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Conti pubblici, debito in soli 12 anni cresciuto di 1.000 miliardi: in 30 anni +200%

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(Adnkronos) – Il debito pubblico dell'Italia ha sfondato il tetto dei 3.000 miliardi di euro alla fine dello scorso anno (3.005,2 mld a novembre).Era il 2012 quando la 'red line' era di 2.000 miliardi, superata ad ottobre (2.014 mld); quindi in soli 12 anni le spese extra sono cresciute di ben 1.000 miliardi.

Diciassette anni prima, nel 1994, per la prima volta è stato raggiunto il numero a quattro cifre, superando quota 1.000 miliardi (1.095 mld).Quindi in 30 anni, dal 1994 al 2024, il debito dell'Italia è triplicato.

Un crescita costante e non lenta, che ha portato le spese non coperte dalle entrate a crescere del 100% rispetto alla decade precedente e del 200% in soli 30 anni.  In rapporto al pil il debito pubblico dell'Italia è salito oltre il 100% e sceso al di sotto della soglia diverse volte.L'ultima è stata nel 1992, quando è arrivato al 103,8%, dal 97,3% del 1991.

Dalla fine dello scorso secolo si sono susseguite oscillazioni in salita e discesa: nel 1996 è arrivato al 119,1% per scendere fino al 105,1% del 2004.  Nei due anni successivi è ripartito arrivando al 106,7% nel 2006 e l'anno successivo è sceso di nuovo al 103,9%.Poi la crescita è ripartita, arrivando al 135,4% nel 2014.

Negli anni successivi ha galleggiato sul 134%, per poi esplodere l'anno del covid, arrivando al 158% nel 2020 e scendendo gradualmente negli anni successivi: 145,5% nel 2021, 138,1% nel 2022, 134,6% nel 2023 e 135,8% nel 2024.Quest'anno il debito dovrebbe proseguire nella salita, arrivando al 136,95%, così come l'anno prossimo quando si prevede che arriverà al 137,8%; mentre nel 2027 dovrebbe registrare una lieve riduzione assestandosi al 137,5%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Follini: “Craxi e De Mita due modernizzatori”

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(Adnkronos) – "Se esiste, alla maniera di Dante, un purgatorio dove gli antichi leader politici muniti di molte qualità e di qualche difetto stazionano in attesa di essere promossi a miglior destino è probabile che vi si trovino lì insieme, Craxi e De Mita.I quali hanno speso una vita a contrastarsi contando che la vittoria dell’uno dovesse infine coincidere con la sconfitta dell’altro.

E però anche collaborando per molti anni nella stessa alleanza politica e di governo.Un’altalena che forse avrebbe dovuto indurli, tutti e due, a uno spirito reciprocamente più costruttivo.

E della quale, chissà, potrebbero magari discutere a lungo se solo ne avessero ancora l’occasione.Per entrambi le prove non proprio esaltanti dei loro successori, di tutto (o quasi tutto) il ceto politico che ne ha preso il posto, suonano come una involontaria conferma delle qualità del personale che usciva dalle scuole di partito di una volta.

Laddove i due si erano formati, scalando pazientemente, uno dopo l’altro, tutti i gradini dei percorsi che in quelle stagioni erano obbligati.Fino a ritrovarsi appunto a capo dei due partiti principali che animavano le coalizioni di governo negli anni ottanta del secolo scorso.

Ora lo sguardo un po’ nostalgico rivolto a quei successori non sempre all’altezza finisce con l’avvolgere le loro personalità e le loro gesta in un alone di gloria.Così De Mita si avvale di quella sorta di nostalgia democristiana che ha preso il posto delle critiche e delle diatribe che a suo tempo ne avevano segnato il lungo e tormentoso declino.

Mentre Craxi si trova al centro di una benevola alluvione di libri, film, testimonianze, rivelazioni che ne sottolineano le qualità politiche e lo spessore personale.Nulla che autorizzi ad annunciare il ritorno del passato sotto le mentite spoglie dei loro nipoti e pronipoti.

Ma quanto basta a ricordare che quel passato non meritava affatto il vituperio sotto cui si era pensato di sotterrarlo.E’ un fatto che De Mita e Craxi, forti delle loro personalità, abbiano passato più tempo a dividersi che non a sommare alcune delle loro buone intenzioni.

Eppure, a dispetto della vulgata, quei due avevano più di qualche pensiero in comune.Erano due modernizzatori, e come tali ci tenevano a venir raccontati.

Tutti e due cercavano di liberare i loro partiti da quella fitta ragnatela di correnti, notabili, gruppi e gruppetti di cui soffrivano il condizionamento.Tutti e due respiravano l’aria nuova che spirava nel mondo, cominciando con la dissoluzione del blocco socialista ad opera di Gorbaciov, mentre una nuova Europa e una nuova America sembravano annunciare un futuro di relazioni internazionali più libere, pacifiche e fantasiose.

Sapevano, tutti e due, che la nostra economia in quegli anni, aveva bisogno di recuperare efficienza e di emendarsi da alcuni difetti che uno statalismo di vecchio conio vi aveva impiantato.Sapevano e dicevano, tutti e due, che il sistema politico aveva bisogno di venire razionalizzato, modernizzato, liberato da alcune delle sue bardature.

Insomma, prescrivevano ricette non proprio uguali, ma neppure così abissalmente diverse.Poi però su queste affinità si metteva all’opera il demone delle loro differenze e diffidenze.

Che li faceva infine apparire agli antipodi assai più di quanto non fossero.Accade spesso nella politica italiana che siano proprio le affinità, più che le distanze, a generare il litigio.

Con la differenza che mentre una volta il litigio tra i simili veniva compensato dalla sotterranea complicità tra gli opposti, ora invece le due dispute finiscono per sommarsi.Così che tutti si trovano infine in conflitto con tutti.

Conflitti dissimulati, si dirà.Nascosti sotto la coltre di parole d’ordine unitarie, inneggianti alla compattezza dei poli e dei partiti.

E tuttavia questa dissimulazione nasconde ormai a fatica l’insofferenza che divide le coalizioni e i partiti al loro interno.Tanto più quando essi si rivolgono con bandiere diverse allo stesso elettorato o quasi.

Tutte cose che ai loro tempi Craxi e De Mita devono avere ben considerato.E rispetto alle quali però non hanno mai confessato né pentimenti né ripensamenti.

Troppo orgogliosi, tutti e due, per confidare che forse avrebbero tratto il loro vantaggio nel capirsi di più e con più pazienza l’uno verso l’altro.Messaggio mai trasmesso ai contemporanei e mai arrivato fino ai posteri". (di Marco Follini) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Holger Rune, chi è l’avversario di Sinner agli Australian Open

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(Adnkronos) – Sarà Holger Rune l’avversario di Jannik Sinner agli ottavi di finale dell’Australian Open.Il danese, numero 13 del ranking Atp, ha superato al terzo turno del torneo il serbo Miomir Kecmanović (in 5 set).

La curiosità è che il bilancio dell’azzurro contro il classe 2003 è fin qui in perfetta parità.  Attuale numero 13 della classifica Atp, Rune si è avvicinato al tennis intorno ai sei anni.Merito di sua sorella, che già si divertiva con la racchetta e pian piano ha fatto avvicinare il classe 2003 a questo sport.

Rune ha poi bruciato le tappe, diventando il numero 1 al mondo juniores e vincendo poi il Roland Garros Juniores nel 2019.Passato professionista un anno dopo, ha vinto il suo primo titolo Atp nel 2022 a Monaco di Baviera, conquistando in seguito il Rolex Paris Masters.  Lo storico dei precedenti incontri tra Sinner e Rune dice parità.

I due si sono affrontati 4 volte in carriera, con 2 vittorie a testa: Sinner ha battuto Rune alle Atp Finals 2023 e al Masters1000 Montecarlo 2024, mentre il danese ha avuto la meglio contro l’azzurro nell’Atp Sofia 2022 e nel Masters1000 Montecarlo 2023. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Domenica In, ‘aspettando Sanremo’: le anticipazioni di oggi 19 gennaio

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(Adnkronos) – Diciannovesima puntata di questa stagione di 'Domenica In'.Oggi, 19 gennaio, il programma condotto da Mara Venier e trasmesso in diretta dagli Studi 'Fabrizio Frizzi' di Roma dà ampio spazio a Sanremo 2025.   'Domenica In' di oggi si apre con un talk sulla storia del festival e in studio ci saranno alcuni protagonisti delle scorse edizioni, tra cui Bobby Solo, Maurizio Vandelli, Wilma Goich, I Cugini di Campagna, Pierdavide Carone, Valerio Scanu e Antonella Bucci.

Con loro anche gli opinionisti Marino Bartoletti ed Alba Parietti.   A seguire Patrizia Mirigliani, figlia dello storico patron di 'Miss Italia’, Enzo Mirigliani, sarà in studio con il figlio Nicola per raccontare la loro storia familiare.Rocio Munoz Morales si racconterà tra carriera e vita privata oltre a presentare il suo nuovo spettacolo teatrale con il quale debutterà a Milano il prossimo 6 febbraio.

Renzo Arbore, attualmente impegnato su Rai2 con il programma 'Come ridevamo' insieme a Gegè Telesforo, sarà in collegamento per sostenere la Campagna di sensibilizzazione a favore della Onlus ‘Lega del Filo d’Oro', della quale è testimonial da tanti anni.Francesco Giorgino, giornalista e conduttore Rai di 'XXI secolo', interverrà per presentare in anteprima il suo nuovo libro dal titolo 'Giubilei', in uscita per Rai Libri.  La puntata va in onda oggi, domenica 19 gennaio, su Rai1 e Rai Italia a partire dalle ore 14 fino alle ore 17.10.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Australian Open, sorriso a metà: Bolelli-Vavassori avanti, fuori Errani e Paolini

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(Adnkronos) – Sorriso a metà per l'Italia del tennis.Agli Australian Open, nel tabellone del doppio, passano il turno Simone Bolelli e Andrea Vavassori, che si qualificano ai quarti di finale del primo Slam della stagione.

A Melbourne gli azzurri battono in due set la coppia formata dagli spagnoli Pedro Martinez e Jaume Munar, nella gara valida per gli ottavi di finale, con il punteggio di 6-3, 7-6 e al prossimo turno affronteranno i portoghesi Nuno Borges e Francisco Cabral. Niente da fare invece per Sara Errani e Jasmine Paolini.Le due azzurre, oro nel doppio alle Olimpiadi di Parigi 2024, sono state battute agli ottavi di finale degli Australian Open dalla coppia formata da Mirra Andreeva e Diana Shnaider, vincenti con un 7-5, 7-5.

Fuori, sempre nel doppio, anche Lucia Bronzetti, che in coppia con l'ucraina Anhelina Kalinina è stata superata da Beatriz Haddad Maia e Laura Siegemund in due set con il punteggio di 6-0, 7-6.  —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, Lucio Corsi: “Sono tranquillo, era il momento giusto per provarci”

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(Adnkronos) – Dopo un periodo di intensa riflessione personale, Lucio Corsi ha deciso di mettersi alla prova.Il giovane cantautore toscano calcherà per la prima volta il palco di Sanremo 2025, in gara tra i 30 big, con il brano ‘Volevo essere un duro’.  
“Era il momento giusto per provarci”, dichiara l’artista nato a Grosseto e cresciuto a Vetulonia, classe 1993.

Tra riflessioni e aneddoti divertenti, Corsi è un vulcano in piena: un'energia travolgente che accresce la curiosità e l'attesa di vederlo esibirsi sul palco dell'Ariston.L'annuncio del suo nome in gara da parte di Carlo Conti ha focalizzato l'attenzione sulla sua arte, destando la curiosità di media e appassionati, soprattutto per la sorprendente coincidenza che lo vede tra i protagonisti della terza stagione di ‘Vita da Carlo’, dove lui – interpretando se stesso – viene selezionato per il festival da un immaginario direttore artistico, Carlo Verdone. “Ma la decisione di provare a partecipare al vero Sanremo è arrivata dopo”, ammette Corsi che per Verdone spende parole di affetto e ammirazione: “Lui è un vero bluesman”.  E sulle aspettative che si sono create su di lui all’Adnkronos risponde: “Mi fa piacere, sono tranquillo, faccio il mio e secondo me quello che devo è questo: fare i concerti, suonare una canzone a cui tengo e voglio farla bene, con il piano, la chitarra, cantare e poi partire in tour.

Questo è l'obiettivo: stare in tour il più possibile.Io voglio esser felice di quello che ho fatto senza pensare alle aspettative”.

Corsi si racconta durante un incontro stampa in una trattoria a Milano dove il cantautore si rifugia quando è lontano dalla sua amata Maremma: “Il ristorante come luogo di passaggio e di incontro, come quello che negli anni 50 ha aperto mia nonna (e che la famiglia ancora gestisce, ndr).Qui ho trovato uno spazio che mi fa stare bene, ci sono persone con i piedi per terra ed è quello che mi serve”.  Nelle canzoni, invece, “mi piace andare altrove e fuggire dal mondo che ci circonda; un brano che mi racconta la realtà mi annoia mortalmente.

Nella vita di tutti i giorni però penso che sia importante stare con i piedi per terra.Mi serve per poi fuggire nelle canzoni”.

E adesso Corsi si prepara per una nuova avventura: “Sanremo?Sono curioso.

La lotta interiore nel dire faccio un tentativo o no è un classico di tanti musicisti.Ci sono tanti artisti che amo che non ci sono mai andati, come Battiato e Conte e altri invece sì, penso a Ivan Graziani, Vasco e Rino Gaetano”.

Alla fine quest’anno Corsi si è deciso: “C’erano un po’ di coincidenze, la serie di Verdone, i tanti Carlo intorno a me, un album in uscita…Insomma, ci sono state tante cose che mi hanno fatto pensare che questo era il momento giusto”.  
Sanremo però non è una passeggiata: “E' facile farsi male e ci volevo arrivare con un tot di esperienza nel fare musica: una base solida su cui poter contare in ogni caso.

Sono curioso dell’esperienza ma voglio viverla come un concerto”.Anche perché, per lui la musica “non è competizione.

Le gare non mi piacciono in musica, per quelle seguo le motociclette".E sulla canzone da portare sul palco dell’Ariston Corsi non ha dubbi: “Il brano va scelto e non scritto appositamente per il festival.

La canzone si ribella se viene scritta per adattarla a un contenitore”.  ‘Volevo essere un duro’, invece, spiega Corsi, “è stata scritta un anno e mezzo fa e sarebbe stata comunque uno dei singoli del disco.Dopo ‘Tu sei il Mattino’, sarebbe arrivata ‘Volevo essere un duro’, questo mi è bastato per pensare fosse la canzone giusta per il festival.

Il brano è una ballata, una forma di canzone a cui tengo molto e che ci consente di usare le parole nel giusto spazio”. 
Nel brano l'artista riflette su come "sia normale diventare altro rispetto a ciò che si sognava e che il mondo ci vorrebbe infallibili, con la solidità dei sassi e la perfezione dei fiori.La verità è che siamo su un equilibrio che è precario e bisogna accettarlo”.

E rivela: “Da piccolo sognavo di essere un paleontologo, cercavo le larve di Cetonia e a 10 anni ho scritto anche una canzone: ‘L’inno della larva’.E poi volevo fare il disegnatore di auto”.

E il cantante? “L’ho deciso dopo aver visto ‘The Blues Brothers’: in quel film c’è tutta la musica più bella.Volevo essere come loro: un supereroe”.  Sulla serata cover Corsi non può dire molto, solo che “sarà un duetto con un ospite fuori dalla gara.

Sarà una canzone italiana del passato ma che va dove gli pare, anche nel futuro”.E nel presente, Corsi si tiene lontano dalle polemiche sul ‘caso Tony Effe’ e sui testi di alcune sue canzoni, e preferisce glissare: “A me i temi caldi mi scottano la lingua, preferisco i semifreddi ingeribili in maniera facile.

Mi piace parlare di Dylan che passa all’elettrico”, scherza Corsi facendo riferimento alla clamorosa svolta di Bob Dylan che nel 1965 iniziò a suonare la chitarra elettrica.Sul look sanremese: “Faccio da solo anche perché non mi trovo bene quando ho a che fare con stylist.

Della moda non me ne frega niente, mi interessa solo in relazione alla musica”.  Dopo Sanremo i progetti futuri per Lucio sono chiari: “A marzo esce il disco dove ho cercato il cambiamento nelle parti testuali, è meno rock and roll dell’album precedente”, inoltre “qui racconto gli esseri umani in maniera più diretta, prima lo facevo attraverso gli animali, il vento, il mare.In questo disco, invece, ho ‘cambiato rotta’ pur volando qua e là con la fantasia.

Amo chi riesce a fare questo in maniera magistrale tipo Conte, Dalla, Ivan Graziani perciò ho detto voglio imparare da loro in questo”.  
E poi ad aprile ripartono i concerti e l’effetto Sanremo già si vede.La data di Roma, prevista per il 18 aprile a Largo Venue, alla luce del grande riscontro da parte del pubblico, è stata spostata all’Atlantico.

Ma si parte il 13 aprile dall’Estragon di Bologna, per poi proseguire il 15 aprile al Teatro Concordia di Venaria Reale (To), il 16 aprile al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, il 18 aprile a Roma, il 23 aprile alla Casa Della Musica di Napoli, il 28 aprile all’Hall di Padova e il 29 aprile all'Alcatraz di Milano. “Il mio sogno è stare in tour tutta la vita come Dylan con la chitarra, il piano e l’armonica in tasca.Girare tutta l’Italia condividendo il palco con gli amici di una vita.

In tour mi sento a casa”.E poi il ritorno alla Maremma (“Il mio obiettivo è tornare il più possibile giù in pianta stabile”, dice), alla ricerca del silenzio necessario per la sua creatività.

di Loredana Errico
 —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

TikTok oscurato negli Usa, messaggio agli utenti: “Trump al lavoro per soluzione”

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(Adnkronos) – L'app di TikTok come previsto ha smesso di funzionare negli Usa. "Scusate, TikTok non è disponibile in questo momento.Una legge per il bando è entrata in vigore negli Stati Uniti.

Malauguratamente questo significa che per il momento non potete usare TikTok.Per fortuna il presidente Trump ha detto che lavorerà con noi a una soluzione appena sarà insediato.

Continuate a seguirci", è il messaggio che da alcune ore compare sullo schermo degli user americani.La app sembra anche essere stata rimossa dagli Apple e Google store negli Usa.  TilTok ha negli Usa 170 milioni di utenti.

Trump ha anticipato la sua intenzione di estendere di 90 giorni la scadenza, prima che la legge firmata da Joe Biden lo scorso aprile, la Protecting Americans from Foreign Adversary Controlled Applications Act, entri in vigore.La legge impone a ByteDance di cedere i servizi Usa della piattaforma social che ha sviluppato a una società non cinese, una norma la cui validità è stata confermata dalla Corte suprema venerdì.  Biden ha anche reso noto, sempre venerdì, che avrebbe lasciato all'amministrazione Trump, che si insedia lunedì, il dossier dell'attuazione della legge.

Trump, che nel 2020 aveva dichiarato di voler il bando della piattaforma e la ha invece usata, anche aprendo un suo account, durante la campagna elettorale dello scorso anno, ha promesso di "salvare TikTok".  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

L’azzurro pensiero ACALDO: La grinta del Napoli di Conte “Masaniello” che tenta la fuga. Bergamo espugnata

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Il Napoli espugna Bergamo e tenta la fuga, ponendosi a +6 sull’Inter in classifica e spedendo l’Atalanta a sette lunghezze di distanza.Nel primo tempo, il gol di Retegui illude i bergamaschi che terminano la frazione sotto 1-2, grazie alle reti azzurre di Politano (bordata di sinistro sotto la traversa) e McTominay che segna ed esulta sotto la curva atalantina, servito a centro area da una manovra magnifica che parte dal tacco di Neres e trova in Frank Anguissa l’uomo-assist che non ti aspetti.Nella ripresa, la rete anche un po’ fortunata del funambolo Lookman mette paura alla squadra di Conte che però ha la forza di vincere la gara con la capocciata di Romelu Lukaku che insacca alle spalle di Carnesecchi su di un cross di un Anguissa ancora una volta in gran spolvero.

Top

Politano: gara immensa dopo la prestazione sottotono contro l’Hellas della settimana scorsa.Corre e lotta su ogni pallone anche nel momento più difficile della partita, quando nella ripresa l’Atalanta sembra poter riprendere la gara.

Flop

Rrahmani: soffre molto sia Lookman che Retegui.

Molle sulla rete del pareggio del nigeriano, anche se propiziata da un pizzico di fortuna dopo un ottimo dribbling.

In conclusione, se prova di maturità doveva essere, la squadra di Antonio Conte la supera alla grande.Sono sei vittorie consecutive e 50 punti in Classifica.Gli azzurri tengono a debita distanza i bergamaschi e attendono il recupero delle due gare in meno dell’Inter, a questo punto la vera contendente per la vittoria del titolo che sembra non essere più una chimera.

Verissimo, gli ospiti di oggi domenica 19 gennaio: le anticipazioni

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(Adnkronos) – 'Verissimo' torna oggi, domenica 19 gennaio, con il secondo appuntamento del weekend.Da Paolo Bonolis a Ilary Blasi, ecco tutti gli ospiti e le interviste di Silvia Toffanin.

Appuntamento alle 16:00 su Canale 5.  A Verissimo il nuovo capitolo di vita, pieno di serenità ed emozioni, di uno dei volti più amati della tv: Ilary Blasi.Silvia Toffanin accoglierà Paolo Bonolis, pronto a tornare, da lunedì 20 gennaio, nel preserale di Canale 5 con il suo 'Avanti un altro!'. Per la prima volta saranno insieme a Verissimo tre sorelle accomunate da un papà speciale, Al Bano: Cristèl, Romina e Jasmine.

E ancora, gli splendidi 85 anni di Iva Zanicchi e la sensibilità artistica di Ermal Meta. Infine, il coreografo Luca Tommassini parlerà a Verissimo della sua recente e delicata operazione al cuore. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Australian Open, Alcaraz ai quarti: Draper costretto a ritirarsi durante l’incontro

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(Adnkronos) –
Jack Draper costretto a ritirarsi durante l'incontro con Carlos Alcaraz che vola così ai quarti di finale.I problemi fisici sono tornati a farsi sentire agli Australian Open e il numero uno britannico ha resistito solo due set. Draper è arrivato al torneo con poca preparazione dopo l'infortunio all'anca, problema che – ha ammesso – di dover ancora gestire.

Ha quindi sottoposto il suo corpo a tre partite di cinque set, trascorrendo più di 12 ore e mezza in campo, e questo si è rivelato troppo. Dopo aver preso un timeout medico alla fine di un primo set competitivo, per Draper la situazione si è complicata nel secondo e, dopo che Alcaraz ha preso un vantaggio di 7-5 6-1, la quindicesima testa di serie ha scelto di ritirarsi. Lo spagnolo, che ora potrebbe affrontare Novak Djokovic, ha dichiarato: "Non è il modo in cui volevo vincere.Sono felice di giocare un altro quarto di finale, ma sono un po' triste per Jack". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Napoli, Conte commenta la vittoria con l’Atalanta e guarda al futuro con ambizione: “Non vogliamo fermarci”

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Antonio Conte ai microfoni di Dazn e Sky nel post partita: ”Il cammino deve essere questo se vogliamo essere una squadra con ambizione”

Sul percorso del Napoli

“Questa è una squadra che ha avuto dei netti miglioramenti, facendo il proprio percorso.Ho sentito anche Gasperini che parlava del loro percorso.

Ma lui è lì da 7 anni, con me sono passati solo sei mesi al Napoli.E in questo percorso abbiamo perso anche dei giocatori importanti.

Bisogna continuare.Io sono molto contento e lo ribadisco ogni volta che vado a Castel Volturno perché so di incontrare dei ragazzi che hanno voglia di lavorare e migliorare, altrimenti non si può spiegare questa classifica e queste prestazioni.

Loro mi hanno dato tanta disponibilità.Penso che oggi il Napoli rispetto a come siamo partita è una squadra che può dare fastidio.

Questo era il nostro obiettivo.Siamo solo alla seconda di ritorno, dobbiamo continuare, ma ci dà soddisfazione perché ce la siamo giocata a viso aperto, sempre pronti a tirare un cazzotto e non a incassare.

Siamo una squadra che deve difendersi attaccando, deve difendere pressando.Il cammino deve essere questo se vogliamo essere una squadra europea, una squadra con ambizione”.

Questo Napoli corre a ritmo scudetto?

“Noi stiamo andando troppo veloce però nessuno ha intenzione di togliere il piede dall’acceleratore.

Dobbiamo mettere fieno in cascina per il nostro ritorno in Europa.Questo deve essere sicuramente un fattore importante.

Poi sappiamo benissimo che siamo lassù in classifica e non vogliamo tornare giù, ma non c’è solo la volontà nostra, ci sono le squadre da affrontare e le squadre forti, Atalanta, Inter, Juventus, Milan e Lazio che possono dare fastidio anche loro.Stiamo facendo qualcosa di straordinario, anche in mezzo alle difficoltà.

Ma in mezzo alle difficoltà bisogna esaltarsi e non lamentarsi.Io di lamentele non voglio sentirne da nessuno”.

Rispetto all’andata, grande miglioramento.

Si aspettava questa crescita così veloce?

“Siamo cresciuti tanto, due mesi e mezzo fa l’Atalanta ci ha dato 3 gol.Oggi penso sia stata una gara diversa, l’avevo detto, vedremo al ritorno.

Siamo cresciuti tanto, soprattutto nelle difficoltà.Stiamo andando avanti, avendo comunque situazioni che affrontiamo come infortuni e calciomercato.

Potrebbero ammazzare un toro, ma noi siamo in piedi.Quando vado a Castelvolturno sono contento, ho un gruppo di ragazzi che vuole lavorare e migliorare.”

Che caratteristiche si aspetta dal sostituto di Kvara?

“Guarda, lascio al club la decisione.

Nel mercato non entro in merito, se me lo chiedessero dirò il mio pensiero.Se il club mi chiederà darò la mia opinione.

Qua non si tratta di prendere giovani di prospettiva.Ma giovane di prospettiva per fare cosa?

Non ho capito, che prendiamo un giocatore della Primavera?Se si deve fare qualcosa, si deve fare nella maniera giusta.

Non facciamo ridere le persone.Le cose vanno fatte come Dio comanda, altrimenti rimaniamo così.

È andato via uno forte, la cosa soggettiva è che ognuno può esprimere un parere, se siamo più forti o no.

L’oggettività è che due anni fa e rispetto allo scudetto, sono andati via i migliori: Osimhen, Kim, Kvara e Zielinski.Senza contare Mario Rui, oppure Elmas che erano subentranti.

Rispetto allo scorso anno sono andati via altri giocatori forti, dobbiamo mantenere la testa bassa senza lame1919ntarci.Se il club ha piacere interviene, io vado in guerra con questi giocatori.”

Su Lukaku

“È un calciatore che da sempre tutto, come Simeone o Raspadori.

Sono tutti importanti, non trascuro nessuno.Siamo giusti ma affamati.”

Israele, slitta avvio tregua a Gaza: Hamas ritarda elenco ostaggi da liberare

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(Adnkronos) –
Slitta la tregua a Gaza.Alle 8.30 ora locale (le 7.30 in Italia), l'ora fissata per l'entrata in vigore della prima fase dell'accordo, Hamas non aveva ancora inviato l'elenco dei tre ostaggi che dovrebbero essere liberati oggi, come chiesto da Benjamin Netanyahu.

Il premier israeliano ha condizionato l'attuazione dell'accordo, quindi della tregua, alla consegna dell'elenco dei nomi dei tre ostaggi – tre donne secondo il Jerusalem Post – che, secondo i termini dell'intesa raggiunta con la mediazione di Qatar, Egitto e Stati Uniti, avrebbe dovuto essere consegnato 24 ore prima del rilascio, inizialmente atteso intorno alle 16.30. "Hamas non sta rispettando i suoi impegni a questa mattina, e contrariamente agli accordi, non ha fornito i nomi degli ostaggi.Su direttiva del premier, il cessate il fuoco non entrerà in vigore fino a che Hamas avrà rispettato i suoi impegni.

Le forze israeliane continuano a colpire Gaza, fino a che Hamas non lo farà", ha dichiarato il portavoce delle forze militari israeliane Daniel Hagari. 
Hamas, in un comunicato diffuso dopo le dichiarazioni di Netanyahu, cita "ragioni tecniche" per la mancata consegna dell'elenco.La lista, ha spiegato una fonte di Hamas a YNet, sarà consegnata solo dopo che sarà stata approvata dal leader del movimento, Muhammad Sinwar.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Maltempo, è ancora allerta meteo al Sud: Basilicata, Puglia e Sardegna a rischio

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(Adnkronos) – Ancora maltempo al Sud oggi, domenica 19 gennaio 2025.Il vortice mediterraneo, con piogge e nevicate anche a quote basse, non molla l'Italia.

A rischio in particolare Basilicata, Puglia e Sardegna dove l'allerta è arancione.Ma anche in altre regioni le condizioni meteo restano avverse.

E' allerta gialla infatti nel Lazio e in Sicilia.  Come si legge nel bollettino meteo della Previsione civile l'allerta è arancione per rischio idraulico in Basilicata: Basi-E2, Basi-E1 e in Puglia (Bacini del Lato e del Lenne, Puglia Centrale Adriatica, Salento, Puglia Centrale Bradanica) e Sardegna (Gallura, Bacini Flumendosa – Flumineddu) per rischio idrogeoligico.E' allerta gialla per rischio idraulico per rischio idraulico in Basilicata: Basi-C, Basi-B; Puglia: Basso Ofanto, Tavoliere – bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Bacini del Lato e del Lenne; Sardegna: Gallura, Bacini Flumendosa – Flumineddu.

E' gialla pr rischio temporali in Puglia: Basso Ofanto, Basso Fortore, Gargano e Tremiti, Tavoliere – bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Bacini del Lato e del Lenne, Puglia Centrale Adriatica, Salento, Puglia Centrale Bradanica, Sub-Appennino Dauno; Sicilia: Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria; per rischio idrogeologico in Basilicata: Basi-A2, Basi-A1, Basi-E2, Basi-D, Basi-E1, Basi-C, Basi-B; Lazio: Bacini di Roma, Bacini Costieri Nord, Bacini Costieri Sud; Puglia: Basso Ofanto, Basso Fortore, Gargano e Tremiti, Tavoliere – bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, Sub-Appennino Dauno; Sardegna: Campidano, Logudoro, Bacino del Tirso; Sicilia: Nord-Occidentale e isole Egadi e Ustica, Sud-Occidentale e isola di Pantelleria Il maltempo non risparmia in ogni caso neanche il Nord, dove – come sottolinea iLMeteo.it – si potranno verificare precipitazioni nelle regioni del Triveneto e sui rilievi del Piemonte, dove la neve potrebbe cadere a quote intorno ai 700-800 metri.Nel corso del pomeriggio, la situazione resterà pressoché invariata, eccetto per un aumento delle piogge nel distretto tirrenico centrale, con fenomeni via via più intensi tra Lazio e Toscana.

In serata, i fenomeni tenderanno a esaurirsi nelle zone del Triveneto, mentre alcune nevicate intorno ai 700 metri continueranno sui rilievi del Piemonte.Le piogge, anche sotto forma di rovesci, persisteranno invece su buona parte del distretto tirrenico centrale, specialmente lungo i litorali toscani e laziali e su molte aree della Sardegna.

Tra la tarda serata e la notte è previsto un ulteriore peggioramento al Nordovest con altre precipitazioni, specie su Liguria e Piemonte. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, ecco la ‘prima agenda’: “Via alle deportazioni di immigrati illegali”

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(Adnkronos) –
Subito le deportazioni degli immigrati illegali e il viaggio in California.Donald Trump si insedierà come presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio e nella prima settimana del suo mandato lascerà il segno con un numero "record" di azioni esecutive.

E' il presidente a illustrare la prima pagina del suo programma, a poche ore dal giuramento al Campidoglio, in un'intervista telefonica a Nbc News.Trump preannuncia un discorso all'insegna di "unità e forza", con passaggi che comprenderanno "anche la parola equità.

Perché bisogna trattare le persone in modo equo.Non basta semplicemente dire, 'Oh, andrà tutto bene'.

Abbiamo passato l'inferno per quattro anni con queste persone", dice riferendosi all'amministrazione di Joe Biden. "E quindi bisogna fare qualcosa al riguardo.Non puoi permettere che ciò accada, non dovremmo permetterlo" Il giuramento sarà 'indoor', all'interno del Campidoglio: troppo freddo per una cerimonia all'aperto. "Credo che abbiamo preso la decisione giusta.

Le previsioni meteo sembrava davvero pessimo in termini di freddo, e penso che sarebbe stato pericoloso per molte persone, la folla e tutto il resto.Quindi penso che abbiamo preso la decisione giusta.

Ora saremo molto comodi".  
Dopo la cerimonia, si comincerà a lavorare.In cima all'agenda, come ampiamente chiarito in campagna elettorale, le deportazioni di immigrati irregolari. "Comincerà subito, molto rapidamente.

Non posso dire da quali città" si partirà "perché la situazione è in evoluzione.E non credo che diremo quali sono le città.

Lo vedrete direttamente", afferma. "Dobbiamo cacciare i criminali dal nostro paese e credo che sarete d'accordo: non so come qualcuno potrebbe dissentire".Il presidente si affiderà a ordini esecutivi dopo l'insediamento.

Non c'è un'indicazione prercisa sul numero, ma Trump fa riferimento ad una cifra "record.Più di 100.

Abbiamo un numero record di documenti che firmerò dopo il discorso". Trump prospetta l'ipotesi di congelare per 3 mesi la messa al bando di TikTok negli Usa, confermato dalla Corte Suprema. "Penso che sarebbe, certamente, un'opzione che prenderemo in considerazione.La proroga di 90 giorni è qualcosa che molto probabilmente verrà fatta, perché è appropriata.

Dobbiamo esaminarla attentamente.E' una situazione molto importante", dice Trump. "Se decido di farlo, probabilmente lo annuncerò lunedì", aggiunge il presidente, che venerdì ha avuto anche un contatto telefonico con il presidente cinese Xi Jinping.  
La prima settimana da presidente potrebbe essere caratterizzata da un viaggio in California, nella contea di Los Angeles devastata dagli incendi. "Chiederemo che l'acqua venga fatta fluire dal nord verso il sud della California", dice riferendosi alla gestione delle dighe. "Stavo per andare" venerdì "ma ho pensato che sarebbe meglio farlo da presidente.

Ora è un po' inappropriato, temo", afferma.  L'intervista avviene a poche ore dall'entrata in vigore della tregua a Gaza.L'accordo tra Israele e Hamas reggerà? "Lo vedremo presto, sarà meglio se reggerà".

Al premier israeliano Benjamin Netanyahu rivela di aver detto di "continuare a fare quello che deve. 'Fai quello che devi fare.Vogliamo che tutto questo finisca ma continua a fare quello che è necessario'", dice Trump, che "a breve" incontrerà Netanyahu. Il presidente eletto evidenzia che ''gli Stati Uniti devono essere rispettati di nuovo e devono esserlo in fretta.

Ma rispetto è la parola principale che uso".Insomma, "se ci rispettano" l'accordo "reggerà.

Se non ci rispettano, scoppierà l'inferno". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Oggi torna ‘Amici’, tra gli ospiti Cattelan e Alfa

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(Adnkronos) – Torna oggi, 19 gennaio, alle 14 su Canale 5, l'appuntamento con 'Amici', il talent show di Maria De Filippi.Alessandro Cattelan che prossimamente sarà impegnato con la conduzione del Dopofestival di Sanremo e la co-conduzione della serata finale del festival del 15 febbraio, sarà uno dei giudici della gara di canto.

A giudicare la gara di danza, ci sarà invece Rebecca Bianchi, etoile del Teatro dell'Opera di Roma.L'etoile si esibirà anche in un duetto con Javier Rojas, sulle note della celebre opera 'Carmen' di Bizet. La gara degli inediti vedrà la partecipazione di rappresentanti di quattro network radiofonici italiani: Filippo Ferraro per Rds, Luigi Provenzani per Radio Zeta, Beppe Cuva per Radio Subasio e Adriana Petro per Radio KissKiss.

Il palcoscenico di 'Amici' accoglierà anche uno degli artisti più amati del momento, il cantante Alfa, che si esibirà con il suo ultimo singolo di successo 'Il Filo Rosso'.La coreografa Irma Di Paola sarà la giudice della gara di improvvisazione, mentre la sfida del cantautore Nicolò sarà valutata dalla discografica ed editore musicale Martina Giannitrapani. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Dichiarazione redditi 2025, debutta nuovo modello 730: le novità

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(Adnkronos) – Sforbiciata alle aliquote Irpef e 'pubblico' più ampio, introduzione delle 'cedolari secche' per gli affitti brevi.Dopo il mini-restyling che ha trasformato l'Imposta sulle persone fisiche debutta il nuovo modello 730 per la dichiarazione dei redditi, che ha interessato, nel 2024, oltre 25 milioni di italiani e che quest'anno dovrà essere presentato entro il 30 settembre all'Agenzia delle Entrate.  Le novità normative sono molte, la principale è sicuramente la stabilizzazione delle tre aliquote e gli scaglioni di reddito, con l'ultima Finanziaria che ha reso strutturale l'accorpamento tra i primi due scaglioni.

Da ora, quindi, il prelievo sarà del 23% per redditi fino a 28mila euro, del 35% tra i 28mila e i 50mila euro e del 43% per chi supera i 50mila.  Cambia anche la platea di chi può utilizzare il 730 per la dichiarazione dei redditi: se infatti fino all’anno scorso era riservato a lavoratori dipendenti e pensionati, ora il perimetro si espande, abbracciando anche i contribuenti non titolari di partita Iva con redditi assoggettati a tassazione separata o a imposta sostitutiva, oppure derivati da plusvalenze di natura finanziaria, con due appositi quadri (M e T).  L’obiettivo – chiarito già nel ‘decreto adempimenti’ – è quello di includere progressivamente nel 730 tutte le tipologie reddituali riconducibili alle persone fisiche non titolari di partita Iva, riservando a questi ultimi soltanto il modello redditi persone fisiche.Per i redditi da affitti brevi arrivano le cedolari secche, con aliquota al 21% per la prima unità abitativa adibita a questo scopo e al 26% per le successive.  Nel nuovo 730 entrano anche l’aggiornamento dell’importo della detrazione per redditi da lavoro dipendente, innalzato a 1.955 euro per l’anno 2024, e il ‘bonus 13esima’, un’indennità di 100 euro, rapportata al periodo di lavoro, riconosciuta – a determinate condizioni – per il 2024 ai titolari di reddito di lavoro dipendente con un reddito complessivo non superiore a 28mila euro e almeno un figlio a carico (che non concorre alla formazione del reddito complessivo). Sul fronte detrazioni per oneri è prevista una riduzione di 260 euro per i contribuenti titolari di un reddito complessivo superiore a 50mila euro, mentre per quanto riguarda Super e Sismabonus la spesa sostenute a partire dal 1° gennaio 2024 è dilazionata in 10 rate di pari importo; non manca anche il bonus mobili, con limite di spesa massimo su cui calcolarla fissato a 5mila euro. Arriva inoltre un nuovo regime agevolativo per i redditi dominicali e agrari che per il 2024 e il 2025 concorreranno congiuntamente alla formazione del reddito complessivo ma secondo diverse percentuali.

Fino a 10.000 euro non concorrono alla formazione del reddito, mentre per gli ulteriori 5.000 euro concorrono per il 50%. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, da oggi la tregua: in giornata il primo scambio di ostaggi

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(Adnkronos) – Scatta nella mattinata di oggi, 19 gennaio, la tregua tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza.Il cessate il fuoco temporaneo entrerà in vigore alle 8.30 ora locale (le 7.30 in Italia).

Seguirà in giornata, secondo quanto previsto dall'intesa siglata venerdì 17, il primo scambio tra ostaggi e prigionieri palestinesi.  L'incognita sui nomi dei primi 3 dei 33 israeliani rapiti da Hamas che verranno riconsegnati oggi a Israele è stata ieri al centro delle prime tensioni su quella che appare come una tregua molto fragile. "Non andremo avanti con l'accordo finché non riceveremo una lista degli ostaggi che verranno liberati, come concordato", ha tuonato il premier israeliano Benjamin Netanyahu avvertendo che "Israele non tollererà violazioni dell'accordo.La sola responsabilità ricade su Hamas".  In base all'accordo, le prime a essere rilasciate dovrebbero essere tre donne civili israeliane.

Israele ''riporterà a casa ostaggi vivi grazie alla nostra determinazione'' e li ''riporterà a casa tutti'', ha assicurato ieri sera Netanyahu nel primo discorso pubblico dopo l'intesa. ''Siamo riusciti a raddoppiare il numero degli ostaggi vivi che torneranno a casa nella prima fase'' dell'accordo, abbiamo ottenuto ''un incremento'' rispetto a quanto era stato proposto da Hamas.  Ma le varie fasi dell'intesa preoccupano i parenti degli ostaggi che hanno chiesto al governo di accelerare sui negoziati delle fasi successive. "Chiediamo con urgenza accordi rapidi per garantire che tutte le fasi dell'accordo siano attuate e sottolineiamo che i negoziati per le prossime fasi dovrebbero iniziare prima del sedicesimo giorno", il messaggio inviato dai familiari a Netanyahu. Da parte israeliana, secondo l'accordo, è prevista invece nel complesso la scarcerazione di 1.904 palestinesi.Secondo il governo israeliano, tra i palestinesi ci sono 1.167 persone, abitanti della Striscia di Gaza, che sono state arrestate, ma che non hanno avuto alcun ruolo nell'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele.

Si ritiene siano per lo più considerati combattenti di Hamas catturati durante i 15 mesi di guerra.Tra gli altri 737 palestinesi ci sono persone condannate per reati minori, come possesso illegale di armi o attraversamento illegale del confine, ma anche palestinesi condannati a lunghe pene detentive e c'è anche Zakaria Zubeidi, comandante a Jenin del braccio armato di Fatah, le Brigate di Al-Aqsa, durante la seconda Intifada.

Nell'elenco figurano anche i nomi di Mahmoud Atallah, condannato all'ergastolo per l'uccisione di una donna palestinese accusata di collaborare con Israele, e Wael Qassem e Wissam Abbasi, accusati di aver avuto un ruolo in attacchi in Israele. Intanto cresce la tensione a Gaza.A poche ore dall'entrata in vigore del cessate il fuoco i militari israeliani hanno chiesto a chi vive nell'enclave palestinese di evitare le zone dove sono presenti le Idf, chiedendo in particolare di stare lontani dal corridoio Netzarim che divide la Striscia in due, annunciando che verrà comunicato quando sarà sicuro tornare al nord della Striscia di Gaza dal sud. L'esercito israeliano fa sapere di essere in stato di massima allerta per vari scenari che potrebbero verificarsi dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco.

Durante la notte, il Comando meridionale dell'Idf ha lavorato per ridisporre le truppe all'interno della Striscia di Gaza, ritirandosi dalle aree urbane e posizionandole sulle linee concordate tra Israele e Hamas.Un gran numero di forze si è mosso durante la notte e le prime ore del mattino.

Anche nelle ore che precedono l'entrata in vigore del cessate il fuoco, l'Idf ha comunicato che continuerà ad effettuare attacchi e a distruggere le infrastrutture utilizzate da Hamas a Gaza.  Il premier ieri è stato chiaro: se l'accordo dovesse fallire in qualcuna delle sue parti, Israele è pronto a tornare in guerra con il sostegno deglo Usa.Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald ''Trump farà in modo che noi avremo tutte le armi e le munizioni necessarie perché se non riusciamo a raggiungere questo obiettivo adesso, lo faremo con tremenda forza più avanti'', ha avvertito il premier israeliano. ''Dobbiamo mantenere la capacità di tornare a combattere se necessario'', ha aggiunto confermando l'appoggio degli Stati Uniti.

Il presidente Joe Biden e il futuro inquilino della Casa Bianca Trump ''hanno parlato entrambi con me e si sono congratulati sottolineando che questa prima fase dell'accordo è un temporaneo cessate il fuoco prima della prossima fase.Sia Biden sia Trump hanno pienamente appoggiato questo obiettivo'', ha evidenziato Netanyahu.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Atalanta-Napoli 2-3, gli azzurri mandano un segnale scudetto

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50 punti.Il Napoli di Antonio Conte può davvero continuare a sognare.

Gli azzurri vincono una partita importantissima a Bergamo per 3-2, continuando a sognare lo scudetto.Con questa vittoria, infatti, il Napoli allunga a +7 sulla squadra di Gasperini.

Il tabellino

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini (83′ Brescianini), Hien, Djimsiti; Bellanova, De Roon, Ederson, Ruggeri (68′ Zappacosta); Samardzic (77′ Pasalic); Retegui (68′ De Ketelaere), Lookman (77′ Zaniolo).

All.Gasperini

NAPOLI (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus, Olivera; Anguissa, Lobotka, McTominay; Politano (82′ Mazzocchi), Lukaku (84′ Simeone), Neres (73′ Spinazzola).

All.Conte.

Gol: 16′ Retegui (A), 27′ Politano (N), 40′ McTominay (N), 55′ Lookman (A), 78′ Lukaku (N)

Ammoniti: 42′ Neres (N), 64′ Djimsiti (A), 66′ Ruggeri (A), 86′ Hien (A), 88′ McTominay (N)

Il primo tempo

Primo tempo molto equilibrato.Entrambe le squadre giocano bene anche se non riescono realmente a creare occasioni pericolose (escluse, chiaramente, quelle che portano ai gol).

A sbloccarla è la squadra di Gasperini al 16′ con Retegui: l’attaccante riceve palla in area e, in uno spazio strettissimo, riesce a girarsi e col sinistro a metterla sotto la traversa.La reazione del Napoli però non manca e vede (strano vero?) come grande protagonista David Neres.

Il brasiliano da sinistra mette in mezzo il pallone per Politano che controlla e col sinistro batte Carnesecchi per l’1-1.Il match continua a confermarsi equilibrato: l’Atalanta prova a sfruttare una ripartenza con il destro da fuori area di Lookman, ma a completare la rimonta è la squadra di Conte.

Tacco di Neres, scatto di Anguissa che serve a rimorchio McTominay per il 2-1 azzurro che chiude il primo tempo al Gewiss Stadium.

Il secondo tempo

Nella ripresa, così come nel primo tempo, parte forte la squadra di Gasperini che trova la rete del pareggio grazie ad Ademola Lookman: il nigeriano vince un rimpallo in area e di sinistro la mette all’angolino per il 2-2.Il Napoli soffre la grande pressione della Dea che sembra esser nettamente più in palla.

Eppure, gli azzurri di Conte non muoiono mai.Al 78′ cross di un eccezionale Anguissa da sinistra per Lukaku che salta di testa e trova la rete del 3-2.

Nei minuti finali l’Atalanta crea zero, con il Napoli che saluta Bergamo non solo con i tre punti, ma anche con una prestazione da squadra vera.Forte.

E che sogna sempre di più lo scudetto.

Atalanta-Napoli 2-3, Conte vince il big match e allunga in vetta

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(Adnkronos) –
Il Napoli vince 3-2 in casa dell'Atalanta nel big match della 21esima giornata della Serie A oggi 18 gennaio 2025 e allunga in vetta alla classifica.La squadra allenata da Conte passa a Bergamo e vola a 50 punti, con 6 lunghezze di vantaggio sull'Inter che ha 2 partite in meno.

L'Atalanta rimane a quota 43, scivola a -7 dal primo posto e rischia di scendere dal treno scudetto.   
L'Atalanta sblocca il match al 16'.Retegui è bravissimo a sfruttare una palla vagante.

Un rimpallo diventa un assist per il centravanti nerazzurro, che spara di sinistro e buca Meret di potenza: 1-0.Il Napoli incassa il colpo, si riorganizza e nel giro di 10 minuti pareggia.

Al 27' Politano controlla il pallone dopo la deviazione di Djimsiti, il suo sinistro non dà scampo a Carnesecchi: 1-1.Il Napoli mette la freccia al 40' con una pregevole azione innescata dal colpo di tacco di Neres.

Anguissa rifinisce e McTominay conclude dall'interno dell'area di rigore, 1-2 e azzurri avanti al riposo. La ripresa si apre con l'Atalanta all'attacco.I nerazzurri spingono e trovano il pari al 55' con lo show personale di Lookman.

Di Lorenzo viene saltato come un birillo, la conclusione mancina è chirurgica: 2-2.I padroni di casa continuano a spingere e Samardzic, al 58', impegna Meret che è attento sul primo palo.

Il portiere partenopeo protagonista anche al 70', quando disinnesca il colpo di testa insidioso di De Ketelaere. Il Napoli rimette la testa fuori dal guscio al 78' e colpisce.Anguissa crossa, Lukaku è puntuale all'appuntamento: colpo di testa vincente e 2-3.

L'Atalanta viene gelata nel momento del suo massimo sforzo, i bergamaschi accusano il colpo e nell'ultima porzione di match non riescono ad abbozzare una reazione.Il Napoli controlla, conquista 3 punti d'oro e sogna la fuga scudetto. —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 18 gennaio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' nell'estrazione del Superenalotto di oggi, 18 gennaio.Sono stati, invece, centrati sedici '5' che vincono 12.566,02 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 61,8 milioni di euro. La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.

In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è una colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.

Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata. Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.

In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro. E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni. Estratta la combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 2, 10, 21, 29, 46, 70.

Numero Jolly: 31.Numero SuperStar: 59. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)