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M5S stabiese: mozione per impedire l’ accesso libero all’ arenile

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Riceviamo e pubblichiamo

” Facendo seguito alla denuncia presentata alla Procura di Torre Annunziata in data 24/07/2015, e protocollata il 25/08/2015 n° 34307 al Comune di Castellammare di Stabia, abbiamo presentato una mozione in cui chiediamo di impedire l’accesso libero all’arenile del lungomare.

La nostra considerazione è scaturita dal fatto che uno studio dell’università Federico II di Napoli, e i dati ARPAC hanno evidenziato inquinamento chimico, fisico e batteriologico anche e soprattutto nel tratto in questione.

Ci appare completamente sconsiderato il fatto che questa amministrazione abbia lasciato libero accesso all’ arenile senza prima procedere ad una opportuna bonifica, mettendo così a rischio la salute di cittadini stabiesi e turisti”.

Vincenzo Amato Capogruppo Movimento 5 Stelle al Consiglio Comunale di Castellammare di Stabia

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ESCLUSIVA – Andrea Raimondi: Alla Juve Stabia anni indimenticabili. Futuro musicale? Chissà..

Pubblichiamo l’intervista esclusiva realizzata alla vigilia della gara con il Catanzaro all’ex attaccante della Juve Stabia, Andrea Raimondi. Con noi la punta ha ripercorso i suoi anni alle Vespe

Ciao Andrea, innanzitutto come stai? Ciao! Sto finalmente bene e sto recuperando dopo i tanti problemi fisici. Anche se su molti siti viene riportato che sono alla Vigontina, in realtà non ho più firmato. Mi sto allenando da solo cercando di recuperare la forma migliore; subentrare a stagione in corso non è mai facile quindi punto a presentarmi fisicamente bene a luglio così da trovare una squadra.

Dopo gli anni alle Vespe sei stato vittima appunto di tanta sfortuna e problemi fisici. C’è un po’ di rammarico visto che avevi ed hai qualità che ti avrebbero potuto far fare una carriera ancor più importante? Sicuramente un po’ di rammarico c’è. Il calcio è una professione bellissima ma spesso ti mette di fronte ad infortuni e problemi come in effetti è capitato a me. Avrei potuto avere meno sfortuna ma probabilmente anche io in alcune circostanze avrei potuto fare di più. Spero comunque di rimettermi in carreggiata quanto prima, fortunatamente ho ancora l’età per poterlo fare.

Tu hai vissuto probabilmente le due stagioni più esaltanti dell’era Braglia. Vista la tua passione per la musica, che colonna sonora assegneresti a quegli anni? Quelli che ho vissuto alla Juve Stabia sono stati anni talmente belli ed emozionanti che è difficile abbinarci una sola canzone. Probabilmente la canzone che più mi torna nella mente è il remix che partiva allo stadio quando facevamo gol, arricchito dalla parola “Juve Stabia”. (n.d.r. Duck Sauce – Barbra Streisand).

A Castellammare hai fatto vedere giocate, assist e gol davvero spettacolari. C’è un gol al quale sei più affezionato? Sì, fortunatamente alla Juve Stabia ho sempre fatto bene. Inevitabilmente ricordo soprattutto i gol. Quello che più mi porto dentro è il gol a Reggio Calabria nella prima stagione di Serie B; venivamo dalla vittoria con il Pescara al Menti e la mia rete, quasi allo scadere, ci regalò la prima vittoria in trasferta. Fu il mio primo gol in Serie B, oltre a essere importante per la squadra, quindi lo ricordo con emozione.

In quell’ormai leggendario 19 giugno 2011 ti scatenasti sia in campo al Faminio che nei festeggiamenti al Menti. Hai una istantanea particolare di quella giornata? Di quella partita ricordo l’attesa e la nostra convinzione. Già il giorno precedente alla partita eravamo convinti di vincere, non per presunzione, ma per la sicurezza nei nostri mezzi. La mia immagine della partita è il gol nel finale di Corona; in quel momento capii che avevamo vinto. Tra l’altro io vidi il gol dalla panchina e poco dopo fui espulso: un “tifoso” dell’Atletico Roma aveva lanciato una bottiglietta nell’occhio di Fabbro e io gliela rilanciai contro, colpendolo anche! L’arbitro mi vide e mi espulse, ma questo non rovinò la festa.

Alla Juve Stabia hai avuto modo di conoscere Simone Zaza, con cui se non erro nacque una forte amicizia. Ti aspettavi potesse arrivare così in alto? Sì, con Simone ho vissuto sei mesi proprio in centro a Castellammare. Che fosse fortissimo, ai miei occhi, era evidente infatti non capivo perché non giocasse. Conosciamo Mister Braglia, sappiamo che guarda anche piccoli dettagli cui magari, un calciatore, soprattutto se giovane, non dà importanza: la corsa in più non fatta in allenamento, il sacrificio anche in difesa ecc. Probabilmente questi aspetti hanno un po’ condizionato l’immagine che il Mister aveva di Simone; del resto anche io non sempre sono andato d’amore e d’accordo con Braglia. Ad ogni modo i traguardi di Zaza non possono che farmi piacere.

Dopo l’esperienza alla Juve Stabia hai giocato a Padova, Trapani, Venezia, Benevento, Cosenza..insomma da nord a sud. Che differenze ci sono in termini di tifo tra una piazza del nord ed una del sud? Differenze ci sono, ma come in ogni cosa, ci sono pro e contro. Al nord, a meno che tu non sia in una squadra di Serie B importante, è raro trovare nelle serie minori un tifo caldo come quello che invece c’è al sud. L’aspetto positivo è che al sud, quando le cose vanno bene, davvero i tifosi hanno il potere di farti sentire un calciatore di Serie A, come in effetti avvenuto a Castellammare. Allo stesso modo i tifosi si fanno sentire anche quando le cose vanno male; a Cosenza ad esempio, un po’ per sfortuna ed un po’ perché avevo solo compiti difensivi, segnavo poco ed i tifosi mi hanno martellato davvero tanto, piovevano critiche da ogni dove. Questa è forse la differenza principale tra nord e sud: la pressione, positiva e negativa, che le tifoserie meridionali sanno darti.

Tornando alla tua passione per la musica, ti vedi al termine della carriera seguire le orme di Daniel Osvaldo, attaccante ex Roma, che ha appeso le scarpette al chiodo per inseguire il suo sogno musicale? Questa è una bella domanda! In questi mesi in cui sono stato fermo ho avuto modo di notare come nel mondo del calcio non ci sia riconoscenza e di come tutti si dimentichino facilmente di te; ho approfittato di questo periodo proprio per dedicarmi alla musica. Ho iniziato a collaborare con un produttore musicale veneto che mi sta aiutando a chiudere dei brani musicali esclusivamente miei; ho messo su anche una studio di registrazione così da migliorarmi e proseguire in questo percorso. Non so se resterà un hobby o diventerà qualcosa di più..magari se non dovessi tornare a Castellammare da calciatore, lo farò da cantante! (ride n.d.r.)

Un tuo saluto ai tifosi della Juve Stabia: Saluto tutti i tifosi con affetto; a Castellammare ho vissuto anni indimenticabili che porterò sempre con me. A presto!

Raffaele Izzo

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Le reazioni degli inglesi al divorzio con la UE

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 Il capo del Desk Esteri de La Stampa, Alberto Simoni, nel suo reportage racconta le reazioni degli inglesi al divorzio. Il Regno Unito vuole mantenere con l’Unione europea «una partnership profonda». Theresa May lo ha scritto sette volte nella lettera che ha dato il via ufficiale alla Brexit. Ma la strada per i negoziati è in salita: non c’è intesa sui tempi, i commerci e la difesa comune.
Secondo Charles A. Kupchan «l’Occidente sembra giunto a un punto critico. Il populismo potrebbe continuare a guadagnare forza. E qualunque sia l’esito, la Brexit è un minaccioso segnale di avvertimento».

Nei pub tra fischi e applausi: “Italiani, seguite il nostro esempio”

La premier britannica in diretta da Westminster: “Non torneremo indietro”. Non tutti però sono convinti: “Un disastro, dividersi è una cosa inutile”

LONDRA – Quando il premier Theresa May inizia a parlare alla Camera dei Comuni, nei pub lungo Whitehall scende un insolito silenzio.

I turisti affollano le strade, il naso all’insù in cerca del Big Ben, forse ignari che in quel momento, le 12,35 sul meridiano di Greenwich, la Storia si è messa in moto.

Nessuno sa dove andrà a parare. La premier britannica ha le idee chiare e vuole spiegarle ai sudditi di Sua Maestà dopo averle messe nero su bianco nella lettera inviata al «caro Donald Tusk». Ma anche a Bruxelles hanno le idee altrettanto chiare. E le due narrazioni, quella dei fuggitivi dalla Ue e quella dei custodi delle regole comunitarie, divergono. «Oggi è un giorno storico, indietro non si torna», esordisce May.

Al Red Lion fra hamburger, patatine e birre, gli occhi sono puntati sul televisore, c’è la diretta da Westminster. Dopo qualche minuto in cui scorrono i sottotitoli sullo schermo, la cameriera afferra il telecomando, toglie il «mute», e la voce ferma ma tutt’altro che calda della premier, irrompe. John, 68 anni, sta al bancone con una mezza pinta di birra. May ha appena detto che «Londra riprenderà il controllo dell’immigrazione», lui annuisce. È il motivo per cui ha votato Leave. Troppi stranieri, «soprattutto dall’Est Europa». Ripete gli slogan della campagna culminata 280 giorni fa nella clamorosa vittoria degli anti-Ue. È convinto che l’Europa avrà problemi nell’esportare prodotti nel Regno Unito. Si scorda che anche la rotta inversa non sarà agevole, basta chiedere ad agricoltori e pescatori. Nessuno gli farà mai cambiare idea, nemmeno l’apertura di Theresa May che batte il tasto del «trade» (ripete la parola 6 volte) e a ripetere che «vuole una profonda e speciale partnership» con gli europei.

 

La premier è arrivata alle 11 a Westminster dopo aver riunito alle 8 il governo. Camicia bianca e giacca blu, subisce qualche «buuu» dal banco dell’opposizione quando accenna ai valori «liberali e democratici» da condividere con la Ue. Il pub osserva, muto. Ma nessuno si aspetta lo scontro, il referendum è il passato, meglio guardare avanti. May ricorda che «il Regno Unito esce dalla Ue non dall’Europa». Al Red Lion gli occhi sono tutti per lei. Non che qualcuno aspetti chissà quale annuncio, in fondo il suo speech è una riedizione aggiornata di ciò che disse il 17 gennaio alla Lancaster House. Oggi è «solo» il Triggering Day, il giorno dell’Articolo 50. La premier smussa qualche spigolo, ammette che Londra deve uscire dal mercato unico perché non può fare cherry picking, scegliere quel che conviene e scartare i frutti aspri. Steve scuote la testa, ha una quarantina di anni, fa il funzionario in una società di consulenza e per lui quel che sta succedendo è semplicemente un «disastro». Per l’economia in primis ma anche perché «dividersi è semplicemente una cosa inutile». Ascolta e commenta, è un fiume in piena. Si sfoga con un vicino: «It’s a disaster», ripete ossessivamente. Keith, manager in pensione, 70 anni, almeno è ottimista. «Abbiamo bisogno noi della Ue e loro di noi, un accordo lo troveremo anche se sarà difficile, mica possono farci regali», esplode in una fragorosa risata.

A Parliament Squadre, fuori Westminster, c’è qualche nostalgico della protesta, due ragazzi con le bandiere europee e una piccola orchestrina che intona il leit motive che accompagnò oltre 100 anni fa l’ingloriosa attraversata del Titanic. Questa è la Brexit per loro, suonano il requiem della Nazione, altro che la «Global Britain» di Theresa May. Che spiega urbi et orbi che non chiuderà agli stranieri e che lavorerà per un buon accordo con la Ue anche per chi ha messo, da migrante, negli ultimi anni radici a Londra. Boris Johnson annuisce, due ore più tardi darà garanzie al nostro ministro Alfano sullo status degli italiani.

Un attivista dello Ukip, spilla ben in vista sul bavero, brinda felice. «Siamo liberi, indipendenti, perché anche voi italiani non ci seguite?», scherza ma non troppo. La May prova a tenere insieme il Regno Unito promettendo ai recalcitranti scozzesi e a gallesi e nordirlandesi che quando i poteri da Bruxelles torneranno a Westminster, «discuteremo quali cedere alle nazioni che compongono la Gran Bretagna». Il finale è un inno allo «stay together», all’unirsi nel periglioso e incerto cammino che però darà, promessa del premier, frutti e risultati ottimi. È il culmine, la telecamera stacca. C’è la replica di Jeremy Corbyn, il leader laburista. Ma cala il sipario anche al Red Lion, la Storia ha imboccato la sua strada. «Due birre», ordina John. In nome della Brexit.

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vivicentro/Le reazioni degli inglesi al divorzio con la UE
lastampa/Nei pub tra fischi e applausi: “Italiani, seguite il nostro esempio” ALBERTO SIMONI – INVIATO A LONDRA

Allarme Hysaj per la Juve, nuovi accertamenti nei prossimi giorni

Allarme Hysaj per la Juve, nuovi accertamenti nei prossimi giorni

Occhi puntati alla doppia sfida tra Napoli e Juventus al San Paolo. La prima in campionato e la seconda in coppa Italia. Maurizio Sarri fa la conta degli uomini a disposizione. Il terzino albanese, Elseid Hysaj ha rimediato una botta con la sua Nazionale e ieri ha ricevuto solo dei massaggi alla caviglia malconcia. La Repubblica parla di allarme, il giocatore vuole farcela ovviamente ma c’è solo un cauto ottimismo. La prognosi è al momento da definire, verrà sciolta sono nei prossimi giorni. Ma nel frattempo c’è Maggio in pre allarme.

 

Gazzetta contro Taglialatela: “Scempiaggini che neppure nei peggiori bar di Forcella…”

Gazzetta contro Taglialatela: “Scempiaggini che neppure nei peggiori bar di Forcella…”

La Gazzetta dello Sport, in un lungo editoriale firmato dal direttore Andrea Monti, attacca duramente il membro della Commissione Parlamentare anti-mafia Marcello Taglialatela, che ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Zanzara attaccando pesantemente la Juventus: “Ha pensato bene di esibirsi ai microfoni della «Zanzara» di Cruciani in un repertorio di scempiaggini che neppure nei peggiori bar di Forcella… La Juve come male assoluto, la Fiat che compra gli arbitri, rigori regalati, campionati falsati ieri oggi e domani. E al proposito aggiunge minaccioso: «Verificheremo!». Che cosa, di grazia, e con quale autorità? Insomma spezzeremo le reni alla Signora. Rigurgiti che qualsiasi tifoso esacerbato è libero di espettorare, ma che un deputato non deve neppure ospitare nel retrobottega del cervello. Va detto che l’Antimafia non è l’Isola dei famosi. Né può trasformarsi, grazie alla formidabile popolarità del calcio e alla tempesta di passioni suscitata dalla Juve, in un palcoscenico che regala a politici mediocri o fuori corso l’agognato attimo di celebrità. Chi siede in Parlamento rappresenta i valori della nazione. Se non lo capisce si accomodi in curva”.

Ferrara: “Higuain sarà fischiatissimo, ma non si lascerà intimidire”

Le sue parole

Ciro Ferrara, ex difensore di Napoli e Juventus, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport:

Che cosa aspetta Higuain?  

“Presumo un’accoglienza variegata: lo fischieranno in molti e l’argentino è il primo a saperlo, avendolo messo in conto sin da quando ha deciso di passare alla Juve. Ma, in molti, ostenteranno indifferenza. I napoletani sono un popolo dotato di ironia, sempre un sintomo d’intelligenza. Ecco, io spero proprio che, al di là dei prevedibili fischi, trovi spazio anche lo sfottò arguto, sottile, corrosivo. E, soprattutto, mi auguro prevalgano il rispetto e l’educazione. La doppia sfida con il Real Madrid, i diecimila napoletani al Bernabeu e il San Paolo ricolmo di passione ed entusiasmo al ritorno, hanno nobilitato l’immagine della città, della squadra, della città. La doppia sfida con la Juve nell’arco di 72 ore rappresenta una doppia occasione per rafforzare quell’immagine. E poi, non sottovaluterei un altro aspetto…”

Quale?

“Non conosco personalmente Higuain, ma so per certo che un fuoriclasse del suo calibro non si lasci né spaventare né intimidire da un ambiente ostile. Anzi. In fondo, al Napoli ha già segnato con la maglia della Juve. E’ vero, si giocava allo Stadium e non al San Paolo, ma l’esperienza mi dice che partite così importanti e così delicate come le due in arrivo esaltino i campioni autentici. E Higuain lo è. I fischi potrebbero essere un propellente formidabile”.  

Giuntoli si muove per il dopo-Ghoulam: occhi su Willems del PSV

Giuntoli si muove per il dopo-Ghoulam: occhi su Willems del PSV

È sempre calciomercato, soprattutto per il Napoli che nei giorni scorsi, con il suo direttore sportivo Cristiano Giuntoli, ha iniziato a fare le prime mosse. Come riportato Il Mattino, il Napoli sta seguendo con una certa insistenza l’olandese Jetro Willems, classe ’94, terzino sinistro potente e veloce, dalla buona tecnica e nel giro della Nazionale orange. Il Napoli fiuta l’affare, visto che Willems ha il contratto in scadenza con il PSV Eindhoven nel 2018 e quindi la sua valutazione non può essere troppo alta, proprio perchè nel giugno dell’anno prossimo il calciatore avrebbe la possibilità di liberarsi a zero.

Il Napoli può aprire il settore ospiti ai suoi tifosi contro la Juve

Il Napoli può aprire il settore ospiti ai suoi tifosi contro la Juve

Nella giornata di ieri il Viminale ha ufficializzato la decisione del divieto di trasferta per i tifosi della Juventus e la chiusura del settore Ospiti dello stadio San Paolo sia per la partita del campionato contro il Napoli, sia per quella di Coppa Italia.

Come riporta il Corriere dello Sport il Napoli potrebbe chiedere la destinazione ai propri tifosi dei quattromila posti dello spicchio riservato ai sostenitori avversari “ma difficilmente l’ipotesi si concretizzerà considerando che in vendita c’è ancora una discreta scorta di curve inferiori per il campionato, nonché diversi biglietti di Tribune e Distinti per la Coppa“.

Allarme Mertens, Mourinho lo vuole allo United

Allarme Mertens, Mourinho lo vuole allo United

Scatta il mercato che entra nel vivo. Altro che doppio Napoli-Juve, la sessione estiva sembra già alle porte. Il rinnovo di Dries Mertens è l’argomento che tiene banco in casa Napoli. E se da un lato Giuntoli prova a trattenere il belga, dall’altro la situazione si fa dura per il pressing del Manchester United. La Repubblica scrive: Allarme rosso in Serie A, Mourinho ha deciso di fare shopping nel nostro campionato. E sta cercando di convincere Dries Mertens a lasciare Napoli per Manchester. Con solidi argomenti, viste le risorse illimitate dello United e il momento cruciale per la carriera del belga, 30 anni a maggio e contratto in scadenza nel 2018: all’attaccante, che ora guadagna 1,5 milioni, proposto un ingaggio da 4,7 milioni all’anno, bonus compresi, mentre l’offerta di rinnovo del Napoli è decisamente inferiore, almeno per ora, intorno ai 3.

Trattandosi dell’ultimo contratto importante della sua carriera, Cina permettendo, normale che il “falso nueve” di Sarri ci stia pensando, senza trascurare la possibilità di restare a Napoli. Ovviamente con Mourinho tornerebbe a giocare nel suo ruolo naturale di esterno sinistro nel 4-2-3-1.

Su Mertens c’è anche l’Inter, invece lo United si sente vicino al traguardo. Il Napoli pensa al rilancio e intanto studia l’alternativa al belga: il candidato principale è Keita, il monello senegalese che a fine stagione lascerà la Lazio.

Occhio al resto: monete thailandesi al posto dei due euro. L’allarme a Roma

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Aguzzate la vista, come in quel gioco della Settimana enigmistica. Negli ultimi giorni a Roma circolano delle monete quasi uguali ai due euro. Ma che non sono (e soprattutto non valgono) due euro. I falsari non c’entrano. Si tratta dei 10 centesimi di Bath, moneta thailandese che si riesce a distinguere dalla nostra solo facendo molta attenzione. Per il momento siamo al passaparola tra i commercianti. I baristi, in particolare, chiedono a tutti i colleghi di controllare sempre gli spiccioli che incassano o che danno come resto.

Il confronto tra le due moneteLa moneta thailandese ha la stessa forma di quella europea, con il cerchio dorato al centro e l’anello argentato intorno. Uguali anche le dimensioni e persino il peso, 8 grammi e mezzo. Al punto che riesce a ingannare persino i distributori automatici, come le macchinette per il caffè negli uffici. L’unica differenza è il valore: la moneta thailandese vale circa 25 centesimi di euro. Spacciarla per due euro (al bar come nelle macchinette) per incassare il resto in euro può diventare un affare interessante in caso di applicazione seriale. Ed è proprio questo il timore che allarma i commercianti della Capitale.

Il sospetto di un’operazione organizzataQualche anno fa, alcuni casi vennero segnalati in Campania e in Sardegna. Poi i «due euro thailandesi» spuntarono in Spagna. Adesso sembrano essere tornati in Italia. Nelle ultime settimane le segnalazioni si sono moltiplicate a Roma, al punto da fare pensare a una vera e propria partita messa in circolo da un gruppo organizzato.Il modello delle vecchie 500 lire

La moneta thailandese non è un’imitazione di quella europea. C’era già prima. Semmai è ispirata alle nostre vecchie 500 lire, sempre con il cerchio al centro dorato e l’anello argentato intorno. Ma allora la truffa non era possibile. Non solo perché le dimensioni tra lira e bath erano leggermente diverse. Ma soprattutto perché il valore era lo stesso e non c’erano nessuna differenza su cui guadagnare. Forse il dato è interessante per i sostenitori dell’uscita dall’euro. Nel frattempo non resta che aguzzare la vista.

/corrieredellasera

Brexit, i paletti dell’Europa per gli inglesi

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Brexit: l’ambasciatore britannico presso l’Ue, Tim Barrow, consegna la lettera di Theresa May al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk

Il Regno Unito vuole mantenere con l’Unione europea «una partnership profonda». Theresa May lo ha scritto sette volte nella lettera che ha dato il via ufficiale alla Brexit. Ma la strada per i negoziati è in salita: non c’è intesa sui tempi, i commerci e la difesa comune. Il capo del Desk Esteri de La Stampa, Alberto Simoni, nel suo reportage racconta le reazioni degli inglesi al divorzio.
Secondo Charles A. Kupchan «l’Occidente sembra giunto a un punto critico. Il populismo potrebbe continuare a guadagnare forza. E qualunque sia l’esito, la Brexit è un minaccioso segnale di avvertimento».

Accordi con l’Ue e sicurezza. La Brexit parte già in salita

Consegnata a Bruxelles la lettera che dà il via ufficiale al divorzio di Londra. Ma non c’è intesa sui tempi dei negoziati, i commerci e la difesa comune

BRUXELLES – Il Regno Unito vuole mantenere con l’Unione europea «una partnership profonda e speciale». Theresa May lo ha scritto ben sette volte nella lettera che ha dato il via ufficiale alla Brexit. Non sarà facile, visto che la strada per i negoziati si preannuncia in salita. Sia sulla forma (Londra vuole affrontare parallelamente il divorzio e gli accordi futuri, mentre Bruxelles vuole prima definire tutti i dettagli dell’uscita), sia sui contenuti (il conto da pagare e i legami da conservare, soprattutto su commercio e sicurezza).

La lettera è stata consegnata a mano, nella sua versione originale, alle 13,20 di ieri dall’ambasciatore britannico Tim Barrow, che l’ha recapitata al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Sei pagine, che si aprono con un «Dear President Tusk» e si concludono con un «Yours Sincerely, Theresa May», scritti a mano. La premier britannica ha messo la sua firma sulla comunicazione che attiva l’articolo 50 del Trattato di Lisbona alle 16,26 di martedì, ma l’annuncio è stato dato solo dopo mezzanotte. A quell’ora la lettera era già a Bruxelles, custodita in una valigetta nera. Il documento è stato infatti portato nella capitale belga da un funzionario britannico, scortato dagli uomini della sicurezza, a bordo di un Eurostar partito nel tardo pomeriggio da Londra. Ha attraversato la Manica, ha passato la notte nella residenza di Barrow e ieri mattina verso le 9,40 ha fatto il suo ingresso all’Europa Building, il nuovo edificio del Consiglio.

L’ambasciatore ha partecipato a una riunione con i 27 colleghi, ma la lettera è rimasta nascosta nella valigetta. Nessun «leak», nessuna fuga di notizie sul contenuto. Tutto questo fino alle 13,20, quando Barrow è salito negli uffici di Donald Tusk. Il presidente del Consiglio europeo ha dato la notizia su Twitter alle 13,28. Una ventina di minuti dopo, in sala stampa, si è lasciato andare un commosso «ci mancate già». Più freddo il comunicato dei 27: «Ci dispiace, ma noi siamo pronti».

«Equa e ordinata», questa è l’uscita che auspica May nella lettera. Ma già nella seconda pagina spunta il primo grande scoglio che i negoziatori dovranno superare: «Crediamo sia necessario concordare i termini della nostra partnership futura accanto a quelli della nostra uscita dall’Ue». La risposta dei Ventisette dice esattamente l’opposto: prima «le disposizioni fondamentali per un ritiro ordinato». I dettagli della futura partnership saranno affrontati «in futuro» e solo dopo «un accordo» sulla prima parte. Impossibile trovare una sintesi: una delle due parti dovrà cedere qualcosa già in partenza. May comunque assicura che in questi due anni «continueremo ad adempiere alle nostre responsabilità come Stato membro», un passaggio che serve a rassicurare i cittadini Ue che vivono nel Regno Unito: non ci sarà alcuna discriminazione.

Sui contenuti della «deep and special partnership», il governo di Londra cita esplicitamente due pilastri: economia e sicurezza. E mette in guardia dai rischi legati alla mancanza di un accordo. In campo commerciale «dovremmo relazionarci secondo le regole della Wto». Il che potrebbe avere pesanti ripercussioni sulle imprese di import-export. Senza un’intesa nell’ambito della sicurezza, invece, «la nostra cooperazione contro il crimine e il terrorismo sarebbe indebolita». Qui Theresa May sembra fare un passo in più e alcuni analisti hanno letto un legame tra le due cose, una sorta di minaccia in questi termini: «Se non ci date un buon accordo commerciale, non avrete più il nostro supporto sulla sicurezza». Downing Street ha ovviamente smentito questa lettura, ma c’è un passaggio in cui si ricorda che «la sicurezza dell’Europa è più fragile che mai dalla fine della Guerra Fredda. Indebolire la nostra collaborazione (…) sarebbe un errore che pagheremmo a caro prezzo». May lo ha ribadito anche martedì sera durante una telefonata con Angela Merkel, unica collega tra gli altri leader Ue con cui c’è stato un contatto diretto. Perché come sempre, è Berlino che dà le carte.

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lastampa/Accordi con l’Ue e sicurezza. La Brexit parte già in salita MARCO BRESOLIN – INVIATO A BRUXELLES

L’allarme Usa sui rapporti Russia-M5S-Lega

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Gli Stati Uniti avvertono l’Italia: «Fate attenzione ai rapporti tra Russia e Movimento Cinque Stelle». Fonti governative americane esprimo timore per l’influenza che Mosca sta cercando di avere sulle prossime elezioni italiane, nell’ambito di una strategia di interferenza che investe tutta l’Europa. Il governo Usa guarda anche ai legami fra la Lega e il Cremlino.

Il governo Usa avverte l’Italia: “Fate attenzione. Ci sono legami Russia-M5S”

L’allarme dell’amministrazione all’Italia: strategia di destabilizzazione

WASHINGTON – «Fate attenzione ai legami fra governo russo e M5S». È il messaggio circolato nei mesi scorsi nell’amministrazione Usa, con lo scopo di mettere poi Roma al corrente di un fenomeno più vasto: l’esteso impegno di Mosca a sostenere forze politiche intenzionate a sfidare gli establishment nazionali.

Con lo scopo di indebolire nel lungo periodo tanto l’Unione Europea, quanto la Nato. Sono fonti governative americane a ricostruire per «La Stampa» quanto sta avvenendo, spiegando in particolare che sono preoccupate per l’influenza che la Russia sta cercando di avere sulle prossime elezioni italiane, nell’ambito di una strategia di interferenza che tocca tutta l’Europa, dopo quella adottata durante le presidenziali degli Stati Uniti. Finora il potenziale punto di contatto è stato individuato da Washington soprattutto nei rapporti che Mosca sta costruendo con il Movimento 5 Stelle, e con la Lega, che però ha prospettive elettorali inferiori.

All’origine di tali sviluppi ci sono le conseguenze dell’Election Day. Quando l’intelligence americana è arrivata alla conclusione che il Cremlino aveva gestito le incursioni degli hacker nell’archivio digitale del Partito democratico, per rubare documenti con cui deragliare la candidatura presidenziale di Hillary Clinton, l’apparato governativo degli Usa si è attivato per comprendere meglio le dimensioni e lo scopo di questa strategia. Quindi si è convinto che la Russia sta cercando di dividere e indebolire l’intero Occidente, favorendo le formazioni politiche che mettono in discussione le alleanze storiche e più recenti tra le due sponde dell’Atlantico. Questa offensiva era già presente negli Stati baltici, che avendo fatto parte dell’Unione Sovietica sono abituati a simili tattiche di propaganda e manipolazione, e le riconoscono in fretta. Discorso analogo per la Serbia e l’intera area della ex Jugoslavia. L’operazione però si è allargata anche al resto dell’Europa occidentale, che secondo gli analisti di Washington è meno pronta a capirla e difendersi. Perciò il governo Usa si è attivato, con missioni discrete che hanno riguardato anche l’Italia.

Gli obiettivi di Mosca sono tutti i Paesi dove nei prossimi mesi sono in programma le elezioni, che per la loro natura democratica consentono di infiltrare i sistemi politici e cercare di condizionarli. Al primo posto ci sono le presidenziali francesi, dove gli effetti dell’offensiva russa sono già stati pubblicamente notati, con la visita di Marine Le Pen al Cremlino e le informazioni uscite per attaccare l’indipendente Macron. Nel radar degli americani però ci sono anche le presidenziali del 2 aprile in Serbia, il voto di settembre in Germania, e quello che comunque dovrà avvenire in Italia entro la primavera del 2018.

Secondo quanto appurato da Washington, i metodi usati sono diversi. Negli Stati Uniti gli attacchi sono avvenuti nel campo digitale, perché è molto sviluppato e offriva grandi opportunità. Lo stesso sta avvenendo già in Europa, come hanno dimostrato le denunce fatte da Macron. Più difficile è provare eventuali finanziamenti o aiuti diretti per le campagne elettorali e i partiti. In Italia il sistema digitale è meno sviluppato di quello americano, e i nostri apparati contano anche sul naturale scetticismo degli elettori per depotenziare eventuali offensive. Nel mondo di oggi, però, non serve molto: basta intercettare una mail o una lettera, per demolire un candidato o un partito.

Poi ci sono i rapporti personali diretti. Ha sorpreso, ad esempio, la visita di una delegazione italiana che qualche tempo fa è andata in Lituania, dialogando con la comunità di origine russa nel Paese. Rilevanti sono anche gli incontri con le ambasciate, che sono leciti, ma possono andare oltre la cortesia diplomatica. M5S e Lega non hanno fatto mistero dei contatti avuti con Mosca, e ciò ha suscitato preoccupazione, anche se in scala diversa.

L’attenzione riservata dal governo americano a questi fenomeni è maturata prima dell’entrata in carica della nuova amministrazione Trump, e delle stesse presidenziali dell’8 novembre. Finora se ne sono occupati funzionari di carriera non partisan, e la loro attività è completamente slegata dalle inchieste in corso all’Fbi e al Congresso sulle eventuali complicità tra gli hacker russi e la campagna del candidato repubblicano. Si tratta in sostanza di valutazioni professionali, indipendenti dalle vicende politiche interne. La transizione naturalmente complica le cose, perché il governo deve affrontare altre priorità, e nei Paesi che sono potenziali obiettivi non sono ancora stati nominati i nuovi ambasciatori. Le elezioni italiane però sono quelle più lontane nel calendario, a fine aprile il premier Gentiloni verrà alla Casa Bianca e a maggio ospiterà Trump al G7, e quindi ci sarà il tempo per discutere e chiarire queste preoccupazioni. Da qui lo scenario di una consultazione in crescendo fra Washington e Roma sul ruolo dei grillini come emissari del Cremlino nel Bel Paese.

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lastampa/Il governo Usa avverte l’Italia: “Fate attenzione. Ci sono legami Russia-M5S” PAOLO MASTROLILLI – INVIATO A WASHINGTON

Vinovo- Allegri aspetta il ritorno dei nazionali, domani seduta pomeridiana

Vinovo- Allegri aspetta il ritorno dei nazionali, domani seduta pomeridiana

È stata una splendida giornata di sole dal clima primaverile, quella che ha visto oggi il gruppo allenarsi al Training Center di Vinovo agli ordini di mister Allegri.

I Bianconeri, arricchiti dal rientro dagli impegni con le proprie Nazionali di Emil Audero, Rolando Mandragora e Sami Khedira, sono scesi in campo per una sessione pomeridiana incentrata sul lavoro col pallone e sulla tattica. Domani sono attesi a Vinovo Gigi Buffon, Leonardo Bonucci Daniele Rugani. Marko Pjaca rientrerà nei prossimi giorni e sarà sottoposto ad ulteriori accertamenti e alle cure del caso, dopo l’infortunio patito con la propria Nazionale.

La Juventus tornerà al lavoro domani, ancora alle prese con una sessione pomeridiana, per preparare la sfida di campionato che la vedrà impegnata domenica 2 aprile alle 20.45 allo Stadio “San Paolo” contro il Napoli.

Fonte: Juventus.com

Ds Empoli sulla vittoria di Sarri: “Tra me è Maurizio c’è un bel rapporto, sono contento”

Ds Empoli sulla vittoria di Sarri: “Tra me è Maurizio c’è un bel rapporto, sono contento”

Ai microfoni di Sky, è intervenuto il direttore sportivo dell’Empoli Carli, il quale ha commentato la vittoria di Maurizio Sarri come miglior all’allenatore dell’anno: “C’è un bel rapporto tra me e Maurizio, è una cosa bella. Mi fa piacere, sa che contraccambio, ma questa cosa per esempio ce l’ho anche con Giampaolo”.

Diawara-Italia, il ragazzo a disposizione di Ventura?

Diawara-Italia, il ragazzo a disposizione di Ventura

Ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, è intervenuto il giornalista Diego De Luca, il quale ha dichiarato: “Per poter ottenere la cittadinanza italiana, il calciatore deve risiedere almeno per 10 anni nel paese. Per poter esordire con la maglia della nazionale ci vorranno altri sette anni, a meno che non si sposi con un’italiana accorciando così i tempi”. 

Napoli-Cragno, summit tra Giuntoli e l’agente del ragazzo a Milano

Napoli-Cragno, summit tra Giuntoli e l’agente del ragazzo a Milano

Il Napoli ci prova per il portiere del Cagliari Alessio Cragno. Nicolò Schira, giornalista della Gazzetta dello Sport, ha scritto su Twitter: “Il Napoli a Milano fa sul serio per Alessio Cragno: summit in corso tra il ds Giuntoli e agente del portiere under21.”

Castel Volturno, il Napoli si prepara in vista del match con la Juve

Castel Volturno, il Napoli si prepara in vista del match con la Juve

Seduta pomeridiana per il Napoli che ieri ha ripreso gli allenamenti a Castelvolturno.

Gli azzurri preparano il match contro la Juventus, posticipo della 30esima giornata di Serie A del 2 aprile al San Paolo (ore 20,45).

Sono rientrati dagli impegni delle Nazionali come da programma gli ultimi azzurri. Insigne ha lavorato col gruppo, Mertens e Rog hanno svolto lavoro di scarico, mentre Hysaj, giunto nel tardo pomeriggio, ha fatto massaggi.

La squadra ha iniziato la sessione con una prima fase di attivazione. Di seguito allenamento tecnico tattico e chiusura con partitina a campo ridotto.

Domani doppia seduta.

Fonte: SSC Napoli

Capodaglio: L’alleanza con il mister porterà a risultati importanti (VIDEO)

Paolo Capodaglio, possiamo finalmente ascoltarvi, contro il Catanzaro non avete ottenuto il massimo risultato, anche se nel secondo tempo loro hanno giocato più a calci che a calcio, e voi siete caduti un po’ nella provocazione.

Si, dopo aver preso il gol del 2 a 1 al 42’ volevamo recuperare subito la partita, sapendo che da tanto non si riesce a fare risultato in casa e quindi metti un pò la motivazione un pò il nervosismo e soprattutto un arbitro troppo permissivo ha fatto si che si giocasse poco.

Adesso c’è il derby dell’amicizia un derby particolare che deve essere vinto per poter sfatare questo tabù, come affronterete la partita?

Il nostro obbiettivo è quello di affrontare la partita come l’inizio di domenica scorsa, sappiamo che loro fuori casa chiudono e ripartono bene tant’è che hanno fatto più punti in trasferta che in casa, ma la cosa principale e ricreare l’armonia tra noi e il pubblico.

La squadra come ha preso la notizia dell’esonero di mister Fontana?

Quando succedono queste cose è  un fallimento un po’ di tutti , noi adesso dobbiamo ripartire e guadagnare un piazzamento che ci permette di giocare in casa durante i play off , comunque c’è dispiacere.

Sei contento della tua carriera in generale? Perché sei arrivato secondo noi tardi in lega pro e questo è il secondo anno che ti stava andando bene fino a gennaio.

Io credo che nulla accade per caso e cercherò comunque di non farlo più accadere e prometto che farò il possibile per ottenere un miglior piazzamento e poi giocarmela a viso aperto nei playoff.

Adesso c’è Matute che ti dà una mano, meglio o peggio di prima?

Cambiamo spesso modulo e le mie caratteristiche mi permettono di giocare bene ovunque e con chiunque.

Cos’è cambiato con l’arrivo del nuovo allenatore?

Il mister è arrivato da noi chiedendoci di aiutarlo il più possibile e noi abbiamo lo stesso bisogno e credo che questa alleanza porterà ad un risultato sicuramenti positivo

Adesso c’è freddezza con il pubblico, speri che questa gara possa farvi riappacificare?

Lo spero tantissimo perché avere il sostegno del pubblico e come avere il dodicesimo uomo in campo.

 

Matute: Sto dando tutto me stesso per la Juve Stabia (VIDEO)

Kelvin Matute, stai trovando maggiore continuità con mister Carboni, finalmente possiamo dire che stai entrando nel vivo del gioco e che stai dando il tuo contributo, già a Cosenza hai fornito un’ottima prestazione e in casa con il Catanzaro hai messo i tuoi muscoli a disposizione della squadra?

Ho fatto semplicemente ciò che c’era da fare, non è stato facile dopo tanto tempo di stop rientrare nel ritmo partita, ma nonostante ciò  ho dato tutto me stesso, perché credo che in una squadra del genere dove si lavora tanto e bene non si possa fare diversamente.

Sei il primo arrivato nel mercato di riparazione , hai subito accettato l’offerta della Juve Stabia, adesso c’è la sfida contro il tuo recente passato, la Casertana, sei ponto a dimostrare che la Juve stabia ha fatto bene a credere in te ?

Io sono un professionista,  adesso gioco con la Juve stabia e il mio unico interesse è portare i 3 punti a casa con questa maglia, cercando di dare il massimo sempre e comunque.

Ti aspettavi un 2017 cosi diverso per la Juve Stabia rispetto al girone d’andata?

Sinceramente no, perché la Juve stabia ha sempre avuto una mentalità vincente, e sono convinto che è solo un periodo, vi assicuro che noi tutti ci stiamo impegnando per risorgere da questo brutto momento.

Dall’alto della tu esperienza, si può dire che la causa dei pessimi risultati sia la mancanza dell’aiuto di voi esperti?

Questo, secondo me, non è il vero motivo, io credo che la colpa sia di tutti, sia gli esperti sia i giovani , ma noi dobbiamo rimanere uniti e lottare fino alla fine perché il campionato non è ancora finito.

La prossima settimana ci saranno tre partite con squadre importanti, credi sia la settimana giusta per decidere il piazzamento play off?

Si, ma tralasciando stare le partite con squadre blasonate o meno , io sono fermamente convinto che tutto dipende solo ed esclusivamente da noi e dalla nostra voglia di vincere .

L’ultimo derby disputato a Castellammare non è stato dei migliori, il prossimo sarà l’occasione per far tornare a gioire i nostri tifosi?

Il gruppo sta lavorando al meglio per poter vincere questa partita, adesso purtroppo abbiamo perso il nostro pubblico ma stiamo facendo di tutto per riportarli dalla nostra parte.

Ti aspettavi una Casertana cosi avanti in classifica?

Si perché hanno davvero una buona squadra e nonostante qualche difficoltà ad inizio campionato sono riusciti a dimostrare il loro vero valore.

Koulibaly, l’agente: “A Napoli sta bene, resterà qui finché il club non deciderà di venderlo”

Bruno Satin, agente di Kalidou Koulibaly, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato:

 

“Con il Senegal non sappiamo esattamente cosa è successo. Kalidou ha dato una mano anticipando il pagamento. Si è verificato qualche problema a livello organizzativo. Sarà lui a marcare Higuain, speriamo che il pipita sia un po’ stanco.
Futuro? A Napoli sta bene, resterà qui finché il club non vorrà venderlo”.