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Eccellenza- Barano: poker alla Virtus Volla e tris di vittorie casalinghe

Barano- Virtus Volla

Il Barano torna alla vittoria, dopo il pesante 6-0 subito la scorsa settimana in casa dell’Afragolese. Al “Don Luigi Di Iorio ” gli aquilotti hanno spazzato via con un netto 4-0 il Volla, grazie ad una doppietta di Sogliuzzo, Monti e con un gol in dubbio tra Farina e Cantelli. La squadra di Mister Billone Monti rialza la testa, e conquista la sua terza vittoria di fila in casa e vola a nove punti in classifica. Il Volla ritornava sull’isola dove appena due settimane fa, aveva conquistato un pareggio nella partita dell’andata valida per la Coppa Italia. La squadra Vollese c’è da dire che nell’ultima settimana ha subito una vera e propria rivoluzione: prima con le dimissioni di Mister Tarantino, infatti in settimana basti pensare che l’allenamento lo abbia condotto l’attaccante Biancolino, non a caso il più esperto del gruppo. La società sembra avere qualche problema societario. La Sintesi. La prima palla gol della partita, è degli ospiti: al 2′ Emma viene pescato in area con un lancio lungo, che si ritrova a tu per tu con D’Errico che tenta un pallonetto con la sfera che termina di poco a lato. Al 6′ risponde il Barano con Sogliuzzo che ci prova da fuori area, ma il suo tiro e debole con Fernandez che blocca senza problemi. I primi 25′ si assiste ad una partita molto spezzata nella metà campo con nessuna chiara occasione da gol. Al 26′ è la così detta goccia che fa traboccare il vaso dove il Barano sblocca il match: Sogliuzzo recupera palla nella metà campo, serve Esposito che lancia Farina, a tu per tu con Fernandez viene trattenuto da dietro da Sivero. Il direttore di gara non ci pensa su due volte e decreta il penalty ed espulsione diretta per il giovane della squadra ospite. Sul dischetto si presenta Sogliuzzo che non sbaglia e sigla l’1-0.  Gli ospiti sembrano accusare l’inferiorità numerica in campo ed infatti al 40′ arriva il raddoppio per gli aquilotti: corner battuto da Esposito dove in area con un perentorio colpo di testa Billoncino Monti deposita il pallone in rete per il 2-0. Il difensore bianconero ritrova il gol, dopo un inizio di campionato un pò galoppante e qualche prestazione al di sotto delle sue qualità, considerata anche la sua forma fisica non ancora al top. Il primo tempo si conclude sul risultato di 2-0 per il Barano. Nella ripresa, il copione non cambia. Al 2′ Farina dalla destra mette un cross sul secondo palo per l’inserimento di Sogliuzzo che colpisce a botta sicura,ma Fernandez compie un vero miracolo respingendo la conclusione con i piedi. All’8′  sale in cattedra il giovane Cantelli che con un incursione sulla fascia sinistra, entra in area e tiro ad incrociare sul secondo palo con la sfera che si insacca in rete, ma con il dubbio che Farina l’abbia toccata proprio sulla linea. Infatti se il gol è del numero 7 del Barano, al momento del tap-in vincente la sua posizione è in netto fuorigioco. Non a caso, il guardialinee ha alzato anche la bandierina ma il direttore di gara lo ha ignorato del tutto. Al 11′ Arcamone si divora un gol già fatto: Sogliuzzo da fuori area serve Cantelli sulla fascia cross in area,svarione difensivo degli ospiti con Arcamone che ci prova di testa ma colpisce il palo con la porta completamente spalancata. Al 12′ il Barano cala il poker e chiude definitivamente il match: Cantelli ci prova dal limite dell’area,la sua conclusione viene respinta dalla difesa con la sfera che arriva a Sogliuzzo e con il piattone sigla il 4-0 e realizza così la sua doppietta personale. Alla mezz’ora di gioco della ripresa, gli aquilotti potrebbe dilagare: su un corner battuto corto da parte di Mugione, serve Accurso che ci prova con un tiro dal limite dell’area, Fernandez interviene respingendo corto con la sfera che arriva al capitano Ferrari che però di testa spara alto sopra la traversa. Al 39′ ci provano gli ospiti con una punizione defilata sulla sinistra con Costagliola, la cui conclusione termina alta. E’ l’ultima azione di gioco da registrare,quando l’arbitro fischia la fine dell’incontro con il Barano che vince per 4-0 contro il Volla. La squadra di Billone Monti mercoledì sarà di scena proprio in casa della Virtus Volla per la partita di ritorno dei sedicesimi di finale.

BARANO  4

VIRTUS VOLLA  0

BARANO: D’errico, Sirabella, Accurso, Ferrari, Monti, De Simone, Farina (26’s.t. Mugione), Esposito, Cantelli (33’s.t. Conte), Sogliuzzo, Arcamone. (In panchina Palmiero, Migliaccio, Pisani, Lombardi, Oratore). All Monti

VIRTUS VOLLA: Fernandez, Alterio V., Severino, Grieco (10’s.t. Fiorillo), Incarnato, Sivero, Emma, Abbatiello, Biancolino (19’s.t.Alterio F.), Costagliola T., Liguoro(29’s.t.Siano). (In panchina Marino, Marasco, Fiorucci, Di Marzo) All. D’Avino

ARBITRO: Guida di Torre Annunziata (Ass. Russiello e Russo di Castellammare di Stabia)

RETI: 27’ Sogliuzzo (RIG), 40’ Monti, 53’ Farina, 57’ Sogliuzzo

NOTE: Calci d’angolo 5-2. Espulso al 27’ Sivero (espulsione diretta)

SPETTATORI: circa 150

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VIDEO ViViCentro – Vecchione man of the match: “Avanti così, testa alla Reggina!”, bene anche Contieri e Del Prete

Queste le sue parole…

La Juve Stabia batte il Siracusa nella terza giornata del torneo Dante Berretti e vola in testa alla classifica con 9 punti in tre gare, frutto di 3 vittorie consecutive. Ha la meglio anche sul Siracusa, fanalino di coda, grazie ai gol di Del Prete, Borrelli e Procida e al pari momentaneo del siracusano Monterosso. Al termine del match abbiamo ascoltato Piero Vecchione che vince il premio offerto da Fly Line Sport con la collaborazione di Vivicentro.it come migliore in campo di questa gara. Le altre due posizioni sono occupate da Del Prete e Contieri.

 

Classifica di giornata:

1 Vecchione 3 punti

2 Del Prete 2 punti

3 Contieri 1 punto

 

Questa la classifica dopo la terza giornata:

1 Vecchione 6 punti

2 Del Prete, Elefante, Mauro, Bisceglia 2 punti

3 Contieri 1 punto

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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VIDEO ViViCentro – Panico: “Nella ripresa siamo cresciuti, ma il Siracusa ci ha creato problemi”

Queste le sue parole…

La Juve Stabia batte il Siracusa nella terza giornata del torneo Dante Berretti e vola in testa alla classifica con 9 punti in tre gare, frutto di 3 vittorie consecutive. Ha la meglio anche sul Siracusa, fanalino di coda, grazie ai gol di Del Prete, Borrelli e Procida e al pari momentaneo del siracusano Monterosso. Al termine del match abbiamo ascoltato mister Domenico Panico e queste sono le sue dichiarazioni.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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VIDEO ViViCentro – Juve Stabia, Sorrentino: “Siamo un grande gruppo, grazie al mister”

Queste le sue parole…

La Juve Stabia batte il Siracusa nella terza giornata del torneo Dante Berretti e vola in testa alla classifica con 9 punti in tre gare, frutto di 3 vittorie consecutive. Ha la meglio anche sul Siracusa, fanalino di coda, grazie ai gol di Del Prete, Borrelli e Procida e al pari momentaneo del siracusano Monterosso. Al termine del match abbiamo ascoltato Fabio Sorrentino e queste sono le sue dichiarazioni.

dai nostri inviati al Menti, Ciro Novellino e Mario Vollono

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Record Maradona vicino, Marek Hamsik ad un passo dalla storia

Hamsik-Napoli, insieme per superare i limiti

10 anni fa, approdato al Napoli, nessuno avrebbe mai osato pensare che un giovane ragazzo dalla cresta alta e proveniente da Brescia, di nome Marek Hamsik, potesse raggiungere e superare il record di goal dell’immenso Diego Armando Maradona.

LA COSTANTE

Al Napoli avrebbero probabilmente istituito un nuovo tribunale dell’inquisizione, processando tutti coloro i quali potessero minimamente credere in ciò. Chiamatela eresia, insomma. Eppure, un decennio dopo, ecco che quel ragazzo, ormai uomo, è prossimo a superare tutti i limiti. Marek Hamsik ha fatto della sua forza la costanza, l’impegno, il sacrificio, il silenzio: mai una parola fuori posto, neppure quando avrebbe potuto, nel suo periodo più buio, con Rafa Benitez. Ha visto andar via tutti i suoi compagni: da Lavezzi, a Cavani, passando per Gonzalo Higuain. Eppure è sempre rimasto lì e non per mancanza di offerte.

LE DICHIARAZIONI

Dicevamo, una costante, una certezza. Ai microfoni di una emittente slovacca, il capitano azzurro ha rilasciato poche battute in merito alla possibilità di poter superare el Pipe de Oro: “I record sono fatti per essere superati, ho ancora un pezzo di carriera e posso migliorarli ancora. Sono onorato di aver raggiunto Diego, ma lui era di un altro livello”. Parole che evidenziano l’umiltà di un ragazzo, che s’è fatto da solo, mangiando la polvere dei campetti di Banská Bystrica. Ma anche la consapevolezza di non essere uno qualunque: sa di potercela fare, di poter vincere qualcosa con questa maglia. Che, poi, sarebbe il sogno più bello, come lui stesso afferma: “Il mio sogno più grande? Quello di vincere lo scudetto con il Napoli. All’inizio del campionato eravamo testa a testa con la Juventus, ora abbiamo perso quattro punti, ma il campionato è lungo e abbiamo tempo davanti per recuperare.

QUESTIONE DI PUNTI DI VISTA

Un messaggio, questo, di speranza, ma non solo: perché Hamsik non si affida al caso o alla benevolenza degli Dei. Il capitano dimostra, attraverso le sue dichiarazioni, sicurezza e consapevolezza dei propri mezzi che contrastano con le parole di apparente resa di Maurizio Sarri. Apparente, appunto. Perché, in realtà, siamo abbastanza sicuri che anche il mister condivida il pensiero del suo capitano. Non sarà la batosta contro l’Atalanta a fermare questo Napoli. Hamsik alza la voce e lancia un segnale: i limiti sono lo convenzioni, in attesa di essere superate. Il record di Maradona come lo scudetto: ci vuole costanza, ci vuole pazienza, talento, forza. Qualità che a Marek Hamsik di certo non mancano.

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Berretti, Juve Stabia-Siracusa 3-1: il tabellino del match

Berretti, Juve Stabia-Siracusa 3-1: il tabellino del match

La Juve Stabia, categoria Berretti, allenata da mister Domenico Panico prosegue la sua striscia positiva e supera anche il Siracusa nella terza giornata del torneo Dante Berretti: 3-1 il risultato finale grazie ai gol di Del Prete, Borrelli e Procida per le Vespette e di Monterosso per gli ospiti. Una gara partita col vantaggio immediato dei padroni di casa raggiunti dal pari. Un match giocato, forse, sentendo ancora le scorie del lungo viaggio dei giorni scorsi, ma che alla fine sorride alle Vespette capaci di 3 vittorie in altrettante gare di campionato giocate e testa della classifica.

JUVE STABIA – Borrelli, Strianese, Bisceglia, Borrelli, Elefante, Mauro, Vecchione, Langella, Del Prete, Procida, Chirullo. A disp. Bianco, Sorrentino, Versitelli, Rubino, Scognamiglio, Servillo, Vacca, Sorrentino F. , Matassa, Contieri, Di Balsamo, Manna. All. Panico

SIRACUSA – Fazzina, Baffo, Di Filippa, Nania, D’Agostino, Vannucci, Manfre’, Midolo, Monterosso, Rizza, Zabatino. A disp. Renno, Zammitti, Caldarella, Manuli, Cutrali, Boscarino, Aiello. All. Aloschi

MARCATORI – 3′ Del Prete, 7′ Monterosso (S), 25′ st Borrelli, 40′ st Procida

dal nostro inviato al Menti, Ciro Novellino

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Dumitru: “La mia esperienza al Napoli non è stata delle migliori”

Le parole di Nicolao Dumitru

Nato in Svezia, da padre rumeno e madre brasiliana, ma lui è italiano, parliamo di Nicolao Dumitru ora in prestito al Nottingham Forrest. Il calciatore ha rilasciato un’intervista ad alcuni media svedesi: “Sono nato in Svezia e devo molto a questo paese, ma mi sento italiano e i miei agenti stanno facendo di tutti per sistemare la situazione burocratica. L’anno dopo il mio arrivo al Napoli è stato molto complicato, hanno iniziato a prestarmi in giro, poi in Grecia ho iniziato a giocare bene e adesso qui al Nottingham voglio fare bene”.

Calcio femminile: Chieti – Como 2 – 0. Prima storica vittoria neroverde

Dopo la pesante sconfitta subita al “Rigamonti” di Brescia per 6 – 0 contro la corazzata locale nel match d’esordio della massima serie, le neroverdi della Chieti calcio femminile hanno colto un importante quanto storico successo contro il Como, altra squadra neopromossa come le abruzzesi, e diretta concorrente per la conquista della salvezza. Il 2 – 0 con il quale le neroverdi hanno liquidato le loro rivali lariane, infatti, rimarrà nella storia del calcio femminile neroverde per essere stato  il primo successo raggiunto in seria A dal team teatino.

Fasi iniziali del primo tempo con le due squadre abbastanza bloccate ed entrambe sottotono, ma con il gioiellino teatino, Gloria Marinelli, che al 18’ è riuscita a sbloccare il match con una discesa a rete partita dalla trequarti avversaria, e conclusa con un tiro sul quale nulla ha potuto l’estremo difensore lariano.

Seconda frazione nella quale il Chieti si è mostrato più pimpante e tonico, trovando anche la rete del meritato raddoppio, sempre con Gloria Marinelli, interessante ragazza classe ’98, già nel giro della nazionale Under 19. Dopo il 2 – 0 griffato dalla ragazza nativa di Agnone, la formazione lariana nel tentativo di trovare la rete che potesse riaprire il match, ha prestato il fianco al micidiale contropiede delle neroverdi, che sono andate più volte vicine alla rete del 3 – 0: solo la bravura del portiere ospite ha evitato il tris al Como.

Dopo le due settimane di stop previste del calendario, le neroverdi saranno attese da una trasferta insidioso contro il Cuneo, altra diretta concorrente per la salvezza. Ma le ragazze di Lello di Camillo, dopo il balbettante esordio contro le leonesse d’Italia, hanno dimostrato questo pomeriggio di essere una squadra preparata e pronta a vendere molto cara la pelle contro qualsiasi avversario.

Ecco le dichiarazioni rese a fine gara dal mister delle neroverdi, Lello Di Camillo: “Nel primo tempo la squadra non mi è piaciuta molto. Eravamo un po’ sottotono. Sicuramente abbiamo fatto meglio nella ripresa, e dopo la rete del 2 – 0 potevamo tranquillamente dilagare: ma va bene così. Era importante risollevarsi dopo la sconfitta di Brescia e ci siamo riusciti alla grande. Ora abbiamo una trasferta molto delicata a Cuneo, contro una formazione difficile da affrontare. Abbiamo 15 giorni di tempo per preparare al meglio questa sfida. Sono contenta della prestazione di Gloria Marinelli, alla quale all’inizio avevo chiesto di non andare troppo incontro alla palla, ma di cercare la profondità, cosa che lei riesce a fare molto bene. Inizialmente non mi ascoltato, ma dopo alcuni minuti ha seguito i miei diktat e i risultati si sono visti. Sono molto contento per lei e per tutta la squadra.”

Non potevano mancare le dichiarazioni della protagonista della prima storica vittoria della Chieti calcio femminile in serie A, Gloria Marinelli: “Sono molto felice per questa mia doppietta, soprattutto per la vittoria, importantissima per il morale e per la classifica. Mi auguro di potere segnare ancora tanti goal con questa maglia, diventando la bomber di questa squadra. Volevo ringraziare il pubblico che ci è venuto a sostenere e soprattutto gli ultras del Chieti, che hanno mantenuto la promessa di venirci a sostenere. Ci auguriamo di potere contare su un apporto di pubblico sempre maggiore all’Angelini. Il loro incitamento è fondamentale per noi.”

Bocche cucite in casa lariana: nessun tesserato del Como, infatti, ha ritenuto opportuno rilasciare dichiarazioni al termine del match nella sala stampa del “Guido Angelini” di Chieti.

CHRISTIAN BARISANI

Reggina-Juve Stabia, la presentazione del match

Per l’ottava giornata del campionato di Lega Pro Girone C, si affronteranno domani con fischio d’inizio fissato alle ore 20.30 presso lo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria, i padroni di casa della Reggina e la Juve Stabia.
Gli amaranto sono una società blasonata con tanti anni di serie A alle spalle. Grazie al ripescaggio, lo scorso agosto sono tornati tra i professionisti dopo un anno di purgatorio in serie D. La società è passata dalle mani di Lillo Foti a quelle di Mimmo Praticò e dopo una sola stagione con la denominazione “Reggio Calabria” la società è tornata a chiamarsi Reggina, per la gioia dei tanti supporters reggini.
I calabresi navigano, attualmente, a metà classifica con sette punti frutto della vittoria nel derby con il Messina per 2-0 e dei tre pareggi con Akragas, Catania e Monopoli, ai quali si aggiungono le sconfitte con Fondi e Lecce, quest’ultima subìta nell’ultimo turno.
Nonostante un inizio di campionato altalenante e la giovane età della rosa, la Reggina può contare su giocatori come il terzino Cane, il centrale Kosnic, il centrocampista Botta, l’esterno ex Ischia Porcino e gli attaccanti Oggiano e Coralli, solo per citarne alcuni. In rosa, oltre all’ex De Bode, ci sono tanti giovani interessanti come il terzino Maesano, i centrocampisti Bangu e Lo e l’attaccante Tommasone. Il tecnico dei reggini è il figlio d’arte Karel Zeman, figlio di Zdenek.
In casa la Reggina è ancora imbattuta e ha conquistato, al Granillo, 5 punti in 3 gare. Le vespe di Fontana, ex giocatore della Reggina, invece sono reduci dalla vittoria sulla Vibonese e vogliono migliorare il ruolino di marcia esterno che le ha viste conquistare 4 punti in 3 gare. Il tecnico dovrà fare a meno di Salvi e Amenta infortunati e di Montalto influenzato.
Qualche dubbio per Fontana che ritrova Del Sante, l’ex Zibert e soprattutto Ripa, in ottima forma dopo la tripletta alla Vibonese. Le due squadre non si affrontano dalla stagione 2014-2015 in cui le vespe superarono 2-1 al Menti l’allora squadra di Ciccio Cozza per 2-1 grazie alle reti di Di Carmine e Romeo che ribaltarono il gol di Armellino. Nel match di ritorno, gli uomini di Pancaro impattarono 0-0 al Granillo contro la squadra allenata da Alberti, subentrato proprio a Cozza. Dopo il match di domani, la Reggina sarà ospite della Casertana e le vespe ospiteranno il Foggia.
Ecco le probabili formazioni:
REGGINA (4-3-3): Sala, Cane, Kosnic, Gianola, Possenti, De Francesco, Botta, Bangu, Oggiano, Coralli, Porcino.
JUVE STABIA (4-3-3): Russo, Cancellotti, Morero, Atanasov, Liotti, Capodaglio, Izzillo, Zibert, Kanoute, Ripa, Lisi.

Da top col Napoli a flop con la Polonia: la parabola di Piotr Zielinski

A Napoli campione, ma Zielinski non convince in patria

Una stella relativamente giovane ma pronta a brillare ed irradiare, attraverso la sua luce, il Napoli, e Napoli, per molti anni ancora. Piotr Zielinski (22) è arrivato all’ombra del Vesuvio dopo una lunga trattativa e molte insicurezze, dovute alle pressioni intense di Klopp che l’avrebbe voluto con sé al Liverpool.

I PENSIERI DEL GIOVANE PIOTR

E’ abbastanza semplice immaginare il comportamento adottato da un ragazzo 22enne che si trova di fronte ad una delle scelte più  importanti della sua vita. Solo tanta confusione nell’anima di Piotr, tanta ansia, e quella paura di sbagliare, di pentirsi della scelta fatta, di non riuscir a fare il definitivo salto di qualità, che si auspicava lasciando Udine ed Empoli, due città e due squadre fondamentali per il suo percorso di crescita. Da un lato il mago Jurgen, e dall’altra l’allenatore che l’ha lanciato nel calcio che conta, Maurizio Sarri. Due strade. Un bivio. Una monetina che gira e che può determinare il tuo futuro. Il caso, l’angoscia.

LA SCELTA

Per un po’ di tempo, durante il lungo e caldissimo calciomercato estivo, il ragazzo è apparso molto vicino ai reds, con buona pace del tecnico toscano e di Giuntoli. Alla fine, però, col Liverpool tutto è saltato, e Zielinski ha firmato con i partenopei. Secondo il parere di alcuni, il ragazzo polacco avrebbe rifiutato la destinazione inglese, in favore del club azzurro. Difficile stabilire se si tratta del vero, dato il blasone del club inglese e della Premier League, a cui è sempre difficile dire no. E’ eppure è bello crederci.

CLASSE 94

Nelle prime due giornate di campionato, Zielinski ha dato dimostrazione di quasi tutte le sue qualità di inserimento, velocità, accelerazione, e possesso palla. Un artista del pallone, più che un geometra. Una testa calda, talvolta, che commette errori, anche banali, ma che sono diretta conseguenza della sua età e della sua inesperienza. E se comunque l’ambiente di Napoli, dalle mille difficoltà e paradossi, rimane ovattato e pronto a darti un’altra opportunità, in Nazionale tale spigliatezza può suscitare fastidio nei media, nella squadra e nel mister.

NEMO PROPHETA IN PATRIA 

In patria, Zielinski appartiene alla categoria di quei tipi di giocatori che potrebbero diventare top, ma che non alzano mai la asticella di un livello superiore. Una stella, dicevamo, destinata a brillare a metà. L’ex capitano della Polonia, Waldemar Prusik, ha analizzato il caso ed ha dichiarato: “Oggi non esiste un saggio in grado di dire quando Zielinski sarò importante per la propria nazionale. Forse non accadrà mai, perché il problema sta nella psiche. Abbiamo già avuto un paio di giocatori che brillavano nei club, ma che, nella scena nazionale, anche se hanno ricevuto un sacco di opportunità, hanno fallito.” Poche parole, ma secche e chiare quelle dell’ex calciatore polacco. Da top col Napoli a messo da parte con la Polonia: tocca a Zielinski conquistare anche il suo paese, a suon di grandi prestazioni con la maglia della sua nazionale e soprattutto con quella azzurra. Di nuovo ad un bivio, Piotr. Scegliere di diventare simbolo della sua nazionale, o accontentarsi di essere profeta lontano da casa.

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Fontana: ”Reggina squadra in salute. Vietato sbagliare atteggiamento” VIDEO

Per la consueta conferenza stampa della vigilia del match di domani tra Reggina e Juve Stabia, si è presentato in sala stampa il tecnico delle vespe Gaetano Fontana.
Ecco le sue parole:
“Siamo contenti di quanto stiamo facendo, sopratutto in casa. Aldilà della tecnica, in questa categoria conta l’atteggiamento che si ha in campo. Ripa? Sono felice per lui, si è meritato quella gioia. Ha lavorato tantissimo anche a giugno allenandosi da solo sotto il sole, ora si gode la meritata ricompensa. È una freccia in più nel nostro arco e sono certo che ci darà una grossa mano, anche se non dobbiamo forzare il suo graduale recupero. Situazione infortunati? Sono quasi tutti a disposizione. Zibert, Del Sante e Liviero sono pressoché recuperati e devo valutare, per loro e altri, il grado di recupero perché devo evitare di arrivare a metà gara con l’acqua alla gola per sostituzioni forzate. Daranno tutti una mano perchè questa è una rosa ampia e di qualità e quando staranno tutti al 100% avrò l’imbarazzo della scelta. Reggina? È una società blasonata con una tifoseria molto importante. Ho giocato li, anche da avversario delle vespe, e so che è un pubblico caloroso, classico del sud. La società, dopo la mia partenza, ha giocato anche in A e ha costruito una storia importante che ora vogliono ricostruire dopo il ripescaggio in C. Hanno una rosa giovane e in salute, non è assolutamente una partita scontata, sarà molto dura. Hanno perso immeritatamente a Lecce, se la sono giocata fino alla fine e il risultato di 1-0 lo dimostra. Ho visto le partite con Cosenza e Messina e vi assicuro che la Reggina è una squadra in salute che darà parecchio filo da torcere a noi e a tutti. Sono una squadra molto offensiva e che attacca con 5-6 elementi senza paura. Forse è merito anche della filosofia di Zeman che fa giocare all’attacco la sua squadra, in maniera simile al padre. Manto erboso? Non è nelle perfette condizioni ma non deve essere una scusa, è lo stesso sia per noi che per loro e dobbiamo solo valutare meglio determinate circostanze, non deve essere un alibi assolutamente. Loro tenteranno di fare la partita e noi cercheremo d’imporre nostro gioco. Ho fatto notare ai miei ragazzi che dobbiamo essere più cinici per evitare di gettare al vento, in ogni partita, punti importanti. I tifosi? Capiamo le difficoltà dovute alla distanza, quando ci sono sentiamo il loro supporto, domani giocheremo con la stessa mentalità per regalargli un’altra gioia.”

Reggina-Juve Stabia: parte la prevendita

Il comunicato del club gialloblè

S.S. Juve Stabia rende noto che sono disponibili, come da vigente normativa, ESCLUSIVAMENTE per i possessori della Tessera del Tifoso, i tagliandi di ingresso del Settore Ospiti dello Stadio “Oreste Granillo” di Reggio Calabria per assistere all’incontro di calcio Reggina-Juve Stabia, in programma domenica 9 ottobre alle ore 20,30 e valevole per la 8a giornata del Girone C della Lega Pro Divisione Unica 2016/17. La Reggina, nel rispetto delle direttive ministeriali, NON HA ADERITO al progetto “Porta un amico allo stadio”.

I biglietti sono in vendita al prezzo di € 12 comprensivi di diritti di prevendita, fino alle ore 19,00 di sabato 8 ottobre, presso i botteghini dello Stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.

S.S. Juve Stabia

Pedullà: “Wanda Nara faccia un regalo di Natale a De Laurentiis”

Le sue parole…

E’ arrivato l’annuncio del rinnovo di Mauro Icardi con l’Inter, scadenza 2021. Una non notizia, nel senso che era nell’aria da tempo, comprese le nuove cifre che legheranno l’attaccante al club nerazzurro. Si partirà da una base che con i bonus andrà a sfondare il muro dei 5 milioni. Poi una clausola da circa 110 milioni valida soltanto per l’estero. Un epilogo chiaro da mesi, già da quando Wanda Nara aveva incontrato in un paio di occasioni il Napoli, per una trattativa molto presunta e con margini vicini allo zero di andare in porto. Soprattutto un ottimo spot per la moglie-agente di Icardi, nell’ottica del ricco prolungamento strappato all’Inter. Ora più che avere una parte nel prossimo cinepanettone – anche questa una cosa enfatizzata – dovrebbe essere Wanda a mandare un cadeau a De Laurentiis per il prossimo Natale. In modo da ringraziarlo per la pubblicità fatta in tempi non sospetti. Il mega rinnovo è una prova provata.

alfredopedulla.com

Icardi-Napoli, Wanda Nara: “L’offerta di De Laurentiis era importante, mi propose un film…”

Le sue parole…

Wanda Nara, agente e moglie di Mauro Icardi, ha rilasciato alcune dichiarazioni al settimanale Sportweek: “Dissi ad Ausilio chiaramente: “Mauro deve rimanere o andarsene? Perché ci sono tante offerte”. Lui mi rispose: “allora mandamele”. Ci sono rimasta male perchè abbiamo preso casa a Milano, Mauro è contento qui. Però visto che Ausilio mi aveva chiesto di portargli le offerte, sono andata da lui con quelle del Psg, Napoli e Juve. C’era anche il Tottenham che però parlava direttamente con Ausilio. Mauro ha rinunciato a tantissimi soldi per restare all’Inter. La Juve ha cercato di prenderlo fino a due minuti prima di chiudere per Higuain”

E il Napoli?
“Una trattativa simile a quella con la Juve ma per canali diversi. I bianconeri sono stati silenziosi mentre De Laurentiis è più cinematografico. Anche la sua offerta era importante e meritava rispetto. De Laurentiis aveva in mente anche un progetto che coinvolgeva l’immagine di Mauro. Sapeva che in Argentina avevo lavorato in tv e mi ha proposto un film. Dove trovo il tempo con cinque figli?”

Arriva la conferma del Bologna: Antonio Mirante torna ad allenarsi

Il Bologna Calcio ha comunicato il ritorno agli allenamenti di Antonio Mirante

Grande notizia per gli appassionati di calcio, e soprattutto, per i tifosi di Castellammare di Stabia. Il portiere del Bologna, Antonio Mirante, ha ricevuto l’autorizzazione a riprendere gli allenamenti con la squadra. Sembra quindi che il periodo nero del portiere stabiese stia finalmente volgendo al termine.

Mirante, infatti, il 31 agosto scorso aveva accusato un malore, probabilmente di natura cardiaca, che aveva determinato lo stop del portiere ed un lungo iter di accertamenti finalizzato a comprendere il motivo del problema. Lo stop del portiere aveva anche costretto il Bologna a ributtarsi sul mercato per tesserare un nuovo estremo difensore, così da far recuperare Mirante con la dovuta calma.

In seguito, la società rossoblù era stata costretta ad escludere Mirante dalla lista di calciatori utilizzaibili in campionato. Come da noi chiarito, però, il portiere, a differenza di tutti i calciatori di movimento, può essere reinserito nella lista in qualsiasi momento della stagione (CLICCA QUI).

Ad Antonio va il nostro più forte in bocca al lupo!

Riportiamo i due comunicati con cui il Bologna ha chiarito negli ultimi due giorni la situazione di Mirante:

Antonio Mirante, dopo aver sostenuto ulteriori esami specialistici, come da protocollo previsto in questi casi, ha ottenuto l’autorizzazione per la ripresa degli allenamenti, in attesa di ricevere, dopo l’ultimo step di valutazione in programma a fine ottobre, l’idoneità definitiva per la ripresa dell’attività agonistica. (7 ottobre 2016)

 Ultima seduta della settimana questa mattina al centro tecnico: la squadra, dopo il riscaldamento atletico, ha svolto una serie di esercitazioni tecniche e una partitella a campo ridotto. E nel sabato di Casteldebole ecco una bellissima notizia per tutto il mondo rossoblù: ha ripreso infatti gli allenamenti in palestra anche Antonio Mirante. (8 ottobre 2016)

Raffaele Izzo

Scuola: servono i compiti a casa?

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Andrea Gavosto, dopo l’editoriale di ieri di Mattia Feltri sulla scuola e le parole della ministra Gianni a sua difesa, si chiede: Servono i compiti a casa?

Una maratona da evitare

Servono i compiti a casa? Da sempre la domanda perseguita i genitori, combattuti (si veda il brillante sfogo di Mattia Feltri sul giornale di ieri) fra la volontà di non contrastare le consegne degli insegnanti e l’umana comprensione verso i propri figli (e verso se stessi), costretti a trascorrere lunghe ore su esercizi che talvolta appaiono cervellotici. Come sempre, la risposta non è univoca, anche se l’Italia rappresenta un caso anomalo nel panorama internazionale per l’ammontare di ore spese a casa sui libri. Infatti, dopo i tapini cinesi (14 ore alla settimana) e russi (10 ore), i nostri studenti sono quelli che svolgono più compiti a casa: in media, quasi 9 ore alla settimana, contro le 6 degli statunitensi e le 5 di tedeschi e francesi. Guidano questa classifica, come sempre, i finlandesi che non svolgono nemmeno tre ore di lavoro a casa in una settimana, seguiti a ruota dai coreani. Sapere che i due migliori sistemi scolastici del mondo, almeno secondo le graduatorie Ocse, prediligano il lavoro a scuola anziché quello a casa suggerisce qualche riflessione.

Andiamo per ordine. Un ragionevole numero di esercizi da svolgere al di fuori dell’orario scolastico non è un male. Assegnare i compiti a casa costringe infatti gli studenti a assumersi delle responsabilità: capire che cosa è stato loro richiesto, trovare le risposte, valutarne la correttezza, sottoporsi al giudizio degli insegnanti (e al confronto con i compagni). È una prima dimostrazione di autonomia, di capacità di auto-organizzarsi, che va coltivata. Gli studi più recenti sottolineano come la coscienziosità sia il tratto personale più legato ai successi nello studio e nella vita: stimolare l’attitudine a porsi degli obiettivi, ad aumentare l’impegno, a non demordere di fronte agli ostacoli è uno dei principali insegnamenti che la scuola deve dare. La prima lezione, dunque, è che un po’ di compiti a casa vanno fatti: dagli studenti, però, non dai genitori (o da chi fa le ripetizioni). Altrimenti, abbiamo la totale de-responsabilizzazione dei ragazzi, che si limitano ad attendere la risposta esatta, senza fare alcuno sforzo, anzi un po’ impazienti perché hanno (ovviamente) di meglio da fare. Lo so che è gratificante per una mamma o un papà sentirsi utile ai figli (ci casco regolarmente anch’io), ma non è la scelta migliore dal punto di vista educativo.

 

La seconda lezione che possiamo trarre dagli studi internazionali è che dare molti compiti scava e accentua solchi di natura sociale fra gli studenti: tipicamente sono infatti i figli delle famiglie più istruite e benestanti che trascorrono più tempo a casa sui libri, perché i genitori sono più esigenti o perché hanno i mezzi per alimentare l’industria delle ripetizioni, spesso in nero, che è uno degli aspetti più disdicevoli della nostra scuola.

La terza lezione è che i compiti non devono servire a studiare ciò che il docente non è riuscito a completare in aula, come spesso avviene, o, peggio ancora, essere una punizione per il comportamento in classe: così davvero non servono a nulla. Le assegnazioni a casa devono essere strettamente legate a verificare se lo studente ha capito quello che è stato appena fatto a scuola: devono pertanto essere chiare e mirate e, soprattutto, i ragazzi devono ricevere un feedback immediato dall’insegnante. Le lunghe attese della correzione ne vanificano l’utilità.

Di sicuro – in questo Mattia Feltri ha ragione – il modello imperante nella scuola italiana (almeno alle medie e alle superiori, per fortuna meno alle elementari), basato sulle lezioni frontali a scuola e su caterve di compiti a casa, è vecchio e superato. La «buona scuola», come ci dimostrano le esperienze straniere, si fa, appunto, a scuola, allungando e diversificando l’orario, programmando insieme la didattica, creando piccoli gruppi omogenei di studenti, personalizzando i percorsi, per rafforzare chi ne ha più bisogno e insieme per permettere approfondimenti a chi è più avanti. In questo contesto, ancora quasi tutto da costruire in Italia, pochi compiti mirati a casa avrebbero un senso.

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Maurizio Sarri: le parole post-Bergamo, resa o sprone?

Maurizio Sarri: le parole post-Bergamo, resa o sprone?
Ci risiamo, le piccole che diventano grandi. Avrà pensato questo Maurizio Sarri, mentre si avviava verso la conferenza stampa dopo la disfatta di Bergamo. E adesso dovrò spiegare a tutti questi soloni del calcio perché i nuovi non esordiscono dall’inizio, perché Gabbiadini non è tagliato per assistere una prima punta di peso, e cosa sta mangiando Hisaj per non riuscire a inseguire quel furetto del Papu Gomez. Mettendo da parte per una volta la sua spontaneità, Sarri ha deciso di partire dal campo: ha proposto un’analisi lucida e puntuale della partita, rendendo merito agli avversari, come lo sport dovrebbe insegnare a fare soprattutto quando si perde.
Soffermandosi però anche sui limiti del Napoli, su quei punti interrogativi e sulle amnesie che una squadra che affronta tre competizioni non si può permettere. Il cambio in difesa con Maksimovic, anticipato già in coppa, era annunciato ed obbligato, e tutto sommato possiamo dire che il serbo, gran fisico e velocità, sembra dare ottime garanzie, anche per il futuro. Buona l’intesa con il compagno di reparto, il granitico Koulibaly.
A centrocampo, già i rumors della vigilia parlavano di una tentazione di infilare qualche nuovo innesto, leggi Diawara e Rog, per far rifiatare i titolari. Se non li provi in questa occasione, dopo una roboante vittoria in coppa, che ha però anche sottratto notevoli energie fisiche e mentali, quando? E invece, Sarri ha preferito l’usato garantito, tenendo fuori il solo Allan, forse quello che più soffre dopo le lunghe cavalcate. Ci sta, ma le imprecisioni di Jorginho, legate anche alla furia dei centrocampisti atalantini, ha purtroppo reso impossibili le trame che ben conosciamo.
A chi fa notare a Sarri che non sempre i campioni si ambientano subito in italia, tirando fuori sempre l’esempio Platini, rispondiamo dicendo che in primis Platini mentre si ambientava, giocava ogni partita; inoltre, il campione di Marsiglia si era trovato nel mezzo di una rivoluzione calcistica, a livello di posizionamento del “dieci”, e in una compagine, la Juve di quegli anni, in totale e profonda riprogrammazione. E visto che siamo in argomento, andiamo alla dichiarazione chiave di Sarri, quella che ha scosso un po’ gli animi di tutti gli appassionati partenopei: la Juventus di quest’anno è di un altro livello rispetto a tutti gli altri. Detta così, sembra quasi che il mister si sia arreso, in ottobre! Molti a gridare che solo un mediocre si arrende quando mancano cento punti e più in palio.
Al di là se questa sia la verità o meno, forse chi è pervaso di lucida follia, avrà percepito una ventata di ambizione in quella frase; un professionista, sentendo queste affermazioni, magari si sarà chiesto in cuor suo se non sia il caso di dare l’anima, e cominciare a farlo da quei campi di provincia che per il Napoli di De Laurentiis sono sempre stato l’ostacolo maggiore. Tutti ricordiamo le vittorie prestigiose contro le grandi del nostro calcio, un po’ tutte sono state sorprese dalla foga degli azzurri. Sarri però ha voluto lanciare un messaggio ai suoi ragazzi: non serve a molto ben figurare contro le corazzate, se poi perdiamo punti per la strada contro le piccole, e il salto di qualità va fatto prendendo esempio dalla rabbia di chi da anni straccia il campionato. Diversamente, saremo costretti a guardare gli altri allontanarsi sempre più velocemente, e vederli esultare a maggio (se non con mesi di anticipo). Impegnarsi al massimo adesso, per non rimpiangere dopo. Il motto sarà: se non ora, quando?
a cura di Fabiano Malacario
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Segui la diretta radiofonica – Berretti Juve Stabia vs Siracusa, oggi dalle 14:45

Berretti Juve Stabia vs Siracusa, seguila su Vivicentro e Vivi Radio Web

Continua la stagione anche per la categoria Berretti della Juve Stabia, domani, infatti, alle ore 15, allo stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia, è prevista la terza giornata del campionato Berretti Juve Stabia vs Siracusa. Le Vespette allenate da mister Domenico Panico affronteranno i siciliani alla ricerca dei tre punti in classifica. Un’eventuale vittoria permetterebbe alle Vespette di viaggiare a punteggio pieno.

Potrete seguire la diretta radiofonica su ViviRadioweb dalle ore 14:45 circa. Queste le modalità:

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Come per il precedente turno casalingo, sarà eletto anche il primo miglior giocatore di giornata che vincerà un premio offerto da Fly Line Sport.

All’esordio tanti sono stati gli spettatori che hanno incitato i calciatori gialloblè per tutti i 90 minuti. Tant’è che anche mister Panico al termine della gara con la Paganese, ha sottolineato l’importanza di giocare in un impianto sportivo cittadino alla presenza di una buona cornice di pubblico.

Si spera che gli ottimi risultati ottenuti nelle prime due giornate di campionato (vespette imbattute), siano da traino all’afflusso di un numero sempre maggiore di spettatori che possano gremire la tribuna scoperta del Menti, in fondo i ragazzi se lo meritano.

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Napoli-Roma, si va verso i 50 mila spettatori

Napoli-Roma, si va verso i 50 mila spettatori

Contro la Roma si va verso i 50 mila spettatori. Negli ultimi tre giorni di vendite sono andati via trentamila tagliandi, ritmi a dir poco alti per il big match contro la squadra allenata da Luciano Spalletti. Inutile dire che il primato stagionale detenuto da Napoli-Benfica, dove c’erano 31.281 spettatori, sarà battutto di gran lunga dall’evento di sabato prossimo. Anche la Curva A e la Curva B sono verso il sold out.

Giannini: ai ”danni” di oggi risponde sempre riferendosi ad un ”ipotetico poi”

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La ministra Giannini sulla polemica dei troppi compiti a casa: capisco i genitori, ma stiamo introducendo nuovi metodi di lavoro in classe e fuori

Scuola, polemica sui troppi compiti. Giannini: con la riforma caleranno

ROMA – Le preoccupazioni dei genitori per i troppi compiti assegnati ai figli sono «comprensibili», perché «quando il carico supera certi limiti» è legittimo nutrire delle «perplessità». Ma non preoccupatevi, dice la ministra Stefania Giannini, con la nostra riforma le cose cambieranno, la scuola diventerà più innovativa.

Dei troppi compiti (o troppo pochi), se ne discute da anni. Non è detto che nulla sia cambiato, nelle classi aumenta in modo costante il numero di insegnanti che non siede solo in cattedra e non si limita ad assegnare dei compiti ma la strada da percorrere è ancora lunga e una parte dei genitori è deciso a far sentire la voce della sua protesta. Lo ha fatto ieri il Mattia Feltri dalle colonne della Stampa. Quest’estate era stata la volta del padre che aveva condiviso sui social una lettera in cui spiegava i motivi per cui aveva scelto di non far fare compiti estivi al figlio preferendo insegnargli a vivere.

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Ogni volta che il tema viene sollevato arriva una pioggia di commenti, il segnale che l’argomento è molto presente nella vita delle famiglie italiane. Cambiamenti possibili? Arriveranno con legge sulla Buona Scuola, assicura la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini. «Io penso che i compiti non si possano cancellare per legge e che la libertà d’insegnamento sia sacra», è la premessa del ragionamento della ministra. «La polemica sui compiti è un po’ stagionale – prosegue – Comprensibile quando il carico supera certi limiti così come sono comprensibili le perplessità di molti genitori. Ma proprio grazie alla Buona Scuola sta partendo un cambiamento culturale nella scuola con modalità innovative e interattive di lavoro in classe e fuori dalla classe. Il carico di compiti va ovviamente dosato a seconda dell’età degli alunni ma proprio con le nuove modalità previste dalla 107 sia i ragazzi che i docenti saranno maggiormente responsabilizzati».

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Il problema però secondo gli addetti al settore è strutturale. Mario Rusconi, vicepresidente dell’Associazione nazionale presidi, sottolinea il profondo divario esistente tra scuola primaria e media. «Mentre alla primaria si guarda molto alle competenze sociali, relazionali e di gruppo, la scuola media è ancora organizzata sul modello del vecchio ginnasio con molte discipline, con un uso pesante del libro di testo. In questo contesto i compiti hanno una funzione indispensabile ma bisogna farne la giusta quantità».

Se a scuola i nostri ragazzi si confrontano con formule astruse

Nessun veto contro i compiti anche per Beppe Bagni, presidente del Cidi associazione che rappresenta i docenti: «È giusto che ci sia un’attività da fare ma bisogna evitare il modello secondo cui in classe si ascolta e a casa si fa tutta la fatica da soli senza che la scuola possa guidare i ragazzi».

Le nuove generazioni sono troppo protette da soffocanti genitori

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