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Cagliari-Napoli, le probabili scelte di Sarri: in attacco pronto Mertens dal 1′

Sedicesima giornata di Serie A con il Napoli impegnato nel ‘lunch-match’ di domani al Sant’ Elia contro il Cagliari.
In Sardegna sfida interessante tra due squadre con obbiettivi completamente diversi. Settimana fantastica per gli azzurri che dopo aver battuto l’ Inter venerdì scorso, martedì hanno staccato il pass per gli ottavi di finale di Champions League battendo il Benfica. Vittoria che ha consentito al Napoli di chiudere al primo posto il Gruppo B. In attesa di conoscere il nome dell’ avversario che lunedì uscirà dall’ urna di Nyon, i partenopei devono concentrarsi sul campionato dove attualmente occupano la quarta posizione. Napoli che potrebbe approfittare del derby di Tornino e del match dell’ Olimpico tra Roma e Milan per risalire in classifica. Una vittoria rilancerebbe gli azzurri nelle posizioni che contano, compito arduo contro a un avversario pronto dire la sua davanti al proprio pubblico.

LE ULTIME SULLA FORMAZIONE AZZURRA – La Champions sottrae molte energie, lo sa bene Maurizio Sarri che dovrebbe apportare diversi cambi di formazione al suo 4-3-3. In difesa si scalda Maggio per una maglia da titolare sulla destra. Al centro agiranno Albiol e Koulibaly ma non si esclude l’ impiego di Maksimovic. A sinistra Ghoulam in vantaggio su Strinic. In mezzo al campo ballottaggio Diawara/Jorginho con il primo favorito. Sul centro destra più Zielinski che Allan. A sinistra confermato Marek Hamsik con una suggestione Rog dal 1’ minuto. In attacco torna Dries Mertens come punta centrale, Insigne e Callejon gli esterni. Anche se nelle ultime ore salgono le quotazioni di Manolo Gabbiadini. Con lui in campo, Mertens tornerebbe nel suo ruolo naturale.

 

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Zielinski, Diawara, Hamsik; Callejon, Mertens, Insigne.
ALLENATORE: Maurizio Sarri
A DISPOSIZIONE: Sepe, Rafael, Hysaj, Tonelli, Maksimovic, Chiriches, Strinic, Allan, Jorginho, Rog, Giaccherini, El Kaddouri, R. Insigne, Gabbiadini.
SQUALIFICATI: –
INDISPONIBILI: Milik

 

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Analizzando l’avversario – A Cagliari contro la peggior difesa del campionato

 Analizzando l’avversario – A Cagliari contro la peggior difesa del campionato

A Cagliari contro la peggior difesa del campionato. Il Napoli che sembra aver ritrovato la mentalità giusta, dopo queste due vittorie con tanto di passaggio agli ottavi di Champions, il morale della squadra è tornato al giusto livello. Il Cagliari ha subito 32 gol in 15 partite, più di tutte le altre in questo campionato. Attualmente occupa la dodicesima posizione, la squadra può contare sull’esperienza di Marco Borriello che per ora ha siglato 6 reti, a completare la coppia d’attacco c’è Sau fermo a quota tre che però con la sua impredivibilità può sorprendere la retroguardia partenopea. Il Cagliari potrà contare sull’appoggio del pubblico di casa che sente particolarmente la rivalità con il Napoli. L’undici titolare che il tecnico dei sardi Rastelli schiererà è il seguente: (4-3-1-2) Storari, Isla, Ceppitelli, Alves, Pisacane; Dessena, Tachtsidis, Padoin; Barella; Sau, Borriello. L’ultimo Cagliari – Napoli giocato al Sant’Elia è datato 19 aprile 2015 terminato con un netto 0-3. Il Napoli non perde a Cagliari dal 19 aprile 2009.

A cura di Andrea Bosco

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Aronica: “In questa giornata il Napoli può risalire in classifica. Ricordo il gol di Lavezzi a Cagliari nel finale”

 Salvatore Aronica, ex difensore azzurro, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss nel corso di ‘Radio Gol’. ecco quanto evidenziato:

 
“Il Napoli potrebbe approfittare del doppio confronto Torino-Juventus e Roma-Milan per ricucire lo strappo in classifica. Ricordo bene quel gol di Lavezzi a Cagliari al 94’ minuto. Su una mia respinta il Pocho fece una grande falcata, non so dove trovasse le forze.
Reina? È un portiere con una esperienza enorme. Gli sono state mosse tante critiche immeritate, lui ha gestito benissimo questo momento dimostrando il suo valore”.

GRAFICO – Napoli club più temuto dai tifosi del Real Madrid per gli ottavi di Champions

In vista del sorteggio di lunedì a Nyon il quotidiano spagnolo ‘AS’ ha chiesto ai tifosi del Real Madrid quale avversario preferissero incontrare agli ottavi di Champions League. Di sicuro non il Napoli; stando al sondaggio i partenopei sarebbero i più temuti con appena il 6% delle preferenze. In cima alla lista dei desideri il Leicester di Claudio Ranieri con il 34% dei voti. Campioni di Inghilterra seguiti addirittura dalla Juventus con il 27%. Davanti al Napoli anche Arsenal e Monaco.

 

Rastelli: “Farias convocato. Daremo l’ anima per portare a casa qualcosa”

Massimo Rastelli, allenatore del Cagliari, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Napoli. Ecco quanto evidenziato:

 
“Farias? Valuteremo il suo utilizzo, se all’inizio o in gara in corso. La condizione è buona, veniamo da due risultati importanti. Giochiamo contro quella che a mio parere è una delle tre squadre più forti del campionato: grande tecnica e squadra organizzatissima sotto tutti i punti di vista. Non mi piace però partire battuto: i ragazzi hanno preparato questa gara nel miglior modo possibile. C’è grande attenzione e attesa, sia dalla tifoseria che da parte nostra, perchè vogliamo continuare la serie positiva e sfoderare una prestazione che renda orgogliosi i nostri tifosi.
Daremo l’anima per portare a casa qualcosa. Sarà difficile, ma abbiamo dimostrato in casa di affrontare le grandi in una certa maniera. Andiamo a giocarcela al meglio delle nostre possibilità, sapendo bene il valore dell’avversario. Non c’è bisogno di fare risultato a tutti i costi per la classifica. Dunque penso che queste partite vadano affrontate anche con quel minimo di spensieratezza e incoscienza. Soffriremo, certamente: dovremo andare oltre i nostri limiti. Difetti del Napoli? Nessuna squadra è invulnerabile. Dovremo essere bravi ad infilarci in quelle crepe che i partenopei potrebbero concederci”.

 

Da cagliaricalcio.com

Chiesa di Gesù e Maria di Castellammare: una perla da visitare, magari in queste festività

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La chiesa di Gesù e Maria è una chiesa monumentale situata nel centro storico di Castellammare di Stabia ed appartenente alla parrocchia della concattedrale di Maria Santissima Assunta

Un trionfo di armonia, la Chiesa del Gesù di Castellammare

Tele di Luca Giordano e Paolo De Matteis nel tempio seicentesco del centro antico

Uno dei più interessanti monumenti della città di Castellammare di Stabia, provincia di Napoli, per armonia e ricchezza di opere d’arte, è la chiesa di Gesù e Maria. Si trova nella strada omonima che anticamente portava il nome di via Campo di Mola; quando non esistevano ancora tutte le attuali costruzioni e la attuale via Viviani e via del Gesù erano un unico campo con una mola, cioè un mulino.

LEGGI ANCHE: Castellammare di Stabia presenta ”La magia del Natale 2016” VIDEO

Chiesa di Gesù e Maria (Castellammare di Stabia)La chiesa di Gesù e Maria fu fondata nel 1609, custodisce, tra le altre opere, una tela attribuita a Luca Giordano, opere di Paolo De Matteis e Vincenzo Galloppi, una piccola tela raffigurante il patrono della città San Catello ed una macchina da festa.

Nel 1608 vennero chiamati i gesuiti a costruire una chiesa e un collegio dedicati a Santa Maria del Soccorso. La struttura venne fondata grazie alla collaborazione del comune e di un nobile Piergiovanni da Nocera. Vi è notizia che già nel 1617 vi vivessero 12 padri e che molte persone vi erano ospitate.

Quando vennero espulsi i gesuiti dal regno di Napoli nel 1767 il complesso venne affidato al clero dei preti semplici nel 1786. Nel 1785 la seicentesca statua della Madonna del Carmelo, che si vede nella seconda cappella a destra, venne concessa dal re Ferdinando al clero cittadino ed intronizzata in questa chiesa dove tuttora si trova; precedentemente si trovava nel dismesso complesso carmelitano al molo, distrutto per fare spazio al cantiere navale.

La chiesa si è arricchita nel tempo. Nel 1826 fu edificata la sacrestia; nel 1836 il coro in legno di noce. Vi sono sei tondi di Angelo Mozzillo che risalgono agli anni 1765-85 rappresentanti ognuno una coppia di angeli con un simbolo della vergine.

L’interno ha una sola navata con due cappelle per lato.

Sul frontespizio interno c’è la tela di De Matteis (allievo di Luca Giordano) con Sant’Ignazio e San Francesco Saverio che ricevono il breve della missione da Papa paolo III; a destra dell’ingresso è collocata una tela del de Matteis, con la sacra famiglia e i santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kotska, protettori della gioventù studiosa.

Sull’altare maggiore si vede la tela della Beata Vergine del Rifugio (detta del Soccorso) attribuita a Luca Giordano. Nella volta della navata il meraviglioso dipinto del 1899 di Vincenzo Galloppi che raffigura il trionfo del nome di Gesù; lo stesso artista firma l’abside con il discorso della montagna e la mensa degli angeli.

Grande valore votivo presenta la piccola tela di San Catello che venne rubato nel 1976 e fu ritrovato nel 1993 a Venezia presso un antiquario e restituito alla città. In questa chiesa nel‘600 vi era conservata l’unica reliquia del santo patrono, una reliquia del cranio ottenuta dai frati del convento di San Francesco di Itri (Gaeta) fatta incastonare nel petto di una statua che fu intronizzata nella chiesa del Gesù.

Entrando a sinistra c’è un raro esemplare di macchina da festa, usata per l’esposizione del Santissimo sacramento, un grande ostensorio costituito da elementi lignei intagliati da artisti napoletani nel XVIII e XIX secolo.

Nel coretto del lato sinistro vi è l’organo fisso fatto eseguire dal clero nell’anno 1800 mediante spesa di 170 ducati dall’organaro Benedetto de Rosa di Napoli. Questo andava a sostituire uno seicentesco perché ritenuto troppo piccolo e così il sacerdote don Salvatore Dattilo lo fece costruire più grande nell’800 e vendette il vecchio per 34 ducati.

Di fronte c’è il coretto costruito dal principe Urbano Barberini che era proprietario del palazzo prospiciente l’abside della chiesa e che ottenne dal re Ferdinando IV nel 1790 il privilegio di costruire un ponte coperto che collegava la sua abitazione alla chiesa così da questo coretto poteva seguire le sacre funzioni.

Vi è anche un sepolcro marmoreo di Gabriele Longobardi del secolo XVIII.

La chiesa possedeva una ricca biblioteca oggi donata alla biblioteca dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose Monsignor Raffaele Pellecchia di Castellammare.

Maria Cristina Napolitano/ecampania – foto/Mentnafunangann

Castellammare di Stabia presenta ”La magia del Natale 2016” VIDEO

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”La magia del Natale 2016” a Castellammare di Stabia: 26 giorni di eventi, 36 tra spettacoli ed arte. E Capodanno sarà in piazza

Castellammare.  Un cartellone di eventi natalizi ricco di appuntamenti che punti a coprire l’intero territorio comunale attraverso una programmazione di qualità e innovativa. Sono le linee guida che l’Associazione Culturale Morgan&Partners, affidataria dell’incarico, ha seguito per dedicare ai cittadini stabiesi un programma natalizio fatto di eventi, appuntamenti dedicati ai più piccoli e iniziative culturali.

Natale a StabiaSi tratta di un cartellone di eventi che prevede: spettacoli, performance artistiche, eventi musicali, eventi di cabaret, iniziative teatrali, performance di arte di strada, attività ludico creative, flashmob.

La finalità è quella di celebrare le festività secondo le tradizioni peculiari della città di Castellammare ma anche con una visione più ampia, cogliendo gli spunti delle ultime tendenze in materia di intrattenimento,  cercando di indirizzare gli eventi ad un target misto che spazia dai bambini, alle famiglie, agli anziani e agli adolescenti con un programma differenziato e gratuito, in modo da accogliere anche le fasce deboli e disagiate affinché fosse “Natale per tutti”.

Il progetto intende essere elemento di valorizzazione del territorio in quanto arricchisce la visita a Castellammare di Stabia, ricca di bellezze naturali e architettoniche, di un’offerta variegata e continuativa lungo tutto l’arco temporale. Inoltre esse sono state localizzate tenendo conto dei siti storici e religiosi, quelli dalla tradizionale vocazione ricettiva ma anche quelle dalla vocazione commerciale senza però dimenticare le cosiddette periferie. Senza dimenticare lo sport visto che, dal 27 al 29 dicembre 2016, l’associazione Basket Team Stabia organizza la 22^ edizione del torneo nazionale giovanile “Natale sotto canestro”

Il programma è composto da ben 36 eventi i cui servizi sono  serviti da 25 soggetti distinti, senza considerare che alcune performance sono già concepite come replicabili più volte durante la giornata. Fortemente voluto per offrire un programma variegato ma anche per fungere da collettore per coinvolgere il maggior numero possibile di operatori, scelti tra le eccellenze cittadine, campane e nazionali nel campo dell’intrattenimento.

Gli eventi sono stati programmati col compito di coinvolgere il maggior numero di cittadini, animando tutti i luoghiulteriore aspetto importante della programmazione è stato quello di immaginare gli eventi non solo svolti nel centro città ma anche nelle periferie, in particolare nella direttrice sud verso il cd. Centro Antico, quella est con il quartiere San Marco – Cicerone e quella nord verso il cd. quartiere CMI\Annunziatella.

“Una programmazione con cui Castellammare punta ad inserirsi a pieno titolo tra le città che offrono eventi di qualità agli stabiesi e ai tanti, che invitiamo qui a trascorrere con noi momenti di divertimento e festa. L’obiettivo sarà quello di trascorrere il Capodanno in piazza tra musica e divertimento dicendo no ai botti pericolosi” dichiara il sindaco Antonio Pannullo. “Un periodo da vivere insieme coinvolgendo tutti, dai più piccoli agli adulti e soprattutto facendo partecipare ogni quartiere della città”. Questo è l’obiettivo che l’amministrazione Pannullo si era posta al momento del suo insediamento e che ha raggiunto mettendo in campo notevoli sforzi per superare i vincoli di spesa posti ai comuni in dissesto.

Soddisfatto anche il direttore artistico Alfredo Varone: “Siamo riusciti comunque, insieme a tutti, a produrre questo Bando al quale hanno risposto con molto entusiasmo tanti soggetti se pur in pochissimo tempo”. Molte le piazze e i luoghi della città trasformante in location degli eventi. “Sono state coinvolte Piazza Ferrovia e Piazza Giovanni XXIII, la ztl di Corso Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele ma anche quella più recente di Via Nocera e Via Cosenza. Oltre ad una serie di iniziative ad hoc per le periferie e per presentare nuove location come la sala teatrale Cat di Via Dei Mugnai” spiega Varone. “La nostra sfida è stata proporre alla città attività interessanti e di qualità a budget ridotto è possibile solo grazie al grande sforzo degli artisti, dei fornitori e di tutti i professionisti che convogliano le loro energie in un evento. Per questo voglio ringraziare chi ha colto questa necessità cogliendo lo spunto del bando di unirsi in una visione d’insieme. Il mio ringraziamento anche agli esclusi, seppure non sono rientrati in questa prima manifestazione è mia intenzione recuperare tali energie convogliandole in altri progetti futuri”.

A scendere nel merito della proposta Piero Martingano che con la sua associazione Morgan&partners si è aggiudicato la programmazione: “Devo dire che le linee guida del Bando hanno aiutato a creare l’ossatura di un progetto articolato e ambizioso. La finalità è quella di celebrare le festività secondo le tradizioni della nostra città ma anche con una visione più ampia, cogliendo gli spunti delle ultime tendenze in materia di intrattenimento,  cercando di indirizzare gli eventi ad un target misto. Ci sono alcune attività che sono dedicate ai bambini, altre dedicate ai giovani e poi ci sono alcune attività che affascinano a tutte le età come i cortei in costume e lo spettacolo tradizionale dei burattini oltre al gradito  ritorno del festeggiamento corale in piazza per la notte di Capodanno, insomma ce n’è per tutti i gusti”.

Marco De Rosa/ecampania

Gentiloni in pole per Palazzo Chigi, poi il voto in primavera

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Ieri, a Palazzo Chigi, sono entrati via via il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il presidente del partito Matteo Orfini e infine quello dei Beni culturali Dario Franceschini ed anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio ha partecipato in itinere via telefono. Al termine sembra emergere che il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, sia in pole position per guidare un nuovo esecutivo.

Quirinale, oggi finiscono le consultazioni. Gentiloni in pole per Palazzo Chigi

Il presidente della Repubblica incontrerà in giornata le delegazioni di FI, M5S e Pd. Intanto la Bce ha respinto la richiesta di proroga per l’aumento di capitale di Mps

Ultima giornata di consultazioni al Quirinale. Nel pomeriggio è la volta dei tre partiti maggiori, ovvero Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, mentre stamattina salgono al Colle Sinistra Italiana-Sel, Ala e Ncd. Ieri il presidente della Repubblica ha avuto colloqui con le delegazioni dei partiti minori, tra cui Udc, Ala, Psi e Fratelli d’Italia e ha chiuso in serata con quella della Lega Nord. Lunedì, dopo una domenica di riflessione, Mattarella dovrebbe tirare le fila e affidare da subito – anche in vista del Consiglio europeo di giovedì 15 dicembre – un mandato pieno al nuovo presidente del Consiglio che guidi il governo per licenziare una legge elettorale compatibile sia per la Camera sia per il Senato e per varare misure urgenti in campo sociale. L’orientamento sembra essere quello di un esecutivo a termine, che non duri più di sei-sette mesi. E in tal senso l’ipotesi che ha più preso corpo nelle ultime ore è quella di un governo guidato dal ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. A rendere ancora più difficili queste ore, la notizia che la Banca Centrale Europea avrebbe respinto la richiesta di proroga per concludere l’aumento di capitale richiesta da Montepaschi rispetto al termine del 31 dicembre. L’istituto senese aveva chiesto tempo fino al 20 gennaio per completare l’operazione. Notizia che porterà necessariamente a una accelerazione nella formazione del nuovo esecutivo.

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Il dopo Renzi è cosa seria e delicata

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Con le annunciate dimissioni di Matteo Renzi, si apre una fase delicata della politica italiana. I media seguono l’evolversi della situazione che, sempre più, sembra portare a preferire che la scelta cada su qualcun altro, anche per lo stesso Renzi, che potrà così conservare l’onore.

Gran finale che inaugura il dopo Renzi

Il boccino della crisi di governo, aperta con le dimissioni di Matteo Renzi la notte di domenica, sta per cadere lontano dal leader del Pd. Com’è naturale e logico che sia, perché la politica ha le sue regole e il capo dello Stato deve tener conto anche del voto di quei 19 milioni di cittadini che hanno respinto la riforma costituzionale. Ripresentare Renzi, appesantito da quella bocciatura, avrebbe infatti alcune controindicazioni: potrebbe apparire un gesto di scarsa considerazione del risultato referendario, esporrebbe il presidente del Consiglio a una guerriglia permanente in Parlamento (e a manifestazioni rumorose di piazza) e certo non favorirebbe quel clima di disarmo bilaterale necessario ad approvare la nuova legge elettorale. Senza considerare che lo stesso Mattarella ne sarebbe in qualche modo considerato responsabile dalle opposizioni e diventerebbe egli stesso un bersaglio.

Meglio per tutti dunque che la scelta cada su qualcun altro, anche per lo stesso Renzi, che potrà così conservare l’onore.  

Potrà dire infatti di aver mantenuto la promessa di dimettersi senza ricevere un reincarico che trasformerebbe quelle stesse dimissioni in un gesto insincero. Ieri sera, al momento di andare in pagina, la scelta del capo dello Stato sembrava ristretta a due soli nomi, Paolo Gentiloni e Pier Carlo Padoan, con il primo molto più probabile.

A questo punto, considerando pacificata la giungla delle correnti Pd, la parola passa alle opposizioni.

A Silvio Berlusconi, soprattutto, che in questo passaggio stretto è chiamato a un difficile equilibrismo: da una parte deve fare la voce grossa contro il governo e votare contro per non rompere con la Lega, dall’altra deve sedersi presto con il Pd di Renzi attorno al tavolo della nuova legge elettorale, sperando oltretutto che la trattativa duri a lungo, in modo da scavallare la primavera e arrivare al prossimo autunno. Perché la verità, al di là del problema della sentenza della Corte di Strasburgo sulla legge Severino, è che Forza Italia non è pronta per un voto anticipato. La conclusione negativa della scommessa di rinnovamento affidata a Stefano Parisi la dice lunga su quanto sia difficile per il leader di Forza Italia affidare ad altri la sua creatura. Secondo le voci che filtrano da Arcore, un piano alternativo sarebbe stato già messo a punto. E sarà annunciato tra pochi giorni, una volta conclusa la crisi di governo.

Berlusconi ha chiaro che la prossima legislatura, se sarà approvata una legge proporzionale, non potrà che concludersi con un governo di coalizione insieme al Pd. Non esiste un’altra formula politica alternativa, stante il Fattore G (come Grillo) che ha sequestrato e reso indisponibili a qualsiasi coalizione i voti di un terzo degli italiani. L’ex Cavaliere si sta già preparando alle larghe intese, ma ha bisogno di arrivarci bene. Gli serve quindi una coalizione forte con Salvini per ottenere il miglior risultato possibile per Forza Italia… per poi governare con il Pd. Sono i paradossi della stagione politica che ci attende. Nel frattempo, per capire quale sia il reale stato dei rapporti fra Pd e Forza Italia, converrà prestare attenzione al rinnovo della concessione Rai. Nel contratto di servizio sarà infatti riformulato l’indice di affollamento pubblicitario. E si parla della sottrazione alla Rai di una quota di pubblicità tra i 60 e i 100 milioni di euro, che andrebbero naturalmente a finire alla concorrenza. Se così fosse sarebbe un bel gesto di cortesia nei confronti di Berlusconi alla vigilia di una nuova stagione di collaborazione bipartisan.

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Franco Metta, Sindaco di Cerignola: dalla ramanzina appioppata alla mazzetta denunciata

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La news è di giovedì 8 dicembre, giorno in cui Franco Metta, Sindaco di Cerignola (Fg), ricevette un pacchetto regalo che faceva pensare a dei biscotti ed invece: era una mazzetta con implicito tentativo di benevolenza.

Ma ecco la notizia nelle sue parti essenziali:

Sembrava un pacco contenente dolci natalizi e invece c’erano due mazzette di banconote per complessivi 20mila euro. Il plico e’ stato fatto recapitare direttamente da un imprenditore nelle mani del sindaco di Cerignola (Fg) Franco Metta, mentre stava facendo uno spuntino nel suo ufficio. Il primo cittadino ha subito allertato il commissariato di polizia e consegnato agli investigatori il pacco con i soldi e le immagini della videosorveglianza in cui si vede l’imprenditore entrare nella stanza del sindaco e consegnare l’involucro. Stando ad indiscrezioni, il pacco sarebbe stato consegnato da un personaggio che nei prossimi giorni sarebbe stato ricevuto in Comune per presentare un progetto, relativo alla discarica dell’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Il fatto non è sfuggito nemmeno a Gramellini che è così tornato ad “occuparsi” delle gesta del Sindaco e così ha commentato il fatto nel suo Buongiorno quotidiano pubblicato su La Stampa:

Chi più ne Metta MASSIMO GRAMELLINI

Franco Metta è il sindaco di Cerignola che ha ricevuto una scatola di biscotti, l’ha aperta e si è accorto che non erano biscotti, ma ventimila euro finemente arrotolati in due pacchetti da dieci. Da appassionato di dolci, ci è rimasto male. Ed è corso a denunciare l’imprenditore che per ammorbidire un appalto gli aveva appena allungato la stecca di Natale. Franco Metta è lo stesso sindaco di Cerignola che sei mesi fa era già salito alla ribalta per quel video amatoriale in cui, durante una cerimonia pubblica con tanto di fascia tricolore, aveva apostrofato uno scolaretto tronfio della bocciatura, strillandogli addosso «ma vai a studiare, lo stupido che sei!».

Il tono brusco e i modi non esattamente montessoriani avevano urtato la sensibilità dei buonisti a prescindere, confermati nei propri pregiudizi dall’appartenenza di Franco Metta al centrodestra dei brutti e dei cattivi. Assai meno sconvolto di loro, il ragazzino era invece rimasto abbracciato al sindaco per qualche minuto, stupito di essersi imbattuto in qualcuno che avesse ancora voglia e tempo di fargli una paternale.

La ramanzina appioppata, la mazzetta denunciata. E se ci fosse un nesso tra i due episodi? Nelle grandi città ci riempiamo la bocca di «valori», forse per non farci entrare lo smog. Mentre in provincia, almeno a Cerignola, i «valori» galleggiano in una dimensione meno eterea e più semplice. Studia e non rubare. A pensarci, un vasto programma per il futuro.

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“Un programma a 5 stelle”

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(di Virginia Murru)
Dopo avere messo in campo tutta la forza della retorica populista, non disdegnando attacchi che andavano ben oltre la semplice critica alla Riforma Costituzionale, il Movimento 5 stelle è riuscito a colpire il centro del suo bersaglio più importante: fare cadere il governo Renzi. Penso che nessun attivista del Movimento possa smentire il disegno politico che in realtà si celava dietro l’aggressiva battaglia referendaria. E ora i grillini scalpitano per la corsa alle elezioni politiche, che vorrebbero al massimo tra due mesi, quando la Consulta si pronuncerà sull’Italicum. Il potere si sa è una grande ‘tentazione’, e loro non ne sono immuni.
Ed è la Corte Costituzionale, che ha fissato per il 24 gennaio del prossimo anno, l’udienza nella quale verranno discusse le eccezioni di costituzionalità sollevate sulle legge elettorale, a mettere le mani avanti, rispondendo a chi la accusa di temporeggiare, che si tratta semplicemente del rispetto dei termini previsti dalla procedura.
Alessandro Di Battista, ex rappresentante del Direttorio del Movimento, non vuole saperne di stare nella stanza d’attesa, e dichiara: “noi non intendiamo bivaccare per mesi in discussioni con i partiti responsabili dei disastri in Italia.” E intanto non è un mistero che i grillini stiano inviando segnali d’intesa a Salvini, ma indirettamente anche a FI. Definisce i partiti di governo ‘bari’ e ‘ladri di democrazia’, Di Battista, e a questo proposito sostiene: ‘ il M5S non scenderà mai a patti con loro, che vogliono solo una legge elettorale ‘anticinquestellum’. Così definisce gli intenti di coloro che hanno votato l’Italicum.
I grillini vogliono le elezioni al più presto perché è ovvio che intendano ‘cavalcare l’onda’ del successo riportato al referendum, anche se ovviamente, quel 59%, è il contributo che deriva dal dissenso di una decina di partiti, tutti confluiti in quel delta, che alle prossime consultazioni politiche torneranno a distinguersi all’interno dell’urna, ognuno col proprio flusso e il suo corso.
Ma ora c’è bonaccia, il vento è favorevole, quest’imbarcazione che ha la stiva piena di azzardi e incertezze, oltre che euforia oltre il limite e tante illusioni sul futuro, in qualche modo, dietro la spinta di troppi remi, veleggia, e pertanto bisogna seguire le correnti. Il M5S vorrebbe stare al timone, e questo obiettivo, per dirla con un luogo comune molto frequentato, è la loro ‘terra promessa’.
Perché il potere lo hanno cercato con ogni mezzo, sorvolando anche sull’onestà di regole ben precise, com’è stato il caso dello scandalo delle firme false alle comunali di Palermo. Ma loro, i pentastellati, sono passati oltre, nonostante le accuse, compresa quella del genero di Borsellino. Qualora altri avessero commesso brogliacci di questo tipo (uno a caso, il PD..), avrebbero occupato il Palazzo di Giustizia della città, ma tant’è: c’erano loro in graticola, e sono stati abilissimi nel glissare, tentando perfino di passare per vittime.
Intanto, tre deputati del Movimento, sono stati sospesi dai probiviri. Chiari segnali d’incoerenza verso la supposta integrità morale e il codice etico nella gestione della politica, ce ne sono tanti, e quelli del M5S sono solo nell’anticamera del potere.
I suoi esponenti di spicco affermano di puntare proprio a Palazzo Chigi, qualora l’elettorato dovesse loro dare ragione. Lo esprime a chiare lettere anche Di Battista, in una lunga intervista rilasciata ad un giornale tedesco, il Die Welt, dove sostiene che il M5S non rappresenta un partito di protesta, né un movimento antipolitico. Ma del resto, affermare d’essere antipolitici, sarebbe stato davvero poco credibile. Nel corso dell’intervista non risparmia neppure le stoccate all’Italicum, formulato, secondo l’esponente grillino, in modo palesemente anticostituzionale.
Alla domanda su “quali interessi degli italiani crede di rappresentare, soprattutto in relazione all’esigenza della crescita economica” – ha risposto:
“Noi diamo la precedenza alle piccole e medie imprese. Intervenendo in questo ambito la ripresa è assicurata. L’imposizione fiscale deve diminuire. Servono istituti finanziari pubblici che consentano investimenti a favore di queste imprese e il reddito di cittadinanza”.
Quando gli è stato fatto notare che l’azienda Italia si porta dietro un fardello ingombrante quanto a debito pubblico, che non riesce a stare neppure entro i limiti del Pil, risponde che basterebbe la lotta alla corruzione e lo spostamento dei termini della prescrizione che blocca i processi, mentre la corruzione triplica i costi delle opere pubbliche. Considera corruzione anche l’evasione fiscale, e tra i tanti interventi previsti dal programma, vi sono gli aumenti delle tasse sul gioco d’azzardo, la diminuzione degli stipendi ai parlamentari, la costruzione di opere pubbliche funzionali, i cui costi non incidano in maniera esorbitante sui conti pubblici.
Nel programma dei grillini c’è la Green Economy, le energie rinnovabili e sostenibili. A questo proposito si legge sul blog di Beppe Grillo:
“noi abbiamo nel nostro programma, lo avete sempre visto, come punti di riferimento le rinnovabili. Gradualmente passiamo alle rinnovabili, le produciamo noi, il Paese del Sole. Sono stato fra i primi ad avere un impianto fotovoltaico, qua, che mi faceva 5/6 kilowatt, e dovevo recuperare, stoccare in batterie. Oggi c’è l’elettrico e la mobilità elettrica, Tesla, il signor Musk, ha fatto nei primi tre mesi della sua attività più guadagni di tutto l’anno dei petrolieri. La Rockefeller Foundation non investe più un centesimo nel petrolio. Ci dobbiamo investire noi con questi cazzoni che sono al governo?”
Sul versante economico si dovrebbe privilegiare l’enogastronomia del settore agricolo e alimentare, nel programma si insiste in tanti punti sull’incentivazione alle piccole e medie imprese, che da sole dovrebbero essere in grado, secondo Di Battista, di ridare sprint all’economia facendola ripartire con vigore. Si parla di Cultura e Turismo, ci sono cenni sul microcredito. Ma si mette anche l’accento sulla carenza d’infrastrutture, sui trasporti e mezzi di collegamento.
I pentastellati sono anche persuasi che il sistema bancario abbia necessità di aria nuova, attraverso la divisione, per esempio, tra le banche di risparmio e quelle d’affari. Infine, nell’ambito del comparto, insistono sull’autonomia della Banca Centrale, perché svolga funzioni di vigilanza, ma non sia influenzata da altre banche. Ma si mette l’accento anche sulla necessità di istituti finanziari pubblici per foraggiare le imprese.
Per quel che riguarda l’’Europa dei popoli’ (così il grillino la definisce), la giornalista del Dei Welt gli fa notare che nel Parlamento europeo quelli del Movimento 5 stelle siedono accanto al capo dell’UKIP (United Kindom Indipendent Party), ma non si scompone, e lui risponde che fare parte di un gruppo è l’unico modo di avere accesso agli atti. E il Movimento è sempre convinto dell’esigenza d’indire un referendum per l’euro, ben consapevoli che se porteranno il popolo a questa scelta limite, le conseguenze saranno positive. Così Di Battista elenca gli aspetti, secondo la sua logica, negativi della moneta unica: degrado sociale, diminuzione dei salari, disoccupazione, perdita del potere d’acquisto.
Inoltre, dice, Euro ed Europa non sono la medesima cosa. Abbastanza equivoca la posizione che il Movimento assume nei confronti dell’immigrazione, certo non molto chiara. Intanto il Presidente di turno al Consiglio Europeo, Robert Fico, mette in guardia l’Italia dal rischio referendum anti-euro: sarebbe la fine dell’Europa, e per l’Italia un autentico collasso. Sono giustificati o no gli allarmi al riguardo? C’è una buona dose di avventurismo in questo versante del programma, ed è ciò di cui meno si ha bisogno.
Il M5S ha chiare tendenze nazionalistiche, non simpatizza certo per l’Unione europea, e mentre da un lato sostiene che è necessario concepire il futuro in modo innovativo, soprattutto in termini di progresso, dall’altra, sul piano politico e sociale, vorrebbe tornare indietro, cancellando tutto ciò che i padri fondatori dell’Ue hanno fatto per gettare le basi di una nuova civiltà europea basata sugli accordi economici, la libera circolazione di merci e persone, e soprattutto la concordia e la pace. Sarebbe la pura conseguenza nell’applicazione ortodossa del loro programma. Non su tutto sono espliciti, sono grillini, ma non grulli, e non possono  mettere in rilievo certi aspetti del loro spinto populismo proprio ora che c’è nell’aria un vivo sentore di elezioni.
Valori che non si esita a mettere a repentaglio, considerato che, gli obiettivi sono rappresentati dal ritorno alle vecchie frontiere, le quali, inevitabilmente, faranno fermentare i nazionalismi e la xenofobia, già ora a livelli di guardia.
Ci sono riferimenti ottimi nel loro programma, soprattutto a livello economico, ma anche tanti azzardi e smania di avventura politica.
Il solo fatto che giudichino positive le affermazioni dei movimenti di destra in Europa, che mettono a rischio le elezioni in Francia e Germania il prossimo anno, dai quali l’Unione europea potrebbe subire colpi decisivi per la disintegrazione, è inquietante. Veramente.
In Italia è quasi certo che alle elezioni politiche, il Movimento dei grillini riuscirà ad ottenere il consenso per prendere le redini del governo, e allora è legittimo chiedersi quali saranno le prospettive per il nostro paese e per l’Europa.
Per quel che riguarda la Pubblica Istruzione, i pentastellati hanno le idee molto chiare: intendono abolire la chiamata diretta degli insegnanti, ad esempio, con nuovi criteri di reclutamento, certo diversi dalle norme contenute nel ddl del governo appena dimessosi, e che avrebbe dovuto essere approvato nel 2017.
Il piano del Movimento a 5 stelle per la riforma della scuola, presenta la già nota proposta ‘Sette soluzioni per la Scuola’, dove c’è spazio per il rinnovamento dell’edilizia scolastica, il numero massimo di alunni nelle aule, eliminazione dei fondi statali per le scuole paritarie. In sintesi:
Piano edilizio per una scuola sicura – 300 mila assunzioni di precari – maggiori finanziamenti alla scuola – numero di studenti per classe che risulti gestibile – Scuola sana con cibo bio. In una parola: una rivoluzione. Sempre che sia possibile realizzarla con i margini di manovra che consente il nostro debito pubblico, e che difficilmente sparirà per magia. Ma vogliamo essere positivi.
Sotto certi aspetti è un buon programma, c’è tanta volontà di andare oltre il fossato della crisi e della stagnazione, ma ci sono punti che presentano incognite ed eccessivo ottimismo, altri addirittura creano inquietudine e preoccupazione, come l’uscita dalla moneta unica. Le alleanze con partiti di destra, sono poi il limite del conflitto e contraddizione che emerge da un’identità politica sorta come contrapposizione ai partiti più ‘inquinati’ dalla corruzione e collusi col potere delle mafie. Esponenti politici che hanno a parole sempre combattuto come i più acerrimi nemici, e ora li vedono come possibili partner di una coalizione di governo.
E tuttavia, qualunque miglioramento del nostro paese, derivante dall’applicazione di almeno una parte di questo programma, sarebbe con molta onestà da apprezzare e riconoscere. Il problema è che contiene molti elementi utopistici, riconducibili alla mancanza di esperienza amministrativa e politica del Movimento. Proprio questa consapevolezza dovrebbe indurre i suoi esponenti alla prudenza e all’umiltà, pregi dei quali, per il momento, non si vede traccia.
E’ già evidente, nell’amministrazione del Comune di Roma, la mancanza di ponderazione; nelle ultime settimane, non è solo la stampa che ha messo in rilievo lo sbando in cui versa la città, ma anche il Vaticano, tramite l’Osservatore Romano, che titolava poco tempo fa: “La Capitale con la giunta Raggi è in stato di abbandono.”
Diciamo che Roma non è l’azienda Italia, ma certamente è un grande banco di prova, dove già s’intravedono i segni di un pressappochismo di cui il nostro paese farebbe volentieri a meno in momenti come questi.

Ulivieri: “Il Napoli puo’ essere la lieta sorpresa della Champions”

Le sue parole

Renzo Ulivieri ha parlato a Il Mattino: “Il Napoli ha fatto una scelta di gioco, un scelta importante che qualche volta ti da’ e qualche volta ti toglie ma di base e’ la strada migliore per far crescere un gruppo di lavoro ed arrivare a risultati importanti. L’esterofilia viene ma poi va via, anche all’Inter e’ passata. Il nostro campionato sul piano tattico e’ durissimo, ci sono allenatori di valore che preparano partite in maniera unica, come non succede da nessun’altra parte al mondo. Sarri e Rastelli sono due concezioni diverse di gioco e la scuola italiana e’ proprio questa: la bellezza delle partite sta proprio nel fatto che si contrappongo squadra con moduli e filosofie di gioco diverse. Il Napoli puo’ essere la lieta sorpresa della Champions. Bayern Monaco e Real Madrid? Meglio evitare ma sarebbe affascinante ugualmente. Turnover? Questo lo decidera’ Sarri: dipende da giocatore a giocatore, un allenatore prima di decidere fa ragionamenti molto complessi. Scudetto? Vedo sempre la Juventus largamente favorita anche se e’ distratta dalla Champions, il vero obiettivo dei bianconeri: la concentrazione in campionato non sempre e’ al massimo e ti capita qualche volta di sbattere la testa. Dopo la Juve? La Roma perche’ gioca l’Europa League che ti toglie meno energie e poi il Napoli”.

Bianchi ricorda: “Ho battuto Maradona nella gara dei limoni. Lasciai Napoli per colpa dei dirigenti”

Queste le sue parole

Ottavio Bianchi ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport:

Fermiamoci un attimo sul Napoli, mi racconta un po’ quell’esperienza del Napoli? 

“Al Napoli io non volevo andare perché conoscevo l’ambiente e sapevo anche, per esperienza vissuta, che noi, anche quando avevamo una grande squadra, non vincevamo mai. Lei conosce Roma e sa che anche a Roma c’è questa tendenza. L’anno prima il Napoli con Maradona per tre quarti di campionato aveva giocato per non retrocedere. L’anno dopo dunque era difficile giocare per vincere subito. Per vincere bisogna avere delle basi di lavoro e non crearsi alibi, se tu hai degli alibi a Napoli hai finito. Vai per la tua strada anche se la strada è in salita. A Ferlaino dissi che se voleva che lavorassi con lui, doveva sapere che io intendevo fissare delle regole e farle rispettare, con severità. Così è stato il primo anno: mi avevano chiesto di andare in Coppa e siamo arrivati subito terzi. L’anno dopo c’è stato il salto di qualità, abbiamo vinto lo scudetto e poi sono cominciate un po’ di beghe, come al solito. Non si è abituati a vincere, a Napoli, però sicuramente le mie stagioni sono state positive”.

Maradona com’era? 

“Maradona è diverso da quello che dipingono. Quando lo prendevi da solo era un bravissimo ragazzo. In campo è inutile che lo dica io perché è una leggenda del calcio. Era bellissimo da vedere e da allenare. Parlano tutti del fatto che non si allenava ma non era vero perché Diego era l’ultimo a uscire, bisognava mandarlo via perché altrimenti restava ore per inventare le punizioni. E’ talmente appassionato del gioco del calcio che quando avrà ottanta anni avrà ancora voglia di palleggiare. Certo era circondato da un’attenzione, da una pressione che nessuno penso fosse in grado di sostenere. Fuoricampo non giudico nessuno, in campo era una gioia allenarlo”.

Si ricorda qualche episodio con Maradona divertente? 

“Maradona aveva una capacità di palleggio individuale fuori dal mondo. Quando andavamo negli spogliatoi portavano il cestino con i limoni e lui cominciava a palleggiare con il limone. A me piaceva sfotterlo. Andiamo a San Siro e lui comincia a palleggiare e io dico vabbè, sono sempre le solite cose da circo che fai. La competizione per lui è la vita e allora mi ha sfidato. Io non potevo tirarmi indietro. Lui comincia a palleggiare e fa volare quel maledetto limone un numero impossibile, per noi umani, di volte. Io allora prendo questo limone e ho la fortuna che nella caduta gli do un tiro giusto e comincio a colpire sotto e poi continuo bene… Intanto i giocatori contavano i miei palleggi e alla fine, non so davvero come, ho battuto Maradona nella gara del limone. Allora ho fatto lo spavaldo, ho gettato lontano l’ultimo limone e gli ho detto “vedi, cominci a perdere con me”. Non l’avessi mai detto. Rivincita. Per anni mi ha sempre chiesto la rivincita. Con la rivincita avrei perso con lui cento volte su cento. Non gliel’ho mai concessa. Come mi giravo, lui dalla rabbia palleggiava il limone perfino con il tacco. E io facevo finta di non guardare”.

Perché andò via dal Napoli? 

“I comportamenti di alcuni giocatori erano dei comportamenti molto particolari, dissi ai dirigenti “va bene io faccio l’allenatore, voi fate i dirigenti. Li chiamate, magari davanti a me, e chiedete spiegazioni”. Loro non vollero farlo. Io non posso condannare giocatori se non ho le prove ma solo per sentito dire e allora decisi di togliere il disturbo perché non ero più in grado di allenare come volevo, di far rispettare quelle regole che ci avevano portato a vincere per la prima volta nella storia di quella squadra e di quella città… Avevo la sensazione che la cosa mi stesse sfuggendo di mano anche perché le chiacchiere su certi giocatori erano molto pesanti. Non volevo condannare dei giocatori senza prove e allo stesso tempo non volevo vivere nell’incertezza”.

La partenza di Ghoulam spinge il Napoli a tuffarsi su un esterno: i nomi

La partenza di Ghoulam spinge il Napoli a tuffarsi su un esterno: i nomi

La coppa d’Africa priverà il Napoli di due pedine importanti a gennaio: si tratta di Kalidou Koulibaly e Faouzi Ghoulam. Secondo quanto riferito da Il Mattino, se per il primo non ci sarà alcun nuovo acquisto a sostituirlo vista l’ampia scelta di centrali che ha Sarri, per il ruolo di esterno sinistro il Napoli ha puntato Darmian e De Sciglio.

Scugnizzi contro, Cagliari-Napoli sarà la sfida napoletana

Scugnizzi contro, Cagliari-Napoli sarà la sfida napoletana

Scugnizzi contro, da Lorenzo Insigne a Fabio Pisacane che si ritroveranno da avversari domani al Sant’Elia. Il Corriere del Mezzogiorno scrive: “Il talento di Frattamaggiore affronterà il difensore del Cagliari, nativo dei Quartieri Spagnoli e con una storia particolare alle spalle. Una malattia degenerativa lo ha paralizzato e fatto andare anche in coma. Poi, la ripresa, tanta gavetta tra serie C e B e anche modello di lealtà sportiva, quando rifiutò un tentativo di combine e denunciò tutti. Un duello in salsa napoletana molto atteso che vedrà comunque altri protagonisti. Come Marco Borriello, attaccante di razza di San Giovanni a Teduccio, noto in passato anche per la sua relazione con la showgirl Belen Rodriguez. Anche l’allenatore Massimo Rastelli è di Torre del Greco. Da giocatore ha vestito, tra le altre, le maglie del Napoli (2001-2002), dell’Avellino, del Sorrento e della Juve Stabia. Intanto il Napoli, salito al posto numero 15 del ranking Uefa, ha ripreso gli allenamenti. Sarri teme cali di tensione dopo la sbornia Champions. Ballottaggio Mertens-Gabbiadini per il ruolo di prima punta e a centrocampo tra Zielinski e Allan”.

Gabbiadini-Napoli, le strade si divideranno a gennaio

Gabbiadini-Napoli, le strade si divideranno a gennaio

Secondo la Gazzetta dello Sport le strade tra Manolo Gabbiadini e il Napoli si divideranno a gennaio. L’attaccante lascerà Napoli, nonostante nei mesi scorsi si fosse parlato di un rinnovo fino al 2020 ormai fatto. Su Gabbiadini ci sono molte offerte estere, in particolare quelle di Everton e Stoke City. De Laurentiis non accetterà proposte inferiori ai 20 milioni di euro. Cifra che poi verrebbe interamente girata al Genoa per l’acquisto di Pavoletti.

Juve Stabia vs Akragas, Mister Di Napoli non si sente già sconfitto

Juve Stabia vs Akragas, le dichiarazioni alla vigilia di Mister Raffaele Di Napoli

Alla vigilia della partita Juve Stabia vs Akragas ha parlato, direttamente dal ritiro in Campania della squadra, il tecnico biancazzurro Raffaele Di Napoli sulla sfida di domani al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia contro la Juve Stabia di mister Gaetano Fontana, queste sono state le sue parole rilasciata ai colleghi di ForzaAkragas.it:

“Sappiamo che andiamo ad affrontare una delle squadre più forti del girone e che noi, invece, siamo un team composto prevalentemente da ragazzi. Ma non per questo ci sentiamo già sconfitti in partenza. Anche al “Menti” ci giocheremo le nostre carte, così come abbiamo fatto contro tutte le avversarie del nostro girone. La Juve Stabia è una delle candidate alla promozione in Serie B. L’Akragas è un gruppo molto coeso e che ha tanta voglia di dare il massimo”.

Il tecnico Raffaele Di Napoli ha diramato l’elenco dei calciatori convocati per la diciottesima giornata del campionato di Lega Pro tra la Juve Stabia e l’Akragas, prevista per domani 10 novembre 2016 alle ore 14:30 presso lo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia.. Non sono partiti con la squadra Cochis e Privitera perché infortunati, mentre sono in ritiro ma non saranno della partita il capitano Daniele Marino e il centrocampista Vincenzo Carrotta, a causa anche loro di problemi fisici.

Ecco la lista:

PORTIERI: 22 Pane, 1 Addario

DIFENSORI: 3 Russo, 13 Assisi, 16 Thiago, 6 Carillo, 14 Riggio, 19 Sepe,

CENTROCAMPISTI: 20 Coppola, 2 Zanini, 4 Salandria, 15 Palmiero, 5 Pezzella, 17 Longo

ATTACCANTI: 10 Cocuzza, 24 Leveque, 9 Gomez, 28 Garcia, 7 Salvemini.

INDISPONIBILI:

Marino, Carrotta, Cochis, Privitera, Scrugli, Aveni.

Juve Stabia vs Akragas, i convocati di Mister Fontana

Juve Stabia vs Akragas, indisponibili Amenta,Liviero e Atanasov

Juve Stabia vs Akragas è l’ultima partita casalinga del girone d’andata per le Vespe. Davanti al pubblico amico la squadra di Fontana è costretta a ottenere i tre punti per restare agganciata al treno promozione diretta. L’Akragas a dispetto della classifica sarà un osso duro, perché in questo campionato ha dimostrato di esaltarsi con le big del campionato, e poi il tecnico Di Napoli ha dichiarato che non hanno nulla da perdere da questa partita.

Serve il sostegno di tutti, voltando pagina dopo la sconfitta di Andria, perché gli incidenti di percorso durante un campionato lungo e difficile come quello di Lega Pro sono sempre presenti.

Intanto il tecnico Fontana ancora una volta fa la conta dei disponibili, questo è il comunicato ufficiale della società stabiese:

Al termine dell’allen­amento di rifinitura, svolto questo pomeriggio presso lo Stadio “Romeo Menti”, il tecnico Gaetano Fontana ha reso not­a la lista dei nr.21 calciatori convocati per il match Juve Stabia – Akragas,  valevole per la 18^ giornata del campionato di Lega Pro Unica Girone C, in programma domani, sabato 10 dicembre 2016, con inizio alle ore 14,30 presso lo Stadio “ Romeo Menti “di Castellammare di Stabia
Portieri: Bacci e Russo.
Difensori:  Camigliano, Cancellotti, Liotti, Morero e Petricciuolo.
Centrocampisti: Capodaglio, Esposito, Izzillo, Mastalli, Salvi e Zibert.
Attaccanti: Del Sante, Kanoute’, Lisi, Marotta, Montalto, Ripa, Rosafio e Sandomenico.
Indisponibili : Amenta, Liviero

Squalificato Atanasov

Juve Stabia- Akragas, la presentazione del match

Per la diciottesima giornata del campionato di Lega Pro si affronteranno al Menti la Juve Stabia e l’Akragas degli ex Carillo, Carrotta e Gomez. Gli agrigentini di mister Di Napoli sono in piena lotta per la salvezza e hanno vinto finora 3 partite, pareggiandone 8 e perdendone 6. La rosa a disposizione del tecnico napoletano è molto giovane ma può contare su elementi validi come Pane, Thiago, Carillo, Zanini, Longo, Gomez e Salvemini, solo per citarne alcuni. Il tecnico ex Messina, per la gara di domani, ha chiesto ai suoi di giocare con la mente sgombra, riponendo tutta la pressione sulle spalle delle vespe. I siciliani dovranno fare a meno del capitano Marino, Carrotta, Cochis, Aveni e Scrugli. I bianco blu vogliono rifarsi dopo la sconfitta interna di martedi contro il Cosenza all’Esseneto. La Juve Stabia, invece, vuole cancellare l’orribile prova di Andria per tornare in vetta alla classifica. C’è la consapevolezza di affrontare una squadra ostica, capace finora di espugnare il Pinto di Caserta e il Massimino di Catania. Fontana deve fare a meno degli infortunati Liviero e Amenta e dello squalificato Atanasov. Tanti i dubbi per entrambi i tecnici che scioglieranno le riserve solo alla fine. Di Napoli ritrova Carillo e potrebbe cambiare modulo, Fontana invece potrebbe lanciare nella mischia il grande ex Zibert, arrivato questa estate in cambio dei tre giovani Carillo, Carrotta e Gomez. Tra le due tifoserie c’è amicizia anche grazie al gemellaggio con il Siracusa. Nella passata stagione le vespe espugnarono l’Esseneto 0-2 grazie alla doppietta di Polak e vinsero 3-1 al ritorno al Menti. Ecco le probabili formazioni:

JUVE STABIA (4-3-3): RUSSO, CANCELLOTTI, MORERO, CAMIGLIANO, LIOTTI, MASTALLI, CAPODAGLIO, IZZILLO, SANDOMENICO, RIPA, KANOUTE.

AKRAGAS (4-4-2): PANE, RUSSO, THIAGO, CARILLO, SEPE, LONGO, PALMIERO, SALANDRIA, ZANINI, GOMEZ, SALVEMINI.

Il laziale Ranaldi arbitra Juve Stabia-Akragas al Menti

Sono quattro i precedenti del fischietto laziale con le vespe

Per la diciottesima giornata d’andata del campionato di Lega Pro girone C che si disputerà sabato 10 dicembre alle ore 14 e 30 al “Menti” di Castellammare è stato designato Armando RANALDI della sezione di Tivoli a dirigere la gara tra Juve Stabia e Akragas.

Armando Ranaldi di Tivoli
Armando RANALDI di Tivoli

Ranaldi, nato a Tivoli in provincia di Roma il 15 settembre 1985, è al suo quarto campionato in Lega Pro, questi i quattro precedenti con le vespe:

– 2014 / 2015 – Coppa Italia di Lega Pro (quarti di finale):

– 28 gennaio 2015 – quarti di finale: JUVE STABIA – COSENZA 0 – 1 gol vittoria dei silani dell’ex attaccante stabiese Gianluca De Angelis;

– 2014 / 2015 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 1° novembre 2015 – 9° giornata d’andata: JUVE STABIA – CATANIA 2 – 1 vantaggio delle vespe con Sergio CONTESSA, pari etneo di Calil e gol vittoria gialloblù all’ultimo respiro di Francesco BOMBAGI.

– 2015 / 2016 – Campionato Nazionale di Lega Pro girone ‘ C ‘

– 20 febbraio 2016 – 6° giornata di ritorno: JUVE STABIA – MARTINA FRANCA 6 – 0 questa la sequenza delle reti del “set” vinto dalle vespe: Stefano DEL SANTE, Nicolas IZZILLO, autorete di Gabrieli, Abou DIOP e doppietta di Francesco LISI.

L’assistente numero uno sarà: Antonio VONO della sezione di Soverato;

l’assistente numero due Maurizio CARTAINO della sezione di Pavia.

Giovanni MATRONE