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Massacro di Dacca. L’Italia…. Piange (Mauro Lo Piano-RedSaint)

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Il bilancio delle vittime Italiane nel massacro di Dacca e’ piu’ grave di ogni piu’ benevola previsione, 9 nostri connazionali tutti imprenditori del settore tessile, sono stati trucidati dalla barbara violenza dei terroristi di matrice islamica.

Si cerca un decimo italiano di cui si e’ persa ogni traccia da ieri sera, speriamo che possa esssere rintracciato al piu’ presto,la Farnesina sta cercando di trovare un contatto, sempre nella speranza che non sia tra le vittime ancora da riconoscere;
Il sedicente Stato Islamico, gia da alcuni mesi sta perdendo terreno in tanti campi di battaglia, le sue truppe vengono decimate su piu’ fronti come le sue roccaforti, l’unico modo per cercare di rialzare il proprio morale, e’ quello di compiere “da veri vigliacchi”, attentati contro gente inerme.
Obiettivi che sembrano essere diventati di primaria importanza per gli Jihadisti,, cosi’ si colpiscono pure le Nazioni che per un motivo o un altro sono in contrapposizione allo Stato Islamico, sia militarmente che per motivi religiosi.
Reclutare, addestrare, trasformare le menti, portare al martirio (sempre nel nome di Allah), e’ una priorita’ per gli “insegnanti islamici” delle Madrasse (scuole Coraniche): entrare a far parte di una ristretta cerchia di aspiranti suicidi pronti al martirio per molti jihadisti e’ un vanto.
Dopo ogni carneficina, arrivano puntuali i messaggi di gioia, di congratulazioni, di apprezzamento per coloro che saranno ricordati dal sedicente Stato Islamico come  “martiri”;
Sentimenti di cordoglio, di sdegno, sono pervenuti all’Italia da ogni parte del Mondo, Il Papa, tutte le forze politiche, sono unite nel dolore, le divisioni politiche per una volta sono concordi nel condannare questo esecrabile e vile attentato.
In questi frangenti di dolore, ogni cittadino italiano si chiedera’ quale sara’ la risposta dello Stato? Si manderanno truppe e mezzi a combattere questi rifiuti dell’Umanita’, sicuramente si adotteranno tutte le misure possibili perche’ si impediscano simili massacri, altro purtroppo non si puo’ fare. Nella lotta all’Isis, sono impegnate gia’ le potenze mondiali.

 

Massacro di Dacca: gli italiani e le altre vittime dell’attacco

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Massacro di Dacca. La Farnesina informa che i connazionali deceduti nell’attacco terroristico di questa notte a Dacca sono Adele PUGLISI, Marco TONDAT, Claudia Maria D’ANTONA, Nadia BENEDETTI, Vincenzo D’ALLESTRO, Maria RIVOLI , Cristian ROSSI, Claudio CAPPELLI e Simona MONTI.

Disperati, ovviamente, i parenti di Adele Puglisi. Singhiozza al telefono una cugina della donna, appena avuta notizia della morte della parente che si trovava nel ristorante di Dacca nel quale e’ avvenuto l’attentato. Secondo una ricostruzione della cugina, Adele Puglisi, manager nel campo del controllo qualita’ di Artsana, era in Bangladesh per conto di grandi marchi di abbigliamento. La parente, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, ha anche riferito che il fratello di Adele, Matteo, ha accusato un malore alla notizia riferita dai carabinieri intervenuti su mandato della Farnesina. L’uomo e’ rinchiuso nella sua casa in una contrada di Santa Croce Camerina e non intende parlare con alcuno.
“Adele era sempre in giro per il mondo per il suo lavoro, la vedevamo di rado, solo una ventina di giorni l’anno”, racconta un vicino di casa di Adele Puglisi, affacciato al balcone in un giorno di grande afa. La donna non era sposata, non aveva figli e a Catania abitava in un antico palazzo accanto a piazza Ariosto in una via stretta. In citta’ doveva tornare ieri, cosi’ aveva detto ai suoi familiari. Nel palazzo non c’e’ un citofono e i cognomi quasi illeggibili sono scritti su una tavoletta di legno. “Era una donna riservata e cortese – dice il vicino di casa – la conoscevo da anni, ma qui c’era sempre poco: stava alcuni giorni e poi ripartiva, era sempre impegnata lontano dall’Italia”.

 

Due delle vittime erano imprenditori residenti in Friuli: Marco Tondat, 40 anni, nato a Spilimbergo e residente a Cordovado, viveva con la madre e il fratello. Era separato e con una figlia piccola. Giovane imprenditore nel settore tessile, aveva da tre mesi avviato l’iter per il suo trasferimento in Bangladesh. “Stiamo vivendo un dolore immenso. Non si puo’ morire cosi’ a 39 anni. Era un ragazzo che aveva una gran voglia di vivere”. Queste le parole di Fabio Tondat, fratello di Marco. “Ci eravamo sentiti ieri mattina – ha riferito ai giornalisti – e doveva rientrare in Italia per le ferie e abbiamo concordato alcune cose, lo aspettavo per lunedi’”. Marco, ha aggiunto, “era partito un anno fa, perche’ in Italia ci sono molte difficolta’ di lavoro e ha provato ad emigrare. A tutti voglio dire che quanto accaduto deve far riflettere: non e’ mancato per un incidente stradale”. A Dacca Marco Tondat era supervisore di un’azienda tessile, sembrava felice di questa opportunita’. L’atro imprenditore friulano ucciso è il 47enne Cristian Rossi, di Feletto Umberto (Udine), ex manager della grande catena Bernardi, faceva il consulente per aziende italiane di abbigliamento. Lascia la moglie Stefania, due gemelline di 3 anni, le sorelle Cristina, Daniela e Gabriella e il padre Francesco. Al momento dell’attacco i due erano a cena con altri tre amici in una saletta dell’Holey Artisan Bakery, il locale accanto all’ambasciata italiana preso d’assalto dai miliziani islamisti. Rossi sarebbe dovuto ripartire per l’Italia a giorni.

Gli italiani sedeveno tutti in una tavolata nel ristorante preso di mira dal commando terroristico a Dacca. Uno dei connazionali, Gian Galeazzo Boschetti, è riuscito a fuggire e mettersi in salvo. Sono invece ancora in corso gli accertamenti sul decimo italiano che, ha precisato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, “per ora non risulta tra i cadaveri”.

 

“Ormai abbiamo perso anche l’ultima speranza: mia zia, Nadia Benedetti, è stata brutalmente uccisa nell’attentato in Bangladesh di ieri”. Lo scrive sul suo profilo Facebook, Giulia Benedetti, nipote di Nadia Benedetti, una delle vittime dell’attentato. “Non c’e’ piu’: non la rivedremo piu’ – aggiunge la donna – non parleremo, non commenteremo i colori delle magliette da produrre, mio padre non la andra’ piu’ a prendere all’aeroporto, non andremo a cantare insieme come ci eravamo ripromesse. “Non c’e’ piu'” ripete mio padre. Un branco di bestie ce l’ha portata via”. La donna ricorda che la vittima “aveva vissuto in Italia, Kenya, Bangladesh e non si era mai fermata. Neanche nei momenti piu’ difficili. “Io chiedo a voi amici, parenti, viterbesi, italiani: NON DIMENTICATE, non lasciate che si perda il suo ricordo, non dimenticate cosa e’ successo, non permettete a questi pazzi di commettere altre stragi, non lasciate che vincano loro. Colgo l’occasione per esprimere la nostra vicinanza ai famigliari di tutte le vittime, e ai sopravvissuti alla tragedia. Ci mancherai zia, ci mancherete tutti”, conclude il post.

Patrizia D’Antona, la sorella minore di Claudia Maria D’Antona, una delle vittime dell’attentato terroristico al ristorante di Dacca è sconvolta. “Ieri sera mi hanno avvisato i carabinieri, poi l’unità di crisi della Farnesina mi ha detto di Claudia”, spiega. Cosi’ “L’ultima volta ci siamo sentiti giovedi’ su whatsapp. Mia sorella e il suo compagno non percepivano pericoli, ma comunque prendevano tutte le cautele del caso, si muovevano con l’autista, non utilizzavano neppure il taxi. Cenavano spesso a casa e comunque il quartiere del ristorante, quello delle ambasciate, era considerato sicuro. Claudia tornava 4-5 volte l’anno a Torino, la sua famiglia e’ qui, passavamo tanto tempo nella casa di campagna a Callianetto”. Poi il pensiero va al compagno della donna, Gian Galeazzo Boschetti, scampato all’attentato. “Erano molto legati, sono molto preoccupata per lui. Ho parlato con lui al telefono, mi ha raccontato che quando sono arrivati i terroristi lui si era allontanato per parlare al telefono e non ha visto nulla. Fino all’ultimo ha sperato che Claudia non fosse tra le vittime”. La torinese Claudia Maria D’Antona viene pianta dalle massime autorità cittadine e regionali e il sindaco di Torino, Chiara Appendino, ha proclamato il lutto cittadino. Anche il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, esprime le condoglianze ai familiari della donna. “A nome mio e di tutti i piemontesi desidero esprimere cordoglio e vicinanza alle famiglie e agli amici delle vittime della strage di Dacca, e in particolare a quella di Claudia d’Antona, nata a Torino, volontaria della Croce Verde e impegnata in cause umanitarie a favore della popolazione locale”. E’ quanto afferma il presidente della Regione Piemonte, che aggiunge: “Siamo vicini al dolore di tutte le persone innocenti colpite da questi atti criminali di stampo terroristico che devono essere combattuti da tutte le comunita’”.

Tokyo conferma: 7 vittime erano giapponesi

Sono sette le vittime giapponesi dell’attacco di ieri notte a Dacca. Lo rende noto il governo di Tokyo. “La nostra ambasciata a Dacca – ha detto il capo di gabinetto del governo giapponese, Yoshihide Suga, durante una conferenza stampa – conferma ufficialmente che tra i corpi che sono stati trasferiti all’ospedale dal governo bengalese ci sono quelli di sette giapponesi”.

Un cittadino americano tra le vittime

C’e’ anche un cittadino americano tra le vittime dell’attacco terroristico a Dacca. Lo rende noto il Dipartimento di Stato Usa. “Possiamo confermare che tra le vittime c’e’ un cittadino americano” ha detto il portavoce John Kirby. “Stiamo vicini al popolo del Bangladesh e proseguire gli sforzi comuni per combattere il terrorismo e l’estremismo”.

SSC Napoli, la radio ufficiale: “Il Napoli è la squadra in pole per Witsel”

I dettagli dalla radio ufficiale del Napoli

Smentita l’accelerazione dell’Everton per Witsel. Il Napoli al momento è la squadra in pole rispetto alle altre, ma bisogna sistemare altri dettagli come l’ingaggio. Gli azzurri hanno dato un ultimatum per questo week-end sul fronte Hector Herrera.

Due nuove sedie di comodo per il Pronto Soccorso dell’Ospedale San Leonardo

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I dettagli

Vi avevamo parlato tempo fa della consegna di alcune attrezzature all’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia dopo una campagna solidale (CLICCA QUI). Questo è diventato realtà: infatti, a consegnarle, nelle mani dei dirigenti sanitari, sono stati i soci della Pro Loco di Castellammare di Stabia dando concretezza al progetto di promozione e valorizzazione culturale e turistica del territorio. Il dott. Mauro Muto, Direttore degli Ospedali Riuniti dell’Area Stabiese, ha così dichiarato: “Un sentito grazie anche a nome del Direttore Generale, dei sub Commissari e del personale tutto perché oggi abbiamo la possibilità di comprendere fino in fondo il significato di alcune parole come assistenza e compartecipazione con le associazioni di volontariato per far crescere la buona sanità“.

 

Super offerta del Napoli per Pjaca e Rog

Lo riferisce Alfredo Pedullà
Il Napoli vuole fare la spesa a Zagabria, ha individuato in Marko Pjaca e Marko Rog le pedine giuste per il salto di qualità. I contatti con la Dinamo erano già stati avviati per Pjaca, si sono allargati al centrocampista classe 1995 seguito in passato dall’Inter. Su Pjaca c’è un’asta in corso che coinvolge le big italiane, compresa la Juve, e qualche tedesca ambiziosa. Il Napoli vuole provare ad anticipare, mettendo sul piatto una doppia offerta che con i bonus tocca i 35 milioni. I contatti stanno andando avanti, il Napoli allo scoperto per i due gioielli croati con il desiderio di stringere i tempi.

VIDEO – Voglia di Calciomercato, rivedi la quarta puntata!

Clicca sul video per rivedere la puntata

Vi siete persi la quarta puntata di Voglia di Calciomercato? Niente paura…eccola per voi… I giornalisti Ciro Novellino e Gianluca Apicella continuano la loro nuova avventura per raccontarvi tutto sul calciomercato e su Euro 2016. Tante notizie dalla Premier alla Lega Pro con focus su alcune squadre in particolare.

Clicca sul video per rivedere la puntata

Ex Juve Stabia – Francesco Nicastro approda in Serie A…

Accordo ormai raggiunto tra Nicastro ed il Pescara.

Si sapeva da tempo che Francesco Nicastro, così come Sergio Contessa, da poco passato al Lecce, non avrebbe rinnovato il suo contratto con la Juve Stabia in scadenza al 30 giugno 2016.

Su promettente fantasista siciliano si erano fiondate da tempo diverse squadre. Secondo quanto raccolto, ad avere la meglio è stato il Pescara, che ha chiuso l’accordo con Nicastro. L’intesa di massima tra il Pescara e Nicastro era già stata anticipata da ViViCentro nell’editoriale dell’8 maggio (https://www.vivicentro.it/sport/juvestabia/editoriale-juvestabia/editoriale-grand-hotel-juve-stabia/).

I vertici del cub biancazzurro, infatti, hanno monitorato le prestazioni di Nicastro per tutta la stagione, sferrando l’attacco decisivo quando ormai è risultato chiaro che il calciatore non avrebbe rinnovato il suo contratto con le Vespe.

Per Nicastro, protagonista di una crescita esponenziale con la maglia gialloblè, ed autore nell’ultima stagione di 10 reti e vari assist, si aprono quindi le porte della Serie A.

L’ormai ex attaccante della Juve Stabia si unirà al ritiro estivo del Pescara di Massimo Oddo. Sarà poi l’allenatore dei delfini a decidere se tenerlo in rosa o girarlo in prestito in Serie B.

Raffaele Izzo

Offerta del Napoli per Candreva, ma Lotito non cede

I dettagli

Secondo quanto riferisce La Repubblica, il Napoli continua a seguire De Sciglio che non ha escluso un addio al Milan, ma il discorso però è stato rimandato a dopo l’Europeo. De Laurentiis ha offerto 22 milioni pagabili in 4 anni per Candreva, ma l’offerta non convince Lotito che vorrebbe un’asta.

Crisi: Unimpresa, +241 miliardi valore spa quotate in 4 anni

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Il presidente dell’associazione: “Italia a trazione finanziaria, l’economia reale non esce dal pantano”

CRISI. Sempre più finanza e meno economia reale in Italia. E’ cresciuta di oltre 240 miliardi, con un’impennata superiore al 70%, la capitalizzazione di Borsa delle società italiane negli ultimi 4 anni. Dal 2011 al 2015, il valore del capitale delle spa quotate del nostro Paese è passato da 332 miliardi a 537 miliardi. E mentre le imprese presenti sui listini di piazza Affari, in piena crisi, sono diventate 316 (+10%) e hanno distribuito dividendi per complessivi 70 miliardi, il prodotto interno lordo italiano è quasi sempre calato, con un picco del -2,5% nel 2012, e la disoccupazione è cresciuta fino al massimo del 12,7% raggiunto nel 2014. Bufera globale e recessione, secondo un rapporto del Centro studi di Unimpresa, non fermano la crescita della finanza tricolore, con le spa quotate che valgono sempre di più, mentre la cosiddetta economia reale fatica: il pil ha interrotto la spirale negativa solo nel 2015, quando è salito dello 0,8% e la disoccupazione è sempre aumentata salvo calare di poco lo scorso anno all’11,5%.

Boom di dividendi: 72 miliardi distribuiti dal 2011 al 2015

Secondo lo studio dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, dal 2011 al 2015 la capitalizzazione di Borsa delle società per azioni del nostro Paese è cresciuta di 241,2 miliardi (+72,58%); nel 2011 il totale era a 332,3 miliardi pari al 20,3% del pil, nel 2012 era a 365,4 miliardi (22,6% del pil), nel 2013 era a 465,4 miliardi (28,9% del pil), nel 2014 a 482,4 miliardi (29,9% del pil) e nel 2015 a 573,6 miliardi (35,1% del pil). In quattro anni, è cresciuto anche il numero delle società presenti sui listini di piazza Affari da 287 a 316 con un incremento di 29 unità (+10,10%). Nel periodo sotto esame sono stati distribuiti dividendi (utili) per complessivi 72,2 miliardi (17 miliardi nel 2011, 13,2 miliardi nel 2012, 13,8 miliardi nel 2013, 13,1 miliardi nel 2014 e 15,1 miliardi nel 2015).

Nello stesso arco di tempo, il pil è rimasto quasi sempre in territorio negativo oppure ha registrato incrementi assai poco significativi. Nel 2011 è salito dello 0,4% per poi cadere per tre anni consecutivi: -2,5% nel 2012, -1,9% nel 2013, -0,4% nel 2014. Solo lo scorso anno una timida inversione di tendenza con una crescita dello 0,8%. Contemporaneamente è calata la disponibilità di posti di lavoro e la disoccupazione si è impennata: 8,4% nel 2011, 10,7% nel 2012, 12,1% nel 2013, 12,7% nel 2014 e 11,5% nel 2015.

“E’ un’Italia a trazione finanziaria, quella che emerge dalla nostra analisi e l’economia reale non esce dal pantano” commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. “Chi scommette in Borsa non ha perso, ma il pil non cresce e la disoccupazione aumenta. E nonostante alcuni miglioramenti, la situazione complessiva resta critica. Dagli ultimi dati Istat, c’è da registrare qualche segnale positivo, come la variazione mensile col segno più dei prezzi della produzione industriale, oppure come l’aumento del potere d’acquisto delle famiglie; c’è, tuttavia, ancora qualche dato preoccupante, come la crescita infinitesimale dei prezzi del carrello della spesa e la complessiva conferma della deflazione per il quinto mese consecutivo. I segnali positivi esistono, ma sono minimi e con questo quadro va messo in dubbio il pacchetto di previsioni del governo sul 2016 sia per quanto riguarda la finanza pubblica sia per la crescita del prodotto interno lordo” aggiunge il presidente di Unimpresa.

 

Brindisi, resa dei conti in casa Pd: 13 espulsi dal partito. “Hanno appoggiato sindaci rivali”

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Il governatore pugliese Michele Emiliano
Fuori l’ex presidente della Provincia Michele Errico e altri 9 nel capoluogo, mentre tre sono stati cancellati dall’anagrafe dem a Fasano ( Brindisi ). Già fuori l’ex sindaco Consales, arrestato per tangenti e poi rilasciato, e Luperti

BRINDISI – Non solo Grillo, la mannaia dell’epurazione colpisce anche in casa dem. Dopo la cocente sconfitta elettorale in terra brindisina la commissione guidata dalla commissaria del Partito democratico Sandra Antonica ‘cancella dall’anagrafe’ interna dieci nomi eccellenti, ritenuti colpevoli di avere appoggiato esplicitamente o meno l’avvocatessa Angela Carluccio consentendole il sorpasso al turno di ballottaggio ai danni del candidato sindaco Nando Marino, mentre altri tre sono fuori per lo stesso motivo a Fasano.

Una violazione esplicita del regolamento che impone fedeltà alla linea del partito è stata addebitata all’ex presidente della Provincia Michele Errico, ex alleato di ferro di Michele Emiliano, regista dell’operazione che ha falcidiato le tessere di Salvatore Brigante, Luciano Loiacono, Umberto Ribezzi, Enrico Latini, Antonio Monetti, Marika Rollo, Raffaele Mauro, Vito Camassa, Achille Azzarito.

Nella lista di proscrizione non ci sono i nomi di Mimmo Consales e Pasquale detto Lino Luperti, ma solo perché entrambi risultano formalmente ‘fuori dall’anagrafe’ del partito da un pezzo. Non è quello che sostengono l’ex sindaco-giornalista, arrestato il 6 febbraio scorso con l’accusa di avere incassato una tangente da 30mila euro dalla ditta che gestiva i rifiuti nella città di Brindisi, che a caldo della revoca dei domiciliari sottolineò d’essere un tesserato dem a pieno titolo. Idem per Luperti, spesso al centro degli attacchi di Emiliano per le parentele scomode con i boss della Scu, polemiche che l’ex assessore all’Urbanistica si è fatto scivolare addosso, dedicando la vittoria al padre ucciso nelle faide mafiose che negli anni Novanta insanguinavano la Marlboro city che fu. Luperti, fra l’altro, ha fatto incetta di voti riconquistando l’elettorato oltre che il ruolo in consiglio comunale.

Il braccio armato di Sandra Antonica ha colpito anche a Fasano, fuori dal Pd per ragioni analoghe di manifesta infedeltà al partito anche Loredana Legrottaglie, Vittorio Fanelli e Sante Livrano. Dopo il reset, si guarda al futuro: congresso a ottobre e avanti tutta.

Fuori l’ex presidente della Provincia Michele Errico e altri 9 nel capoluogo, mentre tre sono stati cancellati dall’anagrafe dem a Fasano. Già fuori l’ex sindaco Consales, arrestato per tangenti e poi rilasciato, e Luperti

vivicentro.it/sud/politica repubblica/ Brindisi, resa dei conti in casa Pd: 13 espulsi dal partito. “Hanno appoggiato sindaci rivali” SONIA GIOIA

Arresto per droga a Pescara da parte dei carabinieri

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                                                         I militari dell’Arma hanno arrestato uno spacciatore di droga nella nottata di ieri a Pescara.

Arresto da parte dei CC – Nella notte tra il primo ed il 2 luglio scorsi, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pescara hanno arrestato, nella flagranza del reato di spaccio di sostanze stupefacenti, T. K., 20enne, senegalese, con precedenti di polizia per droga. Era circa mezzanotte quando la pattuglia in servizio di perlustrazione, transitando sulla riviera nord affollata come ogni fine settimana, giunti nei pressi della pineta hanno notato, vicino ad un gabbiotto sulla spiaggia, uno strano e furtivo movimento tra il senegalese ed un ragazzo. Immediato è scattato l’intervento: sia il pusher che l’acquirente hanno tentato di scappare alla vista dei militari ma la fuga è durata solo pochi istanti. Bloccati entrambi e portati in caserma sono stati perquisiti e trovati in possesso l’acquirente di una dose di cocaina e lo spacciatore di un altro involucro sempre di un grammo della stessa sostanza, pronta alla cessione, e soldi contanti per quasi 200 euro, provento di spaccio. Il senegalese ha trascorso la notte in camera di sicurezza in attesa di rito direttissimo che si svolgerà questa mattina.

CHRISTIAN BARISANI

Verratti, l’agente: “De Laurentiis di questo passo comprerà solo giocatori di Lega Pro”

Le sue parole

Donato Di Campli, agente di Marco Verratti, ha parlato a Tuttosport:

Come vede Napoli e Roma? 
“Walter Sabatini è uno dei direttori sportivi più lungimiranti in circolazione: sui giallorossi, io penso positivo. De Laurentiis, invece, di questo passo comprerà soltanto giocatori di categoria inferiore: chessò, magari in Lega Pro… Non si può stare a trattare così a lungo, per esempio, sui diritti d’immagine. E comunque, giusto per chiarire il quadro: Napoli e Roma sono a distanze siderali dalla Juventus”

Il colpo top dei bianconeri: Pjanic o Dani Alves? 
“Il primo. Lì in mezzo mancava un po’ di imprevedibilità e Pjanic sarà utilissimo: è un giocatore dotato di fantasia, l’elemento ideale da affiancare a Pogba e Marchisio”
Come giudica l’acquisto del terzino brasiliano dal Barcellona? 
“Dipende dal modo in cui il giocatore affronterà la nuova avventura: se verrà per fare l’ultima esperienza prima della pensione, oppure se vorrà continuare a fare il suo mestiere”

Atletico-Higuain, nella trattativa anche contropartite

I dettagli

Secondo la Gazzetta dello Sport le parole di Nicolas Higuain sono state significative per il futuro di suo fratello Gonzalo con De Laurentiis che replicherà al Pipita quando sarà tornato dagli Stati Uniti. L’Atletico Madrid sarebbe disposto ad offrire 65 milioni ma con contropartite tecniche. A De Laurentiis piacciono molto Vietto e l’inarrivabile Ferreira Carrasco.

Gabbiadini e Grassi hanno la valigia pronta: vicino l’addio

I dettagli sul mercato

La Gazzetta dello Sport parla anche del mercato in uscita del Napoli e di Gabbiadini e Grassi che sarebbero in procinto di lasciare la maglia azzurra: “Gabbiadini insieme a Grassi rappresenta un po’ il «caso» del mercato azzurro. Tutti cercano calciatori giovani, italiani e di qualità. Il Napoli ne ha due con la valigia pronta dopo essere stato molto bravo nell’assicurarseli sborsando in totale 21 milioni di euro. Gabbiadini e Grassi sono entrambi arrivati a gennaio, con un anno di distanza, ma il contributo fornito è stato diverso. Manolo entrò subito in sintonia con Benitez e nei primi sei mesi del 2015 ha fatto molto bene, Grassi il primo giorno a Castel Volturno sei mesi fa si è rotto il menisco. Oggi sono entrambi sull’uscio dopo una stagione da comprimario (Gabbiadini) o, peggio, da comparsa (Grassi)”.

Se Matteo rincorre i populisti

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La «nuova» Tav, più corta e dall’impatto ambientale più sostenibile, è il primo messaggio del Renzi che verrà. Un Renzi sempre più attento a recuperare l’elettorato malmostoso, l’elettorato che per il momento sta premiando il Movimento Cinque Stelle. Naturalmente ci sono tanti escamotage per contendere elettori ad un movimento di protesta che – da qualche settimana e per la prima volta – si sta candidando a forza di governo. Essenzialmente ci sono due strade ragionevolmente percorribili.

Il presidente del Consiglio può decidere di incrementare il profilo riformista, sfidando il populismo montante con provvedimenti controcorrente, modernizzatori, non necessariamente in sintonia con l’onda che sale. Oppure può produrre atti di governo in qualche modo capaci di «parlare» ad un elettorato mobile. Inseguendolo. Anticipandolo. Interpretandolo. Con la decisione di tagliare circa 25 chilometri di gallerie della Tav e proprio in zone densamente abitate, il governo non abbandona l’opera, ma la reinterpreta.

Lo fa ridisegnando un tracciato che era datato e aggiornandolo secondo due imperativi ritenuti categorici: riduzione dei costi e dell’impatto ambientale. In questo modo Renzi prova a non perdere il connotato modernizzatore, ma riconducendolo dentro binari più «ragionevoli» e comprensibili da un elettorato sempre più intollerante verso tutto quello che viene deciso dall’alto.

La Tav più corta e dal minore impatto ambientale è soltanto un primo segnale e nei prossimi mesi altri ne verranno. Perché oramai, è chiaro, il pericolo per Renzi viene dai Cinque Stelle e la sfida per il governo del Paese si gioca in questo duello. Il dilaniato centrodestra è fuori gioco e rischia di restarci a lungo. Certo, i sondaggi sono istantanee che fissano il presente e nulla dicono del futuro e spesso sono anche istantanee sfuocate. Eppure gli ultimi sondaggi, oramai convergenti, indicano Pd e Movimento Cinque Stelle come appaiati. In alcuni la fiducia nei confronti di Luigi Di Maio è persino superiore a quella nei confronti del presidente del Consiglio. Ma soprattutto, ecco il punto dolente nell’ottica di palazzo Chigi, un ipotetico ballottaggio vedrebbe oggi il movimento di Grillo distaccare nettamente il Pd. Sia chiaro: si tratta di sondaggi che fotografano, più o meno correttamente, gli umori degli elettori italiani all’inizio dell’estate del 2016 e nessuno può giurare che nella primavera del 2018 le intenzioni di voto saranno le stesse. Ma per un leader attentissimo ai sondaggi come Renzi, questi numeri producono inquietudine.

Fino ad oggi il presidente del Consiglio ha sempre reagito con scatti di adrenalina e di decisionismo ai passaggi a vuoto che si sono susseguiti in questi due anni e mezzo. Stavolta appare più riflessivo, meno reattivo e il ridisegno del tracciato della Tav appare un primo segnale. Verso un «grillismo» o un populismo di governo? Presto per dirlo, anche se sembrano andare in quella direzione la ricomparsa (in vista del referendum) degli slogan sulle poltrone cancellate e sui politici in meno garantiti dalla riforma costituzionale. Una cosa è certa: per un leader come Renzi sarebbe più produttivo riprendere la strada di un riformismo – «populista» o modernizzatore, dipende da lui – piuttosto che mettere mano di nuovo alla legge elettorale.

Non soltanto perché una modifica in corsa per danneggiare i Cinque Stelle finirebbe per rendere motivata l’accusa degli avversari al presidente del Consiglio di ridisegnarsi la legge a suo uso personale. Ma c’è una ragione in più che dovrebbe sconsigliare Renzi. Una ragione assente dalla discussione pubblica, ma molto forte: la legge elettorale, in applicazione delle «clausole» contenute nell’Italicum, è entrata in vigore ieri e sarebbe davvero bizzarro modificarla senza averla mai sperimentata. La legge elettorale proporzionale che ha accompagnato la trasformazione dell’Italia da Paese agricolo a potenza del G7 è durata 48 anni. Il cosiddetto Mattarellum è restato in vita 10 anni, così come il malfamato Porcellum. Strozzare nella culla l’Italicum senza averlo mai sperimentato sarebbe un unicum davvero ineguagliabile. Ecco perché la sfida di Renzi al Cinque Stelle sul terreno delle riforme che «parlano» ad un elettorato di frontiera e ancora di più ai tanti elettori del Pd trasmigrati, appare la strada più probabile. E anche quella che potrebbe riservare diverse sorprese.

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vivicentro.it/opinione lastampa / Se Matteo rincorre i populisti FABIO MARTINI

De Laurentiis aspetta il confronto Sarri-Higuain: “A lui non saprà dire di no”

I dettagli

La Repubblica scrive che De Laurentiis confida molto nella mediazione di Sarri con Higuain: “Ora il principale obiettivo del mercato azzurro è blindare Higuain, per la cui conferma (o cessione) saranno decisive le prossime tre settimane. È già iniziato il mese di luglio e il tempo stringe, per i potenziali acquirenti. Per questo il fratello-manager del Pipita è uscito allo scoperto, nella speranza di dare un’accelerata alle trattative. Ora o mai più: è l’attaccante argentino il primo ad avere fretta, sapendo che la situazione di stallo può danneggiarne l’immagine, oltre che lasciarlo sulla graticola. De Laurentiis conta però di tenere a distanza l’Atletico Madrid e gli altri eventuali compratori (il Psg e il Chelsea) con la sua intransigenza: usando come scudo innanzitutto i 94 milioni e 736 mila euro della clausola, su cui il club non farà sconti. Il resto del lavoro dovrà farlo Sarri, se e quando il suo campione si presenterà nel ritiro di Dimaro. «A lui non saprà dire di no». Parola (o speranza) di presidente”.

Debito Pubblico e Circolazione…. Di Titoli (Lo Piano – SaintRed)

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Il Debito Pubblico in Italia continua a salire, questo mese ha toccato la cifra di 2350 miliardi di euro. In economia rappresenta il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti :

  • Persone Fisiche
  • Imprese 
  • Banche 
  • Stati esteri 
che hanno acquistato in titoli e obbligazioni :

  • BOT 
  • BTP 
  • CCT
  • CTZ 
Queste iniziali, potrebbero essere scambiate per targhe automobilistiche, ma sono delle verie e proprie cambiali che lo Stato Italiano deve pagare con interessi maturati e maturandi.Fare debiti,  non e’ solo una prerogativa dello Stato, e’ possibile che vengano contratti dalle:  Regioni,  Province,  Comuni,  Enti pubblici 

Tanti quindi sono i soggetti giuridici che a vario titolo, possono emettere obbligazioni di credito, ed essendo rappresentativi del proprio debito al pari di quelli dello Stato, quest’ultimi, possono avere una “circolazione” sia interna che estera. 

Questo e’ il motivo principale per cui il debito pubblico continua a salire, tanti sono i soggetti che possono attingere denaro, tutto cio’ e’ stato sempre aiutato  da una politica mangereccia attuata di piu’ generazioni di famelici politici. 

Chi arriva per ultimo nell’Olimpo, nella Hit Parade Politica, addita sempre  le colpe del disastro economico alla precedente cordata, poi si siede come tutti gli altri a tavola.

Euro 2016 Quarti di Finale: è il turno di Germania vs Italia

Germania vs Italia, il quarto di finale più equilibrato di Euro 2016 è in programma oggi alle ore 21.00 a Bordeaux. Sturaro dovrebbe occupare il posto lasciato vacante da Daniele De Rossi (infortunato) e Thiago Motta (squalificato).

Conte, alla vigilia di un incontro attesissimo da tutti i tifosi (e non solo azzurri o tedeschi) continua nella sua opera sul campo ma anche “psicologica” sui suoi ragazzi e verso i tifosi tutti. Questa una delle sue dichiarazioni che ben rendono il concetto del suo pensiero, del suo operare e del procedere degli Azzurri da prima del torneo ad oggi:

“A inizio europeo avevamo poca credibilità a parte di tutti, non solo da parte dei giornalisti italiani. Però grazie a 23 splendidi ragazzi che lavorano insieme e si aiutano stiamo superando ostacoli insormontabili. Perché non credere di farcela anche con questo? Basta fare qualcosa di Superstraordinario“.

Ecco, in quel “Basta fare qualcosa di Superstraordinario“ c’è tutto Conte, tutta la Nazionale, tutto il programma del fare per questa sera che, comunque, andrà, sarà una serata speciale come sempre sono quelle che vedono il confronto tra gli Azzurri ed i Teutonici.

Nell’attesa di vederli in campo e di gustarci un bel incontro, magari soffrendo e, perché no, gioendo, con in nostri paladini, diamo un’occhiata alle possibili formazioni che vedremo, alla partenza, in campo (le formazioni reali si sapranno solo verso le 20.30)

GERMANIA (4-2-3-1): 1 Neuer, 21 Kimmich, 17 Boateng, 5 Hummels, 3 Hector, 6 Khedira, 18 Kroos, 11 Draxler, 8 Ozil, 13 T. Mueller, 23 Gomez.

  • All.: Loew.
  • Disponibili: 12 Leno, 22 Ter Stegen, 2 Mustafi, 4 Howedes, 14 Emre Can, 16 Tah, 7 Schweinsteiger, 9 Schuerrle, 15 Weigl, 20 Sane, 10 Podolski, 19 Goetze).

ITALIA (3-5-2): 1 Buffon, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 8 Florenzi, 14 Sturaro, 18 Parolo, 23 Giaccherini, 2 De Sciglio, 9 Pelle’, 17 Eder

  • All.: Conte.
  • Disponibili: 12 Sirigu, 13 Marchetti, 5 Ogbonna, 4 Darmian, 16 De Rossi, 6 Candreva, 21 Bernardeschi, 20 Insigne, 22 El Shaarawy, 7 Zaza, 11 Immobile

Arbitro: Kassai *(Ungheria)

  • Assistenti: Ring e Toth (Ungheria)
  • Addizionali: Bognar e Farkas (sempre provenienti dalla federazione ungherese)
  • Quarto uomo: Marciniak (Polonia)
I precedenti di Kassai con l’Italia e la Germania

Kassai ha soltanto due precedenti con la nazionale italiana:

  • Spagna-Italia 1-1 agli Europei del 2012
  • Italia-Svezia 1-0 agli Europei del 2016

Tre i precedenti per i tedeschi:

  • Brasile-Germania 3-2 in amichevole nel 2011
  • Germania-Finlandia 3-3 nelle qualificazioni mondiali del 2008
  • Spagna-Germania 1-0 in semifinale ai mondiali del 2010

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