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D’Alema attacca, “gruppo dirigente Pd arrogante”

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Roma – Massimo D’Alema rientra dall’Iran e si toglie un macigno dalla scarpa.

Massimo D’Alema, in un’intervista senza peli sulla lingua attacca Matteo Renzi e tutto il gruppo dirigente Pd definendolo arrogante e fazioso. E mette in guardia: non e’ escluso che il malessere si trasformi in “un altro partito”.Nello stesso giorno la minoranza Pd si riunisce a Perugia per lanciare la carica al vertice del partito, ma nessuno parla di scissione, anzi, Bersani ironizza: “se Renzi se ne vuole andare…”. A una settimana dalle primarie di Roma e Napoli che hanno acuito la frattura in seno al Pd e a meno di otto giorni dalla riunione della direzione convocata per fare chiarezza, la minoranza del partito esprime tutta la sua insofferenza per la gestione del partito, chiede di nuovo la fine del doppio incarico per Renzi e del “trasformismo”, chiede se l’alleanza con Verdini sia strategica” ma assicura, per voce di Roberto Speranza: “Noi siamo stabilmente con tutti e due i piedi dentro il partito democratico. Conduciamo la nostra battaglia da dentro il Pd”.

La carica la lancia l’ex premier con una intervista: “Il Pd e’ finito in mano a un gruppetto di persone arroganti e autoreferenziali. Dei fondatori non sanno che farsene. Ai capi del Pd non e’ passato per l’anticamera del cervello di consultarci una volta, in un momento cosi’ difficile. Io cosa dovrei fare? Cospargermi il capo di cenere e presentarmi al Nazareno in ginocchio a chiedere udienza a Guerini?”. Ma il j’accuse di D’Alema non si limita al leader Pd, investe la fisionomia stessa del Pd: “La cultura di questo nuovo Pd e’ totalmente estranea a quella originaria”. Insomma, “il partito della Nazione e’ gia’ fatto, e’ gia’ accaduto”. “Ma e’ un’illusione”: “una volta lacerato il centrosinistra, non viene il partito della Nazione; viene il populista Grillo”. Gli iscritti se ne vanno e dunque “nessuno puo’ escludere che, alla fine, qualcuno riesca a trasformare questo malessere in un nuovo partito”. Ma su questa strada, pur con mille critiche a Renzi, la minoranza riunita a Perugia frena. “Da qui parte una iniziativa per dare piu’ forza al centrosinistra da dentro il Pd” spiega Bersani. Che quando i giornalisti chiedono se Roberto Speranza sara’ il candidato contro Renzi al congresso del partito risponde: “Speranza e’ un giovane fuoriclasse”. I renziani non ci stanno pero’ a farsi infilzare da D’Alema e replicano senza mezzi termini: “Una cosa colpisce dell’intervista di D’Alema: la slealta’ nei confrontidel candidato vincitore delle primarie a Roma”, dice, tra lealtre prese di posizione, un renziano doc come Ernesto Carboneche allarga la critica dalla sfida romana allo scenarionazionale per dire che “il suo disegno e’ fin troppo chiaro:far perdere le amministrative al suo partito. D’Alema erafamoso per la sua arroganza, ora diventa anche sleale. E pugnala il suo partito”. E Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, corra a Napoli per incontrare Antonio Bassolino e sventare la formazione di una lista alternativa a quella di Valeria Valente, candidata dalla segreteria Pd e vincitrice delle primarie che hanno pero’ suscitato mille polemiche. La sfida e’ rinviata a lunedi’ 21 marzo, quando si riunira’ la direzione del partito.

(AGI) / D’Alema attacca, “gruppo dirigente Pd arrogante”

Bullismo, Venaria: a 14 anni tenta di uccidersi a scuola

BULLISMO – La procura dei minori apre un’inchiesta per istigazione al suicidio, accertamenti su una serie di immagini diffuse sui “social” da un alunno più grande. Il preside: “Un polverone”

Bbullismo e foto hard – “Ce l’hanno tutti con me”. La storia del disagio di una ragazzina di 14 anni, che ieri pomeriggio ha tentato il suicidio nel bagni della scuola a Venaria, nel Torinese, ingoiando alcune pillole, è tutta contenuta nei messaggi, simili a questo, che la polizia municipale della città della Reggia ha trovato sul suo cellulare. Secondo i vigili, che indagano sulla vicenda, si tratterebbe di un caso di bullismo. La procura dei minori ha preso in carico un fascicolo con un’ipotesi di reato pesante: istigazione al suicidio. Sullo smartphone della giovane, infatti, gli investigatori non hanno trovato solo messaggi ma anche fotografie che potrebbero essere all’origine del gesto dell’adolescente. Sono foto osé, intime, imbarazzanti se finiscono sul display del cellulare sbagliato. E potrebbe essere andata proprio così.

Le immagini risalgono a qualche tempo fa ed erano state inviate ad un ragazzo un po’ più grande di lei, il protagonista di una cotta che era finita come tante a quell’età. Quelle foto, però, sospettano gli investigatori, avrebbero iniziato a circolare da uno smartphone all’altro facendo finire la giovane protagonista di quegli scatti al centro di un giro di commenti e messaggini che non è più riuscita a reggere. Prese in giro e frasi cattive sono comparse sul suo telefonino tanto da convincerla, ieri, a ingoiare le pillole rubate dall’armadietto dei medicinali di casa. Il quantitativo di cortisonici che ha ingerito non avrebbe potuto ucciderla, ma la richiesta di aiuto lanciata dalla quattordicenne è stata chiarissima.

La procura dei minori sta cercando di capire quanti giovani siano coinvolti nel circuito di quelle fotografie. Sono quasi tutti maschi ma potrebbero esserci anche ragazzine tra le autrici dei commenti velenosi destinati alla compagna. L’adolescente, che non è mai stata in pericolo di vita, è una ragazza fragile con una storia familiare difficile alle spalle. Per questo anche gli investigatori sono cauti a collegare in modo definitivo il suo gesto a quelle foto.  I vigili questa mattina sono tornati a scuola: hanno parlato con i professori e nei prossimi giorni sentiranno anche i compagni di classe della ragazzina.

Proprio la scuola, però, getta acqua sul fuoco: “E’ un caso che non esiste, frutto del troppo zelo di qualcuno” dice il direttore dell’istituto, Roberto Vaglio, tra il 1995 e il 2005 assessore regionale alla Montagna. “La studentessa – aggiunge – ha ingerito pillole innocue e il suo non è stato un tentativo di suicidio ma  una richiesta di attenzione. Spero torni in classe presto e che tutta questa vicenda non abbia ripercussioni sulla sua crescita”.

di CARLOTTA ROCCI / larepubblica / Venaria, a 14 anni tenta di uccidersi a scuola: l’ombra di bullismo e foto hard

Migranti, la Puglia è pronta all’emergenza.

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Migranti, Emiliano: “Andiamo a prenderli con i traghetti”

Migranti – Il prefetto di Lecce incontra i sindaci: “Non vogliamo che un’eventuale emergenza si ripercuota sul turismo in arrivo”. Riflettori puntati su Otranto e Melendugno. E Taranto è pronta ad aprire il nuovo hotspot

L’allarme non c’è, ufficialmente, ma l’Italia e soprattutto la Puglia, il suo avamposto più orientale, si preparano per tentare di frenare e comunque di attutire l’impatto di un flusso massiccio di migranti che, chiusa la via balcanica, potrebbero intraprendere la rotta adriatica per arrivare in Europa. L’attenzione è puntata sulle coste del Salento e dell’Albania, separate da una cinquantina di miglia percorribili in una sola notte anche con piccole imbarcazioni. Su richiesta delle autorità di Tirana, e accogliendo per prima l’invito dell’Europa sperando che altri Paesi seguano l’esempio, l’Italia invierà nei prossimi giorni una ventina di poliziotti di frontiera per supportare il governo albanese nei controlli ai confini.

Sarà Tirana a decidere dove dislocare il piccolo contingente italiano. La partenza dei nostri sarà preceduta da una riunione in Italia fra le autorità albanesi e il dipartimento della Pubblica sicurezza. L’incontro servirà a mettere a punto la missione, definirne i dettagli, stabilire le priorità, individuare i punti di confine che dovranno essere presidiati anche dagli italiani. Una volta definiti questi aspetti, partirà una prima aliquota di pochi uomini che valuteranno aspetti logistici e tecnici: successivamente si muoveranno gli altri agenti, tutti esperti di polizia delle frontiere e di falsi documentali.

Sulla vicenda interviene il governatore pugliese Michele Emiliano: “Per evitare problemi, laddove dovessero verificarsi, di pressione di migranti alle nostre frontiere, noi dobbiamo mandare i traghetti a prenderli. Non ci sono alternative perché bisogna ridurre la velocità del flusso. E sulle navi dobbiamo far lavorare la polizia giudiziaria per capire con chi abbiamo a che fare”. Emiliano ha poi rimarcato che “non funziona fare reticolati per fermare i migranti, perché i fenomeni migratori dureranno per cinquant’anni, come minimo”. “Non possiamo negare diritti a chi viene da noi per chiedere sicurezza, aiuto, per scappare da una guerra – ha concluso Emiliano – noi siamo una Repubblica democratica della quale sono orgoglioso di essere stato servitore in diverse funzioni”.

Il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, ha riunito i sindaci dei comuni salentini più grandi, compresi i due che per collocazione geografica rappresentano l’approdo più vicino, Otranto e Melendugno, per preparare un piano di accoglienza.”Al di là degli allarmi, finora non abbiamo avuto segnalazioni specifiche – ha detto il prefetto – Abbiamo avviato un lavoro di ricognizione delle strutture utilizzabili”.

L’obiettivo è predisporre per tempo “un piano di primissima accoglienza con punti di sbarco, dove attrezzare eventualmente le operazioni di fotosegnalamento e di ricognizione medica, e anche punti di smistamento per strutture che potrebbero fungere da prima accoglienza”. “Difficile dire quanti migranti potremo accogliere in una fase emergenziale – ha detto ancora il prefetto – Andremo a individuare strutture che intaccano meno i centri abitati e meno le strutture turistiche, proprio perché non vogliamo che un’eventuale emergenza si ripercuota sul turismo in arrivo, fermo restando che tutto ciò non potrà gravare unicamente sulla Puglia”.

Nel Salento l’unica l’unica struttura di prima accoglienza attiva è il centro Don Tonino Bello di Otranto. E a Taranto è stato completato l’hotspot per l’identificazione di migranti realizzato in un ex parcheggio del porto. Si estende su un’area di circa diecimila metri quadrati con punti di accoglienza, alloggi prefabbricati per accogliere 300 migranti, tensostruttura, mensa e presidi sanitari.

larepubblica / Migranti, la Puglia è pronta all’emergenza.

Omicidio Varani a Roma, ascoltati altri testimoni.

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Omicidio Varani – Uno racconta: “Anche a me offrirono alcol e cocaina”

Omicidio Varani . Prima dell’omicidio del 23enne nella casa al Collatino durante il festino sono entrate diverse persone. Tra queste c’era Alex che agli inquirenti ha detto: “Ricordo di aver sentito Prato dire a Foffo ‘tanto con lui non dovevamo fare nulla’”. Si cerca una giovane che avrebbe incontrato la vittima sul treno poche ore prima di morire.

Ventiquattro ore prima della morte di Luca Varani, altre persone hanno messo piede nell’appartamento degli orrori al Collatino. Ma sono scampati alla violenza di Manuel Foffo e Marco Prato che, non ancora sballati da droga e alcol, non avevano maturato il proposito di far del male a qualcuno. Fino a quando dentro a quella casa in via Igino Giordani non è entrato Luca Varani, il 23enne massacrato a coltellate e martellate durante un festino a base di cocaina e alcol.

Prima dell’omicidio, al festino tutto alcol, cocaina e crystal meth (cristalli che possono causare stati allucinogeni e scatti d’ira) iniziato mercoledì della scorsa settimana hanno partecipato altre quattro persone. Una di queste è Alex del Tiburtino, 34 anni, pugile dilettante: il suo nome era stato fatto dallo stesso Foffo, che lo aveva contattato la notte tra mercoledì e giovedi scorso, al pm Francesco Scavo.

“Sì è vero sono stato in quella casa – ha raccontato Alex, accompagnato dall’avvocato Gianluca Nicolini – Appena entrato in quell’appartamento, intorno alle 5 del mattino, loro mi hanno offerto più volte un bicchiere con un superalcolico. Io ho rifiutato perché bevo birra”. Follo e Prato, già in evidente stato di alterazione, hanno invitato l’amico più volte a consumare cocaina. “Ricordo che non erano travestiti – ha fatto mettere a verbale Alex – anche se ricordo di aver notato la presenza di una parrucca in casa. Comunque non c’è stato alcun rapporto di sesso con nessuno da parte mia”. Dopo una breve discussione con i due, dovuta al fatto che Alex voleva sfruttare la casa di Foffo per andare dormire qualche ora e gli altri volevano andare avanti con lo sballo, il 34enne sarebbe andato via intorno alle 8.30. Non prima di aver sentito Prato dire a Foffo “che tanto con lui non dovevano fare nulla”. Ventiquattro ore dopo a cadere nella trappola è stato Luca Varani, torturato e ucciso “per le sevizie subite e non per la coltellata finale al cuore inflitta” da uno dei due studenti, che si erano conosciuti a dicembre scorso.

L’altro a varcare la porta di casa di Foffo è stato Giacomo, amico milanese di Marco Prato che avrebbe messo a disposizione il suo bancomat per acquistare gli stupefacenti. In totale, in quei giorni i due hanno speso più di 1.500 euro in droga, fornita da un pusher albanese. Tra i nome fatti da Foffo e Prato, c’è anche quello di Riccardo: è uno dei camerieri del ristorante della famiglia Foffo e ieri è stato sentito dai militari dell’Arma.

Intanto, gli inquirenti stanno cercando di rintracciare due persone che hanno incontrato Luca Varani prima che si recasse nell’appartamento di Manuel Foffo al Collatino. Potrebbero essere utili per ricostruire le ore che hanno preceduto il massacro. Si tratta di un uomo e di una donna di 25 anni che hanno incontrato il 23enne sul treno che da Viterbo arrivava a Roma. Alcuni conoscenti della vittima hanno girato la segnalazione ai carabinieri, che stanno cercando in tutti i modi di mettersi in contatto con lei: “Era bionda e lei e Luca non hanno mai smesso di chiacchierare”. Varani viene contattato da Prato alle 7.12 del 4 marzo scorso e, secondo chi indaga, sarebbe rimasto in balia dei suoi aguzzini per circa due ore prima di morire intorno alle 9.30. A questa giovane la vittima potrebbe aver confessato dove stesse andando e perché.

Gli inquirenti, intanto, hanno ascoltato anche le altre persone che hanno frequentato la casa di Foffo nei giorni tra mercoledì e venerdì, tra cui Roberto Foffo, fratello di Manuel.

/larepubblica / Omicidio Varani a Roma, ascoltati altri testimoni.

Novellino ritorna in serie A, i precedenti contro il Napoli

Walter Novellino non intende perdere tempo con il suo Palermo e domenica affronterà il suo passato, nella sfida del Barbera contro il Napoli.

Quel Napoli ha allenato per una stagione in Serie B, nel 1999-2000. Sarà il quinto confronto con i partenopei, il terzo contro Maurizio Sarri:

Novellino non ha mai vinto contro Sarri. Due i precedenti in Serie B – 5 ottobre 2013: Empoli-Modena 2-1; 15 marzo 2014: Modena-Empoli 0-0

Novellino non ha mai perso contro il Napoli nei quattro precedenti – 5 ottobre 2002: Napoli-Sampdoria 1-1; 10 marzo 2003: Sampdoria-Napoli 2-0; 23 dicembre 2007: Napoli-Torino 1-1; 21 dicembre 2008: Torino-Napoli 1-0.

Stadio San Paolo, urge restyling per la prossima Champions

Un incontro con il Coni a Roma e con la commissione vigilanza Uefa Champions League, per capire quali lavori urgenti dovranno essere fatti allo stadio San Paolo.

Lo ha annunciato l’assessore comunale allo sport Ciro Borriello, durante la presentazione del libro di Beppe Bruscolotti: l’incontro, con ogni probabilità, avverrà a metà della prossima settimana e verranno comunicati quali saranno i lavori da eseguire per ottenere la licenza. C’è ottimismo in casa Napoli.
Ciro Novellino

Ausilio: ” In estate ho cercato con insistenza Allan”

Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, ha rivelato un retroscena di mercato:
“È vero che sono stato a un passo dal prendere Allan? Sì, ma con Guarin e Brozo pensavamo di essere a posto. Un rimpianto? Dybala, ci abbiamo provato con tutte le forze. Ma il vero rimpianto è quando partono i giovani come Destro e Bonucci, in ogni caso se il sacrificio è legato all’arrivo di campioni come Milito e Motta rimane il dispiacere ma non il rimpianto”.

Ciro Novellino

Nuvole Di Plasma (Lo Piano – Santarossa)

Nuvole Di Plasma – Il sistema di antenne polarizzate montato una decina di anni fa nel territorio di Niscemi, dalla Marina degli Stati Uniti, potrebbe entrare in funzione fra qualche giorno.
Nuvole Di Plasma
Nuvole Di Plasma

Nuvole Di Plasma – Torniamo indietro nel tempo :

Il Governo degli Stati Uniti ebbe il bleneplacito per la costruzione dell’impianto satellitare di Niscemi dall’ex Governatore Raffaele Lombardo, dall’ex Ministro alla Difesa Ignazio La Russa, e dall’ex Assessore al Territorio Rossana Interlandi. Avendo avuto queste “credenziali”, l’opera e’ stata realizzata nel giro di pochi anni.
Questo impianto di antenne paraboliche in origine avrebbe dovuto studiare la ionosfera, oggi si scoprono gli altarini e  si viene a sapere che il suo compito principale e’ militare, cioe’ quello di creare nuvole di plasma, capaci d’intercettare i missili nemici e rilevare bersagli mobili.

Rammentiamo che il plasma è il quarto stato della materia, dove agli atomi sono strappati agli elettroni, grazie all’irradiazione di potenti energie, come nel caso di queste antenne paraboliche.

Sul sito della Marina Militare Statunitense è stata recentemente riportata la notizia della creazione artificiale di nubi di plasma con il sistema H.A.A.R.P.
Fisici ed Ingegneri che lavorano come ricercatori nei laboratori della Marina degli Stati Uniti alla Plasma physics division (Dipartimento di fisica del plasma),
hanno prodotto proprio in questi ultimi mesi con successo una duratura nuvola di plasma ad alta densità nell’atmosfera terrestre.
Nell’articolo viene specificato che, a differenza delle nuvole di plasma generate precedentemente, che duravano appena dieci minuti, questa volta si è riusciti a creare una sfera di plasma più denso. La sfera è stata mantenuta “in vita” per un’ora dalle emissioni delle antenne della stazione H.A.A.R.P. e si è dissolta solo dopo che sono state interrotte le irradiazioni elettromagnetiche dell’installazione.
Un bel primato :
Abbiamo quindi la precisa conferma che si tratta di un progetto bellico, l’articolo riferisce pure che tali nuvole di plasma vengono usate come schermi artificiali alla quota di cinquanta chilometri, un’altitudine inferiore rispetto alla ionosfera.
I rischi per la popolazione quali potrebbero essere,visto che saranno gli stessi scienziati americani a valutarne la pricolosita’? La risposta e’ chiara per gli americani (non proprio super-partes): nessun pericolo per le popolazioni limitrofe. I nostri politici continuano a giocare con la vita delle persone; permettere che si possa perforare la Sicilia con le trivelle alla ricerca dell’oro nero, di costruire megagalattici impianti satellitari ad alta frequenza, di progettare raffinerie a ridosso delle popolazioni, di montare antenne paraboliche senza che siano stati valutati i rischi, sono tutte scelte da condannare.
Ai Siciliani gli strateghi del potere, hanno rubato terra, mare, e cielo, ora vogliono privarli pure della vita. L’unica arma che il popolo Siciliano  ha e’ quella del voto, nelle prossime elezioni che venga usato come parabola discendente verso tutti coloro che hanno dimostrato di non amare la Sicilia.
Nuvole Di Plasma / Lo Piano Santarossa
Alcuni diritti riservati

Valdifiori: “A Palermo sarà dura ma non è finita”

“Voglio restare a lungo a Napoli”

Mirko Valdifiori, centrocampista del Napoli, ha rilasciato un’intervista a Napolimagazine.com:

– Dieci finali da vivere tutte d’un fiato, arriva la sfida col Palermo, ci credete nella rincorsa?

“Ci sono dieci partite, dobbiamo affrontarne una alla volta. Scendiamo sempre in campo con la consapevolezza che possiamo portare a casa sempre i tre punti. Andremo a Palermo, sarà l’ennesimo campo difficile. Stanno vivendo il cambio di allenatore e quindi anche i giocatori vorranno mettersi in mostra dinanzi al nuovo tecnico, però noi andiamo lì con la voglia e la determinazione giusta per centrare un’altra vittoria”.

– Napoli conosce bene Novellino e se lo ritroverà subito da avversario…

“Novellino porterà esperienza alla squadra. Hanno dei valori e dei singoli importanti. Ovviamente in 3-4 giorni non può far tanto, ma si punterà sulla spinta emotiva. Darà tanto a livello di motivazioni. Quando arriva un nuovo allenatore tutti i giocatori si sentono in discussione. Sarà sicuramente una battaglia ed una partita tosta”.

– Bisogna ritrovare la vittoria in trasferta…

“Deve essere un motivo di rabbia in più, per andare a cercare la vittoria a Palermo”.

– Quanto vi dà fastidio questa Juventus che non si ferma mai? I giochi sono fatti?

“I giochi non sono fatti, pensiamo a vincere ogni partita. Quello che farà la Juventus lo vedremo solo dopo aver fatto il nostro dovere. Il nostro percorso l’abbiamo iniziato a luglio, consapevoli della nostra forza. Conosciamo i nostri sogni, le nostre voglie e i nostri desideri. Siamo compatti e siamo tutti motivati verso l’obiettivo, che è quello di ottenere il massimo nelle prossime 10 partite poi si vedrà”.

– Il Napoli gioca per il primo o il secondo posto? 

“Noi giochiamo sempre per arrivare davanti a tutti. Avanti una gara alla volta. Vogliamo continuare a sognare. Con l’entusiasmo della squadra e dei tifosi si può fare qualcosa di importante”.

– Ha giocato poco quest’anno…

“Mi farò trovare pronto non appena mister Sarri mi chiamerà in causa. Rispetto le scelte del tecnico. Ciò che conta è l’obiettivo di squadra, poi se si gioca una partita in più o una in meno bisogna guardare all’interesse comune. Giocare 5 minuti o 90, l’importante è farsi trovare pronti”.

– Sarri punta su Jorginho…

“Io cerco di metterlo in difficoltà negli allenamenti. Mi dispiace che il Napoli sia uscito dall’Europa League, perchè lì avevo l’opportunità di mettermi in mostra. Siamo usciti fuori dall’Europa dopo due partite di buon livello, però ora pensiamo a fare bene in campionato”.

– Sicuramente avrebbe voluto dare qualcosa in più, la sua stagione non proprio entusiasmante può essere uno stimolo per fare bene l’anno prossimo?

“E’ chiaro che può essere uno stimolo in più per fare bene. E’ ovvio anche che uno vorrebbe sempre giocare, ma capitano le annate così. Vado avanti a testa alta. Ho un contratto a Napoli, sto bene qui e spero di restare a Napoli il più a lungo possibile”.

– Messaggio forte e chiaro anche in seguito ai tanti rumors di mercato…

“E’ presto per i rumors. Sono felice a Napoli, non c’è altro da aggiungere”.

– Tre punti dalla Juve sono recuperabili…

“Si. Dobbiamo rimanere sempre concentrati e non mollare mai. Come noi, anche loro avranno avversari difficili. Non bisogna dare nulla per scontato, perchè può capitare una loro giornata no e se vinci ti ritrovi a pari punti. Andiamo avanti, dando il massimo, fino alla fine lotteremo per questo sogno”.

– Il suo saluto ai tifosi del Napoli, che si sono divertiti tantissimo in settimana nel vedervi fare acquasplash al termine dell’allenamento…

“Ne abbiamo approfittato per la pioggia, c’era una bella pozzanghera. Fa bene ridere insieme, sono messaggi importanti, il gruppo è unito e sta bene. E’ un fattore in più che può portarci ai risultati”.

Juve Stabia mai vincente a Catania. I precedenti incontri

Tutti i risultati dei precedenti incontri tra lo Stabia, divenuto poi Juve Stabia, e il Catania

La Juve Stabia ha incontrato il Catania sono nel 1999-2000, nei precedenti 6 incontri la squadra di  calcio di Castellammare di Stabia si chiamava semplicemente Stabia: quattro sono stati gli incontri al “vecchio campo Polisportivo” e due allo stadio “Cibali” di Catania che sono stati sempre vittoriosi per i siciliani. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

1931 / 1932 – Campionato Nazionale di Prima Divisione girone ‘ F ‘

8 novembre 1931 – 6° giornata d’andata: CATANIA – STABIA 2 – 0.

1937 / 1938 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ E ‘

8 maggio 1938 – 15° giornata di ritorno: STABIA – CATANIA 6 – 0 risultato tennistico a favore degli etnei che realizzarono tre reti per tempo, nel primo: Ravizzoli, Pinto e Corallo; nel secondo ancora Ravizzoli e Corallo ed infine Bellini.

1948 / 1949 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

26 dicembre 1948 – 14° giornata d’andata: CATANIA – STABIA 1 – 0 gol vittoria degli etnei a metà primo tempo con Porcelli.

1951 / 1952 – Campionato Nazionale di Serie C girone ‘ D ‘

1° giugno 1952 – 16° giornata di ritorno: CATANIA – STABIA 4 – 2 (arbitro Jonni Cesare di Macerata) Brondi e una doppietta di Bartolini chiusero la prima frazione di gioco a favore dei rossoazzurri, nella ripresa per le vespe prima accorciò l’attaccante Italo MARRA, poi siciliani ancora in gol su calcio di rigore realizzato da Klein ed infine accorciò per i gialloblù l’attaccante Egidio DI COSTANZO.

Davide DI NICOLA
Davide DI NICOLA bomber Juve Stabia 1999/2000

Catania e Juve Stabia, si sono affrontate in gare di campionato una sola volta allo stadio “Angelo Massimino” di Catania questo il precedente:

1999 / 2000 – Campionato Nazionale di Serie C1 girone ‘ B ‘

21 novembre 1999 – 11° giornata d’andata: CATANIA – JUVE STABIA 1 – 1 (arbitro Attilio Belloli di Bergamo) al gol del vantaggio dei rossoazzurri di Passiatore, replicò ad inizio ripresa il bomber Davide DI NICOLA (foto).

Giovanni Matrone

 

Segui la diretta radio: Juve Stabia-Ischia (Berretti) domani ore 14

Segui la diretta su ViVi Radio Web

Una sconfitta da cancellare, pesante, che non deve lasciare strascichi nella testa dei ragazzi di mister Liguori, quella subita la scorsa settimana sul campo del Teramo. Subito in campo, al Menti di Castellammare di Stabia, per la giornata 24 del campionato Dante Berretti nella quale la Juve Stabia affronterà i pari età dell’Ischia. Gli ospiti vengono dal pari interno con il Pontedera per 1-1. La classifica vede gli isolani distanti 5 punti dagli stabiesi: 32 a 27.

Questi i convocati di Nicola Liguori:

Riccio, Borrelli, Noto, Rubino, Lombardi, Ranieri, Borrelli E., Rossi, Bisceglie, Mauro, Servillo, Viscusi, Strianese, Mellone, Sorrentino, Langella, Del Prete, Natale, Matassa, Contieri, Chirullo.

Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:

Cliccando questo link https://vivicentro.it/viviradio/

L’ORDA AZZURRA – Ore 20:00 per una puntata speciale con tanti ospiti

Questa sera non perderti l’appuntamento con L’Orda Azzurra, il programma che va in onda sulle frequenze di Vivi Radio Web la radio ufficiale di Vivicentro.it. Tutto quello che c’è da sapere sul Napoli, sempre live…

A condurre il programma, Ciro Novellino (giornalista di Vivicentro) e al suo fianco Mario Vollono (vicedirettore di Vivicentro). Tanti ospiti al telefono e in studio, ma i protagonisti siete voi, come sempre. Mandate i vostri messaggi sulla pagina Facebook della radio, o chiamate allo 081 048 73 45 oppure mandare un messaggio Whatsapp al 338 94 05 888.

Gli ospiti di questa sera: Roberto Sorrentino, padre del portiere del Palermo, il giornalista Cosimo Silva, oltre al presidente del Club Napoli Rimini Azzurra, Vincenzo Luisi e altri ancora…

Non mancate, L’Orda Azzurra sta arrivando…!

Come sempre potrete ascoltarla in diretta a questo indirizzo:

Cliccando questo link https://vivicentro.it/viviradio/

dalle 20:15 e in differita due ore dopo la fine della trasmissione a questo indirizzo https://www.spreaker.com/show/tracce-di-lorda-azzurra

Il Punto 11 marzo

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Il punto 11 marzo Analisi, approfondimento e commento di Cronaca, Poitica ed Economia della settimana a cura degli esperti de lavoce.info

Il punto 11 marzo – Delle importanti misure annunciate da Draghi per combattere la deflazione – riduzione dei tassi, più volumi mensili ed estensione degli acquisti di titoli, nuove operazioni ad hoc di finanziamento alle banche (Tltro) – la terza è la più innovativa e utile. Una banca che ha prestato di più a imprese e famiglie potrà a sua volta ricevere più prestiti Bce (a tassi inferiori e fino al 30 per cento della sua esposizione). Meglio comunque che l’istituto guidato da Draghi continui ad agire in autonomia. Anche se c’è chi sostiene il contrario e vorrebbe una banca centrale agli ordini della politica che distribuisca direttamente denaro ai cittadini.
Con l’acquisto di uno dei leader del caffè in Francia, Carte Noire, la Lavazza si candida al ruolo di aggregatore in un mercato presto dominato da pochi player multinazionali. Impresa difficile ma possibile perché, come in casi analoghi, l’azienda è di una famiglia che ne ha affidato la gestione a manager esterni. Il prossimo passo dovrebbe muoverlo verso la borsa, con una diluizione del controllo. I Lavazza sapranno farlo?
A scuola gli 800 mila figli degli immigrati (quadruplicati rispetto al 2001) sono indietro rispetto agli italiani nei test Invalsi, in matematica e in italiano. Pesano la mancata conoscenza della lingua e le avverse condizioni familiari. Servono politiche di sostegno e interventi specifici soprattutto in età pre-scolare.
Dopo un complesso iter costituzionale, la Camera approverà presto definitivamente la riforma del Senato. Torniamo a ripercorrere le nuove norme che – tra luci e ombre – mettono fine al bicameralismo perfetto. E sulle quali il premier Renzi si sottoporrà a giudizio in un referendum dopo l’estate.
Il ministro Delrio ha annunciato una straordinaria quantità di risorse pubbliche per infrastrutture ferroviarie: 9 miliardi più – possibilmente – altri 8. Con dovizia di particolari sulle loro destinazioni. Meglio sarebbe definire gli obiettivi di spesa in termini di occupazione, ambiente e ritorni finanziari attesi.

Il nostro amico e collega Vincenzo Galasso entra nell’Unità economica della Presidenza del consiglio. Com’è consuetudine de lavoce.info, rimane membro della redazione in aspettativa, vale a dire non attivo per la durata dell’incarico. A Vincenzo i nostri migliori auguri di buon lavoro!

  • Gli idranti di Mario Draghi
    11.03.16
    Tommaso Monacelli
    La Bce ha annunciato un nuovo ampio pacchetto di misure per stimolare la crescita nell’Eurozona. Ma la deflazione è solo un sintomo, il problema è la combinazione viziosa di eccesso di domanda di risparmio e limite zero sui tassi di interesse. E per risolverlo non basta la sola politica monetaria.

 

  • Meglio che le banche centrali restino indipendenti
    11.03.16
    Fausto Panunzi
    La crisi iniziata nel 2008 rimette in discussione molte idee consolidate in economia. Compresa l’indipendenza delle banche centrali. Ma l’apparente impotenza delle banche centrali di fronte alla stagnazione è anche il frutto della mancanza di determinazione dei governi. Un invito alla prudenza.
  • Lavazza, il caffè italiano gioca la partita internazionale
    11.03.16
    Fabiano Schivardi
    Lavazza ha comprato la francese Carte Noire. Il marchio torinese dimostra così di voler competere sul mercato mondiale del caffè. Non sarà facile. La famiglia ha già affidato la gestione dell’impresa a manager professionali. Ora si tratta di aprire il capitale, magari con la quotazione in borsa.
  • La scuola degli immigrati
    11.03.16
    Giorgio Brunello e Maria De Paola
    Il livello di istruzione degli immigrati gioca un ruolo cruciale per la loro integrazione perché influenza probabilità di occupazione e redditi. Il divario tra gli studenti italiani e stranieri è spesso dovuto alle diverse condizioni socio-economiche. La risposta delle politiche di lungo periodo.
  • I punti deboli del nuovo Senato
    11.03.16
    Paolo Balduzzi e Massimo Bordignon
    Con il nuovo Senato non è tanto la mancanza di legittimità democratica o di contrappesi a rappresentare un rischio, quanto le ambiguità sui rapporti fra governi e i possibili riflessi sulla tenuta dei conti pubblici. Il superamento del bicameralismo perfetto e il sistema di formazione delle leggi.
  • Piovono soldi sui binari
    11.03.16
    Marco Ponti
    Il ministro Delrio ha annunciato lo stanziamento di diversi miliardi per la costruzione di infrastrutture ferroviarie. Come al solito, manca qualsiasi misura degli obiettivi che si vogliono ottenere. Al di là dell’implicita assunzione che la spesa sia cosa buona in sé. Privatizzazioni rimandate.

lavoce.info / Il punto 11 marzo

Ass.Borriello: “Lavoreremo in vista della Champions. Sul restyling del sediolini…”

 

                                Questione San Paolo: l’assessore Borrielo fa chiarezza 

 

Ciro Borriello, assessore dello Sport del comune di Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Settimana prossima saremo al commissariato di vigilanza della Uefa Champions League, dovremo concordare le richieste più importanti che servono per giocare la Champions. Bisogna sapere quali sono le richieste più importanti per lo stadio. C’è una carenza di manutenzione, quello che noi faremo sarà rivolto all’adeguamento per gli standard dello stadio. Oggi tutta l’impiantistica non è a norma, siamo alla soglia minima della sicurezza e tutto deve essere potenziato o sostituito. C’è una fase di finale di questo che prevederà anche un miglioramento della copertura. Lo stadio deve essere adeguato agli standard funzionali che prevedono tutti gli stadi. La porta per De Laurentiis sarà sempre aperta, se vorrà aiutarci sarà bene accetto. Sui sediolini dello stadio c’è una doppia corrente di pensiero: noi tifosi li vorremo azzurri con scritto “N”, mentre ci sono alcuni ingegneri che vorrebbero la fascia multicolor tipo quello di Udine, che farebbe sembrare lo stadio sempre pieno. Nel momento in cui tu sostituisci i sediolini c’è già una percezione diversa, il resto lo scopriremo vivendo. È una questione di pochi mesi”.

Operazioni di soccorso CP292, 11marzo, nel mar Egeo (VIDEO)

Immagini delle operazioni di soccorso a 1 gommone, condotte nella notte tra il 10 e 11 marzo 2016 nel Mare Egeo dalla Motovedetta CP 292

OPERAZIONI DI SOCCORSO. Questa notte, la Motovedetta CP 292  – dislocata a Kos -, durante le sue quotidiane operazione di soccorso  ha tratto in salvo 13 migranti, tra i quali un minore, di presunte origini pachistane.

Insigne atleta campano dell’anno 2015: “La mia dedica…”

Domani torna “È Azzurro” che propone un’intervista a Lorenzo Insigne.

Lo scugnizzo è stato premiato come “Atleta campano dell’anno 2015” per il secondo anno consecutivo dai lettori del mensile: “Dobbiamo crederci fino in fondo, la Juventus è forte ma noi possiamo metterla in difficoltà. Sogno di restare a lungo in azzurro e di vincere qualcosa di importante. Questo premio lo dedico a mia moglie Genny e ai miei figli, che mi sono sempre stati vicini”.

Tangentopoli tributaria, il volto inedito della giustizia

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Tangentopoli tributaria – E’ l’ultimo scandalo alimentato dalla corruzione, un fenomeno che dilaga ovunque, nel settore della pubblica amministrazione come nel privato.

Tangentopoli – Questa volta si presenta con un volto perverso, ma insospettabile, ineccepibile, perché proviene da uno degli ambienti che invece dovrebbero perseguire reati di questa risma: nel mirino c’è la Giustizia.. Si tratta di esponenti della magistratura, avvocati, professori universitari, commercialisti compiacenti, privati, coinvolti in questa bolgia di corruzione che è entrata attraverso percorsi sommersi, ovunque in Italia, nell’ambito dei contenziosi tributari.

Gli inquirenti hanno scoperto che si manipolavano sentenze, a volte bastava una firma per autorizzare procedure illegali che sconfinano nel crimine, considerati gli intenti, volti a lucrare illecitamente dall’esito di questi interventi: crimini vergognosi. Siamo davanti ai cancelli socchiusi dell’ennesima tangentopoli, questa volta con i connotati del fisco, ma tristemente incagliata nelle maglie della Giustizia, che dovrebbe sviluppare immunità verso certe insidie, e invece questo scandalo è la dimostrazione che il fenomeno corruttivo ha tentacoli potenti, che riescono a sopraffare chi ha l’animo disponibile a lasciarsi contaminare. Lo sdegno nel paese è enorme, anche perché le sue proporzioni sono vastissime, interessano buona parte del paese, e non è neppure un fulmine a ciel sereno, dato che già Di Pietro aveva tentato di mettere le mani sulla mercificazione delle sentenze riguardanti i contenziosi tributari. Tuttavia non si era arrivati all’epoca di mani pulite a scandagliare in tutti i meandri di questa brutta vicenda, era stato fermato, questo magistrato, le ragioni, si spera emergeranno ora, che la tempesta è prepotentemente riemersa, con tutto il suo potere virulento.

Secondo le notizie trapelate questi giorni, si parla di circa 580 mila sentenze, per un importo di 50 miliardi di Euro; i dati di questa tangentopoli tributaria si riferiscono all’anno 2015. Questo era un settore della vita amministrativa e giudiziaria, che non destava preoccupazioni, gestito da due Commissioni, una a carattere provinciale, la seconda raccoglieva le istanze a livello regionale, ma sembrava zona di confine per le mazzette, terreno sterile per chi preferisce le scorciatoie, facendosi largo col potere del denaro.  Invece un altro baluardo del potere dello stato è caduto, provocando però, questa volta, un grande fracasso. Meglio tardi che mai, ci si può confortare con questo luogo comune, anche se i danni non sempre si possono recuperare, e resta soprattutto lo sconcertate cinismo di chi opera in questi ambiti, a lasciare un segno indelebile, orme che la giustizia stessa, con i suoi più sani percorsi, non potrà cancellare.

Si cominciano le indagini da Milano, direttamente interessata all’alterazione delle sentenze tributarie, e si scende giù fino all’ultima regione dello stivale. A Milano indagano i pm Eugenio Fusco e Laura Pedio. Uno dei responsabili di questo squallido ‘traffico’ di sentenze, è stato già fermato, si tratta del giudice della Commissione tributaria provinciale, al quale sono state trovate nella giacca, una busta di 5 mila Euro, fonte di una tangente che andava ben oltre, avrebbe dovuto infatti incassarne 30, o forse anche di più. A lui segue un giudice onorario, entrambi sono accusati di corruzione per la vicenda della Dow Europe Gmbh, oltre ad avere pilotato un contenzioso tributario di 14,5 milioni di Euro a favore di un noto imprenditore. A Milano sono una ventina le indagini fiscali che riguardano esponenti attivi della giustizia. Le persone coinvolte pilotavano dunque ricorsi, e ottenevano con il loro autorevole intervento (a volte bastava una semplice firma..), sgravi fiscali, tutto in favore di imprenditori e privati cittadini, evidentemente consapevoli dei loro ‘servizi’ compiacenti.

Per quel che concerne i magistrati coinvolti, siamo nel campo dei conflitti d’interessi, il quotidiano Repubblica, rende nota ‘una pista di relazioni che sussiste oltre ogni incompatibilità professionale’, dato che il giudice, per legge non può svolgere attività di consulente tributario in favore di contribuenti, enti impositori o altre società di riscossione.

Ma la tela di ragno non finisce con l’incompatibilità: vi sono anche ragioni di contiguità, perché non di rado questi protagonisti del mondo tributario, Commissari compresi, sono parte di un intreccio che forma trama e ordito tra le persone oggetto dell’indagine tributaria. Spesso infatti sono amici dei legali di aziende coinvolte nei contenziosi, o colleghi di studio, comunque in stretta relazione, per cui ‘gli aggiustamenti’ diventano ‘un atto dovuto’ alla persona che vi si appoggia, sfruttandone il ruolo. La conseguenza è che ha la meglio il privato, e quello che è dovuto allo stato finisce tra i confini di quelle ‘terre irredente’ per l’erario, perché sono proprio le sue ‘sentinelle’ a tradire. Rendendo in tal modo vani gli accertamenti,  e tutti i processi ad essi legati sul versante dell’Agenzia delle Entrate. I giudici corrotti, ma anche gli altri personaggi che ruotano intorno a questo vortice di denaro elargito per corrompere, erano tutt’altro che ‘sprovveduti’ di mezzi, si è accertato che possiedono patrimoni di notevole valore, e cospicui conti in varie banche.

Roma fa parte di questa ‘geo-mappa’ delle tangenti sulle vertenze tributarie (come non bastassero gli altri scandali di mafia e corruzione..), gli arresti sono ormai 13, fino ad ora. Vi sono in questa spirale tre giudici, anche i loro nomi sono ormai finiti nella cronaca di questi giorni. Si tratta di un giudice che non è all’esordio per reati di corruzione, era stato già indagato e arrestato nel 2013, ma evidentemente ha reiterato commettendo altri illeciti di questo tipo. Ora è indacato con altri due giudici. In manette sono finiti anche un avvocato e quattro commercialisti oltre ad alcuni ex dipendenti dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia delle Entrate precisa comunque, che le persone coinvolte, a tutti i livelli, non sono dipendenti e non svolgono attualmente attività per conto dell’Agenzia.

Agli arresti domiciliari sono stati destinati diversi commercialisti; le ordinanze sono state emesse dal gip Simonetta D’Alessandro, su ordine dei pm Giuseppe Diodato e Stefano Rocco Fava.

Nel versante di questa maxi inchiesta, siamo solo agli esordi, secondo gli inquirenti è stato sollevato solo qualche velo, la vicenda della Tangentopoli tributaria sembra destinata ad andare ben oltre, vi sono troppi riscontri sulle mazzette versate, e forse non basterà l’anno in corso per la conclusione della vicenda.

Zavettieri: A Catania per fare risultato

Nella consueta conferenza stampa per presentare la gara contro il Catania, si è presentato in sala stampa al comunale di Casola, il tecnico delle vespe Nunzio Zavettieri, che ai nostri microfoni ha risposto alle domande del nostro inviato Mario Vollono.

Ecco le parole di Nunzio Zavettieri:

“Vogliamo dare continuità ai risultati positivi che ultimamente stiamo ottenendo, abbiamo preparato bene la gara di Catania pur sapendo che andremo ad affrontare una squadra che per potenziale di organico potrebbe vincere il campionato e invece stanno soffrendo molto.

Hanno bisogno di punti così come noi, mi aspetto una squadra cattiva che vuole invertire la rotta, sappiamo bene che sarà una gara molto dura, ma noi vogliamo fare bene per uscire dalla zona calda della classifica, in fin dei conti è uno scontro diretto.

Dobbiamo prendere da subito il controllo del match per evitare di farci schiacciare, dovremo contenerli, per non fargli prendere entusiasmo e convinzione nei propri mezzi.

Noi abbiamo tutta la qualità necessaria per poter fare risultato a Catania, per cui ce la giocheremo a viso aperto palla su palla.”

Sul possibile sostituto di Polak (squalificato per somma di ammonizione, n.d.a.), Nunzio Zavettieri non si sbilancia:

“Polak? Sarà un’assenza pesante, sto valutando bene tutto e deciderò in queste ore come mettere una toppa a questa grave defezione. Non posso permettermi di sbagliare la formazione, sarà fondamentale l’approccio.”

Questo è stato un anno “particolare” per la Juve Stabia sotto il punto di vista degli infortuni, in merito proprio agli indisponibili, Nunzio Zavettieri ci fa sapere:

“Infortunati? Carrotta è in dubbio perché ha accusato un problema nella rifinitura di oggi,  ci consulteremo con il medico sociale per capire se portarlo o meno con noi in trasferta. Izzilo e Favasuli sono recuperati, così come Russo che ora sta completamente bene. Ripeto, abbiamo la possibilità di giocarcela e lo faremo!”

Pescara-Novara: gli abruzzesi e i piemontesi

Pescara- Novara: gli abruzzesi per rialzare la testa, i piemontesi per volare

Pescara-Novara – Dopo la “manita” rimediata a Vercelli, nella nefasta sfida del “Piola”, il Pescara, il quale manca all’appuntamento con la vittoria da 6 turni, prova a rialzare la testa contro il Novara dell’ex tecnico, a dire il vero mai tanto amato, Marco Baroni, reduce, invece, dal successo per 4-0 nell’ultimo match interno disputato contro il Vicenza. Una vittoria che ha permesso al team piemontese di agganciare in classifica il Pescara a quota 49 punti.

La gara si presenta come interessante e dallo spettacolo assicurato, dal momento che gli abruzzesi hanno assolutamente bisogno di un successo, sia per il morale che per la classifica, così come gli azzurri, che vorranno continuare il loro cammino verso i play-off. All’andata la gara terminò con la vittoria del Novara di misura grazie alla rete di Evacuo nel secondo tempo, in una gara abbastanza tattica, ma sicuramente giocata su buoni ritmi da entrambe le squadre.

Attualmente, entrambe le formazioni sono appaiate in classifica a quota 49 punti, e condividono il terzo posto, dal momento che il Cesena si è lasciato sorprendere in casa della Salernitana, corsara in Romagna con il punteggio di 2-1. I bianconeri hanno così fallito l’operazione sorpasso a scapito delle due formazioni che si sfideranno sabato , rimanendo a quota 47 punti ex aequo con Entella e Spezia.

Nel Pescara non ci saranno Campagnaro e Cappelluzzo, alle prese con i loro rispettivi problemi fisici, e Zampano, appiedato dal Giudice sportivo. Previsti i rientri di Lapadula e Memushaj, assenti nella disfatta di Vercelli. Nel Novara non saranno del match, Faraoni – assente per squalifica – Tozzo e Bolzoni fermi per infortunio. Arbitro dell’incontro sarà il Signor Ivano Pezzuto della sezione di Lecce. Fischio d’inizio fissato per le ore 15.00 di domani.

CHRISTIAN BARISANI

I vaccini e l’ influenza debole. EUGENIA TOGNOTTI*

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Influenza che va, influenza che viene.

INFLUENZA – Mentre scatta la controffensiva contro l’ influenza prossima ventura, con la divulgazione, da parte dell’Oms , della composizione del nuovo vaccino, è tempo di bilanci per quella che ci stiamo lasciando alle spalle, già diventata, per la sua bassa intensità, una pietra di paragone per le epidemie influenzali delle passate stagioni e destinata a diventarlo per le prossime. Non sono ancora disponibili i dati sulle vaccinazioni antinfluenzali ed è quindi difficile stabilire se anche quest’anno si sia verificato il temuto calo secondo un trend ormai in atto da nove anni nel Belpaese degli allarmi e delle psicosi. O se, invece, un aumento pur lieve della copertura vaccinale abbia contribuito all’immunizzazione di una parte della popolazione. Certo è, che dopo aver esordito con ritardo, complici le temperature miti, l’influenza 2015-2016 ha avuto un’incidenza inferiore a quella delle passate stagioni. Iniziata a metà gennaio, ha messo a letto poco più di due milioni e mezzo di italiani (e colpendo come al solito le fasce di età più basse) e si è presentata con una fisionomia meno minacciosa , più «bonaria» rispetto ad altri Paesi europei, dove, nella contemporanea circolazione di ceppi di tipo A e di tipo B, hanno dominato i virus influenzali di tipo A e in particolare del sottotipo A(H1N1)pdm2009, responsabile dell’ospedalizzazione di molti casi gravi.

Intanto , da Ginevra – dove a fine febbraio, secondo un calendario fisso, si sono riuniti i ricercatori dell’Oms che raccolgono i dati di sorveglianza virologica – sono arrivate le istruzioni sul cocktail di virus che entreranno nel vaccino per il prossimo appuntamento con la stagione influenzale. Sono indicati , per così dire, con nome e cognome, cioè lettere e numeri che ne raccontano genealogia, tipo e sottotipo, anno e luogo d’origine. Uno, che abbiamo imparato a conoscere , è A/California/7/2009 (H1N1), già presente nel vaccino 2015/2016. Riuscirà ad assicurare una sufficiente protezione nel prossimo appuntamento con l’ influenza ? Dipenderà, naturalmente, dal grado di corrispondenza tra i ceppi virali presenti nella composizione e i virus circolanti allora.

Da un’influenza all’altra, la rete mondiale di spionaggio dei virus lavora dietro le quinte e coinvolge un numero impressionante di laboratori in un’ottantina di nazioni e non si ferma mai. I virus influenzali sono costantemente sotto osservazione in quella sorta di gioco a guardia e ladri che è il monitoraggio virologico dei ceppi. I virus dell’influenza A sono dotati dell’eccezionale capacità di modificare il proprio genotipo per gradi (genetic drift) o con un cambiamento radicale e improvviso (genetic shift): uno scossone che dà luogo a un ceppo interamente nuovo. In questo caso, fortunatamente raro, si verifica una pandemia perché buona parte della popolazione mondiale resta priva dell’azione protettiva degli anticorpi. È avvenuto nel 1918, alla fine della Prima guerra mondiale, con la terrificante pandemia che prese il nome di Spagnola e, nel secolo scorso, fortunatamente in modo meno grave, con l’Asiatica (1957) e la Hong Kong (1968).

In base alle scansioni delle passate pandemie, l’arrivo del Big one virale è messo in conto da tempo. Ma, a parte gli allarmi, collegati all’emergere in questi ultimi decenni, di varianti antigeniche capaci di scatenare epidemie e/o pandemie – è la «banale» , vecchia, spesso sottovalutata influenza – attribuita nel Medioevo al maligno influsso degli astri e alla loro sfavorevole congiunzione – a rappresentare, sempre di più, un serio problema sanitario nei Paesi industrializzati, dove occupa il terzo posto, dopo Aids e Tbc, come causa di morte per malattie infettive.

*lastampa

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