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Insigne: “Un orgoglio indossare la maglia della Nazionale”

Al termine di una prestazione sontuosa, Lorenzo Insigne ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Rai Sport:

“Contento per il gol ma peccato per il risultato, l’ importante è che abbiamo fatto una grande prestazione.

Tra me e Conte c’ è stato solo un malinteso,  sa che per me è un orgoglio indossare questa maglia;  continuo ad impegnarmi al massimo perché amo la Nazionale e se seguiamo il mister possiamo fare bene.

Poi chiunque andrà all’ Europeo darà il massimo”.

Italia-Spagna, esordio di Jorginho

Opportunità anche per Jorginho, pochi minuti a disposizione.

Il centrocampista del Napoli preleva al minuto 44 del secondo tempo Marco Parolo.

Italia-Spagna, dentro Insigne e subito gol

Rete numero due di Lorenzo Insigne con la maglia della Nazionale maggiore.
Un bel gol quello dell’ attaccante azzurro, entrato al sesto minuto del secondo tempo, che è andato a finalizzare un’ ottima ripartenza dell’ Italia: grande triangolazione tra Bernardeschi, Giaccherini e Insigne.

Al di là delle assenze il Napoli già guarda all’ Udinese, azzurri in campo

Doppia seduta oggi per il Napoli a Castelvolturno.

Nonostante la sosta per gli impegni delle Nazionali, gli azzurri rimasti a Castel Volturno hanno svolto la consueta seduta di allenamento in vista della gara contro l’ Udinese. Ecco il report dell’ allenamento sul sito ufficiale della società:

Doppia seduta oggi per il Napoli a Castelvolturno.

Gli azzurri si allenano nella settimana della sosta pasquale dedicata agli impegni delle Nazionali.

Il campionato riprenderà domenica 3 aprile con la partita al Friuli di Udine per la 31esima giornata di Serie A, “lunch match” delle 12,30.

La squadra si è divisa in due gruppi. Entrambi i plotoni hanno svolto attivazione e allenamento tecnico tattico.

Nel pomeriggio la squadra, tutta insieme, ha svolto attivazione tecnica con paletti e porte piccole.

Successivamente partitina 8 contro 8 a metà campo”.

 

Da sscnapoli.it

La BCE autorizza la fusione tra BPM e Banco Popolare

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(di Virginia Murru)

I Consigli di Amministrazione del Banco Popolare e BPM (Banco Popolare di Milano), hanno concesso l’autorizzazione per l’aggregazione dei due grandi istituti di credito, e ora i termini per rendere attivo e operativo il nuovo gruppo, saranno brevi, entro novembre si pensa di convocare le Assemblee straordinarie, e sempre entro novembre è prevista la stipula dell’atto di fusione. Si tratta del terzo gruppo in Italia per importanza, dopo Unicredit e Intesa Sanpaolo, che avrà una struttura di 2500 sportelli e circa 4 milioni di clienti. Un colosso. Del Banco Popolare fa parte anche il Credito Bergamasco; per quel che concerne le sedi, è stato stabilito che, quella amministrativa, sarà a Verona, con dislocamenti a Lodi, Bergamo e Novara, la sede legale resterà a Milano.

Il 54% del nuovo gruppo passerà agli azionisti del Banco, mentre il restante, ossia il 46%, alla BPM.
Il settore bancario italiano, negli ultimi anni, si è rivelato tra i più instabili dell’Eurozona, certo le difficoltà e le scivolate sono scaturite anche dalla fase di recessione che ha attraversato il paese, e che ci ha tenuti costantemente sotto la lente d’ingrandimento della Commissione europea e della BCE.

Dai disastri relativi alle quattro banche fallite (CariChieti, CariFerrara, Banca Marche e Banca Etruria), alla gestione delle sofferenze bancarie, nonché la questione tormentata delle bad bank, non hanno contribuito a rendere più credibile l’immagine dell’Italia in questo versante. La responsabile della supervisione della BCE, Danièle Nouy, non ha mostrato molto entusiasmo verso le ottime prospettive che presenta la fusione dei due istituti, anzi è stata piuttosto riottosa in merito, ma ieri, sul tardi, ha concesso l’autorizzazione, per il momento ‘informale’.

A parte queste considerazioni, il Banco aumenterà di un miliardo il suo capitale; è stata la BCE nelle ultime settimane, a sollecitare una maggiore garanzia in termini di solidità patrimoniale, e allora si è deciso di procedere con l’aumento, che sarà interamente garantito da Mediobanca e Merril Lynch. Non si può transigere sulle esigenze regolatorie che impone la Banca Centrale Europea. L’intero importo relativo all’aumento di capitale, sarà destinato alla copertura dei crediti che non offrono una buona garanzia.

Precisa a questo proposito Castagna: “la nuova entità avrà un livello di copertura delle sofferenze in linea con i migliori peers italiani. Questo a dispetto di chi temeva che questa operazione non fosse solida: vogliamo fare partire la banca ai massimi livelli del sistema”.

Tuttavia, prima di una definizione più precisa in merito, sono previste e già fissate, diverse riunioni dell’Assemblea dei soci, che non sono solo privati, ma anche istituzionali, i quali vorranno essere informati in modo serio e dettagliato sulle conseguenze e i rischi delle deliberazioni in corso. Non esiste ancora un nome per il gruppo, ma altre sembrano in questo momento le priorità; intanto parte già con un attivo intorno ai 170 miliardi, e una raccolta di 225 miliardi, cifre che da sole riflettono la solidità di avvio della ‘nuova entità’.

L’aggregazione delle due banche è considerata una vittoria per l’Italia, e l’Amministratore delegato Pier Francesco Saviotti, così commenta l’esito di questa fusione, che ha richiesto un lungo periodo per il raggiungimento dell’accordo:
“Con quest’operazione abbiamo vinto tutti. La BCE voleva una banca alta, bella, bionda, ricca e con gli occhi azzurri: abbiamo preso il toro per le corna trovando una soluzione utile per il paese.La ‘nuova entità’ sarà anche propedeutica ad altre aggregazioni”.

Secondo il Chief Executive Officer, Giuseppe Castagna, del Banco Popolare di Milano, le trattative e gli accordi raggiunti soddisfano entrambe le parti, dato che non vi sono le condizioni perché l’una prevalga sull’altra. Il nuovo gruppo agirà di certo con grande autorità nel settore, in un’area, qual è il nord, che esprime il meglio in termini di produttività e dinamismo nel settore bancario.

L’Amministratore Delegato Saviotti ha anche rassicurato circa i possibili tagli sull’occupazione, sostenendo che non vi saranno licenziamenti, se non perché volontariamente si vorrà partecipare ai fondi di solidarietà. A questo proposito precisa:
“Non ci sarà alcun licenziamento, nessun intervento che possa disturbare i colleghi che sono un asset fondamentale per il successo del gruppo – ha detto Saviotti – le voci sui licenziamenti sono stupidaggini che non esistono: non ci saranno interventi drammatici, chi uscirà lo farà perché vorrà partecipare ai fondi di solidarietà”.

Callejon: “Non siamo Higuain-dipendenti, siamo un gruppo unito”

Le sue parole…

Ai microfoni di Sky, in vista della sfida tra Italia e Spagna, ha parlato l’attaccante azzurro Josè Maria Callejon: “Nelle ultime partite di campionato si decide tutto, è un sogno stare lì, a tre punti dalla Juve, ma se siamo lì è merito nostro. Dobbiamo affrontare le partite con la solita cattiveria ma anche tranquillità. Higuain-dipendenti? Ha fatto 30 gol, ma tutti dobbiamo dare una mano, anche noi dobbiamo andare a segno. Certo, con la sua forma ci fa fare la differenza, ultimamente sta benissimo. E’ il più forte. Sarri ci ha portato tante cose, un sistema, ci fa giocare al calcio. Il gruppo è molto unito, da tre anni ci conosciamo tutti bene. Sono contentissimo qui, lo ero con Sarri e lo sono con Sarri. Italia-Spagna? Sarà bella, io da spagnolo tifo per la Spagna, ma credo sarà una grande partita. Le chances di vittoria all’Europeo per entrambe sono tante, nelle due squadre ci sono giocatori forti”.

VIDEO ViViCentro – Juve Stabia-Berretti 12-0, gli highlights del match

Ecco il video con i gol

Dopo la sconfitta con il Benevento, mister Zavettieri porta tutti subito in campo. Amichevole, questo poemriggio, allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, contro la Berretti di mister Nicola Liguori. Il risultato finale è di 12-0: in gol sono andati Grifoni (3), Gatto (2), Gomez (4) l’ultimo da centrocampo con Borrelli pescato fuori dai pali, Carrotta, Atanasov e autogol nel finale. Per i ragazzi di Liguori da sottolineare i guizzi di Luca Natale e Viscusi con un tiro da fuori. Da segnalare anche le ottime parate di Riccio e Borrelli. Una buona sgambata in attesa degli impegni che ci saranno prossimamente.

dal nostro inviato al Menti, Ciro Novellino

CLICCA SUL PLAYER per vedere il video

 

Ibra-Napoli, Mediaset lancia la bomba: super ingaggio offerto all’attaccante del Psg

Ibra-Napoli, un sogno o qualcosa di più?

Premium lancia la bomba. Secondo la redazione di sportmediaset, gli azzurri avrebbero offerto all’attaccante ex Milan un biennale da 8 milioni di euro annui, più vari bonus, legati alle prestazione ed agli obiettivi comuni, che gli permetterebbero di guadagnare circa 10 mln di euro all’anno. Ibra sarebbe attratto da questa nuova esperienza, considerando conclusa, ormai, la sua esperienza in Francia. Si tratta, però, ancora di sondaggi e chiacchierate informali.

Sarri su Cruyff: “E’ stato uno dei calciatori più forti di tutti i tempi”

Il ricordo del tecico del Napoli

Il mondo del calcio ha perso uno dei suoi più fedeli servitori: Johan Cruyff. Il profeta del gol è scomparso, quest’oggi, stroncato da un tumore ai polmoni che l’ha portato via nel giro di pochi mesi.

Maurizio Sarri, tecnico del Napoli, si stringe al dolore per la morte del campione olandese, commentando così la notizia: “Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Johan Cruijff, uno dei più forti calciatori di tutti i tempi. Negli Anni 70 aveva anticipato il calcio che si sarebbe giocato 30-40 anni dopo. E’ stato un campione ed un precursore dei tempi moderni”.

CorSport annuncia: “Napoli-Higuain, clausola a 105 milioni: c’è il rinnovo”

Aurelio De Laurentiis sta preparando un bel regalo per i tifosi del Napoli. Ma, per consegnarlo loro, avrà bisogno del determinante concorso di Gonzalo Higuain. Ecco le cifre della proposta partenopea per il prolungamento del contratto del fuoriclasse e per resistere agli assalti che Bayern e Manchester United in primis (ma occhio anche al City) intendono portare in estate.

1) Durata: proroga dal 30 giugno 2018 al 30 giugno 2020

2) Ingaggio: dagli attuali 5,5 milioni di euro netti a 7,5 milioni di euro netti che trasformerebbero Higuain nel giocatore più pagato della serie A.

3) Clausola rescissoria: dagli attuali 94 milioni 736 mila euro a 105 milioni di euro.

4) ammortamenti.

Il sito calcioefinanza.it, sempre molto attento al rapporto fra calcio e denaro, ricorda come, a bilancio, Higuain sia stato pagato 37 milioni nell’estate 2013. Il suo valore è stato ammortizzato per 14,8 milioni di euro nel bilancio 2014; per 11,1 milioni di euro nel bilancio 2015; per 7,4 milioni di euro nel bilancio in corso; verrebbe ammortizzato per 2,59 milioni di euro nel 2017 e per 1,11 milioni di euro nel 2018.

Qualora l’accordo fra De Laurentiis e il fratello agente di Higuain venisse sottoscritto dopo il prossimo 30 giugno e messo a bilancio nel 2017, il valore residuo del cartellino ammonterebbe a 3,7 milioni di euro. Con un contratto prolungato sino al 30 giugno 2020, lo stesso valore ammonterebbe a 1,48 milioni di euro nel 2017; a 1,11 milioni di euro nel 2018, a 0,74 milioni di euro nel 2019 e a 0,37 milioni di euro nel 2020.

In caso di cessione, De Laurentiis realizzerebbe una plusvalenza maggiore: nella stagione in corso il valore di Higuain è di 18,4 milioni, 11 lordi per lo stipendio, 7,4 di ammortamenti, il più alto della serie A. Con il rinnovo fino al 2020, pur portando l’ingaggio a 15 milioni lordi, il totale sarebbe comunque più basso, intorno a quota 16,5.

corrieredellosport.it

Amichevole Italia Spagna: le probabili formazioni

Tutto pronto allo stadio ‘’Friuli’’ di Udine per l’amichevole di lusso tra la nazionale italiana e quella spagnola. Fischio d’inizio alle 20:45.

Queste le probabili formazioni:
ITALIA (3-4-3): Buffon; Darmian, Bonucci, Astori; Florenzi, Thiago Motta, Parolo, Giaccherini; Candreva, Pellè, Eder.
SPAGNA (4-3-1-2): Casillas; Juanfran, Piquè, Sergio Ramos, Jordi Alba; Thiago Alcantara, San José, Koke; Fabregas; Paco Alcacer, Morata.

Il C.T. Antonio Conte è quindi orientato a schierare il 3-4-3. In porta, Gigi Buffon. Linea di difesa a tre con Darmian, Bonucci e Astori. A centrocampo Florenzi, Thiago Motta, Parolo e Giaccherini. In avanti il tridente Candreva-Pellè-Eder

D’ Onofrio (presidente River Plate): “Se il Napoli vuole Mammana deve contattarci”

A Radio Crc nel corso di “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Rodolfo D’Onofrio, presidente del River Plate:

“Il Napoli non ci ha mai chiesto Mammana. Sarebbe bello giocare un’amichevole con la squadra di Higuain”.

“Higuain era un grande giocatore già quando era al River Plate. Era giovane, ma molto forte. Parlo spesso col padre e mi dice sempre che è molto felice di giocare nel Napoli.

Il futuro di Higuain? Credo che resterà a Napoli anche perché il ragazzo vive bene in città. Per noi argentini Napoli è sempre una città molto bella, allegra e credo anche il Pipita sia felice lì.

Funes Mori è un grande calciatore, abbiamo vinto la Copa Libertadores anche grazie a lui. Vangioni andrà al Milan a fine stagione, poi non c’è nessun’altra trattativa in ballo con i club italiani. Se il Napoli vuole Mammana deve dircelo perché non sappiamo nulla. L’anno scorso parlammo con la Fiorentina per Mammana, ma il Napoli non ce l’ha mai chiesto. Nella nostra idea non c’è quella di vendere, ma se un giovane avesse la possibilità di disputare una bella carriera in Europa, noi gliela daremo.

Mammana è un grande giocatore, ha grandi qualità tecniche e si può adattare al calcio italiano perché è davvero bravo.

8 milioni per Mammana? Non parlo del valore del calciatore.

Amichevole tra Napoli e River Plate? Sarebbe un grande piacere, Higuain lo rivediamo sempre con piacere quando gioca in Argentina, ma disputare un’amichevole contro il Napoli di Higuain sarebbe fantastico e perché no, si potrebbe invitare anche Maradona. L’amore dei napoletani verso Diego è incredibile, è una cosa che non dimenticherò mai perché ero allo stadio San Paolo ed ho vissuto tutto questo calore dal vivo”.

De Laurentiis: “Auguri a tutti i napoletani. Agnelli? Speriamo di sacrificarli…”

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato alla radio ufficiale: “Vorrei la sorpresa di un po’ più sincera disponibilità di chi istituzionalmente ha delle responsabilità ma si comporta diversamente. Questo discorso non lo continuo, ma lo rimando a dopo Pasqua. Con il cuore e con il pensiero sono vicino ai napoletani ed a tutte le persone che soffrono e che trovano in occasioni come la pasqua dei modi per essere legati alla vita. Tento una mano ed un pensiero a chi soffre”.

Messaggio di unione e di felicità per la santa pasqua rivolto alla gente della Campania, poi passaggio su Jorginho: “Al di là del fatto calcistico ci dimentichiamo sempre della Campania, i cittadini di Napoli si sentono quasi su una torre d’avorio, ed è una brutta cosa. Essere napoletani è una questione di spirito e di unione, l’essere insieme deve diventare un network di felicità e di unione. Jorginho? E’ molto bello vederlo in nazionale, lo vedremo e lo applaudiremo”.

Infine scambio di battute scherzose tra lui e De Maggio: “Speriamo che anche dopo pasqua si sacrifichino gli agnelli (ride, ndr). Mi viene in mente anche il titolo del film ‘Il silenzio degli agnelli’. Ovviamente scherzo, vediamo cosa accadrà”.

Lo strano caso delle Vespe senza alveare

Ieri, come sempre, eravamo presenti al Menti per seguire la Juve Stabia e ciò che più ci ha colpito non è avvenuto all’interno del rettangolo verde. La nostra attenzione si è concentrata sul settore ospiti dello stadio, desolatamente vuoto perchè chiuso ai tifosi del Benevento. La delusione non riguarda puramente l’aspetto estetico del calcio, che se privato delle tifoserie, perde gran parte della sua bellezza e del suo fascino, ma va ben oltre queste considerazioni.
La chiusura del settore ospiti nel derby contro il Benevento segue quella avvenuta sabato scorso in occasione del match contro il Matera e, guardando ancora più indietro, alla partita contro l’Akragas, durante la quale i tifosi siciliani erano stati posti nel settore distinti proprio in virtù dell’inagibilità del settore ospiti.
Inagibilità, dovuta al maltempo delle scorse settimane che ha danneggiato la rete di protezione che ricopre la curva ospiti del Menti, costringendo dunque la Lega a chiudere il settore per giusti e comprensibili motivi di sicurezza.
Come da noi documentato con la segnalazione esclusiva del 15/03/16, il Comune ha iniziato l’opera di rifacimento e riparazione della rete, senza però poi portarla a termine o non completandola in modo idoneo agli standard richiesti dalla Lega.
Conseguenza di ciò è che la Juve Stabia ha visto chiuso il settore ospiti del Romeo Menti proprio in concomitanza di una doppietta in casa che avrebbe visto un massiccio esodo di tifosi del Matera prima e del Benevento poi. La Società stabiese è stata quindi privata di due incassi che grazie, alle tifoserie avversarie, sarebbero stati “pesanti” ed avrebbero rappresentato ossigeno per le casse gialloblè. Ci sembra profondamente ingiusto che una Società che si autofinanzia e che non ha alcun contributo dalle istituzioni cittadine e dall’imprenditoria locale possa essere privata anche dei pochi mezzi di sostentamento a sua disposizione e per problematiche di semplice risoluzione.
Altro aspetto assolutamente da sottolineare e su cui porre attenzione, sono le condizioni del manto erboso del Romeo Menti, ormai pessime. Il sintetico attualmente in uso è stato installato nel 2009 e la Lega Calcio ha più volte chiarito che, se non sarà completamente ammodernato, il rischio che la Juve Stabia sia costretta a giocare in un altro campo le proprie partite in casa è assolutamente concreto. Senza soffermarci troppo su quanto sarebbe umiliante per squadra e tifosi dover migrare verso un campo diverso, in cui essere ospiti anche nelle partite casalinghe, sarebbe problematico anche trovare questa “location” alternativa, visti i rapporti non certo buoni con le società e le tifoserie calcistiche del circondario.
Come precisato in settimana dal D.G. Delle Vespe, Clemente Filippi, tutti i lavori che riguardano il Romeo Menti devono essere effettuati con l’intervento imprescindibile del Comune, vista appunto la proprietà comunale dell’impianto sportivo.
Urge dunque una sinergia costruttiva tra la Juve Stabia ed i rappresentanti comunali, così da risolvere quanto prima la questione stadio. Da parte dei gialloblù c’è sempre stata massima disponibilità a voler chiarire la faccenda, mentre da Palazzo Farnese i tentennamenti sono stati molti e costanti. Con le imminenti elezioni amministrative tale situazione torna prepotentemente di attualità, con il Patron Franco Manniello pronto a relazionarsi costruttivamente, come sempre, con il suo nuovo interlocutore nei rapporti Juve Stabia – Comune. I precedenti rappresentanti comunali hanno sempre risposto con un inerte immobilismo alla buona volontà ed alla voglia di risolvere la questione che invece è sempre provenuta dalla Juve Stabia.
Sono ormai quasi due anni che la Juve Stabia ha “scelto” di allenarsi presso il campo comunale di Casola, anche a causa delle frizioni con il comune stabiese circa la questione Menti. Il “volo” quotidiano delle Vespe in direzione Casola non è piaciuto né ai tifosi, privati della possibilità di vedere gli allenamenti della propria squadra nel “proprio” stadio, né agli stessi gialloblù, che si trovano ad allenarsi non certo in un campo con attrezzature ed organizzazione all’avanguardia.
Si portino a termine quanto prima i lavori alla rete del settore ospiti del Menti, assolutamente urgenti e poi si metta a disposizione della Juve Stabia uno stadio in regola con gli standard previsti dalla Lega. E’ inutile pretendere maggiori sforzi da Manniello, come avvenuto anche ieri al termine del derby con il Benevento, se manca anche la sicurezza di avere uno stadio per la prossima stagione. Le Vespe rischiano di perdere il loro alveare.

Raffaele Izzo

Grande lutto nel calcio, è morto Johan Cruyff

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Il mondo del calcio perde un grande campione,  un rivoluzionario in questo sport: Johan Cruyff, leggenda di Ajax e Barcellona; si è spento all’ età di 68 anni in seguito a una  dura lotta contro il cancro.
Nella sua vita aveva vinto tante battaglie ma non è riuscito a vincere quella per la vita:
“Ho la sensazione di andare sul 2-0 nella prima parte di un match che non è ancora finito, ma sono convinto di riuscire a vincere”, aveva dichiarato pochi mesi fa.

Quando il Napoli superò l’Avellino e in gol andò Caffarelli

Il giorno 24 marzo il Napoli ha giocato otto partite, tutte in serie A, ottenendo tre vittorie e tre pareggi, con due sconfitte.
Ricordiamo l’1-0 ad Avellino nell’ottava di ritorno della serie A-1984/85
 
Questa è la formazione schierata da Rino Marchesi:
 
Di Fusco; Bruscolotti, Boldini; Celestini (85′ Favo), Ferrario, R. Marino; Caffarelli, Bagni, Penzo (88′ Carannante), Maradona, Dal Fiume
 
I gol: 54′ Caffarelli
 
Dopo ventidue giornate il Napoli era ottavo a undici punti dalla capolista verona. , una posizione in classifica che gli azzurri confermarono alla fine di quel primo torneo dell’era-Maradona. Il gol che decise il derby del Partenio porta la firma di Luigi Caffarelli che vanta 11 reti nelle sue 129 presenze in maglia azzurra: 9 in 101 partite di serie A, e 2 nelle di coppa Italia. Ha giocato senza segnare anche una partita in Europa.

Napoli forza 3000: vicino un record incredibile

Il Napoli è vicino ad un traguardo incredibile

Infatti, dal 1929 a oggi, ha messo a segno 2.996 reti in Serie A: altri quattro e sarà quota 3000: 2996 gol in 87 anni, escludendo i campionati di Serie B e i due di Serie C. Ci sono otto partite a disposizione e visto il potenziale offensivo della squadra di Sarri, è possibile che possa superare questo prestigioso traguardo nel giro poche partite. Il Corriere dello Sport scrive “in appena nove mesi l’era Sarri ha già lasciato il segno negli annali degli statistici, negli occhi della gente e sulla pelle degli avversari. Fino alla partita con il Genoa, e dunque fino all’ultima sfida giocata e vinta per 3-1 al San Paolo, il Napoli ha totalizzato 62 gol in campionato. In ottantasette anni e settanta campionati di A, il tetto dei 60 gol è stato sfondato appena nove volte (cinque nelle ultime sei stagioni)”. 

No alla cessione, due azzurri rispondono presente con il Genoa

Ecco di chi si tratta

Contro il Genoa, il terzo gol è stato confezionato da due protagonisti che, spesso, siedono in panchina: Manolo Gabbiadini stoppa il pallone, l’assist è per Omar El Kaddouri che prende la sfera e la scaraventa in rete. Per il primo 290 minuti in serie A, 370 in Europa League e 71 in Coppa Italia. Per il secondo 146 in campionato, 378 in Europa League e 90 in Coppa Italia. Il Corriere dello Sport scrive: “Entrambi hanno sempre assicurato il massimo della disponibilità. Gabbiadini proprio contento dell’attuale andazzo difficile che lo sia, però se sono stati rifiutati i 28 milioni del Wolfsburg, un motivo dovrà pur esserci. Per El Kaddouri è stato ignorato anche il Toro e s’era fatta avanti anche l’Atalanta, ma s’è conquistato una bella fetta di stima da parte del tecnico ed anche nello spogliatoio”.

Otto finali per raggiungere lo scudetto

Otto finali per raggiungere lo scudetto

Otto partite in 43 giorni, che scriveranno la parola fine al campionato più combattuto e appassionante degli ultimi anni. Non succedeva da un po’, in serie A, che all’inizio della primavera la lotta per lo scudetto fosse ancora così aperta: in un lustro che finora era stato invece dominato in un lungo e largo dalla Juventus. I campioni d’Italia rimangono sempre lassù, in pole position e favoriti per la vittoria finale: ma stavolta senza la certezza di avere in pugno il quinto titolo tricolore consecutivo. Tutto merito del Napoli, che si è ostinatamente aggrappato alla scia dei bianconeri con coraggio, abilità e perfino qualche rimpianto: per lo sfortunato sorpasso subito nello scontro diretto dello scorso 13 febbraio, a Torino. Nemmeno quel colpo da ko, peraltro, è bastato per demoralizzare gli azzurri e spingerli a gettare la spugna. Con 24 punti in palio e appena tre lunghezze di ritardo dalla vetta della classifica, infatti, la squadra di Sarri ha il diritto e dovere di continuare a sognare, in un testa a testa ad altissima quota che promette ulteriori sorprese ed emozioni.
Tutto si deciderà in meno di un mese e mezzo, da affrontare senza un attimo di respiro dopo l’indecifrabile sosta di Pasqua: assai complicata da gestire per entrambe le pretendenti al titolo, in una fase cosi delicata della stagione. Il Napoli si è rimesso ieri pomeriggio al lavoro al centro sportivo di Castel Volturno, con un occhio agli impegni delle Nazionali (12 gli azzurri in giro per il mondo) e l’altro al calendario. Sarri ha a sua disposizione solo quattro titolari (Reina, Albiol, Allan e Callejon) e può solo sperare che i suoi big ritornino alla base al più presto possibile e in buone condizioni. È slittato pure il rientro di Dries Mertens, dopo l’inversione di campo che ha evitato in extremis l’annullamento della amichevole tra Portogallo e Belgio. Jorginho e Insigne dovrebbero invece partire dalla panchina nella sfida di stasera tra Italia e Spagna. E domani notte tocca a Gonzalo Higuain, ospite con la sua Argentina in casa del Cile.
Per il Pipita sarà anche una prova generale, in vista delle prossime trasferte che attendono il Napoli: costretto d’ora in poi a giocarsi soprattutto lontano dal San Paolo le sue chance tricolori. Osservando il calendario, infatti, è legittimo pensare che il futuro degli azzurri in campionato si deciderà principalmente in tre partite fuori casa: a Udine, a Milano contro l’Inter e all’Olimpico contro la Roma. Le date fatidiche sono quelle del 3, 16 e 25 aprile: il trittico di impegni con il coefficiente di difficoltà più alto, tra gli ultimi 8 esami che dovrà affrontare la squadra di Sarri. Le altre cinque gare sono invece più agevoli, almeno sulla carta: sia il viaggio nella penultima giornata (e a giochi probabilmente quasi fatti) sul campo del Torino, sia le sfide a Fuorigrotta contro Verona (ieri è scattata la prevendita), Bologna, Atalanta e Frosinone, in cui sarà praticamente obbligatorio fare bottino pieno.
Ma Sarri non ama fare calcoli e ha già ordinato ai suoi giocatori di concentrarsi su una partita alla volta. Una raccomandazione doppiamente giustificata, alla luce delle difficoltà che aspettano il Napoli alla ripresa del campionato. Il “Friuli” (che si chiama “Dacia Arena”, dopo i lavori di ristrutturazione) è di per sé un campo tabù, dove gli azzurri non vincono dal 2007. Poi ci sono i problemi dell’Udinese, che è in cattive acque, ha bisogno di punti per raggiungere la salvezza e ha da poco cambiato allenatore, chiamando al suo capezzale Gino De Canio (un ex, tra l’altro). Infine ci sono le incognite legate alla sosta e all’orario del fischio d’inizio, fissato per le 12.30. Abbondano dunque i motivi per catalogare la sfida del 3 aprile come una delle più insidiose, sul percorso di Higuain e compagni. Solo un gradino più in basso rispetto ai successivi viaggi a Milano e Roma. Il sogno scudetto, calendario alla mano, passerà soprattutto per queste tre trasferte. È tempo di allacciare le cinture.

La Repubblica

Bruxelles, i media: “Un secondo uomo con il kamikaze della metro”

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Bruxelles: la fermata della metropolitana di Maelbeek, teatro di uno degli attacchi (ap)

Bruxelles, i media: nel mirino anche centrali nucleari. Secondo i giornali belgi, Khalid El Bakraoui non era solo a Maelbeek, ma si ignora se il complice sia morto o sia riuscito a fuggire? I terroristi spiavano un dirigente del programma nucleare. Salah vuole tornare in Francia “il prima possibile”. E il Belgio smentisce Ankara: “Ibrahim non fu estradato qui, ma in Olanda”

BRUXELLES – Un puzzle complicatissimo, quello delle indagini sulle stragi di Bruxelles. In cui si aggiungono continuamente pezzi. Un secondo uomo si trovava con Khalid El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere nella metropolitana di Bruxelles, causando la morte di 20 persone. Lo riferisce la radio belga Rtbf. E’ stato intercettato dalle telecamere di sorveglianza: nelle immagini trasporta una grossa borsa. L’identità è ancora sconosciuta e non si sa se sia morto nell’attentato o se sia anche lui in fuga, sottolinea Rtbf.
La polizia ha anche diffuso un suo identikit ricostruito dalle immagini, registrare da una telecamera nella metro di Maelbeek, che lo mostrano insieme a Khalid el Bakraoui: si tratta di un uomo con con un berretto chiaro, sopracciglia marcate e viso allungato, che porta con sè una grossa borsa.

E questa persona si aggiungerebbe all’altro uomo sicuramente riuscito a scappare, quello con il cappello che appare nella foto della telecamera di sorveglianza all’aeroporto di Zavantem: il kamikaze riluttante. Dunque le indagini sono più che mai aperte. Fino a questo momento sono tre i kamikaze sicuramente identificati. Si tratta dei fratelli Ibrahim e Kalid El Bakraoui – 30 e 27 anni – entrambi nati in Belgio, e Najim Laachraoui, 25enne, nato in Marocco e cresciuto nelle strade di Schaerbeek: considerato l’artificiere, prima delle stragi di Parigi poi di quelle di Bruxelles. Tutti, comunque, erano noti al Belgio. Tracciati dall’Interpol, almeno dallo scorso autunno. Ma pesa soprattutto l’accusa della Turchia: il presidente Erdogan sostiene che Ibrahim El Bakroui era stato fermato lo scorso anno al confine siriano ed espulso verso il Belgio. Mentre le autorità di Bruxelles smentiscono. “Non venne estradato in Belgio, ma in Olanda”, ha precisato il ministro della giustizia belga, Koen Geens. “Allora non era noto per terrorismo, ma era un criminale comune in libertà condizionata”.

Dal fronte delle indagini, arrivano però anche anche altre indiscrezioni inquietanti. I fratelli El Bakraoui volevano colpire le centrali nucleari del Belgio. E’ quanto rivela la Dernière heure che cita fonti di polizia. Secondo il quotidiano, l’arresto di Salah Abdeslam e del suo complice Choukri a Molenbeek, ha fatto accelerare i piani della cellula terroristica che ha dovuto abbandonare uno dei suoi primi obiettivi il sistema nucleare belga. Secondo le informazioni dellla Dh, le due persone che avevano piazzato una macchina fotografica nascosta davanti alla casa del direttore di un programma di ricerca e sviluppo nucleare, non erano altro che i fratelli Ibrahim e Khalid el Bakraoui. Il video di 10 ore, contenuto nella fotocamera, era stato recuperato in una successiva perquisizione a dicembre, in occasione dell’arresto di Mohamed Bakkali. “Ora sappiamo dove volevano arrivare. La situazione è precipitata e si sono sentiti sotto pressione – ha rivelato una fonte della polizia – hanno dovuto optare per l’obiettivo più facile”.

Salah Abdeslam ha accettato il “trasferimento” in Francia e vuole tornarci “il prima possibile” ha dichiarato il suo avvocato Sven Mary, nel giorno dell’udienza in cui il tribunale deve decidere se convalidarne il fermo e valutare la validità del mandato di arresto europeo, che potrebbe facilitare l’estradizione dell’uomo verso la Francia. Per la difesa al momento Salah, che secondo i media non si sarebbe presentato in aula, non avrebbe collaborato in alcun modo con gli inquirenti che indagano sugli attentati di Parigi e su quelli di martedì scorso a Bruxelles. Dagli attentati di Bruxelles “Salah è rimasto muto” davanti agli inquirenti, ha detto Sven Mary ai media fuori dalla Camera di Consiglio. “Penso che volesse prima vedermi, perché ha avuto la visita degli inquirenti martedì e voleva prima vedermi”.

Decisiva finora è invece stata la testimonianza del tassista marocchino che ha inconsapevolmente portato i terroristi all’aeroporto: li ha riconosciuti, subito dopo l’attentato, e grazie alle sue parole è stata effettuata la perquisizione nell’appartamento in cui abitavano i sospetti. Lì sono stati ritrovati 15 chili di esplosivo di tipo tatp, 150 litri di acetone, 30 litri di acqua ossigenata, detonatori e una valigia piena di chiodi e viti.

L’avvocato di Salah Abdeslam, è stato aggredito martedì da un uomo che lo ha criticato per aver preso le difese del presunto terrorista in carcere per gli attentati di Parigi. Il legale ha dovuto chiudere l’ufficio per “garantire la sicurezza dei suoi collaboratori”, ha dichiarato. Dopo aver preso l’incarico di difensore di Salah Abdeslam, Sven Mary ha ricevuto minacce anonime, mail e offese.

Sul piano delle vittime, il bilancio resta di 32 morti e 270 feriti. Tra le vittime potrebbe esserci anche un’italiana che lavorava per le istituzioni europee, Patricia Rizzo. Al momento sono solo tre le persone identificate con certezza, due belgi e una cittadina peruviana. La potenza devastante degli ordigni ha reso più che mai difficile l’identificazione.

larepubblica / Bruxelles, i media: “Un secondo uomo con il kamikaze della metro”. Nel mirino anche centrali nucleari