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Il Club Napoli S. Abate festeggia Giovanni Abagnale

Appuntamento domani sera

Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo, sono coloro che hanno fatto sognare con la conquista dello storico bronzo alle Olimpiadi di Rio 2016, raggiunto dai due ragazzi del sud, napoletani di nascita. Il bronzo olimpico del giovane Giovanni Abagnale sarà protagonista dell’evento “Festeggiamo il nostro campione” organizzato dal Club Napoli Sant’Antonio Abate che è in programma per venerdì 2 settembre, alle ore 19, presso la nuova sede del Club, in via Casa Attanasio, 31. “Passione Azzurra”, la manifestazione organizzata proprio dal Club negli anni passati, scriverà un nuovo capitolo con questo evento, in una serata di festa.

Vivicentro ci sarà per le interviste di rito e per la conduzione della conferenza che verrà organizzata.

a cura di Ciro Novellino

FAI, agitazione al Porto di Napoli dal 1 al 3 settembre

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Agitazione al porto di Napoli. Continua anche oggi il presidio presso il Porto di Napoli per tutelare gli interessi degli autotrasportatori e ripristinare le condizioni di sicurezza per il personale viaggiante. Considerati i lunghi tempi di attesa registrati in questi mesi per il regolare svolgimento delle attività di gate in/out per il porto di Napoli, gli autotrasportatori, per rispettare la normativa dei tempi di lavoro dei propri autisti, hanno sospeso i propri servizi per consentire un ripristino delle condizioni di sicurezza per il personale viaggiante, nel rispetto della normativa europea che prevede dei parametri orari del lavoro mensile e bimestrale fissi e inderogabili.

La sospensione è riferita solo alle attività di consegna e ritiro ai terminal a partire dal 1 al 3 settembre, restando invariate il resto delle operazioni di trasporto. “Massima la partecipazione da parte delle aziende interessate aderenti Fai (Federazione autotrasportatori italiani), che hanno incrociato le braccia, in attesa di  una riunione che si terrà questa mattina alle ore 12 presso gli uffici Fai di Napoli per discutere di queste problematiche” ha dichiarato Ciro Russo, segretario Fai Napoli.

RAI- 8 al mercato del Napoli: centrocampo interessante, Milik super

Napoli, le pagelle di Venerato

A Radio Crc nel corso di “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Ciro Venerato, giornalista Rai: “Al mercato dell’Inter darei 8 perché ha acquistato giocatori importanti ma pagherà dazio dopo l’inattesa svolta tecnica. Il voto alla Juve è 9 perché è vero che ha preso Higuain, ma ha ceduto Pogba e non è riuscito a prendere Witsel. Alla Lazio darei un 6,5 mentre al Milan 5,5 perché se il rinforzo è Sosa la dice lunga. Il voto secco al Napoli è 8 perché ha perso l’attaccante più forte del campionato, ma ha acquisto giocatori interessantissimi. Il centrocampo, in particolare mi piace tanto e Milik può essere l’acquisto super di questo calciomercato. Questo voto può diventare 7 ove mai i giovani non rispondessero sul campo oppure 10 se i giovani matureranno presto. Dalla Roma mi aspettavo di più, al mercato giallorosso darei un 6, non di più. Tra Witsel e Maksimovic ieri siamo usciti un pò tutti pazzi. Il difensore ormai azzurro è arrivato alle 22.00 a Fiumicino ed ha firmato via fax mentre il Torino mandava via mail tutte le cartelle cliniche. De Nicola ha visionato le mail e l’operazione si è fatta perché Maksimovic non era reduce da infortuni particolari”.

Castellammare, nascondevano erba sotto la sella: due arresti

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Ecco cosa è accaduto

Due giovani sono stati arrestati dai carabinieri dopo alcuni contolli: sono un 19enne di Castellammare e un 18enne di Gragnano, già noti alle forze dell’ordine. Arresto dovuto ad un servizio contro lo spaccio visto che i due sono stati trovati in possesso di 38 grammi di marijuana, in parte già confezionati in dosi, conservati sotto la sella dello scooter. Sono ai domiciliari.

Calcio: presentazione match anticipi serie B del 3 settembre 2016

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Prossimo appuntamento per la serie B il giorno 3 Settembre , con tre anticipi tutti da vivere.

Si inizia alle 18:00 , ora in cui scenderanno in campo Brescia-Frosinone arbitrata dal signor Di Paolo . I padroni di casa allenati da mister Brocchi cercheranno la prima vittoria stagionale dopo l’importante pareggio ottenuto nella scorsa gara al Partenio contro i lupi dell’ Avellino, mister Brocchi probabilmente confermerà gli undici della scorsa gara, schierati con un 4-3- 1-2 trascinati dal loro bomber Andrea Caracciolo. Gli ospiti allenati da mister Marino dopo aver vinto la prima partita in casa per due reti a zero contro la Virtus Entella cercheranno di continuare a vincere, confermando l’ offensivo 4-3- 3 con l’ attacco confermato dal tridente Dionisi-Ciofani- Paganini . Si prospetta un match molto avvincente, nel quale entrambe le squadre vogliono fare bene e naturalmente nessuna si accontenterà del pareggio.

Alle ore 20:30 inizieranno in contemporanea i match tra Cittadella-Ternana arbitrata dal signor Pasqua e Perugia-Bari arbitrata dal signor Aureliano . Il Cittadella nella scorsa gara si è dimostrata un avversario molto pericoloso , espugnando tra le mura nemiche il Bari per due reti a una, iniziando col piede giusto la stagione e dando una buona impressione ai loro tifosi. Nella prossima gara mister Venturato confermerà gli undici titolari e il suo schema vincente 4-3- 1-2 con la presenza offensiva di Gianluca Litteri , bomber d’ esperienza per il team veneziano. La Ternana di mister Carbone giocherà la prima partita stagionale in un campo non semplice ma potrà far affidamento al suo bomber d’ esperienza Felipe Avenatti che cercherà di regalare la prima vittoria ai suoi tifosi .

Allo stadio Renato Curi in Perugia la squadra di casa dovrà confermare il buon gioco visto nella trasferta a Cesena , i perugini capitanati da mister Bucchi confermano lo schieramento tattico offensivo 4-3- 3 , con la presenza al centro dell’ attacco dell’ esperto e goleador Rolando Bianchi che cercherà la prima rete in campionato . Gli ospiti baresi delusi dalla prima sconfitta in campionato tra le mura amiche , dovranno sicuramente riscattarsi , provando di portare almeno un punto in classifica . I ragazzi di mister Stellone scenderanno in campo con il 4-4- 2 , modulo che favorisce il gioco sulle ali e proprio in quella zona di campo gli ospiti cercheranno di mettere in difficoltà gli avversari. L’ attacco della squadra barese sarà affidato alla coppia Monachello-Maniero, con la probabile entrata in corso dell’ esperto bomber De Luca che ci terrà ad aumentare le 7 reti segnate nello scorso campionato. Vedremo un match ricco d’ azioni offensive e con molta probabilità entrambe le squadre riusciranno a mettere la palla in rete , cercando sia l’una che l’ altra di portare a casa i primi 3 punti stagionali.

Alfonso Donnarumma

Di Marzio: “Il Genoa aveva detto si al Napoli per 27 mln, Pavoletti ha detto no!”

Queste le sue parole

Gianluca Di Marzio, giornalista di Sky Sport, ha parlato a Marte Sport Live: “Il voto sul mercato azzurro è alto perché non era facile muoversi dopo quanto successo con Higuain. Magari con un altro movimento in attacco per dare l’opportunità di andare a giocare dove aveva più fiducia tipo Kalinic e Pavoletti, che ha deciso di non venire nonostante il via libera del Genoa per 27 mln perché ha preferito restare in Liguria, sarebbe stato da 8, adesso è da 7.5. Penso che se il Napoli si fosse mosso prima adesso uno dei due poteva stare qua, la partita di Pescara potrebbe aver cambiato le sensazioni, sia nelle società che in Manolo che si è sentito subito messo in discussione. Le operazioni migliori sono state fatte a centrocampo, il Napoli ha una linea mediana assicurata per sette anni, e dietro sono arrivati Maksimovic e Tonelli che hanno completato il pacchetto arretrato”.

Maksimovic, un anno per portarlo a Napoli e un giorno intero per arrivare da Francoforte

Finalmente il suo arrivo

Il Corriere del Mezzogiorno scrive sull’affare Maksimovic: “Un anno per portarlo a Napoli, un giorno intero per arrivare da Francoforte a Roma. Quando in certe operazioni già difficili anche il destino si mette di traverso, tutto diventa ancor più faticoso. Nikola Maksimovic finalmente «liberato» dal Torino che lo aveva ceduto al Napoli per 25 milioni più uno di bonus e il prestito di Valdifiori, ieri mattina doveva partire da Francoforte per Roma, dove alle 12 a Villa Stuart avrebbe dovuto effettuare le visite mediche. Allarme bomba in aeroporto, scalo evacuato e voli cancellati. Ben due quelli che Maksi poteva prendere e che si è visto annullare sotto gli occhi. Trovare un treno che gli desse la possibilità di raggiungere l’Italia in tempi non biblici si è rivelata un’altra operazione complicata. Quindi, la decisione, nel pomeriggio, di mettergli a disposizione un aereo privato del club. Il serbo è riuscito a partire attorno alle 18.30, alle 20 è atterrato all’aeroporto di Ciampino, ma non c’era più tempo per le visite mediche. Per il Napoli ha fatto fede, per ora, l’ idoneità che il giocatore aveva effettuato a Torino a inizio stagione. In auto verso la sede della Filmauro per la firma ufficiale del contratto che in ogni caso era già arrivata via fax. Maksimovic non ha terminato a Roma il suo viaggio infinito”

Caso Mirante, il Bologna: “Accertamenti medici fino alla prossima settimana”

Lo riferisce il club in un comunicato

Il Bologna Fc 1909 comunica che, in seguito a un lieve malore, Antonio Mirante è stato sottoposto presso il Policlinico Gemelli di Roma a una serie di accertamenti medici, che proseguiranno fino ai primi giorni della prossima settimana. L’esito degli esami consentirà di determinare i tempi necessari alla ripresa dell’attività agonistica a pieno regime.

De Laurentiis ha provato fino all’ultimo a piazzare il colpo Cavani

Le ultime su Cavani

“Un Settebello senza top player. Napoli meno forte senza Higuain ma più lungo e più solido. Niente colpo, ma una panchina d’oro e giovani di qualità”. E’ questo il pensiero del Corriere del Mezzogiorno

A Maurizio Sarri è stata data la possibilità di avere due giocatori per ruolo. In extremis si è cercato di completare la squadra con la classica ciliegina sulla torta, con la suggestione ultima di Edinson Cavani. Aurelio De Laurentiis in vacanza alle Eolie fino a qualche giorno fa non ha mai perso di vista il mercato e nelle fasi finali ha provato a piazzare il famoso «colpo». Trattativa reale, ma non è scattato l’effetto dominio che coinvolgeva altri bomber. Un vero peccato.

Il Corriere del Mezzogiorno poi chiosa: “Anche per la richiesta esplicita di Gabbiadini di andar via. Zaza o Kalinic, la ragione ha prevalso sull’acquisto di pancia, anche per le contingenze di mercato: Zaza ha preferito il West Ham e le condizioni economiche per Kalinic erano francamente eccessive (Gabbiadini più quindici milioni). Manolo è stato accontentato con una promessa di rinnovo e di adeguamento significativo. In attacco c’è Milik che in questo Settebello (sono sette gli acquisti) non può ancora essere considerato la «Matta», ma i primi approcci danno sensazioni più che positive”.

Strinic: “Mi aspettavo di cambiare, ma adesso sono qui e lotterò”

Parola a Strinic

“Mi aspettavo di cambiare club, ma non l’ho fatto. Ora farò del mio meglio per conquistare più spazio in squadra. Rog? Ci sarà tanta concorrenza, ma è veramente forte”, ha dichiarato l’esterno azzurro Strinic direttamente dal ritiro della sua Croazia.

SSC Napoli, la radio ufficiale: “Maksimovic è a Castel Volturno!”

I dettagli dell’affare

Tweet di Radio Kiss Kiss Napoli, emittente radiofonica ufficiale della SSC Napoli: “Maksimovic è a Castel Volturno, svolte le visite mediche a Roma. In giornata completerà gli esami clinici nella sede del club”. Nella giornata di ieri Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha salutato così l’arrivo del nuovo acquisto azzurro dal Torino: “Un benvenuto anche a Maksimovic, un’altra pedina giovane e di talento per il nostro Napoli”.  Questo il comunicato, invece, del Torino: Il Torino Football Club comunica di aver trasferito alla SSC Napoli, a titolo temporaneo con obbligo di riscatto, il diritto alle prestazioni sportive del difensore Nikola Maksimovic”. Prestito oneroso da cinque milioni di euro con riscatto fissato a venti.

Hysaj e Sepe, l’agente: “Il Bologna mi ha chiesto Gigi, ma Giuntoli non l’ha voluto cedere e su Elseid…”

Le sue parole

A Si Gonfia La Rete, in diretta su Radio Crc, è intervenuto Mario Giuffredi, agente di Valdifiori, Hysaj, Sepe: “Elseid rinnoverà, il Napoli aveva altre priorità fino al 31 agosto. Avevamo chiesto noi al Napoli di poter firmare prima della gara col Milan, ma non ce l’abbiamo fatta e faremo tutto quando Elseid tornerà dalla nazionale. Luigi mi è stato chiesto dal Bologna, ma il Napoli non l’ha voluto cedere, quindi presumo che anche Sepe possa giocarsi le proprie carte a Napoli. L’hanno voluto tenere a tutti i costi, Giuntoli crede molto in Sepe, ma ci sarà da aspettare il proprio momento. Bigon conosce molto bene Sepe, è colui che gli ha rinnovato il contratto col Napoli. Clausola per Hysaj? Verrà messa, la cifra la comunicherà il Napoli, ma non sarà di sessanta milioni. Sento sempre che si critica De Laurentiis, dicono che sapeva già che la Juve avrebbe preso Higuain e secondo me non è così. Nelle clausole che mette sui contratti c’è l’opzione che sono valide solo per l’estero. Questo conferma la buona fede di De Laurentiis che non voleva che Higuain andasse alla Juve”. 

Valdifiori, l’agente: “Sarri non voleva cederlo, siamo stati io e Mihajlovic a premere”

Le sue parole

A Si Gonfia La Rete, in diretta su Radio Crc, è intervenuto Mario Giuffredi, agente di Valdifiori, Hysaj e Sepe: “Valdifiori? C’erano diversi problemi col Torino, ieri in sede siamo arrivati alle 15.00 e siamo andati via alle 22.45 e questo vi fa capire quanti problemi ci siano stati. Alla fine è stato superato tutto e l’affare si è fatto. Sarri non voleva cedere Valdifiori perché sa che sarebbe stato molto utile quest’anno, ma sono stato io a premere dopo l’acquisto del Napoli di Diawara. L’allenatore avrebbe tenuto sia Jorginho che Valdifiori che Diawara. L’ex Bologna non è ancora pronto. Mihajlovic ha chiamato Valdifiori e anche me, ha dimostrato di voler a tutti i costi Valdifiori. Ho poche volte un allenatore così determinato su un giocatore, mi ha fatto pensare questo atteggiamento del mister del Toro. Mirko è andato via un po’ troppo presto, ma abbiamo avuto la sensazione che giocheranno sempre gli stessi e non cambierà niente. Non avremmo voluto fare una stagione come quella scorsa. Mirko ha trent’anni, vuole riprendersi la nazionale e vuol tornare protagonista. A Pescara hanno giocato Valdifiori e Gabbiadini, ma nella successiva gara si è tornato subito al passato, lì ho capito che non sarebbe cambiato nulla. Abbiamo preferito di togliere il disturbo lasciando in pace Sarri che non avrà uno come me che lo criticherà durante l’anno”. 

Zielinski: “Con Liverpool contatti, ma Sarri mi ha voluto fortemente”

Zielinski, le sue parole

Ai microfoni di una emittente polacca, Piotr Zielinski, nuovo centrocampista del Napoli, ha dichiarato: “Col Liverpool ci sono stati dei colloqui, non è andata. Ma sono contento di essere a Napoli, è una delle migliori squadre nella quale trasferirsi all’età di 22 anni. Guardando il suo stile di gioco e le mie qualità, non avrei potuto fare scelta migliore. Adesso sono una riserva, sono arrivato appena da un mese. Qui sono tutti molto forti. Ho una clausola rescissoria da 65 milioni di euro: Impressionante. Ciò significa che il Napoli si aspetta giochi bene e vuole tutelarsi, così se giocherò bene servirà solo quella cifra per cedermi. E’ una bella sensazione sapere che sei stato pagato così tanto, 20 milioni di euro, dall’altra cerco di non pensarci, di non avere troppe pressioni. A quanto pare sono reduce da una grande stagione e questa non ha prezzo. Maurizio Sarri mi ha voluto tanto? Mi voleva già a gennaio quando ero ad Empoli, ma ho scelto di concludere lì la stagione. Quando ci siamo incontrati in estate, l’allenatore mi ha abbracciato calorosamente e mi ha detto che non vedeva l’ora di ritrovarmi dato che sarei potuto arrivare prima a Napoli. Sarri apprezza le mie capacità, è un grande allenatore e sono contento di poter lavorare ancora con lui. Hamsik e Allan? Io credo nelle mie capacità. Hamsik è uno dei migliori centrocampisti del campionato italiano, Allan è un giocatore importante, dovrò lavorare in allenamento e sfruttare ogni occasione. Non sono preoccupato. Col tempo potrò diventare anche io un titolare. Sarà facile ambientarmi, conosco già lo stile di gioco, l’intero staff tecnico. Ho accettato subito, questa squadra è perfetta per me. Si gioca un calcio tecnico. In città, però, qualche calciatore è stato derubato? Spero non capiti anche a me. Non ho paura di camminare per Napoli, bisogna godersi la vita e non nascondersi in appartamento. Spesso, con amici e la fidanzata, sono uscito a cena fuori con Milik. A fine serata il cameriere non vuole farci pagare, ma anche loro devono guadagnare…”

Juve Stabia mai sconfitta in casa dal Melfi: tutti i precedenti

Il Melfi non è mai riuscito a portare l’intera posta in palio dal Menti

Juve Stabia e Melfi, si sono affrontate a Castellammare allo stadio “Romeo Menti” in gare di campionato cinque volte, mai i lucani sono usciti vincitori dalla “casa stabiese”, infatti, lo score dice di due pari e tre vittorie dei gialloblù. Vediamo nei dettagli tutti i precedenti:

– 1967 / 1968 – Campionato di Serie D girone ‘ G ‘

9° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MELFI 1 – 0 il gol della vittoria delle vespe fu realizzato dall’attaccante stabiese di nascita Alfonso GIORDANO.

– 2004 / 2005 – Campionato Nazionale di Serie C2 girone ‘ C ‘

19 settembre 2004 – 2° giornata d’andata: JUVE STABIA – MELFI 2 – 2 (arbitro Dino Tommasi di Bassano del Grappa) vespe subito in vantaggio dopo due minuti con il calcio di rigore realizzato dal bomber Sandro AMBROSI; ad inizio ripresa il raddoppio delle vespe fu opera del capitano Carmine DI NAPOLI; a venti dalla fine Ferrara accorcia le distanze prima e poi a due dalla fine realizza la rete del pareggio per i lucani.

Capparella
Marco CAPPARELLA

– 2009 / 2010 – Campionato Nazionale di Seconda Divisione girone ‘ C ‘

29 novembre 2009 – 15° giornata d’andata: JUVE STABIA – MELFI 2 – 1 (arbitro Gennaro Palazzino di Ciampino) come nell’ultimo precedente al “Menti”, vespe subito in vantaggio dopo quattro minuti con Marco CAPPARELLA che poi raddoppiò alla mezz’ora; nella ripresa per i gialloverde ci fu la rete di La Porta.

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

14 dicembre 2014 – 17° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MELFI 2 – 0 (arbitro Daniel Amabile di Vicenza) le reti gialloblù entrambe nel primo tempo nell’arco di quattro minuti prima con Matthias LEPILLIER e poi con un calcio di rigore realizzato da Samuel DI CARMINE.

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Pietro ARCIDIACONO

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

16 gennaio 2016 – 1° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MELFI 1 – 1 (arbitro Daniele De Remigis di Teramo) le reti una per tempo, quella di marca gialloblù nel primo con Pietro ARCIDIACONO, mentre nel secondo la rete dei lucani, portò la firma di Herrera.

Giovanni Matrone

Renzi-Merkel: summit a Maranello

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Nel summit in casa Ferrari il premier Matteo Renzi incassa la solidarietà del cancelliere tedesco Angela Merkel: in questa fotografia, scattata a Maranello, le presenta il cane Leo, intervenuto nelle operazioni di soccorso dopo il sisma.

Un vertice bilaterale italo-tedesco con molti temi sul tavolo, ma in cui la solidarietà per il terremoto del Centro Italia ha preso il sopravvento: Matteo Renzi ha accolto Angela Merkel a Maranello e i due hanno visitato gli stabilimenti della Ferrari assieme al presidente di Fca John Elkann. Il presidente del Consiglio ha annunciato che il Cavallino rampante metterà all’asta una delle sue macchine più prestigiose, base d’asta più di un milione d’euro, da devolvere all’emergenza terremoto. Dalla cancelliera tedesca è arrivata invece una promessa di aiuto specifica, il finanziamento della ricostruzione di una scuola.

Renzi e Merkel hanno poi voluto salutare una delegazione dei soccorritori composta da Vigili del fuoco, Croce Rossa, Soccorso Alpino, Esercito, Aeronautica, Polizia, Carabinieri, Forestale, Protezione civile e Misericordia. I due leader di Italia e Germania hanno anche stretto la zampa di Leo, il cane labrador che ha salvato la vita della piccola Giorgia di otto anni rimasta sotto le macerie per 17 ore a Pescara del Tronto.

Le spese per “la ricostruzione e l’emergenza sono già fuori dai vincoli” europei, ha sottolineato il premier, mentre per il progetto Casa Italia sulla prevenzione “l’Europa presenta degli strumenti che non devono essere valutati tra gli Stati ma con le istituzioni, già previsti dalle normative”. Sull’agenda del vertice anche le riforme, con Merkel che ha augurato a Renzi “tanto successo per l’implementazione dell’agenda di riforma” perché “fa bene all’Italia e all’Europa”.

L’ombra della corruzione sul sisma

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Gli investigatori che si occupano dei crolli di Amatrice e Accumoli sospettano episodi di corruzione dietro ad alcuni appalti che avrebbero dovuto garantire la ristrutturazione degli edifici pubblici.

Crolli di caserme e scuole, ora si indaga per corruzione

Il vicesindaco di Amatrice ha gestito, come geometra, un cantiere ad Accumoli

ROMA – Ipotesi di corruzione. È questo il nuovo approdo degli investigatori che si stanno occupando dei crolli di Amatrice e Accumoli, un fronte investigativo che comprende ben tre diverse inchieste. Una condotta dal Nucleo Speciale Anticorruzione della Gdf che fa capo all’Autorità Nazionale guidata da Raffaele Cantone, un’altra coordinata dalla Procura di Rieti e una infine dalla Procura di Ascoli Piceno.

Non ci sono ancora indagati ufficialmente e, nel caso di Ascoli, siamo ancora ai preliminari del cosiddetto “modello 45”, un fascicolo cioè esplorativo. Ma che alcuni personaggi interessati negli anni agli appalti dell’Alto Lazio scaturiti dal post terremoto del ’97 siano entrati nel mirino degli inquirenti, è un dato di fatto.

Gli investigatori avrebbero già fatto passi avanti individuando presunte corruzioni e scambi di favori nella distribuzione di appalti non sempre limpidi. Particolare attenzione è riservata ad esempio alla ristrutturazione della caserma dei Carabinieri di Accumoli, lavoro gestito dal vicesindaco di Amatrice, il geometra Gianluca Carloni, e da suo fratello Ivo, ingegnere, in un intreccio di controllori e controllati non semplicissimo da districare.

D’accordo con i magistrati di Rieti e di Ascoli e con l’Autorità Anticorruzione, la Guardia di Finanza ha dunque allargato il raggio di azione. Sono partiti dalla scuola della vergogna di Amatrice, quella di cui il Comune vantava, con i suoi cartelli esplicativi la «massiccia opera di ristrutturazione dell’intero edificio, consistente soprattutto nell’adeguamento della vulnerabilità sismica» e che poi è miseramente crollata.

Il Nucleo Speciale Anticorruzione, comandato dal generale Gaetano Scazzeri, in un rapporto per l’Anac evidenzia alcune anomalie: il Comune di Amatrice, ente attuatore per «lavori di ristrutturazione» e «miglioramento sismico», ha effettuato una gara nel 2011 per 511mila euro. «L’esame del bando di gara – scrive la Gdf – non ha evidenziato il richiamo a lavori di miglioramento/adeguamento sismico».

Vince l’appalto la ditta Consorzio Stabile Valori, riconducibile agli imprenditori siciliani Francesco e Filippa Mollica, che però fa effettuare i lavori alla ditta Edilqualità di Gianfranco e Marco Truffarelli. La stessa ditta viene poi incaricata con procedura negoziata di un secondo appalto, questo finalmente per «miglioramento sismico», per altri 157mila euro (e la Gdf annota: «Desta perplessità la procedura», essendo la procedura negoziata ammessa per appalti fino a 100mila euro). Il secondo contratto di appalto è datato 25 settembre 2012. La scuola, però, era stata inaugurata da dodici giorni, il 13 settembre. «Non è chiaro se anche dopo l’inaugurazione della scuola siano stati riavviati i lavori».

Ci sono ora molti edifici sotto indagine. Di Accumoli, oltre la stazione dei carabinieri di cui si è detto, s’indaga anche sul municipio, sulla Torre Civica e il Palazzo del Guasto, su due chiese e due scuole. Ad Arquata, il municipio, la stazione dei carabinieri, tre chiese, due scuole, più la Rocca medievale. Ad Amatrice, oltre il municipio e la stazione dell’Arma, il museo civico, l’ufficio postale, due chiese, tre scuole, la Torre civica e Porta Carbonara. Gli accertamenti si estendono anche a Montereale (Aquila), dove sono inagibili il Comune, la stazione dei carabinieri, tre chiese, la scuola.

Nell’estendere il perimetro delle verifiche, si allarga anche lo spettro dell’analisi: sulla regolarità delle procedure di appalto, sulla congruità dei capitolati, e sui collaudi.

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lastampa/Crolli di caserme e scuole, ora si indaga per corruzione PAOLO COLONNELLO, FRANCESCO GRIGNETTI

Disoccupazione: la crisi di una generazione

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La disoccupazione giovanile risale al 37,3%, un numero che descrive le difficoltà di una generazione. Raccontiamo la storia di Giulia, architetto: per dieci anni ha vissuto un’odissea di precarietà ma da domani sarà assunta.

In Italia frena l’occupazione, ma i dati restano positivi rispetto al 2015

A luglio gli occupati tornano a calare dello 0,3% rispetto al mese di giugno (-63 mila), interrompendo la tendenza positiva registrata nei 4 mesi precedenti. Lo rileva l’Istat sottolineando che, rispetto allo stesso mese del 2015, ci sono 266 mila occupati in più (+1,2%). In questa video scheda abbiamo riassunto cosa va bene e che cosa no nell’ambito del lavoro.

Giulia e i dieci anni da precaria: “Ma domani avrò il posto”

È un architetto: “In quello studio mi davano 400 euro, ma da domani sono a tempo indeterminato”

TORINO «L’ultima umiliazione di architetta precaria da dieci anni mi è capitata prima delle vacanze. Rischiavo di non partire per l’India. Il consolato vuole sapere che lavoro fai, solo così ti concede il visto. Mio padre ha dovuto garantire per me, che ho 33 anni».

L’ultima, perché domani, dopo dieci anni di viaggio nel girone dell’instabilità professionale (tra lavori in nero e finte partite Iva), l’odissea di Giulia Alessio giunge finalmente al termine. «Incrocio le dita, ma stavolta è vero, avrò un contratto a tempo indeterminato, quello che inseguo dal 2007». Giulia è torinese, classe 1982, si è laureata con 110 e lode in Architettura, Restauro e Conservazione dei Beni Culturali. Per la tesi, «avevo anche vinto un premio», racconta. Quando ha messo il naso fuori dall’università, voleva occuparsi di restauro di edifici storici. Oggi, è finita a fare tutt’altro, e mai se lo sarebbe immaginato. Nel mezzo, ha girato per sei realtà, fra aziende private e studi professionali, ha inviato un centinaio di mail con il curriculum, prima di approdare a quel paradiso quasi proibito chiamato «posto fisso».

 

Da qualche parte bisogna pur cominciare. Giulia, figlia di una maestra elementare e di un informatico, ha fatto il battesimo della carriera con due architetti di Chivasso, «marito e moglie, lei è rimasta incinta, io sono capitata al momento giusto». Già, ma quando si è trattato di pagare, i due professionisti di dieci anni più vecchi «le hanno allungato una busta a mano, con 400 euro, giusto il rimborso delle spese di viaggio da Torino». Non se ne sarebbe andata dopo un anno e mezzo, se lo studio non fosse finito in causa con il proprietario di un terreno. Da un giorno all’altro, il titolare le ha mandato una mail, chiedendole scusa e intimandole di riconsegnare al più presto le chiavi dell’ufficio. Ma da cosa nasce cosa. Arriva un contatto con uno studio di Vanchiglia, un quartiere di Torino, che propone alla 27enne il part time. Sempre in nero, 6 euro l’ora. Per rendersi indipendente dalla famiglia, accetta e inizia la trafila di lavori e lavoretti paralleli, tra cui «promoter e modella per capelli, perché tutto fa brodo».

In Italia frena l’occupazione, ma i dati restano positivi rispetto al 2015

All’epoca, andava bene così. Nel 2009 decide di frequentare una scuola di specializzazione post laurea di due anni. Intanto, stufa di stare senza contratto, sbarca in un importante studio di architettura di Leinì, che la prende per tre mesi e «mi promette meraviglie». Lei, come gli altri stagisti, verranno lasciati a casa dopo il periodo di prova. È la volta del consorzio di progettazione di pompe di benzina, che ha l’appalto dall’Eni e la obbliga ad aprire la partita Iva. Siamo nel 2010. Tempo due anni, il gruppo andrà in crisi.

Che fare? «Mia sorella mi è corsa incontro. Lavora in un’agenzia interinale. Troviamo una giovane azienda torinese che si occupa di fotovoltaico, mi assumono come architetto per le certificazioni energetiche». Arrivano il primo contratto a tempo determinato e le prime vacanze («con il diritto di essere pagati anche mentre ti riposi»). Un idillio di tre anni, fino a settembre 2015, quando «tutto l’ufficio tecnico viene licenziato». L’incubo a cui Giulia non voleva credere: «Ho pianto per due settimane – ammette -, poi mi sono decisa a dare una svolta».

Si è iscritta a un corso regionale di progettazione meccanica e ha accettato di tornare «stagista, un’umiliazione a 32 anni, in mezzo a tanti ragazzini». Con il sussidio di disoccupazione, ha scommesso su se stessa. È piaciuta. Domani andrà a firmare il contratto con la multinazionale dello stage, che lavora per l’AgustaWestland. Andrà a progettare pezzi meccanici per i velivoli a Samarate, Varese. Dopo 10 anni, il posto fisso non è proprio piovuto dal cielo.

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lastampa/Giulia e i dieci anni da precaria: “Ma domani avrò il posto” LETIZIA TORTELLO

Più difficile ottenere lo status di rifugiato

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I numeri del ministero dell’Interno raccontano che è sempre più difficile ottenere lo status di rifugiato: viene accolta solo una richiesta su venti e questo proprio quando gli sbarchi di migranti in Italia riprendono con forza: in pochi giorni si è verificato il 10% degli arrivi del 2016 e sono stati salvati mille minori arrivati da soli.

Record di richieste d’asilo respinte: diventa rifugiato solo uno su venti

Sempre più difficile ottenere lo status. Oltre sei su dieci non ricevono alcuna protezione

Uno su venti. In Italia solo il 5% dei richiedenti asilo ottiene lo status di rifugiato. Il 13% riceve il permesso di soggiorno per protezione sussidiaria, che dura 5 anni e viene rilasciato a chi rischia di subire un danno grave nel caso di rientro nel proprio Paese. Mentre il 19% consegue la protezione per motivi umanitari (24 mesi, prorogabili). Ma negli ultimi anni, a fronte dell’aumento dei flussi, il Viminale ha imposto una stretta rendendo i criteri più stringenti. Il risultato è che la quota di domande respinte si è impennata: 22% nel 2012, 39% nel biennio successivo, 59% nel 2015, fino a toccare il 63% nei primi otto mesi del 2016.

La caccia al foglio di carta  

Il migrante che vuole richiedere asilo in Italia presenta una domanda di protezione internazionale alla questura o alla polizia di frontiera. La richiesta viene esaminata da una delle 40 commissioni territoriali del dipartimento delle libertà civili e immigrazione del ministero dell’Interno, che decidono in base a interviste individuali. Nel 2012 tre richiedenti asilo su quattro ottenevano il permesso di rimanere in Italia. Ma negli anni la fetta di coloro che hanno diritto a una qualche forma di protezione è precipitata: 61% nel 2013 e nel 2014, 41% nel 2015, 37% nel 2016.

Boom di domande  

Le richieste di asilo, invece, sono in aumento: 70 mila da inizio anno. Nel 2012 furono 17 mila, 26 mila nel 2013. Il 2014 è stato l’anno del boom con 63 mila domande, poi cresciute a 83 mila nel 2015. Quest’anno – se la tendenza registrata finora si manterrà costante – supereranno le 100 mila. Comunque molte meno rispetto ad altri Paesi europei. In Germania, dopo il milione di domande pervenute nel 2015, si aspettano 300 mila richieste entro fine anno. Quel che è certo è che dei quasi 58mila migranti che da inizio 2016 hanno ricevuto risposta alla domanda di asilo in Italia, la maggioranza non può restare: oltre 34 mila stranieri hanno ricevuto un foglio di via con l’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro dieci giorni. Cosa che quasi mai accade: il documento, spesso, è il preludio a una vita da fantasma nel mondo della clandestinità.

 

Ricorsi e riforme  

Per i migranti che si vedono respinta la richiesta d’asilo resta la possibilità di presentare ricorso in un tribunale ordinario, le cui sentenze possono essere a loro volta impugnate davanti alla corte di appello e, in ultima istanza, in Cassazione. Nei primi cinque mesi dell’anno i migranti ad aver presentato ricorso sono stati 3500 al mese, circa la metà di coloro che si erano visti rigettare la domanda d’asilo. Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha proposto di creare tribunali specializzati con giudici dedicati e di sopprimere l’appello.

Pochi siriani

Ma qual è l’identikit dei richiedenti asilo in Italia? Nove su dieci sono maschi, l’88% ha meno di 35 anni, quasi il 60% arriva dall’Africa. La Nigeria guida la classifica dei Paesi di provenienza (11 mila domande), seguita da Pakistan (7100), Gambia (6000), Mali (4700), Senegal (4300), Bangladesh (4100) e Afghanistan (2500). I siriani che nel 2016 hanno cercato protezione in Italia sono meno di 800, nonostante le richieste siano state quasi tutte accettate.

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lastampa/Record di richieste d’asilo respinte: diventa rifugiato solo uno su venti GABRIELE MARTINI

Sbarchi record di migranti

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Gli sbarchi di migranti in Italia riprendono con forza: in pochi giorni si è verificato il 10% degli arrivi del 2016 e sono stati salvati mille minori arrivati da soli. Ma i numeri del ministero dell’Interno raccontano che è sempre più difficile ottenere lo status di rifugiato: viene accolta solo una richiesta su venti.

Sbarchi, l’assalto di fine estate: salvati anche mille minori soli

In pochi giorni il 10% degli arrivi del 2016. I centri della Sicilia al collasso

È alta stagione per i trafficanti di uomini. Anche l’anno scorso era successo proprio adesso. Alle fine di agosto e prima dell’inizio dell’autunno, durante l’ultimo mese di bel tempo con le condizioni del mare favorevoli. «È incominciato il grande assalto di settembre», dice un esperto del Viminale. «Temiamo un record di sbarchi».

Il record c’è già stato, a dire il vero. Ed è quello registrato fra la mattina di lunedì 29 e la notte di martedì 30 agosto. Quando nel giro di quarantott’ore sono stati soccorsi 13.500 migranti fra le coste siciliane e la Libia. Cioè in due giorni sono sbarcati più del 10 per cento di tutti i migranti arrivati in Italia nel 2016. Erano 105.628 al 28 agosto, sono diventati 119.128 adesso. Così, per la prima volta, ed è un altro record, l’andamento complessivo di quest’anno supera quello dell’anno scorso. Alla fine di agosto del 2015, infatti, i migranti sbarcati in Italia erano stati in tutto 116.141.

C’è un fatto nuovo che potrebbe spiegare bene questo sorpasso. La prima ad essersene accorta è stata il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini: «L’altra notte sull’isola sono sbarcate più di mille persone, portate a terra da diverse motovedette della capitaneria di porto, molte donne e bambini. Una di queste motovedette era piena di migranti in arrivo dal Bangladesh». Non era mai successo o quasi. In Italia, in genere, sbarcano nigeriani e eritrei, arrivano persone provenienti dal Gambia, dal Sudan e dalla Costa d’Avorio. I migranti bengalesi avevano sempre cercato di raggiungere l’Europa attraverso la Turchia, passando per la Grecia e poi risalendo la cosiddetta rotta balcanica. Ma l’accordo firmato a marzo fra l’Unione Europea e il presidente turco Erdogan ha di fatto, sul lungo periodo, cambiato le grandi direttrici migratorie. Teoricamente chiusa la rotta balcanica, anche se non praticamente, visto che sono comunque passati oltre 24 mila migranti dal momento della firma dell’accordo, i trafficanti di uomini si sono già riorganizzati. In alta stagione si fanno affari d’oro. Ora le partenze di massa passano dalla Libia o dall’Egitto. L’unica via possibile, la lunga attraversata del Mediterraneo. Molto pericolosa.

Ed ecco, infatti, un altro record del 2016: quello dei morti affogati, oppure morti per le esalazioni dei motori e dispersi. Sulla rotta del Mediterraneo centrale si registra l’85 per cento di tutti i decessi in mare. Sono 3167 solo i morti di quest’anno. «Un aumento di oltre un terzo» spiega Frank Laczko dell’Oim, l’organizzazione mondiale per le migrazioni. «Nel 2016 è morto un migrante ogni 85, rispetto a un migrante ogni 276 nel 2015».

Record di arrivi, record di morti. Record anche di minorenni non accompagnati che oggi si trovano in Italia. Più di mille arrivati solo con l’ultima ondata, 11.797 al 15 luglio scorso. Cinquemila si trovano in Sicilia.

Le strutture per l’accoglienza, soprattutto quelle del Sud Italia, sono vicine al collasso. A Lampedusa il centro di registrazione e identificazione può ospitare 400 migranti. Ieri sera erano accampati in più di 1600. «È la prima vera emergenza dall’inizio dell’anno», dice il sindaco Nicolini. Martedì notte il rimorchiatore Asso 25, che in genere si occupa di rifornimento alle basi petrolifere, aveva a bordo 1100 migranti. Secondo le indicazioni, avrebbero dovuto sbarcare a Palermo. Ma poi alcuni momenti di tensione a bordo hanno costretto il comandante a chiedere l’attracco nella più vicina Lampedusa. Ecco il motivo del sovraffollamento. «Mi hanno detto che le navi impegnate nei soccorsi in questo momento sono tutte impegnate, fra Sicilia, Campania e Sardegna», dice ancora il sindaco Nicolini. Sono nati bambini a bordo, c’è stato un battesimo. Stanno per sbarcare anche due salme. Lampedusa è abituata all’emergenze, passerà anche questa. Ma è sempre più chiaro che l’Europa sia divisa in due. Grecia e Italia a Sud, tutto il resto a Nord, dietro frontiere blindate. È quello che si vede a Ventimiglia, oppure al confine con la Svizzera. Tentativi di passare e andare oltre. Due giorni fa ad Atene c’è stata una manifestazione dei profughi bloccati in Grecia. Sono 65 mila e chiedono di poter proseguire il viaggio o almeno condizioni di vita più dignitose.

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