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Meloni: “Italiani con me, siamo sopra il 30%”. Oggi la direzione di Fratelli d’Italia

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(Adnkronos) – La 'strategia della tensione' governo-toghe paga, in termini di consenso.Giorgia Meloni legge i sondaggi e sorride, perché nei giorni in cui si è intensificato lo scontro tra l'esecutivo e la magistratura, dopo l'apertura dell'indagine per favoreggiamento e peculato sul caso Almasri, Fratelli d'Italia consolida il suo primato nel gradimento degli italiani salendo al 30,1%, in aumento di 0,5 punti rispetto al 16 gennaio.

Lo certifica la media sondaggi Youtrend che la presidente del Consiglio pubblica sui social, accompagnandola a un messaggio ben preciso: "Nonostante gli attacchi gratuiti quotidiani e i tentativi di destabilizzare il governo, il sostegno degli italiani rimane solido.Per me – scrive Meloni – questo significa una cosa sola: che il lavoro che stiamo facendo per difendere l'interesse nazionale, creare opportunità per le nostre imprese e rafforzare la nostra Nazione è quello giusto".

La premier ringrazia gli elettori per la fiducia e conclude il suo post con una promessa: "Io vado avanti, come sempre, a testa alta".   I riflettori sono ora puntati sulla direzione nazionale di FdI, in programma dalle 10 allo Spazio Roma Eventi di Piazza di Spagna.Sulla carta, la leader di Via della Scrofa non dovrebbe partecipare all'appuntamento, salvo ripensamenti dell'ultima ora.

Ci sarà, invece, la ministra del Turismo Daniela Santanchè, in quanto componente della direzione: l'imprenditrice è ancora alle prese con le rogne giudiziarie legate al caso Visibilia e il suo posto nel governo viene considerato sempre più in bilico, mentre il partito continua a mantenere un atteggiamento molto, molto prudente.Dal suo entourage però smentiscono che Santanchè sia in procinto di rassegnare le dimissioni e descrivono la ministra come "assolutamente tranquilla".  E a quanto apprende l'Adnkronos, un assist nei confronti della 'Santa' potrebbe arrivare da alcuni colleghi di partito, nel corso della direzione di oggi.

L'ordine del giorno della riunione prevede un focus sui primi due anni di governo Meloni e un dibattito su alcuni temi specifici: sicurezza delle forze di polizia; azione di FdI e governo al Sud.Ma c'è chi è pronto a porre sul tavolo la questione del garantismo. "Al di là di qualche posizione 'forcaiola', noi abbiamo sempre avuto un approccio garantista.

Uno dei temi centrali da affrontare è proprio quello del garantismo processuale, che è un tratto distintivo della destra.Il nostro slogan è sempre stato: garantismo e certezza della pena.

Quindi dobbiamo chiederci: siamo ancora garantisti?", sintetizza all'Adnkronos un esponente di spicco di Fratelli d'Italia.  Anche alla luce degli sviluppi della vicenda Almasri, è probabile che la riforma della giustizia e le tensioni con la magistratura troveranno ampio spazio nel dibattito della direzione, composta da 115 membri.Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, capo delegazione di FdI al governo, terrà la relazione introduttiva, toccando tutti i punti dell'ordine del giorno.

Prenderà la parola anche il coordinatore della direzione, Edmondo Cirielli, mentre le conclusioni saranno affidate alla sorella della premier e responsabile della segreteria del partito, Arianna Meloni. Continua a far discutere, intanto, l'atto di indagine ("voluto", secondo Meloni, "dovuto" secondo l'Anm) notificato dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi alla premier, ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano per la vicenda Almasri.Ospite di SkyTg24, il capogruppo meloniano al Senato Lucio Malan prima apre a una possibile eliminazione dell'obbligatorietà dell'azione penale, poi, dopo le critiche di una parte dell'opposizione, fa dietrofront in una nota: "Non esiste alcuna volontà da parte di Fratelli d'Italia e del centrodestra di limitare la libertà della magistratura, men che mai di assoggettarla al controllo del governo o più in generale della politica".

Gli attacchi nei confronti di Lo Voi proseguono, da parte del partito della premier.Dopo la polemica sui voli di Stato questa volta sono i rapporti con l'avvocato Luigi Li Gotti (l'uomo dell'esposto contro Meloni e ministri) a scatenare i parlamentari di FdI, che chiedono chiarezza: "Lo Voi e Li Gotti si conoscono da tempo, e certi intrecci non possono essere ignorati.

Da una parte, a Lo Voi è stato negato l'aereo di Stato per i suoi viaggi a Palermo; dall'altra, a Li Gotti è stata respinta la maxi-parcella per la difesa di Brusca.Coincidenze?

Difficile crederlo", sostiene il vicecapogruppo di Fdi alla Camera Manlio Messina.  E nel consueto questionario interno sottoposto agli iscritti di FdI nella newsletter di partito viene chiesto, tra le varie domande, se l'indagine a carico della premier sia "un atto dovuto" o una "indebita intromissione" da parte della Procura nelle decisioni del governo.La premier e ministri indagati, nel frattempo, continuano a lavorare alla strategia difensiva.

Per pochi minuti ieri è stata a Palazzo Chigi la senatrice Giulia Bongiorno, indicata come legale difensore del governo nell'ambito dell'indagine sul caso Almasri.Nella sede della Presidenza del Consiglio è arrivato anche il sottosegretario Mantovano: assente, invece, la premier Meloni.

Ai cronisti che l'attendevano all'uscita, Bongiorno ha ribadito la linea del silenzio: "Devo fare ulteriori riunioni, poi vi parlo di tutto". (di Antonio Atte) —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Israele-Hamas, oggi liberi altri tre ostaggi: tra loro il padre dei fratellini Bibas

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(Adnkronos) –
Hamas libera oggi, sabato 1 febbraio, tre ostaggi in cambio di 183 detenuti palestinesi, come prevede l'accordo con Israele per il cessate il fuoco a Gaza.Si tratta di Yarden Bibas, Ofer Kalderon e Keith Siegel, da oltre un anno prigionieri nella Striscia.  In contemporanea, riapre il valico di Rafah tra l'Egitto e Gaza. "I mediatori hanno informato Hamas che Israele ha approvato l'apertura del valico di Rafah sabato, dopo il completamento del quarto lotto di scambio di prigionieri", ha affermato un funzionario di Hamas all'Afp a condizione di anonimato.

Una fonte ben informata ha aggiunto che l'evacuazione dei feriti avverrà al valico "come previsto dall'accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi a Gaza".  
Bibas, 35 anni, è il marito di Shiri e padre di Kfir e Ariel, i più piccoli degli ostaggi tra le persone rapite nell'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele e ancora nelle mani di Hamas.Sono stati sequestrati nel kibbutz di Nir Oz quando Kfir aveva solo nove mesi e Ariel ne aveva quattro.

Il Jerusalem Post ricordava nei giorni scorsi che nel novembre del 2023 le Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, affermavano che i due fratellini erano stati uccisi con la giovane mamma e sottolineava che sulle loro sorti non ci sono mai state conferme da parte delle autorità israeliane. Anche Kalderon, 54 anni, franco-israeliano, è stato rapito il 7 ottobre del 2023 nel kibbutz di Nir Oz con i suoi due figli, Sahar ed Erez, di 16 e 12 anni, tornati in libertà nel novembre di due anni fa nell'ambito del primo accordo di tregua tra Israele e Hamas. 
Siegel, 65 anni, con cittadinanza israeliana e statunitense, è stato rapito il 7 ottobre 2023 nel kibbutz di Kfar Azza insieme alla moglie, Aviva, anche lei liberata all'epoca del rilascio dei figli di Kalderon.  Israele, in queste ore, ritiene che Hamas non voglia liberare tutti gli ostaggi vivi nella seconda fase dell'accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.Secondo l'emittente Channel 12, i funzionari israeliani ritengono che Hamas non accetterà di liberare tutti gli ostaggi ancora in vita in una seconda fase dell'accordo di cessate il fuoco poiché questi rappresentano una polizza assicurativa nei confronti di Israele. Per questo motivo, affermano i funzionari a condizione di anonimato, non ci sarà altra scelta se non quella di tornare a combattere.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Migranti, ‘sconcerto’ governo per decisione giudici: “Al lavoro per superare ostacolo”

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(Adnkronos) – "Stupore", se non addirittura "sconcerto".Come se non bastasse il caso Almasri, a gettare nuova benzina sul fuoco dei rapporti tra governo e magistratura è la decisione dei giudici della Corte d'Appello di Roma di non convalidare il trattenimento dei 43 migranti chiusi nei centri costruiti dall'Italia in Albania: persone che dovranno essere liberate e che già domani sera saranno riportate in Italia, a Bari. Ora Palazzo Chigi studia le contromisure per sbloccare l'ennesimo stallo: "Siamo al lavoro per superare anche questo ostacolo", fanno sapere fonti della Presidenza del Consiglio.   Ma al momento si registra solo la dura la reazione del governo Meloni, che incassa il terzo 'no' al protocollo d'intesa sottoscritto con il Paese di Edi Rama e fortemente voluto dalla premier.

La presidente del Consiglio e leader di Fratelli d'Italia per ora tace, ma a parlare per conto dell'esecutivo è uno dei ministri a lei più vicini, Tommaso Foti, titolare delle Politiche europee: "Sconcerta", secondo l'ex capogruppo alla Camera, "la decisione dei giudici della Corte d'Appello di Roma". Per Foti "siamo di fronte all'ennesima riaffermazione, di una parte della magistratura, di volere stabilire quali Paesi siano o meno sicuri, sostituendosi al decisore naturale che è invece il governo". "In attesa della pronuncia della Corte di Giustizia dell'Ue sulla questione dei Paesi sicuri", sottolinea il ministro, "il governo Meloni proseguirà con determinazione nell'attuazione delle riforme promesse ai cittadini, nel pieno rispetto del mandato ricevuto dagli italiani". 
Anche i vertici dei gruppi parlamentari meloniani vanno all'attacco.Secondo il presidente dei deputati Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami "si assiste a un atteggiamento di resistenza da parte di un pezzo della magistratura italiana nei confronti delle misure adottate per garantire la sicurezza e contrastare l'immigrazione irregolare". "Ancora una volta", insiste, "ci troviamo di fronte a una presa di posizione che sembra andare oltre l'ambito giuridico, assumendo una connotazione politica e ostacolando l'azione del governo Meloni". Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo al Senato Lucio Malan, che esprime "profondo stupore" per una decisione che a suo giudizio non terrebbe conto della Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che la definizione dei Paesi sicuri spetta al governo.

Anche la Lega protesta, con il vicesegretario Andrea Crippa: "Dai giudici un'ennesima invasione di campo, una decisione che danneggia l'Italia e che fa felici le sinistre e i clandestini", scrive in una nota il numero due di Matteo Salvini.  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Trump, da oggi dazi per Canada, Messico e Cina. Il presidente: “Arriveranno anche per Ue”

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(Adnkronos) –
I dazi di Donald Trump entrano in vigore.Da oggi, 1 febbraio 2025, gli Stati Uniti imporranno dazi del 25% per il Canada e il Messico e del 10% per la Cina. "E' una misura economica, abbiamo un deficit commerciale di quasi 200 miliardi con il Canada.

Lo stesso accade con il Messico, un deficit da 250 miliardi.Con le passate amministrazioni, per anni dal Messico e dal Canada sono arrivati milioni di criminali.

La Cina produce il fentanyl, che entra attraverso il Canada e attraverso il Messico", ha detto Trump escludendo una retromarcia in extremis.Non è escluso un provvedimento più leggero per il petrolio canadese: "Probabilmente ridurremo i dazi al 10%", ha ipotizzato il presidente. "Imporrò dazi all'Ue?

Vuole la risposta vera o la risposta politica?Assolutamente.

L'Ue ci ha trattato in maniera terribile", la risposta. Da quando Trump ha minacciato i dazi contro di due Paesi accusati di non fermare i migranti e il traffico di droga sui confini, i consiglieri del presidente dietro le quinte hanno condotto negoziati con Canada e Messico.Ed esponenti dell'amministrazione hanno detto pubblicamente che i due Paesi hanno fatto progressi verso le richieste del presidente.

Durante l'audizione di conferma al Senato il futuro segretario al Commercio, Howard Lutnick, ha detto che se taglieranno ingressi di migranti e droga "non ci saranno dazi". Nel quadro, vanno inserite le posizioni di esponenti del mondo del business nordamericano e rappresentanze sindacali che temono che i dazi universali provocheranno altri intoppi nella catena dei rifornimenti, l'aumento dei prezzi e della necessità di affidarsi a forniture di Paesi avversari, come Cina e Venezuela. In attesa che il quadro normativo venga illustrato nel dettaglio, i media americani ipotizzano che la Casa Bianca utilizzi i poteri economici di emergenza, istituiti da una legge degli anni Settanta.Tra i consiglieri di Trump c'è chi si domanda se il ricorso a questi poteri economici, che non sono mai stati finora invocati per dazi, sia lo strumento adatto.  
Il Canada, intanto, ha promesso una risposta "forte e immediata", come ha affermato il premier Justin Trudeau. "Se il presidente sceglie di imporre qualsiasi dazio contro il Canada, noi siamo pronti con una risposta, una propositiva, forte ma ragionevole, risposta immediata", ha detto il premier canadese. "Non è quello che vogliamo, ma se lui andrà avanti, noi anche agiremo", ha aggiunto Trudeau che all'inizio dell'anno, di fronte a fortissime tensioni all'interno del suo partito, ha annunciato che si dimetterà non appena il partito liberale avrà completato il processo, il prossimo 9 marzo, di scelta del nuovo leader. "Siamo in un momento critico", ha aggiunto Trudeau.

L'imposizione dei dazi, ha continuato, avrà "conseguenze disastrose per gli Stati Uniti" e potrebbe "mettere a rischio posti di lavoro statunitensi, far aumentare i prezzi e minare la sicurezza collettiva". Trudeau ha ricordato che a motivare Trump per l'imposizione di dazi "in maniera così tempestiva è il flusso di fentanyl e gli attraversamenti illegale del confine degli Stati Uniti". "Ribadisco che la nostra frontiera è sicura e meno dell'1% del fentanyl e degli attraversamenti illegali verso gli Usa passano dal Canada", ha detto ancora, elencando le misure adottate per rafforzare la sicurezza del confine, tra le quali le squadre con cani. "Il nostro Paese potrebbe trovarsi ad affrontare momenti difficili nei prossimi giorni e settimane e i canadesi potrebbero provare ansia e preoccupazioni, ma vorrei che sappiano che il governo federale li sostiene", ha concluso Trudeau, che Trump ha più volte attaccato nelle scorse settimane chiamandolo il "51esimo governatore", continuando d'altro canto a ribadire l'auspicio che il Canada venga annesso agli Usa.  
Il Messico è pronto "a qualsiasi scenario" ed agirà "con sangue freddo", ha detto la presidente messicana Claudia Sheinbaum assicurando che il governo ha "un piano A, un piano B, un piano C" da far scattare a seconda delle eventuali mosse di Washington. "E' molto importante che il Messico sappia che difenderemo sempre la dignità del nostro popolo, il rispetto della nostra sovranità e il dialogo tra pari", ha poi aggiunto. Sheinbaum ha spiegato che i colloqui con l'amministrazione Trump sono continui e che si raggiungono accordi "tutti i giorni", su questioni di sicurezza e immigrazione. "Manterremo sempre il dialogo, è fondamentale per la relazione" tra i due Paesi, ha detto ancora indicando gli accordi raggiunti per il rimpatrio dei migranti messicani, sempre però con il "rispetto" per la sovranità e i diritti umani.Trump accusa Messico e Canada di non fare abbastanza per proteggere i confini degli Usa da infiltrazioni di migranti e droga e minaccia quindi dazi fino a quando non vi saranno politiche da lui considerate soddisfacenti.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Incidente aereo Washington, i primi dati dell’inchiesta: elicottero volava troppo alto

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(Adnkronos) –
L'elicottero che si è schiantato contro l'aereo dell'American Airlines a Washington, nell'incidente che ha provocato 67 morti, volava ad una quota troppo elevata.I dati raccolti e le informazioni in possesso del Washington Post evidenziano che il Black Hawk, l'elicottero con 3 soldati a bordo, volava al di sopra dei 200 piedi (circa 60 metri), il limite per l'area dell'aeroporto Ronald Reagan. L'elicottero, un minuto prima dell'incidente, era segnalato ad una quota di 200 piedi.

Ma 30 secondi prima dello schianto il Black Hawk era a 300 piedi, poco più di 90 metri.Quindi, il ritorno a 200 piedi prima dello schianto, avvenuto ad una quota di 300 piedi secondo i dati. L'inchiesta è ancora in una fase preliminare e ulteriori elementi verranno forniti dall'analisi delle due scatole nere recuperate.

Il Washington Post evidenzia che altri fattori, oltre alla quota dell'elicottero, potrebbero aver contribuito a provocare l'incidente.Tra i fattori da considerare, anche la capacità dei piloti del Black Hawk di valutare la situazione nell'oscurità. 
Verranno esaminate anche le procedure seguite nella torre di controllo dove, secondo il quotidiano, operavano 2 addetti: in servizio, considerata l'ora e il traffico aereo nella serata, avrebbero dovuto lavorare 4 persone. Dopo l'incidente, si valuta una modifica delle norme relative alle rotte degli elicotteri militari che volano nell'area del fiume Potomac. "Se ne sta parlando", dice una fonte alla Cnn. "Ci sono discussioni relative alla programmazione di quei voli in orari differenti".

La FAA, la Federal Aviation Administration, ha sospeso il transito degli elicotteri nell'area. Intanto, l'esercito degli Stati Uniti ha reso noti i nomi di 2 dei soldati che erano a bordo dell'elicottero.Nell'incidente sono morti il 28enne Austin O'Hara e il 39enne Andrew Loyd Eaves.   —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ucraina, Trump: “Stiamo parlando con la Russia, guerra deve finire”

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(Adnkronos) –
"Stiamo parlando con la Russia per porre fine alla guerra".Donald Trump annuncia che gli Stati Uniti stanno "già parlando" con Mosca per porre fine al conflitto tra Russia e Ucraina, in corso da quasi 3 anni.

Trump, rispondendo alle domande dei cronisti, non conferma espressamente colloqui già avvenuti con il presidente russo Vladimir Putin. 
"Parleremo" con Putin "per ottenere qualcosa di significativo, vogliamo porre fine a questa guerra orribile che non sarebbe mai cominciata se io fossi stato presidente.Stanno morendo milioni di persone, soprattutto giovani, soprattutto soldati.

Le città sono state distrutte, sono ridotte ad un cumulo di macerie.Su quelle pianure, solo i corpi dei soldati fermano i proiettili.

La Russia ha perso 800mila uomini, l'Ucraina 6-700mila", dice il presidente degli Stati Uniti riproponendo considerazioni già espresse più volte. "E' una situazione senza senso, deve essere fermata e io farò il possibile per fermarla.Stiamo già avendo colloqui, stiamo già parlando", aggiunge.

Ha già parlato con Putin? "Non voglio dirlo ma stiamo avendo discussioni molto serie per cercare di far finire la guerra.Con la Russia?

Sì, con la Russia", dice Trump.  
Le parole del presidente degli Stati Uniti arrivano 24 ore dopo una parziale ammissione.Nella giornata del 30 gennaio, nel suo primo briefing alla Casa Bianca dopo l'incidente aereo avvenuto a Washington, Trump ha spiegato che gli Stati Uniti faciliteranno il rimpatrio delle vittime russe.

Un giornalista ha chiesto: "Ha parlato con il presidente Putin?". "No", la risposta del presidente americano. "Non di questo", ha aggiunto subito dopo. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 31 gennaio

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(Adnkronos) – Nessun '6' né '5+1' nell'estrazione del Superenalotto di oggi 31 gennaio 2025.Sono stati, invece, centrati sei '5' che vincono 21.686,66 euro ciascuno.

Il jackpot per il prossimo concorso sale a 67.3 milioni di euro.Si torna a giocare domani per l'ultimo concorso della settimana e per il primo del mese di febbraio.  La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri).

La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita.In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro.

L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi. La giocata minima della schedina è una colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro.Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.  Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+.

L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo.In linea di massima: – con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro; – con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro; – con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro; – con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro; – con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.  E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto.

Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.  La combinazione vincente del concorso di oggi del Superenalotto: 7, 18, 22, 25, 30, 72.Numero Jolly: 76.

SuperStar: 51.   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo 2025, i Duran Duran al Festival: super ospiti della terza serata

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(Adnkronos) – I Duran Duran tornano al Teatro Ariston dopo 40 anni per Sanremo 2025.Lo ha annunciato Carlo Conti al Tg1 delle 20.  
La band britannica manca da Sanremo esattamente da 40 anni, visto che l'ultima volta fu ospite del Festival nel 1985.

Recentemente i Duran Duran hanno annunciato diversi concerti in Italia per la prossima estate.  "Sono negli uffici all'Ariston – ha detto Carlo Conti parlando con Giorgia Cardinaletti in collegamento con il Tg1 – e voglio darti una notizia in tempo reale: abbiamo appena chiuso, e abbiamo l'ok definitivo: dopo quarant'anni tornano, e torneranno all'Ariston, i Duran Duran, questa straordinaria band senza tempo, musica di ieri, oggi e domani.Saranno il giovedì sera, la terza serata, saranno i grandi protagonisti come ospiti internazionali graditissimi", ha concluso.  —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sassuolo – Juve Stabia: FINALE 2 – 0 (45 Laurientè, 71′ Mulattieri)

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Il campionato cadetto non si ferma e questo fine settimana ci regala una sfida di alta classifica. Al Mapei Stadium di Reggio Emilia, il Sassuolo non più capolista superato momentaneamente dal Pisa ospita la Juve Stabia, una delle squadre più in forma del momento.

Come arrivano le due squadre alla sfida

Il Sassuolo è reduce da una sconfitta esterna contro lo Spezia, la terza stagionale. Nonostante questo, i neroverdi mantengono saldamente la testa della classifica, grazie soprattutto a un attacco prolifico che ha segnato ben 51 gol in 26 partite. La squadra di casa ha vinto tutte le ultime otto partite giocate al Mapei Stadium, segnando ben 27 reti. Un vero e proprio fortino.

La Juve Stabia, invece, è in un ottimo momento di forma. Dopo un periodo difficile, la squadra campana è tornata alla vittoria superando la Carrarese. Questo successo permette alle vespe di consolidare la propria posizione in zona playoff e di avvicinarsi ulteriormente al quarto posto. La Juve Stabia ha dimostrato di essere una squadra solida e ben organizzata, capace di mettere in difficoltà anche le big del campionato, come dimostra il pareggio (2-2) ottenuto contro il Sassuolo nella partita di andata.

Direttore di gara: Maria Sole Ferrieri Caputi della sezione di Livorno

1° Assistente: Edoardo Raspollini della sezione Livorno

2° Assistente: Fabrizio Aniello Ricciardi della sezione di Ancona

Quarto uomo: Sig.Andrea Calzavara della sezione di Varese

Al VAR ci sarà Sig. Manuel Volpi della sezione di Arezzo mentre come AVAR ci sarà Sig. Davide Ghersini della sezione di Genova.

Il Tabellino Ufficiale

Sassuolo (4-3-3): Moldovan, Toljan, Muharemovic, Lovato (59′ Odenthal), Doig (88′ Pieragnolo); Iannoni (88′ Lipani), Ghion (63′ Objang), Boloca; Berardi, Skjellerup (63′ Mulattieri), Laurienté.

A disposizione: Satalino, Volpato, Paz, Romagna, Moro, Antiste, Russo.

Allenatore: Longo (Grosso squalificati)

Juve Stabia (3-4-2-1): Thiam, Ruggero (83′ Sgarbi), Varnier, Bellich; Floriani Mussolini, Buglio, Pierobon (78′ Leone), Rocchetti; Maistro (67′ Mosti), Piscopo (67′ Candellone); Adorante.

A disposizione.: Matosevic, Quaranta, Di Marco, Zuccon, Baldi, Meli, Sgarbi, Gerbo, Peda.

Allenatore: Guido Pagliuca

Marcatori: 45′ Laurientè 71′ Mulattieri

Angoli: 5 – 3

Ammoniti: 26′ Buglio 65′ Maistro 85′ Muharemovic

Espulsi: 45′ Lovisa, 45′ Pagliuca

Recupero: 3′ min. p.t. – 5 min s.t.

Note: Giornata tipicamente invernale con una fitta pioggerellina che insiste sulla zona. Spettatori: 4541 per un incasso di 22.691

PRIMO TEMPO

8′ Juve Stabia annullato il VANTAGGIO per un presunto fuorigioco di rientro di Adorante che addomestica una palla e serve Maistro sulla sinistra che si accentra ed entra in area, prende la mira e calcia forte e potente sul palo lungo con il portiere di casa che può solo guardare il pallone terminare la corsa nella rete.

21′ Punizione per la Juve Stabia. Buglio la mette in mezzo per Varnier che prolunga di testa per Piscopo che non riesce a dare forza al colpo di testa.

26′ Ammonito Buglio per una brutta entrata su Berardi

34′ Il Sassuolo ci prova in maniera timida con un azione manovrata in area la palla arriva a Berardi che da fuori area prova a mettere in campo la sua precisione balistica ma la sua conclusione esce fuori.

45′ Vantaggio del Sassuolo: Toljan entra in area va sul fondo e serve Laurientè al centro dell’area e per lui è un gioco da ragazzi infilare Thiam.

La Direttrice di gara espelle Matteo Lovisa per proteste e poi concede 3 minuti di recupero.

SECONDO TEMPO

Espulso Mister Guido Pagliuca nell’intervallo per proteste.

Inizia la ripresa con gli stessi uomini del primo tempo.

49′ Calcio d’angolo battuto da Buglio con Mussolini che di testa indirizza verso Moldovan che para a terra.

58′ il Sassuolo sostituisce Lovato per Odenthal

61′ Juve Stabia vicina al pareggio: Lancio lungo di Bellich per Piscopo che aggancia benissimo in area incrociando troppo il tiro che finisce a lato.

63′ Il Sassuolo sostituisce Skjellerup con Mulattieri e Ghion con Objang

65′ Ammonito Maistro per fallo su Laurientè

67′ La Juve Stabia sostituisce Piscopo con Candellone e Maistro con Mosti

71′ Raddoppio Sassuolo: Contropiede veloce di Laurientè con Rocchetti che non riesce a fermarlo, passaggio a centro per Mulattieri con Buglio che prova a chiudere la linea di passaggio ma non riesce, l’attaccante nero verde si trova a tu per tu con Thiam e lo fredda con un preciso rasoterra.

78′ La Juve Stabia sostituisce Pierobon con Leone

80′ Annullato un altro gol alla Juve Stabia per fuorigioco ancora di Adorante su lancio di Mosti

83′ La Juve Stabia sostituisce Ruggero con Sgarbi

85′ Ammonito Muharemovic per proteste

88′ Il Sassuolo sostituisce Doig con Pieragnolo e Iannoni con Lipani

La direttrice di gara concede 5 minuti di recupero.

93′ Cross di Rocchetti per Adorante che di testa mira il palo lungo con il portiere di casa che deve impegnarsi per deviare in angolo.

Finisce con una sconfitta per la Juve Stabia a cui sono stati annullati due gol per fuorigioco millimetrico. Una partita tutto sommato bloccata con il Sassuolo che ha avuto l’unico merito di essere cinica sulle due occasioni avute. La Juve Stabia torna a casa con tante valutazioni da fare come l’ennesimo gol subito nei minuti finali del primo tempo.

Sassuolo – Juve Stabia: i 25 convocati da mister Guido Pagliuca

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Dopo l’allenamento odierno, il tecnico Guido Pagliuca insieme al suo staff ha reso nota la lista dei 25 calciatori convocati per il match Sassuolo-Juve Stabia, valevole per la 24° giornata del campionato Serie BKT. La partita si terrà domani, sabato 1 febbraio 2025, con inizio alle ore 15:00 presso il “Mapei Stadium-Città del tricolore”.

Di seguito la lista dei convocati:

Portieri: 1 Matosevic, 16 Signorini, 20 Thiam

Difensori: 2 Quaranta, 3 Rocchetti, 4 Ruggero, 6 Bellich, 13 Baldi, 15 Floriani Mussolini, 24 Varnier, 45 Peda

Centrocampisti: 5 Di Marco, 7 Zuccon, 8 Buglio, 10 Pierobon, 14 Meli, 25 Gerbo, 37 Maistro, 55 Leone, 98 Mosti

Attaccanti: 9 Adorante, 27 Candellone, 17 Morachioli, 18 Sgarbi, 11 Piscopo

Indisponibili: Andreoni, Fortini.

Diffidati: Adorante, Bellich, Mussolini, Pierobon, mister Pagliuca.

Squalificati: Petrazzuolo.

La squadra è pronta ad affrontare la sfida contro il Sassuolo, con l’obiettivo di continuare il proprio percorso salvezza nel campionato di Serie BKT.

Migranti in Albania, giudici non convalidano trattenimenti: 43 persone tornano in Italia

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(Adnkronos) – Per i 43 migranti portati in Albania martedì scorso, i giudici della Corte di Appello di Roma hanno sospeso il giudizio di convalida dei trattenimenti, rimettendo gli atti alla Corte di Giustizia dell'Unione Europa. Con la sospensione della decisione dei giudici, allo scadere dei termini per la convalida dei trattenimenti, i migranti, provenienti da Bangladesh ed Egitto, potranno essere riportati in Italia.La decisione è in linea con quelle già adottate dal 18 ottobre scorso in poi quando i giudici della sezione specializzata in materia di immigrazione del tribunale di Roma non avevano convalidato i trattenimenti, emessi dalla questura di Roma, per i primi migranti che erano stati trasferiti all'interno del centro di permanenza per il rimpatrio di Gjader. "Questa Corte intende sottoporre alla Corte di Giustizia, quale quesito pregiudiziale, la questione se il diritto unitario consenta o meno di designare un Paese sicuro quando le condizioni sostanziali per la sua designazione non sono soddisfatte per alcune categorie di persone.

Del resto, numerosi giudici italiani si sono rivolti alla Corte di giustizia, mettendo in dubbio la possibilità di qualificare un Paese di origine come sicuro là dove siano presenti esenzioni per categorie soggettive", scrivono i giudici della Corte di Appello di Roma in uno dei provvedimenti con cui hanno sospeso il giudizio di convalida dei trattenimenti rimettendo gli atti alla Corte di Giustizia di Giustizia dell'Unione Europa per i 43 migranti. "Infine, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria del 30 dicembre 2024, ha rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione della Corte di giustizia sul rinvio pregiudiziale disposto, nell'ambito di altro giudizio principale, ritenendo di offrire il proprio contributo al dibattito in essere, ma senza esprimere principi di diritto, ritenendo necessario attendere il pronunciamento".  Per i giudici della Corte di Appello "il giudizio va sospeso nelle more della decisione della Corte di Giustizia.Poiché per effetto della sospensione è impossibile osservare il termine di quarantotto ore, previsto per la convalida, deve necessariamente essere disposta la liberazione del trattenuto, così come ha ripetutamente affermato la Corte Costituzionale in casi analoghi (nei quali è stata sollevata questione di legittimità costituzionale nell'ambito di procedimenti di convalida di arresto).

L'art.14, comma 4, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, collega, infatti, la perdita di efficacia del trattenimento alla carenza, per qualsiasi ragione, di un provvedimento di convalida nel termine di quarantotto ore dalla richiesta".   —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Sanremo, Annalisa: “Rifiutata co-conduzione per cast affollato? Non è vero”

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(Adnkronos) – Annalisa smentisce con decisione, via social, le indiscrezioni su un suo rifiuto alla co-conduzione di Sanremo 2025 motivato da un cast troppo affollato.La cantante, che peraltro sarà a Sanremo nella serata di venerdì 14 febbraio dedicata alle cover, per duettare con Giorgia sulle note di 'Skyfall' di Adele, dopo aver letto delle ricostruzioni di stampa – che recitavano, fra l'altro, "dopo aver scoperto chi sarebbero stati i nomi con cui avrebbe dovuto condividere il palco dell'Ariston, pare (sottolineiamo pare) abbia detto: 'Io con quelli non ci salgo'" – ha scritto sui suoi profili social: "Chi mi conosce non ha mai avuto dubbi, ma ho pensato di comunicarlo apertamente solo per rispetto dei colleghi e professionisti chiamati in causa, altrimenti ci avrei riso su dal divano di casa!

Pare pare pare… Pare che non è vero!Abbracci". —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Fedez: “Ho amato Chiara, non sono un santo: ho sbagliato”

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(Adnkronos) –
"Ho amato Chiara, ho commesso errori e non sono un santo.Ora metto un punto".

Fedez rompe il silenzio dopo le accuse di tradimento mosse dall'ex moglie Chiara Ferragni e le rivelazioni sulla presunta relazione extraconiugale con Angelica Montini. "L'idea che io abbia pensato di lasciare mia moglie nel giorno del matrimonio per fuggire dall'altra parte d'Italia è semplicemente ridicola", scrive Fedez nelle storie su Instagram. "Quando Angelica ha deciso di interrompere il nostro rapporto, tra i tanti errori che ho commesso ho condiviso pensieri con Fabrizio (Corona, ndr.) e un'amica comune a loro due.Una sciocchezza in un momento di debolezza e fragilità, di cui pago le conseguenze, ma respingo qualsiasi teoria di complotti o manipolazioni".  
Il rapper ammette di non essere "mai stato un santo", ma la vita privata "non può diventare un pretesto per costruire narrative o per sviare attenzioni da altro.

Tutto questo non sta facendo bene a nessuno, né a Chiara, né a me, né alle altre persone coinvolte". Inoltre, l'artista sostiene di aver provato ad "arginare queste notizie in ogni modo possibile, come posso facilmente dimostrare.Notizie che peraltro mi danneggiano, farei notare.

Non sono mai stato un santo, ma la nostra vita privata non può diventare un pretesto per costruire narrative o per sviare attenzioni da altro.Tutto questo non sta facendo bene a nessuno, né a Chiara, né a me, né alle altre persone coinvolte".  Ha scelto "Chiara con convinzione, l'ho amata, l'ho sposata senza esitazioni e abbiamo costruito insieme una famiglia.

Nonostante i contrasti rimarrà sempre importante per me perché è la madre dei miei figli.Ho incontrato Angelica pochi mesi prima del matrimonio, ci siamo allontanati per concentrarci sulle nostre vite.

Mi sono riavvicinato in un momento di difficoltà personale, senza che ci fosse alcun piano premeditato, quando il matrimonio aveva già affrontato crisi profonde che non siamo riusciti a risolvere anche dopo averci provato.Da oggi  Fedez è deciso a cambiare rotta: "Metto un punto.

Ho sbagliato, ho pagato, continuerò a pagare, ho forse un po' imparato.Mi allontano da un modo di apparire che non mi appartiene più (e forse non mi è mai appartenuto).

So come funziona questo gioco: per anni ne ho fatto parte, ora penso a me stesso e ai miei figli.Il resto lo lascio a chi ha bisogno di questo tipo di spettacoli.

Per quanto possibile, voglio scegliere la realtà", conclude. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Renzi e Vespa, scintille su caso Almasri: botta e risposta senza fine

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(Adnkronos) –
Matteo Renzi contro Bruno Vespa in un botta e risposta prolungato.Il fischio d'inizio arriva con le parole del giornalista nella trasmissione Cinque Minuti: Vespa si sofferma sul 'caso Almasri', il generale libico rimpatriato dal governo, e afferma che "in ogni stato si fanno cose sporchissime, anche trattando con i torturatori, per la sicurezza nazionale.

Questo avviene in tutti gli stati del mondo". Arrivano critiche da esponenti dell'opposizione.Vespa risponde a Sandro Ruotolo (Pd): "L'onorevole Ruotolo chieda chiarimenti sulle 'cose sporchissime' che fanno governi d’ogni colore e latitudine, a Marco Minniti e Nicola Latorre che per conto del Pd si sono occupati al più alto livello della sicurezza nazionale.

Sul generale Almasri i governi Renzi e Gentiloni sanno certamente qualcosa.Sul generale Almasri i governi Renzi e Gentiloni sanno certamente qualcosa", dice Vespa. A questo punto, entra in scena Italia Viva, il partito guidato da Renzi. "Bruno Vespa cita Matteo Renzi a proposito del generale Almasri.

Spiace prendere atto che Vespa è ormai il portavoce di Fratelli d’Italia.Ma potrebbe essere utile ricordargli che la linea degli accordi con la Libia non è stata seguita dal Governo Renzi, ma – casomai – dai Governi successivi.

Se Vespa vuole parlare di Renzi farebbe bene a informarsi prima.Attendiamo le scuse del conduttore", scrive sui social Enrico Borghi, presidente dei senatori di Italia Viva. "A me risulta che i due tecnici italiani Bruno Cacace e Danilo Colonego rapiti (forse dall’Isis) in Libia ai confini con l’Algeria il 19 settembre 2016 (governo Renzi) furono liberati il 5 novembre con l’aiuto della milizia Rada di cui Almasri e’ il numero 2", scrive Vespa in una nota rispondendo alle osservazioni del senatore di Italia Viva Enrico Borghi. "Di Rada si sono serviti tutti i governi successivi per risolvere casi spinosi.

Naturalmente si tratta di operazioni riservatissime e si può dire tutto e il contrario di tutto, ma a me questo risulta.Se poi i due tecnici sono stati liberati dalla Befana, mi scuso con il presidente Renzi", conclude Vespa. "Borghi, il nostro capogruppo al Copasir, ha fatto notare a Vespa che l'accordo Minniti parte con il presidente Gentiloni, io avevo una posizione diversa.

A quel punto gli facciamo notare che ha fatto un errore e Vespa dice una cosa, una informazione che è un segreto di Stato.Sarei curioso di sapere chi sta diffondendo segreti.

Qualcuno evidentemente sta usando Vespa come portavoce del governo e gli passa informazioni", interviene Renzi a Metropolis sul sito di Repubblica.E comunque "l'informazione che ha dato Vespa, io che ero presidente del Consiglio non la sapevo". "Le mie informazioni sono di pura fonte giornalistica.

Se Renzi e Borghi dicono che sono coperte da segreto di Stato ne prendo atto, ma forse non sono fandonie.D’altra parte tutti sanno che per liberare ostaggi bisogna trattare con gente sporca", l'ennesima replica di Vespa.

E Renzi?Si affida ai social: "Vespa che sta facendo una brutta fine ha detto che tutti i governi fanno cose sporche.

Ma parla per te, le cose sporche le farai te".  —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Parrotto: Sassuolo attacco da record e timori per l’assenza di Thorsvedt. Juve Stabia? Occhio ad Adorante

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Antonio Parrotto, giornalista per Sassuolonews e Tuttomercatoweb, è intervenuto nel corso della trasmissione “Juve Stabia Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle 20:30 sui canali social ViviCentro.it.Le dichiarazioni di Antonio Parrotto sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di Vivicentro.it.

“Con lo Spezia è stata una brutta sconfitta che ci ha lasciato l’amaro in bocca.

Poteva essere un match point, ma non si può gettare la croce addosso a questi ragazzi che hanno finora svolto un cammino straordinario.Abbiamo perso punti con le prime 7 squadre di questo campionato.

Vinciamo, di contro, con tutte le altre.Abbiamo il miglior attacco che è un rullo compressore, si può battere il record del Milan degli anni ’70.

Mi preoccupa più l’assenza di Thorsvedt che quella di Grosso in panchina perché il norvegese non ha il sostituto.Le urla del nostro allenatore si riescono a sentire fin dalla tribuna.

Ci sarà Longo in panchina che conosce bene i dettami dell’allenatore.Prima il Sassuolo attuava una politica più italiana, oggi invece si è aperto anche il mercato estero.

A parte i primi 4\5 turni, non abbiamo avuto problemi, è stato dovuto all’apertura per troppo tempo del mercato estivo.La società decise che il blocco che ci aveva fatto retrocedere avrebbe dovuto riportarci in A.

In Italia, tanti giovani che sono validi non hanno le chance giuste perché si va a pescare troppo altrove, ma è un discorso che andrebbe fatto più alle big del calcio italiano.A La Spezia il problema fu dell’intera catena esterna e non solo di Doig che in fase difensiva non è un fulmine.

Bisogna fare i complimenti a Pagliuca che è sottovalutato, a Castellammare avremmo anche potuto perdere.Temo Adorante e l’organizzazione della Juve Stabia.

Abbiamo provato a prendere Adorante, ma abbiamo trovato la porta chiusa”.

Germania, respinta nuova legge su migranti: Afd attacca

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(Adnkronos) –
Respinta al Bundestag la controversa legge sui migranti presentata in Germania dal blocco conservatore all'opposizione Cdu/Csu.Oggi 31 gennaio hanno votato contro la legge, presentata da Cdu/Csu e sostenuta dal partito di estrema destra AfD, 350 deputati, mentre 338 hanno votato in favore e cinque si sono astenuti.

I presenti erano 693. Il voto viene seguito da reazioni veementi in vista delle elezioni del 23 febbraio. "Questo è stato lo smantellamento di Friedrich Merz come candidato alla cancelleria", dice Alice Weidel, leader e candidata cancelliera di Afd, sparando a zero contro il leader della Cdu. "Friedrich Merz è scattato come una tigre ed è finito come uno zerbino", aggiunge.Per Weidel ad affossare la legge è stata "l'implosione del partito conservatore", che ha dimostrato che Merz "non può essere cancelliere" e "non può essere candidato cancelliere". 
La legge sui migranti, il piano in 5 punti
 Se il leader della Cdu ha avuto defezioni interne, in particolare dopo l'intervento dell'ex cancelliera Angela Merkel che ha duramente criticato il fatto che il suo partito potesse affidarsi al sostegno dell'estrema destra, l'Afd ha votato compatta per la legge: "Non ci sono tra di noi dissenzienti che pugnalano una giusta causa alla schiena", conclude Weidel. Merz non si pente di aver presentato la legge sull'asilo al Bundestag: "Personalmente sono molto contento che almeno ci abbiamo provato", dice.

Sono 12 i parlamentari della Cdu-Csu che hanno votato contro, riferisce Merz, dicendosi comunque "grato" al suo gruppo parlamentare che "ha sostenuto" il suo provvedimento.Poi l'attacco a Spd e Verdi: "La svolta sulla questione dell'asilo è fallita a causa loro". I Verdi tedeschi si dicono sollevati per il fatto che sia stata respinta la controversa proposta di legge per irrigidire la politica sull'immigrazione.

Ma una dei capogruppo al Bundestag, Britta Hasselmann, parlando di una buona notizia al termine di una giornata molto difficile, sottolinea come negli ultimi giorni siano apparse "ampie crepe" nella tenuta del centro democratico, in riferimento alla disponibilità della Cdu di accettare i voti del partito di estrema destra Afd a sostegno della propria proposta di legge. "Nessuno può essere felice di questo", aggiunge, mentre la sua collega, Katharina Droge, accusa i conservatori di aver ricattato gli altri partiti per andare al voto, seguendo il motto "accettate, altrimenti noi voteremo con i nazisti". "Potete vedere come sia già distruttivo per la democrazia per la democrazia parlamentare quando le forze democratiche fanno accordi con l'estrema destra", conclude.  —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Federimprese Europa al Parlamento Europeo, nuova apertura di un hub a Bruxelles

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(Adnkronos) – Una delegazione di Federimprese Europa composta da membri dell'ufficio di presidenza e dirigenti regionali ha partecipato ad una missione istituzionale a Bruxelles nei giorni scorsi.Al Parlamento europeo la delegazione ha incontrato alcuni membri di commissioni Agri ed Empl.

Il focus su cui ha puntato la delegazione è farsi portavoce per dare supporto alle imprese italiane e far nascere nuove opportunità sul territorio. Altresì Federimprese Europa sta sviluppando con il proprio team un progetto che vede protagonista l'IA nel marketing.  La presidente nazionale Mary Modaffari comunica che è già al lavoro per l’apertura di un hub di Federimprese a Bruxelles per poter sviluppare progettualità per le imprese associate. —lavorowebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Juve Stabia, Domenico Ferraro: Juve Stabia – Carrarese una vittoria da 6 punti. Mercato? Mi aspetto la punta

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Domenico Ferraro, giornalista de Il gazzettino vesuviano, è intervenuto nel corso della trasmissione “Juve Stabia Talk Show” che va in onda ogni giovedì dalle 20:30 sui canali social ViviCentro.it.Le dichiarazioni di Domenico Ferraro sono state raccolte e sintetizzate dalla redazione di Vivicentro.it.

“Come disse il grande Gianni Brera, quando segnano gli attaccanti vuol dire che la squadra risponde.

Il colpo di tacco di Adorante contro la Carrarese è valso da solo il prezzo del biglietto.Lo Stabia ha giocato un primo tempo da favola e aveva anche chiuso il discorso con il gol inopinatamente annullato del 3-0.

Nella parte finale c’è stato un calo fisiologico, ma ha tenuto bene il campo ed ha portato a casa un risultato che è valso 6 punti.Tra l’altro è stato il primo successo del 2025 dopo 4 partite senza vittorie.

Nel mercato invernale è andato via qualcuno, quindi serve rinforzarsi e l’attaccante è sicuramente l’obiettivo primario.La Juve Stabia ha una identità di squadra, chi viene dev’essere un elemento pronto.

Strizzolo è una pista calda anche perché non gioca a Cosenza.Guido Pagliuca è la stella polare dello staff, ma tutti contribuiscono, c’è un grosso lavoro di gestione amministrativa e di indice di liquidità con attenzione al minutaggio, ad esempio.

Gli scontri di Via Nocera?Aspettiamo le indagini in corso, di certo sono fatti di cronaca e non sportivi”.

Sorelle morte a Roma, la criminologa: “Non è escluso il suicidio congiunto”

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(Adnkronos) – Per avere le prime certezze sul caso delle due anziane sorelle Angela e Amelia Gammieri, di 93 e 87 anni, trovate morte lo scorso 21 gennaio nel loro appartamento di via Dardanelli, nel quartiere Prati a Roma, "è necessario aspettare i risultati degli esami tossicologici
che chiariranno molti aspetti oscuri di questa vicenda", spiega all'Adnkronos la criminologa Flaminia Bolzan. "Come è necessario chiarire se effettivamente esista o no un testamento, magari custodito da un notaio", aggiunge.  "Certo i corpi non mostrerebbero segni di violenza, ma sono in avanzato stato di decomposizione quindi sono necessari esami approfonditi: mancano dati per poter affermare di che morte si tratti.Si possono azzardare delle ipotesi come ad esempio un omicidio-suicidio o un suicidio congiunto se, per esempio, una delle due sorelle stava particolarmente male.

E' da tenere presente che queste due persone vivevano in quasi totale isolamento, tanto che per due mesi nessuno si è preoccupato della loro assenza".       —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Harry e Meghan presto in Gb? Potrebbero tornare per la secondogenita di Beatrice di York

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(Adnkronos) – Il Duca e la Duchessa del Sussex Harry e Meghan potrebbero tornare nel Regno Unito per conoscere la seconda figlia della principessa Beatrice di York ed Edoardo Mapelli Mozzi, Athena Elizabeth Rose, nata prematura lo scorso 22 gennaio.Lo scrive il Mirror.

Nipote di re Carlo, Beatrice è figlia primogenita del principe di York Andrea e di Sarah Ferguson, cugina del principe Harry. Harry e Meghan non viaggiano insieme nel Regno Unito dal settembre del 2022, quando hanno partecipato ai funerali della regina Elisabetta II.Secondo il Mirror, la principessa Beatrice avrebbe già inviato una o due foto della sua secondogenita a Harry e Meghan e la coppia sarebbe ansiosa di conoscere la piccola.

Il giornale non ipotizza una data per la visita, né ritiene che potrebbe avvenire in tempi brevi, ma sostiene che la nascita favorirebbe un ritorno nel Regno Unito della coppia che vive in California. —internazionale/royalfamilynewswebinfo@adnkronos.com (Web Info)