (italiano, lingue classiche, storia, filosofia, ecc.): è il focus del 40% del campione di riferimento.Ma, tra gli universitari, è comunque facile trovare pure un insegnante in area STEM (matematica e dintorni): a offrire questa tipologia di ripetizioni è oltre un terzo dei “docenti” (34%).

Gradino più basso del podio, anche qui, per le lingue straniere: specialità del 17%.Mentre il 7% si è orientato sulle discipline più tecniche – come economia, diritto e quant’altro – che magari sono le stesse che caratterizzano il proprio percorso di studi.

Quello che accomuna i due gruppi di insegnanti è l’utenza a cui si rivolgono.In cima alla lista ci sono gli alunni praticamente prossimi al diploma di Maturità.

Quasi la metà degli studenti delle superiori (47%) fa ripetizioni ad alunni di tutte le età, compresi quelli della secondaria superiore; l’altra metà si concentra sui più piccoli, delle elementari (24%) o delle medie (23%); il 6% si rivolge a entrambe le ultime due categorie.Tra gli universitari, altresì, è il 33% a preferire ragazze e ragazzi delle superiori, il 17% punta sulle elementari, il 22% sulle medie, il 24% accetta un po’ di tutto, il 6% si dedica ad aiutare altri “accademici”.

Un discorso simile si può fare anche riguardo ai canali attraverso cui ci si promuove come tutor: il passaparola resta la via maestra, scelta da circa 6 su 10, sia per gli studenti di scuola sia per chi è all’università.Vanno però sempre più considerate le piattaforme specializzate nel far incontrare domanda e offerta di lezioni private.

Come, ad esempio, Ripetizioni.it.Queste vengono scelte come vetrina da quasi 1 candidato su 10.

Su tali piattaforme, infatti, è possibile candidarsi facilmente come tutor per dare lezioni private, semplicemente cliccando su un pulsante.Dopo un rapido processo di verifica dell’identità e del curriculum, si può immediatamente iniziare a proporsi al mercato.

“Le ripetizioni private sono quei ‘lavoretti’ spesso dati per scontati nell’immaginario collettivo, quando in realtà rappresentano una straordinaria opportunità per acquisire soft skills che poi saranno fondamentali nel mondo del lavoro, dall’orientamento al servizio al problem solving passando per la leadership e la capacità di lavorare in un team come quello docente-discente.

In più, permettono agli studenti di accedere a un’attività lavorativa flessibile e gratificante, che si può coniugare con le proprie esigenze accademiche o scolastiche.Ed è per questo che continua ad essere una pratica molto diffusa.

Anche in questo settore, inoltre, la digitalizzazione dei servizi come quella offerta da Ripetizioni.it abbatte le barriere un tempo esistenti: oggi chi vuole iniziare da zero non deve andare in giro a tappezzare le bacheche di quartiere, bastano pochi click per connettersi con studenti e famiglie in tutta Italia, risolvendo due problemi”, così Marco Sbardella, founder e Chief of Marketing & Business Development di Ripetizioni.it.

Intramontabile Kazu Miura: meteora in Serie A, ancora in campo a 58 anni

0

(Adnkronos) –
Kazu Miura non ha ancora intenzione di fermarsi.Il leggendario calciatore giapponese, meteora in Italia con la maglia del Genoa, oggi ha 58 anni e continuerà a giocare (almeno) per un'altra stagione.

Con il pizzetto bianco in bella vista, il capello sempre pettinato e la solita voglia di inseguire un pallone, l’attaccante nipponico ha firmato il rinnovo di contratto con l’Atletico Suzuka, club di quarta divisione con cui nell'ultimo periodo si è divertito in patria. La sua storia parte da lontano.All’epoca dell’esordio tra i professionisti, Miura aveva 19 anni.

Era il 1986, la maglia indossata quella dei brasiliani del Santos.Una vita fa.

Il 28 febbraio compirà 58 anni, avvicinandosi alla 40esima stagione tra i “grandi”.E dunque, record (già suo dal 2018) ritoccato: resterà il giocatore in attività più longevo nella storia del calcio professionistico. "Vorrei mettere a disposizione la mia esperienza e lavorare al fianco di tutti i miei sostenitori” ha spiegato in un comunicato pubblicato sui social dall’Atletico Suzuka. “Ringrazio il club per l’opportunità, farò del mio meglio per ottenere i migliori risultati.

Grazie del vostro continuo supporto” si legge a corredo della foto, con il suo inconfondibile sorriso stampato sul volto.Gli appassionati ricorderanno che Miura è anche passato dalla Serie A.

Diventando, tra l’altro, il primo giapponese nella storia del calcio italiano.Era il 1994 e ad acquistarlo fu il Genoa del presidente Aldo Spinelli, che lo portò in Italia – grazie a vari sponsor – dopo quattro stagioni con il Verdy Kawasaki.

Miura segnò anche un gol, nel derby del 4 dicembre 1994 contro la Sampdoria. "Il suo arrivo in Liguria?Ricordo il povero Franco Scoglio, al tempo tecnico del Genoa, sempre preoccupato.

Cercava in tutti i modi di togliergli pressione".Antonio Manicone, ex compagno di Miura in rossoblù e oggi nello staff tecnico della nazionale iraniana, ricorda così all’Adnkronos i pochi mesi vissuti dal giapponese in Italia. "In quel periodo era una star, il calciatore più famoso di tutta l’Asia.

A ogni passo, era assediato da fotografi e giornalisti e a livello mediatico era una cosa incredibile.C’era una fila assurda per ogni spostamento".

L'ex centrocampista ricorda modi gentili: "È sempre stato un tipo molto educato e la sua immagine ne riflette un po’ le origini.Sapeva di essere bravo, ma in campo era altruista e aiutava sempre gli altri.

Penso che con la sua cultura abbia lasciato il segno anche da noi".Oltre al gol nel derby contro la Samp, Manicone cita un atteggiamento positivo nei confronti del gruppo:"Kazu arrivò per darci una mano nella corsa salvezza e non si risparmiò.

Ci provammo in ogni modo, anche quella rete arrivò in un momento particolare".Il commento finale è su un presente da record: "Se fisicamente è a posto e si diverte, perché non può giocare?

Il ritiro è una decisione individuale, dipende dalle motivazioni".Quelle per andare avanti, a Kazu Miura, non mancano. (di Michele Antonelli) —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Per Meloni compleanno in trasferta, premier spegnerà candeline ad Abu Dhabi

0

(Adnkronos) –
Quarantotto candeline lontana da casa per Giorgia Meloni, domani.La premier sarà impegnata ad Abu Dhabi al summit internazionale sulle energie rinnovabili e sulla sostenibilità.  Nella capitale degli Emirati Arabi Meloni potrà festeggiare il compleanno insieme alla figlia di otto anni Ginevra.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Neil Gaiman, per autore American Gods nuove accuse di violenza sessuale

0

(Adnkronos) – Accuse di aggressioni e violenze sessuali da otto donne per Neil Gaiman, 64 anni, autore di successo con i romanzi "Buona Apocalisse a tutti!", "Nessun dove", "Stardust", "American Gods" e "Il giorno che scambiai mio padre con due pesci rossi".Lo scrittore britannico di graphic novel fantasy e di fantascienza è stato oggetto di un'inchiesta del "New York Magazine" che riporta i dettagli delle nuove accuse mosse contro di lui sulla base di interviste a otto donne, che segue la pubblicazione dello scorso anno del podcast 'Master' di Tortoise Media, che riportava le accuse iniziali delle presunte vittime, tra cui una ex baby sitter del figlio di Gaiman.

I rappresentanti di Gaiman hanno negato le accuse, dichiarando alla rivista statunitense che lui e le donne avevano avuto incontri consensuali. Nel luglio 2024 Tortoise Media aveva riferito che Gaiman era stato accusato di violenza sessuale e pubblicato una serie di podcast che coprivano le accuse fatte da cinque donne.Ora il "New York Magazine" e il suo sito web Vulture hanno riportato le accuse di otto donne – quattro delle quali hanno partecipato al podcast di Tortoise Media – che sostengono di aver avuto esperienze simili con Gaiman.

Una delle donne, che aveva fatto da baby sitter al figlio di cinque anni di Gaiman, sostiene che lui le abbia offerto un bagno nel suo giardino prima di raggiungerla nuda nella vasca, chiedendole di sedersi sulle sue ginocchia, e che l'abbia aggredita sessualmente. Sebbene l'articolo affermi che tutte le accusatrici abbiano in qualche modo assecondato i desideri di Gaiman chiamandolo "padrone" e continuando a comunicare con lui, le donne sostengono che il consenso e le specifiche pratiche erotiche, che a loro dire hanno avuto luogo, non erano state discusse e concordate prima che avvenissero.Il rappresentante di Gaiman aveva precedentemente dichiarato a Tortoise Media che "la degradazione sessuale, il bondage, la dominazione, il sadismo e il masochismo possono non piacere a tutti, ma tra adulti consenzienti il Bdsm è lecito".

La Bbc ha contattato i rappresentanti di Gaiman per ulteriori commenti, senza però al momento ricevere risposte. Nel gennaio 2023 era stata presentata una denuncia alla polizia che accusava Gaiman di violenza sessuale, ma alla fine l'indagine è stata archiviata. 
Da quando sono emerse le accuse, diversi progetti cinematografici e televisivi di Gaiman sono stati fermati.La terza stagione di "Good Omens" di Prime Video si concluderà con un episodio di 90 minuti e Gaiman non sarà più coinvolto nella produzione.

La Disney ha sospeso la produzione dell'adattamento cinematografico di un altro titolo di Gaiman, "The Graveyard Book", mentre Netflix ha cancellato "Dead Boy Detectives", anche se non è chiaro se ciò sia legato alle accuse. La seconda stagione di "The Sandman" dovrebbe comunque uscire quest'anno su Netflix, così come l'adattamento in serie di "Anansi Boys" per Prime Video.La Bbc ha contattato Netflix, Prime Video e Disney per un commento, anche in questo caso per ora senza ottenere risposte. La Leeds Playhouse ospiterà da aprile un adattamento musicale della novella dark fantasy horror per bambini "Coraline" di Gaiman.

A novembre lo scrittore ha dichiarato alla Bbc News che stava portando avanti il progetto.Headline, che ha pubblicato diverse opere di Gaiman, ha rifiutato di commentare le accuse contro l'autore nato a Portsmouth.  —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Principessa Kate: “Sono in remissione dal cancro”

0

(Adnkronos) –
"È un sollievo essere ora in remissione" dal cancro "e rimango concentrata sulla guarigione.Come chiunque abbia ricevuto una diagnosi di cancro saprà, ci vuole tempo per adattarsi a una nuova normalità".

Sono le parole con cui la principessa del Galles, Kate Middleton, ha condiviso un importante aggiornamento sulle sue condizioni di salute, in un messaggio sui social postato dopo essere stata in visita all'ospedale che l'ha seguita nei suoi trattamenti contro il tumore, il Royal Marsden di Chelsea, Londra.Nonostante sia difficile lasciarsi alle spalle l'esperienza di malattia, Kate ha spiegato di essere impaziente di vivere "un anno appagante.

C'è molto da aspettarsi", ha concluso.  Nel post la principessa Catherine ha esordito ringraziando "tutti per il continuo supporto".E ha aggiunto un pensiero particolare per l'ospedale che si è preso cura di lei: "Volevo cogliere l'occasione per ringraziare il Royal Marsden per essersi preso cura di me così bene durante l'anno appena trascorso.

I miei più sentiti ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno camminato silenziosamente al fianco di William e me mentre affrontavamo tutto.Non avremmo potuto chiedere di più.

L'assistenza e i consigli che abbiamo ricevuto durante il mio periodo da paziente sono stati eccezionali.Nel mio nuovo ruolo di Joint Patron del Royal Marsden, la mia speranza è che, supportando la ricerca innovativa e l'eccellenza clinica, nonché promuovendo il benessere dei pazienti e delle famiglie, potremmo salvare molte più vite e trasformare l'esperienza di tutti coloro che sono stati colpiti dal cancro". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Meta: “Stop fact checking? Per ora solo in Usa, in altri Paesi dopo test”

0

(Adnkronos) – Meta non porrà fine al fact-checking sulle sue piattaforme social (fra cui Facebook e Instagram) fuori dagli Stati Uniti fino a che non avrà pienamente testato cambiamenti introdotti.A comunicarlo al Brasile è il colosso social, prima della scadenza dell'ultimatum di 72 ore imposto dalle autorità di Brasilia per spiegare le politiche di controllo dei fatti.  In una nota si legge che "in questo momento Meta sta ponendo fine al programma di fact-checking solo negli Stati Uniti, Paese in cui testeremo e raffineremo del programma Community Ratings prima di iniziarne l'estensione ad altri Paesi".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dall’amicizia Leao-Capo Plaza all’album di Kean: il rapporto tra calcio e rap

0

(Adnkronos) –
Calcio e rap sono due mondi che spesso, specialmente negli ultimi tempi, si incontrano e si intersecano.Tanto che la passione per la musica di alcuni calciatori è sfociata in veri e propri album, che seguono le influenze della scena americana e di quella europea, mentre quella per il calcio di tanti artisti ha portato a far nascere amicizie vip.

Tutto ovviamente alimentato da un contesto social che permette a calciatori e rapper di mettersi in mostra e mettere in mostra, sfruttando anche la notorietà altrui per far parlare di sé. E quindi appare normale che Capo Plaza festeggi la vittoria in Supercoppa del Milan postando sui social la chat con l'amico Leao, mentre Baby Gang e Lazza pubblicizzano la propria fede rossonera.E così anche Noah Okafor, attaccante rossonero, che ha regalato una maglia con tanto di dedica a Shiva.

Ma ci sono molte altre storie di rapporti di amicizia, alcuni culminati in attività commerciali, altri in litigi, o meglio 'dissing', come si dice in gergo.  Moise Kean è stato l'ultimo dei calciatori a pubblicare un album rap, proprio come aveva fatto, un anno prima Rafa Leao.La connessione tra rap e calcio insomma, non è mai stata così forte, anche in Italia, dove la scena urban è tra le più ascoltate e seguite dalle nuove generazioni.  Nell'immediato post partita di Inter-Milan 2-3, finale di Supercoppa italiana, Capo Plaza ha pubblicato una storia sul proprio profilo Instagram. È una chat WhatsApp con Rafa Leao, attaccante rossonero, con cui negli ultimi anni è nata un'amicizia proprio grazie alla comune passione per il calcio e l'hip-hop. "Sei il più forte non ascoltare quello che dicono, senza di te non facevano nulla" è stato il messaggio d'incoraggiamento del rapper al portoghese, che ha risposto con un esultante "andiamo c***o".  Plaza aveva già parlato del suo rapporto con Leao, in una puntata del podcast Passa dal BSMT: "Io e lui siamo molto amici.

La maglia che mi ha regalato dopo che vincemmo lo scudetto è la cosa a cui tengo di più, in primis per il rapporto che abbiamo e poi perché è un campione.Lui è innamorato della cultura hip-hop così come io del calcio".

E a certificare la loro amicizia è stata anche la presenza di Leao al release party di Plaza in occasione del suo ultimo disco 'Ferite', che contiene anche una barra dedicata proprio all'attaccante del Milan: "Baby, stiamo riempiendo la cassa/per i soldi corro, Rafa sulla fascia". Milano è epicentro del calcio così come della musica.Il successo in Supercoppa del Milan è stato festeggiato sui social sia da Lazza, noto tifoso rossonero e anche lui amico di Leao, che da Baby Gang, ma non solo.

Nelle ultime ore l'attaccante rossonero Noah Okafor ha regalato una sua maglia autografa all'amico Shiva, con tanto di dedica "for my bro", "per mio fratello". Anche Andrea Petagna, ex attaccante, tra le altre, di Atalanta el Milan oggi al Monza, ha stretto in passato relazioni con la scena rap italiana.Il centravanti ha infatti aperto negli anni scorsi un locale, poi fallito, con Sfera Ebbasta, uno degli artisti italiani più ascoltati anche in Europa, ed era diventato amico della Dark Polo Gang, collettivo romano poi scioltosi che comprendeva anche Tony Effe.

Petagna era sempre presente sui loro profili social, ma poi qualcosa si è rotto.Qualcuno iniziò a parlare di un tradimento di Petagna, forse per una questione di cuore, tanto che in molti videro un riferimento proprio all'ex Napoli nella barra di Wayne in 'Ercole Freestyle': "Infami strisciano sulla mia carta/Conosco un calciatore (ah-ah)/Voleva fare il rap (stupido)/Se fossi un calciatore (ahah)/Penserei a fare gol e stare lucido (gol)". Sempre a Milano è nata l'amicizia tra Kevin Prince Boateng e Gué Pequeno, mentre Moise Kean appariva in un video del rapper torinese Boro Boro.

E che dire di Paul Pogba, amico di uno dei maggiori artisti della scena americana, Drake, mentre Karim Benzema ha postato diverse foto insieme al francese Lacrim.   Dal campo alla musica.Oltre a intrattenere rapporti con diversi artisti rap, molti calciatori si sono divertiti nel corso degli anni a registrare canzoni e rilasciare veri e propri album.

L'ultimo è stato Moise Kean, che sotto il nome di 'KMB', nient'altro che l'acronimo del suo nome completo Moise Bioty Kean, è uscito su tutte le piattaforme con 'Chosen', 11 brani con sonorità trap e influenze internazionali in cui si contano anche i featuring di Sey Blessed, Stunna ed Elena Manuel.Dopo il suo debutto nel 2023 con il brano 'Outfit', l'attaccante della Fiorentina sembra aver lanciato definitivamente la sua carriera anche fuori dal campo. Kean segue la scia di un altro attaccante della Serie A, Rafa Leao.

L'attaccante del Milan ha scelto Way45 come nome d'arte: Way a indicare la strada di Almada, il distretto di Setubal da cui viene e 45 per ricordare il prefisso postale del quartiere in cui è cresciuto.Nel 2023 Leao ha pubblicato il suo secondo album 'My Life in Each Verse', 17 canzoni, tra cui una anche in italiano, che seguono il suo disco d'esordio 'Beginning', rilasciato nel 2021.

Uno dei primi a registrare una canzone era stato Pierluigi Gollini, in arte Gollorius.Era il 2018 quando esce 'Rapper con i guanti', nel cui video ha voluto omaggiare anche Notorius B.I.G., icona della scena americana e uno dei suoi rapper preferiti.

Nel brano anche un riferimento a due compagni di squadra nell'Atalanta: "Insieme come un branco/Ballando sopra a un palco/Ah, gioco domenica sera/Esco con Bryan e Peta”, è la barra dedicata a Cristante e Petagna. Altri esempi di calciatori rapper sono Memphis Depay e Kevin Prince Boateng.L'attaccante olandese aveva pubblicato un freestyle per celebrare il raggiungimento dei 5 milioni di follower su Instagram '5Mili', canzone che segue 'Fall Back', nel cui video si vede anche l'ex esterno della Roma Justin Kluivert.

Boateng invece, in arte Prin$$, ha esordito con 'King', un brano pensato per raccontare il proprio stile di vita. (di Simone Cesarei)
  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia: Ricorso contro la squalifica di Pagliuca, la società si schiera al fianco dell’allenatore

0

La S.S. Juve Stabia 1907 non ci sta. In seguito al comunicato ufficiale della Lega B che ha inflitto due giornate di squalifica a mister Guido Pagliuca, la società stabiese ha deciso di presentare ricorso. L’allenatore era stato espulso al 47′ del secondo tempo della partita contro lo Spezia e la decisione del Giudice Sportivo ha suscitato non poche polemiche nell’ambiente stabiese.

Le motivazioni del ricorso – La società campana, attraverso una nota ufficiale, ha espresso il proprio dissenso nei confronti della decisione, ritenendola ingiustificata e sproporzionata rispetto all’episodio contestato. Gli avvocati della Juve Stabia stanno lavorando per dimostrare come il comportamento di mister Pagliuca non meriti una sanzione così severa.

L’impatto sulla squadra – La squalifica di Pagliuca rappresenta un duro colpo per la Juve Stabia, attualmente impegnata in una stagione di grande spessore. L’allenatore è considerato un punto di riferimento fondamentale per l’intero gruppo e la sua assenza si farà sicuramente sentire. La società, tuttavia, è determinata a sostenere il proprio tecnico e a fare tutto il possibile per ridurre la penalità.

Le possibili evoluzioni – Nei prossimi giorni si attendono sviluppi sulla vicenda. Il Giudice Sportivo dovrà esaminare attentamente il ricorso presentato dalla Juve Stabia e prendere una nuova decisione. La società campana spera in una riduzione della squalifica, che consentirebbe a mister Pagliuca di tornare in panchina il prima possibile.

L’opinione pubblica – La vicenda ha suscitato grande interesse tra i tifosi stabiesi, che si sono schierati in massa a sostegno del proprio allenatore. Sui social network si moltiplicano i messaggi di solidarietà e di incoraggiamento per mister Pagliuca. La tifoseria stabiese, da sempre molto passionale e attaccata alla propria squadra, è pronta a sostenere i propri beniamini in questa difficile battaglia.

Conclusioni – La vicenda della squalifica di mister Pagliuca è solo l’ultimo capitolo di una stagione ricca di emozioni per la Juve Stabia. La società campana, nonostante le difficoltà, continua a lottare per raggiungere i propri obiettivi. La speranza è che il ricorso presentato possa avere un esito positivo e che mister Pagliuca possa presto tornare a guidare la squadra dalla panchina.

Venezuela impone restrizioni su staff diplomatici Italia, Francia e Olanda

0

(Adnkronos) – Le autorità venezuelane hanno imposto restrizioni sugli staff diplomatici di Italia, Francia e Olanda, riducendo a tre il numero dei diplomatici autorizzati a rimanere nel Paese sudamericano.Il ministero degli Esteri ha motivato il provvedimento, citando in una nota la condotta giudicata "ostile" dei governi dei tre Paesi europei rispetto all'insediamento del presidente Nicolas Maduro per un terzo mandato.

Caracas ha aggiunto che i diplomatici avranno bisogno di "un'autorizzazione scritta" per spostarsi per più di 40 chilometri da "Plaza Bolivar" nel centro di Caracas. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Governo lavora a ‘scudo penale’ per forze dell’ordine, tre ipotesi in campo

0

(Adnkronos) – Non c'è ancora una bozza, ma i tecnici del ministero della Giustizia, in accordo con Palazzo Chigi, stanno studiando una soluzione normativa per evitare che le forze dell'ordine, che agiscono per legittima difesa e nell'esercizio del proprio dovere, siano iscritte nel registro degli indagati arrivando a rischiare la sospensione dal servizio e ripercussioni sullo stipendio.  A quanto si apprende non è ancora pronto un testo, ma si sta ragionando su diverse ipotesi che possano tutelare gli interessi di tutte le parti.Del resto la stessa iscrizione nel registro avviene anche a garanzia dell'indagato.

Al momento sarebbero tre le ipotesi in campo: intervenire con un emendamento al ddl Sicurezza, ancora all'esame del parlamento, con un ddl ad hoc a cui sia garantita una corsia preferenziale oppure con un decreto legge.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Influenza, verso boom casi: ecco l”influenzometro’ per distinguere virus

0

(Adnkronos) – "È facile prevedere che dalla fine di questa settimana ci sarà un forte incremento di casi delle tipiche infezioni invernali, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio, influenza compresa.Il motivo è duplice".

Da un lato "il freddo", dall'altro "la ripresa delle scuole", avvenuta il 7 gennaio dopo la pausa natalizia.E' lo scenario prospettato dal pediatra Italo Farnetani, che in vista del boom di infezioni e dell'avvicinarsi del picco delle sindromi simil-influenzali, propone uno strumento battezzato 'influenzometro' per orientarsi fra i virus in azione in questo periodo.

Una sorta di test per capire se si tratta di influenza oppure no.Fermo restando, puntualizza, che "si deve sempre consultare il medico".  Solo considerando il capitolo scuole, spiega l'esperto all'Adnkronos Salute, va considerato che "ogni mattina entrano in contatto 20 milioni di persone: 10 milioni all'interno delle aule e degli edifici scolastici", numero che include "alunni, insegnanti, personale ausiliario", e "altri 10 milioni di persone", fra genitori, nonni e babysitter, "coinvolte per accompagnare gli alunni a scuola.

Questi 10 milioni di persone si incontreranno nuovamente all'uscita.Perciò è ben comprensibile quanto sia elevata in questo contesto la possibilità di trasmissione degli agenti infettivi, soprattutto virus come questi che si diffondono facilmente negli ambienti".  E poi c'è il fattore freddo, continua Farnetani: "Proprio in questi giorni, e nei prossimi, c'è un brusco abbassamento delle temperature, che è uno degli elementi che determina la maggior diffusione delle infezioni durante il periodo invernale.

Non è il freddo che fa ammalare – precisa – ma quando le temperature sono basse si sta maggiormente negli ambienti chiusi, con aria riciclata, elemento che facilita la trasmissione, soprattutto quando i riscaldamenti accesi rendono l'aria secca, e ciò impedisce che le particelle di polvere cariche di agenti infettanti vengano abbattute al suolo.In questo modo, invece, si spostano leggere perché sono ben asciutte e facilmente fanno breccia nell'apparato respiratorio dei presenti.

Il consiglio è innanzitutto di aprire le finestre almeno 45 minuti al giorno, anche quando fuori è molto freddo, e non tenere mai i riscaldamenti eccessivamente alti.La temperatura di 19 gradi è ottimale, e si può mettere sopra le sorgenti di calore, in primis sui radiatori, un asciugamano di spugna bagnato, che serve a umidificare l'ambiente.

Importante non rinunciare a stare all'aria aperta anche quando è freddo". La combinazione di tutti questi fattori, prosegue Farnetani, che è professore ordinario di pediatria all'università Ludes-United Campus of Malta, "facilita dunque la trasmissione degli agenti infettivi, fra cui il virus dell'influenza", ma quest'ultimo gruppo di patogeni stagionali "non è il solo" a circolare in questo periodo.Non sempre a metterci a letto, in altre parole, è l'influenza vera e propria, ma potrebbe essere qualche virus 'cugino'. "Ecco allora l'influenzometro che ho elaborato per aiutare a distinguere le varie infezioni", argomenta Farnetani.  Si tratta nel dettaglio di un percorso scandito da una serie di domande o affermazioni: a seconda della risposta che più corrisponde alla situazione di chi sta usando lo strumento viene assegnato un punteggio.

Sommando quelli ottenuti a ogni step, si potrà leggere il risultato: con un punteggio uguale o superiore a 210 "è influenza"; con un totale da 190 a 205 l'esito è "dubbio", ma se rifacendo il questionario il punteggio rientra sempre in questo range "non si tratta di influenza"; con un totale uguale o inferiore a 185 "non è influenza, ma probabilmente si tratta di una malattia dovuta ad altri agenti infettivi".L'influenzometro valuta prima di tutto il periodo in cui si presenta la malattia (da dicembre ad aprile o da maggio a novembre), e se i media hanno già riportato dei primi isolamento di virus influenzale.  E poi passa in rassegna i sintomi: dolore e sua localizzazione (alla schiena e alle articolazioni, mal di testa, mal d'orecchie, mal di pancia), febbre (superiore a 38,5° C e per quanti giorni); fastidi agli occhi (arrossati, con dolore quando si guarda lateralmente, con bruciore, con lacrimazione abbondante, appiccicati con secrezione gialla).

Nel percorso si valutano anche le condizioni di volto (arrossato o pallido) e pelle (calda e umida, normale), e la presenza di tosse (secca o catarrosa).Si passa poi alla gola (fa male, brucia, è secca), alla voce (rauca o normale), al naso (chiuso, con secrezione chiara e liquida), all'apparato digerente (per capire se sono presenti sintomi come vomito, diarrea o stipsi) e infine si approfondiscono le condizioni generali (malessere, svogliatezza, ci si stanca con facilità, mancanza di appetito).  
Il test, insomma, aiuta a farsi una cultura personale su come distinguere fra influenza e virus parainfluenzali. "Sarà però il medico a indicare la strada" terapeutica da seguire per lasciarseli alle spalle.    —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Claudio Cecchetto torna in Rai con il ‘Gioca Jouer’ – Video

0

(Adnkronos) –
Claudio Cecchetto, ospite a 'BellaMa’' lunedì 14 gennaio su Rai2, ha riportato in onda sui canali Rai il “Gioca Jouer”, la sua hit del 1981, sigla del 31esimo Festival di Sanremo, condotto proprio da Cecchetto.Pierluigi Diaco, alla guida del varietà del pomeriggio di Rai2, ha fatto una sorpresa al talent scout più importante d’Italia (con cui aveva lavorato a fine anni ’90 su Radiodue), facendogli interpretare integralmente in diretta la sua canzone manifesto, dopo quasi 44 anni.  A fine esibizione, Pierluigi Diaco ha chiesto ufficialmente a Claudio Cecchetto di poter utilizzare “Gioca Jouer” come sigla di testa della quarta edizione di “BellaMa’”, in onda dal prossimo settembre: “Ma certo, se vuoi firmo subito.

Grazie Pierluigi”, ha commentato Cecchetto. “BellaMa’” è in onda su Rai2 dal lunedì al venerdì dalle 15.25 alle 17, la puntata integrale di oggi, come sempre, è disponibile su RaiPlay dalle ore 18. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Brescia, Extinction Rebellion denuncia: “Attiviste costrette a spogliarsi e fare squat in questura”

0

(Adnkronos) – "Mi hanno chiesto di spogliarmi, di togliermi le mutande e fare tre squat per dei controlli, a detta loro".Lo racconta una delle attiviste di Extinction Rebellion in un video pubblicato sulla pagina Telegram del movimento ambientalista ieri sera.

I fatti sarebbero avvenuti in questura a Brescia, dove sono stati portati i militanti di Extinction Rebellion, Palestina Libera e Ultima Generazione che ieri mattina hanno bloccato l'ingresso della sede di Leonardo.  Il video è stato pubblicato ieri sera, quando "dopo oltre 7 ore di fermo in questura, sono state rilasciate le 23 persone di Extinction Rebellion, Palestina Libera e Ultima Generazione che erano state fermate dopo la manifestazione alla Leonardo spa di Brescia".La richiesta di spogliarsi ed eseguire gli squat – a quanto denuncia Extinction Rebellion – sarebbe stata fatta solo alle donne, non agli uomini. "Chiederemo giustizia, anche questa volta, affinché il diritto al dissenso venga difeso, onorato e protetto", scrive il movimento ambientalista, chiedendo di diffondere la testimonianza.  Sull'episodio il vice capogruppo di Avs alla Camera Marco Grimaldi ha depositato un’interrogazione parlamentare. “Spieghino gli agenti della questura di Brescia come mai hanno sottoposto a 7 ore di fermo persone che avevano fornito i documenti e quindi non dovevano essere trattenute in base all'articolo 349 del codice di procedura penale.

Ma, soprattutto, spieghino perché donne e ragazze sarebbero state costrette a spogliarsi e a eseguire piegamenti sulle gambe", chiede Grimaldi, aggiungendo che "di questi abusi, dopo il 2001, ne abbiamo abbastanza.Come ne abbiamo abbastanza delle denunce arbitrarie, che regolarmente cadono davanti al pm, e dei fogli di via elargiti a chiunque manifesti”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A 94 anni da 60 ore su barella nel Salernitano, ambulanza bloccata

0

(Adnkronos) – Sono oltre “60 ore che l’ambulanza di Nocera è bloccata con la barella nel pronto soccorso di Mercato San Severino, su quella barella scomoda c’è una donna di 94 anni! Si faccia qualcosa in nome di quella povera paziente!”. E’ la denuncia pubblicata sulla pagina Facebook dell’associazione ‘Nessuno tocchi Ippocrate’, che riferisce del mezzo fermo nella struttura del Salernitano dalle 23.41 dell’11 gennaio, sottolineando anche lo scandalo di “una risorsa in meno per chi può averne bisogno”. Episodio confermato all’Adnkronos Salute anche dal direttore del 118 della provincia di Salerno, Domenico Violante, che dà notizia anche di un’altra ambulanza bloccata nello stesso pronto soccorso da lunedì, “sempre con un paziente, di cui non ho notizie”.  

Al momento, quindi, “sono due le ambulanze ferme all’ospedale Curteri di Mercato San Severino. Per la prima ho già scritto alla direzione dell’Asl perché si risolva rapidamente e mi appresto a fare lo stesso per la seconda. Non posso fare altro”, aggiunge con rammarico il direttore del 118. Le ambulanze, spiega Violante, sono in qualche modo ‘sequestrate’ dal pronto soccorso che non ha barelle per i pazienti e quindi trattiene quella dell’ambulanza che, in questo modo, non può essere utilizzata. “Non posso rimetterla in servizio perché non è funzionale senza barella”, continua Violante che evidenza anche l’inadeguatezza di questi dispositivi.  

“Le barelle del 118 non sono idonee per far stazionare i pazienti. Sono corte, sono fatte per il trasportare il paziente dal luogo dell’evento all’ambulanza, quindi hanno una struttura che le rende anche pericolose. Non sono fatte per trattenere un paziente a lungo, non hanno un materasso spesso, possono creare anche problemi” legati al “decubito”, spiega evidenziando che “risulta comunque singolare che in tutto questo tempo all’ospedale non abbiano avuto la possibilità di risolvere”. La situazione è complessa anche per l’equipaggio dell’ambulanza, che non può muoversi. “Stiamo cercando di alleviare anche loro, facendogli fare pause per andare a mangiare e non stazionare tutto il tempo in attesa. E’ molto stressante per gli operatori che, tra l’altro, in queste ore non hanno un posto dove stare”, conclude. 

Ucraina, Kiev: “Sferrata la più massiccia ondata di attacchi contro Russia”

0

(Adnkronos) –
L'Ucraina rivendica di aver sferrato "la più massiccia" ondata di attacchi la notte scorsa su obiettivi situati in Russia dall'inizio della guerra. "Le Forza di difesa ucraine hanno lanciato il più massiccio attacco contro le strutture militari dell'occupante ad una distanza di 200-1.100 chilometri dentro il territorio della Federazione russa", ha postato lo stato maggiore sui social media.  Gli impianti chimici, le raffinerie e i depositi di munizioni della base aerea di Engels sono stati presi di mira con successo, ha riferito al Kyiv Independent una fonte del Servizio di sicurezza ucraino (SBU).I droni ucraini avrebbero preso di mira più regioni, tra cui gli oblast di Saratov, Voronezh e Orel, nonché il Tatarstan.  Il Ministero della Difesa russo non ha specificato il numero di droni coinvolti, ma ha reso noto che Kiev aveva lanciato missili occidentali sul territorio russo in un attacco notturno che ha colpito una base militare.

Le forze di difesa hanno abbattuto "sei razzi Atacms di fabbricazione statunitense e sei missili da crociera britannici Storm Shadow", che sono stati lanciati sulla regione di confine di Bryansk, nonché due missili Storm Shadow sul Mar Nero.  La Russia ha dichiarato di aver riconquistato due villaggi ucraini nella regione orientale di Donetsk, che Kiev aveva strappato al controllo russo all'inizio del conflitto.Il Ministero della Difesa russo ha affermato in un briefing quotidiano che le sue unità dell'esercito hanno "liberato" i villaggi di Neskuchne e Terny, in due diverse aree della linea del fronte.  La Russia è pronta a discutere le garanzie di sicurezza per il Paese "che ora si chiama Ucraina", ma "nel contesto di accordi più ampi", ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, nel corso di una conferenza stampa. "Naturalmente, le minacce sul fianco occidentale, ai nostri confini occidentali, devono essere eliminate", ha precisato Lavrov, citato dall'agenzia di stampa Tass. "Solo nel contesto di accordi più ampi, siamo pronti a discutere le garanzie di sicurezza per il Paese che ora si chiama Ucraina, o per parte di questo Paese, che non si è ancora determinata, a differenza della Crimea, del Donbass e della Novorossiya", ha dichiarato. Lavrov ha anche dichiarato di accogliere con favore i segnali provenienti dal presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump sul conflitto in Ucraina, a meno di una settimana dal suo insediamento.

Trump si è impegnato a porre fine rapidamente al conflitto durato quasi tre anni, ha espresso scetticismo sul sostegno militare di Washington a Kiev e ha simpatizzato con le preoccupazioni di Mosca sull'alleanza militare Nato. "Il fatto stesso che le persone stiano iniziando a parlare di più delle realtà sul campo probabilmente merita di essere accolto con favore", ha detto. 
La Russia occupa quasi un quinto del territorio internazionalmente riconosciuto dell'Ucraina e ha affermato di aver annesso cinque delle sue regioni: la Crimea nel 2014 e le regioni di Donetsk, Kherson, Lugansk e Zaporizhia nel 2022.Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto all'Ucraina di ritirarsi da tutti questi territori, compresi quelli significativi ancora sotto il controllo delle forze di Kiev, come precondizione per i colloqui di pace. Nonostante abbia appoggiato la posizione pubblica di Trump, Lavrov ha affermato che la Russia non ha ancora ricevuto proposte specifiche su come intende portare le due parti al tavolo dei negoziati. "Aspetteremo iniziative concrete", ha detto Lavrov. "Una volta che diventerà presidente e formulerà una posizione definitiva sugli affari ucraini, ovviamente la studieremo", ha aggiunto.    —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

A 94 anni da 60 ore su barella nel Salernitano, ambulanza bloccata

0

(Adnkronos) – Sono oltre "60 ore che l'ambulanza di Nocera è bloccata con la barella nel pronto soccorso di Mercato San Severino, su quella barella scomoda c'è una donna di 94 anni!Si faccia qualcosa in nome di quella povera paziente!".

E' la denuncia pubblicata sulla pagina Facebook dell'associazione 'Nessuno tocchi Ippocrate', che riferisce del mezzo fermo nella struttura del Salernitano dalle 23.41 dell'11 gennaio, sottolineando anche lo scandalo di "una risorsa in meno per chi può averne bisogno".Episodio confermato all'Adnkronos Salute anche dal direttore del 118 della provincia di Salerno, Domenico Violante, che dà notizia anche di un'altra ambulanza bloccata nello stesso pronto soccorso da lunedì, "sempre con un paziente, di cui non ho notizie".  Al momento, quindi, "sono due le ambulanze ferme all'ospedale Curteri di Mercato San Severino.

Per la prima ho già scritto alla direzione dell'Asl perché si risolva rapidamente e mi appresto a fare lo stesso per la seconda.Non posso fare altro", aggiunge con rammarico il direttore del 118.

Le ambulanze, spiega Violante, sono in qualche modo 'sequestrate' dal pronto soccorso che non ha barelle per i pazienti e quindi trattiene quella dell'ambulanza che, in questo modo, non può essere utilizzata. "Non posso rimetterla in servizio perché non è funzionale senza barella", continua Violante che evidenza anche l'inadeguatezza di questi dispositivi.  "Le barelle del 118 non sono idonee per far stazionare i pazienti.Sono corte, sono fatte per il trasportare il paziente dal luogo dell'evento all'ambulanza, quindi hanno una struttura che le rende anche pericolose.

Non sono fatte per trattenere un paziente a lungo, non hanno un materasso spesso, possono creare anche problemi" legati al "decubito", spiega evidenziando che "risulta comunque singolare che in tutto questo tempo all'ospedale non abbiano avuto la possibilità di risolvere".La situazione è complessa anche per l'equipaggio dell'ambulanza, che non può muoversi. "Stiamo cercando di alleviare anche loro, facendogli fare pause per andare a mangiare e non stazionare tutto il tempo in attesa.

E' molto stressante per gli operatori che, tra l'altro, in queste ore non hanno un posto dove stare", conclude. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Consulta, l’uscente Prosperetti: “Se giudici eletti giovedì, in tempo per plenum su referendum”

0

(Adnkronos) –
Ennesima fumata nera in Parlamento
, riunito in seduta comune per l'elezione dei

quattro giudici mancanti della Corte costituzionale.Si rischia adesso a causa delle successive formalità da espletare di pregiudicare la ricostituzione del plenum della Consulta entro lunedì prossimo, quando la Corte si riunirà in Camera di Consiglio sull'ammissibilità dei referendum, tra cui quello sull'Autonomia.

E' così? "Se i parlamentari eleggessero i 4 giudici giovedì prossimo, i neo eletti potrebbero fare in tempo, giurando al Quirinale venerdì 17, anche se non porta bene", risponde scherzando con l'Adnkronos l'ex vice presidente della Corte costituzionale Giulio Prosperetti, nella rosa dei 4 giudici ancora da sostituire con il voto delle Camere in seduta comune.  Secondo Prosperetti, la verifica di requisiti e non incompatibilità degli eletti che dovrà effettuare la Corte immediatamente dopo l'elezione infatti "è una formalità, molto rapida perché le persone sono conosciute" e che si espleta in tempi celeri "attraverso la nomina di un relatore che riferisce sui titoli dei neo eletti".Nella storia della Corte tuttavia ci sono stati alcuni episodi in cui i giudici costituzionali hanno dovuto discutere dei titoli più a lungo del previsto: "C'è stato il caso di Fernanda Contri", prima donna a diventare giudice della Corte costituzionale della Repubblica italiana nel 1996 grazie alla nomina del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. "Il problema dibattuto sulla Contri – racconta il giudice costituzionale – fu che non aveva l'anzianità di 20 anni di avvocato, ma grazie al cambiamento della legge che aboliva il procuratore legale fu confermata.

Si ritenne infatti che anche gli anni da procuratore contribuissero a contemplare il ventennio richiesto dalla Costituzione". E poi, ricorda Prosperetti, "un caso più importante ed in là nel tempo: quello di Brunetto Bucciarelli Ducci", eletto dal Parlamento in seduta comune nella seduta del 27 gennaio 1977, insieme ad Alberto Malagugini e a Oronzo Reale. "Il problema fu che Bucciarelli Ducci era magistrato ma avendo fatto sempre carriera politica non era arrivato in Cassazione e la eleggibilità alla Corte è riservata alle magistrature superiori.Tuttavia si disse che l'esser stato presidente della Camera lo poneva a un livello tale per cui fu comunque ritenuta legittima la sua designazione.

Anche se successivamente quando si ventilò il nome di Luciano Violante che pure era stato presidente della Camera, non se ne fece niente perché si ritenne che non aveva i requisiti". Provenienze politiche non rilevano su operato giudici: In Italia non esiste dissenting opinion, segreto Camera Consiglio li assolve da componenti che li hanno espressi'  Quindi commentando all'Adnkronos lo stallo della politica e delle camere rispetto all'elezione dei giudici costituzionali, l'ex vice presidente della Consulta afferma: "Io credo ci siano problemi all'interno dei gruppi politici, non fra i gruppi politici, a causa dell'affastellamento fra le candidature e della necessità di valutare anche la potabilità del candidato proposto dall'altra parte.Non è infatti una ripartizione secca". "Ma la verità – rimarca – è che le provenienze non rilevano minimamente.

Nella mia esperienza nella Corte non si è mai palesato un giudizio di alcun membro che fosse minimamente influenzato dalla componente che lo aveva espresso".L'arrovellarsi della politica in un certo senso lascerebbe il tempo che trova: in Italia non c'è oltretutto l'istituto della dissenting opinion, cioè la possibilità per i giudici dissenzienti in un collegio di farlo sapere e di motivare la propria posizione. "C'è stata una grossa polemica sulla dissenting opinion sollevata da Zanon – ricorda Prosperetti -.

Io sono stato sempre contrario a questo strumento perché farebbe emergere le provenienze, perché conduce al dover render conto del proprio voto e del perché non ci si è opposti.Mentre il segreto della Camera di Consiglio assolve tutti i giudici dall'essere o meno conviventi con le componenti che li hanno espressi".
 Fisiologico l'accorpamento di nomi per il voto, è in vigore dall'istituzione Corte Potrebbe essere la richiesta di una quaterna di nomi ad avere complicato la scelta del Parlamento? "E' stato molto criticato il fatto che si siano accorpati 4 nomi.

Ma ritengo che sia fisiologico.Quando nel 1956 fu istituita in Italia la Corte costituzionale – racconta – la norma in vigore prevedeva per i giudici un mandato di 12 anni ed un complesso sistema di rinnovo per sorteggio relativo a circa metà del collegio ogni 6 anni per la conferma di alcuni giudici che sarebbero restati in carica solo per il periodo residuo ed il rinnovo di altri".  "La norma fu poi abrogata, perché nella prima formulazione della Corte i giudici erano molto anziani e parecchi morirono nei primi 9 anni, sicché non ci fu più bisogno del sorteggio, dal momento che l'avvicendamento non comportava più una scadenza dell'intera Corte.

Pertanto – conclude rispondendo all'Adnkronos Prosperetti – già il legislatore dell'epoca aveva previsto la possibilità di una votazione congiunta per un certo numero di giudici e adesso rimane singolare il fatto che tutti veniamo rinnovati con un avvicendamento secondo le scadenze dovute ai decessi della prima composizione della Corte". (di Roberta Lanzara)
  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)