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Di Somma a Il Pungiglione: “Non metto in discussione l’operato di Amodio, è merito di tutti. Turi? Un lavoro importante”

In esclusiva le dichiarazioni di Salvatore Di Somma

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Sportivo del Benevento, Salvatore Di Somma.

Il giudizio di Di Somma su questo momento, dopo che anche nel suo trascorso ci fu una problematica simile

“Le sorti della Juve Stabia le seguo sempre anche settimanalmente. Non ho visto l’ultima, ma posso dire che fino alla sosta la Juve Stabia viaggiava con grandissimi risultati e gioia per la città e la piazza. C’è qualche risultato che sta venendo meno, non conosco le cause. Può essere un calo mentale o fisico. Sono arrivati a gennaio colpi importanti come Paponi e Cutolo e speravo che potesse dare filo da torcere a Lecce e Foggia. Stanno perdendo terreno, ma una squadra che è in vanatggio 3-1 contro una squadra modesta non può farsi rimontare 2 gol. Lecce e Foggia si allontanano”.

Ha raggiunto i più alti risultati sportivi. Quando ha ascoltato Amodio e la sua voglia di rivendicare i meriti dei successi, cosa ha provato?

“Nessuno mette in discussione Amodio, ma ci sono rimasto male. Ho letto e ascoltato rancore nelle sue parole. Nessuno glieli vuole togliere. Giglio e Manniello hanno salvato la Juve Stabia con i loro soldi, non mi sembra che li abbia messi lui. I meriti della cavalcata, però, sono di tutti. Giglio e Manniello mi hanno dato l’opportunità di scegliere i calciatori con Braglia e costruire squadre importanti”.

Continuità del settore giovanile è il direttore Alberico Turi. Voglia e professionalità per costruire i campioni del futuro

“La gestione del settore giovanile è importante. Tra una marea di difficoltà sono stati raggiunti traguardi importanti. Va fatto un plauso a chi lo gestisce. Ricordo benissimo la famosa partita del torneo di Viareggio dove fu messa sotto la Juventus. Si vinse quella gara, io c’ero. La ciliegina sulla torta di chi ha lavorato fin qui bene”.

Il rapporto con Turi?

“Ha tanta pasisone e competenza. Sta facendo un lavoro importante con tantissimi giovani. Il lavoro fatto fin qui è straordinario”.

Contestato Manniello?

“Quando i risultati non arrivano succedono queste cose. Anche io ho avuto screzi con Manniello, cose poi chiarite. Non è giusto contestarlo, sta facendo cose egregie da solo. Dispiace che qualcuno mette in discussione il suo operato. Deve farsi affiancare da qualche persona più esperta e competente”.

Cosa si augura dalla Juve Stabia?

“Di rivedere quella squadra vista fino alla sosta natalizia. L’allenatore fa giocare bene questa squadra, c’è bisogno di ricompattarsi per tornare ad essere squadra importante. E’ un momento che gira male, non credo che ci siano problemi interni. Mi auguro che possa vincere a Foggia per ripartire e dare fastidio a chi è davanti”.

In chiusura un pensiero su Logiudice…

“Ha fatto un lavoro sicuramente importante e ha valorizzato tantissimi giovani. Non entro nel merito. Non conosco i motivi di cosa sia successo, ma è un uomo di calcio, competente e persona seria. Ha sempre ottenuto grandi risultati sia in campo che fuori”.

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Il piano di Renzi per i disoccupati

Renzi: un sostegno medio di cinquecento euro al mese per chi è in condizioni di povertà o disoccupato. Costo: fino a 4,5 miliardi di euro l’anno. È la proposta alternativa al «reddito di cittadinanza» con cui Matteo Renzi prova a sfidare il Movimento Cinque Stelle.

La sfida di Renzi al piano grillino. Un aiuto da 500 euro al mese

Il Pd prepara l’estensione del reddito di inclusione. In busta paga lo 0,3% che oggi trattengono le aziende

ROMA – Un sostegno medio di cinquecento euro al mese per chi è in condizioni di povertà o disoccupato. Costo: fino a 4,5 miliardi di euro l’anno. A volerla spiegare in estrema sintesi è questa la proposta alternativa di Matteo Renzi al «reddito di cittadinanza» del Movimento Cinque Stelle. Una regola base del marketing – perfettamente valida anche per quello della politica – è far credere di offrire gratis anche ciò che non lo è. Parlare di «lavoro» o «reddito» di cittadinanza equivale a promettere soldi a tutti, a prescindere da condizioni sociali, lavorative o familiari.

Non è così, semplicemente perché è impossibile farlo: secondo alcune stime costerebbe abbastanza da mandare immediatamente in default il debito italiano. È però vero che le due proposte sono diverse l’una dall’altra: quella di Renzi è realistica nei costi ma fin troppo ambiziosa negli obiettivi. Quella del Movimento Cinque Stelle è per certi versi più facile da introdurre ma pericolosissima per la tenuta dei conti pubblici: costerebbe – la stima è dell’Istat – 15 miliardi di euro l’anno. Non è un caso se il reddito di cittadinanza esista solo in due angoli freddi e ricchi del mondo: in Alaska, dove grazie alle royalties sul petrolio lo Stato concede un sussidio universale fino a 200 dollari, e in Finlandia, dove hanno appena iniziato una sperimentazione su duemila persone.

L’Italia – in compagnia della Grecia – è invece l’unico Paese europeo in cui non esiste un «reddito minimo», ovvero una misura in grado di garantire a chi ne ha effettivamente bisogno una soglia minima di sussistenza. Le proposte di Pd e M5S vanno entrambe in quella direzione.

Il piano Pd
Il responsabile economia del Pd Filippo Taddei si affida ad un antico proverbio cinese: «Se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare». Il piano di Renzi non parte dal nulla: proprio questa settimana il Senato dovrebbe approvare in via definitiva il disegno di legge delega per la lotta alla povertà. L’approvazione di quella delega vale a regime 1,8 miliardi di euro, abbastanza per erogare fino a 400 euro al mese all’85 per cento delle famiglie con meno di tremila euro l’anno. Ovviamente le persone in condizioni di povertà sono molte di più, circa 4,6 milioni di italiani. Il piano di Renzi punta ad allargare quel sussidio fino a trasformarlo in un «reddito di inserimento» e a comprendere tutti coloro i quali hanno redditi inferiori agli ottomila euro l’anno.

Già oggi per ottenere il «Sia» – la versione «beta» del reddito minimo targato Pd – l’Inps impone una serie di condizioni: occorre presentarsi in Comune con la certificazione dei propri redditi (noto come modulo Isee), avere un minore in famiglia, non si può ricevere altri sussidi né possedere la moto o un’auto di cilindrata superiore ai 1300.

L’ambizione del progetto Pd al quale lavora il responsabile del programma Tommaso Nannicini è di superare tutti gli attuali strumenti di integrazione al reddito (sussidi di disoccupazione, aiuti alle famiglie) e unificarli, costruendo così uno strumento universale. Facile a dirsi, difficile a farsi, visto che nel frattempo alcune Regioni (Lombardia, Puglia, Friuli) si sono mosse in proprio introducendo altri sussidi, e contribuendo a complicare il già complicato «sistema Arlecchino» di aiuto ai bisognosi (il copyright è di Luca Ricolfi). Di buono c’è che il progetto Pd ha l’ambizione di riformare le cosiddette «politiche attive» sul lavoro e i centri per l’impiego, discretamente gestiti al Nord, fallimentari al Centro-sud. Una delle idee allo studio prevede di restituire ai lavoratori lo 0,3 per cento che oggi viene trattenuto dall’azienda per i corsi di formazione professionale: quei soldi alimenteranno un fondo «aggiornamento professionale» che ciascun lavoratore dipendente potrà spendere come crede.

Il piano M5S
Uno dei più noti filosofi del Novecento – John Rawls – si chiedeva spesso che senso avesse dare soldi «ai surfisti di Malibu». Ma le ragioni dei surfisti non sono nemmeno in cima ai pensieri di Grillo e dei suoi. La proposta di legge 1148 del M5S è più generosa di quella del Pd ma non somiglia per niente al reddito di cittadinanza. Anche la proposta dei grillini vincola la concessione del sussidio a diverse condizioni: occorre presentare l’Isee, se c’è un invalido occorre una visita per verificarne l’invalidità, se si è disoccupati bisogna fornire immediatamente la disponibilità al lavoro al centro per l’impiego. Il problema sono i costi: il piano Grillo-Di Maio promette fino a 780 euro a persona. Se però i componenti della famiglia sono sette, il massimo erogabile in un anno è di 37.440 euro. Moltiplicate per il numero di famiglie povere e si possono apprezzare rapidamente le conseguenze sui conti pubblici.

Twitter @alexbarbera

Il filo teso tra Dj Fabo, Cappato ed il Colle

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Il leader radicale, Marco Cappato, pochi giorni fa informò il Quirinale. Da Mattarella “comprensione umana”, ma nessun intervento diretto.

Dal Colle “comprensione umana” ma nessun intervento diretto

I Radicali raccontano: i consiglieri di Mattarella ci hanno ricevuti e hanno ascoltato il nostro punto di vista

ROMA – Non è corretto dire che il Quirinale sia stato assente dalla vicenda di dj Fabo. Subito dopo la commovente lettera del giovane a Sergio Mattarella affinché il Presidente facesse qualcosa per sbloccare la discussione su un ddl dei Radicali che permette l’eutanasia assistita, dal Colle era giunta una telefonata a Marco Cappato, il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni. Venga a trovarci, gli hanno detto. Non sarebbe stato un incontro diretto con il Capo dello Stato, ma con due tra i suoi consiglieri più stretti, Giancarlo Montedoro, consigliere di Stato addetto agli affari giuridici, e Luisa Corazza, consulente del Presidente per le questioni di carattere sociale. Accadeva il 17 febbraio scorso.

Forse Marco Cappato si attendeva qualcosa di più. Forse si aspettava un segnale politico. In cambio, ha avuto vicinanza umana. E comunque i due funzionari che l’hanno ricevuto sono tra i consiglieri più vicini a Mattarella e si muovevano su suo indirizzo.

«Due funzionari ci hanno ricevuto – racconta ora Cappato – e ci hanno tecnicamente offerto un “ascolto”. Significa che hanno preso nota delle nostre parole, ma non è stata data alcuna risposta all’appello di dj Fabo. Né nel corso di quell’incontro, né in seguito. Il Quirinale non ci ha parlato».

L’incontro del 17 febbraio, insomma, è presto detto. I due consiglieri di Mattarella hanno ascoltato in silenzio le ragioni del tesoriere dell’associazione vicina ai Radicali e di dj Fabo, hanno preso nota delle doglianze sui ritardi della politica italiana nell’affrontare una questione così delicata come l’eutanasia assistita, e però secondo l’associazione così importante e urgente. La delegazione di Cappato ha fatto anche diversi esempi di legislazione in Europa sulla materia. In Italia, però, hanno detto amaramente, non è materia su cui si legifera.

Non ci sono reazioni ufficiali dal Quirinale. L’incontro dei due consiglieri con la delegazione dell’associazione Luca Coscioni è confermato, punto. Ma si sa che il Presidente ha dato lui l’indirizzo ai suoi consiglieri e gli è stato prontamente riferito l’andamento dell’incontro. E chi nei giorni seguenti ha ascoltato il Capo dello Stato, sa che Mattarella ha espresso la sua grande comprensione umana per il giovane dj, la vicinanza al suo dolore e anche personale partecipazione, unita però alla consapevolezza che in Italia non ci sono gli strumenti giuridici per dirimere la questione.

Quello che Montedoro e Corazza non hanno esplicitato è che il Presidente non sarebbe intervenuto pubblicamente sulla materia innanzitutto perché il suicidio assistito secondo la legge italiana è un reato, e mai il Presidente si sarebbe sentito di invitare chicchessia a commettere un reato. Secondo, i due consiglieri avevano chiaro che nemmeno il disegno di legge in discussione in Parlamento sul testamento biologico prevede una legalizzazione del suicidio assistito. Terzo, che il tema dell’eutanasia è sicuramente molto discusso nel Paese, e appassiona, ma è anche fortemente divisivo, ossia non c’è una corrente d’opinione prevalente, e quindi a maggior ragione Sergio Mattarella preferisce conservare il silenzio.

D’altra parte una costante di questi due anni è anche la non-interferenza del Quirinale nelle dinamiche politiche e parlamentari. Mattarella, come si è visto in tanti passaggi recenti e meno recenti, è assolutamente rispettoso del dibattito che si svolge alle Camere e ritiene corretto non intervenire in un senso o nell’altro.

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vivicentro/Il filo teso tra Dj Fabo, Cappato ed il Colle
lastampa/Dal Colle “comprensione umana” ma nessun intervento diretto FRANCESCO GRIGNETTI

Filo Di Arianna tra ENEL e RAI (Lo Piano Saint Red)

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L’escamotage, la trovata geniale, il colpo di coda renziano quando ricopriva la carica di 1° Primo Ministro, è stato quello di creare un gemellaggio fra l’Enel e la RAI. 

A distanza di un anno dal lieto evento, nessun “sacerdote politico”, e’ stato in grado di rompere il filo di Arianna.

E’ stato un vero e proprio matrimonio d’interessi che non si doveva fare, una vera e propria rapina per milioni di Italiani che hanno dovuto sborsare in qualita’ di “invitati” alla festa nuziale, la bella cifra di 100 euro.

Anno Astrale della Rapina :

Eravamo nel “lontano” 2016, Costellazione Italia, quest’anno per la Legge di Stabilita’ sempre modellata a pennello dal decaduto ma sempre presente Governo Renzi, si dovrebbe avere uno “sconto di pena” del 10% riguardo il pagamento del canone, a conti fatti “solo” 90 euro.

In compenso, per non lasciare sul piatto neppure le briciole di questo lauto pasto, a decorrere dal 2017 nel modulo di pagamento, debutta il “quadro C” che va riempito in caso di acquisto di un televisore in un giorno qualunque dell’anno. Inutile dire che dal momento dell’incauto acquisto verranno addebitate sulla bolletta dell’Enel 10 euro mensili.

Potranno essere esentati solo coloro che hanno compiuto i 75 anni con un reddito inferiore ai 7000 euro annui.

Per milioni di Italiani, questo gemellaggio ha rappresentato un duro scoglio da superare, ancora il Governo non ha preso piena coscienza delle condizioni di vita di moltissimi nostri concittadini.

Nelle prossime elezioni sempre che il Governo non cada prima, saranno gli Italiani a scegliere i candidati da portare nelle sedi giuste, non ci saranno sconti né saldi di fine stagione per i tanti politicanti che hanno ridotto in solo qualche decennio una Nazione al lastrico.

In tutt’Italia il teatrino politico continua, chi ha avuto il potere e non ha fatto nulla per meritarselo, vorrebbe tornare a governare promettendo nuovamente mari, monti e verdi praterie, purtroppo per loro la stagione e’ finita, ora dovrebbero restituire tutto quello che sono riusciti a rubare in tutti questi anni.

Lo Piano Saint Red

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Dj Fabo: non ”suicidio” ma ”rifiuto di sofferenze” e scelta di ”pace e dignità”

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Dj Fabo, cieco e tetraplegico a causa di un incidente stradale, ha scelto di porre fine alla sua sofferenza. Ieri alle 11.40, in una clinica svizzera, ha morso un pulsante e si è ucciso. Nella stanza i familiari e Marco Cappato. Il leader radicale pochi giorni fa informò il Quirinale. Da Mattarella“comprensione umana”, ma nessun intervento diretto.

Gli scherzi con gli amici, i saluti, l’ultimo grazie. Poi Dj Fabo si è ucciso

Il 40enne in Svizzera per il suicidio assistito ha azionato con un morso il pulsante che gli ha donato la morte

PFAFFIKON (SVIZZERA) – «Per favore, puoi ripetere ancora una volta il tuo nome?». L’infermiera ha più di cinquant’anni, non è la prima volta che si trova in questa situazione, ma sta piangendo. «Mi chiamo Fabiano Antoniani» risponde lui. «Fabiano Antoniani», dice ancora scandendo le sillabe per essere compreso. È un italiano di quarant’anni esule in Svizzera. Sono le undici di mattina. Il sole ha sciolto la neve sui prati lasciandoli lucidi e rigogliosi.

Davanti a un campo da pallone deserto, c’è questa casetta di lamiera azzurra. È nella zona industriale di Pfaffikon, a 20 chilometri da Zurigo e 240 da Milano. «La troverete a fianco della fabbrica di porte Lobag», dicono i residenti per spiegare la strada. E sta lì in mezzo, infatti, tutta protetta da una siepe. Nel piccolo giardino interno hanno costruito un laghetto artificiale. C’è un airone di legno fisso nell’acqua. Qualcuno ha lasciato un pacchetto di sigarette sul tavolo accanto all’accendino. Dentro la struttura, nella stanza grande, con quattro finestre e una stufa ad angolo, sopra un letto con le rotelle, ora è sdraiato Fabiano Antoniano detto Dj Fabo. «L’unica cosa di cui ho paura è di non riuscire a morire», dice all’infermiera.

Per la verità, per lui non è così facile parlare. Non lo è affatto. Ogni lettera è un rantolo cavato via dal petto, che sale dai tubi piantati nella trachea per permettergli di respirare. Ma gli hanno fatto ripetere il suo nome perché così vuole il protocollo. È una trafila obbligatoria che solleva ogni responsabilità da chi è presente, e quindi anche dalla Dignitas, l’associazione che si occupa dei suicidi assistiti in Svizzera. Perché è di questo che si tratta.

Di confermare la propria scelta e di essere, al tempo stesso, gli autori materiali del gesto che determinerà la morte. Ma Fabiano Antoniani non può bere autonomamente il bicchiere con dentro 15 grammi di pentabarbital di sodio, la pozione che placherà le sue atroci sofferenze. Non può farlo perché è tetraplegico e non può muoversi, ed è anche completamente cieco. Hanno preparato apposta per lui un comando da mordere, per attivare la somministrazione in via endovenosa.

Un modo per consentirgli di affermare la sua volontà oppure recedere, fino all’ultimo istante. Ma non è questo che vuole fare Dj Fabo, non vuole tornare indietro, l’unica cosa di cui ha paura è di non riuscire a morire. Chiede che gli venga somministrato il medicinale antivomito, è il primo passo. Acconsente anche al fatto che venga accesa una telecamera: servirà per chiarire e scagionare. Adesso è davvero tutto pronto. Al suo fianco restano la madre e la fidanzata Valeria. Dj Fabo può decidere ancora per la sua vita.

Arrivare fino qui è stato un supplizio. «Sono lunghe cinque ore di auto senza vedere e senza potersi rendere conto di quello che sta succedendo», dice Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni. È lui che ha organizzato il viaggio. «Sono io che mi assumerò ogni responsabilità», ripete in continuazione. Sono partiti domenica su un’auto grigia metallizzata, allestita per ospitare la sedia a rotelle. Tenerla legata saldamente, era il primo problema. Assicurare la respirazione di Fabiano Antoniani, il secondo.

È stato un viaggio al buio, in silenzio. Passata la frontiera a Chiasso, lui non ha potuto vedere questa primavera in anticipo, i trattori già al lavoro nei campi, i bambini in bicicletta, i laghi, le serre, le bestie al pascolo. Non ha potuto vedere niente. E niente ha detto. «Quando siamo arrivati, abbiamo dovuto sollevarlo in quattro per portato sul letto», dice ancora Marco Cappato. Domenica sera. Dopo la prima visita medica con il personale della Dignitas, Fabiano Antoniani ha mangiato mezzo chilo yogurt alla stracciatella. Poi ha scherzato con gli amici che erano venuti per accompagnarlo. Assieme hanno ricordato vecchie vacanze estive. «Voglio dirvi una cosa – ha detto a un certo punto -. Non prendetemi per scemo, ma mettete sempre la cintura, fatemi questa promessa».

La morte di Fabo pesa sulle coscienze di chi non ha saputo legiferare

Fino al 13 giugno del 2014, la vita di Fabiano Antoniani era stata una vita felice o almeno dignitosa, prima dell’incidente stradale. «Mettete sempre la cintura, ve lo chiedo ancora una volta. Promesso?». Poi ha registrato l’ultimo messaggio vocale, ancora trovando il fiato dentro se stesso: «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore, di dolore, di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco. Grazie mille». La fidanzata Valeria ha scritto su Facebook: «Vorrei che questa notte non finisse mai».

Un altro yogurt a colazione, ma questa volta svizzero. «È molto più buono del nostro», ha detto scherzando Fabo. «Se non riuscissi a morire, almeno voglio portarne qualche barattolo a casa».

Proprio in quel momento, lì davanti, si avvicinava un’altra signora italiana, come in avanscoperta: «Mio marito ha un tumore in fase terminale. Siamo partiti da Venezia. Abbiamo prenotato una stanza nell’albergo qui accanto. Domani…». Morire in trasferta, sentendosi abbandonati dal proprio Paese. È questo che succede nella casetta azzurra di Pfaffikon.

Ma intanto questo era il giorno di Dj Fabo, quarant’anni compiuti il 9 febbraio. Era il giorno per ricordare i suoi viaggi in India, la passione per la moto, l’amore e gli amici, la musica sempre. E questa ostinazione. Questa forza straordinaria per arrivare fino a qui.

Così si è chiusa la notte senza fine di Dj Fabo, come lui stesso aveva definito la sua esistenza dopo l’incidente. Dentro un mattino limpido di sole, davanti a un campo di calcio con l’erba profumata.

«Mi chiamo Fabiano Antoniani», ha detto all’infermiera. Poi ha morso il pulsante. Erano le undici e quaranta di mattina. Si è addormento dopo pochi minuti. La sua stanza era piena di luce.

«Fabo adesso è libero» ha detto Marco Cappato. Ed era davvero un bel modo di chiamare la morte.

 

 

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vivicentro/Fabo: non ”suicidio” ma ”rifiuto di sofferenze” e scelta di ”pace e dignità”
lastampa/Gli scherzi con gli amici, i saluti, l’ultimo grazie. Poi Dj Fabo si è ucciso NICCOLÒ ZANCAN – INVIATO A PFAFFIKON (SVIZZERA)

Juventus-Napoli, le probabili scelte di Sarri: turnover obbligato

Vigilia di Coppa Italia per Juventus e Napoli che domani saranno impegnate allo Stadium (ore20:45) per la semifinale di andata.
Gli azzurri devono subito svoltare pagina dopo il ko subito in campionato contro l’ Atalanta. Una sconfitta pesante che permette comunque alla squadra allenata da Maurizio Sarri di conservare il terzo posto in classifica. Due settimane decisive per i partenopei impegnati nel tour de force contro Juve, Roma e Real Madrid. Tre match che possono segnare le sorti di un’ intera stagione.

 
LE ULTIME SULLA FORMAZIONE AZZURRA – Troppi impegni così ravvicinati costringono Sarri ad attuare un certo turnover. Davanti a Pepe Reina torna Kalidou Koulibaly a fare coppia con Raul Albiol. Sulla destra Maggio prende il posto dello squalificato Hysaj, sulla sinistra Strinic insidia Ghoulam. In mezzo al campo più Diawara che Jorginho. Zielinski sul centro destra e ballottaggio Rog/Hamsik sul centro sinistra. In avanti chance per Leonardo Pavoletti in vantaggio su Milik, sugli esterni doppio ballottaggio Mertens/Insigne e Callejon/Giaccherini. Dunque possibile turno di riposo per Hamsik, Callejon e Insigne ma non è detta l’ ultima parola.
NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Strinic; Zielinski, Diawara, Rog; Giaccherini, Pavoletti, Mertens.    All. Maurizio Sarri
A DISPOSIZIONE: Rafael, Sepe, Ghoulam, Chiriches, Maksimovic, Milanese, Jorginho, Hamsik, Callejon, Insigne, Milik.
SQUALIFICATI: Hysaj
INDISPONIBILI: Tonelli, Allan

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Juventus-Napoli, i convocati di Massimiliano Allegri

Juventus-Napoli, i convocati di Massimiliano Allegri

Sono 21 i giocatori convocati da Massimiliano Allegri per Juventus-Napoli di martedì sera, gara di andata delle semifinali di Coppa Italia.

Non convocati:  Marchisio a causa di un trauma contusivo al ginocchio destro rimediato durante la partita con l’Empoli; Sturaro per un risentimento ai muscoli dell’addome; Benatia per gastroenterite.

I giocatori verranno monitorati nei prossimi giorni

Questo l’elenco dei convocati, diramato dal tecnico:

 1 Buffon, 3 Chiellini, 5 Pjanic, 6 Khedira, 7 Cuadrado, 9 Higuain, 12 Alex Sandro, 15 Barzagli, 17 Mandzukic, 18 Lemina, 19 Bonucci, 20 Pjaca, 21 Dybala, 22 Asamoah, 23 Dani Alves, 24 Rugani, 25 Neto, 26 Lichtsteiner, 28 Rincon, 32 Audero, 38 Mandragora.
Fonte: www.Juventus.com

Sky- Fiducia a Rog, Hamsik fuori: Juventus-Napoli, Sarri sorprende

Sky- Fiducia a Rog, Hamsik fuori: Juventus-Napoli, Sarri sorprende

Ai microfoni di Sky Sport, il giornalista Massimo Ugolini ha fatto chiarezza sugli 11 azzurri che scenderanno domani in campo contro la Juventus, nel match valevole per l’andata di semifinale di coppa Italia. “Ecco quanto dichiarato: Dovrebbe giocare la formazione che ci aspettavamo con l’Atalanta, Sarri invece ci sorprese con dieci titolarissimi tranne Koulibaly che era in diffida. Domani ci sarà anche Maggio, per la squalifica di Hysaj, ma anche Strinic e la novità forte dallo spogliatoio sarebbe Hamsik in panchina e Rog dall’inizio, Giaccherini per Callejon e Pavoletti al centro al posto di uno tra Insigne e Mertens. Un turnover importante: puesto perchè la gara di domani non è definitiva essendoci un ritorno mentre dopo il ko con l’Atalanta mentre Roma e Real sono considerate partite da dentro o fuori. A Roma, dopo il ko con l’Atalanta, il Napoli rischia di essere risucchiato dalle squadre dietro”.

Gabbiadini: “Anni molto belli al Napoli. Italia? Prima o poi tornerò”

Gabbiadini: “Anni molto belli al Napoli. Italia? Prima o poi tornerò”

Ai microfoni di Sky Sport, Manolo Gabbiadini, a qualche settimana dal suo addio al Napoli, ha dichiarato: “Sono riuscito a fare due gol, un’ottima partita come squadra, ma resta il rammarico per aver perso la Coppa che va allo United. Resta la buona prestazione. Rammarico per l’addio al Napoli? Secondo me è andata bene, in due anni ho avuto una media altissima con 25 gol fatti. Tutti dicono che ho fatto male, ma ci sono stati tanti motivi che ormai si sanno. Sono contento dei due anni a Napoli, sono cresciuto tanto. Poteva finire meglio, ma ci prendiamo quello che è venuto, non mi piango di certo addosso. Sono felice della mia scelta e del buon inizio. Non ero adatto a Sarri? Non lo so, ci sono stati tanti fattori, dico solo che sono stati anni molto belli. Italia? Sono andato in Inghilterra, mica sono morto. Magari prima o poi tornerò”.

Ciao, mio presidente!

Il mio ricordo personale del presidente Roberto Fiore

Lo so, è un qualcosa di particolare, ma non voglio usare un messaggio sui social per ricordarla. Sono qui a scrivere il mio personale ricordo ad una parte del mio recente passato, ad un presidente che ha scritto pagine e pagine di storia calcistica. Amato da una città intera, Castellammare di Stabia, amato da Napoli che l’ha adottato. Storia, semplicemente questo era per me presidente.

Lì dall’alto di quella collina, apriva la sua finestra e mi indicava la mia terra, la sua terra, Castellammare di Stabia: quella città che l’ha adottata, che l’ha resa quasi mito. Un uomo di calcio, la storia del calcio… Ho avuto il privilegio di poter essere ospitato a casa sua, ormai con Mario Vollono eravamo a casa nostra: ci faceva sentire a nostro agio. ‘Volete un caffe’? Prendete un cioccolatino’, poi quell’affanno, e noi lì ad ascoltarla. Ma con me era differente, mi chiamava, mi cercava, avevamo progetti da voler realizzare insieme. ‘Novellino’, con la sua voce forte, mi dava consigli, mi raccontava tutto, mi ha rivelato la sua storia calcistica, la sua vita privata, episodi che vengono raccontati solo ad ‘amici’, perchè Presidente io ormai la ritenevo tale. La notizia mi è arrivata così, non ci credevo, in cuor mio speravo non fosse vero.

Mi ha chiamata l’ultima volta 5 giorni fa, mi cercava, aveva bisogno di me. La richiamai, era a pranzo, mi disse: “Novellino, richiamami appena finisco”, lo feci ma era andato a riposare e non ho insistito. Ricorderò per sempre le lunghe chiacchierate, anche i rimbrotti per farmi crescere professionalmente, soprattutto le gioie che però mi ha regalato nell’ascoltare la sua vita. E’ qui presidente, lo porto con me sempre…il suo regalo, la sua dedica unica per me: “Al mio miglior giornalista…”, mi scrisse così. Resterà sempre nei miei pensieri, sempre nel mio cuore, così come momenti indimenticabili passati insieme…

Ciao, mio presidente!

a cura di Ciro Novellino

 

Mercatelli e il ricordo del presidente Fiore: “Il calcio vero, quello fatto di assoluti valori e di un sano rispetto: un immenso dolore”

Mercatelli e il ricordo del presidente Fiore: “Il calcio vero, quello fatto di assoluti valori e di un sano rispetto: un immenso dolore”

Il calcio vero, quello fatto di assoluti valori e di un sano rispetto, perde il suo più grande Presidente. La scomparsa di Roberto Fiore lascia la nostra città, la nostra Juve Stabia in un immenso dolore. Per anni è stato il Presidente, un uomo sincero e fortemente passionale al quale tutti, proprio tutti, siamo legati da un profondo affetto. Tanti gli aneddoti, tante le storie…..ma personalmente voglio ricordarlo con una sua frase. Nella festa dei cento anni del calcio stabiese, il Presidente, insieme al fraterno amico Nicola Colonna, volle scendere in campo, sull’erba sintetica dello Stadio Romeo Menti, e quando giunse sotto la curva sud dichiarò: “Io vi amo….e posso dire con certezza che i soldi che ho speso per la JuveStabia sono benedetti….io vi amo”.

Questo era e questo resterà per noi tutti IL PRESIDENTISSIMO ROBERTO FIORE. Grazie e….per sempre….per tutto quello che ci hai dato….e per quello che mi hai insegnato.
Giuseppe Mercatelli.

Il cordoglio della S.S. Juve Stabia per la scomparsa dell’amato presidente Roberto Fiore

Il cordoglio della S.S. Juve Stabia per la scomparsa dell’amato presidente Roberto Fiore

Roberto Fiore, presidente indimenticabile, protagonista della nostra Storia, la notizia della tua morte lascia in tutti noi un vuotoincolmabile. A te, che “hai fatto innamorare questa gente” e che poche settimane fa sei stato al “Menti” per testimoniare ancora una volta il tuo Amore per i nostri colori, va il più sentito ringraziamento per quanto hai fatto per la Juve Stabia. Ai tuoi cari vanno le più sentite condoglianze da parte di tutti noi, da parte del presidente Franco Manniello, del dg Clemente Filippi, del segretario generale Raffaele Persico, da parte di tutti i collaboratori, del mister Gaetano Fontana, dello staff e di tutta la squadra.

S.S. Juve Stabia

Si è spento Roberto Fiore, lo storico presidente della Juve Stabia

Si è spento Roberto Fiore, lo storico presidente della Juve Stabia
Si è spento all’età di 93 anni il presidente più amato della storia della Juve Stabia, Roberto Fiore. La storia, praticamente, delle Vespe passa per le sue mani. Anni indimenticabili che hanno fatto innamorare tutta la città di Castellammare arrivando ad un passo dalla promozione in serie B. Calciatori di livello unico, come lo stesso Gaetano Fontana, oggi allenatore delle Vespe, ma anche Amodio, Feola, Musella, solo per citarne alcuni.
 
Se ne va un pezzo di storia della Città delle Acque e la redazione di Vivicentro.it si stringe nel dolore della famiglia, ricordando quanto fatto, ricordando un grande uomo, porgendo le più sentite condoglianze.
Patrizia Esposito

Juve Stabia, addio al presidente Roberto Fiore: il comunicato del settore giovanile

Juve Stabia, addio al presidente Roberto Fiore: il comunicato del settore giovanile

Se ne va una parte, tra le più importanti, della storia della Juve Stabia. Questo pomeriggio si è spento il presidente Roberto Fiore, storica bandiera della nostra vita a tinte gialloblè. Il settore giovanile della Juve Stabia, dal presidente Andrea De Lucia, il direttore Alberico Turi, il responsabile Saby Mainolfi e gli staff tutti si stringono nel dolore della famiglia Fiore e porgono le più sentite condoglianze alla moglie e alle figlie.

Comunicato Settore giovanile Juve Stabia

Juventus-Napoli, i convocati di Sarri: assenti Allan e Tonelli

Seduta pomeridiana per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri, poi, partiranno per Torino.

La squadra ha svolto attivazione e successivamente allenamento tecnico tattico.

Chiusura con partitina a campo ridotto

Differenziato per Allan e Tonelli.

I convocati: Reina, Rafael, Sepe, Albiol, Chiriches, Ghoulam, Maggio, Koulibaly, Maksimovic, Strinic, Milanese, Jorginho, Zielinski, Diawara, Hamsik, Rog, Giaccherini, Callejon, Insigne, Mertens, Pavoletti, Milik.

 

Da sscnapoli.it

Il Pungiglione Stabiese – La Juve Stabia si trasforma da Vespa a Pollo!

Il Pungiglione Stabiese programma sportivo in onda su ViViradioWEB

Questa sera c’è il consueto appuntamento con ” Il Pungiglione Stabiese “, programma sportivo che parla di Juve Stabia a 360° gradi. Come sempre alla conduzione ci sarà Mario Vollono. Collegatevi oggi 27 febbraio 2017 dalle ore 19:30 per avere notizie in esclusiva sul mondo gialloblè. Avrete due modi per seguire la puntata:

DIRETTA

DIFFERITA (dopo 2 ore dalla diretta)

In questa puntata in studio ci saranno in studio Mario Di Capua (Radio S.Anna), Andrea Alfano (ViViCentro) e l’opinionista Armando Russo.

Ci collegheremo telefonicamente con l’ex D.S. Salvatore Di Somma per discutere con lui di questo momento del campionato di Lega Pro.

Presenteremo il prossimo match con il Foggia degli ex Figliomeni, Martinelli, Agnelli e Pompilio. I pugliesi sono a -2 dal Lecce in seconda posizione e vengono dalla vittoria, se pur di misura, con l’Akragas. La Juve Stabia invece viene dal pareggio rocambolesco casalingo con la Reggina, che ha aperto ad una dura contestazione nei confronti del tecnico e della società.

Avremo come ospite telefonico Fulvio Di Giuseppe di Foggia Città Aperta che ci presenterà la squadra pugliese in vista della partita con le vespe.

Ci collegheremo telefonicamente con Alberico Turi Direttore responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, per discutere sui risultati ottenuti in questa fine settimana.

Avvisiamo i radioascoltatori che è possibile intervenire in diretta telefonica chiamando il numero 081.010.29.29 oppure inviando un messaggio Whatsapp al 338.94.05.888.

Gli ascoltatori possono inoltre scrivere, nel corso del programma, sul profilo facebook “Pungiglione Stabiese” per lasciare i loro messaggi e le loro domande.

“Il pungiglione stabiese” è la vostra casa. Intervenite in tanti!

Vi ringraziamo per l’affetto e la stima che ci avete mostrato nel precedente campionato e speriamo di offrirvi una trasmissione sempre più bella e ricca di notizie.

Gabbiadini, l’agente: “Non ha mai avuto problemi con Sarri a Napoli: vuole la Nazionale”

Le sue parole

In diretta a “4-4-2”, il programma trasmesso in live streaming sul sito www.sportmediaset.it tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle ore 14.30, è intervenuto il procuratore sportivo Silvio Pagliari: “L’esplosione di Manolo in Inghilterra me l’aspettavo: ha avuto un impatto importante e si trova molto bene, quindi siamo contenti della scelta che abbiamo fatto. Cos’è cambiato rispetto a Napoli? L’impatto fu ugualmente devastante: anche a Napoli i primi sei mesi fece benissimo. Non c’è stato un problema con Sarri: ogni allenatore ha le sue metodologie. A Napoli stanno facendo grandi cose, al di là di quello che è successo con Manolo, e io auguro agli azzurri di continuare a fare bene, non c’è rancore. Gabbiadini era semplicemente pronto mentalmente per un trasferimento internazionale: ha trovato un ambiente che l’ha coccolato dal primo giorno, ma siamo solo agli inizi e bisogna continuare così. Se c’è stata amarezza nel constatare di non poter rimanere in Italia? È un problema che non è mai esistito, perché De Laurentiis in Italia non lo avrebbe venduto e, anche se ci fosse stata la possibilità, avremmo ugualmente scelto l’estero. Manolo ha l’età giusta per provare un’esperienza del genere, inoltre vuole giocare perché ha l’obiettivo di fare parte della spedizione Azzurra per i Mondiali del prossimo anno. Ma non deve porsi troppi obiettivi, deve solo pensare a fare bene perché ha le capacità per andare lontano”.

UFFICIALE – Tim Cup, Juventus-Napoli affidata a Valeri

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti e dei IV Ufficiali che dirigeranno le gare valide per le Semifinali di andata della TIM CUP 2016/2017.

JUVENTUS – NAPOLI 28/02 h. 20.45
VALERI
COSTANZO – PASSERI
IV: ROCCHI

LAZIO – ROMA 01/03 h. 20.45
IRRATI
DI FIORE – MANGANELLI
IV: MASSA

 

Da aia-figc.it

FABO: un DJ inonderà di musica il Paradiso (Antonella Paparelli)

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DJ FABO è finalmente libero!

La storia del DJ FABO, raccontata da lui stesso al programma Le Iene, ha aperto di nuovo uno squarcio sulla mancanza di una legge che renda liberi di scegliere di vivere o morire nel caso di grave malattia e menomazione. Ho seguito il servizio andato in onda nelle scorse puntate delle Iene piangendo. Guardavo il contrasto tra tutte quelle foto sui muri in cui DJ FABO sorrideva felice, cavalcava il mondo con passione, con amore, con rispetto e comprendevo dentro l’anima che quel LUI non era più qui e che quel maledetto incidente lo aveva già portato via per sempre.

Ora restava solo Fabiano che nonostante fosse tetraplegico e cieco ha avuto la forza di appellarsi ai Parlamentari di questo Stato immobile, cieco e sordo ad un dolore fisico e mentale che non ha pari, per chiedere di morire liberamente a casa sua… da italiano. Ma il disegno di Legge per il testamento biologico viene rimandato di anno in anno, di mese in mese, di giorno in giorno!

Oggi alle 11:40 DJ FABO si è spento nella clinica Dignitas di Forck, ad una decina di chilometri da Zurigo ed io mi sono emozionata con gioia sapendolo finalmente libero di tornare ad essere ciò che è stato.

Leggo: «Se i malati terminali potessero paralizzare l’Italia per settimane la legge sul biotestamento sarebbe stata approvata 20 anni fa»

Ma io aggiungo che se i malati terminali non possono scendere in piazza per far approvare questa legge dobbiamo farlo NOI cittadini affinché non ci siano più FABO costretti ad emigrare per morire fuori dalla propria Nazione e lontani dalla propria famiglia.

Ciao DJ FABO e grazie da tanti di noi per la lezione di libertà e dignità che ci hai dato.

Ora tocca a noi rinnovare il tuo appello allo Stato

Allegri: “Troveremo un Napoli rabbioso, servirà la migliore formazione. Higuain? Più gioca e più entra in condizione”

Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida in Coppa Italia contro il Napoli:

“Troveremo una squadra rabbiosa dopo la sconfitta di sabato scorso contro l’Atalanta. E sarà una partita complicata, come è normale che sia in una semifinale di Coppa. La cosa più importante, considerato che giochiamo l’andata in casa, sarà non prendere gol. Vogliamo creare i presupposti per arrivare in finale, e sarebbe la terza di seguito, e poi cercare di vincere.
Avere una rosa importante, con ragazzi tutti in buona condizione, mi dà una mano e mi dà la possibilità di cambiare, far recuperare tutti e farli riposare quando serve. Abbiamo già giocato circa 35 partite, tutte di grandi intensità, e non avrei potuto far giocare sempre gli stessi. Posso certamente dire che domani scenderà in campo la miglior formazione per battere il Napoli.
Scelte per domani?Oggi valuterò tutta la squadra, ieri quelli che non hanno giocato sabato hanno svolto un buon allenamento e stanno tutti bene. In porta gioca Neto: finora ha fatto ottime partite, è un grande portiere che alla Juventus fa il secondo soltanto perché ha davanti Buffon. Di difensori centrali, ne ho cinque a disposizione. Sicuramente riposa Rugani, dopo l’allenamento di oggi dovrò scegliere tra Bonucci, Chiellini, Barzagli e Benatia. Sulle fasce, rientrano Asamoah e Lichtsteiner. Valuteremo Pjanic e Khedira; Marchisio va gestito nel migliore dei modi, mentre Rincon e Lemina stanno bene ed oggi deciderò chi far giocare.
Quando è entrato sabato sera, Dybala ha fatto molto bene. E’ un giocatore che raccorda i due centrocampisti con gli attaccanti. Con lui abbiamo maggiore geometria, più linee di passaggio e maggiore qualità tecnica, che alla fine è quello che conta. E’ normale, però, che non posso farlo giocare sempre, e la cosa più importante è non la compattezza di squadra. Sturaro ha caratteristiche differenti da Mandzukic quando gioca da esterno, ma è un elemento importante: quello che conta è non perdere la solidità. Higuain ha bisogno di giocare, più gioca e più entra in condizione, è un giocatore importante, sta facendo bene e siamo molto contenti. Per quanto riguarda Pjaca, oggi valuterò se farlo giocare dall’inizio: domani i cambi saranno fondamentali, perché abbiamo giocato due giorni fa e le forze fresche in panchina sono molto importanti”.

da juventus.com