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E’ asta per Schick, Ferrero è ormai rassegnato

E’ asta per Schick, Ferrero è ormai rassegnato

Ferrero ha confermato che anche il Napoli ha chiesto informazioni per Patrick Schick sul quale c’è una clausola da 25 milioni di euro. Il numero uno della Samp vorrebbe alzare la cifra mentre l’entourage ha fatto capire che non ha nessuna voglia di discutere. Come riporta La Gazzetta dello Sport su di lui ci sono Napoli, la Juve, la Roma e l’Inter. Proprio i nerazzurri sarebbero in pole.

Ghoulam può restare, ma l’entourage lo offre a mezza Europa

Ghoulam può restare, ma l’entourage lo offre a mezza Europa

Ghoulam può restare in azzurro. Il ds Giuntoli ha definito l’offerta massima per il rinnovo del terzino: 1,6 milioni con l’aggiunta di bonus. L’affollata schiera di intermediari che, al momento, pare abbia preso il posto del suo legale, l’avvocato Marco Sommella, e’ convinta che altrove il terzino riuscira’ a guadagnare di piu’. Ne e’ convinto soprattutto Samir, il fratello del terzino azzurro, che piu’ di tutti e’ sicuro che Faouzi sia stato maltrattato dal club azzurro sotto il profilo economico: a gennaio, infatti, la prima offerta di rinnovo ha superato di poco 1,2 milioni di euro (oltre i premi). Samir in queste ore continua a offrire Ghoulam a mezza Europa. Giuntoli offre 1,6 + bonus. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Altra legge italiota: si potrà sparare ai ladri, ma in casa e di notte (sic!)

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Dopo due anni di discussione oggi la Camera voterà le nuove misure sulla legittima difesa. La principale novità è che i padroni di casa potranno sparare se aggrediti dai ladri di notte o in presenza di “violenze, minacce o inganno”.

Licenza di sparare se aggrediti di notte e in casa propria

Pd e centristi trovano il compromesso, ma la reazione dovrà essere proporzionata. Oggi l’accordo alla Camera. Per le opposizioni, però, la legge è ancora troppo timida

ROMA – Raggiunto l’accordo di maggioranza martedì sera, oggi le modifiche sulla legittima difesa saranno approvate alla Camera. Dopo due anni di discussione, periodicamente riaccesa da fatti di cronaca, oggi arriverà il voto finale di un provvedimento che, comunque la si pensi, è destinato a far discutere. Un primo ok che però non spedisce la legge in Gazzetta Ufficiale: manca ancora l’approvazione del Senato.

Nodo chiave della legge, su cui Pd e centristi di Alfano si sono confrontati e scontrati a lungo, salvo poi trovare la quadra grazie alla mediazione del ministro Anna Finocchiaro, è l’articolo 52 del codice penale. A sigillare il compromesso è un emendamento messo a punto dalla Commissione per stabilire che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione «in tempo di notte» o avvenuta dopo che una persona si è introdotta a casa propria «con violenza alle persone o alle cose» o «con minaccia o con inganno». Il tutto, però, è specificato, «fermo restando quanto previsto dal primo comma»: cioè che sussistano i criteri di necessità, attualità e proporzione tra offesa e difesa.

Una formula che permette così ad Ap di cantare vittoria, giurando, come fa Maurizio Lupi, che «ora la reazione a chi entra in casa mia di notte, con violenza, per attentare alla mia sicurezza e alla mia proprietà è tutelata come legittima difesa», e al responsabile giustizia del Pd, David Ermini, relatore della legge, di sottolineare che viene lasciato «al giudice un margine per decidere e valutare quella condotta», senza fughe in avanti da Far West o, come le chiama, «follie leghiste».

Soddisfatta la maggioranza, per qualche ora sembra che persino una parte dell’opposizione possa convergere sulla legge. Mentre il M5S resta defilato rispetto al dibattito di giornata e oggi voterà contro («una norma tecnicamente aberrante che dice tutto e niente, forse con profili di incostituzionalità», la boccia Vittorio Ferraresi), in mattinata ci sono contatti tra i capigruppo di Pd e Forza Italia, Rosato e Brunetta, con i berlusconiani tentati di votare a favore. Proprio per dare un segnale di apertura, nella sua introduzione in aula il relatore Ermini parla del lavoro della commissione e di criteri presi in considerazione da emendamenti di vari colleghi, citando volutamente anche la forzista Maria Stella Gelmini. A quel punto però si tiene una riunione tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Con il Carroccio che riesce a imporre la sua linea: all’uscita, la proposta che arriva ai democratici è irricevibile, ovvero adottare l’emendamento firmato dal leghista Nicola Molteni.

E così, Pd e centristi vanno avanti, mentre Forza Italia si sfila per amor di alleati e oggi voterà contro. «Il Pd e le altre forze di maggioranza non hanno saputo o voluto scrivere una legge che rispondesse davvero alle esigenze dei cittadini onesti, una legge in grado di tutelare le persone perbene quando sono aggredite», interviene Silvio Berlusconi con una nota, «noi non siamo certo per la difesa “fai da te”, ma di fronte al pericolo dev’essere garantito il diritto alla difesa», mentre «il testo non dà risposta, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi». Critiche che in maggioranza leggono come tattica: «Questo testo è equilibrato, e ricalca le stesse proposte delle opposizioni – valuta il ministro degli Affari regionali Enrico Costa, Ncd, che molto ha lavorato alla legge – Mi dispiace che per calcolo politico ne prendano le distanze».

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lastampa/Licenza di sparare se aggrediti di notte e in casa propria FRANCESCA SCHIANCHI

Insigne e il dato record nei dribbling riusciti contro l’Inter: nessuno meglio di lui

Insigne e il dato record nei dribbling riusciti contro l’Inter: nessuno meglio di lui

I numeri di Lorenzo Insigne sono straordinari in questo campionato. La Gazzetta dello Sport scrive: “Grande partecipazione all’azione, ma anche una maggiore propensione al tiro, al punto tale che ha battuto il record personale di marcature fissando il nuovo alle 14 attuali. Numeri che potrebbero anche variare mancando ancora 4 giornate al termine del campionato, come potrebbe aumentare anche la cifra degli assist vincenti, ferma a quota 6. Ma ci sono nuovi spunti che vanno ad impreziosire lo score personale. A San Siro, per esempio, ha stabilito un altro record, quello dei dribbling riusciti che sono stati 12. E negli ultimi 10 anni nessuno ha fatto meglio in una partita di Serie A”.

Insigne, nel contratto c’è una clausola morale chiesta al club

Insigne, nel contratto c’è una clausola morale chiesta al club

La Gazzetta dello Sport scrive su Lorenzo Insigne: “C’è una clausola morale che il giocatore ha chiesto al club, a prescindere dal rinnovo: l’impegno a costruire un Napoli sempre più competitivo e, possibilmente, vincente. Lorenzo Insigne vuole essere il simbolo del nuovo corso napoletano, quello che dovrebbe portare al terzo scudetto anche se Maurizio Sarri ha dichiarato che, al momento, non è programmabile. Di certo, Insigne avrà avuto garanzie precise sul potenziamento della squadra, perché lui vuole vincere per sé stesso e per la città”

Stabia Amore premia Sebastiano Somma stabiese vero

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Castellammare di Stabia – L’Associazione Stabia Amore ha premiato Sebastiano Somma per il lustro che ha dato alla città di Castellammare di Stabia grazie al suo lavoro e al suo talento, facendola conoscere all’Italia intera come la sua terra di appartenenza, quella a cui è legato da un amore che va oltre le distanze.

L’evento si è svolto alle 17 di oggi presso la sede dell’Associazione in via Denza. Sebastiano Somma è stato accolto in un salottino privato, un ambiente familiare che ha contribuito a rendere il momento piacevole e cordiale.

Il primo a ringraziare l’attore per la sua presenza è stato il tesoriere di Stabia Amore, Alfonso Raffone. “Abbiamo deciso di premiare un nostro concittadino che ha dato tanto alla nostra terra e per il quale proviamo una grande stima e un profondo affetto. Sebastiano siamo orgogliosi e fieri di te perché non hai mai dimenticato la nostra cara Castellammare”, dice rivolgendosi direttamente all’invitato.

Applauso e poi la parola passa al presidente di Stabia Amore, Gianfranco Piccirillo, il quale ha ricordato di cosa si occupa l’associazione, impegnata ormai da dieci anni sul territorio: “Abbiamo organizzato vari eventi per mettere in risalto le eccellenze della nostra città, dopo lo sport abbiamo deciso di premiare l’arte”.

Infatti tanti sono stati i campioni stabiesi che hanno avuto un riconoscimento ufficiale dall’associazione da Gennaro Iezzo a Roberto Fiore, dall’ex condottiero gialloble Piero Braglia a l’assistente arbitrale Di Vuolo.

“Ci vuole più Stabia anche tra i suoi cittadini – prosegue Piccirillo – e tu Sebastiano hai sempre portato avanti il nome di Castellammare, in ogni intervista, in ogni trasmissione ovunque”.

Il presidente consegna la targhetta all’attore sulla quale si legge: “Sebastiano Somma, eccellenza stabiese che ha saputo valorizzare la nostra Castellammare attraverso il suo talento e le numerose espressioni artistiche”.

L’attore ringrazia per il riconoscimento e aggiunge: “Quando c’è un gruppo che vuole fare il bene della città io non posso fare altro che ringraziarlo. Io sono di quelli che ha vissuto l’infanzia qui, conosco il passato e il valore della nostra città. E vi sono grato per fare tanto per il bene comune”.

Nonostante la vita l’abbia portato lontano da Castellammare lui non perde occasione per ritornarci: “La fortuna è stata avere una famiglia che mi ha inculcato l’amore per questa terra. Ancora oggi, sebbene trascorra la maggior parte del tempo a Roma, non smetto di informarmi su quello che accade qui. Il mio sogno sarebbe quello di smuovere le zone più popolari, come quella del centro antico o delle varie periferie stabiesi. Sarebbe bello dare premi a chi si dedica a tutto ciò”. Afferma di essere pronto a venire a questa ipotetica premiazione e magari fare anche da rappresentante per l’evento. L’Associazione ha colto il suggerimento e a breve stilerà un programma, come ha sottolineato Piccirillo.

Foto Ciro Bergamasco

Dopo i ringraziamenti Sebastiano ci informa sugli ultimi lavori e quelli che verranno: un inverno e una primavera che l’hanno visto impegnato in due rappresentazioni teatrali: “Uno sguardo dal ponte”, messo in scena da Enrico Lamanna e che racconta il sogno americano descritto da Arthur Miller, e, a 25 anni dall’inchiesta Mani pulite, lo spettacolo “Tangentopoli”.

Il 18 maggio ritornerà al cinema con “My Italy”, una commedia di Bruno Colella e un cast d’eccezione: Rocco Papaleo, Luisa Ranieri, Eugenio Bennato, Serena Grandi, Alessandro Haber, Nino Frassica e tanti altri. Lui sarà per la prima volta nelle vesti di un omosessuale.

“È un periodo che mi sto divertendo a fare cose diverse – dichiara l’artista – ma sempre con la consapevolezza che il mio compito è quello di emozionare il pubblico”.

Per concludere l’evento la scrittrice stabiese Maria Antonia Muccio regala il proprio libro a Sebastiano, libro che presenterà sabato 13 maggio al grande pubblico. Ha letto a voce alta la dedica: “Grande stima e affetto a Sebastiano nostro concittadino per il suo imperterrito impegno nell’approfondire e perfezionare sempre e senza sosta il dono che gli ha regalato madre natura, utilizzandolo in tutti i modi e in ogni occasione per mettere in luce la nostra amata e maltrattata Castellammare. Il simbolismo del suo percorso lo pone sugli altari dei privilegiati”.

Dopo un brindisi e varie foto con i membri dell’Associazione, Sebastiano saluta calorosamente i suoi concittadini con l’augurio di ritornare al più presto possibile, magari per premiare quel qualcuno che si distinguerà operando per il bene delle periferie e del centro antico stabiese.

 

 

Clemente Filippi: “Testa ai play-off, ma guai a snobbare il Taranto”

In esclusiva le dichiarazioni di Clemente Filippi

Nel corso della trasmissione Il Pungiglione Stabiese 2.0, abbiamo ascoltato in esclusiva il Direttore Generale della Juve Stabia Clemente Filippi con il quale abbiamo fatto un punto sull’ultima gara di campionato contro il Taranto e sulle aspettative per i play-off.

Direttore una partita importante ad Agrigento, in tanti avevano avuto dubbi sulla vittoria della Juve Stabia perchè di fronte c’era l’Akragas che aveva voglia di ottenere punti importanti per la salvezza. La Juve Stabia ha ottenuto questa vittoria con il risultato di 3-1 che possiamo dire meritata?

Sì sicuramente, una vittoria meritata e importante su un campo difficile contro una squadra che comunque è sempre problematica da incontrare soprattutto quando vi è in palio qualcosa di importante come la salvezza. Le squadre che lottano per salvarsi sicuramente hanno cattiveria e stimoli importanti. In tanti magari pensavano erroneamente che in Sicilia la Juve Stabia non avesse nulla da chiedere al campionato, invece non è stato così perchè noi avevamo deciso di voler riprendere quel percorso interrotto bruscamente nella fase che tutti noi conosciamo, e poi perché no, ai fini della classifica cercare di avvicinarsi al terzo posto in segno di prestigio in un campionato laddove ci sono comunque tante potenze che portano il nome di Foggia, Lecce, Matera, Catania a altre.

Mister Carboni diceva proprio questo a fine partita, adesso affronteremo il Taranto, guai a sottovalutarlo visto che nessuno ci ha mai regalato nulla sebbene sarà una partita che non avrà storia:

Non è vero che si tratta di una partita che non avrà storia, perché sarà comunque una partita a cui noi  teniamo a far bene per chiudere la stagione con una vittoria. Abbiamo fatto arrabbiare troppo i nostri tifosi non riuscendo a vincere diverse partite al Menti.  Poi ci serve per prepararci al meglio in attesa dei play-off. Vi do un’anteprima, proprio in vista di questa post-season la società ha deciso di applicare prezzi stracciati per la gara con il Taranto. Ci sarà un’iniziativa anche con il Forum dei giovani, con  biglietti a €5 per le curve e a €7 per le tribune. Più altre iniziative che saranno specificate con un comunicato nelle prossime ore. Tutto ciò proprio perché vogliamo riportare di nuovo l’entusiasmo allo stadio e far capire alla gente di Castellammare che i play-off restano comunque un obiettivo importante. Sarà un campionato a parte, definito da me come una specie di mondiale, visto che ci saranno 28 squadre e dove noi sicuramente proveremo a non lasciare nulla di intentato. Ovviamente sapendo che ci sono altre squadre degli altri gironi come il Parma, la Reggiana, Livorno e forse Alessandria, dobbiamo sicuramente metterci “l’elmetto” rimboccandoci le maniche per cercare di far sognare noi e i nostri tifosi. Sarà importante garantire un buon afflusso di tifosi allo stadio, per far salire l’entusiasmo, in quanto una squadra che viene sollecitata e incitata da un pubblico caloroso sicuramente rende qualcosa in più.

Direttore una curiosità; lei si aspettava un Ripa in stato di grazia, ora è arrivato a ben quota 15 gol:

Ho sempre creduto in lui, tant’è che come può testimoniare l’agente del calciatore e lo stesso ragazzo, mi reputo un tifoso di Ripa e lo considero anche una persona vera, una persona passionale che in campo da sempre il massimo. Sono stato un buon profeta, su di lui parla anche la carriera, un ragazzo che in Lega Pro ha sempre fatto gol. L’incognita poteva essere l’infortunio che aveva patito, però ero certo che dal momento in cui si fosse operato poteva poi ritornare più forte di prima per la sua tenacia che ha sempre  dimostrato nel corso della sua carriera e della sua vita.

In alcuni nostri editoriali, citando anche l’ultimo uscito in settimana, abbiamo sottolineato riferendoci alle parole di Carboni come fondamentale sia stato ritrovare nel momento decisivo della stagione uomini più importanti e al top della forma, su tutti Ripa che si è ripreso al massimo dall’infortunio, Mastalli che è tornato sui suoi livelli, Matute e altri. Secondo lei, è un fattore importante e se in questo aspetto lei si auspica qualcosa in più magari da quei calciatori che nelle ultime partite si sono visti un po’ meno, come Izzillo, Marotta, e Atanasov che è stato fermo ai box:

La nostra rosa è composta da 24/25 calciatori che sono più o meno tutti sullo stesso livello. Quindi è importante, sicuramente è un obiettivo quello di poter contare su tutta la rosa a disposizione del mister. Adesso abbiamo visto che si è ripreso Mastalli, confermandosi sui suoi livelli, domenica ho avuto modo di apprezzare l’ottima prestazione fatta da Santacroce, il quale ha giocato in un ruolo non suo. Liviero anche ha fatto un’ottima prestazione se si pensa che gioca nonostante abbia dei problemi al ginocchio e sta dando tanto alla causa sottoponendosi anche a delle terapie per poter stare in campo. Complimenti a tutta la squadra per la gara di domenica, perché non era facile arrivare ad Agrigento, considerata da tutti una trasferta insidiosa, c’è stato uno spirito di gruppo complessivo, sebbene abbia citato i nomi di Santacroce e Liviero, in quanto hanno giocato in condizioni non ottimali.

Fermo restando le ottime prestazioni di Allievi, (che a nostro avviso è un calciatore di cui si parla molto poco, ma è stato forse l’acquisto migliore come rendimento nel mercato invernale), vogliamo sapere se ci sono novità sulle condizioni di Atanasov e se per il 14 maggio lo possiamo ritenere recuperato?:

Atanasov è reduce da due brutti infortuni a seguito nella gara contro la Paganese, uno strappo addominale e un problema all’inguine. É in fase di recupero tant’è vero che adesso dovrebbe iniziare a fare un lavoro più duro rispetto a quello che ha fatto finora, in pratica dovrebbe cercare di aggregarsi per la gara del 14 maggio. Ovviamente non sarà nelle condizioni ottimali perché comunque manca dalla gara contro la Paganese, però sicuramente confidiamo di recuperarlo perché potrebbe rivelarsi un’arma importante, al pari di quei difensori che si sono cimentati in questo momento come lo stesso Allievi, Morero e Camigliano.

Invece in ottica play-off, tra Fondi, Fidelis Andria e Catania chi vorreste evitare nella prima fase?

Innanzitutto partiamo dal presupposto che tutte le gare nei play-off diventano gare a parte da non sottovalutare. Statistiche alla mano, la Juve Stabia potrebbe anche incontrare la Casertana e quindi non è scontato che si possano incontrare le squadre da lei menzionate. Saranno partite sicuramente difficili, è vero che abbiamo il vantaggio di due risultati su tre, ma questo è un vantaggio che non dovrà condizionare, comunque non bisogna sottovalutare l’avversario, sicuramente un vantaggio ma da sfruttare solo al novantesimo. Prima della gara bisogna sempre valutare bene l’avversario. La prima gara sarà sicuramente più difficile, perché c’è l’impatto con i play-off. Noi abbiamo puntato di ottenere una posizione importante in campionato proprio per avere il vantaggio di giocare la prima dei play-off in casa e poi nel secondo turno giocare la seconda in casa con il vantaggio per la migliore classificata. Questo è l’obiettivo che ci avevamo prefissato e quindi adesso ci dobbiamo solo concentrare ad affrontare la gara contro il Taranto perché non bisogna mai abbassare la tensione in quanto la nostra è una squadra che deve sempre stare al 100%, poi solo domenica pomeriggio più o meno intorno alle 19:30, scopriremo chi sarà il nostro avversario.

Sarà il quinto play-off della storia per la Juve Stabia per quanto riguarda il recente passato, un pensiero per la finale di Firenze che ci ricorda quella vinta negli anni’ 50 lo state facendo?

Prima di parlare della finale di Firenze ci sono altre 6 partite da disputare, noi adesso dobbiamo pensare alla gara del 14 di maggio perché diventa importante. Ripeto, è un esordio, sarà una competizione nuova e questi play-off allargati a 28 squadre diventano qualcosa di bello, ma allo stesso tempo di estremamente difficile, e speriamo di essere attrezzati per poter ben figurare.

Intanto dobbiamo dire che questa è stata una stagione importante per la Juve Stabia, in quanto il 6 di maggio iniziano i play-off anche per le giovanili; con tutte e tre le categorie partendo dalla Berretti, passando per gli Under 17 e Under 15. Quindi cosi come per la prima squadra tutte le formazioni andranno ad affrontare i play-off e chissà se magari si realizzi l’en plein:

Magari! Sarebbe un motivo di vanto per qualcosa di storico! Sicuramente il settore giovanile ha raggiunto già qualcosa di importante visto che è riuscito a centrare i play-off con tutte e tre le formazioni partecipanti ai Campionati Nazionali e con gli Under 16 che hanno vinto il proprio girone di appartenenza anche se fuori classifica. Questi meriti vanno attribuiti sicuramente a chi sta gestendo in questo momento il settore giovanile; mi riferisco al Presidente De Lucia e al Direttore Turi, che comunque nonostante tutte le difficoltà sono riusciti ad ottenere risultati importanti. Per blasone la Juve Stabia non può confrontarsi con tante altre realtà nazionali, quindi va dato merito a loro in quanto sono riusciti sicuramente ad ottenere risultati importanti che sono sotto gli occhi di tutti. Sono riusciti a fare un miracolo sotto questo punto di vista, un miracolo preparato con programmazione che dà lustro sicuramente anche alla prima squadra. In occasione della gara di sabato, giocando l’esordio al Menti, ne abbiamo agevolato la disputa anticipando l’allenamento di rifinitura della prima squadra al mattino e quindi speriamo vivamente che il nome di Castellammare possa essere portato in alto da questi ragazzi che comunque lo stanno facendo già in maniera brillante.

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Rai – Berchiche nome nuovo per il Napoli, la Real Sociedad chiede 15-20 milioni: affare complicato

Ciro Venerato, giornalista Rai ed esperto di calciomercato, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Crc. Ecco quanto evidenziato:

“Schick piace al Napoli ma anche ad altri club. Il problema è anche tecnico, se si vuole prenderlo va trovata una squadra a Pavoletti.
Yuri Berchiche? , Giuntoli ha avuto un colloquio col suo entourage e con la Real Sociedad. Affare molto complicato perché 15-20 milioni per un giocatore classe ’90 difficilmente il Napoli li spenderà. Stasera Giuntoli sarà a Montecarlo per seguire Monaco-Juventus, ieri invece era a Madrid. E’ anche un modo per scambiare qualche chiacchiera con dirigenti di altre società”.

Ferrero: “Schick? Quando De Laurentiis chiama, vuol dire che è interessato. Non c’è solo il Napoli”

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, è intervenuto ai microfoni di Radio Crc nel corso della trasmissione ‘Si Gonfia la Rete’. Ecco quanto evidenziato:

“Schick? Lo segue mezza Europa, c’è il Napoli  ma anche la Juventus e la Roma. E’ un talento e vogliamo tenerlo. Se De Laurentiis mi chiama vuol dire che è molto interessato, ma vi assicuro che non è l’unico. Mi chiedo come mai solo noi abbiamo creduto in questo ragazzo, tutti lo volevano ma nessuno lo ha acquistato. Gli ho dato fiducia e ora me lo tengo stretto. Ha una clausola e vedremo quello che succederà, l’ importante è essere sereni”.

Ssc Napoli, la radio ufficiale: “Rinnovo Mertens? Le parti continuano a lavorare ma non è ancora fatta”

A Radio Kiss Kiss Napoli, emittente ufficiale della società partenopea, è intervenuto il direttore Valter De Maggio rilasciando alcune dichiarazioni:

“Rinnovo Mertens? C’è chi ha dato tutto per fatto, mi risulta che non sia proprio così. Giuntoli continua a discutere con gli avvocati del belga per limare alcuni dettagli. Meglio essere cauti, la trattativa non è ancora chiusa”.

Insigne, l’agente: “Il rinnovo è stato il coronamento di un sogno. Vuole giocare con questa maglia per tutta la carriera”

Antonio Ottaiano, agente di Lorenzo Insigne, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso di ‘Radio Gol’. Ecco quanto evidenziato:

“Indubbiamente Lorenzo sta facendo molto bene. Sta dimostrando tutto il suo valore crescendo con il resto della squadra. Il rinnovo è il coronamento del suo sogno, vorrebbe trascorrere tutta la carriere con la maglia del Napoli. Sono state messe le basi per far sì che accada, ora è al centro del progetto. Per lui è un’ emozione enorme veder realizzato il suo sogno da bambino.
Capitano? Hamsik è un napoletano acquisito, è giusto che vengano rispettate le gerarchie. Quest’ anno forse è mancata un po’ di cattiveria agonistica, questione dettata da un po’ di inesperienza. Possiamo dire che i ragazzi stiano migliorando anche sotto questo punto di vista. Il secondo posto è alla portata degli azzurri, la Roma non riuscirà a vincerle tutte”.

Zielinski: “Napoli città stupenda, vorrei restare a lungo. Il San Paolo regala emozioni forti”

Tramite l’ hashtag #AskPiotr, Piotr Zielinski ha risposto in diretta alle domande dei tifosi azzurri sui social della Ssc Napoli.

Perché il numero 20? “Era l’unico che mi piaceva tra quelli rimasti, gli altri erano già tutti occupati”.

Che emozioni ti ha dato giocare Napoli-Real? “Emozioni forti nel vedere il San Paolo pieno. E’ bello per noi calciatori vedere tante persone anche molte ore prima dell’inizio della gara”.

Cosa ti piace più di Napoli? “Tante cose, è una città di mare con tanti posti da visitare e delle isole bellissime”.

Con quale compagno hai un rapporto speciale? “Ho un ottimo rapporto con tutti, ma in particolare con Arek Milik. Ci conosciamo da molti anni, anche per la nazionale”.

Ti piace la città? “Sì, come ho detto prima è molto bella. Ci sono tanti posti belli tra i quali le isole ed il centro”.

Cosa hai provato quando il San Paolo ha urlato il tuo nome? “Una bella emozione sentire tutti i nostri calorosi tifosi, anche per la mia famiglia e la mia ragazza che è sempre allo stadio”.

Come ti parlavano di questa città? “Prima di arrivare qui non sapevo molto, sentivo che era una bella città. Ora penso che tutti quelli che me ne parlavano bene non avevano torto. E’una città stupenda, si vive bene e vorrei restare a lungo”.

La gara più emozionante? “Con l’Inter all’andata, ho fatto il primo gol in azzurro e un assist vincendo per 3-0. Di sicuro fu una partita emozionante”.

Quando ho iniziato a giocare a calcio? “Fin da piccolo quando ho imparato a camminare. A 5-6 anni papà mi portava
sempre a giocare con mio fratello”.

“Vi saluto e forza Napoli sempre!”

La legittima difesa divide il Pd

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La legge sulla legittima difesa arriva alla Camera e il clima dentro il Pd è tutt’altro che tranquillo. Renzi spinge per la linea dura e cioè chiede di tutelare chi si difende in casa propria mentre Andrea Orlando (e non solo) frena rispetto a ipotesi troppo generose con chi usa le armi.

Legittima difesa, Pd spaccato. Renzi spinge per la linea dura

Oggi battaglia in aula alla Camera, compromesso ancora lontano

ALESSANDRO DI MATTEO
ROMA – È la prima prova di tenuta del Pd dopo le primarie, la legge sulla legittima difesa arriva in aula oggi e dentro al partito di Matteo Renzi il clima è tutt’altro che tranquillo. Il tema è di quelli che scaldano le campagne elettorali e per tutta la giornata di ieri si sono susseguite riunioni e telefonate tra il relatore Pd del provvedimento, Davide Ermini, il governo e i membri della commissione Giustizia per evitare una spaccatura che attraverserebbe innanzitutto il partito.

Renzi infatti chiede di tutelare di più chi si difende in casa propria mentre Andrea Orlando, ma non solo, frena rispetto a ipotesi troppo generose con chi usa le armi per difendersi. Fratelli d’Italia, ieri, probabilmente proprio per giocare sulle divisioni della maggioranza, aveva chiesto di iniziare subito l’esame del ddl in aula, ma la proposta è stata bocciata e solo oggi la Camera affronterà la questione. La scorsa settimana era stato proprio il neo-segretario Pd, durante il confronto su Sky, a chiedere di più: «Un passo è stato fatto, ma dobbiamo fare altro. Il problema sicurezza dobbiamo porcelo, la legge sulla legittima difesa va fatta molto più seria di come è adesso», aveva spiegato Renzi. Peraltro Angelino Alfano aveva già detto chiaro e tondo che il testo Pd così com’è, i centristi al Senato, dove sono determinanti, non lo avrebbero votato.

In sintesi, il testo Ermini prevede l’errore indotto da «turbamento grave» come attenuante per chi spara per difendersi in casa propria. Verrebbe però affidata al giudice la valutazione del «turbamento» che, appunto, deve essere anche «grave». Il giorno dopo le parole di Renzi, la scorsa settimana, sono arrivati gli emendamenti di Franco Vazio, renziano, che andavano proprio nella direzione indicata dal leader del partito: «Non possiamo gravare il giudice di una valutazione circa il grado del turbamento. Il giudice non può e non deve stabilire ex post se e quanto sia necessario e giusto avere paura per difendersi legittimamente».

L’accordo non è facile e ieri sera Ermini ha lavorato a lungo con la presidente della Commissione Ferranti, con gli esponenti di Ap e con il ministro Anna Finocchiaro per arrivare a una sintesi che non faccia saltare i nervi all’ala più garantista del partito. Il ministro Enrico Costa, di Alternativa popolare, spiega: «È importante che cambi questa legge, non c’è più il topo di appartamento, c’è una criminalità che entra in casa armata, consapevole della presenza dei proprietari».

Walter Verini, capogruppo Pd in commissione, è uno di quelli che lavorano alla mediazione. Ha presentato un emendamento che pone a carico dello Stato le spese legali per chi deve affrontare un processo per eccesso di legittima difesa e poi viene riconosciuto innocente. Ma agli emendamenti di Vazio anche Verini aveva reagito con freddezza la scorsa settimana: «Lasciamo la demagogia delle armi e le strumentalizzazioni di paure – in parte vere, in buona parte percepite, in tanta parte indotte – a politici come Salvini». Critiche che Vazio non accetta: «Io voglio una legittima difesa, non una legittima vendetta. È il modello che è in vigore in Francia…».

Al compromesso che dovrebbe essere presentato questa mattina prima dell’inizio dell’esame in aula si è lavorato fino a tarda serata. Il tentativo è quello di rafforzare il concetto di «presunzione di legittima difesa», come chiedono i centristi, mantenendo comunque il potere del giudice di valutare se si è verificato invece un eccesso di reazione: «Dobbiamo tutelare chi si difende, senza abdicare ai principi di civiltà giuridica del nostro ordinamento», spiega Verini. Anche perché senza la sintesi il Pd tornerebbe a spaccarsi e ne risentirebbe pure la maggioranza di governo.

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lastampa/Legittima difesa, Pd spaccato. Renzi spinge per la linea dura ALESSANDRO DI MATTEO

Juve Stabia – Allievi: Battere il Taranto per prepararci bene ai playoff (VIDEO)

Ha parlato in conferenza stampa Nicholas Allievi, difensore della Juve Stabia.

Di seguito le parole del centrale delle Vespe: 

Sapevamo che contro l’Akragas sarebbe stata una gara difficile, vista l’importanza della posta in palio,soprattutto per la squadra siciliana. Siamo contenti di aver ben figurato, conquistando tre punti meritati.

Dobbiamo affrontare la gara di domenica col Taranto allo stesso modo, senza pensare alla classifica o a risparmiare le forze. Crediamo ancora nel terzo posto e vogliamo conquistarlo, magari festeggiando con i nostri tifosi.

Sono felice dello spazio che mi sto ritagliando. Cerco di farmi trovare sempre pronto e la fiducia di Mister Carboni non può che farmi piacere. Il rientro di Atanasov non mi “spaventa”, anzi spero che possa concretizzarsi al più presto così da poter contare su un altro difensore di livello.

Sono contentissimo della scelta fatta; a Castellammare sto benissimo e non guardo al passato. La Fieralpisalò è il passato e la possibilità di incontrare la mia ex squadra nella fase finale dei playoff rappresenta per me uno stimolo in più.
Un appello ai tifosi? Spero che domenica siano numerosi, spingendoci alla vittoria.

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Juve Stabia – Marotta: Futuro? Mi farebbe piacere restare! (VIDEO)

Per la consueta conferenza stampa settimanale, in casa Juve Stabia ha parlato Mario Marotta.

Queste le dichiarazioni del numero 10 stabiese:

Veniamo da due vittorie consecutive e ne siamo felici. Ad Agrigento non è stata una gara facile e per questo il nostro risultato assume ancor più valore.

Personalmente sono super contento della mia prima stagione tra i professionisti; credo che tutta la squadra abbia fatto bene ma non dobbiamo accontentarci: ci aspettano dei playoff da vivere assolutamente da protagonisti.

Saranno spareggi molto complicati e con squadre davvero importanti ma noi daremo il massimo per regalare un risultato importante ai nostri tifosi.
Già domenica speriamo di festeggiare con loro una bella vittoria..glielo dobbiamo dopo tanti risultati non positivi al Menti.

Futuro? Sono in scadenza ma mi farebbe molto piacere rimanere alla Juve Stabia, a prescindere dalla categoria.

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Roma, presentazione Monchi: “Non abbiamo un cartello al collo con scritto ‘si vende’ ma ‘si vince’. Al denaro si supplisce con il lavoro”

NOTIZIE AS ROMA – È il giorno della presentazione alla stampa del nuovo ds giallorosso Ramon Monchi. Prende la parola Gandini, che afferma: “Vorrei mandare un sentito e forte ringraziamento a Pallotta che si è adoperato personalmente asffinché Monchi ci raggiungesse a Roma e vorrei ringraziare Massara che ha gestito molto bene questo periodo tra Sabatini e Monchi. Rimarrà con noi”.

Queste, invece, le prime parole ufficiali di Monchi da ds:

In Spagna si dice che lei sia considerato uno dei migliori ds al mondo. Perché la scelta di venire a Roma?
“Buongiorno a tutti. Vorrei innanzitutto dire che mi scuso con chi negli ultimi 3 o 4 mesi mi ha cercato e a cui non ho risposto con l’educazione dovuta ma dovevo concentrarmi sul mio lavoro. Non mi considero il miglior ds del mondo, ma una persona fortunata nella carriera a cui ho decdicato tantissima dedizione. é vero, avevo l’interesse di molti club ma qui c’è un margine di crescita molto grande. Non ricominceremo da 0 per l’ottimo lavoro di Sabatini e Massara. So inoltre che qui avrò la possibilità di lavorare essendo me stesso, essendo Monchi”.

Lei è qui per preparare il futiuro che però dipenderà anche dal presente fatto di 4 partite fondamentali. Cosa dirà alla squadra?
“Totalmente d’accordo. La mia influenza in questo periodo non sarà forte perché non avrò molto tempo, sono arrivato nel finale di stagione, pensando più al futuro che al presente ma è vero che questo futuro dipende dal presente quindi per il poco o molto che possa contare sono a disposizione in tutto e per tutto. Mi sento una parte integrante del club da quando ho messo piede qui”.

La Juve si appresta a vincere il sesto scudetto consecutivo con un blocco di giocatori sempre uguale negli anni. Lei pensa che alla Roma basteranno pochi ritocchi per vincere o servirà una rivoluzione?
Sono concentrato sul futuro ma preoccupandomi su ciò su cui posso intervenire. Sono ambizioso per natura ma non vuol dire vendere fumo. Superare il divario con la Juve è difficile ma non impossibile: sarà necessario lavorare molto ma la cosa è realizzabile sulla base della rosa di oggi la quale contiene ottimi argomenti per il futuro”.

I “buu” razzisti si sentono anche in Spagna?
“È un tema che mi preoccupa come credo tutti voi. In Spagna la cosa si sta trattando bene grazie al contributo di tutti perché tutti hanno la medesima ossessione. Perché un professionista deve uscire dal campo arrabbiato pewrché ha perso la partita e non perchéP offeso per il colore della pelle. Ho parlato con Tony che sta soffrendo questa situazione quindi dobbiamo proteggere lui, Muntari e tutti gli altri quindi con la modestia dell’ultimo arrivato chiedo a tutti di contribuire e denunciare”.

Vede delle analogie tra Roma e Siviglia? C’è un modo per trasformare il DNA di una società in vincente?
Non credo ci siano segrati, diversamente avrei cercato di venderli. Quale fosse il segreto del Siviglia? Me lo hanno chiesto tante volte, ma la risposta non è originale. Il segreto è il lavoro. Questo è stato fatto a Siviglie e io sono qui per aiutare a realizzare i sogni dei tifosi. La direzione verso cui vogliamo andare è unire tutti verso un unico obiettivo che è quello di vincere”.

Questo inizia ad essere il periodo delle scelte per la prossima stagione… Cosa pensa della situazione dell’allenatore?
“Voglio raccontare una storia,anzi un segreto. La prima voltaq che sono stato contattato dalla Roma, l’unico vero contro era lasciare Siviglia, che è stata casa mia per 29 anni ma avevo voglia di lavorare con Spalletti, che considero un allenatore importante ma in questo momento non possiamo permetterci di distrarci e dobbiamo pensare a Milan, Juve, Chieco e Genoa ma spero di poter lavorare con lui”.

Come sarà lavorare in un club in cui non c’è un vincolo emotivo come a Siviglia? A Siviglia non le era più permesso di essere se stesso?
“È la prima volta che esco da Siviglia in tutti i sensi. All’inizio si ha paura dell’ignoto ma devo dire che neanche nei miei auspici migliori avrei potuto immaginare un’accoglienza migliore. Approfitto per ringraziare tutti coloro che della Roma hanno contribuito a rendere più semplice questo passaggio. A Siviglia avevo tutte le xondizioni più favorevoli, da 1 a 10 20 ma nel momento in cui si doveva cambiare non avrei potuto trovare di meglio”.

Rinnoverebbe il contratto a Totti? E la situazione De Rossi?
Su De Rossi l’interesse reciproco è il medesimo, dovremmo essere imbranati per non raggiungere un accordo. é un bravo ragazzo. Sapevo già che Totti ha un contratto che l’anno prossimo gli permetterà di fare il dirigente. Vorrei che lui mi fosse vicino per imparare anche solo l’1% di ciò che lui sa della Roma, perché Francesco è la Roma”.

Nella sua scelta di venire a Roma quanto ha influito Franco Baldini?
“Non saprei quantificare. Quello che mi ha convinto è stata lka Roma, Baldini è la persona che ha ricevuto mandato da Pallotta di contattarmi ma io non sono innamorato di Baldini, sono innamorato della Roma”.

C’è un piano mercato diverso a seconda che si raggiunga il secondo o il terzo posto?
“Sto facendo un corso accelerato in italiano e in ambizioni. é evidente che l’accesso diretto alla Champions dà dei vantaggio ma il denaro non è tutto. Dobbiamo impegnarci ad ottenere il secondo posto più per il prestigio che per il denaro. Al denaro si può  supplire con il lavoro”.

Lei in un’intervista ad un giornale spagnolo ha detto che a Siviglia era costretto a vendere e comprare per mantenere sotto controllo il monte ingaggi ma anche che era una situazione pericolosa. Alla Roma pensa di dover ripercorrere la stessa strada o prima vanno risistemati i conti?
“Questa strategia al Siviglia era necessaria per cercare di lottare per gli obiettivi posti. Siamo riusciti a realizzare anche plusvalenze ma ciò che ha reso buona la gestione sono stati i successi sportivi. Anche alla Roma lavoreremo in questo senso. Dico subito che il problema non è vendere, ma comprare male. Tutti insieme lavoreremo per raggiungere questi successi. Sono io a fare a lei una doamda: crede che io abbia lasciato a casa mia per non vincere?”.

Per lei esistono incedibili? Come si sviluppa il processo di selezione di un giocatore?
“La risposta tipo che insegnano i manuali è che esistono calciatori incedibili ma non sono qui per vendere fumo e quindi dico che non ci sono incedibili ma hgiocatori più o meno importanti. La Roma valuterà tutte le proposte perchè non ha un cartello appeso al collo con scritto ?si vende’ ma uno con scritto ‘si vince’. Per quanto riguasrda la seconda domanda, risponderò più diffusamente in un’intervista a tu per tu, oggi dobbiamo far presto e rischierei di essere superficiale”.

Lei ha comprato Dani Alves e Sergio Ramos quando ancora non erano ancora Dani Alves e Sergio Ramos. Il primo acquisto potrebbe essere Kessie dell’Atalanta?
“Ramos era un prodotto del settore giovanile del Siviglia. A me piace lavorare con i giovani ma non è un’ossessione. A me preme comprare calciatori forti e che abbiano voglia di vincere. Kessie è una possibilità, un giocatore che già conoscevo e che la Roma segue ma siamo ancora agli albori”.

 

 


Diretta testuale e foto dell’inviato Claudia Demenica  copyright-vivicentro

Il tormento dei 50enni sospesi: disoccupati e con il miraggio della pensione

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Le persone che hanno perso il lavoro e vedono la pensione come irraggiungibile, si trovano a vivere il tormento dei sospesi. Per loro il reinserimento è quasi impossibile perché l’Italia non investe in formazione continua.

Lavoro perso e pensione irraggiungibile, il tormento dei cinquantenni “sospesi”

Quasi impossibile il reinserimento: l’Italia non investe nella formazione continua

«Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo», diceva Adriano Olivetti, il grande imprenditore piemontese. Immaginatevi quanto tormento è a 50 o a 60 anni, magari dopo aver passato una vita a lavorare, trovarsi improvvisamente senza lavoro o provare a cercarlo perché se ne ha bisogno e non trovarlo.

Sono mezzo milione i disoccupati di 50 anni e più, che si trovano in questa situazione, cioè le persone che non hanno lavoro e lo cercano attivamente, secondo i dati Istat 2016.

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Se ne parla poco. Ma dobbiamo farlo perché si tratta di un segmento particolarmente vulnerabile che corre un duplice rischio: quello di vivere oggi una situazione difficile economicamente e socialmente, che potrebbe protrarsi nel tempo, e quello di non raggiungere i limiti previsti per ottenere una pensione. Doppiamente sospesi, e con grandi difficoltà a reinserirsi nel lavoro, data l’età. Un grande «tormento».

Si tratta in gran parte di persone che hanno lasciato forzatamente il lavoro (74%), lo hanno perso, e che stanno incontrando difficoltà a trovarlo, visto che il 61,4% è disoccupato di lunga durata, cioè sta cercando un’occupazione da più di un anno. L’età avanzata rende più difficile il tutto, e a parità di altre condizioni è noto che più aumenta la durata della disoccupazione, più è grande la probabilità di non trovare il lavoro.

Non facilita il fatto che in Italia ancora il principale canale per la ricerca di lavoro sono i contatti informali e personali che durante la crisi hanno riguardato l’80% dei disoccupati, perché essendo costoro fuori da ambienti lavorativi hanno sempre meno contatti con occupati. Inoltre, le imprese sono molto restie ad assumere non solo disoccupati in età adulta, ma anche in stato di disoccupazione da molto tempo. Tanto più che il livello di istruzione dei disoccupati adulti è prevalentemente basso (63,7%), al massimo la secondaria di primo grado, e ciò crea maggiori difficoltà di reinserimento, perché limita le loro chance. Anche perché il nostro Paese non ha mai agito seriamente sulla formazione continua.

Un’istruzione più elevata crea un forte vantaggio per non cadere in disoccupazione in età adulta, e per ritrovarla più facilmente nel caso in cui ci si cada. La crescita maggiore di disoccupati ultracinquantenni è avvenuta tra il 2008 e il 2013, un aumento del 147 per cento. Il che vuol dire che in cinque anni sono più che raddoppiati, arrivando a 438 mila. Nei tre anni successivi rallenta di molto la crescita, 60 mila disoccupati in più, per un totale di 501 mila unità. Il fatto che sia rallentata la crescita non deve farci sottovalutare il problema. L’incremento dei disoccupati con almeno 50 anni ha interessato soprattutto gli uomini tra il 2008 e il 2013, che assorbivano i due terzi dell’aumento. Negli ultimi tre anni sono invece le donne ad assorbire i due terzi di un incremento in generale più basso.

Gli uomini rimangono comunque la maggioranza dei disoccupati ancora oggi a differenza di altre fasce di età. Nei primi cinque anni della crisi i settori delle costruzioni e dell’industria manifatturiera, seguiti dai trasporti e dal commercio, hanno contribuito maggioritariamente, quasi al 60% alla crescita dei disoccupati con più di 50 anni tra gli uomini. La crescita delle donne disoccupate deriva da tutti gli altri settori, soprattutto i servizi collettivi e alla persona, e poi dall’industria manifatturiera, il commercio e il settore degli alberghi e ristorazione.

Nel Sud vivono il 43,7 % dei disoccupati ultracinquantenni, nel Nord il 35,9%. Così era anche più o meno nel 2013. Ma emerge una differenza tra uomini e donne. Le disoccupate donne vivono più al Nord, sono più istruite, e in maggiore percentuale non sono state licenziate, ma cercano di rientrare nel mercato del lavoro dopo un periodo di assenza magari in seguito alla maternità e alla crescita dei figli. Vivono di più come madri sole col figlio, in coppia senza figli e da single, nel 37% dei casi in coppia con figli. Gli uomini disoccupati vivono di più al Sud, sono meno istruiti, sono stati licenziati, e sono in maggioranza genitori con figli, in un quinto dei casi in coppia senza figli.

Il lavoro, quando non è sfruttamento, è un aspetto fondamentale dell’identità delle persone. In Italia la grande maggioranza della popolazione è molto legata al suo lavoro, ne è complessivamente soddisfatta, ci tiene, ci investe anche quando non guadagna molto. Senza lavoro, contro la propria volontà, a cinquanta anni è veramente dura. Non possiamo rassegnarci alla perdita del lavoro, come Paese prima che come individui, è la perdita di una grande ricchezza di uomini e donne che va valorizzata.

Il boom dei 50enni disoccupati con il miraggio della pensione

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Per la prima volta dal 2004 i disoccupati over 50 superano, nell’arco di 12 mesi, quelli under 25. In particolare oggi sono 103 mila in più del 2016. Queste persone, che hanno perso il lavoro e vedono la pensione come irraggiungibile, si trovano a vivere il tormento dei sospesi.

Nella corsa alla disoccupazione i vecchi sorpassano i giovani

Gli over-50, finora trattenuti al lavoro grazie alla legge Fornero, perdono posti. Per i ragazzi il dato migliore da cinque anni. E per gli autonomi si apre una voragine

ROMA – Fino a ieri il problema erano i giovani che non trovavano lavoro soprattutto a causa dei troppi over 50 trattenuti in servizio per colpa dell’innalzamento dell’età di pensionamento. Adesso, in base ai dati diffusi ieri dall’Istat, la situazione si ribalta: da un lato, infatti, la disoccupazione giovanile scende e segna un nuovo minino al 34,1% (0,4 punti in meno rispetto a febbraio, il livello più basso da febbraio 2012); dall’altro si registra un vero e proprio boom di disoccupati con più di 50 anni, ben 567 mila a marzo, 59 mila più di febbraio e ben 103 mila in più rispetto al 2016. È la prima volta dall’inizio delle serie storiche (2004) che ci sono più disoccupati nella fascia over 50 che tra i 15-24enni (524 mila). Secondo l’Istat l’aumento dell’indice di disoccupazione all’11,7% che si è registrato a marzo è dovuto soprattutto ai lavoratori più anziani il cui tasso di occupazione cala di mezzo punto mentre tra i giovani sale di 0,4.

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Effetto ammortizzatori

Cosa sta succedendo? Secondo i sindacati paghiamo l’atteso, e soprattutto temuto, effetto della riforma degli ammortizzatori sociali. La fine della mobilità, sostituita da fine 2016 dalla Naspi, in questa fase finirebbe col produrre nuovi disoccupati. E per questo ieri Carmelo Barbagallo della Uil ha ricordato che i sindacati hanno chiesto da tempo al ministro del Lavoro Giuliano Poletti di aprire una discussione sugli ammortizzatori sociali. A suo giudizio «bisogna ragionare su nuovi strumenti che tengano conto del territorio di residenza e dell’età della persona che perde il lavoro per evitare che si arrivi, soprattutto per i più anziani, al disastro sociale. Con migliaia di persone lontane dalla pensione e senza la speranza di trovare un lavoro».

Indipendenti in affanno  

Un altro dato viene invece segnalato da Confcommercio, che segnala le crescenti criticità che si registrano anche sul fronte del lavoro autonomo. Giusto lo scorso mese questo comparto ha perso ben 70 mila posti a fronte dei 63 mila guadagnati dai lavoratori dipendenti (41 mila permanenti). Secondo Francesco Seghezzi, direttore della fondazione Adapt, a determinare questa situazione «è un mix di cause. Ma alla base c’è sicuramente un indebolimento dell’effetto Fornero». Il boom fatto registrare negli ultimi anni dagli over 50 sarebbe insomma stato determinato più dall’allungamento dell’età pensionabile che da nuove assunzioni, «effetto che era destinato ad esaurirsi come pare stia avvenendo». Gigi Petteni della Cisl sostiene che «è sbagliato creare contrapposizioni generazionali» e fornisce tutt’altra lettura. A suo parere il problema della disoccupazione giovanile non può essere derubricato, visto che i disoccupati con meno di 35 anni sono pur sempre 1,4 milioni.

Giù gli inattivi  

Il resto del bollettino Istat ci consegna una situazione in chiaroscuro: l’asticella della disoccupazione sale di 0,1 punti su febbraio a quota 11,7% (mentre in Europa è stabile al 9,5%), i disoccupati si assestano a quota 3,022 milioni (+41 mila su febbraio e +88 mila sul 2016), mentre il tasso di occupazione è stabile al 57,6% (+0,6 sul 2016). Come sempre maggioranza e opposizione danno una lettura contrapposta della situazione. Il ministro del Lavoro da parte sua sottolinea innanzitutto i dati più positivi: 734 mila occupati in più e 266 mila disoccupati in meno sul 2014, 24 mila giovani occupati in più in un mese e ben 9,2 punti di disoccupazione giovanile in meno rispetto a 3 anni fa.

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lastampa/Nella corsa alla disoccupazione i vecchi sorpassano i giovani PAOLO BARONI

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: vivi i playoff in diretta radio su ViViRadioWeb

Juve Stabia, il programma gare del settore giovanile: vivi i playoff in diretta radio su ViViRadioWeb

Si parte con i playoff, il grande giorno è arrivato. Di seguito il programma gare di questo fine settimana con le dirette radiofoniche su ViViRadioWeb:

Berretti: J. Stabia – Fondi sabato 6 maggio ore 17.30 stadio Menti, 1^ giornata fase finale playoff scudetto (diretta radio su ViViRadioWeb dalle ore 17:15)

Under 17: J. Stabia – Feralpisaló sabato 6 maggio ore 14.30 stadio Menti, andata ottavi di finale playoff scudetto (diretta radio su ViViRadioWeb dalle ore 14:15)

Under 15: Parma – J. Stabia domenica 7 maggio ore 11 Centro Sportivo Parma Calcio – Collecchio, andata ottavi di finale playoffscudetto (probabile diretta radio su ViViRadioWeb dalle ore 10:45)

2004: Juve Stabia – San Vincenzo scafati sabato 6 maggio ore 16 campo comunale di Casola

a cura di Ciro Novellino

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Turi al Pungiglione: “Aspettiamo ancora una risposta dall’amministrazione comunale: polemiche inutili anche al Viareggio”

In esclusiva le dichiarazioni di Alberico Turi

Nel corso della trasmissione di ViViRadioWeb, Il Pungiglione Stabiese, abbiamo ascoltato il Direttore Responsabile del settore giovanile della Juve Stabia, Alberico Turi.

Il dg della Juve Stabia ha confermato che l’annata delle Vespe è straordinaria, compreso il settore giovanile

“A queste date ci avviciniamo con grande lavoro con gli staff. Vogliamo raggiungere il risultato che tutti ci auguriamo. Si raggiunge con lavoro, abnegazione, stando insieme, ci siamo allenati anche lunedì, l’ambiente è carico per affrontare i playoff. Dobbiamo restare con le dita incrociate e aspettare le gare di sabato e domenica”.

Dall’alto della sua esperienza, come caricherà i ragazzi?

“Si stanno giocando qualcosa di importante e anche chi non giocherà a grandi livelli in futuro, porterà dentro questa esperienza. Per gli Under 15 giocare a Parma e vedere il direttore del settore del Parma Fausto Pizzi, sarà una grande soddisfazione. Devono mettere dentro tutto quello che hanno. La Berretti, invece, deve pensare di poter giocare in categorie importanti: c’è un gruppo di ragazzi che veramente può far parlare di se, però devono capire che non devono abbassare la guardia ed essere umili come lo sono sempre stati. Devono avere rispetto per tutti, ma dando tutto quello che si ha”.

Strianese in campo?

“Prematuro dirlo. Strianese e Dan Berci, come tutti gli altri, si equivalgono. Avere lui o Rubino in campo, non ci cambia molto. La rosa è molto competitiva, i ragazzi non si fermano mai e lo dimostrano nelle amichevoli disputate, anche con prime squadre. Non bisogna pensare al singolo, ma al gruppo. Tutto in campo per arrivare agli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Quando siamo partiti per la preparazione, dissi loro che si giocavano una carta importante per il loro futuro. Tutti gli occhi erano su di loro e la situazione particolare poteva esaltare l’annata. Ora sono arrivati a questo punto e auguro loro, a noi e alla società, di poter arrivare in alto”.

Il dg Filippi dice grandi meriti al settore giovanile con mille difficoltà

“Non vorrei entrare in questa polemica. Sto aspettando che l’amministrazione comunale ci risponda. Abbiamo chiesto in maniera ufficiale, attraverso il nostro responsabile alle pubbliche relazioni, che ci potessero dire quale fosse la disponibilità per allenarci al Menti in vista dei playoff e al momento non abbiamo avuto risposta. Quando parliamo di strutture, Castellammare delude. Sono deluso. Ho molta più ospitalità fuori da Castellammare. L’amministrazione comunale ha fatto orecchio da mercante. Ancora una volta, solo giovedì e dietro pagamento di un bollettino, abbiamo l’autorizzazione per allenarci al Menti. Lo vorrei ricordare al sindaco e agli amministratori. Noi rappresentiamo Castellammare di Stabia nei confronti di città importanti come Parma o Andria. Sono molto deluso, ma andiamo avanti per la nostra strada. Poi quando ci si vorrà sedere ad un tavolo, sarò felice di farlo. Il sindaco ha creato la polemica Manniello per il torneo di Viareggio, lo ha fatto in maniera inutile. Era molto più semplice sedersi, era tutto in fase embrionale, ma non è mai stata spesa una parola per aprire un tavolo e spiegarsi. Che lo stesso dg ci parla delle difficoltà, va ricordato che tutti insieme le hanno create. Non è stata una cosa nuova in passato, non lo è oggi e non lo sarà in futuro. Castellammare non ha più alcuna attrattiva se non quella calcistica. Si fa, però, di tutto, affinchè questa valvola di sfogo venga distutta totalmente”.

Il Solaro di Ercolano ha regalato i playoff agli Under 17, ora ci sarà scouting

“Lo scouting è proseguito anche in giornata, tornavamo da Agnano quando ci siamo sentiti, abbiamo fatto visita alla Domenico Luongo. Proseguiamo nel nostro lavoro, crediamo nel progetto del settore e finchè ci sarà questo progetto con la Juve Stabia, è gisuto che si lavori. I miei collaboratori sono professionisti seri”.

Orari gare di sabato?

“L’Under 17 giocherà contro la Feralpisalò alle ore 14:30, mentre la Berretti alle 17:30. In questo modo consentiremo alle squadre di avere spogliatoi pronti all’uso, in quanto sono soltanto 3 quelli destinati al settore al Menti e non mi andava di avere accavallamento tra le due gare”.

Appello alla città?

“L’ho già fatto attraverso Le Vespette, questa sarebbe per noi una forza aggiunta: presenziare al Menti sarebbe stupendo per tutti. Mi auguro che anche il presidente Manniello possa venire al Menti a seguire una gara del settore. Franco è una persona che merita. Gli si può dire tutto come me, impulsivo, ma è un tifoso della Juve Stabia. Spero che ci possa essere Manniello, così come De Lucia e tutto il tifos stabiese. Ho detto di essere rammaricato con l’amministrazione, ma spero che sindaco e consiglieri possano essere presenti sabato. Una chicca, un pastificio di Gragnano regalerà pasta alle squadre avversarie”.

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