La SSC Napoli, attraverso un comunicato ufficiale apparso sul sito ufficiale della società partenopea, ufficializza la decisione di presentare ricorso immediato per le squalifiche comminate a Gonzalo Higuain e Maurizio Sarri. Ecco il testo del comunicato:
“Il Napoli presenterà ricorso contro le squalifiche di Gonzalo Higuain e Maurizio Sarri, perché le ritiene ingiuste e comunque eccessive”.
Ricordiamo che, oltre alle squalifiche per un turno a Maurizio Sarri (per “espressioni ingiuriose nei confronti degli Ufficiali di gara”) e per quattro turni a Gonzalo Higuain (di cui un turno per il doppio giallo e tre per le reazioni successive all’espulsione nei confronti di arbitro e avversari), il giudice sportivo Tosel ha squalificato per una giornata effettiva di gara anche:
“KOULIBALY Kalidou (Napoli): per comportamento scorretto nei confronti di un avversario; già diffidato (Decima sanzione). 194/522
MERTENS Dries (Napoli): per comportamento non regolamentare in campo; già diffidato (Quinta sanzione)“.
La notizia della squalifica di quattro turni inflitta dal Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel a Gonzalo Higuain complica notevolmente i piani del Napoli nella rincorsa al primo posto della Serie A occupato dalla Juventus. Eppure l’allenatore azzurro Maurizio Sarri ci crede ancora e Il Mattino riporta alcune parole riferite in sala-tv durante la visione della gara di Udine: “La risposta migliore che possiamo dare è battere il Verona. Lavoriamo per questo. Come è capitata la giornata storta a noi, può capitare anche a loro”. Nessuna resa, nessuna bandiera bianca. Eppure per la prima volta Gonzalo Higuain è “triste sul serio, è a pezzi”.
Ad Anzola dell’Emilia il progetto di ztl suscita la preoccupazione dei cittadini: “E la privacy?”, “Peggio che in Urss”. Un “grande fratello”, si difende la giunta, senza voler fare cassa: saranno multati solo i forestieri e chi ricadrà “nella black list, e il centro sarà più sicuro”
BOLOGNA – Dalle 22.30 alle 4.30 del mattino entreranno in paese solo i residenti. Loro, e gli eventuali parenti in visita a quell’ora, le cui targhe delle auto dovranno essere segnalate entro le 48 ore successive. Resterà fuori dal centro del paese la “black list”, ovvero “ladri, malintenzionati e sfruttatori di prostitute”. Se il ministero dell’Interno darà il suo via libera definitivo Anzola dell’Emilia, paesone di 12mila abitanti alle porte di Bologna, inaugurerà nel giro di pochi mesi (forse già all’inizio dell’estate) la sua Zona a traffico limitato (in ingresso) sulla via Emilia: di fatto, un ampio tratto del Comune, che si sviluppa proprio in lunghezza, per circa 4 km, sulla Statale 9 fra Bologna e il Modenese. Sei varchi notturni: ingresso consentito solo ai residenti, appunto, mentre gli altri dovranno trovare un’altra strada e aggirare il paese, che sia la bretella che porta a Modena o la Bazzanese.
Un grande fratello. Lo slogan è “Ztl Anzola. Limita il traffico notturno, aumenta la sicurezza”. La giunta comunale ha annunciato il progetto pochi giorni fa e già in rete, specialmente sulla pagina Facebook del Comune, si sono scatenati i commenti di cittadini in parte curiosi e in parte preoccupati o arrabbiati contro il “grande fratello” pronto a vigilare sul centro di notte, una scelta – dal costo che si aggira intorno ai 200mila euro – che la giunta di Giampiero Veronesi (avvocato, uomo di centrosinistra) motiva con esigenze principalmente di sicurezza, e secondariamente di traffico.
La piaga della prostituzione in strada. “In questo modo scoraggeremo i ladri e gli sfruttatori delle prostitute dal venire ad Anzola, perché sanno che li fotograferemo e sanzioneremo”. Anzola è in effetti un paese che soffre una costante presenza di “lucciole”, e dunque di clienti, contro i quali la stessa giunta aveva lanciato un anno fa un altro provvedimento, il divieto di sosta e di fermata sulla via Emilia, praticamente sullo stesso tratto che sarà interessato dalla ztl. “Il nostro è uno dei pochissimi Comuni che sorge sulla Ss9 fra Bologna e Modena, e purtroppo la prostituzione in strada è un problema drammatico che non ha quasi pari nel circondario”, ammette il sindaco. Con l’attivazione della ztl si impedirebbero le trasferte di bolognesi e modenesi a caccia di piacere a pagamento. L’obiettivo primario, però, è combattere la microcriminalità, che colpisce Anzola tanto quanto gli altri Comuni della zona. E, come si difende la giunta, vi sarebbero anche numerosi effetti indotti: poiché oltre ai sei varchi notturni saranno attive anche due telecamere in funzione 24 ore su 24 per rilevare auto rubate, non revisionate, senza assicurazione, il Comune otterrà una serie di dati a cascata in maniera automatica.
I sei varchi notturni: dall’1 (il ponte sul Martignone) al 6 (la rotonda Guido Rossa nella frazione di Lavino). Proprio l’1 e il 6 saranno anche la postazione delle telecamere h24
Meno auto di notte. Esistono anche due motivazioni che hanno più strettamente a che fare col traffico. “A breve partirà la produzione continuata allo stabilimento della Philip Morris di Crespellano: soltanto di notte sono previsti 400 turnisti. Salvo le auto degli anzolesi, gli altri non potranno più transitare dal nostro centro. Idem per la prossima apertura del casello di Valsamoggia sulla A1”: un flusso di veicoli che di notte dovrà necessariamente aggirare il centro di Anzola.
“Controlli in automatico”. Il costo dell’operazione, si diceva, è intorno ai 200mila euro: un investimento che il municipio spera di ammortizzare in due, massimo tre anni (ma non esiste in merito un piano di rientro). E poiché l’incrocio dei dati automobilistici – precisa – sarà fatto in automatico tramite i registri del Pra, non sarà necessario distaccare forze della Municipale a visionare continuativamente i dati in entrata dai sei varchi notturni e le due telecamere in funzione tutto il giorno.
“Nessun rischio privacy”. In rete i cittadini più perplessi paventano rischi per la privacy (“Scherziamo? Ma neanche nell’Unione sovietica una roba così”, ha scritto un utente, Stefano L., sulla pagina Fb di Anzola), contestano il provvedimento nel merito (sempre da Facebook, commenta l’utente Elisa S.: “Chi vuole delinquere basta che entri alle 10.29. Da che mi risulta, molti furti vengono fatti al pomeriggio…A prostitute ci vanno anche i “benpensanti” anzolesi) e la “ufficializzazione del concetto di paese dormitorio” (anche qui, l’espressione è di un utente), e soprattutto l’intenzione dell’amministrazione di far cassa.
Il sindaco e la giunta obiettano così: “Dopo le 22 ad Anzola è difficile trovare un ristorante con la cucina aperta; non c’è in giro un flusso enorme di persone, e anzi, questo sistema potrà consentire alle persone di uscire di casa e sentirsi più sicure, perché i malintenzionati saranno tenuti alla larga”. Insomma, via libera alla “white list”, cioè i residenti. “E nessun rischio per la privacy, perché chi vorrà segnalare la visita di un parente dovrà solo comunicarci la targa, senza spiegare alcunché”. E “al limite lo considero un modo furbo di far cassa”, commenta il sindaco Veronesi, “visto che colpisce ladri, papponi e in ogni caso non tocca gli anzolesi, che potranno sempre transitare per il paese”.
vivicentro.it-nord-cronaca / larepubblica / Bologna, il paese che chiude di notte “contro ladri, malintenzionati e prostitute” di MICOL LAVINIA LUNDARI
Gonzalo Higuain è stato squalificato dal Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel per quattro turni di campionato dopo l’espulsione, ed il Napoli dovrà fare a meno del suo campione argentino che, tuttavia, ha chiesto scusa ai compagni aggiungendo di non aver strattonato l’arbitro Irrati dopo l’espulsione. Il Mattino riporta le sue parole: “Mi dispiace ragazzi, mi dispiace. Ma io non ho fatto nulla di male, non ho spinto l’arbitro. E’ lui che è venuto verso di me”. Il Napoli ha fatto ricorso contro la squalifica inflitta, che costerebbe ad Higuain l’opportunità di giocare contro Inter e Roma.
Fermezza – Siamo a una svolta da parte egiziana. Non sappiamo ancora se e quanto ci avvicinerà alla verità sulla tragica scomparsa di Giulio Regeni. Ma la decisione di mandare a Roma una delegazione della procura e polizia del Cairo è un cambio di marcia. Viene meno il muro di gomma finora opposto alla costante pressione italiana per ottenere una risposta credibile sulle vicende che hanno spezzato la vita del giovane ricercatore.
Il passo avanti può non bastare. Gli inquirenti italiani valuteranno rapidamente fin dove si spinge. Hanno il dovere di non accontentarsi. Hanno anche, per la prima volta, la possibilità d’intavolare con le controparti egiziane un dialogo serrato ma costruttivo, dopo un mese di dialogo fra sordi. E’ incoraggiante la presenza di magistrati nella delegazione egiziana. E’ il riconoscimento che non si parla solo di un’investigazione di polizia. Da parte nostra, l’importante è cogliere l’occasione, tenere alta la guardia su fatti e ricostruzioni e verificare l’effettiva disponibilità egiziana ad affrontarli. Se esiste, va incoraggiata con pazienza e perseveranza, evitando che l’incontro di Roma diventi un confronto a colpi di dichiarazioni e comunicati.
C’è voluto un mese. Un mese di silenzi e riluttanti mezze spiegazioni egiziane che non hanno convinto nessuno.
C’è voluto un mese al Presidente egiziano per intaccare incardinate rigidità interne – che non conosciamo. Non dev’essere stato facile. Al Sisi è al comando ma non è onnipotente.
All’atteggiamento del Cairo l’Italia ha risposto con composta fermezza, senza smagliature politiche o falsamente diplomatiche, dal presidente del Consiglio, al ministro degli Esteri, all’ambasciatore Massari. Ha però evitato di inasprire i toni per lasciare all’Egitto una via d’uscita dalle contraddizioni in cui si stava cacciando. Forse – è d’obbligo non fare aperture di credito in bianco – è quanto la delegazione egiziana viene qui a fare.
Questa è la prima vera apertura che ci fa l’Egitto di Al Sisi. Premia una linea italiana che è consistita nel mettere il Cairo di fronte ad innegabili responsabilità ma non con le spalle al muro – che otterrebbero l’effetto opposto, di una reazione di rigetto senz’ascolto. L’Italia non ha mai dimenticato di sottolineare che la tragedia umana di Guido Regeni è intervenuta fra due paesi amici. E che lo restano. Il messaggio sembra essere giunto a destinazione.
L’amicizia è anche una scelta. Può essere la leva che fa breccia con l’Egitto. Lo scopriremo. Quel che è certo è che più venisse messo solo sulla difensiva, più il Cairo si trincererebbe dietro indifendibili argomentazioni, più la verità si allontanerebbe.
In questi giorni Paola Regeni ci ha dato una lezione di coraggio. La verità può essere scomoda ma non va cacciata sotto il tappeto. L’Italia, non solo la famiglia Regeni, ha diritto alla verità. L’Egitto ha bisogno di non perdere la faccia. Il dialogo che inizia con la visita della delegazione egiziana a Roma si regge tutto su questo cruciale equilibrio. La giustizia che chiede l’Italia non passa attraverso l’umiliazione dell’Egitto.
Alcuni diritti riservati
vivicentro.it-editoriale / lastampa / La fermezza incomincia a pagare STEFANO STEFANINI
Sulla base degli elementi forniti dalle cronache, Federica Guidi appare come la versione moderna della monaca di Monza. Una donna ricca e potente cresciuta alla scuola della freddezza con l’unica missione di prendere i voti: imprenditoriali, nel suo caso. Per l’erede designata di un impero nessun sentimento è contemplato, se non quello di compiacere l’amata e temuta figura del Padre. I duri e le dure non si innamorano. Perciò, quando succede, si innamorano delle persone sbagliate. Lo sciagurato Egidio dell’algida Federica è un accalappiatore seriale di «figlie di». Prima porta all’altare la figlia del cittadino più ricco di Siracusa, poi compie il salto di qualità e si fidanza con l’erede di uno degli uomini più ricchi d’Italia. Gianluca Gemelli non è certo un adone, ma ha il talento dei veri seduttori: fare sentire uniche e desiderate le donne che non si sono mai sentite né l’una cosa né l’altra. La Guidi è severa per educazione e ruolo, ma con lui si scioglie e impara ad amare, cioè a dare senza condizioni. Quando scoppia lo scandalo del petrolio, per un attimo sembra di assistere al ribaltamento dello schema maschilista, con una femmina di potere che elargisce favori al sottoposto. Ma poi viene diffusa l’intercettazione in cui la sventurata accusa tra le lacrime il suo Egidio: «Tu mi stai utilizzando». E il quadro vira di colpo verso uno scenario più tradizionale: la donna innamorata, succube di un furbissimo principe ereditario.
L’antipatica Guidi ha sbagliato per amore di un uomo sbagliato. Non è un’attenuante, ma in quel mondo di ego arroventati è quantomeno un attestato di umanità.
vivicentro.it-opinioni / lastampa / Federica Guidi L’utilizzata finale MASSIMO GRAMELLINI
In Italia, le due fedi , quella politica e quella religiosa, dovrebbero camminare in parallelo, invece, spesso e volentieri le loro braccia si intersecano.
Queste due fedi e questi due poteri forti sono stati presenti nel corso dei Secoli in ogni Monarchia, Repubblica e anche in molti Regimi Autoritari, la Storia ne e’ fedele testimone.
Il Do ut Des (io do perche’ tu mi dia), e’ uno dei quattro famosi contratti del Diritto Romano, gli altri 3, il “Do ut Facias” Io do perche’ tu faccia), il “Facio ut Des” (Io faccio purche’ tu dia), e il “Facio ut Facias” (io faccio perche’ tu faccia) hanno un unico significato, ma tutti e quattro vengono chiamati “innominati” visto che si fondano solo su una promessa mentale
Nel Mondo Anglosassone, per esprimere lo stesso concetto, viene usata l’espressione “Quid pro Quo”, da non confondere con l’espressione qui pro quo, usata nei Paesi latini che ha un diverso significato.
Questo segreto contratto del Do ut Des, mai ratificato fra il Potere Politico e quello Religioso, e’ sempre stato praticato alla lettera fino ai nostri giorni. Il tema e’ stato piu’ volte ripreso nelle omelie di Papa Francesco, che ha condannato duramente tutti i Ministri di Dio che si sono fatti prendere dalla lussuria, dalle ambizioni, dal potere del denaro, e che vivono in contrasto con i Principi Fondamentali della Chiesa.
Nel mondo politico ci stanno pensando i Magistrati, a mandare nelle patrie galere coloro che vivono nel lusso dopo essersi appropriati di beni non propri, in evidente contrasto con i “Principi” del Codice Penale.
Papa Francesco si sta dimostrando diverso da molti dei suoi predecessori, non ha il corpo rivestito con paramenti preziosi, la sua mitra e’ fatta di semplice stoffa, non pesa 2,5 Kg come quella conservata nel Duomo di Salisburgo, tempestata d’oro e pietre preziose.
Chi serve gli altri, ed e’ senza prestigio, esercita la vera Autorita’ della Chiesa.
Queste poche parole, suonano come un anatema contro il comportamento di tante figure parrocchiali che per anni hanno esercitato il loro potere spirituale, per ottenere una ricompensa terrena che in latino viene chiamata “Do Ut Des”.
Viviamo in un Mondo dove vergogna, pentimento, pudore, sono parole vuote senza significato, non passa giorno che in Italia non vi sia un nuovo scandalo che si sovrapponga al precedente.
Gli ultimi due quello dello smaltimento dei rifiuti tossici, e quello che ha coinvolto il Ministro Federica Guidi ed il suo fidanzato, sono stati offuscati da un terzo quello di Panama Papers che sembra essere la madre di tutti gli scandali.
Sara’ l’ultimo? o dovremmo uscire dal nostro sistema planetario per non trovarne degli altri?
Al Teatro Santa Chiara di Brescia , in una prima nazionale, Elena Bucci e Marco Sgrosso hanno presentato “La canzone di Giasone e Medea”, la loro ultima produzione nella quale si interrogano, con grande successo, sul mito di Medea e di Giasone, tragedia euripidea, proseguendo così il cammino iniziato lo scorso anno con le “Storie di Giasone e Medea”. Cammino che ora li vede in scena, ancora una volta, con uno spettacolo vivo e in movimento, reinterpretato con una lettura ampia e variegata che attraversa 2000 anni di storia nei quali nulla sembra mutato se rapportato ad un presente di immigrazione ancora carico di interrogativi non risolti nei quali ora prevalgono sentimenti di Vendetta e Tradimento, ora di Orgoglio e Saggezza dove, alla fine, ci si ritrova a pensare che nessuno ha ragione e nessuno ha torto.
Da un lato Medea, straniera in terra straniera, sposa ingannata e madre assassina, vittima o forse strega crudele, (ruolo per nulla lontano dalla condizione in cui si trovano molte donne oggi, come anche tanti immigrati).
Dall’altro Giasone che, nella sua complessità e nelle sue contraddizioni, si mostra opportunista, indegno egoista o forse padre saggio (ruolo anch’esso non lontano da quello che ancor oggi in tanti vivono nella lotta del sopravvivere).
Una condizione, quindi, non solo di pura tragedia euripidea nella quale ancora oggi è facile cadere cedendo ad una follia che porta solo lutti e dolori per tutti (ed il pensiero, ancora una volta, non può non andare alle follie ed ai lutti attuali generati da follie non meno distruttive) .
Una presenza quasi costante, poi, è il coro che spia, commenta e scandisce le azioni e le parole dei due amanti nemici:
“Passato, e per sempre, è il tempo della notte, di incanti e sortilegi. Tutto ora accade al limpido raggio della luce, il bene, il male, ed è giusto… Sei stata tu, sono stato io? Non so, è successo…”
Interessante e significativa anche la scelta di inserire, nel punto cruciale dello spettacolo, un inciso musicale che tanto ricorda le canzoni ed i balli di pizzica (tarantella /taranta) con le quali, al sud, si cantava ed ancor oggi si canta, per l’appunto, il dolore e la sofferenza delle donne, gli amori ed i tradimenti ma anche le sofferenze ed il dolore del lavoro e della non considerazione, se non del respingimento pregiudiziale (e qui torna il parallelo alla condizione dell’immigrato di tutti i tempi ed in tutti i luoghi che perdura ancora oggi anche da noi)
Concludendo, “La canzone di Giasone e Medea” è uno spettacolo che vale la pena vedere e che si consiglia di seguire e gustare con attenzione ben guidati dalla bravura di Elena Bucci e Marco Sgrosso che, giova ricordarlo, hanno fatto parte della compagnia di Leo de Berardinis* dal quale si staccarono nel 1992 fondando una loro compagnia “le belle bandiere” per percorrere una loro strada che, in 24 anni di vita artistica, li ha sempre premiati in tutte le opere che hanno messo in scena sempre ben accolte dal pubblico e dalla critica, e questa sera ne abbiamo avuto una ulteriore conferma pur usufruendo di un’acustica in molti tratti non proprio “felice”; ma questo è un problema tecnico al quale, di sicuro, si porrà rimedio per le repliche che si avranno fino al 30 aprile.
IL MITO
MEDEA È uno dei personaggi più celebri e controversi della mitologia greca. Il suo nome in greco significa “astuzie, scaltrezze”, infatti la tradizione la descrive come una maga dotata di poteri addirittura divini.
Quando Giasone arriva nella Colchide insieme agli Argonauti alla ricerca del Vello d’oro, capace di guarire le ferite, custodito da un feroce e terribile drago a conto di Eete, lei se ne innamora perdutamente. E pur di aiutarlo a raggiungere il suo scopo giunge a uccidere il fratello Apsirto, spargendone i poveri resti dietro di sé dopo essersi imbarcata sulla nave Argo insieme a Giasone, divenuto suo sposo. Il padre, così, trovandosi costretto a raccogliere le membra del figlio, non riesce a raggiungere la spedizione, e gli Argonauti tornano a Jolco con il Vello d’Oro. Lo zio di Giasone, Pelia, rifiuta tuttavia di concedere il trono al nipote, come aveva promesso in precedenza, in cambio del Vello: Medea allora sfrutta le proprie abilità magiche e con l’inganno si rende protagonista di nuove efferatezze per aiutare l’amato. Convince infatti le figlie di Pelia a somministrare al padre un “pharmakòn”, dopo averlo fatto a pezzi e bollito, che lo avrebbe ringiovanito completamente: dimostra la validità della sua arte riportando un caprone alla condizione di agnello, dopo averlo sminuzzato e bollito con erbe magiche. Le figlie ingenue si lasciano ingannare e provocano così la morte del padre, tra atroci sofferenze: Acasto, figlio di Pelia, pietosamente seppellisce quei poveri resti e bandisce Medea e Giasone da Iolco, costringendoli a rifugiarsi a Corinto, dove si sposeranno.
(*Leo de Berardinis, indimenticato attore e regista che finì in coma il 16 giugno 2001a seguito di un errore dell’anestesistadurante un intervento di chirurgia plastica e, sette anni dopo, morì a Roma nel 2008)
vivicentro.it-nord-terza-pagina / Ottima la prima de “La canzone di Giasone e Medea” con Elena Bucci e Marco Sgrosso (Cristina Adriana Botis)
L’Ischia Isolaverde dopo l’ottima prestazione contro la capolista Benevento,nonostante la sconfitta per 3-2, i gialloblu nella giornata di oggi sono ritornati ad allenarsi al centro sportivo dei Camaldoli al campo “Kennedy A” come di consueto. Buone notizie per Mister Porta che finalmente per il prossimo impegno casalingo contro il Monopoli potrà contare su un giocatore in più. Nella giornata di ieri, da come si legge in un comunicato da parte della società: la Federazione calcistica belga (Union Royale Belge des Sociétés de Football Association) ha provveduto ad inviare alla FIGC il transfer per il giocatore Jerry Vandam. L’esperto difensore francese oggi pomeriggio era presente all’allenamento con il resto del gruppo. Dopo due settimane intense di allenamento,Vandam potrebbe essere l’arma in più per questo finale di stagione,ed essere decisivo in vista della doppia sfida dei play-out, ma sopratutto un ottima alternativa per mister Porta che potrebbe pensare di cambiare modulo passando alla difesa a 3, con Moracci,Sirigu e Vandam.
FILOSA INTERVENTO OK!
Il difensore Liberato Filosa, nella tarda mattinata di ieri, si è sottoposto all’intervento al ginocchio sinistro per l’asportazione del menisco interno e pulizia generale. Circa un’ora la durata dell’intervento effettuato dal professor Pisaniello presso la clinica “Santa Rita” di Atripalda (Avellino). Nel fine settimana Filosa inizierà la riabilitazione. I tempi di recupero per ritornare a disposizione sono stimati in circa un mese.
a Brescia, presso la Galleria ab/arte (Vicolo San Nicola 6),
Andrea Barretta presenta il libro di poesie
“Il giardino segreto”
di Alessandra Bellometti
Durante l’incontro l’attrice Edy Gambara reciterà alcuni versi e ai presenti sarà data copia omaggio del libro.
Seguirà aperitivo.
Con “Il giardino segreto” la scrittrice Alessandra Bellometti ha dato inizio a un cammino solidale – devolvendone il ricavato – che vedrà la prossima pubblicazione di un suo libro di filastrocche destinato ai bambini degenti nel reparto pediatrico dell’Istituto Ospedaliero Fondazione Poliambulanza di Brescia.
L’iniziativa, con la collaborazione di un’importante associazione umanitaria, rientra nel progetto “Sorridi bimbo”, che prevede l’impegno di un gruppo di volontari come lettori delle filastrocche ai bambini in una saletta ludica che la direzione ospedaliera provvederà a realizzare. E la Galleria ab/arte è lieta di ospitarne un’anteprima con l’esordio di alcune di queste dalla voce dell’autrice.
ab/arTe
Vicolo San Nicola, 6
25122 Brescia
vivicentro-nord-terza-pagina – Galleria ab/arte: Andrea Barretta e il giardino segreto di Alessandra Bellometti
Il legale della Ssc Napoli, Mattia Grassani, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Ansa sulla squalifica di Gonzalo Higuain: “Abbiamo richiesto, come preannunciato, gli atti ufficiali sulla squalifica di Higuain alla Corte d’appello per presentare il ricorso. Quando avremo le carte potremo delineare precisamente la strategia difensiva». Lo ha detto all’Ansa, Mattia Grassani, legale che presenterà il ricorso contro la squalifica di quattro giornate inflitta a Gonzalo Higuain. Grassani ha ricordato che, «da quando riceveremo gli atti, avremo sette giorni di tempo per preparare il ricorso, da delineare leggendo il contenuto del referto». Sui tempi per la decisione, Grassani ha spiegato che «sull’appello non arriverà prima della seconda metà della prossima settimana, direi tre mercoledì e venerdì prossimi». Higuain sconterà sicuramente la prima giornata di squalifica contro il Verona, poi il Napoli attenderà nella settimana successiva le decisioni sul ricorso.
Il Punto 5 aprile – Analisi, approfondimento e commento di Cronaca, Poitica ed Economia della settimana a cura degli esperti de lavoce.info
Nella riorganizzazione dell’Istat stupisce la soppressione del dipartimento per le Statistiche sociali e ambientali guidato da Linda Laura Sabbadini. A lei e al suo staff dobbiamo le indagini su famiglia, le statistiche di genere, studi sulla violenza sulle donne e la raccolta di dati sociali fondamentali anche per l’analisi economica. Ci auguriamo che il nuovo assetto dell’Istituto non mortifichi professionalità così preziose per la ricerca e per l’informazione.
Dopo i 20 anni di fine secolo a crescita zero, la popolazione – con l’arrivo degli immigrati – è tornata a salire nel nuovo millennio come durante il boom demografico degli anni Sessanta. Ora però l’assestamento sui nuovi livelli segnala il possibile inizio di un nuovo scenario di stabilità.
Una patata bollente per la Corte costituzionale: è legittimo un doppio sistema di sanzioni in cui uno stesso illecito è punito con una doppia sanzione, penale e amministrativa? Oggetti del contendere sono abusi di mercato e reati tributari. La Consulta deve destreggiarsi tra leggi italiane e pronunce delle corti europee.
Sui tavoli dei prossimi sindaci di Roma e Milano, i dossier sull’edilizia agevolata da gestire con le regioni. Spesso case costruite in edilizia convenzionata sono vendute a prezzi maggiori rispetto a quanto stabilito nei bandi. Ci vogliono procedure per l’erogazione dei contributi pubblici coerenti con la loro finalità sociale.
Il Consiglio di stato corregge il governo sul nuovo Isee stabilendo che le indennità di accompagnamento e per i disabili non vanno conteggiate come reddito. Ma non basta correggere l’articolo incriminato del decreto ministeriale, bisognerà rivedere il connesso sistema di franchigie e detrazioni. Un gran pasticcio.
Dati (e talenti) da non sprecare
05.04.16
Alessandra Casarico, Daniela Del Boca e Paola Profeta La riorganizzazione dell’Istat accorpa il dipartimento per le Statistiche sociali e ambientali con quello per i Conti nazionali e le statistiche economiche. Ma per molti anni quel dipartimento ha prodotto studi e analisi indispensabili alla ricerca sociologica, demografica e anche economica.
La crescita demografica perduta
05.04.16
Alessandro Rosina L’Italia ha attraversato varie fasi di crescita della popolazione nel secondo dopoguerra. Per la prima volta nel 2015 si è registrato un declino. Lieve di per sé, ma preoccupa il fatto che i dati reali sono sensibilmente peggiori rispetto alle previsioni. Perché è un errore ignorare la demografia.
Ancora una doppia sanzione per l’abuso di mercato 05.04.16
Simone Lonati Una sentenza della Corte costituzionale promuove per ora la doppia sanzione amministrativa e penale per gli abusi di mercato e alcuni reati tributari. Ma il problema non è risolto. Restano da recepire i principi europei che suggeriscono una differenziazione in base alla gravità della violazione.
Quando il prezzo della casa non è quello giusto 05.04.16
Raffaele Lungarella Capita, soprattutto a Roma, che case costruite in edilizia convenzionata siano vendute a prezzi maggiorati rispetto a quanto stabilito nei bandi. E per l’acquirente è una brutta sorpresa dell’ultimo momento. La disparità di trattamento tra imprese di costruzione e cooperative e i controlli mancati.
Nuovo Isee e disabilità: conti da rifare 05.04.16
Daniela Mesini La sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che le indennità di accompagnamento e di natura risarcitoria non vanno conteggiate come reddito nel nuovo Isee. Perché l’indicatore possa continuare a garantire l’equità non basterà qualche aggiustamento. Un complesso equilibrio di pesi e contrappesi.
BRUXELLES Decollo Difficile Sono due giorni che l’Aereoporto Nazionale di Zaventem, e’ stato riaperto, le misure di sicurezza per impedire nuovi attentati sono ancora eccezionali. Le macchine “sospette” sono controllate prima ancora che possano entrare dentro l’area aereoportuale, cosi’ come lo sono i trolley e i bagagli a mano di numerosi passeggeri.
Se prima si poteva accedere alla hall aeroportuale con facilita’ anche senza biglietto, ora non e’ piu’ possibile: chi ne e’ provvisto entra da un lato, chi non lo e’, essendo un semplice accompagnatore o parente di un viaggiatore, viene perquisito con i metal detector.
Nonostante le rigide misure di sicurezza prese, l’Aereoporto di Zaventem ha difficolta’ a “decollare”, in 48 ore sono partiti solo 40 aerei, venti in partenza, venti in arrivo, i primi tre voli partiti da Bruxelles avevano in totale circa 230 passeggeri, mentre in tutta la giornata di avantieri si sono contati 800 passeggeri.
Si spera che col passare dei giorni, lo scalo aereo possa raggiungere un’operativita’ maggiore, le sue capacita’ superano di gran lunga questi numeri.
In giro per Bruxelles
Come si puo’ vedere dalle immagini e dalle foto, nelle strade principali, nei Parchi, che una volta erano sempre presi d’assalto da centinaia di persone, l’altro ieri Domenica 3 Aprile erano semivuoti, anche se la temperatura era decisamente primaverile, alle 19.30 la colonnina di mercurio toccava ancora i 18 gradi. Un clima cosi’ bello erano anni che i Belgi non lo assaporavano.
La splendida Citta’ di una volta, prima degli attentati, non esiste piu’, non si vedono assembramenti di persone, ne’ tantomeno le strade pullulano di gente, i negozi sono desolatamente semivuoti, cosi’ come lo sono numerosi ristoranti, pizzerie, e birrerie esistenti in ogni angolo della Capitale. I settori più colpiti sono state le Compagnie Aeree, l’Aeroporto, gli Hotel, il Turismo.
Mancando i vacanzieri, vengono meno i posti di lavoro, se prima trovarne uno era semplice, ora, dopo gli attentati si e’ complicato tutto.
La Grand Place come potete vedere dalle immagini, anche se le strade adiacenti sono blindate, non ha ripreso nella sua quotidianita’, l’altro ieri sera una buona meta’ dei tavoli dei locali della Piazza erano liberi: cosa impensabile e impossibile che potesse avvenire prima.
Al contrario, davanti al Palazzo della Borsa, vi e’ sempre una processione, uno stazionamento di gente di ogni eta’ che viene a portare un fiore, un pupazzetto, uno scritto, dei disegni per le vittime dei vili attacchi terroristici all’Aereoporto e e al Metro’ del 22 Marzo scorso.
Ci vorra’ del tempo, ma la Citta’ di Bruxelles ha i numeri giusti per tornare allo splendore di una volta, ancora non c’è un calcolo complessivo delle perdite economiche subite dalla Capitale Belga a causa degli attentati, ma queste si potranno quantificare solo nei prossimi mesi.
Bruxelle, 4 aprile comb
vivicentro.it-cronaca / Bruxelles Decollo Difficile (Lo Piano – Saint Red)
Il Giudice Sportivo dott. Gianpaolo Tosel, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 5 aprile 2016, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
SARRI Maurizio (Napoli): per avere, al 27° del primo tempo, contestato platealmente l’operato degli Ufficiali di gara rivolgendo loro reiteratamente espressioni ingiuriose; con recidiva specifica reiterata; infrazione rilevata da un Assistente.
Il Giudice Sportivo dott. Gianpaolo Tosel, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 5 aprile 2016, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:
HIGUAIN Gonzalo Gerardo (Napoli): doppia ammonizione per proteste nei confronti degli Ufficiali di gara e per comportamento scorretto nei confronti di un avversario (una giornata);
per avere inoltre, al 31° del secondo tempo, all’atto dell’espulsione, rivolto all’Arbitro un’espressione ingiuriosa e compiuto nei suoi confronti un gesto irriguardoso (art. 19, n. 4 lett. a) CGS), fronteggiandolo e ponendogli entrambe le mani sul petto;
per avere, infine, assunto un atteggiamento aggressivo nei confronti di un avversario, venendo trattenuto dai propri compagni di squadra (tre giornate e € 20.000,00 di ammenda)
Durante la trasmissione radiofonica ‘La Radiazza’, il conduttore Gianni Simioli ha telefonato al Giudice Sportivo Gianpaolo Tosel che ha confermato la notizia anticipata ieri dalla Gazzetta dello Sport, affermando che la squalifica per Gonzalo Higuain sarà di quattro giornate. Il Napoli farà ricorso.
L’attenzione cade sul delicatissimo caso-Higuain ma…
Tuttavia, non è da trascurare la terapia di recupero del portiere azzurro, il Corriere dello Sportscrive: “Pepe Reina, in panchina a Udine per i postumi di un problema muscolare e sostituito da Gabriel, è al centro sportivo di Castel Volturno per una sessione di massaggi: l’obiettivo è recuperare in vista della prossima partita di campionato con il Verona. Assente il resto della squadra: Sarri ha concesso a tutti un giorno di riposo. Ripresa fissata per oggi pomeriggio”.
Tuttosport allontana il paragone tra la reazione di Bonucci con Rizzoli e quella di Higuain con Irrati:
“Non paragoniamo il caso Higuain a quello Bonucci. Ci sono sostanziali differenze che non andrebbero ignorate, a meno di non essere in malafede o dei pasticcioni. 1) Higuain quando aggredisce l’arbitro è stato già espulso per una doppia ammonizione che non ha niente a che fare con l’irruenta reazione dell’argentino. Insomma, Higuain non viene espulso per aver attaccato l’arbitro, mentre chi chiedeva maggiore severità per Bonucci lo faceva sulla base delle sue rimostranze nei confronti di Rizzoli durante l’ultimo derby di Torino. 2) Higuain tocca l’arbitro, anzi lo spinge con un gesto più manesco che violento. Bonucci non tocca Rizzoli in nessun modo come le immagini hanno chiarito (smentendo le bufale dei social network) e come ha chiarito lo stesso arbitro, che ha spiegato di essere stato lui ad andare verso il difensore juventino che stava protestando con l’arbitro di porta (ironia della sorte, proprio l’Irrati protagonista l’altro ieri del caso Higuain). Tirare in ballo Bonucci e indirettamente la Juventus per argomentare sull’ipotetico doppiopesismo del “sistema italiano” è un’operazione intellettualmente avventurosa, perché si tratta di due situazioni diverse”.
Il Corriere del Mezzogiorno scrive così di Gabriel
“Fino a domenica aveva giocato soltanto tre partite in Europa League. Gabriel ha aspettato con tranquillità che arrivasse il suo momento in campionato, nonostante la delusione di zero minuti in campionato. Lo aveva detto pubblicamente la domenica di Pasqua, intercettato da Sky, all’uscita della chiesa dove si radunano gli Atleti di Cristo. «Pensavo di avere qualche possibilità in più, ma Reina è un grande ed è giusto che ci sia lui sempre». Poi il forfait di Pepe inaspettato alla vigilia di Udinese-Napoli e l’emozione di debuttare finalmente in campionato. Lui che a ventitrè anni l’anno scorso non aveva avuto un attimo per tirare il fiato, portando la sua squadra – il Carpi – in serie A. Gabriel era sceso in campo, domenica, tranquillo e sicuro di sè e purtroppo si è imbattuto in una gara difficile, con due rigori contro decretati da Irrati in dieci minuti. Il primo lo intercetta e quasi lo para, sul secondo Gabriel si supera: intercetta, respinge corto con i pugni e sulla ribattuta si fa trovare pronto e blocca il pallone. La stella del Carpi inizia a splendere anche con la maglia gialla del Napoli, poi allo scadere del primo tempo la polvere. La macchia su una gara che si mette definitivamente in salita: Gabriel regala manca l’aggancio, allontanandosi dala porta, provando inutilmente poi a chiudere su Zapata. Fernandes a porta vuota indovina la rovesciata della giornata. Il terzo gol sarà di Thereau, ma Gabriel non è il solo responsabile”.
La Gazzetta dello Sport spiega le motivazioni che potrebbero portare allo stop di 4 giornate per Higuain e una per Sarri
“La stangata arriverà. Saranno 4 le giornate di squalifica che il giudice sportivo Gianpaolo Tosel comminerà a Gonzalo Higuain. Con lui, verrà squalificato per una giornata anche Maurizio Sarri, entrambi espulsi da Irrati nella gara con l’Udinese. E’ ipotizzabile che il club presenterà subito il ricorso alla Corte d’appello sportiva per tentare quanto meno di evitare che il Pipita sconti per intero la squalifica. Perché se venissero confermate le 4 giornate, Higuain salterebbe Verona, Inter, Bologna e soprattutto Roma. Se così fosse, il danno potrebbe essere irreparabile. Le 4 giornate verranno motivate dal giudice sportivo che ha sentenziato in base al referto stilato da Irrati. In pratica, la punizione verrà così spiegata: una giornata per l’espulsione, una per le ingiurie rivolte all’arbitro dallo stesso giocatore al momento del cartellino rosso e due perché l’arbitro ha scritto nel referto che «Higuain gli appoggiava le mani addosso esercitando una lieve pressione». Ed è proprio l’aggettivo «lieve» che ha escluso la condotta violenta che avrebbe potuto prevedere anche una squalifica fino a 10 giornate. Per fortuna sua e del Napoli, almeno questo pericolo è stato scongiurato. Per quanto riguarda Sarri, invece, Tosel lo ha fermato per un turno, perché s’è rivolto all’arbitro dicendogli: «Vi dovreste vergognare». Per le tre espulsioni precedenti, il tecnico napoletano non era mai stato squalificato”.