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Dj Fabo ”libero ed in pace”: ha scelto l’eutanasia

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Rinvii, discussioni ed emendamenti. La corsa a ostacoli del biotestamento

È morto dj Fabo, ha scelto l’eutanasia

L’annuncio di Marco Cappato, che l’ha accompagnato nella clinica svizzera: «Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo»

«Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo». L’annuncio diffuso su Facebook è di Marco Cappato, l’esponente radicale che ha accompagnato l’uomo in una clinica Svizzera, dove ha scelto di mettere fine al dolore con l’eutanasia.

L’ultimo messaggio del dj di 39 anni rimasto cieco e tetraplegico dopo un grave incidente stradale era stato registrato poche ore prima. «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille».

Negli ultimi giorni dj Fabo (Fabiano Antoniani) aveva lanciato appelli allo Stato italiano e accuse contro un Paese «che mi ha lasciato solo con la mia tortura infinita». La decisione di scegliere «la dolce morte» in Svizzera è maturata dopo il terzo rinvio della legge sul testamento biologico. Con la poca mobilità della bocca che gli restava, Fabo ha accusato i parlamentari, sostenendo che «è una vergogna» che nessuno di loro «abbia il coraggio di mettere la faccia per una legge che è dedicata alle persone che soffrono» e li obblighi a essere «schiavi di uno Stato che ci costringe ad andare all’estero per liberarci di una tortura insopportabile e infinita».

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Coppa Italia Juve-Napoli, Sarri cambia: non solo Rog, altre 4 novità

Coppa Italia Juve-Napoli, Sarri cambia: non solo Rog, altre 4 novità

Raffaele Auriemma scrive su Tuttosport in merito alla formazione che domani Maurizio Sarri potrebbe schierare a Torino contro la Juventus: “Ma non è il caso e nemmeno ci sarebbe il tempo per rimuginare sulla sconfitta patita per mano di una squadra che ha perso solo tre delle ultime 21 gare di campionato. Sarri vuole ritrovare in fretta il rendimento della squadra attraverso l’ampio utilizzo della rosa. Domani sera a Torino, nella semifinale d’andata di Coppa Italia in casa della Juventus, ci sarà un largo utilizzo del turnover, con Pavoletti dall’inizio al posto di Insigne che gioca ininterrottamente titolare da 17 partite in campionato e da 6 di Champions: deve fermarsi per non restare a secco sul rettilineo finale. Chiriches e Strinic dovrebbero prendere il posto di Maksimovic e Ghoulam, con Giaccherini e Rog in predicato di giocare titolari sulla linea di centrocampo oppure da esterni d’attacco”.

FOTO ViViCentro – Under 17, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

FOTO ViViCentro – Under 17, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

Dopo il pari esterno contro la Casertana di settimana scorsa, i ragazzi di mister Nunzio Di Somma, l’Under 17 della Juve Stabia, affrontano la capolista Unicusano Fondi al Menti di Castellammare di Stabia. Arriva una sconfitta per 2-1 grazie alle reti Lampis, Capasso e Mirti. Da segnalare anche un rigore fallito per le Vespette da Pio Del Prete. Il racconto in scatti di Antonio Gargiulo.

a cura di Ciro Novellino

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“Io non smetterò mai di credere in voi, prendetevi la rivincita!”, patto tra Sarri e la squadra

“Io non smetterò mai di credere in voi, prendetevi la rivincita!”, patto tra Sarri e la squadra

La sconfitta contro l’Atalanta, nell’ambiente Napoli, certo non ha fatto bene. Né per come è arrivata, né per la situazione classifica che vede la Roma distante cinque punti. Il Corriere dello Sport riferisce che l’allenatore Maurizio Sarri ha voluto parlare allo spogliatoio ed il quotidiano riporta quelle che sono state le sue parole: “Non facciamo drammi, ma lavoriamo. Vale quello che abbiamo fatto” ovvero i quattordici risultati utili consecutivi.

“Io non smetterò mai di credere in voi, prendetevi la rivincita” ha detto Sarri, stringendo una sorta di patto con la squadra.

Sarri-De Laurentiis, dialogo al minimo storico: senza trofei potrebbe finire il rapporto

Sarri-De Laurentiis, dialogo al minimo storico: senza trofei potrebbe finire il rapporto

La Gazzetta dello Sport scrive sul futuro di Sarri a Napoli: “La lezione gliel’ha impartita per bene, Gian Piero Gasperini. Sul piano tattico e fisico. Nel doppio confronto gli ha lasciato zero punti (e zero gol) e qualche interrogativo a cui Maurizio Sarri dovrebbe rispondere, per spiegare i perché di una sconfitta e, soprattutto, il perché di tanta testardaggine nelle scelte. Ma lui è in silenzio, così come gli è stato imposto dal presidente Aurelio De Laurentiis, il suo primo accusatore. Un trittico di partite che potrebbe dare maggiori indizi sul futuro di Sarri a Napoli. Dopo la Juve, ci sarà l’anticipo di sabato pomeriggio, all’Olimpico, contro la Roma, mentre il 7 marzo si giocherà la gara di ritorno, al San Paolo, contro il Real Madrid. Tre gare che potrebbero dare indicazioni anche su quanto di concreto potrà ottenere il tecnico. Il suo rapporto con De Laurentiis è al minimo storico, non riescono più a prendersi e chiudere la stagione a mani vuote potrebbe spingere il presidente a chiudere il rapporto”.

FOTO ViViCentro – Under 15, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

FOTO ViViCentro – Under 15, il racconto in scatti di Juve Stabia-Fondi

Serviva una vittoria per cancellare la sconfitta di Caserta, serviva una vittoria per allungare sul Fondi e vittoria è stata per i ragazzi di Alfonso Belmonte. Vince la Juve Stabia al Menti di Castellammare di Stabia, categoria Under 15, contro l’Unicusano Fondi per 2-1 grazie ai gol di Pulcino e Cautero. Gol del 2-1 degli ospiti di Mosella. Il racconto in scatti di Antonio Gargiulo.

a cura di Ciro Novellino

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Mondo Politico sempre più italiota

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La scissione consumata la scorsa settimana nel Pd dà vita a un nuovo partito: Mattia Feltri ci ricorda le scelte più bizzarre nel variegato mondo politico italiano, dagli alberi agli ossimori.

Alberi, ossimori e un tocco d’italianità. Quando il partito scivola sul nome

L’ultimo nato è Democratici e progressisti: il Pd al contrario

ROMA – Le bizzarrie sono già state sottolineate. E cioè, chiamare un nuovo partito Dp, in semplice inversione delle lettere del partito da cui ci si è scissi, il Pd. E chiamarlo come Democrazia proletaria, la creatura di rimpatrio di cento sigle comuniste nata nel 1975, di cui il sessantottino Mario Capanna fu leader nella fase finale. Non è soltanto la collocazione ideologica rievocata, senza molti altri appigli, e il successo di consenso, visto che quella Dp si barcamenò per un decennio fra lo 0.2 e l’1.6 per cento: fosse tutto qui, saremmo in zona strano ma vero. È il nome in sé, Democratici e progressisti, a denunciare la stanchezza e la vaghezza delle idee diffuse nella politica italiana.

Da tempo anche le fonti battesimali sono sempre le stesse, secondo l’usanza: c’è stato il tempo dei vegetali (querce, margherite, ulivi), il tempo ancora attuale del centro orfano della Dc (Centro cristiano democratico, Unione di centro, Centro democratico), e il tempo che non finisce mai in cui ci si vergogna di usare il termine «partito», come se definirsi altro fosse di per sé una garanzia di estraneità alla palude. E così i Democratici e progressisti non sono un partito ma un Movimento, come i Cinque stelle ma anche come il Movimento italiani all’estero e il Movimento la Puglia in più, tutti così presi dalla folgorazione movimentista da dimenticarsi il progenitore toponomastico: il Movimento sociale italiano, erede del fascismo.

Altra moda è la doppietta: Democratici e progressisti, come Civici e innovatori (dalla frantumazione di Scelta civica), come Libertà e diritti (partito arcano del Gruppo misto), e soprattutto Conservatori e riformisti (dalla scissione di Raffaele Fitto da Forza Italia), che più di altri portano l’evidenza dell’ossimoro: conservare e riformare. E se non c’è ossimoro, sembra esserci la necessità di ampliare la proprie ambizioni, in realtà smisurate, per darsi un tono.

Libertà e diritti non vuole dire assolutamente niente di quello che si è e si vuole propugnare: la libertà e i diritti stanno a cuore a chiunque; sarebbe stato già più interessante un partito – pardòn, movimento – che si fosse chiamato Libertà e doveri. Democratici e progressisti è un carta d’identità senza confini in una democrazia in cui, per di più, c’è il Partito democratico, la Democrazia solidale, il Centro democratico. È che nascono formazioni una settimana sì e una settimana no, figlie di divisioni incomprensibili (per fortuna, perché quando le si comprende è peggio), che si buttano nell’anagrafe partitica prendendo una parola qui e una là, sempre le stesse: Area popolare, Azione popolare, Alleanza liberalpopolare, Alleanza nazionale, Alleanza per l’Italia, di modo che è diventato impossibile per chiunque, persino per topacci di palazzo, ricordare chi appartenga a un gruppo e in che si distingua dagli altri.

Ultimamente va molto forte la dichiarazione di italianità, che per un partito italiano dovrebbe darsi per acquisita: da Forza Italia a Fratelli d’Italia, oltre ad Alleanza per l’Italia, passando da Insieme per l’Italia, Centristi per l’Italia e naturalmente Sinistra italiana che apre l’infinito capitolo del titolo Sinistra, in mano per tutta la legislatura a Sinistra ecologia e libertà. Ma negli anni abbiamo avuto il Partito democratico di sinistra, i Democratici di sinistra, Sinistra democratica, Sinistra arcobaleno, e mille sinistre ancora. Insomma, oggi se si fonda un partito e si cerca di passare inosservati, è necessario prendere un paio dei seguenti termini – sinistra, Italia o italiano, democrazia, libertà, popolo o polare, progressisti o riformisti – associarli più o meno a caso – Popolo riformista, Democrazia e libertà, Italia progressista, Progresso popolare – e sperare che il copyright non sia già stato depositato. È proprio questo il punto: se non sai chi sei non riesci a definirti, e se sei nato a caso ti definisci a caso.

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lastampa/Alberi, ossimori e un tocco d’italianità. Quando il partito scivola sul nome MATTIA FELTRI

EDITORIALE – Juve Stabia, un pareggio che ha il sapore di un K.O.

La Juve Stabia che nella ripresa della gara con la Reggina si scioglie come neve al sole è forse una delle immagini più tristi di questa stagione. Lo è per tutti, in particolar modo per i tifosi. Non è un caso l’immagine scelta per il nostro editoriale: una sciarpa che un tifoso, a fine gara, preso dall’amarezza ha lanciato in campo e che, magari, poco prima sventolava festante.
È il triste segnale che un po’ tutti nell’ambiente gialloblù stanno lentamente gettando la spugna, come fa un allenatore di box che vede il suo ragazzo prendere colpi sul ring: getta l’asciugamano per chiedere di stoppare l’incontro.
Un qualcosa del genere era avvenuto già contro il Lecce, ma, ci perdoni la Reggina, capitolare contro i salentini ci può stare, subire invece la rimonta della penultima in classifica stride davvero troppo.
Nessuno conosce, forse, le cause che hanno portato a questa situazione; quello che si può dire con certezza è che sabato a gettare la spugna, a mezz’ora dal termine del match, sono stati i calciatori delle Vespe. Forse il doppio vantaggio e il cronometro che segnava il 65esimo hanno fatto illudere i ragazzi di Fontana che la pratica Reggina fosse ormai archiviata e che, magari, fosse giusto pensare già al Foggia (si spera) o a dove trascorrere il post partita.

Nessun accorgimento tattico avrebbe riacceso la lampadina, ma, ancora una volta, qualcosa non ha convinto anche nella gestione della gara ad opera dello staff tecnico. Il 4-3-3 da arma letale è diventato una prigione, una camicia di forza, di cui la Juve Stabia non riesce a liberarsi. Perché, quando si era ancora sul 3-1, la difesa gialloblù era altissima con Russo già costretto ad uscite spericolate sulla trequarti? Che senso ha giocare in tal modo quando si è in vantaggio di due gol? Ancora..perché dopo il doppio vantaggio non addormentare la gara con un semplice palleggio ed un occhio al cronometro? Lo stesso peccato originale, questo, fatto vedere a Siracusa. La Juve Stabia, e forse chi la guida, dimostra di non essere in grado di osservare con la giusta lucidità cosa avviene in campo. Il centrocampo a tre, una volta che la partita è stata bene indirizzata, potrebbe essere rafforzato con muscoli e dinamismo in luogo di uno degli esterni d’attacco ma questo, nonostante i ripetuti errori, non accade mai.

Altre considerazioni possono toccare il tanto criticato mercato; il campo ci ha detto che la vittoria di Vibo è arrivata con 10/11 della squadra pre mercato in campo e che anche sabato dei nuovi in campo è subentrato, con scarsi risultati, il solo Giron (sostituzione assurda quella di Liviero se non dettata da problemi fisici). Che piaccia o meno, le scelte di Fontana dicono non che il mercato sia da bocciare, ma solo che nei momenti difficili è meglio affidarsi ai vecchi. Per fare un esempio: come si possono lasciare ancora in panchina i Ripa ed i Marotta visti ieri?

Ripetiamo, forse nulla avrebbe dato la sveglia alla squadra ma sono accorgimenti che ci sembrano abbastanza palesi.
A questo punto, con Lecce e Foggia sempre più distanti, fare progetti è francamente inutile; si spera solo di vedere da qui a fine stagione una squadra che onori la maglia che indossa perché di rimonte e di ingenuità ne abbiamo già viste troppe.
Il gong non è ancora suonato e c’è ancora modo di riprendere le redini della stagione, ma con umiltà, lucidità e cazzimma da parte di tutti.

Raffaele Izzo

La notte degli Oscar: vince Moonlight. Statuetta anche per Bertolazzi e Gregorini

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Sembrava un’edizione senza sorprese, fino all’ultimo secondo, quando Warren Beatty ha annunciato La La Land come miglior film. Ma la busta era sbagliata: a vincere è stato Moonlight. L’Italia porta a casa la statuetta per il “miglior make-up” con Bertolazzi e Gregorini.

Clamoroso errore ai Premi Oscar: La La Land annunciato miglior film, ma vince Moonlight. Statuetta per il make-up a Bertolazzi e Gregorini

Aperta un’inchiesta per l’errato annuncio nel momento più importante della serata. Niente da fare per Fuocoammare. Miglior film straniero all’iraniano Farhadi

Sembrava un’edizione senza sorprese, fino all’ultimo secondo, quando Warren Beatty, salito sul palco insieme a Faye Dunaway per annunciare l’Oscar al miglior film ha indugiato sulla busta aperta, ha passato il foglio a Dunaway la quale ha annunciato il vincitore: La La Land. Sul palco sono saliti i produttori e hanno cominciato i discorsi di ringraziamento fino a quando qualcuno se ne è accorto:la busta consegnata a Beatty era sbagliata.
 Quella giusta, mostrata davanti alle telecamere, riporta un altro vincitore: Moonlight. Scortati giù dal palco tutti i protagonisti di La La Land, ecco salire i vincitori veri, ancora increduli che non sia tutto uno scherzo. Non lo è: l’Oscar per il miglior film va dunque a Moonlight con il colpo di scena più clamoroso che cerimonia ricordi. Un errore clamoroso, un lampo di dramma in un’edizione per il resto ultra prevedibile.
“Vince La La Land”. “No Moonlight”. Busta sbagliata, errore agli Oscar

Fino a quel momento il super favorito La La Land – 14 candidature totali – aveva infatti vinto tutte quelle importanti: miglior colonna sonora, migliore canzone City of Stars, migliore regia a Damien Chazelle che a 32 anni è il più giovane vincitore della storia, miglior attrice protagonista a Emma Stone, ultra favorita alla vigilia. Soprattutto le ultime due statuette sembravano anticipare il trionfo di La La Land a miglior film.

Vince invece Moonlight indicato da tutti come l’outsider con possibilità di vittoria e infatti così è stato. Al film diretto da Barry Jenkins era andata la prima statuina assegnata durante la serata, quella per il miglior attore non protagonista a Mahershala Ali, oltre che quella per la migliore sceneggiatura non originale.

APERTA UN’INCHIESTA SULL’ERRORE NELL’ANNUNCIO  

PriceWaterhouseCooper la società che si occupa del conteggio dei voti agli Oscar ha annunciato di aver aperto un’inchiesta su l’errore dell’annuncio del miglior film alla serata degli Oscar. «Ci scusiamo sinceramente con Moonlight e La La Land, Warren Beatty, Faye Dunaway e tutti i telespettatori per quanto accaduto durante l’annuncio del miglior film. I presentatori hanno ricevuto per errore la busta sbagliata, errore che è stato immediatamente corretto appena scoperto. Stiamo investigando su quanto è accaduto e siamo profondamente dispiaciuti che sia successo».

GLI ALTRI PREMI: UN OSCAR ANCHE AGLI ITALIANI  

Senza sorprese invece la vittoria di Casey Affleck nella categoria miglior attore protagonista per il film Manchester by the sea, così come di Viola Davis nella categoria miglior non protagonista femminile per il film Barrire diretto da Denzel Washington. Miglior sceneggiatura originale è andato a super Manchester by the sea, miglior film di animazione a Zootropia. Niente da fare per di Gianfranco Rosi che nella categoria miglior documentario è stato sconfitto dalla storia tutta americana OJ Simpson: made in America.

L’orgoglio italiano è stato però tenuto alto dal duo Alessandro Bertolazzi, piemontese di Vercelli, e Giorgio Gregorini che con l’americano Christopher Nelson hanno vinto l’Oscar per il miglior make up con il film Suicide Squad.

«Sono un immigrato, vengo dall’Italia e lavoro in giro per il mondo. Questo (premio) è per tutti gli immigrati -. Così Bertolazzi ha commentato sul palco l’importante riconoscimento ricevuto -. Grazie, voglio parlare, devo parlare ho aspettato per 50 anni e forse di più».

Nessuna sorpresa anche per l’Oscar per il miglior film straniero che come previsto è andato all’iraniano The Salesman: come già anticipato il regista Asghar Farhadi non era presente alla cerimonia. Il suo boicottaggio è stato in segno di solidarietà verso i cittadini iraniani e degli altri sei paesi colpiti dal Muslim ban emanato dal Presidente Trump.

L’ELENCO DEI VINCITORI  

Miglior film Moonlight

Miglior attrice protagonistaEmma Stone per La La Land

Miglior attore protagonistaCasey Affleck per Manchester by the Sea

Miglior regiaDamien Chazelle per La La Land

Miglior sceneggiatura non originaleBarry Jenkins e Tarell McCraney per Moonlight

Miglior sceneggiatura originaleKenneth Lonergan per Manchester by the sea

Miglior canzoneCity of Stars in La La Land

Miglior colonna sonora Justin Hurwitz per La La Land

Miglior fotografiaLinus Sandgren per La La Land

Miglior scenografiaSandy Reynolds-Wasco e David Wasco per La La Land

Miglior film di animazioneZootropolis

Miglior corto di animazionePiper

Miglior film stranieroIl cliente (Forushandeh) di Asghar Farhadi

Miglior attrice non protagonistaViola Davis per Barriere (Fences)

Miglior attore non protagonistaMahershala Ali per Moonlight

Miglior documentarioO.J.: Made in America

Miglior sonoroKevin O’Connell, Andy Wright, Robert Mackenzie e Peter Grace per La battaglia di Hacksaw Ridge

Migliori effetti speciali Il libro della giungla

Migliori costumi – Colleen Atwood per Animali Fantastici e dove trovarli

Miglior make-upAlessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson per Suicide Squad

Miglior montaggioLa battaglia di Hacksaw Ridge

Miglior cortometraggio documentarioThe White Helmets

Miglior cortometraggioSing

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vivicentro/La notte degli Oscar: vince Moonlight. Statuetta anche per Bertolazzi e Gregorini
,astampa/Clamoroso errore ai Premi Oscar: La La Land annunciato miglior film, ma vince Moonlight. Statuetta per il make-up a Bertolazzi e Gregorini FULVIO CERUTTI, SIMONA SIRI

Terremoto di magnitudo ML 4.0 nella provincia/zona Isole Eolie (Messina)

Terremoto in Sicilia, scosse in continuazione sull’Etna: scuole evacuate a Ragalna, Nicolosi e Bronte, epicentro nelle Eolie

Un terremoto di magnitudo ML 4.0 è avvenuto nella provincia/zona Isole Eolie (Messina) il

  • 27-02-2017 06:20:00 (UTC) 4 ore, 45 minuti fa
  • 27-02-2017 07:20:00 (UTC +01:00) ora italiana

con coordinate geografiche (lat, lon) 38.38, 14.77 ad una profondità di 12 km.

Il terremoto è stato localizzato da: Sala Operativa INGV-OE (Catania)

Stando ai dati giunti dai sismografi dell’INGV si è trattato di una scossa di magnitudo 4.0 sulla scala richter con ipocentro fissato a circa 12 km di profondità. Epicentro localizzato nel cuore delle isole Eolie, pochi chilometri a ovest dell’isola di Vulcano. Il terremoto è stato avvertito nettamente in tutto l’arcipelago delle Eolie senza provocare danni a cose o persone. Tremori sono stati percepiti anche sui settori settentrionali della Sicilia, tra palermitano e messinese.

La scossa è avvenuta intorno alle 7:20, con una magnitudo di 4.0 a una profondità di 12km. L’epicentro in mare aperto, vicino alle Eolie, tuttavia la scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione locale. Non si segnalano danni a cose e persone.

Una seconda scossa è stata poi registrata alle 7:21, di magnitudo 3.6 con epicentro sempre in mare aperto in prossimità delle Isole Eolie. Secondo le prime stima l’epicentro si collocherebbe a coordinate 38.36N e 14.75E a circa 12 km di profondità. Anche quest’ultima è stata percepita nettamente in tutto l’arcipelago delle Eolie.

Data e Ora (UTC) Magnitudo Provincia/Zona
2017-02-27 07:36:00 2.1 Costa Siciliana nord orientale (Messina)
2017-02-27 06:21:33 3.6 Costa Siciliana nord orientale (Messina)
2017-02-27 06:20:00 4.0 Isole Eolie (Messina)

La battaglia dei vitalizi e dei privilegi (VIDEO)

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Nell’editoriale Marcello Sorgi affronta il nodo dei vitalizi, la prossima battaglia che vedrà scontrarsi il Movimento Cinque Stelle e il Pd: la partita dei privilegi si intravede minacciosa sulle urne.

La partita dei privilegi sulle urne

ROMA – Rilanciata da Renzi al ritorno dalla California, la polemica con Grillo sull’abolizione dei vitalizi dei parlamentari è destinata a diventare il pezzo forte della campagna elettorale permanente in corso in Italia, in attesa che si decida se e quando si voterà per rinnovare le Camere. Basterebbe che le elezioni si svolgessero dopo metà settembre per far sì che deputati e senatori maturino anche per questa legislatura la pensione. Pensione da parlamentare, ovviamente: da qui origina il privilegio costruito esclusivamente sul laticlavio della carica elettiva (e non, come per le persone comuni, sui versamenti previdenziali di una vita di lavoro). Renzi, come Grillo, vorrebbe cancellarlo, approvando la proposta avanzata da tempo da Matteo Richetti, ora riecheggiata da quella 5 stelle, ma non condivisa da tutto il Pd.

In gran parte dell’opinione pubblica infatti s’è diffusa l’idea che i parlamentari non lavorino per niente, siano sostanzialmente dei perdigiorno che frequentino la Camera e il Senato come circoli, allontanandosene solo per andarsi a sedere in buoni ristoranti a spese della comunità.

Inutile dire che questa descrizione non corrisponda alla realtà, e anzi il paradosso di questa legislatura stia nel fatto che, nata morta, senza nessuna maggioranza espressa dalle urne, si sia poi trasformata in una delle stagioni di lavoro più fruttuose degli ultimi anni, con una quantità di leggi approvate non paragonabile a quella delle stitiche stagioni precedenti. Certo, è un fatto che il voto del referendum del 4 dicembre abbia cancellato i risultati più rilevanti di questo lavoro, a cominciare dalle riforme costituzionali e dalla legge elettorale, avviando una fase di ripensamento politico anche su quelle rimaste in vigore, vedi scuola e Jobs Act. Ma ciò non toglie che l’impegno dei parlamentari, a favore o contro, sia stato notevole, sebbene sia cresciuto parallelamente il numero delle leggi mal fatte.

Per capire quanto ormai sia radicato il pregiudizio anti-casta nei confronti dei rappresentanti del popolo è sufficiente fare un piccolo test: affacciarsi a Montecitorio una mattina o un pomeriggio qualsiasi, per accorgersi che i deputati non possono più uscire dal portone principale della Camera, senza essere sommersi da urli e fischi dei manifestanti assembrati nella metà inferiore della piazza. Il minimo che si sentano dire è «ladri», «corrotti», «venduti», ed è questo, purtroppo, negarlo non si può, il sentimento prevalente della gente comune verso gli abitanti delle istituzioni.

Si può discutere se si tratti di giudizi motivati (i cittadini hanno più di una ragione, spesso però sparano nel mucchio), o di ritorno al qualunquismo per disperazione e sull’onda dilagante del populismo. Ma il punto è che se comincia e continua così, la campagna elettorale non potrà che peggiorare una situazione giunta al livello di guardia.

E’ su questo che Renzi dovrebbe riflettere: se nessuno, neppure il segretario del maggior partito di governo, oltre a attaccarne i privilegi, difende i parlamentari, distinguendo tra il degrado e le virtù del loro ruolo e adoperandosi, malgrado tutto, per migliorare le cose, alla fine l’ondata di protesta travolgerà tutto, e non ci sarà tempo per capire di chi è la colpa. Il problema non è solo stabilire chi ha inventato per primo – il Pd o i 5 stelle – e se ha copiato, il modo di togliere ai parlamentari il vitalizio, che comunque va riformato.

Ma interrogarsi sul perché le Camere siano composte in gran parte da persone prive di qualsiasi esperienza, che prima di essere elette non avevano propensione né preparazione specifica per far politica. Deputati, deputate, senatori e senatrici scelti spesso in base alla faccia, o all’aspetto fisico, o alla fedeltà o all’obbedienza; tutti uguali o quasi tutti, perché i partiti selezionano allo stesso modo i candidati, e troppe volte conta più la faccia tosta in un talk-show o l’assiduità sui social forum che il resto. Senza mestiere che diventano politici di professione: e poi ci si chiede perché il Parlamento funziona come funziona.

Matteo Renzi torna in tv dopo le dimissioni da segretario, attacca Massimo D’Alema e difende il ruolo del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel governo Gentiloni, dopo che La Stampa ha riferito uno sfogo del responsabile del Tesoro.

Era il 1892, quando Filippo Turati e Guido Albertelli diedero vita al Partito Socialista Italiano. Dopo solo 30 anni di unità, la sinistra italiana inizia una marcia lunga cento anni di fazioni, scissioni e accorpamenti, fino alla creazione della nuova “Cosa Rossa” di D’Alema, Bersani, Speranza e Rossi.

https://www.youtube.com/watch?v=tRI90E0nXxo

Video di Stefano Scarpa
Voce Filippo Femia
A cura del Visual Desk

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Inter Roma 1-3| Nainggolan batte l’Inter con 2 gol da fuoriclasse. Dominio dei giallorossi

La Roma domina la gara conquistando la sua quarta vittoria consecutiva in campionato. Nainggolan, uomo partita, scatenato con una formidabile doppietta

Roma- Nel posticipo serale di campionato, la Roma affronta l’Inter al Giuseppe Meazza. I giallorossi continuano l’inseguimento della capolista che si allunga di 12 punti sul Napoli fermato in casa dall’Atalanta nell’anticipo. Determinati alla conquista dei 3 punti in classifica, necessari per tenere il passo con la Juventus, l’imperativo di stasera era dunque “vincere” e Spalletti non delude: mette a segno l’obiettivo meritando la quarta vittoria consecutiva di campionato. Uno strepitoso Nainggolan diventa il simbolo di questa serata mettendo a segno due bellissimi gol; completa il quadro Perotti che segna il suo settimo rigore. Ko dell’Inter che subisce la supremazia dei giallorossi.

Primo tempo

La Roma è ben posizionata e gestisce bene l’inizio della gara. La prima occasione gol per i giallorossi arriva dopo 8 minuti con Salah, che servito alla precisione da Dzeko, cerca la conclusione sul secondo palo, ma Handanovic arriva sulla palla e respinge.

Al 12’ uno scatenato Nainggolan servito da Dzeko, palla al piede, salta l’avversario e fa partire un bolide calciando di destro a giro, un gran tiro che trafigge l’incolpevole Handanovich.

Inter Roma 0-2

Arriva immediata la reazione dei padroni di casa che con Joao Mario tentano di agguantare il pareggio, l’attaccante nerazzurro pova la conclusione in corsa ma lungo la traiettoria si frappone Manolas che salva il risultato.

La Roma  dirige ancora la gara e domina mettendo l’Inter in evidente difficoltà. Verso la fine della prima frazione di gioco la squadra di Pioli prova a spingere in area avversaria ma la difesa giallorossa è impeccabile e non lascia alcuno spiraglio ai nerazzurri. Ci prova Icardi al 42’ ma trova l’opposizione di Rudiger a pochi passi dalla porta.

Al 44’ ancora un brivido per la difesa interista, Dzeko braccato in area a pochi metri dal portiere, passa la palla all’indietro, arriva il Ninja che fa partire un altro bolide, la palla finisce di poco fuori a destra.

Si conclude un primo tempo intensissimo dove ha brillato una grande Roma che conduce per uno a zero.

Secondo tempo

Nell’avvio della ripresa la Roma cala i ritmi concedendo qualche azione in più agli avversari. Al 5’ Perisic prova la conclusione approfittando di un errore di Bruno Peres ma il brasiliano si fa perdonare deviando in angolo.

Al 55’ arriva la prima sostituzione per l’Inter, entra Eder al posto di Brozovic.

Al quarto d’ora la gara si ravviva e i giallorossi iniziano ad aggredire i padroni di casa con lo stesso spessore dell’half time.

Al 56’ arriva il raddoppio della Roma! Ed è ancora lui, Radja Nainggolan che tutto solo percorre tutto il campo, scarta un avversario e dai 20 metri fa partire un siluro! Con freddezza e precisione spedisce il suo strepitoso tiro dritto in porta! Gol da incorniciare, un tiro da vero campione!

Inter Roma 0-2

L’Inter prova a reagire mentre Spalletti manda in campo Perotti al posto di Salah al 71’.

Pioli effettua un cambio e prova ad incrementare l’attacco, entra Barbosa ed esce Candreva. L’Inter prova ad attaccare, non demorde in cerca del gol.

All’80’ l’Inter accorcia le distanze con Icardi che su cross di Peresic, insacca la rete.

Inter Roma 1-2

Si riaccendono le speranze dei nerazzurri, ma la Roma riparte agguerrita.

All’82’ ammoniti Fazio e Murillo per proteste.

Spalletti manda in campo Paredes al posto di De Rossi, scelta tattica, capitan Futuro era già ammonito, meglio non rischiare.

All’85’ RIGORE per la ROMA! Medel entra in ritardo su Dzeko, Tagliavento assegna la massima penality.

Sul dischetto va Perotti che non sbaglia e trasforma il rigore! Sette su sette, il giovane attaccante non ne sbaglia uno!

Inter Roma 1-3

All’88’ ultima sostituzione per la Roma: entra Vermaelen al posto di Paredes.

Sono 4 i minuti di recupero.

A pochi secondi dal termine Eder prova a sorprendere Szczesny che però si supera negando il gol del raddoppio agli avversari.

FORMAZIONI|TABELLINO

INTER: Handanovic; Murillo, Medel, D’Ambrosio; Candreva, Gagliardini, Kondogbia, Perisic; Joao Mario, Brozovic (55′ Eder); Icardi.
A disp.: Carrizo, Berni, Sainsbury, Andreolli, Ansaldi, Nagatomo, Santon, Banega, Biabiany, Palacio, Pinamonti, Gabriel Barbosa.
Allenatore: Pioli.

ROMA: Szczesny; Rudiger, Manolas, Fazio, Juan Jesus; De Rossi, Strootma; Salah, Nainggolan, Bruno Peres; Dzeko.
A disp.: Alisson, Lobont, Vermaelen, Emerson, Mario Rui, Paredes, Gerson, Grenier, Totti, Perotti, El Shaarawy.
Allenatore: Spalletti.

Arbitro: Tagliavento di Terni.

Reti: 12′ e 56′ Nainggolan, 80’ Peresic, 85’ Perotti (R)

Ammoniti: Perisic (I), De Rossi (R), Fazio (R), Murillo (I)

Maria D’Auria

 

FOTO ViViCentro – Primavera, Pontini poco incisivi, la Spal passeggia e vince 3-1

FOTO ViViCentro – Pontini poco incisivi, la Spal passeggia e vince 3-1
La Spal reduce da una striscia positiva di sei partite non sembra fermarsi e lo dimostra fin da subito, portandosi in vantaggio dopo pochi minuti con Shaka che raccoglie un bellissimo assist di Ferrari dopo una discesa prorompente sull’out di destra.
La partita continua a senso unico, con un unica squadra in campo, la Spal domina in ogni settore, soprattutto a centrocampo dove Shaka con personalità mette fisico e ordine.
Il Latina molto disordinato e poco incisivo non riesce mai a preoccupare Thiam che in tutta la partita compirà solo due parate.
La partita nel secondo tempo trova i Pontini con un piglio diverso e deciso nel cercare la parità ma una Spal molto determinata, ordinata e ben messa in campo da Rossi respinge ogni attacco.
Il Centrocampo ferrarese è una diga e appena riconquista palla si ripropone in avanti con decisione e nei minuti finali di gara trova le reti di Cantelli, dopo un azione corale sulla sx che porta ad una respinta corta, e di Strefezza che all’87’ chiude un bel contropiede.
Da segnalare l’ottima prestazione di Shaka, che per me è Mvp della partita, anche se nel finale è macchiata dal fallo di rigore ai danni di Romani che Di Nardo trasforma per la rete della bandiera e chiudendo così il match sul 3 a 1 per gli Spallini.

IL TABELLINO

Marcatori: 8′ Eklu Shaka (S), 76′ Cantelli (S), 82′ Strefezza (S), 87′ Di Nardo (L)

Spal: Thiam Ngagne, Boccafoglia, Granziera, Di Pardo, Ferrari, Cicognini, Strefezza (88′ Boreggio), Eklu Shaka, Ubaldi (73′ Cantelli), Artioli, Vago (63′ Equizi). A disp.: Balboni, Scarparo, Anostini, Righetti, Foschini, Clement. All.: Rossi.

Latina: Rausa, Barry (66′ Mentana), Oberrauch, Beccaceci, Santovito, Atiagli, Varriale, Megelaitis, Di Nardo, Cancelli (75′ Arfaoui), Rodriguez (76′ Romani). A disp.: Alfieri, Morelli, Costanzo, Rizzi, Giardino, Muca, Garau, Ludovisi. All.: Tebi.

dal nostro inviato Christian Mastalli

FOTO ViViCentro – Attività di base, Iena Soccer-Juve Stabia 1-9: il tabellino del match

FOTO ViViCentro – Attività di base, Iena Soccer-Juve Stabia 1-9: il tabellino del match

Vince con il risultato di 9-1 in trasferta la Juve Stabia, categoria 2005/06 contro lo Iena Soccer. In gol sono andati Zaccariello, Buzzo (4), Marcuccio, Di Nardo, Improta e Natale.

Così in campo:

1 Tempo – Sacco Granatello Papa Provvisiero Marcuccio Maffei Di Nardo Cioffi Improta

2 Tempo – Sacco Zaccariello De Curtis Fabrizio Testa Natale Dello Iacopo Buzzo Minasi

3 tempo – Sacco Coppola Provvisiero Fabrizio Marcuccio Rinaldi Cioffi Improta Cioffi

a cura di Ciro Novellino, foto Provvisiero

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FOTO ViViCentro – Attività di base, Juve Stabia-Millenium Salerno 3-0: il tabellino del match

FOTO ViViCentro – Attività di base, Juve Stabia-Millenium Salerno 3-0: il tabellino del match

Domenica stabiese con le Vespette 2004… Oggi superba vittoria, di orgoglio e carattere, al cospetto di una squadra tanto prestante fisicamente (2003). Oggi e’ uscito fuori il carattere dei ragazzi, che hanno sopperito alle tante assenze (5) per infortuni e influenza, con in campo nell’undici titolari ben 3 ragazzi 2005. Per la cronaca le reti stabiesi sono state messe a segno da Di serio(2) e Minasi. Juve Stabia-Millenium Salerno 3-0.

Così in campo:

Arrichiello, Migliaccio, Sannino (Cavaliere/Tarantino), Ruggiero, Marino, Russo, Lettera, Prisco, Montella (Ferrara), Di Serio, Minasi.

a cura di Ciro Novellino, foto Minasi

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Giovanissimi regionali, Sp Cesa-Juve Stabia 1-1: il tabellino del match

Giovanissimi regionali, Sp Cesa-Juve Stabia 1-1: il tabellino del match

Finisce in parità: 1-1 (gol di Campagnuolo), la gara dei 2003 della Juve Stabia. Contro lo Sp. Cesa 2002 arriva un pareggio che sta stretto alle vespette.

Così in campo:

Tornincasa, Criscio, Vinciguerra (Romilli), Roma (Fabrizio), Campagnuolo, Minicozzi, Abissinia, Damiano (Amore), De Lucia, Martino (Tosto), Iengo

a cura di Ciro Novellino

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” Giuliano ” Storia di un Assassinio Involontario ( Recensione Diana Marcopulopulos)

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” Giuliano ” “Storia di un assassinio involontario ” e’ una produzione del CTB  , la prima  nazionale è andata in scena al Teatro Santa Chiara -Mina Mezzadri Sabato 25 Febbraio .
La drammaturgia è stata curata da Alessandro Mor e Alessandro Quattro.  La rappresentazione è una trasposizione elaborata e arricchita del racconto “La Leggenda di San Giuliano Ospitaliere di Gustave Flaubert.  In scena solo due uomini :Alessandro Quattro nelle vesti del narratore e a tratti del personaggio ,si contrappone a Giuliano ,attore Alessandro Mor . Il narratore ha saputo sciorinare ottimamente una recita magistrale , intrecciando monologhi con dialoghi  rafforzati da gesta che rendevano più incisivo e marcato il contenuto recitato. Con una eccellente interpretazione, Alessandro Mor, attraverso una mimica corporea e contorsioni, e’ riuscito a trasmetterci le insicurezze,le paure,gli impulsi che ci assalgono quotidianamente . Si passa temporaneamente dal Medioevo ai giorni nostri dove il pentimento delle proprie azioni lo porta a redimerlo e a cercare di salvare la propria anima . Una scenografia cupa e spettrale che rende l’idea chiara di una cattedrale del Medioevo , brava Katya Santoro . Bravo Sergio Martinelli che ha saputo creare un’effetto scenico con giochi e proiezioni di luci .
Un grande successo sottolineato dal pubblico che con un forte applauso ha premiato gli attori .

Repliche fino al 28 Febbraio al Teatro Santa Chiara Brescia

Diana Marcopulopulos

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Allievi regionali, Juve Stabia-Spes Battipaglia 5-2: il tabellino del match

Allievi regionali, Juve Stabia-Spes Battipaglia 5-2: il tabellino del match

L’Under 16 allenata da mister Macone, dopo il pari di settimana scorsa, torna alla vittoria. Juve Stabia-Spes Battipaglia termina col risultato di 5-2. In gol Pistola, salito a quota 22 in stagione, Fontanella, Capasso e doppietta di Guadagno.

Così in campo:

JUVE STABIA – Todisco, Izzo, Vilardi, Marrone, Gargiulo, Daniele, De Cicco, Capasso, Pistola, Scalera, Fontanella. A disp. D’Agostino, Esposito, Guadagno, Del Prete, Massaro, Arno, Ruocco. All. Macone

SPES BATTIPAGLIA – Di Feo, Ciliberti, Boffa, D’Arco, Procida, Piccolo, Santimone, Iervolino, Fernando, Chiapparrone, Zottoli. A disp. Maiano, Gargiulo, Cappuccio

a cura di Ciro Novellino

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VIDEO ESCLUSIVO – Under 17, Juve Stabia-Fondi 1-2: gli highlights e i gol del match

VIDEO ESCLUSIVO – Under 17, Juve Stabia-Fondi 1-2: gli highlights e i gol del match

Dopo il pari esterno contro la Casertana di settimana scorsa, i ragazzi di mister Nunzio Di Somma, l’Under 17 della Juve Stabia, affrontano la capolista Unicusano Fondi al Menti di Castellammare di Stabia. Arriva una sconfitta per 2-1 grazie alle reti Lampis, Capasso e Mirti. Da segnalare anche un rigore fallito per le Vespette da Pio Del Prete. Gli highlights e i gol del match.

a cura di Ciro Novellino

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VIDEO ViViCentro – Under 17, Pezzella: “Ci ero arrivato, ma la palla è entrata”

VIDEO ViViCentro – Under 17, Pezzella: “Ci ero arrivato, ma la palla è entrata”

Dopo il pari esterno contro la Casertana di settimana scorsa, i ragazzi di mister Nunzio Di Somma, l’Under 17 della Juve Stabia, affrontano la capolista Unicusano Fondi al Menti di Castellammare di Stabia. Arriva una sconfitta per 2-1 grazie alle reti Lampis, Capasso e Mirti. Da segnalare anche un rigore fallito per le Vespette da Pio Del Prete. Al termine del match abbiamo ascoltato Danilo Pezzella.

a cura di Ciro Novellino

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